sabato 28 marzo 2015

Amanda e Raffaele assolti per non aver commesso il fatto. Buona Giustizia Atto uno


La Cassazione ha assolto Amanda Knox e Raffaele Sollecito dall'accusa di aver ucciso Meredith Kercher e tutti i media salgono sulla barca del vincitore. Solo l'opinione pubblica, che ancora non ha capito come funziona il pregiudizio mediatico e quanto siano pronti i giornalisti a cambiare rotta pur di navigare in favore di vento, ha il dente avvelenato e chiede ancora la forca per i due ragazzi. Alle casalinghe di Voghera questa assoluzione resterà in gola, perché convinte dai guaiti di quei cagnolini che si accucciano sugli zerbini della procura in attesa di notizie colpevoliste da abbaiare sui video. E pensare che bastava fare due più due per capire che tutto era sbagliato, che tutto era solo l'enorme bluff di una procura che senza attendere gli esiti delle analisi tecniche aveva appoggiato troppo presto la sua lunga mano su due studenti che cercavano di aiutarli.

Dopo sette anni e mezzo finalmente si chiude in maniera seria uno dei tanti capitoli di giustizia ridicola che sta infestando il nostro Paese, dove troppi magistrati pescano un colpevole e gli costruiscono addosso una gabbia di cartone, dipinta di color ferro, e usufruendo dell'aiuto mediatico convincono il popolo che la loro logica scadente è la migliore. Ma non è così, non può essere che la verità sia illogica e questa sarà una sentenza che servirà a mettere in riga i troppi magistrati che si sentono potenti e invincibili. Da ora in avanti, dice la Cassazione con questa assoluzione, chi inventerà storielle senza avere in mano nulla di serio, pur di mandare in carcere l'imputato preferito, non verrà coperto, ma lasciato solo a gestire il dopo sentenza. In quel frangente sarebbe il caso che qualche giornalista pubblicizzasse gli errori dei magistrati, così da non permettere che possano far carriera nonostante abbiano dimostrato di sbagliare grossolanamente... perché ancora il sistema non è pronto a decidere cosa farne della sua costola che si incrina.

Infatti in questo caso, se non ci saranno giornalisti a criticare, il dopo cosa prevede? Nulla di nulla. E' chiaro che Rudy Guede è l'unico plausibile assassino, anche se è stato condannato perché ha partecipato all'omicidio e non per averlo commesso. Fra pochi mesi, alla faccia di tutti, sarà ugualmente libero di girare fra noi perché nessuna giustizia potrà cambiare le carte ormai cristallizzate. I procuratori non avranno conseguenze perché, come gli oncologi, sono liberi di seguire il loro istinto investigativo e, quindi, di sbagliare a discapito della vita altrui. I tecnici che hanno periziato non contano più niente, nessuno andrà da loro a chiedere il motivo per cui hanno lavorato in maniera scadente o scritto cose poco vere. I poliziotti presenti all'interrogatorio della Knox, che hanno anche visto una sensitiva assistere agli interrogatori, non dovranno neppure giustificarsi. Hanno fatto il loro lavoro. Sono militari: qualcuno più alto in grado ordina e loro ubbidiscono senza fiatare. Questa è la regola.

Chi della sentenza si lamenterà è la parte civile che, purtroppo in questo caso come in altri, invece di restare al centro o cercare di fare indagini proprie senza lasciarsi influenzare dalle carte di chi vuole arrivare a una condanna, si adagia a corpo morto alla procura che mai le fornirà notizie o informative contrarie alla propria tesi colpevolista. La procura ha detto che più persone hanno ucciso Meredith, quindi la famiglia Kercher si aspetta che più persone vengano condannate. Poco importa come e con quali motivazioni. Poco importa se per un gioco erotico o perché Guede non ha voluto pulire il bagno. La condanna è ciò che vuole l'accusa e, di conseguenza, ciò che vuole la parte civile.

Che ci sia qualcosa di sbagliato nel sistema è facile da capire, che ci sia da lavorare per dividere le carriere dei magistrati e per modificare certe congiunture (parte civile-procura) che ora lavorano in coppia anche. Perché le teste se lavorano in gruppo non ragionano in maniera autonoma... e la giustizia per funzionare al meglio ha bisogno di poca amicizia fra le parti.

70 commenti:

Luca Cheli ha detto...

Grazie Massimo per il tuo immediato e molto appropriato commento.
La sentenza di questa sera è per me il compimento e anche la giustificazione di anni di impegno sul caso, prevalentemente in lingua inglese.
E' un momento di grande gioia personale, anche di bevute, detto francamente, ma è anche un momento in cui, come te, spero che questa sentenza possa essere veramente utile non solo ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito, ma anche quanti si trovano o potrebbero potenzialmente trovarsi un domani nel loro stato.
Per stanotte celebriamo e da domani (o magari da lunedì) di nuovo al lavoro con tutti gli altri casi.

Anonimo ha detto...

giornata triste, assoluzione per insufficienza di prove come dice Maresca e due criminali in libertà, che vergogna e che schifo per l'italia

Gilberto ha detto...

Caro Massimo
Come al solito sei riuscito ad andare al sodo senza perifrasi con uno stile che ti invidio per incisività, una nemesi e una sintesi di tutto quello che riguarda non solo la giustizia, ma anche la mentalità e il costume del Bel Paese. Sarà l’inizio di un nuovo corso nei tribunali? Per certo giornalismo temo che dovremo aspettare tempi migliori.

tabula ha detto...

mi permetto di dissentire: la gabbia era di ferro, dipinta di color cartone. :)

lella ha detto...

Sto leggendo i commenti su FB un obbrobrio, un ragionano con la loro testa, tra poco si arriverà' agli insulti, una vergogna, siamo del terzo mondo.

Luca Cheli ha detto...

Sì caro anonimo, per alcuni è stata una giornata triste, ne conosco un bel po' e devo dire francamente che la loro tristezza non mi fa affatto pena.

Annamaria Cotrozzi ha detto...

Finalmente due innocenti escono da un incubo assurdo e possono tornare a respirare, e noi con loro. Come dice Luca, la battaglia di civiltà continua: le regole del diritto non possono soccombere di fronte alla deriva del colpevolismo acritico e viscerale, del forcaiolismo mediaticamente indotto.

Anonimo ha detto...

Ora è diventata santa Knox da Seattle.
Nessuno si chiede cosa sarebbe accaduto a Lumumba se per puro caso non avesse avuto un alibi. Probabilmente starebbe marcendo in galera accusato ingiustamente dalla ricca e bella Amanda che tutti amate.
Che ipocrisia.

filippo ha detto...

Non ci avrei scommesso, vuol dire che in Italia uno sprazzo di giustizia esiste ancora!

filippo ha detto...

Quando leggo certi commenti mi vergogno di essere italiano: Anonimo, torna al tuo centro sociale a fare le prediche contro la borghesia e gli americani, la giustizia è un altra cosa, a te totalmente sconosciuta!

Vito Vignera da Catania ha detto...

La povera Meredith ora può riposare in pace.Una pagina triste e dolorosa finalmente è stata chiusa,assoluzione per non aver commesso il fatto e nessuna partecipazione al delitto,le accuse dell'ivoriano Rudy Guede erano solo delle invenzioni a cui la procura ha voluto dare credito,ora giustizia è stata fatta.Per qualcuno questa verità sarà difficile da digerire, ma col tempo se ne farà una ragione e capirà che il colpevole era e rimane Rudy Guede.Buona giornata.

ENRICO ha detto...

Anche io ho tirato un respiro di sollievo

Tuttavia questa decisione (che ritengo giusta in quanto si attiene alla regola dell’«oltre il ragionevole dubbio» ) non credo che , come si domanda Gilberto " Sarà l’inizio di un nuovo corso nei tribunali? " dato che i due imputati avevano alla spalle una gli USA e l'altro una famiglia potente in grado di attivare una Difesa altamente qualificata

Si avrà lo stesso esito quando si tratterà di giudicare uno sconosciuto qualsiasi ( del genere Bossetti, Panarello, Parolisi ecc..) ?

La Cassazione ( o altro Tribunale) applicherà nei casi sopra ricordati lo stesso principio che presuppone la certezza della colpevolezza, in caso di condanna,e la non certezza della colpevolezza in caso di assoluzione ?

Ne dubito.

Ivana ha detto...

Sono dispiaciuta per la famiglia della vittima che ha espresso la propria costernazione…
Perché i parenti di Meredith sono convinti che non sia stata fatta giustizia?
L’avvocato Luca Maresca ha detto che, per i giudici, non è stata raggiunta la prova di colpevolezza.
Ha precisato che è stato richiamato l’articolo 530 secondo comma che prevede, appunto, che la prova non è sufficiente per condannare.


tabula ha detto...

La cosa che mi ha sempre stranito è che, con un ragazzo presente sulla scena del delitto ben noto alle forze dell'ordine per precedenti di furto con scasso, un ragazzo che dopo il delitto è fuggito, ed è stato rintracciato proprio grazie ai precedenti penali..
ci si sia ostinati a voler sostenere che fossero stati due ventenni incensurati a rappresentare una finta scena di furto con scasso.
Questa non l'ho mai mandata giù troppo assurda.

Comunque, finalmente si son decisi, non puoi tenere sulla forca due cittadini per OTTO ANNI a forza di sentenze incoerenti: una innocenti l'altra colpevoli una innocenti l'altra colpevoli, una ricostruzione degli eventi assurda con Amanda, che solo perchè donna e solo perchè carina, si voleva dipingere come una virago incauta che inscena orge omicide con un "fidanzato" conosciuto da solo sei giorni ed uno scassinatore mai incontrato prima.
E in questa assurdità dell'essersi pescata come complici praticamente dei passanti pescati a caso questi le sarebbero pure stati leali per anni!

Non c'era uno straccio di prova, solo uno sputtanamento mediatico che per fortuna stavolta s'è dovuto asciugare la bava.

andres ha detto...

Concordo con quanto detto da Enrico:
non credo che sarà l'inizio di un nuovo corso, purtroppo. I poveracci come Bossetti, Panarello e Sabrina,
saranno trattati alla vecchia maniera, non avendo dietro niente e nessuno.

PINO ha detto...

IVANA
E' positivo che tu abbia riportato il parere dell'avv. Maresca.
Infatti, la Corte di Cassazione si è attenuto a quanto stabilito dall'art. 530: l'insufficienza delle prove, per una condanna degli imputati. L'unica alternativa: l'assoluzione.
Niente di più.
Altro significato avrebbe avuto, invece, , che, mi pare di non aver letto nè sentito da nessuna parte. Mi sbaglio?
Da un punto di vista civilmente garantista, la sentenza della suprema Corte ci sta bene, ma non nutro alcuna speranza, come qualche benpensante, che l'esempio venga adottato, in avvenire, da altri Tribunali, se non in virtù di altrettanti potenti organi difensivi come quelli di cui hanno potuto godere gli assolti del caso in parola.

PINO ha detto...

P.S.
Nel mio commento si è cancellato il seguito: "Altro significato avrebbe avuto, invece L'assoluzione per non aver commesso il fatto, che, mi pare non aver letto o sentito da nessuna parte"...

ENRICO ha detto...

PINO

La Cassazione ha assolto "per non aver commesso il fatto" Amanda Knox e Raffaele Sollecito.

http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2015/03/27/meredith-assolti-raffaele-sollecito-amada-knox_OgeJjR5NB08wfk4YYtI5SP.html

Ivana ha detto...

Enrico, per ora, fino a prova contraria, mi fido maggiormente della precisione dell'avvocato di parte civile!

http://www.video.mediaset.it/video/quarto_grado/clip/sconfitta-la-giustizia-italiana_525430.html2.

Art. 530 comma due:
"Il giudice pronuncia sentenza di assoluzione anche quando manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova che il fatto sussiste, che l'imputato lo ha commesso, che il fatto costituisce reato o che il reato è stato commesso da persona imputabile (1).
(1) L'impossibilità di giungere ad un accertamento della colpevolezza conduce alla pronuncia di una formula che corrisponde ad un accertamento positivo dell'innocenza: ciò discende dall'esigenza di annunciare la causa dell'assoluzione nel dispositivo, come prevede il comma 1."

PINO ha detto...

ENRICO

GRAZIE! Non l'avevo letto, il tuo link. Ma vorrei attendere ugualmente la lettura delle motivazioni, per vedere se la "frase" sarà interamente riportata dalla sentenza.

Ciao

Anonimo ha detto...

era immaginabile che sarebbe stati assolti, una protetta dalla clinton l'altro dalla chiesa.
il ragazzo di colore dentro perchè di colore.

pino

Claudio Romiti ha detto...


In Italia c'è più di un atteggiamento colpevolista dominante. C'è una fiducia quasi illimitata, checchè ne dicano le persone comuni quando vengono intervistate su questioni di servizi pubblici, nei confronti di una qualche deliberazione burocratica. In forum della mia città, la civile Perugia, mi hanno subissato di insulti perché ho provato a spiegare le ovvie ragioni che hanno condotto alla sacrosanta assoluzione di Amanda e Raffaele. In sostanza costoro in massa hanno continuato ad esprimere la seguente deduzione: se Guede ha ucciso in concorso chi sarebbero allora i loro complici se non i due ragazzi? A questa gente non passa lontanamente per l'anticamera del cervello che l'intera impalcatura iniziale, compresa la condanna del citato Guede, rappresenti un imbarazzante e doloroso pasticcio giudiziario? Basta conoscere alcuni punti fermi delle pur mal condotte indagini per comprendere che non esiste nessun concorso in omicidio. Tant'è che ieri sera l'avvocato Gentile, in un evidente rigurgito di coscienza, è stato molto cauto nel parlare del suo assistito ivoriano. La scena del crimine era così chiara ed evidente che mancava solo il filmato dell'omicidio.

ENRICO ha detto...

Ivana

al di là della “formula” adottata per motivare la sentenza di assoluzione emessa dalla Corte di Cassazione, personalmente ritengo che – ammesso e non concesso che questa non sia la VERITA’ dei fatti come mi sembra di capire tu sostenga - il compito di un Tribunale è quello di giungere ad un verdetto GIUSTO
E quindi l’ esortazione latina in dubio pro reo - a tutt’oggi valida nell’ordinamento giuridico adottato nei paesi civili – mi sembra sia stata correttamente applicata

Ps : non sono esperto in materia giurisprudenziale ma se non fossero stati assolti "per non aver commesso il fatto "( art 530 ccp comma 1) bensì con il comma 2 ( assoluzione per insufficienza di prove) , non so se il "caso" potrebbe ritenersi definitivamente chiuso così come affermano tutti gli organi d'informazione

filippo ha detto...

"Anonimo ha detto...

era immaginabile che sarebbe stati assolti, una protetta dalla clinton l'altro dalla chiesa.
il ragazzo di colore dentro perchè di colore.

pino"
è mai possibile leggere commenti più idioti di questo??

Filippo ha detto...

Bravo Claudio!

magica ha detto...

non ho parole per giustificare tanta aggressivita' .
sono come le belve feroci .
possibile che non ci renda conto che tutti gli indizi erano supposizioni maschiliste? sopratutto per amanda . ma la gente è proprio cosi' cattiva da non percepire la logica degli avvenimenti?
uno ha scritto :allora lumumba se non avesse avuto un alibi sarebbe in galera? ok lumunda avra' avuto un danno, ma pure il risarcimento (sta cavalcando alla grande ) ha vuto giustizia:per fortuna .
inoltre bisognerebbe sapere il perchè lumumba fu tirato in ballo .. amanda non aveva il suo difensore che gli spettava di diritto ??.. succede quasi sempre che le persone vengano interrogate senza nessun supporto difensivo , cosi' potete immaginare tortura psicologica delle persone.
con questo sistema
gli inquirenti ottengono risultati solo se uno è colpevole :uno innocente non confessera.
(((come ho pensato sempre., ci sono colpevoli che non confessano, ma le prove a loro carico sono lampanti percio' è inutile che neghino..)))non siamo fessi ...

pure i ragazzi si sono fatti 8 anni di calvario , denunciati da quel porco che li ha tirati in ballo dopo che i 2 erano sotto indagini . prima aveva parlato di un uomo che usci' dalla scena dell'omicidio nel momento che lui stava entrando in casa . ahhh siiii? guarda caso sul corpo di meredith furono rinvenute le tracce biologiche di ghedè e solo sue .. si figurerebbe allora l'ipotesi che che ghdeè abbia penetrato la ragazza da morta? se l'asassisino conferma che la trovo' morta e diede la colpa al tizio che usci' dalla casa correndo dicendogli ! ecco ora daranno la colpa a te perchè sei nero .. significa che stupro' un cadavere?
è inutile che qualcuno affermi che danno la colpa al nero perchè è nero . la danno al nero perchè è stato lui .
infine mi sa che i neri siano trattati
sempre molto bene sopratutto ultimamante . al contrario di loro che non rispettano le nostre leggi..

Claudio Romiti ha detto...

Concordo con Magica e aggiungo che
Patrick Lumumba ha ricevuto già un congruo risarcimento per la sua ingiusta detenzione, la cui chiamata in correità non è mai stata valutata a fondo, dando tutta la responsabilità ad una confusa e impaurita Amanda Knox. Costei, comunque, per questo si è beccata 3 anni e mezzo di carcere. Ebbene codesto irreprensibile signore ha dichiarato che l'assoluzione della stessa Amanda rappresenta un grande errore giudiziario. Un personaggio veramente inquietante.

ENRICO ha detto...

@ pino

non sono d'accordo . non è questa la lettura della sentenza favorevole ad Amanda e Raffaele e sfavorevole a Guede : "una protetta dalla clinton l'altro dalla chiesa.
il ragazzo di colore dentro perchè di colore.


Penso che la Corte abbia giudicato in base ai flebili indizi che aveva in mano riguardo la colpevolezza dei due ragazzi oltrechè alle innumerevoli mancanze che hanno squalificato le indagini fin già dai primi istanti.

ossia penso si sia comportata correttamente (dato che in questo frangente era obbligata a farlo perchè sottoposta a "controlli" ineludibili) così come sarebbe d'obbligo si comportasse anche in tutti gli altri casi che stiamo seguendo in cui purtroppo i condannati e gli imputati non sono "protetti" adeguatamente ma anzi vengono gettati in pasto ad una opinione pubblica di massa assetata di sangue e di vergognosi gossip assai remunerativi

Anonimo ha detto...

@filippo dici? commento idiota? e tu che rispondi con il nulla?

pino

Ivana ha detto...

Enrico, sinceramente non mi sono documentata a sufficienza per giungere a una mia personale conclusione: non so se Amanda e Raffaele siano, o no, responsabili…
Accetto la sentenza e ho ritenuto corretto far ascoltare il punto di vista della parte civile…
Credo che il caso sia chiuso, perché, come avevo già trascritto, nella nota 1 dell’articolo 350, comma secondo, si precisa che “L'impossibilità di giungere ad un accertamento della colpevolezza conduce alla pronuncia di una formula che corrisponde ad un accertamento positivo dell'innocenza: ciò discende dall'esigenza di annunciare la causa dell'assoluzione nel dispositivo, come prevede il comma 1.”

amelia ha detto...

guede è colpevole, che sia nero bianco o a pallini, ma da qui a fare di amanda una santa ce ne corre.
i vetri su vestiti e pc indicano che la finestra fu rotta dopo avere fatto casino (se da dentro o da fuori cambia poco)
poi un furto che parte con una spaccata e fa un casino pazzesco Meredith se ne sta in camera tranquilla? manco si chiude a chiave? e le accuse false di amanda? e sollecito? non era con me era con me, non ci era, poi c'era .. oh ma se era con te lo dovresti sapere, se era con qualcun altro, non è detto nella villetta, sarà stata con qualcuno no?
no, mi dispiace .. pessima prova delle nostre forze investigative, della farraginosità della nostra magistratura, giustissimo in dubio pro reo .. ma se a volte assolvi sentendo che chi assolvi è davvero innocente in sto caso per quel che ho letto, e tantino e non su fonti giornalistiche soltanto, e niente tv, avrei forse assolto, come ho anche fatto in vita mia da giudice popolare, ma solo perché in dubio pro reo, con il dubbio che un colpevole sia a giro .. ma sempre meglio un colpevole a giro che un innocente in carcere.

amelia ha detto...

non ricordo è passato del tempo da quando ho letto i resoconti processuali .. ma amanda o Meredith conoscevano di vista guede ci sono testimonianze
mi pare amanda, ma non ci giurerei .. il tramite i ragazzi del piano di sotto dato che guede passava da loro

Anonimo ha detto...

DA CHIARIRE TASSATIVAMENTE, CHE il "pino dei commenti "idioti", non è da confondersi con il prof. PINO, nostro stimato e conosciuto collaboratore.
Si invita, pertanto, il nuovo sedicente "pino" ad aggiungere un qualsiasi segno grafico di riconoscimento al proprio nik, o di usarne altro.

emax/massimo prati ha detto...

Per chi volesse documentarsi in maniera più approfondita e avesse voglia di leggere, all'indirizzo internet che inserisco sotto potrà trovare alcuni documenti inseriti agli atti, compresa l'intercettazione della chat in cui Rudy Guede non sapeva d'essere intercettato e dalla Germania dice all'amico italiano che Amanda non c'entra con l'omicidio... ma si era solo all'inizio e d'altronde si sa che per certe procure dopo mesi la memoria testimoniale migliora.

Questo è il link

www.raffaelesollecito.org/?page_id=133

Massimo

filippo ha detto...

All'anonimo Pino, meglio il nulla che commenti idioti!Se è in grado di leggere e capire (dubito), vada al link che ha appena postato Massimo, e legga, rifletta e pensi a tutte le i....zie che ha finora scritto. bye

Luca Cheli ha detto...

Un chiarimento.
Qui potete leggere il testo dell'articolo 530 del codice di procedura penale (quello usato per assolvere) con i suoi vari commi.

http://www.brocardi.it/codice-di-procedura-penale/libro-settimo/titolo-iii/capo-ii/sezione-i/art530.html

In pratica l'assoluzione è sempre perché il fatto non sussiste o per non aver commesso il fatto. La differenza tra il primo ed il secondo comma è che (detto semplificando molto) l'assoluzione con il primo comma (di solito mai specificato, si cita solo l'uso del secondo) comporta che l'impianto accusatorio fosse proprio insussistente, verrebbe da dire campato per aria, mentre l'assoluzione con il secondo comma implica che un certo livello di supporto nei fatti le accuse ce l'avevano (quanto lo dirà la motivazione), ma comunque insufficiente (di poco o di molto, di nuovo dovrebbe almeno farlo capire la motivazione) a giungere ad una condanna che soddisfi la condizione dell'oltre ogni ragionevole dubbio, richiesta dall'articolo 530 cpp per condannare.
Anche se talvolta si associa il 530 comma 2 all'assoluzione per insufficienza di prove del vecchio ordinamento, le differenze sono fondamentali.
Con la vecchia insufficienza di prove si poteva essere riprocessati per lo stesso reato anche dopo che la sentenza era passata in giudicato, purché venissero trovate nuove prove, mentre il 530.2 ha gli stessi effetti "terminali" del 530.1 . Ed infatti nel vecchio ordinamento un imputato assolto per insufficienza di prove (o formula dubitativa, come veniva chiamata) poteva appelarsi contro l'assoluzione per ottenerne una con formula piena, mentre ciò non è più possibile con il 530.2 .

Ivana ha detto...

Per Luca

Era proprio ciò che avevo già trascritto, mettendo tra virgolette quanto riportato nella nota 1 del secondo comma dell'articolo 350; comunque, "repetita iuvant"!

Luca Cheli ha detto...

Sì, hai ragione, io però ci tenevo a specificare le differenze con la vecchia insufficienza di prove, perchè spesso, anche a livello giornalistico, soprattutto se il cronista ha qualche anno, si fa un po' di confusione.

Anonimo ha detto...

@filippo con rudy ci furono gli ufo... credici dai, non è impossibile!

pino

filippo ha detto...

Anonimo Pino, vedo che insisti: cmq ti rispondo, non debbo per forza credere a quello che credi tu, gli ufo intendo.

ENRICO ha detto...

@ Luca Cheli

ho letto con attenzione il tuo post delle 18:58 e data la mia scarsa conoscenza in materia ti chiedo :

se - come risulta dalla maggior parte delle informazioni al riguardo - la Suprema Corte ha assolto Amanda Knox e Raffaele Sollecito con formula piena annullando la condanna (inflitta dalla corte di Assise d’appello di Firenze) senza alcun rinvio , quale comma del'art 530 ccp ha richiamato il Presidente Gennaro Marasca ?

Il primo o il secondo ?

ciao e buona serata

E.

Anonimo ha detto...

Finalmente i due ragazzi sono stati scagionati!!

Orribile vicenda da ogni verso la si guardi, e specialmente ricordando alcuni articoli di Massimo Prati e i suoi rinvii alle pubbliche denunce di giornalisti statunitensi che hanno subito losche intimidazioni da un certo pm.

Non credo che l’attuale riforma sulla responsabilità civile della magistratura abbia potuto influenzare la Suprema Corte che valutava il caso Kerch, questa volta la Commissione evidentemente era composta da veri “saggi”, e non ritengo corretta l’affermazione di alcuni giornalai “la Cassazione ha smentito se stessa”. Un cavolo!
Se si legge più attentamente il precedente rinvio, si capisce che le sollecitazioni a rivedere le perizie sono state travisate e i pm nel primo rinnovato processo in Corte d’Assise d’Appello le hanno piegate a proprio comodo.

Chi pagherà per le cavolate fatte? Chi risarcirà i due ex imputati? Campa cavallo …!

In merito all’impianto su cui è stato fatto il processo al ‘ragazzo di colore’ già ben conosciuto come ‘spregiudicato’ e ‘pregiudicato’ ben noto alle forze dell’ordine per furti in abitazioni e qualche altro tipo di reato, e non solo perché di colore (e sarebbe ora di finirla di citare colori ed etnie e di utilizzarle con ipocrita spirito criticone … fingiamo di essere ciechi, giudichiamo a occhi chiusi!!),
ho letto tra i primi commenti “le accuse dell'ivoriano Rudy Guede erano solo delle invenzioni a cui la procura ha voluto dare credito”, e replico: giusto, perfetto, … infatti, tutta farina del sacchetto double face dei suoi difensori
… e posso capire l’impressione di Claudio Romiti nella scena che ha descritto a QG di venerdì, è la mia medesima.

Temo, peraltro, che questo risultato non sarà di esempio alle Procure di questo Belpaese un tempo, ahimè lontano, culla del diritto.

Mimosa

amelia ha detto...

Massimo mi sono letta la chat linkata .. immagino dici quella tra giacomo e rudy
da nessuna parte dice che amanda non c'entra niente
certo non dice c'entri
ma nn ne esce un quadro chiaro e positivo di amanda
anzi rudy esprime perplessità su cose taciute
e ti dirò da colpevolista di rudy mi trovo in imbarazzo dopo averla letta
a proposito non sapeva di essere intercettato ma aveva capito che l'avrebbero letta e infatti è sul finale che comincia a dare la sua versione, quella che poi userà anche successivamente
ci sono anche note per me curiose: a parla di soldi spariti .. non solo quelli di Meredith .. sempre saputo, ma anche di amanda
insiste su sta lavatrice .. ma che sia l'assassino, che fosse lì per cacare e avesse chiesto del bagno e basta, che avesse flirtato con Meredith consenziente poi uccisa da altri . ma mi dici la rilevanza di sta lavatrice? come potesse sapere dei panni in lavatrice?
e poi due anni prima al campeggio che era successo? che dice era meglio se mi ammazzavo allora?

emax/massimo prati ha detto...

Amelia. Forse hai letto la seconda chat, quella in cui discute per tornare (e li sapeva). Devi leggere la prima perché é li che non sa e oltre a parlare di Amanda fatica a dire dove si trova. Per quanto riguarda la sua versione, ha avuto più di due settimane per studiarsela con chi l'ha aiutato. Ricorda che prima di partire ha incontrato amici con cui ha finto benissimo di non sapere nulla dell'omicidio a cui ha detto che andava a ballare a Milano.

Ciao. Massimo

Ivana ha detto...


Scusa Enrico, perché dubiti delle parole dell’avvocato di parte civile? Lui ha detto che è stato richiamato l’articolo 530 comma secondo; comunque, anche richiamando il comma secondo, si deve tener conto della nota 1, in cui si precisa che, essendo state considerate insufficienti le prove per un accertamento della colpevolezza, si è giunti, comunque, alla pronuncia della sentenza di assoluzione, esattamente come prevede il comma 1.

Luca Cheli ha detto...

@Enrico
Non avendo tra le mani il dispositivo della sentenza mi baso solo sul fatto che l'avvocato dei Kercher, Maresca, ha dichiarato che è stato esplicitamente citato il comma 2.
Non ho motivo di non credergli.
D'altronde mi pare coerente con le parole del Giudice Relatore Bruno nella giornata di mercoledì a proposito delle "assai poche certezze" a riguardo del caso.
Poche certezze uguale molti dubbi.
Personalmente dopo l'annullamento del 2013 ho sempre pensato che se si fosse arrivati ad un'assoluzione ci si sarebbe arrivati tramite il 530.2, perché è l'unico modo per non far passare per visionari completi quelli della Prima Sezione Penale che ribaltarono la precedente assoluzione (quella sì emessa secondo il 530.1).

ENRICO ha detto...

Luca

quindi se ho ben capito anche una assoluzione con formula piena , se però viene richiamato il comma 2 , è un verdetto assimilabile alla vecchia formula dubitativa " assoluzione per mancanza di prove".

Allora ti chiedo ( e scusami se approfitto della tua pazienza)

in quali casi si ha sentenza di assoluzione "per non aver commesso il fatto" richiamando unicamente il comma 1 ?

Quando c'è la CERTEZZA che l'imputato non lo abbia commesso ?

Se è così non capisco perchè una sentenza - in sostanza dubitativa perchè richiamerebbe il comma 2 - come quella emessa dalla Suprema Corte di Cassazione nei confronti di Sollecito e Knox, possa essere considerata come un' assoluzione con formula piena

( Mah.. forse mi sono spiegato in maniera confusa oppure ho confuso il senso dell'art 530 ccp :-)))

Claudio Romiti ha detto...


Trovo delirante questo rigurgito colpevolista sulla formula dell'assoluzione, nella vana ricerca di una mezza condanna che lasci aperto uno spiraglio persecutorio, se non altro a livello d'immagine pubblica. Partendo dalla mai compresa presunzione d'innocenza, valida per tutti, se l'accusa non è in grado di convincere il giudice competente circa la responsabilità degli imputati, con prove certe e non arzigogoli mentali, allora è ovvio che non si sia commesso il fatto. Non ho mai sentito una sentenza che dica il contrario: ha commesso il fatto ma le prove sono insufficienti a dimostrarlo. Questo è comunque ciò che i colpevolisti a oltranza vorrebbero accreditare nei confronti di Amanda e Raffaele.

biolove ha detto...

dopo la riforma del 1989 (nuovo codice di procedura penale)il superamento della vecchia formula dell'insufficienza di prove va nel senso che comunque anche l'assoluzione pronunciata ai sensi del 2° comma deve essere considerata piena. Questo proprio perché è stata abrogata (per rilevato contrasto con il principio della presunzione di innocenza) la formula dubitativa (ovvero per insufficienza di prove) e che era propria del vecchio codice (risalente al 1930). La distinzione tra le fattispecie previste dai primi 2 commi del 530 cpp sussiste, ma alla luce si quel superamento ogni assoluzione deve intendersi "piena". https://it.wikipedia.org/wiki/Proscioglimento Mi ha incuriosito quanto detto sopra sulla possibilità di riapertura di istruttoria sotto il vecchio rito in caso di assoluzione per insufficienza di prove. In effetti costituendo un minus ho riscontrato che si appellava per ottenere l'assoluzione piena. Però mi resta il dubbio circa gli effetti sul giudicato e il ne bis in idem perchè secondo quanto dice il Cordero nel suo manuale (edizione del 2003, pag.992): "L'art. 421, 2° co. cod.1913 conia una formula ad hoc: assolto "per insufficienza di prove"; e l'art.479, 3° co. cod.1930 la mutua.Due formule assolutorie: una piena, ossia categorica, e una motivata dal dubbio; sono equivalenti rispetto a ne bis in idem e autorità extrapenale nei giudizi sul danno, ma quel dubbio lascia uno stigma all'imputato". Da questo mi sembra di capire che in ipotesi, anche in caso di assoluzione per insufficienza di prove in Cassazione si formasse il giudicato e non potesse riaprirsi l'istruttoria. Se ci sono casi documentati in cui è accaduto diversamente mi piacerebbe conoscerli.

ENRICO ha detto...

biolove

grazie per i chiarimenti.
Capisco che l'argomento sia piuttosto complesso e quindi di non facile interpretazione ma la mia domanda rispondeva alla pura esigenza personale di comprendere, almeno per sommi capi, una norma giuridica di cui non afferravo in pieno il senso della relativa formulazione.

Luca Cheli ha detto...

Il riferimento alla possibilità di riaprire un processo con nuove prove in seguito ad assoluzione definitiva per insufficienza di prove l'avevo letto diverso tempo fa e non l'ho più trovato.
Può anche essere che la fonte non fosse corretta.

In merito comunque al valore assolutorio del 530.2, che non differisce se non formalmente dal 530.1, si può citare questo articolo:

http://www.quotidianodiritto.ilsole24ore.com/art/penale/2014-06-05/impugnabile-assoluzione-insufficienza-prove-182934.php?uuid=ABF7NzF

che, citando la sentenza 23485/2014 della Cassazione, ribadisce che:

"La formula relativa alla mancanza, alla insufficienza o alla contraddittorietà della prova, infatti, «non comporta una minore pregnanza della pronuncia assolutoria, né segnala residue perplessità sull'innocenza dell'imputato, né derivano incidenze pregiudizievoli»"

Mimosa ha detto...

Continuo ad essere d’accordo con quanto esprime sul caso Claudio Romiti, e aggiungo il mio banale parere.

Insomma, siamo arrivati a ben 5 (cinque!!) gradi di giudizio, e non per i poteri sottobosco delle famiglie dei due imputati, ma per le im-perizie di chi aveva indagato e per i pre-giudizi che l’opinione pubblica si era fatta, manovrata dai media col patrocinio più o meno gratuito di pm e procure interessate. Lasciatemi essere vaga, non voglio rischiare ….

Voglio semplicemente affermare questo: trovo indecente (scandaloso, indegno, spudorato, ignobile) che in merito a questa definitiva sentenza non si dica, come al solito, “le sentenze vanno rispettate”, “una persona è innocente fino all’ultimo grado di giudizio”, “questa è la verità processuale”.
Qui e in diverse trasmissioni, ultima la Gabbia di stasera, si riprende a discutere e ad illazionare sulla colpevolezza dei due, mettendo in discussione la Suprema Corte.
E si tira in ballo il suo giudizio precedente di rinvio, che a mio parere è stato mal interpretato.
Non ho idea dei nomi dei Supremi Magistrati di Cassazione che hanno emessi i pareri nelle due occasioni, ma condivido l’opinione dei legali della difesa che questi ultimi, in più di 8 ore di camera di consiglio, hanno veramente letto le carte! E magari in tutte le Corti si facesse altrettanto!

Ditemi, quando mai è stata imbastita una simile offensiva contro le sentenze all’ergastolo … ad esempio nel caso Scazzi, stante che il Tribunale tarantino persino ha disatteso più volte i pareri della Suprema Corte?

Tra i mille articoli che si possono trovare pubblicati, questo recentissimo, di poche ore fa, è emblematico
http://www.firenzepost.it/2015/03/29/giustizia-disastro-anche-nel-penale-polemiche-e-risarcimenti-stellari-per-il-caso-meredith/

biolove ha detto...

richiamando quanto detto da Luca Cheli:
naturalmente io facevo riferimento alla situazione di quando era vigente il vecchio codice perché di quello si stava dicendo (e il riscontro nel manuale di Franco Cordero pure a quello si riferiva).
Nell'ordinamento attuale certo sono da segnalarsi parecchie sentenze (da ultimo la citata Cass. del 2014)concordi sul fatto che l'assolto non ha interesse ad appellare per ottenere una formula di assoluzione diversa stante il fatto che è da intendersi sempre piena l'assoluzione.
Invece mi risulta che la situazione di cui si discuteva, di un proscioglimento che non forma giudicato e che quindi lascia aperta la possibilità di nuove indagini si abbia in particolare nell'ipotesi di sentenza di non doversi procedere al rinvio a giudizio (sempre revocabile, ex 434 ss cpp, anche se appunto confermata in Cassazione, nel caso che sopravvengano o si scoprano nuove fonti di prova che "da sole o unitamente a quelle già acquisite" consentano appunto al PM di chiedere la revoca al GIP).
Ma riguarda in questo caso un proscioglimento per sua natura diverso da quello ottenuto in giudizio, meramente "rituale" appunto.

filippo ha detto...

Ho visto ieri sera l'intervista ad un magistrato della corte di appello che aveva precedentemente assolto i due ragazzi e che per quella assoluzione in questi anni si è sempre sentito accusare e denigrare. Sollevato e rinfrancato dal verdetto della cassazione ha espresso quello che è e deve essere il principio base del nostro sistema giudiziario: un colpevole può anche essere liberato per assenza di prove, ma nessun innocente deve essere arrestato e incarcerato senza prove certe.

TommyS. ha detto...

Sabato mattina l'Italia forcaiola e colpevolista a prescindere, appiattita sulle versioni della Procura di Perugia e di quelle dei media che le hanno amplificate, si è svegliata incredula e smarrita domandandosi soprattutto come fosse possibile scagionare dei sicuri assassini lasciando insoluto il caso dell'omicidio di Meredith Kercher.

Basta leggere i commenti sul alcuni forum oppure quelli in calce agli articoli del Corriere per rendersi amaramente conto come oramai fosse cristallizzata nella mente di queste persone la certezza della colpevolezza dei due ragazzi. Ma anche in questo blog alcuni commentatori hanno tirato fuori luoghi comuni che a lungo sono stati i cavalli di battaglia di un'inchiesta forzatamente condotta esclusivamente contro la Knox e Sollecito. Sia negli uffici della Procura di Perugia sia in quelli della Squadra Mobile, per poi approdare alle aule di tribunale.

Eppure di questo caso giudiziario è da tempo disponibile online una documentazione completa quasi al 100%. Ma forse queste persone, che credo costituiscano la maggioranza dell'opinione pubblica, non hanno fatto lo sforzo di consultare questi documenti altrimenti non si spiegherebbe come possano essere certi della colpevolezza.

Oltre al link indicato da Massimo vi suggerisco questi:

http://themurderofmeredithkercher.com/Primary_Sources

E' un sito inglese smaccatamente colpevolista che tuttavia riporta moltissime trascrizioni delle udienze dei vari gradi di giudizio.

Per potersi formare un giudizio il più possibile imparziale, a questo sito è necessario affiancare quest'altro

http://www.injusticeinperugia.org/

Vi sono anche documenti originali come la documentazione fotografica della scena del crimine, i video dei sopralluoghi della Scientifica e molto altro.

Personalmente mi sono letto tutti questi documenti e credo di essere arrivato all'unica conclusione possibile che può trarre chiunque voglia davvero documentarsi.

Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono totalmente estranei al delitto ed in questi anni hanno sofferto un lungo periodo di detenzione ingiusto oltre ad una persecuzione vera e propria messa in atto dalla Procura con l'avallo dei Giudici e delle Corti che hanno voluto ascoltare solamente la campana della pubblica accusa

continua

TommyS. ha detto...

continua

Di questo delitto vi è un colpevole sicuro che sta scontando una pena definitiva anche se il suo reato è stato parzialmente derubricato a quello di cui all'art.527 c.p. senza le aggravanti di cui all'art.528 (leggetevi le motivazioni della sentenza d'appella per farvi un'idea di quanto questo processo si è svolto in modo surreale) e con la riduzione della pena per la scelta del rito abbreviato. Moltissimi a questo punto, dopo l'ultimo pronunciamento della Cassazione, si domandano chi fossero allora i complici di Guede visto che costui è stato condannato per concorso con altre persone (in tutte le motivazioni nessun giudice si pone il dubbio che fossero proprio la Knox ed il Sollecito i concorrenti al delitto). Bisogna però considerare che entrambi i processi si sono basati sul teorema (errato) della Procura di Perugia per il quale al delitto avrebbero partecipato oltre a Guede i due imputati adesso prosciolti. Per cui tutti i giudici che sono intervenuti nel processo a Guede hanno valutato esclusivamente questa ipotesi. che per di più andava benissimo anche alla difesa dell'ivoriano e nei confronti della quale non vi era in pratica opposizione alcuna visto che le difese Knox e Sollecito non hanno potuto partecipare, se non come spettatori, ai diversi gradi di giudizio.

Nessun giudice (nè il GUP né la Corte d'Assise d'Appello nè la Cassazione) ha avuto il coraggio di mettere in dubbio il concorso nel delitto basando il proprio giudizio solamente sulle prove certe che ponevano il solo Guede sulla scena del delitto. Si è semplicemente adeguato a quanto sostenevano le parti (la difesa di Guede ha solamente cercato in appello di far riconoscere le attenuanti e stralciare le aggravanti).

In teoria il processo a Guede potrebbe essere rivisto pur considerando il principio ne bis ne idem, visto che i capi di imputazione erano quelli di concorso nell'omicidio (artt. 575 e 576 c.p.). E' vero che l'art.110 c.p. (incluso nel capo di imputazione) impone che anche in caso di concorso in reato ciascun imputato soggiace alla pena per questo stabilita, ma bisogna tenere in conto che la riduzione di pena concessa in appello (dai 30 anni della prima condanna emessa dal GUP ai 16 anni della Corte d'Appello) si era basata tutta su un'ipotesi, totalmente immotivata a mio parere, di concorso minore al delitto. Condizione che, essendo stati assolti in via definitiva i concorrenti, verrebbe sicuramente meno. Credo tuttavia che la Procura non chiederà in alcun modo la revisione del processo d'appello.

continua

TommyS. ha detto...

continua

Sui media e sul web sono inoltre tantissimi a urlare il proprio sdegno su come la Cassazione abbia contraddetto se stessa con l'ultimo pronunciamento. Ma questo è uno sdegno sempre e solamente basato sul pregiudizio consolidato. Bisogna leggere attentamente le motivazioni di Hellmann (appello di Perugia) e quelle della prima sentenza della Cassazione per rendersi conto che, sebbene alcuni motivi del primo rinvio fossero in qualche modo condivisibili (ma proprio sforzandosi e solamente in punta di diritto), la Cassazione stessa era pesantemente intervenuta nel giudizio di merito non limitandosi quindi al giudizio di legittimità. A mio parere è quindi da considerare che il primo pronunciamento della Cassazione fosse errato ed adesso sempre la Cassazione sia intervenuta a correggere questo errore soprattutto dopo aver verificato che la corte di rinvio aveva motivato in modo sbagliato senza in alcun modo superare il principio costituzionale dell'oltre ogni ragionevole dubbio.

In merito invece alle richieste di risarcimento per ingiusta detenzione che verranno adesso avanzate dalle difese dei due ragazzi (ora adulti, essendosi persi ingiustamente una parte fondamentale e bellissima della propria vita), credo che per la Knox non vi siano speranze di ottenere un risarcimento diretto da parte dello Stato visto che verrà fatta valere la calunnia nei confronti di Lumumba e l'estorta pseudo-confessione della notte tra il 6 ed il 7 novembre). Solamente il ricorso alla CEDU, giustificatissimo e pienamente ammissibile a mio parere, potrà permettere un riconoscimento economico della violazione dei diritti dell'imputato. Mentre per Sollecito non vedo come potrà essere negato questo risarcimento consistente. Basta leggere l'Ordinanza di Custodia Cautelare del 9/11/2007 per rendersi conto di come Sollecito sia stato ingiustamente arrestato e tenuto in carcere per ben quattro anni. L'Ordinanza si basa difatti tutta sulle dichiarazioni, la cui spontaneità è palesemente falsa, rese dalla Knox prima alla Polizia e poi al PM (senza neanche richiedere un difensore d'ufficio!). Ed a supporto di quelle dichiarazioni furono portate delle presunte prove che si rivelarono sin da subito palesemente false ed infondate (impronte delle scarpe totalmente incompatibili con quelle repertate e possesso di due coltelli a serramanico, solitamente posseduti dal ragazzo, che non avevano alcuna traccia di sangue e che il medico legale dichiarò prontamente compatibili ma che già le prime analisi non identificarono con l'arma del delitto). Anche l'arresto di Lumumba (e la successiva custodia cautelare) fu totalmente un atto illegittimo basato su nessuna prova. Ma a lui il risarcimento è già stato riconosciuto, anche se sembra che la sua sete di vendetta nei confronti di Amanda non si sia ancora placata e sia tuttora alla ricerca di un'ulteriore rivalsa.

ENRICO ha detto...

Mimosa

per evitare equivoci vorrei precisare che lo scambio di opinioni tra "Luca Cheli" , "biolove" e me è un puro "Fuori Tema" relativo ad un approfondimento in materia giurisprudenziale e privo di alcun retropensiero riguardo al "caso" in oggetto

buona giornata

Enrico

Claudio Romiti ha detto...

Segnalo, in merito alla corretta citazione di Filippo, questo interessante articolo. Da qui si capisce molto di questa sporca faccenda.
http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerArticolo.php?storyId=5518f9c1ae193

filippo ha detto...

Grazie Claudio, letto. Preoccupante quello che è successo dopo la sentenza ai magistrati in questione. Paese da terzo mondo, e un giustizialismo spesso condizionato da una sorta di fanatismo che in questo caso si chiama antiborghese e antiamericano, che in certi casi riguarda anche una frangia della magistratura, fortunatamente non quella che ha giudicato i due ragazzi.

TommyS. ha detto...

Claudio Romiti

Grazie per il link all'intervista a Hellmann, molto significativa sia per quanto successo alla sua carriera in seguito alla sentenza sia soprattutto per questo passaggio:

«[....] In più mi sono sempre chiesto perché dovevano per forza essere state tre persone ad uccidere la povera Meredith e veniva invece scartata a priori la possibilità che potesse essere stato soltanto Rudy Guede».
L’unico ora ad essere condannato per l’omicidio...
«E soprattutto l’unico a sapere che cosa è davvero accaduto quella notte in via Della Pergola e chi c’era con lui, se c’era qualcuno. Abbiamo provato a farglielo dire ma quando venne nella nostra aula, alla precisa domanda se riconoscesse Amanda e Raffaele lui rispose fumosamente che aveva sempre pensato che gli assassini fossero loro. E mi ha sempre sorpreso il riguardo con cui era stato trattato nonostante fosse l’unico la cui presenza sulla scena del crimine fosse indiscutibile».


In queste frasi c'è forse il vero nucleo di questa indagine giudiziaria.

E per capire appieno perché la pubblica accusa si sia concentrata quasi esclusivamente sulla Knox e su Sollecito è necessario sapere bene come nell'indagine sia entrato, ma non subito, Rudy Guede.

Forse Claudio Pratillo Hellmann ha intuito tutto quello che c'era alla base di questo delitto e forse alle stesse conclusioni sono arrivati anche i legali dei due imputati senza però poterlo provare e portare in aula (cosa analoga a mio parere è successa anche a Coppi e Marseglia per il delitto di Avetrana).

continua

TommyS. ha detto...

continua

Rudy Guede era sicuramente noto da tempo alla Questura di Perugia, per che cosa purtroppo non è mai stato detto. Ma le foto segnaletiche apparse sugli articoli di giornale nel momento in cui Guede era ancora latitante mostrano sia quella scattata dalla Questura di Milano (al momento dell'arresto dopo il tentato furto nell'asilo) sia una foto della Polizia Scientifica di Perugia, che non era quindi dell'ufficio immigrati, segno che l'ivoriano risultava schedato.

Il 27 settembre 2007 Rudy si intromise dalla finestra nell'alloggio del barista Cristian Tramontano che lo fronteggiò sino a quando Guede tirò fuori un coltello a serramanico e riusci quindi ad uscire dalla casa. La Polizia accorse quasi subito (non ricordo dove ho letto la notizia che era strano fosse intervenuta la Polizia, con il commissario Napoleoni che fu coinvolta in prima persona nell'indagine sul delitto Kercher come su quella del Mostro di Firenze, in quanto quel giorno la zona era di competenza dei Carabinieri, ma sono sicuro di averla letta) ed invitò Tramontano a recarsi il giorno dopo a sporgere denuncia. Ufficialmente Tramontano riconobbe nel ladro Guede solamente dopo la notizia dell'arresto e si recò a testimoniare a gennaio 2008 in Questura. Tuttavia Franck Sfarzo, un blogger di Perugia che seguì direttamente tutta l'indagine attirandosi le ire di Mignini che fece chiudere il suo blog incriminandone il titolare, contattò direttamente Tramontano e sembra che la versione diretta dello stesso sia alquanto differente perché il barista riconobbe subito Rudy Guede in quanto abitavano vicino e l'aveva incontrato altre volte per caso e recatosi in questura solamente dopo diverse ore d'attesa decise di tornarsene a casa in quanto non più tanto sicuro che la polizia avrebbe preso in considerazione la sua testimonianza.

Il 13 ottobre 2007 entra con effrazione della finestra sul cortile (posta ad altezza analoga a quella della casa di via Pergola) nello studio legale Brocchi-Palazzoli. Sebbene mai provato è probabile che non fosse solo in quanto risulta strano per un personaggio come Guede rovistare nell'archivio dello studio legale alla ricerca di chissà cosa. Ma il suo collegamento al furto con effrazione avviene allorquando a Milano il 27 ottobre 2007 viene arrestato con il PC ed un cellulare dell'avv. Brocchi. Refurtiva subito individuata nei sistemi informatici della polizia come derivante dal furto di Perugia, tanto che in seguito viene riconsegnata alla Questura di Perugia che non si premura in alcun modo di segnalare la cosa ai legittimi proprietari (che lo vengono a sapere solamente in occasione dell'udienza del 26/06/2009). Per questo furto Guede è stato condannato ad 1 anno e 4 mesi nell'aprile 2014 dalla Corte d'Appello di Milano. Tuttavia, sebbene trovato in possesso di refurtiva durante il tentativo di furto nell'asilo, Guede viene lasciato libero di tornare a Perugia indisturbato, a quanto pare perché il PM di Milano, dopo aver sentito i suoi colleghi umbri, aveva ritenuto che fosse un problema della Procura e della Polizia di Perugia. Segno quindi che proprio questi erano perfettamente al corrente del legame tra Guede ed il furto con effrazione nello studio legale.

continua

TommyS. ha detto...

continua

Ma ancor prima di recarsi a Milano è altamente probabile che Guede si sia reso autore di un altro furto con effrazione della finestra. Questa volta all'interno dell'abitazione di una sua vicina, la sig.ra Mandu-Diaz dove la stessa aveva poi denunciato il furto di alcuni gioielli tra i quali un orologio d'oro di grande valore affettivo. La casa era stata poi data alle fiamme con la conseguente morte del gatto. Sempre a Milano, Guede fu trovato in possesso anche di un orologio da donna anche se non è mai stato confermato se sia stato riconosciuto dalla signora Diaza, ammesso glielo abbiano comunicato visto quanto fatto con i due legali.
La conclusione di tutto questo elenco di furti e furtarelli commessi da Guede (o perlomeno per i quali si sospetta del ragazzo) proprio nel periodo antecedente il delitto è questa.

E' mai possibile che la Polizia ed il PM Mignini, una volta appurato gli evidenti segni di effrazione della finestra della stanza della Romanelli, non abbiano subito sospettato di Rudy Guede ma anzi si siano affrettati a sostenere che si trattava di un evidente depistaggio da parte degli autori del delitto?

Personalmente non lo credo affatto, ma tuttavia di Guede per molti giorni dall'omicidio non si è mai parlato. Tanto che prima di procedere a cercare l'ivoriano anche tramite la collaborazione dell'amico e della chat via Skype, la sezione dattiloscopica della Scientifica di Roma aveva già isolato l'impronta palmare impressa con il sangue sul cuscino che si trovava sotto il bacino del cadavere. Purtroppo nel database delle impronte digitali (AFIS, che comprende anche una sezione per le impronte palmari) non era presente alcuna impronta coincidente, sebbene le forze di Polizia debbano inserire nel sistema tutte quelle prelevate a presunti sospetti e personaggi schedati. Ma ad un certo punto dalla Questura di Perugia viene fatto pervenire alla Scientifica un cartellino di identificazione con le impronte di Guede ed allora il match fornisce subito esito positivo e parte la caccia all'ivoriano.

Bisogna tenere conto che la chat via Skype tra Guede e Benedetti avviene il 19 novembre 2007 quando Knox, Sollecito e Lumumba erano in carcere già da più di dieci giorni. Ma anche quando alla Procura di Perugia sanno da giorni sia che Lumumba ha un ottimo alibi fornitogli da un docente svizzero sia che vi sono testimoni che parlano di un uomo di colore che si allontanava di fretta dalla zona nelle ore del delitto (prima che posticipassero l'ora del decesso per evitare i testimoni a favore di AK e RS).

Non so a voi, ma a me, ragionando su queste tempistiche ed eventi sono venuti molti dubbi e sospetti su quali siano le vere cause o concatenamento di eventi che hanno portato alla morte di Meredith.

Oltre a questo tuttavia non vado per i motivi che ho già esposto in precedenza, in quanto ci tengo che uno spazio libero come quello offertoci da Massimo Prati continui ad esistere.

biolove ha detto...

@ Enrico
giusto quello che dici:
"lo scambio di opinioni tra "Luca Cheli" , "biolove" e me è un puro "Fuori Tema" relativo ad un approfondimento in materia giurisprudenziale e privo di alcun retropensiero riguardo al "caso" in oggetto".

D'altra parte Luca Cheli aveva detto:
"io però ci tenevo a specificare le differenze con la vecchia insufficienza di prove, perchè spesso, anche a livello giornalistico, soprattutto se il cronista ha qualche anno, si fa un po' di confusione".

Allora se vogliamo un trait d'union si può trovare in questo: venerdì sera a Quarto Grado il conduttore Nuzzi appena uscita la notizia che Amanda e Raffaele erano stati assolti ha chiesto se in seguito sarebbero stati più coinvolti in qualche modo nel caso.
da come l'ha detto sembrava dipoter verificare l'osservazione di Luca Cheli appena sopra riportata.
Il lì presente avvocato Maori (per Sollecito) ha lasciato intendere che un eventuale seguito ci sarebbe stato non in senso passivo ma all'insegna dei risarcimenti...(rivedere la puntata online per rendersi conto)

Claudio Romiti ha detto...

Come ho già segnalato in precedenza, nel corso della puntata di "Porta a porta" di mercoledì scorso, dedicata al caso Kercher e andata in onda dopo i preliminari del giudizio di Cassazione che poi avrebbe assolto Amanda Knox e Raffaele Sollecito, mi è apparsa quasi incomprensibile la virata di Vespa e della colpevolista di professione Bruzzone. Quest'ultima, in particolare, chiaramente imbeccata dallo scaltro conduttore, se ne è uscita dicendo, di fronte ai soliti plastici in studio, che nella stanza del delitto non c'erano tracce dei due ragazzi, creando un certo qual stupore -falso come l'ottone- nello stesso Vespa. Ora, spulciando tra gli articoli di stampa, forse ho svelato questo mistero. Sembra, infatti, che già nella ricostruzione dei fatti esposta quella mattina dal giudice relatore Antonio Paolo Bruno molte cose non tornassero, facendo presagire un completo ribaltamento dello scandaloso verdetto del secondo appello. Tutto questo confermerebbe il livello pagliaccesco di questi talk di pastafrolla, in cui l'informazione è sempre subordinata al vento del momento. Vergogna!

magica ha detto...

vespa si sta comportando molto peggio di barbara d'urso almeno lei invita sulas: giornlista scaltro e per niente ipocrita .
ultimamante quando tratta casi mediatici invita sempre biavardi ,la bruzzone , e la matone.
ho sempre pensato che lo fa per l'odiens , cioe' si adegua al mondo forcaiolo .
una vergogna ! io piuttosto guardo cucine da incubo . anzi se per caso intravedo i personaggi giro subito canale .
possibile che nessuni faccia notare a vespa che il suo programma a volte fa schifo?

Claudio Romiti ha detto...

La puntata di oggi di "Porta a porta" conferma appieno i miei sospetti precedentemente esposti. Il conduttore ha iniziato citando la puntata da me sottolineata, in cui tutti hanno virato, colpevolisti storici compresi, in modo stupefacente, secondo quanto dice ora Vespa, verso un approdo colpevolista. E' chiaramente l'effetto del primo approccio della Cassazione, cha ha fatto fiutare il vento a questo consesso di mascalzoni mediatici. Sentire la Matone e la Bruzzone pontificare in termini garantisti è uno spettacolo quasi osceno.

filippo ha detto...

Tommys, grazie per il tuo contributo, incredibile leggere certe cose sul Guede e poi vedere quanto la procura abbia fatto di tutto per ignorarlo. In che mani siamo....

TommyS. ha detto...

Claudio Romiti

Concordo pienamente con te. Uno spettacolo davvero fastidioso quello offerto ieri sera da Vespa&Co (per inciso, trovo fastidioso lo spettacolo di Vespa anche le pochissime volte in cui condivido minimamente le opinioni sue e dei suoi opinionisti). Sarebbe bello avere tempo per recuperare gli interventi della Matone e della Bruzzone quando il vento tirava in senso opposto e Raffaele ed Amanda erano sicuramente gli autori del delitto.
Personalmente ricordo una puntata di Quarto Grado dove ad intervistare Raffaele vi erano un Feltri palesemente fuori di cocomero (e forse un po' brillo) ed una Bruzzone che con tanto di tablet rimarcava tutti i punti della sentenza dell'appello bis pienamente convinta del buon operato della corte di Nencini. Adesso improvvisamente una virata sorprendente che credo abbia lasciato di stucco gli appassionati di questo talk show. Tuttavia qualche piccola ruggine delle precedenti versioni è stata ancora visibile quando la Matone ha dichiarato che Amanda non poteva certo dirsi simpatica (come a giustificare perché prima la ritenesse la mantide di Seattle) o quando si sono domandati come mai Alan Dershowitz fosse convinto della colpevolezza dei due imputati. Senza chiaramente aver mai letto per intero le dichiarazioni rilasciate da Dershowitz, piene zeppe di errori basati sulla chiara ignoranza degli atti processuali. Ma d'altronde è veramente difficile dall'oggi al domani indossare una nuova maschera.

sorianablu ha detto...

...sto morendo dalla curiosità su quali siano le vere cause e eventi che hanno portato alla morte di Meredith secondo Tommy .....
Tommy, magari mi potresti scrivere le tue ipotesi almeno in privato?.... che ne so, forse su fb........o via mail? .....