sabato 23 luglio 2011

Salvatore Parolisi. Davvero i "disegni" sul corpo di Melania sono stati fatti a caso dal marito frettoloso?


A volte ci sono particolari che sfuggono, dettagli che cambiano forma nel pensiero e non trovano la giusta spiegazione. E più ne cerchi una e più ti imbatti nelle sicurezze altrui. E ti chiedi da cosa derivino tali certezze dato che tu non hai ancora capito perché dovresti credere in maniera acritica a ciò che continuamente rimbalza in rete. Forse sei fatto male, pensi, forse certe convinzioni altrui sono da accettare a prescindere e non si deve pretendere sia fatta chiarezza. Eppure quando si mandano le persone in carcere, quando le si accusano di cose infami, la chiarezza dovrebbe essere la base da cui partire e per primi la dovrebbero fare i magistrati che indagano, quelli che, anche non volendolo, sono ormai diventati personaggi pubblici; loro dovrebbero chiarire meglio il pensiero che li guida, perché non basta scriverlo senza spiegarlo per convincere chi legge che è quello giusto. E' logico e capibile che un giudice, per non rischiare nulla, nove volte su dieci accolga una richiesta di arresto se motivata in maniera plausibile, ed è anche intuibile il motivo per cui si possano convincere facilmente una serie di giornalisti che con alcune notizie vanno a nozze. Ma passato il primo momento, quello che non da modo di pensare, a mente fredda ci si rende conto che qualcosa non fila come dovrebbe.

Mi riferisco allo strano depistaggio attribuito al Parolisi senza una vera spiegazione. Questa è un'accusa che si aggiunge all'omicidio, un'accusa che toglie attenuanti ed anzi inasprisce una pena. Per cui credo dovrebbe avere motivazioni convincenti per essere accolta. Non penso basti scrivere che solo l'assassino lo poteva fare, e l'assassino è pacifico essere lui date le mille bugie, senza alcuna spiegazione sul quando sia stata messa in atto, accennando solo di sfuggita al perché sia stata fatta e non spiegando il motivo di certi "disegni".

Il Pm nella richiesta d'arresto scrive: "Dopo la morte della moglie, con l'eventuale concorso di altra persona allo stato non identificata, tornava sul posto ed infieriva sul cadavere con un oggetto a punta smussa, incidendo la zona dell'addome inferiore, la zona antero laterale della coscia destra e la superfice laterale della coscia sinistra, causando una serie di segni e lesioni post-mortali sulla pelle della donna (ferite figurate con disegni incisi che richiamano una 'croce di sant'andrea' sull'addome, una 'svastica' sulla coscia sinistra, una sorta di 'grata con intersezioni perpendicolari' sulla coscia destra) e quindi infiggeva una siringa usata all'altezza del petto della donna. Con l'aggravante di aver commesso gli atti di vilipendio del cadavere sopra descritti allo scopo di procurarsi l'impunità dal delitto di omicidio pluriaggravato commesso, cercando di depistare le indagini e di inserire sul luogo del delitto elementi di confondimento". Non ha scritto che è andato al chiosco a bersi una bevanda fredda, ha scritto che è andato a fare una cosa vergognosa orribile ed inumana senza specificare nulla di più. Non scrive che si sta indagando per scoprire con che modalità possa essere salito a Ripe senza essere visto da nessuno, scrive che lo ha fatto e basta.

Viste le gravi accuse chiediamoci per quale vero tornaconto il Parolisi possa aver deciso di correre un così alto rischio. Perché andare sul luogo dell'omicidio dato che i carabinieri dalla sera della scomparsa già sapevano che il cellulare di Melania era segnalato in quella zona (pur collocandolo a tre chilometri di distanza), con l'altissimo rischio di incontrare squadre di soccorso, forze dell'ordine, militari conosciuti o sconosciuti, "fasulli cercatori di funghi" o anche persone amanti delle passeggiate intente a ristorarsi, ricordiamoci che in quel punto vi è una fontanella e vi sono tavoli esterni a disposizione di tutti, e quindi con un'alta probabilità di essere scoperto in meno di 48 ore? Non sapeva che i carabinieri avevano circoscritto la zona? Ma in ogni caso il corpo di sua moglie non era in un luogo chiuso, in una terra privata e recintata, era in un punto conosciuto da tanti in cui tutti potevano andare. Davvero aveva un senso il salire a Ripe senza cellulare, nella richiesta d'arresto non si dice che lo abbiano localizzato nel teramano, quindi col rischio di destare ulteriori sospetti: non rispondendo se chiamato dai familiari della moglie o dai carabinieri, per fare una cosa senza significato?

Il Pm è convinto sia un depistaggio e scrive: "Evidentemente l'unico soggetto che può avere una qualche ragione o interesse ad effettuare varie incisioni e segni sul cadavere e infiggere una siringa usata sul petto della donna è colui che aveva commesso il delitto. Si tenga anche conto che tali incisioni sono state effettuate non solo diverso tempo dopo la morte ma anche con uno strumento diverso dal coltello utilizzato per uccidere. Al riguardo sono necessari ulteriori approfondimenti investigativi non potendosi escludere una corresponsabilità di altri soggetti". E siamo ancora nel campo delle non spiegazioni dato che mai, sia nel suo primo che nel secondo scritto, viene inserita una prova a dimostrazione della veridicità di quanto affermato. E questo può solo significare che non c'è nulla che lo collochi accanto al chiosco a depistare. Anche perché nessuno di noi crede che al militare sia stato lasciato "campo libero" nei giorni successivi la scomparsa. Come nessuno di noi crede che il Parolisi abbia una cultura che lo porti a conoscere le simbologie religiose, ad esempio la croce Tau, ora simbolo del cristianesimo. Perché nella richiesta si parla della simbologia usata, chiamandola "figure o disegni", forse sottovalutandola dato che un probabile colpevole lo avevano a portata di mano. Avranno cercato di capire i Pm se davvero quella situazione trovata al chiosco, quella raffigurazione, fosse un depistaggio?

Melania non è morta con le braccia allargate ed una gamba piegata leggermente sull'altra, eppure è stata trovata con le braccia allargate ed una gamba leggermente piegata sull'altra, tipo Cristo in Croce. I lati della croce Tau oggi designano le quattro forze della creazione, i quattro punti cardinali terrestri e cosmici, l'albero della vita. Nei popoli antichi indicavano la ruota solare, la croce di sant'andrea, la svastica e il fior di loto. E la croce di Sant'Andrea e la svastica, che altro non è se non una croce uncinata, sono state trovate incise sul suo corpo e citate dal Pm unitamente ad un altro simbolo che qualifica: "una sorta di grata", ma che, a guardarla nella totalità della scena, altro non è se non una nuova unione di varie croci. Quindi l'insieme è formato da una "croce di Sant'andrea", chiamata anche "Crux decussata", sull'addome, una svastica, o anche "croce celtica", sulla coscia sinistra, ed una sorta di grata che altro non sarebbe se non una "croce di Gerusalemme", chiamata croce cosmica, sulla destra. Il tutto a formare una triade che partendo dall'addome si unisce alle due coscie... e cosa c'è al centro del triangolo è intuibile. Per quanto concerne la siringa infilata nel petto c'è da rilevare che anche Sant'Orsola morì a causa di un dardo conficcato sul seno, così la raffigurò Caravaggio, perché si rifiutò di finire nel letto di Attila, il re degli Unni. Ma questo è uno dei moltissimi esempi che si potrebbero fare.

Ora io non sono un esperto in simbologia ed ammetto che le croci sul corpo di Melania potrebbero non significare nulla. Ma se significassero qualcosa? Per quale motivo non fare altre verifiche e pensare che solo il bugiardo Parolisi, aiutato dal caso, avrebbe potuto ideare una tale insieme? Forse le mie sono solo cavolate senza costrutto... ma almeno io ne ho dato una minima spiegazione.

Leggi gli ultimi articoli sui casi di:

47 commenti:

Luca ha detto...

ok Massimo tutto é possibile , ma io mi domando uno che ammazza la moglie ti sembra uno che non rischia niente ? potevano vederlo anche il pomeriggio alle casermette e se doveva avere scrupoli o preoccupazioni di essere scoperto non avrebbe ammazzato nessuno ( se lui é stato logicamente )
Quindi se Il Paciolla dichiara che é uscito alle 5 di mattina ( da come dicono le notizie ) dove é andato senza cellulare ?
E poi se come dici il raggio di 3 kilometri era controllato dal gps dovrebbero scoprire chi a girato in queste zone , non pensi ? e questa storia che accusa un Vo cumprá ? mi sembra ridicolo , accusa vicini di casa , un vicino che ha messo la mano sulle gambe di Melania con sua moglie presente .
http://www.corriere.it/cronache/11_luglio_23/pasqualetto_depistaggi-salvatore_63bb6542-b4f7-11e0-9870-5546c4221366.shtml
e questo articolo che finisce dicendo che parlava al passato di sua moglie prima del ritrovamento ? saranno menzogne del collega Raffaele Pagano ?

Se tu non centrassi niente con un caso come questo diresti tutte queste Menzogne ? come fá il Parolisi ? tu saresti andato a cercare la moglie ? o saresti stato in caserma ?
qualche cosa non quadra
ciao a tutti Luca

Anonimo ha detto...

Tu ti chiedi per quale vero tornaconto il Parolisi tornò sul luogo dell'omicidio correndo un altissimo rischio di essere visto?
Tieni conto che ancora non pensava di essere controllato (e certamente non lo era), dal momento che si parlava di scomparsa, non di omicidio...
Ma se pensi che molto piu' tardi, quando già tutti i sospetti erano su di lui, è andato a recuperare il cellulare....pure un bambino avrebbe immaginato che è guardato a vista dal giorno della scoperta del cadavere.
E ti sembra prudente telefonare anche se ha usato altri numeri o cabine telefoniche???
E' un deficiente in fondo, dai...rosy

DSK ha detto...

Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti si dovrebbe supporre che il Parolisi avesse premeditato questo piano aberrante : uccidere la moglie e liberarsi nello stesso tempo anche dell'amante.Infatti il giorno seguente avrebbe avuto un buon motivo per sottrarsi all'appuntamento con i familiari della "soldatessa" che evidentemente non gli davano più tregua visto che avevano addirittura prenotato una stanza matrimoniale ad Amalfi. Solo così si spiegherebbero alcune ( non tutte !) incongruenze.
A me sembra una ipotesi inverosimile anche per un deficiente ed un irresponsabile del calibro di Parolisi.
Il quale, se così fosse, - proprio perchè personaggio debole e superficiale - sarebbe già crollato ed avrebbe confessato

Mercutio ha detto...

Parolisi non è un deficiente, anche se non molto erudito. la grave situazione in cui si trova non l'ha creata da se, MA GLI E' CADUTA ADDOSSO per il suo eventuale coinvolgimento in cose e fatti PIU' GRANDI DI LUI, da cui NON ha potuto sottrarsi, temendone, ora, ulteriori, eventuali ritorsioni, per se stesso e per altri.
Lo stesso scambio di frasi fra il Parolisi e la sorella, ne fa supporre l'esistenza.
Ed è a questo punto, che quello che ha scritto Massimo si rifà pienamente: Il mancato approfondimento e chiarimento, di quei segnali che hanno accompagnato tutta la faccenda, ritenuti indizi collaterali, da parte degli inquirenti.
Sono sempre propenso a ritenere il Parolisi NON autore diretto del delitto di sua moglie, ma di conoscerne gli autori e le cause che l'hanno provocato, e di cui egli stesso è una di quelle scatenanti.
Queste mie deduzioni possono valere nulla, ma le espongo comunque.
Mercutio

Giacomo ha detto...

Secondo me, per capire qualcosa di come vengono condotte le indagini da parte delle varie procure italiane su fatti delittuosi, bisognerebbe fare delle riflessioni di più ampia portata.

Il nostro sistema giudiziario penale è rimasto sostanzialmente inquisitorio, anche se formalmente si è introdotta negli anni ottanta una riforma che avrebbe dovuto bilanciare accusa e difesa e lasciare ad un giudice veramente terzo il compito di decidere.
Per cui troppo spesso i vari p.m.(a parte le lodevoli eccezioni), per inveterata abitudine e per forma mentale, non si sforzano più di tanto per trovare vere prove di colpevolezza nei confronti dell'eventuale indagato. In genere cercano le prove forzando delle confessioni del presunto autore del delitto, attraverso provvedimenti di privazione della libertà, i quali, anche se in teoria dovrebbero essere di natura cautelare, in realtà sono afflittivi e si propongono di fiaccare le difese dell'eventuale colpevole, perché egli dica tutto quello che sa.
Questo modo di procedere non recherebbe gran danno, anzi sarebbe molto efficace, se il PRESUNTO colpevole fosse un VERO colpevole. Senonché il punto è proprio questo: che quando, malauguratamente per lui, il presunto colpevole in realtà è innocente, si creano situazioni drammatiche e senza uscita che conducono a terribili errori giudiziari e rovinano l'esistenza della persona "malcapitata" (non a caso uso il termine che l'Avv. Coppi adoperò nei riguardi di Sabrina) che si trovi coinvolta nell'evento delittuoso senza averne responsabilità.
Questo è un limite della nostra civiltà giuridica che riguarda non solo il nostro sisteme giudiziario, ma coinvolge la mentalità di tutta la popolazione, ed in particolare di quella parte della popolazione che lavora negli organi d'informazione.
Questi in genere, per motivi che di nobile hanno ben poco, si assumono il compito di fare da megafono ossessivo alle accuse, usando l'arma del sensazionalismo allo scopo di vendere e fare ascolti.

I politici si ricordano di questa situazione solo quando si ritrovano a farne direttamente le spese, per cui penso che il male sarà difficile da sconfiggere.
Se tutti non cambiano mentalità, c'è solo da augurarsi di non trovarsi mai ad incappare in un sistema che stritola, senza offrire sufficienti garanzie al cittadino onesto per la propria difesa.

Giacomo

Anonimo ha detto...

Marco C

Mi ha colpito sin dai primi momenti il fatto che Salvatore non abbia mai manifestato timore o anche solo ansia. Mi spiego meglio.

Se chi ha ucciso Melania non è Salvatore, è pacifico che l'ignoto assassino deve conoscerlo bene ed essere motivato da un odio cieco. Escludo che possa aver portato Melania in quel luogo - a chilometri di distanza - casualmente. Il messaggio sarebbe forte e chiaro e chiunque al posto di Salvatore sarebbe terrorizzato al pensiero che quel mostro possa colpirlo ancora nei suoi affetti più cari. Un simile stato d'ansia sarebbe impossibile da camuffare. Non mi pare che Salvatore abbia mai espresso timore che l'assassino di sua moglie possa continuare a fargli del male colpendolo negli affetti più cari. Questo mi porta a concludere che comunque Salvatore qualcosa deve sapere, anche se non fosse lui l'assassino di Melania.

lori ha detto...

Buon giorno

tutto è mistero intorno a Parolisi; da un'intercettazione con Ludovica

" «Gli ho detto che tu ti volevi separare, però non ho mai detto che la sera prima della scomparsa...». E qui c'è un punto interrogativo. Perché Ludovica ha raccontato tutto, anche gli aspetti più infamanti, tranne quella cosa? Ripetendolo anche in un'altra conversazione, per tranquillizzare Salvatore che era diventato sospettoso: «Non l'ho detta, non l'ho detta».

http://www.corriere.it/cronache/11_luglio_22/ludovica-dubbi-delitto_9aff3458-b424-11e0-a808-3da11ae54dd1.shtml

lori

lori ha detto...

EROINA NELLE CANNE DEI FUCILI


http://www.corsera.it/notizia.php?id=4148

forse il laccio e la siringa andavano in questo senso?

lori

emax/massimo prati ha detto...

Solo il Corsera lori, che non è un sito del corriere della sera ed è solito usare senza ritegno il telefono senza fili aggiustando le notizie a suo comodo, parla di eroina, tutti gli altri, compreso il messaggero (edizione Veneto), ed è tutto dire, parlano di hashish.

Quindi una sostanza che si fuma e non si inietta.

Tornando alle intercettazioni e soffermandosi su Ludovica, perché in quelle inserite nella richiesta d'arresto la ragazza parla anche della sua voglia di farla finita con la vita, si potrebbe pensare, forse è una idea folle, che il continuo "parlar male" della propria moglie da parte del Parolisi, moglie che risulta chiaro è insopportabile all'amante a causa di quanto viene a sapere dal caporalmaggiore (ed infatti pensa sia la causa della mancata separazione), abbia scatenato qualcosa fra la sua cerchia di amicizie.

Mi spiego meglio. Se come pare Ludovica piangeva e stava male continuamente, sfogandosi in caserma, in casa, con le amiche e gli amici dicendo a tutti che la causa del suo continuo malessere era Melania perché lei la sapeva così, e sappiamo che è stato uno status continuato nel tempo, perché non pensare anche che possa esserci stato, fra quelli che a lei ci tenevano molto, uno o più pazzi disposti, pur senza che lei sapesse, a farle un "favore" togliendo di mezzo chi la ostacolava?

E' una idea pazza?

Ciao, Massimo

Anonimo ha detto...

Ciao lori, mi chiedo, ma se voleva essere una vendetta nei confronti di Parolisi o cmq qualcosa legato al traffico di droga, perchè la siringa sarebbe stata conficcata in un secondo momento?
Almeno mi sembra che questa azione, insieme alle incisioni sul corpo siano collocate nelle ore successive, quelle che indicano come depistaggio.
Rischiare, tornando sul posto, per lasciare il messaggio, con la siringa e il laccio emostatico, mi pare un pò improbabile.
Credo lo avrebbero fatto contemporaneamente all'omicidio, è un azione che non richiede molto tempo.
Che dici?
Ciao, buona domenica Sira

lori ha detto...

Forse sono stati disturbati, Sira? Mi sembra che proprio pochi minuti prima erano transitati dei soldati, ( era loro lo scontrino ritrovato ) e tutti hanno sempre detto che era un luogo molto frequentato dai soldati .In fin dei conti si parlava di scomparsa e non di omicidio, e il luogo di riferimento era quello del pianoro di San Marco. Chi poteva pensare alle Casermette?
cmq era un 'ipotesi che almeno cercava di percorrere altre strade, perchè io all'omicidio passionale proprio non credo...

x Massimo : Il traffico di eroina è documentato per i soldati britannici e canadesi..

http://www.parrocchie.it/correggio/ascensione/afghanistan_motivi_guerra_2010.htm

e perchè non potrebbe aver riguardato anche i nostri soldati?

lori

Buon giorno e buona domenica

emax/massimo prati ha detto...

lori sono stato il primo a scrivere in risposta ad un commento che era meglio, piuttosto che parlare di un litigio o di una premeditazione dovuta alla separazione, cercare il movente fra i traffici di droga organizzati dai militari di ritorno dall'Afghanistan.

Ed il traffico di droga non è documentato solo per gli altri contingenti ISAF ma anche per i nostri. Arriva in Container già da anni, non è una cosa nuova né degli ultimi mesi.

Uno dell'antidroga, italiano, poco tempo fa è stato ucciso in Afghanistan mentre cercava riscontri su delle spedizioni che dovevano partire e si è fatto di tutto, ed ancora si fa anche se nessuno lo crede possibile, per far credere sia stato ammazzato mentre cercava di aiutare una donna vittima di uno scippo.

Il mio commento era riferito alla notizia che tu avevi postato riprendendola dal Corsera, EROINA NELLE CANNE DEI FUCILI, che in realtà non era eroina ma hashish, come d'altronde è scritto nello stesso sito in un trafiletto Ansa da loro stessi riportato che smentisce il titolo inserito.

Quindi volevo ristabilire una realtà che non fosse virtuale dato che il Corsera normalmente accosta mezze verità ai casi più eclatanti di omicidio.

Tanto per fare un esempio a Melania Rea, oltre alla droga che avrebbe convinto la camorra ad eliminarla (scritto oggi), hanno già accostato il sesso in caserma con ben 5 articoli e frasi come:

"Immaginare che dietro i delitto di Carmela Melania Rea,ci fosse ben altro,complicità e responsabilità enormi.Lo scandalo sessuale della caserma delle soldatesse del 235° Reggimento Piceno è ancora tutto da scoprire nelle sue dimensioni.Sappiamo che vajasse e istruttori scopavano da mattina a sera..."

Poi gli hanno accostato una banda, tipo arancia meccanica, in cui figurava anche il marito: "Chiunque abbia ucciso Carmela Melania Rea non era solo e la vittima era circondata dai suoi aguzzini.Salvatore Parolisi si scopava la moglie nel bosco,lei a carponi,lui sopra.Così è morta Carmela Melania Rea,prima di un rapporto sessuale feroce,da combattimento,come avviene tra soldati al fronte di guerra.Il gioco erotico del soldato e la recluta,dell'istruttore superdotato alla Rocco Siffredi e la sua "vittima".Un gioco nel quale Carmela Melania Rea era rimasta invaghita e ci ha lasciato la pelle".

Ma ha, oltre alla camorra ed al gioco erotico da arancia meccanica, ha additato lo stesso marito scrivendo: "L'amantide religiosa lo ha spinto sull'orlo del baratro e lui ci si è spinto dentro,senza timore.Ha voluto punire chi ostacolava i suoi piani,la sua libertà di manipolare la verità e la realtà, in un continuo gioco di finzione,come forse immaginare se stesso il Rambo indistruttibile di un sogno da eroe perduto".

E se non basta per fare capire di cosa sto parlando ti inserisco l'ultimo trafiletto, sempre preso dal Corsera, questo: "Una morte atroce e poi Melania chiusa dentro una valigia.Si tinge di rosso l'indagine sull'omicidio di Carmela Melania Rea,che secondo gli inquirenti sarebbe stata uccisa e poi chiusa dentore una valigia e con quest trasportata al bosco delle Casermette.L'assassino avrebbe utilizzato forse un trolley di proprietà della stessa Carmela Melania Rea"

Capperi che trolley!

Mi fermo altrimenti non mi basterebbero le pagine. Dico solo che ho fatto copia/incolla, quindi gli errori nei virgolettati sono originali, e che ognuno in democrazia può esternare le proprie idee.

Anche se mi pare che loro ne abbiano davvero troppe...

Ciao e buona domenica anche a te, Massimo

lori ha detto...

Ciao Massimo, hai perfettamente ragione sul Corsera..sono andata a controllare le fonti da cui avevano attinto e tutte parlano di hashish, che magicamente diventa eroina nei loro articoli

grazie e buona serata

lori

Mimosa ha detto...

Caro Massimo, più leggo e più sono sconcertata da quello che si può scrivere e anche pensare ...
Io pure credo che dietro all'omicidio ci sia qualcosa che Salvatore sa e non può dire ma la mia fantasia da 'giallista' non arriva a tanto ...
Neppure da persona che conosce un pochino il mondo militare posso credere che uno addestrato come lui possa aver sacrificato la vita della moglie per altri interessi, neppure più gravi e pregiudizievoli per la sua propria vita o dell'onore dell'esercito.
Credo che il padre di Melania abbia centrato la questione quando disse che nulla ci può stare al di sopra del giuramento di un militare allo Stato e all'Arma, quando si tratta della vita umana.
Benché è sempre successo che i servizi segreti coprono, che le Forze Armate coprono, che tutti coprono (anche nella categoria della magistratura), che insomma i panni sporchi si lavano in casa ...
Io l'ho scritto tempo fa che il caporal maggiore Parolisi preferirà andare in prigione che rivelare certi segreti ... E’ questo a cui si riferiva nel soliloquio dell’intercettazione dell’11 maggio ore 21.38
riportato qui: http://www.ilrestodelcarlino.it/ascoli/cronaca/2011/07/22/549085-monologo_parolisi.shtml ?
Dio mio, che tristezza per Melania.
Ciao, Mimosa

Mercutio ha detto...

Ho riletto il soliloquio di Parolisi dell'undici c.m., il contenuto del quale rafforza la mia ipotesi, espressa nel precedente post.
Il caporalmaggiore, forse, stà cercando di inviare un "segnale" agli inquirenti (sapendo di essere intercettato), con delle frasi mascherate da riflessioni "sonore", per dire quello che NON può denunciare apertamente, per terrore delle "cose più grandi di lui".
Se si tratti di un giro di stupefacenti od altro, non saprei dirlo. Ma la sensazione che lui sia coinvolto, o testimone in fatti indicibili, è forte.
Forse gli inquirenti, della "nuova generazione" scruteranno anche in questa direzione, senza rimarcare la linea investigativa, ad unico binario, del Parolisi assassino per aver litigato con la moglie, per le cause che conosciamo.
Troppe cose non tornano!
Che ne pensi, Massimo?
Ciao, Mercutio

mabruk ha detto...

Io penso che in questa storia nulla torna, che il Parolisi continuerà a mentire e non racconterà mai la verità perchè forse ci sono cose grosse che non svelerà mai a costo di essere condannato all'ergastolo. La mia convinzione è quella che lui sa perfettamente la verità e mi dispiace per la famiglia di Melania che non avrà una vera giustizia.
p.s. con molta probabilità lui stava li mentre la moglie moriva, complice o costretto ...

nico ha detto...

Ciao a tutti. E' dura da ammettere, ma credo che questo sara' uno dei casi in cui forse ci sara' un condannato in carcere, ma nessuna verita' provata. Il fatto é complesso, e tante potrebbero essere le ipotesi da non scartare del tutto, ma per rifarmi al tuo posto Massimo mi sembra improbabile che la ''disperazione'' di Ludovica sia stata movente per amici della sua cerchia. Capisco la voglia di sostenerla, ma un delitto va molto al di la' dell'affetto e dell solidarieta'. Per uccidere, e in un modo così efferato, bisogna superare una barriera morale ed emotiva altissima. Purtroppo continuo a credere che la soluzione sia la piu' semplice, che come spesso accade il delitto sia avvenuto all'interno della famiglia. Che Parolisi abbia ucciso Melania al culmine di una tensione fortissima che covava da molto tempo. Credo che si sia trovato con le spalle al muro e nella convinzione di non poter ''salvare la faccia'' con le famiglie, al centro di pressioni contrarie che l'hanno poco a poco destabilizzato. Non é un uomo molto intelligente, il Parolisi, forse parecchio superficiale, se é vero come dice Ludovica che malgrado la situazione che non riusciva a gestire non si preoccupava di contraccezione tanto andava bene lo stesso. Un omone bambino mi sembra, un debole evidentemente. E i deboli possono essere pericolosi quando si trovano con le spalle al muro. Senno', Massimo, il segreto che nasconde e che gli costa liberta' e affetti deve essere qualcosa di veramente sconvolgente. ciao. p.s. l'unico neo che io vedo nell'intera ricostruzione - ovviamente a mio giudizio - sono le ferite post mortem...

DSK ha detto...

I familiari di Melania ( fratello, padre, zio...) in varie occasioni hanno ripetutamente espresso questo concetto " Salvatore non l'ha PROTETTA perchè se avesse confessato subito la sua relazione con la "soldatessa" avrebbe dato modo agli inquirenti di accelerare le indagini"
Mi ha colpito il fatto che tutti e tre abbiano usato sempre il verbo PROTEGGERE... che in questo contesto non ha senso. Infatti si può proteggere qualcuno da un pericolo ma nella fattispecie il dramma era già avvenuto quindi non si capisce come e perchè una ammissione da parte del marito della sua relazione extraconiugale avrebbe potuto PROTEGGERE Melania.
Io protendo più a credere che Il Parolisi abbia in qualche modo messo Melania in una situazione pericolosa per entrambi.Tuttavia a suo carico incombe come un macigno la sua versione dei fatti nella qualche insiste esageratamente sul particolare che la moglie dovesse andare alla toilette quasi sapesse già che sarebbe stata ritrovata con i pantaloni abbassati... .

Mercutio ha detto...

X MABRUK

Costretto. Costretto, presente ed impotente.
Non sei lontana dalla mia modesta deduzione.
Mercutio

Anonimo ha detto...

Non credo sia stato costretto, o che sia in qualche modo difendibile, ha portato lui la moglie in quel luogo.... se fosse veramente estraneo o fosse stato minacciato perchè non parla? ormai cos'ha da perdere? ha perso tutto. La stima, il lavoro, la libertà, i parenti e la piccola bambina.
Mmmmm...il silenzio in questo caso non vale piu' il gioco. Parlando (se sa e non è stato lui) è la sua unica salvezza per riacquistare un po di credibilità.

DSK ha detto...

Se le procure di Teramo e Ascoli sono convinte che Parolisi sia stato aiutato da terze persone o abbia incaricato qualcuno ad infierire dopo l'omicidio sul corpo senza vita di Melania per depistare le indagini, il movente del delitto non potrebbe più essere individuato nell' ambito di un rapporto di coppia deteriorato.
Nessuno avrebbe mai accettato di correre un simile rischio senza averne a sua volta una motivazione grave per agire in tal senso

lori ha detto...

La Procura teramana ha poi chiesto i risultati delle verifiche sul navigatore satellitare che svelano i percorso seguito dalla coppia il 18 aprile. Infine spunta anche un accendino sporco di sangue trovato tra le gambe di Melania. E' un altro indizio che può portare al presunto complice.

http://ilcentro.gelocal.it/teramo/cronaca/2011/07/26/news/melania-la-procura-cerca-un-secondo-uomo-parolisi-e-stato-aiutato-da-un-complice-4680357

forse quella del satellitare potrebbe essere una buona pista..sapremo finalmente se melania è mai stata a Colle San Marco

lori

DSK ha detto...

@ IORI

Intendevo dire che se la Procura sospetta la presenza di un complice ( e quindi indirettamente NON attribuisce al Parolisi il vilipendio di cadavere) il movente dell'omicidio deve essere ricercato in un ambito diverso da quello esclusivamente di coppia e dovuto alle relazioni extraconiugali del Parolisi .
E' uno scenario inverosimile quello di Parolisi che, dopo aver ucciso la moglie, va da un amico, gli confessa il delitto e gli chiede di operare un depistaggio per allontanare i sospetti da lui !
Con tutte le conseguenze ( ricatto compreso ) che tale soluzione comportebbe...

lori ha detto...

Guarda DSK, l'unica cosa di cui sono convinta è che non si tratti di un omicidio passionale..quanto al resto si può immaginare di tutto...e spero che , se riusciranno a dimostrare che Melania non è mai stata a Colle San Marco, Parolisi, di fronte all'evidenza si decida a parlare

lori

lori ha detto...

TELEFONINO SMONTA L'ALIBI Il Samsung di Melania Rea potrebbe dare una svolta alle indagini. Proprio il telefonino della ventinovenne trovata uccisa il 20 parile scorso a Ripe di Civitella

http://www.leggo.it/articolo.php?id=133319

lori

Mimosa ha detto...

Guarda Iori che a quanto ho appurato il navigatore satellitare registra il percorso solo se è attivato, acceso, e non credo che per andare alle Casermette, luogo a lui ben noto, il Parolisi lo abbia attivato.
In ogni caso anche la tracciabilità del percorso del navigatore presenta complessità, ho trovato questo in Internet: http://www.b2b24.ilsole24ore.com/itechstudio/articoli/0,1254,4s5009_ART_72628,00.html

Anch'io pensavo che gli investigatori lo avessero già analizzato, ma mi sembra che la questione sia alquanto problematica, forse peggio che far quadrare le celle per i cellulari ad Avetrana.
Certo commentatori esperti ne sapranno di più.
Ciao, Mimosa.

PS Non fidarti troppo di articoli che compaiono in fonti giornalistiche senza firma e su testate dubbie … Questo “Leggo” fa un mix di quanto scritto qua e là aggiungendo molta fantasia, almeno così a me pare …

lori ha detto...

Ciao Mimosa, questa notizia del cellulare la riportano varie fonti tra cui il messaggero a firma Nino Cirillo.... , uno che ama ricamare sulle notizie, ma c'è un virgolettato, e mi auguro che possa essere indice di attendibilità

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=157339

Ciao lori

emax/massimo prati ha detto...

Ciao lori.

Leggo ed il Messaggero, come il Quotidiano di Puglia il Corriere Adriatico Il Mattino ed altri siti internet, fanno parte della stessa casa, il gruppo Caltagirone, e gli articoli se li rimbalzano uno all'altro. Quindi pare siano confermati perché provenienti da testate diverse ma in effetti la firma è sempre quella del fantomatico sa tutto lui del Nino Cirillo.

Se io ti dicessi che domani mattina inserisco nel blog un articolo con una bella foto gigante in cui si vede una Renault Scenic nera parcheggiata a venti metri dalle altalene del pianoro nell'orario indicato dal Parolisi cosa penseresti di me?

Ciao, Massimo

Sira ha detto...

Ciao Massimo,
ho letto l'ordinanza del Parolisi e ho estratto i seguenti brani meritevoli d'attenzione, che mi hanno colpito per la fantasia e la creatività degli inquirenti.

E dire che pensavamo fossero diversi da quelli Tarantini....

...si pensi anche –in relazione ai rapporti telefonici tra Ludovica e Salvatore – che un teste ha avuto modo di notare “quasi tutti i pomeriggi” (ma mai i fine settimana) intorno alle 17.30 del mese di marzo fino ai primi giorni di aprile 2011 una persona certamente identificabile con Salvatore Parolisi (ragazzo di circa 30 anni in divisa mimetica all’interno di una Megane Scenic nera) fermo in auto intento a lunghe conversazioni telefoniche di circa 30-40 minuti; in una occasione il teste – che passava regolarmente sul posto portando a passeggio i propri cani- lo notava “piangere come un bambino”; altro elemento importante è che a pochi metri dalla zona in cui veniva vista regolarmente la Megane parcheggiata vi è una strada sterrata dove si trovano varie siringhe usate abbandonate da tossicodipendenti – (si ricordi che sul corpo di Melania è stata trovata infissa una siringa usata)"

"... che aveva già pronta l’arma per l’azione omicidiaria; Salvatore doveva avere con sé e a portata di mano un coltello e doveva quindi avere, dopo l’’omicidio della moglie, la lucidità e freddezza di saper subito scendere con la figlioletta a San Marco e confrontarsi con altre persone e quindi imbastire la storia dell’allontanamento dalla zona altalene per andare in bagno; tale “lucidità” e freddezza e l’immediatezza con cui Salvatore dopo l’omicidio scende a San Marco e si confronta con altre persone e racconta la “sua” versione di comodo paiono compatibili con un minimo di “pre-organizzazione” della cosa e viceversa meno compatibili con un omicidio d’impeto che pur ha i suoi elementi di conforto (il litigio, la reazione di Melania, la reazione incontrollata di lui, la presenza in auto della bambina)"

"...tale modalità di aggressione, tra l’altro, risulta compatibile, ancora una volta, con la figura del PAROLISI, poiché l’”assalto alla sentinella” con arma bianca (attacco ad una persona prendendola alle spalle) è una tecnica che gli istruttori del 235° RAV Piceno insegnano alle allieve (vedi dichiarazioni di CESARINO Rosa del 21/05/2011 – ff. 1238 retro e 1239, Vol. II, fasc. citato anche se la teste esclude di aver visto il PAROLISI fare uso del coltello: Vol. V, trascrizioni a f. 1788).
Né può sostenersi che detto elemento risulta contraddittorio, non essendo la vittima morta a cagione del tentativo di sgozzamento, e dunque non avendo l’assalitore dimostrato una particolare perizia in tale attacco: è infatti evidente, alla luce dei dati sino ad ora esaminati, che un conto è la freddezza che può essere mantenuta in un attacco ad un militare nemico, ed un conto è la freddezza che può
essere mantenuta in un attacco ad una persona con la quale, comunque, sussiste un forte coinvolgimento emotivo"

segue

Sira ha detto...

Un altra parte che mi ha colpito è quando si parla dell'aggancio alla cella di Ripe del telefono di Melania, quando riceve la prima telefonata di Sonia 14,53, e gli inquirenti sostengono che ciò dimostra che lei a Pianoro non può esserci stata.
Ma se sono partiti da casa alle 14/14,10 arrivati alle altalene alle 14,30 circa e Salvatore sostiene che Melania quasi subito decide di recarsi in bagno, perchè escludere la possibilità che sia salita su una vettura ed abbia raggiunto Ripe? I tempi ci sono soprattutto se si pensa che l'unico orario certo è quello della chiamata di Sonia.

Altra cosa il bacio, fatto che ostentano quasi come una prova certa,
per il discorso che il dna si sarebbe tolto se non fosse stato a ridosso dell'omicidio.
Ma non possono essersi baciati prima che lei si allontanasse per andare in bagno? In fondo l'omicidio potrebbe essere avvenuto entro la mezzora dall'allontanamento.

Solo ipotesi, interpretazioni, che gli inquirenti stessi sostengono non vogliono essere la verità certa, perchè si riservano di aspettare i risultati dei ris e di osservare lo sviluppo delle indagini.

Ciao Sira

Anonimo ha detto...

dopo più di tre mesi leggere ancora commenti pieni di fantasiose congetture, quando si è arrivata alla verità, mi fa indignare...
sono di ascoli piceno, e san marco è stato ed è il mio luogo di villeggiatura da quando sono nata.
Questo crimine atroce ha lasciato da subito tutti increduli, nessuno ha mai creduto a Parolisi, nonostante la sua indubbia capacità a mentire. Io mi sono astenuta dal leggere articoli dei quotidiani locali o dal guardare trasmissioni televisive.. ho aspettato. E stanotte ho letto tutte le 60 pagine dell'ordinanza. Ce ne hanno messo del tempo, a sbatterlo dentro. Ma hanno fatto le cose per bene. Ricostruzione minuziosa, dando al criminale il tempo di dire talmente tante menzogne che alla fine si è incastrato praticamente da solo. E sbattendolo dentro con PROVE inconfutabili di colpevolezza.. eppure c'è ancora chi pensa (forse perchè nn sa..) che Parolisi sia l'unico marito talmente fortunato a cui è stata fatta fuori la moglie proprio nel momento in cui questa doveva sparire dalla sua vita??????? Io dopo aver letto anche le conversazioni di fb tra lui, Vecio Alpino, e Ludovica.. beh.. una gran voglia di sbatterci anche lei in galera. Se si fosse trovato un'amante in possesso di una minima moralità (o compassione??) forse Melania sarebbe ancora viva..

Anonimo ha detto...

...forse a qualcuno di voi dispiace che questa storia sia conclusa, il 'mistero' svelato.. che nn esista il 'mostro di San Marco' come voleva far credere il Parolisi (poco tempo prima erano stati ritrovati poco distanti dalle casermette, sulla strada per San Marco i resti della Goffo, anconetana assassinata di cui l'unico indiziato, ascolano, sarà spero scagionato, pare.. )
per esempio mi riferisco a SIRA...
fatevene una ragione, sono stati bravi, ora parlate d'altro.. o guardatevi i film di tarantino (non tarantini sich!)

Anonimo ha detto...

Cara Sira.. ho riletto il tuo post e m'indigno ed insisto.. dici di aver letto l'ordinanza?? bah..
Melania nn si è recata al bar per andare al bagno a San Marco, perchè (se l'avessi veramente letta l'avresti capito..) MELANIA A SAN MARCO NN C'E' MAI ARRIVATA!!!!!

E continuo.. se l'avessi letta saresti anche tu sconvolta della personalità debole vigliacca e crudele del Parolisi, avresti capito anche COME l'ha colpita.. facendole credere che voleva avere un rapporto sessuale, da dietro.. e cercandola così di sgozzare.

Dici di aver letto.. ok.. allora pensa, ora. Magari comprendi anche. Ma chissà...

Sira ha detto...

Scusa anonimo delle 2,04 che mi chiami in causa, qual'è il motivo di tanta rabbia?
Sono felice per te se credi di avere la verità in mano, se credi che questa storia sia conclusa.
Quindi cosa consigli agli inquirenti quando riceveranno gli innumerevoli
risultati dei Ris mancanti, di rispedirli al mittente?
E dimmi quali sarebbero secondo te le prove inconfutabili di colpevolezza?
Oppure volevi dire indizi?
Forse sei tu a doverti fare una ragione del fatto che a questo arresto seguirà un processo di primo grado, uno d'appello e che esiste una cassazione.
Quindi questa rabbia conservala per dopo ti potrebbe servire semmai risultasse innocente e potesse riabbracciare la sua piccola.
Sira
ps Tarantino non mi piace, preferisco Mr. Bean

Luca ha detto...

E se il telefonista ha trovato il telefonino senza vedere il corpo di Melania e quindi senza sapere della presenza del cadavere che puó essere successo ? mi aiutate in questa ipotesi ?
L´ha portato a casa il cellulare e probabilmente l´ha acceso ? e se poi ha capito piú tardi che era di Melania scomparsa ? logicamente per non inguaiarsi puó aver pensato di riportarlo al chiosco ? o era meglio buttarlo nella spazzzatura ? e se l´ha riportato sul posto e vi ha incontrato il Parolisi casualmente nello stesso orario che il marito stava depistando ? se ricordiamo il telefono si é riattivato il giorno 20 alle 7 di mattina , lo stesso giorno che il Paciolla dice che Salvatore é uscito alle 5 di mattina ,quindi orario logico sia per depistare che per riportare il telefonino prima che faccia chiaro completamente .
I 2 sarebbero nella merd....... a quatrocchi l´uno con l´altro .
Da li nasce una complicitá e di comune accordo spariscono e concordano la telefonata per ritrovare il cadavere.
sto dicendo cazzate ? fantascienza ? bene ditemi voi
ciao Luca

emax/massimo prati ha detto...

Ciao Luca.

Ultimamente ho letto i tuoi commenti e mi sono accorto che hanno sempre come base quanto scrive Nino Cirillo sul Messaggero, ripreso poi da altri quotidiani del gruppo Caltagirone, come il Gazzettino, il Corriere, il Mattino, Leggo e da siti internet affiliati o amici del gruppo.


Soprattutto mi riferisco a quanto asserito sul fatto sia uscito alle 5 del mattino nel giorno del ritrovamento, che è una affermazione personale del giornalista in quanto non inserita agli Atti e smentita varie volte dal Paciolla stesso che ha dichiarato sempre che il Parolisi ha dormito a casa sua, allontanandosi presto perché non riusciva a prender sonno, non il giorno del ritrovamento ma la notte del ritrovamento. Quindi la notte che dal 20 aprile portava al 21. Melania quindi era già stata ritrovata.

E questa è una notizia non riportata col crisma della veridicità da nessun altro organo di informazione, se non in una domanda ipotetica formulata dal giornalista di Repubblica al legale del Parolisi, il giorno in cui la notizia è uscita sul Messaggero, a cui ha risposto che prenderà in considerazione una simile affermazione solo quando figurerà agli Atti.


Per parlare del telefonista a me pare logico che gli inquirenti vogliano sapere se ha preso in mano il telefonino. E l'importanza deriva, a parer mio, dalla altissima probabilità che sul cellulare siano state trovate impronte e tracce di dna estranee. Quindi hanno necessità di avere le sue impronte ed il suo dna per fare dei paragoni.

Se non fosse il suo e neppure del Parolisi sarebbe di qualcun altro, l'assassino o il complice? In base ai propri convincimenti ognuno si dia una risposta propria.

Massimo

emax/massimo prati ha detto...

All'anonimo arrabbiato.

Primo, in questo blog si cerca il dialogo scrivendo con educazione. Secondo, il modo in cui scrivi non porta a nulla se non a scontri. Terzo, non ti sei mai firmato. Quarto, ho molti amici ad Ascoli e non mi risulta affatto ci sia verso il militare questa acrimonia e questa voglia di arresto. Quinto, per dire con certezza che è colpevole ci voglio dei i processi, ma non sommari e fatti da persone arrabbiate ma giusti e fatti da giudici competenti non influenzabili dai media.

E' giusto che fra i lettori ci sia chi lo considera colpevole, come è giusto ci sia chi non lo crede possibile, ed usando una scrittura più tranquilla e costruttiva lo si può anche scrivere dando ad altri la possibilità di rispondere o commentare. Questa è democrazia del dialogo. Ciò che non è giusto è attaccare chi ha idee diverse e scrivere "fidati e stai zitta".

Per questi motivi ho cancellato il tuo commento ed altri ne cancellerò se continuerai a non firmarti e ad usare i medesimi termini e lo stesso modo di porti.

Massimo

Anonimo ha detto...

cara Sira..
quali sono gli innummevoli risultati mancanti? parli ancora senza cognizione di causa,e dici di aver letto gli atti..
I risultati che mancano potrebbero decidere l'ipotesi di un eventuale complice. Tutto qui. Quelli ottenuti finora sono SUFFICIENTI a determinare la colpevolezza del Parolisi..
forse il fatto di nn conoscere i luoghi vi porta a considerare vagamente possibili i racconti del Parolisi.. o forse pensate veramente che sia l'uomo più fortunato del mondo, quello a cui tolgono di mezzo la moglie proprio nei giorni in cui lui doveva incontrare i genitori dell'amante (sich!)
I criminali come lui sono quelli della peggior specie.. in cui la crudeltà si unisce alla follia (o alla demenza, fate voi..)le innumeroli bugie e i depistaggi vari sono ridicoli, ma giustamente gli inquirenti, prima di rinviarlo a giudizio, hanno pensato bene di smontarli tutti, uno per uno..
Il fatto che in carcere abbia fatto 4 nomi dei possibili colpevoli (proprio come la mamma di cogne, e come lei spero che ottenga per questo ulteriori condanne..) dimostra che continuerà a proporre congetture (ed anche in questo la mia rabbia, vedendo persone come voi che fanno altrettanto..) mentre una confessione lo farebbe almeno riabilitare in qualche modo moralmente..
Invece no.. anche subito dopo l'omicidio, l'unico pensiero era Ludovica (leggi, ripeto, gli atti e le intercettazioni.. e i dialoghi su fb)
Poi.. se hai qualche dubbio, ma serio, sulle indagini, se ne può parlare.. ma basta congetture assurde. Sono offensive.
Io ne ho uno solo.. come hanno fatto a nn ritrovare subito il corpo, quando dalle 16,30 avevano la posizione esatta con un margine di 3,5 km.?? Il corpo di Melania era praticamente in mezzo alla strada, le ricerche non sono state effettuate per il meglio..
ma mi sono anche data una risposta.. all'unizio, subito dopo il presunto rapimento gli inquirenti non avevano motivo per nn credere al Parolisi ed hanno concetrato le ricerche sul colle San Marco.
Ma per chi ci ha vissuto in quel posto, dove se anche tossisci lo sentono in tutto il pianoro, la versione è apparsa subito assurda..
Non provo rabbia, sono addolorata, si.. ma ho praticamente esultato quando finalmente è stato messo in galera quello che tutti sapevano qui essere con certezza il colpevole.
Perchè continuate nei tentativi ridicoli di difenderlo?
Vado di fretta, saluti a tutti..

Anonimo ha detto...

ho messo anonimo perchè è più veloce.. fai conto che sia un nick..
il tuo messaggio mi fa capire esattamente quello che pensavo..
ovvio che ci sarà il processo, e sarà in tribunale..
ma qui voi vi volete divertire a scrivere corbellerie (perchè una fatto che NON è POSSIBILE è UNA CORBELLERIA)
Melania non è mai arrivata SUL COLLE, è provato.. da foto riprese e testimonianze.. se volete vi mando gli atti.. oppure era invisibile?
ma a voi diverte non vedere la realtà, e allora divertive così e cancellate anche questo commento..
Tanti saluti..

emax/massimo prati ha detto...

Guarda che è semplice scrivere un nome in fondo al commento, anche usando anonimo.

Per quanto riguarda gli atti sono anche in questo blog, sotto la pubblicità, e mano a mano che usciranno li inserirò. Ma non tutti li possono leggere come li leggi tu, ed in effetti tante ipotesi degli inquirenti devono ancora essere provate.

Le tue certezze non hanno un vero fondamento, neppure quando scrivi che noi non vediamo la realtà perché chi scrive gli articoli, cioè io, ha sempre lasciato spazio ai dubbi, sia favorevoli alla tua tesi che contrari.

Qui non si cerca la verità, il compito spetta ad altre sedi, qui si cerca un dialogo contrapposto ma educato e si cerca, io perlomeno negli articoli ci provo, di garantire la massima imparzialità di giudizio e di non condannare chi si dichiara innocente prima di quanto lo decida un giudice.

Imparzialità che tu, con i tuoi scritti, dimostri di non conoscere.

Massimo

DSK ha detto...

@ Anonimo
Anonimo scrive "I risultati che mancano potrebbero decidere l'ipotesi di un eventuale complice. Tutto qui. "
TUTTO QUI ?
La presenza di un complice modificherebbe enormemente tutto l'impianto accusatorio e di conseguenza il movente del crimine

Luca ha detto...

Effettivamente Massimo non mi preoccupo di chi scrive , se Cirillo o altri , non ci faccio caso ,solamente vedo le notizie in genere e sono molte ,e immagino molte pompate e contraffatte .
Bene ma da come sembra questo Cirillo scrive su una montagna di quotidiani ,e a questo punto faró piú attenzione di verificare chi scrive articoli e notizie . ciao Luca

emax/massimo prati ha detto...

Ciao a te Luca.

Lui ha un contratto col Messaggero, quindi può firmarsi solo in quel giornale, però i suoi articoli, senza firma, circolano anche nelle altre testate del gruppo.

Comunque il mio non voleva essere un rimprovero o una critica su ciò che leggi o su chi leggi, solo un avvertimento perché in internet circolano milioni di post e non è facile capire quali siano i credibili o no.

Ciao, Massimo

Sira ha detto...

x anonimo

Ti scrivo solo per dirti che se hai la certezza che qui diciamo corbellerie, e che ci si diverte a non vedere la realtà, non impiego il mio tempo per risponderti, nemmeno all'unica domanda che hai fatto educatamente.
Ma non per snobbarti, solo perché sono convinta che hai dei pregiudizi su di me, e qualunque cosa ti dicessi pur motivandola dal mio punto di vista non la elaboreresti, perchè sei tu che non vuoi sentire niente che possa mettere in discussione la certezza che lui sia colpevole.
Quindi sappi che non ti risponderò più, ma solo per i motivi sopra detti.

Anonimo ha detto...

Considerando il fatto che gli inquirenti siano dei professionisti, e non improvvisati investigatori come noi che stiamo qui a dedurre, a supporre, a fare congetture di ogni tipo, considerato il fatto che siano in possesso di atti secretati che non possono essere pubblicati...un dato certo alla nostra portata è che Salvatore Parolisi è in galera. Che, come la maggior parte dei colpevoli, urla la propria innocenza. Che, nonostante gli si chieda a tutta voce di dire la verità, non lo faccia neanche in nome della piccola Vittoria.
Il mio parere è che questa persona non abbia nessun potere per discolparsi. E negare l'evidenza degli indizi raccolti serve a lui per non mettersi a confronto con la propria coscienza. E' stato sempre un uomo irresponsabile, e non potrebbe mai farsi carico di una resposabilità del genere.
Cristiana B.

DSK ha detto...

@(Anonimo)Cristiana B.

Senza dubbio, sulla base degli elementi che si hanno a disposizione, la personalità del Parolisi potrebbe essere compatibile con le tue deduzioni.

A questo punto però mi si deve spiegare la convinzione della Procura che afferma “ “Si tenga conto della concreta possibilità che nella fase di vilipendio del cadavere Parolisi sia stato aiutato da terze persone o possa aver incaricato taluno per compiere tale azione; e si ricordi ancora di come il Parolisi abbia chiesto ai suoi colleghi di lavoro di non rivelare le sue pregresse frequentazioni sentimentali”.

Insisto col ribadire che – se ciò dovesse confermato - solo qualcuno a sua volta fortemente e direttamente coinvolto avrebbe potuto prestarsi a depistare le indagini infierendo sul cadavere con il forte rischio di essere visto dato che le ricerche si stavano eseguendo proprio in quei luoghi ed in quei tempi.

Il dover nascondere squallide avventure da caserma non rappresenterebbe un movente sufficiente a convincere chicchessia ad accettare un simile incarico fino al punto di rendersi complice di un delitto.

La presenza di “terze persone” ( e anche questa formulazione dell'ordinanza è alquanto inquietante) porterebbe a pensare che le “cose” da nascondere siano ben altre…

Ne discende che - se si dovesse provare la presenza di uno o più complici - le responsabilità del Parolisi sarebbero di natura diversa da quelle unicamente passionali

Anonimo ha detto...

a DSK...
Credo che tutto questo clamore mediatico serva anche agli inquirenti come ulteriore lente di ingrandimento...ed è ovvio che ragioniamo sulla base degli elementi che si hanno a disposizione, o che ci 'danno' a disposizione. La procura ha ricostruito un quadro sugli indizi, visto che non c'è una confessione.Non so su cosa si basi la convinzione che ci siano eventuali complici. Ed è assolutamente giusto quello che sottilinei...se così fosse, le implicazioni potrebbere essere diverse.
Cristiana B.