mercoledì 14 dicembre 2011

La Chiave del Caos. A Firenze un uomo si alza e decide di uccidere e di uccidersi, davvero è solo razzismo e pazzia?


Ora a Firenze si parla di un uomo che abitava col fratello e la madre molto malata. La sua famiglia è conosciuta a Pistoia, perché da sempre lavora nell'edilizia e costruisce case. Lui non ha mai parlato molto, anzi forse era pure timido dato che se una donna gli rivolgeva la parola girava lo sguardo. Inoltre era amorevole coi vicini e, quando non erano in casa, lui si incaricava di mettere il cibo nella ciotola del loro gatto. Era una persona educata, salutava chi lo salutava e si faceva i fatti suoi senza invadere la vita di nessuno. Era così anche da giovane, anche quando andava a scuola, a detta di chi era in classe con lui. Insomma, chi lo conosceva non poteva parlarne male. Però è capitato che quest'uomo si sia alzato una mattina, si sia lavato e vestito come ogni altro giorno della sua vita, sia uscito di casa, sia salito in auto e si sia fermato in una piazza fiorentina, dove vi sono banchi fissi degli ormai abituali senegalesi, sia sceso dalla vettura e dopo aver estratto una pistola abbia sparato ed ucciso due uomini.
E' capitato poi che abbia cambiato zona e nel pomeriggio abbia sparato ad altri tre uomini, ferendoli, prima di entrare in un parcheggio e togliersi la vita. Ma non era un uomo normale come ce ne sono tanti? Ed allora c'è da chiedersi perché un uomo normale abbia deciso di fare ciò che ha fatto. Era un pazzo scatenato e nessuno se n'era accorto? L'ignoranza non gli ha permesso di elaborare i fatti nel giusto modo? Aveva già deciso, da giorni intendo, di uccidere qualcuno e togliersi la vita?

I giornali di oggi ci parlano di lui, più che delle vittime, descrivendolo quale un estremista di destra ed un razzista, ma io non ho mai letto di razzisti che sparano ai senegalesi per strada. Ho letto di gruppi che hanno attaccato campi nomadi, specialmente quando la polizia ha dato alla stampa notizie di stupro senza prima verificarle e palesemente false, di gruppi che hanno bruciato le baracche e rischiato di far morire tante persone, anche neonati. Ho letto di gruppi che hanno tirato pietre nelle case dei rom, di altri che dopo aver urlato insulti hanno sparato "a caso" verso le capanne improvvisate, spari che non avevano un vero obiettivo ma di certo non erano pacifici. Mai ho letto però di una persona sola che si ferma per strada, davanti al primo extracomunitario che incontra, e gli spara per razzismo. Hai voglia a sparare a tutti gli stranieri che si incontrano in città. Fra l'altro le notizie sopra riportate hanno un comune denominatore che nasce da una unione, da un insieme che forma il cosiddetto "gruppo", o se preferite il "branco", e da questo trova la forza il singolo per continuare il raid vandalico. Mai si è visto agire l'uomo solo, l'uomo che predica l'ideologia, l'uomo dal profilo mentale al di sopra della media.

Infatti l'assassino di Firenze non era solo un ragioniere, era una persona a cui piaceva leggere e scrivere. Si chiamava Gianluca Casseri e per tutti, come abbiamo visto, era normale, lavoro casa ed hobby. Anzi, per molti era più che normale dato che veniva invitato a tenere conferenze e dibattiti. Sì perché quest'uomo, che ora si addita quale razzista pazzo, nel settore ideologico che si era scelto dimostrava di essere colto ed intelligente. Certo aveva le sue devianze (se si possono chiamare così visto che tanti le hanno), era di "destra", forse stava un po' più a destra di chi è veramente di destra, ma niente per cui lamentarsi. Portava le sue idee, le scriveva e partecipava a forum e discussioni che trattavano argomenti anche particolari, ma si trattava pur sempre di parole a cui ci si poteva affezionare e condividerle, oppure ripudiarle e smettere di leggerle. In fondo non scriveva di attentati ma di ideologie; e le ideologie, pur se estreme, finché restano nell'ambito della discussione vanno rispettate anche se non condivise.

Ma il Casseri aveva un altro hobby, questo non razziale, era appassionato di magia, negromanzia, di tutto ciò che è occulto e nascosto alla maggioranza di noi. Insieme a un amico aveva scritto un libro, pubblicato nel 2010 ed intitolato "La Chiave del Caos", in cui si parla chiaramente di un livello nascosto agli occhi dei più. Un libro che lascia in chi lo legge un inquietante interrogativo: "Non sarà che la scienza moderna è nata per nascondere alla nostra mente un'altra realtà più vera di quella che conosciamo o che ci vogliono far conoscere?". Di questo libro la stampa ne ha accennato qualcosa, ma non si è addentrata perché tutti dicono che il Casseri fosse un razzista estremista, due volte era stato identificato durante manifestazioni non autorizzate, e per questo un assassino. Nessuno si è chiesto come si fa, improvvisamente, ad ideare un gesto assurdo, un gesto che una mente non malata mai avrebbe ideato. Nessuno s'è chiesto perché nell'appartamento di Firenze, che aveva affittato pochi mesi fa, dalla  mattina degli omicidi non ci sia più nulla, né un mobile, né una sedia, eppure il giorno precedente un suo amico è entrato in casa e tutto stava al proprio posto. Come si può far sparire il mobilio in una notte? Perché nel suo computer manca l'hard disk?

Domande che non meritano risposta perché è chiaro che abbia ucciso in quanto razzista! E con questa affermazione il caso è chiuso. Con una 357 magnum, una pistola più da film che da realtà, il Casseri ha deciso di uccidere delle persone in pieno Centro e davanti a testimoni, poco importa le abbia scelte a causa del colore della loro pelle o dei vestiti, ciò che importa è che abbia deciso di uccidere in quei luoghi ed in quella maniera. Come può un ideologo arrivare ad abbassare il suo livello di comportamento e portarlo sottozero? Cosa lo ha spinto a far quel salto che lo ha lanciato dall'altra parte della staccionata? Una mente intelligente capirebbe prima di premere il grilletto che un simile gesto non ha sbocchi e non aiuta nessuna causa, se non quella contraria alla propria. Una mente intelligente prima di sparare avrebbe ragionato sulle conseguenze, meglio ancora lo avrebbe fatto un ideologo. Per cui, tanto per capirci, io credo che qualcosa di diverso sia accaduto. Non odio razziale e neppure omicidi a sangue freddo mi pare possano combaciare con una tale personalità, in questo caso non ci sono i punti convergenti che portano a questi pensieri.

Però non c'è ragionamento che possa farci capire qualcosa in più. O si pensa davvero che a causa dell'odio razziale la sua mente abbia smesso di ragionare, o c'è qualcosa che ci sfugge perché non ha ideato una strage, come quella messa in atto ad Oslo da Anders Breivic, che potesse metterlo in risalto e creare proseliti da affiliare al suo gruppo, restando quindi vivo per godere insieme a loro del male provocato, ha ucciso due persone, e tre le ha ferite, suicidandosi ed usando un comportamento abituale alla criminalità comune e non a chi si fregia di contrastare i trattati di Umberto Eco, come il Casseri ha fatto recentemente. E tutto sta al di fuori di ogni logica perché quanto accaduto pare non essere compatibile col comportamento che terrebbe un razzista. Un razzista non ucciderebbe in silenzio, prima avrebbe bisogno di accendere una discussione razziale, per dar sfogo al proprio pensiero, offendendo il bersaglio scelto, l'interlocutore dalla pelle diversa. Siamo quindi certi che si tratti di razzismo? Non è che la malattia, perché altro non può essere, è una derivazione di quella pazzia che ha portato anche un ragazzo di Pineto ad accoltellare una donna perché glielo aveva ordinato una voce?

Anche lui da tempo si interessava all'occulto, a ciò che non si vede ma si può sentire dentro. E non è l'unico che ultimamente compie gesti inconsulti e non attinenti al proprio modo di vivere quotidiano. Se fosse così bisognerebbe cercare di capire cosa si nasconde dietro questa nuova piaga. Da dove nasce e chi la propaga. E' la società moderna, con tutte le sue deviazioni, che crea il male e rovina le menti? 

Ora tutti parlano di razzismo, quasi fosse un male nato nella nostra epoca e non sia invece stato tramandato agli uomini d'oggi dalle antiche generazioni. Io stesso conosco marocchini e senegalesi razzisti nei confronti di altri popoli africani. Quindi non è solo la questione del bianco contro il nero a rendere malate certe persone. Ma l'onda la si cavalca quando passa, perciò tutti oggi si indignano... però ai più è chiaro già da ora che Samb Modou e Diop Mor, le vittime della prima sparatoria, e Sougou Mor, colpito nel pomeriggio e ferito come i connazionali Mbenghe Cheike e Moustapha Dieng, quest'ultimo se resterà vivo difficilmente riprenderà a camminare, presto saranno dimenticati e tutto verrà catalogato sotto la scritta "pazzia razziale". Nessuno cercherà di comprendere la causa delle idee malate del Casseri. Nessuno cercherà di capire se gli omicidi sono avvenuti davvero per l'odio razziale o se ci sono altri motivi, magari nascosti in quelle parti mancanti del suo computer. Ed a causa di questo non far nulla prossimamente torneremo a chiederci, per l'ennesima volta, il perché di gesti del genere.



Leggi gli ultimi articoli sui casi di:
Annamaria Franzoni                  Ylenia Carrisi (due giorni prima di dicembre, video)


14 commenti:

Sira Fonzi ha detto...

Ciao Massimo,
certo che la sparizione dell'hard disk fa pensare, così come il mobilio...
Stavo leggendo che era in cura per depressione da diverso tempo, era sicuramente una persona che andava aiutata ed osservata da personale qualificato, e proprio riguardo questo fatto ti posto un link interessante:
http://www.lanazione.it/firenze/cronaca/2011/12/13/636736-gianluca_casseri.shtml

Questa sua frase, presa dall'articolo di cui sopra fa molto riflettere.
Chi aiuta i familiari a comprendere, a gestire persone mentalmente disturbate?
E come sono controllate dalle strutture sanitarie le persone stesse?

"Il problema e' in una societa' non attrezzata a cogliere in tempo i segnali che lanciano inconsciamente i tanti 'Breivik' che affollano le nostre citta': "Non c'e' una cultura della gestione e della prevenzione di questi soggetti."

Ciao Sira

Manlio Tummolo ha detto...

Come sempre, caro Massimo, dimostri mente acutissima, e non lo dico per vuoti complimenti fatti tanto per fare o per piaggeria verso il padrone di casa. Certamente penso che il modello Breivik gli sia servito da stimolo, anche se in modo diverso, da "italiano". E' pure strano che anche in Belgio sia avvenuta un'altra strage. Torna, in forme che potrebbero essere anche più pericolose, lo stragismo che ci ossessionò negli anni '69 - '90, maggiormente pericoloso perché porebbe sembrare ormai fenomeno europeo. Da un lato si tratta di conseguenza di certa politica dell'immigrazione ad oltranza, "senza se e senza ma", e senza limiti, dall'altro di qualcosa che coinvolge la criminalità organizzata, che si nota dai fatti che ho citato per altri tuoi articoli. Qualcuno organizza il traffico di armi su scala sempre più larga, e forse non solo per guadagnarci, ma anche per creare situazioni analoghe in vari luoghi.
Perché "suicidio"? mi chiedevo nell'altro articolo: perché è l'unico modo per un "congiurato" di non essere costretto a fare i nomi dei complici e, perlomeno, di coloro che gli hanno venduto l'arma.
Resta il fatto che procurarsi armi illecitamente, non è così facile se non si conoscono e non si bazzica in certi ambienti appunto criminali. La tesi del semplice pazzo, che però sa procurarsi armi, non mi pare regga, indipendentemente da tutto il resto.

Anonimo ha detto...

Quello della pazzia è un concetto che fa comodo. Diciamocelo.
Ammettere che in CHIUNQUE possa scattare quel "click" e che i segnali siano impalpabili sarebbe un messaggio sociale pericoloso da divulgare.
Del resto, ho il sospetto che anche volendo urlare un disagio ai quattro venti si resterebbe inascoltati.
Quello che apprezzo nella maggior parte dei tuoi post è la dimensione del dubbio che poni sulle veloci facili categorizzazioni (e condanne a furor di popolo).
E non a te perchè sei tu, ma perchè non vuoi trovare un posto sullo scaffale a tutti i costi anche a quello che non si comprende immediatamente.

Tabula

Anonimo ha detto...

Perdonatemi, ma il fatto è che il soggetto in questione, dopo aver colpito i suoi primi "bersagli", ha attraversato la città per cercare un altro mercato ed un altro banco gestito da persone di colore. Il buon vecchio Occam ed il suo rasoio ci spingono dunque a ritenere che la matrice razzista sia l'aberrante causa scatenante degli omicidi e dei tentati omicidi. L'eccessiva "dietrologia" semina solo inutile confusione. Grazie

emax/massimo prati ha detto...

Il suo ragionamento è in parte giusto. Il Casseri ha cercato, o trovato, un altro banco gestito da senegalesi ed ha sparato nuovamente. Ma siamo certi che sia stato "solo" il razzismo la causa scatenante? Se così fosse ci sarebbe da tenere gli occhi ben aperti, e non solo a Firenze, perché il rischio che accada nuovamente, ed anche a persone che non hanno mai mostrato sintomi omicida, è altissimo.

Io però penso che questa persona avesse altri problemi, problemi che hanno accentuato il suo stato che inconsciamente lo ha portato a fare quanto ha fatto. Fosse rimasto nella normalità del ragionamento non sarebbe arrivato a tanto. Ma la mia convinzione è rafforzata da un dato di fatto logico ed inconfutabile.

Se avesse sparato e ucciso solo per razzismo non sarebbe spiegabile il suicidio. Si ponga una domanda: un razzista dopo aver ucciso, aver fatto il giro della città e cercato di uccidere ancora, si sarebbe suicidato? Per quale motivo? Si sentiva in colpa per aver ucciso chi odiava?

Concorderà con me che il ragionamento non sta in piedi. E credo l'abbiano capito anche a Firenze visto che le indagini andranno avanti per capire veramente quali motivi abbiano spinto a un tale gesto.

Massimo Prati

christian ha detto...

Bravo prati. Mi ha fatto bene leggere questo articolo perché non è buttato a caso ma ragionato. Lei ha ragione, un razzista che si suicida non s'è mai visto. Forse l'anonimo prima di scrivere avrebbe dovuto leggere meglio e cercare di capire cosa ci fosse scritto. Alla fin fine la dietrologia l'ha fatta lui stesso.

Manlio Tummolo ha detto...

Penso che mettere sempre in mezzo Occam, che di tutt'altre cose si occupava che non di omicidi, ma di metafisica, non faccia che sviare dall'individuazione del caso. Per Occam, ogni caso, ogni individuo vanno valutati per conto proprio, senza regole astratte di carattere universale. Perché si uccide pur avendo ancora quattro o cinque proiettili in canna? aveva appena ricaricato. Se fosse stato pazzo e basta, avrebbe sparato al primo che capitava, bianco o nero (tralasciamo il fatto che fossero senegalesi tutti quanti, perché, se non li conosciamo singolarmente, non possiamo certo distinguerli fra altri neri). Si è fermato davanti ai Carabinieri o Polizia, se ho ben capito. Se aveva intenzione di uccidersi, si sarebbe già ucciso prima o avrebbe scaricato tutto il caricatore per poi spararsi l'ultimo colpo. Insomma, il soggetto non è affatto semplice. Non essendo del luogo è pure difficile ipotizzare che abbia voluto vendicarsi per qualche furto. Sembrerebbe quindi un'azione dimostrativa, in parte modellata sul Breivik, ma con una conclusione diversa: se catturato, avrebbe perlomeno dovuto spiegare come fosse in possesso di un'arma piuttosto grossa che, qua in Italia, non credo sia facile procurarsi se non bazzicando con la criminalità. Sfortunatamente nel mondo nulla è semplice, ma tutto è complesso, anche il movimento di una lumaca, per non parlare di quelli di un essere umano che agisce in base a spinte, pulsioni, ambizioni a livelli vari, o in parte pienamente coscienti, in parte semicoscienti e, per vasta parte, del tutto inconsci.
Probabilmente, esaminando carte, libri, registrazioni sul computer, persone che lo conoscevano, si capirà qualcosa di più. Il razzismo, se c'è, è solo una componente, ma non certo l'unica.

Anonimo ha detto...

allora, la casa è stata vuotata completamente, però mancava l'hard disk di un computer che non c'era........

Andrea Carancini ha detto...

Se vi può interessare, ho dedicato al caso Casseri questi tre post:

http://andreacarancini.blogspot.com/2012/01/noterelle-margine-della-morte-di.html

http://andreacarancini.blogspot.com/2012/01/gianluca-casseri-e-gli-psicopompi-che.html

http://andreacarancini.blogspot.com/2012/01/gianluca-casseri-come-volevasi.html

Andrea Carancini ha detto...
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