sabato 7 marzo 2015

Da quasi nove mesi sugli schermi italiani si proietta il nuovo romanzo mediatico - "Massimo Bossetti. Il killer che perde sangue e rapisce col furgoncino..."

Di Gilberto Migliorini


In una storia di fantasia c’è sempre un po’ di verosimiglianza. I romanzi per piacere ai lettori devono intrattenere elementi anche di realtà - per quanto infarcita di immagini e suggestioni. La miscellanea crea appunto l’illusione del verosimile o del simil-vero. Perfino quando si tratta di polpettoni e intrugli indigeribili, bizzarrie senza capo né coda, fa capolino qualche elemento di concretezza, magari accentuato e deformato quanto basta per far sognare, inorridire, immaginare, dedurre… costruire un’immagine convenzionale dei personaggi con quella mise travestita da storia plausibile. Per quanto alle volte gli attori appaiano inamidati e rigidi come baccalà, in abiti di cartapesta e irretiti in ruoli sopra le righe, conservano però il fascino dello status da protagonista che è stato loro proditoriamente assegnato da un romanziere. Santi, poeti e navigatori, ma anche assassini pedofili e… poveri Cristi. Se si dice eroe, eroe dev'essere - anche se il gaglioffo non sembra proprio appartenere alla schiatta dei prodi e valorosi. Se si dice assassino, assassino dev'essere - anche se magari si tratta di un povero diavolo tirato in ballo per qualche brutto scherzo del destino.

L’etichetta, per il grande pubblico, è davvero importante, come se davanti a un barattolo con della polvere bianca si potesse scambiare il sale per lo zucchero o non so per quale altra sostanza. Il popolo mediologico ha bisogno di sapere cosa c’è nel barattolo, e se gli fanno credere che è zucchero, anche se è sale, zucchero dev'essere. In fondo le papille gustative si possono addestrare a comando, magari si storce un po’ la bocca, e l’espressione dell’assaggiatore non è propriamente delle migliori, però ci si abitua e alla fine si è tutti concordi: si tratta proprio di saccarosio - e l’espressione sembra perfino trasmutare, diventa estatica e mielosa, segno che la suggestione può davvero fare il miracolo. L’effetto placebo in fondo serve anche a quello, a trovare il farmaco dell’anima più adatto a farci star bene e, qualche volta, perfino sognare.

Tutta la società dello spettacolo si regge su quel sistema di etichette con le quali si dà indicazione circa contenuti e contenitori. Basta davvero poco per orientare il target. L’importante è però fargli credere che alle conclusioni ci arrivi lui - in perfetta autonomia - e che il romanzo sia proprio lo spettatore a scriverlo, senza imbeccate e senza quelle suggestioni che lo rendano così disponibile a collaborare alzando lo share nel day-time. La verosimiglianza consiste nel trovare gli ingredienti adatti che poi saranno miscelati a dovere e accostati nelle giuste tonalità. Viene costruita una storia e imbastito un personaggio che abbia una parvenza di realtà. Magari si calca su qualche elemento caratteriale, si corregge un profilo inadatto e non del tutto coerente con la trama, si accentuano gli aspetti in sintonia con l’intreccio lavorando un po’ di taglia e incolla. Occorre arricchire e sostenere la narrazione con qualche escamotage, omettendo dove è d’uopo e aggiungendo dove conviene per creare una storia attrattiva che sia coerente in rapporto al personaggio che si vuole creare. Si tratta appunto di scrivere un romanzo mediatico, con tutto quel sistema di simboli e di elementi evocativi che diano spessore e ‘realtà’ a un protagonista altrimenti votato ad essere solo un uomo qualunque, un attore senza neppure il privilegio e l’eccellenza del sospetto perché troppo banalmente innocente. 

I media non amano l’anonimato e se il personaggio prescelto non ha tutti i requisiti si lavora di cesello. Così i fatti banali vengono rivitalizzati, nobilitati con un risvolto ambiguo e perverso, colti da prospettive inquietanti, resi emblematici con il gusto dell’iperbole. I protagonisti diventano icone ed emblemi, ruotati e pirlati in 3D e all'occorrenza gonfiati e pompati come camere d’aria. Si tratta appunto di scrivere un copione che abbia il fascino del thrilling trasformando il quotidiano nell'estemporaneo, la normalità nel capzioso e nel difforme. È così che una ciambella diviene un canotto e un palloncino una mongolfiera. La potenza del medium può perfino beatificare o demonizzare, trasformare un personaggio anonimo in un santo o in assassino. La teatralità trasfigura, il pettegolezzo diviene un potente afrodisiaco per un’audience folgorata sulla via di Damasco. Potenza di un sistema mediatico che ha il potere alchemico di trasformare il metallo vile in carati luccicanti e di rendersi invisibile con l’elitropia. Il Calandrino mediatico sembra davvero convinto di essere immune all'abile regia del palinsesto, del tutto persuaso di aver raggiunto le sue conclusioni in perfetta autonomia, come un bravo detective armato solo della sua perspicacia. 

L’innocenza nella società mediatica, a parte l’eccezione che non conferma mai la regola, è un disvalore, un qualcosa che non può mai assurgere alla gloria del colpevole in quanto capro espiatorio. Soprattutto quando un indagato proclama la sua estraneità rispetto a un delitto e a dispetto di un copione che invece prevede che sia proprio proprio lui il protagonista del cold case. I prodotti editoriali di un giornalismo da scoop, non di quello che voglia disvelare i raggiri e le metamorfosi del potere, hanno per l’appunto quel sapore di artificio... talvolta perfino confezionato con l’accortezza del cuoco che ti sforna un piatto cotto a puntino e lo presenta come conviene. 

Il caso Bossetti è forse il più emblematico tra i romanzi mediatici. Costruito un po’ a tavolino e un po’ per caso da quella naturale vocazione che il nostro sistema informativo (ma talvolta anche giudiziario) ha nell'assemblare storie con estro fantasioso, in modo eclettico e col gusto per 'l’improvvisazione’...

Un elemento caratteristico del romanzo è sempre il dettaglio. Di un personaggio che dev'essere colpevole, prima ancora di presentare i cosiddetti elementi di prova (ma oggidì gli indizi bastano e avanzano) si costruiscono tutti quei fatti al contorno che lo rendano abbastanza antipatico, bugiardo, inattendibile, controverso, contraddittorio, inverecondo: insomma, l’antieroe che prepari il terreno per rendere il protagonista perlomeno moralmente idoneo come colpevole di un delitto. Con le giuste credenziali perfino un camioncino (sia o non sia di Bossetti) che transita sulle strade di Brembate basta e avanza per farne un colpevole. Come se solo il muratore di Mapello, sempre ammesso che sui filmati ci sia lui e sempre solo lui, quella sera transitasse nelle strade del paese Bergamasco. Come se solo quella sera, e non per una sorta di abitudine, percorresse quel tragitto per tornarsene a casa. 

La relazione col delitto, per quanto omessa, ha come corollario un legame in un immaginario latente, implicito, quell'inconscio collettivo che non ha bisogno d’altro se non di allusioni. Un evento del tutto banale e senza ulteriori riferimenti a un crimine, diviene rilevante perché il personaggio è già stato presentato con tutti i crismi e le ‘qualità’ adatte a inferire che protagonista del romanzo è proprio lui, è proprio il muratore di Mapello. Identificare il protagonista significa già essere a metà dell’opera, non come in certi romanzi dove occorre qualche pagina per capire dove l’autore andrà a parare. Ce l’hanno confermato in tutte le salse partendo da lontano, da un Dna che rileva una ‘falsa’ paternità e da un Dna che dice che sul cadavere della povera Yara c’è il marchio dell’assassino. Quest’ultimo parrebbe per certo un elemento reale, il solo che poi butta una luce sinistra su qualunque azione che abbia compiuto il signor Bossetti, anche la più banale e insignificante, la più ordinaria ed insulsa, quel quotidiano mestiere di vivere che altrimenti sarebbe senza alcun interesse. Tutto può servire in un teorema, perfino le dimostrazioni per assurdo. Quel Dna infatti aggiunge il sospetto su qualunque cacata Bossetti abbia fatto o detto, in un crescendo dove il romanzo acquista le tonalità del thrilling con la scoperta di indizi che piace descrivere come gravi e concordanti (e la formula è già scodellata bell'e pronta). La latitudine interpretativa - riguardo al concetto di indizio - è sempre piuttosto soggettiva. In fondo l’indizio è l’elemento ubiquitario per eccellenza, sempre in grado di produrre inferenze sic et non. Sul piano logico non è altro che un insieme di relazioni basate su quel sistema induttivo messo più volte alla berlina dall'epistemologia contemporanea... che però è sempre stato in auge nel sistema inquisitorio.

Il computer di Bossetti diviene una cornucopia dove salta fuori quello che probabilmente si trova più o meno in milioni di computer. Ma grazie all'induzione creata in precedenza acquista l’enfasi di elemento indiziario che evidenzia con forza e gravità criminologica ciò che in un contesto normale sarebbe solo una bazzecola. Gli eventuali alti e bassi coniugali sono quelli della normale vita domestica della famiglia media italiana, ma nel caso diventano pulsione e movente di un delitto. I rapporti con i colleghi, quelli che normalmente sono rappresentativi del modus vivendi di tanti lavoratori, costituiscono forma mentis e anomala prerogativa comportamentale. Il sospetto, per quel Dna, trasforma ogni evento normale, naturale, banale (compreso il transitare per le strade di Brembate con il camioncino), in elementi significanti, in indizi (parola evocativa e suggestiva che poi assurge come per magia ad elemento di prova). Si misura la lunghezza del cassone dell’automezzo come se quello fosse indizio (di che?). Diciamolo apertamente, se il mezzo che transitava per le strade di Brembate fosse o non fosse del Bossetti non costituisce né indizio né prova. A meno che il Bossetti abitasse in altra città e quella non fosse una solita e normale percorrenza del muratore.

Al di là dunque di un romanzo, per quanto suggestivo e avvincente (per chi si accontenta di uno stile prolisso e improbabile), rimane solo quel Dna a indicare che sul luogo del delitto, sul cadavere, c’è davvero il marchio dell’assassino. A indicare che il protagonista è davvero il signor Massimo Bossetti. Eppure anche in quel punto la storia appare evanescente, senza mordente e senza spessore. E non solo perché la macchiolina ormai non c’è più, consunta e svanita, non solo per la contraddizione logica tra mitocondriale e nucleare, non solo per l’impossibilità che una sostanza biologica si mantenga integra per mesi alle intemperie, non solo perché il cadavere della povera ragazza è rimasto in balia di chiunque per un’intera stagione… 

Gli ingredienti del romanzo per un caso mediatico di eccezionale interesse ci sono dunque tutti. L’opinione pubblica è stata preparata minuziosamente con trasmissioni dedicate, predisposta a una lettura colpevolista. Il muratore di Mapello ce l’hanno presentato con tutti i crismi sgradevoli e con, in più, quella patina da bugiardo che fa in modo che qualunque cosa dica sia solo aria fritta o, al più, il solito modo per imbastire scuse o alibi improbabili. Ad esempio, ci hanno raccontato che diceva di avere un cancro per evitare i lavori pesanti... ma non è che chi ha fatto la confidenza sulle balle raccontate dal muratore ha omesso di dire che si trattava solo di un gioco, di uno scherzo per sopportare la noia e la stanchezza di una giornata di lavoro pesante? Non è che la storia è stata presa alla lettera perché faceva comodo creare un vero contaballe? Non è che un Bossetti inattendibile serve come l'humus per preparare il terreno, serve come la tempera per fare un ritratto del protagonista che paia certo e serva all'uopo? 

La vita privata del carpentiere viene continuamente scannerizzata con intenti non proprio filologici. Troppo facile decontestualizzare e amplificare fatti banali, scherzi, aneddoti, défaillance, momenti di crisi, di euforia o di disagio. Momenti che esistono in qualsiasi famiglia e in qualsiasi vivere quotidiano. Per quanto riguarda la navigazione on line sembra che nel computer del muratore ci siano prove di straordinaria gravità, come la scritta: “ragazze di giovane età che eseguono esercizi di danza”. In effetti vedere ragazzine col tutù che eseguono qualche figura (a volte si vedono anche in tv) è un fatto che non può lasciare indifferenti. Un allongé o un aplomb, un pass chassé o un piqué sono davvero fatti sconvolgente. Non parliamo poi di una pirouette. La stampa davvero zelante ci informa inoltre che nel computer del muratore ci sono immagini "riconducibili a mappe satellitari delle zone ovest della Provincia di Bergamo". Trattasi di notizia che scava in profondità e che fa pensare a una pianificazione dettagliata, una sorta di piano bellico o magari un indagine satellitare per un delitto (a proposito quale sarebbe la zona ovest?). Chi non l'aveva capito ora lo sa che avere Google Maps sul computer può risultare davvero compromettente.

Ma, fatto davvero sconvolgente, è che sembra sul computer ci sia scritto, udite udite… “notizie di cronaca riguardanti minori”. Si tratta di uno scoop che può davvero lasciare sconcertati e far pensare male anche del giornale quotidiano che ricevo on-line, dove talvolta ci sono notizie di cronaca riguardanti i minori. Per quanto sia prudente non mi sono mai accorto della pericolosità degli argomenti di tal fatta. 

E qui non siamo nemmeno più al processo alle intenzioni, siamo a costruire un personaggio con scrupolo sartoriale, dove il ridicolo diviene grottesco e dove piace vincere facile.

Per il capitolo pornografia di solito ci si affida a Google. Basta digitare sex e immagini e così, d'emblée, ti trovi a navigare in quello che un paese ipocrita considera il peccato capitale. Non importa che noi si viva in uno degli stati più corrotti al mondo, importa che ci si scandalizzi per immagini di sesso (considerando poi che viviamo in una realtà dove l’educazione sessuale è considerata cosa demoniaca). Per quanto concerne la pedofilia, la frase tredicenni vergini (rosse o bionde che siano) digitata su un computer di casa Bossetti, sembra un tantino azzardata come prova. Insomma, attorno al muratore hanno imbastito un abito su misura e sembra quasi che ci sia lo zampino di uno stilista di moda che ha assemblato per benino e coordinato i dettagli di abbigliamento e tutti gli accessori annessi e connessi. 

Ah, dimenticavo le sue frequentazioni in birreria e (sembra documentata almeno una volta) dello stesso supermercato dove andava la povera Yara (ma forse chi ce lo dice finge di non sapere che Brembate e Mapello sono praticamente due paesi attaccati). Certamente dimentico qualcosa e mi scuso, ma purtroppo non sono aggiornato sugli ultimi indizi, visto che piovono a cascata con tanto di menù di degustazione presentato in ceramiche e posate smaglianti. 

Un opinionista, credo sia un magistrato, in televisione ci ha informato che molti indizi fanno prova. Beh, se gli indizi sono quelli che ci vengono propinati giornalmente c’è da constatare che qualsiasi cosa abbia detto o fatto il povero Bossetti può essere usata contro di lui. Che le bazzecole e le pinzillacchere più insulse vengono presentate come se in tavola si portasse del caviale. Però bisogna ammetterlo, per quanto il piatto sia vuoto la presentazione è davvero d’effetto. Sembra di trovarsi alla prova del cuoco. Ma si sa, il pubblico è di bocca buona e se il piatto piange si può sempre fargli credere che dentro ci sia un antipasto di crudità. Ed è ovvio che perfino cercare di difendersi da un accusa di omicidio, sforzarsi di dimostrare la propria innocenza, si può ritorcere contro il malcapitato. 

Cosa dire riguardo ai fatti e non alle illazioni, alle congetture e alle correlazioni più o meno arbitrarie?

Cosa dire di un Dna invecchiato, quasi come fosse un barolo d’annata, alle intemperie di quel di Chignolo. Di un Dna invecchiato e di ottima qualità di cui però non è rimasta neppure la bottiglia... perché l'hanno scolato tutto senza lasciarne neppure un goccino? 

Cosa dire di un reperto, di una macchia che gli stessi Ris hanno derubricato come non sempre ben interpretabile “in ragione dell'elevato livello di degradazione biologica”? 

Cosa dire di un furgonato, di un camioncino immortalato per le strade di Brembate (indizio davvero eclatante per uno che di lì ci passava quotidianamente) che i ben informati dicono sia di Bossetti, per quanto non si veda né targa né conducente?

Per parlare del resto bisogna affidarsi alla Divina Provvidenza. Il reale è tutto in quelle tre domande e non si capisce come possa bastare per tenere in carcere il muratore e mandarlo a processo. È possibile che in un paese civile non esista un habeas corpus e che la maggioranza della popolazione neppure si renda conto che quello che sta accadendo al muratore potrebbe accadere a chiunque? Possibile che ormai i media siano solo emanazione di poteri forti senza più autonomia e intenti morali, mossi solo dalla logica del profitto editoriale? Possibile che la gente non si renda conto di essere menata per il naso? 

Sì, possibile, purtroppo… 

Nonostante l’opinione pubblica sia ormai persuasa della colpevolezza del carpentiere, ben addestrata da una stampa di regime, ci sono tutti gli ingredienti perché il processo possa trasformarsi in una pessima figura per la giustizia italiana. 

Per quanto riguarda i media il problema non si pone e non esiste. Siamo da tempo in un sistema informativo di tipo orwelliano e comunque andrà a finire la storia, la cosa certa è che se sarà necessario nel giro di ventiquattro ore cambierà lo scenario mediatico. E tutti saranno persuasi che nulla è cambiato, che ci avevano visto giusto e che la nuova versione che ci daranno era anche quella di ieri e dell'altro ieri… 

Il caso di Massimo Bossetti è davvero l’anatomia di una società senza più orientamento morale, senza più consapevolezza e preda solo di meccanismi mediologici...

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309 commenti:

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Bruno ha detto...

Gilberto, ho letto il tuo articolo tutto d'un fiato. Hai spiegato senza mezzi termini quanto è complice la nostra stampa italiana nel caso Bossetti. Per fortuna non tutta. Questo blog è lontano anni luce da chi vuole un colpevole senza prove ed a tutti i costi. Grazie.

Ivana ha detto...

Premetto che non ho ancora maturato una mia personale convinzione, non so se Massimo Bossetti sia, o no, responsabile riguardo alla morte di Yara; devo ancora riflettere e, soprattutto, conoscere la documentazione specifica…
Leggendo l’interessante articolo «Le favole del “favola”» di Alessandra Gavazzi e Stefano Nazzi (articolo presente su “Gente”) mi sono ritrovata a condividere quanto riportato sulla personalità del Bossetti dalla psichiatra Sarah Viola (consulente tecnica del tribunale di Roma). Senza voler etichettare in alcun modo un presunto colpevole, mi appare sensato nutrire dubbi su chi tende a mistificare la realtà oltre ogni logica e limite. Comprendo, invece, il comportamento di Marita che fa domande al marito, lo incalza e pretende risposte sincere. Vuole proteggere il compagno della sua vita, ma, giustamente, non vuole mentire per lui, tanto più che la ritengo consapevole che le menzogne potrebbero rendere ancora più complicata la posizione del suo Massi.
Non condivido il comportamento della signora Ester Arzuffi e di Laura letizia.
Mi sembra che la signora Ester continui a mentire imperterrita; forse ormai lei stessa non riesce più a distinguere tra realtà e invenzione; Pare che il suo motto sia: negare, negare sempre!
Laura Letizia, poi, ha raccontato gli episodi delle aggressioni e gli inquirenti, almeno finora, non hanno trovato alcun riscontro; dalle immagini delle videocamere di sorveglianza Laura appare sola, passeggia tranquillamente, senza che nessuno le si avvicini; per gli inquirenti Laura Letizia avrebbe una “propensione a distorcere la realtà”.
Secondo la Procura ci sono almeno quattro elementi che concorrerebbero a inchiodare il Bossetti alla propria responsabilità: il DNA, il furgone, le fibre tessili e le parole stesse del Bossetti riguardo al “campo infangato”.
Penso che considerato singolarmente ogni elemento non sarebbe sufficiente e lascerebbe spazio a varie interpretazioni possibili, ma considerati nel loro insieme ecco che, almeno a me, appaiono come veri indizi che vengono a rafforzarsi di fronte ad altri elementi raccolti (computer, testimonianze...)
Comunque, sono perplessa anche riguardo alle parole che avrebbe lasciato il padre di Yara nel telefonino della figlia (a quattro giorni dalla scomparsa della ragazzina).
Perché dice: “Fatti sentire, fatevi sentire”? Quali dubbi nutriva precisamente? Pensava a una fuga d’amore tra giovani? Temeva che la figlia si fosse invaghita di un maggiorenne e che fosse fuggita con lui? Ha immaginato un possibile rapimento? Quali PRECISI sospetti aveva?

andres ha detto...

Al contrario di Ivana, sono convinta che Bossetti non sia il vero colpevole, e che il delitto non sia passionale ma riguardi altre situazioni ed altre persone.
Detto questo, ho, però una perplessità: perchè, se si voleva un capro espiatorio,ricorrere alla farraginosa soluzione della soffiata dell'amico di Guerinoni con conseguente brillante trovata del francobollo con la saliva del defunto ecc.? Non era più semplice far trovare sul luogo del delitto un oggetto di Bossetti, che immediatamente indirizzasse a lui? Che so...un bottone, uno strumento di lavoro,dei capelli,una cicca.
Cose facilmente reperibili, insomma.
Per quanto riguarda il messaggio sul cellulare di Yara, inviato da suo padre "fatti sentire, fatevi sentire",io l'ho interpretata diversamente. Come se fosse un messaggio, non solo rivolto alla figlia, ma a delle persone che l'avessero presa. Penso che Gambirasio temesse un'intimidazione, un avvertimento, una specie di punizione.Questo si riallaccerebbe con l'appello ai rapitori di 4 giorni dopo tipo "non ce lo meritiamo...non abbiamo fatto niente...".
Qualcuno di voi potrebbe rispondermi riguardo alla perplessità che ho espresso?

Ivana ha detto...

Ciao, Andres!
Penso che se avessero cercato un “capro espiatorio”, se non fossero stati in buona fede, sarebbe stato sufficiente, per loro, NON archiviare la posizione di Fikri…
Ovviamente la Procura è composta da esseri umani che possono sbagliare, ma, almeno finora, non ho alcun fondato motivo per dubitare della buona fede degli inquirenti…

Riguardo alle parole del padre di Yara, come ripeto credo si prestino a più interpretazioni (tredici anni rappresentano l’età della pubertà, dei primi turbamenti, per cui non escludo che il padre possa, dapprima, aver sospettato una fuga d’amore); spero che il signor Gambirasio sia riuscito a esplicitare, chiaramente e in modo preciso e attento, con gli inquirenti, tutti quei dubbi che gli avevano dettato quelle parole lasciate nella segreteria del cellulare della figlia…

andres ha detto...

Ivana, grazie per avermi risposto! Io non ho altrettanta fiducia, e questo mi dispiace, perchè avendola, vivrei più felice!
E' vero che, come mi ripetono sempre in famiglia, io vedo sempre innocenti dovunque.D'altra parte, penso che ammazzare non sia così facile e poi preferisco partire da una presunzione di innocenza.
Non sempre innocenti, mi sembrano le istituzioni, e ci sono dei casi, in cui vedo frettolosità, totale incompetenza ed anche malafede.Questo e' uno di quelli.
Soprattutto perchè si e' svolto in un'area d'interesse malavitoso, con tanti punti oscuri ed alcune morti, a mio avviso sospette e non troppo attenzionate.
In questo quadro ponevo la mia domanda, che e' l'unica che mi fa sorgere dubbi.Mi sono data risposte sul DNA, su furgoni cassonati, aperti, bianchi o verdolino-rosa pallido, su testimonianze di signore che riescono a vedere persino l'apparecchio dei denti dentro un automobile, e le certissime ricerche pedopornografiche!
Ma rimane quella perplessità.
Certo, la tua risposta mi fa pensare. In effetti Fikri andava benissimo come capro espiatorio.
Mi viene in mente che all'inizio non ci fosse stata malafede, ma avevano fatto un terribile errore e che solo dopo il rilascio del ragazzo marocchino, con la conseguente figura bruttina, la Procura abbia sentito una grande pressione e la necessità di riscattarsi.
Chissà.

Ivana ha detto...

Grazie a te, Andres, per i tuoi gentilissimi modi di dialogare!
Generalmente non sono diffidente a prescindere, lo diventerei soltanto quando, e se, dovessero subentrare fondati motivi per mettere in dubbio la buona fede e la professionalità altrui.
Per ora mi appare troppo difficile credere che persone competenti (quali, per esempio, Emiliano Giardina) rischino la propria credibilità con affermazioni volutamente false.
L’errore è umano ed è corretto riconoscerlo, proprio come lo riconobbe, per esempio, il grande matematico Frege che pubblicò, comunque, il suo secondo volume dei "Principi dell'aritmetica", premettendo:
“A uno scrittore di scienza ben poco può giungere più sgradito del fatto che, dopo aver completato un lavoro, venga scosso uno dei fondamenti della sua costruzione. Sono stato messo in questa situazione da una lettera del signor Bertrand Russell, quando la stampa di questo volume stava per essere finita.[…]”
Insomma, non penso alla possibile disonestà altrui finché non sopraggiungano evidenze ineludibili.
Credo che fra le varie ipotesi sulla “scomparsa” di Yara, gli inquirenti, dapprima, non abbiano certamente scartato quella di un gesto compiuto per colpire la famiglia, in particolare il padre, ma penso non abbiano trovato alcun elemento per continuare a seguire tale pista.

andres ha detto...

Ho letto ora l'articolo di Carmelo Abbate su Panorama. Non lo trascrivo, tanto si trova in rete.
Mie cosiderazioni: come può essere credibile una signora che abita da quelle parti e che dice di aver visto nel giugno del 2014, la faccia di Bossetti in tv e di essersi ricordata (folgorazione!) dell'episodio, accaduto 4 anni prima, dell'auto con su dentro il Bossetti e Yara con tanto di apparecchio ai denti. Ora , a parte il fatto che un'abitante di Brembate e dintorni, che non abbia mai visto,prima di quella data, programmi televisivi riguardanti un delitto, avvenuto a due passi da casa sua,penso che non esista.
E già per questo penso che sia una gran bugiarda. Poi, che a distanza di anni, si ricordi della faccia di lui, dell'apparecchio di lei, e dell'impressione che stessero discutendo...tutto ciò nell'attimo in cui passava di lì, beh...
Non ci credo neanche un pò. A meno che non avesse infilato tutta la testa dentro il finestrino, cosa che non ha detto.
Veramente in un primo momento la signora non è che avesse proprio proprio riconosciuto Bossetti, ma in un secondo giro in caserma, i ricordi divennero nitidi che più nitidi non si può.Mancava solo che riconoscesse anche le scarpe di Bossetti, anche se non si vedevano.
In più ora si viene a sapere che la polizia ha stabilito "scientificamente" che i peli del sedile sugli abiti di Yara, corrispondono alla schiena e ai glutei e che quindi non e' stata rapita ma e' salita volontariamente sul furgone. Scooppissimo di Abbate: i due si conoscevano!
Ma datosi che, quel tessuto e' usato in centinaia di sedili di autobus, scuolabus, automobili e furgoni, ed in genere i sedili sono fatti per stare seduti,non e' molto più logico pensare che quei peli si siano appiccicati durante un viaggio della ragazza su qualsivoglia mezzo?
Altra riflessione e poi mi taccio (non so fino a quando, però): da tutto ciò gli inquirenti ci fanno sapere che la sera della scomparsa (non si parla più di rapimento), probabilmente Yara aveva un appuntamento. Ma se aveva un appuntamento che senso ha che abbia passato quasi un'ora in palestra , sapendo di dover essere a casa per le 19? Tutto quell'insistere per uscire solo per avere 10 minuti d'incontro? Poteva rimanere una mezzoretta in palestra e poi incontrare la persona dell'appuntamento.
Bah

Anonimo ha detto...

Andres

"Mi viene in mente che all'inizio non ci fosse stata malafede, ma avevano fatto un terribile errore e che solo dopo il rilascio del ragazzo marocchino, con la conseguente figura bruttina, la Procura abbia sentito una grande pressione e la necessità di riscattarsi."

Ciao Andres, anch'io, come te, credo a un Bossetti innocente e provo a dare una risposta al tuo quesito. Forse non c'era malafede quando le indagini iniziali condussero a sospettare di Fikry ma, certo, la Procura incassò una brutta figura nel momento in cui fu evidente l'errore compiuto. A mio modestissimo e confutabile parere, probabilmente, la grande pressione e la necessità di riscatto sono sopraggiunti solo successivamente, con il sommarsi di migliaia di analisi sui DNA degli abitanti della zona. Penso che sia stato a quel punto che la Procura abbia avuto la necessità di dare una valida giustificazione all'enorme mole di lavoro effettuato e al relativo, notevole dispendio di risorse pubbliche.
Auguri a tutte perché arrivi presto il giorno in cui non sarà più necessario un giorno per festeggiare l'orgoglio di essere donna.
Sarahkey

andres ha detto...

Grazie a Ivana e grazie a Sarahkey!
Ivana, tu pensi che la Procura abbia agito in buona fede, e che, se errori ci sono stati, sono stati errori umani.E,giustamente, non puoi rispondere alla mia perplessità che presuppone,invece,
indagini non limpide.
Sarahkey, e' sulla mia lunghezza d'onda, ma non scioglie il mio dubbio:partendo dal presupposto di voler incastrare Bossetti, che bisogno c'era di montare tutta una sceneggiata di francobolli, saliva,rivelazioni di amici di un defunto, analista precaria che miracolosamente ha l'intuizione... ecc. ecc. , quando sarebbe stato molto più facile il "buon vecchio" sistema del ritrovamento sul posto di un oggetto evidente e riconoscibile di Bossetti? Oltre la traccia di non si sa che,naturalmente.

Anonimo ha detto...

Riporto uno stralcio di un articolo di Leggo:
Nel frattempo il difensore di Bossetti Claudio Salvagni ha dichiarato: "Abbiamo acquisito elementi su un'altra persona. Ci sono elementi che abbiamo acquisito, in particolare su una persona su cui stiamo cercando riscontri. Ma la Procura non ci è venuta incontro: avevamo chiesto un elenco di telefoni ma ci è stato negato. Il pm ricordo deve cercare anche gli elementi a favore dell'indagato".

Continuo a chiedermi perché le Procure si dimostrino spesso poco collaborative (per usare un eufemismo) nei confronti delle richieste di notizie o approfondimenti da parte della difesa. Non dovrebbero avere come unico scopo la ricerca della verità, anche se questa dovesse dimostrarsi diversa da quella da loro ipotizzata? Un accertamento in più potrebbe forse inficiare la loro teoria se fossero sicuri di essere nel giusto? E se invece così fosse, non sarebbe comunque un contributo alla ricerca della verità? E perché a volte si ricercano strategie che sembra vogliano mettere in difficoltà la difesa, come nel caso in cui, a chiusura delle indagini, si cerca di accelerare i tempi per il rinvio a giudizio, rendendo pressoché impossibile vagliare tutti gli atti di indagine e predisporre delle controdeduzioni valide?
Sarahkey

Anonimo ha detto...

Andres
Credo che la possibilità di incastrare B. con un sistema più semplice non fosse più praticabile successivamente alle dispendiose analisi svolte sui DNA. Ormai le indagini avevano preso quella via e da lì dovevano recuperare il colpevole. Certo, come dici tu, avrebbero potuto evitare francobolli e riesumazioni ma, ancora una volta forse, l'idea di incastrare B. è successiva a questa fase di indagini. Potrebbe essere accaduto che, con migliaia di DNA in mano, non sapessero ancora che pesci prendere e ...
Sarahkey

Ivana ha detto...

Andres :-)

Sarahkey, provo a mettermi nei panni della Procura e credo possa aver considerato i seguenti motivi per diffidare della difesa:
1) il Salvagni, almeno finora, non ha dimostrato di voler collaborare, anzi ha sottolineato pubblicamente che la Procura "gioca sporco";
2) perché disperdere forze ed energie in indagini che si reputano inutili?
3) La richiesta della difesa è lecita? Che cosa prevede la legge riguardo alla protezione dei dati personali?
4) La difesa è alla ricerca della verità o ha un altro preciso scopo?

Anonimo ha detto...

Articolo molto equilibrato, scritto in maniera eccellente e senz'altro condivisibile in gran parte da tutte le persone ragionevoli.
Complimenti a questo blog, l'unico nel quale si possono leggere approfondimenti ponderati e critici,seguiti da commenti interessanti e responsabili, anziché pettegolezzi da feuilleton snocciolati senza pudore e rozzi inviti a buttare la chiave.
Non se ne può più, e vi assicuro che non sono una garantista a oltranza, non subisco affatto il fascino morboso dei criminali...sono una nonna che spera in una giustizia normale, non solo per la piccola Yara e i suoi degnissimi familiari, ma anche per tutti gli italiani che non stanno proprio messi bene come loro.
Un caso come questo non si era mai visto, mai si era infangata la famiglia di un sospettato con tutte queste indiscrezioni. Come si sentiranno i parenti, i figli, che futuro avranno? E' vergognoso. Anche perché non ricordo assassini pluriomicidi che abbiano ricevuto lo stesso trattamento infamante.
Con ciò, gli indizi contro il sig. Bossetti sono sicuramente molto gravi. Se colpevole, merita una giusta pena...ma come fate notare, ci sono vari nodi ancora da sciogliere.

Anonimo ha detto...

Grazie per la risposta Ivana.
Le tue domande sono lecite e sottendono delle risposte che hanno una logica, ammesso che la Procura sia in buona fede. Però due tue domande mi danno lo spunto per delle riflessioni.
Riguardo al punto due, mi viene da pensare che non sempre le Procure hanno saputo individuare la strada giusta e che se si fosse dato più spesso seguito alle richieste della difesa in vari processi, oggi dovremmo forse risarcire meno innocenti per ingiusta detenzione.
Riguardo al punto tre invece mi chiedo tristemente di quale protezione di dati personali abbia diritto di godere un indagato quando in tv vengono rivelati spudoratamente dettagli che lo riguardano, coperti da segreto istruttorio.
Sarahkey

magica ha detto...

quando arrestarono bossetti erano convinti di avere trovato il colpevole , percio' senza tanti tentennamenti lo arrestarono, credendo che bossetti avrebbe confessato , come succede quasi sempre: i colpevoli confessano per sfinimento dalle lunghe e incalzanti interroazioni, oppure per rimorso , perchè uccidere non penso sia una cosa da
poco , alla fine uno confessa .
ma se uno è innocente non confessera' mai .
esistono persone che ' non confessano pur essendo colpevoli . ma la loro colpevolezza è lampante.
sopratutto, non confessano i furbi , perchè conoscono la legge insegnata dai loro avvocati, che li informano che per la loro eta' non faranno detenzione , oppure che ne faranno poca e meno invasiva . basta sapere del caso del dottore calabrese che ammazzo' moglie e figlia . ma data l'eta' non avra' troppe conseguenze ,poi l'altro :quello che uccise la moglie e denuncio' la sparizione dopo molti giorni , occorrenti per eliminare le tracce , questi sono due casi di colpevoli che non confesserano , per quesi motivi.

Anonimo ha detto...

Ho notato due o tre cose strane, le espongo qui a voi che siete competenti e mi potete illuminare o eventualmente smentire.
Il perimetro della palestra di Brembate è tutto circondato da videocamere, quindi si dovrebbe vedere l'uscita di Yara e seguire il suo tragitto a piedi, almeno per un buon tratto...però non ce l'hanno mai mostrato, lasciando intendere che la ragazzina potrebbe essere salita sul furgone in qualsiasi punto. Di questo furgone, che fra l'altro le videocamere riprendono da dietro mentre accosta al marciapiedi, non si conosce la targa. Forse vogliono farci discutere sul se e sul ma, mentre loro sanno già tutto?
Sarebbe gravissimo, non lo posso credere.
Secondo dubbio: la testimonianza del parcheggio non mi convince. A parte la faccenda degli occhi "bianchi", o "di volpe notturna", opinabile perché secondo me Bossetti li ha blu e non di quel celeste chiaro che fa pensare al bianco, basterebbe chiedere ai Gambirasio o ai nonni Panarese quando Yara è rientrata dalla Puglia, dove passava sempre le sue vacanze.
La testimone infatti sostiene di aver visto la piccola in estate, nel tardo agosto, e si è dichiarata certa del periodo perché coincideva con una gita familiare avvenuta in prossimità(il giorno prima o quello dopo, questo non lo ricordo precusamente).
Quindi dovrebbe essere abbastanza facile confrontare le date, se Yara era ancora al mare non poteva incontrarsi con un uomo nel parcheggio...
E la macchina del Bossetti poi è una station wagon? Non una berlina grigia?

magica ha detto...

inoltre yara era poco piu' che un bambina : una ragazzina dedita allo sport , non curava il look : una ragazzina semplice .
una che si incontra con uomini maturi perchè lo farebbe? non lo credo assolutamnte che lo facesse per sesso . anzi nemmeno per amicizia .
non capisco questa testimone sospettosa con idee ambigue ,
quel signore si era incontrato col propria figlia ? poteva essere figli di divorziati che qualche volta incontrava il padre .

TommyS. ha detto...

Ivana

Hai posto le seguenti domande:

1) il Salvagni, almeno finora, non ha dimostrato di voler collaborare, anzi ha sottolineato pubblicamente che la Procura "gioca sporco";
2) perché disperdere forze ed energie in indagini che si reputano inutili?
3) La richiesta della difesa è lecita? Che cosa prevede la legge riguardo alla protezione dei dati personali?
4) La difesa è alla ricerca della verità o ha un altro preciso scopo?


Domande anche lecite ma che solamente se ci si pone nella sola ottica dell'accusa diventano corrette.

Prima di tutto la difesa ha il dovere di tutelare il proprio assistito, anche nell'ipotesi sia convinta della sua colpevolezza. Ma in questo caso dubito veramente che un legale continuerebbe imperterrito nel sostenere l'innocenza, cercherebbe invece di ottenere la condanna più lieve proprio nell'interesse dell'imputato ed anche di quello delle proprie entrate.

IL codice di procedura penale, oltre ad imporre che il PM svolga anche indagini a discolpa dell'imputato (e teoricamente dovrebbe renderne conto al giudice), prevede espressamente le indagini difensive che possono comprendere la raccolta di testimonianze (valide, sempre in teoria, a processo come quelle svolte dal PM). Tuttavia l'acquisizione di dati ed informazioni come quelle contenute nei tabulati telefonici può essere richiesta unicamente da un magistrato, e quindi è più che corretto che la difesa si sia rivolta al PM per ottenerle. Meno corretto che il PM si sia opposto non valendo in alcun modo la tutela della privacy in un caso di omicidio. Al massimo il PM avrebbe potuto acquisirli con l'obbligo di distruggerli nel caso non fosse stato possibile estrarre indizi significativi per il dibattimento. Tieni conto che il PM aveva già richiesto i tabulati di migliaia di persone (oltre ai campioni di DNA che comportano problemi di privacy ben maggiori), tenendoli congelati sino ad adesso. Altrimenti non si spiegherebbe come mai a giugno 2014 avesse ancora nella sua disponibilità i tabulati di una persona mai "ufficialmente" entrata nelle indagini e nell'elenco dei possibili sospetti.

Dispersione di forze ed energie mi sembra ce ne sia stata a iosa, visto che con la sola analisi dei filmati di videosorveglianza si sarebbe potuti arrivare a Bossetti già nel 2010, "incadtrandolo" o "inchiodandolo" (come piace scrivere ai giornalai) a marzo/aprile 2011 dopo i primi risultati delle analisi del DNA. E di questo mi piacerebbe come contribuente che qualcuno rendesse conto.

Che la Procura stia "giocando sporco" credo che sia evidente ogni giorno sin dal momento dell'arresto di Bossetti. Dovrebbe Salvagni tacere su questo comportamento decisamente censurabile e contro il codice?

andres ha detto...

Buongiorno a tutti. Vorrei segnalare un video su youtube, del 9 febbraio, caricato da Andrea Porta "Yara: Bossetti libero".
E' molto molto interessante e senza dubbio coinvolgente.
Vi consiglio di guardarlo, e poi potremo discuterne.

Luca Cheli ha detto...

@ magica

Non è vero che gli innocenti non confessano mai: confessano eccome, ovviamente di solito dopo trattamenti non proprio all'acqua di rose.

Secondo le statistiche dell'Innocence Project americano (vado a memoria, ma i numeri sono quelli) circa un quarto dei condannati per omicidio successivamente scagionati aveva confessato.

magica ha detto...

ciao luca
vorrei vedere te se tu fossi innocente
confesseresti un omicidio? beh sotto tortura magari si , ma non succede ormai piu' da centinaia d'anni
se hai un avvocato tosto , ti consiglierebbe di denunciarti solo se sei colpevole . anche sapendo dei benefici che riceveresti confessando il delitto :e questa soluzione la sappiamo . si fa diventare il delitto per delitto preterintenzionale, almeno ci provano , ma non sempre vincono .
un avvocato non è uno stupido, lo capisce se sei innocente o no, quindi trova le scappatoie per il cliente: sanno di perdere la causa, perchè è evidente la colpevolezza ..
a volte ci sono avvcati navigati che capiscono se la parte avversa è incolpevole .,ma devono soddisfare il loro
cliente ..dopotutto sono pagati per questo ..

TommyS. ha detto...

andres

Il video che hai citato mi sembra faccia il pari con la pagina web indicata da Vanna e veramente mi domando chi ci sia realmente dietro a tutte queste a queste ricostruzioni che ben poco hanno di credibile.

A smentire quest'ultima basterebbe già solamente il fatto che anche la difesa sostiene che le ferite sul corpo di Yara siano imputabili ad armi da taglio (e non si tratti quindi di graffi anche profondi).

Ma alcune domande corrette questo "Andrea Porta" le ha poste e secondo me sono relative a:

1 - Possibile che le telecamere del complesso sportivo fossero realmente fuori uso e non abbiano ripreso né l'arrivo né l'uscita di Yara? Perché questo fatto che telecamere fondamentali per ricostruire casi giudiziari importanti siano fuori funzione sta diventando troppo ricorrente, dalla telecamera che inquadrava la cabina telefonica di Teramo a quelle di via F.lli Cervi a Santa Croce Camerina.

2 - La questione del materiale biologico sotto le unghie pone interrogativi in quanto sempre poco trattata dai media. La scienza vorrebbe che dopo 3 mesi di permanenza nel campo di Chignolo anche quell'eventuale DNA si sarebbe dovuto degradare al punto tale da non poter essere più analizzabile, ma sappiamo che nell'Isola Bergamasca il DNA nucleare fa miracoli sopravvivendo alle condizioni più proibitive (ma forse quello mitocondriale sarebbe stato in grado di resistere). Curioso che venga ripresa anche dal video di Anonymous (che ancora oggi è online segno che forse è davvero genuino).

3 - La questione della SIM ritrovata e del cellulare mancante è sempre stata un rebus in questo caso e diverse ipotesi sono state fatte senza che nessuna avesse maggiore probabilità delle altre. Quello che ipotizza Andrea Porta potrebbe anche essere una spiegazione ma solamente relativa al testo degli SMS in quanto il traffico era comunque registrato dai tabulati e credo che l'amica abbia conservato i messaggi mostrandoli agli inquirenti.

4 - Il quesito più importante rimane però quello relativo alla necessità di rivestire il cadavere o la povera Yara agonizzante (per inciso il piumino di Yara mostrato dal video del RIS sembra essere appena uscito dall'armadio e non aver contenuto un cadavere in decomposizione per tre mesi invernali in un campo). L'assenza di sangue abbondante sul piumino e sulla T-shirt renderebbe improbabile l'attuale ricostruzione della Procura che vede Bossetti ritornare a casa (o perlomeno a Brembate) dopo solamente un'ora dalla scomparsa di Yara.

TommyS. ha detto...

magica

Credo che le confessioni alle quali si riferiva Luca Cheli siano fondamentalmente quelle rilasciate ancor prima che potesse essere presente un avvocato difensore.

Vedi per esempio quella di Amanda Knox (più che una confessione vera e propria si tratterebbe di un'ammissione del proprio coinvolgimento) resa prima alla Polizia di Perugia e poi al PM Mignini in assenza del legale, e poi ritrattata. In questo caso però la Cassazione la dichiarò non ammissibile sebbene in qualche modo riuscirono a farla entrare a processo.

ENRICO ha detto...

Del video segnalato da "andres", in particolare mi ha colpito il fatto che NESSUNA telecamera abbia mai registrato l'uscita di Yara dalla palestra nè prima nè dopo le 18h.40.

Ma ci sono videocamere installate anche nei pressi dalla porta di sicurezza laterale nel caso Yara fosse uscita da lì ?,

Ivana ha detto...

Per Sarahkey
Grazie anche a te per la tua gentilezza!
Il segreto istruttorio (che vietava la divulgazione di notizie relative a indagini giudiziarie)è stato abolito nel 1989 e sostituito dal segreto investigativo che dura
fino a quando il pubblico ministero ritenga opportuno, per l’indagine, nascondere all'indagato che stanno indagando su di lui.
Quando l'indagato viene a conoscenza dell'indagine sul proprio conto, ecco che le notizie possono essere divulgate.
Quindi, credo sia lecita la pubblicazione del contenuto degli atti (comprese le intercettazioni e le varie fonti di prova).
Per gli inquirenti, il rapporto tra Bossetti e la moglie, caratterizzato da “periodi di particolare criticità”, rientra nel “contesto predisponente alla commissione del reato”, per cui hanno ritenuto di inserirlo nei faldoni.
Se, poi, i giornalisti diffondono determinate notizie, è loro consentito, anche se, a mio avviso, dovrebbero usare delicatezza e sensibilità (e molta professionalità!) prima di pubblicare i loro articoli.
I/le bambini/e di questa epoca sono, ormai, abituati/e alle famiglie allargate, ai “fidanzati” di mamma e alle “fidanzate” del papà, però ritengo che sia sconvolgente, per loro, venire a conoscenza, senza alcuna preparazione a priori, che uno dei genitori è accusato di omicidio, per cui penso che abbia agito per il meglio il Bossetti quando ha cercato di sdrammatizzare con i figli la sua situazione.
Spero che i suoi bambini siano adeguatamente seguiti almeno da uno/a psicologo/a.

andres ha detto...

TommyS,
anche io ho delle perplessità riguardo al video: premetto che la ricostruzione del delitto non coincide con l'idea che io mi sono fatta. Penso infatti, come ho più volte detto, che tutto ruoti intorno al cantiere di Mapello e alla famiglia Locatelli. Non dimenticando peraltro che 1)la ditta di gambirasio aveva collaborato con la Lopav di Locatelli 2) C'erano state voci sulla testimonianza di Gambirasio nel processo Locatelli (anche Saviano ne aveva parlato) 3) Gambirasio e Locatelli figlio erano amici.
Considerazioni mie:
a) Per quanto riguarda i tagli su Yara, vedendo il video, a me , sono onestamente sembrati dei graffi.
b)A parte il traffico telefonico, e' plausibile che il cellulare sia stato gettato per non far ritrovare impronte.
c) Avendo guardato solo una volta il video, per mancanza di tempo, non so se all'andata l'entrata di Yara in palestra sia stata ripresa
e all'uscita no, o, come dici tu , nè all'entrata nè all'uscita , essendo le telecamere fuori uso (come sempre!).
d) anch'io ho notato il piumino in strane, ottime condizioni, specialmente se paragonate con quelle dei leggis.
e) Impossibile stabilire l'ora della morte, dopo tutto quel tempo, partendo dall'ora dell'ultimo pasto.
f)Ultima considerazione (hai temuto che avessi elencato tutto l'alfabeto, eh?) secondo me, importante e' che se fosse vera la teoria del video, sarebbero coinvolte più persone:insegnante, alcune ragazze e i loro genitori. Perchè non credo che ragazzine così giovani avrebbe potuto tenersi dentro un macigno di sensi di colpa, senza rivelare niente. E qualcosa sarebbe trapelato!
Concludo rilevando l'operazione scorrettissima dell'autore del video, che in più momenti, paragonando questo con altri delitti che coinvolgono persone innocenti fino a prova contraria,ne abbia dato per scontata la colpevolezza.

Massimo M ha detto...

Ad andreas:
posso avere il link del video? Grazie

Ivana ha detto...

Per TommyS.
Avevo premesso che avrei cercato di "mettermi nei panni della Procura".
È compito (non facile!) degli organi inquirenti indagare per trovare il/i colpevole/i, mentre il ruolo del difensore è quello di assistenza e di rappresentanza e anche quello di curare sempre e comunque (indipendentemente dalla colpevolezza, o innocenza) gli interessi prioritari del proprio assistito.

Riguardo al comportamento del Salvagni avevo già espresso il mio punto di vista sotto un articolo di Panorama e ora mi limito a trascrivere quanto segue:
Ho un dubbio: e se l'avvocato Salvagni fosse un...affabulatore? Lui stesso ammette di non aver letto la perizia, di non essere un genetista e io credo che sia necessaria una maggiore "cognizione di causa" (data da approfondita lettura della documentazione specifica) prima di esprimere giudizi perentori contro la Procura.
Mi sembra che la genetista Gino (come lo stesso genetista Portera) abbia manifestato la necessità di leggere tutta la documentazione, prima di esprimere affermazioni categoriche riguardo alle analisi sul mitocontriale; i dubbi sono leciti (e ben vengano!), mentre le affermazioni offensive (senza motivazioni ben fondate!) contro la Procura possono risultare irritanti e non invitanti a una collaborazione costruttiva… L’avvocato Bonomo, invece, mi appare,almeno finora, ben determinato a difendere l’immagine delle proprie assistite, ma usando parole e toni professionali e condivisibili…

Durante una puntata di “Quarto grado”, Carmelo Abbate aveva espresso il suo punto di vista che condivido: forse lo scopo dell’avvocato Salvagni è quello di sollevare un polverone, affinché l’opinione pubblica vada a favore dell’innocenza del proprio assistito.


andres ha detto...

Per Massimo M

https://www.youtube.com/watch?v=iVR4vtE_NxM&spfreload=10

Ivana ha detto...

Errata corrige
Ovviamente, leggasi: "mitocondriale"

Massimo M ha detto...

grazie

Massimo M ha detto...

Guardando questo video molto suggestivo in molti tratti............una cosa la trovo effettivamente molto interessante:
- Siamo sicuri che sia YARA a digitare, alle 18:44:14, sul suo cellulare (MAI RITROVATO): "Dobbiamo essere lì per le 8!"
La risposta è no!

TommyS. ha detto...

andres

In quel video non vi è una sola immagine del cadavere di Yara. Quelli che hai visto sono a tutti gli effetti graffi ma sul viso, collo e schiena di altre donne. Presi a caso per far pensare siano graffi.

Se la responsabilità dell'omicidio, anche se colposo o preterinzionale, fosse ascrivibile a delle compagne di Yara e se i fatti fossero successi all'interno dello spogliatoio, questo caso sarebbe già risolto da quattro anni perché qualcuno non avrebbe sicuramente retto la pressione e la coscienza. A meno che tra le compagne di Yara non vi fosse la figlia di un personaggio molto ma molto potente. E questo sinora non è emerso in alcun modo.

Le telecamere c'erano e potevano riprendere Yara all'ingresso ed all'uscita. E' stato detto che fossero non funzionanti.

TommyS. ha detto...

Ivana

La perizia di Previderè, appena depositata è stata passata da Salvagni ai propri consulenti, in primis la dott.ssa Gino.

Che l'abbia subito letta anche lui è probabile, ma sicuramente è stata letta dalla Gino che in un'intervista a Panorama (resa ad Abbate, che ora sembra aver improvvisamente virato a dritta) ha confermato tutto quello detto da Salvagni ai media (magari con enfasi ed eloquio suo tipico che non lo fanno però sicuramente un affabulatore).

Gli atti di indagine sono stati consegnati ai media prima che alla difesa (disguido tecnico a quanto pare). E secondo te 60.000 e passa pagine di atti possono essere state lette dai giornalisti che a malapena rileggono i loro articoli prima di mandarli online ed in stampa?

Tuttavia, se in questa fase è anche legale pubblicare stralci di quegli atti, è prima della chiusura indagini che si sono verificate colpevoli fughe di notizie.

Il polverone sinora è stato sollevato dalla Procura che prima ha lasciato che arrivassero ai giornalisti fidati notizie coperte dal segreto di cui all'art.329 c.p.p. e poi ha probabilmente dettato la scaletta delle notizie da centellinare ai lettori e telespettatori. La polvere sollevata da Salvagni è ben poca cosa rispetto alla tempesta di sabbia del deserto mossa dalla Procura.

andres ha detto...

TommyS,
rimango veramente basita!Cioè, l'autore del video ha mandato immagini di graffi su un corpo che non e' quello di Yara? Beh, non mi sembra un'operazione corretta e soprattutto lascia dubbi su tutto il resto del video.
Per quanto riguarda le compagne ecc. diciamo esattamente le stesse cose. Aggiungo che da qualche parte ho letto tanto tempo fa che nel gruppo c'erano due ragazze Locatelli. Ma in tutta sincerità penso che non c'entrano nel modo più assoluto.
Sono pienamente d'accordo sulle risposte date ad Ivana, e per questo sono molto indignata e non ho la minima fiducia in quella Procura.

Ivana ha detto...

TommyS., io avevo letto questo articolo:

http://www.panorama.it/news/cronaca/bossetti-suicidio-tradimenti-moglie/

La dottoressa Gino aveva GIUSTAMENTE riconosciuto che non poteva fare affermazioni certe perché le mancava: “La relazione sul mitocondriale fatta dal colonnello Lago dei Ris, la relazione del professor Giardina e quella sull’attività fatta dal San Raffaele di Milano." Riguardo a quest’ultima, dice di non sapere neppure che tipo di attività sia stata fatta.
Riconosce che “il pubblico ministero può decidere di secretare gli atti e presentarli al momento della chiusura delle indagini.”
Si lamenta, ma in modo corretto ed educato , che non dispone della documentazione necessaria.
Dice : “certo quella traccia di dna è compatibile con Bossetti. Se non avessero fatto il mitocondriale non avrei avuto queste perplessità, ma in questo modo c’è qualcosa che non torna. Se poi dimostreranno che è così, lo vedremo, ma bisogna trovare una spiegazione scientifica chiara.”
Ecco, mi piace il modo prudente, elegante della dottoressa Gino di esprimere i suoi dubbi e le sue perplessità senza aggredire e senza affermazioni azzardate…

Ritengo che l'affabulatore sia colui che si dimostra capace di sviluppare una narrazione attraente sulla base di fatti, in tutto o in parte, infondati. E il Salvagni ha parlato di “gioco sporco” PRIMA di leggere TUTTA LA DOCUMENTAZIONE NON ANCORA DISPONIBILE, per cui ritengo che lui non potesse fare affermazioni categoriche senza la conoscenza specifica della documentazione necessaria.

Ivana ha detto...

Nel mio messaggio precedente ho inserito un link al posto di quello a cui volevo far riferimento, per cui rimedio ora:
http://www.panorama.it/news/cronaca/bossetti-assassino-parente-yara/

Massimo M ha detto...

Io credo che la ricostruzione fatta su quel video fa acqua da tutte le parti. Per quale motivo Yara doveva trovarsi nello spogliatoio e quindi cambiarsi e trovarsi nuda in alcuni frangenti se va in palestra a portare la Radio e non aveva nessun allenamento? Nessuno sente urla e rumori di colluttazione? Yara non viene ripresa uscire dalla palestra ma neanche entrare in essa. Che sia dentro lo dobbiamo a testimonianze: perché le testimonianze che individuano Yara dentro sarebbero buone e quelle che invece la individuano nell'atrio camminare verso l'uscita no?
Cioè a me pare una ricostruzione davvero fuori da ogni logica e contraddittoria.
Il video provoca dicendo come mai nessuno vede Yara uscire dalla palestra nonostante in palestra a quell'ora ci sia un via vai da paura? Ma allo stesso modo dico io...........in una palestra dove ci saranno dentro a quell'ora 500 persone, nessuno sente sedie spaccate, botte, urla provenire da uno spogliatoio?
Cioè..........personalmente mi sembra uno ricostruzione che sconfina quasi verso la puttanata pazzesca..........anche se, all'interno della ricostruzione ho colto molti elementi interessanti che potrebbero essere molto utili.
Come ho già detto l'SMS e' interessante. Può effettivamente non averlo inviato Yara. Ma nella ricostruzione del video ci sarebbe un soggetto che imbratta di tracce il cellulare di Yara..........poi apre il cellulare prend di me batteria e gliele mette nei taschini del giubbotto. E fa sparire il cellulare perché ci sono le sue tracce. Un vero Genio! Le tracce sarebbero dovute essere pure su SIM e Batteria..........e sulla chiusura lampo dei taschini. No non regge neanche minimamente un po'.
Grazie a questo video.........però.........vorrei riportare all'attenzione dei dettagli su cui già discussi in passato. E cioè che questa Yara nessuno e' in grado di posizionarla all'interno della palestra fra il periodo in cui consegna lo stereo e il periodo in cui il padre di una sua amica la vede nell'atrio direzione uscita alle 18:39. Cioè non c'è' nessuna testimonianza che possa escludere il fatto che Yara abbia consegnato lo stereo, se ne sia uscita ad incontrare qualcuno e sia rientrata verso le 18:35 giusto per farsi vedere da chi lo avrebbe potuto riferire alla Mamma (che e' stata sempre in palestra).
Io sono stato sempre certo che Yara e chi l'ha uccisa si conoscessero molto molto bene. E questa benedetta Sim e Batteria ritrovate a mio avviso indicano proprio questo...........ma non sono mai riuscito a farmi un'idea precisa del perché quella Sim e la Batteria siano state fatte ritrovare...............sicuramente perché nella Sim nn c'era traccia dell'assassino.

Anonimo ha detto...

@ luca cheli se "uno vuole" fa confessare sia un colpevole che un innocente.

se sei abbastanza grande non c'è bisogno di dirti quali metodi si usano

sedia acqua, imbuto-panno di cotone, lacci

sedia, bacinella, acqua, lacci, cavi, batteria auto

Dulab-e Pain (pneumatico)

e non dire "si usano ne film".

giacomo

magica ha detto...

luca....daltronde amanda si era trsferita da poco a perugia (italia),
forse non capiva quello che le imputavano , avra' confessato? bisognerebbe sapere cosa successe veramente . sarebbe interessante leggere il suo memoriale .
mentre era in carcere subi' pure delle molestie da una guardia ,
la guardi disse, che fu lei a molestare lui . in un altro post avevo scritto che in giro ci sono molte M..E-

ENRICO ha detto...

In effetti la ricostruzione del video indicato da "andres" ( https://www.youtube.com/watch?v=iVR4vtE_NxM&spfreload=10 ) contiene alcune "suggestioni" che lasciano perplessi.

Però ciò che riguarda la SIM mi sembra piuttosto verosimile
.
Infatti tutti ci chiedemmo all'epoca perchè mai la Sim card, ritrovata assieme alle chiavi ed all'iPod, fosse stata tolta dal cellulare e perchè mai questo invece fosse sparito.

La spiegazione che ne viene data nel video non è poi così peregrina.
Se la Sim fosse stata sfilata con accortezza ( un fazzoletto ad esempio) l'autore /ice dell'operazione non avrebbe lasciato impronte digitali di sorta mentre - se come ipotizza l'autore del video - il cellulare fosse stato usato da una terza persona, le sue impronte sarebbero state rilevabili e se avesse voluto cancellarle avrebbe necessariamente eliminato anche quelle di Yara che , al contrario, avrebbero dovuto essere presenti

Molto interessante ( oltrechè inquietante ! ) l'intervista rilasciata dalla Gino nell'articolo segnalato da Ivana

http://www.panorama.it/news/cronaca/bossetti-assassino-parente-yara/

Anonimo ha detto...

Nel mio post dell’8 marzo scrivevo: “Continuo a chiedermi perché le Procure si dimostrino spesso poco collaborative (per usare un eufemismo) nei confronti delle richieste di notizie o approfondimenti da parte della difesa. Non dovrebbero avere come unico scopo la ricerca della verità, anche se questa dovesse dimostrarsi diversa da quella da loro ipotizzata? Un accertamento in più potrebbe forse inficiare la loro teoria se fossero sicuri di essere nel giusto? E se invece così fosse, non sarebbe comunque un contributo alla ricerca della verità? E perché a volte si ricercano strategie che sembra vogliano mettere in difficoltà la difesa, come nel caso in cui, a chiusura delle indagini, si cerca di accelerare i tempi per il rinvio a giudizio, rendendo pressoché impossibile vagliare tutti gli atti di indagine e predisporre delle controdeduzioni valide?”

Ora constato che le mie domande trovano ulteriore slancio nelle parole e nella frustrazione della consulente della difesa Sarah Gino, riportate nell’articolo segnalato da Ivana (http://www.panorama.it/news/cronaca/bossetti-assassino-parente-yara/). Sarà anche consentito dalla legge che il pubblico ministero possa decidere di secretare la maggior parte degli atti e presentarli al momento della chiusura delle indagini ma, come sottolinea anche la Gino, perché l’accusa deve essere favorita rispetto alla difesa? Perché non mettere a disposizione tutto il materiale, per giocare ad armi pari? Perché intanto concedere alla difesa solo 2-3 faldoni su 60?

Molto interessante anche il resto dell'articolo.

Sarahkey



andres ha detto...

Sarahkey, anch'io me lo chiedo.
Credo che alcune Procure e alcuni magistrati, che non hanno brillato per competenza e bravura, anzi...
e che si sentono sotto gli occhi di tutto il Paese, abbiano semplicemente paura di perdere faccia e carriera, temono un gigantesco sputtanamento.
Agiscono in modo scorretto, come dire...giocano sporco. Non so se questo modo di fare sia legale, di certo non è morale.
Hanno un disperato bisogno di vincere a tutti i costi, anche se il prezzo è la vita di un uomo.

Ivana ha detto...

Sarahkey, credo si debba considerare che la Procura fatica (e non poco!) alla ricerca della verità dei fatti, raccogliendo indizi e prove immancabilmente nascosti dal muro dell’omertà, dell’indifferenza, delle bugie e dei veri e propri depistaggi. (Ovviamente può commettere errori, ci possono essere, al suo interno, alcune persone corrotte e/o corruttibili, che vanno individuate e punite, ma ciò non scalfisce la mia fiducia negli inquirenti, onesti e seri, che rappresentano coloro che indagano, tra innumerevoli difficoltà, per appurare responsabilità e colpe).
Capisco che la Procura possa essere diffidente nei confronti della volontà della Difesa di collaborare per far trionfare la verità, tanto più che il compito prioritario dei difensori è quello di tutelare, a prescindere, gli interessi del proprio assistito.
Con quali reali intenzioni la difesa sfoglierà tutta la documentazione (frutto di anni di lavoro duro e pieno di ostacoli)? Leggerà in modo obiettivo, o cercherà esclusivamente di trovare i cavilli opportuni, pensando soltanto agli interessi di parte?
Per "giocare ad armi pari" occorrerebbe condividere lo scopo principale (trovare la verità!), ma la Difesa persegue un altro obiettivo...

ENRICO ha detto...

Ivana

"Per "giocare ad armi pari" occorrerebbe condividere lo scopo principale (trovare la verità!), ma la Difesa persegue un altro obiettivo...

Quale sarebbe l' "altro obiettivo" diverso dalla verità che perseguirebbe la Difesa ?

Forse ho mal interpretato il tuo pensiero.

buona serata
E.

Ivana ha detto...

Enrico, l'obiettivo PRIORITARIO della Difesa è quello di tutelare, a prescindere, gli interessi del proprio assistito!
L'obiettivo PRIORITARIO della Procura è cercare la verità!

Anonimo ha detto...

fantastica l'accusa. al tg1 :quello che conta è il dna nucleare, e la testimonianza della donna che dice di aver visto la ragazzina ad agosto con il Bossetti.

in poche parole sembrano dire non rompeteci i c.....

luca

emax/massimo prati ha detto...

IL diritto di difesa è sancito dalla costituzione. Ogni indagato/imputato deve essere considerato innocente fino al terzo grado di giudizio anche questo è sancito dalla costituzione. Il Gip deve tutelare l'imputato e la parità di trattamento fra le parti questo lo prevede la legge. La procura deve fare in maniera professionale (su un contratto di lavoro ci sarebbe scritto "a regola d'arte") le indagini a discolpa che chiede la difesa anche questo è scritto nella legge.

Parlato di queste basilari regole che mai vengono applicate nei paesi privi di vera democrazia (in Italia a volte si applicano a volte no - e quando si applicano le indagini portano quasi sempre a scoprire il vero colpevole perché se la procura ha tralasciato qualcosa la difesa la aiuta facendole fare quelle indagini che non si son fatte) e visti i tanti innocenti finiti in carcere e i quasi 600 milioni di euro (dati diffusi poche settimane fa all'apertura dell'anno giudiziario) pagati negli ultimi dieci anni dallo stato per ingiusta detenzione (e ne sono state accettate solo un terzo delle richieste perché, come ho spiegato in un articolo, non si viene risarciti se si frequenta lo stesso bar dell'assassino e chi indaga da questa frequentazione può essere tratto in inganno e indagare la persona sbagliata), sarebbe meglio scrivere che cercare la verità dovrebbe essere l'obiettivo PRIORITARIO.

Obiettivo che però viene mancato clamorosamente quando ci si innamora di un colpevole e si smette di cercare il colpevole non accettando (e lo vuole la legge che si accettino) di fare le indagini che la difesa chiede.

Gli avvocati cerano di tutelare i loro assistiti, ci mancherebbe che invece di tutelarli li facessero condannare, ma non a prescindere. Se sanno che il loro assistito è colpevole cercano, per far bene il loro lavoro, di consigliargli un patteggiamento così da non restare in carcere per 30 anni.

Un assistito si tutela a prescindere nei casi civili e penali dove si parla di denari e vizi, non di assassini.

Massimo

andres ha detto...

Scusa Ivana, ma la Difesa deve tutelare il proprio assistito, come in effetti hai scritto. La Procura deve cercare la verità, quindi essere al centro, valutare prove di accusa e prove di difesa. A me sembra che in questo caso la Procura sia andata a senso unico.
E non fornire gli atti, se non all'ultimo momento, per mettere in difficoltà la Difesa, non mi sembra un comportamento da persone serie ed oneste. Anzi, mi sembra un comportamento da persone impaurite, che temono vengano scoperte azioni poco limpide. Ti domandi con quali intenzioni la Difesa sfoglierà tutta la documentazione frutto di tanti anni di lavoro...La risposta è ovviamente una, fa il suo lavoro. Questo non giustifica l'atteggiamento della Procura, che (al contrario della Difesa che deve essere di parte)deve cercare la verità, e non la colpevolezza a tutti i costi.
...tanti anni di lavoro...e' il suo lavoro, è ben retribuito e , sicuramente scelto.

andres ha detto...

Massimo Prati
hai risposto tu, chiarendo tutto in maniera perfetta.
Il mio commento è apparso più tardi, perchè ci ho messo parecchio
a scrivere.
Sono assolutammente daccordo con tutto quello che hai scritto.

Anonimo ha detto...

Io non ho mai capito una cosa. Poniamo che io sia Bossetti. Ho ammazzato Yara e seguo la vicenda. So che hanno il DNA e che cercano Ignoto 1. So che mia mamma è andata a fare il DNA. Insomma mi sento un pò il fiato sul collo. Ora posso fare due cose: scappare all'estero in un paese che non dà l'estradizione. Oppure iniziare a andare in giro per gli spogliatoi delle palestre di mezzo nord Italia a annusare le mutandine delle ragazzine finchè non mi beccano, e ammettere che sì, effettivamente c'ho sto vizietto, ed ecco che il fatto che il mio DNA stia sui suoi vestiti non è più una prova a mio carico. E invece me ne sto lì a aspettare che mi becchino. Astutissimo direi eh.

Ivana ha detto...

Massimo, Andres, so che UNO DEI COMPITI DEL DIFENSORE RISPETTO AL PM è quello di “contrapposizione (anche aspra) dialettica nei casi i cui la verità che il PM sta processualmente accertando non rispecchia integralmente la verità reale o non rispetta, in tutto o in parte, gli interessi del proprio assistito anche (e, direi, soprattutto, quando questi sia colpevole)”;
Perché la Procura dovrebbe “innamorarsi di un colpevole”? La parte civile persegue SICURAMENTE la ricerca DEL colpevole, non di un colpevole, per cui si opporrebbe, con i mezzi a sua disposizione, come è già accaduto in alcuni casi…
Il ruolo fondamentale del difensore, “indipendentemente dalla parte o del soggetto assistito, sia che si tratti di un indagato ritenuto responsabile del reato più moralmente abbietto o della persona offesa vittima di una condotta illegale altrui, è quello di assicurare la migliore tutela del rispettivo interesse del cliente in modo che la decisione del magistrato sia conforme a giustizia e, in caso di incompatibilità, sia sempre conforme agli interessi prioritari del proprio difeso.”
La Difesa può, sì, consigliare il patteggiamento, ma poi è l’assistito (anche se colpevole!) a DECIDERE, quindi, potrebbe continuare a dichiararsi innocente e venire tutelato come innocente!

Andres, se la Procura cerca la verità e la Difesa svolge il proprio compito, ecco che non perseguono uno stesso prioritario scopo...

Per Anonimo: penso che Massimo Bossetti NON sapesse di essere figlio illegittimo e che l'abbia scoperto SOLO dopo il suo arresto...

Ivana ha detto...

Ovviamente leggasi: "nei casi in cui"

Buona serata a tutti/e

emax/massimo prati ha detto...

Ma Ivana,
a parte che hai saltato tutta la prima parte del commento, questa

IL diritto di difesa è sancito dalla costituzione. Ogni indagato/imputato deve essere considerato innocente fino al terzo grado di giudizio anche questo è sancito dalla costituzione. Il Gip deve tutelare l'imputato e la parità di trattamento fra le parti questo lo prevede la legge. La procura deve fare in maniera professionale (su un contratto di lavoro ci sarebbe scritto "a regola d'arte") le indagini a discolpa che chiede la difesa anche questo è scritto nella legge.

E queste sono regole scritte che permettono un giusto processo. Senza queste di giusto non c'è nulla.

Ti ricordo che ci sono circa 3000 persone che ogni anno chiedono un risarcimento per ingiusta detenzione... e questi condannati ingiustamente perché sono finiti in carcere, se non perché qualcuno si era innamorato di loro e come colpevoli erano perfetti?

Ciao, Massimo

Anonimo ha detto...

@Massimo M
Condivido le tue perplessità riguardo alla Sim: impronte non ce n'erano, almeno a sentire i media.
Rimane che la stessa Yara abbia tolto Sim e batteria con le sue mani mettendosele in tasca. Perché l'avrebbe fatto?
Forse il cellulare si era bagnato cadendo in una pozzanghera, durante una lite, come suggeriva un video su Youtube. Forse Yara stava con un fidanzatino segreto (Mathias?) o forse con Bossetti.

Oppure è stata obbligata a farlo da qualcuno che la minacciava. Uno o più persone, probabilmente uno guidava e l'altro la teneva a bada. Due delinquenti forse anche mandati. A quel punto sarebbe gente che Yara non poteva conoscere, che l'avrebbe presa con l'inganno e con l'intenzione precisa di farle del male.
L'aggressore in questo caso avrebbe fatto sparire il cellulare non per paura delle impronte lasciate (non ce n'erano e lui non ne avrebbe comunque lasciate), ma per non rischiare che Yara potesse chiedere aiuto. L'ipotesi prenderebbe maggiore corpo se la povera bambina fosse stata nascosta qualche giorno prima di portarla - agonizzante o già morta - al campo di Chignolo.
Forse volevano solo un riscatto dalla famiglia Gambirasio, poi tutto è sfociato in tragedia; nei rapimenti purtroppo succede.
Buona serata
Nautilina (al terzo commento)

ENRICO ha detto...

ma Ivana cosa dici ?

" se la Procura cerca la verità e la Difesa svolge il proprio compito, ecco che non perseguono uno stesso prioritario scopo...

Come fai a sostenere che la Difesa svolga un compito DIVERSO da quello di ricercare la verità ?

La verità non ce l'ha mica in tasca la Procura "per definizione" o "per conferimento divino" !

Mi pare che la risposta che ti ha fornito in proposito Massimo Prati sia impeccabile ed incontrovertibile

ENRICO ha detto...

Nautilina

"Condivido le tue perplessità riguardo alla Sim: impronte non ce n'erano, almeno a sentire i media."

se non c'erano impronte di sorta non c'erano nemmeno quelle di Yara. Quindi chi ha tolto la Sim lo ha fatto con accortezza usando un fazzoletto o un qualcosa che proteggesse le dita
Inoltre la Sim è molto piccola e quando si toglie è difficile lasciare le impronte dei polpastrelli, così come anche nel togliere la batteria potrebbero non imprimersi impronte complete decifrabili. Cosa che, al contrario, non succederebbe sui tasti del cellulare dove invece le impronte sarebbero complete e nette

Se qualcuno avesse usato il cell. per mandar il messaggio ( come ipotizzato dal video) avrebbe lasciato la sua firma sui tasti e non avrebbe potuto ripulirli senza eliminare anche quelle di Yara . Cosa che sarebbe apparsa incomprensibile oltre che sospetta per inquirenti se avessero trovato il telefonino completamente "immacolato"

In ogni caso per quale motivo Yara avrebbe dovuto togliere la Sim dal suo cellulare ? E che fine ha fatto il telefonino che la conteneva ?

ENRICO ha detto...

Ps:

Nautilina, benvenuta !

Etrusco ha detto...

Buonasera, scusate l'intromissione.
Non mi spiego perchè Bossetti, a delitto avvenuto o prima, non elimini un elemento che personalizza il suo furgone: la striscia rossa.
C'è di mezzo un ergastolo e se la tiene per quattro anni.


Anonimo ha detto...

e io mi perchè DOPO il delitto ha smesso di fare le lampade e noiosi giri in furgone prima di andare a casuccia

Anonimo ha detto...

@ ENRICO
Grazie, molto gentile. Purtroppo nel caso Gambirasio è difficile star dietro a tutte le dichiarazioni dei giornali; non si è mai vista un'indagine corredata da una tale mole di indizi, spunti, indiscrezioni, smentite, pettegolezzi mescolati a dettagli importanti (ma riportati in maniera spiccia). Capisco la fatica dei difensori in questo momento.
Tornando alla Sim, è vero, Yara non aveva motivo di estrarre Sim e batteria, le bastava spegnere il cellulare.
Un amico bene intenzionato non gliel'avrebbe tolte, almeno non prima del fattaccio; in seguito, forse, sì, ma dopo un raptus e un'aggressione violenta come quella inferta alla povera piccola non avrebbe avuto né la lucidità né la calma per togliere una sim con delicatezza senza lasciare tracce. Secondo me avrebbe lasciato impronte ovunque e poi per sicurezza avrebbe portato via tutto.
Perciò solo un criminale con brutti propositi poteva costringere Yara a estrarle e a conservarle in tasca dal momento in cui è salita sul suo mezzo.

Comunque io alla storia delle telecamere tutte fuori uso credo poco, e poi ci sono molte inquadrature riprese da telecamere private in cui si vede, oltre al furgone girovago, la strada che Yara avrebbe percorso. Secondo me gli investigatori hanno visto molto più di quello che dichiarano alla stampa.
Buonanotte ai nottambuli!
Nautilina

Mimosa ha detto...

Appena ora ho finito di leggervi e di vedere il link https://www.youtube.com/watch?v=iVR4vtE_NxM&spfreload=10 segnalato.
Comprendo di essere in notevole ritardo rispetto ai vostri commenti andati avanti su altre considerazioni, ma vorrei sottoporvi le mie opinioni sul video, in parte già formulate da alcuni commentatori.

Oltre alle condivisibili critiche alle impostazioni della Ruggieri e alle osservazioni/obiezioni sulle difformi informazioni se su Yara sono state inferte pugnalate vestita o spogliata (seppur poste con macabra ironia) (e vorrei leggere con i miei occhi la completa relazione autoptica per poterla discutere), non trovo nella ricostruzione del blogger niente altro di più di quanto abbiamo sviscerato noi in decine di articoli di Massimo Prati e Gilberto Migliorini su questo blog …. È la ‘sua’ verità come qui è la ‘nostra’!

Veramente ridicola la supposizione che sia la palestra o, meglio, lo spogliatorio della palestra la scena del crimine,
ma quell’individuo si rende conto della pesantezza delle accuse?

Inoltre non è vero che nessuno ha visto Yara uscire: l’ha vista il padre di una compagna e l’orario coincide con quello dichiarato dall’insegnante del corso, ossia 18:30-40 circa.

Addirittura costui spudoratamente chiama in causa l’allenatrice, solo per l’impronta sul giubbotto? Era stato già spiegato: trasferimento secondario, e infatti la Ruggieri l’ha esclusa.

E poi il raffronto con il caso di Sarah Scazzi, con la convinzione della colpevolezza di Sabrina e Cosima, mi ha fatto definitivamente sprofondare sotto i tacchi l’autore della “sensazionale” ricostruzione, tutta sua personale … come personale è la nostra … che se avessimo la possibilità feremmo come lui, un youtube e via, la Verità è nostra!

Infine è scandalosa l’insinuazione sull’amica Martina … mammamia … un caso di bullismo feroce?

Ma allora, caro signor Porta, ci spieghi come dallo spogliatoio il corpo è stato fatto uscire dallo spogliatoio e dal complesso? E senza essere registrato dalle telecamere, che lei stesso, caro giovanotto, ha ammesso che nulla hanno ripreso, pur funzionanti?

E perché ignorare i cani molecolari, quelli addestrati alla ricerca delle persone vive non dei cadaveri, che hanno annusato tracce di Yara in uscita dalla parte opposta del cancello principale e della strada di casa?


Solo una precisazione per chi ha affermato che si vedono immagini del cadavere: il cadavere di Yara era in parte mummificato e in parte scheletrito … altroché segni sul viso … TommyS ha ragione, quelle che si vedono sono solo video-simulazioni!

Continuiamo a ragionare d’altro e lasciamo perdere youtube altrui. Ci basti Massimo!

Mimosa

PS: non so se serve o c’entra: la cadenza dell’autore mi sembra riconducibile all’area bergamasca. Buon per lui.

Ivana ha detto...

Massimo, non ho commentato quella parte perché MAI ho negato:
1) il diritto di difesa sancito dalla Costituzione;
2) la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio;
3) il diritto della Difesa di ottenere le indagini a discolpa …

Sottolineo che la responsabilità per l’ingiusta detenzione è dei giudici!
“Al PM spetta il compito di raccogliere le prove, presumibilmente, a carico dell’imputato per fondare, se sussistente, l’accusa
in giudizio; al giudice spetta il ruolo di valutare, in posizione di assoluta terzietà, quelle prove (l’accusa) e la
confutazione delle stesse (difesa).”

Enrico, dico semplicemente quanto risulta, nero su bianco, presso gli studi legali:
Il difensore è il soggetto attivamente incaricato di far valere la posizione e gli interessi del proprio cliente (per realizzare il massimo garantismo!) Insomma, ribadisco che lo scopo prioritario del difensore è quello di tutelare, a prescindere, il proprio assistito!

Mission del difensore:
“Assicurare all’assistito la difesa tecnica più efficace e pragmaticamente utile coniugando tecnicismo e rapporto umano con il cliente.[…] Lo scopo è quello di organizzare una difesa […] volta, non già e non solo, a contrastare le ipotesi accusatorie, ma a proporre al Giudice (o al Pubblico Ministero durante le indagini preliminari) gli elementi a favore dell’accusato per la migliore e più efficace tutela dei suoi diritti (tanto più esposti a lesione tanto maggiore è la gravità e la riprovazione sociale del reato del quale è accusato)."
Enrico, non ho detto che la Procura ha in tasca la verità, ma che lo scopo prioritario della Procura è quello di CERCARE la verità o, almeno, dovrebbe esserlo, come preferisce dire Massimo!), accertando responsabilità e colpe; lo scopo prioritario della Difesa è quello di tutelare, a prescindere, gli interessi dell’assistito (o, se preferisci detto diversamente, “realizzare il maggiore garantismo”).

Buona giornata a tutti/e!

TommyS. ha detto...

Ivana

Sebbene non riesca "mai" a condividere il contenuto dei tuoi commenti, riconosco che sono esposti con logica. Ma ieri hai scritto:

Per Anonimo: penso che Massimo Bossetti NON sapesse di essere figlio illegittimo e che l'abbia scoperto SOLO dopo il suo arresto...

Questo è un assurdo bello e buono.

Se Bossetti fosse l'assassino di Yara (ed al momento l'unico vero indizio che lo può far supporre è il DNA nucleare isolato dal RIS), avrebbe saputo benissimo di essere quell'Ignoto1 al quale la Procura ha cominciato a dare la caccia sin dal 2011. Di conseguenza, stando all'infinito numero di articoli di giornale (cartacei e online) e di servizi televisivi, avrebbe saputo benissimo che, sempre secondo la Procura, si era determinato che Ignoto1 era figlio illegittimo di Giuseppe Guerinoni. E questo sin dal 2012. Per cui, anche se con qualche dubbio personale, avrebbe concluso o fortemente sospettato di essere proprio lui il figlio illegittimo.

Sempre seguendo questo ragionamento, nel momento in cui sua madre venne convocata per il tampone buccale, avrebbe dovuto avere il sacro terrore di essere preso da un momento all'altro, per cui, non essendo un criminale incallito e smaliziato, avrebbe sicuramente commesso un passo falso e questo sarebbe sicuramente emerso dalle indagini svolte da giugno 2014 ad oggi.

A quanto sembra, invece, ha continuato a vivere tranquillamente nella sua routine quotidiana, sapendo anche bene che le indagini puntavano sempre nel suo ambiente lavorativo. Non si è disfatto dell'autocarro (e nel 2011 si parlava già dei filmati di videosorveglianza come quello mandato in onda da QG e poi fatto ritirare dalla Procura), sembra non abbia insistito più di tanto con le domande alla madre (vorrei trovare un'altra persona che non avrebbe voluto approfondire la presunta relazione clandestina tra la propria madre e Giuseppe Guerinoni).

Questi aspetti, o indizi, sono forse quelli maggiormente a discolpa di Bossetti, e sino ad adesso non mi sembra che la Procura sia riuscita a fornire una spiegazione credibile, anzi sembra abbia voluto totalmente ignorarli.

Se volessi provarci tu, ti leggerei con molta attenzione.

Vanna ha detto...

Buongiorno Massimo,
condivido in toto il tuo parere espresso ieri alle ore 20,38.

Vanna

Vanna ha detto...

TommyS.

Condivido con te che solo per il fatto che il B. abbia continuato
a vivere e spostarsi tranquillamente costituisca altrettanti indizi o aspetti che lo discolpano.

Che poi la Procura abbia ignorato e nel contempo abbia voluto seguire SOLO quella pista, la dice lunga sul come abbia fornito una spiegazione
per arrestare il B. dopo quasi 3 anni e continuare a tenerlo dentro.

Intanto sulla sua famiglia si addensavano le nubi di segreti coniugali carichi di corna e bugie per avvalorare l'operato dell'uomo B.
che continua a negare e preferisce subire l'ergastolo piuttosto che confessare ciò che non ha fatto.

Ma quando uno è bugiardo è capace di fare anche questo.

Vanna



Ivana ha detto...

TommyS., provo a esprimere il mio punto di vista, senza alcuna pretesa di voler convincere gli altri, tanto più che, come ribadisco, non ho ancora maturato una mia personale convinzione in merito alla responsabilità, aut innocenza, del Bossetti.

Preciso di aver scritto “penso” proprio per evidenziare una mia OPINIONE!
Se Massimo Bossetti fosse l’assassino di Yara e se, come PENSO, fosse convinto (prima dell'arresto!), di essere figlio legittimo, avrebbe potuto benissimo sentirsi tranquillo nella convinzione che gli inquirenti stessero seguendo una pista completamente ERRATA!
Dubito fortemente che Ester avesse rivelato in famiglia (e forse neanche a sé stessa!) un segreto custodito ancora adesso con tanta perseveranza!
La psichiatra Sarah Viola precisa: “ Ester Arzuffi ha sempre nascosto chi fosse il vero padre dei figli[…] Anche di fronte all’evidenza del test del DNA, Ester non ha mai ammesso di avere relazioni extraconiugali[…]”
Ecco che il Bossetti, se colpevole, avrebbe potuto sentirsi al sicuro, perché convinto che gli inquirenti non potessero cercare lui che si considerava figlio legittimo!
Molto probabilmente lui era sicuro di essere figlio del padre legale!
Perché avrebbe dovuto dubitare di essere un figlio illegittimo se nessuno in famiglia aveva mai prospettato una simile possibilità?

Se si fosse disfatto dell’autocarro, avrebbe potuto creare sospetti tra i suoi colleghi di lavoro…
ANCHE NEL CASO FOSSE COLPEVOLE, giustamente ha continuato a comportarsi come se fosse innocente, seguendo le proprie abitudini per evitare che i colleghi potessero eventualmente porre attenzione a eventuali cambiamenti posti in atto…

Ivana ha detto...

Dimenticanza di una parola; l'aggiungo ora:
"Anche di fronte all’evidenza del test del DNA, Ester non ha mai ammesso di avere avuto relazioni extraconiugali[…]”

ENRICO ha detto...

a Mimosa

Inizio OT
prima di tutto Vive la femme ! , tutti i giorni dell'anno non solo l'8 marzo !
Fine OT

Come sempre le tue osservazioni sono rigorose e condivisibili, però la “spiegazione” della Sim estratta dal cellulare non mi sembra del tutto irragionevole perché non riesco a trovare un motivo valido che ne giustifichi l’asportazione da parte di Yara , così come non è comprensibile la scomparsa del cellulare che la conteneva a meno di non tener conto che l’aggressore avesse validi motivi per non farlo ritrovare ( p.e. quelli che ho descritto nel mi post di ieri delle 22:27 )

a Ivana

” lo scopo prioritario della Difesa è quello di tutelare, a prescindere, gli interessi dell’assistito (o, se preferisci detto diversamente, “realizzare il maggiore garantismo”

…ossia ricercare la VERITA’ dei fatti che non sempre coincide con quella dell’Accusa ( tranne quando non sia incontrovertibilmente accertata come, ad esempio nel caso del massacro del Circeo dove comunque i tre “macellai” avevano diritto ad una difesa come previsto dal nostro ordinamento giudiziario )

a TommyS

Condivido in pieno il tuo post delle 09:35

TommyS. ha detto...

Ivana

Hai scritto:

Perché avrebbe dovuto dubitare di essere un figlio illegittimo se nessuno in famiglia aveva mai prospettato una simile possibilità?

1. Perchè "sapeva" di essere l'assassino di Yara
2. Perché secondo gli inquirenti l'assassino di Yara era Ignoto1, per cui non poteva che credere di essere lui Ignoto1
3. Perché secondo gli inquirenti Ignoto1 era un figlio illegittimo di Giuseppe Guerinoni, per cui con scontato sillogismo non poteva che porsi la domanda se fosse lui il figlio illegittimo in questione
4. Perché la madre fu chiamata dai Carabinieri per il tampone buccale in quanto conosceva in gioventù Guerinoni (non possono non averne parlato in famiglia), per cui non poteva far altro che sospettare o credere o essere certo (essendo l'assassino) che la madre avesse avuto una relazione extraconiugale con Guerinoni dalla quale era stato concepito proprio lui.

Secondo me questa sequenza non è confutabile in alcun modo a meno di ritenere Bossetti afflitto da serie patologie psichiatriche.

Vanna ha detto...

Elementare... TommyS.!
(Condivido)

Vanna

Massimo M ha detto...

Ad Ivana
Io invece la penso come Tommy. Credo che il tuo discorso potrebbe avere una logica se si fosse scoperto che Ignoto1 fosse stato il figlio illegittimo di tal Guerinoni nato e vissuto a Bangkok. In questo caso credo che il Bossetti, se fosse l'assassino (e lui saprebbe certamente) si sarebbe fatto risate pensando ad un colossale errore tanto da farlo vivere sogni tranquilli. Invece qui parliamo di un certo Guerinoni nato a GORNO, paese distante 2,5 Km. da PARRE paese dei BOSSETTI per eccellenza (si chiamano tutti così di cognome) dove il Guerinoni prese casa in seguito. E prima ancora di identificare la ESTER, questo Guerinoni era noto per essere nato a GORNO, fare l'autista, e abitare a PONTE SELVA, frazione di 4 anime dove vivevano i Coniugi Bossetti (si scoprirà dopo nello stesso palazzo).
Ora io so perfettamente dove sono nati mio padre e mia madre e dove sono vissuti. Come ogni figlio dunque BOSSETTI sa perfettamente che questo Guerinoni è vissuto non a BANGKOK insieme ai propri genitori, ma a PONTE SELVA diammine.
Ammesso che Bossetti, se fosse stato colpevole, avrebbe continuato a fare lo GNORRI anche nei confronti dei genitori senza chiedere mai niente proprio per non destare sospetti...........ti pare che non sarà mai uscito fuori, considerando la notiziona girare su tutti i media..........non dico per bocca della madre che magari con qualche dubbio pure lei (figlio assassino) avrà fatto lo stesso la GNORRI.......ma ti pare che Giovanni Bossetti non abbia mai detto che Guerinoni lo conoscevano benissimo e che abitavano nello stesso palazzo......etc. etc.
E che il Bossetti, sapendo di essere lui l'assassino (se lo è) avesse detto tra lui e lui: "E sono ca...i amari!"
Il discorso è semplicissimo: se BOSSETTI è l'assassino sapeva certamente già tutto e lo avrà facilmente immaginato. Se Bossetti è innocente certo avrà pensato ad una casualità ma non si sarà fatto nessuna pippa mentale.

E ha continuato a fare la sua vita senza intoppi e senza farsi sgamare.........mah!

Ivana ha detto...

Enrico, la Difesa è attivamente incaricata di far valere la posizione e gli interessi del proprio assistito (e la tutela degli interessi del proprio assistito è lo scopo prioritario).
E sappiamo che I' imputato ha il diritto di difendersi con le modalità che ritiene più opportune e più convenienti per lui. Se l'imputato, al fine di resistere all'accusa che gli viene mossa, decide di effettuare una ricostruzione del suo comportamento diverso dal vero, questo rientra nel suo inviolabile diritto di difesa.
Ho un dubbio: Come si concilia la “difesa mentendo” con il “giusto processo”?

La Difesa potrebbe, o no, sostenere le dichiarazioni false del proprio assistito al fine di ottenerne l'assoluzione ?
So che l'avvocato difensore è obbligato a tutelare, pena il patrocinio infedele, gli interessi del proprio assistito (e l'interesse dell'imputato è quello di essere giudicato non colpevole!), c’è però da rispettare il codice deontologico forense e, quindi, non si possono introdurre intenzionalmente nel processo prove false.
Penso che nessuno possa obbligare la Difesa a decidere in anticipo sulla verità di una prova… La Difesa ha il dovere di salvaguardare gli interessi del cliente, non ha il dovere di giudicare, a priori, sulla genuinità delle prove esistenti e sarà intenta, prioritariamente, a valorizzare tutte le dichiarazioni, le documentazioni, gli atti, che possano sortire l'effetto desiderato dal proprio assistito...

TommyS.: Ripeto: PENSO che il Bossetti FOSSE CONVINTO DI ESSERE FIGLIO LEGITTIMO (perfino in questa sede c'era chi lo pensava e, forse, lo pensa ancora! C'era un interessante articolo specifico proprio in questo stesso blog), per cui LUI era certo che gli inquirenti seguissero una PISTA ERRATA!
Molto difficilmente ognuno ha dubbi sulla fedeltà coniugale della propria madre, a meno che non viva in una famiglia allargata!

ENRICO ha detto...

TommyS

Anche Ester Arzuffi, se i due gemelli fossero stati il frutto di un suo rapporto clandestino con il Guerinoni, avrebbe dovuto allarmarsi non poco alla notizia che si stava dando la caccia ad un Ignoto 1, maschio e figlio illegittimo di tal Giuseppe Guerinoni, in possesso di un furgone bianco e abitante presumibilmente nella zona

invece ha docilmente accettato di sottoporsi al prelievo del proprio DNA

a Ivana

non ha il dovere di giudicare, a priori, sulla genuinità delle prove esistenti

Ah nooo ? la Difesa ha in primo luogo IL DIRITTO ( e non solo, ovviamente, "il dovere") di controllare la genuinità delle prove a carico del proprio assistito, se no come farebbe " a salvaguardarne gli interessi " ? ( che poi sarebbero quelli di evitare che marcisca in galera da innocente come nei casi indicati da Massimo Prati )

andres ha detto...

Anonimo dell'1:40, e io mi chiedo:
che ne sai se ha continuato o no a fare lampade e giri in furgone?
Nautilina, concordo.La Procura sa molte più cose, riguardo a telecamere e passaggi.Mi chiedo se le voglia nascondere perchè non corrispondono alla "linea" intrapresa o se le farà uscire a posteriori. Comunque anche a me pare una strana costante questa delle telecamere fuori uso.
Mimosa, hai perfettamente ragione a dire che non si potevano vedere nè graffi nè segni dal video,date le condizioni del corpo e che, come aveva spiegato TommyS, era una ricostruzione:dato che sono io che ho "abboccato",mi rendo conto di aver detto una cazzata.

Ivana ha detto...

Enrico, avevo scritto esattamente, riferendomi alla Difesa e al rispetto del codice deontologico forense: non si possono introdurre intenzionalmente nel processo prove false.
Quell’intenzionalmente è, per me, significativo… La Difesa non ha, dunque, il dovere di giudicare a priori la genuinità delle prove, nel senso che potrebbe introdurre, NON intenzionalmente, prove false non avendole, a priori, giudicate tali… È chiaro, ora?


Riguardo a Ester avevo già scritto che, forse, non aveva rivelato neanche a sé stessa la possibilità che Massimo fosse figlio illegittimo… intendendo che FORSE non voleva immaginare che potesse essere figlio di un rapporto occasionale (mentre PENSO che i rapporti col marito fossero costanti e, magari avvenuti nello stesso giorno…)
Ovviamente qui si tratta di OPINIONI discutibilissime, proprio come sono opinioni anche le vostre…

Massimo M ha detto...

Enrico
Anche Ester Arzuffi, se i due gemelli fossero stati il frutto di un suo rapporto clandestino con il Guerinoni, avrebbe dovuto allarmarsi non poco alla notizia che si stava dando la caccia ad un Ignoto 1, maschio e figlio illegittimo di tal Giuseppe Guerinoni, in possesso di un furgone bianco e abitante presumibilmente nella zona

Qui il discorso credo sia diverso. Vale a dire che se EA ha effettivamente avuto dei rapporti clandestini con il Guerinoni certamente li avrà dovuti avere anche nel momento in cui li aveva con suo marito. E se fosse davvero che Ignoto1 è figlio di Guerinoni e EA........credo che la EA lo abbia scoperto, senza il dubbio che magari poteva avere durante le indagini, solo dopo il match.

Massimo M ha detto...

E' passato in secondo piano. Mi ero riservato di parlarne poi mi è sfuggito anche a me.
C'è una interessantissima intercettazione di un colloquio tra Bossetti e suo Fratello Fabio in cui il Bossetti descrive gli attimi del suo arresto.
"Non ci parli neanche, è un pò che le stiamo dietro, sono tre anni e mezzo che le stiamo dietro....stia zitto, stia zitto e abbassi la testa......"
"Siamo riusciti eh! dopo tre anni e mezzo siamo riusciti a incastrarti eh! Che cazzo gli hai fatto vedere a quella povera ragazza!"

Queste intercettazioni, se Bossetti dice il vero, testimonierebbero che prima avevano in mano i VIDEO e quindi il Bossetti e poi il Guerinoni e che per incastrare il Bossetti non hanno dovuto cercare la Mamma Ignota di Ignoto1 ma solo cercare qualcuno che testimoniasse che la EA avesse avuto una relazione con il Guerinoni. Vale a dire che non si stava cercando la famosa DONZELLINA ignota amante di Guerinoni ma si stava cercando qualche "ANZIANO" che ricordasse e confermasse (più confermasse) quella tresca. Quindi non siamo più nell'ordine dell'idea di CHI è questa donna........ma di CHI è in grado di confermare che EA e Guerinoni......

ENRICO ha detto...

OT

Ivana

" La Difesa non ha, dunque, il dovere di giudicare a priori la genuinità delle prove, nel senso che potrebbe introdurre, NON intenzionalmente, prove false non avendole, a priori, giudicate tali… È chiaro, ora?

Come e quando la Difesa introdurrebbe "prove false" pur inconsapevolmente ? Forse perchè, secondo te, accetterebbe sempre e comunque a scatola chiusa la veridicità della versione del proprio assistito in quanto costui si dichiara innocente ? Non mi risulta che la Difesa "per definizione" ritenga l'imputato innocente .

Ti ho citato il caso del Circeo : l'avv. Revel ( difensore di Giovanni Guido assieme a Giulio Graditone e Giandomenico Pisapia) era perfettamente consapevole della colpevolezza di colui che "difendeva" ma non aveva certo intenzione di dimostrarne l'innocenza ! Tuttavia la legge prevede che anche Jack lo squartatore abbia diritto alle garanzie processuali previste dal nostro ordinamento

Beh, lasciamo perdere perchè più vai avanti più mi diventa incomprensibile capire quello che vuoi dire : probabilmente sarò lento di comprendonio

ENRICO ha detto...

Ivana

non avevo letto il tuo ultimo commento in cui dici

"So che l'avvocato difensore è obbligato a tutelare, pena il patrocinio infedele, gli interessi del proprio assistito (e l'interesse dell'imputato è quello di essere giudicato non colpevole!)

Si, ma quando i fatti sono contro l'imputato in modo inequivocabile anche per il difensore, costui non potrebbe mai avvalorali pur di scagionarlo pena l'accusa di corruzione o addirittura di complicità nel delitto

ENRICO ha detto...

Ivana

Ps : correzione ( ho dimenticato un "non"):

" ...costui non potrebbe ma NON avvalorali pur di scagionarlo pena l'accusa di corruzione o addirittura di complicità nel delitto "

Ivana ha detto...

Enrico, molto probabilmente sono io a non essermi espressa in modo soddisfacente per il lettore, non sei tu a essere lento nella comprensione… :-)
Riprovo:
“L'avvocato non può introdurre intenzionalmente nel processo prove false. In particolare, il difensore non può assumere a verbale né introdurre dichiarazioni di persone informate sui fatti che sappia essere false”.
La Difesa, dunque, non può introdurre nel processo prove che sappia essere false (se non sa, a priori, che sono false può introdurle impunemente?) e “non deve utilizzare nel procedimento prove o elementi di prova, dichiarazioni o documenti provenienti dalla parte assistita che sappia o apprenda essere falsi”. Il problema è che, a mio avviso, manca l’obbligo scritto, per il difensore, di assicurarsi, a priori, che gli elementi di prova siano veri…
Infatti, non mi risulta, nero su bianco, nel codice deontologico forense, che il difensore abbia l’obbligo di accertare minuziosamente, PRIMA, che le dichiarazioni provenienti dall’assistito siano vere…
Sono stata più chiara?

emax/massimo prati ha detto...

Gli avvocati difensori, quelli seri e con le palle, quando si trovano soli coi loro assistiti, parlo della prima volta (al massimo la seconda se il clima si scalda troppo e l'indagato non riesce a sopportarlo), vanno in coppia (con un collaboratore di solito) e in quel momento trattano il loro cliente molto peggio di quanto l'abbiano trattato in precedenza i procuratori.

Chi vuole difendere al meglio una persona accusata di omicidio, una persona che si dichiara innocente, vuole la certezza dell'innocenza perché in caso contrario, fosse colpevole, non potrebbe parare le bordate dell'accusa e ci farebbe una figura da stupido. Per questo i toni si alzano a dismisura (chiedere conferma alle guardie carcerarie che si piazzano oltre la porta della sala in cui avviene il colloquio). E per questo dopo averlo trattato come colpevole al cliente si prospettano molte soluzioni convenienti prospettandogli pene veramente stupide - ma che la legge consente a fronte di una confessione - e agevolazioni che lo terrebbero in galera poco tempo (ad esempio, con una condanna in primo grado a 16 anni - se concordata con la procura a cui mancano vere prove, quindi basato solo su indizi, che si accontenta di vincere un processo - si finisce con una condanna in cassazione a 12/14 anni e con avere la libertà vigilata (si va a firmare in caserma un paio di volte a settimana) dopo sei/sette anni di galera. La condanna è concordata quando fra procura e difensore avviene una sorta di patteggiamento anticipato che permette all'imputato di non avere intralci al momento in cui chiede di poter uscire dal carcere (è la procura che ad ogni richiesta al giudice deve dare parere favorevole o contrario).

Motivo per cui, certe convinzioni per cui gli avvocati difendono nella stessa maniera il loro assistito, cercando di liberarlo sia quando è innocente sia quando è colpevole, vanno riviste e sfatate perché anche fra chi difende ci sono le categorie come negli sport.

Ci sono gli avvocatucoli, e sono quelli che neppure chiedono al loro assistito come si son svolti i fatti (e nel mio prossimo libro farò il nome di uno di questi), e ci sono gli avvocati che se capiscono che il loro cliente mente spudoratamente, in qualsiasi momento lo capiscono, usano ogni maniera per convincerlo a confessare.

Su questo punto c'è un buon esempio, è quello di Leonardo Tovoli che si è da subito dopo l'arresto dichiarato innocente e lo ha sostenuto anche di fronte ai suoi avvocati fino a quando la difesa, in vari modi e anche tramite i propri periti e quanto usciva di volta in volta a processo, ha scoperto che il loro cliente era colpevole. Lo ha capito quando si era già a metà processo. A quel punto la difesa, nonostante non potesse fare accordi (infatti alla fine il Tovoli si è beccato l'ergastolo anche in cassazione) ha preso di petto e convinto l'imputato a confessare il delitto.

E lui, dopo aver raccontato milioni di balle, ha confessato ai giudici e ai familiari di Emanuela Biagiotti, la vittima, l'omicidio.

Questo link riguarda le sue balle a processo

https://www.youtube.com/watch?v=qjAMuLjfZBc

Quest'altro riguarda la confessione. E' molto toccante e scioccante...

https://www.youtube.com/watch?v=OXM1OwLKurU

Ciao, Massimo

Anonimo ha detto...

In merito alla SIM trovata in tasca di Yara non potrebbe essere che Yara ne aveva due e in certi momenti sostituiva quella normale con un altra utilizzata per parlare con un amico? Per cui chi l' ha uccisa ha tolto solo la batteria per evitare di localizzare il cellulare non sapendo che lo stesso era equipaggiato con la SIM di scorta.

Ivana ha detto...

Massimo, è vero, non sempre chi confessa ottiene sconti consistenti della pena…
Ricordo che Stefano Diamante (che conoscevo perché, da bambino, era un ottimo nuotatore e faceva parte del mondo agonistico di nuoto frequentato da mia figlia) aveva confessato il matricidio, ma in appello e in cassazione non gli fu riconosciuta alcuna attenuante: fu condannato a trent’anni di reclusione (nonostante la procura generale avesse chiesto una condanna a sedici anni e otto mesi)
Ero pienamente d’accordo con la procura, perché immaginavo quante esasperanti aspettative la madre avesse riposto in lui creandogli un’ansia, da prestazione, incontenibile…
Dapprima è ricorso alle bugie pur di non deludere una madre che penso avesse riversato sull’unico figlio ogni propria frustrazione e ambizione e che immagino pretendesse un rendimento scolastico e sportivo, a ritmi serrati, che lui non riusciva più a fornire, chiedendo il raggiungimento di traguardi troppo alti per chi ormai aveva già dato il massimo, in base alle proprie potenzialità. Infine, affinché la madre, preside di una scuola media, non soffrisse per la scoperta del fallimento scolastico del figlio, fallimento che lei non avrebbe sopportato, l’ha uccisa… D’accordo, un altro giovane, dal carattere più forte, si sarebbe ribellato da subito a una situazione coercitiva, ma credo che chi ha un carattere debole non sempre riesca a imporre la propria volontà (spiegando chiaramente che cosa vuol fare della propria vita!) e allora, si costruisce un mondo di menzogne per non deludere le aspettative altrui, ma quando quel mondo di menzogne crolla miseramente può esplodere la violenza o contro sé stesso o contro colei da cui si sentiva non accettato per quello che effettivamente era e per quello che effettivamente poteva, e voleva, diventare…

Vanna ha detto...

Dopo aver letto i pareri di Ivana, Enrico, Massimo, mi è venuto qualche dubbio ed essendo molto ignorante in materia, porgo la seguente domanda:
se un imputato è sicuramente colpevole con prove provate, perché gli viene data la possibilità di difendersi magari con un avvocato d'ufficio che sa che il suo assistito è colpevole?

Quale è quindi il ruolo di un avvocato che deve difendere un colpevole?

Trovare cavilli per evitare condanne pesanti?
Imbastire con la sua dialettica le scusanti?
Demolire se può, l'impianto accusatorio?
Credere comunque nell'uomo colpevole?

Vanna

Anonimo ha detto...

Ivana
Arrivo un po' in ritardo con questo mio post, ma desidero aggiungere un ultimo commento al discorso intrapreso con te.
Provo a sintetizzare il tuo punto di vista traendolo da alcuni tuoi interventi, ovviamente correggimi se sbaglio.
Tu ammetti che la Costituzione sancisce il diritto alla difesa e perciò il diritto a ottenere indagini a discolpa. Poi però ti domandi se le richieste della difesa possano ritenersi sempre lecite e se sia il caso di disperdere forze ed energie in indagini qualora si reputino inutili, dubitando che la difesa sia alla reale ricerca della verità e non persegua invece altri fini, dal momento che il suo scopo è unicamente quello di tutelare il suo assistito.
Vedi Ivana, io non discuto della liceità di determinate azioni della Procura e, in via teorica, della correttezza nel non disperdere risorse pubbliche in indagini che si reputino inutili, ma mi chiedo piuttosto se la Procura sappia sempre cosa fa, se sia sempre in grado di stabilire cosa sia utile e cosa inutile alle indagini e se agisca sempre in buona fede quando nega alla difesa la possibilità di effettuare approfondimenti a discolpa e/o altre collaborazioni.
Perché se è vero, come affermi tu, che la responsabilità per l’ingiusta detenzione è del Giudice, è anche vero che le scelte operate in merito alle indagini da effettuare sono fondamentali per arrivare a formulare un corretto giudizio di colpevolezza. Perché, come dice meglio di me Massimo P, se tutto fosse fatto sempre come dovrebbe, non ci troveremmo a dover risarcire nessuno per ingiusta detenzione. Ecco allora che qualche dubbio sulla correttezza (non necessariamente per malafede) delle indagini sorge spontaneo.
Certo, potresti ben obiettare che il Giudice, rilevando incongruenze, omissioni o errori nelle indagini, dovrebbe intervenire dall’alto della sua autorità per ricondurle sulla giusta via, prima e al fine di emettere un corretto giudizio di colpevolezza. Ma tutti quegli esami irripetibili (cui non ha partecipato la difesa con i suoi consulenti), tutte quelle analisi che perdono di attendibilità se non effettuate in tempi ristretti, tutte quelle omissioni di indagini non più praticabili se posticipate, non potranno più supportare la ricerca della verità, qualunque essa sia. E allora io credo che una grande responsabilità la Procura, con le sue scelte, ce l’abbia.
Hai analizzato il problema dal punto di vista della Procura, ora prova a metterti nei panni della difesa, concedile la buona fede, e prova ad analizzare, con la capacità logica che ti contraddistingue, il campo ristretto in cui è costretta ad operare, limitato da scelte che non tengono nel debito conto le sue necessità di indagine.
Ti saluto cordialmente
Sarahkey

ENRICO ha detto...

Ivana

sei stata più chiara ma, come ti ha ben spiegato Massimo, non è che gli avvocati difensori siano degli sprovveduti o degli imbecilli che prendono per buone senza verificarle le versioni del loro assistito il quale - e loro lo sanno bene ! - dirà di tutto pur di "sfangarla"

Se si comportassero così correrebbero il rischio di vedersi smontare dalla procura tutto l'impianto difensivo in quattr'e quatrotto con conseguente grave squalifica professionale

A meno che non gravitino nel giro di qualche "porto delle nebbie" ( come fu definita la Procura di Roma) fatto di corruzioni, insabbiamenti e sporchi ricatti.

TommyS. ha detto...

Visto che l'Anonimo dell'11 marzo 2015 01:40:00 CET ha tirato di nuovo fuori i "noiosi giri in furgone prima di andare a casuccia", riprendo alcuni miei commenti del 9 marzo che sono passati inosservati (erano inseriti fra i commenti all'articolo di Gilberto con immagini di Massimo del 3 marzo).

Ho visto online l'ultima puntata di QG e soprattutto il servizio che parlava dei famosi filmati di videosorveglianza che riprendevano l'autocarro di Bossetti innumerevoli volte nelle ore della scomparsa di Yara.

Premesso che nessuno ha evidenziato il fatto che i passaggi davanti alla telecamera della Orobica Service (quella vicino alla rotonda ed ai pannelli fotovoltaici) e che nel servizio vi sono alcuni evidenti errori (come far passare Bossetti in contromano lungo via Tresolzio), anche quelli di QG hanno dovuto ipotizzare alcune manovre strane dell'autocarro per incastrare i diversi orari indicati dal RIS nel video passato ai media. Anche qui commettendo un errore in quanto hanno ipotizzato che dopo il passaggio alle 18:47:19 davanti alla Shelle abbia fatto inversione su via Locatelli per poter arrivare in via Caduti davanti alla telecamera Polynt 1 alle 18:47:42, senza considerare però che la stessa telecamera Shell non inquadra nuovamente l'autocarro in direzione sud sino alle 19:51:36.

Hanno poi ipotizzato un'inversione a U anche su via Caduti in quanto dopo essere inquadrato dalla Polynt 1 alle 18:47:42:42 non passa davanti alla Polynt 2 che si trova all'incrocio con via Don Giovanni Sala.

Ora esaminando bene le immagini della Polynt 1, un'eventuale inversione a U avrebbe dovuto essere registrata dalla stessa telecamera in quanto questa inquadra tutto il tratto di via che va dal cancello carraio principale della Polynt sino a quello della telecamera Polynt 2. Difatti la visuale è analoga a questa

https://www.google.it/maps/@45.711189,9.579722,3a,75y,245.38h,81.81t/data=!3m4!1e1!3m2!1spCpN0lZbU_tRyqth_MRb-A!2e0?hl=it

anche se la telecamera è installata in alto e più a sinistra.

continua

TommyS. ha detto...

continua

Se questa inversione sia stata effettivamente compiuta lo potranno solamente dire i filmati integrali, ma al momento, pensando ai tre passaggi inquadrati dalla Polynt 1 prima dei due che combaciano con quelli registrati dalla Polynt 2 e che difficilmente possono essere spiegati con inversioni di marcia continue, viene da pensare che ad eccezione dei due passaggi fondamentali gli altri siano stati inseriti per far numero evitando però di riportarli anche per la telecamera Polynt 2 in quanto quest'ultima permette effettivamente di verificare la somiglianza degli autocarri con quello di Bossetti.

Ma dalle immagini della telecamera Polynt 1 è possibile appurare un aspetto molto importante.

Come aveva fatto notare Massimo M, sulla copertura del capannone Polynt sono installati potenti proiettori rettangolari per l'illuminazione del parcheggio e della strada interna (sono in totale 5 sul lato nord). Proiettori che per logica dovrebbero essere accesi soprattutto negli orari di lavoro e di apertura dello stabilimento. E difatti nelle immagini della telecamera 1 si vedono benissimo gli aloni di luce sull'asfalto nonché il riflesso sulle macchine parcheggiate. Aloni di luce che non sono dovuti all'illuminazione pubblica.

Ed anche l'ultimo proiettore sembra acceso in quanto un oggetto di medio-grosse dimensioni risulta illuminato dall'alto e da sinistra proprio nelle vicinanze del cancello carraio inquadrato dalla telecamera 2.

A lungo mi sono domandato come potessero essere originate le ombre che si vedono nel video più incriminante per Bossetti (quello della telecamera 2). E sono arrivato infine alla conclusione che le uniche luci presenti in quei precisi momenti sono quelle dell'illuminazione pubblica. Quella sia di via Caduti sia di via Don Giovanni Sala.

Lo si vede bene dall'ombra del cancello molto lunga ma perpendicolare al cancello stesso e dalle ombre e luci riflesse che cambiano sul parabrezza e sulla cabina del Daily mentre si muove.

Di altre fonti di luce neanche l'ombra, scusate il gioco di parole, altrimenti le ombre del cancello le si sarebbe viste anche all'esterno e non solamente all'interno e perfettamente perpendicolari.

Mia conclusione. I famosi due passaggi in questione, che forse sono riferibili proprio all'autocarro di Bossetti, credo che non siano avvenuti negli orari indicati dal RIS, ma con maggiore probabilità in orario notturno a stabilimento chiuso da un po', ed a questo punto forse neanche il 26/10/2010.

Anonimo ha detto...

@ emax
Caro Massimo, grazie per i link. Sono rimasta scioccata dalla confessione, ho pianto. Per la madre di Tovoli che piangeva disperata, come i parenti della Biagiotti. Devo dirla tutta, lui non mi è sembrato altrettanto sconvolto, anzi, sembrava occupato col cellulare sottobanco. Non ha mai alzato lo sguardo, né durante la confessione, né durante la lettura del verdetto. Impressionante quella freddezza sulla faccia pallida, appena velata di rincrescimento, forse finto, forse legato alla pena che sapeva ormai certa. Ma non voglio giudicare nessuno, non spetta né a me né ad altri. Dico solo: facciamo più attenzione alla gente che ci sta intorno, l'umiliazione e le frustrazioni fanno tanto male, più di quello che si immagina. C'è chi le supera e chi, a forza di accumulare, diventa un mostro. In molti casi le persone sono lasciate da sole a lottare con la bestia che hanno dentro, nessuno capisce il loro stato d'animo, nessuno riesce a prevenire le tragedie, neanche le mamme o le mogli! Poi fanno presto a gridare, come anche nel video, "Assassino, in galera"... Ma c'è qualcosa di mostruoso proprio dentro questa società. Chiudere gli assassini in cella non risolve il problema.
Ciao
Nautilina

emax/massimo prati ha detto...

Nautilina, io sono da sempre un garantista ma Tovoli è una bestia ingiustificabile che non merita alcuna pietà. A fronte di prove davvero inconfutabili, e ne sono uscite tante ma davvero tante, ha mentito professando la sua innocenza e chiedendo, addirittura in aula con una dichiarazione spontanea, ai genitori di Emanuela di non offenderlo.

Tovoli come Carlo Lissi, che però è stato più furbo e ha confessato prima del processo e le aggravanti non le subirà (e con l'abbreviato dopo aver ucciso due figli e la moglie al massimo prenderà 30 anni e fra 16 sarà fuori), ha mentito dall'inizio a tutti. Ai suoi amici, ai suoi avvocati e ha confessato solo quando, durante la sospensione estiva del tribunale, loro sono andati in carcere e gli hanno detto che le prove della procura erano inconfutabili e che doveva smettere di mentire se voleva almeno farsi togliere le aggravanti.

E lui ha confessato (se avesse confessato subito in fase di indagini preliminari ora sarebbe fuori) sperando nella clemenza della corte. Ma quale clemenza! Meno male che la richiesta dell'ergastolo è stata accettata anche dalla cassazione e non gli hanno concesso sgravi di pena.

Comunque è vero che chiudere gli assassini in cella non risolve il problema, che c'è qualcosa di mostruoso nella società... ma non solo in questa moderna. Da sempre, da che esiste l'uomo, c'è qualcosa di mostruoso. E la colpa non si può dare solo alla famiglia e alla scuola, ma deve essere condivisa da tutti noi che siamo troppo impegnati a cercare di sopravvivere fra i nostri vari guai quotidiani.

C'entriamo tutti, quindi la colpa è anche dello Stato che non ha rimedi e continua a spargere vizi su vizi che poi portano a tragedie familiari insostenibili?

La soluzione non è così facile. Perché l'istinto ancora domina l'essere umano e non lo lascerà mai perché se si cancella l'istinto si diventa quasi automi. Perciò andrebbe educato a non oltrepassare la linea della follia. Ma anche questa educazione non basterebbe ad eliminare l'omicidio dalla società che seguirà la nostra e ancora ascolteremo persone che diranno: ma come può aver fatto una cosa del genere! Stavano bene in famiglia e non avevano problemi.

Ma i problemi li hanno tutti (altro che l'erba del vicino è più verde!). Ad esempio a Città di Castello la sera del 6 marzo un poliziotto ha ucciso la moglie e si è suicidato. Ha lasciato un foglio in cui spiega i motivi del gesto. Ma come si fa a cercare di capire i motivi di un simile gesto a posteriori. Di certo fra i due c'era aria di crisi e gli amici lo sapevano... ma anche se c'era la possibilità che un domani divorziassero, come pensare che lui avesse intenzione di uccidere e uccidersi, visto che non sembrava pazzo, che sembrava comunque un uomo buono e tranquillo (fra l'altro era un poliziotto)?

Quindi hai ragione tu, bisogna fare più attenzione alla gente che ci sta attorno...

Ciao, Massimo

Anonimo ha detto...

Sei un grande, lo dico davvero.
La gente si tiene dentro i dolori e le offese perché si vergogna di apparire debole e fragile. Quindi forse un po' l'educazione c'entra, anche se il temperamento incide molto.

Tornando al caso di Yara, lo seguo perché ormai le voglio bene come se fosse mia figlia o mia nipote. Spero per lei e per la sua famiglia che ottenga presto giustizia, ma a volte mi chiedo cosa possiamo fare a parte isolare temporaneamente le cellule malate...e se poi compiamo errori punendo gli innocenti il bilancio è terribile, quante vite distrutte. Speriamo che Bossetti sia veramente colpevole, per ora ho alcuni dubbi (pochi ma ce li ho).
Ciao
Nautilina

andres ha detto...

Nautilina, perchè speri che sia colpevole? Bah, non capisco.

Mimosa ha detto...

Guarda Enrico (11:16)
però la “spiegazione” della Sim estratta dal cellulare non mi sembra del tutto irragionevole perché non riesco a trovare un motivo valido che ne giustifichi l’asportazione da parte di Yara, così come non è comprensibile la scomparsa del cellulare che la conteneva a meno di non tener conto che l’aggressore avesse validi motivi per non farlo ritrovare
io non ho detto che è tutta spazzatura quello che tenta di ricostruire il tipo del blog, infatti, alcune cose sono talmente giuste che le abbiamo discusse pure noi nella stessa versione, quella della SIM è uscita anche qui. E non l’ho mai affrontata io direttamente, perché non mi capacitavo come possa essere successo.
Personalmente, me ne posso convincere, solo ora che posso immaginare che Yara fosse salita volontariamente sul mezzo di trasporto.

A tale proposito replico all’Anonimo delle 16:04:
è impossibile che una madre non scopra i segreti della sua figliola, dove pensi che Y. tenesse nascosta la nuova SIM segreta?
In una tasca, come tutti i ragazzini (e anche i mariti…) o nello zaino di scuola … una madre ha le mani dappertutto, dovendo fare ordine e bucati … e basta una domanda dritta negli occhi per far crollare un figlio non abituato a mentire …

Andres, tutto a posto, sei perdonata (!), anche io ‘talvolta’ dico sciocchezze (!).

TommyS, mi dispiace,
sull’argomento telecamere e strade tu puoi interloquire solo con MassimoM., io almeno non ho la capacità di fare quegli sforzi … la ritengo roba da uomini … anche se qualche intelligente donzella si è inserita. Scrivo questo solo per non farti sentire di nuovo “inosservato”...

Buonaserata
Io mi incollo a CLV

Mimosa

ENRICO ha detto...

Andres

immagino perchè, sotto un certo aspetto, preferisca pensare ad una Giustizia "giusta" che colpisca inesorabilmente un brutale assassino piuttosto che dover assistere impotente alla distruzione sistematica della vita di un essere del tutto incolpevole

Altrimenti non saprei dare altra spiegazione alle parole di Nautilina

andres ha detto...

Grazie, Enrico, penso proprio che tu abbia ragione. La spiegazione e' sicuramente questa, anche perchè Nautilina è sempre molto umana e sensibile nei suoi interventi.

Anonimo ha detto...

@ andres

No no, mi sono espressa male! Non ce l'ho con Bossetti, anzi mi sembra un povero diavolo; avrà le sue fisse, per carità, ma da qui a massacrare una bambina ce ne corre...E' che ormai gli hanno rovinato la vita, a lui e alla sua famiglia. A questo punto spero che sia lui perché se no avrebbero rovinato un innocente (anzi, più d'uno). Con la nomea che gli hanno creato, se fosse assolto gli converrebbe espatriare, a meno che la difesa non riesca a smontare una per una tutte le imputazioni, e questo me lo auguro...però la gente quando si fa una brutta idea di una persona la mantiene per anni.

@ Anonimo 16:04
Per la Sim, mi pare che abbiano smentito che Yara ne avesse due.
Ma anche se ci fosse stata una Sim segreta e qualcuno l'avesse distrutta, avrebbero trovato lo stesso i contatti di Yara, almeno quelli recenti. Credo che si siano attivati subito dopo la scomparsa della bambina e non hanno trovato niente.
Ciao
Nautilina

Anonimo ha detto...

ENRICO e andres

leggo solo ora i vostri commenti dopo aver risposto..sì, avete capito. Grazie per i complimenti andres, anche tu sei una persona sensibile (una donna se non sbaglio) e ti leggo con piacere.
Buona serata a entrambi

Nautilina

Etrusco ha detto...

TommyS, infatti la telecamera 1 riprende anche la zona dove è posta la 2. Quel tratto di strada, lungo qualche decina di metri, è totalmente videosorvegliato. Una manovra di inversione, nel tratto di strada compreso tra le due telecamere, sarebbe stata ripresa dalla telecamera 1, ma questo non l'abbiamo ancora ne visto e ne sentito, quindi non si spiega come sia possibile che la telecamera 1 riprenda più passaggi del furgone rispetto alla telecamera 2. La telecamera 2 non poteva funzionare solo alcune volte.
Se gli elementi sono questi, varrebbero per mettere in discussione ore e minuti. Ma è logicamente conseguente che poi i dubbi si spostano dai minuti alle date.

andres ha detto...

Il Pm Ruggeri ha finalmente trovato la prova regina! Non si scappa, dopo certe rivelazioni, Bossetti è fritto!
Il Pm,rende note le dichiarazioni del compagno di cella di Bossetti, persona veramente affidabile e senza nessuna, ma proprio nessuna contropartita, ci mancherebbe! Costui rivela che a Bossetti piacciono certe trasmissioni dove ci sono ragazzine, soprattutto con i leggins. Adesso il leale compagno di cella non ricorda il nome di tutte le trasmissioni.
Rimango senza parole, che canali "particolari"si possono prendere
nelle nostre patrie galere???
Aspetta però...una se ne ricorda..."Amici" di Maria De Filippi! Accidenti,un vero programma per pedofili!
Ma non è finita. Lo zelante spione ce ne ha un'altra da raccontare.Quando Bossetti vide la di lui sorella, diciannovenne, quindi adulta, ma dimostra di meno (ah ecco), si permise di fare degli apprezzamenti. Che genere di apprezzamenti? Disse che era molto bella.
Certo un complimento molto molto volgare! Ma come si permette?
Gli avesse detto "Tua sorella è una vera cozza" sarebbe stato molto contento.
Ma il bravo compagno di cella non è cattivo, infatti ha premesso che gli dispiaceva tanto tanto di dire certe cose, che non voleva rovinare nessuno eccetera eccetera.

Ora, come si fa ad apprezzare un Pm che fa queste dichiarazioni alla stampa, che considera queste puttanate degli indizi, come si fa a non ridergli in faccia???

Massimo M ha detto...

Ad Etrusco
La telecamera polynt 1 e 2 va inserita anche in un contesto di comparazione e detrminazione degli orari con la telecamera Shell.
Le informazioni che abbiamo sono di QG: non so se QG ipotizza delle inversioni perchè le ipotizza pure l'accusa o se le ipotizza perchè non avendo visto i video si basa solo sui frame orari che l'accusa ha messo a disposizione. In questo senso è anche possibile che sui video si vedono le inversioni. Anzi, come giustamente tu dici io credo che nei video si deve vedere per forza questa doppia inversione. Dico doppia perchè alle 18:47:19 il furgone viene ripreso da SHELL verso NORD e alle 18:47:42 verso Tresolzio dalla Telecamera Polynt n.1 (quella + vicina a Locatelli).
Il punto è che nè la SHELL nè la POLYNT n.1 sono in grado di dare nessuna certezza comparativa con il furgone di Bossetti. L'unica telecamera in grado di poter portare ad una comparazione quasi millimetrica (quasi) è la Polynt n.2............che in questi orari (18:47 circa) non riprende proprio nulla.
Quindi il discorso è molto semplice: o nei video ci sono le inversioni (2, una su Locatelli e una su Caduti) oppure.........a meno che il furgone di Bossetti monta due ALI.........quelli sono furgoni diversi.
E l'orario 18:47:42 è rilevante perchè come ho detto giorni fa..........c'è un testimone che vede YARA nell'atrio verso la porta di uscita alle 18:39 con sicurezza assoluta, con certezza dice lui. Ora è vero che non la vede uscire ma dirigersi verso l'uscita. Sta di fatto però che è stato sempre ricostruito che YARA uscisse alle 18:39. Ripeto che questo significa che alle 18:47:42, quando il furgone è su Via Caduti ripreso dalla n.1, YARA potrebbe essere potenzialmente davanti il portone di casa...........perchè in 7-9 minuti dall'uscita di Via Morlotti si è a casa a piedi.
Questo degli orari è molto interessante. Avrai notato, come ho già avuto modo di evidenziare, che l'accusa sembra rigirarsi la frittata come vuole e si accomoda le cose. Infatti sembra che la testimonianza del Signore che la vede nell'atrio verso l'uscita alle 18:39 adesso non conta più. Siccome si vogliono aggiustare la cosa in rapporto agli orari dei video.........ecco che adesso di colpo YARA esce alle 18:44 circa (SMS) in modo che con questo orario non ci sarebbe nessuna via di uscita (a livello di difesa) rispetto ai movimenti del furgone (sempre che il furgone sia quello).
C'è poi anche l'orario delle 19:51 che è molto interessante, quando il furgone passa verso NORD ripreso dalla SHELL per poi scomparire nel nulla. E' interessante per il semplicissimo motivo che:
non viene ripreso dalla OROBICA, e non viene ripreso da nessuna POLYNT. Dunque, se fosse il Bossetti di ritorno da Chignolo (dove Yara è stata lasciata 20 minuti prima nel campo) da dove caspita passa questo FURGONE?
Due le uniche soluzioni:

o è passato da Via Kennedy, poi Via Marconi, poi Tresolzio, poi Giulio Terzi di sant'Agata poi a sx su Via Locatelli.
oppure
Bossetti aveva parcheggiato il Furgone nei paraggi e si era assentato per 1 oretta e nessuno può escludere che avesse un amante con cui avesse un appuntamento e che l'amante lo abbia caricato nella sua auto dopo che lui ha parcheggiato. Magari un amante insospettabile che non può essere rivelata.....(è un'idea).

Il punto è che su Via Giulio Terzi di Sant'Agata vi è una carrellata in sequenza di Industrie. Nessuna ha un impianto di video sorveglianza? Bhè, la FLEX spa la ha bella in mostra, un bella telecamera gigante che punta proprio il cancello di ingresso............per esempio!

TommyS. ha detto...

Dopo aver cercato di esaminare il video delle telecamere di videosorveglianza trasmesso dal RIS ai media dopo la chiusura delle indagini, ho riguardato con attenzione anche quello relativo alle Analisi Merceologiche sul tessuto dei sedili e sugli indumenti di Yara in quanto c'era qualcosa che non mi convinceva ed ancora adesso mi lascia perplesso. Già avevo inserito un commento sullo stato di conservazione del giubbotto, ma dopo ho rivisto un servizio di QG dove alcune immagini tratte dagli atti di indagine non mi sembrano combaciare con quelle del video del RIS.

Difatti, il filmato del RIS in questione si può vedere qui

http://pstream.lastampa.it.dl1.ipercast.net/lastampa/2015/03/01/tFgxEtlJ.mp4

Il giubbotto (lato anteriore) è visibile dal minuto 1:12.

Mentre quello del servizio di QG si può vedere qui

https://vimeo.com/120230478

dove il giubbotto (lato anteriore) è visibile dal minuto 0:19.

Ora, proprio dal secondo video si può osservare come il lato anteriore del giubbotto presenti in numerosi punti degli squarci del tessuto esterno (si vede l'imbottitura interna bianca) che, ingranditi, presentano bordi irregolari, segno che non sono dovuti a prelievo di campioni bensì probabilmente a delle "beccate" da parte di uccelli alla ricerca di cibo (cosa che testimonierebbe l'esposizione del cadavere all'aperto per un certo periodo). Questi sono evidenti soprattutto sul lato sinistro ma anche sotto l'ascella destra che doveva essere particolarmente esposta visto che il cadavere è stato trovato con le braccia sollevate sopra il capo. Questi squarci (dove il tessuto non è assente) sono stati inoltre documentati fotograficamente con cartellini numerati come normale in un'analisi forense.

La cosa che però mi convince poco è che invece nel video del RIS questi squarci sembrano non essere proprio presenti ed il giubbotto, sebbene sporco soprattutto lungo le maniche, sembra integro (che si tratti dello stesso tipo di giubbotto imbottito lo si rileva da alcuni dettagli come anche dall'etichetta dietro il collo). I bottoni a pressione non presentano inoltre alcun segno di ossidazione e si vedono bene i tratti di nastro adesivo utilizzato per repertare eventuali tracce come le famose fibre (questi peraltro non sono nemmeno numerati e la cosa mi stupisce ulteriormente perché dovrebbe essere un metodo di indagine standard).

Onestamente non so darmi una spiegazione logica del perché vi siano queste differenze in quanto il giubbotto dovrebbe essere sempre lo stesso corpo di reato, ma la cosa mi insospettisce veramente.

Massimo M ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Massimo M ha detto...

A Tommy
Sono senza parole! Una spiegazione non me la so proprio dare.
La butto lì..........magari ci hanno versato degli agenti chimici (tipo luminol) che hanno corroso le parti del giubbotto con intervalli irregolari? Ma anche se fosse.........perchè proprio in quei punti che nel video dei Ris sembrerebbero quelli più puliti?
Guarda complimenti Tommy........sei andato a spulciare una cosa che apre risvolti da fantascienza.
Eppure il giubbotto della Kocca Jeans sembra proprio il medesimo (l'etichetta è la stessa).
L'unica differenza che noto è che nel video di QG non si vedono le 2 medagliette della lampo delle tasche che sono molto visibili nel video dei RIS.
Certo che questa cosa è intrigante davvero è?

Comunque grazie a questi video del RIS dove sono immortalati Giubbino, Maglia, Maglietta interna......non riesco minimamente a capire le conclusioni della Cattaneo che sostiene che i tagli siano stati inflitti con la vittima presumibilmente vestita e che i tagli sul corpo corrisponderebbero a quelli presenti sugli abiti. Cioè.........ma questi sono integri, come si fa a sostenere una cosa del genere? Boh!

Anonimo ha detto...

Il fatto è che le cose vengono guardate dal punto di vista parallelo a quello del suono di un unica campana, unico ad essere ascoltato.
Perchè non si analizzano le cose alla emissione sonora dell'altra campana?
Altro che "cosa intrigante"
fr.

TommyS. ha detto...

Massimo M

Vedi, che il giubbotto di Yara dovesse presentare quegli squarci dovuti alle beccate degli uccelli (è un particolare sicuramente macabro, ma mi piacerebbe sapere in che stato si trovavano gli occhi della vittima), me lo ha confermato una persona davvero esperta.

A mio parere sono pochi se si suppone una permanenza di tre mesi del cadavere in posizione supina nel campo di Chignolo (senza alcuna protezione da parte della vegetazione). E sarebbe sempre interessante, sebbene sempre macabro, sapere se poi gli uccelli fossero riusciti a cibarsi delle carni in decomposizione del cadavere.

Il fatto che siano presenti sulla faccia anteriore del giubbotto è segno che lo stesso fosse quasi sicuramente chiuso (d'altronde la felpa e la T-shirt non presentano lacerazioni evidenti dovute agli uccelli). Ed allora, siccome sembra che il giubbotto non presenti tagli dovuti all'arma utilizzata dall'assassino(i), diventa davvero poco credibile che Bossetti, che non fa il necroforo e non lavora per un'impresa di pompe funebri, abbia rivestito Yara, ancora in vita sebbene agonizzante come dice la Cattaneo, dopo averla "tagliuzzata" e tramortita (senza violentarla peraltro), per poi essere nuovamente davanti alla Shell alle 19:51 come ci dice il RIS.

Da ogni parte ci si volti in questa indagine emergono troppi aspetti dubbi e tali da farci sospettare che qualcuno abbia manovrato e/o inquinato le indagini per arrivare all'arresto di Bossetti a tre anni e mezzo dalla morte della povera ragazza.

TommyS. ha detto...

Caro "fr.", l'unica campana che ha suonato sinora è stata quella della Procura. O perlomeno quella che hanno ascoltato tutti senza domandarsi perché suonasse così forte.

"...And therefore never send to know for whom the bell tolls. It tolls for thee".

Massimo M ha detto...

A Tommy
Che i tagli siano stati inflitti come autentico depistaggio è una delle cose che ho sempre sostenuto. Ma avevo sempre pensato, fidandomi della Cattaneo, a dei tagli prodotto sugli abiti che poi avessero raggiunto la pelle. Ma a vedere questi video sembra proprio inverosimile.
Che poi adesso ripensandoci bene mi è venuto pure un dubbio. Cioè io ho sempre capito, almeno a leggere la Cattaneo e le news, che il killer avesse prodotto un taglio nella parte posteriore (circa all'altezza del rene) e che facendolo si fosse ferito e avesse versato sangue sui leggings e da lì assorbiti sotto gli slip.
Invece, in una delle ultime puntate di QG hanno mostrato i punti esatti in cui sono state estratte tracce di sangue non sangue da cui si è arrivati al nucleare. E cioè in più punti compresi tra la zona circa inguinale e pubica, vale a dire nella parte anteriore.
Ora quello che non riesco a capire è che mentre prima il discorso poteva filare liscio nel senso che la ferita sul rene ha prodotto sangue che si è mischiato a quello versato dal killer.........nel punto inguinale-pubico non mi risulta che vi si stato inflitto nessun taglio. Quindi la cosa che non riesco a capire è come mai in quei punti degli slip è stato trovato abbondante sangue di Yara in netta prevalenza con tracce minoritarie di sangue non sangue di Ignoto1?
Cioè perchè c'era tanto sangue di Yara se in quel punto non è stata tagliata? Te lo sei mai chiesto? A prescindere dal taglio fatto sui fianchi degli slip.
Non riesco a ritrovare il materiale ufficiale dei tagli repertati. Che per caso li hai nel tuo archivio? Volevo verificare che effettivamente in quelle zone non fu rilevato nessun taglio, come ricordo io.

TommyS. ha detto...

Massimo M

Guardando le immagini agli atti contenute nel video di QG (sia quelle in B/N sia quelle a colori), non risulta evidente una traccia ematica, anzi il giornalista evidenzia come la macchia che ha focalizzato l'attenzione su quella parte di indumento non fosse visibile ad occhio nudo (ma forse con il Crimescope si, anche se non ne hanno parlato). E questo sarebbe anche logico se il corpo fosse rimasto supino sotto le intemperie per tre mesi (sangue dilavato che però si è dimenticato sul posto il DNA nucleare e solo quello).

Ma in tutti i documenti ufficiali sinora resi noti, non ho mai letto di un risultato positivo ad un test specifico per sangue umano o per sangue in genere (dalla TMB a RSID-Blood), per cui aspetterei di conoscere meglio gli atti per sapere a quale materiale biologico fosse dovuto anche il contributo di Yara al profilo genetico misto (su un indumento intimo credo si possano trovare frequentemente cellule epiteliali o altre tracce biologiche normalmente rilasciate dal corpo).

E' vero che il GIP ha scritto "traccia ematica", ma non mi sembra di aver letto che fosse stato scritto dal RIS.

La cosa ulteriormente strana è che qualcuno ha parlato anche delle tracce sui leggings dove è stato trovato il DNA di Ignoto1 come di tracce perfettamente sovrapponibili a quelle degli slip. Cosa che farebbe supporre che Ignoto1 (o chi per esso) abbia inavvertitamente rilasciato il proprio materiale biologico quando Yara era stata oramai rivestita.

Massimo M ha detto...

A Tommy
a voler pensare male.............quello è un punto facilmente contaminabile senza toccare il corpo......e sempre non più di una decina di giorni prima del ritrovamento (o come dice Annika sotto forma di altri o di Bossetti stesso che va 10 giorni prima a lasciare il suo DNA.....per carità!)
Anche altri lo sarebbero ma nonostante siano state ritrovate altre traccie di DNA sul corpo.........quella è rilevante perchè si trova in zona pubica. Guarda un pò!

Ivana ha detto...

Sarahkey, io avevo parlato esattamente di scopo prioritario (non di scopo unico :-)
Sì, la Procura ha le proprie responsabilità nel condurre le indagini alla ricerca della verità dei fatti, ma insisto: nel processo il potere decisionale non è suo…

Sarahkey e Vanna, provo a mettermi nei panni della Difesa.
Se fossi l’avvocato difensore terrei presente che il mio ruolo fondamentale ,
indipendentemente dal soggetto che devo tutelare (quindi, anche nel caso dovessi difendere un indagato ritenuto responsabile del reato più terribile), è quello di assicurare la migliore tutela nell’interesse del mio cliente, in modo che la decisione del giudice sia, comunque, conforme agli interessi prioritari del mio assistito.
Ricorderei che uno dei miei compiti è quello di contrapposizione dialettica, quando la verità processuale, che il Pubblico Ministero sta accertando, non rispetta, interamente, o in parte, gli interessi del mio assistito anche, e soprattutto, nel caso in cui il mio assistito fosse colpevole.
Considererei che un altro importante compito è quello di un penetrante controllo riguardo alla legalità e liceità degli atti compiuti, da chiunque operi nel procedimento penale, atti che possono avere, direttamente oppure indirettamente, conseguenze inerenti alla posizione del mio assistito.
Sarei ben consapevole di dovermi impegnare a collaborare prioritariamente col mio cliente per cercare testi, redigere memorie, incaricare consulenti tecnici ecc. necessari per impostare la migliore difesa possibile (eventualmente, in caso di colpevolezza dimostrata dall’Accusa, cercherei di ridurre il danno).
Raccoglierei, attraverso le indagini difensive, documenti, dichiarazioni, risultanze tecniche, rilievi scientifici adatti a scagionare il mio cliente o, almeno, a ridurgli la responsabilità penale, sempre nell’ottica di far valere gli interessi del mio assistito.
Di certo non competerebbe a me giudicare la persona e la condotta dell’indagato-imputato; inoltre dovrei tenere presente che, per la Difesa, lo scopo della ricerca della verità storica del fatto di reato non deve essere prevalente rispetto allo scopo prioritario che consiste nella tutela della posizione del proprio assistito.
Nell’intervista al Salvagni (effettuata nell’ultima puntata di “Chi l’ha visto?”) a me è apparso chiaro che il difensore ha lo scopo prioritario di tutelare gli interessi del proprio assistito; giustamente al Salvagni (che si è dimostrato gentile e professionale!) non importava discutere sulla questione dei due coltelli (se gli inquirenti non li avranno trovati e sequestrati, il problema è degli inquirenti, non della Difesa!); anch’io, al suo posto, continuerei a insistere (educatamente e fermamente) affinché venga fatta, il più presto possibile, piena luce sulla questione del DNA nucleare e del DNA mitocondriale…

Un caro saluto
Ivana

Anonimo ha detto...

fantastico il direttore del giornaletto al prezzo di un caffè.
a i fatti vostri: il Bossetti aveva dimistichezza con i coltelli.
mizzeca... fa il muratore (come me) il taglierino lo usi per tagliare il cellofane dei bancali e poco altro
e se erea macellaio sapeva usare ad occhi chiusi un Remington?
è ora che gli tappano la bocca a sto avvoltoio

luigi

Anonimo ha detto...

@TommyS e Massimo, buonasera maghi dei video!
Avete ragione, nel video dei Ris il giubbotto sembra quasi nuovo. Anzi, a riguardare, anche i sedili del furgone sembrano fin troppo puliti e in buono stato...quelli di QG mi parevano più zozzi. Tanto che ho detto fra me: poteva anche tenerseli, il Bossetti, per quello che ci doveva fare...ma non voglio pensare male.
L'ipotesi mia, forse ingenua, è che quello sia solo un video dimostrativo, di propaganda, che non inquadra da vicino oggetti di particolare importanza.
Per tutelare l'inchiesta, naturalmente.
Ma vale ovviamente anche per l'altro video e per tutti i materiali esposti. Siamo sicuri della loro autenticità?
A proposito, QG ha esibito sedili gialli e grigi e fibre tricolori, invece CLV solo due sere prima aveva mostrato sedili e fibre nere, vabbé, lasciamo perdere...Credo che questa confusione giovi a parecchi.
Nautilina

Anonimo ha detto...

Il contenuto del post di Ivana, del g. 12 alle 15,09, come tutti gli altri da lei scritti, sono irreprensibili, corretti e bene circostanziati.
Li condivido pienamente, e trovo sensibilmente pretestuosi, e formulati solo con spirito di contraddizione, (per fortuna minoritari) quelli con i quali si vuole mascherare un confronto, che tale non appare, visto come vengono impostati.
fr.

TommyS. ha detto...

Nautilina

Gli approfondimenti delle trasmissioni televisive con gli "esperti" in studio solitamente cercano di utilizzare materiali simili a quelli oggetto di indagini. C'è chi riesce a trovarne di molto simili e chi no.

Ma il video del RIS non può essere considerato un video di "propaganda" (anche se forse sotto sotto ....), in quanto nel video stesso è ben inquadrato il vero camioncino di Bossetti, per cui i sedili sui quali il tecnico in tuta anticontaminazione applica il nastro adesivo per prelevare le fibre utili per la comparazione sono proprio quelli di quel camioncino.

Chiaramente verrebbe da obiettare che una simile indagine scientifico-forense dovrebbe perlomeno contemplare la numerazione degli spezzoni di nastro adesivo e la relativa documentazione fotografica prima della rimozione del nastro, cosa che non mi sembra si veda nel video. Come altra obiezione logica sarebbe quella relativa alla differente capacità adesiva tra un nastro come quello utilizzato dal RIS ed il tessuto sintetico dei leggings e del giubbotto di Yara. Ma si sa che questa indagine riserva ogni volta aspetti dubbi e criticabili, in primis il fatto che le analisi in questione non siano state fatte ai sensi dell'art.360 cpp (accertamento tecnico irripetibile) con la presenza dei consulenti di parte.

Per quanto riguarda il giubbotto potrebbe anche valere la considerazione relativa alla riservatezza delle immagini. Far vedere cioè il giubbotto così come è stato trovato indosso al cadavere (ridotto a brandelli dalla fauna selvatica come si vede nel video di QG) forse avrebbe avuto un impatto troppo cruento e macabro.

Ma, nell'ipotesi che quel giubbotto quasi nuovo sia servito ad una semplice dimostrazione, non si spiegherebbe perché si sia reso necessario sporcarlo a dovere lungo le maniche e la fascia elastica per renderlo simile a quello reale. Questo farebbe sembrare i laboratori del RIS ad uno studio cinematografico di Cinecittà piuttosto che ad un gabinetto di polizia scientifica.

Ma forse sta proprio qui la caratteristica principale di questa indagine. Un abile e affascinante lungometraggio fantascientifico che confonde la finzione con la realtà, il trucco scenico con le riprese live.

Vanna ha detto...


TommyS. intrigante la seguente frase finale del tuo ultimo post:

" Ma forse sta proprio qui la caratteristica principale di questa indagine. Un abile e affascinante lungometraggio fantascientifico che confonde la finzione con la realtà, il trucco scenico con le riprese live."

La condivido!

Vanna

magica ha detto...

bravo tommy
hai estrappolato il succo dalla questione . smack

TommyS. ha detto...

Questa volta hanno anche voluto dare l'impressione di un esame approfondito delle istanze della difesa. Ma poi, dopo travagliate discussioni, hanno seguito la linea di tutti i giudici sinora intervenuti.

http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2015/03/13/riesame-bossetti-resta-in-carcere_992bcdbb-73c8-4906-993e-0fa8c2cb545a.html

Anonimo ha detto...


qui c'è anche intervista con Salvagni

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/lombardia/yara-riesame-bossetti-resta-in-cella_2100392-201502a.shtml

TommyS. ha detto...

In pratica il solito copia-incolla delle relazioni della Procura, senza porsi il dubbio che i motivi alla base delle esigenze cautelari siano oramai inesistenti e decaduti o quantomeno perfettamente contenibili (p.es. domiciliari). Chiaramente in barba ai pronunciamenti della Cassazione come in tante altre indagini giudiziarie.

Non sia mai che Bossetti arrivi al processo da uomo libero. Cosa penserebbe poi la gente che guarda CLV (ancora adesso credo si stiano domandando come mai il GUP di Pisa non abbia condannato all'estargolo Logli)?

Se l'andazzo è questo in quel di Bergamo e Brescia spero veramente che Salvagni riesca ad ottenere il trasferimento del processo ad altra sede. In caso contrario la vedo veramente dura per Bossetti.

Ad maiora!

Bruno ha detto...

Per Gilberto. Sicuramente siete già a conoscenza, comunque,ieri a porta porta ha parlato uno scienziato olandese dell'effetto Rosenthal, complimenti Gilberto gli hai fatto prima, ho pensato subito a te. Inoltre genericamente per molti casi ha parlato anche di possibile contaminazione del DNA, da parte degli analisti per errore tramite anche i guanti di plastica,
Poco dopo il giornalista Feltri ha detto che sarebbe stato il caso, dopo quanto ha spiegato lo scienziato, di informare il Bossetti di quanto aveva affermato lo scienziato.

Gilberto ha detto...

@ TommyS.

Ho letto da un commentatore che pare molto ben informato che Yara in base all'esame dell'apparato digerente, sarebbe morta a distanza di UN'ORA dal pasto che aveva consumato prima di uscire di casa alle 17h 15', vale a dire che è morta, in base a questo dato scientifico (se veritiero), alle 18h 15’, in altre parole DENTRO IL CENTRO SPORTIVO, forse negli spogliatoi. Puoi dirmi se sai qualcosa a riguardo? Ti risulta che la notizia sul contenuto gastrico abbia una qualche attendibilità?

Gilberto ha detto...

@ Bruno
Grazie del complimento. Comunque L'effetto Rosenthal o effetto Pigmalione è conosciutissimo in Psicologia sociale e studiato oltre che in ambito sociale anche in quello educativo, forense, mediatico... insomma ho solo scoperto l'acqua calda. Ciao Gil

Mimosa ha detto...

Io mi permetto di esporre alcune cose che a me non tornano.

Una l’ho in testa dall’anno scorso:
c’è una spiegazione logica al fatto che il corpo di Yara sia stato trovato a 200 metri all’interno del campo fangoso? Già lo scrissi, a me è sempre parso inverosimile, “illogico”, che una ragazzina, condotta su qualsiasi mezzo in quella landa avvolta dalla bruma (tale era la condizione atmosferica del luogo a quell’ora di quella sera), per sfuggire alle male intenzioni del suo accompagnatore, abbia preso il campo buio e fangoso come via di fuga, un posto che lei non conosceva, sterminato e pieno di arbusti secchi.
Scrissi che sarebbe stato più spontaneo cercare di mettersi in salvo prendendo a ritroso la stradina sterrata da cui erano provenuti.
Scissi: «Io nemmeno in preda aI peggior panico mi butterei contro l’ignoto buio, l’istinto di sopravvivenza fa prendere la via verso una luce, anche solo un lampione in lontananza». E MassimoM mi ha contestato, garbatamente.

Inoltre, è "verosimile" che una ragazzina tredicenne, già mezzo tramortita dai colpi in faccia e in testa, possa correre più veloce del suo aggressore?

Io ho sempre pensato fosse stata aggredita ben prima (forse spogliata e poi rivestita, anche se trovo il fatto complicato e di poco senso, ma la logica sta nella testa di chi ha commesso il ha fatto), in altro luogo, e il suo corpo trasportato a braccia e in parte trascinato, fino a quel punto del campo (ammesso che il mezzo di trasporto non si fosse addentrato), e che c’era una precisa volontà di occultarlo il più interno possibile, non avendo altro modo di farlo scomparire.

Per inciso, ricordo che il corpo è stato trovato con le braccia oltre la testa e i polsini del giubbino oltre i polsi, per l'appunto come fosse stato trascinato, almeno per l'ultimo tratto.
E' anche l'ipotesi della Cattaneo.

È chiaro, dunque, che l’aguzzino conosceva la zona. Ed è pure chiaro che Yara non era in sé per gridare.


L’altra mi è venuta stasera a QG. Hanno fatto vedere tutti gli indumenti indossati da Yara.
E devo dire che mi sono apparsi fin troppo “perfetti”, solo “leggermente” sporchi, ad es. le mutandine, ma solo nella parte posteriore, quella adesiva al terreno, e le calzette, molto infangate sui talloni e sulle punte.
Era indenne da alcuna macchia ematica o di fango, anzi splendeva per il suo nitore il colletto bianco della maglietta nonostante l’evidente taglio alla giugulare.
E anche la felpa col cappuccio aveva una qualche ombra di scuro nella parte interna del cappuccio, ove sul resto spiccavano le righe bianche.

Ora, io capisco che dopo la prima ispezione il corpo viene lavato per ispezionare le ferite, ma che in sala autopsie facessero il bucato degli indumenti di un cadavere non me lo ero mai immaginato.

Non mi sarei mai aspettata che tutti gli indumenti (eppure avrei dovuto capirlo quando a suo tempo ho visto le foto del reggiseno, intatto persino nel colore) potessero resistere a tre mesi di intemperie, all’aperto, addosso ad un corpo che marcisce o si mummifica o si scheletrisce …

e in tutto questo quadro di perfezione, come mai i leggins sono così mal ridotti?

Mah, non capisco. Non avete qualche spiegazione?

Mimosa ha detto...

PS:
non so se avete visto, hanno mostrato gli indumenti che GMB teneva sotto il sedile del furgone, un cambio, persino delle mutande, ebbene quelli erano più luridi degli abiti di Yara.

magica ha detto...

a volte un muratore puo' tenere questi indumenti smessi per pulirsi le mani dopo un lavoro sporco .
quegli indumenti trovati sotto il sedile del furgone non potevano essere indossati da bossetti :un tipo che ci teneva al look non si mette qugli stracci

magica ha detto...

in tv pensano che siano gli indumenti che bossetti indossava durante l'omicio -
e nascosti poi sotto il sedile? quando gli sequestrarono il furgone disse: che controllino pure non troveranno nulla . invece si era dimenticato quegli indumenti . sotto il sedile .
è uno sprovveduto bossetti oppure in giro ci sono delle grandi M..DE CHE PARLANO A VANVERA? TANTO PER INFINOCCHIARE IL POPOLO?

Annika ha detto...

Caro Gilberto,

Se anche fosse vero che il contenuto gastrico di Yara e' realmente databile ad 1 ora dall'assunzione, ne' noi ne' nessuno (tranne l'assassino) conosciamo affatto l'ora o il giorno del decesso di Yara.
Quel contenuto quindi, anche se veritiero, non fornirebbe il PMI di Yara, ma solo un'informazione: ovvero che Yara e' deceduta un'ora dopo aver consumato il suo ultimo pasto, qualunque il giorno o l'ora del decesso. Insomma, sul contenuto gastrico vale quanto gia' scritto per il caso Rea: e' solo indicativo, non conclusivo, ed infatti non costituisce MAI prova di PMI.

Cara Mimosa,

Posso confermare che gli indumenti indossati da un corpo presumibilmente lasciato all'aperto per 3 mesi non sono mai altro che stracci. Non mi riferisco solo al fatto che risultano luridi (coperti di escrementi animali, terra, fango, insetti morti a iosa dentro e
fuori...) ma soprattutto a brandelli da roditori, mammiferi vari e, piu' di tutto, uccelli. Per gli animali un corpo morto e' cibo e beccano, mordono e graffiano per arrivare alla carne. I leggings di Yara, nel loro stato pietoso, risultano dunque verosimilmente quelli originali, ma il resto... Be', qualunque indumento non a brandelli,
indipendentemente dallo sporco, e' comunque un indumento non
originale. O il corpo di Yara e' stato interamente coperto dal decesso al ritrovamento tranne per la regione dei leggings (??); o il corpo e' stato rivestito post mortem e post putrefazione (ma si sarebbe dovuto spezzare!); o la terza ipotesi la lasciamo a buon intenditor, senza scriverla nero su bianco ma in fondo, dato l'andazzo del DNA miracolato da resistenza bionica 7 volte superiore alla massima
registrabile e dati anche i film che si "sono fatti" coloro che "se li sono fatti", oramai non sorprenderebbe nessuno...

Salvatore, anche lui super dotato di super DNA e super Sg, e Veronica con i CCTV taglia e cuci ed un bambino talmente sottopeso che, a occhio e croce, in meno di 6 ore sarebbe rigido come un fuso, docent.

Ciao. Annika

Gilberto ha detto...

Grazie Annika
Le tue precisazioni sono sempre illuminanti e soprattutto mettono in luce l'illusorietà dei procedimenti induttivi che fondano indebite conclusioni.

TommyS. ha detto...

Annika

Sintetica ed efficace, mi hai preceduto sul contenuto gastrico.

Nel caso di Yara, come anche quello di Melania e Sarah, aver determinato il PMI in base al contenuto gastrico è stata davvero la tomba dell'anatomopatologo come disse Introna a Perugia. Dove tuttavia il contenuto gastrico di Meredith testimoniava (si sapeva l'ora del pasto ed il tipo di pizza - con funghi) che il delitto non poteva essere stato commesso nell'orario indicato dalla Procura, orario che permetteva di condannare i due ragazzi.

Nel caso invece di Loris una voce mi ha sussurrato che lo stomaco ed il primo tratto di duodeno erano totalmente svuotati, segno che o il bambino non aveva proprio fatto colazione (neanche un biscottino) o che l'ora del decesso, adesso anticipata ulteriormente per far piacere a chissà chi, non è proprio quella indicata in perizia ma ben successiva. Inoltre sembra che il rigor fosse appena agli inizi al momento dell'arrivo del personale del 118 (niente collo ma solamente le dita delle mani).

TommyS. ha detto...

Dal Corriere di Bergamo

Per i giudici, persiste una «contraddizione» tra il fatto che il Dna mitocondriale trovato nella traccia mista sugli indumenti della ragazzina non sia di Bossetti e quello nucleare sia invece certamente suo; la questione resta «discutibile» e «l’anomalia» denunciata dal difensore «non trova una soluzione netta», ma si tratta di una questione che potrà trovare una «composizione solo se saranno espletate indagini aggiuntive, in sede di perizia in dibattimento o nel corso di incidente probatorio».
In questa fase, però, «gli argomenti spesi non sono in grado di inficiare l’affermazione di appartenenza a Massimo Giuseppe Bossetti del Dna nucleare trovato nelle tracce biologiche corrispondenti al profilo genetico di Ignoto 1, in quanto vi e una piena compatibilità di caratteristiche genetiche, per 21 marcatori». La contraddizione, quindi, «non è dirimente e non scalfisce l’estrema rilevanza e significatività dell’indizio grave a carico» di Bossetti, «tanto più pregnante quanto più si pone mente alla localizzazione delle tracce da cui erano tratti i campioni di Dna (vicino al taglio degli slip e dei leggings della vittima), dunque in zona sensibile e attinta da arma bianca».


Traduzione:

Noi non ci capiamo nulla di DNA e genetica, ma crediamo ciecamente alla Procura senza che dubbio ci scalfisca. Il resto sono chiacchiere della difesa che al massimo potranno essere portate in dibattimento. Per il momento Bossetti resti in carcere.

D'altronde non riusciamo più a trovare la chiave.......

Ivana ha detto...

Questione di interpretazione…
Quanto scritto dai giudici (e riportato da TommyS.) è stato da me interpretato nel modo seguente:
il compito di noi giudici è stato quello di analizzare attentamente la documentazione che ci è pervenuta; l’anomalia, sottolineata dalla Difesa, in base alle argomentazioni apportate, non ha scalfito, in alcun modo, la significatività dell’indizio grave a carico del Bossetti che, quindi, resta in carcere; comunque, l’anomalia denunciata dalla Difesa potrà essere chiarita quando verranno effettuate indagini aggiuntive nella sede opportuna (in questa fase non sono previsti approfondimenti che potranno essere eseguiti altrove).
D’altra parte il genetista Giuseppe Novelli, rettore dell’Università di Tor Vergata, aveva confermato: «È il dna nucleare l’unico che permette di identificare con certezza una persona e non ci sono dubbi sulla presenza di queste tracce e sulla corrispondenza con Bossetti. Il fatto che il dna mitocondriale rilevato appartenga in gran parte alla vittima, poi, non inficia il dato precedente: può essersi degradato e possono essere rimaste più tracce di quello della vittima e non del suo assassino. Oppure può essere dipeso dalla metodologia con cui sono state eseguite le analisi. Non c’è nulla di strano, può capitare».

Ovviamente neanche io stessa (che non sono genetista!) mi accontenterei della spiegazione di Giuseppe Novelli, spiegazione che non scende nei dettagli, ma chiederei con quale metodologia precisa sono state eseguite le analisi e come ha potuto verificarsi tale anomalia; credo sia necessario avere spiegazioni chiare, precise ed esaurienti...occorreranno perizie aggiuntive, ma nelle sedi opportune...

Ivana ha detto...

Reputo doveroso ringraziare fr. per la sua gentilezza nei miei confronti...

Cordialmente
Ivana

Mimosa ha detto...

Grazie Annika per il tuo intervento, ci contavo, solo tu potevi valutare le mie osservazioni.
E dunque signori e signore, non sottovaluterei le condizioni degli indumenti di Yara, al di là del DNA nucleare e/o mitocondriale, già discusso. Un rebus. Perché nessuno dei Ris si è posto la domanda?

Mimosa

PINO ha detto...

Ritengo che l'interpretazione di Ivana, circa le dichiarazioni di Novelli, sia la più coerente.
Resta, tuttavia, a disposizione di tutti, quanto suggerito dalla genetista Gino, anche se in modo sornione, sulla presenza, sul luogo del delitto, di un fratello di MB per parte materna...(?)

ENRICO ha detto...

PINO buongiorno

no, non un "fratello di MB per parte materna...(?)"

---
Secondo il medico legale consulente della difesa di Massimo Giuseppe Bossetti, la genetista forense Sarah Gino, dall’analisi dei reperti del dna trovati sui leggins di Yara Gambirasio, emergerebbero elementi tali da ipotizzare uno scenario choc: l’assassino di Yara sia addirittura un parente della vittima."

http://urbanpost.it/yara-gambirasio-per-la-difesa-di-bossetti-lassassino-potrebbe-trovarsi-tra-familiari-della-vittima


Intervista Gino

http://www.panorama.it/news/cronaca/bossetti-assassino-parente-yara/

Ivana ha detto...

Scusa Pino, intendi dire che, in base al percorso scientifico di Previderè, la dottoressa Gino non ha escluso a priori che l'aggressore di Yara potrebbe essere un parente di Yara stessa (tra zii o cugini da parte materna)? È così, o mi è sfuggito qualcosa?
Sempre la dottoressa Gino ha sostenuto, però, che potrebbero esserci degli studi (non in suo possesso) sui fluidi biologici, dove potrebbe essere specificato che il mtDNA di un fluido non risulterebbe visibile se commisto con un altro...

PINO ha detto...

Enrico ed Ivana
Scusatemi, leggo ora il pasticcio che ho fatto, scrivendo "MB", invece che "YG".
Sono a letto influenzato e, per evitare che ne imbastisca altri, mi asterrò dallo scrivere, fino a completa guarigione.
Saluti cordiali, Pino

Anonimo ha detto...

Ivana
Grazie per avermi risposto.
Mi basta sapere che ammetti la responsabilità della procura nel condurre le indagini; io comunque resto convinta che, l'accoglimento di qualche richiesta di approfondimento della difesa in più, non possa che giovare alla ricerca della verità, qualunque sia lo scopo prioritario.
Cordialmente
Sarakey

ENRICO ha detto...

Sarakey

"di qualche richiesta di approfondimento della difesa in più, non possa che giovare alla ricerca della verità, "

...se non fosse che le indagini , le ricerche scientifiche, le analisi tecniche , il Ris ecc..ecc..di cui dispone ed a cui può ricorrere la Procura, notoriamente molto costose, sono a carico dello Stato, mentre se la Difesa volesse servirsi di strumenti analoghi dovrebbe spendere una fortuna. E non tutti gli indagati hanno i mezzi per poterselo permettere.

Etrusco ha detto...

Considerando i discorsi di Annika, l'idea che dovremmo farci è che il corpo di Yara non sarebbe stato tre mesi nel campo di Chignolo, a meno che non fosse coperto, anzi imballato a tenuta stagna.
Tutte queste sottilizzazioni tecniche, tipo le ferite da punta e taglio, o le tracce di tessuto dei sedili, è impossibile che vengano individuate con assoluta precisione su un corpo che in tre mesi all'aperto e a contatto col terreno finisce per diventare terra o quasi, considerando anche l'azione di insetti, roditori e altri animali che, in cerca di cibo, fanno scempio di ciò che trovano. Sono sufficienti poche ore perchè un cane randagio ci arrivi, in quanto capace e solito provvedere da solo alla sua sussistenza, è appunto incline e motivato da queste situazioni.
Certi elementi microscopici, repertati con tanta competenza, dovrebbero servire anche a ricostruire il delitto, e non solo per fare peso e quantità sull'indagato. Qui per accusare Bossetti ci si dimentica di capire dove è morta Yara, probabilmente no nel campo di Chignolo, perchè questa era una cosa stabilita troppo presto, prima di altri reperti.

TommyS. ha detto...

Ivana

Dissento totalmente dalle tue considerazioni ed interpretazioni.

A mio parere il Riesame con l'ultima motivazione non ha ottemperato ai suoi doveri e cioè quelli di verificare se sussistano ancora ad oggi i requisiti per la custodia cautelare. Si è solamente piegato al volere della Procura allineandosi a quanto fatto a suo tempo dal GIP e non ha adempiuto al suo ruolo "terzo ed imparziale" ch dovrebbe competergli.

Bossetti si trova in carcere esclusivamente per la "prova/indizio" scientifica relativa alla compatibilità elevatissima del suo DNA nucleare con quello di Ignoto1. Tutti gli altri "indizi" di colpevolezza, alcuni già smontati con le precedenti motivazioni, sono esclusivamente corollari e possono essere interpretati come indizi esclusivamente se quello principale rimane valido. Per cui qualsiasi decisione di un giudice "terzo", sebbene la questione esuli dalle sue conoscenze (richiedendo in teoria una perizia), dovrebbe essere esclusivamente fondata su una valutazione scientifica.E la difesa di Bossetti ha portato davanti a quella corte due distinte evidenze scientifiche entrambe prodotte da consulenti dell'accusa, evidenze che quindi giuridicamente avrebbero dovuto essere valutate sullo stesso piano e non scegliendo solamente quella che maggiormente si adatta all'ipotesi accusatoria.

Sai benissimo che in matematica dal prodotto di un numero negativo con uno positivo non può che risultare un altro numero negativo. E nella vicenda della "prova" genetica del caso Yara abbiamo a tutti gli effetti un'evidenza scientifica che conferma ed una che esclude. La combinazione di queste dal punto di vista scientifico dovrebbe restituire un'esclusione mentre a Brescia e Bergamo sembra che la logica scientifica e matematica segua altre leggi.

Il Riesame ed il GIP hanno scritto, con ragione, che il DNA nucleare (nei marcatori STR solitamente utilizzati allo scopo) è in grado di identificare un individuo mentre quello mitocondriale no. Ma hanno omesso di scrivere che il mtDNA è in grado di escludere che si tratti dello stesso individuo (al pari del genotipo Y per i soli maschi). Questo principio basilare del DNA fingerprinting non può essere trascurato a favore del solo principio confermativo del DNA nucleare. E' vero che nelle normali indagini giudiziarie non si analizza il mtDNA e quindi si fa affidamento unicamente al confronto tra i genotipi nucleari, ma in questo caso si è voluto analizzare anche questo perché si voleva cercare la madre di Ignoto1 e soprattutto perché si dovevano analizzare i peli e capelli repertati sulla scena del crimine (rimandando queste analisi per troppo tempo).

continua

TommyS. ha detto...

Il GIP prima ed il Riesame adesso quindi si trovavano a dover valutare due "prove/indizi" scientifici contrastanti che considerati assieme avrebbero dovuto portare ad escludere, nella fase preliminare del processo, che Bossetti fosse davvero Ignoto1 (prodotto di vettori con segno opposto), pervenendo quindi alla conclusione che l'indagato dovesse essere rimesso in libertà in attesa che un altro giudice approfondisse la questione capendo se si era sbagliato da qualche parte e non supponendo in partenza che l'errore fosse nell'analisi dell'mtDNA.

Qualsiasi cosa abbiano scritto a supporto della loro scelta, scientificamente e giuridicamente non è basata su nulla nonostante i tentativi del consulente del PM di sminuire l'importanza del mtDNA. Se da un lato quest'ultimo ha cercato di "spiegare" questa anomalia, sarebbe stato doveroso richiedere allo stesso anche una spiegazione ai dubbi avanzati dal RIS sul DNA e siccome a quel punto entrambe le analisi avrebbero sollevato dubbi, la legge avrebbe voluto che l'indagato arrivasse all'udienza preliminare da uomo libero.

Quanto a quello che ha affermato il prof. Novelli, scrissi già un po' di tempo fa che con quelle affermazioni avrebbe corso il rischio di perdere la cattedra, ammesso che in Italia le cattedre siano assegnate in base al merito ed alla conoscenza della materia.Mai osasse scrivere le stesse cose in un paper da presentare ad un convegno di genetica, verrebbe deriso da tutta la comunità scientifica.

TommyS. ha detto...

Ivana

Hai scritto:

Sempre la dottoressa Gino ha sostenuto, però, che potrebbero esserci degli studi (non in suo possesso) sui fluidi biologici, dove potrebbe essere specificato che il mtDNA di un fluido non risulterebbe visibile se commisto con un altro...

Non credo tu non sia riuscita a cogliere il significato di quella frase dell'intervista a Gino.

Si tratta di un "principio di chiusura" del discorso persuasivo: all'impossibilità di essere parafrasato si accompagna l'irrefutabilità del discorso. In altre parole, per un avversario deve essere impossibile – o quasi – ribattere a quanto detto dall'oratore, a meno che anch'egli non trovi un argomento che si colloca sul medesimo livello.

andres ha detto...

La Repubblica.it riporta la notizia che Salvagni sta considerando di ricorrere al rito abbreviato.
Sono perplessa. Voi come vedete questo possibile cambio di strategia?

Gilberto ha detto...

@ Andres
Potrebbe significare che Salvagni ha un asso nella manica, che la verifica sulla paternità della sorella di Massimo Bossetti, per quanto dizigotica, deve aver dato i risultati auspicati. In tal caso quello della procura alla fine risulterà solo un castello di sabbia. Per chi poi ha occhi per guardare senza pregiudizio la somiglianza di Massimo Bossetti col padre legale non lascia dubbi.

andres ha detto...

Grazie Gilberto, nella mia ignoranza in materia, avevo pensato esattamente l'opposto, che in qualche modo si trattasse di una resa.

Ivana ha detto...

Pino, AUGURI per una pronta guarigione!

SaraKey, grazie anche a te per i tuoi messaggi garbati e graditi!

TommyS. giustamente hai esordito scrivendo: “A mio parere”.
A parere tuo il Riesame non ha ottemperato ai propri doveri, mentre, a parere mio, sono state le carte prodotte dalla Difesa a non portare argomentazioni precise, che scalfissero la “prova” del DNA nucleare! Sono state le carte apportate dalla Difesa a non essere convincenti per i giudici!
Novelli non è il solo a sostenere determinate affermazioni; so che il generale Garofano è andato (per una conferenza, se non erro!) negli Stati Uniti dove ha trovato conferme riguardo alla validità del DNA nucleare indipendentemente dal mtDNA…
Lo stesso Previderè ha scritto di aver evidenziato una «componente maggioritaria» riferibile a Yara e una minoritaria di «difficile interpretazione». Situazione, per lui, «APPARENTEMENTE in contraddizione rispetto a quanto atteso dalle analisi genetiche su campioni biologi commisti» per cui Previderè spiega che ci può essere «un numero di mitocondri diverso nelle cellule delle due componenti (vittima e indagato), nel caso in cui queste provengano dallo stesso tessuto biologico (per esempio sangue della vittima e sangue dell’indagato)». Per Previderè il profilo mitocondriale di Yara potrebbe aver «coperto» quello di «Ignoto 1».
Giorgio Portera ha espresso il suo parere (esperto!) sottolineando che, comunque, rimane un dato incontrovertibile: la piena compatibilità del dna nucleare di Bossetti con quello di “Ignoto 1”.
Per molti esperti quello che ha importanza è il dna nucleare e insistono sui risultati concordanti di ben quattro laboratori che non hanno lasciato alcun dubbio nei giudici del Riesame.
Insomma, PER ORA, quel DNA nucleare regge e la Difesa non è riuscita ad apportare argomentazioni convincenti.
Riguardo agli altri “indizi” di colpevolezza, se analizzati singolarmente, possono non avere valore pregnante, ma considerati tutti insieme acquistano un certo peso…
Ora l’avvocato Silvia Gazzetti ha telefonato a “Quarto Grado” per intervenire sulle dichiarazioni esternate dalla signora Comi, definendole false e prive di qualsiasi fondamento per le quali si riserverà eventuali azioni legali nelle sede competenti (se determinate affermazioni non dovessero essere smentite dalla stessa moglie del Bossetti).
Il Bossetti stesso potrebbe rischiare una denuncia per calunnia avendo puntato il dito su un collega di lavoro per coinvolgere lui nell’omicidio di Yara, cercando di allontanare i sospetti da sé stesso…

TommyS. Credi che un professionista come Novelli rischierebbe di dire parole assurde perdendo in credibilità?
Credi che la dottoressa Gino abbia conoscenza di TUTTI gli studi effettuati in merito al mtDNA? A me risulta MOLTO difficile pensare che qualcuno possa aver letto TUTTI I LIBRI, TUTTI gli articoli pubblicati...
Credo, invece, che più una persona è colta più è consapevole che "sa di non sapere", nel senso che ha ancora da imparare più di quanto ha già interiorizzato!!!

Gilberto, non sono d'accordo: per me la scelta del rito abbreviato ha lo scopo di ridurre l'eventuale danno nell'interesse PRIORITARIO del proprio assistito...(Ovviamente la mia è un'opinione esattamente come lo è la tua)

magica ha detto...

non ho parole
una schifezza .
perchè la moglie di bossetti avrebbe dovuto mentire su questo particolare .
inoltre il marito dovrebbe a sua volta essere indagato per aver fatto un nome?
i bossetti dovrebbero denunciare mezza italia per avere guardato dal buco della serratura della loro privacy.
io sarei del parere che si ptrebbe ereggere un cappio e impiccarli tutti e due nella pubblica piazza : a qualcuno piacerebbe lo so .

Anonimo ha detto...

Enrico, perdonami ma penso di non essermi spiegata bene.
Tu hai ragione a fare dei distinguo a proposito delle diverse possibilità di spesa tra Difesa e Procura, io però mi riferivo proprio a tutti quegli approfondimenti richiesti dalla Difesa alla Procura nel corso delle indagini e raramente accolti da quest'ultima.
Sono perfettamente d'accordo con te sul fatto che "le indagini , le ricerche scientifiche, le analisi tecniche , il Ris ecc..ecc..di cui dispone ed a cui può ricorrere la Procura, notoriamente molto costose, sono a carico dello Stato, mentre se la Difesa volesse servirsi di strumenti analoghi dovrebbe spendere una fortuna. E non tutti gli indagati hanno i mezzi per poterselo permettere."; anzi a tutto questo io aggiungerei che gli approfondimenti ottenuti avrebbero anche una diversa valenza probatoria.
Ciao e buona serata.
Sarahkey

Mimosa ha detto...

Qui viene spiegata la differenza tra abbreviato semplice (o “secco” come lo chiama Salvagni) e l’abbreviato condizionato (che possono sembrare simili):

http://www.studiolegaledelalla.it/cose_da_sapere/il-giudizio-abbreviato-la-disciplina-ed-i-vantaggi/
« La procedura penale prevede il Giudizio abbreviato condizionato ovvero un giudizio allo stato degli atti ma con la possibilità di assumere ex novo la prova (o le prove) indicate dall’imputato che, difatti, “condiziona” la sua richiesta di abbreviato all’acquisizione delle prove che lui stesso indicherà.
Il Giudizio abbreviato può essere opportuno in diverse occasioni:
 Nel caso di colpevolezza certa e provata già nella fase delle indagini preliminari. Lo sconto di un terzo è sicuramente il migliore risultato che si può ottenere in una sempre auspicabile e pragmatica ottica difensiva;
 Nel caso in cui gli indizi raccolti durante le fase delle indagini non siano tali da potersi dire superato il ragionevole dubbio circa la colpevolezza dell’incolpato (un approfondimento dibattimentale in contraddittorio tra le parti potrebbe colmare le lacune cristallizzate nelle indagini);
»

Pertanto, a mio parere, viste anche le non esaltanti figure del legale in varie trasmissioni visibilmente in difficoltà, il cambio di strategia, decisamente negato fino a dicembre, indica che la difesa non ha assolutamente alcun asso nella manica da tirare fuori.
Cerca solo di far accogliere nuovi “indizi” in favore dell’assistito, e suppongo tra questi le ultime testimonianze savonesi.

Non certo porterà la “prova” che MGB NON è figlio di Guerinoni.

Che poi sulla questione gli inquirenti hanno pure le intercettazioni tra i componenti della famiglia, non solo quelle nella sala d’attesa della Stazione dei Carabinieri la sera dell’arresto!

Staremo a vedere.
Mimosa

ENRICO ha detto...

Sarakey

No, ti eri spiegata benissimo. Infatti non ho fatto altro che proseguire il tuo ragionamento
che fa dimostra una volta di più come non vi sia completa parità tra Accusa e Difesa.

Quest'ultima infatti non solo è sfavorita a causa dei costi proibitivi relativi ad eventuali indagini supplementari a difesa dell'imputato ma deve anche sottostare all'accoglimento da parte del Giudice ed al credito probatorio che lo stesso potrebbe attribuirgli o meno

ciao carissima

E.

Mimosa ha detto...

Brutta la faccenda delle dichiarazioni di Marita Comi e della smentita dell’avv. Gazzetti, in merito ai coltellli “da buttare”.

E se posso azzardare ulteriori interpretazioni sulla scelta del rito “abbreviato condizionato”, annunciato oggi di sorpresa, la Difesa di Bossetti si è trovata spiazzata dalla dichiarazioni di MC, mandate in onda da QG, con immediata telefonata di contestazione dell’avv. Silvia Gazzetti.

C’è in ballo, non solo una querela della Gazzetti nei confronti di Marita, ma anche la credibilità e le referenze deontologiche dell’allora collega congiunto nella difesa, che “non può non essere stato informato” del fatto.

Ciò sarebbe con molta probabilità entrato nel processo, impugnato dall’accusa.

Salvagni ha giocato d’anticipo, ventilando l’abbreviato condizionato, che sì gli consentirà di portare nuovi indizi a favore dell’imputato, ma comunque congelando lo status quo delle indagini “allo stato degli atti”.
Con buona pace sua.

Mimosa

ENRICO ha detto...

Mimosa

quindi Salvagni potrebbe chiedere "l'abbreviato" appellandosi a questa seconda motivazione :

Nel caso in cui gli indizi raccolti durante le fase delle indagini non siano tali da potersi dire superato il ragionevole dubbio circa la colpevolezza dell’incolpato (un approfondimento dibattimentale in contraddittorio tra le parti potrebbe colmare le lacune cristallizzate nelle indagini) ?

Potrebbe essere.

Mia cara ti auguro una buona notte ( a meno che tu non sia in vena di fare le ore piccole ... come tua abitudine ! ).

TommyS. ha detto...

Ivana

Questo è il CV d Sarah Gino

http://www.campusnet.unito.it/docenti/att/sgino.cv.pdf

Non sono riportate le consulenze per il PM e per le difese. Basta però ricordarsi della consulenza per la difesa Knox a Perugia e quella peritale per il GUP Tommolini a Teramo (non tocchiamo però questo tasto che credo rimarrà sempre una zona d'ombra nella vita professionale della dottoressa).

Difficile che un esperto come Sarah Gino non sia a conoscenza di tutti gli studi sul mtDNA accettati e riconosciuti dalla comunità scientifica.

Non voglio comunque convincerti di nulla. Per il momento i giudici sinora intervenuti hanno negato la libertà a Bossetti senza riconoscere di essere non competenti in campo genetico ed accettando sempre e solamente quanto detto dai consulenti del PM.

Questo non sarà possibile nell'udienza preliminare od in Corte d'Assise quando dovrà per forza essere nominato un perito. Vedremo allora se il prof. Novelli ha detto cose serie e credibili (così come Portera e Garofano entrambi ex membri del RIS di Parma e così come Giardina, altro scienziato travolto da questa indagine che avrebbe dovuto essere il suo definitivo trampolino di lancio). La cattedra di sicuro non la perderà mai, ma forse la faccia si.

Mimosa ha detto...

Caro Enrico
... e chissà ...

sicuramente buonanotte a te!

TommyS. ha detto...

No Mimosa. Dissento decisamente da te.

Questo processo si risolverà esclusivamente sul piano della prova scientifica. In Udienza Preliminare o in Corte d'Assise.

Considerata la mole spropositata degli atti d'indagine credevo che la difesa non sarebbe ricorsa al giudizio abbreviato in quanto non sarebbe stata pronta con le proprie consulenze. Consulenze necessarie per chiedere al giudice una perizia terza (o più perizie in quanto non si può dimenticare i grossi dubbi medico legali).

Se venissero confermate le notizie sull'abbreviato vorrebbe dire invece che ritengono di essere pronti e sufficientemente forti da evitare un vero e proprio dibattimento dove potrebbero puntare anche su piste alternative di indagine non seguite (queste nell'abbreviato è ben difficile possano rientrare).

E questo anche senza contare sulla questione della paternità.

Etrusc ha detto...

MassimoM e TommyS,

Nel video alla Shell non si individuano addetti al rifornimento di carburante, ma solo clienti del self service. Eppure dalle immagini di street view sul tabellone dei prezzi carburante campeggia la scritta "servito".
Di norma i distributori chiudono alle 19:00, dopo di che i clienti possono usufruire unicamente del self service. Nei festivi può essere self service per l'intera giornata.
Dalle immagini sembra buio, ma questo è valido dal pomeriggio fino alle prime ore della mattina seguente.
Nella Shell di Via Locatelli c'è un autolavaggio e un'officina per cambio olio, quindi in orario diurno ci saranno vari addetti, che però non passano davanti alla telecamera nel momento del passaggio del furgone.

magica ha detto...

ma la moglie di bossetti va in carcere a rinacarare le dosi di colpevolezza sul marito?
se quello che viene riportato dalle intercettazioni sono precise parole della comi . si mette a parlare di coltellini e compagnia . ma quella è scema? non lo sa che chi intercetta riporta tutto a modo proprio?
incalza il marito con i se e i ma , invece di parlare dei figli e di come va la vita essendo separati
bisogna sempre tenere la bocca chiusa , perchè abbiamo recepito come funziona . in tutti i casi i discorsi vengono manipolati . se fossi in quella situazione parlerei di.... e piu' ne ha piu' ne metta . vediamo cosa esce?

Mimosa ha detto...

TommyS

staremo a vedere ...!

Mimosa

Etrusco ha detto...

Tutto può essere, ma che un assassino abbandoni la propria vittima senza la sicurezza della sua morte, è anomalo. Se questa sopravvive può fornire indicazioni verso di lui.
Questo si aggiunge ai motivi scientifici e tecnici per i quali Yara, ipoteticamente, sarebbe deceduta altrove.
Per quanto riguarda il rapimento, può essere stato importante il fatto che quel giorno Via D.G.Sala era chiusa al traffico per lavori: se questo era solo scritto sui cartelli, senza transennamenti, non avrebbe impedito che un veicolo si potesse appostare proprio in quella Via, tanto a quell'ora gli operai dei lavori stradali già se ne erano andati, evitando tanti giri nei dintorni. E dalle immagini Polynt 2 non risulta che il furgone abbia transitato in questa Via, che gli sarebbe stata utile, nonostante i divieti.

Mimosa ha detto...


Eh, già, tutto può essere e colgo l’occasione per esprimere un’ultima considerazione.

Oltre i vestiti troppo “intatti” dopo 3 mesi, su cui Annika ha concordato con me, e al di là di dna dilavato e sufficientemente abbondante, c’è un altro particolare che non mi convince nella teoria che Yara possa essere stata trattenuta, viva, da qualche parte per qualche tempo, e sono i rilievi relativi al contenuto gastrico, i quali hanno parlato, almeno così sembra.

In assenza della consultazione pubblica della Relazione completa della dott.a Cattaneo, e stante alle notizie diffuse, essi hanno consentito «di ritenere che la morte risale a poche ore dopo la scomparsa la sera del 26 novembre 2010»,

dunque pensare che sia stata trattenuta per giorni altrove ed accettare il range temporale compreso "tra le 19 e le 24" come momento del decesso stabilito dalla Cattaneo significherebbe asserire che i “sequestratori” – l’ultimo giorno della vita della ragazzina – avessero nutrito Yara con il medesimo pasto assunto a casa sua il 26 novembre (pranzo o merenda pomeridiana), conforme e compatibile.

Come la mettiamo?
Come conciliamo contenuto gastrico e stato degli indumenti?

Mimosa

Anonimo ha detto...

TOMMY/S
Mi pare che tu "dissenta un pò troppo spesso, su quello che propongono gli altri, pur non carenti di informazione.
L'avvocato Salvagni ha scelto (ammesso sia vero) la mossa più intelligente da mettere in atto, in un momento delle indagini che definirei "critico".
Non poteva far meglio.
fr.

Anonimo ha detto...

Se erano intatti gli indumenti lo doveva esserlo stato anche il dna.
Se Yara fosse restata in luogo protetto per un tempo indeterminato, questo tornerebbe a favore della bontà delle tracce biologiche, tanto bistrattate.
Scegliete voi.
fr.

Ivana ha detto...

Per TommyS.
Ribadisco quanto ho già espresso: generalmente, in ogni persona esperta, competenza e modestia sono direttamente proporzionali: più una persona è competente in un dato settore, (per esempio in quello della genetica e della biologia molecolare, cellulare…) più è consapevole che quanto da lei appreso è troppo poco in rapporto a quanto ha ancora da imparare…(socraticamente sa di non sapere!) La scienza è sempre "in fieri" e occorre la formazione continua e permanente per conoscere nuove scoperte e nuove tecniche, con la consapevolezza che non è possibile raggiungere una conoscenza “totalitaria” (cioè “globale”) di TUTTI gli studi, di TUTTI i libri, di TUTTE le relazioni, di TUTTI gli articoli pubblicati nel MONDO, inerenti alla genetica e alla biologia…, tanto più che non si tratterebbe, comunque, di un insieme finito, perché gli studi e gli esperimenti continuano ininterrottamente e potranno apportare nuove informazioni e nuove conoscenze scientifiche da prendere in considerazione e da valutare...
Le persone serie e competenti sanno che occorre loro una mentalità aperta e una capacità adattiva ai cambiamenti tecnologici e anche organizzativi e hanno la consapevolezza di NON essere detentrici, nel loro campo d’interesse e lavorativo, del sapere globale e immutabile…
Ritengo significative le seguenti parole della dottoressa Gino:
“Certo, quella traccia di dna è compatibile con Bossetti. Se non avessero fatto il mitocondriale non avrei avuto queste perplessità, ma in questo modo c’è qualcosa che non torna. Se poi dimostreranno che è così, lo vedremo, ma bisogna trovare una spiegazione scientifica chiara.”
Mi sembra che neanche la dottoressa Gino neghi la validità del DNA nucleare, infatti dice: “Certo, quella traccia di dna è compatibile con Bossetti.”
Non avrebbe avuto dubbi “se non avessero fatto il mitocondriale”, ma ora ha determinate perplessità e, giustamente, chiede una spiegazione scientifica chiarificatrice per eliminare ciò che non le risulta chiaro, per eliminare quel “qualcosa che non torna” sul mtDNA, per avere elementi utili (consistenti nei vari passaggi ben documentati riguardo alle analisi eseguite) su cui discutere e trovare, eventualmente, errori da contestare…

Anonimo ha detto...

Salve a tutti....

http://www.corriere.it/14_giugno_27/altri-guai-bossetti-peli-capelli-corpo-yara-sono-ignoto-1-d310c2d4-fe0f-11e3-8c6c-322f702c0f79.shtml

http://www.fanpage.it/peli-e-capelli-sul-corpo-di-yara-sono-di-ignoto-1-ma-arriva-la-smentita/

http://www.ilgiorno.it/bergamo/cronaca/2014/06/28/1084229-yara-omicidio.shtml

link su un aspetto DUBBIOSO, forse più di altri di una matassa MOLTO intricata.
ALTRO aspetto DUBBIOSO:
resti Guerinoni CREMATI.
resti Yara CREMATI.
DNA ignoto1 FINITO.
eh, se un Giudice volesse rifare ex-novo accertamenti sopra le parti?

Max sempliciotto.

TommyS. ha detto...

@ fr.

Che ci vuoi fare, forse sono un bastian contrario senza speranza.

Se tutti la pensassimo nello stesso modo sai che noia!

TommyS. ha detto...

Ivana

In un settore scientifico come quello della genetica forense l'aggiornamento professionale continuo non lo si fa sui libri bensì sui paper presentati a convegni o comunque pubblicati su riviste scientifiche di settore (tutti accessibili oramai sul web tramite i portali dedicati).

Il problema fondamentale in un caso come questo è che i tecnici del settore si conoscono tutti, avendo con alta probabilità pubblicato paper assieme a colleghi che si trovano come controparte nei processi. Difatti nel CV della Gino sono citate alcune pubblicazioni firmate assieme a Garofano, Lago e Previderè per fare un esempio.

Difficile quindi che possano permettersi di criticare apertamente un collega soprattutto in interviste pubbliche. Non sia mai che nel giro di un anno si debba lavorare assieme in un altro caso. Per cui le dichiarazioni rilasciate dalla Gino a Panorama devono essere lette sotto questa luce e tenendo ben presente che alla difesa a quella data la Procura non aveva fatto vedere nulla se non sintetiche relazioni (RIS e Previderè), come espressamente detto dalla stessa Gino se leggi attentamente tutta l'intervista.

E difatti alla domanda su quale fosse la difficoltà principale in quel momento, la Gino ha risposto:

"Fai fatica a esporti, perché se dici qualcosa hai paura di essere sconfessata nel momento in cui verranno tirate fuori tutte le carte. Ecco perché preferisci essere cauta e non ti spingi fino a parlare di errori espliciti. Non riesci a lottare ad armi pari."

Paolo A ha detto...

Vorrei porre un quesito ad Annika, come è possibile che i pantaloni di Yara presentino un taglio o meglio una strappo ben visibile sulla gamba destra e questo strappo arriva sino al bordo dell'elastico sulla vita dei leggins, perciò sino agli slip di Yara e proprio da quella parte abbiano trovato il DNA, ma non pare una stranezza, non è che il DNA estratto sia di qualche animale che è andato su per la gamba, dalle immagini mi pare che il taglio dovrebbe arrivare sino al bordo degli slip e visto lo stato di quella parte dei leggins, gli slip in quella parte non erano coperti dai leggins, cioè erano all'aria aperta o comunque non coperti bene dal tessuto come nella parte opposta. A me pare molto strano.

Ivana ha detto...

TommyS., credi veramente che l’aggiornamento professionale continuo non preveda ANCHE la lettura di libri, scritti da colleghi italiani e stranieri? Come docente, la mia formazione continua si è basata su libri (NON solo didattici!), su convegni e su testi scientifici specifici! (Anche nei corsi di formazione on-line, accessibili tramite password, venivano pubblicate (e consigliate!) una bibliografia e una sitografia molto corpose, e NON SOLO ITALIANE, per docenti di ogni ordine e grado scolastico! Altro che soltanto “paper”!!!
Non c’è bisogno di criticare un collega per esprimere apertamente e onestamente le proprie competenti osservazioni (che possono divergere in tutto o in parte dalle osservazioni altrui! L’infallibilità non appartiene a noi esseri umani! "Amicus Plato, sed magis amica veritas")
Le dichiarazioni della dottoressa Gino non “devono” essere lette, almeno da me!, sotto la luce che tu indichi,(non seguo l'"ipse dixit"!) perché io ritengo che qui ogni interessato/a le avrà già lette come meglio avrà ritenuto opportuno leggerle e avrà tratto le proprie personali conclusioni!
MAI ho negato che la Difesa (almeno fino al momento dell’intervista alla dottoressa Gino!) non avesse ancora letto tutta la documentazione della Procura (ANZI è proprio quanto avevo già affermato e non solo in questo forum!).

Ivana ha detto...

Segnalo:
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/yara-bossetti-chieder-rito-abbreviato-1105577.html

Penso (quindi è solo una mia opinione!) che il Salvagni chiederà il rito abbreviato condizionato (come aveva fatto la Difesa di Salvatore Parolisi).

ENRICO ha detto...

TommyS

mi hai evitato , con il tuo post delle 10:01 di scrivere le medesime considerazioni.

"Socrate" e "l'aggiornamento professionale continuo" non c'entrano niente, dato che la "chiave" per comprendere la reticenza della dott.sa Gino sta nell'ultima domanda dell'intervista e nella relativa risposta :

"Cosa chiederebbe alla procura adesso?

Di mettermi a disposizione tutto, per giocare ad armi pari, perché in fondo siamo entrambi parti del procedimento. Perché l’accusa deve essere favorita rispetto alla difesa?


Quanto ai link segnalati da "Max sempliciotto" ore 09:01 sono una dimostrazione ulteriore di come la Difesa abbia le mani legate e non possa più richiedere la ripetizione di alcune analisi ( compresa quella della traccia biologica "altamente degradata ma nello stesso tempo "ottima ed abbondante " che - a detta del Ris non consente di diagnosticare in maniera inequivocabile le tracce lasciate da ignoto 1 sui vestiti di Yara".)

visto che tutto "il materiale" ancora utilizzabile è stato ridotto in cenere

Ivana ha detto...


Enrico,
“Socrate” e “l’aggiornamento professionale continuo” sono considerazioni nate dalla lettura delle seguenti parole, di TommyS., parole da me non condivise: Difficile che un esperto come Sarah Gino non sia a conoscenza di tutti gli studi sul mtDNA accettati e riconosciuti dalla comunità scientifica.
Per me non è possibile che un/a qualsiasi esperto/a (quindi Sarah Gino compresa!) possa essere a conoscenza di TUTTI gli studi sul mtDNA riconosciti e accettati dalla comunità scientifica mondiale.
I "paper", poi, sono da me ritenuti insufficienti, soprattutto perché è importante risalire personalmente alle fonti primarie e non accontentarsi della sintesi compiuta da altri…
Riguardo alla questione del gioco ad armi pari, credo di essermi già espressa in precedenza e ora aggiungo che la Procura debba attenersi a quanto recita il c.p. p. in merito.
Domando: per la “visione e copia dei fascicoli” la Procura si attiene, o no, a quanto prescrive il c.p.p.?

Credo che la persona sottoposta a indagini e il suo difensore possano visionare tutta la documentazione raccolta, a conclusione delle indagini preliminari e l'indagato ha facoltà, entro il termine di venti giorni, di presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad investigazioni del difensore, chiedere al pubblico ministero il compimento di atti di indagine, nonché di presentarsi per rilasciare dichiarazioni ovvero chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio. Se l'indagato chiede di essere sottoposto ad interrogatorio il pubblico ministero deve procedervi.
Anche se il materiale utilizzato fosse ormai ridotto in cenere, penso rimanga, comunque, tutta la corposa documentazione (anche fotografica!) relativa alle indagini e alle analisi effettuate dagli inquirenti…
Se verranno riscontrati dalla Difesa errori, o omissioni, ecco che verranno giustamente evidenziati...

Annika ha detto...

Caro Paolo A,

Sapessi quante cose anche a me paiono davvero strane. Escluderei il DNA animale e credo che la risposta al tuo quesito sia di carattere (ed intervento...) molto molto umano! Vorrei rispondere al tuo quesito ma sono i presupposti stessi, non tuoi ma dell'intera storia del DNA di Ignoto 1, che rasentano la fantasia pura.

Ho gia' scritto precedentemente del DNA partendo da un fatto
scientifico imprescindibile ed inamovibile: una traccia di DNA
persiste rintracciabile/attribuibile al soggetto da cui deriva al massimo per 2 settimane, dopodiche' la degradazione e' tale e tanta da
renderla non piu' attribuibile a nessuno. Tutti sappiamo quanto un
corpo dal momento del decesso subisca una serie di inevitabili
processi chimici ed auto-degradi con grande rapidita'; non molti pero' sembrano realizzare che una traccia di DNA non e' altro che una minuscola porzione di corpo umano la quale, una volta fuori da quel corpo, "muore". Infatti, il DNA non e' altro che materia organica, e come qualunque materia organica, auto-degrada! Basti cercare su google images come appare un corpo umano 7 giorni post mortem e non sara' difficile immaginare quanto possa degradare una goccia di sangue o sperma o saliva (DNA, insomma) in una settimana!

Oltre all'auto-degradazione, una traccia su cadavere, al contrario di una traccia su una finestra o un tappeto o una parete, subisce
ulteriore distruzione a causa sia dei liquidi putrefattivi provenienti dal cadavere stesso che dai maggots e insetti vari che non fanno altro che nutrirsi di qualunque traccia organica, moltiplicarcisi sopra, farci sopra i propri bisogni e spezzarla anche solo muovendocisi sopra. Nel caso specifico di Yara, poi, indipendentemente dal fatto
che il corpo sia stato li' tutto il tempo o solo nei giorni a ridosso del ritrovamento, quei leggings sono entrati a contatto anche con il suolo ed i soil nitrates, sono stati squarciati da mammiferi ed uccelli ed sono stati dilavati abbondantemente dalla pioggia.

Quindi, tornando alle 2 settimane massime di persistenza e possibile
attribuzione del DNA, queste rendono totalmente irrilevante venire a sapere se l'elastico blah blah blah oppure il papa' di Massimo Bossetti ariblah blah blah, perche' comunque la si giri non e' scientificamente possibile che vi fosse DNA su quei leggings o su quel cadavere che abbia resistito a quanto appena discusso, indipendentemente da chi ce lo abbia lasciato 3 mesi prima! Un DNA che resista ADDIRITTURA PER 3 MESI a putrefazione e all'aperto e' una tale fantasia quanto Aurora che si risveglia ancora sedicenne 100 anni dopo essersi punta con un fuso. Un DNA intatto a 3 mesi dal deposito, insomma, e' un'assurdita' ridicola e sarebbe come dire che quel DNA non era organico ma, che so, sintetico! Be', pero', a pensarci bene...

Ciao. Annika

andres ha detto...

...eh si, a pensarci bene!
Ho tre domande da porre.
Indipendentemente da questo caso, un dna sintetico, potrebbe essere veramente creato in laboratorio, oppure è pura fantascenza?
Analizzandolo, sarebbe possibile riconoscere un dna "preparato"?
Annika (che ringrazio per le sue spiegazioni chiarissime)ha più volte detto che un dna non può resistere intatto, all'aperto, per più di 2 settimane.In un precedente intervento, se non ricordo male, disse che anche il mitocondriale, non potrebbe resistere (sebbene più duraturo) dopo tutta quella esposizione all'aperto.
Il mitocondriale trovato, non appartenente a Bossetti, potrebbe essere "sintetico" anch'esso?
Inoltre anche a me, continua a suonare strano il fatto che sia Yara sia Guerinoni siano stati cremati.
Insomma:l'analisi del dna non è ripetibile. I corpi sono stati cremati. Le telecamere della palestra erano fuori uso. Sono un pò troppe le circostanze che impediscono gli accertamenti, mi pare!



Ivana ha detto...

Scusami Annika, non essendo io un’esperta del settore, mi limito a porre domande; ti ringrazio a priori, anche nel caso tu intendessi ignorare il mio messaggio :
1) Secondo te, ben quattro laboratori italiani avrebbero confermato, senza alcuna ribellione, un DNA frutto di fantasia?
2) Poiché credo che in ogni laboratorio ci sia un’équipe di esperti, ritieni che le tante persone coinvolte avrebbero lavorato solo di immaginazione, con il rischio concreto di venire apertamente ridicolizzate a livello internazionale?
3) Sospetti che sia stato organizzato un complotto “scientifico” che, però, sarebbe stato gestito in modo decisamente “non scientifico”?
4) Attualmente possono esistere, o no, tecniche di analisi tanto avanzate da riuscire a raggiungere risultati ritenuti impensabili fino a pochi anni fa ?



Ivana ha detto...

Pare che il Salvagni, almeno per ora, consideri il giudizio ordinario l’unico percorribile per poter far emergere tutte le lacune, tutte le contraddizioni dell’inchiesta da lui ritenuta “un gigante di argilla”. Riguardo alla possibilità di richiedere il giudizio abbreviato condizionato attualmente la considera un’ipotesi astratta che non può non prendere in considerazione…

Gilberto ha detto...

@ Annika
Premesso che sono completamente d’accordo con te riguardo al fatto che quel Dna è pura invenzione, vorrei però chiarire che il problema della paternità non è importante perché cambi qualcosa nella ricostruzione del delitto e agli effetti delle responsabilità di Bossetti (perché in ogni caso non esiste nessuna prova di coinvolgimento col delitto, come ho più volte ribadito, non solo per il deterioramento del cadavere e del Dna ma anche per il fatto che il luogo del ritrovamento era accessibile a tutti). Il problema della paternità è molto importante, forse decisivo, per la difesa in quanto se fosse smentita la paternità Guerinoni (e sono certo che verrà smentita), tutta l’attendibilità ‘scientifica’ vantata dall’accusa (espressa nella formula enfatica ‘la scienza non sbaglia’) verrebbe sbugiardata e tutto l’impianto messo in discussione. Tieni conto che ormai nel Bel Paese alcuni processi si decidono negli studi televisivi. Non è una questione ‘scientifica’ ormai (e purtoppo), è una questione mediatica. Se venisse confermata la paternità legale tutto l’impianto comincerebbe a scricchiolare non per motivi scientifici, perché per quelli la disamina del tuo articolo ha mostrato tutta l’inconsistenza degli indizi, ma per i dubbi che comincerebbero a emergere in quell’opinione pubblica e in quegli opinionisti che ormai dimostrano di avere molta voce in capitolo. Non si potrebbe più mettere la testa nella sabbia…

emax/massimo prati ha detto...

Ho solo il tempo per scrivere due righe in riferimento al post di Ivana.

Ivana, ascolta l'intervista fatta da Radio Radicale a Salvagni. E' pubblicata a capo pagina. C'è tutto ciò che serve per capire da dove nascono gli errori.

Non è che c'è un complotto, sarebbe di per sé difficile da credere e da attuare, ma di sicuro ci sono stati sbagli che hanno portato ad altri sbagli, visto che ai diversi laboratori il Ris ha inviato dna che nulla avevano a che fare con quello di ignoto uno o di Ester Arzuffi. Visto che si son fatte comparazioni mitocondriali col mitocondriale di Yara anziché con quello della madre di Bossetti.

E questo è lo stesso Previderè che, dopo aver estratto da un frammento osseo il dna di Yara /e meno male che era rimasto quel frammento, vista la successiva cremazione), scopre che il dna mitocondriale di Yara è identico al dna mitocondriale che il professor Giardina nella sua relazione dice essere quello di ignoto uno.

In pratica Giardina per due anni ha confrontato i dna delle donne delle valli bergamasche (le ipotetiche amanti si Guerinoni) col dna di Yara (lui stesso dice in una intervista che le "strisce" coi dna gliele hanno inviate quelle del Ris)

Lo stesso Colonnello Lago (capo del Ris) su richiesta di Previderè che si è trovato a non avere il mitocondriale di Bossetti visto che Giardina non lo aveva, gli invia un dna mitocondriale che non si sa di chi sia, perché non è né di Bossetti né di Yara né di altri coinvolti nell'indagini...

Ascolta l'intervista se ancora non l'hai ascoltata o se l'hai rimossa a causa delle mille nuove informazioni colpevoliste uscite negli ultimi periodi anche per coprire i ricordi innocentisti.

C'è tutto quel che serve per capire che i dna inviati dal Ris a mezza Italia tutto erano tranne che il dna certo di ignoto uno.

Ciao, Massimo

ENRICO ha detto...

x Massimo Prati

nel caso ipotetico in cui la Difesa avesse provveduto ad effettuare autonomamente il test di paternità dei 2 gemelli ed avesse la certezza che siano figli legittimi di Giovanni Bossetti , per quale motivo non potrebbe produrre, in questa fase delle indagini , il risultato ottenuto ?

Mi sembra di ricordare che in un tuo post tu ne avessi dato una spiegazione, ma non riesco più a ricordarmela ( oppure mi sbaglio ? )

Ciao e, come sempre, grazie per le tue preziose precisazioni che , unite a quelle di Annika, ci aiutano a decifrare meglio la massa d'informazioni , vere o false, con le quali i media giornalmente ci confondono le idee

Gilberto ha detto...

@ Enrico
Ti rispondo io.
La difesa non può fare la controprova, se non sulla sorella gemella, dizigotica, mancando l’autorizzazione del tribunale (come si sa Massimo Bossetti sta in galera). È pur vero che i due gemelli fraterni, in linea teorica, possono essere stati concepiti da padri diversi. Tale evenienza è però talmente remota e improbabile che se la sorella è davvero figlia di Giovanni Bossetti, il pool difensivo, nel caso, saprebbe già che Massimo è davvero figlio del padre legale, per quanto la prova non abbia formalmente valore probatorio.

ENRICO ha detto...

Gilberto

"La difesa non può fare la controprova, se non sulla sorella gemella, dizigotica, mancando l’autorizzazione del tribunale (come si sa Massimo Bossetti sta in galera).

D'accordo però la difesa avrà certamente controllato anche il profilo genetico di MGB ( anche se attualmente non può produrlo ) e quindi se fosse in possesso della prova che MGB sia figlio di Bossetti, non dovrebbe avere grandi difficoltà a smontare il castello accusatorio in sede processuale .

Non so... sono perplesso

Ivana ha detto...

Massimo, le conclusioni positive e concordanti sul DNA nucleare conducibile al Bossetti sono state fatte in ben quattro laboratori! Non credo che abbiano lavorato di “pura fantasia”! Mi risulta che nessuno dei laboratori coinvolti abbia protestato affermando che non sarebbe stata possibile un’identificazione certa, data una degradazione che non avrebbe consentito alcuna attribuzione!
Nell’intervista Salvagni stesso NON parla di DNA inventato, o degradato al punto tale da non permettere un’identificazione certa!
Mi ha stupito, però, che il Salvagni possa credere nell’infallibilità della cosiddetta “prova del nove”…

Rimango d’accordo su un punto: come avevo già precisato in precedenza, la questione della mancanza del mitocondriale del Bossetti va chiarita.
Sì, il profilo mitocondriale "era certamente attribuibile alla vittima e non al soggetto definito 'Ignoto 1'." Un errore RICONOSCIUTO, non smentito, errore che aveva comportato il confronto del Dna di 532 donne, con quello della vittima; ripeto: errore dichiarato (che ha comportato perdita di tempo e di energie…) a cui, comunque, era stato posto rimedio…
In itenere c’è stato, sì, almeno un errore certo, ma un conto è discutere di errori certi, di errori possibili e di “anomalie” che richiedono venga fatta chiarezza, un altro è affermare che quel DNA è pura invenzione!!!

Cordialmente
Ivana

Gilberto ha detto...

@ Enrico
Il test di paternità si effettua col prelievo salivare (un tampone buccale)e tale prelievo deve essere autorizzato dal momento che Bossetti è in carcere; il confronto deve essere fatto tra Massimo e Giovanni. Comunque di sicuro la difesa sa già la risposta sulla sorella, che però non avrebbe valore di prova. Inoltre rendere noto il risultato in questa fase sarebbe del tutto inutile, si brucerebbe una opportunità da far valere a tempo debito.

Ivana ha detto...

Gilberto, come ho già avuto occasione di dirti, ti stimo, ma non condivido determinate tue affermazioni.
Perché far rimanere in carcere Bossetti se la Difesa avesse avuto la prova che il padre legale è anche padre biologico?
Sarebbe crollata la credibilità della ricerca scientifica e quel DNA, attribuito al figlio illegittimo del Guerinoni, sarebbe già stato messo in ridicolo!!!

Gilberto ha detto...

@ Ivana
Per quanto tu insegni matematica e dovresti avere una frequentazione con la logica, mi sembra che continui a non capire un discorso che ti è stato ripetuto alla nausea. Repetita iuvant. Se invio un reperto, il laboratorio produrrà una serie di analisi su quel reperto, senz’altro attendibili. Il problema è: cosa è stato inviato ai laboratori? Se è materiale di ottima qualità, come può essere stato prelevato dal cadavere dal momento che dopo due settimane, e non 3 mesi, alle intemperie, come ti ha spiegato Annika, un Dna è degradato irreparabilmente? Ciao

Ivana ha detto...

Gilberto, il problema è: ben quattro laboratori NON hanno contestato la degradazione della traccia biologica e NON hanno detto che NON sarebbe stato possibile arrivare a un'identificazione certa!
Lo stesso Salvagni, almeno finora, non ha messo in discussione ciò!
Perché?

Gilberto ha detto...

@ Ivana
Un sistema giuridico è fatto di formalismi e di procedure. Non sempre il buon senso trova spazio. Da un lato questo può sembrare crudele, ma dall'altro costituisce garanzia di imparzialità (almeno teoricamente).

Gilberto ha detto...

@ Ivana
Gli interventi si stanno sovrapponendo, stavo rispondendo a quello delle 20:40:00
per quanto riguarda il tuo delle 20:49:00 non ho null'altro da aggiungere, dovrei ripetermi. Ciao

Ivana ha detto...

Gilberto, io continuo a ripetere per cercare, almeno, di rendere chiaro il mio pensiero...

Parto dall'assunto che i quattro laboratori fossero BEN CONSAPEVOLI della traccia biologica che stavano analizzando (dunque sapevano che si trattava di una traccia biologica prelevata dagli indumenti di Yara).
Perché non si sono posti, a priori, il problema che la traccia prelevata dagli indumenti di Yara non avrebbe potuto condurre a un'identificazione certa, in quanto degradata da mesi di permanenza all'aperto?

Buona serata a tutti/e
Ivana

ENRICO ha detto...

Ivana

... e allora come interpreti quanto scritto dal Ris nell'ultima relazione ?

«Lo studio analitico dei reperti oggetto della presente indagine è stato reso particolarmente difficile dal cattivo stato di conservazione degli stessi e dalla oggettiva complessità dei susseguenti esiti di laboratorio, non sempre ben interpretabili in ragione dell'elevato livello di degradazione biologica delle tracce presenti».

E ancora: «L'esposizione prolungata del corpo di Yara alle intemperie ed alle ripetute precipitazioni di carattere piovoso e nevoso ha indubbiamente procurato un dilavamento delle tracce biologiche in origine certamente presenti sui suoi indumenti riducendone enormemente la quantità, compromettendone la conservazione e modificandone morfologia e cromaticità, tutto a svantaggio di una corretta interpretazione»

«Purtroppo non è semplice valutare né riprodurre sperimentalmente- con assoluto rigore scientifico - quanto la degradazione del materiale biologico su questi reperti possa aver influenzato l'attendibilità dei test effettuati».

emax/massimo prati ha detto...

Enrico, provo a risponderti anche usando un esempio.

In questo momento Bossetti è in carcere accusato di omicidio. Lo accusa soprattutto il suo DNA; quindi, il suo Dna è una sorta di reperto intoccabile sino al processo (fai conto che il dna sia il bossolo di una pistola trovato nel corpo di un cadavere). Ed è un reperto che per legge solo la procura aveva il potere di far analizzare (per arrivare a un colpevole) e che solo la procura ha in effetti fatto analizzare nei suoi laboratori per poi dire a più giudici che corrisponde perfettamente al dna di Massimo Bossetti.

Insomma, se dentro un cadavere si trova un proiettile riconducibile, grazie alle striature, solo a una pistola... una volta trovata la pistola nessuno in fase di indagini la può analizzare se non i periti della procura.

Per cui, quale reperto, tranne la procura in questa fase investigativa nessuno il DNA di Bossetti lo può toccare o comparare e, in teoria, si potrebbe anche dire che toccandolo si commetterebbe addirittura un reato.

Dalla chiusura delle indagini in poi tutto passerà in mano a un giudice che potrà chiedere, tramite una perizia di corte, di analizzare e comparare nuovamente il reperto che solo la procura ha sinora fatto analizzare. E non è detto che il giudice la voglia per forza fare la comparazione, perché sicuramente il pubblico ministero si opporrà e dovrà essere bravo Salvagni a convincere il Gup o, molto più probabilmente, il giudice di corte d'assise, a far fare una perizia.

Penso a un giudice e non a un Gup perché non credo che si andrà in aula col rito abbreviato.

Infatti, a parte lo sgravio di pena di un terzo che potrebbe invogliare, anche se condizionato a una serie di perizie, l'abbreviato, più che a una difesa che punta all'assoluzione, è la formula che più conviene alla procura che non si vede controllare il lavoro svolto e non si vede rivoltare tutti i fascicoli.

Tutto pare assurdo, ma purtroppo è vero. Come è vero che se non si trattasse del caso di Yara Gambirasio (mediaticamente ed economicamente molto ingombrante) nessun giudice avrebbe accettato la carcerazione di Bossetti a fronte di tante irregolarità della procura.

In primis perché avendo un fascicolo aperto contro Fikri prima di fare una qualsiasi perizia doveva comunque comunicarlo alla difesa dell'indagato che avrebbe potuto nominare un perito di fiducia (la procura non ha mai fatto comunicazioni a Fikri e al suo avvocato e questo è contro la legge perché, visti i tanti dna presenti sui leggings (ancora se ne stanno analizzando alla Scientifica di Roma) se dalle analisi ne avessero trovato uno compatibile col suo non lo avrebbero potuto usare contro di lui perché non informato delle perizie in corso).

Ed anche, in teoria fin quando non sarà un giudice neutro a stabilirlo, la procura ha commesso un altro errore quando ha fatto fare le analisi sul boccaglio dell'etilometro senza la presenza della controparte nonostante, visti i forti sospetti derivanti dal mitocondriale della madre, potesse fermare prima i fratelli Bossetti e far fare poi, in presenza di un perito delle difese, la comparazione.

In pratica, se le analisi del Ris e di Novelli & co. avevano davvero isolato senza alcuna ombra di dubbio il mitocondriale materno di ignotouno, perché non si sono fermati i due figli Ester Arzuffi e non si è fatta una comparazione per come vuole la legge? Quindi in presenza dei periti della difesa? Perché si è preferito, in presenza di tutte le certezze genetiche e biologiche poi sbandierate ai quattro venti, usare l'inganno, analizzare in solitudine e poi arrestare in pompa magna?

E perché la traccia abbondante si è esaurita improvvisamente?

continua...

emax/massimo prati ha detto...

Per quanto riguarda la domanda di Ivana, invece, ripeto ancora una volta che Salvagni stesso ha parlato di errori dopo la perizia di Previderè che ha dimostrato che il Ris ha inviato ai laboratori esterni dei Dna che non corrispondevano né a quello di ignoto uno né al mitocondriale della Arzuffi. Infatti nella perizia di Giardina il mitocondriale di Bossetti era invece quello di Yara. Al laboratorio di Pavia per fare le comparazioni era stato inviato quello della madre di Yara e non di quello della Aezuffi. Infine a Previderè ne è stato inviato un altro ancora che non corrisponde né ad ignoto uno né a quello di Bossetti né ad altri.

Motivo per cui, i periti di quattro laboratori possono anche lavorare in maniera certosina e giusta usando le stringhe dei Dna ricevuti, ma se i dna sono sbagliati il giusto e il certosino (anche senza colpa alcuna dei tecnici) va a farsi benedire perché, dato il dna sbagliato ricevuto dal Ris, le loro relazioni portano a conclusioni sbagliate.

Massimo

Annika ha detto...

Caro Gilberto

AHHH, ora capisco! Scusa sai, da qui non ho alcuna possibilita' di accesso ai vostri programmi televisivi. Se le cose stanno a questo livello...

Cara Andres

3 risposte alle tue 3 domande:

1. Si, anche uno studente universitario bravo potrebbe crearlo

2. Si, ma solo grazie ad un test specifico, altrimenti risulta identico a qualunque altro DNA

3. Devo correggerti. In precedenza ho parlato di mRNA, non mtDNA. Il RNA infatti e' piu' resistente del DNA.

Cara Ivana

4 risposte alle tue 4 domande, da leggere insieme alle altre risposte che ti sono state postate da Massimo e Gilberto.

1. Si, perche' in mancanza del test specifico sulle modificazioni epigenetiche, non sarebbe mai saltato agli occhi di nessuno. Diciamo che il test sulle modificazioni epigenetiche del DNA e' tanto specifico quanto un test sull'HIV. Ovvero, si possono fare tutte le analisi del sangue che si vuole, ma nessun valore indichera' mai se il soggetto ha HIV e solamente l'analisi dell'HIV potra' confermare la positivita' o negativita' del soggetto. Altrettanto dicasi per il test specifico sulle modificazioni epigenetiche, senza il quale un DNA tale semplicemente risulta e non vi e' modo di distiguerlo da uno non... tampered with.

2. Imaaginazione? No! Lavoro reale e concreto? Si, certamente! Vedi sopra per cortesia.

3. Mi limito ad osservare i fatti del caso esattamente come ci sono stati proposti e a confrontarli con FATTI scientifici provati da studi plurimi e richerche unbiased, imparziali, neutrali. Non so chi abbia fatto cosa e perche', ne' me lo chiedo. Piuttosto, come per la Sg, punto il dito al FATTO che le sostanze organiche hanno tempi accertati di persistenza, rilevabilita' e attribuzione. Se qualcuno ha commesso un falso, sara' lui/lei a doversi spiegare, e non io per il semplice motivo di averlo sgamato grazie a FATTI scientifici provati.

4. Ogni giorno la scienza fa grandi passi e cio' che succede nei lab e' semplicemente straordinario. Detto questo, nel 2011 si sapeva gia' tutto quanto discusso sia sul DNA per questo caso, sia su Sg, Calliphora Vicina, caffeina nel capello, rigor, ecc per altri casi dubbi in cui sembra che le stranezze sembrano la normalita'.

Ciao a tutti. Annika

PS un abbraccio specialissimo a MARCELLOOOOOO!

Anonimo ha detto...

Salve a tutti.

innanzitutto i miei complimenti a massimo prati per quello che fa con questo sito.

ho seguito il caso della povera Yara come tutti. se non fosse stato fatto tutto questo tamtam mediatico su bossetti, anzi CONTRO bossetti, avrei lasciato perdere e non avrei questo tarlo che mi rode: il DUBBIO.
soprattutto DOVE è stata ritrovata yara. ovvero a chignolo d'isola, via bedeschi, zona industriale. ora, grazie a google streetview, mi sono fatto un giretto lì attorno. le immagini sono del dicembre 2011, un anno dopo la scomparsa della ragazzina, in una giornata soleggiata. fatevelo anche voi un giretto.... ed arrivate in fondo alla via di fronte alla sbarra di delimitazione del tratto sterrato, col cartello stradale del passaggio ciclo-pedonale, con i fiori per yara....
se vi girate verso destra a 80-130 metri circa (secondo diversi articoli, la distanza non è univoca) c'era il corpo.
ora guardate le foto del luogo del ritrovamento nel link:

http://notizie.virgilio.it/gallery/il-luogo-dove-giaceva-corpo-di-yara.html

continua....

max sempliciotto

ENRICO ha detto...

Massimo e Annika

GRAZIE !

Erano proprio QUESTE impeccabili dettagliatissime risposte che volevo poter leggere pubblicamente per evitare di pormi ancora dubbi inutili

Buona giornata

Enrico

Anonimo ha detto...


Annika

sei bellissima !

MARCELLOOOO

Ivana ha detto...

Massimo, ripeto:
sull’errore compiuto, su possibili altri errori, e sull’anomalia inerente al mitocondriale (non trovato) del Bossetti, avevo già detto di essere d’accordo!

La mia domanda era un’altra: perché nessuno dei laboratori ha sostenuto, a priori, che sarebbe stato impossibile giungere a una attribuzione certa partendo da una traccia biologica ricavata da un corpo rimasto alcuni mesi in un campo all’aperto?
Per quanto potesse essere sbagliato il materiale da analizzare ricevuto, credo che i laboratori pensassero, in buona fede, di aver ricevuto una traccia biologica proveniente dagli indumenti di Yara, quindi perché non hanno, immediatamente e apertamente, contestato che non sarebbe stato possibile giungere a un’attribuzione CERTA da una traccia biologica irrimediabilmente degradata dopo mesi di permanenza all’aperto?

Inoltre, come hanno potuto giungere a identificare “Ignoto 1” con un figlio illegittimo del Guerinoni, se come ritieni, hanno analizzato le stringhe del DNA errato?
Le stringhe di quale DNA avrebbero analizzato?
Comunque, credo che mi occorrerebbe leggere almeno i faldoni inerenti alle analisi eseguite e ai procedimenti usati in ognuno dei quattro laboratori per cercare una risposta alle mie domande…
Intanto sono curiosa di sapere per quale scelta opteranno Bossetti e la sua Difesa: rito orinario o rito abbreviato condizionato?
Se io fossi in Bossetti, e fossi innocente, insisterei per la scelta del rito ordinario.

Enrico , sì, quanto da te riportato appare in contraddizione con i risultati a cui, poi, le analisi scientifiche sono giunte, ma non ritengo affidabili frasi completamente decontestualizzate e ritorno a insistere che sarebbe necessario leggere tutta la documentazione specifica, per poter capire e interpretare…

Annika, in base alla mia esperienza di test vari, quali gravidanza ed elettroforesi siero, per esempio, so che il “debolmente positivo” o “debole componente monoclonale in zona gamma” non implicano certezze e riguardo a Semenogelina-test ritengo pienamente credibile ciò che è stato precisato, in proposito, negli Atti processuali relativi a Salvatore Parolisi (mi riferisco agli atti pubblicati in rete e da me letti con attenzione).

Ovviamente ognuno ragiona basandosi sulle proprie conoscenze, sulle proprie esperienze e sulle proprie capacità logiche e io sono abituata a fidarmi abbastanza (almeno finora!) delle conclusioni a cui pervengo (dopo approfondimenti vari effettuati) senza lasciarmi condizionare dall’”ipse dixit” e sempre pronta, comunque, a rivedere le mie posizioni alla luce di eventuali nuovi elementi, da me ritenuti fondati, che potrebbero sopraggiungere...

Buona giornata a tutti/e
Ivana

Anonimo ha detto...

Salve a tutti.

bene, ora metterò insieme varie casualità e circostanze, diciamo... esoteriche.
non me ne vogliano i fruitori del blog, in fondo anche su bossetti ne hanno fatte di cose strane.....
si comincia:
1-il luogo è ai confini di MADONE (in francese: MADONNA)
2-il luogo esatto è di fronte ad un capannone BIANCO e ROSA di proprietà della ditta ROSA E C
http://www.rosaec.com/ITA/contatti.htm
http://www.misterimprese.it/lombardia/bergamo/chignolo-d-isola/lamiere-commercio/480256.html
3-allo stesso indirizzo risulta anche la ditta ROSE ISLAND, con logo una ROSA ROSSA
http://www.roseisland.it/Ita/contatti.htm
http://aziende.virgilio.it/492889/rose-island-srl
http://it.kompass.com/c/rose-island-srl/it0387476/
4-girando a sinistra si trova la ditta MIOSOTIS
http://www.aziende.it/chignolo-disola/fiori-e-piante-ingrosso/miosotis-di-merendi-bruna-fede-e-c-snc/
MYOSOTIS ovvero nontiscordardime, ovvero occhi della MADONNA, ovvero fiori azzurri, collegati alla massoneria, ai massoni vittima dei nazisti
5-capitolo foto:
prima di riguardarvi le foto del luogo del ritrovamento controllate qui:
http://www.archeboli.it/wp-content/gallery/templari-rosacroce/rosacroce_3.gif?2e5707
ok?
foto 1: nastro delimitazione GIALLO con scritte NERE, bandierine ROSA, ROSA BIANCA deposta in terra
foto 2: idem foto 1 con aggiunta capannone ROSA-BIANCO e proteggiscarpe AZZURRI di DUE persone(!!)
foto 3: idem foto 1 con aggiunta vaso di fiori di colore ROSA-VIOLA
foto 4: presenza di QUATTRO investigatori, vestiti di BIANCO
foto 5: presenza di QUATTRO poliziotti, vestiti di NERO
foto 6: presenza di QUATTRO nastri di delimitazione BIANCO-ROSSI (più un investigatore in BIANCO...)
foto 13 (rifer foto 1-3): cartello GIALLO con scritte NERE della ditta ROSA E C

che mi sia fatto un film precisino?
beh in fondo..
http://www.bedeschifilm.com/contacts.php
aggiungo che yara guardava il cielo AZZURRO, che l'aeroplanino che l'ha fatta ritrovare (RADIO-GUIDATO) era BIANCO con una ala difettosa = ANGELO CADUTO (lo dichiarò il proprietario in una intervista TV che non riesco a trovare, ma la vidi e sentii personalmente, forse alla RAI).
qui riferimnti esoterici:
http://www.archeboli.it/rosacroce-scherzo-realta/
sono un tipo suggestionabile?
puoò darsi, però...
però leggete BENE questa intervista:
http://www.famigliacristiana.it/articolo/sarah_260211183316.aspx
e soprattutto QUESTA:
http://notizie.tiscali.it/articoli/interviste/11/03/giuttari-yara-esoterismo-intervista2.html

eh, QUALE sarà la VERA e UNICA VERITA'?
e SOPRATTUTTO noi la sapremo mai?

SPERO che Y-A-R-A riposi in pace e con lei tutti gli innocenti di questo strana e sbilenca umanità...

max sempliciotto (e sconfortato)

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