sabato 20 giugno 2015

Malagiustizia: come fabbricare le non prove e arruolare giornalisti per inculcare il pregiudizio nella pubblica opinione che festeggerà la condanna dell'innocente...

Franca Leosini
In una puntata di "Ombre sul Giallo" la stupenda Franca Leosini entra a gamba tesa in uno degli orrori investigativi-giudiziari più schifosi dei primi anni '90 e grazie a chi si occupò del caso smaschera le malefatte della procura e degli investigatori e mostra la pochezza mentale di quasi 50 giudici e la forza di pochi altri. Uno spezzone del programma venne dedicato anche a Gennaro De Stefano, uno straordinario giornalista - purtroppo morto nel 2008 - che per aver cercato la verità e non essersi piegato al volere del potere costituito venne incastrato da un ispettore di Polizia (grazie a un delinquente "suo amico") e incarcerato per due mesi. Chiaramente non spero che la casalinga di Voghera abbia un'ora per guardare il video e ascoltare la campana che non si adegua ai compromessi. Quindi credo proprio che l'opinione pubblica non cambierà mai idea e, a bocca aperta, continuerà a fidarsi dei cagnolini che vagano per le procure, dei giornalisti zerbino e degli opinionisti scurrili e poco informati. Peccato, perché la storia recente e lontana dimostra che è vero, "i roghi furono accesi sotto le streghe dal popolo", ma su istigazione di qualche popolano influente e senza scrupoli aizzato e ingrassato dal potere.

La storia. Il pomeriggio del 24 agosto 1990 Cristina Capoccitti, che aveva solo 7 anni, lo passò assieme a un suo cugino tredicenne. Alle 20.45 fu uccisa e, tre giorni dopo, del delitto si auto-accusò, prima in caserma poi in procura, proprio il cugino. Ma nel cuore della notte il ragazzo, che pur se minorenne durante gli interrogatori non aveva né un genitore né un avvocato al suo fianco, cambiò le carte in tavola e accusò suo padre che venne subito arrestato. Il nastro della confessione sparì, anzi un carabiniere a processo disse che ci aveva registrato sopra, ma da quel momento, e ancor più nell'immediato futuro grazie a invenzioni ad hoc, nacque il mostro di Balsorano. La parte civile si abbracciò agli investigatori che le mostrarono prove, che ora sappiamo essere non credibili, e si appiattì alla procura alla stessa maniera di come si appiattiscono agli investigatori e alle procure tutte le parti civili dei processi attuali. Il padre accusato dal figlio si chiamava Michele, e quando a furor di popolo venne condannato all'ergastolo la gente in tribunale e fuori applaudì e nel suo paese si festeggiò coi fuochi d'artificio. Peccato che non fosse lui il colpevole, visto che quanto gli si addebitava, si scoprì nel '97 in un processo a parte celebrato anni dopo la sentenza di condanna definitiva, convergeva contro suo figlio (anche il dna) che però non ammise mai le sue colpe e continuò, dopo essere stato affidato a un'altra famiglia cambiando cognome e città, ad accusare il padre. La vergogna giudiziaria proseguì anche dopo le nuove prove che lo scagionavano e, incredibilmente, a Michele fu negata la revisione del processo. I procuratori e i giudici ormai erano stati promossi, il mostro di Balsorano doveva restare "il mostro" e Cristina, la piccola Cristina di soli sette anni, non meritava la giusta giustizia.

Michele morì in carcere nel 2003 da innocente. L'opinione pubblica per anni l'aveva massacrato, gli investigatori l'avevano massacrato, la giustizia l'aveva massacrato e lui, che si sentiva massacrato, in punto di morte ancora chiese giustizia. Le sue ultime parole, dette a uno sconosciuto prima di esalare l'ultimo respiro, furono: dite a tutti che non ho ucciso io Cristina.

39 commenti:

giulia ha detto...

Grazie Massimo,
è importante ricordare il povero Michele.
una storia che avevo seguito tantissimo ai tempi e che mi sconvolse parecchio. Anzi, ancora non accetto che l'assassino sia rimasto impunito.

Bruno ha detto...

L'articolo colpisce e mi fa rimanere allibito di cosa può accadere improvisamnete ad una persona. Le ultime parole di Michele : "dite a tutti che non ho ucciso io Cristina", entrano nel cuore e lo scolpiscono fino in fondo. In tutta questa storia di positivo c'è Franca Leosini ed alcuni Giudici e questo Blog di Massimo Prati che ci ha permesso di conoscere meglio questa triste storia.

Luca Cheli ha detto...

È un po' che non si fanno trasmissioni come questa, eh?

Chissà perché ...

Molti altri episodi sono disponibili su Youtube e meritano tutti.

Anonimo ha detto...

pensare che abbiamo gente come pinto giacinto ( uno a caso)
che mi ricordo ancora quando correva dietro il misseri michele, chiamandolo : zio michele, perchè... questo, perchè quello.... e schifezze varie.

bell'articolo massimo

luca

GIGI ha detto...

Consentitemi queste domande:

1) Ammettiamo che in laboratorio abbiano dolosamente ricostruito un profilo genetico nucleare falso e pefettamente compatibile a quello di un soggetto in quel momento fortemente sospettato da pochi inquirenti.
Come hanno fatto concretamente (quindi operativamente) a ricostruire il profilo genetico di Massimo Bossetti?
Dando per scontato che il suo DNA nucleare sia stato creato ad hoc in laboratorio, come avviene operativamente questa operazione?
E' necessario avere a disposizione il suo DNA naturale per crearne uno artificiale identico? Presumo proprio di si. Quindi qualcuno deve aver pedinato Bossetti e glielo deve aver prelevato a sua insaputa, giusto? E questo deve essere necessariamente essere avvenuto nel 2011, perchè è proprio nel 2011 che viene ricostruito il profilo genetico nucleare di ignotouno
Poi, una volta che il profilo genetico di Bossetti era a loro disposizione, si è potuto creare ad hoc in laboratorio quello stesso profilo genetico artificiale? giusto?

2) Per creare il profilo genetico artificiale di Bossetti è necessario inserire il suo DNA naturale (prelevatogli a sua insaputa) sui vestiti della vittima (nei 4 o 5 punti in cui si sostiene sia stato rilevato) o basta fare alcune operazioni di laboratorio, senza alcuna necessità di depositarlo manualmente sui reperti? E se non è stato inserito manualmente su quei reperti, perchè sostengono che sia stato ritrovato in 4-5 reperti tracce diversi, cioè in 4-5 punti diversi delle mutandine e dei leggins?

3) Chi ha creato il suo DNA nucleare artificiale (cioè il suo profilo genetico nucleare), perchè non ha sentito la necessità di creare anche il suo profilo mitocondriale aritificiale? O questa operazione in laboratorio non è possibile farla? O forse la si può fare, ma chi ha creato il profilo nucleare, ingenuamente, non pensava fosse necessario creare anche quello mitocondriale artificiale?

4) Chi ha sentito la necessità di ricavare il DNA mitocondriale del soggetto ignoto, evidentemente, non può essere lo stesso soggetto che ha manipolato i dati falsandoli e creando un falso profilo nucleare (attribuibile a Bossetti). Giusto? Quindi evidentemente, il primo soggetto, rispetto al secondo, è in totale buona fede. Giusto?

4)Nei profili genetici artificiali creati ad hoc in laboratorio, è giustificabile (ed ha senso) la frase qui di seguito, riportata a pag 287 della relazione dei RIS, in cui si statuisce che: "appare alquanto discutibile che ad una degradazione proteica della traccia non sia seguita una degradazione del DNA"? Credo proprio di si. Mi pare che con questa frase i RIS si siano domandati: ma come è possibile che qui risulti un DNA così limpido e chiaro a fronte di una totale degradazione proteica della traccia? (La traccia era totalmente degradata, eppure da quella stessa traccia è stato possibile estrarre un DNA abbondantemente cellularizzato e non si riesce nemmeno a capire, per giunta, da quale fluido derivi). Tutti questi fenomeni sono scientificamente spiegabili sono in un modo: quel DNA è (era) un DNA sintetico (artificiale). Giusto?

Biologo ha detto...

Il DNA del Bossetti

Prima di rispondere alle domande di GIGI credo sia necessario fare una premessa: nessuno, in base agli elementi attualmente a disposizione, può dimostrare che il DNA attribuito al Bossetti è stato apposto sui reperti intenzionalmente.

Allo stesso tempo però non potrà mai essere dimostrato "al di là di ogni ragionevole dubbio" che quello rilevato è un DNA "autentico".

Allo stato dei fatti, o meglio di quelli che sono stati resi noti attraverso i media, i risultati delle analisi sulla traccia 31G20 lasciano più che perplessi e da essi derivano diversi dubbi più che ragionevoli.

Lascia sgomenti sentir definire "prova scientifica" il risultato delle analisi su quell'anomala traccia e constatare che in base ad esso una persona è detenuta e verrà presto processata per un reato gravissimo.

Ora però tento di rispondere alle domande sul DNA derivanti dall'ipotesi che la traccia di Ignoto1 non sia autentica.

1) L'apposizione sul reperto di una sequenza del DNA nucleare del Bossetti (parlo genericamente di "una sequenza" perché al momento non sappiamo se era presente l'intero codice, una parte di esso, o soltanto le porzioni relative ai marcatori) dovrebbe ovviamente essere avvenuta prima dell'analisi che ha attribuito la paternità al Guerinoni.

Verso la metà del 2012 i media già accennavano ad una famiglia originaria di Gorno, ovvero i Guerinoni, pertanto l'apposizione del DNA del Bossetti non può che essere precedente a questo periodo.

Quanto alla realizzazione tecnica della traccia è naturalmente necessario partire da materiale biologico del soggetto, ad esempio da materiale depositatosi su mozziconi, bicchieri, ecc., e con dei "semplici" (semplici per chi ne fa uso regolarmente) kit si può ottenere del materiale genetico che apposto ad un reperto può portare ad una successiva identificazione.

Che il Bossetti fosse noto già nel 2011 è un'ipotesi di cui si è discusso in interventi precedenti concludendo che fosse assai probabile poiché le registrazioni delle telecamere di sorveglianza che riprendevano il furgone, andando soggette a cancellazione in un tempo piuttosto breve, dovevano essere state acquisiste nell'immediatezza della sparizione della vittima o del rinvenimento del corpo.

[...continua]

Biologo ha detto...

[...continua]

2) Il materiale genetico, autentico o meno, che ha portato all'identificazione del Bossetti doveva essere necessariamente presente sul reperto. L'ipotesi che i risultati delle analisi possano essere un'invenzione "completa", ovvero che il DNA non fosse presente affatto sul reperto, è irrealistica. Se non vi fosse stato del DNA nucleare non si sarebbe giunti all'individuazione dei componenti della famiglia Guerinoni.

Il numero di punti in cui il DNA è stato rilevato, nell'ipotesi che sia stato apposto artificialmente, è irrilevante: una volta che si ha a disposizione una soluzione contenente il materiale genetico di un individuo la difficoltà non è certo quella di trasferirne delle gocce in più punti.

3) Il DNA nucleare consente di identificare un individuo con un grado di probabilità assolutamente soddisfacente. E' per questo che le indagini si concentrano sul nDNA piuttosto che sul DNA mitocondriale.

L'analisi del DNA mitocondriale sulla traccia di Ignoto1 si è resa necessaria nel momento in cui, attribuita la paternità al Guerinoni, si è tentato di attribuirne la maternità per facilitare l'individuazione.

Cosa che peraltro costituisce una delle anomalie della vicenda. La maternità alla Arzuffi non è stata attribuita mediante DNA mitocondriale che, come poi si è scoperto non era presente sul reperto, ma in base alla ricerca di un allele raro del DNA nucleare.

Nell'ipotesi che qualcuno avesse deciso di "facilitare" l'individuazione del Bossetti è chiaro che il solo DNA nucleare sarebbe stato più che sufficiente allo scopo, a patto che a qualcun altro non venisse in mente di cercare una corrispondenza anche per il DNA mitocondriale, cosa che è poi avvenuta generando tutti i dubbi di cui oggi si discute.

Biologo ha detto...

[...continua]

4) La buonafede degli inquirenti nel complesso non può essere messa in discussione per il solo fatto che la traccia di Ignoto1 è anomala e, probabilmente, di natura "artificiale".

Già i risultati delle prime perizie sul corpo, associati ai famosi filmati di sorveglianza, possono facilmente condizionare e spingere inersorabilmente verso la ricerca di un "muratore" assassino.

Inoltre sono diversi i laboratori che hanno partecipato alle differenti tipologie di analisi, immaginare che si siano coordinati per restituire un falso risultato è, francamente, incredibile.

Una decina di professionisti di alto livello che costituisce un'associazione a delinquere rischiando anni ed anni di detenzione al solo scopo di restituire un risultato scientifico falsato? Per quanto non ci si possa meravigliare di ciò che può accadere in questo mondo, bisogna ammettere che questa eventualità è, a dir poco, assurda.

E' sufficiente una sola persona per ottenere delle copie del DNA nucleare a partire da una traccia biologica. La stessa persona può, da sola, contaminare un reperto. E persino questa persona, condizionata dagli stessi fatti risultanti dalle perizie rese note in precedenza, potrebbe aver finito per compiere un reato spinto dalla convinzione, in buonafede, di fornire un contributo decisivo per incastrare l'autore di un terribile delitto.

5) Le proteine e gli acidi nucleici hanno tassi di degradazione differenti, ciò significa che trascorso un certo tempo da un deposito simultaneo è normale riscontrare un differente livello di degradazione.

Quindi, se il RIS ha ritenuto di evidenziare quanto ha scritto nella relazione, vuol dire che il livello della degradazione proteica rispetto al livello di degradazione del DNA è tale da risultare anomalo anche tenendo conto dei differenti tassi di degradazione.

In parole semplici: se le proteine e il DNA sono finiti su questo reperto nello stesso momento, come si spiega che oggi, nel momento in cui effettuiamo l'analisi, le ritroviamo in uno stato di degradazione non compatibile con la velocità a cui di solito degradano?

E' chiaro che se il DNA nucleare appare perfettamente conservato rispetto alle restanti componenti della traccia biologica le possibilità sono due. O si è verificato qualche fenomeno biologico fuori dall'ordinario che i periti dovranno spiegare, oppure le molecole perfettamente conservate, nel caso specifico il DNA, sono state apposte tempo dopo, quando gli elementi chimici e gli enzimi che normalmente le degradano erano già in una condizione tale da risultare inefficaci.

Rita ha detto...

Massimo, una casalinga di Roma ha trovato l'ora di tempo per vedere il video... e brividi di freddo hanno attraversato il mio corpo durante l'intera visione. Tu sai il perchè!

GIGI ha detto...

Grazie mille Biologo, per i tuoi preziosissimi interventi.
Anche io credo che se dolo vi è stato a porlo in essere non può che essere stata una sola persona; una sola persona che ha competenze in materia di falsificazione del DNA nucleido. Gli altri, ovviamente, sono ignari di tutto, ma io credo che più di qualcuno sospetti qualcosa ma preferisca tacere.
SI, come tu hai fatto notare, la falsificazione non può che essere avvenuta prima dell'attribuzione della paternità a Guerinoni (un dato certo che a Damiano Guerinoni - cugino di Massimo Bossetti - gli inquirenti arrivano già il 21 ottobre 2011; ergo, la falsificazione e l'apposizione a bella posta del DNA artificiale su questi reperti non può che essere avvenuta prima di tale periodo).
Una cosa però ancora non mi è chiara: il DNA nucleare di Bossetti è stato trovato in 4 o 5 tracce diverse (tra mutandine e leggins), per cui una volta che hanno verificato che nella famosa traccia 31G20 non c'era il DNA mitocondriale dello stesso soggetto ignotouno (Bossetti) perchè i RIS (servendosi dell'università di Firenze, così come avvenuto per la famosa traccia G3120) non hanno ricavato il mitocondriale anche dalle altre 3-4 tracce a loro disposizione?
Ovvio che se nemmeno li vi fosse stato (o vi fosse) il DNA mitocondriale di Bossetti, l'ipotesi falsificazione del DNA nucleare di ignotouno sarebbe certa. Possibile mai che nemmeno ora da queste 4-5 tracce sia possibile ricavare il DNA mitocondriale?
Tutto il materiale biologico presente in queste 4-5 tracce sarebbe tutto finito?
Mi pare un'ipotesi alquanto strana, surreale: 4-5 tracce da cui non sarebbe più possibile estrarre ed analizzare il DNA. Se fosse davvero così (ma mi pare proprio che sia così) sarebbe incredibile, davvero inquietante, agghiacciante.
Per quanto riguarda l'ipotesi che Bossetti fosse noto a taluni sin dal 2010, a mio avviso, questa ipotesi è non probabile ma altissimamente probabile.
In questo caso, infatti, hanno lavorato le migliore teste a livello nazionale e io dubito fortemente che tutti questi corpi ultraspecializzati (tra Ros, RIS, polizia ecc ecc) si siano lasciati scappare il principale soggetto da attenzionare, il quale presentava tutte le caratteristiche dell'uomo che loro stavano cercando: basti pensare all'immagine delle telecamere di Via dei caduti che riprende il furgone di Bossetti (pare appurato che sia il suo e lo avrebbe confermato anche la difesa e inoltre tutti gli altri titolari di furgoni simili al suo erano stati identificati, attenzionati e finanche escussi a sommarie informazioni) o ancora basti pensare alla circostanza che il suo cellulare dalle 17:45 in poi del 26 novembre 2010 non dava più segnali di vita; inoltre è un muratore (e in quel periodo loro cercavano muratori). Tutti elementi, questi ultimi, che possono aver convinto qualcuno della sua colpevolezza e per farlo confessare questo qualcuno ha pensato bene di munirsi di una prova falsa (come è avvenuto in tanti altri casi giudiziari, compreso il caso più noto: unabomber)
Questo qualcuno, quindi, sin dall'inizio, sapeva già tutto, cioè sapeva che Massimo Bossetti è il figlio di Ester Azzuffi ed ecco perchè si è arrivati alla mamma di Massimo: qualcuno ha indirizzato le indagini in quella direzione. Senza questo qualcuno (visto la non compatibilità dei rispettivi DNA mitocondriali) sarebbe stato impossibile individuare o anche solo attenzionare la signora Ester quale mamma di ignotouno. Ed infatti, dopo il fallimento della comparazione di Giardina nel 2012, le indagini tornarono comunque in quella valle e si tornò comunque a puntare il dito contro la signora Ester.
Ma come facevano a saperlo già in anticipo che lei era (o sarebbe potuta essere) la mamma?
Evidentemente qualcuno (una sola persona, o forse due) sapevano già tutto e sin dal 2011

Anonimo ha detto...

per Gigi, giusto Gigi. Ottime considerazioni.

TommyS. ha detto...

Biologo

Concordo con molti punti del tuo ragionamento.

Hai scritto però

L'analisi del DNA mitocondriale sulla traccia di Ignoto1 si è resa necessaria nel momento in cui, attribuita la paternità al Guerinoni, si è tentato di attribuirne la maternità per facilitare l'individuazione.

Questo ancora adesso per me è uno dei punti cruciali per cercare di capire come si sono svolte le indagini. Non capisco difatti perché ricorrere al mtDNA per facilitare l'individuazione della madre di Ignoto1. Non era in alcun modo necessario in quanto si disponeva del genotipo nucleare di Ignoto1 e bastava analizzare quelli delle presunte possibili madri confrontandone gli alleli, cioè la stessa identica procedura seguita per l'analisi delle altre migliaia di DNA prelevati. In caso di condivisione su tutti i loci (in prima battuta sarebbero bastati quelli standard senza analizzarne 21 come fatto in seguito) di un allele, si sarebbe potuto affinare l'analisi verificando l'effettivo grado di discendenza matrilineare (maggior numero di loci STR e relativi calcoli biostatistici). Al massimo nel tardo autunno del 2012 si sarebbe arrivati ad Ester Arzuffi visto che la donna aveva consentito al prelievo nel luglio dello stesso anno.

Affidarsi invece al mtDNA è stato un passaggio aggiuntivo che per di più non avrebbe consentito un'identificazione certa richiedendo in ogni caso il confronto del nDNA in seconda battuta.

A rendere ancor più dubbia e sospetta la scelta si aggiunge il fatto che a Giardina fu dato come aplotipo mitocondriale di confronto quello di Yara spacciandolo per quello di Ignoto1, molto difficile dire se in buonafede o malafede (la prima sottintende una mancanza di scrupolo scientifico da parte del RIS, la seconda invece qualcosa di più oscuro).

Per Gigi

E' Previderè a scrivere (lo riporta però solamente un articolo di ADNKronos) che unicamente la traccia 31G20 conteneva un aplotipo mitocondriale misto dove la componente maggioritaria era quella di Yara, mentre le altre tracce più importanti (come la 31G19) permettevano di risalire unicamente al mtDNA della vittima. E questo senza effettuare analisi dirette ma riprendendo i risultati del RIS dalla relazione a firma del col. Lago. Per cui il mtDNA l'hanno isolato anche dalle altre tracce senza però trovarvi quello di Bossetti e dell'Arzuffi e trovandovi solamente nella 31G20 quello di un altro soggetto non identificato (Previderè dal canto suo ha avanzato riserve sul fatto che la componente minoritaria fosse chiaramente leggibile).

Vedremo cosa dichiareranno in aula i consulenti dell'accusa (e possiamo essere sicuri che saranno in tanti e famosi), ma l'assenza del mtDNA di Bossetti, alias Ignoto1 per il nDNA (per l'esattezza per soli 21 marcatori STR), costituisce forte indizio che il nDNA ritrovato fosse un artefatto, apposto dolosamente.

giulia ha detto...

Dunque,
non si era arrivati alla Arzuffi perché confrontarono, per errore, il dna della madre di YARA (e non quello di ignoro 1) con quello della signora Ester (no comment).
Quindi in teoria hanno perso circa due anni così.
Si arriva a Bossetti dalla segnalazione di un signore che conosceva Guerinoni, quindi confrontano il dna di Bossetti con quello di ignoto 1. Lo arrestano.
Però il dna di Bossetti nella sua componente mitocondriale non corrisponde a quello della Arzuffi.
Aiutatemi nel ragionamento ora.
È chiaro che Bossetti sia figlio di Guerinoni e per una semplice ragione: non è figlio di GIOVANNI, la famiglia ha effettuato il test a spese proprie presso l'università di Torino e, come ha confermato Marita, i gemelli non sono figli di Bossetti padre.
A questo punto, davanti all'evidenza di un test che la sbugiardava, se Bossetti non fosse figlio di Guerinoni, Ester avrebbe parlato e indicato il vero padre, mi auguro, per scagionare il figlio dall'accusa di omicidio.
Ester non parla e quindi tendo a credere che il vero padre di Massimo sia Guerinoni.
Assodato questo, perché il mitocondriale non corrisponde? Degradazione, come ha affermato il generale Garofalo o errore, come ha suggerito il Prof. Capra?
Ma di errore non parlerei, dato che Guerinoni è il padre di Bossetti.
Concludo: secondo me ignoto 1 è Bossetti, ma resta da capire come diamine quel dna sia arrivato sugli slip di Yara. Inutile ribadire che la ricostruzione dell'accusa fa acqua da tutte le parti, quindi manca solo un tassello: come spieghiamo il dna sulla vittima?
Ripeto: io non credo all'errore o la Arzuffi avrebbe comunicato agli inquirenti il nome del vero padre di Massimo. Ci sta la vergogna, povera signora, ma dopo l'ulteriore conferma da parte del laboratorio di Torino, non avrebbe senso mentire ancora. La famiglia ormai sa, se il padre non fosse Guerinoni, Ester a questo punto parlerebbe.

Detto questo, non mi convinceranno mai della colpevolezza di Bossetti, mai.


giulia ha detto...

Garofano. Scusate, il correttore del cellulare.

GIGI ha detto...

Tommy ma sei sicuro che anche nelle altre 4 tracce in cui è stato ricavato il profilo geneotipico nucleare attribuito ad ignotouno (Bossetti) non sia stato ritrovato il DNA mitocondriale dello stesso Bossetti?
A me non risulta, ma se così fosse allora è chiaro che si è in presenza di DNA sintetico, cioè creato in laboratorio.
Cioè voglio dire: perchè si sono ammazzati a dare una giustificazione scientifica al fatto che nella traccia 31G20 non ci fosse il DNA mitocondriale di Bossetti se poi questo DNA mitocondriale non c'era nemmeno nelle altre 4 tracce? Se è impossibile scientificamente che al DNA nucleare di un soggetto ignoto non corrisponda il DNA mitocndriale dello stesso soggetto ignoto, come è possibile che questo sia avvenuto non una volta ma ben 5?
Previderè ha dato 3 possibili spiegazioni scientifiche al fatto che il DNA mitocndriale di Bossetti non ci fosse nella traccia 31G20 (nessuna spiegazione però in concreto appare plausibile a giustificare le vistosissime anomalie presenti nella medesima traccia) ma che io sappia lo stesso Previderè non si è pronunciato sul Mitocondirale presente nelle altre tracce proprio perchè il DNA mitocondrirale l'università di Firenze lo ricava solo dalla 31G20 ma non dalle altre 4 tracce.
Certo è che se tu avessi ragione, io non avrei più dubbi nel dire che quel DNA di Bossetti è sintetico perchè va bene non rinvenirlo in una traccia (il chè è già assolutamente inspiegabile) ma addirittura non rinvenirlo nemmeno nella altre 4 è davvero impossibile, se non attraverso dolose operazioni di laboratorio. Ma temo tu ti stia sbagliando, purtroppo.
Un' altra cosa: che io sappia Giardina non confronta per errore il DNA mito di Yara (anziche di ignotouno) con quello di Azzuffi e delle altre 532 donne.
Giardina si limita semplicemente a comparare i profili che gli hanno passato i i RIS e i RIS passano a Giardina una fiala in cui era contenuto il DNA mitocondirale di ignotouno. Giardina si è limitato a mere operazioni di comparazione. Non è colpa sua se il DNA di ignotouno era ed è pressochè sovrapponibile (per i 4/5) a quello di Yara, lui si è limitato ad effettuare le comparazioni in base a quello che gli hanno passato i RIS.
Il problema è che i RIS gli hanno passato una traccia (o meglio una fiala da cui è stata estratta quella traccia) contenente: un DNA nucleare appartenente per il 90% a Bossetti (evidentemente sintetico) e per il 10% a Yara e, sempre nella medesima traccia 31G20, un DNA mitocondriale appartenente per i 4/5 a Yara e per il restante 1/5 ad un soggetto ignoto2.
Giardiana si è limitato solo a comparare questi risultati con il DNA delle 532 donne.
Ora, come avrebbe potuto mai Giardiana individuare Ester quale mamma di ignotouno se in quella traccia il DNA mitocondriale di ignotuno non era affatto compatibile a quello di Ester (nonchè di Massimo)?
E' tutta qui la chiave del discorso: Giardiana non commette nessun errore: il "pasticcio" è stato fatto a monte cioè da chi ha ricostruito il profilo geneotipico nulceare denominato ignotouno (profilo che, risultando altamente compatibile per ben 21 loci a quello di Bossetti, appare più che altro il frutto di improprie operazioni di laboratorio....)

GIGI ha detto...

Ma è sparito il mio messaggio? O ho sbagliato a inviarlo e l'ho inviato altrove?

emax/massimo prati ha detto...

GIGI, il tuo commento era finito in spam. L'ho recuperato e pubblicato. Ciao

TommyS. ha detto...

Gigi

L'articolo che tratta in modo più corretto (dichiarando in premessa di aver letto la relazione di Previderè) la questione è di ADNKronos

http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2015/01/26/caso-yara-salta-prova-regina-per-consulente-della-procura-dna-mitocondriale-non-bossetti_gZJQLDWLI44pu544vcHtrN.html

Nelle tracce 31G19 (slip, leggermente sopra la 31G20) e 32-3 (credo leggings) vi era solamente il mtDNA di Yara, mentre nella 31G20 oltre alla componente maggioritaria di Yara ve ne era una minoritaria di altro soggetto non riconducibile in alcun modo a Bossetti (invece per il nDNA la componente maggioritaria - 70% - era quella maschile di Ignoto1 alias Bossetti).

Da notare nell'articolo questo passaggio:

Si è sempre sostenuto che l'esame sulla traccia 'abbondante' trovata sugli slip della vittima è ripetibile, ossia può essere ripetuta con un incidente probatorio davanti alle parti, il pool difensivo dell'indagato e l'avvocato e il consulente della famiglia Gambirasio. Ora questa certezza sembrerebbe svanire. Per svolgere gli esami sui peli e i capelli, i consulenti nominati dalla procura di Bergamo hanno tentato di "caratterizzare" nuovamente "la parte minoritaria" della traccia mista trovata sul corpo della vittima, ma ricorrendo ad altri campioni estratti dal Ris "in quanto i campioni 31G19 e 31G20" - noti rispettivamente come le maggiori tracce miste di Dna di Yara e di 'Ignoto 1' trovate sul corpo della vittima - "risultano essere esauriti".

Per cui, ammesso non sia errato quanto lasciato intendere da Antonietta Ferrante di ADN, nelle altre tracce non vi era altra componente oltre a quella della vittima.

Per quanto riguarda invece chi ha analizzato il mtDNA delle tre tracce principali vedremo cosa risulterà in dibattimento (tra i 400 testi richiesti dalla difesa vi sono anche tutti i consulenti dell'accusa in modo da non essere limitati tecnicamente al solo controesame), ma da quanto è stato pubblicato le analisi sembra le abbia fatte solamente il RIS che ha passato a Giardina l'aplotipo sbagliato (striscia), cioè la sequenza degli SNP eteroplasmici rispetto la sequenza di riferimento. In pratica Giardina non ha commesso errori, se non quello di non farsi lo stesso scrupolo di Previderè e richiedere l'aplotipo di Yara, ma è stato portato su un binario morto.

L'aplotipo mitocondriale di Bossetti non è sovrapponibile a quello di Yara per 4/5. Condividono è vero alcuni SNP eteroplasmici, ma quello di Bossetti presenta solamente 4 SNP degli 11 che caratterizzano quello di Yara. Ed allo stesso tempo ne ha altri 5 che non si trovano in quello della vittima. In pratica due aplotipi mitocondriali totalmente differenti (quello di Yara appartiene all'aplogruppo I4 mentre quello di Bossetti a T) e non sovrapponibili in alcun modo. Inoltre secondo Peter Gill il mtDNA maschile sembra essere più resistente di quello femminile, ulteriore motivo per il quale quello di Yara non poteva "nascondere" quello di Bossetti.

A meno che ADNKronos non abbia raccontato falsità (non è mai stato smentito) penso proprio di non sbagliarmi.

Ed alla fine poniti una domanda. Tra i reperti sul cadavere ed intorno ad esso, vengono ritrovati molti peli/capelli. Secondo Previderè ben 150 sono di origine umana. Perché si è aspettato così tanto per analizzare questi reperti (è stato Portera a chiederlo con energia al GIP)? Chi è che ha suggerito che queste analisi non fossero così importanti o che fosse meglio non farle?

Ed inoltre perché sempre Portera, prima che il fascicolo contro Fikri venisse archiviato, ha ipotizzato una possibile contaminazione ed ha richiesto che venissero analizzate altre regioni del DNA (da qui forse l'incarico misterioso dato al San Raffaele)? Non è che nel 2012 pensasse le stesse cose che abbiamo scritto io e Biologo e cioé che forse su quelle tracce del nDNA di Ignoto1 ci fossero solamente i 21 marcatori autosomici STR utili all'identificazione?

GIGI ha detto...

Niente , purtroppo continuo a non capire (e chiedo l'aiuto di biologo: non so perchè ma lo capisco molto meglio rispetto a Tommy, ma, ovviamente è solo un mio problema di comprensione, Tommy è altrettanto competente e si vede).
Io so per certo che i RIS hanno chiesto all'Università di Firenze di ricavare dalla traccia 31G20 i profili genotipici mitocondiali ricavabili dalla medesima traccia (i IRS non erano capaci di ricavare il mitocondriale da questa traccia degradata - come nemmeno dalle altre 4 - e si sono fatti aiutare dall'Università di Firenze, specializzata in queste operazioni, proprio perchè avevano dei dubbi sul profilo geneotipico nucleare denominato ignotouno: per dissipare ogni dubbio - riferisce il Dott Capra - i RIS hanno ritenuto di farsi coadiuvare dall'Universtià di FIrenze affinché dalla medesima traccia 31G20 - e solo da questa- ricavasse il profilo geneotipico mitocondriale del soggetto denominato ignotouno).
L'università però restituisce dei profili geneotipici mitocondriali nient'affatto compatibili e sovrapponibili a quello che gli stessi RIS hanno ricavato in fase di amplificazione del DNA nucleido di ignotuno, cioè restituiscono il profilo mitocondriale di Yara e il profilo mitocondriale di un altro soggetto (che chiameremo ignotodue). Fatto questo assolutamente anomalo, perchè l'Università di FIrenze avrebbe dovuto restituire il profilo mitocondriale perfettamente compatibile e sovrapponibile a quello di ignotouno (Bossetti).
Bene, per giustificare questa vistosissima anomalia scientifica ora tutti i consulenti della Procura si stanno arrampicando sugli specchi,ma nessuno sino ad ora è riuscito a spigare scientificamente tale fenomeno (nemmeno Previderè nella sua relazione)
I RIS, che io sappia, non hanno mai chiesto all'Università di Firenze di ricavare dalla altre 4 tracce il DNA mitocondriale, quindi, ad oggi, che io sappia, nessuno sa se nelle altre 4 tracce in cui è stato trovato il DNA nucleare di Bossetti (o meglio: da cui è stato ricavato il profilo geneotipico nucleare denominato ignotouno, alias Bossetti) vi sia o meno anche il DNA mitocondriale dello stesso soggetto ignotuno, alias (Bossetti).
Cioè, voglio dire: se nessuno lavora per ricavare il mitocondriale dalle altre 4 tracce, perchè sostieni che nelle medesime 4 tracce NON vi sia il DNA mitocondriale di Bossetti?
Fino ad ora l'Università di Firenze ha lavorato solo sulla famosa traccia 31G20, quindi perchè tu Tommy sostieni che anche nelle altre 4 tracce NON ci sarebbe il DNA mitocondriale di Bossetti? Se nessuno lavora su queste 4 tracce per ricavarne il mitocondriale, come si fa a sostenere che non vi sia quello di Bossetti?
Chi avrebbe già lavorato queste 4 tracce per ricavarne il mitocondriale?
Da quello che mi risulta, assolutamente nessuno.
E' specializzata in queste operazioni solo l'Università di Firenze, ma, quest'ultima, sino ad ora, ha lavorato solo per ricavare i profili mitocondriali dalla traccia 31G20 ma non anche dalle altre 4 tracce.

GIGI ha detto...

Si sa per certo solo che nella traccia 31G20 NON c'era il DNA mitocndriale di Bossetti, ma non si sa (perchè ancora nessuno ha chiesto di procedere alle relative analisi, nemmeno la difesa, se non tramite richiesta di incidente probatorio, respinta però dal GUP) se nelle ulteriori tracce vi sia o meno il DNA mitocondriale dello stesso Bossetti.
Ma questa è anche la situazione più logica: perchè se davvero il DNA di Bossetti non fosse presente in nessuna delle altre 4 tracce (ma, ripeto, lo sapremo solo quando qualcuno ci lavorerà su queste 4 tracce per ricavarne i profili mitocondriali) si avrebbe la certezza assoluta che quel DNA nucleare di Bossetti era sintetico, perchè è ovvio che già il fatto che non vi sia il mitocondriale di Bossetti nella traccia 31G20 è fortemente sospetto, se poi non vi fosse nemmeno nelle altre 4 tracce, beh si avrebbero più dubbi, ma nel modo più assoluto (e mi sa che, quanto prima, chi di dovere verrà a dirci che le analisi per ricavare il mitocondriale nelle altre 4 tracce NON saranno più ripetibili in NESSUNA delle altre 4 tracce perchè tutto il materiale biologico sarebbe appassionatamente FINITO, ma attenzione, sarebbe appassionatamente finito - si badi bene - non in una traccia ma in ben 5 tracce)....
Se davvero dovessero dirci questo, sarebbe davvero inquietante, angosciante, agghiacciante: da rimanere senza parole

TommyS. ha detto...

Gigi

Mi puoi citare gentilmente una fonte in merito alla consulenza dell'Università di Firenze? Onestamente penso di essermela persa.

Quando il RIS (per te l'Università di Firenze) ha isolato il profilo mitocondriale misto dalla 31G20, Bossetti era ben lungi dal comparire sulla scena. L'unica anomalia riscontrabile sarebbe stata quella di una componente maggioritaria dovuta a Yara ed una minoritaria dovuta ad un soggetto che a quell'epoca per forza di cose doveva essere Ignoto1, l'esatto contrario di quello verificato con il nDNA. E questa anomalia sarebbe saltata fuori solamente confrontando il profilo misto con l'aplotipo di Yara come fatto poi da Previderè. L'avranno fatto anche all'epoca o dobbiamo credere che il RIS in buona fede abbia detto a Giardina che l'aplotipo maggioritario per il confronto era quello di Ignoto1?

Su ilFattoQuotidiano del 29 gennaio 2015 vi era una breve intervista ad Emiliano Giardina, molto arrabbiato della responsabilità dell'errore addossata a lui sul mtDNA. I passi più importanti:

"Il mio laboratorio non ha commesso errori. Abbiamo analizzatole tracce che ci ha dato la Procura e le abbiamo confrontate con i profili delle persone che ci sottoponevano. Se c’è qualcuno che ha sbagliato, quello non sono io."

E allora perché è così arrabbiato?

"Sono stati utilizzati termini quali “incompatibilità” o “errore” e questo ha ingenerato la sensazione che ci possano essere stati errori in laboratorio. Nel mio laboratorio."

E lei lo esclude?

"Categoricamente. È stato scritto persino che abbiamo lavorato sul Dna di Yara, cosa non vera. Tutto il materiale che abbiamo analizzato ce lo hanno fornito altri. Chi ha lavorato sui reperti? Si sa benissimo da chi vengono i profili."

GIGI ha detto...

Dott Capra, dal minuto 13.40 in poi

https://www.youtube.com/watch?v=vmzcfBakFUk&feature=youtu.be

TommyS. ha detto...

Ho sentito l'intervento di Capra. In pratica però l'analisi del mtDNA l'ha fatta il col. Lago del RIS di Parma presso il laboratorio di antropologia molecolare dell'Università di Firenze. Ben differente dal dire che l'esame è stato fatto da un laboratorio esterno.

Questo non toglie che Lago abbia voluto verificare a Firenze (struttura specializzata in profili genetici mitocondriali misti e degradati) esami già precedentemente effettuati a Parma. Per cui può anche essere che a Firenze abbia analizzato solamente il profilo misto della 31G20.

GIGI ha detto...

Ipotizziamo, in generale, che in laboratorio, disponendo, di una DNA naturale di un soggetto Massimo Bossetti), si crei un DNA sintetico dello stesso soggetto e che poi, lo stesso DNA sintetico, venga piazzato in 4 punti diversi tra i reperti slip e leggins, ovvero nelle tracce denominate 31G20 31G19 31G23 31G24
Chi sintetizza il DNA artificiale e lo piazza sui reperti (in questi 4 punti summenzionati), perchè non sintetizza oltre al DNA nucleare anche quello mitocondriale dello stesso soggetto ignoto? E perchè non inserisce, a bella posta, nei medesimi 4 punti di cui sopra, anche il DNA mitocondriale dello stesso soggetto ignoto?
O forse in laboratorio è possibile solo sintetizzare il solo DNA nucleare ma non anche il DNA mitocondriale?
O magari chi ha provveduto a porre in essere questo artifizio di laboratorio non aveva i mezzi o le capacità per poter sintetizzare anche il DNA mitocondriale e si è accontentato di sintetizzare solo quello nucleare, sperando che poi nessuno se ne fosse accorto?
Ovvio che sono tutte ipotesi, poi magari invece tutto si è svolto regolarmente e il DNA mitocondriale di Bossetti si è semplicemente volatilizzato in tutte e quattro le predette tracce a causa di uno stranissimo e inusualissimo fenomeno epistemologico che però verrà quanto prima annoverato all'interno delle più prestigiose riviste scientifiche nell'ambito della letteratura planetaria.

giulia ha detto...

Rettifico.
La comparazione tra il dna di ignoto 1 e quello di Yara (anziché di Arzuffi) nel 2012 era un'ipotesi dei quotidiani, ma la magistratura ha smentito.

Bruno ha detto...

Per Gigi, sagge parole per quanto hai scritto : "Se davvero dovessero dirci questo, sarebbe davvero inquietante, angosciante, agghiacciante: da rimanere senza parole."

Manlio Tummolo ha detto...

Una persona tanto sfortunata, dopo i primi successi, o forse proprio per questo. Se non erro, in quanto donna, è stata pure rovinata dall'applicazione di silicone sulle labbra o sul volto, non so bene, usato per far apparire una illusoria giovinezza. Seguo poco queste cose. E' anche un esempio di ingiustizia giudiziaria, per la quale non ha avuto adeguati risarcimenti. Tutta la sua storia è anche una grave smentita di una pretesa "cavalleria" e galanteria tipicamente italiane, nei confronti delle belle donne, che - invece - ahinoi, vengono trattate con volgarità piuttosto che con rispetto ed ammirazione, specie nei nostri tempi, brutalmente materialisti .

boboviz ha detto...

"La buonafede degli inquirenti nel complesso non può essere messa in discussione"
Io invece, viste le continue veline degli inquirenti ai media, la buona fede la metto fortemente in discussione.

GIGI ha detto...

Caro Tommy, mi sa che avevi ragione tu.
Sempre in quel video che ho postato qui sopra, verso la metà della registrazione, mentre parla il Prof Taormina, da un colloquio tra il Dott Capra e lo stesso Taormina, si evince (perchè viene detto chiaramente) che il DNA mitocondriale di Bossetti non è stato trovato in nessuna delle 4 tracce (quindi i RIS - nutrendo forti dubbi su quel DNA nucleare - hanno ritenuto di dover approfondire le analisi e di dover ricavare il DNA mitocondriale non da una solo traccia - la famosa 31G20 - ma da tutte e quattro le tracce e, udite udite, come sopra precisato, in nessuna delle 4 tracce è stato rinvenuto il DNA mitocondriale (o meglio, il profilo aplotipico mitocondriale di Bossetti)
Leggevo in rete che c'è un modo specifico per verificare se un DNA è sintetico o autentico ed è quello di procedere alla "metilazione". Non so se, nel caso specifico, tale operazioni sia ancora possibile. A rigor di logica, presumo che se le analisi siano ancora ripetibili (cioè se c'è ancora del materiale che consenta di poter riestrarre e riesaminare questo DNA), allora sarà possibile anche procedere a questa procedura di "metilazione", altrimenti, in caso contrario, credo proprio che, ovviamente, non sarà possibile avere questa ulteriore conferma.
Ma lo ribadisco, pur essendo estraneo al mondo delle genetica forense o della biologia, a rigor di logica, mi pare di poter affermare che se per 4 volta di fila si ottiene sempre tutte e quattro volte lo stesso identico risultato (con una frequenza pertanto pari al 100%) ovvero quello dell'assenza del DNA mitocondriale dello stesso Massimo Bossetti, allora, dal punto di vista squisitamente epistemologico, non si può non concludere che, con elevato grado di credibilità razionale, il DNA rinvenuto sui vestiti della vittima e ed attribuito ad ignotouno sia un DNA artificiale, ovvero creato in laboratorio e poi posizionato a bella posta sui reperti.
Lo stesso Prof Capra, ad un certo momento del convengo, mentre era intento a disquisire sul DNA nucleare del soggetto ignotouno, ha proferito testuale parola: "artefatto".
A cosa intendeva riferirsi l'esimio professore?

TommyS. ha detto...

GIGI

Capra ha parlato di artefatto riferendosi a quanto determinato da colui che Capra ha definito un suo collega molto preparato e che in realtà credo sia Giardina. Costui difatti ha cercato di analizzare ulteriormente il nDNA di Ignoto1 cercando in altre regioni del genoma. Dall'audio poco chiaro mi è parso di comprendere che in una "regione FES", che dovrebbe essere un gene che codifica la controparte cellulare umana della proteina retrovirale del sarcoma felino, se ho capito bene, da lui indagata (esistono kit commerciali specifici per la PCR di questo gene) abbia trovato un risultato inaspettato che gli ha fatto concludere sulla possibilità di un artefatto, non ho capito se di tutto il DNA o solamente di quella regione.

La questione onestamente a questo punto diventa estremamente tecnica ed ammetto di non avere le conoscenze sufficienti per poterla affrontare. Ma questo dettaglio in ogni caso va ad aggiungersi a tutti dubbi sulla genuinità del nDNA di Ignoto1, indipendentemente dalla possibile tecnica utilizzata per clonarlo o sintetizzarlo.

Per quanto riguarda la metilazione, su questo blog ha scritto già dall'estate scorsa una cara commentatrice molto preparata che ha evidenziato in più interventi come l'analisi delle metilazioni del DNA di Ignoto1 avrebbe potuto togliere tutti i dubbi sulla natura sintetica dello stesso.

GIGI ha detto...

Ah ecco, infatti, Annika aveva indovinato tutto sin dall'epoca.
Ma sai cosa ti dico, caro Tommy, io credo che siano già in tanti ad aver capito che questo altro non è che un DNA sintetico, eppure fanno finta di non capire e si arrampicano sui vetri.
Comunque, chi ha deciso di ricavare il mitocondriale da queste tracce è sicuramente in buona fede (cioè non è lo stesso soggetto che ha costruito e posizionato sui reperti il DNA sintetico).
Come più volte abbiamo detto, l'ipotesi più logica è che sia stato un solo soggetto a falsare il DNA.
Occorrerebbe però capire chi per primo ha avuto accesso a quei laboratori: non è detto affatto che chi abbia rinvenuto ed estratto il DNA sintetico sia poi lo stesso soggetto che lo abbia falsato e posizionato su questi stessi reperti.
So per certo che il profilo di ignotouno è stato ricostruito solo nel mese di maggio 2011.
Gli altri profili (sui guanti e sul giubbotto) sono invece stati ricostruiti già a marzo 2011.
Perchè quello di ignotouno solo a maggio? Eppure le mutandine , a rigor di logica, dovrebbero essere il primo reperto ad essere sottoposto a griglia.
Cosa è accaduto in quei laboratori tra marzo e maggio 2011? Chi aveva accesso a quei locali?
Ma poi è possibile che chi ha falsato il DNA e chi ha pedinato e prelevato il DNA a Bossetti siano la stessa persona?
Insomma, ci sono un bel pò di domande a mio avviso interessanti.
Però una cosa è certa: è impossibile che un solo soggetto, senza il consenso o l'aiuto degli altri, decida di attenzionare da solo Bossetti già sin dal 2011.
Può essere che uno solo abbia falsato il DNA (e che gli altri siano ignari di tutto) ma che a decidere di attenzionarlo sia stato un solo soggetto mi pare alquanto improbabile.
Quindi, in un determinato ambiente investigativo, quel nome doveva già essere noto e sin da tempo a più di un inquirente. Costoro, evidentemente, pur avendo intuito (o comunque pur sospettando) che un loro collega abbia artefatto il DNA preferiscono lo stesso tacere e non rilevare pubblicamente che Bossetti era stato già da tanto tempo messo sotto i riflettori investigativi.
Ora, diciamocelo chiaramente (almeno qui, dove vedo che le teste pensanti ci sono): in un' ottica innocentista questa è assolutamente l'unica soluzione percorribile. O questo DNA di Bossetti è sintetico o Bossetti è colpevole, quindi o Bossetti era noto a taluni sin dal 2011 o Bossetti è davvero colpevole.
Non credo nella maniera più assoluta all'errore in fase di ricostruzione del DNA nucleare di ignotouno (sarebbe davvero sfigatissimo: non sarebbe lui ignotouno eppure si trovava comunque a passare davanti alla palestra proprio alle 18:40, cioè proprio quando Yara stava per uscire e aggancia le medesime celle, ecc ecc).
Non credo ovviamente nemmeno al trasporto indiretto del DNA (anche in quest'ultima ipotesi, ammesso di considerarla scientificamente ammissibile, sarebbe davvero l'uomo più sfortunato del mondo se davvero sia finito chissà come il suo DNA su quei reperti e lui ugualmente era li che passava almeno due volte dietro quella palestra e proprio intorno alle 18:40 per due volte di fila).
Insomma, o quel DNA di Bossetti è sintetico (ipotesi altissimamente probabile, anche da un punto di vista scientifico) o Bossetti è colpevole: il resto sono solo chiacchiere a vuoto dei più fessacchiotti (e ce ne sono parecchi, tanti, tantissimi, troppi, in tutta onestà fin troppi.....)

Anonimo ha detto...

le arrampicate di salvagni con le ultime balle di marita e i furgoni colorati di denti sono le ultime trovate della esilarante difesa altro che battersi sul solidissimo dna
la certezza è che quei bastardi cercano di prendere tutti per i fondelli il resto sono solo chiacchere di fessacchiotti pseudoscienziati

andres ha detto...

@ Anonimo
e se fossi proprio tu a essere stato preso per i fondelli con le dichiarazioni della Procura, appoggiata dai furbissimi media?

@Gigi
intervento molto interessante.
La creazione del dna nucleare sintetico(di cui personalmente sono certa), sarebbe opera di una sola persona, ma con la complicità-omertà di un gruppo allargato.Quello che me lo fa pensare è il fatto che si sia consumato il reperto con le tracce, rendendo così impossibile qualsiasi ripetizione dell'analisi e qualsiasi indagine. In questa faccenda molte persone sono coinvolte e di comune accordo hanno fatto in modo di eliminare ogni possibilità di prova.
Infatti è stranissimo e assurdo non lasciare neanche un pezzetto di fibra , da parte poi di inquirenti, professionisti, scienziati, che, o sono professionalmente degli incapaci (tutti?) o sono in qualche modo dentro qualcosa di molto sporco. In gioco ci sono molte teste , oltre alla faccia di un ministro.

TommyS. ha detto...

GIGI

Onestamente la certezza che la probabile contaminazione sia stata compiuta dopo il ritrovamento del cadavere io non ce l'ho. Non escludo difatti che possa essere avvenuta poco prima del (voluto) ritrovamento. QUesto tuttavia non cambia sostanzialmente le cose.

Resta la perplessità sul fatto che il DNA di Ignoto1 sia stato trovato solamente a maggio 2011, sebbene anche in questo caso certezze non ne ho. Potrebbe benissimo essere che sia stato subito individuato ma che si sia preferito prima tenere segreta la cosa (magari proprio perché le caratteristiche di quel nDNA non erano chiare).

Sebbene il PM e gli inquirenti abbiano sempre voluto far intendere che sia stato trovato in una traccia di origine ematica la questione mi sembra perlomeno dubbia. Dalle fotografie circolate si vede chiaramente che non era presente alcun alone che potesse far pensare ad una macchia di sangue pur molto dilavata (ma se viene dilavata se ne va via anche il DNA). Per cui bisogna pensare che quelle tracce siano state individuate tramite strumentazione specifica che non è detto sia stata utilizzata sin da subito.

TommyS. ha detto...

Trovo scandaloso che dopo che la vita personale, privata ed intima dell'imputato Bossetti è stata rivoltata come un calzino ed è stata data in pasto a tutta Italia, appena si entra nel vivo del processo il Presidente della Corte d'Assise. Antonella Bertoja, prima ancora di sentire cosa abbia da dire l'imputato stesso, dichiari «Manca un interesse sociale particolarmente rilevante alla conoscenza del dibattimento» negando quindi le riprese televisive delle udienze, e questo solamente sulla base della richiesta della famiglia.

Della ritrosia e riservatezza della famiglia Gambirasio si è fatto purtroppo un mito, ma dove erano i Gambirasio quando per mesi ed anni i giornali e le televisioni hanno fatto dell'omicidio di Yara "il fatto mediatico" per eccellenza, rivelando (ancor prima ancora dell'arresto di Bossetti) particolari sicuramente molto lesivi della privacy della vittima?

Da venerdì prossimo si parlerà sicuramente dell'omicidio di Yara, ma soprattutto della possibile condanna di un uomo che a questo punto dovrà avere pari diritti. E se costui riterrà, come già anticipato, che la massima pubblicità al dibattimento costituisca garanzia del rispetto di tali diritti, qualsiasi decisione contraria della Corte non potrà che essere vista come la volontà di tenere nascosto qualcosa che, se raccontato in modo oggettivo dalle riprese video (che verranno sicuramente poi montate ad arte dai vari telegiornali e programmi di approfondimento), potrebbe rivelarsi pericoloso non per l'imputato ma per chi siederà dall'altra parte.

La "rilevanza sociale", dott.ssa Bertoja, l'hanno creata da tempo coloro che invece avrebbero dovuto procedere in rigoroso silenzio. L'ha creata un metodo di indagine giudiziaria oramai troppo invalso presso tante Procure della Repubblica. Non è questo il momento di coprire tutto con un velo che sa troppo di insabbiamento e paura. Piuttosto si sinceri che i suoi giudici popolari non arrivino al dibattimento con un pregiudizio troppo consolidato (altrettanto si premuri di fare lei ed il suo giudice a latere) e che il processo si svolga nel pieno rispetto delle regole e del codice.

andres ha detto...

TommyS, concordo pienamente con te, ma , come anche tu rilevi, le riprese, che mi auguro comunque che ci siano, saranno montate "ad arte" dai vari media, da sempre abituati a questi giochi sporchi.
Rimane il fatto che ci sarebbe un video originale e completo,che costituirebbe una garanzia per l'imputato.
Impossibile che i giudici popolari non siano ormai suggestionati, dopo mesi di "indottrinamento" mediatico. La dott. Bertoja e il suo giudice a.l., non per pregiudizio, ma per, diciamo così,"solidarietà" verso i colleghi e amici, secondo me, non brilleranno per equidistanza, come la prima mossa della dottoressa ha già dimostrato.

Gilberto ha detto...

Sì TommyS.
Ora si vuole mettere tutto in sordina, forse qualcuno teme che quello che si sta per aprire potrebbe trasformarsi in un processo alla Giustizia italiana…

Anonimo ha detto...

TommyS,
ti dò ragione in pieno. Anche per me i genitori di Yara sono stati fin troppo schivi, e troppo remissivi nei confronti dei media, lasciandoli sparlare liberamente della figlia e permettendo loro di pubblicare immagini delicate, a volte raccapriccianti della povera bambina(penso ai vestiti).
Quanto alla testimonianza della signora di Trescore, per esempio, non sono mai intervenuti a smentire che la piccola vedesse di nascosto un uomo sposato, un padre di famiglia quarantenne...un sospetto gravissimo che danneggia non poco la sua reputazione. Certo Yara non torna più; certo chi la conosceva sapeva com'era davvero, ma almeno pretendere che sui giornali e in tivù si abbia rispetto del suo ricordo...non so, questo atteggiamento troppo defilato mi ha sempre sorpreso.


Nautilina

Anonimo ha detto...

@ GIGI
La faccenda del DNA per me è strana anche per un altro motivo, perché a Bossetti dovevano arrivare già nel 2011. Se hai letto la testimonianza del Fenili, tenuta ben nascosta al pubblico e divulgata solo da poche settimane, gli inquirenti già ai primi di dicembre 2010 sapevano di un Iveco Daily cassonato di colore bianco con portattrezzi visto correre intorno alla palestra alle 18 e 40, proprio mentre Yara stava uscendo o si apprestava a uscire. Questo senza contare le riprese delle telecamere che, come sappiamo, non funzionavano (tutte o in parte non l'ho mai capito).

Come minimo avrebbero dovuto cercare subito nel circondario tutti i proprietari di un veicolo simile; tu credi che non l'abbiano fatto? E da lì, arrivare a Bossetti era uno scherzo perché in zona non ce n'erano migliaia. Furgoni bianchi, celestini o verdini, in tutto quanti potevano essere? Ammesso che di notte il colore verdino si veda bianco, ma ho i miei dubbi, dicono che quello era proprio il furgone di Bossetti.
Quindi trovo incredibile che l'abbiano arrestato dopo anni e per vie tanto traverse, passando perfino da un defunto padre naturale.
Io ovviamente non credo che Bossetti sia colpevole: il furgone visto da Fenili poteva anche non essere il suo, ma MGB doveva essere nella lista dei sospetti, se non dal dicembre 2010 di sicuro dal marzo 2011, dopo aver ritrovato Yara.
Del resto il testimone è stato anche chiamato a confermare, quindi un furgone sospetto c'era in ogni caso.

Perciò andrei cauta prima di liquidare come balle le ultime dichiarazioni della signora Comi.
Può darsi benissimo che il marito fosse pedinato. Solo non capisco perché.
Non capisco diverse cose qui e siccome a non capire non ci sono abituata, quando succede ci sto male.

Nautilina