sabato 26 ottobre 2013

Sarah Scazzi. Aspettando le motivazioni chiediamoci se “ci unu non c’era ulutu cu bai” può aprire la strada a una nuova ipotesi...


Per quale motivo Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano sono state condannate all'ergastolo? Volendo provare ad anticipare le tanto bramate motivazioni del giudice Cesarina Trunfio, difficili da aggiustare alla sentenza, si può (quasi) tranquillamente affermare che due capisaldi risulteranno il sequestro sognato e chi il sogno lo ha fatto diventare realtà e raccontato: la donna di oltre quarant'anni che si è fatta passare per l'amica confidente di una ragazza di venti. Di Anna Cosima Pisanò ormai se ne sono dette di tutti i colori. Appare l'attore misero di questa drammatica vicenda, quasi una maschera, chi non si fa scrupolo, coscientemente o in maniera autosuggestiva, di interpretare le parole degli altri a favore delle teorie della procura (nonché del giustizialismo dei media). Parole a volte stravolte, che se riferite in altra maniera si potevano leggere in modo totalmente contrario, diventate colonne portanti dell’accusa. Lei durante le indagini era l'orecchio della procura, chi ascoltava e riportava il chiacchiericcio locale, chi si prestava ad effettuare intercettazioni ambientali per conto e con la strumentazione dei Carabinieri. Forse credeva di guadagnare la fiducia di qualcuno? O forse le serviva un aiuto? Il giorno della sua deposizione - 8 maggio 2012 - in lei si è notata chiaramente, quando ad interrogarla erano i procuratori, una sicumera che non ammetteva repliche. E' solo all'entrata in campo dei difensori che ha vacillato fino a cadere più volte nel ridicolo. A quel punto ha perso la calma e forse, fin quando i Pm non hanno potuto aiutarla, si è sentita isolata e non protetta a dovere.

La figlia, affermò la Pisanò davanti al pubblico ministero, le disse il 17 marzo 2011 che ad aver visto il sequestro di Sarah era Giovanni Buccolieri, il suo ex datore di lavoro (il nome ai carabinieri però lei lo fece il 5 aprile), ma a chi la contro-interrogò chiedendole il motivo per cui il 4 di aprile, verbalizzata per due ore e mezza sempre dai carabinieri, non avesse fatto il nome del fiorista, disse che quel giorno ancora il nome non lo sapeva (come?, non s'era detto che l'aveva saputo il 17 marzo?). Ma quando allora ne è venuta a conoscenza, le chiese l'avvocato Marseglia. Andando lì dai carabinieri io dissi tutto il racconto, ma non sapevo, ho detto: giuro, non so il nome, se verrò a saperlo ve lo riferirò. Il giorno dopo io premendo mia figlia e girandola e rigirandola, mi disse il nome. E io andai dai carabinieri e dissi: ora posso dirvi il nome. Una contraddizione evidente, dunque, che anche l'avvocato Rella riprese contestandole il verbale del 5 aprile in cui, sempre ai carabinieri, aveva detto di aver saputo che si trattava del fioraio qualche giorno prima... e non il giorno prima. Al che l'avvocato insistette e chiese: ma che intendeva con "qualche giorno fa"?. E la Pisanò a ripetere: il 17 marzo, quando mia figlia è partita per la Germania. Ed ancora il Rella: quindi il 4 aprile lei sapeva il nome del fioraio, perché non lo ha riferito il 4 aprile?. Ed ancora la testimone: ma sono andata a dirlo, ma non sapevo chi era la persona. E qui, alla frase del legale: per me basta così, valuterà la corte d'appello (lapsus che è tutto dire sulle speranze nulle di una assoluzione in primo grado e che dimostra come la mente dell'avvocato fosse già impegnata a valutare i dati da portare al secondo) l'attendibilità di quello che dice. A questa frase la Pisanò immaginò di non essere stata d'aiuto e si scaldò accusando chi la interrogava di volerla imbrogliare. E per davvero in quel frangente era in difficoltà... tanto da costringere sia il dottor Buccoliero che il dottor Argentino ad intervenire più volte per obiettare e interrompere le domande dei difensori.

Quindi, a quanto fa intendere la sua testimonianza, la Pisanò si è comportata da agente infiltrato non facendosi scrupolo di raccontare, coscientemente o in maniera autosuggestiva, tutto ciò che ascoltava. Ad esempio, lasciando perdere il tanto riportato sui Misseri, incalza costantemente la figlia che non vuol far nomi e registra la voce della signora Tondo che il giorno in cui le disse di aver visto un fiorista alla Masseria Grottella fu chiamata dagli uomini dell'Arma. Il registratore per questa delicata operazione le viene fornito dai carabinieri la mattina stessa. Questo ammette a processo il brigadiere Biagio Blaiotta che dice di averglielo addirittura portato a casa in vespa, dopo aver acquistato il nastro magnetico che mancava, su sollecitazione di un suo superiore. La Pisanò, invece, a processo dice che si è trattato di un caso, che era in caserma e ha chiesto il registratore, non sapendo neppure se lo avessero, e che i carabinieri glielo hanno dato perché lei era stanca di essere additata in un paese dove nessuno le credeva. E' chiaro che fra i due il più credibile è il brigadiere Blaiotta. Anche perché quanto testimonia, la signora si incasina e pare racconti fatti che non ricorda, in altri pare che ricordi male e perda la memoria fra le tante volte in cui si è presentata in caserma. Però, a parte le varie contraddizioni, c'è un punto nel suo racconto che fa pensare e in cui nessuno è entrato a gamba tesa. Sto parlando del giorno in cui per la prima volta la figlia le parla di quanto ascoltato dal fiorista. La Pisanò dice che è stato a settembre, il 23 o il 24, quindi prima ancora del ritrovamento del cellulare (avvenuto il 29 settembre), e che Vanessa lo sapeva già da quindici giorni.

La figlia, interrogata in Germania, sul punto non ricorda. Dice che era ancora caldo e che sua madre ha una memoria migliore. Quindi la data che fornisce la Pisanò, 23 o 24 settembre, per lei può essere giusta. Ora lasciamo perdere il fatto che glielo abbia raccontato quando faceva ancora caldo, perché nel 2010 a Taranto c'erano 27 gradi anche ad ottobre inoltrato, e lasciamo perdere anche la testimonianza della moglie del fiorista, che come ammesso dalla Cerra fu la prima a sapere del sogno e a processo dice che il marito gliene parlò ad ottobre. Lasciamo perdere tutto ma non il fatto certo che la Pisanò, come rimarcato dagli avvocati difensori, abbia comunque continuato a frequentare in amicizia la casa di Cosima e Sabrina... e questo fino al 27 ottobre. Se davvero avesse saputo che qualcuno, chiunque fosse, aveva visto Cosima Serrano far entrare Sarah a forza nella sua auto, in via Raffaello Sanzio e proprio nelle ore in cui si diceva fosse scomparsa, come avrebbe potuto frequentare casa Misseri dal 23 settembre in poi? Come avrebbe potuto considerarsi ufficialmente amica di Sabrina (è la stessa Pisanò a parlare di amicizia in Corte d’Assise) e andarla a consolare (pure la sera della confessione di Michele Misseri) fin quando non fu arrestata e anche dopo tramite gli sms inviati alla sorella Valentina? Ed ancora: perché la Pisanò non parlò del rapimento il 27 ottobre, quando con intento accusatorio narrò ai carabinieri le circostanze come da lei vissute nella mattina del 26 agosto (Sarah non era affatto allegra), nella notte del 6 ottobre (lo sfogo di Sabrina dopo l'arresto del padre) e nel giorno del funerale (il nutella party in casa Misseri)? Quel 27 ottobre riferì anche il discorso della collega di Cosima in merito al fatto che la stessa non fosse andata al lavoro. Perché dunque parlare di tutto e non parlare del “rapimento": evento ben più grave di quella nutella mangiata dopo un funerale, visto che coinvolgeva direttamente Cosima e difficilmente non poteva prevedere una partecipazione di Sabrina Misseri?

A queste domande si possono dare solo due risposte. O il 27 ottobre la Pisanò non sapeva del "rapimento", quindi mente o ricorda male quando dice di averlo saputo il 23 o il 24 settembre (e in questo caso per quanto riguarda le date e il sogno hanno ragione il fiorista e i suoi familiari), o ne era a conoscenza ma in maniera diversa: in pratica la voce di un rapimento le era giunta veramente, ma non le era giunto né il nome di chi aveva parlato del sequestro, né quello di Cosima Serrano... e questo ha detto ai carabinieri. Perché non è credibile che la Pisanò, per come l'abbiamo imparata a conoscere, sia riuscita per tanti mesi a tenersi dentro un simile segreto. Visto che già aveva affossato Sabrina Misseri, visto che ancora oggi quando pensa a Sarah le vengono i brividi e sta male (parole sue al processo), se davvero avesse saputo di una Cosima Serrano sequestratrice non sarebbe andata ad aprile a raccontarlo, ma ne avrebbe parlato subito ed avrebbe anche smesso di andare in via Deledda a consolare gli aguzzini della ragazzina. Per cui, anche non avendo un nome da fare, la logica dice che lei la storia ai carabinieri l'ha raccontata subito per come l'ha saputa. A questo punto, dato che il resto lo ha verbalizzato a inizio aprile, c'è da pensare che dopo la sua prima soffiata siano sorti dei problemi. C'è da pensare che se Vanessa insisteva per non farle il nome del fiorista, non fosse in realtà perché aveva giurato sul suo gatto morto di non parlarne a nessuno, ma per motivi ben più pericolosi (per il fiorista e forse anche per lei). Questo perché, guarda caso, il nome del fioraio e il segreto di pulcinella sono usciti dopo la partenza della Cerra dall'Italia, proprio nel periodo in cui tutta Avetrana stava implodendo e voleva Cosima Serrano arrestata perché regista suprema del delitto.

E guarda ancora il caso, l'avvento del fioraio fece in teoria anche quadrare il cerchio dei procuratori che senza sogni e fiori erano in alto mare. Inoltre, come è strano sto caso, il fatto che quel 4 aprile la Pisanò non abbia fatto il nome del fioraio, ma anche che non l'abbia fatto subito dopo averlo saputo, il 17 marzo, fa sospettare che il tempo trascorso fra informazione ricevuta e informazione verbalizzata le servisse per far altro, magari a concordare una sorta di salvacondotto per la figlia (chiaramente non lo poteva avere subito, prima si doveva informare chi di dovere e ricevere risposta). Alimentano questo facile sospetto i riscontri su come è stata condotta la deposizione di Vanessa Cerra in Germania (presenti solamente i Pm di Taranto) e la stranezza della sua mancanza in Corte d'Assise, dopo una prima assenza giustificata: quasi che la figlia della Pisanò fosse un testimone marginale che non serviva di ascoltare e si potesse anche esimere da un contro-esame dalle difese. E questo dopo aver ascoltato mezza Avetrana e aver multato di 500 euro l'amica di Sabrina che studiava in Polonia e non si era presentata in tribunale (seppure la difesa fosse disposta a rinunciare all'interrogatorio). E' così impossibile, dunque, che il fioraio abbia assistito a un rapimento in via Raffaello Sanzio? E' così impossibile, in alternativa, che abbia saputo del sequestro da altri, visto che in tanti ad Avetrana sapevano e parlavano? Naturalmente non di un rapimento messo in atto da Cosima Serrano, ma da persone che in zona nessuno può e vuole denunciare.

Prima di ipotizzare cerchiamo riscontri che ci aiutino a capire qualcosa in più nelle testimonianze e negli avvenimenti accaduti.

- il 23 novembre 2010 venne ascoltato il geometra La Stella, il quale raccontò che poco prima delle 14.30 del 26 agosto aveva visto "una sagoma esile" provenire da via Verdi mentre un’auto chiara stava compiendo strane manovre all'incrocio tra via Raffaello Sanzio e viale Kennedy (e quindi nei pressi della scuola Briganti). Testimone eccezionale il La Stella, uno dei pochissimi a non aver piegato con il tempo la propria testimonianza a favore della tesi accusatoria. Forse per questo è stato trascurato... o forse di quanto ha detto non si è tenuto conto a causa della "sagoma esile": avesse affermato di aver visto una ragazza poi riconosciuta in Sarah, a quest'ora le due donne forse sarebbero libere.

- il 14 e 15 novembre 2010 vengono ascoltati dai Carabinieri Giusy Nardelli ed il fidanzato Fedele Giangrande, i quali riferiscono di aver visto Sarah in un orario compreso tra le 14.00 e le 14.30 (anche se nei primi video avevano affermato con sicurezza, orologi alla mano, le 14.30) camminare a passo svelto lungo viale Kennedy davanti alla palestra della scuola Briganti, quindi a pochi metri dell’incrocio con via Raffaello Sanzio

Parlando di testimonianze, nell'ipotesi che sto inseguendo queste due risultano fondamentali perché concordano bene con il racconto giunto alle orecchie della Pisanò. E volendo qualche indagine seria la si poteva fare subito, visto che erano già entrate a far parte degli atti ben prima dell'aprile 2011 quando, tirato in ballo all'improvviso, il fioraio il suo racconto lo cambiò radicalmente spostandolo, probabilmente per paura, in un'altra via. Ma di chi in realtà il Buccolieri poteva avere timore dopo la scomparsa di Sarah? Non certo di Cosima Serrano (a meno di non pensare che la famiglia Misseri ad Avetrana sia l'equivalente di corleonesi e casalesi), perché non è assolutamente credibile neppure il pensiero che avesse paura di lei. Eppure, sempre ragionando nell'ipotesi di un qualcuno che ha rapito Sarah, il fiorista di paura ne aveva talmente tanta che per far in modo di rendersi incredibile, sette mesi dopo spostò l'evento e lo rese incompatibile con quanto raccontato da Vanessa a sua madre... ma soprattutto da quanto verbalizzato dal La Stella e dai fidanzati, visto che lo spostò in una zona di Avetrana incompatibile coi loro avvistamenti. Così facendo si assicurò una certa tranquillità e calmò la sua paura. Paura che di sicuro non aveva delle Misseri, visto che coinvolse Cosima nel rapimento e insinuò che Sabrina fosse sul sedile posteriore. Ma perché inserire proprio loro? Proviamo a far mente locale e a ragionare con quanto sappiamo.

La Pisanò a processo disse che quando andava in casa degli avetranesi per chiedere le firme che servivano ad allargare le ricerche, la gente si rifiutava e le diceva di chiedere a Sabrina dove fosse Sarah, che lei l'aveva ammazzata... che tutti dicevano così. Si parla di inizio settembre (ricorderete tutti l'appello di Concetta al Presidente della Repubblica). Quindi, ad ascoltare Anna Pisanò, dello stesso periodo in cui sua figlia Vanessa già sapeva del sequestro. E a questo punto, se in paese si parlava di una Sabrina assassina, del rapimento in via Sanzio non lo sapevano solo il fioraio e la Cerra... o forse ad Avetrana in tanti avevano sognato la stessa cosa? Certo, c'è da chiedersi il motivo per cui la Pisanò, che sempre riportava alle Misseri quanto dicevano gli avetranesi, anche che "per tutti" Sabrina aveva ucciso Sarah, abbia invece taciuto su quanto confidatole dalla figlia. Perché non ha detto a Cosima del sequestro che si diceva avesse compiuto in via Raffaello Sanzio? Come disse loro: "Sai che tutti mi dicono che è stata Sabrina ad uccidere Sarah?", poteva ben dire anche: "Sai che mi han detto che Cosima ha sequestrato Sarah?".

Ma la mia è un'ipotesi che non necessita di riscontri o di testimoni validi. E' solo un'ipotesi, quindi su questo punto posso soprassedere, anche se per scrupolo e onestà devo parlare delle tante probabilità che il racconto sul sequestro, poi entrato nelle orecchie degli avetranesi che a settembre dicevano alla Pisanò che l'assassina era Sabrina, potrebbe essere nato, poi propagato a macchia d'olio ma sottovoce, da una colossale chiacchiera partita in ambienti ben informati. Dalla caserma, quindi. In fondo il La Stella aveva visto una figura esile (Sarah?) uscire da via Verdi. In fondo i fidanzati avevano visto Sarah a un passo da via Raffaello Sanzio. In fondo in quei giorni si parlava solo di un rapimento e tutti cercavano risposte investigative. Per cui se di sequestro di persona si trattava, dove poteva essere avvenuto se non in via Raffaello Sanzio? E chi potevano essere i sequestratori? Se non si trattava di loschi individui da non nominare o da sussurrare a bassa voce fra le mura di casa, in una storia del genere si adattavano solo le persone che Sarah frequentava: quindi gli amici grandi, la zia o la cugina. E non mi si dica che i carabinieri a settembre non avessero già pensato a un possibile rapimento in quella via! E non mi si dica che in un paesone dove i brigadieri vanno in vespa a casa degli abitanti, dove ogni famiglia ha almeno un amico o un parente nell'Arma, non ci sia stato nemmeno un carabiniere che a qualche amico o parente ha parlato di questa ipotesi.

C'è dunque da chiedersi se il fiorista raccontasse fatti visti coi suoi occhi o saputi da altri. Fatti in cui aveva inserito, riportando quanto ascoltato come l'avesse vissuto in prima persona, le figure più vicine a Sarah. Mica poteva dire che aveva visto il tal pregiudicato (e se gli fosse entrato nel negozio con una scatola di cerini?), mica poteva dire che aveva visto il droghiere o la farmacista (che a malapena conoscevano Sarah), gli unici nomi da fare erano quelli delle Misseri o degli "amici di Sarah". Per questo, sapendo di mentire e per paura che si allargasse la sua chiacchiera, aveva chiesto alla Cerra di mantenere il segreto? Oppure aveva visto davvero la scena descritta e cambiato i personaggi per paura? Se fosse così si spiegherebbe il motivo per cui a un paio di giorni dal suo primo verbale, sentendosi in colpa per aver tirato in ballo Cosima al posto di altri, trasformò quanto visto in un sogno, in un ricordo quasi inconscio, al limite tra realtà e immaginazione onirica. Un sogno pieno zeppo di dettagli il suo, ma pur sempre un sogno che si scontra con chi dichiara di aver saputo di un fatto realmente accaduto. Una posizione quella di Buccolieri e della sua famiglia ribadita "eroicamente" anche a processo a costo di essere incriminati per falsa testimonianza.

Naturalmente la Cerra, che ha dato il via al tutto confidandosi con la madre e non coi carabinieri, non ha questi problemi, si intende. Lei è ben tranquilla in quel di Germania: la Pisanò non l'ha messa in mezzo quando ha ricevuto la confidenza e quando, se davvero voleva giustizia per Sarah, doveva farlo. Se lo avesse fatto i carabinieri avrebbero saputo subito del fioraio, molto prima del ritrovamento del cellulare, noi saremmo stati certi della "verità" dichiarata dalla Pisanò sette mesi dopo e le indagini di quel settembre al buio, in cui una Concetta disperata chiedeva aiuto a tutti, si sarebbero illuminate. Ma la Cerra il nome non lo fece, e questo fa pensare se si parla di realtà e non di sogno, ed ora è in una botte di ferro grazie a un provvidenziale intervento della madre che, la logica ci da alte probabilità, per lei ha concordato una sorta di amnistia, visto che non è stata accusata di favoreggiamento (tutti quelli orbitanti attorno al fioraio lo sono stati), e neppure obbligata a testimoniare al processo, questo è strano, nonostante abbia nascosto per mesi informazioni utili alle indagini. L'accusa minore che dovrebbe caderle addosso, se in futuro il sogno per i giudici risulterà reale e il fiorista venisse condannato per falsa testimonianza e intralcio alle indagini. Ma quale sarebbe in realtà la falsa testimonianza del Buccolieri? Quella di aver detto che si era sempre trattato di un sogno, o quella di aver spostato il racconto da via Sanzio a via Umberto I in un orario differente e compatibile unicamente con le altre ritrattazioni, ma non con le testimonianze del La Stella e dei fidanzati?

Perché se il fiorista avesse realmente visto il rapimento di Sarah ad opera di personaggi ignoti (o troppo noti e magari pericolosi) lungo la via Raffaello Sanzio intorno alle 14.30, si spiegherebbero allora i timori che lo frenano e che gli hanno impedito di andare dai Carabinieri. Si spiegherebbe il repentino, non appena coinvolto, cambio da racconto reale a sogno che ha portato all'arresto di Cosima ed alle condanne. C'è in Avetrana e dintorni qualcuno che può essersi sentito tranquillizzato dal suo dietrofront, che ha comunque permesso di far quadrare il cerchio alla procura e di archiviare qualsiasi altra indagine che non coinvolgesse i Misseri? In teoria è possibile. E sempre in teoria si può quindi ipotizzare che un sequestro di persona, ad opera di ignoti in via Sanzio, possa essere avvenuto.

Sicuramente tanti di voi, se non tutti, si domanderanno: "Se col sequestro non c'entrano né Cosima né Sabrina, Michele Misseri come entra in questa fantasiosa ipotesi? Come avrebbe potuto sapere del cadavere di Sarah in quel pozzo? Perché avrebbe dovuto confessare un delitto non compiuto? Perché avrebbe dovuto coinvolgere in un secondo tempo la figlia? Come mai era in possesso del cellulare di Sarah?"

Per cercare di dare risposte proviamo a ripercorrere quanto fatto da Michele Misseri ipotizzando che Sarah sia stata rapita da qualcuno estraneo alla sua famiglia, quindi accantoniamo le sue poliedriche confessioni e ragioniamo su quanto è uscito agli atti.

Stando alle testimonianze, il Misseri quasi ogni pomeriggio andava ad aiutare il cognato a raccogliere i fagiolini nel campo confinante con casa sua (sulle 15.00 o poco più). Quel 26 agosto fino alle 14.55 lo si trova ad armeggiare con la macchina parcheggiata davanti al garage e agli occhi della figlia pare tranquillo, tanto che per due volte le dice di non aver visto Sarah. Quindi, almeno apparentemente, non manifesta stati d’animo alterati. Poi, però, improvvisamente si allontana dicendo a Sabrina, al telefono, che sta andando in campagna (non ai fagiolini) e alla moglie che deve andare in una masseria da dove sono scappati dei cavalli. In realtà, non considerando vera la confessione sull'istantaneo occultamento, non si sa dove si sia recato. Non vi sono testimoni che l'abbiano visto o incrociato e lui sparisce per 45/50 minuti. Infatti solo alle 15.50 si unisce al cognato nella raccolta dei fagiolini, a quel punto quasi terminata, ed anche in quel frangente sembra tranquillo.

Ora, non avendo certezze (neppure sull'orario del suo arrivo ai fagiolini), se non qualche telefonata partita o arrivata al suo cellulare che lo posizionano fuori Avetrana dalle 15.00 alle 16.00 circa, possiamo ipotizzare che quel periodo di assenza abbia a che fare con la scomparsa di Sarah. Ma è un tempo esiguo per farci star dentro sia la scampagnata con un corpo nel bagagliaio, andata e ritorno, sia la pulizia della parte esterna della cisterna, sia l'occultamento del cadavere che la successiva focarina, fra l'altro da lui osservata fino a trasformazione dei solidi in cenere (oltre alle varie ed eventuali: abiti tolti messi e ritolti). Però, in realtà, non sappiamo neppure cosa abbia fatto dopo la raccolta dei fagiolini. Non viene notato da nessuno e solo il suo cellulare, in orari diversi, lo colloca in Avetrana.

Il padre di Mariangela dichiara di avergli parlato davanti alla villetta, presumibilmente verso le 16.30, e il Misseri gli avrebbe detto che si sarebbe recato alla Riforma o a Contrada Centonze per cercare notizie di Sarah dai suoi parenti (Cosimo Cosma abita in contrada Centonze). Non vi sono però conferme al fatto che abbia telefonato in loro presenza, a meno che le 16.30 non siano in realtà le 18.28, ora in cui zio e nipote si sono sentiti al telefono. Ma l'orario non coincide, quindi il contadino quel pomeriggio è scomparso nuovamente dalla scena. Dove è andato? Alla Riforma? In Contrada Mosca? Anche questo è impossibile da sapere.

Come è impossibile sapere se davvero verso sera fosse già in possesso del cellulare di Sarah, visto che le testimonianze sulla sim sono contraddittorie. Per cui, ipotizzando che il Misseri non c'entri con l'omicidio, come d'altronde dice e vuole la procura, ma anche che non abbia sequestrato e ucciso la nipote fra le 14.28 (orario dello squillo inviato Sarah alla cugina che in teoria poteva anche indicare un suo arrivo di fronte al cancellino) e le 14.40 (orario in cui in via Deledda arriva Mariangela Spagnoletti), è probabile che durante la sua prima o seconda assenza da Avetrana abbia, in alternativa:

- assistito o partecipato all'omicidio di Sarah, sia in modo non volontario che attivo, impossessandosi del cellulare e degli oggetti personali per un futuro fuoco liberatorio (poi evitato al telefonino).

- ritrovato il cadavere di Sarah occupandosi di calarlo nel pozzo dietro indicazione del vero assassino (soggetto pericoloso che minaccia lui e la sua famiglia?) e quindi recuperando, forse di nascosto, il cellulare dal falò degli indumenti e degli oggetti personali.

- ritrovato il cellulare di Sarah senza però sapere cosa capitato alla nipote, venendone a conoscenza solamente in un secondo tempo.

- chiesto a qualcuno di informarsi per sapere se qualche personaggio poco raccomandabile avesse fatto del male al Sarah.

Pur ammettendo altre possibili soluzioni, è comunque ipotizzabile che il 26 agosto il Misseri fosse perfettamente conscio che per la nipote ci fossero poche speranze e forse che sapesse già anche il nome di chi l'aveva rapita. Tuttavia, a causa del suo carattere normalmente schivo, nessuno si accorse di un suo turbamento o stato emotivo alterato.

Ora, ammesso che non fosse direttamente coinvolto nell'omicidio, se non avvenuto nel primo pomeriggio ma in un secondo tempo, ma sapesse della morte di Sarah, com'è possibile che non abbia cercato di indirizzare, magari in forma anonima, le ricerche e le indagini? Le uniche risposte possibili sono tre: che si trovasse vincolato a non farlo perché sotto pesante minaccia, che non volesse farlo perché qualche scheletro sarebbe uscito dal suo armadio, o, in alternativa, perché avrebbe dovuto coinvolgere persone con le quali aveva forti legami e segreti in comune.

Comunque sia, dal 27 agosto il Misseri entra in un periodo di limbo durante il quale di lui non si sa quasi nulla, se non l’immagine fornitaci dai media: quella di uno zio preoccupato per la nipote. E questo fino alle prime ore del 29 settembre, quando mette in scena la pantomima del ritrovamento casuale del cellulare tra i resti di un piccolo falò da lui stesso appiccato il giorno precedente. Ma per quale incredibile motivo il Misseri volle a tutti i costi far ritrovare il telefonino? Tante risposte sono state date e tutte sempre contrarie ai membri della sua famiglia. Ma ipotizzando un sequestro avvenuto in via Sanzio e una morte successiva al 26 agosto... non è invece probabile che lui sperasse, dando il cellulare agli inquirenti, che da quell'oggetto i carabinieri potessero risalire agli assassini della nipote? Mentre accompagna il brigadiere a recuperare il cellulare bruciato, ma anche in altre occasioni si evince questo timore, una delle sue preoccupazioni riguarda le impronte digitali, quasi che grazie a quelle si potesse avere nome e cognome di chi aveva ucciso la nipote. Ma era anche preoccupato che si trovassero solamente le sue di impronte, visto che ad un certo punto aveva dovuto toccarlo a mani nude, come dice al brigadiere e si evince da un'intercettazione in carcere, mentre in precedenza si era premurato di evitare tale contatto. In un passaggio della sua prima confessione parla di un dettaglio assolutamente non compatibile con lo stato d’animo di chi ha appena ucciso una ragazzina: afferma di aver avvolto il cellulare in una pezza di stoffa e di averlo messo nell'abitacolo della sua auto. Perché? Cosa doveva preservare con quello straccio? Quindi, sempre nell'ipotesi, “chiamiamola fantasiosa”, di Sarah rapita e uccisa da "estranei" alla famiglia Misseri, è molto probabile che i reali colpevoli non sapessero che il cellulare fosse in possesso del contadino e che solamente dopo il ritrovamento abbiano avuto timore di venire scoperti... cominciando così solo dal 29 settembre in poi a fare forti pressioni su di lui (minacce di ritorsioni contro le sue figlie).

Se fantasticando si ipotizza in questa ottica, risulta molto interessante l'analisi del famoso “soliloquio” del 5 ottobre, quando fu intercettato all'interno della sua auto. L’intercettazione avviene il giorno prima della convocazione in Procura e il giorno dopo la comunicazione della stessa. Potevano esserne al corrente anche gli assassini? E’ probabile che "qualcuno" li abbia informati o che ne abbiano avuto conoscenza diretta aumentando ulteriormente le pressioni e le minacce. Difatti le parole del Misseri, pronunciate in italiano misto a dialetto, potrebbero anche essere lette sotto una luce differente. Lui disse:

“Mi dispiace per la mia familia... (2 sec di pausa) ci onu (termini incomprensibili) io mò li scoprirò... (5 sec di pausa) ce ola diciunu, diciunu quiri, ce la bolunu a fannu, fannu... a filiata... iu no li creu... (45 sec di pausa) ci unu non c’era ulutu cu bai...”

Che sinora è stato tradotto in questo modo:

“Mi dispiace per la mia famiglia... (2 sec di pausa) se vanno (termini incomprensibili) io adesso li scoprirò... (5 sec di pausa) cosa vogliano dire, dicano quelli, che vogliono fare, fanno... a tua figlia... io non li credo (45 sec di pausa) se uno non fosse voluto andare...” 

Non entrando in sottili traduzioni dal dialetto avetranese (o di Manduria), ci si può attenere alla traduzione fornita dai Carabinieri e notare come il Misseri dica di non voler credere a qualcuno (io non li credo). Ma a chi non avrebbe dovuto credere? Inoltre, sebbene si sia detto che il contadino sovente confonda singolare con plurale, dice proprio di voler “scoprire” più soggetti maschili (io adesso li scoprirò), e non la moglie e la figlia perché in questo caso avrebbe usato il femminile e detto: io adesso le scoprirò (non credo che in dialetto il contadino faccia gli stessi errori che fa quando parla in italiano). E se i “soggetti” del soliloquio fossero proprio i reali assassini della nipote che lo avevano, probabilmente, prima coinvolto e poi minacciato? Si spiegherebbe allora il timore che possa accadere qualcosa a sua figlia, magari la stessa sorte toccata a Sarah. Poi ci sono le ultime parole che molto dicono; “...se uno non fosse voluto andare” lascia decisamente pensare che sia stato chiamato sul luogo del crimine ed abbia "solo" partecipato all'occultamento del cadavere. Questo spiegherebbe la maggiore credibilità della sua confessione sull’occultamento.

Ed ora, dopo la lunga premessa per intonare i pensieri a nuove idee, è giunto il momento di chiederci cosa può essere accaduto quel 26 agosto. Noi non c'eravamo, ma questo non ci vieta di ipotizzare. Quindi proviamo a fantasticare e a pensare alla vita di Michele Misseri, a un contadino che passa una buona fetta della sua giornata fuori casa in una zona in cui la delinquenza non manca, come d'altronde non manca in tutte le altre zone d'Italia e del mondo, e che da qualche mese è cambiato, è diverso, è più nervoso, tanto che con la moglie litiga per qualsiasi cosa. Non gli pare di vivere in famiglia e si chiude ancora di più in sé stesso, o trova una valvola di sfogo nella frequentazione con altri, con persone che prima vedeva di rado e non considerava, persone che magari frequentavano la sua sfera parentale ma non la sua casa? Proviamo a pensare per un attimo che questo sia vero e che a quelle persone, in quel periodo o anche precedentemente, abbia fatto qualche favore... parlo di favori che gli hanno fatto entrare scheletri schifosi nell'armadio. Proviamo quindi a pensare che in discorsi scambiati in sua presenza, qualcuno poco raccomandabile abbia inserito la nipotina bionda che stava crescendo. Che una frase recepita in maniera allarmante, o anche in maniera scherzosa a cui non aveva dato peso, gli sia tornata alla mente alle 15.50 del 26 agosto, quando Sabrina gli disse che Sarah non si trovava. Fino a quel momento era nel suo garage tranquillo, il trattore non partiva e lui, come quasi ogni giorno, sulle tre sarebbe andato a raccogliere i fagiolini. Ma quando viene a sapere che Sarah non è né a casa sua, né per strada, tutto cambia. La frase recepita in maniera allarmante o scherzosa, o un qualsiasi altro discorso ascoltato in precedenza sulla nipote, gli torna alla mente... ed ecco che decide di andare a verificare di persona.

Dice alla moglie che va in campagna e chiama il fratello: gli serve un nome, un indirizzo o un aiuto perché le persone da cui deve recarsi non sono delle più tranquille? Comunque sia, per scrupolo si reca a cercare conferme o smentite. Le trova in quell'ora scarsa in cui il suo cellulare risulta fuori Avetrana, o non le trova e lascia a chi è più avvezzo a trattare con certe persone l'incarico di trovarle? Una persona di fiducia che poi lo informerà? Quando viene a sapere cosa è successo a Sarah? Il 26 stesso, o, come può essere anche possibile, il 27 agosto? Cosa accade quando si trova di fronte al cadavere della nipote? Lui è solo e gli altri sono personaggi pericolosi? Non può essere che venga costretto a seppellire il corpo, per renderlo partecipe al crimine, con la minaccia di far fare a Sabrina la stessa fine di Sarah? Minaccia reiterata per far sì che non parli a nessuno di quanto sa? Minaccia che si unisce allo scheletro che si ritrova nell'armadio? Per cui, se così fosse, viene imbrigliato in una storia da cui non sa come uscire. Ma Sarah è in quella cisterna, la sogna, il senso di colpa lo stordisce e vuol farla uscire. Ma come fare a denunciare i veri colpevoli senza parlarne ai carabinieri? Senza metterci il suo volto e senza far rischiare la sua famiglia? Ed ecco che, forse, crede di aver trovato la soluzione. Lui non parlerà, non può farlo, ma le impronte che crede si trovino sul cellulare di Sara, quello che non ha bruciato ma avvolto in uno straccio, forse sì. Per cui lo lascia in ogni posto sperando che qualcuno lo porti ai carabinieri. Ma il tempo passa e a nessuno pare interessare quel cellulare... ed allora si espone facendolo trovare. Crede che ci siano le impronte, che una volta rilevate i colpevoli salteranno fuori senza il suo aiuto.

Ma non è così che funziona. Subito si viene a sapere che il telefonino lo ha fatto trovare lo zio e qualcuno si incazza di brutto. In quel momento tutti hanno paura di lui. Il nipote preferito sparisce e il fratello lo chiama solo per avere informazioni, sia 29 settembre dopo il ritrovamento del cellulare, sia il 6 ottobre prima che entri nell'ufficio dei Pm. Prima che, dopo ore di contraddizioni, confessi il delitto inventando una dinamica stringata alla quale non è facile credere perché troppo piena di lacune e imprecisioni, troppo piena dei suggerimenti di chi lo interroga e di tempistiche improbabili. L'unico punto in cui è davvero credibile riguarda l'occultamento del cadavere. E per quanto inverosimile, nella ipotesi fantasiosa che sto inseguendo si incastra perfettamente anche la confessione sul vilipendio. Se difatti il Misseri fosse giunto sulla scena del crimine, perché chiamato o portato, ed avesse trovato a terra il corpo nudo della nipote, sarebbe stato istintivo per lui pensare ad una violenza carnale. E confessando l'omicidio, per risultare credibile doveva assumersene la paternità... visto che non sapeva cosa avrebbe accertato l'autopsia.

Da quella sua ricostruzione lacunosa si passa al lavoro svolto dal suo avvocato, Daniele Galoppa, che per attenuarne la responsabilità cercò di spostare l'asticella portandola sulla casella dell'omicidio colposo commesso dalla figlia. Senza però accordarsi in precedenza con Sabrina, senza chiederle se fosse d'accordo a farsi passare per assassina e a stare un paio d'anni in carcere al posto di suo padre. Il caos nato successivamente lo conosciamo e dopo aver letto le trascrizioni delle udienze non è difficile ammettere che la procura a processo non ha portato alcuna vera certezza. Solo illazioni ed ipotesi prive di conferme.

Anch'io fantasticando ho fatto illazioni, seppure seguendo altre ricostruzioni, illazioni che se fatte a settembre da chi poteva unirle alle testimonianze del La Stella e dei fidanzati, ovvero all'ipotesi su un sequestro compiuto da estranei in via Raffaello Sanzio, avrebbero spostato il baricentro investigativo decisamente su altri soggetti. E già che si possano fare illazioni e ipotesi diverse da quelle accettate a processo dai giudici, significa che non c'è sicurezza di nulla e si è condannato in base a convincimenti personali. Perché comminare ergastoli senza avere le giuste sicurezze non è ciò che vuole il nostro Codice Penale. In ogni caso non è detto che questa idea sia quella giusta, non è detto che il tutto lasci pensare alla malavita organizzata locale, maestra nel far scomparire nei pozzi i cadaveri delle vittime (anche se quando le ricerche si ampliano, i giornalisti pullulano e a cercar cadaveri son tanti, è sempre meglio trovare una cisterna sicura), perché ci potrebbero stare pure indagini similari orientate verso un'altra cerchia di conoscenze del Misseri.

E qui mi fermo, perché avventurarsi in simili illazioni potrebbe diventare molto rischioso e altamente diffamante...

homepage volandocontrovento

364 commenti:

«Meno recenti   ‹Vecchi   201 – 364 di 364
Giacomo ha detto...

Per quello che ne so, la corte d'assise d'appello è composta nella stessa maniera della corte d'assise di primo grado: due giudici togati (presidente e giudice a latere) e sei giudici popolari.

Buona sera a tutti

Giacomo

marcello de simone ha detto...

mmm mah va be... grazie.

Giacomo ha detto...

E' ovvio che i giudici non sono gli stessi del primo grado

Giacomo

marcello de simone ha detto...

si grazie va bene lo stesso, la fiducia è intatta, tanto mal che in Cassazione non si passa.

Manlio Tummolo ha detto...

Caro De simone,

per quanto ho trovato ci si deve rifare alla Legge n. 287/ 1951, per quanto in vigore, art. 25:

Giudici popolari della sessione:
Quindici giorni prima della conclusione della sessione della Corte d'Assise e della Corte d'Assise d'Appello, il presidente in seduta pubblica, da tenersi nella sede in cui si svolgerà la sessione, con l'assistenza dell'ausiliario, alla presenza del pubblico ministero, estrae dall'urna dei giudici popolari ordinari un numero di schede almeno pari alla metà di quelle in essa contenute e comunque non superiore a 50.
Dell'ordine di estrazione è compilato processo verbale...
Il presidente fissa il giorno e l'ora per la presentazione... in seduta pubblica di tutti i giudici estratti... I giudici popolari estratti sono convocati anche oralmente a mezzo di agenti della forza pubblica.
Nel giorno fissato il presidente dispensa i giudici popolari che ne fanno richiesta e... legittimamente impediti. Successivamente il presidente chiama... nell'ordine di estrazione a sorte, tanti giudici popolari quanti ne occorrono a formare il collegio.
Se uno o più giudici... non si presentano o sono dispensati, il presidente, senza ritardo e fino al terzo giorno anteriore a quello di inizio della sessione, procede alle ulteriori estrazioni necessarie per raggiungere, se possibile, il numero di giudici specificato nel comma 1 [max 50] e provvede agli adempimenti..."
. I punti saltano parti non ncessarie per la citazione.

Dagli artt. 26 al 35 si spiegano poi ulteriori procedure, compresa l'esclusione (come già avvenuto in primo grado) di indebite espressioni preventive di "convincimento" sulla colpevolezza dell'imputato/ i.

Come si vede, la composizione della giuria (o meglio, dei giudici non togati) è piuttosto complessa.

marcello de simone ha detto...

La ringrazio molto, buona notte.

Vito Vignera da Catania ha detto...

Cari amici buona notte a tutti.Delle motivazioni non si sa nulla,eppure più passa il tempo è più mi convinco che, trovare dei motivi validi tali da emettere una sentenza di ergastolo per le due imputate non è impresa facile.Da cosa dipende tutto questo ritardo? Qualcosa mi dice che stanno ricostruendo il tutto con false ricostruzioni,in modo tale da pararsi il sedere nel processo d'appello.Non un dubbio hanno avuto i giudici popolari e togati,e questo già mi fa pensare male sulla documentazione che presenteranno in appello.Documentazione che sicuramente si baserà su false e ridicole ricostruzioni,con il movente della gelosia che a suo tempo in altre sedi hanno ritenuto non proprio un buon valido motivo, tale da uccidere una ragazzina è sopratutto parente.Il caro zietto dai P.M. è stato ritenuto inattendibile quando si accusa del delitto,chissà perché quando ha accusato la figlia era attendibile,due pesi e due misure.Buona notte a tutti

Manlio Tummolo ha detto...

Carissimo Vito Vignera,

le motivazioni, se vogliono reggere, devono essere adeguate alle sentenza; c'è assai poco da pararsi qualche parte del corpo. La Corte deve spiegare, come e qualmente, abbia irrogato due ergastoli, 8 anni di carcere e quanto altro hanno stabilito sugli altri imputati. Se non lo facessero, la loro condanna sarebbe nulla, ovvero non solo impugnabile, ma proprio azzerata, come se mai fosse esistita. Il problema del ritardo o della lentezza è tutto concentrato nel trovare motivazioni che non facciano acqua da tutte le parti, e che possano reggere almeno in parte davanti alla Corte d'Assise d'Appello o direttamente in Cassazione. Adattarsi alle richieste dei SS. Inquisitori è stato relativamente semplice, ma poter tirare fuori argomentazioni idonee è tutt'altro discorso. Intanto il tempo passa, ed è già superata la metà della custodia cautelare massima prevista per un ergastolo. In mano a loro non c'è che una catena di pettegolezzi, un sogno trasformato in presunta realtà, e tanto odio nei confronti delle due condannate principali, ma nessuna prova, nessun vero indizio. Non possono aggiungere elementi nuovi ad un processo già concluso in primo grado.

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissimo Prof Tummolo ho capito perfettamente il suo discorso,infatti,se non c'erano prima queste prove,è neanche gravi indizi di colpevolezza,il mio dubbio è che questi stanno tramando qualcosa,da queste persone c'è d'aspettarsi di tutto,anche qualche colpo di furbizia.Questa storia puzza dalla testa ai piedi,e qualcosa mi dice che quel maledetto sogno del fioraio non sanno come poterlo trasformare in realtà,stessa cosa che faranno con gli orari e gli sms,non possono essere a volte veri e a volte falsi per far comodo a loro.Sento puzza di bruciato,è le uniche che stanno sulla graticola sono due povere disgraziate,con accuse basate sul nulla,e questo loro l'ho sanno,non giustizia ma vendetta,che è difficile da poter motivare.Intanto a Taranto scppiano risse tra le detenute,e il carcere è in sovraffollamento,con circa 300 detenuti in più del normale.Buona giornata a tutti cari amici.

Manlio Tummolo ha detto...

Carissimo Vito Vignera,
non tema, vedrà che il ministro dr. Cancellieri telefonerà d'urgenza al giudice di sorveglianza di Taranto per dire di liberare subito le due donne, oppure forse no, forse qualche sua amica che, per caso, si trova in quel carcere. Ma così farà un po' di spazio...

La mia previsione intorno alle motivazioni è che saanno costituite da un guazzabuglio in cui si riassumono le discussioni del primo grado. Il vero problema, per chi non crede alla colpevolezza delle due donne o dell'intera famiglia e parentado, è costituito dalle motivazioni dei vari ricorsi della difesa (se si continua con la tesi precedente, se non si coordinano le difese), e quindi del secondo grado a Taranto, dove c'è il fortissimo rischio della pura e semplice ripetizione, ancorché abbreviata, del primo.

Vi ho pur predetto come sarà la motivazione, secondo i fratelli Grimm riammodernati:

"C'era una volta una buona fanciulla di nome Sarah, tanto amata da tutti. Ma vicino a lei vivevano due streghe, la zia cattiva che corre come un missile dietro alle ragazzine, e la cugina che si nasconde in un grossa sagoma dentro le macchine. Le due streghe cattive erano molto invidiose perché lo specchio di casa loro, in anticamera, diceva ogni giorno: 'La più bella del Salento è solo Sarah, e voi siete streghe brutte e cattive'. Sicché a sentirselo dire ogni giorno, arrabbiatissime, col pretesto di portarla al mare, le due streghe concordarono di ucciderla in casa nel soggiorno. Ma Sarah se ne accorse in tempo, e corse fuori dall'uscio che le due streghe non avevano fatto in tempo a chiudere. Sarah intanto, un po' vomitando e un po' piangendo, stava tornando a casa. Le due streghe allora montarono nella loro macchina fatata, e la raggiunsero. Con un balzo atletico la zia piombò sulla strada, afferrò per i capelli Sarah nella rincorsa, le intimò di risalire in macchina. Lì la cugina strega, travestita da grossa sagoma, avvolse una corda legata ad una cinghia al collo della fanciulla, e strinse forte, sicché la povera Sarah morì. Allora le due streghe ordinarono al loro fattore Michele di sopprimere il corpo, cosa che egli fece portandola al pozzo di Contrada Mosca...".

Ecco la motivazione in sintesi: ovviamente lo stile sarà più paludato e ben fornito di termini tecnici.

Manlio Tummoo ha detto...

LA PAX MAFIOSA AL TERMINE, NEL SALENTO ?

Droga e rapine: 15 arresti nel Salento
Scacco matto alla Scu/nomi/video

LECCE - Alle prime luci dell’alba, militari della Guardia di Finanza di Brindisi hanno eseguito 15 provvedimenti di custodia cautelare e diverse perquisizioni in alcune zone del nord leccese, concentrate nel territorio di Trepuzzi. I provvedimenti restrittivi riguardano presunti affiliati ad una agguerrita frangia della Sacra Corona Unita dediti alle rapine, furti, detenzione di armi e spaccio di droga.

L’operazione è coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce. I provvedimenti sono a firma del gip di Lecce Simona Panzera su richiesta dei sostituti Alessio Coccioli della Dda di Lecce e del procuratore aggiunto di Brindisi Nicolangelo Ghizzardi. L'indagine è cominciata nel brindisino e si è poi diramata nel leccese, in una zona dove negli ultimi mesi si sono registrati una serie di episodi legati alla criminalità. All'origine dell'inchiesta, sarebbero emersi legami tra i Prudentino di Ostuni e due degli indagati odierni, in merito all'apertura di un centro scommesse a San Pietro Vernotico. In seguito, le intercettazioni hanno svelato intense attività illecite nel territorio del Nord Salento.

I reati contestati spaziano a vario titolo, dall' associazione per delinquere di tipo mafioso, rapina a mano armata, detenzione e porto abusivo d’armi, lesione personale, furto, associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti e favoreggiamento personale.

Gli indagati. In tutto sono 26 le persone indagate a vario titolo, tra queste anche una donna. L'attività investigativa ha riguardato noti esponenti della Scu, tra cui Salvatore Caramuscio e Leandro Luggeri che, nonostante il regime detentivo, continuavano a dirigere le innumerevoli attività illecite del sodalizio malavitoso.

I destinatari di ordinanza cautelare

- Salvatore Caramuscio, 45 anni, di Surbo
- Marianna Carrozzo, 37 anni, di Trepuzzi
- Stefano De Lorenzis, 23 anni, di San Pietro Vernotico (ai domiciliari)
- Cristian Lazzari, 30 anni, di Campi Salentina
- Daniele Longo, 32 anni, di Squinzano
- Francesco Luggeri, 34 anni, di Trepuzzi
- Leandro Luggeri, 35 anni, di Trepuzzi
- Andrea Perrone, 22 anni, di Trepuzzi
- Leonzio Perrone, 31 anni, di Trepuzzi
- Marco Perrone, 32 anni, di Trepuzzi
- Salvatore Perrone, 47 anni, di Trepuzzi
- Giuseppe Russo, 30 anni, di Campi Salentina
- Cosimo Spagnolo, 44 anni, di Trepuzzi
- Andrea Vincenti, 22 anni, di Surbo
- Angelo Vincenti, 22 anni, di Trepuzzi

■ Droga e rapine: 15 arresti nel Salento


Anonimo ha detto...

Mi è piaciuta molto la fiaba di Tummolo, è molto divertente e lui molto bravo, potrebbe esibirsi a zelig, raccontando sopratutto quelle relative ad altre versioni.

Manlio Tummolo ha detto...

Anonimo Gentilissimo delle ore 00.45 dell'odierno 6 novembre 2013. La ringrazio dei complimenti, malgrado la punta di sale che ci mette. Peccato che io non abbia più dal 2010 (dicembre) il televisore, non guardo mai "Zelig", e non credo mi inviterebbero mai. Nel corso dei miei interventi ho dato esempio di altre fiabe ricavate dalle versioni giudiziarie, e per questo sono stato pure elogiato come umorista da altri forumisti.

magica ha detto...

signor tummolo.
i suoi commenti sono di una ironia disarmante .
penso che dopo averli letti ognuno rimanga bloccato e tutubante nel saper risponderle .kiss

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissima magica sono assolutamente d'accordo,il Prof Tummolo pur raccontando le motivazioni in forma ironica e fiabesca ci vuol far capire che,non essendoci prove e tanto meno indizi gravi di colpevolezza,i signori giudici saranno costretti a inventarsi accuse su fatti non provabili.Non c'è un solo testimone che abbia assistito sia al delitto che al'occultamento del corpo.Indizi si,ma prove nulla di nulla,le accuse sono pura è semplice fantasia dei P.M. e dei giudici.Sappiamo che Sarah era diretta a casa degli zii,ma nessuno l'ha vista entrare e tanto meno uscire,ne da viva e ne da morta,possiamo solo ipotizzare cosa può essere successo,ma nulla di più.Ciao carissima e dolce amica,e un cordiale saluto al Prof,con un umorismo eccezionale.

Manlio Tummolo ha detto...

Grazie per gli elogi, carissimi Magica e Vito Vignera. Almeno c'è qualcuno che mi comprende o almeno si sforza di farlo. Altri, invece, hanno soluzioni pronta cassa e una sentenza già pronta.

Manlio Tummolo ha detto...

ATTI D SCIACALLAGGIO SU SARAH SCAZZI, DA IL CORRIERE DELLA SERA - ED. DEL MEZZOGIORNO di oggi 6 novembre 2013

Una dimostrazione lampante di che strano mondo giri attorno alla vicenda :


CORRIERE DELLA SERA.IT CORRIEREDELMEZZOGIORNO.it
Lecce / Cronaca

. Corriere del Mezzogiorno >
lecce >
Cronaca >
La foto di Sarah in un sito di incontriUltimo insulto alla sua memoria


La foto di Sarah in un sito di incontri
Ultimo insulto alla sua memoria

L'immagine della ragazzina di Avetrana uccisa
utilizzata da una sedicente 42enne a caccia di uomini
.

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissimo Prof Tummolo buona sera.
Questa notizia l'ho sentita oggi in televisione,è qualcosa di veramente vergognoso,e questo ci fa capire che ci sono persone in giro che non hanno alcun ritegno,e infangare la memoria della piccola Sarah per questi scopi è qualcosa di disumano,questa tizia dovrebbe fare una sola cosa,guardarsi allo specchio è sputarsi in faccia,semplicemente vergognosa.
Una buona serata Prof.

Manlio Tummolo ha detto...

Egregio Signor Vignera,

questo fatto può essere letto ed interpretato in senso stretto (ovvero, la vergognosa sfacciataggine di ua prostituta che vuol pubblicizzarsi con l'immagine di una ragazzina (all'estero probabilmente non hanno seguito questo caso come in Italia); oppure vi è un'intenzione veramente infagante, come se si volesse alludere o far credere ad una eventuale "prostituzione" di Sarah Scazzi, che l'abbia portata alla morte. Se rivolta a clienti italiani, l'immagine di Sarah Scazzi non poteva non essere un segnale. Ovviamente ritengo che gli investigatori se ne occuperanno e tireranno fuori dalla donna le motivazioni aberranti di questa indecenza.

Resta il fatto che sul caso Scazzi gravano evidentemente forze e gruppi, che vanno molto più in là di quanto finora prospettato dalle indagini prima e dal processo poi.

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissimo Prof Tummolo ormai non c'è più di che meravigliarsi,violenza su violenza,e sfruttare l'immagine di una ragazzina (morta assassinata e ad opera di chi è ancora tutto da capire)è un atto vile è disgustoso su tutti i punti di vista.A cosa mirava questa tizia per metter su l'immagine di Sarah?un maggior numero clienti per più lauti guadagni,o sotto c'è qualcuno che vuol far pensare su un probabile comportamento della ragazza in quel di Avetrana? Hanno scritto libri e inventate tante di quelle storie su questo caso,che nulla può più stupirci,chissà quando potrà riposare in pace la piccola Sarah.Buona notte Prof,e spero che l'amica Mimosa intervenga con qualche commento notturno su questa triste storia di sfruttamento dell'immagine di Sarah.Buona notte a tutti cari amici

Vito Vignera da Catania ha detto...

L’immagine di Sarah per adescare amicizie su Badoo.it.
Viaggia su internet l’ultimo insulto alla memoria di Sarah Scazzi. L’immagine della ragazzina di Avetrana uccisa dai parenti il 26 agosto del 2010, compare infatti su uno dei più diffusi siti di incontri, Badoo. Ad appropriarsene è la sedicente Maria Rosa, una quarantaduenne di Erchie, paesino in provincia di Brindisi sul cui confine con Avetrana si trova la tristemente famosa contrada Mosca dove la notte del 6 ottobre di tre anni fa fu trovato il corpo della quindicenne. Utilizzando il conosciutissimo volto dell’innocente ragazzina, la signora di 42 anni cerca così di catturare nella Rete l’interesse di uomini con cui intraprendere relazioni sentimentali. «Maria Rosa vuole fare amicizia», si legge nella nuvoletta che indica il volto di Sarah. La piattaforma virtuale d’incontri che ha permesso tale appropriazione di immagine e di identità, Badoo appunto, conta più di 196 milioni di iscritti in 180 paesi ed è tra i siti più frequentati dove la semplice amicizia tende a fare da preludio a incontri molto reali. Naturalmente la famiglia della ragazza uccisa è all’oscuro di tutto. Scontata la reazione che avrà mamma Concetta Serrano Spagnolo appena avrà visione dell’offesa arrecata alla figlia. Il nome e le immagini di Sarah Scazzi sono tra i più cliccati del web. Il motore di ricerca Google offre ben 641.000 pagine dedicate alla tragedia di Avetrana. Migliaia anche le foto presenti nella sezione «immagini» dello stesso motore.

Vito Vignera da Catania ha detto...

Cosimo Cosma, nipote di Michele Misseri, condannato per lesioni.
AVETRANA – Cosimo Cosma, il nipote di Michele Misseri, è stato condannato a un anno e quattro mesi. Secondo la sentenza avrebbe partecipato insieme a due parenti a una spedizione punitiva nei confronti di un uomo accusato di aver molestato la nipote di 16 anni. Cosma, condannato in primo grado a sei anni per aver aiutato lo zio di Avetrana a occultare il cadavere di Sarah Scazzi, è stato ritenuto responsabile di lesioni personali dal Tribunale di Brindisi, in composizione monocratica: la pena decisa è pari a un anno e quattro mesi.
Condannati, sempre a un anno e 4 mesi, anche Agata e Cosimo Ferrara, madre e zio della presunta vittima degli abusi. I fatti per cui i tre sono stati giudicati a Brindisi risalgono al 28 aprile 2008 e sono avvenuti per le vie di Erchie (Brindisi) dove Giuseppe Rizzo, imputato per violenza sessuale proprio in danno della 16enne, sarebbe stato aggredito e picchiato. Si è costituito parte civile nel processo per lesioni e ha ottenuto dal giudice una provvisionale di 5.000 euro, a carico di ognuno dei tre imputati che potranno beneficiare della sospensione condizionale della pena solo dopo aver pagato i danni.

Manlio Tummolo ha detto...

La differenza, caro Signor Vignera, tra le due notizie è che la prima riguarda un evento del 2008, per pretese lesioni provocate a seguito di una "rappresaglia" per presunte "attenzioni",, ma che col processo Scazzi del 2010 nulla ha a che vedere. Il giornalista cerca di mettere insieme le due cose, come se fossero legate, invece potrebbe non esserci alcun rapporto nemmeno indiretto.

Un consiglio tecnico: quando vede scritto "riproduzione riservata" è opportuno non ricopiare integralmente l'articolo, ma citarlo solo in parte e per frasi interrotte, oppure semplicemente fare un riferimento con il sito. C'è di mezzo il diritto d'autore, con quello che comporta per eventuali liti civili.

Manlio Tummolo ha detto...

NON E' PIU' IL TEMPO IN CUI MICHELE OCCULTAVA !.

Quei tempi erano così tranquilli in Puglia, c'era solo Miche' che occultava corpi in quella celebre Contrada. Per il resto tutto filava liscio. Oggi che la pax mafiosa è finita, in Puglia e soprattutto a Taranto accade di tutto. La notizia d'oggi reperibile sui due spettabili quotidiani del luogo, è che a Taranto 50 brave persone (forse quelli che vogliono la testa dei Misseri ?), hanno assalito una Stazione dei Carabinieri perché vi erano fermati ladri di rame (pare che oggi nemmeno l'oro valga altrettanto !). Grazie all'intervento delle restanti Forze dell'Ordine, Polizia di Stato e G.d.F, i Carabinieri sono stati liberati dall'assedio. Non parliamo poi di altre situazioni non proprio confortanti.

Eppure, si sa che la colpa del delitto su Sarah Scazzi è "sicuramente" ascrivibile alla famiglia Misseri: come permettersi di dubitarne ???

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissimo Prof Tummolo è giusto che riporti queste notizie di criminalità.La colpa di questa pax interrotta è del caro zio Michele,che avendo fatto ritrovare il cellulare ha interrotto un patto scellerato con figlia, moglie e parenti vari,una famiglia di criminali incalliti,e che se vanno a scoprire altri pozzi chissà quanti cadaveri trovano,tutti consegnati al caro zio Michele,occultatore di professione,diplomato e capo becchino in quel di Germania,prima dell'avvento della Merkel naturalmente.Indagini fatte in un unica direzione,trovati i fessi di turno non hanno più lasciato la presa,questo perché Sarah era diretta a casa degli zii,se era diretta dal fruttivendolo il colpevole era lui,se invece era diretta a casa della Pisanò avrebbe detto che a casa sua non era mai arrivata, è che era solo un sogno quello che avevamo fatto,tutti sognavano Sarah in quel periodo,anche lei l'aveva sognata Sarah,solo che si è ben guardata di andarlo a raccontare ai suoi compaesani,i sogni degli altri sono più reali,sopratutto quello del fioraio.Carissimo Prof eviti di sognare delitti,e sopratutto di andarli a raccontare alla Pisanò.Un cordiale saluto Prof e una serena notte.

Mimosa ha detto...

Infatti, l’obbrobrio del giornalista e del suo giornale sta nell’aver accostato la sentenza del caso Scazzi alla vicenda dell’aggressione di Cosimo Cosma, che da padre ha voluto dare una lezione al molestatore della figlia sedicenne (anch’io da pura leonessa ho sempre pensato se alla mia bimba fosse successa una cosa simile non sarei stata un agnellino, e non scherzavo).
E allora, a ben leggere la cosa, ciò dovrebbe far ragionare i denigratori: un padre che non tollera le mani addosso alla propria creatura aiuta uno zio a disfarsi del corpo nudo di una sua cuginetta ancora più piccola della propria figlia?

Ciao, Vito
… qui si stagna, eh?

Un abbraccio, Mimosa

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissima Mimosa non posso che essere d'accordo con il tuo ragionamento,i giornali a riportare queste notizie ci godono,e sopratutto se i personaggi fanno già parte di una certa cronaca nera.Se hanno organizzato una spedizione punitiva è perché qualcuno ha esagerato su certe regole di comportamento verso una ragazzina,non è che uno organizza certe cose per puro piacere di passatempo,non scherziamo su certe cose.Sempre riguardo al nipote,quella specie di armadio a quattro ante,ritengo inverosimile che abbia aiutato suo zio per disfarsi del corpo di Sarah,ritengo più probabile che avrebbe buttato a lui nel pozzo,e non la piccola.Purtroppo qualcuno dimentica i rischi che si corrono nel commettere certe azioni,anni di galera,un infamia del genere sulle spalle,è una famiglia rovinata per sempre.Cara Mimosa se del caso Ragusa si piange,qui di certo non si ride,li aspettano il ritorno della povera Roberta da chissà quale luogo,qui aspettiamo i giudici con le belle motivazioni fatte di sogni,incubi,sequestro,vilipendio e lacrime di plastica,o di altro materiale riciclabile.Oltre 120 donne uccise da uomini senza scrupoli cara amica Mimosa,c'è ne fosse stato uno che si sia dichiarato colpevole,per fortuna che di tanti hanno trovato le prove tali da inchiodarli,brutti bastardi che non sono altro,uno che invece l'avevano trovato e che confessa il delitto non viene creduto è l'ho lasciano libero,pensa te che intelligenti che sono in quel di Taranto.Stamane sul giornale "GIALLO" ho letto la notizia di uno che chiedeva aiuto facendo credere che la fidanzata era stata rapita,invece l'aveva strangolata e gettata in un burrone,un altro bastardo che voleva depistare.Sul caso Ragusa potrei portare d'esempio me e mia moglie,sposati da 30 anni e nessun tradimento,però se tradissi mia moglie è verrei scoperto,ti posso assicurare che non sarebbe lei ad andarsene da casa, ma,butterebbe a me fuori di casa con tanto di calcio in c..o,senza se e senza ma,questo è poco ma sicuro.Trovo molto strano che la povera Roberta tradita da chi si fidava,all'una di notte con un freddo quasi glaciale sia scappata in pigiama! per andare dove? che fine ha fatto sta povera disgraziata vittima di un marito e di una che credeva amica? Ne una telefonata,ne una lettera,nulla di nulla,scomparsa nella nebbia di un gennaio in cui il freddo potevi tagliarlo con il bisturi,scappata in pigiama,strano che non abbia messo almeno un cappotto, avrebbe sentito meno freddo,visto che aveva anche le vene congelate dopo aver scoperto il tradimento del marito.Cara Mimosa credo che difficilmente l'ha rivedremo viva,anzi,penso che non l'ha rivedremo neanche morta,e cosi i cari amanti potranno godersi il loro amore,stronzi senza gloria,e stai tranquilla che non sbaglio.Per farti piacere ti riporto quelle belle frasi sulla buona notte,ciao carissima amica.
Buona notte a tutti…
Buona notte a chi è stanco della solita vita, ma non ha il coraggio di cambiarla.
Buona notte a chi è solo, ma vorrebbe degli amici.
Buona notte a chi ha donato un po’ d’amore durante il giorno.
Buona notte a chi ha ricevuto amore durante il giorno, ma non ha saputo apprezzarlo.
Buona notte a chi ha perduto il suo amore, ma vorrebbe ritrovarlo.
Buona notte a chi è in cerca della verità, perchè senza non riuscirebbe a dormire.
Buona notte a chi ha paura, ma lotta ogni giorno per superarla.
Buona notte a chi sogna perchè la realtà fa male.
Buona notte a chi ama perchè ha bisogno di farlo.
Buona notte a chi è amato perchè ha bisogno di esserlo. Buona notte a tutti cari amici.

Manlio Tummolo ha detto...

Cari Vignera, Mimosa ed Interlocutori vari,

a sentire taluno, prima che la famiglia Misseri, in blocco oppure a frazioni, compisse il suo atroce delitto, in Puglia tutto procedeva perfettamente come nel Paradiso Terrestre. Ma si sa, che il cattivo esempio è contagioso: di qui il caso ILVA, poi l'interruzione della "pax mafiosa", poi l'attacco alle stazioni dei carabinieri. E' chiaro dunque, per i sopraddetti, che: o tutto ciò avviene grazie ai pizzini dai Misseri fatti circolare, oppure perché sono serviti da cattivo esempio.

Dobbiamo crederci ?

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissimo Prof Tummolo non so più a che cosa credere,il dubbio c'è sempre e di certezze poche.La criminalità c'è sempre stata ovunque,e di certo non è aumentata dopo il delitto di Sarah,o ad opera dei Misseri o di qualcun altro.Delle motivazioni si son perse le tracce,se mai vi fossero state,hanno letto alcuni codici in aula poi per il resto non ha nessuna importanza per loro,tanto dopo questo delitto in Puglia tutto è tornato alla normalità,forse,ma non ne sarei cosi sicuro che di criminali in giro non c'è ne sono più.Buona giornata Prof.

magica ha detto...

buongiorno a tutti-
avete centrato il discorso sulla considerazione .. di quelli che vogliono ragionare con la logica,
a sentire e leggere i post sul caso scazzi ., in tutti i forum . si ha l'impressione che il caso scazzi sia l'unico caso di omicidio in puglia..
ce ne sono moltissimi di piu' efferati . eppure i giornalai si sono sbizarriti con notizie , in questo caso ne hanno postate molte di false rincarate di particolari ch vorrebbero fossero piccanti ,, invece il caso scazzi sebbene sia un caso tremnendo non è il piu' atroce .. successe che ci fu l'omicidio con occultmento da parte dell'omicida . daltronde doveva pur liberari del corpo.. no?
lo fanno tutti è l'istinto di protezione che abbiamo ognuno di noi nei momenti di pericolo . .

magica ha detto...

abbiamo fatto il callo oramai.
le misseri in gattabuia . e si sa che i riscontri di una loro colpevolezza non ci sono .
a certe persone fa fastidio se un giorno venissero liberate . perchè hanno gia' emesso con i loro puntigli la colpevolezza delle misseri .ma non per cattiveria .. cosi' tanto per stare nella mischia - .

mi ricordo le immagini di quello che interrogva sabrina .. un pietoso . personaggio .
che si arrovella nel potere trovare un appiglio interessante per potere far valere la sua sicurezza nel voler avere ragione a tutti i costi . con domande banali, degne di risposte pronte da chi difende . ma che tuttavia sono state come parole al vento .
è il loro modo di fare . di una certa corrente politica .
puoi dimostrare fin che vuoi la verita' . niente da fare... si continua con la propria tesi . in poche parole è come una dittatura .

Manlio Tummolo ha detto...

Già, cara Magica,
ma l'istinto di protezione, nel crimine, è efficace se corredato da pratica e da appoggi esterni. Non credo al crimino-bricoleur fortunato, che poi stranamente si pente solo per una faccenda religiosa, del resto non condivisa dalla vittima, educata semmai ad altra concezione cristiana, oppure del tutto indifferente, come sembrerebbe (se avesse voluto farsi battezzare secondo rito cattolico, zie e cugine l'avrebbero certamente aiutata presso la parrocchia locale, oppure si sarebbe fatta battezzare per immersione, secondo il rito dei Testimoni di Geova).
Di questi giorni è la storia del marito che confessa, a prescrizione avvenuta (secondo la stampa, ma non credo sia la motivazione vera della prescrizione), di aver assassinato la moglie, senza però saper far individuare il luogo di occultamento. Senza il corpo della vittima, giuridicamente parlando c'è solo scomparsa, ma non necessariamente morte e, meno ancora, omicidio della presunta vittima (questa, a mio parere, la vera motivazione dell'archiviazione).
Si può fare una dichiarazione di morte presunta solo dopo 10 anni, secondo gli artt. da 58 a 63 e da 66 a 73 del Codice Civile.

Manlio Tummolo ha detto...

Oggi, cercando sul sito dell'Unione Camere Penali, vi si trova l'articolo del presidente Valerio Spigarelli che non invìo in quanto sottoposto a non riproducibilità. Ora il presidente dei penalisti è molto convincente nella critica contro la custodia cautelare in carcere in generale, ma devo sottolineare però il solito aspetto schizofrenico degli avvocati in tale materia: quando difendono l'imputato, sono assolutamente contrari alla custodia cautelare e, soprattutto, al suo abuso (il caso Scazzi è esemplare per Sabrina e madre). Siamo pienamente d'accordo, con qualche condizione, perché vittime di un delitto e loro parenti hanno ben diritto di essere e sentirsi tutelati da eventuali nuove aggressioni. Ma, quando gli stessi avvocati difendono la parte civile, allora magari sono più "inquisitori" dei SS. Inquisitori ed esigono pene esemplarmente spietate. La Verità non è mai di parte: quindi né esagerare nel chiedere libertà in tutti i casi, come nel pretendere galere a tutto spiano. Occorre basarsi non tanto su una fantastica via di mezzo, quanto sulla natura del reato, l'eventuale recidività, la pericolosità provata del reo, le eventuali sue minacce. Cose queste per nulla presenti nel caso Scazzi.

Manlio Tummolo ha detto...

Dalla serie : "NON E' PIU' IL TEMPO IN CUI MICHE' OCCULTAVA"


CORRIERE DELLA SERA.IT CORRIEREDELMEZZOGIORNO.it
Bari / Cronaca


Trovato corpo di una donna in casa
È stata incappucciata e assassinata

OMICIDIO a torre a mare

Trovato corpo di una donna in casa
È stata incappucciata e assassinata

La scoperta in un complesso residenziale in periferia
Forse una rapina finita male. La vittima aveva 60 anni..."

Mimosa ha detto...

GIà, Manlio, ho fatto un balzo sulla sedia quando ho sentito al tg che il “reato d’omicidio è prescritto”, è stato precisato “dopo 21 anni” e ne sono passati 23! Io ho sempre saputo che l’unico reato che non cade mai in prescrizione è l’omicidio.
Ma, sta attento, ho trovato l’inghippo:

http://www.corriere.it/cronache/13_novembre_08/pescara-uccise-moglie-1990-reato-prescritto-de7fafac-484f-11e3-891b-7fc0b9dff093.shtml

“”Il gup del Tribunale di Pescara Gianluca Sarandrea ha deciso oggi di non doversi procedere a carico di Giulio Cesare Morrone, che nel 1990 avrebbe ucciso la moglie, Teresa Bottega, nel pescarese, al culmine di una delle tante liti che segnavano il loro rapporto. Le motivazioni della decisione sarebbero legate all’intervenuta prescrizione””.
Perché prescrizione automatica? È spiegato dieci righe più sotto:

“” Secondo i legali della difesa, il giudice non ha riconosciuto l’aggravante dei futili motivi, facendo scattare così un diverso calcolo della pena. La legge dispone che solo i reati che prevedono l’ergastolo sono imprescrittibili, ma senza l’aggravante l’ergastolo è sfumato, portando così alla prescrizione.””.

Morale /immorale della favola : L'omicidio non cade in prescrizione solo se la pena prevista è l'ergastolo … e perché sia previsto l’ergastolo ci vogliono le aggravanti.
Le aggravanti ovviamente sono studiate dal PM per chiedere l’ergastolo. Nel caso del tizio, , quindi era già scontato che l’imputato andava rimesso in libertà per “non luogo a procedere”. Interessante no?

I pm avevano chiesto infatti una condanna a 16 anni per omicidio volontario aggravato dal rapporto coniugale e dai futili motivi, ma gli avvocati della difesa sono riusciti a dimostrare che i motivi non erano futili.

E così, per uno di quei meccanismi matematici (calcolo della pena) l’omicidio non è più punibile. Niente aggravanti, niente ergastolo, reato prescritto.

come sempre due pesi e due misure, anzi, una gamma di pesi e una serie di misure a caso.

Manlio Tummolo ha detto...

Veramente la legge parla di 24 o più anni, con una prescrizione di 20, ma non specifica il reato. Infatti, vi potrebbero essere reati punibili con 30 anni di carcere o con l'ergastolo, senza che siano omicidi, ad esempio come fu per il tentato e non riuscito regicidio (il che in tempi di assolutismo, comportava comunque la morte per squartamento e rogo del tronco umano).

Ma nel caso specifico penso che la vera ragione sia che, non essendosi trovato il corpo della vittima, non si può dimostrare con la sola confessione che la vittima vi sia stata.

Poniamo, ad esempio, il genocidio che, sicuramente, è imprescrittibile in modo esplicito. Ma se uno confessa un genocidio, e non si trova traccia dei corpi o almeno di ceneri ed ossa (come ad es. nei campi di sterminio), il reato decadrebbe da sé, in quanto esistono anche i mitomani, che altrimenti dovrebbero essere condannati solo perché confessano qualcosa di non avvenuto. E lo stesso per falsi testimoni che sostengano di aver visto compiere stragi, ma senza saper individuare i resti, le fosse comuni, ecc.

Tra l'altro un reo confesso può ben rinunciare, se è sincero e pentito sul serio, alla prescrizione, che non è obbligatoria, bensì rinunciabile.

Personalmente poi, ritengo che la prescrizione, salvo per i rei defunti, sia un'idiozia, in quanto un reato non può cessare di essere tale solo perché è scattata la mezzanotte del secondo decennio. Men che meno, nel caso di un omicidio doloso, se si considera la vita - sempre giuridicamente - un diritto imprescrittibile ed irrinunciabile (sarebbe una patente contraddizione).

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissima Mimosa buona notte.Ti scrivo da questa parte perché vedo che dal'altra le acque sono un po agitate.Se uno porta certezze viene criticato,se porta dei dubbi peggio ancora,se poi le notizie sono riportate dai giornali non ci puoi fare affidamento,allora dimmi cara amica cosa uno dovrebbe scrivere?Qui il cadavere è stato ritrovato,tra lacrime,commozioni e pentimenti,un reo confesso c'era,è l'hanno liberato perché ritenuto inattendibile,però è stato ritenuto attendibile quando accusa la figlia,della moglie non ha mai detto nulla.Pur con tutto il corpo ritrovato,dubbi,incertezze,o certezze,praticamente non si è sicuri di nulla.Sul caso Ragusa come puoi ben constatare di certo c'è una cosa sola la sparizione,per il resto poco o nulla,un paio di testimoni a volte attendibili a volte no,un marito fedifrago,due figli che non sanno che fine ha fatto la loro mamma sparita in piena notte con un freddo da lupi e in pigiama.Faccio appello al tuo cuore di mamma,abbandoneresti tua figlia e senza più dare notizie se ti troveresti nella stessa situazione della Ragusa? io credo di no,al massimo non vuoi più vedere tuo marito,però a tua figlia faresti in modo di farle sapere che sei ancora viva è vegeta,e non che per un anno e mezzo non dai più notizie.Una cosa è lasciare a casa un gatto o qualsiasi animale,un'altra è abbandonare i figli,non credi? su come la pensi credo di non avere alcun dubbio,almeno per come ti conosco sul blog.Il famoso detto che una mamma saprebbe badare a 10 figli,e che 10 figli non saprebbero badare ad una mamma credo che non possa essere smentito.Buona notte cara amica.E un abbraccio all'amica Magica,a Giacomo,e al carissimo e inossidabile Prof Tummolo.PS,da un po che non abbiamo notizie di Chiara,non è che dobbiamo incominciare a preoccuparci della sua sparizione?

Mimosa ha detto...

Caro Manlio, non è una cosa così semplice, vedi qui:
http://www.diritto-penale.it/la-prescrizione-del-reato.htm

La disciplina della prescrizione è contenuta nell'art. 157 cp così come riscritto dalla L. n. 251 del 5 dicembre 2005 (c.d. legge ex Cirielli).
6 anni in caso di delitto;
L'art. 157 cp, all'ultimo comma, stabilisce l'imprescrittibilità del reato dell'ergastolo, anche laddove tale pena sia la conseguenza dell'applicazione di circostanze aggravanti. Il dies a quo del decorso della prescrizione del reato è diverso a seconda delal tipologia e della struttura del reato medesimo.


Mimosa ha detto...

Carissimo Vito,
ti sconvolgerò, però devo essere sincera, ho passato momenti/mesi/anni in cui mia figlia e mio marito si erano alleati contro di me, troppo severa, ti assicuro che una domenica li ho piantati per davvero e me ne sono andata in un altro appartamento, … tutto il pomeriggio fino all’ora di cena …
Più di una volta li ho minacciati “Me ne vado, e non cercatemi con CLV, tornerò SE avrò voglia di tornare” … e quante volte ho fantasticato la mia fuga … ma siccome sono un tipo razionale, non ho messo in pratica niente.
Certo che dopo un paio di giorni dall’evasione avrei avuto nostalgia della mia bimba, ma lei allora non era una adolescente e non avevo un altro figlio maschio più grande, e nemmeno una bambinaia/amica/collega/dipendente che si sarebbe presa cura di loro, marito incluso …

Sì, se fossi stata nella situazione di RR (come ce la immaginiamo) avrei piantato tutto e me ne sarei andata
…… ma non in una notte così gelida senza portarmi via niente!!!
Avrei ‘gelidamente’ pianificato l’allontanamento dimostrativo e vendicativo a tempo debito … e a tempo determinato, hai ragione (però questo è il mio carattere, una nella situazione di RR avrebbe potuto agire d’impulso e in maniera diversa), e forse – al limite – mi sarei portata via la gatta, almeno mi avrebbe fatto compagnia.

Se invece avessi scoperto un tradimento di mio marito (con quella tipa poi), avrei buttato lui fuori di casa e avrei fatto cambiare la serratura, suoceri o non suoceri di mezzo. E sai che putiferio!!

Risultato: secondo me la scomparsa di RR non è stata né volontaria né pianificata.

Però, ti assicuro, non so se il marito l’abbia uccisa, lo vorrei con tutto il cuore, perché venisse punito per la nefandezza di averla tradita sotto i suoi occhi, con la “complicità” involontaria /volontaria dei figli.
Nessuno mi toglie dalla testa che il padre facesse passare la madre per tormentata, nevrotica e visionaria, … solita immagine che i mariti infedeli dipingono per pulirsi la coscienza, anche se alla fine non ammazzano la moglie.

Hai scritto del detto «una mamma saprebbe badare a 10 figli,e 10 figli non saprebbero badare ad una mamma» come credo sia vero! non bisogna mai aspettarsi nulla da nessuno,neanche dalle tue stesse creature!

Giusto! Dove è finita Chiara?? Ne sento molto la mancanza, spero non stia male … Chiara, dacci notizie! Ci manchi di là!

Manlio Tummolo ha detto...

Cara Mimosa,

io amo la sintesi, soprattutto nel discorso vivo o nella discussione forumistica: le mie osservazioni sono tutt'altro che semplici, ma piuttosto articolate, anche se sinteticamente espresse. Ogni prescrizione ha comunque un termine massimo. E non è detto che, se il caso dovesse finire in cassazione (per ricorso dei parenti), sia concluso. Ovviamente se la donna non aveva, oltre il marito, nessun congiunto, parente o affine, la cosa sarà prescritta, ma il "pentimento" del marito in realtà non sussisterebbe. Ripeto: la prescrizione è rinunciabile, e solo i furbacchioni, ben consigliati da astuti avvocati, ne fanno uso.

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissima Mimosa buona notte.E sempre un piacere dialogare con te,e hai tutta la mia comprensione per quei tristi momenti che hai vissuto,però vedo che grazie alla tua tenacia di donna e sopratutto di mamma hai saputo superare.C'è una frase che mi ha colpito nel tuo commento ed è questa"Certo che dopo un paio di giorni dall’evasione avrei avuto nostalgia della mia bimba",bellissima frase cara Mimosa,parli di evasione,non di fuga senza ritorno,questo perché? semplice,perché volevi solamente dare una lezione a tuo marito e a tua figlia,però,il tuo grande cuore di mamma dopo pochi giorni non avrebbe potuto fare a meno di rivedere tua figlia,di abbracciarla,di rivedere il suo viso,il suo odore,le espressioni del suo volto,perché sai che quella creatura l'hai messa al mondo tu,la tua bimba.Oltre ad essere una grande donna sei anche una grande mamma,e credimi che lo sanno sia tuo marito,ma anche la tua bimba,e su questo non ho dubbi.Ti abbraccio dolce mamma,e perché no,anche nottambula.Domani quando ti sveglierai sappi che:" Il buon giorno è quello in cui ti svegli e puoi vedere le persone a te più care". Buona notte.

Manlio Tummolo ha detto...

PER CHI SI CHIEDEVA SE UN MAGISTRATO SIA DENUNCIABILE
da "La Gazzetta del Mezzogiorno". Cfr. pure "Il Nuovo Quotidiano di Puglia".

Mercoledì, 13 Novembre 2013 20:59

Escort, chiesto processo
per ex procuratore di Bari
Abbreviato per pm Scelsi
LECCE – Dopo un’ora e mezza di requisitoria il Procuratore di Lecce Cataldo Motta ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex procuratore di Bari Antonio Laudati e per gli altri sei indagati nell’inchiesta sulla gestione del caso escort. L’altro imputato, Giuseppe Scelsi, ex sostituto e ora alla procura generale di Bari, sarà giudicato con rito abbreviato. Laudati è accusato di abuso d’ufficio e favoreggiamento personale aggravato nell’inchiesta-escort...; Scelsi è accusato di abuso d’ufficio per un’altra vicenda e i sei giornalisti di diffamazione nei confronti di Laudati...
.

Nessun cittadino può trascurare la legge.

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissimo Prof Tummolo ben detto,ogni tanto la mannaia colpisce il carnefice,in questo caso siamo in Puglia,chissà che prima o poi non colpisca qualcuno di nostra conoscenza,Taranto non è poi cosi lontana,lo stesso dicasi per Avetrana,da quel che mi risulta Il Petarra e la signora Pisanò abitano sempre la,e come dice lei,nessun cittadino può trascurare la legge,e mi creda che quando arriverà il loro turno tutti rideranno tranne loro due,e magari qualcun altro,basta solo aspettare.Buona serata Prof

Manlio Tummolo ha detto...

Certo, carissimo signor Vignera, ma come stiamo facendo, senza aspettare che passino i loro cadaveri lungo il fiume, come dice il proverbio cinese. Cerchiamo di indicare, ogni volta che ci è possibile, in sede pubblica, grazie anche ad un blog gestito ottimamente ed in modo critico-scientifico da Massimo Prati, le storture della prassi investigativa e giudiziaria.

Affettuosi Auguri per il superamento dei problemi di salute di Sua moglie, e per Lei e figli.

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissimo Prof Tummolo buon giorno.Grazie ai suoi suggerimenti e consigli credo che abbiamo analizzato tutto,sia i fatti avvenuti riguardo al delitto,e sia il comportamento tenuto da certi signori togati a danno dell'immagine di una giustizia onesta ed efficiente con tutti i cittadini.Purtroppo si è visto che c'è stato chi ha difeso certe storture,nessuno che ha mosso un dito contro,nessuno che abbia indagato sul perché di certi metodi ed abusi d'ufficio,e come lei sta constatando sono quasi sette mesi che si aspettano le motivazioni,intanto la gente marcisce in galera è aspetta,tanto a loro non importa nulla.Grazie infinite per gli auguri Prof, in questi giorni ennesimo elettrocardiogramma,di nuovo le analisi,ed ennesima T.A.C con tanto di contrasto,e non le dico come si è sentita male stanotte,dolori da tutte le parti,e brividi di freddo indescrivibili,questa situazione non migliora per niente,speriamo in un miracolo se ancora avvengono,che il buon Dio ci aiuti.Un caro ed affettuoso saluto Prof,e grazie come sempre per il suo pensiero.

Manlio Tummolo ha detto...

Carissimo Signor Vignera,

mi dispiace molto per quanto scrive sulla visita e sui controlli medici. Quelle sono malattie maledette, molto subdole, ma deve essere visto come un buon segno se non ci sono aggravamenti, se c'è un rallentamento nella malattia. Mai abbattersi, sarebbe la cosa peggiore. Quanto al dolore fisico, sappiamo è una cosa atroce, la sofferenza soprattutto se continua o elevata è qualcosa di inaccettabile, e nondimeno si subisce. Di fronte al dolore fisico c'è molto poco da dire, le parole sicuramente non bastano ad alleviarlo. Si spera che cure nuove e più efficaci riescano a bloccare il male prima, cancellarlo poi.

Per il male psichico, per quello morale, politico e sociale, necessita invece un risveglio civile in tutti noi. Già appunto dobbiamo lottare con le intrinseche insufficienze della natura, per dover sopportare anche le infamie che gli uomini si procurano fra loro. Ognuno, nel proprio piccolo, in questo campo è chiamato "alle armi".

Mimosa ha detto...

Dolcissimo Vito, tanti vanno a Lourdes o a Medjugorie attendendo un miracolo di guarigione, e spesso è accaduto che i miracolati sono stati coloro che sono andati colà solo per chiedere la grazia di aver la forza di sopportare la condizione del proprio male. Molti ne hanno ricavato beneficio. Io fermamente credo che il dolore e la malattia non ci vengono “rifilati” dall’Alto ma fanno parte della nostra natura materiale, dall’involucro fisico che ci portiamo addosso, e credo anche si possano superare i peggiori mali facendo della propria condizione una continua offerta di sacrificio, con la ferma volontà di non abbattersi bensì di spiritualmente elevarci.
Ora mi è venuta in mente Carla che non leggiamo da tanto tempo. Come starà?

Nello stesso tempo, penso all’afflizione di tutti coloro che sono reclusi sapendosi innocenti del reato per il quale è stata emessa una sentenza, specie se pesante, di anni e anni, da trascorrere in orrendo degrado.
Cadere vittime di un ’ingiustizia provoca uno stato di malessere che è simile ad una malattia, dalla quale non si ha speranza di guarire … si può dare la colpa all’incapacità degli avvocati difensori, alla cecità dei giudicanti o alla malvagità degli accusatori, … cristianamente si potrebbe dire che anche questa è un “prova” a cui l’essere umano è sottoposto per meritarsi il Regno dei Cieli (“Beati i perseguitati di giustizia”), tuttavia è spontanea la domanda “Perché?”.
Chissà cosa predicano i cappellani delle carceri? Sanno dare conforto e speranza a queste persone?
Povere Sabrina e Cosima, e poveri tanti e tanti, incluso Salvatore Parolisi, oltre 20 mila persone! Persone non numeri!

Ciao, carissimo, avvolgo nel mio abbraccio te, la tua cara moglie e la famiglia intera.

Mimosa

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissima Mimosa ringrazio te e il carissimo Prof Tummolo per le belle parole di affetto e di speranza che mi fate,e credetemi ne ho tanto bisogno io e ancor di più la mia cara moglie.Purtroppo la situazione non è delle migliori,ma la speranza non deve morire.Siamo nelle mani dei medici e del buon Dio,e le vostre belle parole sono di conforto,grazie di cuore. Cara Mimosa con Carla ci siamo sentiti pochi giorni fa per telefono,momenti che sta bene e altri che sta un po male,anche lei ha i suoi problemi,appena ci sentiamo riferirò dei tuoi saluti e che l'hai pensata,anche con Magica ci sentiamo via mail,e debbo dirti che è nata una bella amicizia,stessa cosa con te ed altri amici,se vuoi la mia e mail non devi fare altro che chiedere a Massimo,che ha tutto,telefono, foto e mail.Hai accennato ai detenuti,che brutta piaga per un paese democratico che dovrebbe rispettare tutti,detenuti e non,invece vedi che situazione c'è nelle carceri italiane,roba da terzo mondo,un sovraffollamento pazzesco,e tanti in attesa di giudizio.Gente condannata ingiustamente e che non sa il motivo,ti rendi conto che sono passati oltre sei mesi dalla sentenza Misseri, e ancora non escono le motivazioni i signori giudici,tanto cosa importa se c'è gente che fa anni di galera da innocente,nessuno che interviene,nulla,silenzio assoluto,che bei organi di giustizia che abbiamo.Un abbraccio affettuoso carissima amica,e ti auguro una serena buona notte.

Manlio Tummolo ha detto...

Ho inviato, qualche giorno fa, un messaggio all'Unione Camere Penali, relativamente alla denuncia che aveva fatto contro i magistrati di Taranto, per sapere che fine avesse fatto. Ha solo risposto il Silenzio più Assoluto.

Avevo approfittato del caso Cancellieri e delle sue telefonate per la povera signora Ligresti, che non poteva fare più di una doccia al giorno. Quando ho svolto il mio bravo servizio militare (anni 1968 / 69) tra Casale e Trento, potevamo farci la doccia solo una volta alla settimana, anche d'estate. Spesso anzi, a Casale Monferrato, nell'antica caserma settecentesca della celebre Brigata, mancava pure l'acqua e occorreva lavarsi nelle vasche esterne, un tempo destinate ai cavalli. Per il resto, dovevamo lavarci ai grandi lavabi del bagno, piedi ed altro compresi. Chissà se il ministro Cancellieri lo sa... Forse telefonerebbe immediatamente, anche se in ritardo.

Chiara ha detto...

Ciao amici, avete avuto un pensiero per me e vi ringrazio salutandovi, tutti, con un grande abbraccio.

I discorsi che state facendo sono non solo delicati e importantissimi, ma li trattate con una profondità, una serietà, una onestà e una intelligenza impareggiabili.
Mi gusto quindi il piacere della lettura e faccio tesoro di molte 'perle' che seminate nei vostri percorsi.

Mimosa, con il tuo aneddoto familiare mi hai dato una sferzata: io fui quella figlia e ancora mi pento per la sofferenza che diedi a mia madre con la mia irriconoscenza ed ora che la madre sono io tremo allo scandire degli anni che mi avvicina a quel momento; temo che siano fasi più o meno "assicurate" per tutte le famiglie, bisogna sperare di avere tutti, come le hai avute tu, le spalle larghe per passare oltre...e un pied-a-terre per staccare un po'! ;-)

Vito, non ho parole adeguate ma il mio cuore è con te: una preghiera e un bacio più affettuoso, di più non posso fare per coloro che stanno male e per chi amandoli soffre con loro; è poco ma sappi che non manca mai, anche quando "latito".
Anche per Carla, fosse questo il caso; dacci buone notizie, Carla.

Di nuovo un abbraccio a tutti e buon proseguimento; è sempre un piacere leggervi, signori. Tutti.

Mimosa ha detto...

Grazie Chiara per essere riapparsa e per le belle parole, un abbraccio e buon proseguimento anche a te, e su' con il morale!
Mimosa

Vito Vignera da Catania ha detto...

Cari amici buon pomeriggio a tutti.Carissima Chiara bentornata tra noi comuni mortali,sai dopo tutte queste donne che scompaiono nel nulla già eravamo un po preoccupati,anche perché non sapevamo ne l'ora e ne il giorno in cui eri sparita,quindi pochi indizi.Ok,a parte gli scherzi l'importante è che sei ritornata.Grazie per le belle parole che esprimi cara amica e speriamo di continuare con dialoghi di reciproca stima verso tutti.Aspettando le fatidiche motivazioni si cerca di dialogare su temi socialmente utili,altrimenti che amici siamo,tutti nella vita hanno avuto dei problemi,magari continuano ad averli,ma l'importante è non abbattersi è saperli affrontare.Un caloroso abbraccio a te e alla dolce Mimosa,all'esimio Prof Tummolo e tutti gli amici.

Manlio Tummolo ha detto...

Dal Nuovo Quotidiano di Puglia ed. on-line:

Sabato 16 Novembre - agg.18:15

Sfoglia il nuovo giornale digitale
Quotidiano di Puglia logo
Processo Scazzi, parla Coppi
«La condanna di Sabrina
è l'angoscia della mia vita»
TARANTO - «Il processo Scazzi, che in realtà è il processo a Sabrina Misseri, è l'angoscia della mia vita, mi è costato un dolore infinito». Lo ha dichiarato l'avvocato Franco Coppi, difensore della 23enne di Avetrana condannata all'ergastolo dalla Corte d'Assise di Taranto insieme con la madre Cosima Serrano per l'omicidio della cugina 15enne Sarah Scazzi..."
.


Provi l'illustre avvocato a chiedersi se la strategia da lui adottata sia funzionale allo scopo. Da molto prima della conclusione del primo grado, io sostengo di no. Se la sua frase è completa, pare rendersi conto che l'unica processata sia in realtà Sabrina Misseri, e gli altri servano solo da contorno, madre compresa, che pure si è "conquistata" anch'essa il massimo grado di pena.

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissimo Prof Tummolo buona notte.Io ritengo il Prof. Avv. Franco Coppi uno dei migliori Avvocati in Italia,le leggi li conosce molto bene,magari qualcosa avrà sbagliato,nessuno è perfetto,un dato però è certo,che questo processo al di la dell'epilogo finale,è stato un processo basato su falsità,menzogne,sogni inesistenti,chiacchiere di paese,testimoni che hanno reso innumerevoli dichiarazioni,ritrattazioni e innumerevoli versioni dei fatti.Troppi per i miei gusti i personaggi ed interpreti per un processo,e che a un certo punto si è trasformato in una sceneggiata masmediatica.Purtroppo come Lei sa in Assise si ascolta di tutto e si vede di tutto,forse anche troppo a pensarci bene,anche i volti dei testimoni venivano analizzati,un movimento delle labbra,certe espressioni,se piange o se ride,le lacrime di plastica,di tutto insomma si è visto in aula,anche certi commenti non proprio neutrali verso le imputate non sono mancati.Lei stesso ci teneva a dire che tutto era già deciso da tempo immemore,e pur con certe ramanzine della Cassazione si è andati avanti lo stesso.Non credo che sia tutta colpa degli Avvocati,altri hanno sulla coscienza colpe ben più gravi,quelle di aver condannato persone del tutto estranee al delitto,nessuna prova contro è emersa dalle indagini,indizi ridicoli e chiacchiere da cortile,ma di prova certa di colpevolezza nulla,il niente più assoluto.Basti pensare ad un sogno trasformato in realtà,il che la dice lunga sul comportamento dei giudici e dei SS Inquisitori.Speriamo che in Appello ci sia gente più seria,se mo altro per far vedere che qualcosa ancora funziona.Buona notte.

marcello de simone ha detto...

Buon giorno e buona domenica a tutti. Il Prof. Avv. Coppi è il massimo che Sabrina poteva avere e alla faccia di chi pensa "caspita, chissà quanto gli costerà adesso", ebbene, l' immenso Professore ha dato un bello schiaffo morale a tutti, nell' accettare di difenderla solo per amore di giustizia, solo, per amore, di, giustizia, che ci si creda a o no.
Poi se quella notizia che ho saputo è vera, l' Appello sarà una passeggiata, oppure nel caso andasse maluccio, sarà l' ancora di salvataggio in Cassazione.

Un cordiale saluto a Massimo Prati.

Vito Vignera da Catania ha detto...

Cari amici buona Domenica a tutti.Caro Marcello purtroppo in tanti non hanno digerito questa difesa senza pretendere nulla e per amore di giustizia,per il semplice motivo che in tanti sono attaccati al vile denaro,e chiederebbero i soldi anche ad una vecchietta per farle attraversare le strisce pedonali,miserabili che non sono altro.Ha messo in gioco 50 anni della sua carriera per questa causa,purtroppo non sono bastati,e come si è visto l'ingiustizia va avanti.

marcello de simone ha detto...

Ciao caro Vito, ciò che dici è vero, che ha messo in gioco 50’ anni o quanti sono della sua carriera, ma il fatto che alla sentenza di 1 grado non era presente… la dice lunga, capiscimi. Lui e tutti gli altri puntano molto all’ Appello e ancora di più alla Cassazione, e se, mi ripeto, quella notizia è vera, non vorrei ritrovarmi nei panni di Concetta & c. quando si leggerà il secondo dispositivo e poi (eventualmente) quello di roma.
Dopo tante chiacchiere finalmente la realtà.

magica ha detto...

buongiorno a tutti.
marcello scrive che l'avv coppi non era presente alla lettura della sentenza di primo grado .
coppi laveva messo in conto che sarebbe andata cosi' , vedendo le le giudici e in piu' la frase che si fecero sfuggire e intercettata . ormai era lampante il risultato . per cui non presenzio' ..
si seppe tramite interventi sul blog che le giudici erano in amicizia con gli accusatori .
sarebbe stato come un fulmine a cel sereno che la sentenza fosse stata di assoluzione . sopratutto per concetta e compagnia bella .
anche cosima aveva avuto una dritta dai suoi difensori , tanto che dopo avuta la sentenza disse alla figlia sabrian che piangeva piangere ... :beh ce l'aspettavamo perchè piangi?
magari quella frase è stata una ennesima prova di colpevolezza? da parte del popolo molto gentile . che vuole la giustizia . ma la giustizia forcaiola ?.
( il branco..) , esiste anche nell'umanita' -non solo nelle foreste ,
- basta leggere qualche notizia sui blog . se incomincia uno a dileggiare si uniscono tutti con le peggiori offese . appunto come un branco di lupi affamati che si scagliano sulle prede per divorarle ..

marcello de simone ha detto...

Magica, il fatto che Cosima ha dato coraggio alla figlia dopo la lettura del dispositivo, non è minimamente nessuna prova di nessuna colpevolezza, anzi se ce una prova, SE CE... non è scluso che possa uscire in Appello, e nel caso succeda, potrebbe lasciare questo "popolo molto gentile . che vuole la giustizia" a bocca aperta.
Non so se ho reso d' idea, ma è uguale.

Vito Vignera da Catania ha detto...

Salve cari amici Magica e Marcello.Il Prof Coppi se non ha presenziato alla sentenza avrà avuto dei motivi molto validi,altrimenti sarebbe stato presente in aula.I video delle udienze li avete visti e sentiti,la sua angoscia deriva dal fatto di non capacitarsi sul perché certi testimoni pur mentendo avevano il benestare della corte,e questo è inconcepibile che accada in un processo.Angosciato perché pur sapendo di aver difeso la sua assistita con ogni mezzo,ha capito che nulla poteva contro chi aveva già in testa i nomi dei colpevoli e da condannare.Quando l'ha capito si è arreso,tutto era stato già deciso.

Chiara ha detto...

Vito:
aggiungi pure ESTEREFATTO dal modo di condurre il contraddittorio e l'esame dei testi da parte dei pubblici ministeri; si sarà detto, se questo è "l'anda" del tribunale di taranto, tanto vale stare a roma e attendere dei magistrati che conoscano meglio il proprio mestiere e che non pieghino alla malafede la propria professionalità.
pur condividendo in parte le critiche rivoltegli, francamente con la gente che si è trovato di fianco (sul banco dell'accusa) e di fronte (sullo scranno sul banco dei testi) si è trattenuto fin troppo in quell'aula....sai quante volte un altro avrebbe abbandonato l'aula dicendo che sarebbe tornato solo quando avessero tolto il tendone del circo e deciso di comportarsi seriamente?
altro che semplice ricusazione del collegio: un esposto a udienza ci voleva per i procuratori...

marcello de simone ha detto...

Bravo vito, a me dei testimoni (se così si possono chiamare) mi hanno lasciato disgusto, concedetemi il termine, la pisanò (che tra le tante invenzioni ha messo in mezzo pure la nutella), petarra, che oltre tutto ha avuto pure la faccia tosta di voler far credere che dell’ arresto di Cosima non sapesse niente, massari che sembrava aver fatto scuola da fantozzi (secondo me non si rendeva conto manco de ndo se trovava) ecc. ecc. La difesa del Prof. Coppi è stata eccellente, un’ arringa che meglio di così non poteva, mettendo in luce anche e soprattutto il bravo La Stella, uno dei pochi testi seri, insieme ad Andrea, Liala, Valentina, Emma e via tutti i pochi altri.
Per l' appello sono molto fiducioso.

Manlio Tummolo ha detto...

Carissimo Vito Vignera,

io non escludo affatto che sia bravo, anzi bravissimo. Infallibile comunque non è. Proprio a causa di coloro che stavano lì, occorreva studiare una tattica e una strategia, che dessero filo da torcere, e non aiutare la parte avversa. Il che, sul piano dei fatti (non delle procedure e delle forme di legge, che è cosa diversa), non è avvenuto. Anzi, con l'insistenza sulla colpevolezza del Misseri, sugli orari, sulla pretesa azione, ancorché non un filo di prova concreta e verificabile, fosse esistito in quella casa, non una testimonianza, non altro, l'avvocato della difesa doveva negare che qualunque delitto fosse avvenuto in quella casa a quell'ora. Gli avversari non avevano prove per dire il contrario, gli avversari sarebbero stati messi a tacere, costretti all'angolo, fondandosi solo su dichiarazioni estorte, su pettegolezzi e su sogni abusivamente tradotti in realtà. Ma se si continua a dire: Michele Misseri ha ucciso la nipote in quella lcasa, a quell'ora, con quelle modalità, nemmeno S. Gennaro di Napoli o San Francesco d'Assisi, o qualsivoglia altro Santo, avrebbe creduto che le due donne, pur in attesa di Sarah, non si siano accorte di nulla, non abbiano sentito nulla, non abbiano visto nulla. Rendiamocene conto, alla buon'ora, almeno dopo tutta la pregressa esperienza.

Ci teniamo ad una piena assoluzione oppure no? Ci basta che passino per il buco della serratura, come si usa dire per gli esami di scuola ? ebbene, carissimo Vito Vignera: IN QUELLA CASA, A QUELL'ORA, CON QUELLE MODALITA', NON E' AVVENUTO NESSUNO OMICIDIO . Un avvocato difensore dell'imputato non ha obblighi nell'indicare i colpevoli, veri o presunti che siano. Un avvocato difensore, che ottiene un ergastolo (ovvero, il massimo), ha sbagliato pressoché tutto. Lascio in sospeso tutto il resto, più volte ribadito in tutte le salse, ma almeno si spostino orario e luogo del preteso delitto ad opera del preteso omicida Michele Misseri.

marcello de simone ha detto...

signor Manlio Tummolo, a lei tutto il mio rispetto ma mi permetta di dissentire quanto lei dice "Un avvocato difensore, che ottiene un ergastolo (ovvero, il massimo), ha sbagliato pressoché tutto", spero che abbia ascoltato bene la sua arringa, perchè credo che sia stata a dir poco perfetta.
Io così la vedo, mi scusi.

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissimo Prof Tummolo buona sera.La sua analisi non lascia adito a dubbi,ed effettivamente se si cerca di far assolvere le due imputate il metodo da adottare dovrebbe essere quello che lei consiglia,mettendo da parte il caro zio Michele con le sue innumerevoli versioni.Come dice Lei,alla difesa non dovrebbe interessare chi è il presunto colpevole,non è compito loro cercarlo o individuarlo,il loro compito è di far capire ai giudici che:dati alla mano non c'è un solo testimone che abbia visto Sarah arrivare in quella casa,nessuno che l'abbia vista uscire ne viva e ne morta,e tanto meno che abbia assistito al delitto.Questa attenta è minuziosa analisi dei fatti credo che abbia delle buone basi su cui poter costruire un buon contraddittorio in Appello.L'importante è, che i giudici della corte d'Appello non credano ai sogni o agli incubi di certi testimoni.Buona serata a tutti

Manlio Tummolo ha detto...

Caro De Simone,

non siamo ai tempi di Cicerone, quando occorrevano e bastavano bei discorsi per convincere o dimostrare qualcosa. Oggi occorre assai di più. Tralascio poi sul concetto di "perfetta" applicato ad un'arringa, che non deve essere opera d'estetica, ma di stritolante critica, fondata sui fatti disponibili e conosciuti.

Certo, il pre-giudizio è imperato in quel processo fin dalla sua origine, ma mi pare che nulla di sostanziale abbiano opposto nel merito gli avvocati difensori degli imputati(specie delle due principali, vere martiri della condanna pre-confezionata) per dimostrare appunto che di loschi pregiudizi si trattava, di condanne pre-confezionate, di processi alle streghe fondati su versioni moderniste di Biancaneve senza i sette nani (o forse, sì, il parentado).

Mi aspetto, cari De Simone e Vignera, proprio dalle motivazioni del ricorso contro la sentenza, di vedere non pentimenti piagnucolosi, non promesse di gratuito patrocinio (del resto previsto per legge per chi non abbia un reddito sufficiente, e sicuramente è il caso di Sabrina), ma la ferma, assoluta,
volontà di polverizzare l'avversario e le sue tesi, in modo da non cedere nemmeno un milionesimo di pollice a favore di tali tesi. Se poi condanneranno ugualmente in appello, almeno si potrà affermare senza alcun dubbio che hanno condannato in pre-confezione.

L'obiettivo non deve essere quello di dire che Michele Misseri fu molto cattivo, ma di sostenere che in quella casa, a quell'ora, nulla avvenne di delittuoso. Spetterà poi all'avvocato dello stesso cercare di spiegare adeguatamente la confessione con momenti di confusione cerebrale e lo stesso occultamento come un'operazione svolta da altri.

magica ha detto...

rispondo a marcello delle 13:15.
marcello il mio era stato una osservazione sarcastica.
non ho mai pensato che la frase di cosima rivolta a sabrina fosse una dimostrazione di colpevolezza .
la frase era indirizzata a chi vuole colpevolizzare e vede ambiguita' in tutte le frasi '

magica ha detto...

signor tummolo sarah non è stata uccisa in casa .
lo dicono gli inquirenti ma misseri ha sempre sostenuto in garage . se lo dice lui perchè dobbiamo credere agli inquirenti? troppo facile vincere facile , ma guarda un po' . per aver ragione stravolgono tutto . .
naturalmente in casa le donne avrebbero sentito .-
misseri nell'ora dell'arrvo di sarh era in garage . :locale distanziato dalla casa .
.
.

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissima Chiara hai detto bene,il buon Avvocato Coppi ad un certo punto non sapeva più a quale santo rivolgersi visto il clima surreale che c'era in aula,ma ci rendiamo conto che elementi come il Petarra e la signora Pisanò si son presi gioco di una Corte d'Assise con le loro strampalate dichiarazioni.Uno che dice l'ora era quella, però non ho guardato l'orologio,e l'altra pettegola di turno con i suoi ammiccamenti o sorrisini sarcastici, ha portato in aula la tristezza di Sarah delle ore 9.00,quando tutti gli altri l'hanno vista tranquilla poche ore dopo.E no cara,costi quel che costi su quelle dichiarazioni i banchi avrei fatto saltare in aula,e che scherziamo,anche un deficiente avrebbe capito a cosa miravano quei due elementi,e di certo non a discolpare Sabrina e la mamma.Certamente che dovevano abbandonare l'aula,sarebbe stato uno schiaffo morale dagli effetti devastanti.Ti auguro una felice serata.

magica ha detto...

ciao vito
infatti i difensori delle misseri sono stati poco cattivi .,
forse era talmente lampante per loro che le accuse erano infondate da non scaldarsi piu' di cosi'.
invece la cattiveria l'hanno usata chi accusava , un clima allucinante , da lasciar interdetti e inermi le persone.
quei due avevano una espressione vomitevole , pure le altre: due tipacce . mah

Vito Vignera da Catania ha detto...

Cara Magica dire poco cattivi è poca cosa,io direi fin troppo buoni sono stati,con l'aria che tirava dovevano fin da subito far capire con chi avevano a che fare,i tavoli dovevano tremare per imporre le loro ragioni,quelli si sentono intoccabili perché sanno che non c'è nessuno che interviene per far rispettare certe procedure.Gli abusi perpetrati a danno degli imputati sono stati inammissibili e a dir poco sconcertanti.Si è visto chiaramente che i testimoni a favore dell'accusa erano ben protetti,e quelli della difesa quasi ridicolizzati e minacciati.Procura e giudici,un bel corporativismo di "amici",i classici compagni di merende.Ciao cara Magica e buona serata.PS domani ci sentiamo via e mail ok.

Manlio Tummolo ha detto...

Ne abbiamo più volte discusso, cara Magica, sull'udibilità o meno tra casa e garage. Non è solo il momento presunto del presunto assassinio. E' che non è facile occultare un cadavere, tanto meno di persona attesa in casa, senza chw nessuno noti alcunché di strano. Mantenendo la versione dell'omicidio avvenuto, sia pure in garage, ma nell'ambito o pertinenza della casa, è difficile se non impossibile convincere giurati e giudici, che nessuna delle due si è accorta di nulla.

Dato anche per buona la versione che l'assassinio avvenne nel silenzio totale, non può essere data anche per buono un occultamento senza complici o senza consenzienti. La parte più difficile di un delitto è proprio l'occultamento, specie per chi non ne abbia mai fatto esperienza.

Mentre l'assenza totale di ogni prova della presenza e della morte di Sarah in quel luogo, è qualcosa di oggettivo e su quello bisognava puntare, non certo su dichiarazioni estorte con trucchetti polizieschi, come il confondere l'indicazione della posizione del pozzo con l'indicazione del terribile contenuto del pozzo.

Il punto cruciale della difesa è l'assenza di ogni coordinazione tra gli avvocati e l'obiettivo puramente formale, non sostanziale, dell'assoluzione. Se un ergastolo era il massimo ottenibile da una difesa "perfetta", che cosa avrebbe raggiunto un leguleio scassato: la pena del rogo e dello squartamento, non prevista dall'attuale legislazione penale italiana ?

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissimo Prof Tummolo abbiamo capito che l'ipotesi Misseri assassino è occultatore solitario non reggerebbe più di tanto,quindi cambiare strategia è la cosa migliore da fare,e come da lei suggerito nulla deve importare alla difesa sulla colpevolezza del caro zietto,a lui penseranno i giudici a valutare la sua posizione.Le nostre ipotesi sul delitto avvenuto in garage e in totale silenzio possono essere anche giuste,il difficile è convincere i giudici che è il solo zio Michele assassino e occultatore.E visto come è finito il primo tempo,meglio cambiare tattica nel secondo o terzo tempo,su questo mi sono convinto,uno schiaffo ci può stare,due sono troppi per i miei gusti,quindi meglio prevenire che curare.Un cordiale saluto Prof,e grazie per i suoi sempre graditi interventi.

marcello de simone ha detto...

Va bene signor Tummolo, aspettate le motivazioni leggete e poi aspettiamo l' Appello per il quale mantengo alta la fiducia della giustia assoluzione.

Un saluto a tutti.

Anonimo ha detto...

Da Bigi

Ho letto e riletto le vostre considerazioni sul caso specifico e vorrei sapere da voi, che siete più ferrati di me in questa materia se, ci sono gli estremi con il fuori onda dei giudici di poter annullare non solo la sentenza di prima grado ma anche chiedere la revisionare del processo perchè viziato in origine dal cosidetto pre-concetto costituitosi a monte del medesimo.
Faccio riferimento alla richiesta della difesa di spostare la sede del dibattimento in quanto il territorio era stato troppo bombardato e condizionato dai media per molto tempo;a questa richiesta fu risposto di no, motivando il tutto nella serena convinzione che chiunque avesse presieduto il processo sarebbe rimasto imparziale e ligio alle leggi vigenti. Ma così non è stato: vi ricordate la domanda fatta dal giudice a Coppi quando doveva essere sentita Sabrina?il giudice fece intendere che non gli avrebbe dato tempo per prepararla se Lei non avesse poi risposto alle domande dei vari avvocati in aula o per meglio dire non perdiamo altro tempo se la sua assistita non si sottopone ALL'INTERROGATORIO (che poi è stato una valanga di domande anche offensive in alcuni casi ma che il giudice a permesso senza riprendere mai l'accusa che addirittura in alcuni momenti veramente a rasentato la maniacalità, dico questo pensando ai minuti di Sabrina in bagno alle prese con la sua stitichezza o al rapporto intimo con Ivano)tutto questo per sapere da voi se sono stati lesi i diritti di Sabrina come cittadina italiana. Tornando al discorso iniziale credo che ci siano gli estremi, in quanto, il video fuori onda ha dimostrato realmente la non serena disposizione d'animo dei togati non solo dalle parole usate ma anche dal tono utilizzato e, se a questo aggiungiamo il mandare a casa uno dei giudici popolari poco prima della fine del processo proprio perchè parlava con altri del caso in pubblico non può che rafforzare la suddetta richiesta. Credo che si possa provare con una richiesta in Cassazione per una revisione del processo che vede testimoni a favore dell'accusa imputati di falsa testimonianza e con esso la presunzione di affermare che un sogno reso reale da una testimone è alla base della richiesta di un processo per falso per un altro testimone, cioè il fioraio, soprattutto ora che la Cassazione è entrata nel merito in altri processi che hanno avuto il medesimo interesse in Italia, quindi si può sperare realmente di avere un pò di verita soprattutto per la piccola Sarah.

Un saluto a tutti voi, a presto.

marcello de simone ha detto...

Ciao anonimo, tutto quanto dici va bene, ma se in Appello saranno portati NUOVI ELEMENTI O ANCHE UNO SOLO dalla difesa (e voglio essere fiducioso), il 2 grado sarà una passeggiata e niente servirà.

Saluti.

magica ha detto...

ciao marcellp
speriamo che sia come scrivi te -

Giacomo ha detto...

Bigi
Non credo che ci sarà bisogno della revisione. La revisione viene chiesta come "extrema ratio" (ossia come l'ultima possibilità), quando già la Cassazione abbia respinto un ricorso contro un'eventuale sentenza di colpevolezza pronunciata dalla corte d'appello. Nel nostro caso la corte d'appello ancora non si è pronunciata, né tantomeno lo ha fatto la Cassazione.
Quindi in teoria la corte d'appello potrebbe assolvere e la cassazione rigettare il ricorso che quasi sicuramente la procura proporrà contro la sentenza d'assoluzione. Ma in tal caso le imputate verrebbero immediatamente scarcerate, come nel caso di Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Nel caso che l'appello condannasse, sarà la difesa a proporre ricorso in Cassazione contro l'eventuale sentenza di condanna.
La cassazione potrà o accogliere tale ricorso totalmente, cassando definitivamente la sentenza di condanna oppure, come fa di solito, cassare la sentenza rinviando ad un'altra corte d'appello il compito di pronunciare una nuova sentenza, che dovrà tener conto delle indicazioni della cassazione.
Come si vede è un iter lungo. Potranno passare anche molti anni, prima che si arrivi ad una sentenza
definitiva.

Se comunque saranno trascorsi sei anni senza che sia arrivata una sentenza definitiva, le imputate avranno il diritto ad essere scarcerate, in attesa di tale sentenza.

Tanti saluti a tutti gli amici del blog ed in particolare a Vito, a cui esprimo la mia forte solidarietà e i miei auguri più sentiti per la salute della sua consorte.

Giacomo

marcello de simone ha detto...

Non so perchè :) ma io opto molto per questa ipotesi "...la corte d'appello potrebbe assolvere e la cassazione rigettare il ricorso che quasi sicuramente la procura proporrà contro la sentenza d'assoluzione...." forse sembrerò esageratamente ottimista ma... se... allora si :)

marcello de simone ha detto...

Abbi fede magica :) abbi fede, tempo ci vorrà, ma andrà tutto bene.

Vito Vignera da Catania ha detto...

Cari amici buona sera a tutti.Un grazie sincero va all'amico Giacomo per il suo grande affetto verso la mia famiglia.E poi oltre a ricordare il caso che trattiamo cari amici,credo che non possiamo far mancare il nostro cordoglio verso le tante vittime a causa di un tremendo nubifragio abbattutosi in Sardegna,ho visto immagini terribili,tutto allagato e intere famiglie senza un adeguato riparo,che il Signore li protegga,e speriamo che il governo faccia sentire la sua presenza con i giusti aiuti,grazie.Un sincero abbraccio a tutti.

Manlio Tummolo ha detto...

La richiesta di rimessione del giudizio, che per poco ha mancato il successo (visto che perfino il Procuratore Generale della Corte di Cassazione aveva approvato la misura), era obiettivamente difettosa, perché non centrata sulla Corte d'Assise di Taranto, bensì su effetti mediatici che, perlomeno, erano nazionali. Quindi chiedere lo spostamento del processo sarebbe stato inutile, se tutta Italia era condizionata dagli spettacolazzi televisivi. Il vero argomento, oltre a rifarsi alla denuncia già prima inviata ai vari Organi competenti nel merito degli abusi dei magistrati (denuncia tuttora senza sviluppi), doveva segnalare a chiarissime lettere l'estrema faziosità e unilateralità delle indagini da parte dei magistrati inquirenti e giudicanti, provate poi da altri fatti successivi e da una sentenza che, non va dimenticato, resta ancora dopo molti mesi senza una giustificazione giuridica (il che dice moltissimo, se non tutto). Ma gli avvocati, specialmente il Marseglia, vollero evitare di sferrare un attacco decisivo contro i magistrati tarantini alias "Santissima Inquisizione", per pura cortesia forense.

Manlio Tummolo ha detto...

Quanto chiederanno di risarcimento Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano ?

La Gazzetta del Mezzogiorno.it

Sabato, 23 Novembre 2013 17:58

Sei in: La Gazzetta del Mezzogiorno.it >> Home >> Accusato di omicidio assolto, chiede i danni...
Accusato di omicidio
assolto, chiede i danni

LECCE – Oltre 500 milioni di euro come ristoro per l’ingiusta detenzione. E’ il risarcimento chiesto alla giustizia italiana da Vittorio Colitti il giovane 23enne di Ugento che è rimasto in carcere per quattordici mesi con l'accusa di avere ucciso cinque anni fa in concorso con suo nonno, il consigliere comunale dell’Idv Peppino Basile..."
.

magica ha detto...

signor tummolo -
faranno di tutto per condannare ,
sopratutto perchè l'esborso per le imputate sara' troppo invasivo per le finaze .percio' ..
non ho fiducia in nessuno . una manica di furbi .
faceendo i conti.. le imputate dovranno mantenersi . i denari del risarcimento risparmiati serviranno per i loro intrallazzi .
saro' sarcastica , ma lo sono diventata dopo questi anni di mala giustizia .

Manlio Tummolo ha detto...

Carissima Magica,

da Taranto nulla vi è da aspettarsi (lo dico ormai da anni), ma la Cassazione avrà molti motivi da obiettare ad una eventuale condanna anche in secondo grado, che tuttora non ha trovato nemmeno la prima motivazione. Ne siamo, come ben sanno tutti, ancora in attesa.

Basta che gli avvocati della difesa non continuino con la loro strategia scoordinata e contraddittoria a facilitare una condanna definitiva.

Condannare all'ergqstolo è stato relativamente facile, tra pettegolezzi ed autofavoritismi di corporazione. Motivare seriamente risulta un tantinello più duro, come si può constatare .

carla ha detto...

carissimi amici non vi ho dimenticato, ho un periodo che mi sta impegnando sui altri fonti, ma con questo non dimentico che Sarah purtroppo ancora non ha la sua giustizia , anzi alla ingiustizia si aggiunge altra ingiustizia con tutti queste falsità , si, con la falsità che si dica che si faccia per il bene di Sarah .....io sono con voi per una giusta causa e non per mettere altra carne sul braciere....
un saluto particolare a Mimosa mi sarebbe piaciuto incontrarla privatamente , che l'abbraccio affettuosamente....
e un abbraccio stretto a tutti altri amici del blog.....
forse ci rivedremo quando penseranno o decideranno di farci vedere queste motivazione , intanto vi auguro una buona attesa....Carla

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissimi amici buona sera a tutti.Intanto vedo che c'è il ritorno molto gradito dell'amica Carla,con cui telefonicamente abbiamo avuto un bel dialogo,grazie di aver risposto al mio invito.Caro Prof Tummolo ogni tanto escono queste notizie di persone condannati ingiustamente,ed è giusto che lo stato paghi. Per le motivazioni siamo oramai al settimo mese,quasi il tempo di una gravidanza,ancora poche settimane ed il "parto" dovrebbe avvenire per la gioia di chi si aspetta chissà quali validi motivi hanno spinto una corte ad emettere certe sentenze,alcune con pene di pochi anni altre di ergastolo per due degli imputati,Sabrina e la mamma accusate di un delitto di cui nessuno ha visto o sentito nulla.Di certo non sono mancati i colpi di furbizia di una procura che tutto ha fatto tranne che cercare la verità dei fatti,anzi,ha fatto di tutto rendersi ridicola agli occhi di chi ha ben esposto i fatti per come sono avvenuti.Il caro zietto una confessione l'aveva fatta,purtroppo poi ne ha fatte altre ed è stato ritenuto inattendibile,cose che capitano a chi da tante versioni.Speriamo che in Appello qualcosa esca fuori,o che almeno i giudici giudicheranno in maniera serena e senza farsi condizionare dalle chiacchiere e dai sogni del 2010,che già sono risultati molto contagiosi,il paese è piccolo,la gente mormora,e un fioraio con il suo sogno ha contagiato un intero paese.Auguro a tutti una serena notte,e un abbraccio a Carla e Magica.

marcello de simone ha detto...

Buon giorno a tutti, io per l' Appello rimango molto fiducioso specie se le difese porteranno nuovi elementi, cosa probabile. Per il resto dopo la vergogna dimostrata dalla gente per alcuni situazioni verificatesi, sono talmente schifato, che ho perso pure la voglia di scrivere...

Mi fermo qua è meglio, ciao a tutti.

Manlio Tummolo ha detto...

Carissimo Signor Vignera,
non è improbabile che forse avremo una gravidanza completa, oppure magari anche oltre, di quellle prolungate con doglie dolorosissime. La cosa è certa: chi deve stilare la motivazionne sta sudando e faticando per trovare qualcosa di plausibile che regga, non tanto a Taranto dove si daranno man forte gli uni con gli altri, ma a Roma. Più che la motivazione giudiziale, mi aspetto i ricorsi, comnpreso quello del presunto reo confesso, che forse sarà il più interessante di tutti.

magica ha detto...

buongiorno a tutti.
signor tummolo i suoi interventi sono come sempre suggestivi . speriamo che sia maschio?-
infatti ...io non me ne intendo ma è successo ancora che le motivazioni abbiano fatto cosi' tanta fatica ad uscire?-
quelle erano talmente inbambolate dall'accusa che con voce suadente le consigliava d'agire come successe .
ora i nodi arrivano al pettine , bisogna districare bene gli indizi.
.
fatica . e difficolta' :un parto difficoltoso .... vedremo che esce?

Manlio Tummolo ha detto...

Oggi, Magica carissima, non esistono più maschi e femmine, ma sesso n. 1, sesso n. 2, sesso n. 3, fino all'ennesima potenza. Ognuno ha un sesso tutto suo; questi i tempi. Di certo e forse proprio per questo il parto sarà estremamente travagliato, e ne verrà fuori un mostriciattolo (gli elementi ne saranno confessioni estorte, sogni e pettegolezzi, che altro ? roba per il gossip televisivo), gobbuto e deforme. Forse avrà più organi sessuali, di varia foggia, alcuni nasi a proboscide, più bocche con denti tutti canini, e forse sei o sette teste come l'Idra di Lerna, varie braccia, dieci occhi e, al posto dei capelli, crini di asino o forse di zebra.

Non resta dunque che sperare che gli avvocati, che sono molti ed erculei, non si spaventino per la bruttezza del Partorito, ma sappiano affrontare il Mostro con la dovuta energia, smettendola di dire cose che non si armonizzano fra loro, che studino una teoria sul delitto armonica, logica e difficilmente confutabile.

Altrimenti, se il Mostro arriva alla Corte di Cassazione intatto, può anche darsi che finisca per sbranare giudici ed avvocati.

magica ha detto...

buonasera a tutti
io spero che all'ultimo momento i difensori tirino fuori l'asso nella manica -
perchè quelli continueranno con la solita tiritera .della gelosia e invidia .
. proprio non ascoltano l'altra campana .
noi le abbiamo ascoltate tutte . quindi abbiamo le nostre convinzioni., dettate da quello che abbiamo inteso nel leggere il blog -
non capisco perchè altri non abbiano colto le incongruenze -

Vito Vignera da Catania ha detto...

Cari amici buona notte a tutti.Intanto speriamo che non sia una gravidanza isterica,perché ho ben in mente il viso delle due giudici e delle loro mere supposizioni.La convinzione si sa è una brutta "malattia",forse peggio della fissazione.Già con largo anticipo sapevano che erano colpevoli,al punto tale che speravano si accusassero una contro l'altra,una la teneva e l'altra non faceva nulla per evitare l'assassinio della piccola,ne ho sentite tante di idiozie,queste non dico che le superano le altre ma quasi.In appello dovranno essere una coalizione in grado di contrastare non solo le accuse a dir poco inesistenti,ma anche di far capire alla corte che non esiste nessuna prova certa che l'omicidio sia avvenuto a quella ora,e ad opera di chi l'ha commesso,non è la difesa ad individuare il colpevole,ma a chi ha svolto le indagini,che basandosi su sogni e ridicoli pettegolezzi ha costruito un castello non di prove ma di sabbia.Auguro a tutti una serena notte

Manlio Tummolo ha detto...

VISIONE ASSAI UNILATERALE DELLA QUESTIONE.

Claudio Scazzi osserva solo un lato della questione, ma evita di dire come venne e viene rappresentata la famiglia della cugina, in modo di gran lunga peggiore
. Un altro scrittore in erba che trova facili editori !

Lunedì 25 Novembre - agg.19:07

Quotidiano di Puglia logo
Sarah, il fratello Claudio: «I media hanno
distrutto l'immagine della nostra famiglia»

TARANTO - Ha parlato il fratello di Sarah Scazzi, Claudio e ha analizzato il difficile momento della sua famiglia dopo l'omicidio di sua sorella.

«Già solo una decina di giorni dopo che Sarah è scomparsa tanti hanno buttato fango su mia sorella e la mia famiglia, mettendo nero su bianco dicerie e chiacchiere da bar solo perchè faceva effetto...
.

magica ha detto...

che stranezza ,
claudio non aveva nessun sospetto sulle misseri? lui aveva una bella considerazione per la ..una zia e cugina: sempre state affettuose con lui .
ci hanno pensato altri a fargli cambiare opinione . le misseri cattive . lo zio buono che non faceva male neppure alle mosche -
gli scazzi sono stati danneggiati due volte . da chi li imbambolo' con false accuse verso la zia e cugina ..
.. in aggiunta al fatto di avere messo la sua famiglia nella maldicenza mediatica . .
..

magica ha detto...

ciao vituccio e buonasera a tutti .
proprio cosi' vituccio . una la teneva e l'altra strangolava?
una zia che la tiene . mentre la figlia uccide ??.
queste sono storie di stregonerie ..
facce miserabili sostengono questo.. vomitevoli personaggi .
?

Anonimo ha detto...

Da Bigi

Ho sentito parlare in una trasmissione di cui non ricordo il nome,che si sta decidendo la data del secondo grado ma, è normale che si possa farlo se al momento ancora non sono note le motivazioni del primo processo?

Un saluto a voi tutti

magica ha detto...

buongiorno .
si vede che lo fanno in incognito? si sono accorti che noi stiamo aspettando con curiosita' le motivazioni .
allora se la cantano e se la godono ..e noi rimaniamo in attesa .

Manlio Tummolo ha detto...

Tutto ci si può aspettare da una Magistratura che crede di avere poteri assoluti, almeno nel proprio campo, però sinceramente non lo credo, caro Bigi. Deve uscire la motivazione, poi i ricorsi (teoricamente se non venissero presentati da nessuno, la condanna diverrebbe definitiva già in primo grado: il ricorso è un diritto, non un obbligo), e solo successivamente la data del secondo grado.

marcello de simone ha detto...

Buona sera, quando usciranno quelle cose, le motivazioni che tutti aspettano... :) fatemi sapere qualcosa. Io già sto con la testa all' Appello.

Felice serata.

Manlio Tummolo ha detto...

Potrebbe pure darsi che sappiano quando uscirà la motivazione della Corte d'Assise. In tal caso, visti i tempi fissi dei ricorsi, è facile calcolare pure la data dell'Appello, almeno sommariamente.

magica ha detto...

signor tummolo .
potrebbe essere? intanto le motivazioni tardano ad uscire fuori .
eppure quando le giudici ascoltarono le arringhe . confermarono l'ergastolo . senza tanti tentennamenti .
avevano compreso tutto? levarono perfino un anno a michè . magari pensavano di farsi amico lo zio?
affinchè un'altra volta colpevolizzasse la figlia?-.
.

Vito Vignera da Catania ha detto...

Ciao cara Magica.Perché tardano ad uscire le motivazioni? semplice,perché trasformare gli indizi e un sogno di fine stagione in prove di colpevolezza non è facile,serve tutto un lavoro di squadra, e oltretutto gli deve servire per pararsi il sedere dal possibile Appello e poi dalla Cassazione.L'aver emesso quelle condanne risulterà il più grosso sbaglio della loro vita.Ciao cara Magica,e buona serata a tutti.

magica ha detto...

ciao vituccio.
ci manca tummolo -

Vito Vignera da Catania ha detto...

Cara Magica hai ragione,sia il Prof Tummolo che tanti altri sembrano scomparsi,ma non è cosi,appena escono le motivazioni torneranno per commentare.Di mesi ne sono passati quasi otto dalla lettura della sentenza,però a certe persone interessa poco o nulla se degli innocenti stanno in galera,e che da fonte molto attendibile ho saputo che sia Sabrina che la mamma stanno molto male,tanto da avere bisogno dei medici,psichiatri e psicologi stanno provvedendo per aiutarle,tanti anni di galera senza aver fatto nulla di male,questa è la giustizia in Italia.Auguro a tutti una serena notte.

magica ha detto...

ciao vituccio.
purtroppo a volte qualcuno predica bene ma razzola male .
si danno per scontato che personaggi che nella loro vita hanno fatto molte cose buone, ma nonostante , anche cose deprecabili , ma seguendo la folla mediatica le si perdona tutto . esiste anche il contrario: se una ragazza giovane ha commesso delle imperdonabili sciocchezze .. tanto si trovano mille opzioni per non darle giustizia .
sta in galera da innocente ma si continua a dubitarla con delle ipotesi improbabili ..la si sospetta e presa di mira dal branco mediatico ..
con lo stesso sistema il branco si volge dall'altra parte , per osannare . basta che sia il sentore comune ed è fatta .
hanno tutti diritto di considerazione .. anche i poveracci .

Anonimo ha detto...

Da Bigi

Il continuo aspettare una motivazione che tarda oltre ogni lecito consenso,dà a questa sentenza di primo grado un peso notevole non solo nella rigidità della stessa ma sembra come sospesa nell'aspettare qualcosa che la sblocchi.
Per meglio dire SE la corte era così convinta della pena data come mai gli servono oltre i tre mesi stabiliti? a cosa e a chi serve il ritardo delle motivazioni? inoltre le due donne sono ancora intercettate in cella e nei vari colloqui? tutte queste domande che io mi faccio e che credo si facciano molti altri non aumentano la pesantezza della sentenza come se queste due donne dovessero espiare non solo la colpa per cui sono state condannate ma anche qualcosa di cui non siamo a conoscenza. Insomma mi sembra non possibile né credibile che le motivazioni non siano pronte (dopo otto mesi) ma ancora di più mi chiedo come cittadino italiano come sia possibile che non ci siano norme o regole con date o scadenze che servono per regolarizzare l'operato dei giudici in materia di diritto.

A presto, Bigi.

emax/massimo prati ha detto...

Un articolo interessante...

La Cassazione condanna magistrato per i ritardi nelle proprie funzioni in quanto tale condotta comportava lesione del prestigio dell’ ordine giudiziario

questi ultimi anni si è parlato spesso di lungaggini del procedimento per indicare il carico di lavoro cui sono sottoposti i pochi addetti ai lavori, che si trovano a fare i conti spesso con innumerevoli pratiche da smaltire in un determinato lasso di tempo.
Al riguardo, per abbreviare i tempi della giustizia, è intervenuta la Corte europea dei diritti dell’ uomo in tema di giudizio di legittimità, che all’ art. 6 paragrafo 1, riconosce ad ogni persona il diritto a vedere la sua causa esaminata e decisa entro un lasso di tempo ragionevole, come componente del diritto ad un equo processo.
In Italia, chi ha subito un danno patrimoniale o non patrimoniale per la violazione della Convenzione di Strasburgo, ha uno strumento di tutela, in base alla Legge Pinto (L. 89/2001) potrà ottenere un equa riparazione tutte le volte che il procedimento superi un lasso di tempo ragionevole( 3 anni per il procedimento di primo grado, 2 anni per il secondo ed 1 anno per la cassazione) a prescindere dall’esito della lite e/o in caso di conciliazione della lite, costituito dal riconoscimento di una somma di denaro per ogni anno di eccessiva durata del processo pari a circa 1.000/1.500 euro, che varia in base alla gravità della causa.
Di recente, un fatto balzato agli onori della cronaca vedeva coinvolto un magistrato condannato dal Consiglio superiore della Magistratura, III sezione penale del Tribunale di Milano, con sentenza 8 febbraio 2013, alla sanzione della perdita di anzianità di due mesi, per aver come giudice del tribunale di Milano nella qualità di GIP, depositato nel periodo tra giugno-2003- marzo 2010 sentenze con un ritardo massimo di 2.246 giorni.
A parere della Sezione disciplinare, le condotte del magistrato erano da considerare reinterate, dimostrandosi inidoneo a portare a termine il proprio compito entro i tempi fissati dalla legge.
Il magistrato si difendeva e deduceva la violazione dell’ art 15 d.lgs.109/2006, dell’ art. 108 c.p.p., dell’art. 32 bis d.lgs.109/2006 e 18 r.dlgs. 511/1946, dell’ art. 2, 1° comma d.lvo 109/2006, difetto assoluto della motivazione sulla sanzione applicata, nonché illogicità della motivazione stessa.
A far luce, sulla questione, è intervenuta la Sezioni Unite della Cassazione, con sentenza n. 26284 del 25 novembre 2013, che rigettò il ricorso, su ciascuno punto sollevato dal ricorrente.
Sul primo punto, si ribatteva, che il rinvio del dibattimento ai sensi dell’art. 496 c.p.p. poteva verificarsi, solo quando vi fosse “stato un assoluta impossibilità dell’ imputato a comparire”(Cass. sez. un.11250/2003); che non vi era nullità per aver negato i termini a difesa previsti dall’ art. 108 c.p.p. presentati in ritardo, in quanto non corrispondente a una reale esigenza difensiva; nonché contraddittorietà nella motivazione.
Infatti, la motivazione edotta dal magistrato veniva rigettata sulla base del fatto, che tali ritardi avevano caratterizzato tutta la carriera del magistrato segnata anche da altri procedimenti disciplinari che non avevano inciso sulla sua condotta.
A giudizio della Suprema Corte, la condotta del magistrato comportava lesione del prestigio dell’ ordine giudiziario, una gravità dovuto a sentenze depositate con ritardo superiore al triplo del termine concesso al giudice dalla legge.
In conclusione, si potrebbe argomentare che se da una parte i ritardi nella giustizia sono legati a volte alle inottemperanze dei funzionari preposti dall’ altro non si può negare che le cause che vengono presentate in tribunale sono destinate a crescere per vari ordini di motivi, poca informativa sui mezzi alternativi di giustizia che smisterebbero il carico in tribunale e limitati incentivi alle strutture esterne preposte al tribunale che permetterebbero a quest’ ultimi di rimanere attivi, poco personale in servizio nei tribunali.

Mimosa ha detto...

Solo la «sanzione della perdita di anzianità di due mesi» a quel magistrato??? Avrebbero dovuto buttarlo fuori!
Ma purtroppo questi ritardi non sono casi rari, avvengono in tutti i Tribunali, poca notorietà vien data, capirai, guai a toccarli, tra di loro si coprono, e chissà quanto “dolore” sarà costato ai colleghi dargli quella punizione!
Veramente, neanche negli uffici della pubblica amministrazione gli impiegati che non svolgono le pratiche nei tempi stabiliti dai “criteri di efficienza e qualità”, con danno per i cittadini beneficiari, ricevono una sanzione.
Un bell'esempio di "spirito di servizio", di “servizio alle istituzioni”! peccato non sia rimasto in vigore il “giuramento” che gli impiegati rendevano all’atto dell’assunzione!

Massimo, ho capito male?
«lasso di tempo ragionevole (3 anni per il procedimento di primo grado»???
Tempo “ragionevole” 3 anni per esseri umani dimenticati in gattabuia??
Quindi gli 8 mesi che Sabrina e Cosima attendono per le motivazioni del loro ergastolo sono niente??
È un gioco al massacro: più ritardano e più in avanti nel tempo si potrà celebrare il processo d’Appello!! Meschini, diabolici, sciagurati!

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissimo amico Massimo hai fatto bene a riportare quest'articolo,segno di una giustizia che definire lenta è poco,va avanti reggendosi su delle stampelle,un sovraffollamento carcerario oltre i limiti,processi che durano anni,motivazioni con ritardi spropositati,sul caso Scazzi/Misseri siamo già ad otto mesi dalla lettura della sentenza,con due detenute innocenti a marcire in galera.Carissima e dolce amica Mimosa è un po che non ci sentiamo con i commenti,tutto fermo aspettando le motivazioni per poi andare al processo d'Appello,sperando che i nuovi giudici mettano da parte certi pregiudizi e si basino su prove certe,e non su indizi irrilevanti e ricostruiti per il loro comodo.Ti abbraccio con affetto.Un caro saluto al Prof Tummolo sperando che ritorni a commentare,buona giornata a tutti cari amici.

magica ha detto...

buongiorno a tutti.
ho visto Q.G ieri sera ,
sono dei conduttori falsi , hanno messo in onda la dichiarazione del fioraio . come fosse cosa vera e non la dichiarazione successiva che tutto era un sogno .
ma hanno voluto farlo per l'opinione pubblica colpevolista .
non hanno spiegato con chiarezza la scena di croci con cosima che spiega la difficolta' nell'aprire la porta ,
porta senza maniglia verso l'interno ,apribile dal garage spostando i bidoni.
il giornalista abate . si augura che le donne si sbottonino . e parlino dell'omicidio ,, roba da matti. mah .. dopo anni di galera da innocenti dìsi colpevolizzassero . per far sbroglire la macchinosa messa in scena dalla procura . almeno finira' tutto e si farebbero l'ergastolo per far un piacerone alla procura e al popolo forcaiolo . avete visto l'arresto di cosima . con schiamazzi e ingiurie? avete visto la cosima che si china per prendere un sasso? queste immagini sono come un dolcetto per la gentaglia ..
ciao a vito e compagnia . saluti a tummolo . .

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissima amica Magica ci sarebbe tanto da dire su quanto visto ieri sera a QG,il peggio che una televisione possa far vedere,non solo sono dei poveracci,ma anche miserabili.Le considerazioni del duo Cozza e Gentile,più quelle della Palombelli e di Abate,sono il frutto di un ignoranza quasi totale su quello che è accaduto quel giorno e di cosa hanno detto certi testimoni nel periodo successivo.Per Claudio fino al giorno 26 agosto i suoi zii e cugine erano una famiglia normale,dopo sono diventati una famiglia di mafiosi che uccide per nulla,roba da far venire i brividi,ne lui e sua mamma o suo padre sono capaci di andare da Michele a chiedere spiegazioni su quello che è accaduto,dicono che la procura ha fatto un buon lavoro,e allora le prove dove sono? perché io non ne ho vista neanche una per poter condannare due imputate all'ergastolo,e in più altre condanne basate sul nulla.Auguro a tutti una buona serata.

Giacomo ha detto...

Buona sera a tutti gli amici del blog.

Io preferirei vedere il bicchiere mezzo pieno. In fondo a QG è stato ospitato anche l'intervento dell'avv. Coppi in difesa di Sabrina, che ha fatto giustizia di tutte le assurdità e menzogne sparate dal duo Cozza-Gentile.
Quest'ultimo già ha avuto il suo guiderdone: la sua inconsistenza professionale si è rivelata in tutta la sua drammatica evidenza nel processo Parolisi, a cui non è riuscito ad evitare la condanna all'ergastolo, malgrado avesse numerosissime frecce al suo arco. Le ha tirate tutte completamente fuori bersaglio.
Ed anche ieri ha dimostrato di non valere molto nemmeno come avvocato di parte civile, asserendo che i confusi farfugliamenti del Misseri durante un'intercettazione telefonica costituissero prova inconfutabile della colpevolezza delle due donne.
Inoltre Meluzzi ha finalmente messo a posto sia lui che l'oca giuliva che gli sedeva a fianco.
Abbate invece è uno che sembra un invasato.
Croci sempre più meschino, non sapeva che dire per ritorcere contro Cosima la disponibilità che a suo tempo lei gli aveva offerto, per dimostrare la propria innocenza e quella di Sabrina.

In definitiva ci sono ancora molte ombre mediatiche, ma qualche luce comincia ad intravedersi, inducendo a ben sperare che in un prossimo futuro la povera Sarah possa avere finalmente giustizia.

Buona notte a tutti!

Giacomo

Vito Vignera da Catania ha detto...

Caro amico Giacomo ottimo intervento il tuo,se non fosse stato per l'avvocato Coppi e il gentile Meluzzi avremmo assistito alle solite buffonate.Certo che prove come il colloquio in carcere tra Michele e sua moglie,o il cellulare di Cosima che va in garage è viene agganciato da una cella telefonica, il litigio della sera prima,la tristezza di Sarah la mattina sono prove di colpevolezza che non lasciano adito a dubbi,per loro naturalmente,che non hanno altro su cui attaccarsi,poveri illusi,amici di una procura che tutto ha fatto tranne che cercare la verità.Ne avrei di cose da raccontare caro amico,però per il momento non posso dire nulla,in seguito saprai,ciao caro Giacomo.

Annamaria Cotrozzi ha detto...

Buona domenica, amici! Vi seguo sempre, anche se intervengo di rado, e leggo sempre i bellissimi articoli di Massimo Prati. Giacomo, grazie ancora una volta dei tuoi lucidi e precisi commenti. Speriamo davvero che tutta quella foschia mediatica (che in questo caso, come non mai, davvero ha generato mostri) lasci filtrare, una buona volta, la luce della ragione. Almeno qualche raggio, per ora. Un abbraccio anche a Vito, Mimosa, Magica, Carla e tutti gli altri amici del blog.

Vito Vignera da Catania ha detto...

Cari amici auguro a tutti una serena e felice Domenica,dal vostro sempre affettuoso amico Vito.Per la mia cara amica Mimosa un grosso abbraccio.

Vito Vignera da Catania ha detto...

Grazie cara Annamaria,spero che tu stia bene,e ogni tanto fatti sentire ok,buona domenica anche a te cara amica.

Vito Vignera da Catania ha detto...

Cari amici buona notte a tutti. Tutto fermo,non si muove neanche una foglia in questo autunno gelido,delle motivazioni neanche l'ombra,forse anche loro hanno paura e freddo ad uscire fuori,eppure al momento delle condanne erano certi della colpevolezza degli imputati,nessun dubbio a sfiorato le loro menti colpevoliste e giustizialiste,perché per condannare servono prove inoppugnabili,certezze quasi matematiche,non si danno ergastoli basandosi su indizi a dir poco ridicoli,non si lascia marcire le persone in galera senza certezze assolute,nel dubbio si assolve,meglio un colpevole fuori che un innocente a soffrire in galera per anni,nessuno può e deve far questi abusi oltraggiosi di una giustizia che si dichiara onesta,la legge deve essere uguale per tutti,chi sbaglia paga.Il buon Michele Misseri hanno fatto di tutto per renderlo inattendibile,troppo buono per aver commesso un delitto cosi atroce,simile a tanti altri delitti,però con meno audiance,con meno pregiudizi della solita Italia divisa in colpevolisti e innocentisti.Tanti testimoni a dire il vero sono stati ascoltati sul caso Misseri,forse anche troppi per i mie gusti,e che poi in fin dei conti nessuno che ha assistito a questo delitto,tutto basato su intercettazioni,ricordi del momento,sms amorosi e non,un rimprovero trasformato in litigio avvenuto la sera prima,cellulari che celle telefoniche agganciano con precisione quasi millimetrica,colloqui in carcere tra moglie e marito di cui si comprende poco o nulla,ma che per alcuni sono prove inconfutabili,come ha detto il pessimo Avvocato Gentile l'altra sera in una trasmissione televisiva.Il caro zietto che parla da solo in macchina,e di cui si capisce un bel niente,perché interpretare certe frasi dette in dialetto non è cosa facile,servirebbe un interprete che sa tradurre senza sbagliare nulla.La svolta si ha quando il caro Michele fa ritrovare il cellulare della nipote,li succede il finimondo,proprio lo zio doveva trovarlo questo benedetto cellulare si è detto in tanti,e chi se no poteva farlo ritrovare se era in suo possesso,chi poteva far ritrovare il corpo se era stato lui ad occultarla la nipote,solo lui conosceva il pozzo,era lui che diceva che l'avrebbe trovata la nipote,e infatti cosi è stato,mica l'ha trovata uno di passaggio.Troppe le versioni raccontate si è detto tante volte,eppure sono convinto che una di queste sia la verità,potrei sbagliarmi,ma sono convinto che la prima è sempre la migliore,le altre sono solo repliche per chi non ci crede.Il famoso detto, "buona la prima" credo che sia sempre valido.Buona notte a tutti cari amici,e un grosso abbraccio alla mia cara e nottambula amica Mimosa.

magica ha detto...

ciao a tutti,
inoltre a Q.G, ho sentito che mentre la cosima mostrava a croci la porta che conduce al garage,per non far sapere quello che diceva scriveva dei pizzini a croci . . io vidi la ripresa tempo fa , ma non ebbi la cognizione che cosima scrivesse i pizzini per croci . cosa mai potrebbe aver detto di tanto segreto. anche perchè croci è un giornalista ., li avrebbe detto poi i messaggi dei pizzini . qualcuno ricorda questo fatto?

Anonimo ha detto...

Da Bigi

Ho visto anch'io Q.G. e vorrei farvi notare una particolare affermazione dei giornalisti: il cellulare di Cosima è agganciato per 40 secondi nel garage (se la procura sostiene l'omicidio in casa ci vorranno secondo me più di 40 sec. per trasportare il corpo di Sara nel garage, dico questo perché in una trasmissione fu riferito che già fuori dalle scale, dietro la casa,la linea che agganciava era quella del garage;)e poi se Sabrina come dice la procura si è mandata da sola i messaggini la linea di Sara dovrebbe essere uguale a quella della cugina e non ci dovrebbe essere neanche un secondo di più tra l'invio e il ritorno; inoltre se consideriamo la vicenda del sogno anche i cellulari di entrambe dovrebbero essere stati individuati diversamente in quanto l'intensità delle onde cambia a seconda dell'apertura del luogo in cui si è, e questo non è stato. Vedere Q.G. è ormai diventato deludente come lo è stato vedere un giorno in procura. A presto, Bigi.

magica ha detto...

ciao bigi.
inoltre l'avvocato degli scazzi afferma con sicurezza che quei 40 secondi sono la prova che cosima fosse in garage . ma che ora era? sicuramente non compatibile con gli altri riscontri che si evinziarono con le indagini.
quei 40 secondi di cosima in garage sono stati spiegati , ma nonostante continuano, a dire sempre le loro fregnacce . ma tant'è che lo scrivono dire per rinfrescare la memoria ai creduloni.
dopotutto non si possono nemmeno ricontrollare per il motivo che si sa.
quei furbacchioni hanno voluto fare gli accertamenti delle celle telefoniche di quei momenti cruciali.senza la controparte . credevno di essere furbi? lo fecero senza la controparte . pensando che gli avv.. difensori non dicessero niente :: una manica di furbastri .

Vito Vignera da Catania ha detto...

Cari amici buonasera a tutti. Se
gli Avvocati Gentile e Cozza invece di dire certe stronzate in televisione,come il colloquio in carcere tra Michele e sua moglie,o parlare di celle telefoniche miracolose,discuterebbero di altro ci farebbero più figura.Mai un accenno su quel deficiente del Petarra o su quella pettegola e falsa amica signora Pisanò,che con tanto di registratore in tasca andava da tutte le parti per ascoltare cosa dicevano i suoi compaesani,un bel esempio di persona onesta.Quella dei pizzini è un'ottima trovata,dopo i signori mafiosi siciliani,la signora Cosima ha deciso di imitarli,un ottimo escamotage per non farsi sentire e poter mantenere certi segreti.Altro che furbizia cara Magica,queste sono delle vigliaccate buone per la massa sanguinaria.Una buona serata a tutti cari amici.

Mimosa ha detto...

Vito chiama e la nottambula Mimosa risponde

Ho visto anch’io la trasmissione, davvero disgustosa la figura di quel giornalista, per non ripetermi su Gentile. È comodo sentire sempre solo una campana!

Gli esperti di telefonia hanno spiegato in lungo e in largo che non c’è differenza di celle tra una zona e l’altra dell’abitazione, come non lo era per la via stessa e larga parte di Avetrana, è stato anche chiaramente spiegato che solo nel caso una cella sia affollata un telefonino aggancia la cella più vicina (infatti mezzo paese stava telefonandosi per dare e chiedere notizie sulla scomparsa di Sarah).

Magica, l’avv.Gentile (mi pare lui stesso) ha detto che l’orario era le 15.30 … capirai!
Intanto a quell’ora Michele non era nel garage, forse Cosima vi era andata per cercare il marito e non trovandolo gli ha telefonato, forse vi passata davanti per prendere l’auto e mettersi alla ricerca. Bisognerebbe pazientemente ritrovale la scaletta cronologica di Giacomo.

E poi giocare sui “40 secondi”, poco meno di 1 minuto, che ci fai in questo lasso di tempo? Trasporti un corpo e per di più da sola?

Quale era la cella agganciata dal telefonino di Michele a quell’ora?
Nessuno ha voluto prendere atto di dov’era lo zietto.

Buona giornata e buona settimana, e, se non abbiamo altra occasione di risentirci, auguro a tutti gli amici del blog e ai lettori invisibili un Felice Santo Natale da trascorrere nella Pace degli affetti familiari, come buona tradizione!

Mimosa

Anonimo ha detto...

Da Bigi

Inoltre come fa una procura a sostenere una probabile bugia di Sara sull'ipotetico messaggino di Sabrina se sui tabulati non c'è;
i 40 secondi credo che fossero verso le 15,20; e se vogliamo dare per buona la versione che Sara fosse morta in garage anche il cellullare di Sara aggancerebbe l'onda a bassa frequenza e questo nel processo non è uscito; per non parlare dei due coinvolti (nipote e fratello di Michele)ma secondo il buon senso Michele avrebbe avuto bisogno di aiuto quando davanti alle telecamere è riuscito ad alzare un masso che pesava più della nipote.
Credo che sia tutto da rifare, soprattutto senza telecamere che hanno condizionato e fuorviato l'indagine stessa facendo prendere una piega,alla stessa, non riscontrabile.
Mi piacerebbe sapere come Michele riesce a sopravvivere visto che ad Avetrana lavoro non glielo daranno.
A presto, Bigi.

magica ha detto...

ciao bigi.
forse pensano di prenderlo per fame ?.le stanno tentando tutte. anche mettere la cosima assieme alla figlia .
.. .
ci penseranno la figlia valentina
e i parenti stretti. a mantenerlo .
la spesa piu' grossa per michè dovrebbero essere le tasse . e le spese di casa .
un uomo che vive da solo , senza figli da mantenere , se la cava con poco .daltronde se non ha entrate è obbligato a vivere con poco .

.

Vito Vignera da Catania ha detto...

Cari amici buona notte a tutti,e grazie alla cara Mimosa per il suo intervento e per gli auguri.Tante domande su cui dare le relative risposte non è cosa semplice,però provarci non costa nulla.Verso le ore 14.55 Michele entra in casa dicendo alla moglie che il trattore non parte,la moglie gli dice che può andare ai fagiolini da suo fratello,(cosa che faceva ogni giorno in quel periodo)però il caro zietto avendo un cadavere in macchina deve a tutti i costi andar via,qui si inventa la scusa dei cavalli fuggiti dal recinto,e allora parte immediatamente per far sparire il corpo della nipote,dopo pochi minuti era gia in contrada mosca,qui riceve la telefonata di Sabrina,e lui dice di non esser più in garage,ma in campagna.Avvisa la moglie della fuga dei cavalli,però furbescamente non dice nulla che Sarah era sparita.Il garage era chiuso,e di certo non c'era il marito dentro,quindi a che pro aprire il garage per vedere chi c'era se la macchina del marito non è vicino al garage? azione del tutta inutile da fare,quindi, dire che il cellulare di Cosima viene agganciato in garage da una cella telefonica è una fesseria madornale,oltretutto questo avviene verso le 15.30,quando chiama il marito per dirgli che stavano cercando Sarah,e che stavano facendo denuncia di sparizione in caserma insieme a Concetta.In questo momento il caro Michele a stento sopravvive con qualche lavoretto e con la vendita dei prodotti dei suoi terreni.Non può allontanarsi più di tanto avendo certi obblighi,e come mezzo può usare solo il trattore,gli altri mezzi sono bloccati,non può utilizzarli per nessun motivo.Buona notte a tutti cari amici,e un caro saluto al Prof Tummolo.

magica ha detto...

buongiorno a tutti
ciao vituccio.. pero'.. pero' hanno trovato l'escamotage per far quadrare l'impianto .: cosima scese per le scale interne. ecco trovato l'inghippo . nonostante si evidenziassero le difficolta' per scendere da quella parte .

mi chiedo come il fratello di sarh possa dire che le indagini siano state fatte con dovizia . ma non si è mai accorto di quante cavolate si regge la condanna per le parenti?
secondo me quel ragazzo non è intelligente . ha abboccato come un pesce affamato . vuole giustizia per la sorella??
quella che si evince non è giustizia ..è accanimento .. perchè non si ammette di avere sbagliato tutto.. e continueranno con le loro accuse anche se non sono credibili -

Giacomo ha detto...

Buona sera a tutti.
A tutte le considerazioni fatte sulla telefonata di Cosima delle 15,20 vorrei aggiungere questa.
Premesso che la telefonata era a Misseri che in quel momento agganciava la cella del pozzo (QUESTO E' UN FATTO ASSODATO), in che maniera la PRESUNTA presenza di Cosima in garage dimostrerebbe che ella ha ucciso Sarah?
E' la stessa procura che dice che Sarah fu uccisa in casa alle 14,20 circa e che il suo cadavere era in garage alle 14,42.
Invece Cosima, secondo la procura, viene localizzata in garage alle 15,20, cioè QUARANTA MINUTI DOPO!!!. E contemporaneamente Misseri è localizzato al pozzo.

Ma tutto questo a Quarto Grado non l'hanno detto.

Un saluto a tutti gli amici del blog.

Giacomo

Vito Vignera da Catania ha detto...

Cari amici sono tante le cose che omettono di dire in questi stupidi programmi,buoni per i creduloni affamati di notizie,cosa che faccio anch'io sperando che dicano qualcosa di serio,invece nulla il buio più totale, e di cui certo ospiti pensano che con le loro stralunate teorie di farci credere che la procura ha fatto del suo meglio per accertare la verità dei fatti,nulla di più falso cari amici,la verità va cercata con indagini a 360 gradi,analizzando tutto non quello che a loro conviene far credere.Aver barato non gli servirà a nulla,i loro ridicoli indizi,se non in Appello,sarà la Cassazione a voler capire dove sono le prove di questo delitto.Il loro sporco gioco di aver scartato il presunto omicida,e di aver trovato le gallinelle dalle uova d'oro svanirà più del sogno portato in aula da quella confidente della procura che si chiama Anna Pisanò.Per non parlare di quel inattendibile e fetente vicino di casa chiamato Petarra,della moglie,e dei suoi degni compari di merende e pulizie in uffici in un giorno del tutto fuori luogo,quando mai si fanno le pulizie il giovedì,quando il venerdì si lavora e la settimana successiva ci si ritrova con l'ufficio sporco,per favore cerchiamo di esser seri,ad essere preso per i fondelli da un cretino del genere non lo accetto,ne ora e ne mai.Bella la scena che ci hanno fatto vedere per tanto tempo,quella in cui Cosima spinge il marito in garage,facendo credere che trattava il marito come uno stupido,il motivo era che i carabinieri avevano detto di non dire nulla ai giornalisti,invece in garage c'e n'era uno nascosto che avvisava il caro zietto sulla probabile colpevolezza o di Ivano o di Sabrina,vedete che elementi c'erano a casa Misseri!Casa Misseri trasformata in un covo di serpenti,giornalisti naturalmente.Un caro saluto al mio amico Giacomo e a voi tutti cari amici,buona notte.

Anonimo ha detto...

Da Bigi

Credo che gli ascolti così diminuiti faranno riflettere sulla trasmissione e che cambiare il conduttore non era l'unica cosa da fare.
A presto

Vito Vignera da Catania ha detto...

@ Bigi.Come non darti ragione in quello che dici,dagli ospiti fissi(alcuni)al conduttore del programma,e poi i vari ospiti chiamati in studio fanno si, che si ascolta sempre la solita campana.Visto che trattano argomenti di cronaca nera,dovrebbero far sentire anche l'altra campana,altrimenti si ascolterà la solita sinfonia e le solite teorie,di cui certi ospiti incompetenti pensano di avere a che fare con degli stupidi creduloni della loro tesi accusatoria,manco fosse il vangelo quello che esce dalle loro labbra piene di veleno.Una buona giornata a tutti cari amici.

magica ha detto...

ciao a tutti .
il nuovo conduttore di Q.G. secondo me è peggiore di sottile . almeno quello a vote accennava ad un sorriso ., magari beffardo .
questo ha uno sguardo biperino . picozzi e garofano hanno capito tutto ma non si sbilanciano sempre x il solito motivo l'audience della massa colpevolista percio'.. stanno sul chi va' la' ma si capisce che hanno capito tutto..
. la giornalista che si occupa delle mail , a volte legge certi commenti di una banalita' estrema . i soliti commenti del cavolo . perchè li legge? non si accorge delle solite buffonate che scrivono?

ciao .

Vito Vignera da Catania ha detto...

Cara Magica è difficile che ne trovi uno sorridente visto che parla di delitti e sparizioni misteriose,degli ospiti poi non ne parliamo,la tristezza più totale che si possa vedere in televisione,il volto dei due giudici durante il processo Misseri,credo che difficilmente si potrà superare,le loro espressioni erano tutto un programma,come se un gatto nero gli avesse tagliato la strada in quel momento,chissà che gioia per i loro mariti quando tornano a casa,roba da suicidio o da fuga in paesi lontani,molto lontani.Ciao cara magica,ti auguro una serena notte.

Mimosa ha detto...

Cari amici,
In tutte le trasmissioni danno un colpo al cerchio e uno alla botte, sono fintamente professionali, solo degli ipocrititi, ma questo comanda la legge dell'audience,
non certo quella del vero giornalismo
tendono a salvare la faccia, qualunque sia il vero pensiero dei presenti
i quali, solo gli innocentisti, però devono praticare equilibrismi per non manifestare schiettamente la loro opinione.
Picozzi ne è un esempio eclatante! Brava Magica ad averlo notato!

Pertanto, il mediocre telespettatore coglie soltanto quello che è in sintonia con le idee che in precedenza gli sono state inculcate.
I conduttori dovrebbero mostrarsi imparziali e, invece, basta guardare la loro mimica facciale per capire che aria tira.
Penso che vedremo altrettante di facce strane quando verranno rese pubbliche le Motivazioni.

Intanto un altro Natale da trascorrere in una schifosa cella per madre e figlia!

Riguardo a Claudio, io fin dall’inizio delle sue apparizioni in tv ho avuto la percezione che non condividesse le pressioni dei legali della madre indirizzate a far convincere che cugina e zia fossero colpevoli, ma si è dovuto piegare all’immagine di facciata!

I legali di Concetta vogliono che Sabrina e Cosima siano assassine? Ebbene, nelle sue apparizioni pubbliche lui non può fare a meno di dire che “se gli inquirenti sono giunti a questo risultato, vuol dire che questa è la verità”. Altrimenti sarebbe sanzionato sia dal duo, che non lo lascerebbe andare ai talkshow (concordano a priori su quanto può dire), sia dalla madre, che perderebbe di immagine dopo tante dichiarazioni (sempre “indotte” e “pilotate”, a mio parere).

Che tristezza queste farse, Amici miei!
Buonanotte!
Mimosa

Annamaria Cotrozzi ha detto...

Concordo con te, Mimosa, ho avuto le tue stesse impressioni e colgo anch'io l'imbarazzo e la prudenza di chi, nelle trasmissioni, probabilmente non è d'accordo con i colpevolisti, ma non riesce ad affermarlo con forza (anche perché spesso viene interrotto, bene che vada dalla pubblicità). Nel massacro televisivo di Cosima e Sabrina si è superato il punto di non ritorno: rimediare a questo disastro mediatico non sarà semplice.

Vodafone ha detto...

Giacomo
Il 18/12 hai scritto:
《i》Premesso che la telefonata era a Misseri che in quel momento agganciava la cella del pozzo (QUEST E' UN FATTO ASSODATO).....《\i》
Mi sono forse perso una perizia dei ROS o del tribunale o delle difese che abbia stabilito ciò?
Tutti quanti han preso per buono quanto scritto dai CC in merito alla compatibilità della cella agganciata con la zona del pozzo.
Ma prova a pensare cosa comporterebbe verificare l'impossibilità di tale compatibilità. Reggerebbero ancora le tesi dei PM come quelle delle difese?

Giacomo ha detto...

Vodafone.
"La cella del pozzo" è un modo convenzionale per dire che il cellulare di Misseri agganciava la cella, cioè il ripetitore, che copriva la zona del pozzo, DIVERSA dalla cella che copriva l'abitato di Avetrana, ivi compresa casa Misseri, a cui in quel momento era agganciato il cellulare di Cosima.
Misseri ha dichiarato a processo che a quell'ora, le 15,25, era al pozzo e la Procura ha sostenuto la stessa cosa, anzi ha sostenuto che al pozzo in quel momento c'erano anche fratello e nipote di Misseri.

Non ho capito il senso della tua obiezione. Che cosa vuoi sostenere? Che Misseri era in garage con Cosima? O che altro?

Inoltre il mio era un chiarimento per Mimosa, che aveva chiesto esplicitamente dove fosse stato localizzato alle 15,25 il Misseri, secondo la tesi della procura.

Comunque abbi pazienza: fra poco la Trunfio ci racconterà la sua fiaba, a cui sarai felice di abbeverarti.

Giacomo

Manlio Tummolo ha detto...

UN SEGNALE PER LA SS. INQUISIZIONE TARANTINA

La notizia su tutti i giornali-web è che la Cassazione ha annullato senza rinvìo (ovvero, annullamento totale) il sequestro contro la famiglia Riva. Una dimostrazione di come la SS. Inquisizione lavori con arbitrio nelle proprie decisioni. Ciò fa supporre che toccherà anche per il caso Scazzi-Misseri, come molti di noi si augurano.

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissimo prof Tummolo ben tornato tra noi comuni mortali.Capisco che possono sparire le belle donne,ma che fosse sparito pure Lei era un po preoccupante la cosa.Spero che stia bene innanzitutto,e come può vedere nulla è cambiato,oggi i signori giudici dopo la lettura della sentenza avvenuta da tempo immemore,festeggiano per il loro piacere la bellezza di otto mesi per la lettura delle motivazioni,e ancora non si hanno notizie a far uscire fuori le buffonate che scriveranno.Ho letto la notizie caro Prof,ben otto miliardi di euro che possono essere utilizzati nell'azienda dei Riva.Ottimo intervento della Cassazione,a dimostrazione dei soprusi che fanno i signori procuratori a Taranto,non solo sul caso Ilva ma, anche nel caso Scazzi/Misseri si è capito il loro modo di agire a dir poco vergognoso.Un cordiale saluto caro Prof e una serena notte.

Manlio Tummolo ha detto...

Carissimo Signor Vignera,

se Lei leggesse anche altri articoli (specialmente su Roberta Ragusa), capirebbe perché sparisco, ma se comunque non Le risulta chiaro, Le osservo che in più casi mi è stato detto che "voglio aver sempre ragione ed avere l'ultima parola". In tali casi ci si deve allontanare per forza. Per altro verso, come da Lei stesso rilevato, non essendoci novità e ormai essendo quasi trascorso pure dicembre (non credo che useranno le vacanze natalizie per pubblicare le motivazioni), siamo lì in attesa come poveri gonzi, affinché si decidano, e invece nulla. Questo è il modo di lavorare di Lor Signori SS. Inquisitori. Pensano che, per loro, tutto sia lecito.

Una cosa è certa, rinviare ripetutamente la pubblicazione della motivazione significa non avere una motivazione, vuol dire che si stanno arrampicando su specchi e ghiacci eterni per giustificare due ergastoli senza prova alcuna. In sostanza, non abbiamo una prova a carico degli assassini, bensì abbiamo prove a carico della pigrizia, noncuranza, superficialità e disinvoltura dei SS. Inquisitori.

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissimo Prof Tummolo grazie per aver risposto,cosa di cui non avevo dubbi naturalmente. Io ho sempre apprezzato i suoi interventi,sia sul caso Misseri e sia su altri argomenti trattati sul blog,non è questione di avere sempre ragione,Lei come altri esprime le sue opinioni,che si possono condividere,come non si possono,ognuno è libero di dire quel che pensa sull'argomento che si discute,e pensare di avere sempre ragione è un brutto sintomo,nessuno deve pretenderla la ragione,si discute e si analizzano i fatti,poi si accerterà se tutto coincide,ne più e ne meno,mica siamo presenti quando avvengono questi delitti,e quindi non avendo visto nulla si discute su quello che vien fuori dalle indagini.Riguardo alle motivazioni non ancora divulgate,come dice Lei difficilmente usciranno ora,prima vogliono che in santa pace digeriamo qualche bel panettone,sicuramente per chi sta in galera da innocente credo che gli andrà di traverso per la rabbia che ha in corpo,per Sabrina sarà il quarto natale,per la mamma il terzo passato in galera,e senza sapere il motivo per cui le hanno condannate,che ingiustizie caro Prof,cose che forse neanche in Africa avvengono.Io non lo so se in altri processi e in altri stati sono inclusi anche i sogni notturni dei cittadini,da noi hanno incluso quello di un fioraio,però credo che sia difficile per i signori giudici cercare di incastrarlo come elemento valido ed attendibile,neanche un mago ci riuscirebbe,sarebbe solo una pia illusione.Condanne eseguite per pura e semplice vendetta,e non per giustizia onesta con prove certe alla mano.Se non in Appello sarà in Cassazione che verranno fuori le tante anomalie di questa Ss inquisizione tarantina,vergognosi all'inverosimile.Una buona giornata Prof e un caro saluto a tutti gli amici del blog.

Vodafone ha detto...

Giacomo
Credo tu non abbia capito o non abbia voluto capire il mio intervento.
Sono fermamente convinto dell'innocenza delle due donne. Non ho creduto alle favole dei CC e dei PM. Non crederò alle favole della Trunfio. Ma allo stesso tempo da un po' non credo tanto a quanto hanno sostenuto Marseglia e Coppi.
In dibattimento, come durante le indagini, a tutti ha fatto comodo dire che Misseri alle 15.26 si trovava al pozzo di Contrada Mosca. Ma siamo sicuri sia proprio così?
Sicuramente il suo cellulare, e quasi certamente Misseri con questo, non erano ad Avetrana in quanto la cella agganciata era una di quelle dell'impianto Vodafone di San Pancrazio.Ma può corrispondere a verità che la zona del pozzo sia coperta da quella cella? In tutti gli atti si parla solamente di "compatibilità" ma non è mai scritto che siano state fatte prove di copertura.
Allora visto che sei della zona prova ad andare a vederti i luoghi di interesse. Oppure inserisci in Google Maps queste coordinate:
Impianto Vodafone di Avetrana - via Ariosto 40.341317, 17.730418
Impianto Vodafone di San Pancrazio - strada vic. Perrone 40.423018,17.836271
Contrada Mosca 40.373862, 17.753573
(Nella nuova versione di GM le coordinate sono sessagesimali)
Potrai constatare che la distanza di Contrada Mosca dall'impianto di Avetrana è pari a circa 4, 1 km, mentre da quello di San Pancrazio è di circa 8, 9 km. Questo dovrebbe già far dubitare che Misseri fosse in quella zona.
Aggiungi poi che la cella 1 di Avetrana è proprio orientata verso il Mosca mentre quella 3 (così negli atti) sembra essere orientata verso ovest del paese. I dubbi di prima per me diventano quasi certezze.
Ma allora dove si trovava Misseri?
Affinché le tesi dei PM e della difesa funzionino entrambe avrebbe dovuto trovarsi proprio al Mosca.
Ma così non fosse, entrambe le tesi potrebbero ancora reggere? O sarebbe necessario individuare dinamiche ed attori del crimine alternativi?

Manlio Tummolo ha detto...

SALENTO TRANQUILLO

Eh, se non fosse per i Misseri, tutto il Salento e l'intera Puglia sarebbero luoghi tranquilli! Peccato che, anche oggi, leggendo l'edizione web del "Nuovo Quotidiano di Puglia", si vede che non è proprio così.

Intanto, chissà perché il nostro sgoverno delle intese ristrette vuol portare a Brindisi il sarin siriano per renderlo innocuo (??). Povera Puglia, un tempo - come disse Matteo Renato Imbriani - "sitibonda di acqua e di giustizia", oggi avvelenata con l'intero Meridione grazie ad un regime che vuol convivere con le organizzazioni criminali per averne voti e consenso, né fa nulla di sostanziale per eliminarle, ma solo togliere di mezzo questo o quel capetto ormai fuori uso per conto suo, a puri scopi di messinscena e di propaganda.

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissimo Prof Tummolo è risaputo che la delinquenza sta da tutte le parti,magari in qualche regione ce ne sarà di meno,ma i delitti avvengono ovunque,nord,centro e sud isole comprese,e per i motivi più disparati,rapine,tradimenti,futili motivi,per scopi sessuali e quant'altro la cronaca riporti giornalmente.Dopo l'arresto di due povere donne vittime di un pregiudizio senza precedenti che io ricordi,forse nel caso Tortora si ha una stessa analogia,una buona parte dell'Italia credeva nella colpevolezza del buon presentatore,l'insospettabile uomo televisivo venditore di droga e di morte,affiliato al clan dei Cutoliani diceva in aula il pessimo procuratore,era il loro amico di fiducia,e poi si è visto come è andata a finire tutta la storia.Tutto il can can mediatico voluto appositamente perché in tanti avevano capito che tanto c'era da guadagnare su questo caso e nulla da perdere,metter su un bel palcoscenico,un bel numero di comparse e attori,telecamere puntate sui soggetti e lo spettacolo poteva iniziare,mancava solo la banda musicale,e poi si era al completo.Nulla ci si è fatti mancare per raccontare la storia su questo triste delitto,confessioni,ritrattazioni,pseudo gelosie,litigi,amici vicini e lontani che tutto sapevano e ricordavano di cosa era accaduto quel giorno,tutti che sognavano Sarah in paese,però solo una non si è persa d'animo e armatasi di coraggio va a raccontare ai carabinieri un bel sogno fatto da un povero fioraio ,brava la signora Pisanò,cosi si fa per far condannare degli innocenti,l'amicizia è una cosa ma,la giustizia deve fare il suo corso,e che scherziamo,non bisogna essere omertosi su queste cose,giustizia deve esser fatta,per ora,in seguito vedremo.Speriamo che il Signore continui a proteggerci da certi individui.Buona serata a tutti.

Giacomo ha detto...

Vodafone.
Realmente non avevo capito bene quello che dicevi.
Mi ponevo dal punto di vista della difesa di Cosima e di quanto era stato detto a quarto grado circa Cosima, e cioè che la sua telefonata delle 15,25 era una chiara prova del coinvolgimento di Cosima nell'omicidio di Sarah.
A prescindere se alle 15,25 Michele si trovasse effettivamente al pozzo come da lui dichiarato e come convenuto sia dall'accusa che dalla difesa, sicuramente non si trovava insieme a Cosima nel garage alle 15,25. E siccome sia per l'accusa che per la difesa il corpo di Sarah non era nel garage alle 15,25, non si capisce che c'entri con l'omicidio di Sarah la PRESUNTA localizzazione di Cosima nel garage alle 15,25, secondo la procura.
Era questo che volevo mettere in evidenza: come una trasmissione colpevolista si ostini a spargere veleni senza fondamento.
A quarto grado hanno detto che Cosima era in garage, lasciando intendere che fosse nel garage quando c'era anche il corpo di Sarah. E invece questo è impossibile.

Spero di aver chiarito il mio pensiero.

Saluti a tutti gli amici del blog.

Giacomo

Giacomo ha detto...

Vodafone.
Post Scriptum.
Naturalmente non sono della zona, e anzi non ci sono mai stato. Tutto quello che ho appreso di questa vicenda, l'ho appreso dagli atti ufficiali pubblicati on line.

Giacomo

Giacomo ha detto...

Vodafone.
Post Scriptum 2
Secondo me non si può prescindere dalla circostanza che Misseri abbia SEMPRE sostenuto di trovarsi al pozzo alle 15,25, almeno fino a quando il Misseri dichiari che non è vero che fosse al pozzo e perché finora, IN TUTTE LE VERSIONI, ha sempre sostenuto di esserci.
Il 6 ottobre 2010, Marseglia e Coppi erano di là da venire, quindi non si può certo addebitare ad essi l'origine delle dichiarazioni di Misseri.

Giacomo

magica ha detto...

buongiorno a tutti.
mi sovviene leggendo in altri blog che cosima era in garage alle15:25 per eliminare eventuali tracce lasciate dal marito .
lo scrissero nei blog e lo dicono nelle trasmissioni senza soffermarsi sugli attimi(40 secondi)
per la presenza di cosima in garage .nemmeno se avesse attraversato di corsa il garage.! ..

Giacomo ha detto...

Non solo, ma Cosima poteva agganciare la cella relativa ai segnali deboli solo se si fosse trovata esattamente in quel punto del garage. Se si fosse spostata di qualche centimetro avrebbe agganciato la cella comune a tutta la casa.
Ma guarda tu la combinazione!

Buona domenica a tutti.

Giacomo

Manlio Tummolo ha detto...

Egregi Amici,

ma chi sarebbe stato presente in quel garage, secondo l'accusa: la signora Cosima Serrano in Misseri o eventualmente il suo telefono in mano a qualche altro ? Il punto, ahinoi, è sempre quello ! E ammesso, senza concessioni, che fosse stata presente nel garage, è forse prova dell'assassinio di Sarah ? Il ritardo nella motivazione dimostra come la motivazione reale dei due ergastoli non sussista . Dovranno ripescare la vecchia fiaba di Biancaneve, riveduta e corretta, pure tecnologicamente. Non hanno altre vie di uscita: e contro le fiabe non si possono presentare obiezioni o confutazioni. Bisogna prenderle per come sono, anche se magari scritte malissimo e lette ancora peggio.

magica ha detto...

buonasera signor tummolo .
la tesi di cosima in garage a quell'ora sarebbe come dire che lei e figlia fossero complici ed il marito le aiuto' affincheè facesse scomparire il corpo della cugina .
non sanno come fare per avvalorare le loro tesi. . ..
(( cosima e foglia in gattabuia dovranno pure inventarsi o fantasticare ..guarda un po' che colpo di fortuna ., il sogno del fioraio è come il cacio sui maccheroni.)).. aiutate dal padre e marito affinchè facesse scomparire il corpo .
infatti michè per occulatamento e
le donne omicide .... hanno fatto combaciare per bene tutto ..
poi il caro nipotino (non ricordo il nome) va in tv a dire che gli inquirenti hanno lavorato a puntino . certo che lo hanno fatto .. sono capaci tutti di lavorare cosi' . intavolare un mosaico a piacimanto . . hanno dovuto lavorare a puntino ..

Vito Vignera da Catania ha detto...

Cari amici buona notte.Mah,che debbo dire su queste cose non lo so,tra il sogno del fioraio,tra i cellulari che vengono agganciati a piacere della procura nei posti che a loro fa più comodo,un cadavere consegnato al caro zietto per farlo sparire,sms falsi,depistaggi, e chi più ne ha più ne metta di fesserie,qualcosa di più serio i signori della procura potevano fare come indagine.Quale significato di colpevolezza può avere se il cellulare di Cosima per qualche secondo si trova in garage? nulla,e sempre ammesso che ci sia mai stato in garage,cosa di cui dubito fortemente,che motivo aveva Cosima per entrare in garage non lo so,il marito era andato in campagna con la macchina,il garage era chiuso,e c'era Sarah che non si trovava,quindi l'unica sua preoccupazione era quella di cercare la nipote,scomparsa alle 14.30. Che belle indagini che hanno fatto,non hanno sbagliato nulla,forse,il dubbio c'è sempre.Buona notte a tutti.

Manlio Tummolo ha detto...

In tutti i casi, un Felice Natale e Ottime Festività siano per Voi tutti, e così un 2014 ormai imminente risolva o riduca gran parte dei problemi che ci hanno drammaticamente afflitto in questi ultimi anni. L'unica certezza è: guai a smettere di sperare . Senza speranza non esiste neppure la Vita.

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissimo Prof Tummolo grazie,un'altro anno passato insieme sta per finire,ha ragione,mai perdere la speranza di un futuro migliore,avere fede non costa nulla,e dare un po di conforto a chi soffre ci può far stare meglio,le auguro un felice Natale e un meraviglioso anno nuovo,e grazie sempre per le tante cose che ci ha insegnato e per i tanti consigli che ci ha dato,BUON NATALE a Lei e tutti gli amici del blog.

magica ha detto...

auguro a tutto il forum <auguri di buone feste.
chissa' ch sia l'anno della realizzazione dei casi complicati che abbiamo discusso .
grazie a massimo che ci dato l'opportunita' di poter esprimere sul suo blog le nostre considerazioni .
. buon natale e buonissimo anno .. magica

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissima Magica auguri a te e famiglia di un felice e sereno Natale.Auguri a tutti gli amici del blog con tanto affetto dal vostro amico Vito.

Annamaria Cotrozzi ha detto...

Anche da parte mia gli auguri più belli a tutti quanti gli amici del blog. Condivido le vostre parole di speranza e vi auguro una dolce notte di Natale e un nuovo anno sereno e gioioso.

Anonimo ha detto...

Da Bigi

Mi unisco anch'io per gli Auguri di Buone Feste a voi tutti.

Buona tombolata a tutti.

Vito Vignera da Catania ha detto...

Ciao Bigi,auguri di un felice anno nuovo,buon 2014 a tutti cari amici.

Mimosa ha detto...

Buon Anno Nuovo a tutti gli amici del blog!
Continuiamo a nutrire le nostre speranze per un mondo migliore!
Auguri a tutti,

Mimosa

Anonimo ha detto...

Da Bigi

Ho sentito ieri la notizia del ricorso per la scarcerazione di Sabrina visto il suo stato di salute e il lungo periodo d'uscita delle motivazioni.
Speriamo che non si faccia forza.

A presto, Bigi.

Anonimo ha detto...

Da Bigi
Volevo dire che si faccia forza e il NON è un errore.
Scrivo troppo di fretta, scusami Sabrina.

Giacomo ha detto...

In realtà anche le motivazioni della richiesta di scarcerazione sono state riportate in maniera distorta dal sistema informativo.
La difesa ha basato la richiesta di scarcerazione di Sabrina fondamentalmente sulla mancanza attuale dei presupposti della custodia cautelare:
1 - Non c'è pericolo di fuga
2 - Non c'è pericolo di reiterazione del reato
3 - Non c'è rischio d'inquinamento probatorio.

La Difesa ha aggiunto poi in una due righe che, OLTRE a questi motivi che basterebbero e avanzerebbero per scarcerare Sabrina, c'è da considerare il precario stato di salute fisica e psichica della detenuta e la circostanza anomala del mancato deposito delle motivazioni ad oltre nove mesi dalla sentenza di condanna.

Naturalmente mediaticamente si è fatto leva sul riferimento ACCENNATO delle precarie condizioni di salute, perché i soliti colpevolisti dicessero: Ah sta male? Ringraziasse che è ancora viva, mentre la vittima non potrà più tornare in vita.

La richiesta di scarcerazione, come prevedibile dato il pregiudizio colpevolista che circonda il caso, è stata respinta.
Stando alle ultime notizie, il ricorso al Tribunale d'appello contro la mancata scarcerazione sarà discusso il 18 febbraio p.v.

Tanti saluti a tutti gli amici del blog.

Giacomo

magica ha detto...

buongiorno a tutti ... ciao giacomo
alla la richiesta di scarcerazione.. il direttore del carcere risponde che stato di salute della detenuta sia
buona , percio' con i reqwiusiti adatti per la vita in carcere .
tutto il contrario per i difensori . ma ci sara' chi controlla se va' tutto come dicono che vada?

«Meno recenti ‹Vecchi   201 – 364 di 364   Nuovi› Più recenti»