sabato 14 ottobre 2017

Cassazione: "Sabrina astuta e fredda calcolatrice"...

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Se non ci fosse da piangere farebbe ridere quest'ultima battuta, ormai vecchia e abusata, ancora una volta partorita da un giudice di quel palazzaccio troppo spesso ridotto a "organo di non controllo"... senza che nessuno intervenga per ripristinare l'onore di una giustizia ormai da barzelletta incapace anche di ascoltare e seguire la linea del Procuratore Generale dell'accusa quando si dichiara d'accordo con la Difesa (mi riferisco allo spostamento del primo processo chiesto anche dal PG e negato da un giudice di cassazione senza che nessuno gli chiedesse di negarlo). Fu in quel momento che chi era davvero in grado di leggere coi propri occhi ha capito che Sabrina e sua madre, dopo essere state lapidate sui media e costrette al carcere preventivo per anni (come nemmeno si fa coi mafiosi), sarebbero state condannate nonostante un alibi di ferro.

E a chi oggi gode di queste motivazioni auguro di provarle un domani sulla sua pelle...

L'articolo che propongo, firmato da Maria Corbi de La Stampa, spiega con parole semplici perché la condanna a Cosima e Sabrina sia ingiusta e non abbia motivo di esistere. Per di più, questo lo aggiungo io, quanto accaduto in questi ultimi sette anni alle due donne avetranesi, agli occhi di chi non si appoggia al volere popolare, ma legge carte e atti prima di giudicare, appare quasi come un piegarsi della magistratura alla volontà mediatica. E questo è svilente per quella gran parte di magistrati e giudici che senza fari da seguire da sempre operano senza pregiudizi in maniera giusta e imparziale.

Avetrana, ecco perché questa sentenza secondo me è ingiusta

13 commenti:

Annamaria Cotrozzi ha detto...

Grazie dell'articolo. A quelli che ora hanno fretta di far scendere il sipario dico: "Il sipario non lo calerete sulle vostre coscienze": Chiavi gettate? caso chiuso? Mi auguro di no, sarebbe uno scempio senza pari. Non voglio credere che un'intera collettività continuerà ad assistere, senza muovere un dito, alla lenta morte di una ragazza che da ventidue anni non vede un minuto di libertà, e su cui tanti e tanti hanno infierito, e di sua madre che quel giorno aveva solo lavorato per ore sotto il sole, nei campi, e ora si trova a sopportare una doppia infinita agonia. Mi auguro che intervengano in massa gli addetti ai lavori, che ripercorrano il caso e si rendano conto di quello che è accaduto. Mi auguro che finisca questo silenzio complice degli intellettuali, di chi è abituato a esercitare il senso critico ma lo rivolge altrove. L'innocenza di Cosima e Sabrina non è un'opinione, è un dato matematico, se non si inciampa (in buona o in cattiva fede) nei calcoli numerici, se non ci si copre gli occhi per non vedere i dati oggettivi, la mancanza totale di prove di colpevolezza, l'inconsistenza degli indizi, l'alibi granitico fondato su orari e tabulati e avvistamenti reali della prima ora. Ma tutto questo lo si è negato, pervicacemente, finché il fumo della confusione ha avvolto tutto e ha portato a questo esito che aggiunge tragedia a tragedia.
Chi ha imbracciato il megafono televisivo per rilanciare ogni giorno il promo di una fiction salva-audience senza né capo né coda (l'idea sarà venuta, immagino, quando si è visto il "successo" di pubblico della tragica e al tempo biasimata diretta televisiva del 6 ottobre 2010) ora si fermi a riflettere. La vita di Sarah è stata spezzata in un attimo dalla mano omicida di un uomo in preda a raptus: ma in quanti hanno poi collaborato a fermare giorno dopo giorno la vita di quest'altra giovane ragazza, Sabrina Misseri, e di sua madre? Potrete davvero vivere felici con questo pensiero? Ci riuscirete? Sabrina e Cosima sono ancora vive, coloro che - in varia misura - sanno come sono andate davvero le cose sono ancora in tempo a salvarle. Al loro posto (e lo so che ci vuole un bel po' di coraggio, a questo punto) penso che lo farei. Che direi la verità, ogni briciolo di verità, tutto quello che so. Magari lo farei più per me che per quelle due sventurate. Perché non si può vivere bene mentre si sa che potremmo salvare due innocenti e non lo facciamo. La dico grossa: è più facile che la via della serenità la trovino due innocenti in carcere che chi, libero e padrone delle sue scelte, omette di dire la parola che ridarebbe libertà a due innocenti. La peggiore delle prigioni è quella interiore, non dimentichiamolo.

magica ha detto...

non c'è nulla da fare , continuano con gli insulti anche nei tg . la giornalista che sventola una notizia per gli italiani cretini e senza un briciolo di umanita'. SABRINA è UNA MANIPOLATRICE SERIALE . QUESTO DICONO IN TV .. ad un certo punto se anche si volesse protestare , si viene fiaccati da queste notizie . le due donne sono ormai sepolte vive ,è come combatter contro i mulini a vento .
purtroppo è andata cosi' per quelle due persone innocenti . sarebbe meglio che morissero almeno finirebbero gli insulti e con la soddisfazione della legge . ma avremo sempre un brutto pensiero verso quella giustizia , odiosa . che si permette di uccidere , invece di proteggere

Luca Cheli ha detto...

Questa condanna è uno dei peggiori errori giudiziari di questo Paese (e la concorrenza non manca davvero), però anche noi dobbiamo guardarci indietro e ripensare al nostro punto di vista sulla questione per quanto riguarda la (già prima residua) fiducia in questo sistema giudiziario.

Per quanti anni si è detto che una volta che i fascicoli processuali avessero lasciato Taranto per Roma tutto sarebbe cambiato, che la Cassazione avrebbe rimesso le cose sul giusto binario, etc., etc ?

Avete visto come è andata a finire?

La Cassazione ha approvato tutto: sogni, orari, rapimento, manipolatrice seriale (e meno male che il codice non lo prevede come reato specifico, perché altrimenti con la serialità ci scappava magari un altro ergastolo) e tutto il resto di quanto prospettato nelle voluminose sentenze di condanna.

Tutto allegramente approvato e condiviso.

Voi riuscite ad avere ancora un po’ di fiducia in questa giustizia? Una qualsiasi forma di fiducia?

Io oramai inizio a pensare che, almeno per i casi più eclatanti, le sentenze siano decise ancora prima che inizi il processo di primo grado, e non attraverso riunioni di incappucciati, ma perché c’è una comune percezione di ciò che è opportuno fare che, attraverso un linguaggio non parlato, ma che si manifesta in atti e decisioni, attraversa e connette tanto la magistratura indagante che quella inquirente, attraverso tutti i gradi di giudizio.

La visione della giustizia in Italia che ne deriva è oltremodo disperante.

Anonimo ha detto...

potrebbe essere che la cassazione non abbia nemeno letto i verbali . ma si sia fidata di quello che accadde nei precedenti gradi di giudizio-- mi chiedo come abbiano fatto a convalidare una condanna del genere . se avessero letto con attenzione .possibile? che non siano in grado di giudicare .? che si siano fidati a prescindere ?

Mimosa ha detto...

Non riesco a digerire questa ingiustizia colossale, questa ottusità dei magistrati,
e i casi di condannati ingiustamente sono tanti, chissà quanti a noi sconosciuti e disgraziatamente non assurti alle cronache, mentre giustamente ci sdegniamo per quelli eclatanti dei personaggi pubblicamente noti da Previti a Contrada, per finire ai nostri Parolisi, Buoninconti, Bossetti e altri perseguitati da quella che chiamano "Giustizia".
Sono veramente spaventata da quello che accade nel mondo, troppe vittime innocenti, temo stia prevalendo il Male, e a me, cristiana credente, sembra siamo vicini alla resa finale, con una bella pulizia mondiale ... dove gli innocenti perseguitati ingiustamente vedranno i loro accusatori avvolti dalle fiamme!
Mimosa

Vanna ha detto...

Mimosa buongiorno,
condivido parola per parola.
Ed aggiungo: non è "ottusità", è copertura, ancor peggio.

PINO ha detto...

Leggendo parte delle conclusioni della Corte di Cassazione, sono restato alquanto disorientato.
L'Organo in questione, non è espressamente preposto alla "verifica strettamente procedurale dei precedenti gradi di processi?
Se le cose stessero così, chi potrebbe spiegarmi i ripetuti richiami a valutazioni di "merito" che hanno determinato la condanna, contenuti nelle conclusioni stesse, sopra accennate?

Nautilina ha detto...

Sono sconcertata.
Oltretutto con un padre che ha confessato e dice ancora di essere il colpevole, ma non gli credono.
Perché dovrebbe farlo, se fosse innocente?
E il testimone che ha parlato di un sogno, perché non è stato creduto?
A me sembra che le testimonianze servano troppe volte a confermare le opinioni dei giudici, accogliendo solo quelle che supportano le loro tesi ed escludendo le altre.
Continuo a pensare che in certi processi si debba lasciare molto più spazio alla giuria popolare, come avviene in America.
Anzi, di giudici non togati per garanzia d'imparzialità ne vorrei vedere minimo venti quando si richiede una pena molto grave, tipo l'ergastolo o trent'anni.

marcello de simone ha detto...

Io mi vergogno di essere italiano, ho detto tutto.

magica ha detto...

la giuria popolare è disastrosa perchè beve tutto quello che sente uscire dai media . i quali solitamente ragionano in modo pietoso verso chi muore, sopratutto se è anche giovane , cosi' cominciano i brutti discorsi, su chi nel momento è indagato o sospettato , non ragionano con la logica ..ragionano di pancia .. cosi' ammazzano anche chi potrebbe essere innocente . sono colpevoli e basta . e se non bastasse condannano e offendono con cattiverie inaudite , mi ricordo quando seguivo un blog italiano ,, e leggere quello che scrivevano le donnacce su cosima e sabrina , mi sono presa un nervoso . ho lasciato quel blog . e mai piu' andro' aleggere quello che postavano , gruppi di donne italiane che offendevano anche chi si permetteva di dissentire , che svergognatee! donnacce .

Giacomo ha detto...

Condivido tutto dell'articolo di Massimo e condivido i singoli commenti degli amici del blog.
Questo caso mediatico giudiziario è emblematico per tanti aspetti.
Sì, concordo con Massimo: abbiamo sin qui assistito ad un avvilente adeguarsi di certa magistratura alla volontà popolare, ammesso che talune campagne di stampa siano davvero espressione della volontà popolare, e non abbiano piuttosto contribuito pesantemente a condizionarla.
In questa vicenda, la casta giornalistica, tranne alcune lodevoli eccezioni, ha dato e continua a dare il peggio di sé.

MA NON PUÒ E NON DEVE FINIRE COSÌ.

Un saluto a tutti gli amici del blog.

Giacomo.

Giacomo ha detto...

In ogni caso, per chi volesse approfondire, ecco i link da cui scaricare l'ultima sentenza della Cassazione nella sua stesura integrale:

http://www.ilcorrieredelgiorno.it/wp-content/uploads/2017/10/Misseri-sentenza-Cassazione-A.pdf
http://www.ilcorrieredelgiorno.it/wp-content/uploads/2017/10/Misseri-sentenza-Cassazione-B.pdf
http://www.ilcorrieredelgiorno.it/wp-content/uploads/2017/10/Misseri-sentenza-Cassazione-C.pdf
http://www.ilcorrieredelgiorno.it/wp-content/uploads/2017/10/Misseri-sentenza-Cassazione-D-pdf.pdf

Saluti a tutti
Giacomo

Ivana ha detto...

Grazie, Giacomo, per i link da te condivisi.

Ricambio i saluti
Ivana