lunedì 26 settembre 2011

Amanda Knox. Il gioco lugubre dei numeri quattro porterà i giurati a decidere per l'assoluzione?


Quattro e non è uno scherzo. Sono stati quattro i procuratori a parlare per cercare di convincere la giuria popolare che la Knox ed il Sollecito sono assassini. E non si trovavano in un'aula bunker ad accusare mafiosi, non stavano accusando un gruppo di terroristi rossi o neri, non dovevano spiegare le concussioni o le collusioni fra gli uni e gli altri ma "solo" far capire quanto sia alta la probabilità che gli indizi trovati in una casa di via della Pergola, a Perugia, portino a pensare che due ex ragazzi possano aver commesso un omicidio. Quattro, un procuratore generale, un sostituto procuratore e due Pm. Quattro rappresentanti dell'Accusa che nello stesso processo parlano ai giurati per invocare una condanna non s'erano mai visti nella storia giudiziaria della criminalità ordinaria. Certo, c'è sempre una prima volta, ma persone qualificate dovrebbero analizzare i motivi per cui ci sono state quattro arringhe accusatorie anziché una o due. Non una anomalia, dato che è consentito, però è chiaramente una diversità che deve avere ragioni molto forti per essere messa in atto. Ma siamo a Perugia ed il processo è di quelli tosti, il giudice che lo presiede è di quelli tosti, gli avvocati della Difesa ed i familiari degli imputati sono di quelli tosti.

Questo i procuratori lo sapevano anche prima di iniziare l'Appello, ma non se ne preoccupavano perché nel 2009, in Corte d'Assise, tutto concordava e quanto scoperto non dava possibilità di scampo agli imputati. Quindi, confermando l'impianto e le prove, nulla sarebbe potuto cambiare. Eppure qualcosa è cambiato e si sono aggiunti fatti nuovi che hanno incrinato le mura entro le quali s'erano rinchiusi, ben quattro anni fa, i due imputati. O, per meglio dire, si sono aggiustati fatti vecchi che ora, visti sotto una luce diversa, fanno apparire tutto nuovo e fanno credere che le certezze portate in Assise fossero fissate sulla sabbia. Sabbia che se un tempo i media italiani ed i giudici mantenevano bagnata e solida, ad oggi risulta asciutta e friabile come pasta frolla. Ma cosa è accaduto di tanto rilevante? Cosa ha fatto cambiare la visuale dei giudici e dei media? Per prima cosa la condanna inflitta ad un procuratore un anno fa, questa ha di sicuro spostato lo sguardo su tanti particolari prima inosservati. Per cui, se presto ci fossero due assoluzioni, si potrebbe dire che non solo la pressione della stampa americana ha contribuito a far sì che alcune richieste della Difesa fossero accolte, ma anche che un Pm ha contribuito col suo comportamento, prolungatosi negli anni e dai giudici di Firenze considerato illegale, alla causa innocentista di chi lui per primo ha additato a colpevoli. Perché è fuor di dubbio che il giudice chiamato a presiedere il processo d'Appello sia stato quasi costretto ad accogliere le richieste della Difesa ed a far fare alcune verifiche peritali, questo proprio per non lasciare dubbi sull'operato del procuratore e dei suoi periti. Non l'avesse fatto avrebbe rischiato un linciaggio mediatico fuori da ogni controllo e forse tirate d'orecchie in Cassazione. D'altronde per comminare un ergastolo occorrono sicurezze.

Sicurezze che sembravano esserci. Il gancetto ed il coltello erano due punti cardine dell'Accusa ed è logico si pensasse che la nuova perizia potesse essere ininfluente, si pensasse che tutto fosse come pareva essere, che i bravi analisti nel 2008 avessero fatto i bravi analisti. Ma questo non è stato perché i periti della Corte hanno cambiato le carte in tavola. Insomma, il sacco peritale in cui la procura di Perugia aveva rinchiuso stretti stretti il duo Amanda- Raffaele ora si è rivoltato come un calzino tolto da un piede sudato ed ha iniziato a puzzare. Ed a quel punto era chiaro al Pg che non sarebbe stato facile far credere ai giurati che quell'odore fosse di gorgonzola. Per questo hanno preso la parola in quattro, per questo ognuno di loro a volte ha sparlato ed invece di criticare in maniera lecita ha offeso i periti di Corte e, per diretta conseguenza, anche i giudici che tali periti hanno scelto. E da sempre quando iniziano le offese significa che si sono finiti gli argomenti validi. Per cui ora l'apparenza sembra far capire che l'omicidio della povera inglesina sia solo lo strumento da usare per tirarsi fuori dai guai, perché ciò che agita la mente dei procuratori è cosa capiterà "dopo", dovesse mai essere che la Knox ed il Sollecito venissero scarcerati.

Il chiamare "cuochi teorici" i consulenti della Corte solo perché hanno osato ribaltare quanto dai loro periti accertato in maniera non professionale, periti che, in ragione delle parole pronunciate dal Pm, a questo punto la Difesa potrebbe chiamare "sguatteri teorici", è allucinante e può far capire quali possano essere stati nel tempo i sistemi usati dagli inquirenti in caso di contrasti con chi doveva confrontarsi con loro, con chi doveva portare loro una verità che non fosse quella voluta, con chi doveva difendersi dalle loro accuse. Sistemi negli ultimi mesi rimasti contriti nello stomaco della procura a causa dei metodi "diversi" usati in questo processo d'Appello. Metodi che non hanno lasciato all'Accusa lo stesso spazio chiesto ed ottenuto in Assise. Metodi che hanno creato un grande nervosismo ed una paura di fondo. Ed anche questo nervosismo sarà una delle cause che potrebbe portare alla ora più probabile assoluzione, e sarà stata ancora una volta la procura la migliore alleata della Difesa. Ma il dna mancante non è l'unica differenza assodata al processo dove anche le testimonianze sono venute meno al loro compito.

Il terzo punto cardine infatti era il clochard che aveva dichiarato di aver visto i due giovani sotto la casa del delitto, clochard in carcere dal febbraio di quest'anno perché deve scontare una pena di un anno e sei mesi per traffico di droga, pena diventata definitiva dopo i canonici gradi di giudizio. Questi a processo si è contraddetto più volte dichiarando addirittura che i ragazzi erano mascherati per la festa di Hallowen, e la festa non vi fu la notte dell'omicidio ma quella precedente. Prima di lui si era mostrato inaffidabile anche il ragazzo albanese che aveva dichiarato di aver parcheggiato sotto la casa di Meredith e di aver parlato con il Guede mentre si udivano urla all'interno dell'appartamento. Ed è strano il verificare che sia il clochard che l'albanese non siano mai stati degli "stinchi di santo" e che avessero già avuto a che fare con la giustizia. Ma c'è ancora un altro punto cardine che si sta sgonfiando nonostante sia stato gonfiato a dismisura, il sangue delle ragazze nel bagno dell'appartamento. Sangue inspiegabile se non con la presenza della Knox al momento del delitto, come dice la procura, o spiegabile dato che entrambe si lavavano nello stesso bidet, nello stesso lavandino, nella stessa doccia, e che entrambe in quei mesi avevano di certo subito il passaggio del ciclo mestruale, come crede la Difesa?

Ognuno tiri una riga e tragga proprie conclusioni, ma a prescindere dai pregiudizi pare chiaro che la maggioranza dei fatti accertati si siano sciolti sotto questa lunga estate di Sole. E che non siano più come sembravano essere lo ha detto anche la madre di Meredith, in caso di assoluzione per "caos di giustizia" lei resterà l'unica vera vittima di quanto accaduto (assieme a sua figlia), che in una intervista ha chiesto di farle sapere com'è stato possibile che in pochi mesi le certezze della procura si siano sbriciolate. Forse il suo pensiero in quel momento era propenso a credere ad un intervento esterno da parte dei familiari della Knox e del Sollecito, o forse, più probabile, come ha dichiarato in quella stessa intervista, ad aver ben chiara la verità perché a lei non importa di avere un colpevole per forza ma di sapere chi e perché in realtà ha ucciso la sua Meredith. Ma questa resterà forse una domanda senza risposta. E se resterà insoluta sarà anche a causa dei metodi poco ortodossi usati durante le indagini e durante le perizie. In ogni caso, vada come vada, il "sistema italiano della giustizia" ne resterà danneggiato avendo dimostrato ancora una volta che non si può lavorare in maniera unidirezionale, perché non è il metodo a fare la prova ma la prova a fare il metodo. Non si può costruire una catapecchia e poi cercare di infilarvi la strega di turno ma occorre cercare prima la strega e poi scoprire in quale catapecchia abbia abitato. Per questo la Knox ed il Sollecito, con molte probabilità, saranno liberati presto. Non si possono tenere in galera le persone in base ad indizi rivelatisi scarni o nulli.

Ed in futuro occorrerà fare attenzione, in futuro non dovranno servire quattro anni per scoprire che le perizie iniziali non erano affidabili (quattro come i procuratori che al processo hanno preso la parola per convincere i giurati che sono stati i periti e la Corte ad operare male, mentre loro avevano fatto un ottimo lavoro, quattro come gli anni passati in carcere dalla Knox e dal Sollecito), non dovranno servire quattro anni per scoprire che i quattro punti cardine della procura, datici per certi quasi fossero i quattro punti cardinali, non sono affatto sicuri. Perché se tanto ci da tanto ora c'è da chiedersi se altre negligenze peritali ed investigative abbiano costretto altri giudici, in altri procedimenti penali, ad emettere sentenze che potevano, e dovevano, essere diverse. E questo è un dubbio che infastidisce e fa male.


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28 commenti:

nico ha detto...

Ciao Massimo.
So che giustamente pretendi che il tuo blog non venga utilizzato per offendere o fare polemiche violente e inutili. E hai ragione, pensandoci credo tra l'altro di essermi sempre trovata bene anche per questo. Pero' le critiche costruttive o semplicemente le nostre preoccupazione qui trovano spazio, e allora faccio qualche considerazione. Nel caso di Meredith sono stati fatti tali e tanti errori che probabilmente una verita' oltre ogni dubbio non si avra' mai. Il caso di Sarah Scazzi probabilemte passera' alla storia per gli errori commessi durante le indagini e per le forzature. Per Melania Rea non si puo' dire niente di diverso, anche lì sebra un gioco di prestigio. Yara ha mosso i cuori, la procura certo si é impegnata moltissimo, ma le mancanze hanno portato per il momento a un punto morto. E così per il delitto di Chiara Poggi, per quello di Simonetta Cesaroni, per l'omicidio di ALberica Filo della Torre (che anche se risolto lascia sul campo vent'anni di mancata giustizia). Persino Annamaria Franzoni é in carcere in base a un processo indiziario.
E qui me fermo, gia' basta per avere i brividi. Con tutto il rispetto per tanti tantissimi magistrati che in mille modi operano perché possiamo vivere in un Paese migliore, é ipossibile non notare il dilettantismo e l'imperizia. Siamo nelle loro mani, letteralmente. Ho letto un articolo su un giornale francese, un'indagine a campione dimostrava come gli italiani siano fra gli europei quelli che piu' temono polizia e magistratura, come l'errore giudiziario sia uno degli incubi di casa nostra. Saremo mica tutti pericolosi latitanti! Ma troppo, troppo spesso un eccesso di sicurezza, una preparazione insufficiente, l'incapacita' di ammettere i propri errori e a volte l'arroganza costano la vita. Quella di chi innocente o presunto tale sta in galera, quella di chi mai indagato dopo vent'anni é sbattuto in prima pagina come mostro, la vita delle famiglie che non avranno mai giustizia. La liberta' del magistrato é insindacabile e grazie a Dio, certo la loro preparazione non é sufficiente, e il pericolo di strumenti potenti nelle mani sbagliate é enorme. Nessuno paga per gli errori (che a volte non sono errori ma accanimenti), a chi chiedere giustizia se la giustizia ha fallito? Ciao

Anonimo ha detto...

Ciao Massimo.Col mio ahimè passare degli anni,mi accorgo che se tante possono essere le cause(sempre ingiustificabili cmq)che portano ad un delitto,tante son le cause che portano ad una condanna.Noi dalle nostre case,non siamo a conoscenza dei fatti e misfatti che accadono dentro le mura di un tribunale e siamo portati a giudicare in modo superficiale le persone che ne vengono coinvolte.Forse bisognerebbe essere piu severi coi giudicanti e piu obiettivi coi giudicati.Secondo me, chi ha subito la galera in modo ingiusto, rimane mostro anche se non lo è mai stato e questo nn è certamente bello.
Bea.

Marika ha detto...

Mi piace questo articolo Massimo Prati, hai impresso con parole sincere e meditate, anche molti dei pensieri e commenti dei tanti frequentatori di questo blog.
Mai stancarsi di pretendere verità e giustizia, legalità e rispetto delle regole, imparzialità e onestà.
Marika

Manlio Tummolo ha detto...

Strabuzzo i miei occhi a leggere la presenza di quattro accusatori, più le parti civili, il che fa almeno sei, se non otto. Ora la legge presuppone che un imputato non abbia più di due avvocati in processo. Come possono esserci quattro accusatori ? Due per ogni imputato ? Non credo che le cose siano regolari ed ammissibili, stante la regola della parità fra accusa e difesa. Inoltre, il ribadire, anche dalle parti civili, il fatto che gli esperti nominati dalla Corte erano degli incapaci (cosa che può pure essere vera, ma è poco diplomatico affermarlo) mi dà l'impressione che tanto furore finirà nel nulla. I difensori hanno buon gioco nel dire che le precedenti analisi erano mal fatte, i giudici non rigetteranno certamente il lavoro degli esperti scelti da loro stessi(salvo a dirsi "scemi" da sé), e quindi il risultato non mi pare processualmente scontato, innocenti o colpevoli che siano, Insomma tanto lavoro per la Cassazione, anche in questo caso.

emax/massimo prati ha detto...

Alla fine della fiera, Manlio, oltre ai quattro di venerdì e sabato ci sono state oggi altri quattro ad additare i due non solo a colpevoli ma, per quanto riguarda la Knox, a donna schifosa sporca dentro e sporca fuori (Le parole esatte sono peggio di queste).

E nell'ordine hanno parlato l'avvocato della padrona di casa (parte civile perché povera donna fa fatica ad affittare l'appartamento a quanto lo affittava prima, 1200 euro al mese), l'avvocato del Lumumba che non è stato risarcito a sufficienza dallo Stato italiano (8000 euro per 14 giorni di carcere) e vuole la giunta dai Sollecito e dai Knox, ed i due legali della Kercher allineati alla procura che hanno portato in aula un megaschermo proiettando le foto dei tagli al collo della Kercher, il tutto ad uso e consumo del pubblico presente ma soprattutto dei giurati. Avvocati che hanno parlato di tecnica mafiosa nell'accoltellamento ed hanno usato espressioni ingiuriose verso la solita nota non credendo alle nuove perizie in quanto una coppia di colpevoli c'è e non capisce perché cercare un altro complice che possa aver aiutato il Guede.

Quindi otto arringhe e tutte spinte al limite delle offese. Ma una nona ed una decima sono apparse sui giornali, quelle dei Pm che intervistati oggi hanno rincarato la dose dicendo che ci sono caterve di indizi che additano la Knox e che le perizie fatte fare dalla Corte fanno schifo e che il clochard, già sotto processo per droga quando ha testimoniato (e non è avvenuto nell'immediatezza del fatto), è affidabile al 100% (lo sarà ma è stato lui in una udienza di maggio o giugno a collocare il tutto nella notte di Hallowen.

Insomma dieci arringhe in totale e tutte portate a mani basse.
A parer mio la paura ed il nervosismo in quel di Perugia è ai massimo livelli... e lo dimostra la Pm Comodi che già ha anticipato che in caso di assoluzione andrà in cassazione (ed allora non è così sicura come vorrebbe far credere).

Per quanto riguarda il far parlare tutti credo che se il giudice ha ammesso le arringhe si sia rimasti all'interno delle possibili regole.

Ciao, Massimo

Manlio Tummolo ha detto...

Condivido con te, caro Massimo, lo sdegno verso un simile operato, ma soprattutto il fatto della paura che questi accusatori ammucchiati insieme stanno in realtà provando (quella della padrona dell'appartamento accettata come parte civile ! mi sembra che siamo fuori da ogni logica, e perché non anche il rettore o il preside di Facoltà, visto il pessimo prestigio di questa Università, che sconsiglia a nuove studentesse di andare a studiare nella città ?). Invece di stralciare Guedé, si doveva stralciare il caso di Lumumba che, non essendo implicato in alcun modo nel delitto, ha in causa la faccenda della calunnia (intanto un imputato per legge può pure mentire, la legge lo ammette), da trattare in altra sede.
Ritengo che gli accusatori, comprese le parti civili, si stiano dando la zappa sui piedi, soprattutto in merito agli atteggiamenti verso la Corte, evidentemente insultata sul piano professionale (incapace di scegliersi nuovi periti ! E quelli della Corte dovrebbero essere, per ruolo, proprio i più imparziali !). Gli avvocati della difesa non avranno occasione migliore per attrarre la Corte verso la loro versione dei fatti.

zzzilvia ha detto...

poveraaaa che cattivi questi avvocati di parte civile, sono veramente scandalosi, questi scostumati avidi di risarcimenti sono proprio senza vergogna, non capiscono come mai non siano ancora stati aboliti

Manlio Tummolo ha detto...

Cara ZZZilvia, Lei è donna di grande spirito. Allora, i risarcimenti vengono chiesti dalle parti civili in un determinato processo che riguarda l'omicidio, non le bugie o le calunnie, che è un reato a parte. Così pure il fatto che una casa sia sequestrata per un certo tempo. In questi casi si fa un processo a parte (invece di stralciare il Guedé seduto sul water), di natura penale, e lì si chiedono i risarcimenti ritenuti necessari. Oppure (caso della proprietaria) si procede con rito civile, e non penale per un caso come questo. Altrimenti, ciascun cittadino di Perugia, nella persona del sindaco e dell'assessore alla Pubblica Istruzione, potrebbe farsi parte civile, e perché non anche il presidente della Regione o della Provincia, per danni all'immagine culturale e turistica della città e della regione ? E' evidente che si è voluto far massa nella causa, ma con certi sistemi e certe affermazioni, soprattutto nei confronti delle scelte della Corte, si rischia di dover rinviare il tutto necessariamente alla Corte di Cassazione. In sostanza, occorrerebbe procedere seriamente, stando nel tema del caso, e non divagare su tutt'altre questioni che poco c'entrano col fatto principale, e sulle quali si possono fare altre azioni civili o penali (che, tra l'altro, dovrebbero e dovranno comunque aspettare la sentenza definitiva).

fabio ha detto...

forse perchè il danno economico al locatore per una casa sfitta per mesi è quantificabile e dimostrabile?

Anonimo ha detto...

dov'è la professionalità? viene consentito di insultare un imputato? "sporca dentro e sporca fuori", viene permesso?
Nessuno si alza in piedi dicendo "obiezione, vostro Onore?"
Il giudice lo consente?
Nessuna ammonizione, espulsione per chi viola le regole? Credevo ci fosse più rigore, in aula. E più fatti.

T.

Manlio Tummolo ha detto...

Certamente che è un danno quantificabile, poi trattandosi anche di fatto penale, c'è pure un danno morale ingente. C'è un danno emergente, un lucro cessante e un danno morale, calcolando pure il fatto che pochi andranno ad abitare in una casa dove sia avvenuto un delitto, anche se vi sarà al contrario qualcuno che può sentirsi "eccitato" o stimolato proprio dall'evento delittuoso; ma tutto questo si può richiedere, a mio avviso, solo dopo un'eventuale condanna definitiva.

Quanto a T., mi scusi sa, ma non siamo negli USA o in G.B. dove si dice, nei films (non so se anche nella realtà): "Obiezione, Vostro Onore", non fa parte della nostra prassi. Certamente l'avvocato della difesa può anche eventualmente intervenire, rilevando la scorrettezza, ma a questo punto è preferibile che tutto venga detto e registrato per poi colpire alla fine, quando gli avvocati degli imputati hanno l'ultima parola. Lì possono saldare tutti i conti, e con ben maggiore efficacia.

ken ha detto...

la povera Amanda ha già un jet personale per portarla in America, e un'intervista milionaria da rilasciare alla stampa americana, sicuramente le carceri sono pieni di gente che manco può permettersi un avvocato e non ve ne frega nulla e state li a s stracciarvi le vesti per una che ha più privilegi del papa in persona

Sira ha detto...

Ciao Massimo,

ieri ho sentito dire, mentre in aula si proiettavano le immagini di Meredith, che la vittima aveva tagli diffusi ma che non aveva tagli da difesa(mani, braccia etc...) ed hanno aggiunto che una sola persona, con un coltello in mano non avrebbe potuto immobilizzarla se non aiutato da altre persone che la tenessero ferma.

1 Vorrei chiederti se è vero
2 Se fosse vero, non è possibile che RG con l'aiuto della stessa vittima (minacciata con coltello) le abbia legato i polsi?

Non ho seguito molto questo orrendo delitto ed ho appreso solo leggendo i tuoi articoli le "anomalie processuali

Una riflessione però voglio farla:

Ho visto la scorsa settimana in tv un intervista della mamma e della sorella di Meredith e sono rimasta stupita dal loro civile, dignitoso e per nulla pregiudizievole comportamento.

La mamma. si chiedeva, con grande stupore come fosse possibile che in primo grado c'erano una quantità di prove e indizi schiaccianti ed ora in un secondo processo non sia più certo nulla?

Ha aggiunto che non le interessa che siano Raffaele e Amanda a dover scontare la pena, ma ha chiesto di capirci qualcosa e di avere giustizia
Era interdetta.

Come darle torto? Come spiegarle che due periti, che devono decidere sul futuro di due vite umane, non abbiano un idea comune, un interpretazione dei fatti univoca(dato che hanno gli stessi elementi da esaminare, dovrebbe essere agevole)

In un post il signor Tummolo aveva espresso la sua idea riguardo un collegio di periti che dovrebbe essere istituito in casi di processi penali.
Periti che potrebbero lavorare insieme, confrontando i loro dubbi, le loro esperienze, per raggiungere un risultato comune.

Mentre l'imputato oggi deve sperare che il perito della procura sia persona scrupolosa, preparata e che soprattutto non fallisca per non doversi fare anni di galera, se innocente, aspettando un perito più competente.

Tummolo, se mi legge, mi farebbe piacere se ripostasse il brano che ho citato sopra, che ho trovato molto intelligente e garantista


Sira

emax/massimo prati ha detto...

Ciao Sira.

Scusa ma prima rispondo a Ken. I genitori di Amanda due anni fa hanno venduto la casa per poter sostenere le spese del processo e quelle di viaggio, tanto per precisare, e lo ha scritto La Repubblica, non un quotidiano disinformato. Se anche avesse pronto un jet per tornare in America, ed i giornali hanno specificato anche che una ragione è quella di evitare di restare qualche giorno in balia dei giornalisti, non ci sarebbe nulla di male, e neppure ci fossero interviste milionarie ce ne sarebbero. Dopo quattro anni di carcere, fosse giudicata innocente, le sarebbe dovuto. O credi che sarà giudicata da cretini pagati dalla famiglia?

L'ho anche scritto Sira, la madre di Meredith non cerca una verità ma la verità. Non ha il coltello fra i denti e questo la fa "una grande". Per quanto riguarda le ferite i periti del gip, non della difesa, nel 2008 hanno escluso che quella portata dai Pm fosse l'arma del delitto, e nelle motivazioni della cassazione, al terzo grado di giudizio del Guede, si scrive: «Meredith Kercher, prima di essere scannata con il colpo mortale alla gola, è oggetto di una serie di ferite, di trattenimenti forzati agli arti, in specie al braccio e alla mano sinistra, e sul polsino della manica sinistra della felpa indossata si rinvengono chiare tracce del Dna dell’imputato, volti a vincere la resistenza contro una violenza sessuale, di cui sono prova le tracce del Dna del Guede sul tampone vaginale, sfociata poi nella condotta violenta dello scannamento mortale».

Quindi non so da dove vengano le voci che dicono non vi fossero ferite da difesa sulla Kercher, anche se posso immaginarlo.

Ciao, Massimo

Sira ha detto...

Per Massimo

Non so se è la persona che pensavi tu

L’avvocato è Serena Perna, uno dei legali di parte civile della famiglia di Meredith:
“Sul corpo non ci sono lesioni da difesa perchè era costretta da più persone che non le permettevano in alcun modo di difendersi e l'avvocato Francesco Maresca aggiunge: “Qualcuno la teneva e quel delitto non è stato compiuto da una sola persona”.

Sira

emax/massimo prati ha detto...

Ed infatti immaginavo fosse un legale o un procuratore, Sira. Ti ripeto quanto scritto in precedenza, in cassazione si sentenziò che erano numerose le ferite ai polsi e sulle braccia. Poi se ai legali di parte piace giocare con la vita degli altri modificando le parole per confondere i giurati tutto diventa spiegabile, anche se non capibile.

Un link dove si parla delle ferite è:

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Omicidio-Meredith-la-Cassazione-Fu-uccisa-per-dare-sfogo-a-volonta-orgiastica_311722704866.html

Ciao, Massimo

Sira ha detto...

Massimo, tu dici:

"Poi se ai legali di parte piace giocare con la vita degli altri modificando le parole per confondere i giurati tutto diventa spiegabile, anche se non capibile."

E io ti chiedo, confermandoti che quanto ti ho trascritto è esattamente quello che ha detto l'avv. mentre proiettava le foto,(da un servizio del tg1),
come può essere permesso tutto ciò?

Se le arringhe delle parti sono distinte in diverse fasi/giorni, questo permette a chi ha l'ultima parola di dire ciò che più gli fa comodo anche se si tratta di falsità, dando ai giurati un informazione errata che può inflenzare le loro decisioni, senza che gli stessi possano essere smentiti?

Sira

Anonimo ha detto...

La sentenza di cassazione citata conferma anche la partecipazione di più persone e a fronte della resistenza della donna la " forza brutale e prevaricatrice di una plurima collettiva condotta". e ne sottolinea, se mai ce ne fosse ancora bisogno, la natura violenta orgiastica e prima di essere colpita MK presenta " una serie di ferite, di trattenimenti forzati agli arti. "E difatti Guede è condannato in concorso...
Poi imputati, parti civili, difensori, pubblica accusa evidenziano e sottragono, tacendo, quello che fa comodo alla propria tesi, fa parte della rappresentazione teatrale del processo
Wide

Manlio Tummolo ha detto...

Cara Sira,
La ringrazio per la Sua cortesia. Non avendo registrato (non lo faccio mai) ciò che ho scritto, Le riassumo i miei punti di vista. Il nuovo Codice di Procedura Penale, giustamente a mio avviso, consente alle parti processuali la nomina di propri periti. E fin qui mi pare assolutamente corretto e doveroso. La prassi odierna, però, dimostra che tali periti agiscono come un'appendice della parte che li incarica e li paga. Di qui, un'analisi scientifica assoggettata alle direttive e alle richieste della parte pagante, il che è per definizione scorretto ed antiscientifico (è come se al CERN fossero pagati per dimostrare che i neutrini sono più veloci della luce, ma al contrario al corrispondente centro russo o americano fossero pagati per dire che sono più lenti della luce: è chiaro che la scienza verrebbe sottomessa ad interessi non obiettivi, ma personali: dunque, mistificata).
Data la prassi ormai dominante, ritengo che sarebbe opportuna una riforma del Codice in tale materia:
1) ciascuna parte incarica un perito, che però non venga stipendiato dalla parte, ma pagato dallo Stato che poi, eventualmente, si rivarrà sulla parte perdente, se c'è;
2) si costituisce una commissione di esperti per quella determinata materia;
3) la commissione coopera per uno scopo puramente ed obiettivamente scientifico;
4) qualora uno dei periti sia contrario alla conclusione, fa mettere a verbale nella documentazione la sua contrarietà o il proprio diverso punto di vista, anche eventualmente con una relazione dettagliata;
5) la commissione presenta alla Corte o al giudice monocratico i risultati maggioritari o unanimi delle analisi effettuate e, se c'è, la relazione minoritaria;
6) la Corte, nella speranza che sia composta anche da un giudice con cognizione di causa nel fatto tecnico, ovvero che capisca qualcosa di tale relazione, che non deve essere divulgativa, ma scientificamente espressa con tutti i dati necessari, esamina in ultima analisi come i fatti siano avvenuti e le modalità degli stessi;
7) alla fine del processo, la Corte valuta la relazione scientifica, compresa quella di minoranza, e decide nel merito, allegando il tutto alla sentenza.

Questo dovrebbe ripetersi pure in secondo grado, con la stessa o con altra Commissione.

Non ritengo che si ripetano tali valutazioni anche alla Corte di Cassazione, salvo che la stessa non abbia dubbi sulla correttezza formale o procedurale delle relazioni scientifiche.

Spero di essere stato chiaro. Grazie, Sira, per il Suo apprezzamento.

emax/massimo prati ha detto...

E' un'arringa Sira, non un contraddittorio. La difesa avrà modo di fornire la sua versione e smentire la parte civile non appena avrà la parola. E' chiaro che in un processo ci sono anche tattiche da seguire, infatti il Pg ed i Pm hanno parlato di cose diverse fra loro e non hanno mai toccato a fondo lo stesso argomento. E il cercare di influenzare i giudici popolari credo sia una prassi comune seguita da sempre che mai ha scandalizzato nessuno.

Ciao, Massimo

Anonimo ha detto...

Meredith comunque non ha traccia di una vera e propria violenza sessuale, non potendo essere consenziente visto che poi è stat uccisa è stato ipotizzato che ci fosse qualcuno che la minacciasse con un coltello

Anonimo ha detto...

sono d'accordo sull'ipotesi del collegio di periti, anche se credo non si faccia perchè comporterebbe costi troppo gravosi per le già malmesse finanze nostrane.

Anonimo ha detto...

sono d'accordo sull'ipotesi del collegio di periti, anche se credo non si faccia perchè comporterebbe costi troppo gravosi per le già malmesse finanze nostrane.

Manlio Tummolo ha detto...

PER ANONIMO ORE 19.20
I periti potrebbero anche essere pagati, dalla parte soccombente, alla fine del procedimento. Se tale parte soccombente non c'è (ad es., l'imputato risulta innocente, ma non si trova altro colpevole), lo Stato dovrebbe pagare come fa come in tutti i casi vi siano stati errori processuali. Vedi lo stesso Lumumba che si è preso 8000 euro per ingiusta carcerazione preventiva. D'altronde l'attuale sistema è molto più caro per il soccombente, perché la parte vittoriosa fa pagare al condannato tutte le spese legali, comprese quelle dei periti, investigatori privati, la propria parcella, ecc. Invece, con periti a spese dello Stato, il soccombente pagherebbe cifre predeterminate per legge, e non ad libitum dell'avvocato di parte avversa.

Paola ha detto...

Esimio Sig Tummolo,
io sono d'accordo con Lei sulle relazioni peritali e sulla Sua ipotesi di soluzione.
Mi permetto solo di inserire alcune obiezioni, a mio modo di vedere , su alcuni criteri di non fattibilità : essendo periti nominati dalle parti si avrebbero tante versioni quanti sono i periti ognuno a vantaggio della parte che rappresentano e quindi con verbali diversi etc etc ....indipendentemente da chi li paga. E questo Lei lo sa bene,senza commettere reato alcuno,( e.g. infedele perizia)
E poi è il punto 6 in cui un giudice dovrebbe avere cognizione di causa di tipo tecnico per stabilire l'ipotesi di lavoro che maggiormente si avvicina . ....
E qui mi fermo : si avvicina a cosa ? Quella che è più credibile, più scientificamente dettagliata, quella che contiene più citazioni ? Come decidere ? E davvero un giudice può acquisire una preparazione tecnica oggi in medicina legale e anche genetica forense , a seguire sulla telefonia mobile( sembrerebbe indispensabile oggi per la risoluzione dei vari delitti), poi anche in balistica e via dicendo.
Le dirò una cosa : mi capita molto spesso di partecipare a convegni medici e le assicuro che nel question time di alcune relazioni la squadra dei panelist fa fatica a contenere le risse, ovviamente verbali, tra professionisti di fama mondiale, che tendono a prevaricare chi osa affacciarsi con relazioni che, per ovvi motivi di conoscenze scientifiche in continua evoluzione, sono magari in leggera, ripeto leggera, contrapposizione con idee già consolidate.
Alla fine il giudice esasperato credo che finirebbe per commettere un paio di omicidi !

Voglia gradire i miei migliori saluti

Paola

Sira ha detto...

Massimo, il mio scandalizzarmi probabilmente è figlio di un ignoranza (data dal mio recente interessamento all'argomento) riguardo tattiche che è uso comune adottare.

Capisco la strategia adottata dagli avvocati della parte civile, di proiettare le foto della vittima prima(sorridente in vita) e dopo(senza vita, sgozzata così come l'hanno trovata le forze dell'ordine)

Sensibilizzare, enfatizzare, trattare gli argomenti giusti nel momento giusto, queste io pensavo fossero tattiche difensive.

Nel caso specifico di cui stiamo parlando, si tratta di dare informazioni false riguardo delle cose appurate e certe, poi verranno smentite dalla difesa, che è l'ultima ad avere la parola, ma intanto sono state dette, il dubbio è stato insinuato.

Ma ripeto, molto non ho visto e molto ho ancora da vedere, ma la verità secondo me dovrebbe essere parte vincolante di qualsiasi strategia

Ciao Sira

Manlio Tummolo ha detto...

Gentile dott.ssa Paola,
i rischi di distorsioni e falsificazioni sono possibili in ogni attività umana, la perfezione non esiste. Occorre eliminare le cause evidenti e maggiori di ingiustizia, a partire dall'ignoranza. Parlo di una commissione: Lei obietta che, se nominati e pur non pagati dalla parti, direbbero comunque versioni di comodo. Può darsi, ma non si può certo imporre a qualcuno la versione di uno solo, PM o giudice che sia. E per le perizie dolosamente o colposamente false la legge già prevede sanzioni penali. Tra la doverosa esigenza che vi siano periti di vario orientamento e che ognuno vada per la propria strada, o un solo perito della Corte o del PM, c'è la possibilità di avere un denominatore comune. Si riuniscano, lavorino insieme: se non c'è lo stimolo del denaro, la ricerca della verità scientifica, nei limiti tecnici ammissibili, è più probabile che calando dall'alto una determinata versione. Galilei non aveva un proprio perito di parte, e ha dovuto subire la prospettiva biblica del card. Bellarmino. Giordano Bruno fu torturato e condannato a morte per una visione dell'universo ancora più avanzata rispetto a quella di Galilei. E' chiaro, con questi esempi storici, che voglio intendere l'esigenza di più versioni. Non esiste la versione unica: occorre che agli aspetti scientifici di un delitto contribuiscano più orientamenti diversi, ma che lavorino scientificamente in équipe. E' chiaro che non avremo la perfezione, avremo la massima riduzione possibile di errore, soprattutto quello dovuto a faziosità.

Quanto alla formazione scientifica dei giuristi, si chiede che uno sappia almeno il significato di una relazione scientifica. Se non ne capisce niente, come può giudicare con una qualche obiettività? Faccio un esempio minimo: un giurista può studiare, volendo, antropologia criminale e medicina legale, due materie assai specialistiche. Ma si può essere criminologi, senza nozioni generali di psicologia, di psicoanalisi, di psichiatria ? Penso di no: è necessario che tali materie siano propedeutiche alla criminologia e all'antropologia criminale; così non si può capir nulla di medicina legale se non si hanno basilari nozioni di anatomia, fisiologia del corpo umano, di patologia generale. Dunque, non bastando l'Università e il biennio o triennio di specializzazione, invece di far studiare le solite vecchie balle del Diritto privato romano o i discorsi di Cicerone (belli, certo ma poco utili sul piano della scienza), oppure lo studio mnemonico e meccanico dei Codici e delle sentenze, si organizzino corsi di aggiornamento, si studino problematiche scientifiche, a cominciare dal metodo di base per finire a contenuti specialistici, almeno mettendo nelle condizioni quei poveretti di capire ciò che devono esaminare.
Non si pretende che diventino scienziati a loro volta, ma semplici persone capaci di capire.

filippo ha detto...

Sentenza giusta.
Non si mandano in galera delle persone senza alcuna prova o indizio solo perchè vanno a fare compere all'indomani di un omicidio, oppure perchè si abbracciano oppure perchè la ragazza americana appare inizialmente antipatica. Questo ci dovrebbe far riflettere su come certe procure inseguano teoremi strampalati e se ne freghino della vita delle persone. Chi ripagherà questi due ragazzi di oltre 4 anni di carcere? Contemporanemante metterei in galera quei buffoni che hanno inveito la loro rabbia contro una sentenza che ripeto, essere giusta, per ignoranza aggravata, un reato che sarebbe giusto punire!