mercoledì 6 agosto 2014

Yara Gambirasio. La visita dei genitori, il quinto interrogatorio e la mancanza di riscontri investigativi ci confermano che Massimo Bossetti è figlio di suo padre Giovanni e non di Giuseppe Guerinoni...

Articolo di Gilberto Migliorini


Giovanni Bossetti a 26 anni       Massimo Bossetti a 40 anni
Sabato i genitori di Massimo Bossetti sono andati a fargli visita. Prima non potevano perché mancavano le autorizzazioni e andavano rispettate le date previste per i carcerati. Oggi la procuratrice Ruggeri, accompagnata da uomini del Ros e dal comandante del nucleo investigativo di Bergamo, ha interrogato l'indagato per la quinta volta, ricevendo le stesse risposte. Massimo Bossetti, però, stavolta le ha parlato avendo una certezza in più, quella portatagli dalla madre sabato scorso. Ora è sicuro anche lui di non essere figlio di Giuseppe Guerinoni. In fondo la somiglianza che si nota fra lui e suo padre Giovanni è già di per sé una sicurezza difficilmente smontabile. Ma, nonostante questa, la moderna genetica sembra voler davvero dar ragione a Eraclito. Il dominio dell’apparenza può perfino farci credere che nostro figlio, così somigliante a suo padre legale con cui ha un rapporto pregno di affetto sincero, non ha con lui una vera parentela di sangue (misteri della genetica). Hanno un bel dire gli altri se assomiglia di più al padre o alla madre. Mater semper certa pater numquam. In realtà anche per la madre si potrebbero oggi porre dei dubbi con la fecondazione eterologa. Con l’ingegneria genetica poi si potrebbero creare eserciti di cloni sparsi per l’orbe terracqueo, tutti gemelli identici. Forse solo fantascienza, nonostante Dolly. Quello del Dna è un mondo più ‘reale’ delle nostre percezioni? Dal punto di vista epistemico si tratta di quel mondo vero dietro all’apparenza sensibile. Nella meccanica quantistica tempo e spazio sono solo illusioni sostituite dalla gravità quantistica. Zenone con i suoi paradossi ne sarebbe lieto…

Però la vita di tutti i giorni prosegue con le sue preoccupazioni quotidiane, le somiglianze giocano un ruolo negli affetti, e talvolta ci azzeccano. Se poi perfino la scienza (con un bel test di paternità) ci dicesse che in effetti le nostre percezioni sensoriali sono corrette, allora potremmo tirare un sospiro di sollievo e continuare a credere che nostro padre è davvero nostro padre e, per quanto il tempo sia illusorio, continuare a programmare il nostro futuro, magari riprendendo il corso della vita brutalmente interrotto da qualche malaugurato incidente di percorso…

Il corpo morto di una povera ragazza è rimasto abbandonato per tre mesi in un campo, non imprigionato in un ghiacciaio come Otzi, e nemmeno incapsulato in qualche anfratto gelato nella tundra siberiana, no, all’aperto, esposto agli sbalzi termici, alle intemperie, all’inclemenza del tempo. Un corpo che conserva una piccola macchia stampigliata su un indumento (nanogrammi?) sfuggita all’usura delle intemperie e che rivela la sua essenza altamente cellularizzata (tautologico neh?). Mentre il corpo si decompone, la macchietta sopravvive inopinatamente alla dissoluzione, al dilavamento, all’evaporazione, alla consunzione. Inutile chiedersi se per tale miracolosa sopravvivenza, la macchiolina - ancora in condizioni ottimali dopo tre mesi - sia coeva con la morte della povera ragazza. Se lo è, si tratta davvero di macchia miracolosamente sfuggita alle inclemenze del tempo atmosferico e all’azione degli agenti batterici e la cui natura peraltro rimane oscura.

Aspirapolvere, scarponi, giubbotto, lettera di san Valentino della moglie, album delle figurine. Se non fossero passati quasi quattro anni si direbbe che si stia battendo una pista calda… Gli investigatori sono sulla strada giusta, o invece… alla disperazione? Non sembrano volersi fermare a riflettere se magari non si sia fuori strada e un innocente stia in carcere. La sensazione è che al di là del Dna (tutto da dimostrare, a meno che la macchia sia già consunta nei procedimenti analitici, e allora bisognerà armarsi di una fede incrollabile) ci siano zero indizi e che ci si affanni nella speranza di trovarne uno come se si dovesse vincere una cinquina al superenalotto (magari un globulo rosso stampigliato sul dorso di una figurina Panini?). Il biglietto di S. Valentino potrebbe rivitalizzare un’indagine che sembra trovarsi in un vicolo cieco? Per il momento c’è una prova del Dna dietro a un francobollo rivelatore e forse un test di paternità che qualcuno ha già fatto ma del quale non si conoscono gli esiti…

L’impressione è quella di un’indagine che ha imboccato la pista sbagliata e ha perseverato per non voler riconoscere di aver buttato tempo e denaro (tanto denaro) per rimanere con il classico pugno di mosche in mano.

Si farà il processo al povero Bossetti? Noi auguriamo di no a una Procura che potrebbe uscirne con un’immagine non proprio esaltante. Forse il semplice riconoscimento “sì abbiamo sbagliato, abbiamo preso una cantonata” potrebbe risultare davvero assai più edificante e produttivo in un Paese, l’Italia, dove quasi mai nessuno ammette i propri errori. Forse riconoscere pubblicamente di aver preso un granchio potrebbe ricevere perfino il plauso e la simpatia di tanta gente abituata a politici e amministratori che negano sempre le proprie responsabilità. Sarebbe qualcosa di rivoluzionario anche per la giustizia.

Il caso che vede coinvolto Massimo Bossetti non solo è emblematico di quanto a livello nazionale e internazionale molti vanno dicendo: che la prova del Dna non è infallibile. Ormai i media sono in grado di accreditare una immagine della scienza del tutto deformante, un’immagine che per certi versi è quella ottocentesca, una sorta di religione della scienza. Tale fatto però è solo in parte da attribuire al target mediatico. Gli stessi operatori, confondono spesso determinismo e probabilità statistica e soprattutto accreditano il mito della infallibilità del Dna. (vedi tra gli altri il lungo articolo di William C. Tompson dal titolo Forensic DNA Evidence, The Myth of Infallibility).

Il segreto di Pulcinella è quello che i media sempre alla ricerca di uno scoop nemmeno riescono a vedere, e che è lì in quelle foto che raccontano più di qualsiasi analisi genetica. Si tratta di una sorta di contagio, non solo le voci che corrono o il principio di autorità, non soltanto quel carbon copy di notizie riprodotte in serie e replicate come decalcomanie… Tutti convinti dal mantra dell’infallibilità: sorrisini, ammiccamenti, strizzatine per intendere quello che la parola magica Dna lascia credere senza ombra di dubbio; senza incertezze, solo con quella sorta di teatrale compatimento, di sguardi d’intesa, di allusioni mascherate da comprensibile imbarazzo (un po’ simulato). Che la povera mamma si ostini nella sua versione… pare irritante e perfino blasfemo. Allora si tira in ballo la rimozione freudiana, il quadrante cieco della psiche, l’umana compassione, l’oblio della memoria, una volontà irrazionale e salvifica per un figlio, una pietas per un marito e la sorella gemella del sospetto autore del delitto. Disquisizioni dotte sui ricordi ancestrali di gioventù con l’incertezza tra l’amante e il marito su una tempistica che renda edotto la genesi di un figlio (anzi due). Per non parlare di quel tentativo irrazionale di negare l’evidenza da parte di noi che crediamo invece all’innocenza di Massimo Bossetti. Quale sarebbe l’evidenza? La scienza dei microscopi, delle micropipette, delle fotocopiatrici molecolari, delle pesature di sequenze…

Noi stiamo appunto con la signora Ester, ne rivendichiamo la verità contro perfino quella che molti considerano la scienza che non sbaglia, l’infallibilità della prova genetica, l’oggettività dei metodi quantitativi applicati alle pesature biologiche e ai giudizi di quei molti opinionisti armati dei loro apparati argomentativi  (per la verità fatti più che altro di sentito dire). E se rivendichiamo la paternità (e l’innocenza di Bossetti) non è solo per il modo perentorio con il quale la signora Arzuffi dichiara che Massimo è proprio figlio di suo marito Giovanni (e per il suo coraggio nel rivendicare che è la scienza a sbagliare); non solo per il fatto che le foto qui in testa all’articolo le danno ragione; non soltanto per il modo con il quale i familiari si sono stretti in un affettuoso e unitario sostegno attorno al  loro Massimo; non soltanto per un quadro indiziario inconsistente e immaginario. È per quella hybris di una prova del Dna che rivendica una infallibilità così lontana dai veri procedimenti scientifici dove il dubbio è alla base di qualsiasi risultato.

Un scienza come sistema di relazioni e di inferenze che fungano da criteri di controllo (falsificatori potenziali), come  configurazione di elementi irriducibili a un singolo dato ancorché desunto con metodi quantitativi, ma inquadrabile comunque in un sistema probabilistico variamente interpretabile e non esente dall’imponderabile e sempre possibile errore umano e soprattutto nel contesto di altri indicatori indiziari.

Lo scoop che pochi hanno davvero capito essere la vera spada di Damocle, non sulla testa di Bossetti ma dei suoi accusatori, è che il muratore di Mapello è davvero figlio di Giovanni Bossetti e che tutta un’indagine finirà per crollare per un effetto domino quando le risultanze saranno acclarate. Il povero Guerinoni (che i media continuano ad associare a Massimo Bossetti in una dogmatica paternità biologica) rimarrà orfano di un figlio immaginario e la procura di un colpevole virtualmente inesistente (che le foto sui media associano insistentemente con la povera Yara agli occhi di un’opinione pubblica acritica e edotta più per immagini che per argomenti). 

Ci chiediamo quale sarà la reazione (mediatica e non solo) quando sarà evidente l’immensa cantonata. Qualcuno di sicuro si arrampicherà sugli specchi. Ma poi, si sa, l’opinione pubblica ormai è in balia di quegli esperti che popolano i media e che sapranno rigirare la frittata con disinvolta nonchalance. Alla fine e come sempre tutto apparirà normale, quella normalità che fa dell’Italia il paese dell’homo mediaticus per antonomasia.


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216 commenti:

«Meno recenti   ‹Vecchi   201 – 216 di 216
Unknown ha detto...

Ciao Antonello, spero di averli ripescati tutti. Però ti devo dire che che la prossima settimana staccherò la spina e me ne andrò in vacanza per qualche giorno... e al momento non ho alcuna intenzione né di leggere giornali né di collegarmi ad internet. Perciò, se i commenti non entreranno in rete neppure riprovando più volte, non sarò in grado di ripescarli... ciao, Massimo

Anonimo ha detto...

@ stefano
per carità niente da ridire sul fatto che si possa essere d'accordo o meno : in questo caso si parlava di "impeto" cioè di modi e non di contenuti e siccome il modo di esprimersi di annika è sempre lo stesso mi stupisco per il fatto che non ci si sia resi conto di questo già nel passato anzi che questo "modo" sia stato anche apprezzato...poi dire "incazzatissima" ad una persona che era stata visibilmente provocata mi sembra eccessivo!

L

Antonello ha detto...

Credo sia giusto specificare, non necessariamente, almeno io, intendo per rapimento un'azione organizzata come tale e sottolineo che la costrizione di una persona, anche da parte di malintenzionati a lei conosciuti, e' sempre considerato quando risultante come un sequestro tout court.
Qui chiaramente si intende la costrizione in senso largo, perche' visto per come e' stata rinvenuta non credo Yara fosse consenziente benche' potesse conoscere chi quella sera la deve aver costretta, aggredita.
Credo che i classici sequestri di persona non avvengano solo con mano armata, ma anche l'inganno, il raggiro, il ricatto, siamo sempre a concetti fisici e meno fisici.
Io personalmente intendevo per momento di contatto l'inizio di un'azione che poi deve aver portato o trasceso nella costrizione con certezza solo dopo fisica per come poi han dovuto essere rilevate.
Non c'e' sempre comunque bisogno di legami, manette o minacce fisiche per costringere o convincere una ragazzina a salire su un'auto, persino un'esca in questo senso diventa, a parer mio, un'arma di costrizione e ben piu' efficace.

Antonello ha detto...

@Massimo Prati
Ok, ti ringrazio, buon riposo allora.

Anonimo ha detto...

Annika in sostanza sta dicendo che non può esserci alcun dna su un corpo abbandonato per tre mesi sotto le intemperie.Nessuno mette in dubbio la sua professionalitá, dal momento che quanto scrive non solo è logico ma anche documentabile.Il problema infatti non è quello di cui parla Annika,ma le conclusioni a cui ognuno arriva inevitabilmente. In sostanza se non ci fosse alcun dna come spiegare 4anni di ricerche a tappeto,riesumazioni di cadaveri,soldi e forze impiegate per la ricerca di ignoto1?Di cosa staremmo parlando?Di una farsa costruita a tavolino? Per cosa? E Bossetti a questo punto chi diavolo sarebbe?Ecco che per quanto Annika ci aiuti a comprendere alcuni meccanismi attraverso la sua esperienza professionale,invitandoci più volte a documentarci e provare a smentirla, a molti è difficile comprendere le conclusioni di tutto ciò.Personalmente spero che le perizie ufficiali possano in qualche modo tirar fuori quel coniglio dal cilindro che prima nessuno vedeva.Lo spero perchè se questa è un'altra storia di un innocente consenziente alzo le mani e abbandono questi casi che giá di per sè,anche senza dna,presentano incongruenze e stranezze che non possono più passare per casuali. Di nuovo un aggressore che perde tempo nell'incidere segni che non possono passare,come per il caso Rea per banale depistaggio.La "dedizione" prima su un polso,poi sull'altro,l'azione di sollevare i vestiti per incidere una X, una lama che non affonda mai ma lascia più segni, e di nuovo un caso su cui vengono accesi fin troppi riflettori,di nuovo la morbositá mediatica, l'opinione pubblica divisa in due e tante altre coincidenze che non sembrano più essere casuali...A quel punto,se si arriverá a quel maledetto identico punto,lascerò veramente perdere.
Un caro saluto e una buona notte a tutti voi.
Kiba

Anonimo ha detto...

no Annika non ha detto che non c'è dna....leggi bene ha detto altro!

Anonimo ha detto...

@Kiba
Annika ha detto che il DNA non e' del momento dell'uccisione (3 mesi prima) ma molto piu' recente.
Alex

Anonimo ha detto...

Quanto mi spiace di avere creato "una sorta di dissociazione in seno al nostro nutrito forum"! Sono costernata!

Se alcuni di voi ritengono "impetuose" le mie parole rispetto ai fiori profumati che escono dalle loro candide boccucce di rosa, non faro' alcuna fatica d'ora in poi a scrivere loro direttamente in inglese ed in termini prettamente scientifici, cosi' da non essere accusata a brutto muso di spaccature o, peggio ancora, essere chiamata nomi a dir poco maleducati ed insolenti.

Se invece cio' che scrivo non piace perche' scardina il senso di sicurezza che un gran bel mucchio di balle ben congegnate crea nel popolo ignorante e credulone, spiacente, non smettero' di farlo. Quel dna e' e resta recente o "recentissimo". Capish?

D'altronde, c'e' ben poco da meravigliarsi di un'indagine con dna "sui generis" in Italia (nord, sud, centro, sai che cambia?). Vogliamo forse dimenticare cio' che e' successo a Melania Rea? Che dire dell'indagine su Sara Scazzi? E Cogne? E, sempre in Italia, Emanuela Orlandi e il banco amrosiano? Sindona? Calvi? Lo IOR e Pope John Paul I? Moro? Borsellino? Falcone? Le logge e le stragi a nord come a sud? La terra dei fuochi e Venezia e l'acqua alta (una a nord e una a sud)? Quale e' meno lurida e putrida? Devo andare avanti con robe di ieri e oggi o rendo l'idea? Questa e' l'immagine dell'Italia creata proprio da una totale mancanza di trasparenza e un'omerta' di convenienza molto MOLTO comune.

E voi vi meravigliate che io me la prenda con chi scrive di fibrina per descrivere una traccia senza origine??!!

Ma voi sapete cos'e' la fibrina, e quanto persiste questa fibrina? No, non lo sapete. Non sapete neanche che viene inglobata dalla plasmina, ma permettete a chiunque di prendervi in giro apertamente e in malo modo con 2 parole scopiazzate da internet e andate in stato di shock se una donna della meta' dei vostri anni (si, sono giovane e pure bella! :-)) apre la bocca e chiama ciarlatano il buffone di turno? Ma per favore!

Un caro saluto pieno di bon ton.

Annika

Antonello ha detto...

Quello che dice, sostiene e documenta ad oggi mai smentita/o da nessun capitano coraggioso con link e serie argomentazioni, e' sconcertante.
Non tanto per il dato in se stesso, perche' magari domani si scopre che prima del ritrovamento stuole di curiosi notturni vagavano per quel campo senza avvisare le FF.OO della presenza del corpo, e' sconcertante perche' se ha ragione si assiste al mero asservimento delle attivita' peritali, folti gruppi di esperti sostengono che quel corpo e' rimasto li per 92 giorni e nel contempo dicono, e scrivono controfirmando davanti ad un Giudice, che quei dna risalgono al momento dell'aggressione.
Direi sconcertante.
Quindi ad un profano che la legge capita di mettere fin in discussione il fatto che il corpo possa essere rimasto li per 92 giorni, ed allora ga ragione Kiba, qui non c'e' piu' nulla di reale, sarebbero film che fanno vedere al popolino e su cui noi poveri appassionati di verita' tentiamo invano di investigare, ricostruire.
Cioe', hanno una verita' "prima, FORSE, se la tengono per pochi intimi e per il pubblico costruiscono "il caso", usano la Giustizia per fini depistanti o funzionali a propri interessi, diffondono scabercie scientifiche, ricostruiscono una scena pilotando l'opinione pubblica, tanto che a Brembate si stanno mobilitando tutti convinti e certi si sia trattato di un tentativo di stupro.
E' allucinante l'opzione Annika, arrestano il primo Cristo con un minimo di compatibilita', consenziente o meno, con le "ufficiali" risultanze, sostituiscono le Asl prenotando lab gentilmente offerti dai contribuenti sui dna a destra ed a manca e buona notte al secchio.
Io non mi arrendo, vorrei capire se veramente l'opzione Annika porta da qualche parte, perche' questi signori non devono vincere, non esiste, non esiste la Giustizia privata, la Giustizia e' strutturata da secoli di pubblica cultura, e' sentita nell'animo come qualcosa di trasparente e pubblico, e' strapagata con soldi pubblici, NON PUO' ESSERE PRIVATA!!!
A questo punto pero' non potendo piu' fidarsi di atti definiti pubblici senza argomentarli a fondo direi di aspettare di avere qualcosa in piu' della "loro" versione, tanto da poter ricostruire cio' che puo' essere accaduto.
Intanto a Brembate parlano tutti di beatitudine convogliando il caso di Yara veramente con il caso di Santa Maria Goretti, parroco in testa, ed il che non credo si debba contestare per forza, ma il preoccupante e' che parlano tutti di "tentativo di stupro" e che appunto Maria Goretti e' l'emblema di coloro che son morte per evitare lo stupro, ma vivaDio se qualcuno avesse voluto, dopo coltellinate alla schiena ed alla gola, credo avrebbe anche purtroppo potuto, e gli stessi dati diffusi parlano di "non violenza sessuale", dobbiamo diffidare anche di questo dato e pensare che a Brembate abbiano dati diversi o cosa???
No, perche' poi se qualcuno parla poi di eventuale rapimento in questo forum viene redarguito perche', giustamente o meno, non vi sarebbero dati che un rapimento confortano.
E se avete tutti la verita' in tasca e sui media verrebbe distribuita una ondata di baggianate ditelo e finiamola veramente qua.

http://www.passionetecno.com/2014/08/16/yara-gambirasio-santa-subito-come-maria-goretti-e-stata-vittima-di-un-martirio-8941

Anonimo ha detto...

Scusate,mi sono spiegata male.Antonello lo ha sintetizzato meglio di me.Ciò non cambia che le conclusioni sarebbero più che sconcertanti.Professionisti tali e quali ad Annika ci raccontano di una traccia depositata a più di 3 mesi da cui hanno potuto facilmente estrarre un dna che non lascerebbe alcun dubbio. Se la falla è nei tempi crolla tutto il castello accusatorio.Anzi,sarebbe dovuto crollare ben prima di rintracciare ignoto1 che a questo punto potrebbe essere un altro timido funghista curiosone che si aggirava a pochi giorni dal ritrovamento del corpo. È normale tutto ciò? Non lo so,spero ancora nel coniglio dal cilindro,quello che nessuno poteva vedere,altrimenti le conclusioni sarebbero così catastrofiche da non lasciar spazio a troppe alternative.Non credo infatti a comuni errori di valutazione. Quello che per noi è difficile da capire, per esperti e professionisti del settore dovrebbe essere pane quotidiano.
Staremo a vedere.Certo è curioso che tra tanti professionisti che abbiamo in Italia,ma mettiamoci anche i freschi cervelli usciti dalle universitá,non vi sia alcuna voce fuori dal coro che si faccia sentire.Anche questo non è affatto normale.
Un caro saluto a tutti
Kiba

Anonimo ha detto...

C'E' IL NUOVO ARTICOLO DI MASSIMO.
PASSIAMO A COMMENTARE IN CALCE AD ESSO?

Anonimo ha detto...

Vabbè, ma ci sarà un processo, no? Con perizie e controperizie. Se il DNA scientificamente non può essere lì, la difesa non mancherà di farlo notare. Ancora in Italia non esiste la condanna a furor di popolo, anzi ci sono tre gradi di giudizio. Saluti Stefano

Anonimo ha detto...

@kiba ma perchè stupirsi??? pensa in quale periodo stiamo vivendo in Italia e fatti 2 conti

luca

Anonimo ha detto...

COSAAA? andate in stato di shock se una donna della meta' dei vostri anni (si, sono giovane e pure bella! :-)) apre la bocca e chiama ciarlatano il buffone di turno? Ma per favore!
Nessuno dei commentatori/commentatatrici ha colto?
EVVIVA IL BON TON, e in quanto a presunzione ed egocentrismo siamo al top!
Ma per favore, una ridimensionata all’Ego?

E per replicare all’Anonimo L. che ha scritto, in difesa,
“ciò che stupisce è che persone che nel passato lo hanno condiviso (il protervo tono espositivo, n.d.r.) oggi NE PRENDANO LE DISTANZE....”,
costui ha memoria corta o ha delle personali debolezze!
Qui dentro le persone aggressive e sboccate, da che ho visto, sono sempre state censurate e anche bannate, solo alcune hanno avuto dei privilegi e i loro post sono rimasti, inclusa costei.

Ciononostante, cara Annika, anche tu rimandi ad Internet per avvalorare le tue teorie, a documentazione in lingua inglese a cui tu puoi facilmente accedere e con fastidiosa protervia sfidi gli italiani a confutare le tue conoscenze …
Ma per favore!
ha ragione PINO quando scrive che l’estremo impeto con cui ti esponi ha creato “una sorta di dissociazione” in seno al forum. Questa impetuosità sarà forse dovuta alla tua 'giovane' età e allora non mi meraviglio, tuttavia non la accetto, non accetto il tuo poco rispetto per persone che hanno “il doppio” della tua età.
EVVIVA IL BON TON e la buona creanza!

M.

Anonimo ha detto...

Luca, periodo nerissimo, deprimente sotto ogni tipo di aspetto. Il nostro splendido paese, la nostra amata Italia,cosi ricca di storia,profumi,con i suoi paesaggi da cartolina e una qualitá del cibo a parer mio migliore al mondo,sta crollando su se stessa.Questo è stato sempre il paese del controsenso,ma siamo arrivati a livelli insopportabili.Giovani brufolosi che prendono il posto di mafiosetti plasticati,illegalitá quotidiana sotto gli occhi di tutti e un'informazione che è arrivata ad un livello di giornaletti stile cronaca vera(senza esagerazione,i titoli sono gli stessi!). Nulla mi fará mai cedere che tutto questo non segua un piano ben studiato, il problema è che i cattivi non sono quasi mai intelligenti,si credono furbi si,anche quelli che avvelenano la propria terra dando ai propri figli cibo malato,tutto per dei pezzi di carta colorati,chissà se si nutrono di quelli...perdonate il discorso sconnesso e nostalgico, ma sono in Grecia e questa stronza Italia, brutta sporca e cattiva,mi manca da morire...
Luca,in sostanza,non mi meraviglio più di nulla,non ho fiducia nelle istituzioni ma nelle persone si.E allora di nuovo,ALMENO i giovani e freschi cervelli dove sono?Ci leggono?E se si perchè non intervengono?
Una buonanotte a tutti voi.
Kiba

Anonimo ha detto...

Interessante sto blog... Abbiamo l'autore del post che ci dà le notizie del futuro. Ci racconta che un giorno anche pm, giudici, scienziati e giornalisti capiranno quello che lui, chissà come, ha già capito adesso, e cioè che non è vero che Bossetti è figlio di Guerinoni. La cosa straordinaria è che già si bea di tale sua convinzione come fosse già dimostrata, non ha neanche la pazienza di aspettare che la storia gli dia ragione (ammesso che, quando tutto verrà verificato, gliela darà).
Poi i vari commenti di gente che parla per abbreviazioni, x cui non si capisce assolutamente niente (specie se le sbagli...), si spaccia x qualcun altro, e pensa continuamente di insegnare cose agli altri, considerati evidentemente come inferiori... Mamma mia...

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