venerdì 25 novembre 2011

Melania Rea vittima di un esperimento militare. Per Paolo Ferraro anche ad Ascoli si attua il "Programma Monarch" (video all'interno)

Paolo Ferraro
Per capire cosa il dottor Ferraro ha detto durante l'audizione tenutasi poco tempo fa a Teramo, da lui stesso chiesta ai Pm, occorre tornare indietro di qualche anno, esattamente al 2008. In quel periodo il magistrato opera a Roma, è una persona rispettata e fa parte di una istituzione importante, come anche oggi d'altronde, quella della Giustizia. Capita si innamori della ex moglie di un "graduato" e la frequenti assiduamente andando spesso a casa sua, alla Cecchignola, in un complesso di appartamenti civili riservati alle famiglie dei militari. Durante la frequentazione, però, si rende conto che qualcosa non è come dovrebbe. Per capire cos'è che non funziona decide di agire in modo pratico. E' convinto che chi ama sia in pericolo ed essendo un magistrato si rende conto che l'unico modo per scoprire cosa sta avvenendo in quella casa, in cui erano presenti anche bambini, è attivare una registrazione che gli sveli il motivo dello strano comportamento e della sofferenza presente sempre più frequentemente nella donna. Già la prima registrazione gli fa intendere di avere a che fare con qualcosa di poco chiaro, quindi continua a registrare... e lo fa per ben 40 volte. Ed ecco che l'impensabile diventa reale. Scopre che gli "ufficiali" in sua assenza entrano nell'appartamento, con chiavi in loro possesso, e non appena all'interno dicono frasi che hanno il potere di far cambiare radicalmente il comportamento di chi abita in quella casa. La donna non è più un essere umano ma diventa un oggetto a cui poter far fare qualsiasi nefandezza, un oggetto che passato "il momento" non ricorderà neppure più quanto le è accaduto. Le resterà la sofferenza ma non la memoria, quelle parole cadenzate infatti contengono il codice segreto che apre e rovescia la sua coscienza.

A questo punto il magistrato si rivolge alla sua istituzione, alla magistratura, ma ciò che ottiene è un incendio intimidatorio appiccato al terrazzo di casa sua. Va in ufficio e parla ai colleghi ed ai superiori di quanto accaduto, vuole agire in fretta perché non c'è più tempo per aspettare, e nel giro di 20 ore viene obbligato ad un "Trattamento Sanitario Obbligatorio", il famigerato "TSO", e sospeso dall'attività in attesa di capire se è sano o mentalmente malato. E' sano il dottor Ferraro, lo stabiliscono gli psichiatri, e conosce i nomi ed i cognomi degli alti graduati che son parte integrante di quanto accade a civili e militari in una caserma della Cecchignola. Ci sono collusioni? C'è qualche "pezzo forte" della magistratura impelagato con chi sta attuando esperimenti su militari e civili? E' per questo che da quel momento viene osteggiato in ogni modo? Ma cosa aveva scoperto di così scabroso tanto da venire emarginato? Aveva scoperto che il Progetto "Mk-Ultra" non era stato abbandonato nel '70, come sosteneva la CIA, ma era stato ripreso negli anni '90, arrivando come prevedibile anche in Italia, ed aveva solo cambiato nome, ora si chiama "Programma Monarch". Una spiegazione a grandi linee è semplice: si prendono persone, meglio se hanno sofferto o stanno soffrendo, e tramite droghe, condizionamenti o anche torture psicologiche (chiaramente attuate da psichiatri), le si costringe a fare, inconsciamente, quanto da sane mai farebbero. Quindi c'è da andare a consegnare droga? Una parola che fa da "codice di avviamento" e la tal persona andrà, senza neppure saperlo, a consegnare droga. E così via col resto, con le violenze sessuali e con quanto altro, anche attentati ed omicidi.

Ed arriviamo a Melania Rea. Il dottor Ferraro si è detto certo (o comunque molto convinto), dopo averne visto la foto in un giornale, di averla vista parlare con un magistrato che ritiene parte del programma suddetto. Il ragionamento logico deduttivo, che lo portava a pensarla coinvolta, o almeno ad essere rimasta impigliata nella rete del Programma Monarch, gli veniva dallo "schema di vita" in cui la moglie del Parolisi si trovava. Lo stesso schema che aveva trovato lui nella sua esperienza del 2008 (anche l'amica fissa e permanente che alla Cecchignola aveva funzione di controllo e condizionamento). Ma la logica e la deduzione, che di per sé non basta per poter affermare certe cose, gli venivano rafforzate proprio da quell'incontro casuale avvenuto in un tribunale di Roma, incontro avuto da Melania in un orario strano, con una persona sospettata di far parte del Programma Monarch. Ora occorre anche a noi di fare un ragionamento logico e deduttivo. E lo possiamo fare andando sia nell'una che nell'altra direzione, sia credendo che non credendo alle parole di Paolo Ferraro. 

Non credendogli viene facile il pensare che abbia colto "la palla al balzo" e, per accendere i riflettori su quanto da lui scoperto (visto che nessun media nazionale si prende la bega di darne conto all'opinione pubblica), sfrutti l'omicidio della donna per far conoscere una situazione che altrimenti resterebbe "di nicchia". Ma credendogli, viceversa, si possono cercare quegli appigli che la sua esperienza da modo di applicare anche al caso in questione. Dell'amica che potrebbe fungere di "controllo e condizionamento" già ne ho parlato, e gli sms inviati a Melania prima della sua scomparsa, ora cancellati e pare irrecuperabili, potevano contenere la parola in codice capace di avviare in lei un automatismo. Quindi farla salire in auto con sconosciuti o anche altro. Oltre a questo, anche se poi il Paciolla ha smentito, c'era chi frequentava la sua casa anche in assenza del marito. Che la guardia carceraria avesse scoperto qualcuno parlarle in un determinato modo e sapesse come fare per avviare i meccanismi dell'incoscienza? Poi c'è che Melania Rea pare andasse in caserma frequentemente, non saltuariamente come ci hanno detto e scritto, che i Parolisi facessero gite domenicali anche coi "superiori" e non solo coi pari grado, ed è strano in ambiente militare, che la svastica ed altri segni esoterici siano usati nel Programma Monarch perché derivante dal Progetto Mk-Ultra, che a sua volta è una derivazione di un altro progetto partito nei "campi di concentramento tedeschi" durante la Seconda Guerra Mondiale.

Da qui, credendo al magistrato, si può arrivare lontano anche assumendo a base dell'omicidio solo una parte di quanto da lui portato a nostra conoscenza. Da qui si possono diramare mille viottoli che in teoria si potrebbero rivelare chiusi ma che, sempre in teoria, potrebbero anche trovare sbocchi. Ad esempio si può pensare che Melania avesse scoperto che in caserma si stavano conducendo questo tipo di esperimenti (il segreto ipotizzato dal Gip Giovanni Cirillo), ma anche che lei ne fosse stata vittima prima della gravidanza e che dopo la nascita della figlia ne stesse elaborando il ricordo. Quindi tornandole alla mente quanto subito...

Come avrete di certo capito ogni pensiero, dato che al momento nessuno a Teramo ha detto che il magistrato romano ha riportato cavolate o ha affermato il falso, potrebbe essere lecito, logico e deduttivo. Ma non siamo noi a dover dare concretezza alle deduzioni, noi possiamo solo porci domande e chiedere a chi di dovere di darci una risposta. Nell'attesa che i Pm ci facciano sapere qualcosa di più sulla strada che hanno deciso di intraprendere, anche se pare di aver capito quale hanno imboccato, ascoltiamo il dottor Paolo Ferraro e facciamoci una idea di quale sia il suo pensiero. Ci potremo rendere conto che lui non parla di satanismo ed occultismo, come invece vogliono farci intendere i media che accomunano il suo nome solo a questi argomenti, ma sempre e solo di manipolazione della mente.

288 commenti:

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LucaP ha detto...

@ Anonimo delle 16:01

Io non ho letto da nessuna parte che dal beneficio di cui all'art.274 comma 4 sia escluso il supposto autore del delitto. Per di più non vedo come per una persona non indagata si possa parlare di un beneficio nell'applicazione di una custodia cautelare. E' un paradosso.

Per di più mi sembra che di tale clausola ne abbia beneficiato la Franzoni quando era incinta del terzo figlio.

Se comunque riuscissi a citarmi quanto da te detto, riusciresti anche ad emanciparti da un anonimato non gradito su questo blog.

LucaP ha detto...

@ Anonimo

Difatti non ho detto che il comma a dell'art.274 fosse ingiustificato al momento della richiesta di custodia cautelare. E' adesso, a distanza di mesi dall'avvio delle indagini, che non vedo come Parolisi possa ancora inquinare le prove.

Mora è in carcere per accuse varie tra le quali mi sembra la bancarotta fraudolenta. In questo caso credo che sino alla conclusione delle indagini lo stesso possa far sparire prove determinanti non ancora trovate dagli inquirenti. Solamente dopo potrà tornare in libertà ed affrontare il processo da presunto innocente. A meno che possa nuovamente reiterare il reato su beni e patrimoni ancora nella sua disponibilità.

Anonimo ha detto...

Luca P
è proprio sugli aspetti che hai evidenziato che io mi lamentavo dell'operato dei difensori1
Avrai notato che nei miei commenti, già 2 o 3 volte, ho scritto quali sono i termini per la custodia cautelare, e mi chiedevo perché i difensori non si limitassero ad evidenziare che non ce ne sono gli estremi, anziché tentare, già in questa sede, di portare prove a favore della sua innocenza.
L'avevo già scritto, ma mi ripeto:
a) quali prove può inquinare Parolisi dopo 7 mesi dall'omicidio e 4 di carcere (eventualmente i 3 mesi precedenti avrebbero potuto servirgli in tal senso)?
c) come possono dimostrare il suo carattere violento, quando nessuno, per quel che ci è dato di sapere, ha mai testimoniato in tal senso?
Ecco perché la decisione della Cassazione mi meraviglia: non perché si debba dire che Parolisi sia innocente (lo vedremo col processo), ma perché non vedo le motivazioni per la CUSTODIA CAUTELARE.
Già l'ho detto, in Italia si abusa di tale custodia, a spese dei contribuenti! (oltre che degli eventuali innocenti)

Anonimo delle 16.01
La Franzoni mi pare abbia beneficiato di quell'articolo, infatti ha atteso la condanna FUORI dal carcere, potendo così prima, rimanere incinta, e poi farsi la gravidanza a casa.
Tiziana

Anonimo ha detto...

Luca P
vedo che abbiamo postato assieme lo stesso commento.
Ciao, Tiziana

Anonimo ha detto...

La franzoni ha beneficiato poiche' imputata ed in stato interessante. Parolisi non puo' godere dello stesso beneficio perche' e' detenuto ed indagato per l'omicidio della moglie che ha comportato la privazione della madre alla figlia. Altrimenti diventerebbe " come uccidere la moglie o il marito e vivere ai domiciliari" E poi non e' andando a leggere un articolo che immediatamente ci si trasforma in avvocati. Scusate ma un po' di umilta' qualche volta non guasterebbe.....
E non entro nel merito di colpevolezza e innocenza perche' non ho alcuna certezza in proposito.
Kla

Anonimo ha detto...

già. e la franzoni era addirittura accusata di avere ucciso un figlio, e alla faccia della possibilità della reiterazione la lasciarono a casa con altri due figli.
ma se la moglie non ce l'hai più, cosa mai potresti reiterare?
in quanto all'inquinamento delle prove, mi sa che inquinano di più quelli che stan fuori..

Tabula

Anonimo ha detto...

Non credo sia la reiterazione del reato ma piuttosto l'inquinamento probatorio : parolisi si e' avvalso della facolta' di non rispondere e quindi di NON raccontare i fatti per cui si procede e quindi, ipoteticamente ,sapere qualcosa e occultarne le prove.
Il comportamento processuale del parolisi e' stato cosi' giudicato
Kla

Anonimo ha detto...

La Franzoni non era ancora in stato interessante quando è diventata imputata.
E noi non siamo avvocati, ma forse siamo costretti a leggerci il codice da soli perché nessuno ci ha ancora spiegato come mai in Italia si utilizza la custodia cautelare non secondo i termini di legge, ma per punire in anticipo quello che si ritiene il colpevole: così forse parlerà, così forse se sarà assolto almeno una qualche forma di punizione l'avrà scontata.
In fondo Parolisi fedifrago lo è stato, e dunque, lo vogliamo lasciare libero senza che si faccia almeno un po' di carcere?
Tiziana

LucaP ha detto...

@ Kla (sei l'anonimo di prima, no?)

Parolisi non è stato colto in flagranza di reato. Contro di lui vi è solamente una serie di indizi e la ricostruzione fatta su di questi da parte degli inquirenti.

Non sono chiaramente un avvocato od un esperto giurista e probabilmente tu, se lo sei, potresti citarmi una serie infinita di sentenze della corte di cassazione che giustificano quanto da te detto. Io ho solamente riportato quanto dice l'art.275 al comma 4 dove chiaramente si parla di un beneficio del quale dovrebbe giovare l'inquisito per il quale viene richiesta la custodia cautelare.
Probabilmente fosse stata una donna ad uccidere il marito (perlomeno in via presuntiva) non staremmo qui a disquisire e la stessa avrebbe ottenuto gli arresti domiciliari senza troppo scandalo.

Nel caso della Franzoni (che rientra tra i disposti dell'art.274 comma 4 al pari di Parolisi) l'accusa era di infanticidio. Usando la tua espressione si trattava di "come uccidere il proprio figlio, farne un altro e vivere assieme al secondogenito correndo il rischio di ammazzare anche quello".

Io personalmente sono sempre disposto ad ammettere i miei errori se chi me li contesta li giustifica dovutamente. Quello che tu avevi affermato non era assolutamente contenuto nel CPP ed a questo ho risposto.

@ Tiziana

La Cassazione poteva solamente valutare la validità della sentenza del Riesame. Le contestazioni eventuali ed ulteriori in punto di diritto da parte di B&G non le avrebbero forse valutate perché giustamente dovevano farle proprio in sede di ricorso in riesame e non dopo.

LucaP ha detto...

@ Kla

Non avevo ancora letto il tuo secondo intervento.

Se sei veramente un avvocato mi stupisce che tu non sappia quanto afferma l'art.274 CPP proprio al comma a di cui stiamo discutendo:

"a) quando sussistono inderogabili esigenze attinenti alle indagini, relative ai fatti per i quali si procede, in relazione a situazioni di concreto pericolo per l’acquisizione o la genuinità della prova, fondate su circostanze di fatto espressamente indicate nel provvedimento a pena di nullità rilevabile anche d’ufficio. Le situazioni di concreto ed attuale pericolo non possono essere individuate nel rifiuto della persona sottoposta alle indagini o dell’imputato di rendere dichiarazioni né nella mancata ammissione degli addebiti;"

Quindi se Parolisi si è avvalso della facoltà di non rispondere, questo fatto non può essere portato a giustificazione della situazione di concreto pericolo per l'acquisizione o la genuinità della prova.

Anonimo ha detto...

Kla
potrei essere d'accordo sull'inquinamento delle prove se Parolisi fosse stato arrestato subito, non dopo tre mesi. Tra l'altro, dopo 4 mesi di carcere cosa potrebbe nascondere ancora? Ciò che gli inquirenti potevano scovare, l'avranno scovato, quanto tempo gli ci vuole ancora?
Si è avvalso della facoltà di non rispondere dopo che aveva già dichiarato tutto, in ore ed ore di interrogatorio, in cui lo si chiamava (in maniera ipocrita e oserei dire illecita) persona informata sui fatti.
Tiziana

Anonimo ha detto...

Tra l'altro avvalersi della facoltà di non rispondere è un DIRITTO dell'imputato e dunque non può essere usato contro di lui.
Invece non è un diritto della persona informata sui fatti, ed ecco perché hanno aspettato dei mesi prima di indagarlo, proprio per ESTORCERGLI tutto ciò che potevano. Se questa è la giustizia...
Tiziana

Anonimo ha detto...

Per curiosità e se ne avete voglia rivedevi questo spezzone della "vita in diretta dal 01.31 a 01.49 ca.

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#ch=1&day=2011-11-28&v=95773&vd=2011-11-28&vc=1

I 4 addetti ai lavori (?) ( il conduttore, i due "esperti" in studio e l'inviato in collegamento dal palazzo di giustizia) dimostrano una capacità d'analisi investigativa al disotto dello zero ASSOLUTO

enrico

LucaP ha detto...

A proposito degli interrogatori di Parolisi prima dell'avviso di garanzia, ho sempre trovato scandaloso che sia i Carabinieri sia i PM (con l'eecezione mi sembra di un inquirente donna) nei confronti di Parolisi abbiano sempre usato il "tu" in totale mancanza di rispetto mentre Parolisi si rivolgeva loro con un rispettoso "lei" o "voi" (per essere autarchici).

A proposito anche di questo vi ricordo uno dei tanti articoli che parlano della censura da parte dell'Unione Camere Penali in merito alla violazione dei diritti di Parolisi

http://www.abexpress.it/cronaca/item/2818-paroli-non-ho-ucciso-io-melania

Sono da notare in calce all'articolo (del 22/06/2011)le frasi di Gennaro Rea che finge stupore di fronte alla notizia dell'avviso di garanzia quando oramai tutti noi presumiamo (con buona dose di certezza) che sia lui sia la moglie già alla metà di maggio testimoniavano il falso per agevolare gli inquirenti nella costruzione dell'impianto accusatorio.

Alla faccia dell'ipocrisia!

Anonimo ha detto...

Scusate ma tutto questo surriscaldamento non lo capisco ne' lo condivido. A Luca vorrei dire che non devo dimostrare niente a nessuno e quindi anche a lui.
Posto che parolisi ha il diritto di non parlare e di non accollarsi alcuna responsabilità, sia in caso di innocenza o colpevolezza, e che le prove sono in capo a chi vuol
sostenere l'accusa, il comportamento processuale dell'imputato/indagato condiziona l'inquirente che ha in mano l'arma piu' grossa che si chiama libero convincimento. Non capisco perche' si debba offendere "'mi pare strano che tu non sappia" cui posso replicare con " non mi pare invece strano che tu ritenga di sapere".
Ho semplicemente cercato di interpretare quello che puo' essere accaduto e che puo' avere portato i giudici a mantenere in carcere parolisimSecondo il mio modo di vedere e che puo' non essere tanto diverso da voi.
Mi guardero' bene dall'intervenire in seguito.
Kla

LucaP ha detto...

@ Kla

Mi dispiace di essere stato troppo superbo ed accetto il tuo richiamo all'umiltà. Ho però per ultimo ribattuto ad una tua affermazione che mi sembrava in contrasto con la tua presunta professione.
Non "ritengo di sapere" per dono naturale, ma sono abituato a cercare ed ad informarmi il più possibile anche in campi che non conosco.

Naturalmente qualsiasi tuo contributo costruttivo alla discussione è ben accetto in qualsiasi momento.

ENRICO ha detto...

KLA,

condivido questa osservazione ; "...parolisi si e' avvalso della facolta' di non rispondere e quindi di NON raccontare i fatti per cui si procede e quindi, ipoteticamente ,sapere qualcosa e occultarne le prove. .

Mi sembra un timore giustificato e comunque SE Parolisi EFFETTIVAMENTE SA QUALCOSA CHE finora NON HA DETTO per paura di qualche grosso guaio è meglio per lui restare in carcere...NON SI SA MAI ..
Così come la richiesta di affidamento della piccola da parte dei familiari di Melania potrebbe essere dovuto a motivi di sicurezza

Anonimo ha detto...

Kla
il "surriscaldamento" forse deriva dal modo in cui ti sei proposto.
Se scrivi:"E poi non e' andando a leggere un articolo che immediatamente ci si trasforma in avvocati. Scusate ma un po' di umilta' qualche volta non guasterebbe.....", legittimi le risposte che ti vengono date, non ti puoi meravigliare ti sia risposto a tono.
Se ci mettiamo invece su di un tono paritario, come è sempre stato su questo blog, qualunque intervento è ben accetto anzi, più siamo meglio è, il confronto arricchisce.
Tiziana

emax/massimo prati ha detto...

La Franzoni fu liberata, dopo una arringa molto convincente dell'avvocato Carlo Federico grosso (ancora suo legale) dal tribunale perché, scrissero i giudici, c'erano altre persone senza movente e con motivi più validi dei suoi che potevano avere ucciso. Perché il pigiama si poteva essere macchiato anche se steso sul letto. Ed infatti, scrissero, sia sul piumone che sull'indumento non vi sono tracce di ditate o di sfregamento (impossibile se una persona lo indossa in un omicidio come quello dopo essersi inginocchiata e scesa da un letto pieno zeppo di sangue). Inoltre la procura fu invitata ad indagare su queste. La sentenza arrivò il 2 aprile, le motivazioni il 9 e il giorno 11 la dottoressa Bonaudo, procuratore capo ad Aosta ed ora avvocato a Torino, incontrò i giornalisti per dire che avrebbero indagato i vicini, mentre il 12 in procura la dottoressa Cugge, sua Pm poi trasferita in corso di indagine, iniziò la pratica di ricorso contro la sentenza dicendo con mille aggettivi che quanto i giudici avevano detto e scritto era scandaloso, che il Gip Gandini, chi aveva dato l'ok per la carcerazione, nelle sue motivazioni aveva fatto intendere di non aver capito nulla.

Così si fece ricorso allegando un video del Ris in cui un'analista picchiava con un martello su un bambolotto di plastica, ed una perizia che dava per certa la presenza del sangue misto madre figlio sugli zoccoli. Grazie ai video ed alle perizie del Ris la Cassazione diede ragione alla procura, ma non l'aveva perché quanto da loro allegato fu smentito completamente in appello (lì però portarono altre ricostruzioni), ma il Gip Gandini non carcerò la Franzoni, che non era incinta ancora, perché a suo parere vennero meno le esigenze cautelari. La procura a questa decisione si accanì ulteriormente e...

Ciao, Massimo

emax/massimo prati ha detto...

Grazie Luca, hai capito bene il mio pensiero, sono veramente inc... anche se non mi aspettavo nulla di più, al massimo un rinvio al mittente. Mo vediamo il tribunale dei minori che fa e se qualcuno riesce a portare la bimba a Teramo almeno un paio di volte al mese.

La Mussolini, Marilia, io ero rimasto che credevo essere un politico. Ora la scopro anche opinionista e non mi meraviglio ci sia chi la chiama a parlare, fa il gioco dei media ed aiuta a reclutare chi ha pregiudizi. Lei e la Palombelli fanno una bella coppia, anche se Rutelli forse non sarà d'accordo, e dovrebbero predisporre una trasmissione tutta per loro. Sai che sballo sarebbe, dopo averle viste un paio di volte tanti smetterebbero di drogarsi e tanti di guardare la tivù. Mica male...

Massimo

rita ha detto...

Oggi pomeriggio alla "Vita in diretta" è uscita qualche novità pur se detta a mezza bocca.

Sembra che gli inquirenti stiano ascoltanto di nuovo i colleghi "istruttori" di SP, soprattutto uno, che già era stato ascoltato in passato, ma la giornalista Grazia Longo non ha voluto fare il nome. Ha precisato però che tutti loro hanno un alibi di ferro.

Il padre di Melania, intervistato in diretta, che li ha definiti "i compagni di merende" ha specificato che avevano gli stessi vizi del genero: tutti sposati e tutti che si trastullavano con le "allieve".

Sembra sia stato interrogato sempre oggi anche il nuovo comandante della caserma, il Col. Vicari, perchè non è stata ancora abbandonata dagli inquirenti la pista del "segreto" della caserma.

r.

Manlio Tummolo ha detto...

Gentissima Tabula,
ho forse fatto riferimento a Lei in persona ? Parlando in generale, si suppongono anche le eccezioni a cui Lei sicuramente appartiene. Ma sarebbe anche facile rispondere col motto latino "excusatio non petita, accusatio manifesta". Chi si scusa senza richiesta dell'altro, si accusa manifestamente. I processi inconsci sono tali appunto perché non conosciuti, e questa autodifesa si rivela non solo inutile per Lei (di cui non ho parlato), ma anche un involontario scoprimento, perché se ne sente colpita. Si figuri: certo che non ci conosciamo nemmeno indirettamente, ma non è colpa mia se vi nascondete nei vostri pseudonimi appunto per non farvi conoscere. Sono state proprio le donne (e da insegnante ho lavorato con esse fianco a fianco per anni) a spiegarmi che esse amano i "mascalzoni". E' certo un luogo comune, ma proprio per questo con molta verità ovvia dentro di sé: basti vedere quanto successo con loro abbia un intellettuale (che non sia ricco e celebre), serio e posato, e quanto ne abbia uno di questi disgraziati, sempre pronti a ingravidare tutte le femmine che lo circondano, come ad un capobranco.
E un'ultima cosa: se, invece di pensare secondo genere e sesso (chi di voi ritiene che un avvocato donna saprebbe salvare Parolisi dai giudici assai meglio di un avvocato uomo ?), pensassimo come esseri umani, ovvero dotati di un'uguale ragione universale, appunto per cui si dice che l'uomo è un animale dotato di ragione, invece che secondo umori ed emozioni legati a semplici fenomeni fisiologici, saremmo riusciti, maschi e femmine dell'essere umano, a fare un grosso progresso. Non serve immaginare il marziano con la pelle verde per questo.

Anonimo ha detto...

Gentilissimo signor Manlio Tummolo,
capisco la frustazione di alcuni uomini, intellettuali, seri e posati, che non riescono ad aver successo con le donne, ma forse si tratta soltanto di uomini che non sanno trattare con il genere femminile, che offendono gratuitamente, che ritengono che tutte le "femmine" siano pronte a farsi ingravidare dal primo mascalzone di passaggio.
Personalmente Le dico, e stranamente sono anch'io un'insegnante, che sto piacevolmente in compagnia solo di uomini intelligenti, colti e perché no, anche un po' spiritosi: ce n'è più d'uno tra i miei colleghi, con cui mi confronto soprattutto sulla mia materia, la filosofia.
Con mio marito ci siamo conosciuti ai tempi del liceo, e mi sono innamorata di lui per la sua intelligenza mista ad una buona dose di sana ironia.
Lei suggerisce di pensare come "esseri umani" e non in base a genere e sesso. Mi trova d'accordissimo. Come valuta però il tacciare le DONNE, che sostengono l'innocenza di Parolisi, di pulsioni inconsce verso il militare? Dunque solo gli uomini possono esprimere opinioni su questo caso? Oppure, siccome siamo "dotati di un'uguale ragione universale", anche Pino, Enrico, LucaP, Massimo, Antonello, Wide, Falco, Alessandro... provano le stesse pulsioni inconsce?
Tiziana

Anonimo ha detto...

@Manlio
post delle 10.20
scrivevi: "Sono più vicino alle posizioni di Giacomo e di Massimo, che non a quelle di talune cortesi signore che hanno risposto al primo."
essendo taluna delle due/tre cortesi signore che risposero, è matematico che mi senta chiamata in causa. Perchè se delle due-tre cortesi signore che risposero a Giacomo e Massimo fosse stato specificato "eccetto Tabula", sarebbe un conto. Ma non essendo stata esclusa, di fatto, sono nella facoltà di rispondere come una delle persone a cui ti riferisti.
Sussiste una componente inconscia nell'enorme interesse che suscita nelle donne il sig. Parolisi, proprio nella sua qualità di "mascalzone" , una figura che sempre affascina il genere femminile, e ne fa battere il cuore precipitosamente.
Se dev'essere specificato, lo specifico: Parolisi non mi smuove nè ormone nè accelerazione del battito.
Perchè rispondo io? perchè appartengo al genere femminile.

anche se sono recentemente passata al genere extraterrestre.

In quanto agli intellettuali seri e posati, ho avuto un ex filosofo e scrittore che era così, ma era pure un gran figo e calamitava donne con la pesca a strascico, motivo per il quale la storia è finita.

Tabula

ENRICO ha detto...

TUMMOLO,
vabbè… ma adesso non esageriamo !

' sto Parolisi mica è il leggendario “ mascalzone” di imperitura memoria alla Belmondo o alla Mc QUEEN …( contro i quali, lo ammetto,la concorrenza sarebbe dura… se fossero ancora sul mercato )

Qui si tratta di un povero cascamorto di paese con una divisa ( da caporale, per giunta) e qualche muscolo in più : il massimo che può permettersi è quello di far presa SOLO su una fauna femminile del suo stesso livello
Non credo proprio che le “ cortesi signore “ nostre interlocutrici validissime facciano parte di questa categoria di immeritevoli rappresentanti del “gentil sesso”.

Per fortuna di noi poveri intellettuali magari provvisti solo di una Fiat ‘500 anni ’70 !

Manlio Tummolo ha detto...

Carissime Tiziana e Tabula,
a 63 anni, difficilmente posso sentire frustrazioni di questo tipo, ma ripeto, al di là delle mie esperienze personali, sono le donne stesse a dire (delle altre ovviamente) le cose che ho riportato. E, se non ricordo male, voi stesse sulle vostre con-generi ne avete dette di vari colori. Secondo il principio, "tutte, ma non io". Io non rimprovero le donne perché sostengono l'innocenza del Parolisi, ma l'occuparsi soltanto del Parolisi. Quanto alle ingravidazioni, si tratta di fenomeni del tutto naturali che, se non esistessero, non esisterebbe nemmeno la specie di riferimento. Nulla di offensivo, in quanto altrimenti anche mangiare, bere ed altre attività fisiologiche di secrezione ed escrezione, dovrebbero essere considerate solo cose animalesche. Ripeto: prendersela per il mio intervento sul vostro contro Giacomo (che si incentrava sull'interesse monomaniacale per Parolisi, quando su tutti gli altri temi di natura generale, pur altrettanto ben affrontati da Massimo Prati, non vi è osservazione alcuna, malgrado le docenti di filosofia), dimostra l'esatto contrario di quello che si pretende di sostenere, il che non denota interessi di natura ampia e generalmente umana tipici del filosofo, ma solo curiosità giallistiche o personali passioni.
Caro Enrico, non conosco il Parolisi, e non so di che grado e modo sia la sua natura di "mascalzone", è un caporalmaggiore, non un caporale, il massimo grado della sua carriera militare, un uomo che non ama gli studi perché potrebbe almeno cercare di diventare maresciallo, come avveniva un volta. Insomma, certo che non è Belmondo, e non ha neppure i suoi muscoli (Belmondo ai suoi tempi era ben piantato o almeno passava per tale). Comunque, oltre che di limitata cultura, non è certamente una persona seria, poi sul resto non spetta a me decidere, e, come ho detto tante volte, di ciò nemmeno mi interesso.

Anonimo ha detto...

Manlio'
ti do del tu dato che qui ce lo diamo tutti. Non ti ho risposto ieri in quanto, sebbene anche io sia una donna, non mi sentivo direttamente chiamata in causa dalle tue affermazioni e non amo le polemiche. Ti rispondo ora perche' hai puntato il dito sul disamore di Salvatore agli studi e c'e' una cosa che volevo dire da tempo. Premetto che ho conseguito laurea e specializzazione, e che l'italiano non e' la mia prima lingua.

In tanti giudicano il modo di esprimersi di Salvatore, indice evidente di mancanza di studi. In tanti esaltano i Rea, famiglia modello fotogenica, unita e rispondente ai canoni impostici dalle serie pubblicitarie del Mulino Bianco. In molti, inoltre, sebbene indirettamente (ipocriti e codardi!) soppesano anche i Parolisi, meno colti, meno abbienti, meno presenti mediaticamente e meno appealing al gusto dell'italiano medio. Convinta che una laurea debba conferire, prima ancora che un titolo di studi, una maggiore apertura mentale ed una piu' profonda capacita' di umilta' e compassione, noto un fallimento generale e diffuso, dato che il processo a Parolisi, influenzato dalla natura semplice della sua origine, e' stato alimentato dalla stessa protervia e presunzione di bassa lega di una massa di nouveau riche. A presentatori ed opinionisti i Rea piacciano, in quanto e' piu' facile e remunerativo parlare con loro, mentre e' stata data un'attenzione di seconda categoria ai Parolisi, anche'essi colpiti dal dolore (le modalita' e l'origine del dolore non combaciano perfettamente, ma l'intensita' non e' valutabile), ma considerati solo marginalmente. Eppure i Parolisi hanno dimostrato in maniera costante e senza sbavature o cadute volgari una signorilita', una riservatezza, una dignita' ed una limpidezza di sentimenti che merita semplicemente rispetto e stima. Una Mussolini che a brutto muso definisce Parolisi colpevole perche' brutto e antipatico, oltre a mostrare pubblicamente la propria profonda carenza di consequenzialita' logica, scade nella bassezza del giudizio arbitrario e, di conseguenza, descrive se stessa. Parolisi non ha studiato; Parolisi ha tradito. Questo non lo rende un animale da circo o, al momento, da zoo. E' un essere umano che, partendo da una condizione semplice, ha fatto il meglio che poteva della propria vita (una laurea non apre le porte alla perfezione) pur commettendo degli errori umani, e chi di errori non ne ha mai commessi alzi la mano - cerco ancora quell'intervista o articolo in cui Gennaro Rea ammette i suoi tradimenti.

Annika (continua...)

Anonimo ha detto...

...continua

Questo caso mi ha colpita maggiormente di qualunque altro non per la'aspetto fisico o il carattere da mascalzone di Salvatore. Diciamo semplicemente che Parolisi non e' il mio tipo. La storia di Melania, piuttosto, stimola in me la stessa curiosita' e determinazione di risolvere un rebus incompleto sulla settimana enigmistica; rebus che, al contrario del delitto della piccola Sara, presenta almeno una delle scene della sequenza nella parte figurata in versione completa. Di Sara non conosciamo neanche il luogo in cui e' morta e, data la natura del mio ramo, non avrei elementi o conoscenze tali da permettermi di discuterne con cognizione di causa. Il caso di Melania, invece, e' li' davanti a me; lo vedo, lo leggo, lo studio sulle carte e lo scrutino nelle parole, nei toni, nei gesti e negli sguardi degli intervistati. Soprattutto, posso valutare la scena del ritrovamento. Ed ecco che, dati alcuni fatti provati di quella scena, per un motivo che non desidero discutere pubblicamente, ho elementi per ipotizzare non a caso, ma sulla base di studi universitari oltre che di esperienza lavorativa sul campo. Non vedo ancora una soluzione precisa, perche' sono convinta che manchi qualcosa, ovvero che di quel ritrovamento qualcosa sia stata taciuta o tralasciata, forse trascurata, ma diciamo in linea generale che il caso di Melania stimola la mia ricerca di una soluzione logica e coerente piu' di quello di Sara. Cio' senza togliere che provi una grande pena per Sabrina, indipendentemente dal suo essere innocente o meno, e una forte rabbia per come si siano svolte, anche in quel caso, le procedure.

Annika

Anonimo ha detto...

E' vero. La discriminazione di genere porta spesso noi donne a parare i colpi in anticipo nel "tutte, ma non io", proprio per farsi scivolare di dosso alcuni luoghi comuni che, sebbene siano riconoscibilissimi in u numero considerevole di esponenti del nostro stesso sesso, potrebbero qualificarsi come possibilità o tendenza, ma non, grazie al Cielo, come regola immutabile scolpita nel marmo.
E' un pò come dire che tutti gli uomini sappiano di motori, o come dire che abbiano tutti il mercoledì del calcetto con gli amici, mentre noi si va a ricamo. Detto ciò, le categorie generalmente mi risultano ostiche ed insopportabili. Essere gettati in un calderone "tu sei così" dal quale derivi un inesorabile "quindi" (ma che prigione stretta e buia sono questi quindi?) mi ha sempre provocato un rifiuto viscerale, un "e chi lo dice?".
Poi si potrebbe discutere ore di quel che attrae me, di quel che attrae Mimosa o Tiziana, di quel che attrae "le donne": ma non se ne verrebbe a capo.
Resto sulla mia, pensando che magri, panciuti, scaricatori di porto o intellettuali, "ognuno ha il suo mercato": inutile dannarsi per gli affari altrui, come inutile è categorizzare.
Per la monotematicità, che sia casuale o meno, così come ai tempi seguii con trepidazione la vicenda di Cogne, il mio personale processo identificativo suppongo passerebbe casomai attraverso la figura di Melania.
Noi donne, vede, "generalmente" possediamo un maggior numero di cellule specchio, quelle che ci permettono di identificarci col prossimo.
E pur se questa rilevanza cellulare rientra nel dominio della scienza e non di una categorizzazione generica, anche questa condizione, e per fortuna, non è detto rientri nel campo dei "dovuto".

Tabula

Manlio Tummolo ha detto...

Per Annika,
il problema del "tu" nella nostra lingua è un problema di confidenza, di comune età, di conoscenza reciproca perlomeno epistolare anche se solo telematica. L'uso del "tu" non va dunque generalizzato, specialmente in sede critica perché potrebbe essere considerato offensivo. In inglese, le cose sono diverse, ma non è detto che dobbiamo per forza adeguarci a consuetudini britanniche.
Per "Tabula": sulla personalizzazione, di certo io non ho cominciato e, neppure, sulla distinzione di genere o sesso che dir si voglia, visto che non sono io che mi sono posto l'idea che un avvocato donna sarebbe riuscita a far liberare Parolisi, invece che un avvocato uomo. Del resto, la citata signora dr. Bongiorno, i cui paragoni con films e cartoni animati non mi parevano particolarmente intelligenti o giudiziariamente efficaci, ha vinto in secondo grado, non tanto per suo merito, quanto, come rilevato anche da altri, per le controperizie. Fosse stato solo per lei, penso che i due imputati sarebbero ancora in carcere.
Non è tanto il fatto monotematico, a livelli maniacali, dell'argomento Parolisi, quanto l'assenza quasi assoluta di partecipazione agli altri argomenti pur tanto sapientemente esaminati da Massimo Prati, che colpisce. Questo, d'altronde, è un sintomo dell'influenza televisiva su chi la segue sistematicamente a far credere che determinate questioni secondarie, o ultime, siano più importanti di altre, al punto da non occuparsene minimamente. Penso ad esempio a coloro che ci stanno strangolando ormai da decenni e continuano a farlo, ma ciò sembra normale: un tempo, non proprio lontanissimo, avremmo rivolte vere e proprie per le strade, oggi ci occupiamo di strani delitti e sfoghiamo tutta la nostra reazione solo nella guida, o litigando nei condomìni, con la tipica politica dei polli di Renzo.
Sul caso Parolisi, come su tanti altri, ciò che deve soprattutto colpire, più che le chiacchiere dei salotti televisivi, è il rispetto esistente o non esistente delle procedure di legge. Ritornando al punto da cui si era partiti, il caso Scazzi è la manifestazione di un'assenza totale di rispetto delle regole, che non vedo (almeno non con quella protervia assoluta) nel caso parolisi. La sostanza del mio intervento, ridotta, ai minimi termini, era appunto questa, e non questioni di contrapposizione tra sessi: per me, la donna intellettualmente non ha nulla di più, nulla di meno del suo simile maschio, ha una diversa emotività, in parte dovuta a fattori biologici, in parte a fattori socio-culturali. E non dimentichiamo che, chi educa nel bene e nel male il maschio, come la femmina, è la madre soprattutto, ovvero la donna.

Anonimo ha detto...

Signor Manlio, fino ad ora ho evitato di risponderle, perchè le polemiche sterili non mi interessano, ma visto che lei continua, mi sento in dovere di farlo.
L'idea di un difensore di sesso femminile per Parolisi, l'ho lanciata io e mi sembra anche di averne spiegato i motivi. Non ho mai detto, nè pensato che un avvocato donna salverebbe Parolisi meglio di un avvocato uomo. Ho affermato che un legale donna potrebbe AFFIANCARE e non SOSTITUIRE i due legali di Parolisi, perchè in genere, la donna è dotata di maggior intuito, di maggior sensibilità ed in un caso così delicato come quello in questione dove c'è di mezzo anche una bambina, non potrebbe che contribuire in modo positivo.
Se c'è qualcuno che ha fatto delle contrapposizioni tra uomini e donne questo è stato lei; descrivendoci come un branco di ormonate che si aggrappano ai pantaloni del primo bellimbusto che passa. I motivi per cui una storia "appassiona" più di un'altra sono i più disparati: dallo strano modo di operare di una procura al fatto che la vittima sia una donna più o meno coetanea o che sia una mamma e potrei continuare ancora....quindi trovo fuori luogo che sia lei ad indicarci quali siano i casi che debbano attirare la nostra attenzione.
Infine la questione del "tu" con Annika è un altro modo per fare un'altra inutile polemica.

Stella

Anonimo ha detto...

Su quest'ultima frase non potrei che concordare.

Per il resto, non guardando praticamente mai la tivù, non entro nel merito, e rimango sulla mia posizione di processo identificativo, se la cosa dovesse importare anche io ho un figlio piccolo e, se l'ccasione lo consente, mi guardo ben bene dal portarmi pannolini ed ammennicoli vari in giro, borsa compresa.
Sono una mamma degenere, lo so: ho visto mamme tirare fuori vasini dal cilindro, al parco. Io, se ho problemi, al massimo mendico un pannolino e due salviette.
Embè?

Il fatto che sui media si impostasse la faccenda a partire da certi piccoli pregiudizi, una mamma non farebbe mai questo o quello, una donna non direbbe mai questo o quello, eccetera, concatenati insieme sino a formare una colpa non provata, mi ha fatto salire il sangue al cervello, non bastano suocere e amiche perfettine a rompere le scatole, ci mancavano pure gli opinionisti in tivù.
Io gliel'ho detto al mio compagno: hai solo da augurarti che NON mi succeda niente, perchè povero te, dovessero scandagliare nelle mie abitudini.. ti sbatterebbero dentro e butterebbero la chiave.

Per altri casi, resto della vecchia idea che chi non ha niente da dire, è meglio che taccia. Ed io, in attesa di formarmi un'idea più chiara, osservo ascolto LEGGO voto e taccio.

Tabula

Anonimo ha detto...

Spulciando tra le vecchie interviste a Gennaro Rea sono rimasta allibita dall'ultima dichiarazione di questo articolo datato 18/5.

http://www.newnotizie.it/2011/05/18/melania-padre-ho-un-dubbio-salvatore-mi-deve-spiegazioni/

Da quanto avevano deciso i Rea di impadronirsi di quella bambina? E perche' erano gia' a maggio cosi' disperati a toglierla al papa'? C'e' qualcosa che davvero non quadra in questa storia dell'affido e della patria potesta'. Capirei questo accanimento ad avere Vittoria in un unico caso, che aprirebbe tante e nuove possibilita': se Parolisi non fosse il padre. Salvatore, che si sappia, ha mai richiesto un test di paternita'?

Aggiungo in inciso che non sono britannica.

Annika

Anonimo ha detto...

"Non si penserà che un uomo da solo con un impegno lavorativo molto intenso possa accudire giorno e notte una bambina di pochi mesi".

sì, ricordo questa frase.
brutta, brutta frase.
mi fece pensare, già allora, che avere a che fare con quel suocero lì sarebbe stato una brutta gatta da pelare.

Tabula

Anonimo ha detto...

Abbiamo notato tutti, fin dalla primissima intervista a CLV, che Salvatore piange convulsamente solo ed ogni volta che nomina Vittoria. Penso realmente che qualcosa non torni.

Annika

ENRICO ha detto...

ANNIKA

IPOTIZZANDO ( ne abbiamo fatte talmente tante di supposizioni assurde... una in più non cambia molto ) che Salvatore NON sia il padre, secondo te, LUI ( Salvatore) lo saprebbe o ne sarebbe all'oscuro ?

( giusto pourparler...)

Anonimo ha detto...

Signor Manlio Tummolo
vorrei farLe notare che questo bel blog non rappresenta l'unica occasione al mondo (senza ovviamente nulla togliere a Massimo, che non me ne vorrà, spero) per parlare di giustizia, affido familiare, educazione e così via.
Come fa dunque a parlare di "'interesse monomaniacale per Parolisi, quando su tutti gli altri temi di natura generale, pur altrettanto ben affrontati da Massimo Prati, non vi è osservazione alcuna, malgrado le docenti di filosofia"? Forse Lei esaurisce le Sue riflessioni con ciò che esprime in questo forum io, per fortuna, ho molte altre occasioni in cui dibattere queste tematiche. Lo faccio quotidianamente, ad esempio (e non esclusivamente), con i ragazzi durante le lezioni.
Ho invece iniziato a commentare il caso di Parolisi, in risposta agli articoli di Massimo, perché non avevo altra occasione per far sentire la mia voce su questo tema.
Sono rimasta colpita e scandalizzata dal fatto che su questo omicidio le voci fossero univoche, tutte contro il marito della vittima, voci che mi sembravano per altro mancanti di rigore logico.
Mi hanno dunque piacevolmente attratto i commenti di Massimo, perché fuori dal coro e perché rispondenti alla logica che cercavo.
Ho trovato un alto livello intellettivo ed umano tra gli interlocutori, e pertanto ho continuato a leggere e commentare sul blog.
Questo non significa che altri argomenti non siano interessanti, ma spero che Lei consenta, a ciascuno, di dedicare il proprio tempo libero a ciò che preferisce (tra l'altro io ho anche brevemente commentato un articolo di Sira ed uno di Pamba, ma preferisco non fare la "professoressa" in questo spazio messoci a disposizione da Massimo. Questo è anche il motivo per cui firmo i commenti solo con il mio nome).
Distinti saluti
Tiziana

Anonimo ha detto...

Enrico
IPOTIZZANDO direi che Salvatore sembri incredibilmente attaccato a Vittoria. Certo sta che Melania ha trascorso la gravidanza, un periodo bellissimo di cementificazione del rapporto e di progetti per il futuro, a casa Rea, lontana da Salvatore. Eppure allora non sapeva ancora niente di Ludovica. E non mi si venga a raccontare che sia normale che una donna incinta, sposa novella, passi 9 mesi dai suoi genitori perche' in dolce attesa. Non si diceva che era innamoratissima del marito? Casomai sarebbero potuti andare i suoi genitori a trovarla in attesa del parto, ma i Rea danno per scontato che cosi' non debba essere. Cosi' come danno per scontato che Vittoria, insieme a corredo, vestiti, trucchi e quant'altro appartenesse a Melania diventi ora di loro proprieta', alla faccia degli articoli sulla successione del codice civile. Il problema e' che Vittoria non e' una tovaglia con 6 tovaglioli, e che comunque non e' un bene appartenente alla defunta. Vittoria non appartiene a nessuno ma e' la figlia di due persone, ed escludere Salvatore come se non esistesse equivale a dire: tu non sei il padre. Salvatore inoltre non sa niente del rapporto 72+/-h prima del 18/4, o lo avrebbe brandito come arma di difesa di un rapporto solido tra lui e la moglie.

Il motivo per cui penso che Salvatore non sappia e' la sua continua richiesta disperata di vedere la bimba. Ma il fatto che sospetti, magari anche solo inconsciamente, lo dimostrerebbero la mancanza di reazione, anche per vie legali, al rifiuto della famiglia di fargliela vedere, e la sua tacita accettazione che la piccola stia con i nonni materni e non con i Parolisi. Avrebbe potuto intentare o far intentare causa da Franca, ma non lo ha fatto... Scoprire di non essere il papa' di Vittoria sarebbe una beffa oltre che un dolore insopportabile per lui, e pertanto forse preferisce tenersi il dubbio. Ma i Parolisi, che la bimba l'hanno avuta in casa, l'avranno pettinata. Vittoria avra' una sua spazzola li' da loro, anche di quando era piccolissima. Ed ottenere un capello di Salvatore non sarebbe per loro troppo difficile. Chissa' se a qualcuno e' mai venuto in mente di non dare per scontato qualcosa che, se non e', meglio per tutti e i Rea rimangono rei di aver tolto il papa' a Vittoria; ma se e' apre scenari piu' plausibili in una storia che di scontato, comunque la si giri, sembra avere poco e niente.

Annika

ENRICO ha detto...

ANNIKA

ho tentato di ricostruire la cronologia degli eventi (dalla data matrimonio a quella della nascita di Vittoria alla data d'inizio del rapporto con Ludovica e al giorno in cui M scopre il tradimento da parte del marito) ma ho fatto un buco nell'acqua .Ci riproverò

Comunque anche a me l'allontanamento di Melania dal marito per tutto il periodo della gravidanza ( tra l'altro a poca distanza dalle nozze !) è sembrato FIN DA SUBITO un fatto anomalo in contrasto stridente con l’immagine stucchevolmente edulcorata sbandierata da parenti ed amici…( salvo poi venire a scoprire come i medesimi furtivamente raccontassero agli inquirenti ben altre verità )

IPOTIZZANDO lo scenario da te IMMAGINATO (mater semper certa est, pater nunquam) se ne dovrebbe concludere che il Parolisi – a suo tempo e a sua insaputa - sia stato “prescelto” dalla famiglia REA per “sistemare le cose” al meglio…

Non vado più avanti PERCHE’ MI VIENE DA RIDERE …
Scusami. Quando mi passa l’attacco cercherò – se ci riesco ! - di concludere la “rappresentazione”

Anonimo ha detto...

Caspita, Annika e Luca, sareste una coppia diabolica!

State forse dicendo che Melania sarebbe stata incinta al momento del matrimonio?
e perchè non di Salvatore, se anche lo fosse stata?
Ma soprattutto, questo cosa c'entrerebbe con l'omicidio della stessa?

A quel che mi risulta, comunque, Salvatore e Melania stavano insieme da una decina d'anni, un pò troppi affinchè si tratti di un malcapitato "prescelto" atto a salvare l'onore della figliola.

Casomai direi il contrario: direi piuttosto che Parolisi potrebbe essere stato un pò forzato a stringere quel brodo che si era ormai fatto troppo lungo.

Ecco, farsi mettere incinta ha spesso convinto fidanzati ben più riottosi, e questo giustificherebbe la faccia poco convinta dello sposo, ma è tutto da dimostrare che Melania sarebbe ricorsa a questi mezzucci.

Comunque sia Annika la dici giusta: "Vittoria non e' un bene appartenente alla defunta" non lo è, perchè se lo fosse stato sarebbe di legittima proprietà di Salvatore.
Il problema è che la patria potestà di quest'uomo è stata calpestata, come padre è già stato esautorato dai suoceri che non gli permettono neanche di vedere la bambina.

perchè non ha firmato una carta in cui affidava temporaneamente la figlia alla sorella, così come avrebbe voluto Melania?

I parenti di lei lo descrivono come un diabolico mostro traditore assassino.
I parenti di lui lo descrivono come un bonaccione.
Lo stato di servizio lo descrive come un pò indolente e pigro.

Un diabolico mostro assassino però sarebbe stato un pò più furbo e non avrebbe mai affidato la bambina ai suoceri. Appunto perchè furbo, non gli avrebbe consegnato mai quest'arma da potere usare contro di lui.

Secondo me, scusate se ve lo dico, ma questo Parolisi è un tontolone bonaccione che si è sempre fatto mettere i piedi in testa dal suocero, altro che diabolico e bla bla.
Uno che non sa dire di no nè all'amante nè alla moglie, nè a qualsiasi ragazza gli capitasse sotto tiro. Uno che si fa tirare per la giacchetta a destra e a sinistra.
Un uomo tranquillo che odia entrare in conflitto e per questo viene trattato come un pupazzo.
Ma che forse adesso ha l'occasione per capire che gli conviene puntare i piedi.
Gli hanno ucciso la moglie, sputtanato l'amante, rubato la figlia la vita e la libertà.
Speriamo che con sua figlia non sia già troppo tardi.

Tabula

ENRICO ha detto...

TABULA,

Stavo "seguendo" il ragionamento IPOTETICO di Annika perchè l'idea mi aveva intrigato ...

Avevo già fatto i conti e sebbene non avessi trovato le date esatte credo di poter escludere che Carmelina ( a proposito : perchè la chiamavano Melania ? non mi sembra un soprannome ..) fosse incinta al momento del matrimonio. Dunque l'ipotesi di Annika, per quanto suggestiva, credo sia da abbandonare

Resta comunque sul tavolo l’inspiegabile comportamento dei Rea decisi oltre ogni comprensibile spiegazione ad ottenere l’affidamento della piccola.
Avevo azzardato come possibile motivo ( anche questo piuttosto forzato) la volontà di proteggere la piccola da eventuali minacce di cui potrebbe essere oggetto “trasversalmente” Salvatore se si ipotizzasse un suo coinvolgimento in qualche traffico pericoloso

ENRICO ha detto...

TABULA
Ps... e sono d'accordo in pieno con il ritratto che hai fatto di Salvatore !

Anonimo ha detto...

@Enrico.
Io purtroppo sono convinta che i Rea siano convinti di fare la cosa giusta, che siano convinti che il genero è uno schifoso e che siano tremendamente arrabbiati con lui, e ben lo stanno dimostrando.
Il problema è che non si neanche rendono conto di usare la bambina come un'arma, di danneggiarla psicologicamente negandole perfino la parola "papà".
Perchè i bambini capiscono più di quel che si dica, leggono i volti le espressioni e captano le sensazioni, e se lei davanti a loro non chiede mai di lui, una ragione c'è.

Tabula

santy ha detto...

@ENRICo e @Annika

il 16 ottobre 2011 la piccola Vittoria ha compiuto 2 anni ,tenendo conto dei 9 mesi di gestazione M è rimasta incinta a gennaio 2009 ora non riesco a trovare il vdeo di salvatore e melania sposi ma credo fosse estate o primavera innoltrata perchè se non ricordo male melania indossava un vestito leggero

e ha detto...

SANTY

Infatti. Credo però che si siano sposati nel 2008 . Almeno questa è la data riportata in alcuni articoli

ENRICO ha detto...

SANTY
f.to
ENRICO

Manlio Tummolo ha detto...

Lasciando stare le solite questioni personalistiche, che a me interessano poco, né le eccessive apologie di un uomo comunque di per sé discutibile, visto il suo ruolo pubblico, e tutto il resto, ritengo che sarebbe da chiedersi, prescindendo completamente dal delitto, che cosa avrebbe potuto fare Melania Rea (che, non dimentichiamo, è la vittima, non la colpevole: e ben che parliamo di solidarietà femminile...), se avesse deciso di divorziare dal marito adultero sistematico e ripetitivo. Immagino che il processo di separazione sarebbe avvenuto per colpa, e grave (art. 151 Codice Civile da correlare al 143 c. 2), del signor Parolisi, con tutte le conseguenze anche nel rapporto con la bambina. Sappiamo che in tali casi le mogli divorziande o divorziate sono piuttosto dure con l'ex-coniuge, e spesso vietano loro di fatto una regolare frequenza dei figli. Suppongo che una Melania Rea avrebbe agito nel modo medesimo: questo, in certa misura, giustifica la presa di posizione dei familiari di Melania nel loro tentativo legale di non far vedere la figlia al padre, almeno finché la questione della responsabilità della morte non sia stabilmente chiarita.

santy ha detto...

@ Massimo

volevo farti i miei complimenti per l'ultimo articolo scritto , solitamente trovo interessante ed eccezionale quello che scrivi ma stavolta hai superato te stesso...divertentissimo e inca..issimo.

Dopo questo ennesimo caso ho proprio capito che noi italiani non abbiamo più nessuna giustizia ,giustizia vera, purtroppo l'ho subita sulle mie spalle (delitto di Oregina) dove la premeditazione era lampante ma per conoscenze,pressioni e indagine fatte male dalla polizia l'assassino non ha fatto un solo giorno di carcere si è fatto venire l'esaurimento e messo in una casa famiglia agli arresti domiciliari vicino a casa mia ,dove un giorno girando con un mia amica l'ho visto passeggiare al di la dell'altro marciapiede con occhiali da sole e giubbino al braccio e a me ,invece ,per poco non vi veniva un'infarto, e ora è libero di circolare e di andare alle feste famigliari con compagnia ed ex moglie con compagno. Scusa lo sfogo ma sono veramente disgustata e voi tutti della squadra combattete sempre così perchè siamo italiani e ne dobbiamo andare fieri.

emax/massimo prati ha detto...

Ciao Santy.

Certo che cinque anni per un omicidio son pochi.

La storia di Angelo Piro la conosco perché raccontata in una puntata di "Storie maledette", lui parlò di colpi sfuggiti durante una colluttazione nata dopo aver chiuso la moglie nel terrazzo. Disse che se l'amante fosse uscito di casa, come più volte gli aveva chiesto (ma era nudo, nudo voleva farlo uscire ma lui voleva i vestiti), non sarebbe accaduto nulla. Sembrava pentito ed ha avuto molti pensieri anche per i figli e la moglie della vittima.

Però, in ogni caso, ribadisco che cinque anni per un omicidio sono davvero una bazzecola, provocato o non provocato. A parte che avrebbe dovuto lasciar perdere l'uomo e prendersela con la moglie a cui, fossi stato io il giudice, avrei dato qualche anno di carcere per istigazione all'omicidio.

Portare l'amante nell'abitazione dei genitori, a pochi metri da casa sua, mi sembra una cosa assurda e quasi uno sfregio, ma non per il marito (il mondo è fatto di cornuti) nei confronti dei figli. Come può una donna lasciare a casa il marito ad accudire due figli piccoli e poi andare a guardare film porno, e a fare altro, con un altro uomo a pochi metri da dove i suoi pargoli che dormono? Nella casa dei genitori dove suo marito andava frequentemente?

Meglio non pensare troppo, andiamo avanti.

Ciao, Massimo

ENRICO ha detto...

TUMMOLO
Il tradimento non influisce sull'affidamento dei figli.

lori ha detto...

buona sera a tutti

posso sapere dove avete trovato questa notizia e cioè che vittoria non sarebbe figlia di Parolisi?

lori

santy ha detto...

si massimo la storia è quella .

stendo un velo pietoso sulla moglie in quanto tr...a assodata ,mio fratello uno dei tanti che ci ha rimesso la vita ,ma la premeditazione del reato non dato è quello che mi fa più inc... di più visto il duplicato delle chiavi della casa dei suoceri fattosi di nascosto e utilizzato quella sera per aprire l'appartamento e tantissime altre cose che sarebbero lunghe da raccontare ,qui si parla di un'altro omicidio quello di melania e quello che mi dispiace è riscontrare un'ennesima volta una giustizia superflua ma soprattutto sotto il mio punto di vista corrotta....

santy ha detto...

p.s. a Storie Maledette ha è raccontato solo la Sua versione con relativo teatrino di pentimento ai figli e ai genitori della vittima ... è meglio che non commento!

Ciao ,Santy

emax/massimo prati ha detto...

Mi spiace davvero per tuo fratello, Santy.

Purtroppo non ci sono regole giuste. Per evitare tragedie simili basterebbe far lasciare in azienda le armi, sia alle guardie giurate che ai carabinieri che ai poliziotti. Quando si va al lavoro si prendono dalla cassaforte e prima di tornare a casa si rimettono dentro. Troppe se ne sono sentite di uomini armati dallo Stato che hanno ucciso.

In questo modo molti omicidi premeditati cadrebbero in partenza.

Un abbraccio forte a te ed ai tuoi nipoti.

Ciao, Massimo

emax/massimo prati ha detto...

Franca Leosini è brava nel far emergere le due facce della medaglia, Santy, ma se chi hai davanti non è stupido e si è preparato per anni...

Una cosa è certa, cinque anni di carcere sono pochi, molto pochi per sei colpi di pistola usciti accidentalmente. Ed altra cosa certa è che in questi casi sarebbe meglio cambiare città e non farsi vedere in strada dai familiari di chi hai ucciso. Questo dovrebbe essere obbligatorio per legge.

Ciao, Massimo

lori ha detto...

Ciao santy

un abbraccio forte anche da parte mia.. ricordo di averla sentita quella brutta storia e di aver provato un'amarezza indicibile..una vita buttata via per la superficialità e la leggerezza di un essere che a chiamarla donna ce ne vuole
ciao

lori

santy ha detto...

Grazie massimo e
grazie lori
Ciao,santy

ENRICO ha detto...

Spero che al più presto scatti una querela contro la trasmissione CLV

Manlio Tummolo ha detto...

Caro Enrico, l'affidamento è una cosa; il fatto che una madre impedisca all'ex-coniuge di vedere il o i figli è un altro. Notoriamente non sarebbe stato il primo caso. I giudici comunque affidano i figli di norma alla madre. Ma Lei parla del post-omicidio, o di un possibile divorzio, a cui mi sono riferito, come motivo per l'attuale opposizione della famiglia Rea a far vedere la figlia ? E' chiaro che qui stiamo equivocando.

Mimosa ha detto...

Sì, già ... e l'accaparramento di cliente? Quando osai sciverlo mesi fa, ci fu immediatamente l'intrusione offensiva di un anonimo.
Stasera abbiamo saputo tutti che "il duo B&G" chiamato così anche dal giornalista, verso maggio aveva telefonato alla famiglia Rea per mettersi a loro disposizione gratuitamente e avrebbero fatto i legali della parte civile come già sappiamo hanno fatto ad Avetrana ...

E quei poveri due Russo e Velletri ci hanno rimesso le penne per la stessa motivazione ...
Non mi scandalizzo, sono solo disgustata!

Mimosa

PINO ha detto...

MIMOSA

Il disgusto provocato, oltre che da CLV, ma precedentemente dalla "Vita in diretta", è anche mio, ed enorme.
Ma anche la nauseante presenza del clan dei "lesi", fa la sua parte.
E' tutta una schifosa fiera che, forse, non vale l'attenzione che gli abbiamo dedicata.
Ciao PINO

ENRICO ha detto...

MIMOSA

se la faccenda di B&G fosse vera Parolisi è spacciato : con un’accoppiata del genere la sentenza di condanna è già scritta.

Ciò non giustifica però il fatto che un programma televisivo possa sostituirsi ad un’aula di tribunale e non credo che la Sciarelli - per quanto i suoi rapporti con il pubblico ministero Woodcock siano notoriamente assai amichevoli -possa aver acquisito per osmosi la prerogativa a rivestire il ruolo della pubblica accusa.

In ogni caso ritengo assai scorretto- ai limiti dell' illegalità in quanto gravemente lesivo dei diritti e delle garanzie dell’indagato - divulgare tali squallidi retroscena ed inserirli per sovrappiù in un servizio televisivo dalla connotazione sfacciatamente colpevolista orientando e condizionando in tal senso l'opinione pubblica (e spero SOLO quella !)

Carissimo TUMMOLO
Mi riferivo all’ipotesi di un possibile divorzio.

Mimosa ha detto...

Pino ed Enrico, ve lo dico schiettamente: non appena seppi che il duo era diventato il collegio difensivo di SP pensai "questo è spacciato".
E sapete come li ho sempre giudicati cotali personaggi.

Vedrete, chiederanno il rito abbreviato e il giovanotto in 1° grado si beccherà 16 anni ...

E intanto la madre prega che lui rimanga dentro ... ma allora da dove noi poveri esseri umani potremmo avere giustizia ...

Mimosa

PINO ha detto...

ENRICO
In tutto il lavoro dei difensori di Parolisi, è mancata la grinta, oltre ad una sciolta dialettica, prerogativa quest'ultima, essenziale per esercitare la professione di avvocato.
Si, le cose si prospettano male per il Militare, a meno che, prima di arrivare all'udienza preliminare, non si procuri un'ottimo penalista, da affiancare al duo B.G. (giusto per non ...licenziarli definitivamente)

MIMOSA
Non so se la coppia B.G. abbia avuto almeno la scaltrezza di consultare i vari blog di carattere garantista come il nostro, che ha sbandierato tanto e di tutto. Ma non credo l'abbiano fatto. Se si, dai risultati ottenuti dovremmo dedurre l'incapacità degli stessi a trarne intelligente profitto.
Ora, se qualcuno non suggerisce al caporale di nominare altro difensore, la faccenda finirà certamente come hai argomentato tu.
Peccato.
Ti saluto, PINO

Anonimo ha detto...

quindi voi presumete una diretta responsabilità degli avvocati se la Cassazione ha decretato il non rilascio dell'indagato?
La causa non sarebbero queste cosiddette "prove", nè tutta la parte di documentazione accusatoria che ancora viene nascosta alla difesa?

Per farla breve: non ci sarebbero assi nella manica nell'impianto accusatorio? Si sarebbe giocato il destino di un uomo sulla capacità di convinzione delle parti, oltre che sulla battaglia mediatica ampiamente di parte?

Tabula

LucaP ha detto...

Ieri sera su CLV si è assistito ad uno dei peggiori casi di giornalismo degli ultimi anni.

Non so esattamente quali siano i motivi del livore della redazione di CLV (Sciarelli in testa) con il duo B&G (al di fuori delle accuse nei confronti delle dichiarazioni di Valentina), ma il fatto evidente è che il servizio di ieri era un attacco diretto e calunnioso agli avvocati difensori, e questo indipendentemente dal giudizio mio personale sugli stessi.

La faziosità e parzialità (dubbia nei motivi e nella sequanzialità di quanto riportato) dell'esposizione delle motivazioni della difesa ha qualcosa di offensivo nei confronti dell'indagato, dei suoi difensori e del pubblico in genere.

Qualcuno della redazione di CLV avrà personalmente firmato il servizio e sarà il diretto bersaglio della querela (per diffamazione a mezzo stampa e per la mancata oggettività nella narrazione tesa a ledere i diritti di una persona indagata ma pur innocente sino a prova contraria) che B&G credo che presenteranno a brevissimo, ma non escludo che la stessa venga estesa a tutta la redazione. Personalmente ritengo dovrebbe anche intervenire l'Ordine dei Giornalisti comminando sanzioni nei confronti dei medesimi.

Credo inoltre che gli avvocati B&G chiederanno un risarcimento economico consistente e che, considerato il contenuto del servizio comparato con quanto contenuto nella memoria difensiva e negli atti, CLV perderà sicuramente la causa.

Il mio grosso rammarico è che l'assistenza legale di CLV la pagheremo tutti noi in qualità di contribuenti tramite il canone televisivo.

Aggiungo solamente che ieri sera oltre all'indignazione ho provato un profondo disgusto. Peccato che ci si possa accorgere di quanto sta accadendo sui media unicamente se si ha la volontà di documentarsi direttamente ed andare oltre alla versione propinataci tutti i santi giorni.

Manlio Tummolo ha detto...

Allora, egregio Enrico, se Si riferisce al possibile divorzio e, di conseguenza, all'affidamento come di consuetudine alla madre, si ricade su quanto ho detto: è probabile (non certo) che la volontà della signora Melania, divorzianda, sarebbe stata quella - comune a larga parte delle donne tradite o anche in forte contrasto con l'ex-coniuge - di fargli vedere la figlia il meno possibile. La cronaca dei divorzi è piena di casi del genere. E' così pure altrettanto probabile che i genitori di lei ragionino oggi negli stessi termini (e qui prescindo dal giusto o dallo sbagliato, ma non dalla comune reazione in casi del genere). Non credo di dire cose originali sostenendo che la ripicca, tramite i figli, è comunissima nei casi di divorzio. Mi duole anche ricordare che, PER I GENITORI DI LEI o l'intero parentado, quello che è successo è l'antico e proverbiale "divorzio all'italiana", da cui il celebre film con Mastroianni, se non erro.

PINO ha detto...

LUCA
Confermo totalmente quanto hai riportato, quindi è inutile che aggiunga anche il mio post, equivalente nel contenuto.
Quello, però, che ho scritto più sopra, resta come aggiunta, non meno importante, al fallimento delle aspettative dei difensori di Parolisi.
Gli spettacoli di ieri sera: CLV e prima ancora "Vita in Diretta", li ho definiti "una fiera". E tanto vale per la qualifica di "mercanti" dei conduttori, mascherati da giornalisti.
Come milioni di spettatori, sono indignato per l'indirizzo assunto da uno dei mezzi nazionali di informazione, chiaramente di parte, contravvenendo ai doveri fondamentali dell'imparzialità.

TABULA
Quello che ho scritto è quello che penso. Se parolisi non viene convinto ad assumere un'altro difensore di "spessore" (come la Conte, per esempio), è destinato a quanto ha pronosticato Mimosa, ed io con lei.
Ciao PINO

emax/massimo prati ha detto...

Ho seguito parte della discussione e letto di un ipotetico avvocato donna che dovrebbe prendere il posto del duo B/G, posso dire che non sono d'accordo? Biscotti e Gentile, se si riesce a scindere il caso Scazzi da quello di Melania e non ragionarla con antipatia o altro, hanno dimostrato con quanto scritto nel ricorso di avere le idee chiare e di saperci fare. Quanto avviene ora, i rimpalli fra i vari Gip e giudici, è un fatto fisiologico che si ritrova in ogni caso di omicidio. L'appiattimento non è dovuto ad una mancanza di professionalità degli avvocati difensori ma ad una interpretazione distorta della legge che lascia ai primi giudici la facoltà di non decidere in quanto la procura non deve dimostrare che l'indagato è colpevole ma che ci sono possibilità che lo sia.

Quindi qualsiasi legale assumesse il Parolisi l'equazione resterebbe la medesima ed il risultato pure.

Lasciamo passare il tempo, sperando che le indagini arrivino presto ad una conclusione, tanto ormai si è capito che con niente anche il Gup lo manderà a processo.

Massimo

PINO ha detto...

MASSIMO
Biscotti è della mia provincia, ma da noi NON si è fatto un nome.
Ad ogni modo, non è la professionalità che è in discussione, ma la carenza di grinta ed una sciolta loquacità che difetta i tutti e due i soci.
In un'aula di tribunale, e tu me lo insegni, è la facilità di parola la più importante prerogativa per un avvocato, specie in campo penale.
Speriamo che avvenga come pensi tu. Ciao, PINO

Anonimo ha detto...

@Manlio
"è probabile che la volontà della signora Melania, divorzianda, sarebbe stata quella di fargli vedere la figlia il meno possibile [..]
E' così pure altrettanto probabile che i genitori di lei ragionino oggi negli stessi termini"
E' vero e si era capito.
Però Vittoria non è una cosa e non è stata ereditata, un figlio è sotto la diretta tutela di mamma e papà, e se manca uno dei due, rimane l'altro.
I nonni non c'entrano. Non è neanche dovuto il fatto che una bambina rimasta orfana venga affidata a loro.
Non hanno alcun tipo di diritto nè di ragione.
I nonni devono fare i nonni e se per caso al figlio o al genero il loro modo di fare non piace, può liberamente scegliere di non farglieli incontrare e non hanno alcuna possibilità legale di avanzare pretese, se non quelle del cuore e del legame di sangue.
Vista l'interferenza di molte famiglie patriarcali italiane e di suocero o suocera invadenti nei confronti di genero o nuora, direi che la legge non ha fatto questa omissione a caso.
Parolisi aveva il diritto di vedere sua figlia in tutti questi mesi, lui ha la patria potestà e non è acqua fresca: se sua sorella franca ha scelto di non condurre la bambina in carcere nei giorni in cui le veniva affidata, e avrebbe potuto benissimo farlo su richiesta del padre, è stato per non entrare in conflitto con la famiglia Rea, che a quanto si è capito non è tanto morbida da maneggiare.
Questi le avrebbero impedire di vedere la bambina in occasioni successive: con quale diritto non lo so, ma di fatto sarebbe stata la misura che avrebbero sicuramente applicato.
E i nonni Parolisi non avrebbero mai più visto la nipotina.
Io poi non so se Salvatore abbia firmato loro una carta di affidamento temporaneo della bambina o se si sia comportato da tontolone comprensivo nei confronti del dolore dei suoceri affidandogli la bambina con accordo verbale.
Perchè se fosse stato più scaltro, la piccola sarebbe stata affidata a Franca, e tutti gli altri avrebbero "tenuto le orecchie un pò più basse", per vederla.
I Rea sono sempre in trasmissione a gridare il loro dolore, ma non dimentichiamo che anche la famiglia Parolisi non starà facendo salti di gioia.

In mezzo a tanto comprensibile dolore, questo comportamento e questa pretesa di prendere il timone della situazione contro ogni legalità rimane ingiustificabile.
Ma nessuno glielo va a dire in faccia, perchè "poverini, soffrono". Non sono mica gli unici!

Tabula

lori ha detto...

se per caso al figlio o al genero il loro modo di fare non piace, può liberamente scegliere di non farglieli incontrare

mbè non è proprio così

La riforma del codice civile attuata con la legge n. 54/2006 ha riformulato l’art. 155 c.c., introducendo il principio secondo cui “anche in caso di separazione dei genitori il figlio minore ha il diritto [omissis] di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.”
Il principio essenziale a cui si ispira tutta questa riforma è la tutela dell’equilibrio e della qualità della vita dei figli minori in caso di separazione o divorzio, ed il diritto a mantenere e coltivare i rapporti con i nonni e tutti i parenti ne è considerato un aspetto essenziale.
Bisogna, però, riflettere su un elemento della formulazione dell’art. 155 c.c.: il diritto a mantenere rapporti con i nonni, non è un diritto “dei nonni”, sancito a loro tutela, ma è un diritto del nipote, previsto solo ed esclusivamente a protezione della sua “normalità” e qualità di vita, al di la della separazione dei genitori.

http://genitoricrescono.com/diritti-dei-nonni/

lori

LucaP ha detto...

Ho trovato in rete un primo riassunto del "servizio giornalististico" (sic!) della puntata di ieri sera di CLV (devo ammettere che quando hanno detto in diretta che avrebbero illustrato la strategia difensiva mi si sono drizzate le orecchie):

I legali di Parolisi, gli avvocati Gentile e Biscotti, hanno una strategia difensiva ben precisa basata su alcuni punti cardine. L’uomo sarebbe vittima di un linciaggio mediatico, i testimoni presenti sul pianoro di Colle San Marco non avrebbero visto Salvatore e la piccola Vittoria perchè poco attenti (era alcuni anziani e ragazzi), l’assassino di Melania sarebbe una donna perché sulla scena del delitto era presente Dna femminile (gli esami medici hanno però confermato che le tracce di Dna non sarebbero da sfregamento, ma da contatto), il killer di Melania aveva un maglione perchè sul corpo della giovane è stata trovata una traccia di sangue compatibile a una manica (in realtà, la traccia potrebbe essere stata lasciata dagli stessi indumenti di Melania prima del vilipendio di cadavere).

La malafede del servizio era abbastanza evidente:

- Il testimone Ranelli si ricordano di averlo intervistato più volte proprio a CLV?
- Di Piergiorgio a CLV non ne hanno mai parlato, perchè?
- L'impronta femminile sull'assito, i DNA maschili repertati ce li siamo inventati noi quattro carbonari?
- Dove è mai stato scritto che il DNA femminile subungueale ritrovato è dovuto a sfregamento? Mi vengono i brividi al pensiero di quanti DNA estranei ci possono essere sotto le mie unghie!
Tralasciamo il fatto che la zip del giubbotto di Melania sembra non essere compatibile per passo dei denti con la traccia ematica repertata.
Possibile che ogniqualvolta e ognidove parlino della strategia difensiva citino solamente il 10% della stessa (variando di volta in volta)? Vogliono farci credere di non aver letto i documenti ed allo stesso tempo esercitare ufficialmente la professione di giornalista?

Non parliamo poi di Mauro Gionni che fa il suo mestiere nonché gli interessi dei Rea (ma quali sono questi?), ma riuscire ad asserire che Parolisi è pericoloso socialmente è veramente troppo. Al massimo ha ampiamente dimostrato di essere altamente pericoloso per se stesso!

Ciao

Anonimo ha detto...

@Lori
Il "diritto a mantenere rapporti con i nonni" non è quantificato nè quantificabile.
Cosa vuol dire "rapporti significativi"?
Non sono forse assai più significativi i rapporti che dovrebbe avere un padre -non ancora provato in inequivocabile modo che sia colpevole-con la propria figlia, e che dai nonni gli vengono negati?
L'affidamento è una cosa ben diversa, sto parlando di questo.

E poi, il genero e la nuora non sono affatto obbligati a mantenere questi "rapporti significativi", la cosa mi dispiace ma non è quantificata nè quantificabile, e di sicuro non significa affidamento esclusivo e decisione di vita e di morte (decidere arbitrariamente di non fargli vedere il padre), cosa invece messa in pratica.

Difatti la signora V.G. ben lo sa, e ha pregato tutto il giorno affinchè il padre della piccola non uscisse dal carcere per esercitare il proprio diritto.

Comunque sia, è scontato che da domani i nonni Rea saranno molto più tranquilli.

Tabula

lori ha detto...

ma non sono il genero e la nuora ad essere obbligati a mantenere rapporti significativi..il soggetto è il " figlio minore"

e questo non incide minimamente nel rapporto che i genitori debbono avere con il minore...

quanto al resto sarà il TRIBUNALE DEI MINORI A DECIDERE..e non i nonni..quindi nell'ambito della piena legalità e non "contro ogni legalità" come tu sostieni

lori

Manlio Tummolo ha detto...

Gentile Tabula,
ho detto e ribadisco che prescindo dall'idea del giusto e dell'ingiusto, ma non dall'atteggiamento dei nonni materni, i quali, comunque, dovranno rivolgersi al giudice dei minori, il quale ovviamente deciderà, giuridicamente parlando, per tutti loro, tenendo in conto le varie considerazioni e, quando vi sarà, della conclusione del processo. Qui c'è di mezzo un omicidio che si suppone quale uxoricidio; non mi sembra trattarsi di una normale divergenza civile. Occorrerebbe, dare un valutazione partendo da fatti generali, validi per tutti, e non limitarci alla "pietas" verso un povero marito vedovo ingiustamente imprigionato come presunto uxoricida, che rischia per giunta di perdere la figlia, per il quale marito tutti ci commuoviamo.
Ciò che, come cittadini, deve soprattutto interessarci è che il processo in questione sia perfettamente regolare, che non vi siano pressioni e minacce verso i testimoni, che gli avvocati, bravi o no ma scelti non certo da noi, abbiano la piena ed intera facoltà di difendere il proprio patrocinato. Né vedo, come fa qualcuno, utile addirittura far nomi di grandi avvocati da sostituire agli attuali, che dimostrerebbero abilità oratorie, come se un giudice moderno, che dell'oratoria nulla si cura, si lasciasse incantare dallo scilinguagnolo. A Trieste, uno dei più abili avvocati, di cui non posso dire il nome, è balbuziente, e balbuziente fu, com'è noto, il grande Demostene, che si curò abituandosi a parlare con sassolini in bocca.
Se c'è regolarità processuale bene, se non c'è allora dobbiamo protestare con ogni mezzo lecito.

Anonimo ha detto...

@lori

il " figlio minore" come dici tu, ha anche e prima di avere il diritto ad avere quei "rapporti significativi" con i nonni, il diritto di avere rapporti significativi con il proprio padre.
E' inutile attaccarsi ad una fettina di legge, solo e soltanto quella dei diritti dei nonni vs nipote e viceversa, sarebbe come se progettando una casa ci si attaccasse esclusivamente alla normativa del bagno trascurando i calcoli strutturali di tutto il complesso.

il TRIBUNALE DEI MINORI deciderà da domani (o se vuoi stamattina, son le quattro di mattina del 2)

I nonni.. hanno preso comunque fino ad oggi e "contro ogni legalità", qui lo dico e lo ribadisco, se la patria potestà non è acqua, la decisione di non fare vedere la bambina a chi ne deteneva ancora di fatto ogni diritto di padre, nonostante le continue e legittime richieste di quest'ultimo.

Non rigirare la frittata, per favore: la cosa è evidente.

I fatti sono che Parolisi è stato rinchiuso e loro non gli hanno fatto vedere più la bambina.
Tra l'altro condendo la faccenda con frasi del tipo "io non posso vedere più mia figlia e lui non deve più vedere la sua".

Nè il fatto che siano umanamente comprensibili le motivazioni ed il rancore, nè il fatto che tali motivazioni e rancore esistano, non significa certo che Parolisi sia colpevole e non significa che impedire di fare vedere il padre alla bambina fosse un atto legittimo, nè che la decisione spettasse a loro.

Mi risulta tra l'altro che la mamma di Cogne abbia continuato a frequentare i propri figli in maniera continuativa e significativa, e direi che essendole stato imputato l'omicidio di un minore, ci sarebbe stata più attinenza se le fosse stato negato di vedere i figli.

Tabula

Anonimo ha detto...

@Manlio.
In questo tuo ultimo intervento non posso che darti ragione.
Ma vorrei ribadire il fatto che un briciolo di pietas anche verso il povero marito, unitamente ad una manciata di dubbio verso la sua colpevolezza, le ho trovate solo in questo blog.
Probabilmente perchè umana pietas e dubbi sulla colpevolezza viaggiano a braccetto.

Tabula

Anonimo ha detto...

Ciao Tabula, mi associo in particolare a quest'ultimo post, ma condivido anche tutti gli altri precedenti.

Breve annotazione scherzosa, sul commento al tuo compagno (post del 30.11. 12.21). Pensa che io non porto più la fede (dermatite da contatto certificata)ed ho detto la tua stessa frase a mio marito... :)

Ciao

Pamba

Manlio Tummolo ha detto...

Gentile Tabula,
son d'accordo sulla pietas e il dubbio, anche se uno riguarda i sentimenti, l'altro la ragione giuridica. Riguardo alla bambina, ora non so quanto sia possibile condurre una treenne (se non erro) in un carcere, indipendentemente dalla volontà o meno dei nonni materni. Se sul piano legale la visita al padre è consentita in quell'ambiente, il compito di condurla, consenzienti o meno i nonni, spetta all'avvocato difensore dell'indagato, che dovrebbe presentare idonea istanza. Per quanto ne so, la visita ai carcerati cautelari è più difficile che non per i condannati in via definitiva, a chiunque, del tutto adulto e consapevole (sarebbe da verificare col combinato disposto su norme di competenza del giudice dei minori, da un lato, e norme sull'Ordinamento penitenziario in generale). Dovrei verificare, ma non credo che una bambina così piccola possa essere condotta in carcere, sia per non far vedere il padre in condizioni certo non normali in un ambiente che potrebbe essere choccante per un bambino, sia per disposizioni di carattere generale.
Tra l'altro, occorrebbero almeno due procedure: una, la più importante, al Giudice dei minori, l'altra al Giudice di competenza in questo momento per le indagini.

Manlio Tummolo ha detto...

Ah sì, cara Tabula, dimenticavo: affiancandomi a quanto osservato da Lori in più punti, alla nostra "pietas" per Parolisi, aggiungiamo per favore, anche se ci sembrano antipatici, la "pietas" per i nonni Rea: non mi pare che sapere che la loro figlia è stata massacrata in quel modo, sia molto confortante, indipendentemente dal fatto se abbiano ragione o torto nel considerare responsabile (almeno moralmente) il proprio ex-genero.

Anonimo ha detto...

@Manlio, non lo ribadisco ogni volta che posto un commento, ma la pietas per i genitori di Melania arriva prima di ogni cosa.
E' particolarmente difficile pronunciare una critica verso il loro operato proprio per questo motivo, perchè al di là di tutto, anche negli errori che stanno portando avanti, il loro atteggiamento è assolutamente umano e comprensibile, e più volte ho ritenuto necessario ribadirlo, tra l'altro ho molto apprezzato un certo commento riguardante proprio questo aspetto di comprensione scritto ieri da Rita o da Lori, scusate se adesso non ricordo esattamente quale delle due.
Però al di là di questo avvicinare della comprensione del dolore, anche se è difficile perfino immaginare quanto stianosoffrendo, da parte di un'estranea quale io sono, c'è e deve esserci la lucidità nell'affermare che non tutto è dovuto, e Vittoria resta sempre anche la figlia di Salvatore, non della sola Melania.
Adesso non voglio insistere sulle presenze in trasmissione di tutti i parenti e su quello che viene continuamente ripetuto, dato che tra l'altro di tutti quei programmi e di quelle interviste ho visto solo qualche registrazione mirata postata su internet.

Tabula

Anonimo ha detto...

Vorrei segnalarvi dei romanzi e dei film che raccontano questo tipo di scenario:
- Stepford Wives (http://en.wikipedia.org/wiki/The_Stepford_Wives)
- La donna perfetta (http://it.wikipedia.org/wiki/La_donna_perfetta)
- Manchurian Candidate (http://it.wikipedia.org/wiki/The_Manchurian_Candidate_(film_2004))

...Dandi... ha detto...

E'vero. Paolo Ferraro ha svelato un vaso di pandora non indifferente. Esatti sono i codici come esatto e' il meccanismo di inneschi mentali e il grado della componente sessuale.
Purtroppo di satanismo si parla... in quanto tramite i cruenti rituali si creano alle vittime ulteriori traumi sottoforma di sacrifici che essi effettuerebbero (o vedrebbero effettuati da altri), di incesti rituali (si immagini una mamma al vedere la propria bimba stuprata in gruppo... la bimba poi una futura monark in quanto gia' traumatizzata) ecc. Per non parlare degli introiti degli snuff girati in questi rituali.. per controllare tramite ricatto i membri della setta e i garanti... ecc.
Gia' al tempo Giuseppe Cosco scrisse di una setta sciamanica che operava nella base di Sigonella. Ora guarda caso Ferraro scopre che in una caserma (entrambe NATO) alcuni ufficiali e non risulterebbero affiliati al TEMPIO DI SET che GUARDA CASO e' una filiazione italiana dell'omonimo tempio in USA fondato dal COLONNELLO M. AQUINO!!!!! E guarda ancora caso era un esperto - questo Aquino - di DISINFORMAZIONE, GUERRA PSICOLOGICA E CONTROLLO MENTALE.
Il ragionamento nn fa una grinza,in quanto chi di solito appartiene nella cerchia interna di una setta satanica e' collegato tramite essa e senza saperlo (o meno) a un grado particolare di un'altrettanta particolare MASSONERIA DI FRANGIA E DEVIATA. E Se si parla di USA si parla anche di UK.
Una piccola correzione: Il programma MK-ULTRA si chiamava gia' cosi' ai tempi, negli anni settanta quando fu scoperto in America.MK- ULTRA o PROGETTO MONARCH. Oggi, la fase piu' evoluta del progetto si chiama UK-ULTRA... e non monarch come dichiarato dal Dott. Ferraro. Info tratte da
(TRANCEformation of America).
...Dandi...

Paolo Ferraro ha detto...

In dodici passaggi una diversa vicenda che, ormai allo scoperto in tutto il paese, nonostante il silenzio colpevole di intellettuali non coraggiosi e magistrati pur non invischiati, stà illuminando storia e coscienze, fornendo chiavi di lettura e prova di fatti ed orditi che hanno leso in radice la democrazia e lo Stato. Siam vicini al redde rationem . " .Paolo Ferraro doveva essere vicino, molto vicino, a scoprire unmistero politico militare gelosamente custodito da anni nel nostropaese, e non solo: l'esistenza di una nuova P2, ben più pericolosadella precedente (forse è sempre la stessa, ma ..... "
https://vimeo.com/62950579
https://youmedia.fanpage.it/preview/UVXSbOSwWKaomwpP
https://www.youtube.com/watch?v=l99Z0qzhBCE

1.LA GRANDE DISCOVERY. MEMORIALE DEPOSITATO A PERUGIA IL 7 marzo 2011
http://cms.paoloferrarotrumanshowstory.webnode.it/

2.LA GRANDE DISCOVERY, PISTA FAMILIARE . USO ETERODOSSO DEL DIVORZIO
http://cms.paoloferrarotrumanshowstory.webnode.it/

3.LA GRANDE DISCOVERY . Brogliacci con audio e video.
http://cms.paoloferrarotrumanshowstory.webnode.it/

3bis. SUL SITO Paoloferrarocdd.altervista.org/blog2 LA NUOVA VERSIONEBROGLIACCI CON AUDIO CON ULTERIORE LETTORE PLAYER
http://cms.paoloferrarotrumanshowstory.webnode.it/

4.UNA “OSCURA VICENDA “."ILLUMINATA". MEMORIA AL CSM DEL9 ottobre 2012. IL CASO FERRARO DA P.LE CLODIO ATTRAVERSO CAPACI SINOALLA CECCHIGNOLA ED OLTRE .
http://cms.paoloferrarotrumanshowstory.webnode.it/

5.MEMORIA ESPOSTO FINALE DEL 3 Novembre 2012 UN ORDITO FANTAPOLITICOORWELLIANO SI RIVELA THRILLER NOIR
http://cms.paoloferrarotrumanshowstory.webnode.it/

6.THE PAOLO FERRARO'S TRUMAN SHOW STORY. GRANDEDISCOVERY VERSO UNANUOVA NORIMBERGA
http://cms.paoloferrarotrumanshowstory.webnode.it/

7.LA CORDATA “PAPE' … ALEPPE “ E IL CONTROLLO DI LEGALITA'INVERTITO DELLA ECONOMIA, DELLA INFORMAZIONE , DELLA SOCIETA' E DELLAFAMIGLIA.
http://cms.paoloferrarotrumanshowstory.webnode.it/

8.Paolo Ferraro doveva essere vicino, molto vicino, a scoprire unmistero politico militare gelosamente custodito da anni nel nostropaese, e non solo: l'esistenza di una nuova P2, ben più pericolosadella precedente (forse è sempre la stessa, ma .....
http://cms.paoloferrarotrumanshowstory.webnode.it/

9.AL SIGNOR MINISTRO DI GIUSTIZIA Ventidue gennaio 2013
http://cms.paoloferrarotrumanshowstory.webnode.it/

10.UNA SUPER GLADIO DI CASTA
http://cms.paoloferrarotrumanshowstory.webnode.it/

11.STRENUA DIFESA DELLA DEMOCRAZIA E DELLA LEGALITÀ ROMA 4 marzo 2013
http://cms.paoloferrarotrumanshowstory.webnode.it/

12.COSTITUZIONE MEMORIA DEL 14 marzo 2013 LA VERITA' e LA REAZIONEVIOLENTA MARCIANO DI PARI PASSO.ROMA 14 marzo 2013
http://cms.paoloferrarotrumanshowstory.webnode.it/

Anonimo ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=nsfMbiDTn6s

Paolo ferraro ha detto...

- * DAL CASO FERRARO ATTRAVERSO LA GRANDEDISCOVERY, ALLA ENUCLEAZIONE DEL GOLPE STRISCIANTE E DELLE ATTIVITA’ E METODOLOGIE CRIMINALI, SINO ALLA RICOSTRUZIONE DEL RUOLO TATTICO E STRATEGICO DELLA “SUPERGLADIO” E DELLA SUA COMPOSIZIONE. SCHEDA RIASSUNTIVA E ARTICOLI RILEVANTI SULLA “SVOLTA” del 2014 2015.
SCHEDA RIASSUNTIVA ED ELENCO ARTICOLI RILEVANTI SULLA “SVOLTA” del 2014 2015.
https://www.evernote.com/l/AM9T47ONPC5EiZxKp8WnqIhwOcH-BTwuMEg
http://cddgrandediscovery.altervista.org/dal-caso-ferraro-attraverso-la-grandediscovery-alla-enucleazione-del-golpe-strisciante-e-delle-attivita-e-metodologie-criminali-sino-alla-ricostruzione-del-ruolo-tattico-e-strategico-della-super/

Paolo ferraro ha detto...

- * IL TRUMAN SHOW CHE INCHIODA TUTTI MENO IL DESTINATARIO CHE LO HA SUBITO. ROSEMARY'S BABY POLANSKY LA BORGHESIA DEVIATA E SATANISTA IL QUARTIERE MONTEVERDE E PARIOLI NOMENTANO, CECCHIGNOLA E LATINA, I TRAIT D'UNION CON L'APPARATO DEI SERVIZI E MILITARE DEVIATO.
Una completa ricostruzione di una vicenda estremamente complessa, e per l'appunto da apparati e servizi ed elite deviate, trattata alla Truman Show e con attività e metodi Rosemary manner, richiede capacità di analisi, raccolta di prove e di valutazione e prospettazione fuori del comune.
Occorre per prima cosa fuoriuscire dalla trappola insita e congegnata nella stessa ideazione delle metodologie di intervento e dei protocolli.
http://cdd4.blogspot.it/2015/06/rosemary--truman-ferraro-grande-discovery.html

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