giovedì 21 aprile 2016

Caso Bossetti: il DNA e il campo dei miracoli del Bel Paese...

Di Gilberto Migliorini


Parafrasando il celebre Manifesto... uno spettro si aggira per l'Europa, quindi anche per l’Italia: si tratta dell’ormai famoso acido desossiribonucleico. Da quando è entrato nell'uso comune degli investigatori di mezzo mondo i casi di falsa identificazione del colpevole non si contano più. E' capitato di tutto, anche che tramite il DNA si accertasse l'esistenza di un serial killer fantasma (il fantasma di Heilbronn). A detta dei più bravi detective tedeschi il serial killer era una donna misteriosa, criminale inafferrabile, omicida seriale che dal 1993 al 2008 uccise non si sa bene quante persone e seminò il terrore in Germania, Austria e Svizzera. Il suo Dna venne trovato un po’ ovunque, ovunque ci fosse un crimine... peccato che le tracce biologiche non appartenessero a nessun assassino ma fossero di una addetta alla lavorazione dei tamponi utilizzati in tutta Europa per i rilievi della Scientifica.

Solo la punta di un iceberg? L’individuazione di un Dna sul luogo e sul corpo di un delitto può essere solo il prodotto del caso? Trattandosi soprattutto di quantità esigue di materiale biologico la contaminazione, soprattutto quando un cadavere si trova all'aperto, più avvenire nelle modalità più imprevedibili e disparate. Non oso esemplificare per non far torto a quella realtà che supera sempre la nostra fantasia... e talvolta perfino i rigorosi metodi sperimentali. Inoltre occorre dire che proprio una delle prove ritenute più utili all'investigatore (dirimente e rivelatrice secondo la vulgata criminologica) in qualche caso può giovare all'assassino, diventare il suo asso nella manica, un po’ come avere una bella pezza di copertura e ‘un’assicurazione sulla vita’. Nel momento in cui è risaputo che il test fa ormai parte della metodica standard del detective, il responsabile di un delitto, non solo premeditato, può predisporre il necessario per far trovare quello che serve e dove conviene… Qualche volta il diavolo fa le pentole e… anche i coperchi. La realtà è che tutti i metodi basati sulla routine presentano la possibilità di errori grossolani proprio perché la realtà è sempre più complessa e imprevedibile di qualsiasi procedimento ricorsivo. Gli schemi preconfezionati sono talvolta soltanto esercizi accademici...

La carenza sul piano epistemologico e gli interessi economici che gravitano attorno alla cosiddetta prova scientifica - e in particolare al Dna - costituiscono un potente incentivo a considerare un semplice test come una prova tout court, anzi proprio la prova per antonomasia, quella che nell'immaginario collettivo è come un dogma. Quello che costituisce un dato (che può essere considerato interessante ma anche ininfluente e perfino decettivo) diviene per quel fenomeno dell’effetto Pigmalione, o profezia che si autoadempie, il riscontro di un delitto su ‘base scientifica’. La suggestione in qualche caso è così potente da far sì che tutta una serie di banalissimi fatti al contorno - altrimenti considerati come insignificanti e senza alcun rilievo - comincino a lievitare, si staglino dal quotidiano mestiere di vivere e divengano addirittura indizi gravi.

Il DNA determina una sorta di effetto alone, è come uno strano attrattore in grado di dare corpo e consistenza a quelli che a tutta prima sembrano solo circostanze fortuite e situazioni di normale routine. I comportamenti e le situazioni, per quanto stravaganti, eccentrici e originali, fanno parte della vita di una persona. Ciascuno di noi presenta idiosincrasie, anomalie e peculiarità che ci rendono vieppiù singolari e autentici, non confusi negli stereotipi che il sistema dei media vorrebbe imporre come standard di normalità. Quando il sospetto innescato dalla parola magica dell’acido desossiribonucleico fa la sua comparsa, tutta una serie di eventi e situazioni che in altre circostanze sarebbero elemento di anticonformismo e di libertà acquistano una luce perversa e inquietante. L’acronimo ha la capacità di trasformare l’acqua in vino, dando magari consistenza al proverbio in vino veritas

Sull'onda dell’acido desossiribonucleico si innescano scenari fantasmatici che acquistano alla fine consistenza di prova. L’incantesimo del DNA è una malia così potente da scatenare il sospetto e… la certezza che il dato genetico costituisca elemento che inchioda, anche se il riscontro è solo frutto di ‘suggestione molecolare’ e di quelle inferenze induttive messe alla berlina dall'epistemologia contemporanea. I rilievi biologici nell'immaginario collettivo (e investigativo-forense) hanno ormai acquistato consistenza di elemento probatorio sulla base di uno scientismo acritico spesso frutto di innamoramento di provette, alambicchi e del fascino dei nucleotidi. 

Alla disamina di un inquirente che diffida delle scorciatoie investigative e mette al vaglio del dubbio le sue ipotesi, si è sostituito un passepartout criminologico che in quatto e quattr’otto risolve un caso semplicemente utilizzando un agitatore molecolare. I media poi rappresentano un surplus di influenza nel quale l’attore sociale è immerso costantemente con tutti gli ammiccamenti e le suggestioni della ‘prova scientifica’ senza peraltro una disanima di quei capisaldi del metodo sperimentale e soprattutto di quella situazione controllata che è presupposto in qualunque metodica scientifica. La scienza ‘mediatica’ ha assunto i contorni di un potere invisibile che agisce a tutti i livelli della piramide sociale e in tutti i meccanismi istituzionali. Il livello epistemologico è però spesso carente e si confonde il rilievo tecnico con il procedimento ipotetico-deduttivo.

Un caso giudiziario in genere solleva emozioni e sollecita tifoserie contrapposte, soprattutto se i media ne fanno l’emblema di una sorta di partita di calcio. In gioco però c’è qualcosa di più complesso di un semplice cold case con tutti i ‘veleni’ e le dietrologie che lo caratterizzano. Il cervello nella vasca del teleutente mediatico assimila quotidianamente tutte le sostanze psicoattive e i nutrienti di cui ha bisogno per vivere in un mondo convenzionale costruito con qualche tecnologia virtuale in 3D. Il genoma che si impone ormai con sempre maggior peso è quello dell’influenza sociale sotto forma di polimeri e aminoacidi mentali, quelli di una suggestione basata su mere analisi numeriche e dati. Il target si riconosce in un selfie nel quale concretizza la sua immagine di sintesi, modulata nel palinsesto televisivo e sorretta dalle classiche scorciatoie del metodo induttivo. Si tratta dell’intero assetto ideologico di una nazione, i suoi valori di riferimento, le sue idiosincrasie, la sua mentalità e la sua cultura. 

Un tempo la formazione educativa era un processo permanente a comprendere in modo più profondo il senso della realtà, un atteggiamento di apertura che si fondava sul cogito (quello cartesiano) come procedimento di continua verifica. Il dubbio faceva parte di qualsiasi sistema investigativo, sia a livello filosofico, scientifico e criminologico. I procedimenti mediatici hanno reificato la cultura trasformandola in un oggetto inerte, una res da reperire in un database. Le relazioni e la complessità degli enti del mondo sono stati sostituiti da file e directory, uno schedario informatico, un casellario a compartimenti stagni che quotidianamente costruisce la forma mentis di un utente appendice del palinsesto. 

Ormai da molti anni il sistema Bel Paese è rappresentato dalla televisione che influenza atteggiamenti, valori e scelte di un’audience emblematicamente rappresentata da figuranti che danno un volto al sistema nazional-popolare, ne influenzano le scelte e forniscono l’agenda setting di uno telespettatore sempre più in balia dei mediatori di massa. Il prototipo è formalmente e democraticamente fatto di involucri e di effigi sul monitor. Gli utenti vivono negli studi televisivi, negli interstizi di programmazione, un po’ come testimonials e un po’ come le ombre nell’Ade. È l’icona rassicurante del format, il collodiano Paese dei Balocchi, dove l’italiano può reperire gli strumenti per interpretare il personaggio che trova ispirazione nella narrazione mediologica. La favola nella quale l’utente televisivo vive di riflesso può essere rappresentata dal mondo dei beniamini dello spettacolo, ma anche dal cold case dove i protagonisti concretizzano paure, fantasie e proiezioni di un Paese perennemente alla ricerca di un qualche capro espiatorio che faccia alle bisogna, un diffuso giustizialismo nell'illusione di risolvere quei problemi che si ripresentano sempre sotto mentite spoglie. 

La caverna platonica ormai da tempo immemorabile è l’habitat di opinionisti e affabulatori, contorsionisti e imbonitori, tutto quel circo aduso all'addestramento e all'intrattenimento di un popolo di santi poeti e… navigatori dello zapping. Mezzibusti e conduttori quotidianamente programmano l’utente come un avatar direttamente via etere. Lo spettatore invisibile dell'auditel si materializza come protagonista del format nelle mani del demiurgo mediatico che sforna il suo quotidiano rimedio di consolazione. 

Il modello esemplare è quello della prova scientifica. La locuzione è carismatica, ancora più efficace della formula magica di Ali Babà: apriti sesamo. Nell'immaginario collettivo è come un talismano, il nome del colpevole è scritto in calce all'acido nucleico. Il genoma è l’acronimo che riconosce l’assassino e concretizza i luoghi della narrazione, gli stereotipi criminologici e… disvela la verità di un delitto. Il topos dell’indottrinamento mediatico assurge il dato al rango di prova. 

Il caso Bossetti è emblematico. Sul niente si può costruire tutto, dalle pinzillacchere alle quisquiglie, compresi i pico grammi, i nano litri, gli acronimi e gli acrostici. È possibile edificare un caso giudiziario su materiale biologico (non importa se vero o farlocco) trovato a distanza di mesi dall'omicidio in un campo di libero accesso a chiunque, richiedere decine di consulenze, coinvolgere migliaia di persone, riempire centinaia di faldoni e organizzare un grande spettacolo mediatico da far invidia a un Truman Show. Attorno al caso giudiziario gravita una quantità di interessi da far impallidire il fatturato di una media azienda: consulenze, comparsate, format, pubblicità, visibilità politica, prestigio, programmi televisivi… tutto un sistema di prebende e di ricadute sul piano commerciale ed economico che può fare di un imputato un prodotto che promuove l’economia di mercato e il sistema dello sponsorizzazione ideologico-commerciale. 

Con queste premesse nessun imputato può pretendere che da tale formidabile messa in campo di apparati economico-ideologico-produttivi possa poi sortire un nulla di fatto come l’assoluzione e il riconoscimento che... forse ci si era sbagliati. Almeno nel primo o nel secondo grado di giudizio occorre pazientare? Per il futuro non si può mai dire. Col tempo ci si dimentica, gli scenari saranno cambiati…

Mentre il protagonista del film, Truman, era confinato su un’isoletta stile centro commerciale, l’imputato ha una location oggettivamente più angusta, la cella di una prigione. Nel film si erano inventati una fobia per il mare, nel caso in parola una possibile reiterazione del reato per legare l’attore al suo palcoscenico mediatico nella cella di una prigione.

La fiction presenta tutti gli ingredienti per suscitare interesse e meraviglia. Non solo il solito laboratorio attrezzato. Non si tratta soltanto di rilievi genetici di un corpo ritrovato dopo mesi in un campo… non solo l’acronimo, DNA, un jolly con il quale tutto diventa possibile. Non si tratta solo di un genoma alieno da extraterrestri in perlustrazione, in forma dimidiata nucleare/mitocondriale e miracolosamente sopravvissuto integro dopo mesi all’addiaccio, o magari trattato da mani tremebonde che hanno involontariamente contaminato il reperto. Non è solo questione di Pico grammi smarriti o magari contraffatti, forse depositati a bella posta dall'assassino… Il problema è la cultura di un intero paese... a cominciare dalla scuola dove si dovrebbero insegnare le regole della logica formale, i fondamenti del metodo galileiano con il concetto di situazione controllata, i principi etici della società… 

Riferimenti troppo astrusi e teorici? Considerazioni poco pratiche nel contesto della scienza forense? Emblematico il caso di Monica Busetto accusata di aver ucciso l’anziana vicina di casa (soffocata e accoltellata) rimasta per questo in carcere per due anni (dalla sua Venezia al carcere di Pozzuoli) condannata a 24 anni e sei mesi per omicidio pluriaggravato. La prova regina? Una traccia del Dna della vittima trovato su una catenina a casa sua. Inutili le osservazioni della difesa che si trattava probabilmente soltanto di contaminazione. Successivamente un’altra donna confessa il delitto.... La Busetto può tornare a casa. Occorrerà un nuovo processo d’appello, perché si sa che gli errori non sono facili da emendare, le procedure richiedono di seguire tutte le fasi di rito... 

Mettere in discussione una delle prove più ‘sicure’, Il DNA (?), è come fare una disputa cristologica e porre in discussione un concepimento senza peccato… La presunta infallibilità dell’acido genetico è ormai penetrata a fondo nella coscienza collettiva. Pochi ormai si rendono conto che sulla base di qualche picogrammo, un niente, si può finire imputati di un delitto, magari con buona approssimazione probabilistica a detta degli addetti ai lavori e al di là di ogni ragionevole dubbio… Forse l’italiano medio che scambia un test per una prova non sa che il suo Dna è disseminato un po’ ovunque e chissà, un giorno potrebbe essere perfino ritrovato in quel campo dei miracoli dove Pinocchio ha seminato i suoi zecchini d’oro

Quanti italiani hanno capito che il caso in parola non riguarda solo un muratore... ma ci riguarda tutti?

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579 commenti:

1 – 200 di 579   Nuovi›   Più recenti»
Vanna ha detto...

Buongiorno Gilberto!
Ottimo articolo, stracompleto di tutto e che condivido in toto.
Estrapolo le frasi seguenti che chiudono e completano:

"....Non è solo questione di Pico grammi smarriti o magari contraffatti, forse depositati a bella posta dall'assassino… Il problema è la cultura di un intero paese... a cominciare dalla scuola dove si dovrebbero insegnare le regole della logica formale, i fondamenti del metodo galileiano con il concetto di situazione controllata, i principi etici della società…"
E :
"Quanti italiani hanno capito che il caso in parola non riguarda solo un muratore... ma ci riguarda tutti?"

Infatti, è la cultura del Paese quella che sta venendo meno e la società è alterata proprio nei principi etici e quindi non credo che si sia compreso bene che quello che è accaduto a Bossetti potrebbe accadere a chiunque.

Con questo caso si è portato avanti il format: "prendi il primo che ti va e cucigli l'abito di assassino" e si è andati avanti a trovare prove su prove da mettere come toppe su quell'abito... opplà, l'assassino eccolo qua.

L'Italia va alla deriva, la confusione politica è totale, la sinistra è al centro, la destra è al centro, tutte e due sgomitano per restare sulle poltrone dei privilegi, al centro, a servire capra e cavolo.
Intanto migliaia di persone premono ai confini dell'"impero", che crollerà ancora una volta.

Il discorso da fare sarebbe molto lungo e spesso qui su Volando ci siamo ripetuti, aspettiamo oggi cosa succederà al processo.

Gilberto ha detto...

Cara Vanna
Hai ben esplicitato che in gioco c'è un cambiamento nel Paese che non riesce mai a concretizzarsi. In fondo i cold case sono proprio la 'cartina al tornasole' più rappresentativa della mentalità e della cultura di un popolo. Speriamo di rimanere smentiti e chi deve giudicare dimostri che il nostro pessimismo è contraddetto, indicando a tutti un nuovo percorso di metodo e una diversa prospettiva.

Bruno ha detto...

Gilberto grazie per il tuo articolo.In effetti questo caso ci fà diventare un po' tutti Bossetti. Parlo il più possibile con amici parenti conoscenti di questo blog di Massimo Prati, e la loro sorpresa e forte proprio perchè oramai vedevano il povero cristo Bossetti come un turpe assassino. Con il dovuto equilibrio, la bilancia del loro giudizio, dopo quanto apprendono stà andando verso l'assoluzione di Bossetti, ma non illudiamoci, il potere è troppo forte ed anche il commento di Vanna è molto utile per capire in quale Italia stiamo vivendo, o meglio in quale Italia siamo finiti. Grazie anche a te Vanna per quanto scrivi mi trovo d'accordo completamente. Questo non è più un processo a Bossetti ma è diventato di un sistema. Bossetti ha avuto la fortuna di trovare due avvocati come si deve, altrimenti per lui sarebbe stata finita. Credo che a molti faccia piacere se si uccide. Bossetti è oramai diventato un simbolo, spero non molli e che possa dimostrare la sua estraneità su quanto viene accusato.

Gilberto ha detto...

Grazie a te Bruno per l'apprezzamento.

boboviz ha detto...

Respinte TUTTE le richieste della difesa.
Io, a questo punto, mi chiedo perchè facciano il processo, stà perdita di tempo. Sbatterelo in cella e buttate via la chiave.

andres ha detto...

Non ho parole...

Anonimo ha detto...

Molto bene.

Anonimo ha detto...

http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/04/22/news/yara_bossetti_dna-138185266/

Anonimo ha detto...

http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/04/22/news/yara_bossetti_dna-138185266/

Bruno ha detto...

Comunque Salvagni disse che se la corte non avrebbe accettato le nuove perizie avrebbero dovuto assolvere Bossetti per ragionevole dubbio. Comunque dove andiamo a finire proprio non so. Non accettare nuove perizie è incredibile. Povero Bossetti non te la scampi proprio. L'unica possibilità che avevi sulle nuove perizie non ti è stata concessa.

Luca Cheli ha detto...

Credo che il termine anglosassone appropriato sia "show trial".

Da noi mi sembra che storicamente si sia sempre usato "processo farsa", che suona un po' più crudo.

Sempre con riferimento alla storia, a qualcuno potrebbero venire in mente i Processi di Mosca, che introdurrebbero l'interessante tema del processo politico.

Il corollario dei processi politici sono i prigionieri politici.

Gilberto ha detto...

Cerco di interpretare consapevole che gli elementi in nostro possesso sono esigui. Apparentemente il rifiuto di ulteriori esami biologici parrebbe una pietra tombale per la difesa. Ma come ho già detto non possiamo conoscere quali ragionamenti sono stati fatti e quali siano i rilievi tecnici che hanno interpretato i dati (che sono prove per il momento solo per l’accusa). Mi incuriosisce il fatto delle lettere, sicuramente marginali e ininfluenti ma significative in ragione delle opposte strategie e delle suggestioni rispetto alla platea mediatica così sensibile a qualsiasi elemento che ne solleciti le fantasie. Il collegio giudicante aveva tre possibili soluzioni

1 rifiutare che le lettere venissero allegate
2 accettare l’indicazione del PM di allegarne solo alcune
3 accettare l’indicazione della difesa di allegarle tutte in quanto ininfluenti, senza nulla di rilevante e scabroso, e anzi emblematiche perché l’imputato vi proclama la sua innocenza e ribadisce la sua fiducia nei giudici”.

Non mi sembra un contentino alla difesa, ma al contrario, nel contesto del battage che i media ne hanno fatto con una strumentalizzazione di tipo morboso e allusivo, potrebbe proprio risultare, come esplicitato da Salvagni un autogoal dell’accusa. Se fosse così non sarebbe indizio da sottovalutare riguardo agli orientamenti dei giudici.
Aggiungo la mia sensazione che qualcosa sia avvenuto dietro le quinte e che non conosciamo (il tema della paternità di Bossetti continua a non convincermi…)

TommyS. ha detto...

Gilberto

Viene anche il sospetto che il problema possa consistere nell'effettuare nuove prove genetiche anche sull'imputato. Concedendo la perizia sul DNA in pratica la Corte avrebbe emesso un ordine (writ) equivalente a quello che nella common law anglosassone equivale ad un

"Habeas corpus, ad subjiciendum judicium!"

ne sia esibito il corpo, per sottoporlo a giudizio!


Non vorrei mai che proprio lì stesse l'inghippo.

Gilberto ha detto...

Sì Tommy S.
La chiava è proprio lì, l'ho sempre detto, la paternità. Se Bossetti risultasse figlio di suo padre legale... non oso neppure immaginare gli scenari, tragicomici per qualcuno...

Chiara ha detto...

Tommy

e che problema cosituirebbe fare nuove prove genetiche sull'imputato? O_o

Paolo A ha detto...

Il punto è che le perizie si potevano ordinare anche sui dati in possesso alla corte, si potevano fare tutti i confronti che si volevano, paternità di Bossetti, maternità di Ignoto1 con Ester Arzuffi; il non voler fare anche un'ultima prova può significare che la corte ritiene che le conclusioni di una o dell'altra parte non sono rilevanti, resta da capire se si tratta dell'accusa o della difesa.
Tuttavia, vista la composizione della corte, con netta prevalenza femminile, temo che per Bossetti sia segnata la conclusione negativa del processo.
Eppure si sarebbe potuto scavare molto a fondo.

Gilberto ha detto...

Le quinte sono l’elemento che delimita lo spazio scenico, quello visibile. Dietro le quinte si preparano i cambi di scena, gli attori si apprestano a entrare, il suggeritore suggerisce le battute quando l’attore è in difficoltà. Lo spettatore non è in grado di vedere quello che sta dietro, ma che risulta fondamentale nello spettacolo e per la sua riuscita. Possiamo solo cercare di indovinare sulla base di alcuni indizi, ma ben sapendo che l’interpretazione risulta difficile.

Qualcuno dice che lo spettacolo sarà un fiasco e che bisognerà apprezzare la replica per dei riscontri positivi. Probabilmente ha ragione. Io azzardo, consapevole che posso essere smentito clamorosamente, che Bossetti verrà assolto. L’ho immaginato quando si è dato per certo che Massimo non è figlio di Giovanni. Credo invece che Massimo sia figlio genetico del padre legale. Un accordo dietro le quinte per salvare capra e cavoli (e perfino il lupo)?

Luca Cheli ha detto...

No, per me il problema sono le prove sulle tracce esistenti(?) e per questo avrei tanto voluto che qualche perito indipendente verificasse:

1) se c'è ancora del materiale genetico disponibile attribuito a Ignoto1, dopo lo "sfortunato" esaurimento della traccia più abbondante, la famosa 31G20;

2) se tale materiale esiste, estrarne un profilo genetico e vedere, tanto per cominciare, se corrisponde a quello a suo tempo denominato "Ignoto1", perché, per così dire, non si sa mai;

3) valutare la presenza ed attribuibilità di DNA mitocondriale in queste altre tracce;

4) se la quantità di materiale lo permette, effettuare il test della DNA methylation.

Ma come diceva Mickey Spillane ad un giudice in una versione televisiva di tanti anni fa "ha ragione, Vostro Onore, la verità non si dice".

E' un peccato che in italiano non ci siano i doppi sensi che ci sono in inglese nell'espressione "criminal justice system".

Luca Cheli ha detto...

Scusate, intendevo il personaggio del detective Mike Hammer, creato da Mickey Spillane ... :-)

Nautilina ha detto...

Non mi aspettavo un esito diverso, onestamente. Però almeno una delle perizie poteva essere disposta, per esempio quella sui frame dell'autocarro (che tra l'altro stava bene anche alla Ruggeri). Così, tanto per salvare le apparenze, non sia mai che il pubblico bue pensi che la corte sia schierata con la procura. >_<
In questo modo, invece, gli si dà adito a pensarlo e dirlo con tutte le ragioni di questo mondo.

Naturalmente possiamo illuderci che la corte abbia ritenuto superflui gli accertamenti perché ha già le idee chiare per conto suo, a prescindere dal pm, e non condannerà Bossetti in quanto nutre molti fondati dubbi sulla sua colpevolezza, dubbi a cui quelle perizie non potrebbero aggiungere niente.
Ma insomma, siamo tutti adulti stagionati qui, sappiamo bene come vanno le cose nel mondo reale: soltanto in quello delle favole e dei film di Hollywood, forse, andrebbe così.

Paolo A, anch'io temo che Bossetti sarà condannato, ma non perché la corte sia composta in maggioranza da signore, tutt'altro: immagino che l'imputato non risulti per niente odioso al genere femminile (a parte rari casi), ma purtroppo per come è stata condotta l'inchiesta e per come si è svolto il processo MGB era il colpevole designato già prima di cominciare. E i giurati questo lo sanno bene, maschi o femmine, togati o no.

Mi dispiace molto per Bossetti e anche per la sua famiglia. Spesso si dimentica che esiste una pena parallela da scontare, quella pesantissima che tocca ai familiari incolpevoli dei condannati. Figuriamoci poi se condannano un innocente.

Poi mi dispiace tanto per la piccola Yara e per la sua famiglia, che non avrà vera giustizia, si è solo illusa di ottenerla. Un verdetto basato sui dubbi e non sulle certezze non serve a nulla, non darà mai pace a quella povera bambina, ai suoi cari e neanche a noi che stiamo seguendo il suo caso con tanto affetto.
Ah, se Yara potesse parlare...se potesse toccare il cuore del vero colpevole!

Remo ha detto...

La condanna di Bossetti è funzionale al sistema, quindi ci sarà: non certo per le dichiarazioni di Alfano, ma per quelle del procuratore generale di Bergamo secondo cui di fronte all'omicidio di una bambina (sic!) non si bada a spese, e quindi devono essere giustificate per forza da una condanna, almeno in primo grado.
Per quanto riguarda il rifiuto delle (più che doverose) perizie, credo che questa decisione sia funzionale al fatto di scaricare più facilmente la patata bollente all'appello: insomma, è più che evidente che rifiutando delle perizie in un caso come questo si sta ledendo il diritto della difesa, la quale avrà poi vita facile in appello per ottenerlo, così loro condannano, ma la sentenza di assoluzione viene rilasciata al secondo grado.

Nautilina ha detto...

Ma è un sistema perverso questo o sembra solo a me?
Norad parla di onda lunga, ma qui ci vorrebbe uno tsunami di chilometri.

Dan F. ha detto...

Sic est!

Non m'intendo di procedure processuali ma se non vengono concesse nuove perizie dovrebbe significare che per il giudice (la corte giudicante) esse non servono perché, molto probabilmente, ha già un'idea chiara sulle questioni principali portate a processo.

Non scommetterei un euro sull'assoluzione, almeno mille sulla condanna, probabilmente ergastolo o giù di lì.

Da profano, ripeto, di vicende processuali ho la netta sensazione che non aver chiesto il rito abbreviato ed aver insistito coi media abbia nuociuto alla difesa di MGB. Come dire, siamo ancora un paese profondamente cattolico, se non nello spirito almeno nei modi di fare e dunque dei peccati di chiunque è meglio discutere nel confessionale o in sacrestia piuttosto che sui "social". Anche dei peccati delle varie forze inquirenti, oltre che degli imputati. Come si dice: la Giustizia fa quadrato.

Certo che però una bella nuova perizia sul DNA mi sarebbe piaciuta assai, per togliermi dei dubbi che mi assillano. Tutti gli altri indizi sono, francamente, di contorno -- e a volte non sono neppure indizi ma solo "condizioni di possibilità" (di, eventualmente, commettere il reato).

Infine resto della mia idea primigenia: che Bossetti sia comunque implicato nella morte di Yara ma non da solo e forse neppure tra gli attori principali. Naturalmente non ho prove e poi mi viene in testa il "torsolo", quel poveraccio di Mario Vanni -- ergastolo come complice non si sa di chi (più o meno come Guedé che però ha preso molto meno di galera).

Comunque attendiamo, magari vengo smentito e perdo mille euro!

Paolo A ha detto...

Per Nautilina

Come può la corte avere le idee chiare su questioni molto tecniche, se i consulenti di accusa e difesa hanno sostenuto tesi completamente diverse su vari aspetti: celle telefoniche, DNA, perizia necroscopica e dinamica dell'omicidio, filmati.

Inoltre la difesa ha chiesto sia durante il rinvio a giudizio e sia durante il processo di ripetere le analisi relative al DNA e ogni volta c'è stato un rifiuto, ma a questo punto non pare che ci sia una violazione dei diritti della difesa, a me pare proprio di si.

Adesso dico cosa penso del fatto che Capra faccia parte del pool difensivo, ebbene a me è sempre apparso strano che a un certo punto Marzio Capra sia diventato un consulente della difesa Bossetti, vi ricordo che il suo impegno nella difesa di Bossetti è successiva alla scoperta dell'assenza del DNA mitocondriale, anche se ha sempre sostenuto la stranezza di quei DNA della traccia 31g20 e abbia parlato di errore di laboratorio e di scambio di persone, mi pare che il suo contributo alla fine sia come quella di quel personaggio che diceva "troncare, sopire".

In altre parole, visto il ruolo che ha ricoperto nei RIS, potrebbe aver capito cosa si celava nel caso di Ignoto1 e sia intervenuto proprio per evitare che si scoprisse cosa è realmente avvenuto nell'analisi della traccia 31g20, almeno di quella analisi attribuita a questa traccia.

Insomma, nonostante il suo impegno, la corte non ha concesso una perizia e in caso come questo c'erano tanti dubbi che richiedevano un approfondimento peritale, a me pare una cosa troppo strana, a meno che la corte non abbia maturato la consapevolezza che quella traccia attribuita a Bossetti non abbia quella certezza tale da attribuirla a quest'ultimo.




Anonimo ha detto...

A poco servono le vostre riflessioni e l'impegno dello stimato Glberto; alla luce delle ultime notizie e nonostante le svariate teorizzzazioni qui pubblicate, il pool difenivo di Massimo Giuseppe Bossetti (senza alcun dubbio figlio di Guerinoni, come ho sostenuto ben molte volte) sta ormai arrancando e tra poco dovrà esalare l'ultimo respiro.
Io non sono mai stata personalmente convinta della sua colpevolezza, avendo elaborate altre ipotesi, tuttavia ad oggi, con i dati esibiti, sia dall'accusa sia dalla difesa, ritengo che almeno in primo grado MGB verrà condannnato, non credo all'ergastolo ... poi si vedrà nell'Appello, e negli altri gradi di Giudizio.
Mimosa

Anonimo ha detto...

Mimosa
Stabilito, senza altre inutili tergiversazioni, che il Guerinoni sia il padre biologico di MGB, il resto delle deduzioni accusatorie si connoterebbero logiche e concrete.
Il pool difensivo, tutto questo lo saprebbe, e per questo che starebbe"ormai arrancando e tra poco dovrà esalare l'ultimo respiro.?
Certo è, che il resto del percorso dell'erta sembra oltremodo ostico.
fr.

Ivana ha detto...

Mimosa, finalmente!!! :-)
Mi fa piacere questo tuo ritorno!

Per Gilberto
Quando condivido un determinato punto di vista (tuo, vel di altri/e), non ho alcun problema a esternare tale mia condivisione; non so quali deduzioni abbia tratto la Corte da tutte le udienze effettuate e da tutte le varie relazioni scritte dai genetisti; le nostre informazioni sono, invece, minime, per cui non posso sapere se la Corte abbia ravvisato, o no, il ragionevole dubbio.
Continuo, però, a non essere d’accordo con te riguardo alla questione paternità (tanto più che pare che la difesa non avesse chiesto, tra le nuove perizie, l’esame per il confronto specifico tra il dna di Bossetti e quello di Guerinoni) e, SOPRATTUTTO, non condivido, pur rispettandole, quelle tue affermazioni che mi appaiono antiscientiste, dal momento che personalmente, sulla questione “scientisti e antiscientisti”, mi sento sulla stessa lunghezza d’onda di Piergiorgio Odifreddi:
http://www.observa.it/wp-content/uploads/2010/07/Bucchi_Scientisti_Repubblica_100322.pdf
Ho scritto quel “SOPRATTUTTO”, perché sulla questione “paternità” capisco, comunque, la tua esigenza di visionare il “documento ufficiale”, tanto più che io stessa, riguardo però alla questione "dna mitocondriale”, non alla questione "paternità", continuo a nutrire dubbi non potendo attingere alle relazioni di tutti i genetisti delle varie parti (accusa, difesa e parte civile).

Anonimo ha detto...

Spero che almeno nelle motivazioni di condanna non ci sia un passaggio di questo tenore: "Anche la Genetista consulente della difesa ha ammesso che i due DNA sono identici...", ma temo ci sarà.

Paolo

Vanna ha detto...

Bentornata Mimosa!
Si è sentita la tua mancanza. Anche secondo me verrà condannato, forse in Appello si potranno richiedere e ottenere nuove perizie, forse.

Gilberto, anche io propendo che Bossetti sia figlio del padre legale, ma continuo a non capire il tuo ripetere: "l'accordo dietro le quinte per salvare capra e cavoli (e perfino il lupo)", ovvero c’è qualcosa o qualcuno da coprire ? Puoi essere più chiaro?

Paolo A nel rispondere a Nautilina ipotizzi che la corte non fosse certa di quella traccia attribuita a B. e condivido, sarebbe crollato l’impianto accusatorio.

Non sono stupita della condanna, né di come tutto è andato, me l'aspettavo, in fin dei conti il Bossetti ha avuto lo stesso giudizio emesso per le Misseri e Parolisi.
E qui abbiamo dato il nostro contributo in massa su quegli altri due casi drammatici simili perché poco chiari, i giudizi emessi sono stati discutibili come in questo che ne è la fotocopia.

Non poteva la Corte accogliere di fare nuove prove, troppo arroccata fin dall'inizio sulle sue posizioni: così doveva andare, un nuovo umile e modesto cittadino accusato di un omicidio con prove provate discutibili, senza indagini vere su altre sacche della società ricca e ammanicata nel potere.
Il tempo medica e rimargina le ferite, col tempo e nuovi gradi di giudizio, potrebbero aprirsi spiragli per B.

In questo momento penso ai figli e alla moglie, sono addolorata, questa ferita li accompagnerà per tutta la vita, hanno perduto un padre e le certezze della loro storia familiare sono state date in pasto al pubblico e, solo per questo, quelle prove genetiche dovevano essere verificate di nuovo, anche solo per rispetto dei tre figli che dovranno lavorare tanto, nel comportamento, nello studio, nel relazionarsi in quell’ ambiente, per dimostrare alla società del luogo che non sono figli di un assassino pedofilo figlio di… Penso a Marita che, ancora giovane e bella, dovrà essere d’esempio ai figli, dovrà dimenticare di essere donna … per non sentirsi dire: lo vedi? L’avevamo detto!
Perché è stato chiaro che solo nelle famiglie Arzuffi-Bossetti-Comi c’era del marcio e quel marcio si potrà mai cancellare con un comportamento irreprensibile? Perché il loro essere e fare sarà sempre visto con uno sguardo sospettoso.

Penso anche alla famiglia di Y., ha avuto giustizia per la figlia?
Penso alle amiche della ragazza, soprattutto a quelle senza memoria che sono quasi coetanee dei figli di B. , penso alla società di quello spazio … sono rattristata perché questo processo non ha fatto luce sulla vera causa della morte di Y. anzi, ha lasciato molte zone, filtrate in filigrana, che fanno intravedere una realtà dalla visione alterata e per questo malata nei principi morali, realtà che rispecchia purtroppo, quella dove vive e si muove ognuno di noi.
Un domani tutto potrebbe essere ribaltato, potrebbe, ma il dolore morale vissuto, non si potrà dimenticare.

Gilberto ha detto...

Vanna
Mi riferivo al ben noto gioco di logica del dover trasportare da una riva all'altra di un fiume un lupo, una capra e dei cavoli su una barchetta che non può trasportare più di una cosa contemporaneamente. Il giocatore deve trovare l'esatto ordine di azioni affinché il lupo non mangi la capra o la capra non mangi i cavoli. Vedremo chi si mangia cosa... Per il momento l'unica cosa che darei per scontato è che il lupo non si mangia i cavoli, per il resto vedremo quanto abile è stato il barcaiolo...

andres ha detto...

@Vanna
Mi è piaciuto molto quello che hai scritto, con grande profondità ,sensibilità e amarezza.
Mi sento anch'io molto amareggiata e molto preoccupata per una giustizia che di giusto non ha più niente. Per quanto mi riguarda,Magistratura, Forze dell'Ordine, reparti di eccellenza (!) come Ris Ros e quant'altro, Politica e Stampa, stanno vincendo le loro miserabili battaglie, con prepotenza e spocchia, ma non si accorgono che stanno perdendo la guerra. La credibilità e la fiducia viene persa giorno dopo giorno.
No, questo processo non ha fatto luce, Yara la giustizia non l'ha avuta, ma
penso anche che i Gambirasio si siano accontentati. Ma come, non si sono accorti
delle mancanze, di tutti i buchi, delle cose che non tornano? Gli va bene così?
Evidentemente sì, se hanno accettato che i loro legali fossero un sol uomo con l'Accusa.Nessun dubbio, se stanno o no, contribuendo a mandare all'ergastolo un innocente?
Infine una considerazione: la sentenza sarà pronunciata "In nome del popolo italiano". Non posso esimermi dal pagare parte delle innumerevoli indagini, consulenze,analisi, e neppure i lautissimi stipendi dei giudici,tutti soldi che io ho cacciato e che sono stati spesi male, per inutilità, incompetenza, cialtroneria, e peggio. Quindi i soldi che se li tengano, ma per favore, la sentenza , scontata, NON SIA IN MIO NOME!

Vanna ha detto...

Grazie Gilberto, non conoscevo tale gioco di logica!
E neanche mi ero mai posta la domanda cosa volesse dire!
C'è sempre da imparare.
Ho capito, mica tanto: chi è il barcaiolo? La difesa ?
Perdona la durezza di comprendonio.

andres ha detto...

@gilberto
Sarà che in questo momento sono incazzata come un riccio, sarà ,anche per me, la durezza di comprendonio, ma non riesco a capire le metafore.
Però mi piacerebbe poter capire!

Vanna ha detto...

Andres,
hai ragione su tutto!
A noi qui non rimane che dissentire, continuare a ripetere quello che non è andato, non va e non andrà fino alla fine.
Spero che chi dovrà giudicare MGB legga Volando e comunque ci sono movimenti che si battono per la sua libertà.

Gilberto ha detto...

A Vanna (e anche Andres)
Fai torto alla tua intuizione. E poi mi chiedi troppo, non ho ancora la sfera di cristallo. Diciamo che la figura del barcaiolo è un po' quella di un Caronte (Caron dimonio, con occhi di bragia), lo psicopompo che trasportava le anime dei morti da una riva all'altra del fiume Acheronte (se i loro cadaveri avevano ricevuto i rituali onori funebri e disponevano di un obolo per pagare il viaggio). Tu sei adusa alla metafora e sono certo che ne troverai ispirazione.

Luca Cheli ha detto...

Voglio rivolgere un appello a tutti coloro che possono essere interessati.

Ritengo sia venuto il momento di allestire un sito sul genere wiki specificamente dedicato al caso Bossetti/Gambirasio, con particolare e principale attenzione alla questione del DNA.

Il momento E' opportuno, perché il primo grado è solo il primo tempo di una battaglia molto più lunga ed è anche il momento terminato il quale si inizierà forse a vedere qualche documento ufficiale.

Di sicuro ci sarà una motivazione e almeno lì mi potrò sbizzarrire in quello che mi viene meglio: l'analisi critica delle motivazioni.

Voglio dare, se non da subito, almeno progressivamente, un'impostazione bilingue (italiano e inglese) al sito, perché se non si fa conoscere questo caso fuori dai confini del nostro paese difficilmente si avrà giustizia.

Il tutto avrà un'impostazione piuttosto antisistema, ma mi pare inevitabile per come vanno le cose della giustizia in generale e di questo caso in particolare.

Ho potuto apprezzare la presenza di ottimi contributori su questo sito, perciò siete tutti invitati a partecipare a questo sforzo.

Ho la massima stima per Volandocontrovento e Massimo Prati e continuerò ad essere presente anche qui, ma ritengo che la struttura di questo blog ed il postare per articoli tenda a frammentare la conoscenza in una miriade di rivoli.

Allo scopo di dare coerenza, sistematicità e visibilità alle nostre critiche ed alle nostre analisi è anche necessario coordinarsi ed organizzarsi, nonché parlarsi direttamente, perciò lascio qui il mio indirizzo mail in modo che chi è interessato possa contattarmi.

lucacheli@libero.it

Gilberto ha detto...

Condivido pienamente l’osservazione di Paolo A

“Insomma, nonostante il suo impegno, la corte non ha concesso una perizia e in caso come questo c'erano tanti dubbi che richiedevano un approfondimento peritale, a me pare una cosa troppo strana, a meno che la corte non abbia maturato la consapevolezza che quella traccia attribuita a Bossetti non abbia quella certezza tale da attribuirla a quest'ultimo”

Ritengo del tutto prematuro come molti qui stanno facendo di alzare pianti e strapparsi le vesti. Prima di dire che si tratta di una debacle, aspettiamo a bocce ferme di capire meglio e non adottiamo reazioni sull’onda dell’emotività. Ritengo sia ancora presto per trarre conclusioni (sic et non). In questo frangente è proprio Ivana, quella sempre schierata con l’accusa, che dimostra una prudenza encomiabile (chissà forse dispone di informazioni riservate…)

Vanna ha detto...

Gilberto hai ragione,ancora non c'è la sentenza di 1° giudizio, ma lui è dentro per quelle accuse e la famiglia è fuori.
Non è una débacle finale, il percorso ha portato a non accettare nuove perizie, tutto è andato come è partito e continuato.
La prudenza è necessaria, se anche fosse stato lui, molto non torna nella vicenda.
Per questo la proposta di Luca Cheli è da vagliare, non tanto alla luce delle ultime decisioni, ma alla luce di ciò che è stato condotto fin dall'inizio, con razionalità e non con emotività, ovviamente.

Gilberto ha detto...

Oltre a un Dna strampalato e impossibile non c’è niente di niente, solo suggestioni di sabbia, camioncini e navigazioni internet. Mi rifiuto di credere che un collegio giudicante possa condannare una persona sulla base di qualcosa al limite dell’evanescente e di totale inconsistenza. Per questo rimango convinto che Bossetti non può che essere assolto. Se questo non accadrà allora ha ragione Luca Cheli e occorre porre in risalto l’anomalia di un giustizialismo che ormai imperversa nel nostro paese.

Luca Cheli ha detto...

Signori Io ammiro la fede, la speranza, e pure la carità, che mostrate nei confronti di un sistema che non le merita, ma forse che le condanne (non tutte diventate definitive ma molte sì) che si sono viste negli ultimi anni si basassero su inoppugnabili disamine di granitiche evidenze?

Ciò di cui sto parlando, e che sarebbe l'oggetto della mia proposta, è solo 50% e forse meno Bossetti, il resto è tutto centrato su uso e abuso del DNA.

Il caso Bossetti/Gambirasio ne è solo, ad oggi il miglior esempio di scuola.

Volesse mai il cielo (ma non ci credo nemmeno un po') che Bossetti fosse assolto, utilizzeremo le ragioni dell'assoluzione come ulteriore prova della correttezza delle nostre asserzioni.

Considerate poi che, in ogni caso, ci saranno due altri gradi di giudizio e questa storia andrà avanti per anni.


Anonimo ha detto...

Segnalo l'interessante analisi relativa alla vicenda filmato dell'autocarro. Ma attenzione: anche l'autore giunge alla conclusione che trattasi di passo 3.45 e non 3 mt, come risulta evidente da raffronto con AutoCad.

http://chisigma51.blogspot.it/

paolo

Mik ha detto...

Avrei una domanda...Per cortesia, qualcuno di voi sa quando é stata effettuata l'analisi del dna al fratello di Bossetti?

Mik

Mik ha detto...

Avrei anche un'altra cavolo di domanda: perché tentano di entrare nel mio account Google da siti russi, rumeni e turchi, da 15 giorni a questa parte? Non é ora di piantarla?

Vanna ha detto...

Mik,
conviene che vai alla polizia postale.

Ivana ha detto...

Gilberto :-))
non sono “sempre” schierata con l’accusa; ho condiviso (e continuo a condividere) sia le motivazioni della sentenza di secondo grado per Parolisi sia le motivazioni della sentenza di terzo grado per Stasi; sugli altri casi, trattati in questo blog, ho espresso soltanto dubbi che ancora mi sono rimasti, non avendo effettuato gli approfondimenti necessari. Sul caso Scazzi, per esempio, la labirintica e prolissa struttura delle motivazioni della sentenza di primo grado mi ha demotivata dal proseguire dopo aver letto 888 pagine (che avrei dovuto rileggere con estrema attenzione per non disperdermi nell’ intricata esposizione per chi, come me, non è direttamente coinvolta e non è sufficientemente informata, a priori, sulla vicenda.
Non dispongo di alcuna informazione riservata ;-)) ; semplicemente non ho gli “strumenti” necessari (non ho partecipato ad alcuna udienza e non ho letto alcuna relazione dei genetisti delle varie parti) per avere la certezza di come terminerà questo processo di primo grado; non so se la difesa sarà riuscita, o no, a instillare il ragionevole dubbio (dubbio che la Corte potrebbe aver ritenuto, forse, ineliminabile con ulteriori perizie). Oppure, la Corte non ha dubbi ed è convinta che in dibattimento si sia formata la “prova” e ritiene quindi superflui ulteriori approfondimenti.
Mi pare che molti, tra cui mio marito stesso, innocentista a prescindere per il caso Bossetti, siano convinti che, ormai, verrà emessa una sentenza di condanna; probabilmente sarà come loro temono, ma io non posso escludere l’altra possibilità.

Ivana ha detto...

Mik, sono d'accordo con Vanna; intanto potresti dare un'occhiata qui:
https://www.commissariatodips.it/profilo/contatti.html

Gilberto ha detto...

Dopo aver letto varie testimonianze a chi in aula di tribunale ha assistito veramente al processo, rimango sempre più convinto che il pessimismo è fuori luogo. Sono persuaso che Bossetti verrà assolto. Ritengo al contrario di molti commentatori di questo blog che il diniego ad ogni ulteriore analisi sia un segno positivo per l'imputato e che i giudici hanno già le idee molto chiare per emettere una sentenza senza condizionamenti mediatici e senza infingimenti. Sono altresì persuaso che i media abbiano a tal punto distorto i fatti del processo da creare false aspettative da parte dei colpevolisti e una sfiducia ingiustificata da parte di tutti quei garantisti come qui che si sforzano di cercare la verità...

Nautilina ha detto...

Gilberto,
è probabile che tu abbia ragione. Lo spero. Può essere che i giudici abbiano escluso ulteriori perizie ritenendole una perdita di tempo e denaro: il DNA perché le tracce sono ormai esaurite, le sferette e le fibre perché dopo quattro anni di esposizione agli agenti atmosferici non possono provare niente di preciso, i frame della Polynt perché sono convinti che quello non sia l'autocarro di Bossetti.
In fondo l'accusa non ha mai replicato in modo incisivo ai consulenti della difesa: né alla Ranalletta, né a Capra né a Denti, almeno che io sappia.
Stiamo a vedere.
Certo la prova del DNA non sta proprio in piedi. Formalmente per la legge può darsi di sì, ma il buonsenso e la natura si rivoltano.

Gilberto ha detto...

Nautilina
La presidente Bertoia nel dire che ogni ulteriore approfondimento sul DNA si palesa non decisivo mi sembra del tutto chiaro cosa ha inteso - a chi vuol comprendere - riguardo a qualcosa del tutto improbabile, alla luce del fatto poi che ogni consulente l'ha raccontata in modo diverso sul mitocondriale, mentre la prova regina presentava solo anomalie (altro che ragionevole dubbio, una voragine di incertezze e di aporie). Rimango fiducioso e ribadisco che secondo me Bossetti verrà assolto.

Bruno ha detto...

guardate questo video di Paolo Amaro : https://www.youtube.com/watch?v=aEns7ehvrqY

Anonimo ha detto...

Balle!, in questa immaginaria ricostruzione si trova una spiegazione al ritrovamento del dna di bossetti ?

Bruno ha detto...

@Gilberto, per natura sono ottimista, ma la storia così contorta sul povero Bossetti mi ha fatto diventare nei suoi confronti pessimista, ma spero in ogni caso che venga assolto. Comunque nonostante tutto credo anche io che venga assolto, almeno per insufficienza di prove, altrimenti l'ingiustizia sarebbe troppo grande. Non si può mandare all'ergastolo una persona con quel genere di prove.

Mimosa ha detto...

Ivana e Vanna, come siete state carine!
Mimosa

Aldo ha detto...

Un processo senza media dopo che la procura l'ha reso mediatico fino al giorno prima, i verbali segretati fino al 3 grado, sempreché in appello non si decida diversamente, la lettera di un omicida conclamato lasciate leggere in processo proprio alla prima udienza, sono tutti indizi, questi sì reali, che fin da subito il verdetto era già concordato a tavolino. Il collegio giudicante ha fatto solo il minimo indispensabile per salvare la faccia, ma di fatto ha lasciato all'accusa fare quello che voleva cioè carne da porco della vita privata dell'indagato e lanciare invettive sui consulenti della difesa. Come si può realisticamente pensare ad una assoluzione; bisogna proprio che tra i giudici popolare ci sia qualcuno con le OO che si imponga contro questo schifo, ma chi glielo fa fare specialmente se poi i giudici togati lo possono intimidire.

Mik ha detto...

...Oltre a modificare la rubrica in <>, con il chiaro intento di estendere la limitazione anche alle immagini, la legislazione in parola ha altresì inserito il comma sesto-bis che dispone:“E’ vietata la pubblicazione dell’immagine di persona privata della libertà personale ripresa mentre la stessa si trova sottoposta all’uso di manette ai polsi, ovvero ad altro mezzo di coercizione fisica, salvo che la persona vi consenta”.

Da: http://www.altalex.com/documents/news/2005/03/09/obbligo-del-segreto-e-divieto-di-pubblicazione-di-atti-e-di-immagini

Mik ha detto...

Potremmo anche parlare dei “Grandi Assenti”.
1) Il dna di Bossetti è stato preso in strada, con la scusa di un controllo con l’etilometro. Mai più analizzato, in situazione controllata, con prelievo in laboratorio. Non è che sia assente, viene citato nei titoli, ma poi manca nel prosieguo del film.
2) Marzio Capra parla di galline, uova e maionese, ma non consegna nulla di scritto.
3) Testimoni utili che non vengono sentiti, ma le shampiste sì. Mai ce ne fosse bisogno, dopotutto qualcuno poteva chiedersi come faceva B. ad avere quel colore da pollo arrosto.
4) Il mitocondriale, attore sostituito da uno stuntman chiamato R0a ( Rumeno o anonimo).
5) I campioni. I tessuti. Quelli con le tracce di dna. Non si sono presentati, ma lo avevano preannunciato da tempo.
6) Il cadavere. Però c’era una relazione.
7) Perizie psichiatriche. Si parla di un pedofilo assassino erotomane e sadico. Suppongo basti vederlo in faccia, le perizie non servono.
8) Le perizie del tribunale. No, si son date malate giusto in tempo. D’altronde si vede a occhio che ciò che doveva essere periziato, non sta bene. Mica c’è bisogno del dottore, per capire che l’iveco deve andare dal meccanico…il filmato saltellla che è un piacere.
9) Telese. Gli avranno detto che se si presentava ancora in aula…ma al posto suo, hanno mandato Abbate. Il giornalismo equidistante è salvo.
10) Le telecamere. Dopo avere inondato la televisione di filmati, di colloqui, interrogatori, arresto, hanno deciso di uscire dal tunnel dell’informazione tossica.
11) Le prove. Un poco sì e un poco no. Tutti si erano eccitati con la sabbia, fino a che questa è diventata un marciapiede.
12) La violenza, lo stupro. Grande assente.
13) Il sangue sui vestiti. Portato via dalle piogge incessanti, che non riescono a lavare il moccio dell’insegnante di ginnastica che rimane vilmente aggrappato al polsino. Certo che pulirsi il naso sul polsino della giacca, e neanche tua perdipiù…
14) Tra tutti i dna sul cadavere, grandi assenti i dna dei famigliari.
15) Le amiche.
16) Il telefono, che però lascia parti di sé, tra cui la SIM. Beh, verrebbe da dire che nella sim ci sia qualcosa che fa gioco all’assassino: una presenza, od una assenza.
17) Una ricostruzione di ciò che è avvenuto. C’è, in realtà. Purtroppo chi la doveva impersonare, ha sbagliato copione, e non se ne è ancora accorto.
18) Il coraggio. Di chi, lo indovinate, credo.
19) Il senso della legge di un ministro. O meglio, la conoscenza della medesima.
20) L’hacking team. Prima si danno tutti le pacche sulle spalle, poi non passano a prendere la medaglia. Esclusi per doping?
Bene, sono sicuro che manca altro. Vi prego di scusare il mio “tono di voce”, un poco canzonatorio, ma proprio attraverso questo tono di voce cui affido questo sfogo, vorrei sottolineare l’elemento surreale che è stato un vero protagonista in questa vicenda; non so se Bossetti sia innocente o colpevole. Non posso saperlo. Non posso sapere se l’accusa ha convinzioni derivate da prove collaterali, o non presentabili. Io, come tutti, tranne l’assassino. Lui, solo lui, sa. Qui, ho conosciuto persone di indubbio valore. Persone che si sono rivoltata la testa per capirci qualcosa, tutti, a parte qualche anonima voce che inneggiava alla ghigliottina preventiva. In calce, mi fa ridere essere tacciato di appartenere ad un covo di complottari che cercano sicurezza inventandosi un mondo che non esiste. Un poco di tristezza, forse, nell’accorgermi che chi accusa vive, e bene, tra e nei 20 punti qui sopra. Più le assenze che mi son sfuggite.

Mik

Vanna ha detto...

Aldo,
mi permetto di incollare questo tuo del 24 aprile 2016 all'una di notte che condivido:

"Un processo senza media dopo che la procura l'ha reso mediatico fino al giorno prima, i verbali segretati fino al 3 grado, sempreché in appello non si decida diversamente, la lettera di un omicida conclamato lasciate leggere in processo proprio alla prima udienza, sono tutti indizi, questi sì reali, che fin da subito il verdetto era già concordato a tavolino. Il collegio giudicante ha fatto solo il minimo indispensabile per salvare la faccia, ma di fatto ha lasciato all'accusa fare quello che voleva cioè carne da porco della vita privata dell'indagato e lanciare invettive sui consulenti della difesa. Come si può realisticamente pensare ad una assoluzione; bisogna proprio che tra i giudici popolare ci sia qualcuno con le OO che si imponga contro questo schifo, ma chi glielo fa fare specialmente se poi i giudici togati lo possono intimidire".

Vanna ha detto...

Gilberto,
la tua analisi potrebbe non essere messa in pratica proprio perché il processo a porte chiuse ha chiuso fin dall'inizio su altre possibilità.
Si sono accaniti intorno a un corollario di prove che non provavano nulla, tenendo distante altro.
SE si volevano aprire le porte, permettevano altre ipotesi, altre analisi, altre verifiche e indagini.
Troppo sicuri sono stati fin dall'inizio: ricordi il proclama di Alfano?
Tutto sarà rimpallato all'appello, alla cassazione, temo con lo stesso risultato, se le carte sono al chiuso e non si possono leggere.
Cosa c'è scritto su quelle carte che non deve essere visionato dalla difesa?
Ricordi le intercettazioni eliminate per volere di Napolitano?
Per questo dietro c'è qualcosa che non deve uscire fuori.
Affari di Stato?

Gilberto ha detto...

A Vanna (sarò più esplicito visto che le metafore non funzionano)

Quella di Mik è una sintesi incisiva e quasi completa. Manca l’aspetto più importante però, quello che volente o nolente forse costringerà qualcuno a far pendere diversamente l’ago della bilancia. Qui nel blog si continua a non capire che la chiave di tutto l’ambaradan è la paternità. In gioco non c’è più Bossetti… Il muratore è solo un incidente di percorso, un refuso insignificante. In gioco c’è il prestigio e la credibilità di tutto un sistema investigativo-scientifico. Lo ripeto sono persuaso che Massimo Bossetti sia figlio del padre legale Giovanni Bossetti. Se il fatto venisse certificato e acclarato presso l’opinione pubblica - che si beve regolarmente tutto quello che gli viene propinato - sarebbe uno scandalo che metterebbe in discussione carriere, ruoli e posizioni. Tutta la credibilità del sistema istituzionale-giudiziario ne uscirebbe a pezzi. La difesa non ha premuto sull’acceleratore, in certi casi non c’è bisogno di accordi formali, le cose si capiscono al volo e quel che conta è il risultato, non le si può dare torto... mettersi contro le istituzioni non è davvero possibile… Per questo la polvere sarà messa sotto il tappeto…

andres ha detto...

Il 23 aprile paolo ha consigliato di guardare questo:
http://chisigma51.blogspot.it/
L'ho letto oggi,avendone il tempo, perchè è lungo, e l'ho trovato interessante. Rilancio il consiglio di paolo.
Leggendolo, ho anche appreso del trasferimento di don Corinto. Ah! Chissà perchè, l'ho subito mentalmente associato al commento di Vanna, a quello di Aldo alla scomparsa mediatica di Telese , ai 18 giornalisti querelati da Lago e alla notizia, degli ultimi giorni, che l'Italia è scesa ancora nelle classifiche della libertà di stampa nel mondo, arrivando al 77° posto.
Ripeto le parole di Vanna:
"Per questo dietro c'è qualcosa che non deve uscire fuori.
Affari di Stato?"
Mi daranno della complottista.Ebbene sì, lo sono.

Luca Cheli ha detto...

Gilberto, guarda, vorrei proprio che tu avessi ragione, ma mi sorprende che proprio tu abbia di tali non dico certezze, ma convinte speranze.

Mi sorprende perché proprio il tuo ultimo articolo dice perché non può essere così.

Il DNA regna sovrano e tutto sarà costruito intorno a quello.

Come, sarà divertente scoprirlo.

Forse con una motivazione che rivaleggerà con le dimensioni (solo in senso numerico) tolstoiane di quella di Avetrana, perché bisognerà spiegare perché Bossetti girava come un "bird of prey" attorno alla palestra quando Yara la conosceva benissimo per essere pure stato visto in macchina assieme a lei mesi prima. Fosse successo a Milano si poteva dire che non trovava parcheggio, ma a Brembate è meno credibile.
Poi non la rapisce, non la violenta, ma la ammazza e la lascia (subito) in quel campo, dove né cani, né volontari, né elicotteri riusciranno a trovarla nell'arco di tre mesi a poche centinaia di metri da un luogo frequentatissimo, non in qualche plaga deserta dell'Arizona.

Ma che importa, c'è il DNA e non serve altro: tutto verrà piegato per adattarsi ad esso, in una sorta di concordanza forzata a posteriori degli indizi.

L'assenza del mitocondriale verrà liquidata o con qualche vago riferimento ad "anomalie di cui i CT dell'accusa e delle parti civili hanno dato ragione", ovvero, e magari anche, al "fatto" che esso non sia assente, bensì illeggibile.

Ma poi, soprattutto, si ribadirà che solo il DNA nucleare identifica univocamente un individuo, il che in questa situazione è come dire che solo la targa individua univocamente un'auto e non marca, modello o colore, e chissenefrega se l'imputato ha una piccola utilitaria bianca e qui tutti i testimoni hanno visto un grosso SUV nero, finchè c'è la targa dell'auto dell'imputato, la macchina deve essere la sua.

A tutto ciò aggiungo io la considerazione, cattiva, ma prodotta dall'osservazione della realtà dei casi mediatici, che in un caso di questa risonanza, con indagini durate anni, un sacco di soldi spesi e di reputazioni in gioco, l'imputato non può essere assolto, quantomeno in primo grado.

A conferma di ciò basta pensare ai "ragionamenti" tirati fuori per giustificare il mantenimento della custodia in carcere: vorrei sapere chi può seriamente pensare che un Bossetti ai domiciliari con il braccialetto elettronico, e le telecamere di CLV e QG davanti a casa sua 24X7, sarebbe stato a rischio reiterazione. Peraltro dopo non aver reiterato nei tre anni e mezzo di libertà dopo il delitto Gambirasio.

Come la classificate una cosa del genere? Motivazione?

Aspetto di sentire le arringhe della difesa, tuttavia ad oggi devo pure esprimere qualche considerazione negativa sulla difesa: io non ho visto una coerente strategia difensiva che approfondisse uno dei pur tanti elementi di dubbio che sono stati abbozzati.

Ma purtroppo, il punto è questo, solo abbozzatti, lumeggiati, nulla più.

Il paper di Fromkin, le mail di HT, la Brena e le amiche smemorate, le dichiarazioni mendaci del custode, l'uovo, la gallina e la maionese, tutto accennato, tutto abbozzato, mai seguito coerentemente fino in fondo.

Se il concetto strategico è quello di buttare in campo una congerie di possibili dubbi, una specie di "fog of war", che dovrebbe far pensare alla corte "ci sono troppe possibili aree grigie e quindi il dubbio sulla colpevolezza", beh dico che questo magari potrebbe funzionare con una giuria esclusivamente popolare che deve emettere un verdetto all'unanimità (stile USA), ma da noi, con i togati che dirigono l'orchestra, la probabilità di successo di una simile strategia sta, a parere mio, tra l'improbabile e l'impossibile.

Gilberto ha detto...

Luca
Credo che tu non abbia ancora letto il mio commento delle 12:11:00. Se vuoi fammi sapere cosa ne pensi. Comunque è vero c'è una (forse solo apparente)contraddizione con il mio ultimo articolo.

Aldo ha detto...

Se vogliamo/dobbiamo fare le pulci alla difesa, il primo da tirare in ballo è l'avvocato d'ufficio: quello che gli hanno assegnato subito (quindi non Salvagni ma la donna) e che, se era presente all'interrogatorio di garanzia, invece di consigliare il suo assistito di tacere, almeno fino a che non avesse preso visione della prove, gli ha invece praticamente detto "canta!", inguaiandolo all'inverosimile. Perché è proprio da quelle prime dichiarazioni, da quelle prime ricostruzioni fatte in buona fede da Bossetti sulla sua giornata.tipo che poi l'accusa ha avuto vita facile nell'appioppargli la nomea del bugiardo, o del "favola".
E non parliamo poi dello stratega che in autunno ha detto alla sorella di inventarsi i pestaggi.

Luca Cheli ha detto...

Gilberto,

certo che la questione paternità sconvolgerebbe tutto, a me però pare difficilmente credibile che la difesa stessa (che a quanto pare un proprio test l'ha fatto) si sia, come dire, accordata con la procura per sostenere un gioco delle parti del genere "va bene, in pubblico diremo che è così, però sappiamo tutti che non è così, e quindi ci aspettiamo un verdetto assolutorio".

Io sono abbastanza dietrologico (o complottista, per quelli che preferiscono questo termine), ma questo supera anche il mio livello.

Sono poi personalmente scettico che gli attori tutti di questo dramma, dai difensori alla pm, per non parlare di Bossetti, siano così controllati da portare avanti un gioco del genere con assoluta dissimulazione.

Senza contare che bisognerà pur dirlo anche alla Bertoja e alla sua "a latere" e a quel punto, sinceramente, o davvero siamo davanti ad una megamontatura tale da ricordare il meglio (o il peggio) dei "favolosi" anni 70, con P2, servizi deviati e quant'altro, oppure tutti gli attori di un simile teatrino rischierebbero conseguenze disciplinari o anche penali.

Scusami Gilberto, ma io non riesco a crederci, poi se succede prendo lezioni di scultura e ti faccio un monumento.

Gilberto ha detto...

Beh Luca, io non ho fatto una ricostruzione così particolareggiata, ho solo dato un input sotto forma ipotetica. Però ti invito ad osservare bene le fotografie, lascia perdere il Dna. Massimo non presenta alcuna somiglianza con Guerinoni, sono completamente diversi in ogni dettaglio del volto. Il muratore ha invece tutte le fattezze del padre legale (confrontando le fotografie di varie età anagrafiche che si trovano in rete). Personalmente mi fido ancora della mia vista, sono presbite ma non ancora miope. Ho appena rinnovato la patente e non ho prescrizione di occhiali. Se mi sbaglio farò un nuovo controllo della vista...

Biologo ha detto...

@Aldo
-scrive: Se vogliamo/dobbiamo fare le pulci alla difesa, il primo da tirare in ballo è l'avvocato d'ufficio: quello che gli hanno assegnato subito (quindi non Salvagni ma la donna) e che, se era presente all'interrogatorio di garanzia, invece di consigliare il suo assistito di tacere, almeno fino a che non avesse preso visione della prove, gli ha invece praticamente detto "canta!", inguaiandolo all'inverosimile.

Verissimo.
La trasmissione in tv degli audio degli interrogatori è stato un momento fondamentale della costruzione dell'immagine di Massimo Bossetti.

Ricordo con orrore quando nell'audio dell'interrogatorio si sentono il PM e l'ufficiale dell'Arma chiedere al Bossetti di spiegare perché sulla ragazzina è stato trovato sangue, "tanto sangue", quando in realtà poi si è scoperto in udienza che non è noto se la traccia è effettivamente dovuta a materiale ematico.

A quelle domande Massimo Bossetti, da ignorante in materia, comincia a fornire spiegazioni assurde come quella dell'epistassi e dei fazzolettini prelevati dai rifiuti, oppure degli attrezzi rubati.

Un avvocato attento, se l'avesse indotto a tacere, gli avrebbe evitato di fare la pessima impressione che ha fatto nel tentativo di giustificare qualcosa che poi non è stato confermato dagli esami scientifici.

Biologo ha detto...

@andres
-scrive: Il 23 aprile paolo ha consigliato di guardare questo:
http://chisigma51.blogspot.it/
L'ho letto oggi,avendone il tempo, perchè è lungo, e l'ho trovato interessante.


Anch'io l'ho trovato estremamente interessante. L'impegno dell'autore che ha percorso centinaia di chilometri per fare le misurazioni di persona è veramente lodevole.

Però, nonostante le mie conoscenze non particolarmente avanzate di teoria delle ombre, non posso non evidenziare che, purtroppo, c'è un errore di calcolo piuttosto evidente.
Quando l'autore scrive:

il calcolo non e' difficile ed e' alla portata di un bravo studente di terza media... se il cancello alto 1.65 m proietta un'ombra di 5.59 m, allora un oggetto alto 2,28 m proiettera' un'ombra di 7,72 m

Commette l'errore di utilizzare, impropriamente, la formula

x = (559 * 228) / 165

senza tener conto che l'oggetto alto 165 cm e quello alto 228 cm sono distanze diverse dalla sorgente luminosa.
Essendo a due distanze differenti dalla sorgente luminosa, cambiamo gli angoli alla sorgente tra la normale al piano su cui sono proiettate le ombre e il raggio luminoso che incide sul punto dell'oggetto che determina il punto più "distante" dell'ombra.

Vanna ha detto...

Gilberto,
anche per me M. Bossetti assomiglia a Giovanni non a Guerinoni, la sorella forse potrebbe assomigliargli, se la chiacchiera è vera, i gemelli potrebbero essere stati concepiti a breve spazio con due ovuli differenti, può accadere, già lo scrissi tempo fa, bisognerebbe indagare se nelle famiglie Arzuffi, Bossetti, Guerinoni ci sono i gemelli, se sì potrebbe essere quella la linea genetica da seguire.
La butto lì come viene, per me a Guerinoni assomiglia di più F. Gambirasio, ma le somiglianze sono soggettive inoltre possono riferirsi ai nonni.
Ma torniamo a quello che ipotizzi: “il sistema istituzionale-giudiziario”-investigativo, aggiungo, “ uscirebbe a pezzi” se la paternità fosse legale.
Gilberto a guardar bene quel sistema non esce integro comunque, anche se B. fosse colpevole tutta la metodologia, chiamiamola così, usata in questo caso, è stata ripetitiva nel proporre la stessa musica e non nel verificare l’altro e l’oltre. E questo la dice lunga su un modo di procedere che potrebbe apparire poco professionale ma invece potrebbe essere andata così proprio per creare confusione, tamtam, darsi da fare tanto per non fare niente ma per farsi vedere. In definitiva tutti hanno continuato a farsi i fatti propri e, se pure sono stati indagati, lo sono stati al’acqua di rose, liberi come fringuelli e scagionati, solo uno sta sempre lì in galera.
Inoltre, se fosse così, il processo sarebbe stato falsato fin dal suo avvio e quindi ci sarebbe una correità, una disonestà di fondo terribile. Inoltre, se ci fosse un patto sotto sotto per non rivelare le procedure scorrette e dissennate, non si può assolvere il M.B. e defilarsi.
MB deve uscire colpevole fino a quando, dopo qualche anno, si possano perdere le memorie e magari metterlo in libertà per buon comportamento.
Mai diranno che il sistema ha fatto degli errori, per me persevereranno a tenerlo dentro.
E allora torno al mio pensiero di sempre: dietro c’è altro che non dovrà uscire che coinvolge troppi e troppo.
Insomma, qualcosa tipo il 3° segreto di Fatima che dopo cent’anni e parecchi papi, ancora non si rende pubblico.

Mik ha detto...

"Nel giugno 2014 un rapporto dell'Università di Toronto espose dettagliatamente l'architettura e la funzionalità del software Remote Control System (RCS) di Hacking Team."
Con un poco di pazienza, leggete le mail dal 2.013 secondo semestre. Scavate fra i nomi dei referenti. Tutto insabbiato...e quante coincidenze. Sai quante teste saltavano...Salvagni non e' stupido. E ha fatto bene a essere così mediaticamente presente. Di pelle, ne abbiamo una.

Vanna ha detto...

Mik,
dove leggere " le mail dal 2.13 secondo semestre"?

Non ho capito: "...Salvagni non e' stupido. E ha fatto bene a essere così mediaticamente presente. Di pelle, ne abbiamo una."
Cioè essere presente a livello mediatico gli ha salvato la pelle?
Perché?
Puoi spiegare? Grazie.

Mik ha detto...

https://wikileaks.org/hackingteam/emails/
Fai riferimento soprattutto a quando hanno cercato appoggi presso autorità varie.

Nautilina ha detto...


Biologo,
hai scritto:
"Ricordo con orrore quando nell'audio dell'interrogatorio si sentono il PM e l'ufficiale dell'Arma chiedere al Bossetti di spiegare perché sulla ragazzina è stato trovato sangue, "tanto sangue", quando in realtà poi si è scoperto in udienza che non è noto se la traccia è effettivamente dovuta a materiale ematico.

A quelle domande Massimo Bossetti, da ignorante in materia, comincia a fornire spiegazioni assurde come quella dell'epistassi e dei fazzolettini prelevati dai rifiuti, oppure degli attrezzi rubati."

E gli rispondono più o meno così (vado a memoria):"No, sig. Bossetti, guardi che non funziona così, ci vorrebbe troppo sangue, a meno che non le abbiano prelevato una siringa..."
Dialogo sconvolgente che però, a ripensarci ora, potrebbe giocare a favore di Bossetti. Infatti, se avesse ucciso lui Yara, non sarebbe caduto in quel tranello, ben sapendo che su slip e leggings della bambina non ci poteva essere il suo sangue.
Oppure al contrario, ben sapendo che il suo sangue c'era, non avrebbe mai detto agli inquirenti che soffriva di frequenti epistassi, perché così dava loro un comodo appiglio per accusarlo.
Inoltre, se il feritore avesse avuto un'epistassi oppure si fosse tagliato una mano mentre seviziava la ragazza, le gocce sarebbero schizzate ovunque addosso a Yara, non solo in alcuni punti circoscritti intorno al taglio (e col senno di poi non sarebbe certo mancato il DNA mitocondriale, dato che il sangue è ricco di globuli bianchi nucleati).
Per cui non aveva proprio senso parlare di taglierino macchiato o di panno intriso del suo sangue, da parte del Bossetti, se fosse stato attore di quella dinamica del delitto.
Ma in quei momenti tutto quello che diceva si rivoltava contro di lui.

Mik ha detto...

Buongiorno a tutti, Una breve precisazione relativa alla mia precedente email che sia stata mal compresa.Io invito solo il board a riflettere sulle implicazioni di non rispettare un impegno contrattuale assunto precedentemente al famoso provvedimento MISE; stiamo esponendo l'azienda a dover rimborsare il cliente e forse a riconoscergli dei danni sulla base di un provvedimento lacunoso e su cui i legali della societa hanno espresso riserve di forma e sostanza.Sul piano istituzionale come David sa la nota che ho predisposto domenica scorsa mi serve a perorare la ns causa a livello di vari ministeri; vedremo gli eventuali frutti ma la pista istituzionale resta quella prioritaria.Conclusione non sto affatto proponendo di violare la legge ma vorrei evitare interpretazioni eccessivamente rigide della norma visto che ci troviamo in una situazione sui generis. Non dimentichiamo inoltre che gli amministratori debbono servire l'interesse aziendale e se possibile la sua continuita.Buona giornata,Envoyé de mon iPh

Mik ha detto...

http://www.huffingtonpost.it/2015/07/10/hacking-team-salvata-palazzo-chigi-rapporti-vertici-governo_n_7768788.html

Successivamente, a luglio del 2-015 compare sui giornali la notizia della vendita di alcuni programmi a "gruppi terroristici". Peraltro, leggendo per benino, si capisce come il prodotto non sia stabilissimo, ed esigua continua manutenzione. Incredibile che lo stato sia legato ad un fornitore privato di "intelligence".

Biologo ha detto...

@Nautilina
-scrive: Dialogo sconvolgente che però, a ripensarci ora, potrebbe giocare a favore di Bossetti. Infatti, se avesse ucciso lui Yara, non sarebbe caduto in quel tranello, ben sapendo che su slip e leggings della bambina non ci poteva essere il suo sangue.
Oppure al contrario, ben sapendo che il suo sangue c'era, non avrebbe mai detto agli inquirenti che soffriva di frequenti epistassi, perché così dava loro un comodo appiglio per accusarlo.


Vero!
Importante riflessione. C'è da sperare che sia stata fatta anche dalla Corte!

Mik ha detto...

E per finire: come da leggi italiane, é perfettamente legale utilizzare delle società private per servizi di intelligence, ma se questi "servizi" non sono stati preventivamente autorizzati ricadono sotto la dicitura "investigazioni preliminari", e non possono entrare negli atti processuali in alcun modo.
Collezione di articoli a proposito di H.T., e una mail:
https://wikileaks.org/hackingteam/emails/emailid/68332
https://citizenlab.org/2015/08/what-we-know-about-the-south-korea-niss-use-of-hacking-teams-rcs/
https://citizenlab.org/2015/03/hacking-team-reloaded-us-based-ethiopian-journalists-targeted-spyware/
https://citizenlab.org/2015/03/open-letter-hacking-team-march-2015/
https://theintercept.com/2014/10/30/hacking-team/
https://citizenlab.org/2014/02/mapping-hacking-teams-untraceable-spyware/
http://www.repubblica.it/tecnologia/2015/07/10/news/servizi_segreti_forze_dell_ordine_e_politici_nelle_mail_riservate_dell_hacking_team-118794772/
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/22/hacking-team-il-governo-conferma-la-revoca-dellautorizzazione-globale-del-software-spia-ma-tace-su-egitto-e-regeni/2662792/
http://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2016/04/21/news/hacking_team_revocata_licenza_di_distribuzione_internazionale_del_software_spia_galileo-138087996/
http://www.ecodibergamo.it/stories/bergamo-citta/bossetti-spiato-da-un-hacking-teame-la-difesa-parla-di-un-dna-artificiale_1170177_11/
http://attivissimo.blogspot.it/2015/07/hacking-team-il-giorno-dopo.html

In definitiva: le autorità utilizzavano i servigi di un'azienda che manteneva rapporti (vendita e manutenzione pacchetti software) anche con stati "non amici"- il MISE aveva posto una pezza a questa situazione, imponendo un preventivo benestare ad ogni vendita\transazione con stati extra UE. Tramite attività di lobby che coinvolsero "alte cariche", questa limitazione venne revocata, per poi tornare ad oggi operativa. Figurarsi se potevano accettare l'entrata di evidenze legate ai servigi di H.T. nel processo "Bossetti" .
http://formiche.net/2015/07/14/hacking-team-cosa-davvero-successo-servizi-mise-palazzo-chigi/
Si noti che tutto quanto descritto negli articoli linkati, parte dall'estate del 2.014.

M.


andres ha detto...

Segnalo e raccomando vivamente questo video:
https://www.youtube.com/watch?v=pfzoajA4ivg

Vanna ha detto...

Andres, grazie!
Ho seguito con stupore il video che hai postato.
Stupore perché quello che qui si è ipotizzato è stato detto e ripetuto più volte per iscritto, vederlo e ascoltarlo è un'altra cosa, diventa un racconto fruibile nella sua organicità e credibile soprattutto.
L'ipotesi di Gilberto che MgB possa non venire condannato proprio in base al marcio che c'è dietro e nel video si può vedere, ci potrebbe stare...
Ormai è uscito e sta uscendo talmente tanto, vedi i link che ha postato Mik, che non si può più mettere la testa dentro la sabbia... poi penso all'aereo abbattuto nel cielo di Ustica..., alla morte di Moro,... di Pasolini,... alle liquidazioni e pensioni d'oro e alla miseria delle altre.., allo spread..., ai tagli alla Sanità..., alla terra dei fuochi..., alle trivellazioni..., e mi fermo qui, per non rendere questa macedonia indigesta e velenosa... di cosa ancora dobbiamo stupirci, cosa ancora dobbiamo aspettarci?
La libertà per B,? Magari, ma non ci credo, visti gli ingredienti della macedonia sempre uguali, si persevera nello spettacolo recitato da persone sempre uguali, nuove e antiche che recitano non con le maschere di terracotta che si possono frantumare, no con quelle di bronzo che durano di più e luccicano sempre, guarda i bronzi di Riace .
E lo stupore diviene amarezza.

andres ha detto...

Infatti Vanna. Hai descritto quello che si prova, perfettamente.

Bruno ha detto...

@ Andres, grazie, ho visto il video. Molto interessante è dir poco. Ricordo Annika, la prima di tutti che qualche anno fà scriveva in questo Sito che il DNA non poteva resistere in quelle condizioni 15 giorni. Per me in quel post è iniziato un nuovo percorso. Chissà se qualcuno della corte vedrà questo video. Ma in primis c'è Volandocontrovento di Massimo Prati che seguo da tantissimo tempo e che ci permette di trovare notizie imparziali e considerazioni molto approfondite inoltre a cornice della questione Bossetti interessanti anche i video di Paolo Amaro.

Mik ha detto...

Il video é interessante, ma non convince. Tutta la parte relativa al trasporto nel cantiere di Mapello, il trasporto della salma sul campo é veramente buffa. Non mi viene altro. Tu trasporti un cadavere di tre mesi prendendolo per polsi e caviglie? Prendo un maiale, me lo tengo nel gabbiotto degli attrezzi per tre mesi, prendo chi ha fatto il video e gli dico "Prendilo per le zampe e mettimelo nell'orto". Voi dite che ce la fa? Quindi, no: nell'ultima parte la ricostruzione é una favola.
Anche l'idea della permanenza del cadavere nel cantiere per mesi, é tirata per i capelli. L'unico pregio sta nel tentativo di comprensione della posizione dell'istruttrice, comunque sbagliando i tempi. A meno che non diciamo che ha mentito il testimone che racconta dell'incontro con Yara nell'atrio della palestra. Trovo persin più logica la ricostruzione di Paolo Amaro, il che é tutto dire.
Stiamo ai fatti? Vi invito a leggere per bene i link postati più sopra, dal PRIMO (importantissimo) all'ultimo. E di collegarli alle esternazioni urbi et orbi del ministro degli affari suoi. Con un poco di pazienza ( é noioso, lo so) vi verranno fuori tutti i nomi da"proteggere", dal primo all'ultimo. Tutto collegato, LOPAV, L'Aquila, intercettazioni, Bisignani, Lobby, rischio di affidarsi a degli avventurieri, figure di merda internazionali, MISE. Bossetti é l'utile pirla, da una parte, con il rischio di trasformarsi in una bomba politica dall'altra. Con questo, sono sicuro che ai tempi dell'intervento del MISE, parecchi soldi abbiano cambiato tasca.
Bossetti é un danno collaterale.

Mik ha detto...

In ultimo, io sto dalla parte di una bambina di tredici anni e dei suoi genitori. Di una bimba di cui le amiche non si ricordano, di una bimba che aveva dei libri sul bullismo. Cari inquisitori di stato, vi siete persa la possibilità di dare una punizione esemplare a un sacco di persone. A volte le punizioni sono sane, aiutano chi rimane a rendersi conto della merda che é, e migliorare il proprio stato di scimmia automatica. Procuratore Ruggeri! Il colpevole, ha diritto di essere punito! Scusate le parolacce, Ruggeri soprattutto potevo anche non invocarla.

PINO ha detto...

X ANDRES

Ho registrato attentamente quanto proposto dal contenuto del video di cui hai postato il link.
dirò che è semplicemente sconvolgente!
Ne riporterò le mie modeste deduzioni, appena il tempo me lo consentirà, dopo essermi tenuto, di proposito, fuori da essenziali confronti.
Pino

andres ha detto...

@ Bruno
il mio percorso in questo caso è stato uguale al tuo. Non mi ricordo neanche perchè sono capitata in Volandocontrovento, e gli articoli di Prati insieme agli interventi di Annika, sono stati un'illuminazione.
@ Pino
è un approccio giustissimo.
@ Mik
Capisco che ci siano dei punti discutibili,e anche tirati per i capelli, ma secondo me, il filmato è di grande suggestione, con punti molto molto credibili, e con collegamenti, sostenuti anche in queste pagine.
Mi posso immedesimare in una persona che finora sia stata informata solo dalla
televisione,guardando programmi a senso unico, e che si imbatta in un filmato così incisivo.Le immagini sono molto più immediatamente coinvolgenti delle parole o di uno scritto.
Sinceramente non ho ancora letto i link, perchè mi sono un pò bloccata dalla loro mole,però mi riprometto di farlo, con il tempo e la calma che ci vuole.
Non ho dubbi che vengano fuori nomi, affari, marcio e merda.
Nella mia vita ho partecipato, lottato e sperato tanto. Ora non mi illudo più.
E' brutto dirlo propio il 25 aprile!
Scrivi- "Bossetti é l'utile pirla, da una parte, con il rischio di trasformarsi in una bomba politica dall'altra. Con questo, sono sicuro che ai tempi dell'intervento del MISE, parecchi soldi abbiano cambiato tasca.
Bossetti é un danno collaterale." Nel senso che serviva a una grandiosa distrazione di massa? A un ministro con la m minuscola, abbastanza incasinato e
stimato pochissimo all'epoca, per vare ca@@ate fatte?
Ancora più che allora, adesso il caso Bossetti rischia di trasformarsi in una bomba politica. Per questo,se gli va di lusso, verrà liberato quando tutto sarà finito nel dimenticatoio. Non oggi.
Infine sono pienamente daccordo sull'ultimo tuo post. Che tristezza!


andres ha detto...

@Mik
c'è chi sostiene che questi eclatanti fatti di cronaca nera,con cui veniamo bombardati tutto il giorno tutti i giorni nelle televisioni, non siano altro che
l'equivalente delle stragi degli anni 70. Strumenti.

Vanna ha detto...

Andres, condivido!
Pino ciao!
Bentornato!

Paolo A ha detto...

Il video postato da andreas non è per nulla convincente perché parte da una interpretazione del delitto con uno scenario simil-Avetrana, ma da quello che risulta dal processo il delitto, o meglio il corpo raccontano una storia diversa.

Yara è stata seviziata dopo spogliata, i segni sul corpo non sono graffi, ma tagli, tagli sparsi ovunque, per esempio il cadavere presentava un taglio dal seno sinistro sino all'ombelico e questo è uno dei tanti.

Inoltre, trascinare per i polsi il cadavere in uno stato di decomposizione così avanzato è praticamente impossibile e ci sarebbero comunque tracce di questo trascinamento, più semplice portarlo avvolto in un tappeto, coperta, moquette o altro e poi srotolarla nel campo; anche la questione delle braccia sollevate potrebbe essere un depistaggio, oppure il cadavere una volta srotolato è stato trascinato per le braccia per un tratto brevissimo per posizionarlo meglio secondo le intenzioni di chi ce l'ha portato.

Anche l'ipotesi dell'omicidio avvenuto nella palestra è molto poco compatibile con quello che ci racconta il corpo, gli atti di bullismo possono anche portare alla morte della vittima, ma non credo che si possa catalogare tra gli atti di bullismo il legare la vittima e tagliuzzarla con uno o più coltelli; quello avvenuto a Yara è qualcosa che fa venire alla mente i delitti maniacali o comunque commesso da uno o più soggetti con forti componenti sadiche.

Comunque una cosa interessante sono le motivazioni con la quale la corte ha rigettato la richiesta di nuove perizie. Cosa ne pensate?


Paolo ha detto...

Dimenticavo, legato probabilmente al rigetto delle nuove perizie, segnalo quest'articolo della Ubbiali: http://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/16_aprile_24/yara-delitto-senza-storiail-movente-resta-mistero-5fe1f20a-0a2f-11e6-b6e3-5a67b8a1023d.shtml

Interessante perché scritto da una giornalista che si è distinta per una cronaca del processo assolutamente parziale e "filoprocura" sempre e comunque. Che abbia preso coscienza, alla fine, che il processo si regge sul niente, oppure è una resipiscenza finale in vista di una sentenza di assoluzione.

Anonimo ha detto...

Salve a tutti.

CONGIURA -- s. f. [der. di congiurare]. – Patto segreto, e per lo più confermato da giuramento, fra persone che s’accordano a rovesciare l’ordinamento di uno stato e chi lo rappresenta: fare, ordire, tramare una c.; scoprire, sventare una c.; la c. di Catilina, la c. dei Pazzi, ecc.; c. di palazzo, a cui prendono parte i membri stessi della corte sovrana o principesca (o, fig., alte personalità vicine all’uomo politico, al regime, al gruppo di potere che si vuole rovesciare). Per estens., anche contro altri ordinamenti o istituzioni; macchinazione, complotto a danno di altri; talora scherz.: mi volete trattenere qui per forza? ma questa è una congiura! In partic., c. del silenzio, proposito deliberato e concorde (anche se non preceduto da vero e proprio accordo) di non parlare di una persona e delle sue opere e imprese, o, in genere, di tacere su qualche argomento.

Max ssempliciotto.

Anonimo ha detto...

Salve a tutti.

SE Bossetti riesce ad arrivare vivo al 2017.... le stelle volgeranno a suo favore.
il problema è che ha un tremendo fine 2016..... chi vivrà vedrà.
CONFIDO.

CONFIDARE -- v. intr. e tr. [rifacimento del lat. confidĕre secondo fidare e sim.].

1. intr. (aus. avere) Avere piena fiducia: c. in Dio, nella propria stella, nelle proprie capacità, nel tempo, nella clemenza dei giudici; confido in voi; confido nella tua comprensione; confidava solo nelle proprie forze. Seguìto da che o di, avere buona speranza: confidava di riuscire; confido che egli saprà tacere.

2. intr. pron.

a. raro o ant. Seguito dalle prep. in o di, fidarsi, aver fiducia: confidatevi in noi; un monaco bolognese, di cui egli molto si confidava (Boccaccio). OMISSIS.

MAX Sempliciotto.

Dudu' ha detto...

Condivido un pò tutti.
Per le tante incongruemze che non possono non essere emerse nel processo (dove sono le fibre dei vestiti di Y sulle ferite?),la ricostruzione annaspa.
Bossetti potrebbe essere assolto per insufficenza di prove.
Le continue integrazioni chieste dalla pm mostrano gravi lacune investigative. Altro risulta nettamente strumentale. La perizia sulle misure dell'autocarro mi sembra non decisiva in quanto è emerso che era un percorso quotidiano. Anche la perizia dna ha dei problemi oggettivi,sono trascorsi 5 anni,altre tracce potrebbero con alte provabilità rimandare risultati deficitari.
Le fibre sulle ferite non rimandano a vestiti del Bossetti ne all'autocarro. La sera dell'aggressione sembra piovesse,una aggressione in campo libero avrebbe dovuto far trovare tracce di terra ed erba sui vestiti e sotto i vestiti. Una aggressione di questo tipo avrebbe portato Bossetti rientrare a casa sporco e insanguinato. Qualsiasi persona con una cultura minima scolastica sà che un cadavere sotto la pioggia neve brina ghiaccio e qualche giorno di sereno poteva solo far putreficare il cadavere. Nel dibattimento non si è raggiunta la certezza che il cadavere fosse lì da 3 mesi, Il dibattimento non ha chiarito dov'è scomparsa Yara,però ha delineato un orario abbastanza preciso dell'orario della sua scomparsa.
Il dibattito non ha prodotto il risultato sperato dalla procura,è emersa la figura di un padre marito molto abitudinario,è emerso anche che la vita sessuale di Bossetti rientra in una classica sessualità senza vizi, se non preferire, come tanti, un corpo depilato,quasi sicuramente anche lui si depilava. Le 4/5 lettere che la procura ha chiesto venissero acquisite sembra abbiano irritato la Bertoja, poco gradite (avrebbe detto in aula alla pm : "e basta !!"

Le celle indicherebbero che alle 18.30 circa il cellulare di Bossetti avrebbe forse potuto essere in zona, ma nessun altro elemento lo supporta (testimoni,video) ,Bossetti poteva essere in procinto di tornare a casa,o esserci. Le analisi sul dna hanno mostrato problemi tecnici insuperabili, e hanno mostrato che l'intero faldone dedicato non ha elementi certi per fare di quel dna una prova forense, in primis non è stata individuata l'origine di provenienza. Già la seconda analisi (schifo che avrebbe rimandato a 26 marcatori ?)ha mostrato problemi.

Biologo
Qual'è la ragione che ti porta credere Bossetti figlio di Guerinoni?
La ragione mia è che l'accusa teme quel confronto auspicato dal giudice fin dal primo ricorso,quale altro motivo si potrebbe ipotizzare nel non volere approfondire?
Se ci fosse questa certezza per l'accusa ,non avrebbe il suo forte peso nel giudizio?perchè opporsi?

Paolo
La Ubbiali sembra avere maturato dei dubbi ,più che certezze,ma non mi fido,se venisse condannato tornerebbe in fretta e furia scrivere le stesse cose dei primi articoli.

Qualora la corte lo condannasse ,vorrebbe dire che chiude gli occhi su tutto e rimanda a posteri le responsabilità ma non lo credo, la pm ha fatto troppe figuracce davanti la stessa.,ultima quella di presentare l'entomopatologo all'ultimo minuto insieme alle lettere.
Ricordiamoci che a domanda precisa della Ranalletta sulle fibre nelle ferite non ha saputo rispondere la Cattaneo (quella che in aula ha detto che un corpo dovrebbe portare traccia di altri ambienti !),tanto meno la pm. Venne riportato da Sulas presente in aula.
Sulas a differenza della Ubbiali ha reso pubbliche molte incongruenze, gliene dò atto.

Dudu' ha detto...

Paolo A
".. per esempio il cadavere presentava un taglio dal seno sinistro sino all'ombelico e questo è uno dei tanti..."

Quel taglio doveva inevitabilmente tagliare la spallina del reggiseno, o l'aggressore avrebbe sollevato delicatamente il reggiseno nel tentativo di straziare quel corpo ?
Stesso per i tagli che avrebbero straziato schiena e parte dei glutei che doveva coinvolgere mutandine e leggings,opera di un sadico? Lo sospetto anch'io
O di chi provava un grande odio (gelosia?) per la ginnasta,ma ci sono troppe forze in campo far preferire altra pista,qualcosa di molto più oscuro.

Dudu' ha detto...

Paolo A
Il taglio sull'addome mi risulta partisse dalla spalla sx,,non dal seno ,per finire all'ombelico.
Un altro sotto l'ascella,anche questo parla di un corpo nudo,avrebbe coinvolto anche lì il reggiseno, o anche lì è stato sollevato delicatamente ?
Se le ferite inferte sono per la procura inferte rincorrendo la vittima,la procura avrebbe dimenticato che la vittima era vestita,con giubbotto, decisamente fantozziano.

Dan F. ha detto...

Da quanto so non esiste più l'assoluzione per insufficienza di prove (che, se ci pensate bene, è una formula contraddittoria) per cui MGB o verrà assolto oppure no: credo che verrà condannato in questo primo grado, francamente non credo nel colpo di scena di una assoluzione perché, vedendo le cose con distacco, non c'è nulla che abbia messo in discussione il DNA nucleare, quello che identifica una persona. Per un giudice il resto sono dettagli tecnici e cavilli di consulenti pro parte.

Non c'è stato un chiaro, esplicito e razionale discorso che abbia spiegato, in via ipotetica e nel processo, come mai quel DNA nucleare si trovasse sui resti di Yara senza che Bossetti sia venuto a contatto con Yara, o che spieghi con la medesima chiarezza che non poteva esserci a meno di un gesto fraudolento da parte di qualcuno.

Luca Cheli ha detto...

Direi che condivido.

Preciso solo che il comma secondo dell'articolo 530 del cpp prevede che il giudice pronunzi sentenza di assoluzione anche quando la prova manca o è insufficiente o contraddittoria.
Anche se impropriamente da un punto di puro diritto, tale comma è spesso visto come l'equivalente della vecchia insufficienza di prove, e comunque parla esplicitamente di prova insufficiente o contraddittoria.

A leggersi le ragioni in base alle quali le perizie richieste sono state respinte, direi che a rigor di logica emerge che la corte non ritiene attendibili o conferenti fibre e microsferule metalliche.

Più difficile interpretare il riferimento all'inutilità di ulteriore perizia sull'ora della morte: in linea di principio potrebbe voler dire addirittura che la corte accetta l'idea che Yara possa essere morta in un giorno diverso da quello della sua scomparsa, il che aprirebbe la porta a scenari fin qui poco esplorati.
Dubito però che vadano così lontano, anche perché lo scenario si sfocherebbe ancora di più attorno a Bossetti.

Resta il DNA.

Ora, anche io dubito molto, molto fortemente che la corte possa dichiararlo contraddittorio per la questione del mitocondriale: ci passeranno sopra e lo useranno come prova decisiva.

A stretto rigore la Cassazione ha detto che il DNA (quando segue tutti i protocolli, numero di amplificazioni, etc) è prova e non indizio, ma in questo caso che cosa prova?

Un contatto più o meno intimo tra Bossetti e Yara (se lo si assume genuino e valido, chiaramente) e non certo l'atto omicidiario (peraltro indirettamente omicidiario), quindi con rispetto ad esso non potrà che svolgere la funzione d'indizio.

A questo punto sarebbe interessante sapere se la corte riterrà attendibile quell'unica testimonianza di una precedente conoscenza tra l'imputato e la vittima.

Se sì (lo dico solo per necessità di esposizione, non ci credo e mi dà anche fastidio scriverlo), per stretta coerenza logica, si potrebbe anche immaginare uno scenario in cui MGB e Yara hanno un appuntamento ed un fugace contatto sul suo autocarro e poi si separano: in questo scenario Bossetti sarebbe del tutto innocente (per l'omicidio e connessi almeno) e andrebbe assolto in un'ottica da 530 comma 2.
I veri colpevoli sarebbero ad oggi ignoti ed avrebbero assalito Yara dopo che lei e Bossetti si erano separati.

Ma per come funzionano i processi indiziari in Italia (e non solo) la logica seguita sarà un'altra: o si conoscevano già e Bossetti osa e Yara lo respinge e segue tutto quel che segue (lascio alla fantasia della corte spiegare la tipologia delle ferite), ovvero non si conoscevano e Bossetti è un puro e semplice arrapato sessomane, magari con qualche predilezione per le giovinette, l'approccio va male e segue quel che segue.

Non so come argomenteranno sulle celle telefoniche, non so nemmeno se argomenteranno sul giubbotto seminuovo a fronte di leggins in ben altre condizioni, sulle ricerche che non hanno trovato il corpo, sui cani molecolari, il cantiere, etc. etc.
Ma come dimostra Avetrana, una motivazione, anche bella lunga, la si trova sempre.

Poi sarei lieto di essere smentito e leggere una sentenza che si appoggia sulle tante aree grigie per dire che la prova è insufficiente o contraddittoria.

Ma non ci credo.

Dan F. ha detto...

A me il concetto di "prova" in ambito giuridico ha sempre fatto impazzire, così come quello di "ragionevole dubbio": mi par chiaro che una prova può essere tale in dipendenza dal contesto, ed il DNA in primis. Trovare un DNA nello sperma in una donna stuprata e uccisa è un conto, trovare invece micro quantità di DNA su di un indumento, dopo 3 mesi dal presunto decesso, senza altre traccia di alcun genere, DNA o altro, per me non prova nulla se non, forse, un qualche contatto tra imputato e vittima o un contatto avvenuto tramite un mezzo intermedio (fraudolento o no che sia). Nel caso in questione non prova affatto che Bossetti abbia ucciso Yara se non, e anche questo molto discutibilmente, che ha avuto un contatto col suo corpo o indumento in un momento X dalla sua scomparsa al suo ritrovamento (o forse anche prima della sua scomparsa come vale per l'istruttrice).

Paolo A ha detto...

Il diavolo si annida nei dettagli, l'assoluzione per insufficienza di prove in questo processo è molto probabile, se si prendono i singoli punti portati dall'accusa risultano tutti o quasi tutti smontati nel processo.

Vi ricordate che nelle prime udienze sia la Cattaneo che i RIS dissero che il terreno sotto il corpo di Yara non era stato prelevato, vi ricordate che avevo postato dei link con immagini del luogo dove il corpo di Yara era stato deposto con una evidente traccia di scavo e con l'asportazione del terreno, ora abbiamo anche la prova documentale che non solo il terreno è stato prelevato, ma anche analizzato alla ricerca del DNA mitocondriale della vittima.

Grazie a Dan F. abbiamo la tabella dei DNA mitocondriali postati in : https://mega.nz/#!YEMVwaZQ!h-PcqvXu0NnC0XVYICudd9HACgLllxVniRtTr7s2vsE

Leggete attentamente la colonna che indica i reperti della tabella e troverete due analisi da setacciatura terreno, in particolare la sesta e la settima riga; quindi abbiamo che i consulenti dell'accusa hanno mentito per quanto riguarda il prelievo del terreno e poi, che il terreno sotto il cadavere non conteneva il sangue della vittima, infatti gli Hg trovati nel terreno sono differenti da quelli di Yara e questo è coerente con la mancanza di sangue negli indumenti e con la ricostruzione del delitto fatta dalla difesa.

In caso di una condanna come giustificherebbe la corte una cosa di questo genere, mi pare piuttosto improbabile che si sorvoli su una cosa del genere.

Paolo A ha detto...

Ps: Anche l'esame degli indumenti, felpa , maglietta non presentano il DNA mitocondriale di Yara, solo la traccia 31g20 contiene il DNA mitocondriale. Strano!!!!

TommyS. ha detto...

Paolo A

La Cattaneo in udienza non ha detto che non fu asportato il terreno sottostante il cadavere, ma semplicemente che nessuno del suo team l'aveva analizzato alla ricerca di sangue. Che fosse stato prelevato era evidente dal filmato dell'ECO, filmato girato solamente il giorno dopo il ritrovamento.

In ogni caso sotto il cadavere rinvennero dei germogli color viola, se ricordo bene, identici a quelli presenti a lato del corpo (lo dice proprio la Cattaneo nel video del sopralluogo del 26/02). Segno evidente, a mio parere, che quel cadavere non è stato in quel punto del campo per ben tre mesi.

Paolo A ha detto...

TommyS

Hai ragione, avevo capito che non fosse stato asportato il terreno sotto il cadavere, ma comunque il PM ha detto una cosa sbagliata, la tabella contiene l'analisi del terreno alla ricerca di DNA mitocondriale e non si è trovato, quindi il terreno è stato analizzato eccome; non solo, il DNA mitocondriale di Yara non è stato trovato neppure sugli indumenti e quindi questi non presentavano tracce di sangue. A questo punto, quello che era l'ipotesi della difesa, circa un'aggressione avvenuta in un posto differente dal Campo di Chignolo è una certezza.

Nautilina ha detto...

Dudù,
la sera del 26 novembre non pioveva. Altrimenti Yara sarebbe uscita con l'ombrello oppure si sarebbe fatta venire a prendere, perché di certo non poteva camminare dieci minuti sotto l'acqua gelida. Ma so che aveva piovuto nei giorni precedenti, per cui il terreno dei campi doveva essere bagnato e pieno di pozzanghere, soprattutto quello di Chignolo che all'epoca era incolto, con buche, avvallamenti e rovi.
Anch'io Dudù ho sempre considerato importante questo punto: Bossetti doveva per forza tornare a casa infangato e macchiato di sangue, se no dove poteva andare a lavarsi? Ed è impossibile che una moglie attenta come la signora Comi non abbia notato nulla di strano, dato che Bossetti usciva sempre decoroso dal lavoro (lo hanno dichiarato le estetiste del solarium e anche la fiscalista).
Se tuo marito, un campione di abitudinarietà, una sera torna più tardi del solito, infangato, con macchie di sangue e magari con un taglio alla mano, accidenti se te lo ricordi...specie quando il giorno seguente tutti parlano della sparizione di una tredicenne.
E dato il bisogno di verità che Marita dimostrava ogni volta nei colloqui in carcere, il fatto prima o poi sarebbe emerso dalle intercettazioni.

TommyS. ha detto...

Nautilina

Dei vestiti di Bossetti purtroppo possiamo sapere ben poco ed il PM avrebbe gioco facile nell'ipotizzare che quando Bossetti rientrò in casa quella sera non vi fosse la moglie (se ben ricordo questo fu ventilato qualche tempo fa anche se a processo non sembra vi sia stata conferma) e che quindi potesse essersi cambiato e messo i vestiti, scarpe incluse, a lavare. Con il mestiere che faceva non sarebbe stata cosa strana arrivare a casa la sera con le scarpe sporche.

Ma sono i vestiti di Yara a parlare chiaro. Non tanto i leggings che purtroppo furono rinvenuti mezzi laceri (al momento non si sa neppure se esistano ancora), quanto le scarpe:

http://media.crimeblog.it/4/4b9/0313225249DVB-TRete4.jpg

Una di esse risulta sicuramente sporca ed anche se non vi erano incrostazioni di fango nuovamente sarebbe gioco facile per il PM sostenere che le piogge e la neve l'abbia dilavato. Ma l'altra è sin troppo pulita per affermare che Yara sia arrivata con le sue gambe in qual punto del campo proprio in quei giorni. Ed ipotizzare che l'avesse persa sull'autocarro di Bossetti e costui dopo averla seviziata sia tornato indietro a prenderla per rindossarla sul piede di Yara mi sembrerebbe davvero sin troppo (ma la Bertoja potrebbe anche considerarla un'ipotesi realistica...).

TommyS. ha detto...

Paolo A

Sicuramente il terreno è stato analizzato dal punto di vista fisico alla ricerca di reperti e quanto indicato in tabella (setacciamento) lo conferma. Questa operazione è stata molto probabilmente effettuata dal team della Cattaneo anche se non possiamo esserne certi.

Ma la logica avrebbe voluto che preventivamente fosse analizzato dal punto di vista chimico alla ricerca di eventuali resti ematici e soprattutto dei soil nitrates (ce l'aveva specificatamente indicato Annika tempo fa) che avrebbero dovuto esserci nell'ipotesi che il cadavere fosse rimasto per i presunti tre mesi in quel punto. Per quanto riguarda il sangue ha fatto bene la difesa a chiedere se fosse stato cercato anche se, sempre nell'ipotesi dei tre mesi (piovosi e nevosi), era improbabile ve ne fosse ancora considerato anche che ne fu asportato un sottile strato di circa 10 cm. Ma sono i residui della decomposizione del cadavere che erano maggiormente importanti ed ad oggi non sappiamo assolutamente se siano stati trovati o mai cercati (secondo me si, ma non ce lo verranno mai a dire).

PaoloA ha detto...

Per TommyS

Scusa, ma quell'aplotipo rinvenuto nel terreno sotto il corpo, come l'hanno trovato? Con il setaccio?

Dan F. ha detto...

@ PaoloA

Probabilmente si tratta di peli o capelli quindi con un buon setaccio e attenzione li trovi. Congetture ovviamente, i particolari non mi sono noti!

Paolo A ha detto...

Ok, adesso ho capito si tratta di peli e capelli repertati in vari posti tranne la traccia 31g20 e il DNA di Bossetti. Scusate.

Gilberto ha detto...

Qualcuno mi può spiegare se è possibile escludere che le ferite siano state inferte sul corpo dopo la morte?

Anonimo ha detto...

IMPORTANTE


https://books.google.it/books?isbn=8827219811

P.

Mik ha detto...

Visto che ne stiamo parlando, ricordiamo questo filmato:

http://www.video.mediaset.it/video/segreti_e_delitti/clip/contaminazione_548791.html?%24p=autoplay%24i%3D1%24n%3D8%24ck%3DYXV0b3N3aXRjaCw4LDAsMTAsMjAwLDU0ODc3OCxzZWdyZXRpX2VfZGVsaXR0aSws

magica ha detto...

mi sono appEna connessa al blog. .
dovrei leggere , tutti i commenti persi, poichè ero via . ma lo faro' .
mi sovviene il caso REGENI . INACCETTABBILE che non venga alla luce la verita'--
le autorita' italiane fanno molto bene a incaponirsi :io concordo al massimo .PER regeni le autorita' italiane hanno intrapreso un incidente diplomatico , molto serio, e giustissimo .
ma non trovo risonamza nel caso BOSSETTI , infine è un italiano anche lui , un padre di famiglia . che dovrebbe avere giustizia :è scritto nella costituzione .
. molti pensano che la colpevolezza di BOSSETTI SIA INNEGABILE.. ma se ci sono incongruenze ,dettate dal fatto che son cambiati gli scenari (il furgone non era di BOSSETTI e gli altri indizi scartati ,)dopo prove dai competenti dei iR.I.S o chi fa per loro.
IL D.N.A. AMBIGUIO . DOVREBBERO ESSERE CONSENTITE TUTTE LE POSSIBILITA' DI INNOCENZA O COLPEVOLEZZA . invece un italiano normale deve essere messo all'ergastolo solo per non fare figuracce ? in primis dal ministro , chiaccherone a vanvera .
. mentre il povero cristo bisogna rovinarlo per sempre assieme alla sua famiglia .. VERGOGNATEVI ISTITUZIONI ITALIANE !!!

Gilberto ha detto...

Vero Magica
Due pesi e due misure. Strano paese il nostro che è pronto a mobilitarsi giustamente se c’è di mezzo un’altra nazione e poi riguardo alla proprie di magagne non fa una piega. Predica bene ma razzola male.

Dudu' ha detto...

Gilberto
Che io sappia l'ipotesi di tagli post mortali era nata sull'evidenza dell'assente impronta sui vestiti,lo puoi anche sentire ipotizzato da chi stava raccogliendo reperti sul luogo del ritrovamento,il link segnalato da Mik qui sopra alle ore 11.17.
L'aspetto delicato delle ferite è che in esse vennero trovate appiccicate fibre riconducibili a tappetto o plaid sintetico multicolor come ben saprai, svelato dalla Ranalletta. La Cattaneo sembra ,durante il primo periodo dell'autopsia ,(riportato da vari articoli),sia a causa dello stato del cadavere,sia per l'assenza di impronte negative ematiche sui vestiti,abbia avuto difficolta esprimere se fossero ante morte o post mortali.

Forse la domanda che dovremmo porci e girarla a competenti in materia,è :

Ferite post mortali hanno capacità di adesione ,se su di esse viene appoggiato un tessuto ?

A me verrebbe di rispondere si,sia nel caso venissero coperte da un tessuto nell'immediatezza della morte ,sia in un periodo posteriore,in quanto ,la cute può essere asciutta ma se viene incisa i tessuti sottostanti sono,fino alla scheletrificazione ,in misura regressiva sempre umidi.

Chiarificatore potrebbe essere stato l'analisi delle fibre trovate diciamo dentro le ferite,se fossero intrise di sostanza ematica o altro. Perchè se post mortali , le ferite non sanguinavano essendo superficiali.
Se hanno fatto queste analisi non lo sò.
Certo è che,se, qualcuno l'avesse fatto(incisioni post mortali) è da sbattere dentro e non tirarlo più fuori,perchè è un mostro di crudeltà infinita oltre che un deturpatore di cadaveri che porta pensare che se è capace di azioni tali, è un soggetto senza misure.

Propenderei comunque, per un corpo seviziato nudo, legato,vivo. E poi occultato ,avvolto in un tessuto (tappetto o plaid) in un ambiente in carenza di ossigeno e asciutto,dico ciò per la corificazione, che comunque sia,si avvera solo in un determinato contesto.

Chissà se miravano a questo la difesa che chiedeva approfondimenti su fibre e autopsia.

Ecco,l'approfondimento dell'autopsia,anche in assenza del cadavere,avrebbe potuto essere decisiva,se le altre perizie richieste potevano non cambiare il quadro o certezze o dubbi, la perizia autoptica approfondita si. Di questo mi rammarico molto non sia stata concessa.

Anche qui nel blog si ipotizza che spostare un cadavere in stato di decomposizione avanzato era impossibile spostarlo, non tenendo in debito conto che la corificazione parla di un corpo ben conservato, e che poi,portato in campo aperto il processo di degradazione avrebbe subito una super accelerazione di decomposizione, già in un 20 gg/un mese,avrebbe raggiunto la decomposizione (con putrefazione minore avendo di già perso i liquidi)facendo trovare infine un cadavere in uno stato tale, da non poter credere che avrebbero potuto spostarlo.

Se pensiamo al cadavere di Elena Ceste,in 9 mesi circa ,in presenza di acqua,si è completamente decomposto ,trovando ossa slegate e dalle ruspe provabilmente disperse.

Il freddo di febbraio 2011 per il cadavere di yara potrebbe aver influenzato l'accelerazione, rallentandola,ma in presenza di temperature che oscillavano da 3 gradi a 8/10 gradi modificare tal comportamento con accelerazioni e rallentamenti alternati.
Lo stesso varrebbe per le tracce trovate ovviamente.

Dudu' ha detto...

Sante parole Magica !

Bruno ha detto...

E se la povera Yara fosse stata inserita dentro un grande freezer, poi portata nel campo ancora irrigidita. Grazie Mik per la segnalazione del video. Si potrebbe ipotizzare che Bossetti possa essere assolto per un fiore. Infatti se sotto il corpo di Yara fosse stato trovato un fiore, o anche il suo stelo, come almeno sembra dal video, questa significherebbe che il corpo era stato depositato da breve tempo prima del ritrovamento. Pensate un fiore che può salvare la vita a Bossetti. Spero comunque che venga assolto per non aver commesso il fatto, e proseguano con le indagini in ben altre direzioni.

Umberto ha detto...

Io penso da sempre che le ferite da taglio o almeno parte di esse siano state inflitte dal/gli assassino/i post mortem proprio per confondere le idee ed indirizzare le indagini verso un folle sadico maniaco, sette sataniche, etc.

Anonimo ha detto...

Io ho sempre pensato che le ferite da taglio o almeno parte di esse siano state inflitte post mortem dal(gli) assassino(i) proprio per creare confusione ed indirizzare/sviare le indagini verso un mostro sadico e folle.

Umberto

Gilberto ha detto...

Dudù
Mi è piaciuta molto la tua risposta così approfondita, fai pensare a una criminologa. A me non piace fare ipotesi sul responsabile e sulla dinamica di un delitto perché non ne ho le credenziali e gli strumenti. Pur tuttavia la mia domanda non era oziosa, la curiosità è sempre indice di qualche ipotesi, che naturalmente ho formulato solo dentro di me. Nell’ipotesi di ferite post mortali non credi che potrebbe però trattarsi non tanto di una deturpazione di cadavere quanto di una modalità di depistaggio? La tua risposta che non esclude che le ferite possano essere state inferte dopo la morte mi conforta in un’idea, si tratta solo di mie cogetture. Solo un’altra curiosità. Il colpo in testa può essere stato causato da un corpo in caduta libera, magari uno di quei pesi che si usano nelle palestre? Grazie se vorrai rispondermi.

Gilberto ha detto...

Non avevo letto il commento di Umberto che condivido e colgo l'occasione per segnalare l'errore di battitura 'congetture'.

Anonimo ha detto...

Gilberto lo abbiamo scritto quasi contemporaneamente :)

Anche la Cattaneo dopo l'autopsia: «I tagli sul corpo di Yara Gambirasio furono inflitti mentre la ragazza ormai non si muoveva più». Lo ha spiegato il consulente della Procura: «Erano tagli precisi che, pertanto - ha detto il medico legale - furono fatti mentre Yara non si muoveva e, inoltre, non vi è alcuna ferita da difesa». Nessuna delle ferite da arma da taglio, fatte probabilmente con un coltello, è risultata mortale.

Umberto

Anonimo ha detto...

FERITE POST MORTEM

https://it.answers.yahoo.com/question/index?qid...

P.

Nautilina ha detto...

TommyS,
rispondo al tuo post del 26 aprile 2016 19:12:00

Ti seguo sui vestiti, mentre sulla moglie che non c'era, un po' meno, scusa!
Con tre bambini e la cena da preparare, alle otto di sera Marita doveva essere in casa e sostenere il contrario da parte dell'accusa sarebbe proprio un argomento fiacco.
La signora poteva invece essere indaffarata in cucina e non vedere il marito che svicolava per correre a infilarsi sotto la doccia. Per me sì, questo sarebbe possibile.

Scartando poi l'ipotesi dell'epistassi a cui non crede neanche il PM, che parla di una ferita alla mano dell'omicida e di un taglio importante tale da provocare abbondante sanguinamento, credo che quella sera a tavola Bossetti, con la mano fasciata o incerottata, non sarebbe sfuggito agli occhi dei suoi.
E' vero che poteva giustificarsi con un incidente di lavoro, però sua moglie nei giorni seguenti avrebbe fatto per forza due più due, ricordandoselo anche dopo anni.
Opinione personalissima.

Per la scarpa, è un vero rebus: non soltanto è più pulita ma sembra anche meno consumata dell'altra. Un particolare molto, molto strano.
Per notarsi una differenza così marcata, una delle due scarpe dev'essere stata sistemata all'aperto molto tempo dopo, non a poche ore di distanza, quindi escluderei che il colpevole sia tornato indietro la sera stessa del delitto o nel giro di pochi giorni. Dopo un mese o due, forse ci potrei credere.
Però, a chi verrebbe l'idea di tornare a Chignolo dopo due mesi per rimettere la scarpa mancante alla ragazza che ha ucciso, rischiando di essere visto? Mi sembra un'assurdità. Oddio, forse non per una persona mentalmente disturbata, come probabilmente dev'essere l'aggressore di Yara.

Però nel pensare questo si deve ammettere che la ragazza sia stata prima tramortita, svestita e ferita all'interno di un mezzo o di un locale, quindi rivestita, portata a Chignolo e deposta nel punto del ritrovamento.
Yara non poteva correre nel campo fangoso di Chignolo con le scarpe slacciate, o peggio con una scarpa sì e una no...almeno credo, in base al buon senso.

D'altra parte, non so, ma ipotizzare che la scarpa sia rimasta per due mesi nella cabina dell'autocarro di Bossetti ignaro, magari ficcata sotto un sedile, non mi convince per niente: chiunque al suo posto avrebbe dato una ripulita all'abitacolo, con i posti di blocco che c'erano all'epoca e i cani che cercavano Yara dappertutto.
E nell'Iveco di Bossetti non furono trovate tracce di Yara, mentre se la ragazza fosse stata ferita lì dentro o trasportata agonizzante ci sarebbero state, anche dopo anni.

Non so perché molti continuano a dubitare di Bossetti, pensando a una sua partecipazione al delitto. Ma su quali basi?



Bruno ha detto...

Se Bossetti avesse ucciso la povera Yara, credo che si avrebbe incendiato il furgone, magari si faceva prima un'assicurazione contro furto e incendio, a proposito di questo che tipo di assicurazione aveva il furgoncino di Bossetti.
Se non aveva il furto e incendio darei qualche altro punto per la libertà a Bossetti. Ad ogni modo con le prove che ci sono fin'ora sarebbe giusto un Bossetti libero.

Dudu' ha detto...

Gilberto
".. Nell’ipotesi di ferite post mortali non credi che potrebbe però trattarsi non tanto di una deturpazione di cadavere quanto di una modalità di depistaggio? "

A me sembra che una non escluda l'altra ,sbaglio ?
È la ripugnanza che mi provoca un simile gesto,infierire per depistare certo,a quello anch'io pensavo e mi riferivo,si può immaginare un coltello impugnato,ma sarà impugnato da una mano che a un soggetto appartiene,ed a lui appartiene l'azione (per noi immaginaria) del depistare,il depistare include che il soggetto incida le carni di una ragazzina.
Io, un gatto defunto,come mi è capitato,non sono riuscita toccarlo con le mani,mi sono ingegnata con guanti scatola di cartone e altro e dovevo solo seppellirlo.
Ma forse è mia esclusiva sensibilitá per determinate azioni, ma appunto pensare che un soggetto per depistare incida un cadavere(lasciando a parte chi come un anatomopatologo lo fà per un fine ben preciso) mi fà pensare che un soggetto ,tipo depistatore , per arrivare fare tanto sia senza freni inibitori e quindi capace di tutto,ovviamente era più una manifestazione di disgusto aggiungere buttare via la chiave ,non pensavo a tal soggetto in veste di assassino, ma un pò mostro si.
Mi sembra tu pensi ad un caso accidentale diciamo poi occultato e seguentemente depistato. Nulla sembra certo,però,caspiterina, si può traslare il cadavere abbandonandolo con i vestiti sbrandellati e si penserà comunque ad una aggressione,non per forza devi metterci ferite ovunque. Se fosse stata trovata con la sola botta in testa sempre di aggressione si sarebbe discusso ,assodato che dove venne rinvenuta era zona di prostituzione(quanto è facile fare uno più uno uguale due !!).

Ora, è anche vero che il caso ricombina senza logica gli eventi,e può essere determinante,spessissimo è il caso creare sorprese anche negative,non escludo quindi che di ciò si tratti in parte, proprio il caso potrebbe averci messo lo zampino, un incidente causerebbe lo svenimento o meglio un danno celebrale, e coloro /colui/colei che si trovano lì si ingegnino trarsene fuori da rogne varie ci stà,forse fatico immaginare dei ragazzi che in sorte ad una scelta protettiva e arbitraria si inventino di fare quel che si è trovato su Y. Non è detto siano loro i depistatori neanche,potrebbero esere intervenuti altri, la cosa a me fà davvero ribrezzo, ma non lo escluderei se dietro ci fosse una motivazione forte,e questo è il punto,una motivazione forte non trovata e che avrebbe ingenerato il caos investigativo.
Però, quei lembi di pelle scomparsi da qualche anno, nell'apparecchio dentale racconterebbero tutt'altra story..

(Non sono nemmeno una criminologa :-) sono una persona dedita a tutt'altro lavoro e che proprio non si avvicina a nessuna figura che giri attorno a delitti , lascio ai bruzzoni il posto molto volentieri :-) )

Vanna ha detto...

Vi leggo attentamente e non intervengo, non ho più nulla da dire, sono incredula: non voglio credere al depistaggio, non voglio credere ad analisi fatte passare come scientifiche, a notizie e controlli taroccati...per motivi
terribili.
Voglio ancora credere, almeno, a spiragli di verità e di giustizia, se almeno ne resterà una briciola.

andres ha detto...

@Dudù
"Anche qui nel blog si ipotizza che spostare un cadavere in stato di decomposizione avanzato era impossibile spostarlo, non tenendo in debito conto che la corificazione parla di un corpo ben conservato, e che poi,portato in campo aperto il processo di degradazione avrebbe subito una super accelerazione di decomposizione, già in un 20 gg/un mese,avrebbe raggiunto la decomposizione (con putrefazione minore avendo di già perso i liquidi)facendo trovare infine un cadavere in uno stato tale, da non poter credere che avrebbero potuto spostarlo."
Per me quello che hai scritto è molto verosimile. Chissà Annika cosa ne pensa al riguardo?

Gilberto ha detto...

Dudù
Mi è piaciuta davvero la tua risposta, dura ma piena di sensibilità. Il fatto è che talvolta i fatti sono molto più banali di quanto riusciamo ad immaginare. Una ragazzina scompare e viene ritrovata cadavere in un campo dopo alcuni mesi. Si immagina una storia fosca, il sesso anche per il luogo del ritrovamento sembra un ingrediente insostituibile. Potrebbe invece trattarsi di qualcosa molto più elementare, ad esempio uno scherzo finito male. Quello che ne è seguito è difficile sia da ricostruire e sia da interpretare.

La situazione di un delitto non è quella controllata di un laboratorio, le combinazioni possibili sono praticamente infinite. Perché il criminologo possa per davvero ricostruire un delitto occorrerebbe conoscere quasi tutte le variabili. Spesso il punto di partenza determina un filone investigativo che potrebbe essere completamente sbagliato, il detective si innamora della configurazione che ha dato al puzzle. Più sono le variabili sconosciute e più incombe l'errore interpretativo.

Affidarsi al solo Dna credo sia la cosa più sbagliata che possa fare l'investigatore. Un tempo c'era l'Habeas corpus, quello reale di un soggetto umano. Oggi l’individuo in carne ed ossa cessa di avere rilevanza e al suo posto esistono i semiofori, rappresentazioni simboliche (come il genoma=gene e cromosoma) che capovolgono il significato del corpo (l’entità reale con un volto, una fisionomia e una storia diviene una pura astrazione, come il leibniziano punto metafisico o il rilievo statistico di natura puntiforme dell’auditel) mentre l’aploide del Dna e i sistemi ricorsivi informatici acquistano consistenza di realtà vera.

L’Habeas corpus dissolve ormai le qualità organolettiche e i vissuti nella nuova realtà biochimica della cellula e nei procedimenti di estrazione di dati. L’implicazione è che scompare qualunque garanzia di salvaguardia della libertà individuale con il conseguente rischio di colossali errori di valutazione.

Paolo A ha detto...

Credo che i tagli inferti ad Yara siano stati dati prima della morte, ci sono una serie di elementi che lo indicano, prima di tutto nel corpo è stato trovato poco sangue, mezzolitro circa come raccontato in un articolo del Corriere. Poi le ferite contenevano fibre di più colori non provenienti dagli abiti, che senso aveva un volta uccisa e poi tagliuzzata passare un pezzo di stoffa di qualunque tipo su delle ferite inferte postmortem, a mio avviso nessuno.
Sul cadavere erano presenti tagli simmetrici ai polsi, probabilmente compatibili con legatura delle mani, inoltre un polso presentava una frattura, questa necessariamente avvenuta prima della morte.
Infine la domanda finale, che senso aveva custodire un cadavere in un luogo chiuso e in determinate condizioni per poi farlo ritrovare, se era più semplice farlo sparire definitivamente, specialmente se si fosse trattato di un omicidio avvenuto negli impianti sportivi.
Per me l'unica spiegazione verosimile è che gli assassini abbiano voluto far ritrovare il cadavere come ultimo sfregio verso la famiglia.
Anche l'atteggiamento della famiglia è strana, per me sanno qualche cosa in più di quello che hanno detto, probabilmente credono che nel rapimento Bossetti sia coinvolto magari come uno che ha agito come esecutore di un ordine fatto da altre persone, oppure vogliono voltarsi da un'altra parte e per quieto vivere credere che la sera in cui Yara è scomparsa c'era un maniaco che era appostato per lei.

Nautilina ha detto...

Esistono per caso prove che Bossetti fosse vicino, in qualche modo, alla criminalità locale?
Perché so che aveva subito minacce molto prima della morte di Yara, ma le motivazioni mi paiono poco chiare. "Ce l'avevano con me perché lavoravo troppo", dice lui. O forse non faceva abbastanza.
Chissà se l'hanno poi costretto a fare qualcosa contro la sua volontà per risarcire un debito o altro.
Ma certi collegamenti di solito sono ben noti agli inquirenti. Invece nel caso di Bossetti non ne ho mai sentito parlare.

Paolo A,
sai che quieto vivere pensando che tua figlia è stata trucidata da un maniaco appostato nell'ombra. Del resto il sig. Fulvio è stato chiaro, ha provato sollievo all'idea che Yara sia stata uccisa da uno sconosciuto. Mah, misteri dell'animo umano.

Dudu' ha detto...

Convengo Gilberto
Questo caso Bossetti credo che per come è stato ipotizzato abbia separato l'imputato dal suo dna,le ricerche sui computer dai suoi usufruitori complessivi,la palestra dalla sparizione e quindi gli investigatori dalla pista da seguire,perchè magari Y aveva qualche simpatia in quei giorni e non si sapeva o non si è detto,qualcuno che sapeva che portava lo stereo (una nicchia a quanto sembra) o ci sperava,forse un brutto scherzo come dici, l'attendeva. Forse rimarrà un mistero un messaggio inviato alle 18.25 da sorella a fratello poi piangente. Fatto stà che dall'uscita dalla palestra propriamente detta alle 18.25 sembrerebbe sia stata vista solo dal signor Francese alle 18.44 circa in prossimità dell'uscita. Rimmarrebbe un buco di quasi 20 min in cui Y era lì si,ma nessuno avrebbe saputo dire nulla. Un pò stò Francese scombina le carte perchè dalle 18.25 in poi di Y non si sà più dove e con chi fosse, ma stando la testimonianza Y alle 18.44 potrebbe essere uscita. Nel processo è emersa una possibilità,quella che abbia potuto incontrato il marocchino molestatore,che personalmente mi fà drizzare le antenne,anche sulla scorta che altri testimoni(3/4dice la difesa) a Terno D'Isola abbiano visto una ragazza molto simile litigare con un marocchino. Un ROa sarebbe stato rinvenuto sulla vittima .Ma sorvolo ora su questa ipotesi, che sembra quasi più una esclusione politica da parte degli inquirenti,mia personale considerazione.

Yara potrebbe essere rimasta dentro la palestra o essersi allontanata con qualcuno che conosceva? siccome al fiuto dei cani ci credo,e anche all'ingenuità di una ragazzina che magari gli dicono ti dò un passaggio a casa [(Nautilina, rimango sul vago,ma ho letto in diverse occasioni che quella sera piovigginava ma non ne ho contezza precisa)] perchè piove, invece di portarla verso casa si sarebbe instradato verso Chignolo? Difficile crederlo data la corificazione
Allora torniamo alla palestra da cui la vittima esce alle 18.25,dove da qualche parte era ma nessuno lo sà dire...

Il punto è che ci sono testimonianze discordanti,Francese la colloca in prossimità dell'uscita,Tironi vicino a casa, chi mente?se mente. Fatto stà che il cellulare la colloca in via dell'Aeronatica, i cani pure,Tironi no,mi verrebbe di chiedermi,come faceva Tironi ricordarsi di una maglietta azzurra indossata dalla vittima? Se fosse Tironi aver depistato?cosa sà il Tironi?

Ancora torno alla palestra,18.44,Y sembra uscire,ma forse và agli spogliatoi,nei spogliatoi femminili si immagina,esce e incontra qualcuno o si dirige guardare qualcuno alla palestra di pesistica ,c'erano quante persone? Una ,due,dieci?Gilberto,Yara che và vedere i ragazzi alla palestra di pesistica da sola non ce la vedo,forse invitata da qualcuno che la conosceva si,immaginando un incidente chi avrebbe potuto portare via Y da lì? Un pulmino? E dove l'avrebbe portata? In una casa di montagna ? Calcio, c'era calcio nei vestiti,idrossido di calcio. Dove sarebbe stato occultato stò cadavere..o dove avrebbe potuto contaminarsi..
Per ora mollo non vi tedio e ci rifletto.

Però i pugni a lato sx del viso, quelli sembrano certi sembrerebbe, una aggressione,gli cadrebbe addosso un peso e viene presa a pugni... forse l'inverso ,una lite che poteva involontariamente fargli cadere sulla testa qualcosa di pesante, e poi a seguire depistamenti vari,questo si.

Vanna, non demoralizzarti,sono convinta Salvagni &Co.ce la faranno,è solo questione di tempo. Su Bossetti non è emerso nulla di nulla nel dibattimento. Solo suggestioni create a hoc,c'è un dna e come ha detto Luca Cheli "che cos'è ?"

Dudu' ha detto...

Mi sono scordata l'incontro con la Brena alla fotocopiatrice.. dov'è la fotocopiatrice in palestra? Qualcuno di voi lo sà?
Paolo A
Riusciresti riscovare l'articolo che indicava mezzo litro?
Fatico anch'io credere ad un incidente,ma val la pena metter in discussione i propri convincimenti per trovare un bandolo della matassa,comunque hai,avete ragione,il letto del cadavere doveva presentare l'impronta negativa sul terreno,e nel video non si vede proprio.

andres ha detto...

Riflettendo su quanto scritto da Dudù, potrebbe anche essersi sbagliato il signor Francese, che non ha visto Yara uscire, in effetti. Ha pensato che fosse uscita,
perchè stava vicino alla porta d'uscita.
E' una sua ricostruzione mentale, una sua ipotesi, quindi,quanto può valere?

P. ha detto...

"sbalgio" del Francese? potrebbe essere; ma...la ragazza che era andata a prelevare, non è una di quelle che hanno detto di...non ricordare e quello "sbaglio" non saprebbe tanto di opportuno?
Pensiamoci.
P.

andres ha detto...

@ P
Veramente ci ho pensato, ma non so se la figlia della compagna che era andato a prendere facesse parte delle testimoni scordarelle. Certo fa pensare anche la sua precisione maniacale nell'indicare gli orari.

Bruno ha detto...

Francese disse di averla vista prima di uscire andare verso l'uscita, ma ha anche affermato che non la ha vista fisicamente uscire, inoltre ha anche affermato di non aver sentito la porta sbattere, come fa quando una persona esce.

Annika ha detto...

Andres, 27 aprile 2016 9:02pm

Per sapere con certezza scientifica come e dove e' stato tenuto quel
corpo, bisognava analizzarne il contenuto di Sr (Strontium). Tutto il
resto, compreso la permanenza a Chignolo d'Isola, sono solo ipotesi
personali e soggettive senza alcuna prova chimica, forense o
scientifica che sia.

Per quanto riguarda il confronto del presunto DNA di Yara con un
frammento osseo del corpo, qualunque forensic scientist si porrebbe la
stessa domanda (che ahime' non ho letto ancora su questo blog o
altrove): perche' non e' stato effettuata l'analisi del "citrate
content" sull'osso stesso, dato che quest'ultimo decresce in maniera
direttamente proporzionale ai tempi del PMI con precisione di ~1% per
un tempo variabile dai 2 mesi ai 90 anni?

Con un decesso stimato a 90 giorni, il PMI sarebbe stato accertato con
ampia precisione.

Infine, che dire dell'assenza totale del NIR spectra. Sebbene
complesso per via della difficile interpretazione delle "bands" ed
usato principalmente per distinguere samples antichi, il NIR
spectoscopy e' abbondantemente presente nella letteratura scientifica
ed e' stato usato di recente per stabilre, grazie ai valori di perdita
del "organic phase" che si manifestano "spectrally", il PMI in sample
decarnificati, guarda caso, neanche a farlo apposta, con un time range
limitato ad un periodo da 0 a 90 giorni!

Perche' non si sono fatte le analisi ed i test giusti? Perche' non si
e' proceduto con rigore scientifico? Perche' si sono spesi milioni di
euro su un'unica traccia invalida piuttosto che per test di
accertamento indiscusso del PMI (e di altro...)? E se proprio si
voleva andare a fondo a quel DNA sample misto, perche' non stabilirne
la natura con un convenientissimo MALDI MS/MS prima di bruciare fondi
su una traccia in realta' "non traccia"? Altro che DNA di Ignoto1!
DNA, tra l'altro, "databilissimo"...

andres ha detto...

Annika! Che piacere riaverti qui! Innanzitutto grazie per la risposta.
Quindi, non essendo stato analizzato il contenuto di Sr,non è possibile stabilire dove Yara sia stata deposta.Tu sai che sono competamente ignorante sulla materia, e probabilmente le domande che ti pongo ti faranno sorridere ma questa analisi sarebbe ancora possibile farla, tenendo conto che dalla cremazione è stato salvato l'osso del femore (mi pare)? Ed anche l'analisi del "citrate content" sull'osso stesso, per stabilire l'epoca della morte,senza ricorrere ai piselli mangiati o no quel giorno?
Scrivi "E se proprio si voleva andare a fondo a quel DNA sample misto, perche' non stabilirne la natura con un convenientissimo MALDI MS/MS..."
Cioè ci stai dicendo che con questa tecnica di spettrometria (dico bene?) si sarebbe potuto?
Come mai non è stato fatto? Ipotesi: a)Per un'italica ignoranza,altro che reparti definiti "fiore all'occhiello"! b) Analisi fatte e, colpevolmente, non divulgate e pubblicate. Però mi chiedo come mai neanche i consulenti della difesa hanno proceduto o richiesto queste specifiche e,se non ho capito male, risolutive indagini?
Quindi, Annika, è impossibile tentare di capire se e come quel povero corpo sia stato trasportato da un luogo ad un altro, dopo tanto tempo?
Supposizioni: 1)congelato 2)avvolto in una coperta e poi delicatamente srotolato 3)preso per le braccia e le gambe(però si sarebbe disfatto ?).
O ,come qualcuno di noi ha giustamente pensato,il corpo, per come e dove era rimasto, non era così "disfatto" come quando fu ritrovato, e la decomposizione sarebbe avvenuta dopo, all'aperto. Certo rimane quella inspiegabile condizione
di decomposizione tra una parte del corpo e l' altra.
Ancora grazie

Vanna ha detto...

Annika ciao!
Bentornata!
Copio e incollo la parte finale del tuo post:

"....Perche' non si sono fatte le analisi ed i test giusti? Perche' non si
e' proceduto con rigore scientifico? Perche' si sono spesi milioni di
euro su un'unica traccia invalida piuttosto che per test di
accertamento indiscusso del PMI (e di altro...)? E se proprio si
voleva andare a fondo a quel DNA sample misto, perche' non stabilirne
la natura con un convenientissimo MALDI MS/MS prima di bruciare fondi
su una traccia in realta' "non traccia"? Altro che DNA di Ignoto1!
DNA, tra l'altro, "databilissimo"...."

E adesso come se la mettono quelli per i quali il DNA di Ignoto 1 era Vangelo canonico?
Che magari il tuo è Vangelo apocrifo?
Perché tutte queste sigle: PMI, MALDI MS/MS....non mi sembra di averle lette, ma io sono capra e mai sono entrata nel merito delle analisi.
Il tuo post mi permette di confermare ulteriormente che quelle analisi furono monche forse per ignoranza e superficialità, preferisco pensare questo, che pure è gravissimo, piuttosto che l'intenzione a monte di non lavorare a dovere.

Vorrei porti le seguenti domande:
-secondo te come si può misurare la quantità di sangue in un cadavere in quelle condizioni?
-perché quel poco sangue?
-potrebbe la mancanza del sangue aver portato il corpo alla corificazione?

Vanna ha detto...

Andres abbiamo postato insieme, anche io volevo chiederle riguardo il trasporto del corpo, se congelato, come poteva reagire in un certo lasso di tempo.

andres ha detto...

@Vanna
quante cose vorremmo poter capire! Questo caso è veramente un enigma che fa fumare la testa a furia di pensare. Tu dici di essere una capra in questa materia,
io di più! Certe volte mi vergogno pure di fare domande,perchè penso di dire scemate, ma non mi voglio arrendere.Per cui le faccio e confido nella grande generosità dei veri scienziati.

Vanna ha detto...

Per il resto postato, condivido le osservazioni degli ultimi tutti.

Gilberto, riguardo la tua idea di non condanna, visto che è discutibile la "scientificità" con la quale si è operato, ci potrebbe stare.
Ormai sono venute fuori talmente tante incongruenze che diverrebbe difficile tenere dentro il colpevole presunto.
Secondo te la Corte come potrebbe comportarsi alla luce del nuovo che è in rete, irrigidendosi o cercando compromessi?
E' indubbio che le procedure ormai siano compromesse, la Corte ancora dovrebbe "coprire" ciò che non è stato fatto o è stato fatto male oppure dovrebbe sentirsi libera di dare un verdetto di non colpevolezza?
Spero di essermi fatta capire.
Lo chiedo anche a Chiara che conosce e pratica la materia.

Gilberto ha detto...

Vanna

Sentiamo Chiara cosa ne pensa che a differenza di noi conosce tutti i meccanismi, le procedure e soprattutto gli aspetti formali del processo penale. Per quanto non fosse stata in aula credo che un'idea se la sarà fatta (ovviamente non può entrare nella testa del collegio giudicante).

Mik ha detto...

Annika,
ho qualche dubbio che i test proposti fossero "viable"

Bruno ha detto...

@Annika ben tornata. Ricordo bene la tua prima lettera, una posizione forte la tua quasi contro tutti, alla fine alla luce di quanto in seguito è emerso hai dato lezione. Grazie sei stata un faro e non solo per me.

Bruno ha detto...

@Dudu', hai scritto:
Mi sono scordata l'incontro con la Brena alla fotocopiatrice.. dov'è la fotocopiatrice in palestra? Qualcuno di voi lo sà?" Dudu, scusa la mia domanda sull'incontro alla fotocopiatrice non sono a conoscenza, per favore puoi ricordarmi di cosa si tratta, oppure dove posso essere informato. Grazie

TommyS. ha detto...

Ripensando al diniego delle perizie da parte della Corte d'Assise, per non dire della sola presidente Bertoja, bisogna ammettere che più che un knock-out inferto alla difesa ed un anticipo della sentenza di condanna, sia una perfetta scelta salomonica, o pilatesca, per tirare fuori di impiccio la Corte ed il suo presidente.

Se a giugno difatti verrà pronunciata una sentenza di condanna, cosa molto probabile, alla difesa saranno lasciate sterminate praterie per il ricorso in Appello le quali non potranno che basarsi proprio su questi dinieghi con buona speranza di ottenerli. Bisognerà chiaramente aspettare le motivazioni per capire come potrebbe essere superato il più che ragionevole dubbio e soprattutto con quali equilibrismi. Resterebbe comunque un insieme di indizi che, ancorché non precisi e forse neanche tanto concordanti, sarebbero sufficienti a sorreggersi assieme per giustificare un pronunciamento di colpevolezza (spero perlomeno che a quel punto non prevalga l'ipocrisia di una condanna lieve in quanto o Bossetti lo si condanna all'ergastolo o lo si assolve).

Esiste però anche la possibilità che la Corte assolva l'imputato ai sensi del comma 2 dell'art.530 c.p.p. proprio in ragione della contraddittorietà o dell'insufficienza della prova non potendo addivenire ad una condanna ai sensi dell'art.533 comma 1 (al di là di ogni ragionevole dubbio). A rigor di logica, basandosi su quanto emerso in dibattimento, questa sarebbe a questo punto l'unica opzione praticabile nell'ipotesi che la Corte possa esprimersi libera da vincoli e pressioni. Ma abbiamo già visto in troppi casi come questo non si sia verificato per poter nutrire un moderato ottimismo.

Ma a quel punto anche l'accusa vedrebbe davanti a sè ampie strade per il ricorso in appello nella speranza soprattutto che la Corte d'Appello segua la stessa linea di indirizzo di quella di primo grado negando gli approfondimenti della prova ma al tempo stesso maturando un'altra e opposta convinzione.

In sintesi, avendo agito in questo modo, la Corte si è liberata da un grave impiccio passando la palla al futuro grado di giudizio ed indipendentemente da quale sarà il pronunciamento di giugno.

Cosa sarebbe capitato invece se avesse concesso gli approfondimenti richiesti dalla difesa? Molto probabilmente l'autocarro inquadrato dalla Polynt2 non sarebbe risultato quello di Bossetti e quindi sarebbe venuta meno l'ipotesi della presenza dell'imputato sulla scena del crimine (o perlomeno della scomparsa). La certezza dell'accusa sulla permanenza del cadavere nel luogo di ritrovamento sin dalla sera del 26/11/2010 e sulla contestuale morte di Yara sarebbe stata smontata venendo quindi meno quell'unico concatenamento di eventi che potrebbe vedere l'imputato responsabile dell'omicidio. Le fibre e le microparticelle ferrose anziché provenire dai sedili dell'autocarro di Bossetti avrebbero avuto provenienza indefinita od anzi ben definibile considerati gli altri autoveicoli che Yara era solita utilizzare quotidianamente. E soprattutto la validità forense dell'indizio genetico avrebbe corso il rischio di essere definitivamente invalidata (impossibile sperare in molto di più).

Con l'inevitabile conseguenza di una sconfitta senza rimedio della pubblica accusa (assoluzione ai sensi del comma 1 art.530 c.p.p.) e degli inquirenti tutti e l'imputabilità di questa sconfitta direttamente sulla Bertoja. Chiaramente anche in quel caso la Procura avrebbe potuto tentare di ricorrere in appello ma decisamente con meno speranze di riuscire ad ottenerlo (anche qui sarebbe dipeso molto da quello che il perito avrebbe scritto relativamente al DNA e quindi in linea teorica non si sarebbe potuta escludere una conclusione salomonica o pilatesca).

Annika ha detto...

Andres e Vanna

In presenza di osso ben conservato, l'analisi del citrate content e'
ancora piu' che possibile, insieme ad una serie di ulteriori test
volti a fornire informazioni sul PMI e anche altro - "altro" che
qualunque forensic scientist riterrebbe essenziale, proprio data la
cremazione. Chi tra chi legge ha lavorato nelle fosse comuni dei paesi
straziati dalla guerra sa esattamente cosa intendo.

Riguardo al MALDI MS/MS sono basita e non mi capacito del perche'
nessuno ci abbia pensato. Non solo e' in grado di accertare la natura
di qualunque traccia forense anche mista e anche formata da fluidi
differenti, ma riesce anche ad analizzare tracce talmente
microscopiche da far impallidire il 1 nanogrammo effettivo degli RSID.

Andres, sempre sul MALDI mi chiedi: "Come mai non è stato fatto?" Non
sono io la persona a cui porre questa domanda, ma trattandosi di
domanda importante e "pivotal" nel caso, mi unisco a te nel girarla
agli inquirenti. Perche'?

Riguardo ad un eventuale trasporto, ripeto: sarebbe stato possibile
conoscerne i dettagli se si fossero svolte le analisi giuste.
Qualunque cosa dovessi scrivere non sarebbe altro che un'ipotesi
personale.

Riguardo ad un possibile congelamento/trasporto/scongelamento bisogna
tenere presente che nel frosting/defrosting i liquidi forensi perdono
capacita' di DNA profiling. Sebbene la traccia Ignoto1 sia una
buffonata da clowns di seconda classe, va ricordata la presenza di un
secondo DNA, appartenente a Silvia Brena. Delle due l'una: o se si
crede al congelamento ma anche di conseguenza che il DNA della Brena
e' una patacca; o si crede che in realta' quel DNA e' autentico il che
pero' esclude il trasporto grazie a congelamento/scongelamento. Dato
pero' che sul quel corpo e' nevicato e che le tracce forensi hanno in
ogni caso subito il fatidico frosting/defrosting process, la verita'
su trasporto ed autenticita' di una o entrambe le tracce si
trasformano in dogmi e credo di cani che si mangiano la coda, e
l'unica verita' scientifica restano i 15 giorni max dei tempi del DNA
profiling outdoors.

Infine, Vanna, riguardo alla corificazione permettimi di porti una
domanda (rhetorical, of course): come si traduce "corificazione" in
Inglese? E, tanto per essere ancora piu' precisi nell'aletorieta'
della questione, quali papers scientifiche internazionali ne discutono
in dettaglio? La risposta e' quella piu' ovvia...

Biologo ha detto...

@Annika
-scrive: In presenza di osso ben conservato, l'analisi del citrate content e'
ancora piu' che possibile


Non nel caso della piccola Yara.
L'analisi di cui parli diventa inattendibile per temperature prossime a 0°C perché in quelle condizioni il rate utilizzato per stimare la concentrazione non diminuisce più in maniera regolare rispetto al tempo.

E nei giorni della scomparsa della piccola Yara le temperature nella provincia di Bergamo oscillavano continuamente attorno allo zero:

http://www.eurometeo.com/italian/city/id_it/meteo_Italia



-scrive: Riguardo ad un possibile congelamento/trasporto/scongelamento bisogna
tenere presente che nel frosting/defrosting i liquidi forensi perdono
capacita' di DNA profiling.


I cicli di congelamento e scongelamento non è detto che rendano impossibile la determinazione di un profilo.

Ciò che cambia quando il DNA viene sottoposto a questi processi è la dimensione media dei frammenti, ma si tratta comunque di frammenti dell'ordine di decine di kilobasi.

Le STR sono nell'ordine delle decine o poche centinaia di basi. Ciò vuol dire che la probabilità che i primer non riescano ad individuare e replicare correttamente un locus diminuisce al diminuire della grandezza delle STR, perché più esse sono brevi minore è la probabilità che il DNA si "spezzi" casualmente proprio sulla loro sequenza o su quella dei primer che la racchiudono.

Mik ha detto...

Già. Shear, not destroy. Ho una domanda: perché l'analisi del contenuto di Strontium nel corpo? Mica é morta annegata, e mi sembra che l'identificazione sia certa. Questo per l'isotopo. Se invece si vuole verificare se il corpo é venuto a contatto con lo strontium, il suo utilizzo industriale é talmente specifico... E perché zn no? Per la Maldi\MS sarebbe potuta servire, a patto di sapere dove il corpo é stato tenuto. E' così precisa, che basta poco per avere risultati inconferenti, e non é enormemente utilizzata per tracce bio. Insomma, non é proprio "standard". Mi piacerebbe comunque leggere quali analisi siano state fatte, con precisione.

Dudu' ha detto...

Mik
"E' così precisa, che basta poco per avere risultati inconferenti, e non é enormemente utilizzata per tracce bio. Insomma, non é proprio "standard". Mi piacerebbe comunque leggere quali analisi siano state fatte, con precisione."

Sono anch'io 'na capra in materia,perciò poco avrai da disquisire con me,però ci provo sempre comprendere,e cerco di leggere nel web per aiutarmi.scrivi che non viene usata per tracce bio,
per quali tracce viene usata solitamente? Per tracce chimiche o sintetiche ?te lo chiedo,perchè forse Annika proprio lì voleva parare,escludere cioè possa essere di sintesi.

Biologo
Permettimi,dici che gli alternati stati -zero +zero avrebbero inciso il cambiamento ma non al punto di impossibilizzare un risultato, ma se questo processo avviene per un minimo di 4 e un max di 5 volte ,tante son state le nevicate nell'arco temporale di più di 65 giorni circa ,vorresti dire che ancora si poteva ottenere un profilo da 13/21/26 marcatori?

Perchè se è vero che una scongelata poteva accorciare gli elementi STR, cosa avrebbero comportato 5 scongelate distribuite in 65 gg più ovviamente gli altri 30(gg) e non ho ancora citato pioggia sole ossidazione etc ...
Te lo chiedo, perchè a stò punto è il caso che tu e anche Mik parlate chiaro ,forse qualcosa capiremo meglio tutti,non credi ?
Immagino sia difficile per voi,tanto più se non conoscete cosa e quali analisi siano state svolte,lo comprendiamo tutti,persino io ... ma una idea chiara l'avete,confermate che dopo 15/20 gg di dna sotto azioni ambientali e sopra trasformazioni chimiche non potevano estrarre un profilo,o credete che era possibile ? Grazie anticipate.


Biologo ha detto...

@Dudu'

-scrive: vorresti dire che ancora si poteva ottenere un profilo da 13/21/26 marcatori?

Dalla traccia sul polsino sì.
Le condizioni in cui si trovava invece il reperto 31G20 non sono state rese note alla stampa, ma è irrilevante: è talmente assurda l'assenza del DNA mitocondriale con un DNA nucleare in ottimo stato che tutte le analisi andrebbero cestinate ancor prima di mettersi a ragionare sull'effetto di eventuali cicli freeze-thaw.


-scrive: Te lo chiedo, perchè a stò punto è il caso che tu e anche Mik parlate chiaro ,forse qualcosa capiremo meglio tutti,non credi ?
[...]
ma una idea chiara l'avete,confermate che dopo 15/20 gg di dna sotto azioni ambientali e sopra trasformazioni chimiche non potevano estrarre un profilo,o credete che era possibile ?


La mia idea è che non si possono utilizzare le condizioni del DNA per dedurre il tempo di permanenza del corpo nel campo.

Inoltre, visto che nessuno ha dimostrato con certezza che il corpo è effettivamente rimasto in quel campo dal giorno della scomparsa, è inutile aggrapparsi a queste ipotesi per tentare di demolire la prova del DNA nucleare che chiama in causa Massimo Bossetti.

Bisogna insistere sul fatto che quella prova non trova una spiegazione scientifica plausibile per via dell'assenza del DNA mitocondriale, perché non esistono elementi concreti definitivi per escluderne la permanenza in quelle circostanze ambientali.
Ci sarà sempre la possibilità da parte dell'accusa di sostenere che un DNA può resistere a parecchi cicli freeze-thaw.
Ciò che non potrà mai spiegare è la resistenza del DNA nucleare in ottimo stato laddove il DNA mitocondriale svanisce del tutto.

Biologo ha detto...

Dove scrivo

perché non esistono elementi concreti definitivi per escluderne la permanenza in quelle circostanze ambientali.

mi sto riferendo ovviamente al DNA nucleare.

Dudu' ha detto...

Biologo
Scrivi/e : [..] è inutile aggrapparsi a queste ipotesi per tentare di demolire la prova del DNA nucleare che chiama in causa [..]

Dai miei commenti e di tanti qui,avrai colto che abbiamo molti dubbi sulla persistenza in quel campo della vittima. Quando scrivo :

[..] che dopo 15/20 gg di dna sotto azioni ambientali e sopra trasformazioni chimiche non potevano estrarre un profilo [..]

Agenti ambientali volevo scrivere,credo avrai capito sia ipotesi alternativa all'ipotesi accusatoria,che vuole la vittima li da tre mesi. Ipotizzo due archi spazi temporali.

Però però tre mesi sono comunque tantini,ma è vero,se la vittima fosse stata per 75 gg(es.) in un luogo protetto il corpo non avrebbe subito il freeze-thaw,come non lo avrebbero subito le tracce,tanto meno le ossa..
Le tracce non si sarebbero deteriorate ne dilavate in quel primo lasso di tempo , le impronte ematiche sui vestiti idem ,ma negli ultimi 15 giorno (di 90) che comportamento avrebbero avuto i processi di ossidazione e degradazione sulle tracce(non sapendo se piovve),normale oppure accellerato?

Hai scritto una cosa che mi ha solleticato una curiosità :

[..] Ciò che cambia quando il DNA viene sottoposto a questi processi è la dimensione media dei frammenti, ma si tratta comunque di frammenti dell'ordine di decine di kilobasi.[..]

È possibile constatarla nell'analisi la variazione di dimensione?

Formulo una domanda che posto poi,in quanto credo hai risposto seguendo un filo logico ed immagino corretto data la serietà con cui ti proponi.
Scrivi : [..] Ci sarà sempre la possibilità da parte dell'accusa di sostenere che un DNA può resistere a parecchi cicli freeze-thaw.[..]
Và bene,dici che non creerebbe quel danno da restituire difficoltà nel profiling,la mia domanda, che vale non solo per le tracce di ignoto 1 o del polsino, fà riferimento più a quanto sostenuto in aula dai vari genetisti(ma mi stò chiedendo se ci sia stato un uso strumentale,purtroppo non abbiamo le trascrizioni) è, non tanto chiederti se tramite le tracce è possibile addivenire per loro tramite stabilire un tempo di permanenza nel campo .

Ma se saresti disposto sostenere che ,tutte le tracce trovate sulla vittima parzialmente corificata,parzialmente scheletrificata,parzialmente degradata in campo libero, in un inverno gelido e piovoso,ritrovata dopo 90 giorni,questo è quanto sostiene l'accusa indicando che quella sera del 26 etc. , Bossetti l'avrebbe aggredita lasciandola là, fosse vero ,sarebbe stato possibile ricavare dalle tracce due profili come è avvenuto. Anzi,a onor di cronaca sarebbero almeno 4,due erano sui guanti.
Per concludere,in qualità di biologo credi possibile che in tali condizioni,tu ,operatore di laboratorio, avresti potuto trovare dna leggibile?

Sò che sembra banale la domanda,ma non lo è,in quanto troppi articoli danno per scontato che se lo dice la procura allora è così, credo che a volte il dialogo è difficile,non tanto perchè parlate/parliamo un'altra lingua,più per l'approccio, oltre che la conoscenza ovviamente.

Dudu' ha detto...

Biologo
Apprezzo la tua onestà.

" ..Bisogna insistere sul fatto che quella prova non trova una spiegazione scientifica plausibile per via dell'assenza del DNA mitocondriale, perché non esistono elementi concreti definitivi per escluderne la permanenza [del nucleare] in quelle circostanze ambientali."

Speriamo che la corte abbia colto la portata dell'assenteista mitocondrial .

Domanda per i competenti del blog:
se la corte avesse ancora dei dubbi, a chi si rivolge per dipanarli?

Annika ha detto...

Mik

Chiedi perche' non Zn, e io chiedo a te: perche' non Pb2? ;-)))

Sul MALDI invece, attento. Ti basti sapere che me ne intendo quanto
della Sg... if I were you, I wouldn't go there. Basti dire che
non e' vero niente; come scrivi tu, che non e' standard e che per
usarlo bisogna sapere con esattezza dove e' stato tenuto il corpo. Ma
dove hai letto queste cose? Il MALDI
MS/MS ACCERTA semplicemente la natura di una traccia, singola, mista o
multipla, INDIPENDENTEMENTE da quantita', interferenze o stato di
conservazione.

Biologo

Innanzi tutto permettimi di correggerti. Al di sotto di 0°C (e non in
"temperature prossime a 0°C", come scrivi tu), il citrate content loss
semplicemente si arresta (e non "in quelle condizioni il rate
utilizzato per stimare la concentrazione non diminuisce più in maniera
regolare rispetto al tempo"). Insomma, si arresta sotto zero. E
allora? Sarebbe forse questo un problema o un impedimento
irrisolvibile tanto da rendere addirittura invalido il test?

Ammesso e non concesso che un corpo esposto a presunti 0°C o meno
possa risultare meta' mummificato (oops, corificato) e meta' appena
appena putrificato, se di presunte 2.160 ore di presunta permanenza
continua a Chignolo in un periodo specifico si conosce con precisione
il numero di ore di cessazione del citrate content loss, il risultante
PMI ricalcolato e ricalbrato in base a tali condizioni metereologiche
dovrebbe a maggior ragione confermare la tesi di permanenza del corpo
proprio in quel luogo, proprio in quel determinato periodo e proprio
per quel numero esatto di giorni. Insomma, non mi sembra tanto rocket
science!

Su quei due DNA da sballo, let's just agree to disagree. Tu scrivi
teoria, io sulla base di anni di field work a volte di non facile
digestione mentale. Senza voler entrare nei dettagli del caso o voler
citare la letteratura di merito da Raymond a random guy in fancy uni
environment, fatto sta che gelo e disgelo ripetuti rendono impossibile
il profiling. E' risaputo ed e' un fatto. Che poi si spezzi un po' di
piu' o un po' di meno, il risultato non cambia. Hai prove di
letteratura sul contrario?

Inoltre, non c'e' profiling certo di qualunque traccia esposta
outdoors proprio perche' corrotta dagli elementi stessi a cui e' stata
esposta. Ma soprattutto, non esiste traccia forense tale da produrre
un DNA profiling della cui natura pero' non si riesca a scoprire
l'origine. Stranamente, di entrambi i DNA della Brena e di Ignoto1 non
si conosce l'origine, e questo oltre a puzzare di marcio li rende
anche invalidi di per se', perche' privi degli elementi di base tali
da accertarli scientificamente quali forensic sample autentici e
test-proof.

E qui, comunque la si giri, termina la favola del DNA.

Gilberto ha detto...

Anche per un non specialista quale sono io si capisce perfettamente il discorso di Annika (che un corpo lasciato per mesi in un campo all'aperto può sì ancora parlarci del delitto in varie modalità, informazioni sulla dinamica, le traslazioni del corpo, le interferenze, le cause della morte, le eventuali manomissioni... e via discorrendo. Ma dopo tanto tempo all'addiaccio su quel corpo non può più stare scritto il nome e cognome dell'assassino...

andres ha detto...

Le preziose informazioni di Annika dovrebbero essere inviate alla Difesa.

Vanna ha detto...

Gilberto,
mentre leggevo il dialogo intorno al dna, la chiusa di Annika mi ha ulteriormente, fatto capire...esattamente quello che hai scritto tu.

andres ha detto...

http://www.lettera43.it/cronaca/ris-le-ragioni-dietro-gli-errori-della-scientifica_43675222153.ht

«Soprattutto durante la gestione di Luciano Garofano la spettacolarizzazione era un imperativo. Questo genera un duplice effetto. Da un lato, si crea molta aspettativa nell'opinione pubblica, alla quale è stato promesso un colpevole; dall'altro, quasi si costringe gli inquirenti a giungere comunque a una verità, quando molto spesso è impossibile ricostruirla».
"Un clima da sbatti il mostro in prima pagina. "
RISORSE INSUFFICIENTI. Alcuni esperti dicono che gli inquirenti italiani, tra i migliori al mondo, pagano il fatto di non aver risorse sufficienti per pagarsi i continui aggiornamenti, che pure il loro mestiere imporrebbe.

TommyS. ha detto...

La questione della persistenza del DNA in quelle teoriche (cioè supposte dall'accusa in quanto uniche a permettere di imputare a Bossetti l'omicidio di Yara) condizioni ambientali è stata affrontata dai consulenti del PM nello stesso modo in cui hanno affrontato la questione dell'assenza, o non rilevabilità, del mtDNA di Bossetti: ci possono essere tantissime ed insondabili cause che hanno fatto sì che quel DNA nucleare arrivasse intatto e di ottima qualità al 26 febbraio 2011.

Ma anche in questo caso non uno straccio di letteratura di settore prodotto a giustificazione di queste ipotesi mentre invece sono facilmente reperibili papers e ricerche oramai condivise dalla comunità scientifica che ci parlano dell'impossibilità di tale persistenza.

In realtà Portera con il mtDNA ha tentato di a citare qualche riferimento di letteratura, credo Montesino 2007, ma è stato prontamente stoppato dalla difesa in quanto sia quel paper sia quanto da lui ipotizzato in udienza, cioè che si trattasse di sperma di Ignoto1, era categoricamente smentito dalla relazione RIS e da quanto dichiarato sempre in udienza dai biologi del RIS stesso.

Ma quello che mi incuriosisce di più in questo momento è l'assenza di cromaticità sia delle tracce 31Gxx (Ignoto1) sia di quella 37-62 (Brena). La seconda rilevata in quanto presente un alone indefinito (così dichiarato da Staiti e Gentile), le prime non si sa bene se trovate per puro caso con una ricerca a strascico o mediante, a loro volta, l'utilizzo di ALS o qualche altra tecnica (luminol?).

E questo perché la cromaticità di una traccia biologica presumibilmente attribuibile a sangue (come sostenuto dal RIS) è dovuta alla presenza nelle tracce di eritrociti (globuli rossi) o di resti degli stessi ed in particolare degli atomi di ferro contenuti nell'emoglobina.

E che non ci fosse più emoglobina umana in quelle tracce, perlomeno in quelle 31Gxx mentre per la 37-62 non sappiamo nulla con certezza (ma chi ci crede?), è confermato dai risultati negativi ottenuti con i test confermativi effettuati e citati nella relazione RIS.

Escludendo un lavaggio selettivo causato dall'acqua o da agenti fisico-chimici in genere che abbia portato alla scomparsa dei soli eritrociti e relativi derivati mentre il profiling del DNA di Ignoto1 e della Brena comporta il fatto teorico che ci fossero ancora leucociti ed in abbondanza, onestamente non vedo molte altre ipotesi concrete al di fuori di quella sulla natura in vitro di quei due DNA nucleari (Ignoto1 e Brena).

Ma a questo punto e partendo da questo presupposto (natura sintetica del DNA), viene da porsi una domanda. Siccome il paper di Frumkin, in pratica un manuale titolabile "Fake DNA for dummies" (anche se lo scopo era un altro), era stato pubblicato nel 2009, perché non seguire pedissequamente i metodi indicati per costruire una falsa traccia ematica?

continua

TommyS. ha detto...

continua

Difatti Frumkin spiega come per creare tracce artificiali di sangue, abbia utilizzato eritrociti isolati mediante centrifugazione mescolati con DNA sintetizzato in vitro ("For generating artificial blood samples, red blood cells were isolated from whole blood by centifugation, and mixed with in vitro synthesized DNA"). In questo modo i laboratori ai quali furono inviati i reperti poterono dichiarare, con test sia presuntivi sia confermativi, che si trattasse effettivamente di tracce ematiche umane.

Nel caso in esame una difficoltà sarebbe stata chiaramente quella di rendere credibile quella traccia diluendo sufficientemente la soluzione in modo tale da renderla cromaticamente compatibile con una permanenza di tre mesi in un ambiente all'aperto, ma penso che questo fosse più che fattibile da parte di un bravo biologo.

A cosa potrebbe portare questo ragionamento allora? Da una parte alla conclusione che chi fu (o potrebbe essere stato) responsabile di questa contaminazione non si curò più di tanto di questi dettagli, ma onestamente faccio poco affidamento su questa ipotesi visto che il probabile artefice e responsabile era sicuramente addentro alle tecniche di DNA profiling e di indagine.

Rimane in alternativa l'ipotesi che non fu possibile contaminare i reperti in quel modo in quanto la contaminazione avvenne dopo il ritrovamento e le fasi iniziali d'autopsia quando vennero rimossi gli indumenti e fotografati/filmati. Far trovare quindi una traccia anche debolmente rossastra sarebbe saltato subito all'occhio in quanto non visibile dalla documentazione fotografica o video. Logica conseguenza di questa ipotesi è che la probabile/possibile contaminazione con i due DNA sintetici avvenne in una fase successiva da parte di chi aveva in custodia i reperti o perlomeno poteva accederci.

Interessante allora sarebbe avere informazioni più certe sulla catena di custodia di quei reperti anche se ricordo di aver letto (ora non riesco più a ritrovare l'articolo) che al RIS arrivarono solamente in un secondo tempo quando il PM decise di affidare le indagini biologiche proprio a quel reparto.

Gilberto ha detto...

Alcune considerazioni
Non ho di certo la stoffa del criminologo, però avendo sentito varie campane due o tre considerazioni voglio farle anche io, in merito al ritrovamento del corpo della povera ragazza in quel di Chignolo

1 Al di là dei risultati della scientifica e delle considerazioni di biologi e genetisti, un fatto pare evidente, a meno di considerare la scienza perfino più affidabile di una pletora di testimoni: il corpo nel campo di Chignolo era lì da poco, prima non c’era proprio. Molte testimonianze del tutto attendibili lo hanno espresso con assoluta determinazione.

2 Se il corpo è stato traslato è perché dove si trovava prima era diventato ingombrante e pericoloso.

3 Ci si può chiedere perché sia trasportato proprio lì. La risposta ovvia è che quello era un luogo controllato da quella malavita che rende i favori o comunque da qualcuno che teneva quel territorio ‘sotto protezione’.

4Per traslare il corpo sarebbe comunque occorsa una organizzazione che coinvolgesse almeno 5 o 6 persone. Un basista che andasse in avanscoperta per verificare che fosse tutto ‘tranquillo’. Due persone che trasportassero il cadavere in un telo. Un’altra persona che ‘coprisse loro il culo’. Un’altra in macchina pronta ad avvertire per qualche movimento pericoloso e forse una sesta che osservasse da una posizione defilata. Insomma una vera e propria organizzazione.

5 Essendo quello un posto di prostituzione qualcuno doveva essere in grado di avvertire le professioniste che quella non era notte da lavorare lì…

Insomma c’è da un lato la certezza che Yara non è morta lì, e dall’altro che non poteva trattarsi di un isolato predatore sessuale come ci stanno raccontando.

Mik ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

@ Gilberto
Osservazioni argute.
Aggiungerei: perché non è stato distrutto od occultato?
Da qualche parte lessi che il luogo del ritrovamento, a poca distanza dal campo base per le ricerche, avesse il sapore di un avvertimento del tipo: qui comandiamo noi.


Mik ha detto...

Devo fare ammenda con Annika: ho fatto confusione tra NIR e Maldi. Quando mi scrive: “Ti basti sapere che me ne intendo quanto della Sg..." suppongo si riferisca a questo: “SG is a person who thinks they are really cool and gangstar but they really aren’t. Basically they are posers”.
Mentre per il Pb2, credo si tratti nuovamente di una battuta, non certo di parte di una formula chimica: http://foodbabe.com/2012/09/16/the-truth-about-pb2-powdered-peanut-butter/ .
Quanta aggressività. Poco male, non sono un tipo che se la prende, anzi chiedo scusa se le mie domande da "Poser" hanno innervosito qualcuno.

M.

Biologo ha detto...

@Annika

-scrive: Innanzi tutto permettimi di correggerti. Al di sotto di 0°C (e non in
"temperature prossime a 0°C", come scrivi tu)


Permettimi di contro-correggerti: temperature prossime a 0°C possono essere sia +1°C o +2°C che -1°C o -2°C. Prossime non vuol mica dire di poco superiore.



-scrive: Insomma, si arresta sotto zero. E allora? Sarebbe forse questo un problema o un impedimento irrisolvibile tanto da rendere addirittura invalido il test?

Si. Sarebbe un impedimento irrisolvibile.
Infatti quanto di seguito affermi non è corretto:

-scrive: se di presunte 2.160 ore di presunta permanenza continua a Chignolo in un periodo specifico si conosce con precisione il numero di ore di cessazione del citrate content loss, il risultante PMI ricalcolato e ricalbrato in base a tali condizioni metereologiche

Le temperature nella provincia di Bergamo erano note e oscillavano sopra e sotto lo zero in quel periodo, ma nessuno può ricostruire l'andamento delle temperature nel campo del ritrovamento.

Se non si conoscono esattamente le temperature nel tempo, per quante ore ogni volta la temperatura ha impedito la diminuzione dell'analita, non si può certo stimare il tempo a partire dalla sua concentrazione finale.



-scrive: Senza voler entrare nei dettagli del caso o voler citare la letteratura di merito da Raymond

Ogni tanto qualcuno cita Raymond ma nessuno sottolinea mai che i tempi di permanenza del DNA da lui riscontrati si riferivano a superfici come gli infissi di una finestra e del materiale vinilico di una borsetta, entrambi studiati a diretta esposizione agli agenti atmosferici, situazione ben diversa dalle fibre tessili che hanno una capacità di assorbimento superiore.



-scrive: fatto sta che gelo e disgelo ripetuti rendono impossibile il profiling. E' risaputo ed e' un fatto. Che poi si spezzi un po' di piu' o un po' di meno, il risultato non cambia. Hai prove di letteratura sul contrario?

Shao et al. 2012: fino a 18 cicli e con temperature fino a -20°C.

Dudu' ha detto...

TommyS
Il tuo ragionamento fila che è una meraviglia. Ho sempre sperato non fosse vero,ma non si scappa.

Annika , ti adoro !! :-)

Gilberto
Vedi che pure tu se ti ci metti sei quasi un bravo criminologo!!! :-)

Che dire, si rimane basiti pensare possa essere vero,eppure..

Anonimo
A meno che non l'hai letto altrove il commento che citi l'avevo scritto io ,ne sono ancora convinta,ma ora vedo la cosa da un'altra angolazione.
Ora ho tempo solo per un salutino !

Dudu' ha detto...

Mik
Annika è una persona molto franca, non fà giri secondari,prova conoscerla,è 'na tipina(ragazza gioviale con forte carattere) energica e molto solare.

Jordi ha detto...

Corpo abbandonato in una zona pressoché centrale del campo, quindi come spiega Gilberto, sarebbe una azione compiuta da più individui. Forse un solo individuo avrebbe abbandonato il corpo all'inizio del campo dove finisce la strada asfaltata, cosa più rapida.

Jordi ha detto...

Leggevo da qualche parte che una mano di Yara afferrava un po di erba compatibile con quella presente nel campo. Ma è vera questa cosa?

Dudu' ha detto...

Jordi
In aula non è stata portata documentazione fotografica che lo certifichi.

Mik ha detto...

Dudù, scrivi: "Mik
Annika è una persona molto franca, non fà giri secondari,prova conoscerla,è 'na tipina(ragazza gioviale con forte carattere) energica e molto solare."

EhEh, ho scritto che non me la sono presa, non che sono ingenuo.
Per me, é ok così.

Jordi ha detto...

Dovrebbe essere un elemento da non sottovalutare questo dell'erba afferrata nella mano, perché mette in dubbio la teoria del trasporto di cadavere nel campo e fa sembrare che Yara sia morta proprio in questo luogo, cosa che poi stride con la durata delle tracce per tre mesi alle intemperie. Da capire se c'è ancora una volta qualcosa che pare artificiale.

Gilberto ha detto...

Jordi
Ci sono fotografie che per effetto di false prospettive e circostanze fortuite possono creare illusioni ottiche. Con una analisi non superficiale si può però trovare l'inganno prospettico o comunque l'errore cognitivo. Se in aula non è stata presentata la documentazione fotografica il motivo pare ovvio... l'immagine non aveva nessun rilievo.

Bruno ha detto...

@ Anonimo "Da qualche parte lessi che il luogo del ritrovamento, a poca distanza dal campo base per le ricerche, avesse il sapore di un avvertimento del tipo: qui comandiamo noi.".
Ritengo che far trovare il povero corpo di Yara, più che avvertimento chi l'ha fatto aveva l'obiettivo, almeno credo, di far terminare le ricerche. Infatti qualche giorno prima del ritrovamento si voleva riprendere il discorso dei controlli al cantiere. Ed è per questo che è stata giocata la carta di far trovare Yara.

Mik ha detto...

Biologo, forse questo può servire anch'esso a capire la causa dell'esclusione dell'analisi dei livelli di citrato :
http://tigerprints.clemson.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=2952&context=all_theses

Una puntualizzazione: 2160 ore significa 90 giorni . Ma da questo computo vanno comunque levate 672 ore. Nelle prime quattro settimane, il livello di citrato non decresce, a prescindere dalle temperature. Non credo si tratti di una metodica molto precisa. Ma lo stronzio, a che cosa serviva?

TommyS. ha detto...

Biologo

Hai scritto

Ogni tanto qualcuno cita Raymond ma nessuno sottolinea mai che i tempi di permanenza del DNA da lui riscontrati si riferivano a superfici come gli infissi di una finestra e del materiale vinilico di una borsetta, entrambi studiati a diretta esposizione agli agenti atmosferici, situazione ben diversa dalle fibre tessili che hanno una capacità di assorbimento superiore.

E' vero. In Raymond et al 2008 si tratta di persistenza di trace DNA su superfici esposte all'ambiente concludendo sull'impossibilità di determinare un profilo già a partire da due settimane.

E' anche vero che vi sono altri studi dove si è indagata la possibilità di una corretta amplificazione PCR e quindi di un corretto profiling analizzando tessuti (intesi come tessuti biologici) direttamente prelevati da cadaveri esposti in superficie.

Pochi studi invece sulla possibilità di una corretta tipizzazione di DNA estratto da tracce biologiche su tessuti (intesi come tessili) esposti all'ambiente e non protetti come nel caso in questione.

Tra questi però la ricerca di Charly Parker 2008 (già citata anche da Annika) è particolarmente centrata in quanto è stata indagata la possibilità di arrivare ad un profilo, anche parziale, partendo proprio da tracce ematiche su tessuto in cotone esposto in modo non protetto all'ambiente e concludendo sull'impossibilità di determinare un profilo completo già a partire da 3 giorni ed un profilo parziale da una settimana.

Si potrebbe obiettare che gli esperimenti furono condotti ad una temperatura con picchi sino a 36°C mentre il cadavere di Yara teoricamente rimase esposto per tre mesi a temperature oscillanti da -5°C a 15°C. Ma come ben sai una delle cause principali della degradazione è l'hydrolytic cleavage ed in quel periodo ha nevicato e piovuto a più riprese con gli slip teoricamente a contatto con una parte del corpo in putrefazione e con il conseguente rilascio di abbondanti DNAses mentre nel caso di Parker questo non fu considerato.

Insomma, a mio modestissimo parere, sostenere che a distanza di tre mesi dal deposito fosse ancora possibile ottenere un profilo anche parziale (e sappiamo che sono riusciti a tipizzare anche SE33!) mi sembra un'affermazione decisamente ascientifica. Affermazione che un biologo potrebbe anche fare ma unicamente se supportata da studi condivisi.

Jordi ha detto...

Dudù e Gilberto, sarà come sostenete voi, anche perché contrariamente se ne sarebbe discusso molto. L'avevo letto tempo fa e mi aspettavo ci fosse un seguito.
Grazie delle risposte.

Annika ha detto...

Mik

Sg corrisponde a semenogelina; Pb2 a lead2 (piombo in Italiano). E no,
la mia non era affatto una battuta e se ti intendessi di ossa sapresti
cosa intendo. Hold that thought and keep digging (no pun intended). A
proposito di Pb, sul MALDI ci andrei proprio coi piedi di piombo:

Body fluid identification by mass spectrometry, Yang et al 2013

Sul NIR, invece, mi riservo una sorpresa per la prossima volta.

Biologo

Grazie ma conoscevo il significato della parola "prossimita'". Fatto
sta che il citrate content loss non si blocca in prossimita' di 0°C,
ma al di sotto dello zero. E le temperature, se necessario, eccome se
escono fuori. Magari qualcuno tra i lettori che smanetta su internet
ce le vuole gentilmente far avere? Grazie.

Non servono tutte; basta sapere soltanto quante volte e per quanto
tempo la temperatura e' scesa effettivamente sotto zero a Chignolo nei
90 giorni ben noti. L'osso poi raccontebbe la sua storia, compresa
tutta la verita'.

Raymond e il DNA: a parte il fatto che Raymond e' una lei e non un
lui, conosco molto bene i suoi studi. Parla di outdoors e di superfici
solide. Un polsino sintetico e un elastico in spandex e lycra non
assorbono niente perche' le fibre sintetiche sono lisce e non
permettono la formazione di "dipole". Qyesto non lo scrivo io, esiste
letteratura in merito.

Non conoscevo invece Shao et al 2012, ma ora l'ho letto tutto con
grande attenzione (dato che pensavo mi rifilassi quella chicca di
vintage del millennio scorso di Schuster & Appleby e invece mi hai
piacevolmente sorpresa). Ti chiedo pero': sei davvero sicuro che
intendi citarlo? Hai letto con attenzione i suoi findings? Mi puoi
indicare il paragrafo esatto in cui si parla di ACCERTAMENTO DEL DNA
PROFILING dopo 18 operazioni di thawing and freezing? Grazie

Annika ha detto...

PS Biologo

Mi spiego ancora meglio. Che Shao abbia svolto fino a 18 thawing and
freezing su alcuni samples lo so leggere da sola. E' l'accertamento
del profiling del DNA smack-bang on your face che, almeno nella mia
copia, proprio non c'e'. Tu dove lo hai letto?

Massimo Prati ha detto...

Ciao a tutti

entro un attimo per parlare della questione dell'erba radicata al terreno che secondo l'accusa Yara aveva stretto fra le mani. Questo particolare è entrato a processo, ma i vari testimoni hanno escluso che Yara avesse fra le mani erba radicata al terreno e la dottoressa Ranaletta ha dichiarato che la stessa erba di Chignolo d'Isola era nel giardino dell'albergo bescamasco che la ospitava. Consiglio di leggere un oramai vecchio articolo di Telese...

Massimo Prati ha detto...

Questo è l'articolo cui mi riferisco

www.liberoquotidiano.it/news/italia/11837007/Yara--scontro-in-aula-tra.html

Biologo ha detto...

@Annika

-scrive: Grazie ma conoscevo il significato della parola "prossimita'". Fatto sta che il citrate content loss non si blocca in prossimita' di 0°C, ma al di sotto dello zero. E le temperature, se necessario, eccome se escono fuori. Magari qualcuno tra i lettori che smanetta su internet ce le vuole gentilmente far avere? Grazie.

E cosa risolve conoscere le temperature di Chignolo?
E' necessario conoscere le temperature del campo, mica Chignolo è un'incubatrice da laboratorio a temperatura uniforme e nota nel tempo.



-scrive: Raymond e il DNA: a parte il fatto che Raymond e' una lei e non un lui,

Spero mi si possa perdonare di non conoscere il sesso dell'autore di una pubblicazione. Certo capisco che sul lettore medio possa fare un certo effetto vantare una conoscenza tanto dettagliata del settore, ma dubito che persino il lettore medio non possa comprendere che un conto è un infisso un altro è un capo d'abbigliamento.



- scrive: un elastico in spandex e lycra non assorbono niente perche' le fibre intetiche sono lisce e non permettono la formazione di "dipole".

Non parlo di assorbimento da parte della fibra in sé, ma l'insinuarsi del materiale biologico nella trama. L'ho già spiegato in qualche commento precedente.



-scrive: Hai letto con attenzione i suoi findings? Mi puoi indicare il paragrafo esatto in cui si parla di ACCERTAMENTO DEL DNA PROFILING dopo 18 operazioni di thawing and freezing?

Hai letto con attenzione? Frammenti di 100kb.

L'espediente dei richiami in stile indicami "il paragrafo esatto in cui si parla di" non me li sarei aspettati da te. Soprattutto perché, viste le tue posizioni (es. "L'osso poi raccontebbe la sua storia, compresa tutta la verita'") ho risposto nel merito quando avrei potuto semplicemente chiederti:

- mostraci le pubblicazioni scientifiche che dimostrano che nelle condizioni di quel campo è possibile ottenere tempi precisi con le analisi del citrate.
- mostraci le pubblicazioni scientifiche che dimostrano che da un polsino come quello della piccola Yara non è mai possibile ottenere un profilo del DNA.

Dudu' ha detto...

Ragazzi,
È la seconda ,terza volta che mi imbatto in articoli che dicono che sim batteria guanti etc. erano vicini al cadavere,non in tasca,qualcuno sà per certo fossero in tasca ?

TommyS
Guarda le foto di questo articolo, cos'è secondo te/voi la cosa nera sopra la sim ?

http://www.crimeblog.it/galleria/omicidio-yara-gambirasio-le-foto-dei-reperti-chiave-del-giallo-01/3

Sempre per TommyS e voi naturalmente
http://www.corriere.it/cronache/14_giugno_16/yara-l-assassino-trovato-grazie-dna-ecco-come-funziona-test-0fb12c96-f574-11e3-ac9a-521682d84f63.shtml

Jordi
Leggi questo articolo ,c'è anche un riassunto dell'udienza ,con relativa critica di Massimo Prati

http://albatros-volandocontrovento.blogspot.it/2015/10/processo-massimo-bossetti-la-verita.html

Annika ha detto...

Biologo

Solo perche' non puoi rispondere alla mia domanda sul DNA profiling
nell'articolo da te stesso citato (l'hai scelto tu, non io), non
significa che puoi diventare tutto grumpy.

E' un fatto: non c'e' pubblicazione, neanche tra gli studiosi Cinesi,
che dimostri che sia possibile estrarre un profilo certo dopo ripetuti
thawing and freezing. Che importa, si sapeva gia'. Non cambia nulla
rispetto al fatto che quei DNA sono e restano comunque due grandi
patacche dalla validita' non dimostrabile.

Riguardo al citrate, la validita' del test non richiede dimostrazione
referenziata scritta su un blog pubblico ne' puo' essere smontata da
questioni di lana caprina. Le presunte temperature al nanosecondo (o
le +/- ore di Mik, sopra) sono solo cavilli che fanno sorridere. Se un
osso c'e', hai voglia quanta roba puo' raccontare, e non parlo solo
del PMI. Comunque sia, non sono mai stata timida nel tappezzare interi
threads di questo blog con letteratura dalla noia mortale ma dalla
validita' ineccepibile. Forse postero' le referenze, ma di certo non a
comando ne' per sfida.

Riguardo alle tracce, profilo o non profilo, e' la composizione
chimica con tanto di markers che trasforma una traccia organica in
traccia forense. Non il DNA. Esistono infatti tracce forensi, come ad
esempio la Sg, pienamente accertative di un certo contatto sebbene
totalmente prive di DNA. Se realmente un fluido della Brena o di
Bossetti fosse riuscito ad insinuarsi tra le scivolose fibre
liscissime di un polsino o di un elastico, e se la traccia
sull'elastico e quella sul polsino fossero state autentiche, il DNA
sarebbe stato estratto da una componente di markers e altro
identificativi dell'origine della traccia stessa. E tali componenti
organiche, per il fatto stesso di contenere il presunto DNA da sballo,
avrebbero dovuto risultare appiccicate alle fibre e TESTABILI. Peccato
pero' che, nonostante numerosi e ripetuti test, sia risultato
impossibile determinare la natura forense di entrambe quelle due
tracce, manco quei due presunti DNA fossero stati depositati da due
fantasmi. Questo significa che nulla e' stato trovato appiccicato tra
quelle fibre (o sapremmo di cosa si trattava) tranne il presunto DNA
che avrebbe dovuto essere estratto proprio da cio' che invece non
c'era.

Luca Cheli ha detto...

In merito alla questione del "citrate content loss", perché non iniziare a calcolare con le temperature per Chignolo date dai registri meteo, ASSUMENDO che quelle del campo coincidano con esse.

Primo livello di approssimazione, ma intanto viene fuori un numero e si vede quanto dista da 90 giorni.

Poi si lascia una stazione meteo per 90 giorni in quel campo l'inverno successivo e si registrano giorno per giorno le differenze di temperatura con quella situata a Chignolo "centro".

Quando le si ha tutte si applicano le differenze sulle temperature assunte per l'anno precedente e si ricalcola il famoso numero e si vede quanto è cambiato rispetto al primo ottenuto.

Questa è il primo livello di perturbazione, poi se ne può introdurre un secondo misurando di nuovo tutte le differenze nell'inverno ancora successivo e così via, eventualmente mediando.

In particolare con il metodo della propagazione degli errori applicato alla formula usata per il citrate content si può calcolare qual'è l'effetto di ogni deltaT di temperatura sul tempo finale.

L'idea mi è venuta da reminiscenze del calcolo perturbativo in meccanica quantistica, ma l'idea fondamentale è capire quanto sei distante da 90 (o 92) giorni già con i valori medi di Chignolo e quanto incidono anche solo in prima approssimazione le differenze tra Chignolo centro ed il campo.

Perché se la tua prima approssimazione ti dà 30 e il primo livello di perturbazione ti dà +/- 10, hai voglia ad arrivare a 90 ... con un po' di buona volontà si possono anche tirare fuori dei valori probabilistici in termini di media e deviazione standard (occhio e croce mi sembra che la gaussiana sia applicabile, ma chi è più ferrato in materia potrà trovare la distribuzione più adatta).

Dudu' ha detto...

Biologo
Permettimi, dici che dna su infisso o su leggings non è la stessa cosa. Mi sfugge il senso,in quanto mi sembra che in ogni caso entrambi i dna -in diverse superfici- sono esposti agli agenti atmosferici e all'ossidazione che l'aria stessa provoca(giusto ?).
Sicuramente una superfice liscia quale potrebbe essere il vetro,non essendo porosa, non troverebbe ancoraggio,se la traccia fosse sopra la vernice invece si,
come sui leggings,
però in entrambi i casi sono comunque esposte al gelo e alla pioggia (ora non conosco lo studio di Raymonds),
i polsini dei bomberini nel 90 % dei casi sono in acrilico ed elasten, materiali che solitamente non assorbono e come hai detto ,
eventualmente fra le maglie può annidarsi il materiale,
ma in ogni caso quel polsino in particolare era attorno ad una mano ed un polso
(non sappiano nemmeno se quella traccia era rivolta al cielo o al terreno tralaltro, cioè sopra o sotto la mano perciò appoggiata al terreno )
in putrefazione,quale condizione più nefasta esisterebbe? Agenti che intervengono per tre mesi,non è sufficente parlare di freezy thau,c'è da aggiungerci la pioggia che cadde copiosa in quell'inverno, perciò polsino inzuppato per giorni,pioggia-acida- che cadendo fà schizzar terriccio sul polsino,
terriccio che qualora arrivi il sole asciuga ed è altamente assorbente,
polsino inzuppato di pioggia che si mescola con i liquidi cadaverici.

Io non ho le competenze che avete voi,sfrutto molto quel poco che sò e la logica,sono incredula credere possa resistere per ben tre mesi quando si stà parlando di un cadavere che si stà disfando.
Yara avrà pesato 40/'45 kg in vita ,l'avranno trovata pesare forse 20, e mi si dice che 1-10-100 nanogrammi resistono.

Ma gli han messo l'impermeabile,la termocoperta a quelle cellule per sopravvivere 3 mesi ?

Vanna ha detto...

Annika,
mi piace come hai risposto, non ti mancano chiarezza e arguzia pepata con competenze importanti.
Grazie.
Vanna

Dudu' ha detto...

Anch'io Vanna
trovo Annika molto brava ,preparata.
Trovo sopratutto in Annika la capacità di vedere le cose senza distorsioni, senza pregiudizio,una figura sopra le parti. Per questo sento di poter riporre fiducia in lei. Ma non bevo dalla fonte senza ragionarci sù prima.indistintamente da chi ho davanti.
Mi ricordo che tempo fà ci fù una polemica qui nel blog,ad Annika vennero richiesti i titoli. Io non chiedo i titoli a nessuno, si capisce leggendo i scritti,l'importante è saper leggere ed essere aperti a comprendere.

Luca Cheli

Forse se trovi longitudine e latitudine di Chignolo D'Isola, non c'è bisogno di investire su un lontano futuro.
Ad esempio questo sito linkato da Biologo,spero non sbagliarmi, rileva dati ogni 30"
http://www.eurometeo.com/italian/condition

La corte ha acquisito il calendario meteorologico fornito dalla difesa, nella circostanza della testimonianza occhi di volpe al cimitero. Non ricordo dove l'avevo letto.

Biologo ha detto...

@Annika

-scrive: Solo perche' non puoi rispondere alla mia domanda sul DNA profiling nell'articolo da te stesso citato (l'hai scelto tu, non io), non significa che puoi diventare tutto grumpy.

Questo tuo modo di rispondere ricorda quello di chi messo davanti all'impossibilità dell'assenza del DNA mitocondriale con tutto quel DNA nucleare di buona qualità chiede che gli siano mostrate delle pubblicazioni.

Se, come riporta l'articolo, ripetuti cicli freeze-thaw restituiscono comunque frammenti da centinaia di kb, non dovrebbe essere un ragionamento troppo complesso dedurre che loci significativi di poche centinaia di basi hanno buone probabilità di non finire tutti quanti proprio nel punto della sequenza in cui avviene la frammentazione, e di evitare di diventare perciò non rilevabili.



-scrive: Non cambia nulla rispetto al fatto che quei DNA sono e restano comunque due grandi patacche dalla validita' non dimostrabile.

Non c'è dubbio che l'analisi del DNA nucleare del Bossetti è da buttar via. Su quella del polsino non si può sostenere la stessa cosa.



-scrive: Riguardo al citrate, la validita' del test non richiede dimostrazione referenziata scritta su un blog pubblico ne' puo' essere smontata da questioni di lana caprina. Le presunte temperature al nanosecondo (o le +/- ore di Mik, sopra) sono solo cavilli che fanno sorridere.

Altro che questioni di lana caprina o cavilli: quella della misurazione del citrate è sicuramente una tecnica valida ma in questo caso trova un serio intoppo nel fatto che la temperatura a Chignolo è scesa sotto lo zero numerose volte durante il periodo in oggetto.
Non si può approssimare, come sostieni, che è sufficiente utilizzare le temperature di Chignolo per stimare l'influenza che questi cambiamenti climatici hanno avuto sul citrate perché nulla ci dice con certezza per esempio che se il sensore ha riportato -1°C per Chignolo per 2 giorni allora la traccia in quel campo è stata anch'essa per 2 giorni a -1°C.
Ripeto, un territorio comunale non è un'incubatrice da laboratorio con temperatura uniforme e controllata.



-scrive: Se realmente un fluido della Brena o di Bossetti fosse riuscito ad insinuarsi tra le scivolose fibre liscissime di un polsino o di un elastico

http://www.giornalettismo.com/wp-content/uploads/2013/04/vestiti-yara-3.jpg

Un tessuto "a coste" come quello del polsino nella foto direi che è tutt'altro che un punto in cui per una traccia di origine biologica è difficile andare ad insinuarsi.

Poi sul perché non sia stata determinata la natura di quella traccia si può discutere all'infinito, ma ciò non toglie che è verosimile rinvenire DNA sul polsino, contrariamente al DNA attribuito a Massimo Bossetti che è del tutto inspiegabile.



@Dudu'
-scrive: Permettimi, dici che dna su infisso o su leggings non è la stessa cosa. Mi sfugge il senso,in quanto mi sembra che in ogni caso entrambi i dna -in diverse superfici- sono esposti agli agenti atmosferici e all'ossidazione che l'aria stessa provoca(giusto ?).

In realtà parlo della differenza tra infisso e polsino, i leggins a contatto con il corpo sono certamente in una situazione più estrema.
L'infisso dell'articolo scientifico era ricoperto di una pittura tipo lacca, è chiaro che c'è una bella differenza con un polsino a coste con trame del tessuto piuttosto evidenti in cui si può insinuare facilmente un liquido organico.



-scrive: Ma gli han messo l'impermeabile,la termocoperta a quelle cellule per sopravvivere 3 mesi ?

Certo le cellule non sopravvivono in quelle condizioni, ma il DNA eventualmente raccolto (come tutto quello raccolto generalmente in tracce vecchie di giorni) è ormai un composto organico che persiste ben oltre la morte della cellula da cui proviene.

Dudu' ha detto...

Si certo Biologo,mi riferivo
ad una sopravvivenza tipizzabile,leggibile,scusa la confusione.
Forse hai il sospetto che il possessore di quel materiale sulla manica abbia avuto un qualche ruolo?
Te lo chiedo perchè noto che non gli dai lo stesso valore seppur sai ben che di entrambi i dna non si è provveduto-dicono- accertare l'origine

Dan F. ha detto...

È interessante questa diatriba tra due "esperti" i quali, pur stando dalla stessa parte, non sono d'accordo su tanti particolari tecnico-scientifici.

Proviamo a pensare ad un giudice di fronte a disquisizioni simili e anche più contraddittorie: che fare riguardo alla prova regina? Chiedere il parere ad un altro "esperto"? Per arrivare magari ad ulteriori incertezze e diatribe? No, meglio stare coi piedi per terra e attenersi ai dati certi:sul corpo c'è traccia di Bossetti che non ha alibi per quella sera. Sono gli unici dati certi al di là delle varie interpretazioni degli esperti, nessuno dei quali, a processo, ha messo chiaramente in discussione proprio il DNA nucleare se non per metafore ed enigmi.

Basta per una condanna in primo grado? Io sono ultragrantista e direi di no ma nel nostro sistema giudiziario direi che basti.

Gilberto ha detto...

La diatriba tra Annika e Biologo sicuramente di buon livello scientifico credo però che renda i lettori un tantino ai margini del contraddittorio che rischia di trasformare il caso in parola in un esercizio accademico. Se i nostri esperti scendessero un po' ai nostri livelli e magari cercassero si far capire anche a chi è profano? Come il Sagredo galileiano dei Massimi Sistemi, qui c'è pubblico attento e desideroso di capire le implicazioni da dare al sic et non, di tradurre le formule tecniche e i rilievi in scenari e immagini comprensibili anche a un pubblico che non sarà un Salviati, ma neppure un Simplicio...

PINO ha detto...

X Gilberto

Concordo pienamente con quanto hai rilevato.
Ma chi potrebbe mai frenare il fiero ardore, tutto professionale, della nostra amata Annika?
E' un piacere assimilare, sia pure solo attraverso lo scritto, quanto emana la sua forte e sincera personalità.
Ciao, Pino

Dudu' ha detto...

Dan F.
" ..ha messo chiaramente in discussione proprio il DNA nucleare se non per metafore ed enigmi. .."

Non chiamerei metafora o enigma un mtdna assente,quello è sicuro che è materiale mancante oggettivamente.
Ma mentre la procura aveva i reperti in mano e ha potuto fare analisi esperimenti ricerca ,alla difesa cosa è toccato?
È una gravissima scelta quella di non avere messo a disposizione della difesa neanche un vetrino. Che poteva fare la difesa se non addurre che...
Perchè alla difesa non sono stati nemmeno mostrati i reperti eh..

Si stà chiedendo la firma in bianco..

qualsiasi cittadino ci fosse al posto di Bossetti và tutelato,dobbiamo difendere i diritti, il diritto di difendersi, è un fatto su cui dovrebbero intervenire csm o chi titolato farlo.

Se si accetta che un imputato venga condannato su questa base, su queste condizioni c'è da pretendere di aprire una indagine sul processo stesso.

È gravissimo quello che stà succedendo da quelle parti.

Gilberto ha detto...

Sì Dudù è proprio come dici
C'è una platea mediatica nel paese che non ha capito un tubo. Non ha capito che non ci sono in gioco solo le sorti di un muratore, ma quelle del diritto, dell'Habeas corpus, di tutto un sistema che non si basi sulla discrezionalità. Ci siamo in gioco tutti come potenziali imputati.

Luca Cheli ha detto...

Cari amici e care amiche,

ieri sera mi sono guardato QG e prima di andare a dormire mi sono fatto un cicchetto di whisky, un "nightcap" all'americana.

La combinazione è stata fatale e mi sono sognato ... Bossetti.

Direte voi "ma fatti una vita, dovresti sognarti Belen e non Bossetti", beh magari Scarlett Johansson, che è più il mio genere, ma comunque in realtà non sono arrivato fino a quel punto e non è che me lo sia proprio sognato.

Semplicemente il whyskaccio e l'indigesto QG mi hanno fatto dormire male e nel dormiveglia ho iniziato a fare strane associazioni mentali.

Mi è tornata in mente la recente disquisizione di TommyS in merito alla possibilità che il DNA sintetico di Ignoto1 fosse stato confezionato prima o dopo il ritrovamento del cadavere, nonché le passate disquisizioni di PaoloA sulla possibilità che alcuni elementi di Polizia Scientifica e/o RIS abbiano già "giocato" in passato con il DNA sintetico in altri casi, poi le stranezze degli abiti di quel cadavere, con i leggins decomposti ed il giubbetto praticamente intonso e con sopra il misterioso DNA della Brena ...

E poi ...

E poi dai recessi della memoria mi sono tornati alla memoria Toni Chichiareli e la rapina alla Brink's Securmark!

Non riassumo tutto perché meriterebbe un libro, ma in merito alle due cose potete trovare informazioni qui:

https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Chichiarelli#Il_mistero_del_Borsello.2C_della_Testina_rotante_e_del_Memoriale_di_Moro

In particolare, dopo l'anomala rapina vennero trovate, deliberatamente lasciate sul posto, cose ancora più anomale (cito da Wikipedia):

"Non fu una rapina qualsiasi: sul bancone gli ignoti lasciarono una serie di oggetti che stavano simbolicamente a rappresentare il vero significato dell'impresa. Una granata Energa, sette proiettili calibro 7,62, sette piccole catene e sette chiavi. La bomba Energa era dello stesso tipo usata durante l'agguato al colonnello Varisco (il tenente colonnello Antonio Varisco, comandante del nucleo dei carabinieri del Tribunale di Roma, venne ucciso dalle Brigate Rosse il 13 luglio 1979) e proveniva dall'armeria di via List [in realtà un deposito di armi usato dalla Banda della Magliana e situato nei sotterranei del Ministero della Sanità a Roma (!)].

Le sette chiavi e le sette catene furono lette come un chiaro riferimento al falso comunicato delle Brigate Rosse sul lago della Duchessa, mentre i sette proiettili calibro 7,62 riportano all'omicidio di Mino Pecorelli, e c'erano anche le cinque schede , identiche a quelle ritrovate nel borsello sul taxi da Tony Chichiarelli all'epoca dell'omicidio di Pecorelli, che stavano ad indicare lo stretto collegamento tra l'omicidio del giornalista e il rapimento e la morte di Aldo Moro."


Chiaramente il messaggio (incomprensibile ai livelli base delle FdO intervenute, ma ben comprensibile più in alto) era: chi ha fatto questo sa cose che non si devono sapere, quindi lasciateci in pace o queste cose vengono fuori.

Da dietrologo pazzo quale sono mi son detto: e se una cosa simili spiegasse le tante incongruenze del caso Gambirasio?

Ovvero chi commette il delitto (a mio parere non un singolo individuo) lo commette forse più per mandare un messaggio che per il delitto in se stesso.

In questo scenario ipotetico chi commette il delitto è a conoscenza delle pratiche a cui faceva riferimento PaoloA (e che in questo scenario sono una realtà fattuale) e crea appositamente una situazione "impossibile" e contraddittoria, con due DNA sintetici di due persone che non si conoscono tra loro, lascia metà degli abiti intonsi, strane ferite, scarpe sfilate e rimesse e così via, in modo da dire a chi a sua volta sa all'interno delle FdO "sappiamo quello che fate di solito, quindi occhio che se cercate di prenderci verrebbero fuori cose molto spiacevoli anche per voi".

Luca Cheli ha detto...

continua ...

Possibilmente, e direi anche probabilmente, il messaggio ricattatorio non servirebbe tanto ad ottenere l'impunità per l'omicidio di Yara (che a questo punto potrebbe essere solo, per quanto suoni cinico, l'involontario messaggero suo malgrado), ma per ottenere impunità a più largo spettro in altri contesti.

Quali non saprei davvero dire, né chi potrebbero essere questi soggetti, perché semplicemente mancano troppe informazioni.

Comunque, prendendo per buono questo scenario (forse ho visto troppe volte "Romanzo Criminale") le due fazioni all'interno delle FdO di cui qualcuno aveva già ipotizzato in questo blog (una che vuole archiviare e una che vuole incastrare Bossetti) esisterebbero ugualmente, solo che al contrario.

La fazione che vuole archiviare è quella che ha capito benissimo il messaggio degli autori del delitto e che quindi è a conoscenza di pratiche "istituzionalmente deviate" (sempre nel contesto dell'ipotesi in cui esse esistano), mentre quella che vuole a tutti i costi trovare Ignoto1 è solo la fazione "ingenua" e da un certo punto di vista in buona fede, che, affetta da quella "tunnel vision" che spesso affligge gli inquirenti, vuole trovare il colpevole, ma lo fa al prezzo di semplificare il caso (il cadavere è sempre stato in quel campo, non facciamoci troppe domande sul DNA mitocondriale, il DNA della Brena eliminiamolo del tutto) per renderlo risolvibile e conforme alla propria ipotesi investigativa.

Sì lo so, l'ho sparata grossa e la prossima volta ci penserò prima di bere il bicchiere della staffa, soprattutto dopo aver visto QG!

Gilberto ha detto...

Caro Luca
Riporto una tua frase

"Io sono abbastanza dietrologico (o complottista, per quelli che preferiscono questo termine), ma questo supera anche il mio livello."

Vedi che se ti ci metti di impegno ci riesci, anche se con qualche aiutino (Scarlett Johansson + nightcap")

Luca Cheli ha detto...

Vero, ma è un filone diverso dal tuo, o quantomeno in esso la paternità di Bossetti è irrilevante.

Certo, tu starai pensando che magari uno scenario del genere (in qualche modo noto alla difesa) potrebbe essere alla base di un'assoluzione dietro le quinte ... sì certo, teoria per teoria perché no...

Però prima di tutto vediamo se ci sarà un'assoluzione, cosa di cui dubito fortemente.

Arrise ha detto...

Da Wikipedia apprendo che Siria Magri è curatrice di Quarto Grado ed è stata anche collaboratrice con l'Eco di Bergamo uno dei giornali più colpevolisti mai visti su questo caso. Possibile che anche nell'accanimento mediatico che c'è su questo caso ci sia dietro la lunga mano di qualcuno?

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