venerdì 9 settembre 2011

Salvatore Parolisi. Fra i tanti testimoni presenti al Pianoro non ve n' è uno che sia un "punto cardine" dell'Accusa... come mai?


Qualcosa non torna al Pianoro, o, per meglio dire, qualcosa non torna nella ricostruzione testimoniale presentata dalla procura su chi al Colle il 18 aprile si trovava. Non intendo dire che il Parolisi e la moglie vi fossero, a quanto pare nessuno li ha visti, voglio dire che per provarne la mancata presenza la procura si è basata, e si basa, su fatti aleatori ed incerti, fatti che possono cambiare anche modificando un solo dettaglio o parte di una testimonianza. Lo strano è che quelle inserite per sommi capi dal Gip Calvaresi, nella prima ordinanza d'arresto, parevano perfette e senza sbavature mentre invece, se lette nelle loro parti salienti (le più rilevanti le ha inserite il Gip Cirillo), dimostrano una vetrosa fragilità. Vi avviso che non sarà affatto facile destreggiarsi fra orari e nomi, anche perché l'articolo è lungo, quindi armatevi di tanta concentrazione. Chiaramente iniziamo dai personaggi principali e dalle parole del Parolisi che afferma di essere arrivato alle altalene, assieme alla moglie ed alla figlia, sulle 14.40. A questo punto c'è da seguire il percorso da lui tracciato, vero o falso che sia, e pensare che poco prima delle 14.50 Melania l'abbia lasciato solo (orario indicato dai Pm). Ed allora seguiamola e vediamo se qualcuno può averla vista andare verso il monumento.

Gli unici che potevano incrociarla sono i testimoni passati proprio in quella strada, quindi il Ferraioli, l'imbianchino, il Bathijari, il muratore, ed il Giorgi, il padre di uno dei ragazzi presenti al campo di calcio. Il primo ha dichiarato di essere tornato al lavoro sulle 14.45, senza passare dal pianoro, e di aver subito iniziato a verniciare senza far caso a niente e a nessuno, ma ha anche detto di essere partito di casa alle 14.00 e di essere prima passato al "Brico", che apre alle 14.30, per degli acquisti (il negozio è a più di venti minuti dal Colle). Quindi c'è da credere che nei suoi ricordi ci sia qualcosa di sbagliato, per cui potrebbe essere arrivato molto più tardi. Però, visto che non è fra i testi chiave, teniamo buoni gli orari indicati dalla procura e consideriamolo in anticipo coi tempi senza dargli un peso specifico ma solo un valore numerale. Il secondo ha testimoniato di essere andato in auto, sulle 15.00, al ristorante Il Cacciatore, passando nella stessa strada che porta dal pianoro al monumento, per acquistare tre caffè, di non aver visto nessuno, né a piedi né in auto, e di aver fatto ritorno poco dopo all'abitazione in cui, assieme al padre ed allo zio, stava lavorando. E qui manca una cosa fondamentale, quella che avrebbe potuto darci un'ora esatta, lo scontrino fiscale. Di certo non si pretende che l'uomo lo abbia conservato, ma sui "rotoli di carta termica", inseriti obbligatoriamente nel registratore di cassa del ristorante, è per forza impresso l'orario in cui i tre caffè sono stati pagati.

Bastava verificarlo ed inserirlo nell'ordinanza per dare al muratore una qual certa veridicità. Non l'hanno fatto per cui anche la sua testimonianza per la procura ha solo una valenza numerale in quanto, basandosi su questa, Melania si potrebbe inserire fra gli spazi lasciati aperti. Se ad esempio fosse partita anche solo uno o due minuti prima delle 14.50, significherebbe che al monumento sarebbe arrivata non più tardi delle 14.53 (questo in base agli orari cronometrati dai carabinieri che hanno parlato di 6 minuti abbondanti per andare dalle altalene al ristorante, dato che il monumento è a circa 200 metri dal locale il conto è bello e fatto). E dalle 14.53 alle 15.00 ci sono sette minuti, minuti sufficienti per parlare con qualcuno, salire in un'auto o quant'altro sia potuto accadere (naturalmente sempre sia vero che era col marito al pianoro). Ora, prima di parlare del terzo testimone, Giorgi Serafino, torniamo al Parolisi che si dice essere rimasto alle altalene con la figlia. La procura per sconfessarlo chiama in ballo, fra gli altri, la signora Fioretti e sua suocera, Ursula Meckel, che, pur se affiancate e paragonate ai comuni testimoni, pur se quasi nascoste nell'ordinanza, in effetti sono testi chiave, il punto cardine di tutto l'incastro creato.

Infatti per la Fioretti e la Meckel il comportamento dei Pm è singolare perché, non basandosi sulle loro parole, asseriscono che le due sono arrivate a San Marco fra le 14.46 e le 14.50 ed inseriscono la frase: "ben prima rispetto ai tempi dichiarati dalle stesse" (le due donne hanno parlato delle 15.00/15.05). Ed a ben guardare l'anticipare di 15/20 minuti l'arrivo non è roba da poco. Ma addentriamoci nelle dichiarazioni della Fioretti e nelle supposizioni della procura, tanto per capire se è logico un tale anticipo. La Fioretti dice di essere partita da Pagliare del Tronto alle 14.30, assieme alla figlia di 4 anni, di essere andata a casa della suocera e dopo averla fatta salire di essere ripartita per arrivare alla superstrada "Ascoli mare", di averla imboccata all'entrata di Spinetoli e di esserne uscita a Porta Cartara per poi proseguire sulla strada normale fino a San Marco. A questo punto c'è da chiedere ai Pm per quale motivo, se dichiara di essere partita sulle 14.30, credere giusto le 14.46 come orario di arrivo dato che nelle carte i carabinieri specificano bene che quel viaggio porta via 30 minuti. E scrivendo 30 minuti non considerano che la donna guidava una Ford Ka vecchio tipo, che aveva a bordo la suocera e la figlia piccola e che è anche fin troppo facile il dover supporre, in tale situazione, una guida prudente. Fra l'altro la Meckel, anche lei ricordandosi l'orario di partenza che ha dichiarato essere avvenuto fra le 14.30/14.40 (e concorda con quanto detto dalla nuora dato che è salita successivamente), ha fornito una testimonianza particolareggiata sul momento del loro arrivo. 

Ha detto di aver visto un'auto col cofano aperto davanti al chiosco, dei ragazzi che giocavano a pallone sul prato, un uomo dentro il chiosco (qualificabile nel Ranelli) ed uno anziano all'esterno. A questo punto c'è da chiedersi il motivo per cui i Pm vogliano a tutti i costi siano arrivate alle 14.46 quando l'Ascenzi, l'amico del Ranelli rimasto inizialmente con lui fin quasi le 15.10, sta benissimo nell'azione descritta dalla testimone anche alle 15.03. Ed a conferma vi è la registrazione della videocamera che in quell'orario lo posiziona per tre minuti all'esterno (fra l'altro l'unico momento in cui i due si sono separati). Ma all'esterno, con Ranelli all'interno, si posiziona anche il Poli, l'amico arrivato alle 15.18 a cui, verso le 15.23, il Ranelli ha fatto un caffè. E lui è rimasto per 5 minuti al di fuori del chiosco. Per cui, se in tribunale si vuol sostenere una tesi credibile, cercare di anticipare i tempi pare alquanto rischioso visto che occorre anche considerare l'Angelini, lo stesso ragazzo che ha scattato le foto poi inserite agli Atti, che ha affermato di aver visto arrivare due donne e una bimba sulle 15.00. Insomma c'è da capire il motivo per cui alla procura serve l'anticipare il loro arrivo quando l'orario, in base alle testimonianze ed al cronometro, pare essere appurato e, casomai dovesse subire modifiche, dovrebbe essere portato avanti e non indietro.

Ma la domanda trova una facile risposta al momento in cui si leggono le dichiarazioni del Giorgi Serafino, il terzo testimone lasciato precedentemente in sospeso. Nelle considerazioni della procura lui è un teste chiave perché, scrivono, è passato per la stessa via in cui doveva essere Melania Rea, per ben due volte, proprio quando la donna, secondo le parole del Parolisi, la stava percorrendo. Dato che il muratore e l'imbianchino non ci stanno coi tempi si vuol far credere che comunque c'è chi ci sta dentro e che Melania di lì non è mai passata perché lui in tal caso l'avrebbe di certo vista. E ciò è possibile solo se la Fioretti e la Meckel sono arrivate alle 14.46, questo perché le due donne sono inserite sia nella scena proposta dal Giorgi padre sia in quella proposta dal Giorgi figlio. Cosa dichiara il figlio? Dichiara che poco prima delle 15.00 ha ricevuto una telefonata dal padre che non riusciva ad inquadrarlo sui prati, che a ridosso del prato vicino al chiosco c'erano due coppie di vecchietti ed una signora con una bimba, che proprio nel frangente della telefonata la palla con cui i suoi amici giocavano andava a finire vicino a queste due. Quindi in quegli attimi la presenza della Fioretti, della figlia e della Meckel, è certa ed addirittura è posizionabile non già al momento del loro arrivo ma alla successiva fase di sistemazione, dopo aver occupato un tavolo e disteso il plaid. Quindi, in realtà, a che ora è arrivato il Giorgi senior? Se non consideriamo le coppie di vecchietti, arrivate successivamente e che il figlio potrebbe aver visto anche dopo e non essere abbinate a questo ricordo, come invece lo è la palla che rotola fino alla bimba, e concordiamo con la procura che vuole essere il signor Ascenzi la persona anziana vista all'esterno, e non il signor Poli, l'orario si sposterebbe comunque in avanti ed il tutto andrebbe aggiornato fin verso le 15.10. Se considerassimo il Poli arriveremmo alle 15.20/15.25.

Motivo per cui c'è da chiedersi se il Giorgi sia davvero passato dalle 14.50 alle 14.55 sulla via che il Parolisi dice aver percorso la moglie. Vediamo cosa dichiara l'uomo. Afferma di essere arrivato al pianoro sulle 14.30, di aver sbagliato strada andando verso il Sacrario, di essere tornato su quella principale, di aver nuovamente sbagliato strada andando verso San Giacomo e di aver notato sulla sua sinistra dei ragazzi che giocavano a pallone, di aver fatto alcune manovre e cambiato nuovamente strada, visto che si trovava in una via a senso unico e non poteva tornare indietro, di essere infine tornato su quella giusta e, dopo aver superato il ristorante, di aver imboccato la strada della colonia di un istituto religioso (la via che dal parco porta al monumento), di essere arrivato in fondo lasciandosi il chiosco sulla sinistra, chiosco che dichiara aver visto chiuso, parcheggiando oltre, nella strada che porta ai campi da tennis, e da lì di aver telefonato al figlio, che non aveva riconosciuto fra gli altri ragazzi, di essere rimasto al cellulare per due minuti e di essere subito ripartito per Ascoli riprendendo la medesima strada (quella di Melania) notando una donna ed una bambina che dal chiosco andavano verso il prato. Come si evince chiaramente la confusione è padrona assoluta della testimonianza dato che il chiosco chiuso farebbe supporre ad un orario antecedente le 14.44 (orario apertura); visto che ciò è impossibile, per via delle donne e della bambina già presenti, il fatto che non abbia notato l'Ascenzi all'esterno (arrivato alle 14.45 ed andatosene alle 15.10), o comunque il Ranelli e l'Ascenzi insieme, o anche solo le auto dei due (una col cofano posteriore aperto) posizionate davanti al chiosco, fa supporre sia arrivato dopo, quando la Citroen C3 dell'Ascenzi già era partita ed il Ranelli si trovava, e c'è restato una decina di minuti (fino alle 15.23), all'interno a montare i poggia-mensole. Per cui i tempi superano abbondantemente quelli che vorrebbe la procura in quanto dalle testimonianze, sia del figlio che dell'Angelini, ma anche da quella del Ranelli e dell'Ascenzi, che non lo vedono, si evince chiaramente che la scena prospettata dal Giorgi non ricalca una realtà verificatasi sulle 14.50.

Mi sa che anche lui finirà nel novero dei tanti testimoni da scartare quali, ad esempio, i ragazzi giunti in scooter nel primo pomeriggio (a cui la procura da una grande importanza) che hanno parcheggiato non accanto  all'apertura che porta al parco degli scivoli, come dettoci varie volte, ma in fondo a ridosso del chiosco di Ranelli (scooter notati in quel punto da chi potava gli alberi e dal Ranelli stesso). Ragazzi che hanno dichiarato di essere arrivati sulle 14.35/14.40, quindi il Parolisi in quel momento probabilmente non si trovava al Pianoro, e che non sono stati concordi sull'orario in cui sono ripartiti lasciando aperta una forbice di quindici/venti minuti (alcuni hanno detto le 15.15 altri le 15.30 ed oltre). Anche da scartare sono il Poli, giunto dopo le 15.18 e rimasto sempre al chiosco a parlare col Ranelli, il Vellei ed il Maoloni (i giardinieri) in quanto mentre tornavano col camioncino, dopo aver gettato la "potatura" (la videocamera li posiziona alle 14.46), hanno affermato di aver guardato i ragazzi al campo di calcio e gli scooter sopracitati posizionati vicino al chiosco (e gli scooter in prossimità del chiosco annullano la possibilità potessero essere ripresi dalla foto dell'Angelini, quindi non fila neppure il ragionamento che li vuole partiti prima delle 15.13) e quindi, non essendo uccelli, se hanno osservato quanto accadeva alla loro destra non potevano vedere chi stava in fondo al parco alla loro sinistra (sempre ci fosse qualcuno). Altri testi, quali la Sirocchi e la Sturba, assieme a loro tre amici, non sono utili all'Accusa perché arrivati dopo le 15.15 ed andati dalla parte opposta alle altalene. Inoltre le due ragazze hanno atteso una decina di minuti prima di incamminarsi verso il ristorante Il Cacciatore per acquistare un gelato (passando in quel momento a piedi dal parco degli scivoli), ed è alla loro uscita dal locale che hanno incontrato il Parolisi con la bimba in braccio che stava per entrare.

Come poco possono trovar credito i ragazzi intenti a giocare a calcio perché su un terreno con dislivello basso rispetto alla strada ed al parco, perché non hanno ricordi, se non sporadici ed imprecisi, neppure di quelli a loro più vicini stesi sul prato o seduti sulle panchine. Perché parlano di un gelato mangiato a cavallo delle 14.00 ed affermano, in modo variegato e diverso, che la bimba e la madre sedute su un plaid, nonché la nonna seduta su una panchina, erano presenti al pianoro già alle 14.20, salvo poi, di bocca in bocca, spostare in avanti l'orario e portarlo alle 15.00, testimonianza Angelini e Giorgi. Insomma un caos discordante che non può ottenere credibilità se sommato all'orario di partenza fornito dalla Fioretti e dalla Meckel, le uniche persone che possono aiutare la procura ma solo se arrivate almeno dieci/quindici minuti prima delle 15.00. In caso contrario, se arrivate dieci minuti dopo le 15.00, le due donne saranno destinate ad aiutare la Difesa nel confutare le parole dei componenti della famiglia Barbizzi, gli unici ad aver attraversato il parco, passando fra gli scivoli, nell'orario in cui il Parolisi, sempre sia vero, asserisce di esserci stato (il loro passaggio è stimato dai Pm sulle 15.00). Ed ecco l'altro motivo per cui la procura cerca di anticipare l'arrivo delle due donne andando contro e modificando le loro testimonianze. Il primo inteso a dimostrare che Melania Rea non fosse mai passata per la strada che porta al monumento, il secondo a dimostrare che chi è passato dove il Parolisi in quell'orario vi si doveva trovare non lo ha visto perché non c'era. Ma gli orari della famiglia Barbizzi sono verificabili solo basandosi su altri testimoni e sulla presenza della Fioretti, di sua figlia e della Meckel, proprio perché al loro arrivo al pianoro la donna con la suocera e la bimba erano già presenti. Ed allora verifichiamo se i tempi dichiarati dai Barbizzi sono compatibili con quelli ipotizzati dai Pm.

Se davvero l'ora del loro arrivo al residence di fronte al ristorante fosse le 14.45, se davvero dopo dieci minuti fossero partiti a piedi (lui, la moglie, il nipote tredicenne ed un suo amico), sarebbero arrivati alle altalene attorno alle 15.00, come scritto a verbale, ed al prato vicino al chiosco subito dopo. Questa però può essere la ricostruzione temporale giusta solo se la Meckel è arrivata almeno dieci minuti prima delle 15.00 perché la moglie del Barbizzi testimonia che al suo arrivo la vede, quindi è già presente, e la Meckel testimonia che durante la permanenza al Pianoro vede arrivare e sedersi sulla panchina del tavolo, da lei già precedentemente occupato, praticamente accanto a lei, una coppia di anziani. Ma questa è solo la premessa perché poi entrano in ballo la Sirocchi e la Sturba. Infatti al suo arrivo, o comunque subito dopo, la moglie del Barbizzi vede, oltre la bimba la Fioretti e la Meckel, oltre al gruppetto di giovani che gioca a calcio, gli amici della Sirocchi tirare sassi alle bottiglie di birra, e le bottiglie le hanno portate le ragazze alle 15.47, non da escludere ne avessero altre, inoltre vede i ragazzi salire su un'auto di colore nero, quella della Sirocchi, e partire, dice, dopo diversi minuti dal suo arrivo (è provato se ne siano andati sulle 16.10). E che dica "diversi minuti" anziché più di un'ora, perché oltre un'ora sarebbe passata se fosse arrivata alle 15.00, è molto significativo e non dovrebbe dar adito ad equivoci.

Insomma, dato che la videocamera non inquadra nessuno, se non il Ranelli e l'amico, fino alle 15.10, dato che da indicazioni esatte solo dopo le 15.47, quando iniziano ad arrivare più persone, dato che le testimonianze accertate e verificabili sono successive a questo orario, dato che chi è arrivato prima di questo, vuoi i ragazzi o vuoi il Ranelli, fra le 14.40 e le 15.25 era intento in altre occupazioni, dato che questo la procura lo ha capito in quanto per affrancare alcune testimonianze ha anticipato di sua iniziativa alcuni orari (spostandone altri, videocamera, da diversi tecnici e carabinieri controllati inizialmente e, a verbale, ritenuti giusti), dato che i cellulari presenti hanno varie volte sbagliato i tempi a causa dell'orario sfasato sul display o di disservizi (per questo non sono stati inseriti a conferma delle testimonianze?), c'è da chiedersi quale immane fatica dovranno fare i Pm quando in tribunale vorranno far passare la loro tesi. Perché, a prescindere dal fatto che il Parolisi fosse o meno a San Marco, a prescindere dal fatto provabile o meno che il Parolisi sia l'assassino di sua moglie, se si mettono in ordine logico le testimonianze si nota che chi poteva davvero vedere il militare e la moglie, secondo la sequenza degli inquirenti, in realtà non era in zona in quegli orari. Per lo più si notano bene gli orari subire strane modifiche.

E non è bello, perché poi c'è sempre chi si chiede: "Queste stranezze sono casi eccezionali o sono la regola?"



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75 commenti:

filippo ha detto...

perchè probabilmente parolisi al pianoro c'era davvero e il gestore del chiosco logicamente dovrebbe essere l'unico testimone attendibile e guarda caso si ricorda del parolisi, della bimba e di una donna molto simile alla Melania.

Anonimo ha detto...

Provate a leggere quest'articolo che ho letto
http://fattidicronacanera.blogspot.com/2011/09/caso-melania-rea-terza-parte-la.html
Mari

Alessandro ha detto...

impeccabile come sempre max...bravo

Anonimo ha detto...

gli inquirenti non dovrebbero essere super partes?

Mercutio ha detto...

MASSIMO, i tuoi rilievi sembrano essere incontrovertibili. E' evidente che ti è costato una certa fatica a mettere insieme dettagli così importanti e, direi, determinanti.
Vorrei solo essere certo che i difensori di Parolisi fossero capaci di servirsene, per trarne un evidente vantaggio.
Ciao, Mercutio

Alessandro ha detto...

Avviso tutti gli utenti che il servizio Strett View di Google Earth ora copre anche Colle San Marco...per cui è possibile vedere la zona del Pianoro
saluti

Anonimo ha detto...

Vorrei conoscere il vs. parere in merito alle ultime novità lette. Intendo dire la testimonianza del maresciallo che il 18 aprile era di vedetta nella zona nei pressi del casotto. Afferma di non aver visto l'auto di Parolisi ma di aver notato un fuoristrada che correva con due persone accucciate a bordo.
Marilia

emax/massimo prati ha detto...

Ciao Marilia.

la notizia non è nuova, le vedette erano già state ascoltate e sono citate sia negli atti dei Gip che in quelli della Difesa. Il fatto strano è che non abbiano creduto a nessuna di queste, né a chi era a poche centinaia di metri dal chiosco di Ripe né agli altri, perché, dicono i Pm, loro non potevano vedere la strada ma solo sentire il rumore delle auto che passavano. Ma questo non è vero perché quando la Fiat Stilo è tornata col "musetto anteriore" ammaccato, ben due vedette sono scese per controllare se avesse perso il paraurti anteriore sulla strada, e per questo hanno percorso duecento metri a piedi andando verso il chiosco delle casermette.

Quindi non erano così "assenti" come ci vogliono far credere i Pm. D'altronde se si chiamano vedette devono vedere, altrimenti si chiamerebbero in altro modo. Ed è chiaro che se quella indicata è l'ora della morte qualcosa non torna nella ricostruzione della procura, perché è illogico pensare che abbiano notato per due volte la "Stilo", per due volte il "fuoristrada" e non la "Scenic" che, fosse casomai passata, avrebbe fatto la stessa cosa andando e tornando.

Ma da quello che ho capito anche gli inquirenti di Teramo, così come quelli di Ascoli che per primi avevano interrogato i militari di Chieti, non danno importanza a queste testimonianze preferendo proseguire nella direzione intrapresa, una direzione che, per come la vedo io, ha più ombre che luci, una direzione che dinanzi ai giudici, d'assise o d'appello, ha forse meno del 30% di possibilità di essere accolta con favore viste le tante incognite ancora aperte (sempre che non le chiudano nei prossimi mesi).

Se fossi io, comunque, darei più credito a due vedetta ferme in un luogo silenzioso, a pochi metri dalla strada, e meno a chi giocava a calcio o passava in auto in una via in cui potevano sbucare bimbi da un momento all'altro.

Certo è che non sono io a fare indagini e ci dobbiamo affidare a chi le fa sperando le facciano al meglio.

Massimo

Mercutio ha detto...

@MASSIMO
Evidentemente i pm si aspettavano che fosse segnalata solo la scenic. Aveva importanza solo quella!
Questo vuol dire SOLO UNIDIREZIONALITA', come ho sostenuto dall'inizio.
Gli investigatori, nel loro complesso, avevano IL DOVERE di approfondire le indagini sulle auto segnalate dalle vedette militari, cosi come avrebbero dovuto fare il computo esatto della cronologia delle testimonianze, come hai fatto osservare nel tuo lungo articolo, che, come scivevo più sopra ti sarà costato fatica, tempo e pazienza.
Ritengo, anche, considerando le cose al punto in cui sono, che la Procura di Teramo Non abbia fatto nulla di proprio, in relazione alle investigazioni, e che si sia formalizzata sulla documentazione fornita da quella di Ascoli.
Qualcosa è sata aggiunta timidanemte, solo dal Gip Cirillo.
Il resto e restato immutato.
Spero, in definitiva, che il duo Biscotti-Gentile, non si lascino sfuggire queste ed altre constatazioni, per impugnare una difesa più robusta.
Ciao, Mercutio

Anonimo ha detto...

Ranelli è considerato inattendibile. La vedetta è considerata inattendibile. I dna estranei, irrilevanti. Gli orari, forzatamente spostati in avanti o indietro per favorire la tesi contro. La scenic sul pianoro è sicuramente rossa. Tutti gli indizi a favore di Parolisi, invalidati o stravolti. Una enorme campagna mediatica che promuova un'immagine pubblica colpevolizzante, et voilà il capro espiatorio è servito.
T

Mercutio ha detto...

X anonimo T
Vedo, con meraviglia, che il lavoro delle due Procure, rivelatosi peferenziale di un unica direzione delle indagini, non è preso di mira, come quella di Taranto, dalle critiche, anche se più evidenti sono, a parer mio, diverse incongruenze, nella conduzione investigativa.
a) gli orari della presunta dinamica omicidiaria.
b) i testimoni
c) i vari dna non analizzati
d) la traccia del cane
e) dichiarazioni delle vedette militari.
E molte altre, come la mancanza dell'arma, o le armi del delitto.
Mi è sembrato che il solo blogger, sia stato uno dei punti di riferimento, con le sue precisazioni, per una adeguata controdeduzione, di quanto stabilito dalle Procure associate.
Mercutio

Mimosa ha detto...

Mercutio sottoscrivo tutto!

Dopo questo eccezionale lavoro, mi aspetto che gli egregi difensori ti compensino, Massimo ... gli hai fatto risparmiare una mole di lavoro e di tempo !

Ciao, Mimosa

emax/massimo prati ha detto...

Ciao Mercutio e Mimosa.

Credo che la Difesa non abbia bisogno di leggermi e di compensarmi, viste le persone con cui collaborano sono certo che questa analisi l'hanno fatta prima di me, avrebbero invece bisogno di un aiuto della procura perché, nonostante ultimamente qualcosa a Teramo si stia facendo (qualcosa che se letto nel verso giusto potrebbe indirizzare su una pista alternativa), la posizione di chi indaga non è cambiata di una virgola.

E questo, pur se comune ad ogni indagine che abbia individuato un possibile assassino, è inaccettabile perché giustizia vuole che ogni pista, anche quella apparentemente meno significativa, debba essere esplorata (anche se il Parolisi fosse colpevole e si dichiarasse innocente per scampare alle sue colpe).

E se tanto ci da tanto significa che nella maggioranza dei casi, e parlo soprattutto di quelli non seguiti dai media, le indagini sono fatte in maniera unidirezionale.

La procura di Ascoli è attaccabile solo per le indagini portate avanti a senso unico e non a 360° (anche se sostengono il contrario ogni volta che esce un atto si scoprono mancanze), è inattaccabile invece per il comportamento tenuto perché, comunque, ha atteso il tempo giusto per poter verificare ci fosse stato qualcuno che avesse visto il Parolisi al pianoro.

Quella di Taranto, invece, è partita "lancia in resta" perché i sospetti, lo ha detto il Gip nell'ultima intervista, già dal 22 settembre si erano indirizzati sulla Misseri, figurarsi se la lasciavano a piede libero...

Poi può essere abbiano ragione loro, nonostante le mancanze ed i giochi di prestigio ante o post orari, ed in galera ci vadano davvero due colpevoli, il guaio (soprattutto per la figlia del militare che a tutt'ora non ha neppure un padre a cui appoggiarsi) è che nessuno mai ce ne darebbe la certezza.

Massimo

Manlio Tummolo ha detto...

Direi che la distinzione fra Procure non vada fatta sulla base di errori di prospettiva o di metodo (ad es. il non supporre nemmeno che un omicidio sia avvenuto tramite mandatario, e non direttamente; la scarsa valutazione sulle varie persone che possono essere interessate alla morte di un'altra, per odio o per desiderio di impossessarsi dei suoi beni), visto che un'indagine non è mai tanto semplice, anche quando appare tale, ma sul metodo chiaro ed evidente di far tacere la difesa, di farla scomparire, di annullarla. Sulla libertà di difesa si misura essenzialmente la democraticità di una Magistratura inquirente e giudicante. Questa è la differenza oltremodo chiara tra la SS. Inquisizione di Taranto e le varie altre Procure d'Italia (Teramo, Ascoli, Bergamo, ecc.).

Anonimo ha detto...

Il legale della famiglia Rea, avv. Mauro gionni, ha richiesto, alla Procura di Teramo, il sequestro dei colloqui di Parolisi con gli inquirenti avvenuti prima che fosse dichiarato "indagato".
Domando: possono, i contenuti di tali colloqui essere utilizzati in sede dibattimentale?
Il Parolisi, non era invitato a fornire notizie, solo come persona informata dei fatti?
Allora, perchè tale richiesta?
Mercutio

emax/massimo prati ha detto...

Non sempre c'è un secondo fine, Mercutio. Il Parolisi è stato interrogato come persona informata sui fatti, allo stesso modo dei testimoni al pianoro e di tutti quelli interrogati durante le indagini, ed il legale di parte ha diritto di ottenere copia di tutte le testimonianze, quindi non avrà chiesto solo quella del militare ma anche tutte le altre.

Per logica di utilizzabile, quando non vieni assistito da un avvocato, non c'è nulla, ma in realtà ci sono gli atti verbalizzati quali la "denuncia di scomparsa" ad esempio (che basta e avanza in quanto c'è il riassunto della giornata dei due). Però ci sono anche sentenze che permettono altri utilizzi, sempre che la procura non abbia agito in malafede non
interrogandolo come si fa con una persona informata dei fatti ma come un indagato. E la registrazione passata varie volte in questi giorni, in cui un Pm ed un maresciallo gli chiedono di dire la verità e di liberarsi la coscienza, dimostra quanto in realtà si era pensato tutti, che anche se non formalmente era indagato.

Quindi ha ragione la Difesa quando dice che lui, pur non essendovi iscritto, in realtà era l'unico già inserito nel registro degli indagati.

Però, da quanto ho capito io, il Gionni ha chiesto le interviste televisive del Parolisi, e queste hanno valore a processo perché sono paragonate ad una confidenza fatta a terze persone, quindi è come avessero interrogato tutti noi su quanto il militare ci ha detto.

Ciao, Massimo

Manlio Tummolo ha detto...

I contenuti precedenti la sottoposizione ad indagini non hanno alcun valore di prova, specialmente se ottenuti senza presenza d'avvocato (la condizione di indagato pretende automaticamente la presenza di avvocato difensore) nondimeno possono essere utilizzati a scopo conoscitivo da parte dell'avvocato di parte lesa o civile che ha diritto, come il collega dell'indagato, di effettuare le proprie indagini e di verificare la documentazione disponibile, nella regola dell'assoluta parità tra le varie parti in causa.

Anonimo ha detto...

Leggendo il contenuto di alcune dichiarazioni delle persone informate sui fatti, mi sono sorti alcuni punti di domanda che mi appresto a condividere con voi.
Sirocchi Antonella e Sturba Giorgia dichiarano di essere arrivate intorno alle 15:15 a Colle San Marco, di aver parcheggiato la vettura , di essersi recate presso una collinetta vicino ai campetti e dopo POCHI MINUTI di aver preso la strada che porta al bar Segà dove avrebbero acquistato un gelato. Dichiarano che passando davanti alle altalene e agli scivoli per poi imboccare la scorciatoia che porta al bar non vedono nessuno e che, una volta arrivate prendono il gelato ed immediatamente dopo uscendo vedono arrivare Parolisi. Considerando che arrivano a loro dire intorno alle 15:15, che pochi minuti dopo si recano a prendere il gelato passando per la scorciatoia e quindi penso che per arrivare al bar ci si impieghi sui 3-4 minuti e che appena preso il gelato escono e vedono arrivare Parolisi che noi sappiamo come certo arrivare alle 15:40, trovo che 25 minuti ( che vanno dalle 15:15 momento in cui arrivano al pianoro fino alle 15:40 momento in cui vedono Parolisi) siano troppi per parcheggiare, per percorrere la scorciatoia che porta al bar , per ordinare un gelato e vedere Parolisi quando escono. Tali operazioni non impiegano più (tenendoci larghi ) di 15 minuti. Quindi il loro arrivo dovrebbe essere spostato avanti di una decina di minuti (15:25).
Dichiarano che una volta uscite percorrono a ritroso la stessa strada dell’andata; raggiungono il gruppo di amici presso i campi da tennis e alle 15:47 (ora certa in quanto riprese dalla telecamera) sono già al chiosco a prendere le birre. Considerando che intorno alle 15:40 sono ancora al bar Segà in quanto vedono Parolisi e che alle 15:47 sono già al chiosco dopo essersi addirittura fermate un po’ con gli amici presso i campi da tennis prima di andare a comprare le birre, e che il tempo necessario è stato di soli 7 minuti, ciò è indice a mio avviso che lo stesso discorso valga per il tempo di percorrenza fatto dalle ragazze per recarsi all’andata al bar Segà. Quindi i 15 minuti presi da me in considerazione sono anche troppi.

Stella continua....

Anonimo ha detto...

Barbizzi si reca a Colle San Marco con la moglie, la figlia, il nipote ed un amico di questi; riferisce di essersi recati lì con la Mercedes classe A della figlia, mentre la figlia riferisce di aver utilizzato l’auto del padre una Ford Focus. E’ curioso notare come non ricordino neanche con quale auto siano arrivati.
Barbizzi dichiara di essere arrivato intorno alle 14:45 presso il residence e che dopo dieci minuti si incammina con la moglie, il nipote e l’amico di questi per raggiungere i campi da tennis e che passando davanti alle altalene non vede nessuno. La moglie Sprecacè Emma conferma quanto dichiarato dal marito ed in più aggiunge che durante la permanenza presso gli impianti sportivi notava tra diversi soggetti:
1)Dei ragazzi che lanciavano le pietre verso delle bottiglie di vetro e che dopo diversi minuti salgono su un’auto nera.
2)Un gruppetto di anziani seduti di fronte al chiosco arrivati dopo di loro.
Si visiona il filmato al fine di individuare il passaggio di tali persone e metterli in correlazione temporale con le dichiarazioni. Tra le 14:40(14:45) e le ore 15:10(15:15) non si nota il passaggio dinanzi al chiosco di persone a piedi in direzione campi da tennis.
In merito al primo punto presumendo che tra i ragazzi che tirano delle pietre verso le bottiglie di vetro e che successivamente salgono su un’auto nera ci siano Sirocchi Antonella e Sturba Giorgia e sapendo che esse si recano a comprare le bottiglie di birra alle 15:47(15:52) e che siano necessari diversi minuti per berne il contenuto per poi giocare con le bottiglie, il momento in cui la signora Sprecacè li vede giocare è presumibilmente intorno alle 15:52(15:57). Quindi circa UN’ORA dopo l’arrivo della signora con il marito , il nipote e l’amico di questi. Sarà per questo che si usa il termine PERMANENZA piuttosto che quantificare dopo quanto tempo dal suo arrivo la signora vede i ragazzi o se invece questi già erano lì. Tra l’altro alle 16:43(16:48)passa una persona identificata in Barbizzi Daniela che si dirige verso i campi da tennis; pochi minuti dopo, alle ore 16:50(16:55) provenienti dal campo da tennis giungono due donne identificate in Sprecacè Emma e la figlia Barbizzi Daniela. E’ strano notare che in tale occasione la telecamera riprenda sia:
- il momento in cui Barbizzi Daniela si dirige verso i campi da tennis (cosa che invece la telecamera non fa nel momento in cui il signor Barbizzi, la moglie, il nipote e l’amico di questi si dirigono intorno alle 14:40(14:45) e le ore 15:10(15:15) presso i campi da tennis).
- il momento in cui la signora Barbizzi e la madre ritornano dal campo da tennis.
Stando al racconto dei signori Barbizzi, questi sarebbero arrivati intorno alle 14:55 ai campi da tennis e vi sarebbero restati fino alle 16:55 (momento in cui la signora Barbizzi e la madre vengono individuate dalla telecamera); ben due ore rimangono presso il campo da tennis i due ragazzini a giocare a calcio. Neanche i giocatori di serie a giocano per 120 minuti.
In merito al secondo punto, si presume che il gruppo di anziani visti siano Poli Umberto ,l’amico Sestino e le rispettive consorti che sappiamo arrivati a Colle San Marco intorno alle 15:18(15:23). Ora mi pare di aver capito che il Ranelli porti le sedie ed i tavoli ai suoi amici intorno alle 15:20(15:25); la signora Sprecacè li vede arrivare dopo di lei, ma non racconta di vedere il Ranelli posizionare i tavoli e le sedie alle 15:20(15:25); stando al racconto della signora si presumevano già lì.

Stella continua....

Anonimo ha detto...

Fioretti Romina dichiara di arrivare alle 15:00 circa a Colle San Marco, di parcheggiare la vettura e di posizionarsi insieme alla figlia e alla “suocera” sul prato sopra un plaid e di non aver notato nessuno alle altalene, ma di ricordarsi della presenza di due coppie anziane. Se tali coppie sono Poli, l’amico e le rispettive consorti e sappiamo che arrivano intorno alle 15:18(15:23) e che all’arrivo della Fioretti sono già lì (dalla dichiarazione si intuisce ciò); allora l’arrivo della signora con la figlia e la “suocera” dovrebbe essere spostato più in là delle 15:00, comunque dopo le 15:18(15:23).
La suocera Meckel conferma quanto detto dalla nuora ed aggiunge che al loro arrivo nota:
- due uomini, di cui uno fuori ed uno dentro al chiosco,
- le ragazze con il gelato e le birre ed un gruppo di anziani che occupano un tavolo e 4 sedie arrivati successivamente (tale affermazione sembra contrastare con quella della "nuora").
In merito al primo punto, il soggetto visto fuori non può essere Ascenzi in quanto si trova fuori dal chiosco alle ore 14:50(14:55) e la Meckel arriva solo successivamente al Colle. Sarà per questo che gli inquirenti spostano l’orario del suo arrivo anticipandolo tra le 14:46 e le 14:50 . La scena vista dalla signora potrebbe riferirsi anche al momento in cui Ranelli si allontana per andare nei pressi della sua abitazione chiedendo a Poli di sostituirlo momentaneamente; il tutto avviene alle 15:50(15:55).
In merito al secondo punto sappiamo che nota le ragazze con il gelato e le birre, ma anche in tal caso non si indica quanto tempo dopo il suo arrivo; nota anche un gruppo di anziani che occupano un tavolo e 4 sedie arrivati successivamente . Anche lei come la signora Sprecacè non racconta di aver visto Ranelli portare le sedie ed il tavolo, ma nel suo racconto è come se le sedie fossero già lì, in quanto afferma solamente che gli anziani arrivano successivamente.. Sappiamo che le sedie ed il tavolo Ranelli li porta intorno 15:20(15:25), l’arrivo della signora e della “nuora” con la nipote dovrebbe essere spostato più in avanti.

Stella

emax/massimo prati ha detto...

Sono d'accordo coi tuoi dubbi Stella, e credo tu abbia notato quanto ho notato anch'io, una grande confusione mai messa in ordine cronologico giusto in quanto ogni testimonianza è sempre a sé stante e non ha riferimenti certi che si incastrino con le altre. .

Ciò che si nota per certo è che il Ranelli al suo arrivo si mette a fare "cose sue" come se sapesse che prima delle 15.20/15.30 non si sarebbe presentato nessuno tranne il Poli. Fra l'altro inizialmente pare ci sia solo il Poli al chiosco, il Ranelli dice di avergli fatto un caffè e non parla di altre consumazioni neppure dopo aver sistemato le sedie all'esterno, e non è quindi sicuro che l'amico e le mogli fossero da subito insieme a lui e non siano invece arrivati una decina di minuti dopo, di sicuro c'è solo che sarebbero arrivati in quanto prepara le sedie e il tavolo.

La faccenda delle auto io me la sono spiegata pensando siano andati con due vetture diverse, una carica di materiale per pulire (la focus del padre guidata dalla figlia), forse anche per imbiancare, (oltre ad aspirapolvere e quant'altro) e l'altra in cui avevano preso posto gli amici e la moglie (la Mercedes della figlia guidata dal padre). Tutto sta nel vedere quanto tempo hanno perso fra lo scaricare il carico, lo dichiara la figlia stessa che la vettura era "a pieno carico", e quindi quante volte sono saliti e scesi per andare dall'appartamento all'auto e viceversa, ed il partire per il pianoro (sempre entrambe le auto siano arrivate in contemporanea e non ci sia stato chi ha dovuto attendere).

Ma la cosa più importante, e si capisce dal modo spasmodico in cui hanno inserito i tempi successivi alle 16.00 (ininfluenti per le indagini), è che le loro testimonianze, ma anche quelle degli altri, sono state verbalizzate tutte a ritroso, cioè partendo dal momento in cui le persone sono state inquadrate dalla videocamera e cercando di stuzzicarne il ricordo inverso, tornando quindi all'orario di arrivo. Fra l'altro i Barbizzi sono stati interrogati il nove Giugno, a ben 50 giorni dalla scomparsa.

Facciamo un esperimento per capire. Se domani si presentassero i carabinieri a casa nostra e ci chiedessero cosa abbiamo fatto il 22 di luglio, cioè 50 giorni fa, dicendoci che una telecamera ci ha filmati in un bar del centro città alle 16.40, cosa diremmo? Di certo ci verrebbe in mente di essere andati al bar, specialmente se fosse scomparso qualcuno (trovato poi morto) nei pressi, e forse a grandi linee potremmo anche dare indicazione sui nostri spostamenti, ma saremmo in grado davvero di ricordare gli orari e di affermare, come fatto dalla figlia, di aver guardato l'orologio prima della partenza per controllare non fossimo in ritardo?

Io ho ricordo di cosa ho fatto il 22 luglio, ero al mare coi miei figli (ho rimasto lo scontrino dei gelati acquistati alle 16.25), ma se dovessi dire a che ora sono partito ed a che ora sono arrivato, mi troverei in difficoltà, questo proprio perché ogni giorno alla partenza guardo l'orologio dell'auto. Certo è che se mi pressassero per farmi dire un'orario forse qualcosa direi...

Altra cosa. Il fatto che non si citino altri testimoni non significa che sulle 15.40 (per dare un orario) non siano arrivate altre persone, quindi le coppie di anziani viste potrebbero essere altre e non automaticamente gli amici del Poli e di sua moglie.

Ultima cosa, poi vado a nanna, è la stranezza degli interrogatori fatti in contemporanea a più persone, così come le ricostruzioni al pianoro, quelle dei ragazzi ad esempio in cui erano in tre. Non credo sia il modo giusto per avere testimonianze veritiere che possano portare un valore aggiunto alla causa.

Ciao, Massimo.

Anonimo ha detto...

MASSIMO, in definitiva, dopo i calcoli temporali relativi ai testimoni del pianoro, che risultano, quasi matematicamente contrastanti con quelli degli inquirenti, non risultano prove sulla presenza o meno, a San Marco, del Parolisi, nelle ore dallo stesso indicate.
In questo modo, stando fermi i punti indicati da me precedentemente, la colpevolezza del militare, per il delitto della moglie, verrebbe ulteriormente indebolita.
Staremo a vedere se la Cassazione terrà presente tutti questi punti interrogativi, e sono tanti, per le decisioni che prenderà.
Ciao Mercutio

rita ha detto...

Tra i testimonianze del Pianoro quella che è più "strana", semmai fosse vero che SP è stato lì è proprio la sua.

Allora, chiedo a chi di voi ha o ha avuto figli piccoli:

quando mai un bambino/a di 18 mesi sta su un'altalena per 1 ora e più.
Impossibile. Impossibilissimo che una bambina stia su un'altalena, dico altalena, che si muove avanti e indietro per un'ora.... roba da far venire le vertigini!!!

E quando mai un bambino/a fa per più di un'ora lo stesso gioco. MAI.
Poteva stare sull'altalena diciamo, 10-15 minuti al massimo, e già mi sembrano tanti, per poi voler scendere e cercare qualche altro gioco... volere mangiare, bere, andare in braccio, fare la pipì o Dio solo sa cosa gli viene in mente ai bambini.
Io sfido chiunque a tenere una bambina su un'altalena a ondeggiare avanti e indietro per tutto quel tempo.
E sembra, come riferisce SP che lui sia stato sempre là con la figlia sull'altalena... Mi immagino la scena: dopo 40 minuti (o giù di lì) cominicia a pensare alla moglie (e la figlia su e giù) Melania non risponde, aspetta altri 10 minuti (e la figlia dondola sempre. Alle 15.30 dopo un'ora abbondante prende la figlia ormai ridotta a uno straccio con vertigini e forzi di stomaco e va al bar a cercare la moglie ...
Ma che film ha visto il caporalmaggiore????

r.

emax/massimo prati ha detto...

Io Rita capisco che un'affermazione del genere ascoltata in televisione faccia storcere il naso, l'ho storto anch'io, ma a pensarci il dire "siamo stati alle altalene" non significa che la bimba sia restata tutto il tempo sulle altalene (chissà che giramenti di testa le sarebbero venuti), e se leggi la prima ordinanza del gip di Ascoli trovi una parte in cui è scritto che il Parolisi ha detto ai carabinieri: "Io nel frattempo continuavo a giocare con nostra figlia". Quindi non dice che dopo l'allontanamento di Melania la bimba ha continuato ad andare sull'altalena ma che hanno giocato. D'altronde avesse detto di aver continuato a spingerla gli inquirenti lo avrebbero ricalcato ed inserito fra le varie bugie.

Mia figlia l'hanno scorso a settembre aveva 18 mesi, domani ne avrà 30, ed io, che ho la fortuna di poter essere molto presente l'ho portata, ed ancora la porto, spesso a un parco vicino casa, ce ne sono tanti anche in città a Cesena. Già da diversi mesi non mi vuole più vicino perché pretende di fare da sola, ma l'hanno passato, a 18 mesi, appena arrivati andava subito sull'altalena, e voleva la spingessi, questo per dieci minuti, poi passava agli scivoli, poi andava ai cavallini ed infine iniziava nuovamente il giro, altalene scivoli e cavallini, il tutto senza sosta per venti minuti/mezzora. Alla fine si stancava, mi prendeva le mani e mi tirava a terra, ora dice "giù babbone", al che io mi stendevo all'ombra e lei mi saliva a cavallo sulla pancia saltando fino a quando non iniziava a toccarmi il naso, e a dire "naso", gli occhi, e a dire "occhi", e così via fino all'ultima parte del corpo. Finita questa fase, se facevo per alzarmi, mi teneva fermo e ricominciava dicendo "giù ancora" (non lo pronunciava benissimo ma si capiva), ed ogni volta era, ma anche adesso è così quando facciamo un gioco che le piace, un insieme di "ancora" senza fine.

Ora questo potrebbe non voler significare nulla, la bimba di Melania potrebbe essere diversa dalla mia che ha un fratello di sei anni da cui copia ed impara velocemente a far tutto, ma, come dicevo all'inizio, in televisione può aver detto anche di averla fatta giocare alle altalene, per comodità o perché non ritenuto importante, ma in fase di denuncia di scomparsa, il 18 sera, ha dichiarato di aver giocato con la figlia, non di averla solo dondolata. E' negli atti.

Ciao, Massimo

Rita ha detto...

Infatti ... come dici tu. Tua figlia cambiava gioco ogni pochi minuti. Là c'erano solo le altalene e se avesse giocato con lei, anche a pochi metri, meglio ancora per essere notato. Quindi, non solo è stato con la figlia sull'altalena (perchè un'ora mi sembra veramente impossibile come cosa) ma avrebbe giocato lì vicino con la figlia che ne so, a a fare le capriole sull'erba (tanto per dirne una. E' possibile che con tutto il viavai che c'è stato nessuno l'ha notato???
r.

Anonimo ha detto...

x Rita,
non si può pretendere di accusare una persona sulla base dei dubbi che asserisci, anche per il fatto che stai lavorando su supposizioni.
Come dice Massimo P. non ha dichiarato di stare tutto il tempo sulle altalene. Inoltre le testimoninaze delle persone che affermano di non aver visto P. lasciano il tempo che trovano. . . .
Come del resto tutte le altre supposizioni che vogliono fare di P. l'assassino della moglie. E' scandaloso che venga tenuto in carcere sulla base di indizi che non hanno un'importanza determinante. E sulla scorta di questi scarsi indizi viene privata della presenza del padre una povera bimba che ha già perso la madre. . . .
Spero che la Cassazione riconosca le molte imprecisioni dell'accusa e Salvatore possa finalmente riabbracciare la sua piccola che ha tanto bisogno di lui.
Marilia

Anonimo ha detto...

Aggiungo inoltre che mi ha stupito la dichiarazione del nonno materno (pur capendo la terribile disgrazia che ha vissuto ed il conseguente attaccamento morboso nei confronti della nipotina)che avendo saputo della richiesta di P. di vedere sua figlia ha dichiarato come non fosse d'accordo di sottoporre la piccola ad un ennesimo shook come quello di entrare in un carcere. Personalmente, dato che la bimba non ha neppure due anni credo che sia per lei più scioccante restare lontana dal padre
Marilia

Anonimo ha detto...

Massimo, in merito alle "testimonianze", non solo ho notato una grande confusione, ma anche che, il contenuto della dichiarazione della signora Sprecacè è identico a quello della signora Meckel; curioso come entrambe tengano a sottolineare che gli anziani siano arrivati successivamente a loro. Penso che se due soggetti dovessero raccontare quanto da loro visto in un parco nello stesso giorno, difficilmente i vari racconti combacerebbero così perfettamente.
Di Ranelli sappiamo che ha preparato solo un caffè al signor Poli; ma se il signor Poli era lì con la consorte, un amico e la consorte di questi, mi chiedo dove erano? probabile che stessero anche passeggiando.
Ho sorriso nell'apprendere dell'utilizzo da parte degli inquirenti della dichiarazione del signor Poli in merito all'apprezzamento fatto nei confronti dell'aspetto fisico di Melania; completamente insignificante, però l'hanno buttata là, tanto per sottolineare che una bella donna come Melania, non sarebbe sfuggita agli sguardi di quanti quel giorno erano presenti. Anche se Melania quel giorno fosse stata veramente a Colle San Marco, vi sarebbe restata solo per 10 minuti (pochi per farsi notare da chi non ci conosce) e stringendo, credo che buona parte dei soggetti ascoltati siano arrivati parecchi minuti dopo.
Per la faccenda delle auto anche io all'inizio ho pensato che fossero arrivati con due auto separate; poi quell'auto a pieno carico, ed il fatto che il padre sia arrivato con l'auto della figlia, e la figlia con quella del padre mi hanno fatto propendere che forse l'auto era una soltanto. Se invece fossero state due, allora il tutto come affermi tu, apre un'altra serie di interrogativi.
Ho notato anche di come abbiamo fatto uso dei tempi successivi alle 16:00, lo hanno fatto per sottolineare la veridicità del contenuto delle varie deposizioni fatte dalle varie persone informate sui fatti. Ciò che in realtà conta in una deposizione, soprattutto in merito a questo caso, non è soltanto il contenuto(tra l'altro discutibile), ma anche i tempi e mi sembra che in questo caso siano stati adattati a piacimeto; qui 10 minuti in più o in meno fanno la differenza, soprattutto perchè hanno mandato un uomo in carcere e non alle Maldive.
Se chiedessero a me cosa ho fatto il 22 di luglio, in quanto ripresa dalla telecamera di un bar, a grandi linee ricorderei qualcosa, ma non certo i tempi, a meno che non fosse successo qualcosa di particolare che me li ricordasse e non è questo il caso, visto che della morte di Melania si è saputo successivamente. E' ovvio che in questo caso il contenuto delle varie dichiarazioni sia stato indirettamente influenzato dai media che ogni giorno hanno colto la palla al balzo pr fare audience. Per non parlare addirittura del programma Chi l'ha visto? che invece di limitarsi a cercare persone scomprse, ha fatto una campagna a mio parere che andava interrotta; cominciando con il bel lavoro fatto dal giornlista della redazione con il signor Ranelli, finendo con la messa in onda delle varie dichiarazioni delle persone informate sui fatti. In ogni processo la testimonianza è una prova importante, quanto delicata; si può far finta di ricordare, ci si può confondere in buona fede o si può essere influenati dall'ambiente circostante. Tra l'altro nel caso specifico ritengo che i legali di Parolisi abbiano ragione, a volere anche il verbale contenente le domande.
In merito agli anziani presenti quel giorno al pianoro, ho pensato anche io che ve ne fossero altri, però di questi non ce n'è traccia nelle varie dichiarazioni; poi si trovavano tutti di fronte al chiosco.... certo potrebbero essere stati gli ospiti di una casa di cura in gita!
Stella

Anonimo ha detto...

Per r.
Effettivamente non si specifica che il giocare della piccola sia consistito nel dondolarla per un'ora; quel giocare avrebbe potuto consistere in qualsiasi cosa, anche nel farla sdraiare sull'erba. Come constata Massimo, se Parolisi avesse affermato di averla tenuta un'ora su un'altalena, gli inquirenti non avrebbero perso tempo nell'incalzarlo. Non va dimenticato, che gli abiti della piccola erano sporchi d'erba; è vero che avrebbe potuto esserseli sporcati anche nelle ore in cui il padre l'ha lasciata agli amici, o ai gestori del bar, però si avvicinava la sera e sicuramente la temperatura in quel periodo scende notevolmente, non penso che l'abbiano lasciata giocare fuori; ma è un aspetto che va approfondito, non tanto per il discorso altalena, ma soprattutto per la compatibilità con l'erba che si trova al parco.
Comunque penso che affermare "impossibile", "impossibilissimo" che una bambina stia per un'ora (tra l'altro non sarebbe un'ora, ma diversi minuti in meno) su un'altalena sia azzardato. Vedi potrebbero esserci bambini vivacissimi, che alla vista di un'altalena diventano santi (probabilmente non si farebbero dondolare su un'altalena ininterrottamente per un'ora, ma potrebbe piace loro starvi seduti e farsi dondolare di tanto in tanto), come bambini buoni che odiano le altalene.
Nelle indagini ciò che conta sono i fatti oggettivi; sono questi da cui partire per costruire una ipotesi piuttosto che un'altra, ma in questo caso non ne sono stati presi in considerazioni moltissimi, ed altri sono stati "rivisitati" diciamo così, a piacere.
Stella

emax/massimo prati ha detto...

Scusami Rita, senza voler modificare le tue convinzioni c'è però da puntualizzare diverse cose. Ad esempio tutto il viavai che si dice ci sia stato c'è stato dopo le 15.35/15.40, non prima, è questo che volevo far capire con l'articolo. E chi era presente prima del viavai, i ragazzi ed il Ranelli, non erano a ridosso delle altalene ma a quasi 80 metri (il Ranelli) a 90 metri (i ragazzi quando erano sotto gli alberi ed hanno scattato le foto) a 130 e 200 metri, gli stessi ragazzi quando giocavano a calcio, fino ad oltre 200 metri (i ragazzi che dicono di aver lasciato gli scooter accanto alla staccionata, ma che le testimonianze degli altri dicono essere stati a ridosso del chiosco, e che si sono posizionati vicino i campi da tennis).

Ma da quando Alex ci ha informati che "street view" è passato dal pianoro ci sono altre novità perché io, ma lo può fare chiunque lo scarichi nel proprio computer e voglia passare al pianoro, mi sono fatto vari giri attorno al parco ed al chiosco. Ti dico cosa ho notato.

1) La staccionata accanto alla quale il Parolisi ha detto di aver parcheggiato non è a livello con la strada ma oltre un metro più alta. Quindi anche il parco giochi in quel punto è più alto.

2) Il campo da calcio, o comunque il punto da dove è stata scattata la foto dai ragazzi è, invece, sempre rispetto al parco delle altalene, ad un livello più basso.

Ora questi due punti fanno ben capire come la foto non potesse in alcun modo immortalare l'auto, i due dislivelli del terreno non lo consentivano perché la nascondevano. Ma ci sono altre cose importanti.

3) Il punto da dove il Ranelli dice di aver visto il Parolisi e la moglie, dopo le 15.23 mentre portava sedie e tavoli accanto alla staccionata dei campi di calcio, non consente una buona visuale delle altalene, degli scivoli sì, in quanto sulla sua linea visiva c'è un albero che ostruisce la vista, anche perché ha i rami bassi. Quindi è probabile non sia quello il momento in cui ha visto il militare e la donna vestita come Melania assieme alla bambina.

4) Il monumento ai caduti è isolato e lascia spazi enormi accanto ai quali ci si può fermare ed anche sedersi. E chi passa dalla strada è impossibilitato a notare la presenza di chicchessia.

5) Il residence Miravalle, dove si sono fermati i Barbizzi perché proprietari di un appartamento che la figlia voleva pulire (la famiglia che si dice essere passata accanto alle altalene sulle 15.00 dopo essere arrivata alle 14.45), è a più piani, a molti piani, e dato che lei ha dichiarato di essere andata piano per strada perché "a pieno carico", e dato che i ragazzi prima di andare al pianoro l'hanno aiutata a scaricare l'auto, ci sarebbe da capire in che piano è situato il suo appartamento, se al terzo o al quarto o al quinto non basterebbero due o tre minuti per salire scaricare e tornare all'auto (ne servirebbero almeno sette o otto), poi ci sarebbe da capire quanti scarichi hanno fatto (tre/quattro/cinque) prima di liberare la vettura dal carico.

Dopo averti detto tutto questo ti dico che oltre a due altalene altalene ci sono anche due scivoli con attaccati ai lati diversi giochi (sono in tanti parchi italiani), inoltre ci sono piante secolari sotto cui andare e stendersi per giocare con un bimbo, specialmente se c'è il sole e fa caldo. E pur se s'è detto che non era così caldo occorre tenere presente che i ragazzi erano tutti a maniche corte, e che quasi tutti i testimoni hanno dichiarato di essere andati a comprarsi un gelato; questo non fa pensare ad una giornata fresca (certo, sotto gli alberi del chiosco, all'ombra e con un minimo di vento, il fresco era assicurato, ma non sotto il sole).

Ciao, Massimo

Alessandro ha detto...

solo per cronaca; una mia amica giornalista, rientrata dalla zona per lavoro proprio su questo caso appena prima della memoria difensiva dei legali di parolisi e dunque,non sapendo dunque del sentiero dietro al monumento, ha mandato un amico in perlustrazione....resoconto :

dietro il monumento vi è un sentiero (non visibile dalla strada, infatti con street view non si coglie....dopo poco si biforca...da una parte la strada è impraticabile persino a piedi, mentre dall'altra si può procedere anche in auto....raggiunge uno slargo dove c'è la famosa roulotte (vecchia,arrugginita ed abbandonata)..la strada prosegue fino ad un bivio dove, a destra si torna al pianoro,mentre a sinistra ci si dirige a San Giacomo e di conseguenza a Ripe

emax/massimo prati ha detto...

Questa Alessandro non l'avevano detta perché s'era capito, io l'avevo intesa così, che le roulotte erano più di una e che non ci si arrivava dal viottolo dietro il monumento ma da quello accanto (quello visibile su street view). Ed allora mi chiedo perché, se il cane è arrivato sin li, non si siano mandati quelli del ris a verificare la presenza di eventuali tracce.

Massimo

Alessandro ha detto...

Ti confermo che il sentiero è proprio dietro al monumneto..anche io subito avevo equivocato e ho percorso con street view la strada accanto....la roulotte è una sola ed abbandonata....il camping per roulottes (dove ce ne sono molte)è dalle parti dei campi da tennis; qui si tratta di uno slargo dove c'è questo rottame abbandonato da tempi immemori....trovo stupefacente anche io che non la si sia esaminata, ma, dal momento che,dopo la perlustrazione di piergiorgio, gli inquirebti di teramo hanno convocato il responsabile cercando di fargli sconfessare l'attendibilità dei cani, in fin dei conti non mi stupisco più di tanto...vorrei fare un 'ulteriore riflessione che esula dal contesto...ho dato un'occhiata alla famosa scorciatoia (quella che dalle altalene melania avrebbe dovuto prendere)....ti assicuro che mia madre l'avrebbe scartata subito..non asfaltata,dissestata, piena di arbusti....se poi volessi farmi una cicca beh, perlomeno sceglierei una delle altre due

Alessandro ha detto...

tra l'altro,Max, hai notato che,per quanto riguarda la famosa foto dell'auto che avevi esaminato, in quel punto era possibile parcheggiare ? esattamente all'incrocio delle due strade...

Mercutio ha detto...

RITA, il caporalmaggiore non ha visto alcun film, ed è possibile, invece, che sia davvero stato a colle san Marco.
La sua dichiarazione non riscontrabile, che l'ha messo nei guai è stata quella del "bisogno2della moglie,e seguente allontanamento.
Lui ha certamente mentito su questo punto, forse, perchè non poteva spiegare, lecitamente, di aver fatto scendere Melania presso il monumento, ad incontrare "qualcuno"/a che l'ha poi presa e portata via.
Passato un certo tempo, e non vedendo la moglie raggiungerlo, come precedente, eventuale accordo, alle altalene, in uno stato di grave preoccupazione, che gli creavano seri disturbi intestinali,si è messo in cerca di Melania.
Il seguito ci è noto.
Ora è nella situazione di dover dire come sono andate realmente le cose, o rischia di essere imputato dell'omicidio della moglie, anche se tutti gli indizi raccolti indicano il contrario.
Lui, secondo il mio parere, già espresso in altri post, sa tutto sulla meccanica della tragedia, e gli autori della stessa, ma NON PARLA.
Forse, tutto questo scenario, gelosamente mascherato, potrebbero averlo intuito anche i suoi difensori i quali, fino a questo momento, hanno impostato la loro tesi difensiva, sulla insufficienza generale delle prove, ed ottenerne, intanto il rilascio provvisorio.
La faccenda è lunga, e dovremo aspettare parecchio tempo per conoscere qualcosa di sostanzioso sull'intera tragedia.
Mercutio

Anonimo ha detto...

Melania era stata al colle san marco la settimana prima della scomparsa, aveva preso un gelato al chiosco di Ranelli, lassù c'era stata anche 15 giorni prima e tante altre volte, non mi venite a dire che non conosceva il posto che lassù due strade ci sono e non ci si può perdere o disorientare. Dalle altalene, affacciandosi sul sentiero-scorciatoia, è ben visibile il bar del cacciatore (siamo ad aprile e la vegetazione non è così rigogliosa) e lei l'aveva già percorso con le sue amiche. Per quel che mi risulta la zona della roulotte è stata ampiamente setacciata. Scontrini, e chi li fa? Mi sembra che agli inquirenti avete dato 4 e 1/2

emax/massimo prati ha detto...

A dire il vero, firmati la prossima volta, per come la vedo io il 4 non lo raggiungono. Melania era stata altre due volte al colle, l'ultima il dieci con l'amica Sonia, e sapeva della scorciatoia, ma chi ti dice che volesse andare davvero al bar. Il Ranelli dice che forse l'aveva vista quindici giorni prima, ma solo all'ultimo interrogatorio, quello in cui ribadisce l'orario che gli inquirenti gli avevano fatto spostare di mezz'ora, e ripeto mezz'ora, ad inizio maggio, ma ribadisce anche che col Parolisi c'era una donna vestita come Melania.

E se non era lei gli inquirenti perdono ulteriori punti perché mai cercano una donna vestita in quel modo nei giorni seguenti, anzi si convincono che il Ranelli l'abbia sognata.

Inoltre mi pare tu non abbia una gran concezione degli esercenti italiani, a me gli scontrini li fanno tutti, sono anni che non trovo chi non me li fa.

Per quanto riguarda la zona della roulotte è stata controllata solo dai carabinieri ma non dai tecnici del ris, dato che non hanno portato a Roma reperti di quel luogo.

Ciao, Massimo

Anonimo ha detto...

MERCUZIO,

tu dici "( Parolisi) ha fatto scendere Melania presso il monumento, ad incontrare "qualcuno"/a che l'ha poi presa e portata via."

Anch’io avevo pensato alla possibilità che Parolisi - sapendo dell’appuntamento – avesse potuto lasciare la moglie al Monumento e proseguire poi ad attenderla alle altalene ma ho dovuto rivedere questa eventualità in quanto a pagina 53 della memoria c’è scritto . «L'animale non solo ha fiutato le tracce di Carmela Rea mai si è diretto senza esitazioni verso il percorso indicato da Parolisi, indugiando in prossimità del monumento ai Martiri della Resistenza e addendrandosi per un sentiero impervio. »,

Quindi Melania, SECONDO IL PERCORSO SEGUITO DAL CANE, è andata PRIMA allle altalene e DOPO si è allontanata percorrendo il sentiero
Mi domando se siano state controllate eventuali tracce di questo terreno sulle scarpe di Melania
ciao

ENRICO

Anonimo ha detto...

quando un testimone racconta cosa ha fatto il giorno prima, una settimana prima, un mese prima, è ovvio che i suoi ricordi sono molto vaghi e gli orari hanno un range di tolleranza molto ampi. Prima di tutto parliamo di gente che stava andando a svagarsi (almeno la maggior parte) quindi non stava recandosi al lavoro o fare qualcosa di abitudinario che poteva dare aiuto nel collocare bene i tempi. Cosa da non trascurare è che gli stessi non si conoscono tra di loro ma ognuno di essi ricorda la presenza dell'altro sul pianoro, il posto dove stava e cosa stava facendo. Però nessuno ha visto la famiglia Parolisi, chissà perchè... Tornando agli orari, per alcuni di essi, a prescindere di quanto dichiarato, è stata accertata la presenza in precisi momenti, vuoi perchè sono passati sotto le telecamere del chiosco, vuoi perchè dai tabulati è emersa qualche loro telefonata che ha rifocalizzato un ricordo, vuoi perchè le foto scattate dagli studenti immortala anche qualche testimone o le loro macchine e non solo l'assenza di Parolisi e sua figlia. Mi sembra di aver capito che i testimoni raccontano ciò che hanno fatto o visto durante la loro permanenza al pianoro, quindi non è che tutto quanto sia accaduto mentre la povera Melania scompariva. Ad esempio c'è la foto della studentessa, delle ore 14,53, che inquadra la Ford Ka della Fioretti ferma dinanzi al chiosco, e dietro vi sono Ranelli e l'amico che parlano. Poi, ho avuto modo di vedere il filmato del chiosco trasmesso l'altra sera in televisione. Ebbene, effettivamente alla stessa ora Ranelli e l'amico stavano sul ciglio della strada, dinanzi al chiosco, a parlare, cosa che hanno fatto solo per poco più di un minuto perchè per il resto Ranelli è stato sempre dentro il chiosco e da li non vede le altalene, mentre l'amico rimaneva sotto la tettoia. Sapete che cosa è successo alla 14:53? Melania non risponde alla prima telefonata dell'amica. Ranelli, come sapete, dice di aver visto la famigliola quando porta sul prato tavoli e sedie, quindi alle 15:23. Chi ha visto a quell'ora? Può essere, quindi, che li abbia notati quando con l'amico, alle 15:00 circa, si fa una passeggiata sulla strada. Mi sa che la donna era già bella che andata e Ranelli deve bere di meno. Tempo fa mi era sparito il cane... sono stato giorni e notti a ricercarlo, non andavo alla cabina telefonica per chiamare l'amante con la speranza di incontrarlo durante il tragitto. Spero vivamente che non sia stato lui ma convincetemi del contrario. Nicola

Anonimo ha detto...

NESSUNO ha visto INTORNO alle 14.40-14.50 Parolisi e famiglia.

Ma è STATO CHIESTO al Parolisi se in quello stesso arco di tempo lui abbia visto a sua volta QUALCUNO ?

E.

Alessandro ha detto...

per l'anonimo che parlava della zona roulottes.....la roulotte abbandonata non ha nulla a che fare con il camping..si trova da un'altra parte del pianoro...

per nicola....no,dalle altalene il bar non si vede ( e viceversa ovviamente)...dai un'occhiata (foto scattate a metà circa della strada)

http://www.crimescene.altervista.org/Crimescene-altri-luoghi.html

Anonimo ha detto...

Se non erro gli era stato chiesto a Castello di Cisterna, lui dice di aver visto gli studenti sul prato (loro sono andati via dopo l'arrivo dei CC, verso le 17.00) e delle moto davanti al chiosco. Ma moto o motorini? E lui, moto. Dai filmati del chiosco la prima moto che si ferma è alle 16:20 proprio quando lui chiede per la prima volta a Ranelli se aveva visto la moglie. Lui, più di 40 minuti di permanenza alle altalene non ha visto nessuno, neanche i Barbizzi che gli passavano davanti.
Per quanto riguarda il bar è lui a dire alla moglie di portargli un caffè, freddo naturalmente perchè a fare il giro da sotto sono 700 metri.
Sapete cosa è successo a Fano il week-end scorso? Un uomo ha ucciso la sua donna con 15 coltellate dopo 10 anni di convivenza. Mistero, ma lui dopo due giorni si è consegnato ai CC ed ha confessato il delitto. Forse anche qualche altro doveva farlo... Nicola

emax/massimo prati ha detto...

Ciao Nicola, spero tu abbia ritrovato il cane e che non fosse accaduto nulla di grave.

Per il resto ti devo informare, è nel ricorso della Difesa, che l'auto immortalata alle 14.53, che poi per la procura sarebbero le 14.58 dati i cinque minuti di sfasamento, non è la Ka della Fioretti ma un'auto chiara che passa di fronte al Ranelli ed all'amico non riconosciuta come Ford. L'hanno utilizzata per dimostrare alcune cose ai giudici fra cui gli orari della videocamera (rileggi il ricorso e vedrai che ho ragione).

Il Ranelli quando è con l'Ascenzi fa il giro del mondo e, rileggiti l'ordinanza e vedrai che anche in questo caso ho ragione, sta dentro al chiosco solo tre minuti, alle 15.03, e sta fuori dalle 14.40 alle 15, e dalle 15.03 alle 15.10 quando va in auto a prendere dei sostegni per le mensole. Da quel momento alle 15.23 resterà sempre dentro.

Le telefonate di cui parli, immagino quella dei Giorgi, non sono nei tabulati, infatti sperano di ricavarle in altri modi, e non sono inserite negli atti, in nessuno, le altre sono antecedenti alle 14,30 (anche quelle senza risposta) o posteriori alle 15.40.

Proprio il fatto che non si conoscano fra loro e che dopo 50 giorni si ricordino uno dell'altro dovrebbe farti sorgere qualche dubbio su come sono state interrogate quelle persone. Fra l'altro alcune andavano proprio poco, la Meckel ad esempio, al pianoro. Tu ti ricordi chi hai incontrato 50 giorni fa? Se sì sei un fenomeno ma sei unico.

Sotto le telecamere del chiosco, l'ho già scritto ma lo ripeto (ed anche in questo caso in fondo basta leggere gli atti dei giudici) fino alle 15.37 non è passato nessuno che non fossero il Ranelli, l'Ascenzi ed il Poli e quattro auto, oltre a quella delle 14.58 tre sono arrivate alle 15.30 (ed i Barbizzi se ne ricordano solo una... perché?).

Le foto scattate, anche questo l'ho scritto (ma basta andare al pianoro con street view per rendersene conto) sono state scattate da un livello più basso del parco, e l'auto era a 80 metri dall'altro lato ad un livello ancora più basso. Dal punto dove ha parcheggiato il Parolisi per andare al parco ci sono cinque scalini. Quindi anche volendo fotografarla, dato che il parco faceva da muro, non lo si poteva fare.

Per finire, se i testimoni sono arrivati a cavallo delle 15.30 si sa il perché non hanno visto il Parolisi e la figlia, se poi la moglie si è spostata sulle 14.50 si sa perché anche lei non è stata vista.

L'ultimissima cosa, Ranelli è astemio, non beve alcolici se non un bicchiere di vino dopo i pasti.

Massimo

emax/massimo prati ha detto...

Un ultima cosa Nicola, sia quello che si è costituito nelle Marche che quello che hanno trovato in autostrada nel veneto, entrambi avevano ucciso la compagna (una quindici coltellate l'altro una decina di forbiciate), avevano gli abiti macchiati di sangue (e non di poco).


Massimo

Alessandro ha detto...

Ribadisco un concetto...molti dei testimoni son stati sentiti contemporaneamente, uno seduto a fianco dell' altro...

emax/massimo prati ha detto...

Ciao Alessandro.

Prima di andare a nanna ribadisco un concetto anch'io. Anche i ragazzi degli scooter (tre su cinque e solo perché due avevano gli esami) sono andati insieme a fare la ricostruzione al pianoro, stesso modus operandi usato negli interrogatori con la Fioretti e con la Meckel (chissà se anche a loro hanno detto che son stati bravi).

Buonanotte.

Alessandro ha detto...

ciao Max....è vero...in più,ricordi l'intervista di Chi l'ha visto ai ragazzi degli scooter ? alla faccia delle risposte indotte...e tra l'altro son pure pischelli...
Buona notte

Anonimo ha detto...

Mi risulta che in un solo caso due testimoni sono stati sentiti assieme, la Fioretti e la Meckel, ma la Fioretti era stata sentita due-tre giorni prima da sola. Gli altri casi sono le ricostruzioni video fatte sul posto.
La foto l'ho vista, è delle 14.53 e quella è nitidamente una Ford Ka grigio chiaro che è ferma (la foto non presenta immagini mosse). Quella che dicono i difendori è una Fiat Punto Classic 3 porte nera che passa davanti al chiosco alle 14.58 + 5' fanno 15.03. E' la macchina di Sturba e Sirocchi anche se loro sostengono di essere arrivate 10 min più tardi.I ricordi dei testi, seppur non nitidi, ci sono anche dopo mesi perchè di quel fatto ad Ascoli se n'è parlato subito con enfasi, nelle famiglie si vedeva la TV e se ne discuteva. Se uno dice più volte "io c'ero... stavo con... avevo visto uno che..." a più persone, il parlarne aiuta a non dimenticare. Un pò come alla finale del mondiale, ci ricordiamo dove eravamo e con chi. Per quanto riguarda Ranelli, purtroppo per lui c'è il video che lo smentisce non gli inquirenti che premono, è l'unico teste che per 4 ore di quel giorno si sa cosa ha fatto e con chi ha parlato. Dovete vedere il video e capirete.
Riguardo l'auto lui non ha mai dichiarato di averla messa nel punto di livello più basso ma ha firmato una mappa indicando il punto vicino alla strada asfaltata. Dopo che sono uscite le foto dei ragazzi qualcuno gli ha suggerito di dire di aver messo la sua auto in fondo al sentiero... mica si sta giocando a battaglia navale.
Certo voi leggete le carte, da alcuni giornalisti del posto ho visto qualcosa di più ma la cassazione è alle porte...
Per il cane, purtroppo, nulla da fare... aspetto ancora che mi riporti il caffè. Buonanotte.
Nicola

Alessandro ha detto...

sì Nicola,leggere le carte aiuta...cito un po' di testimonianze estrapolate qua e là dalle audizioni:

1 Cannella Beatrice:“Non prestavo particolare attenzione alle persone
presenti al prato dove ci sono i giochi per bambini”

2 Maoloni Vincenzo: “Per quel che mi riguarda, non ho fatto caso se al parco giochi ci fosse qualcuno, sia all'andata che al ritorno"

3 Kuci Marsiano (uno dei ragazzi dei motorini): “Ah, non lo so, io non ci ho fatto caso...io stavo guardando verso l'altro campo...dove stavano già giocando a pallone”

4 Fanesi Giovanni: “Non sono in
grado di ricordare chi vi fosse al pianoro in quegli orari oltre a noi”, salvo specificare più avanti che “presso i giochi non c'era nessuno, anche perché se avessi notato la presenza di persone e soprattutto di bambini avrei sicuramente evitato di transitare con il motorino in quel prato”, senza tuttavia indicare l'orario
in cui si colloca tale scena

5 Poli Umberto: “Io ricordo di aver visto qualche persona lì
alle altalene, ma se fossero maschi, se fossero femmine, se erano giovani o vecchi...non lo so”

6 Neroni Davide: “Confermo di ricordare la presenza di una persona che spingeva un
bambino o una bambina che era sopra l'altalena, altri particolari non riesco a
ricordarli”

7 Sprecacé Emma: “No, non ho notato la presenza di nessuno
nei pressi delle altalene, ma, essendo intenta a badare ai due ragazzini, non posso escludere di essermi distratta”

Merkel e Fioretti (“E' stata bravissima a descrivere nel dettaglio ogni vostro movimento. E' stata più brava lei che sua
nuora qui presente”) non sono le uniche persone ad essere state interrogate contemporaneamente; vale anche per i 5 ragazzi dei motorini, per Cannella Beatrice e Cuccioloni Maria, per Ferretti Franco e Lolli Savino


sorvolo sul fatto che nelle ordinanze sono riportate le risposte (spesso parzialmente,vedi Sprecacè) ma non le domande, perchè la gravità della cosa la capirebbe anche un canarino

emax/massimo prati ha detto...

E' come ha scritto Alessandro, Nicola, leggere le carte aiuta ed io non mi baso sulla pubblicità mediatica che spinge le folle, mai fatto, ma sulle carte.

Ad esempio prendiamo la foto che tu dici aver visto. Prima di tutto dovresti dirci dove, se non inserire un link in cui la si possa vedere per risultare credibile, perché agli atti non figurano né auto chiare alle 14.53 né auto scure alle 14.58. Ma torniamo alla foto. Nel post precedente ti ho scritto che è stata la Difesa a tirarla fuori, è di una ragazza (Cecilia Giardini) che hanno interrogato il 1 giugno e che hanno richiamato il 18 giugno per chiederle se l'orario impostato sulla macchina fotografica era corretto. Lei disse di sì, ma gli ufficiali D'Ortona e Consales la controllano ugualmente scoprendo che invece l'orario era indietro di 6 minuti. Quindi la foto fatta alle 14.59 in effetti va posizionata quasi alle 15.05. Così accade che "ingrandendola notevolmente", è scritto, si nota, oltre al Ranelli ed all'Ascenzi all'esterno che dialogano, il passaggio di una piccola "auto chiara" proprio davanti al chiosco, e controllando il filmato si nota chiaramente passare la stessa piccola auto chiara alle 14.58.32 secondi. Motivo per cui non può essere la Punto nera della Sirocchi che ha confermato in due interrogatori di essere arrivata dopo le 15.15, anche se gli inquirenti hanno spinto su di lei per anticipare l'orario (ma non era possibile perché ne aveva uno di partenza sicuro, dopo le 14.45, ed il suo percorso, senza intoppi era di 30 minuti). Per cui, al massimo, era la Ka chiara della Fioretti. E visto che la macchina fotografica è stato accertato essere indietro di 6 minuti, e non dalla Difesa ma dagli inquirenti, se era l'auto della Fioretti significa che la Fioretti e la Meckel sono arrivate alle 15.05. E salta il Giorgi presente alle 14.50, e saltano i Barbizzi presenti alle 15.00/15.05

Barbizzi (marito e moglie) che erano seduti nello stesso ufficio il 9 giugno durante l'interrogatorio.

Per quanto riguarda il ricordare è giusto ciò che dici, il parlarne a più persone aumenta il ricordo nel vero senso dei termini perché è provato scientificamente che lo modifica in quanto la mente umana aggiunge particolari ed adatta a quanto gli altri dicono ed in base a quanto ascoltano dai media (è la stessa contestazione che gli inquirenti hanno rivolto al Ranelli). Il problema è che il Ranelli è stato ascoltato, la prima volta, il 18 aprile (giorno scomparsa) e non poteva averne parlato ancora con nessuno e non poteva aver ascoltato nulla in televisione, mentre i Barbizzi (chiediti perché non si sono presentati subito se sapevano per certo che alle 15.00 il Parolisi non era alle altalene) sono stati ascoltati 50 giorni dopo.

Certo al quarto/quinto interrogatorio, pressato (immagini o non immagini) avrà pure avuto dubbi, dai e dai, ma se tu andassi al pianoro e ti mettessi dalla parte opposta alla chiosco a lato dei campi di calcio (come scritto nel verbale del Ranelli), dall'altro lato della strada o sulla strada stessa, potresti notare di fronte a te, guardando il parco dei giochi, in linea con le altalene un albero frondoso che ti impedisce la visibilità.

Il Parolisi, e finisco, segnò sulla mappa il punto in cui aveva parcheggiato già due giorni dopo la scomparsa, ancora non c'erano foto e neppure testimoni, ed anche questo è nell'ordinanza del gip di Ascoli, e la posizionò proprio accanto all'entrata del parco, quella con le scale, situata nel viottolo a lato. Parco in dislivello che impedisce a chi è al campo di calcio di vedere auto lì parcheggiate.

Per il resto puoi restare tranquillamente con le tue convinzioni mediatiche, ne hai diritto al 100%.

Ciao, Massimo.

Ps. ma al cane li hai dati i soldi per il caffè?

Mercutio ha detto...

ENRICO, è possibile (non certo) che Melania sia arrivata alle altalene, anche se il cane ha fiutato la pista, che poteva risalire a qualche giorno prima, quando la coppia aveva fatto un'altra gita con l'amica Sonia e marito.
Ad ogni modo, il motivo "dell'incontro" di Melania, con "X", doveva essere stato già predisposto in precedenza, e Parolisi doveva per forza esserne a conoscenza, per cui, il troppo tempo trascorso senza che la donna tornasse, lo ha allarmato, dando inizio alle ricerche.
Altra versione, potrebbe essere quella un pò meno probabile, che Melania sia realmente andata a cercare un bagno per fare le sue cose, ed incontrato "X", di cui non ne sospettava la presenza, ma concertata da Parolisi ed "X" stesso a tempo debito. Ma, se così fosse, come si poteva prevedere che Melania avrebbe voluto allontaqnarsi per far pipì in quella occasione?
Sarebbe più logico pensare che l'incontro fosse già stato stabilito; quello che NON era previsto, forse, è stato l'esito fatale dell'incontro stesso, che ha sorpreso anche il Parolisi.
Il resto è cronaca.
Ciao Mercutio

filippo ha detto...

Massimo ieri su Quarto Grado (replica) mi sono ascoltato gli interrogatori di maggio al Parolisi. Bene il Parolisi alla domanda se quel giorno avesse avuto intenzione di lasciare la donna ha risposto: macchè, assolutamente no, l'ho addirittura baciata al mattino, dopo pranzo e anche alle altalene, questo per dire che era una giornata normale. Queste dichiarazioni sono state fatte molto prima che fosse rilevato di il dna del Parolisi sulla bocca della povera donna. Più passa il tempo e più mi convinco che quest'uomo non sia l'assassino.

Alessandro ha detto...

Ciao a tutti....a breve (spero già di oggi) dovrei poer postare il link di un video che mostra il tragitto di Piergiorgio; il materiale è stato girato(a piedi) in questi giorni , da una persona presente quando è stato fatto l'esperimento con i cani molecolari, quindi precisione massima

Anonimo ha detto...

VAI ALESSANDRO; E SBRIGATI!
Merc.

Anonimo ha detto...

SENTO, E NON SOLO IO, LA MANCANZA DI SIRA, MIMOSA e LORI.
COME MAI?

FATEVI VIVE!
Cordialmente. MERCUTIO

Mimosa ha detto...

MIMOSA STA TENTANDO DI POSTARE da un'ora
MA NON MI VENGONO ACCETTATI I CARATTERI ... SONO TROPPI,
abbiate pazienza ... :-)

Mimosa ha detto...

Caro MERCUTIO io penso che siano stati seguiti.
Amplio l'ipotesi che ho già espressa sinteticamente il 21 agosto, che potrebbe anche integrarsi o amalgamarsi con quella di Mercutio o di altri:

1) IL COMMANDO PUNITIVO
- C’era una punizione da infliggere per uno “sgarro” o a lui o a lei (dipende dal “segreto” ovvero dalla “cosa brutta” che, ripeto, sono convinta non riguardasse assolutamente le faccende di sesso in caserma, … per la droga non escludo … come Mercutio ha sostenuto già in un post del 10 agosto e in altri successivi)
- bisognava farlo prima della loro partenza per le vacanze pasquali, presumibilmente perché era stato appena deciso e perché certe cose si fanno a caldo
- “loro” avevano saputo che Parolisi aveva preso un giorno libero,

2) PEDINAMENTO
- li hanno tenuti sotto controllo fin dalla mattina, ma marito e moglie erano sempre assieme e per di più con la bimba, e li hanno seguiti fino al Pianoro (ricordate le varie automobili descritte anche da Massimo? – almeno una potrebbe essere implicata)
- lì hanno deciso di intervenire, quindi si sono distribuiti i ruoli e le posizioni
- intanto una delle auto viene parcheggiata nei presso il Monumento dei Caduti

Sono convinta che fosse un TERZETTO perché è il numero perfetto per mantenere la complicità, meglio di due, e poi anche in un’ottica strategica servono proprio tre persone e due auto.

3) L’INCONTRO
- sono stati “fortunati” che Melania si allontani da sola (per andare davvero al bagno al ristorante, altrimenti come giustamente sottolinea anche ENRICO come i cani potevano fiutare il percorso di Melania partendo dalle altalene???) e viene intercettata proprio nel punto di biforcazione delle strade, proprio dove le altalene non si vedevano più … e Salvatore dalle altalene non poteva vedere il percorso di Melania.
- viene fermata con la scusa di parlare del “segreto” o della faccenda dello “sgarro”.
Melania non si sarebbe mai intrattenuta con degli sconosciuti, ma se questa persona sconosciuta avesse avuto indosso una tuta militare? E se invece Melania conosceva benissimo questo soggetto perché era parte di quel “segreto”? Io sono propensa a credere ad un incontro non organizzato da Melania.
- viene convinta a proseguire lungo la strada verso il Monumento
La persona che la ferma credo era una figura intermediaria che fa da esca, al Monumento c’è la persona con maggiore “autorità” che avrebbe dovuto “convincere” Melania
- anzi, per “parlare meglio” Melania è convinta ad avanzare nel sentierino sul retro, quello che il Giancarlo, povero cane, professionista super costosamente addestrato e bistrattato, ha fiutato fino dove lo hanno lasciato andare, e che mortificazione per il suo addestratore!
Credo che Melania ancora non si sentisse in pericolo, altrimenti con il carattere che si ritrovava sarebbe tornata indietro letteralmente di corsa.

4) IL SEQUESTRO
- arrivati nello spiazzo dove c’è la vecchia roulotte (), Melania comincia a capire di essere caduta in una trappola. SI RIFIUTA DI TRATTARE
- ormai non ha alcun scampo, …. quindi il commando passa al piano B›
- le danno un pugno e la caricano sull’auto
- si dirigono verso un posto che conoscono bene, le Casermette

- il piano B› prevedeva quello che poi è stato, compresi i depistaggi fatti da mano diversa e compreso il ritrovamento del corpo.

Anonimo ha detto...

MIMOSA, sono d'accordo in tutto, tranne che con l'incontro che, a mio parere NON è stato casuale, e consentito da un pedinamento. Parolisi non poteva assolutamente ignorare, l'incontro, in quanto parte in causa del piano che, però, non prevedeva la morte di MELANIA.
COL RESTO, VA BENE
CIAO MERCUTIO

Mimosa ha detto...

Grazie Mercutio, su quel punto la mia è solo una variante del tuo pensiero, un'alternativa.
Infatti non ci dobbiamo porre né in competizione né in opposizione, io credo che anche la tua ipotesi è convincente.

Potrei aggiungere che Parolisi forse "sospettava" l'incontro, che ne avesse avuto sentore per qualche segnale nei giorni precedenti.

Magari sapere tutto!
Però ti ricordi le esternazioni dei tre sensitivi ascoltati dai carabinieri? Tutti concordano su un omicidio per mano femminile e sul movente del "segreto", strano vero?

In questo caso sono stati trattati come è stato trattato Giancarlo: zero fiducia.

Ciao, Mimosa

Alessandro ha detto...

Caro Mercutio,

dipendesse da me :)

La redazione sta lavorando al montaggio e la mia "fonte" mi avviserà non appena online

Mercutio ha detto...

MIMOSA, proviamo a partire da alcune frasi, dette e da noi conosciute, da alcuni protagonisti della tragica vicenda:
Appena si incontra col Paciolla, da lui stesso chiamato, qualche ora dopo la sparizione di Melania, il Parolisi dice: " ME L'HANNO PRESA, ME L'HANNO PRESA". Chi avrebbe dovuto PRENDERLA? non era una bambina che poteva essere rapita a scopo di riscatto!
A più riprese, il Rea e suo figlio Michele, ripetono come una recita: " NON L'HA SAPUTO PROTEGGERE", da chi, da che cosa?
Durante il uo soliloquio, in auto, il militare dice fra se: " TRENT'ANNI ME LI FACCIO, MA TI DEBBO STRAPPARE IL CUORE; TRENT'ANNI ME LI FACCIO VOLENTIERI." A chi vorrebbe STRAPPARE il cuore parolisi, all'assassino che NON PUO' denunciare?
Solo dopo questi pochi punti fermi, come si potrebbe ancora supporre che sia lui l'autore dell'omicidio?
L'interpretazione data alle frasi del soliloquio, debitamente intercettate, è stata falsata, indicando lui stesso quale oggetto della minaccia. (doveva strappare il cuore a se stesso?)
E con questa ottica, potrebbero essere focalizzate tutte le fasi posteriori del macabro scenario.
Saluti a tutti, Mercutio

Anonimo ha detto...

P.S.
Leggo che 3 ore fa è stato pubblicata la scoperta di 5 dna, 4 maschili ed 1 femminile.
Uno dei dna maschili appartiene al Parolisi, ed è quello rinvenuto nella bocca di Melania.
A gli altri, a chi appartengono?
Mercutio

lori ha detto...

buona sera a tutti e un saluto affettuoso a Mercutio per il gentile pensiero, ma , purtroppo le ferie sono finite, almeno per me, e mi sono immersa totalmente nel lavoro..tra l'altro le cose ristagnano in tutti i casi che sono stati oggetto di confronto: Sicuramente se ci saranno novità troverò il modo di intervenire..per ora continuo a leggervi sempre con molto interesse

Un saluto cordiale

buona serata

Mimosa ha detto...

Ciao Mercutio, ho ritrovato che già il 10 agosto e di nuovo il 2 settembre hai posto la domanda su cui se ne è discusso un po’.

Ora provo io, copiando l’essenziale di quanto allora avevo scritto:
Il padre, oltre alla frase ripetuta più volte “Non l’ha protetta abbastanza”, disse anche che “il giuramento fatto allo Stato e alla istituzione militare di fronte ad un omicidio dovrebbe passare in secondo piano”.
La famiglia di Melania è famiglia di militari (fratello e papà sottufficiali, di aviazione però, un’arma un po’ ‘speciale’), e in tali ambienti si deve fare come le tre scimmiette: non vedere, non sentire, non parlare, ogni grado costituisce casta a sé, mai i sottufficiali possono interferire con gli ufficiali e anche tra costoro ogni stelletta in più rappresenta un limite nelle relazioni. Lo so per cognizione di causa.
Ciò per dire che ho avuto l’impressione che quelle prime affermazioni del padre e riprese dal fratello nascondessero delle “intuizioni” … intuizioni che col tempo sono state represse, soppresse, perché magari è intervenuto “qualcuno” di potente … E’ meglio far credere al mondo che il genero sia un fedifrago assassino piuttosto che smuovere certe acque.
Questo ho scritto allora e oggi aggiungerei che – come nascondevano tutti così bene davanti al mondo la conoscenza dei tradimenti di Salvatore – così oggi fingono di non sapere nulla della “cosa brutta”. Forse sarà vero, ma continuo a ritenere improbabile che Melania non si fosse confidata in primis con loro sulle brutte faccende di cui fosse venuta a conoscenza e che potevano anche coinvolgere il marito. A meno che – come ancora ho avuto occasione di dire – non fosse una cosa tanto grave che sarebbe stato nel loro interesse, di Melania e Salvatore, sotto una qualche minaccia, non dirlo ad anima viva.

Alla fine evidentemente qualcosa è emerso, altrimenti “non ci avrebbe rimesso Melania”.

E soprattutto sono d’accordo con te riguardo all’altra frase, quella “gli strappo il cuore” non vedo come gli investigatori possano voltarla per accusare il Parolisi, dovrebbe essere la frase che lo scagiona definitivamente. Non si sente anche nella voce tutto il profondo dolore di un uomo che ha perso la moglie in modo così barbaro? Dove sono finiti gli psicologi?
Perché in Italia non abbiamo dei bravi “profiler”?

Ciao, Mimosa

Alessandro ha detto...

oltretutto non avrebbe senso,Mimosa, questo soliloquio come confessione..parolisi si riferirebbe in parte in prima persona ed in parte in seconda ?

ti devo sputtanare.....trent'anni me li faccio volentieri....

non avrebbe assolutamente senso

Mimosa ha detto...

Hai ragione Alessandro, dove mai si può vedere la confessione del delitto di sua moglie? Bisogna proprio essere ciechi … e sordi.

Casomai si può leggere la premeditazione di un futuro delitto,
... quando verrà trovato il corpo di una persona (uomo o donna) con il cuore strappato dal petto si potrà correre subito da Salvatore Parolisi e domandargli dov'era quel giorno e quell'ora ... perché c'è la sua firma sul delitto ... anticipata nella intercettazione del 13.6.2011, soliloquio anzi "breve monologo", come viene definito, e si vedrà anche che si è già comminato la pena, trent’anni ...

Siamo alle solite con le interpretazioni dei soliloqui, come quello di Michele Misseri sempre in auto anche lui, quando si è insistito ad interpretare quello sfogo solo a danno di figlia e moglie.

Mimosa

Manlio Tummolo ha detto...

Se Parolisi ammazzasse qualcuno per vendetta, confessasse il delitto e le motivazioni, chiedesse ed ottenesse, probabilmente, il patteggiamento, non farebbe 30 anni, ma molto meno. Allora se vuol vendicarsi di qualcuno, farebbe trent'anni perché non confesserebbe il secondo delitto, e quindi si sommerebbero decenni per due delitti, invece che per uno soltanto. Mi sembrava di aver letto che frase sui "trent'anni" era detta per depistare gli intercettatori, ma naturalmente tutto questo è discutibile. Ciò che mi appare incongruo in tutte queste indagini è il vedere solo la possibilità che esecutore ed ideatore del delitto siano la stessa persona, che la gelosia funzioni solo a Taranto (malgrado si tratti di due cugine, di cui una quindicenne, non di due vamp), non ad Ascoli o a Teramo (dove si tratta di due donne adulte e guerriere, ben decise a tenersi l'uomo che considerano, ciascuna, di "loro proprietà"). Insomma, c'è molta confusione nel modo di procedere, per questo le indagini finiscono per impantanarsi, e non sempre al punto giusto.

Mimosa ha detto...

Manlio, mi par di capire che tu troveresti un nesso tra l’omicidio di Melania e la gelosia dell’amante.
Io invece non credo che nel caso Rea sia questione di gelosia tra rivali in amore.
Oddio, come per gli inquirenti solitamente è scontato che il primo sospettato sia il marito, potrebbe essere facile altresì pensare che la mandante Ludovica abbia ingaggiato dei sicari, visto che lui non si decideva a divorziare secondo le mille promesse (benché non esca alcun cenno di ciò nelle intercettazioni), anche se come ben sai la realtà supera la fantasia …, molti casi giudiziari lo dimostrano. Pure questa situazione calzerebbe a pennello.
Però tutto sarebbe andato storto, Ludovica il suo Salvatore se lo può solo sognare …
Il diavolo fa le pentole e non i coperchi …
Mimosa

Anonimo ha detto...

Forse la Lodovica non è il tipo, ma eventualmente, trovandone una della stessa grinta di tale Laura Titta, tipetta che non era nuova alle spedizioni punitive ai fidanzati.. una controllatina al dna la farei
T

Anonimo ha detto...

ma Parolisi cosa dice? Lui non ha visto nessuno? Se gli altri non facevano caso a lui magari potrebbe avere notato lui stesso altre persone e magari descrivendole potrebbe dimostrare di essere stato lì...
Margherita

Anonimo ha detto...

MARGHERITA,

è una domanda che ho posto anch'io, ma da nessuna parte ne ho trovato la risposta...
ciao

ENRICO

Manlio Tummolo ha detto...

Carissima Mimosa, come ho detto tante volte, non desidero entrare nel merito di questi delitti, e certamente non sono in grado di fare ipotesi dettagliate. Ciò che mi crea problemi e che esprimo, è la metodologia uitlizzata, o certe strane differenze, per cui, malgrado in Itaila, leggi e Codici siano uguali per tutti in linea di principio, poi questi non vengano applicati in modo rigoroso. Partendo dalla pura ipotesi che Melania sia stata uccisa dal marito, sarebbe il caso di vedere chi o che cosa lo ha spinto. Mi sembra più probabile e ragionevole il movente "gelosia" nel caso Melania Rea, piuttosto che nel caso Sarah Scazzi. Se poi non è lui l'esecutore o l'ideatore del delitto, il caso cambia completamente. Per me è un errore assai grave escludere, già in partenza, l'analisi dei vari elementi e, soprattutto, dei vari interessi ad uccidere una persona. Poi chi sia o chi non sia l'assassino, non lo so. A differenza di molti, neppure mi interessa saperlo in senso assoluto; mi interessa che le modalità di indagine siano corrette e rivolte ai possibili molteplici obiettivi, non su uno solo, perché solo attraverso un'indagine completa si può sperare di individuare la verità degli eventi e i responsabili specifici. Tutto qui.

Mercutio ha detto...

MIMOSA, hai colto nel segno: i militari!
La famiglia e le amiche sapevano tutti della infedeltà del Parolisi ed anzi, dato il carattere aperto di Melania, suppongo che, ai famigliari più stretti, abbia pure svelato il contenuto della "brutta cosa", e la sua intenzione di servirsene, come arma di intimidazione, nei confronti del marito per la sua condotta dongiovannesca.
E' possibile, quindi, che i Rea paventassero che qualcosa di grave potesse succedere alla propria figlia, E NON DA PARTE DEL MARITO. Da quì la frase sulla PROTEZIONE, e le persistenti dichiarazioni di fiducia nel caporalmaggiore, ritenendolo innocente.
Atteggiamento che cambiò repentinamente, come un "comando", proveniente da qualche parte...quando si cominciò a ventilare il possibile, diverso movente dell'omicidio: il giudice Ferraro accusato di alienazione, il Gip Cirillo trasferito ad altre manzioni, e l'affermazione definitiva dell'unidirezionalità delle indagini. Il colpevole? Parolisi. Inutile cercare altrove.
Gli stessi avvocati difensori del militare, ( che non sono quegli sprovveduti che molti pensano siano), non hanno mai accennato ad un movente alternativo (conoscendone, forse, la pericolosità), limitandosi a contrastare le varie perizie, effettuate dalle due Procure, per ottenere un rilascio provvisorio, del loro cliente, ed una probabile assoluzione, domani, per insufficienza di prove.
Il Parolisi NON PARLA, nè potrebbe farlo, nella speranza, comune a quella dei suoi avvocati, di salvare capre e cavoli, senza essere stato costretto a scoprire le carte.(cosa pericolosa per tutti).
Ciao Mercutio

Anonimo ha detto...

concordo in pieno con Mercutio.
Qualcosa di pericoloso aleggia su questo omicidio.
A qualcuno farebbe comodo il Parolisi come capro espiatorio, o al massimo che se ne dimostrasse l'estraneità archiviando il caso come ad opera di ignoti.
T

Anonimo ha detto...

MERCUTIO,

anch'io ho sempre pensato che i familiari (e certamente l'amica Immacolata) fossero al corrente della famosa "cosa brutta" e che, come avevo già scritto rispondendo ad un tuo precedente commento, l'unidirezionalità delle indagini è dovuta proprio ad evitare il coinvolgimnto di persone o ambienti "intoccabili".

Se dovesse essere così il caporalmaggiore si trova in un grosso guaio.

ciao

ENRCO