domenica 21 agosto 2011

Melania Rea. Per i Pm di Ascoli niente festini, niente droga, niente riscontri ed il segreto resta un segreto. Speriamo che il Parolisi lunedì li aiuti con parole nuove...


"La caserma 'Clementi', che ospita il 235° reggimento Piceno dove fino a poco tempo fa Salvatore Parolisi addestrava soldatesse, non è al centro dell'inchiesta sul delitto di Melania Rea". Questo hanno ribadito i Pm della procura di Ascoli ai giornalisti. Nello specifico, per la precisione, hanno dichiarato anche che non si può escludere a priori la presenza di un complice dell'indagato al suo interno. In ogni caso nessun festino a luci rosse e nessun fatto penalmente rilevante è stato accertato a carico di chi vi lavora, né dai carabinieri che hanno controllato i vari reparti della struttura né dai procuratori in fase di interrogatorio. Gli stessi procuratori hanno poi spiegato che in passato ci sono state denunce, una delle quali ancora in fase di procedimento, fatte dalle allieve dopo aver subito molestie, ma non pare esserci mai stato un giro di accordi in base ai quali chi si sottometteva al volere sessuale migliorava il suo stato all'interno del gruppo di addestramento. Ed il loro spingere nel voler precisare di non aver ravvisato fatti penalmente rilevanti può significare solo che, oltre a festini e vari giri sessuali, dietro quelle mura non ci sono mai stati neppure strani traffici di droga, come invece da più parti si è molto spesso insinuato. Pertanto, se si considerano veritiere le parole dei Pm (lo saranno?), la base di partenza dell'omicidio di Melania Rea deve essere rapportata ad un contesto che escluda quello di un delitto partito da un segreto di ambito militare. Ed allora c'è da capire da quale ambito derivi...

Di certo era più comodo inserire l'ambiente di lavoro del Parolisi nelle ricostruzioni, notoriamente si associano sempre i segreti ai militari, e forse anche il Gip di Teramo propendeva per questa tesi viste le successive verifiche effettuate alla "Clementi". Ma il coro di protesta alzato dalle soldatesse, le stesse che negli anni hanno partecipato ai corsi di addestramento ad Ascoli, ha avuto l'effetto sperato e la smentita sperata. D'altronde come non dar loro ragione visto che la maggioranza è sposata e quanto di volta in volta usciva sulla stampa non faceva altro che coprirle di lustrini paillette reggicalze e polvere? Non è piacevole essere additate quali escort a disposizione dei Maggiori in grado. Ma se davvero non c'erano feste e movimenti sessuali inconsulti c'è da chiedersi quale "fonte sicura" ha rivelato ai giornali questa non verità fatta di chiacchiere di paese. Però ci potrebbe stare anche un'altra spiegazione; è possibile infatti che il 99% delle soldatesse non avesse alcun contatto fisico con gli istruttori e non sapesse nulla di quanto solo pochissime credevano giusto fare. Insomma pare accertato che alcuni incontri ci siano stati per cui, cambiando i fattori e non sparando più fango, si potrebbe dire che in caserma non si facevano festini con le ragazze da addestrare né con trans, anche questa una notizia fangosa uscita in pompa magna, ma a qualche allieva stava bene di fare sesso col proprio istruttore. Ci sarebbe qualcosa di strano?

In ogni caso dopo l'intervista ai Pm la caserma sembra al di fuori del segreto che si dice tenesse custodito Melania Rea. E la tesi del segreto, che è parsa coniata alla fine di luglio dall'ex Gip Giovanni Cirillo, è invece una vecchia confidenza portata agli inquirenti da una medium; la notizia (apparsa ad inizio maggio) ha avuto una flebile conferma solo pochi giorni fa. A dire il vero pare che le medium ascoltate siano state due e, pur se in momenti diversi, alquanto stranamente abbiano detto le medesime cose. Ma è probabile sia la stessa ascoltata ad aprile dai carabinieri ed a maggio dai Pm. In tutti i casi è certo che la prima sia un'americana. Questa il 19 aprile si trovava al pianoro, non sapendo della scomparsa avvenuta il 18, e dopo aver chiesto alla moglie del signor Ranelli (lo stesso che ha visto Parolisi alle altalene) dove poter andare in bagno fece qualche metro e si bloccò, in preda a brividi, tornando indietro per chiedere se in quel posto fosse da poco morta una donna. Alla risposta negativa della barista, in quel momento si sapeva solo di un allontanamento, affermò sicura che Melania era morta, uccisa da due donne ed un uomo, e che il suo corpo si trovava in un bosco lontano steso fra gli alberi. Questo racconto di lì a poche ore lo ribadì ai carabinieri. 

La seconda medium, sempre non fosse la stessa, fu ascoltata direttamente dai Pm ad inizio maggio e portata sul luogo del delitto, a Ripe. Anche lei diede la versione della precedente, pur se nessuno l'aveva informata di quanto dichiarato dall'americana, condendola di qualche particolare in più. Melania, disse, è stata uccisa da due donne e un uomo, sotto l'effetto della cocaina, a causa di un segreto che conosceva e non si voleva fosse rivelato. Il primo colpo di coltello è arrivato al collo e l'ha sferrato la donna in divisa militare. Dunque c'era già a maggio chi diceva che un segreto era la causa dell'omicidio e che la prima coltellata fosse stata sferrata al collo. Ed ancora non era uscita la testimonianza dell'amica, che solo tempo dopo ha parlato della telefonata in cui si citava "la cosa brutta" da raccontare, né la perizia del patologo in cui è spiegata la dinamica dell'aggressione. E questo sarebbe almeno bizzarro, se non strano, anche se a dirlo fosse stata una sola medium e non due.

Ma la medium, ad ascoltare i Pm (gli stessi che l'hanno portata a Ripe), non solo non da affidamento ma non ci ha preso affatto perché nei mesi, dopo aver verificato e riverificato (anche sollecitati dal Gip Giovanni Cirillo) non sono stati trovati riscontri che facciano pensare ad un omicidio a più mani o a un depistaggio messo in atto da un complice. Ed a me queste dichiarazioni, scusatemi, fanno sorridere e paiono quanto meno avventate dato che chi mette in atto un depistaggio, proprio perché deve depistare, usa di certo accortezze su accortezze. Ed anche chi uccide, se ha deciso di togliere la vita ad una determinata persona, usa le stesse modalità per non farsi scoprire. Sembra alquanto paradossale, inoltre, il dover constatare che il movente con il trascorrere dei giorni non ha aumentato di valore. Quel valore che, restando aleatorio nonostante il giudice avesse scritto bisognava rafforzarlo ed eventualmente capire quale fosse il "segreto", se di segreto si trattava, avrebbe potuto dare solidità alle verifiche senza riscontri. E per me è chiaro che se in un'indagine non si trovano riscontri occorre modificare, a volte di poco altre di molto, la ricostruzione dell'accaduto. In caso contrario ci si troverà a perseverare su un'idea ed a dover dire ad un giudice che il segreto è ancora un segreto e la ricostruzione non è stata migliorata con appoggi certi. L'unico dato che al momento pare intoccabile viene da chi al pianoro è passato e non ha visto né il militare né la sua auto.

E su questo punto ci sarà lo scontro lunedì, quando i legali del caporalmaggiore cercheranno di convincere il giudice del Riesame che gli indizi portati dagli inquirenti non erano sufficienti per deciderne la carcerazione. Nel frattempo tutto il faldone investigativo è stato rivoltato dalla Difesa ed ad ogni particolare è stata data una nuova lettura, a partire dalle telefonate per finire ai capelli ed al dna femminile rinvenuto sotto l'anulare sinistro e non considerato dal Gip. E c'è da pensare che nella memoria difensiva, definita corposa da chi l'ha vista, abbia trovato spazio anche l'aspetto testimoniale, aspetto mancante di quel supporto visivo al pianoro che potrebbe bastare per non far tornare in libertà il Parolisi. 

Parolisi che, ormai è certo, parlerà e spiegherà sia le bugie che i suoi movimenti. Quindi c'è rimasto solo da attendere e, dopo aver ascoltato o letto quanto il marito di Melania avrà da dire (speriamo che almeno le sue parole abbiano un riscontro verificabile), trarre le dovute conclusioni, favorevoli o contrarie che siano.  


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358 commenti:

«Meno recenti   ‹Vecchi   201 – 358 di 358
Anonimo ha detto...

Marika
le tesi della difesa, a mio parere, non sono state completamente smontate dal riesame. Sono tanti gli accertamenti che non sono stati disposti e che servirebbero a fugare alcuni dubbi. Vedi il comportamento del cane molecolare, il DNA di parolisi trovato sulle gengive di melania. Se il perito della difesa,che non mi pare sia un incompetente, sostiene che può permanere per molte ore come fa il riesame ad insistere che sia stato trasmesso pochi istanti prima della morte!! Come può continuare a insistere sulla non attendibilità della testimonianza del gestore del bar che si dice certo di aver visto Parolisi alle altalene, come può fossilizzarsi nel non dare importanza ai DNA estranei trovati sul cadavere perchè "possono essere stati trasmessi con una stretta di mano (parliamo della mano sinistra della vittima, e su questo argomento il perito della difesa insiste nel dire che il DNA non di trasmette con un semplice contatto. Che riposte riesci a darea queste
incongruenze?
Marilia

Sira Fonzi ha detto...

@Marika

Ciao Marika, sono d'accordo sul fatto che ognuno ha il suo ruolo, ma non analizzare reperti che potrebbero portare a complici del Parolisi o ad altre persone, non mi fa pensare ad un corretto svolgimento del lavoro dell'accusa.

Dopo aver analizzato l'analizzabile, e dedotto che l'omicida non possa essere altri che non la persona su cui si indaga, allora si, che avrebbe tutti i diritti di fare ricostruzioni, di cercare altri mille indizi e prove.

E' da quel momento preciso, a mio avviso, che si delineano nettamente i ruoli.

Supponiamo che, come detto dal Cirillo a VF, la procura non abbia analizzato le formazioni pilifere, e nemmeno i dna sotto le unghie, ma che lo abbia fatto, come é stata dal gip invitata, successivamente la difesa.

E supponiamo ancora, che i risultati portassero ad una persona precisa, non ascoltata ufficialmente, né indagata, che quadro ne uscirebbe?

Non si tratta di interpretare dei risultati dei ros o dei ris, che possono essere contestati giustamente con una controperizia, si tratta di non aver esaminato scrupolosamente la scena del crimine, prima di prendere dei provvedimenti cautelari su una persona piuttosto che su altre.

Almeno credo...

Ciao Sira
Mark Twain diceva:
“Le bugie hanno già fatto il giro del mondo, quando la verità deve ancora indossare le scarpe”
Perdonali Melania!

Ps Non è riferito a te Mark, che ti sei limitato a postare un articolo indecente del Corsera, ma al Corsera stesso, che senza vergogna si permette, per i suoi sporchi interessi, di infangare la memoria di una donna che ormai non può più difendersi ed ha il coraggio anche di inserire
produzione riservata.
Sono da denuncia


Per Marika

Scusami Sira per CHI sarebbe produttivo analizzare le argomentazioni dell difesa che sono di parte?

Ho trascritto la tua domanda in quanto faceva parte di un dialogo di diversi post fa, al fine di permettere anche ad altri di partecipare.

Le argomentazioni della difesa secondo me non possono ritenersi soltanto di parte, e quindi non meritevoli di attenzione, poiché mettono in discussione, a tratti anche in modo considerevole, la certezza delle deduzioni dell'accusa e, cosa ancora più importante, le stesse sono corredate da relazioni di periti competenti, che hanno avuto la possibilità di accedere a tutte le informazioni in possesso dei periti della Procura, e di trarre le proprie conclusioni.

Prendiamo ad esempio il genetista Giardina, che non ha solo scritto che sono state trovate sul cadavere di Melania sei tracce di dna maschile che non appartengono alla stessa, e che non sono compatibili con Salvatore Parolisi, mai analizzate, così come le formazioni pilifere estranee sul polso e sulla pancia

Dicevo, non si limita a questo, ma analizza tutte le conclusioni del Tagliabracci e le anomalie riscontrate, cominciando dalla mancata rilevazione della temperatura corporea di Melania tramite termometro.

Per ben 10 pagine, dalla 62 alla 72
fa una controperizia assolutamente da leggere, e sostiene concludendo, che non è certa nemmeno l'ora del delitto.

E le cose da lui sostenute non sono ricostruzioni di parte, ma conclusioni medico scientifiche che ogni esperto potrebbe, se false, contestare.

Quindi alla tua domanda "per chi è producente", ti rispondo:per tutti quelli che già conoscono le conclusioni dell'accusa, ma che non conoscono quelle di un esperto meritevole di stima ed attenzione quanto il suo collega Tagliabracci.

Io ho trovato sinceramente le sue osservazioni molto interessanti e mi ha messo ancora più dubbi di quanti non ne avessi già

Se non lo avessi ancora fatto ti consiglio di leggere quelle 10 pagine

Ciao Sira

Sira Fonzi ha detto...

Scusate, ho opiato e incollato anche un vecchio post, da considerare il post dalla frase:

Per marika

Sira Fonzi ha detto...

A tutti i commentatori del blog


Ciao, il link sotto vi porta alla memoria difensiva di 150 pagine del Parolisi, di cui 10 pagine sono dedicate alla relazione del genetista Giardina (all.23 da pag. 62 a pag 72)
A chiunque avesse voglia di leggerla chiedo:
se l'anatomopatologo nominato dalla Procura fosse stato il Giardina anzichè il Tagliabracci, a quest'ora il Parolisi sarebbe un indagato?

Ciao Sira

Marika ha detto...

Cara Sira
la domanda che tu mi poni ha già trovato una risposta ufficiale: quella contenuta nell'ordinanza con cui i giudici del riesame hanno rigettato le argomentazioni difensive.
voler girare attorno a questo dato di fatto, mi pare inutile e non porta da nessuna parte, tranne che in una critica all'operato dei giudici che, credo secondo la mia esperienza, si debba muovere su altre basi.
ognuno può rimanere anche convinto delle proprie opinioni, però ciò che tu dici non essere stato fatto o non essere stato considerato è una pesante accusa senza fondamento.
mi pare che un testo come quello fornito dai detentori del potere giuridico non possa censurarsi nel merito. ora a chi di dovere le censure da fare, se ci sono, investono il piano della legittimità nell'applicazione delle norme sostanziale e procedurali, ovvero un possibile difetto di motivazione.
purtroppo i dati esposti dai periti della difesa non giungono a conclusioni certe o a dubbi ragionevoli.
punti il dito su mancanze di analisi di reperti trovati sul luogo del delitto.
punti il dito sulla non certezza dell'ora della morte. ma perchè è stato più preciso il consulente della difesa sull'orario? anzi!
il problema dell'incidenza della caffeina sul processo digestivo della vittima addirittura permetterebbe di anticipare e non posticipare - come vorrebbe la difesa - l'orario della morte, rendendo la posizione di parolisi ancor più grave.
io le conclusioni della difesa e del suo esperto le ho lette, ti ripeto, non so cosa vuoi insinuare, che forse leggo solo quello che voglio? ma potrei dire lo stesso di te che evidentemente leggi solo le memorie difensive e non tieni conto del giudizio dei giudici avendo dei preconcetti.
alla tua domanda se al posto di tagliabracci ci fosse stato il consulente della difesa ti posso dire che il consulente dell'accusa non ha detto "guardate che parolisi è l'assassino" a questo ci sono arrivati con uso di logica e dispendio di lavoro i magistrati analizzando e componendo i vari fatti.
ma tu come mai non metti in evidenza il contenuto delle ordinanze e delle sentenze che sono promananti dal giudice terzo imparziale?
Ciao Marika

Mercutio ha detto...

X SIRA
Se, come dici, l'accusa non avesse tenuto conto di determinati segnali indiziari pro Parolisi, ne constateremo la denuncia nel ricorso in Cassazione che i difensori hanno dichiarato di proporsi.
Forse a noi, presi dalle proprie deduzioni, non ci viene di chiederci se le stesse considerazioni siano già state fatte, dalle parti interessate.
In termini non troppo sofisticati: pensiamo che siano dei fessi?
Apprezzo molto le tue riflessioni, basate su molta logica, ma Marika, sul filo della stessa logica, forse, aggiunge qualcosa di più strettamente professionale, dalle cui linee non si può scindere, senza sconfinare in una sorta di arbitrio interpretativo.
Saluti a tutti.
Mercutio

Manlio Tummolo ha detto...

Che i giudici siano "terzi ed imparziali" è imposto dala legge, non è detto che necessariamente lo siano nella concreta e reale situazione. Talvolta troviamo giudici, specie monocratici, più parziali del PM e della parte civile. Comunque sia, senza entrare nel merito di una storia che poi trascina ad un vortice senza scampo e che sicuramente non siamo noi a poter risolvere, ritengo che nel sistema periziale vi sia un errore di fondo e di metodo. Considerato giusto che ogni perito venga nominato dalle parti, mi pare assurdo ed antiscientifico che ognuno poi si metta le vesti di avvocato delle parti piegando il metodo e i dati scientifici all'interesse dei singoli. Il giudice dovrebbe costituire una commissione di periti, nominati ma non stipendiati dalle parti, che dovrebbero cooperare insieme nel puro interesse della verità scientifica (sempre comunque discutibile), dalla quale poi si dovrebbe derivare la verità giudiziaria. Altrimenti, si cade in questo indecoroso spettacolo, in cui il perito dell'accusa dice "A", quello della parte civile dice "AA", quello della parte imputata dice "NON-A e NON-B". Quello del giudice dice "C". Così alla fine non si capisce nulla, ed il giudice decide di testa sua, senza avere una chiara idea di ciò che è avvenuto. Cooperando obbligatoriamente insieme, si confrontano i dati, si vota e se qualcuno non è d'accordo su una soluzione, lo fa mettere a verbale. I risultati della Commissione, senza inutili divagazioni, vengono portati in aula, la Corte legge le conclusioni di maggioranza e di minoranza, con l'obbligo per il giudice di tenerne conto. Il sistema attuale finisce per svilire la ricerca scientifica e farne una metodologia di comodo, in pratica una prova faziosa nell'interesse di qualcuno, ovvero esattamente il contrario di quello che dovrebbe essere lo spirito della legge procedurale.

Anonimo ha detto...

Per MARIKA

Tu mi dici : “... ciò che tu dici non essere stato fatto o non essere stato considerato è una pesante accusa senza fondamento.”

Non lo dico io, Marika, ma il genetista e gli avvocati della difesa, che non sono stati ufficialmente smentiti e che anzi sono stati invitati dal Cirillo a compiere personalmente alcune analisi, se lo avessero ritenuto necessario.
Dalla relazione del GIARDINA:
“Per stabilire che una formazione pilifera appartenga o meno ad un individuo
l’unico modo possibile è eseguire indagini di tipizzazione genetica (DNA nucleare
e/o mitocondriale) (Butler J. 2005).
Non sono state eseguite tutte le indagini volte ad accertare e tipizzare la
presenza di DNA estraneo sulla vittima. In particolare non sono state eseguite le
indagini relative al cromosoma Y per tutti i reperti che abbiano generato profili
di sesso maschile.
Si esclude nel modo più assoluto la possibilità che il DNA subungueale possa
trasferirsi per stretta di mano o contatto casuale e superficiale”

Poi dici: “io le conclusioni della difesa e del suo esperto le ho lette, ti ripeto, non so cosa vuoi insinuare, che forse leggo solo quello che voglio? ma potrei dire lo stesso di te che evidentemente leggi solo le memorie difensive e non tieni conto del giudizio dei giudici avendo dei preconcetti.”

Mi spiace che tu abbia frainteso il senso della mia risposta, non voglio insinuare nulla, il mio desiderio era solo quello di confrontare le nostre opinioni, ed è per quello che ti ho invitato a leggere quelle pagine, per spostare l'attenzione su una relazione che intende dimostrare che non vi sono certezze, laddove invece si vuole far credere ci siano.

Io sono una persona schietta, alla quale non piace lanciare frecciatine ed amo affrontare le cose, e se possibile eliminare le incomprensioni che inevitabilmente si generano quando si ha davanti un testo, e non è possibile ascoltare il tono usato per comunicare.

E proprio perché sono franca, ti dico che ho l'impressione che negli ultimi tempi tu abbia cambiato il tuo modo di rapportarti con alcuni lettori del blog, me compresa.
Ho notato che suggerisci spesso a chi si raffronta con te di rispettare il lavoro degli inquirenti, di non sindacare le conclusioni da loro raggiunte (quasi fossero verità assolute), e ci fai spesso notare che non essendo in grado di sapere molte cose, dovremmo astenerci dal dare giudizi.

Io non do giudizi senza conoscere, io leggo quello che le parti in causa affermano e commento dei fatti da loro constatati e verificati

E dopo aver letto il curriculum vitae del Giardina (www.uniurb.it/biotecnologie/didattica/docenti/.../CVEmilianoGiardina.doc) che testimonia la sua competenza in materia, ho ritenuto che poteva essere una buona idea ( da qui il termine produttivo) confrontarci su delle conclusioni, che potrebbero dimostrare che il Tagliabracci non è infallibile, e che ,come tale può aver commesso qualche mancanza e/o errore.
E dato che, se questo fosse avvenuto, tutto il quadro accusatorio cambierebbe, non mi sembrava cosa di poco conto, ma anzi degna di attenzione.

Spero che questo post possa essere stato d'aiuto a superare le incomprensioni, e spero non me ne vorrai per le impressioni che ultimamente ho avuto e che ti ho comunicato

Ciao Sira

Anonimo ha detto...

Per Tummolo

Salve, posso dire che condivido ogni riga senza dilungarmi?
Post interessantissimo, sia per le analisi fatte, che per gli spunti dati.
Complimenti!

Saluti
Sira

Marika ha detto...

Le incomprensioni derivano sempre dal mio modo di pormi. Siamo sicuri?
Il fatto che tu mi suggerisca di spostare l'attenzione sui "giudizi di parte" e sulle consulenze di parte, dovrebbe dimostrare cosa? Di non aver compreso cosa?
Sindacare come dici tu il lavoro degli esperti, dei giudici, degli inquirenti sulla base delle sole memorie difensive non è secondo me l'atteggiamento giusto per confutarle.
Invito ovviamente ad evitare l'atteggiamento di chi pensa che sono sempre gli altri che sbagliano, ovvero in questo caso giudici con tanto lavoro alle spalle ed esperienza che non si meritano di essere "derisi" dai nostri sospetti sul loro operato e soprattutto sul loro giudicato.
La stessa difesa di Parolisi ha detto che "rispetta" la decisione del Tribunale che ne prende atto e che si preparerà per fare ricorso in cassazione.
Chi dubita che il Giardina o il Varetto o il Cusani non siano degli ottimi professionisti?
E tu, perchè dubiti che magistrati e reparti specializzati delle procure non siano dotati di altissimo livello di preparazione e di grande esperienza.
O forse pensi che il caso di Melania Rea sia il primo affidatogli e che non ne vedano ogni giorno di casi simili certo non assistiti da tanto interesse dei media?
Quindi, il problema non è che mi possa dispiacere che le tue impressioni su di me e che mi hai comunicato possano essere sbagliate, nè te ne voglio. Ci mancherebbe!
Ma vedo che le vostre critiche non meritano repliche, le mie addirittura vi scandalizzano e vi fanno pensare che ci sia qualche recondito motivo per cui rispondo o meno in modo secco a certe persone nel blog.
Ripeto perchè non hai interesse verso le spiegazioni che il Tribunale del riesame ha dato con riferimento alle autorevolissime e pregiatissime opinioni dei consulenti di parte della difesa?
Apprezzo e mi allineo totalmente all'ultimo post del sig. Manlio Tummolo che ha espresso in modo impeccabile il problema sulla validità e sulla parzialità delle consulenze di parte.
Anche Mercutio ha tradotto in modo essenziale il concetto che non sono riuscita a trasmettere.
Se poi ripercorri tutti i commenti che si sono susseguiti in questo post dal mio intervento in poi ti accorgerai che la tua impressione è totalmente errata in quanto sono sempre in linea con quello che dico e non faccio altro che ribadirlo.
La cosa che mi stupisce è che se fossi calata nel gossip e mi fossi limitata a fare pettegolezzi o supposizioni forse non avrei suscitato tanta incomprensione.
Io non mi confronto su conclusioni di un perito di parte, per farlo dovrei assumerne uno.
Come potrei permettermi di entrare in ambiti che mi sono ignoti?
Posso dialogare di valutazione degli indizi, di gravità indiziaria, di movente, di esigenze cautelari. ma le mie competenze non mi permettono di sindacare il lavoro di altri professionisti. Per questo rimando alle risposte dei giudici e chiedo di confutarne la logicità, ma di quelle affermazioni, non del genetista o dell'esperto in telecomunicazioni.
Mi sai dire Sira perchè i giudici non hanno dato peso e valore alle certamente professionali conclusioni dei periti di parte?
Non so se quanto scritto possa essere d'aiuto in futuro per evitare incomprensioni, ma spero che si possa sempre avere l'umiltà di chiarirsi.
Ciao Marika

Paola ha detto...

Pur condividendo quanto scritto da Tummolo mi permetto un piccolissimo contributo : nell 'esprimere un giudizio , un apprezzamento di tipo tecnico (in questo caso medico legale essendo l'unico su cui posso essere un minimo competente) e' incontestabile la rilevante valenza soggettiva che apporta un contributo personale ed originale di osservazioni. A tale stregua l'interpretazione dottrinaria esistente in materia dilata maggiormente quanto sopra.
Avvalendosi di quanto sopra un perito di parte deve necessariamente evidenziare alcuni aspetti e sottacerne altri per avere aderenza con la parte che rappresenta.
Cara Marika anch'io mi aspetto che la critica a Tagliabracci ( tra l'altro quella che e' nota NON e' la perizia ma alcune risposte ad altrettanti quesiti del PM) venga fatta da un altro medico legale: io stessa pur essendo medico non mi ritengo all'altezza.
Paola

Paola ha detto...

Pur condividendo quanto scritto da Tummolo mi permetto un piccolissimo contributo : nell 'esprimere un giudizio , un apprezzamento di tipo tecnico (in questo caso medico legale essendo l'unico su cui posso essere un minimo competente) e' incontestabile la rilevante valenza soggettiva che apporta un contributo personale ed originale di osservazioni. A tale stregua l'interpretazione dottrinaria esistente in materia dilata maggiormente quanto sopra.
Avvalendosi di quanto sopra un perito di parte deve necessariamente evidenziare alcuni aspetti e sottacerne altri per avere aderenza con la parte che rappresenta.
Cara Marika anch'io mi aspetto che la critica a Tagliabracci ( tra l'altro quella che e' nota NON e' la perizia ma alcune risposte ad altrettanti quesiti del PM) venga fatta da un altro medico legale: io stessa pur essendo medico non mi ritengo all'altezza.
Paola

Alessandro ha detto...

cara marika, che il pugno sia successivo al tentativo di scannamento è una illazione che neppure la procura presenta con molta certezza..per un semplice motivo, non è scientificamente dimostrabile....quanto alle foto, che la difesa l'abbia utilizzata per l'auto e non per i motorini è verissimo, ma io non sono l'avvocato di parolisi...visto che si fa un gran parlare dell'inattendibilità di Ranelli, chiedo ai colpevolisti la stessa attenzione anche per le incongruenze delle testimonianze a carico....i ragazzi sarebbero andati via alle 15.15 8in relatà loro hanno dichiarato 15.30-15.40 ma la procura ha corretto l'orario) la foto è delle 15.13....ergo ? secondo appunto alle testimonianze....mi ha fatto "sorridere" leggerle finalmente complete e non tagliate....danno tutta un'altra impressione..evito poi di commentare le audizioni multiple perchè neppure in un fumetto....

A chi dicevo,credo fosse iori ma se sbaglio chiedo venia, che la pista dei cani è stata sconfessata, voglio precisare anche qui lo strano atteggiamento delgi inquirenti che hanno chiamato il repsonsabile cercando di fargli dire che i cani potevano aver fiutato una pista vecchia..non ottendo la risposta voluta nella richiesta di custodia cautelare i cani sono spariti...una volta costreti dalla difesa, sono tornati alla vecchia ipotesi,ma commettendo un errore...la settimana prima Melania non aveva fatto quella strada, di lì non ci era passata (testimonianza di sonia)
aggiungo e concludo..e il sentiero dietro il monumento? la roulotte ? melania era andata anche lì ?

lori ha detto...

allora dalla memoria della difesa Sonia dice "facemmo un bel giro sul pianoro e transitammo ANCHE nella scorciatoia da voi citata"

mqa dice anche " fecero una passeggiata su TUTTo il pianoro"

e dice finanche " Mi sembra che anche Melania non fosse andata lì ( alle altalene)

e questo "mi sembra "viene interpretato come un elemento a favore della tesi della difesa che, tuttavia deve concludere che " Carmela Rea CON OGNI PROBABILITA' NON è STATA NELLA ZONE ADELLE ALTALENE

Quindi tutte queste grandi certezze dalle dichiarazioni di Sonia non si desumono

e non è la prima volta che la difesa usa espressioni come " APPARE PROBABILE, è LECITO SUPPORRE..."

piuttosto vogliamo parlare della MACROSCOPICA CONTRADDIZIONE che emerge a proposito delle dichiarazioni del Ranelli o della difesa stessa :
quando il telefono di Melania si aggancia nelle chiamate ricevute delle 14,53 e delle 14,56 alla cella di Ripe, Melania poteva essere non a Ripe, ma al Monumento, lì a Colle S.Marco, perché in quel punto, si è dimostrato, viene agganciata la cella di Ripe; ma sempre nello stesso ricorso Melania viene collocata alle 14,50 alle altalene (nel passaggio in cui si parla della prima testimonianza di Ranelli che aveva detto di aver visto la famiglia Parolisi alle altalene, mentre era intento a sistemare i tavoli fuori, e, secondo la telecamera, il cui orario per gli avvocati era esatto, sono appunto le 14,50). Delle due l'una.

tutto desunto dalla lettura delle carte della difesa

lori

lori ha detto...

Per qunto poi riguarda le deduzioni a proposito dell'assorbimento della ceffeina, rimando al commento di Marika, che condivido al cento per cento

lori

lori ha detto...

Altra incertezza

SAlvatore parolisi è stato visto uscire di casa con gli stessi abiti indossati a colle san marco (pag.91)

Ma il teste, tal Bernardini dice :ora che li ho visti ho avuto la SENSAZIONE che con tutta probabilità indossava proprio quegli abiti al momento in cui usciva di casa"

ecco qui siamo in presenza di sensazioni;

mi fermo qui ..ci vuole troppo tempo a trascriverle tutte e purtroppo il copia-incolla non si può fare

lori

lori ha detto...

interessante, se fosse confermato

"il 6 agosto, a Ripe di Civitella, una fonte ci ha riferito che i cestini per l'immondizia a Ripe furono controllati solo due settimane dopo. È vero? E se dentro l'assassino avesse buttato l'arma del delitto e i vestiti?"

http://www.vanityfair.it/news/italia/2011/08/25/melania-rea,-tutti-i-dubbi-sull'inchiesta

pag 20

lori

Manlio Tummolo ha detto...

Ringrazio gli intervenuti che hanno approvato quanto da me scritto sul meotodo periziale nelle indagini e nel processo, esprimendolo cortesemente. Aggiungo che, sicuramente, fu una bella conquista poter far svolgere anche agli avvocati indagini difensive e ricerca di prove. Ciò è indubbiamente positivo. Tuttavia, diventa fallace se ognuno di questi periti esprime pareri esclusivamente a favore della parte da cui sono stipendiati. Credo dunque che sarebbe opportuno, ferma restando la scelta del perito da parte di ogni singolo interessato al procedimento, che le spese gravitino in sede processuale, come altre cose, con tariffe fissate dalla legge. Per assurdo, vorrei vedere una volta tanto un perito che dica che la propria parte è colpevole, mentre il perito della parte opposta dica che è innocente oppure solo parzialmente colpevole. Allora avremmo una certa garanzia scientifica degli argomenti apportati. Insomma, il perito dovrebbe essere trattato come il testimone di un fatto tecnico, con una normativa analoga a quella dei testimoni oculari o delle persone informate dei fatti, non un avvocato in incognito.

lori ha detto...

Signor Tummolo, non mi ero ancora associata ai complimenti degli altri, pur condividendoli, ma dopo aver letto questo secondo commento in merito, non posso fare a meno di complimentarmi con lei, e ancora più convintamente

lori

Anonimo ha detto...

Dubbi sulla tesi dell'accusa (che condivido in toto e ai quali aggiungo altri elencati nei miei precedenti commenti:
http://www.vanityfair.it/news/italia/2011/08/25/melania-rea,-tutti-i-dubbi-sull'inchiesta#?refresh=ce

Nuova teste "bella e bruna" a scoppio ritardato:
http://ilcentro.gelocal.it/teramo/cronaca/2011/08/26/news/l-amica-di-melania-accusa-parolisi-4848547

P.S. Per Lori: sull'attendibilità di una sedicente amica che confonde le date della gita al pianoro (prima dice il 3 aprile, poi il 10), afferma di aver mandato un solo sms (e invece erano due) al numero wind (e invece era tim) di Melania, parla di coppia da "diabete", mette su facebook una settimana dopo la morte di Melania la foto di un personaggio di cartoni animati che fa l'occhiolino....beh, nutro qualche dubbio.
A.

lori ha detto...

appunto se nutri tu qualche dubbio, perchè non dovrebbero nutrirlo pure gli avvocati della difesa ,che , invece, la citano come teste a favore?

lori

ps: tra l'altro io rispondevo ad alessandro che mi chiamava in causa in merito proprio alla
testimonianza di Sonia

il link che hai messo tu è quello stesso che io citavo a proposito dei cestini per l'immondizia a Ripe

Marika ha detto...

Alessandro io non sono colpevolista.
quando il processo sarà definitivamente chiuso esprimerò forse la mia posizione.
non mi piace schierarmi da un lato o dall'altro quando non posso farmi una mia personale, ma completa opinione sulle persone.
quanto alla problematica legata all'uso dei cani molecolari, mi ha colpito il fatto che il cane Piergiorgio stava conducendo i ricercatori verso una direzione che poi hanno deciso di interrompere perchè non percorribile.
le mie domande sono:
1) se lo avessero seguito fino in fondo dove li avrebbe condotti?
è chiaro che se li conduceva da melania allora non ci sarebbe alcun dubbio sul fatto che stesse seguendo proprio la pista giusta.
2) il cane in questione sempre facendo lo stesso giro (che non riesce a fare a ritroso) per 3 volte, mi pare, in una occasione li ha condotti dove c'era una roulotte vecchia.
viene precisato dall'esperto che vi sarà stato condotto dall'odore di qualche animale. quindi il dubbio se aveva fiutato proprio l'odore di melania ogni volta, rimane.
per il resto concordo con lori e con le sue osservazioni in merito alla circostanza che melania e la sua amica avevano fatto un giro su tutto il pianoro giorni prima e, non si esclude - si legge nella memoria - che i cani potessero fiutare una traccia vecchia.

Marika

Marika ha detto...

Gentile Paola la perizia del medico legale è ovviamente altra cosa e molto più analitiche saranno le considerazioni contenute nella stessa rispetto al sunto delle conclusioni che abbiamo letto, ma le confesso che per capire i termini tecnici avrei bisogno comunque di qualcuno che me la spieghi prima di poter esprimere qualche considerazione.
Marika

Paola ha detto...

@Marika
Il riferimento era ai tanti autoreferenziali " medici legali" presenti che pur non avendo alcuna competenza in materia
possono addirittura screditare un professionista.
@Tummolo
In effetti pero' il perito infedele, qualora affermasse il falso commette reato con tutte le conseguenze del caso.
Diciamo che la perizia medico legale parte da alcuni dati e arriva a conclusioni diverse. Questo per quello che ho gia' scritto nel post precedente.
Buone cose
Paola

Marika ha detto...

Si Paola, il mio commento era una constatazione in merito al fatto, da lei giustamente evidenziato - che non abbiamo letto tutta la perizia del dott. tagliabracci.
Marika

Mimosa ha detto...

Magari avvenisse come scrive Manlio Tummolo, un bel collegio di periti al di sopra delle parti. Però io sono una persona concreta e mi rendo conto che anche questo non sarebbe semplice. Chi pagherebbe?

Lungi da me screditare professionisti con decenni di esperienza, essi relazionano sulla domanda che gli viene posta, oltre non sono tenuti ad andare, almeno per iscritto.
Però permettetemi di fare un commento molto terra a terra, sulla base di esperienza più e meno indiretta: il costo dei periti grava non poco sulle spese a carico delle parti, sia ricorrenti e tanto più se soccombenti (e la loro parcella va liquidata ogni volta che vengono interpellati), pertanto solo se la parte chiamata in causa può disporre di notevoli "risparmi" può permettersi di richiedere l'intervento di molteplici periti o di analisti di laboratori ... oppure un team di avvocati difensori desiderosi di vincere a tutti i costi.

E gli avvocati hanno gran voglia di vincere quando il caso è in cima alle cronache!

Tuttavia credo che le migliaia di euro per ogni perizia siano troppe anche per i difensori di Parolisi (non mi azzardo a insinuare alcun ‘pensiero’ in relazione alla loro assunzione del caso e a chi sosterrà le spese).

Del resto è noto il detto «se la causa è persa è l'imputato che ha perso, se la causa è vinta è l'avvocato ad aver vinto».

Nella questione – che lascia perplessi tanti di noi commentatori – del supplemento di rilevazioni sui DNA dei reperti piliferi e altro che è stato lasciato ai difensori, è ovvio che queste ulteriori indagini andranno a carico del richiedente, l’imputato o chi per lui. Se ci sono soldi si farà, altrimenti il Parolisi dovrà affidarsi al dibattimento in aula e alla sagacia della Corte.

Questo è il mio parere, per cui non mi scandalizzo riguardo alle relazioni peritali. E’ la prassi. (ne sono comunque indignata in via generale per motivi personali, civili e non penali per mia fortuna)

Mimosa

Mimosa ha detto...

Aiuto, qui siamo alla saturazione ... prima ho visto 244 commenti e ora trovo solo 227 - ho faticato a ritrovare questo punto, temo che non riuscirò a leggere altro se Masimo non arriva a sbloccare ...
altrimenti (se riuscite a leggermi) suggeritemi dove devo cliccare per tenermi aggiornata, grazie.
Mimosa

lori ha detto...

Mimosa,
devi cliccare sulla voce ( in azzurro) Più recenti , immediatamente in alto o sopra la finestra dei commenti

ciao

lori

Mimosa ha detto...

Non basta, cara lori, ho provato ... alle volte non viene fuori alcun ulteriore commento rispetto alla prima pagina ...

Addirittura se clicco l'anteprima, perdo il commento ...
Inoltre,
non ho avuto le traveggole, ho letto addirittura un commento di un sensitivo postato in data 26 agosto e inserito dopo i commentidel 15 agosto ...
Aspetterò con pazienza.
Grazie comunque del tuo pronto intervento.
Mimosa

Sira Fonzi ha detto...

Per la signora Paola


Da Paola a Marika:

"...Il riferimento era ai tanti autoreferenziali " medici legali" presenti che pur non avendo alcuna competenza in materia
possono addirittura screditare un professionista"

Dato che sono stata la sola a parlare del Tagliabracci e del Giardina, suppongo che queste frecciatine siano rivolte a me.

Credo, signora Paola, che questo sia un atteggiamento puerile e sterile, che non meriterebbe replica, ma essendo io persona matura, che sa relazionarsi, la informo che il mio volermi confrontare con Marika sulle conclusioni dei consulenti della difesa, non era inteso nel senso che ha interpretato lei( e probabilmente anche Marika)

Quando affermo che “le conclusioni potrebbero dimostrare che il Tagliabracci non è infallibile, e che ,come tale può aver commesso qualche mancanza e/o errore.” intendo dire che è estremamente interessante capire quali e quanti sono i reperti non analizzati e che importanza avrebbe avuto analizzarli, ai fini dell'indagine, secondo il parere di esperti diversi dal Tagliabracci.

E da lì dialogare, ipotizzare e scambiarsi le impressioni avute, così come si è fatto quando abbiamo avuto delle notizie, seppure parziali, riguardo la relazione del Tagliabracci.

Sulla relazione di quest'ultimo si è potuto dialogare e su quella dei tre consulenti della difesa no, perche non siamo competenti?

Per finire, palesare umiltà nei confronti di una relazione, nonostante lei lavori nel settore, al solo fine di ridicolizzare gli interventi altrui, lo trovo puerile e sterile quanto quello detto sopra.
Sira

Anonimo ha detto...

@Lori: prima di replicare con questi toni da yogurt scaduto, pensaci due volte. Il fatto che hai precisato di aver risposto ad Alessandro mi sembra puerile e abbastanza cafone.Intervengo come e quanto voglio, non sei tu a dover stabilire chi debbano essere i tuoi interlocutori.

@Sira: a me sembra piuttosto che, tra perifrasi elaborate e ricicciamenti di roba letta sui giornali mainstream, i grandi criticoni vogliano stoppare una libera circolazione di opinioni. Purtroppo la discussione virtuale da blog o da forum non è per tutti.
Sira, io ti leggo con enorme piacere. ;-)

A.

Sira Fonzi ha detto...

X Marika

Tu dici:
“La stessa difesa di Parolisi ha detto che "rispetta" la decisione del Tribunale che ne prende atto e che si preparerà per fare ricorso in cassazione

“Rispetta”?

Dopo la decisione dice:
“Ci dispiace constatare che il Tribunale, nonostante i dati tecnici, le testimonianze e i dati di fatto, abbia dimostrato poco coraggio facendo finta di non vedere». «Sapevamo - ha concluso Gentile, - che la nostra sarebbe stata una battaglia difficile. Faremo ricorso alla Corte di Cassazione confidando nell'accoglimento delle nostre richieste». Se si fosse trovato del Dna sub-ungueale di Parolisi si sarebbe invocata subito la prova regina, ma siccome non è il suo non viene approfondito a chi appartenga"

Per quanto riguarda le 23 pagine delle motivazioni del Riesame, le ho lette , poco dopo la loro pubblicazione, ma trovo che siano un riassunto delle ordinanze precedenti.
Si leggono le stesse frasi, le stesse considerazioni.

Anche su quello che dovrebbe essere un argomento di nuovo interesse, si risponde allo stesso identico modo. Il tema non viene trattato nella sua completezza, nè con particolare approfondimento

La difesa dice in riferimento alle tracce di dna:
“... Sono tracce importanti e contestiamo nel modo più assoluto che possa trattarsi di Dna trasferito con una semplice stretta di mano perché è impossibile. Esiste una letteratura scientifica molto corposa che esclude che il Dna sub-ungueale possa trasferirsi con una stretta di mano...».

E i giudici rispondono:

"Non sembra avere particolare rilevanza la presenza di Dna femminile sotto l'unghia dell'anulare sinistro della Rea, che potrebbe dipendere da molteplici fattori. A differenza del Dna nella regione labiale, la presenza sotto l'unghia potrebbe risalire a diverso tempo prima rispetto all'omicidio".

Le formazioni pilifere invece sono per loro, con molta probabilità, riconducibili al depistaggio??

“Pur auspicando la conclusione di accurate indagini biologiche in merito si deve rilevare come data la contaminazione che vi è stata del corpo della Rea e il tentativo di depistaggio e deturpamento del corpo stesso la presenza di peli e il risultato delle indagini in tema potrebbe avere scarsa rilevanza pratica essendo ben prospettabile la sua riconducibilità all'azione di depistaggio”

Ciao Sira

Sira Fonzi ha detto...

Per A.

Grazie!!
'Notte
Sira

Marika ha detto...

Ciao Sira
il dialogo che cerchi non è affar mio.
te l'ho già spiegato.
è inutile che ci giri intorno.
quanto a ste formazioni pilifere, il fatto che si accusi la mancanza di analisi non è questo un elemento per vincere un riesame.
se non c'è un obbligo di analizzare quei reperti e se non c'è volontà da parte della difesa di farli analizzare, mi spieghi qual'è il problema? e soprattutto qual'è la colpa del magistrato o meglio del tribunale?
quanto all'infallibilità di tagliabracci, credo che possa valere anche per un giardina o chicchessia compreso me e te. nessuno è perfetto!
intanto come fai a giudicare e a dire che ha sbagliato solo basandoti sull'opinione del perito e, sottolineo, di parte che ovviamente parla come ha ben a sua volta sottolineato il sig. tummolo da avvocato difensore? con quale metro stai facendo la differenza?
è questo che sto cercando di dirti, ma non so perchè qui si finge di non capire e si alimenta la polemica.
io non faccio la tuttologa e non posso intervenire seriamente sui tuoi dubbi e sui tuoi sospetti di imperizia o negligenza del medico legale, come ha detto paola, non sono all'altezza.
lo può fare il difensore di parolisi non io senza mezzi!
quanto ad A. "vogliono stoppare una libera circolazione di opinioni" a chi?
si rilegga il mio pensiero.
specie dove dico che se io critico l'altrui opinione vengo fraintesa e mi si addebita un comportamento diverso, quasi come se la critica non sia espressione della libertà di pensiero. quindi, chi è che impedisce la libera circolazione delle opinioni?
chi critica l'opinione altrui o chi dice che non si deve criticare altrimenti ci si merita rimproveri dalle più sagge e sapienti persone che circolano sul blog?
Marika

Marika ha detto...

in ultimo, perchè mi era sfuggito, Sira, non è vero che si è dialogato sulla perizia di tagliabracci, ma solo su una parte della stessa e ti ricordo che la richiesta di analisi delle formazioni pilifere tanto discusse non la fa il medico-legale nè potrebbe farla visto che è di competenza della scientifica e se lo richiede l'autorità giudiziaria.
oppure sei a conoscenza di qualche richiesta di analisi da parte della difesa rigettata senza motivo dal PM?
quindi, perchè la difesa si limita a confutare con un suo esperto alcuni passaggi della relazione medico-legale firmata da tagliabracci e non ha pensato di richiedere l'analisi di queste formazioni o di informarsi dal suo esperto circa la necessità di farlo?
credo che l'esperto le abbia visionate e se, da esperto, avesse intravisto una possibilità per parolisi avrebbe consigliato alla difesa di richiederne le analisi.
invece il team di esperti ha solo preso le varie relazioni e le ha confutate in base a principi presenti in letteratura o in dottrina - come ha sempre sottolineato Paola - e li ha confutati senza affermare nulla di certo.
se invece la difesa avesse detto: guardate questi peli sono di Tizio, che è ... che fa ... che potrebbe centrare con l'omicidio per... allora il tribunale avrebbe disposto la scarcerazione.
invece di chiarire si alimenta la confusione....
e se si accusa di inerzia la pubblica accusa, io penso che quando vuole la difesa può richiedere accertamenti, ti rinvio al sopralluogo fatto dalla difesa della famiglia scazzi in casa misseri, dove è stata addirittura trovata e fatta analizzare quella sospetta macchia di sangue.
ecco il dialogo che cercavi?
Ciao Marika

Marika ha detto...

nondimeno e concludo trovo nella memoria difensiva dei passaggi "in diritto" - come è in gergo tra gli avvocati - che sono molto importanti e che il tribunale si è preoccupato di confutare in modo più pregnante.
specie quella parte relativa all'alibi e alla sua valenza indiziaria.
quello è un aspetto importante secondo me... ma a voi non interessa.
Ciao
Marika

lori ha detto...

PER A

credo che tu non abbia capito il senso del mio commento, che voleva solo essere ironico, ma, visto che questo non può emergere da uno scritto, posso capire il tuo fraintendimento..io volevo appunto, concordare CON QUANTO DA TE AFFERMATO che sonia è teste poco attendibile, e la mia ironia non era nei tuoi confronti ma nei confronti della difesa, e mai avrei fatto riferimento a sonia , appunto per la scarsa credibilità che le attribuisco, se non per rispondere alla provocazione di Alessandro, ecco il senso del mio commento...ci mancherebbe che tu non possa intervenire, e chi sono io per impedirtelo?

Spero di aver chiarito

lori

Mercutio ha detto...

Una grande quantità di commenti, SOLO per "chiarirsi".
Eppure ho notato, che tutte le parti in causa scrivono in ottimo italiano.
Dov'è, allora, il fraintendimento?
Scusate la presunzione di un ottantacinquenne, ma sono certo che, se vi leggeste con più calma, il problema sarebbe risolto, in quanto effimero.
Un saluto a tutti.
Mercutio

Marika ha detto...

Ciao Mercutio
il problema si è creato e continuerà a ripetersi di sicuro.
vorrei pure io capire dove sta il fraintendimento.
Saluti
Marika

lori ha detto...

Non se la passava certo male il caporal maggiore,

A ricostruire la mappa dei conti correnti sono stati i carabinieri del Ros. Il conto campano di Frattamaggiore, quello più ricco, è intestato solo al caporalmaggiore; l'altro, di 10mila euro, anche a Melania.

Hai capito che furbo!


http://ilcentro.gelocal.it/teramo/cronaca/2011/08/27/news/parolisi-scoperti-cento-mila-euro-l-ipotesi-della-procura-soldi-nuovo-movente-4854288

lori

monic@ ha detto...

http://oltrelostretto.blogsicilia.it/lomicidio-di-melania-rea-scoperto-il-tesoro-di-parolisi/57129/
hai capito il parolisi....

monic@ ha detto...

http://www.abruzzoweb.it/contenuti/omicidio-rea-100-mila-euro-sui-conti-di-parolisi-allamante-ludovica-diceva-vivrai-di-rendita/34525-4/

qui c'è anche l'intercettazione di una telefonata a ludovica

lori ha detto...

X Mimosa

pertanto solo se la parte chiamata in causa può disporre di notevoli "risparmi" può permettersi di richiedere l'intervento di molteplici periti o di analisti di laboratori ..

ecco la parte in causa può permetterselo, e anche il duo Biscotti-Gentile saprà come regolarsi

lori

Mimosa ha detto...

Ben detto lori, ora vado a leggermi le notizie.
Buon pomeriggio
Mimosa

Mercutio ha detto...

Avevo ben colto nel segno, quando, in un mio post di alcuni giorni fa, riportavo una, delle tante, lunghe telefonate, fra Parolisi e la Perrone, durante il corso della quale la ragazza esasperata, suggeriva:"..che ci vuole? fai la valigia e vieni via. Tutto quà". Al che Parolisi rispondeva:" già, ma fra avvocati, mantenimento della bimba e di Melania, la casa e tutto il resto, sai quanti soldi mi fregheranno?"
Naturalmente non posso essere fedelissimo sulle parole che ho riportato, ma il significato è preciso. Ne sono sicuro.
Ora gli inquirenti rafforzeranno il movente dell'omicidio, aggiungendo alla passionalità, anche l'interesse economico.
Mercutio

lori ha detto...

Parolisi a ludovica

"ma non è proprio cosi i legali sono dei pezzi di merda per non dire i giudici o di chi ha fatto questo schifo di legge del cazzo che sono tutte per la donna e nessuna per l'uomo....mi tocca dagli anche altri soldi che tu sai che mi dovevano arrivare e ci sono visto LA COMUNIONE DEI BENI che ho fatto......in piu non cè l'immediatezza di accettarlo da parete sua quindi dovrò pure accudirla fino alla separazione sempre se poi lei accetterebbe ...."

lori

Marika ha detto...

Ma se fosse vero che lui non si voleva separare dalla moglie e che quindi, il problema "denaro" era solo nell'immaginario delle bugie dette all'amante?
E' stata interrogata un'amica di Melania, alta e bruna, per chiarire aspetti della relazione tra salvatore e melania.
chissà quante altre cose non sappiamo molto illuminanti tra le carte della procura!
Marika

P.S. Chiedo scusa a Sira.
Senza dilungarmi, le sagge parole di Mercutio, mi hanno fatto "vedere" il problema.
Ciao

Marika

Anonimo ha detto...

I legali smentiscono .....ANSA e adnkronos in effetti non riportano nulla. Molto rumore per nulla ?

Sira Fonzi ha detto...

Per MARIKA

Nel tuo post inizi cosi:

"...il dialogo che cerchi non è affar mio. te l'ho già spiegato.
è inutile che ci giri intorno."

Ne prendo atto.

Peccato, mi eri sembrata una persona con la quale poter parlare di tutto, dalle ordinanze dell'accusa e alle memorie difensive, di cui bada bene, le pagine prettamente medico-scientifiche di quella in questione sono solo 10, tutte le altre sarebbero state commentabili senza nessuna preparazione particolare.

Il riesame si è limitato ad approfondire pochissimi aspetti della memoria sottoposta alla sua attenzione, si è limitato a riassumere e per alcuni brani anche a fare il copia incolla di ordinanze precedenti, ma nonostante io non lo abbia trovato interessante, non vuol dire che nessuno mi deve far domande su questo.

La forza di questo blog, oltre gli articoli di Massimo, è lo scambio di opinioni, l'arricchimento che ne deriva per ognuno dei commentatori nel farlo, e il rispetto delle idee altrui.

E nessuno, in virtù dello spirito del blog, dovrebbe essere ripreso dicendo che fa accuse infamanti contro chicchessia,solo perché esprime un opinione.

E ogni persona è libera di nutrire dubbi sull'operato di qualsiasi organo istituzionale, perchè come dice il signor Tummolo:

"Che i giudici siano "terzi ed imparziali" è imposto dala legge, non è detto che necessariamente lo siano nella concreta e reale situazione. Talvolta troviamo giudici, specie monocratici, più parziali del PM e della parte civile."

E i milioni di errori giudiziari, dovuti a una varietà infinità di motivazioni, di cui per mio sfizio mi sto facendo una cultura, lo insegnano.

Nel rispetto di Massimo che ci ospita, e dei lettori che saranno stanchi di leggerci, questo mio sarà l'ultimo post rivolto a te, con cui ho capito che non ci può essere dialogo se non nelle condizioni che detti tu.

E' stato veramente un piacere fino a che siamo riuscite a comunicare.

Saluti Sira

lori ha detto...

Certo Marika Parolisi poteva non avere nessuna intenzione di lasciare la moglie ( chi lo può dire, con tutte le balle che ha sempre raccontato?)..magari era Melania che voleva separarsi da lui, se è vero come riportava un quotidiano di cui non ricordo il nome ( melania avrebbe consultato un avvocato)..
ma ciò che ora mi preme sottolineare è il comportamento sempre ambiguo di Parolisi, che teneva nascosto il conto da 90.000 euro e condivideva con la moglie solo quello da 10.000 , soprattutto alla luce del fatto che loro avevano scelto il regime di COMUNIONE DEI BENI ..

l'uomo ne esce sempre peggio!

lori

Marika ha detto...

Mi dispiace Sira che non vuoi comprendermi. Lo avevo capito e questo mi ha fatto dire quelle frasi che tu hai sopra riportato.
Io non detto le regole con cui le persone si devono relazionare con me. Ma è normale che ciò che non mi piace non lo subisco passivamente.
Nessuno nega che ci siano errori giudiziari.
Ma stiamo parlando del caso singolo ove io non nutro particolari sospetti di incapacità verso i giudici che si stanno occupando del caso.
Ne parto con pregiudizi o me li faccio venire non appena qualcuno o qualcosa mi fa sorgere il dubbio, che, credimi, mi viene sempre.
Ciò che non voglio fare è discutere sulla legittimità dell'operato di chi non conosco e del quale posso avere solo notizie frammentarie.
Sta qui il fraintendimento.
Mercutio ha capito che ho frainteso anche te nell'ultimo post e mi ha consigliato di rileggerti.
cosa che ho fatto e che mi ha messo nel dovere di chiederti scusa già prima del tuo ultimo intervento.
Infondo, bastava rileggere anche me per capire cosa ti chiedevo. Certo non di parlare solo di ciò che mi piace, ma di capire che senza strumenti alle mani valutare la professionalità di medici, consulenti e altro non è possibile.
Marika

Manlio Tummolo ha detto...

Cara Mimosa, chi paga i testimoni ? Nessuno, salvo le spese di viaggio, se vi sono, ad opera dell'Ordinamento giudiziario. Così dovrebbe essere per i periti, anche se nominati o indicati (come i testimoni) dalle parti in causa. Poi le spese giudiziarie vengono pagate da chi perde la causa, civile o penale che sia. Non è che occorrano miracoli, basta riformare la legge. Quanto ai periti, e qui mi rivolgo alla dott.ssa Paola, non discuto dei medici legali, ma sulle perizie in generale (per es. la traiettoria di uno sparo: vedi famoso caso Marta Russo). Le divergenze possono essere semplici diverse prospettive scientifiche di un medesimo fenomeno, cosa ammissibilissima e legittima. Il falso è cosa più grave: cfr. il perito Zernar e la questione del lamierino di Una-Bomber. Il problema della falsificazione dei dati tuttavia va dimostrata, il che non è certo facile e richiede processo a parte.

Marika ha detto...

Lori, in verità mi sorprende che tenesse un conto definito "segreto" così consistente.
Chissà se era segreto anche alla moglie e ai familiari?
Ciao Marika

lori ha detto...

Mah! sembra che gli avvocati abbiano smentito( certo che le missioni all'estero, ben 4 ,in territorio di guerra dovevano avergli reso non poco)...

staremo a vedere

ciao

lori

Sira Fonzi ha detto...

Per Marika

Il mio post, seppure posticipato al tuo come orario, l'ho scritto dopo aver letto il tuo p.s.

Non c'é bisogno di scusarsi,è cosa più accettata il fatto che tu sia andata a ritroso nei commenti, per cercare di capire a cosa era dovuta l'incomunicabilità.


Per quanto riguarda la memoria difensiva,di cui avevo desiderio di parlare, ti cercavo di dire che era interesante, ma non solo per i reperti e le contestazioni dei periti della difesa, ma soprattutto perchè vengono fatte altre decine di ipotesi, vengono prospettati altri scenari.

Si sono osservate le cose con una chiave di lettura diversa, che seppur di parte, prova a dimostrare come i fatti possano essere andati diversamente, da come li ha descritti la procura.

E dico prova, non di certo riesce, tantomeno ha in mano la verità assoluta.

Tratta e ripercorre l'accaduto come lo ha fatto Massimo molte volte, (anzi in alcuni punti sembra quasi abbiano preso spunti dai suoi articoli, tanto sono simili le cose dette)e come lo continuiamo a fare tutti noi, provando a ipotizzare ricostruzioni, provando a far combaciare i tasselli, secondo il nostro punto di vista.

Solo che la cosa interessante che intendevo dire è che mentre noi abbiamo fatto le ricostruzioni di cui sopra avendo in mano solo le notizie che ci sono giunte, la difesa nella memoria lo ha fatto conoscendo tutti i fatti, le circostanze, i reperti, gli interrogati etc... etc...

Ciao Sira

Mercutio ha detto...

X MARIKA E SIRA

Senza voler indossare l'inutile, e spesso ipocrita veste di paciere, provo uno spiacevole disappunto nell'assistere, non già ad una divergenza di idee, che è leggittimo in un contesto di leale confronto, ma ad una dissonanza di suoni, (chiedo scusa per la similitudine) ingiustificata tra persone dotate di erudizione e chiarezza espressiva.
Ho letto sempre con piacere, i vostri intelligenti commenti, e non ho mai riscontrato, in essi, mancanza di tatto di una verso l'altra: Devo ritenere, quindi, che è solo un lodevole spirito di esuberanza caratteriale, alla base di questa pseudo imcomprensione, che potrete superare facilmente, attenendovi al vecchio detto: " Mettiamoci una pietra sopra".
Lo farete?
Spero proprio di si!
Tanti saluti, Mercutio

Marika ha detto...

Ciao Mercutio
Credo di si anche io.
Sira, sono daccordo con te sul fatto che nella memoria difensiva ci sia un apprezzabilissimo tentativo di offrire una ipotesi diversa da quella offerta dalla procura, pur però rimanendo al limite dei "fatti".
quella cautelare è una fase delicata, ma nondimeno gli avvocati difensori cercano subito, quando ci sono fatti acclarati ed evidenti, di sconfessare gli accertamenti e le indagini fatte.
Tutto il discorso difensivo è impostato su un unica linea, ovvero: le indagini non hanno preso in considerazione piste alternative e su questo io non sono sicurissima.
E' vero, in alcuni tratti pare - passatemi il termine specie gli Avvocati Biscotti e Gentile - un copia e incolla di nostre considerazioni e di ipotesi sviluppate da massimo prati nei suoi articoli.
Invero, ciò ci deve confortare del fatto che, le notizie e l'informazione non sono poi così falsate o fantasiose e che la strategia di mettere a disposizione del pubblico alcuni atti, come le ordinanze di arresto, permettano di individuare quali elementi hanno a disposizione i famosi addetti ai lavori.
Attendo il ritorno di Massimo Prati, perchè con il suo prossimo articolo di sicuro ci permetterà di mettere a fuoco qualche altro aspetto che aprirà ad un nuovo vivace dibattito, con il suo permesso.
Marika

Paola ha detto...

@ sira
Il suo essere matura non le consente di offendermi in maniera del tutto gratuita solo se faccio notare che ad una perizia medico legale puo' opporre le proprie conclusioni un pari livello. Questo non e' infantile ne' puerile.
Perche' vede Lei oltretutto ipotizza che se la perizia medico legale fosse stata affidata a Giardina e non a Tagliabracci i risultati sarebbero stati diversi : e' semplicemente sbagliato il punto di partenza perché Giardina e' genetista e non medico legale che invece e' Varetto .....
Come vede con ruoli e competenze ben diverse.
Circa invece il contenuto gastrico pregnante per stabilire l'ora della morte si ricorderà benissimo nel caso Scazzi la famosa storia del cordon blue : orbene la difesa di SM tramite il suo consulente ha sempre detto che i tempi di digestione sono fondamentali per stabilire l'ora del decesso etcetc. Se Lei rilegge ora quanto dice Varetto che riprende da un testo "sacro" per i medici legali quello che sostiene per MR. scoprira' che invece NON ha alcuna importanza per variabili che non sto ad elencarle perche' soprattutto non le so. Questo non significa che Varetto o Risso hanno dichiarato il falso . Se Lei avesse letto senza pregiudizio alcuno quello che ho scritto brevemente circa la perizia tecnica avrebbe capito quello che volevo dire circa " inorridì legali" presenti in rete. E non e' la sola ad avere criticato Tagliabracci senza avere un piffero di niente in mano . Ed alcuna competenza.
Quando ho concluso dicendo che pur essendo un medico non sarei in grado e che Lei ha definito , e 2 !, atteggiamento infantile e puerile vuole semplicemente significare che io curo pazienti con parametri vitali misurabili che nulla hanno in comune per quello che riguarda la semeiotica. con chi rappresenta l'opposto.
E la prossima volta prima di offendere ci pensi .
Paola

Mercutio ha detto...

X SIRA
E' vero che i pm e il gip non abbiano effettuato tutte quelle analisi, di vario tipo, richiste dalla dfesa demandandone l'onere alla difesa stessa.
Vorrei chiede gentilmente a Tummolo, se era dovere della Procura, provvdere a quelle analisi,(per esempio, dei peli, del capello, ecc.) senza addossarli al colleggio di difesa del Parolisi, compreso le relative spese.
Non mi sembra giusto Grazie. Mercutio

Manlio Tummolo ha detto...

Egregio Mercutio,
presumo che, in questo caso, Marika, in quanto avvocato, possa dare una risposta anche più precisa della mia. Per quel che mi riguarda, sono convinto che il CPP lasci una certa ampia (forse troppo) discrezionalità ai giudici o ai magistrati l'accettare o non accettare prove (considerate superflue o "inconferenti") d'ogni genere, io sono favorevole in linea di principio e per rigore metodologico a che ogni prova (che però sia tale, non pretesto, non trucco, non falsificazione: in tal caso chi li produce merita la dovuta sanzione), venga tenuta in piena considerazione da parte di chi indaga. Il tempo che si "perde" apparentemente viene giustificato e recuperato dal fatto che maggiori sono gli elementi analizzati, più altamente probabile è la determinazione della verità dei fatti. Il ragionamento del magistrato, che sostiene inutile un elemento di prova, lasciandone l'eventuale compito di approfondirlo alla parte "avversa", mi pare una posizione di comodo: come dire, "se hai mezzi (economici) per analizzarlo, analizzalo tu; se non ce li hai, arrangiati". Ora un simile atteggiamento potrebbe essere motivo di ricorso in Cassazione, riguardo ad es. agli "errori di fatto" compiuti dalla parte inquirente o giudicante. Quanto alle spese, non dimentichiamo che poi tutto comunque ricade sulla parte perdente, risarcimento delle spese legali e processuali, nulla escluso.

Sira Fonzi ha detto...

Per la signora Paola

E in che modo l'avrei offesa?
Replicando alle sue derisioni nei miei confronti, definendole puerili e sterili? E che aggettivo avrei dovuto attribuirle: costruttive?
Costruttivo per me è un dialogo, un confronto diretto, ma lei non ha sentito il bisogno di averlo.

Per quanto riguarda la relazione, è si firmata Varetto-Vasino, poiché qualificati come medici legali, ma un contributo enorme alla stesura della stessa , soprattutto per la parte che riguarda il dna, è stato dato dal genetista Giardina.

Ma vede Paola, anche qua, ci tiene a puntualizzare che semmai avrei dovuto fare i nomi di Varetto e Vasino, r non quello del Giardina.
Io faccio fatica a confrontarmi parando questi attacchi mirati solo a screditare ciò che altri dicono.
Cosa vuole che cambi un nome, il fulcro era la relazione, non a chi appartenessero le conclusioni, o quanto ha lavorato un genetista per apportare elementi importanti di sua competenza-

Lei dice che io criticato il Tagliabracci.
Ma dove ha letto questa mia frase?
Ho detto che era interessante sapere quali sono state le mancanze e/o gli errori commessi SECONDO I CONSULENTI DELLA DIFESA e non secondo il mio parere.

Se poi io non ho la competenza per giudicare chi delle parti ha ragione, ciò non vuol dire che non posso essere libera di togliermi la curiosità e di leggere le obiezioni sollevate (pur come dice lei:
“senza avere un piffero di niente in mano . Ed alcuna competenza.
Comunque, se lei volesse rileggere il mio post delle 17,35 indirizzato a Marika, potrebbe capire che la mia curiosità era estesa a tutta la memoria difensiva e non alle sole 10 pagine di relazione
Ma non so quanto le possa interessare visto che in un suo post non lontano ci ha definito persone che fanno 4 chiacchere, in modo dispregiativo, sminuendo nuovamente gli interventi altrui.
Io non offendo nessuno e alle offese replico sempre senza offendere, in maniera civile, come ho fatto con lei.
E per evitare di innescare una polemica continua, le dico sin d'ora che non risponderò a nessun altro suo messaggio. Io sono con la coscienza tranquilla , dopo questa spiegazione che le dovevo e non ho bisogno di replicare
Sira

Marika ha detto...

Chi ha problemi e non riesce a postare un commento?
Marika

Marika ha detto...

Egregi Tummolo e Mercutio,
la domanda mi era stata posta anche da Sira o da Lori in un altro post.
A tale domanda, rispondere con un secco SI o NO non è possibile, in quanto attesa la discrezionalità cui fa riferimento, a ragione, il sig. Tummolo, l'attività d'indagine o mezzo di ricerca della prova de qua si traduce nell'espressione codicistica di "potere" e non di "dovere".
Il codice non dice espressamente cosa è obbligatorio e cosa non lo è.
L'art. 358 cpp intitolato Attività di indagine del pubblico ministero è di una genericità eloquente!
Dall'interpretazione che ne ricavo io, ma confido in chi ha più conoscenza di me e spero in una correzione costruttiva, il PM non deve far analizzare tutti i reperti raccolti sulla scena del crimine, ma può ordinarlo se necessario.
Nel caso specifico, aldilà di motivazioni economiche, pur sostenibili, i reperti di cui stiamo discorrendo "appaiono riconducibili al corpo della vittima".
Certo da dove venga questa certezza non è spiegato.
(continua)
Marika

Marika ha detto...

Ma il GIP Cirillo, che ha pure sollecitato un approfondimento delle indagini su altri aspetti, in pratica dice: se hai il dubbio, richiedi l'analisi, poichè non vi è, dunque, un interesse investigativo su quei reperti nè l'attività di indagine in questione sembra poter ricadere in quell'ambito di attività del PM che l'art 358 cpp indica "a favore della persona sottoposta alle indagini".
Ma tale analisi può ovviamente essere sollecitata - tramite un'istanza - dalla parte che ne ha interesse al PM o al GIP.
I reperti non sono inutili elementi di prova, sono i frutti di quei tipici mezzi di ricerca della prova che sono l'ispezione, la perquisizione e il sequestro.
Ora, se dall'ispezione dei luoghi ne è derivata la ricerca di 110 reperti, questi di per sè hanno una valenza e un significato che le parti hanno facoltà di studiare e interpretare secondo una scelta strategica.
Quindi, io mi domando non tanto perchè quei reperti non siano stati analizzati, in quanto il corpo della vittima e i suoi indumenti sono stati scandagliati dai RIS e abbiamo avuto i risultati che sappiamo, ovvero la presenza di 4 (?) dna estranei o meglio di alleli (?) non sufficienti a tracciare un profilo.
Ma con esattezza questi DNA dove sono stati individuati? c'è un collegamento tra la posizione delle formazioni pilifere in discorso con il punto in cui sono stati rinvenuti i dna misti?
quindi, non so quanto sia essenziale o foriera di novità l'analisi delle formazioni pilifere in questione. e se fosse controproducente per l'attuale indagato? la difesa infatti non ha ritenuto necessaria l'analisi, a sue spese, ma solo si lamenta che non l'abbia fatta la procura.
Io penso che se la pubblica accusa attraverso l'analisi di quei reperti avesse avuto la prova della presenza sul luogo del reato di altro DNA di Parolisi o di altri elementi che siano riconducibili a Parolisi, non avrebbe esitato a fare quelle analisi, anzi se ne sarebbe servita per sostenere ancor di più la sua tesi. credo dunque che l'interesse investigativo c'è e c'è anche la motivazione pratica di questa sospetta mancanza di analisi, se vero che sia necessaria.
Ma se l'analisi non serve o è superflua, perchè già sanno di cosa si tratta, è chiaro che rilancino la palla alla difesa perchè si tradisca.
Insomma se la difesa dice che la procura non ha valutato piste alternative e che l'analisi di quelle formazioni pilifere poteva aprire altri scenari e altri possibili indagati, perchè non è corsa a farle analizzare per trarre il loro assistito dai guai?
Inoltre, quanto ai motivi di censura in sede di ricorso in cassazione, la lettera e) dell'art. 606 cpp (a cui credo faccia riferimento il sig. Tummolo) consente di sindacare la motivazione del provvedimento impugnato - in questo caso l'ordinanza di rigetto del Tribunale del riesame - per "mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione, quando il vizio risulta dal testo del provvedimento impugnato ovvero da altri atti del "processo" specificamente indicati nei motivi di gravame".
Quindi la doglianza investe il merito, ovvero il fatto e la sua ricostruzione, in tal caso più efficacemente descritta come "quadro indiziario", quando nella motivazione il giudice ha travisato il fatto appunto e da tale errata ricostruzione sia derivata l'illogicità manifesta ovvero la contraddittorietà ovvero la mancanza della motivazione.
Marika

Sira Fonzi ha detto...

Grazie a Tummolo, per aver approfondito un argomento che io ritengo essere molto interessante e grazie a Mercutio per il suo interessamento alla risoluzione delle incomprensioni tra me e Marika

Sira

Sira Fonzi ha detto...

Dalla memoria difensiva sulle tracce di dna nella bocca:

Il consulente rileva che non esistono dati scientifici utili ed utilizzabili per definire
il tempo di degradazione/eliminazione di cellule sulle labbra e sugli elementi
dentari. In assenza di dati tecnici di riferimento è impossibile formulare ipotesi
scientificamente valide. Il consulente osserva che dati presenti in letteratura
rilevano, come è logico, che la concentrazione di DNA da saliva sulla pelle
decade con il tempo, ma anche che è possibile rilevare la presenza di materiale
genetico fino a 96 ore dopo la deposizione (Kenna et al., 2011). Il tempo di
permanenza del DNA è inoltre dipendente da numerose ed indeterminabili
variabili, quali la variabilità inter-individuale (individui diversi hanno diverse
concentrazioni di DNA nella propria saliva), la localizzazione della deposizione,
la possibilità che il trasferimento di DNA sia di tipo primario (DNA trasferito
direttamente da una persona ad un oggetto o ad un’altra persona) o secondario
(DNA trasferito dapprima su un oggetto ed in seguito trasferito ad altro oggetto o
persona). E’ infatti possibile che il DNA estraneo si trasferisca per contatto su
cosmetici (Webb et al.,2001) (lucidalabbra, rossetto, etc…) e che questi
divengano il veicolo di un trasferimento che non coinvolge un contatto diretto.
Esistendo numerose variabili scientifiche ed interpretative, ed in assenza di dati
specifici sulla persistenza del DNA sulle labbra e sugli elementi dentari, il
sottoscritto non è in grado di definire in che modo e quando sia avvenuto il
trasferimento di DNA e rileva che qualsiasi affermazione al riguardo è semplice
ipotesi e non può costituire un fatto scientifico e tecnico.

SUL RINVENIMENTO DI FORMAZIONI PILIFERE

... DI COLORE NERO SUL
GINOCCHIO DESTRO, SU QUELLO SINISTRO IN SEDE ADDOMINALE, SUL
REGGISENO E SULLA SOLUZIONE DI CONTINUO AL POLSO DESTRO.
Tali elementi, visibili anche su alcune fotografie, non sono certamente
riconducibili all'indagato, in quanto diversi per lunghezza e per colore.

Sira Fonzi ha detto...

Dalla memoria difensiva sulle tracce di dna:

Sono stati rilevati DNA estranei alla vittima e a Salvatore Parolisi, sia di
origine femminile che di origine maschile;

Non sono state eseguite tutte le indagini volte ad accertare e tipizzare la
presenza di DNA estraneo sulla vittima. In particolare non sono state eseguite le
indagini relative al cromosoma Y per tutti i reperti che abbiano generato profili
di sesso maschile.

Si esclude nel modo più assoluto la possibilità che il DNA subungueale possa
trasferirsi per stretta di mano o contatto casuale e superficiale

Ciao Sira

lori ha detto...

Io però non ho capito una cosa, forse non ho letto attentamente o mi è sfuggito qualcosa: cosa succede al dna depositato sulle labbra o sugli elementi dentari, quando si mangia oppure quando, ad esempio, si lavano i denti?

lori

Marika ha detto...

Lori io non ho capito il trasferimento per contatto su cosmetici. in quanto parla di dna estraneo.
forse che se io uso il rossetto di un altro il suo dna può fissarsi sulle mie labbra?
Sira
in merito alle formazioni pilifere mi pare che l'esperto della difesa non faccia che rigirare la frittata, in quanto il GIP sostiene che sono verosimilmente riconducibili alla vittima, mentre il consulente esclude che sia dell'indagato.
come fa a stabilirlo?
Marika

lori ha detto...

e non riesco a capire perchè la difesa non abbia chiesto un approfondimento di indagini su questi DNA

lori

lori ha detto...

si, anche io ho capito così riguardo il rossetto...non so cosa dire perchè in questo settore sono proprio molto scarsa..tra l'altro quando ho sentito parlare di alleni mi sono arresa...non ho proprio gli strumenti giusti...

però posso dire che io, personalmente sono molto gelosa dei miei rossetti; non permetterei a nessuno di usarli ( soprattutto per motivi igienici)

lori

Marika ha detto...

Sempre per Sira in merito alla carenza di indagini volte a tipizzare ect ect (mi trovo molto limitata in questo campo e non riesco ad esprimermi).
L'importanza del rilievo del cromosoma Y cosa avrebbe prodotto in più nell'individuazione di un profilo completo dato che questo non sarebbe comunque possibile perchè: "Nessuno al mondo è in grado di estrapolare con precisione un profilo completo ed esclusivo da un profilo misto. Questa affermazione equivale a sostenere che è possibile dapprima mischiare due vernici diverse in un barattolo e poi separarne
nuovamente e perfettamente le componenti ottenendo i due barattoli originari." (pag.105 memoria difensiva) a me pare una bella contraddizione, ma non essendo esperta...
rimane il mio dubbio perchè la difesa non si è tolta sto dubbio e non ha fatto analizzare meglio il tutto?
Marika

Sira Fonzi ha detto...

Per Marika e Lori

Forse si riferisce al fatto che non debba essere stato necessariamente un contatto diretto (vedi classico bacio)ma che il dna estraneo(e qui Lori credo si riferisca estraneo alla vittima)può essere stato depositato (con un bacio semplice sulle labbra) sul rossetto e che il rossetto lo abbia veicolato all'interno della bocca.
Non si ha un deposito di dna diretto in loco, ma sul rossetto che successivamente lo trasporta.
E sul rossetto potrebbe fissarsi non essendo soggetto, come la bocca all'interno, della normale graduale eliminazione.
Io l'ho interpretata così....
E anche qui c'è lo zampino di Mister Prati, che in un suo articolo aveva ipotizzato anche questo...
Segue

Marika ha detto...

"il sottoscritto non è in grado di definire in che modo e quando sia avvenuto il trasferimento di DNA e rileva che qualsiasi affermazione al riguardo è semplice ipotesi e non può costituire un fatto scientifico e tecnico". quindi anche l'ipotesi del trasferimento da contatto con oggetto (rossetto e simili) non serve a nulla!
Ma come si fa ad affermare una cosa e poi a smentirla!
Si forse hanno tenuto conto dell'ipotesi ventilata da Massimo Prati, ma non potendola dimostrare scientificamente rimane la certezza della presenza di dna di parolisi nella bocca di melania, su come ci sia arrivato, visto che scientificamente non è dimostrabile con una approssimazione vicina alla certezza diventa un dato che seppur ignoto non serve al caso.
in più verso pag. 123 c'è da notare altro particolare che mi ha lasciata un pò l'amaro in bocca. ovvero il rifarsi al principio sancito dalla corte di cassazione sul ricorso presentato dai legali di sabrina misseri, principio di cui ora si avvalgono pro parolisi.
sarà interessante vedere ora come la cassazione la risolve la cosa, perchè dovrebbe valere il principio di uguaglianza sostanziale.
Marika

Sira Fonzi ha detto...

Marika, io credo che non sia una contraddizione e che il loro scopo era quello di dimostrare ai giudici del Riesame, non che sapessero a che ora è deceduta o il perché il dna di Salvatore si trovava nella bocca.
Credo volessero dimostrare che non sussistono le certezze che invece sono state espresse.
E cioé che il dna, non é scentificamente provato, si sia trasmesso poco tempo prima del decesso, perchè altrimenti già eliminato con passaggi di lingua, cibo, etc...
Se il dna è stato come ipotizzato trasferito tramite rossetto può rimanere impresso sullo stesso e permanere tempi più lunghi.

Sul cromosoma y c'è un brano della memoria che chiarifica il concetto

Tali marcatori forniscono indicazioni certe ai fini
dell’esclusione della compatibilità, ma sono solo orientativi ai fini
dell’attribuzione della compatibilità poiché tutti i discendenti in linea paterna
condividono lo stesso aplotipo del cromosoma Y e tutti i discendenti in linea
materna condividono lo stesso DNA mitocondriale. Non possono pertanto essere
considerati marcatori identificativi, esistendo individui diversi che risulterebbero
indistinguibili all’analisi genetica (Giardina et al.,2011). Possono e devono però
essere tenuti in considerazione per escludere eventuali indagati, per completare i
risultati dei marcatori identificativi, per determinare la presenza di altri DNA
maschili (nel caso del cromosoma Y) e per orientare le indagini. Nel caso in
esame soltanto i reperti 4493 e 4494 sono stati sottoposti a questo
approfondimento (analisi cromosoma Y).

Si chiedono il perchè, se si è ritenuto opportuno analizzare il cromosoma y per due reperti(4493 e 4494 che non accennano a che si riferiscano) lo stesso non è avvenuto per i dna in questione.

E' arrivato il sonno....

Notte

Sira

lori ha detto...

Sira, io continuo a chiedermi

perchè la difesa non ha chiesto un approfondimento di indagini su questi DNA, pur avendone il diritto?

buona notte

lori

ps: e cmq io sono rimasta con il mio dubbio
cosa succede al dna depositato sulle labbra o sugli elementi dentari, quando si mangia oppure quando, ad esempio, si lavano i denti?

Mercutio ha detto...

LORI? l'ho chiesto già io, ed il sig. TUMMOLO me ne ha dato, gentilmente, ampia e chiara spiegazione.
Puoi leggere il suo post delle 19,58.
Ciao, Mercutio

Anonimo ha detto...

P.S.
19,58 di ieri 27-08
Marc

Marika ha detto...

Ciao Sira
anche io ho ceduto al sonno...

Ciò che volevo invece evidenziare io è la circostanza che le ipotesi della difesa mediante l'ausilio delle consulenze hanno permesso alla stessa di dire che non c'è certezza, ma non di scardinare la probabilità che deve assistere in questa fase delle indagini l'assunto accusatorio.
In altri termini, l'accusa non parla di certezze nel senso: si è stato "provato", ma di certezze a livello "indiziario".
La difesa si è limitata a dire e rimarcare la ovvia constatazione che gli indizi non equivalgono a certezza, certezza che nemmeno i loro periti possono a loro volta dimostrare rispetto alle opposte tesi ventilate.
Ma che gli indizi non equivalgono a certezza non è sufficiente a minare il giudizio probabilistico contornato dalla logica connessione degli eventi come sostenuta non tanto dall'accusa, ma dai giudici.
La certezza o meglio la verità processuale è quella che sarà cristallizzata con il giudizio, fino al suo ultimo grado.
Quindi, non si deve confondere questo piano "dinamico" ed in itinere con quella che è la verità storica accertata del fatto nella sua interezza come risulterà dal processo.
A questo livello, la pregnanza degli indizi deve sorreggere la scelta cautelare e il Tribunale ha dato ampio conto del fatto che, con le risultanze indiziarie raccolte, un soggetto diverso dal parolisi quale possibile autore del reato non può individuarsi.
ricordo poi che se le indagini nella loro necessaria evoluzione potranno condurre ad altri eventuali responsabili sta anche nella responsabile azione di tutte le parti in causa ad approfondire e a continuare ad investigare per arrivare alla verità.
dal mio punto di vista, il mistero di come il corpo di melania rea sia stato ritrovato in un luogo così distante da quello dove il marito sostiene di essere stata o diretta, mi fa dubitare della genuinità del suo racconto e che, se dicesse la verità o meglio se l'avesse detta dall'inizio, la sua posizione sarebbe - processualmente parlando - meno grave.
(continua)
Marika

lori ha detto...

Buon giorno Mercutio, si ho letto il commento da te indicato ma ho letto anche quello di Marika del 28, 00:06
Anche lei si fa la stessa domanda, quindi la mia non doveva essere così peregrina

lori

Anonimo ha detto...

X LORI
La tua domanda non era e non è peregrina, anzi, è stata rimarcata in altri post, compreso il mio.
Ora che ne conosciamo le risposte, possiamo farcene altre, giuste o banali, non importa ai fini di una ricerca mirata.
Un vecchio adagio recita: " Più dirai e farai, più saran le critiche. L'importante è fare, il resto è nulla!"
Ciao, Mercutio

Marika ha detto...

Ripeto ci sono forti indizi, che la difesa non ha smontato minimamente, che non lasciano molti dubbi sulla "qualità" dell'assassino e sulla necessità che doveva aver accompagnato la vittima in quel posto senza troppi giri.
Volendo parlare di tempi e volendo anche raccordarli alla versione di parolisi, Melania avrebbe dovuto allontanarsi dalla zona altalene intorno alle 14.45, senza essere vista da ranelli alle 14.50 come invece suppone la difesa, percorrere la strada in circa 5 minuti e 18 sec (mi pare) da li perdere altri minuti per far agganciare la cella 451 dal punto 12 ovvero alle ore 14.53 e alle ore 14.56 poi raggiungere chissà come il chiosco della pineta senza essere mai vista nè udita, nè comunicare l'allontanamento, arrivandovi grosso modo verso 15.10/15.15 e li posizionarsi dietro il chiosco (per fare cosa, se non una delle due ipotesi ventilate dalla procura e dai giudici, ditemelo voi) ed essere aggredita e brutalmente accoltellata in una raggio di tempo abbastanza o verosimilmente lungo, per rientrare con i tempi della morte individuati dall'autopsia che la difesa ha confutato ritenendo che il momento della morte non possa ritenersi preciso anzi che vada posticipato.
mentre i giudici hanno rilevato che, secondo la perizia difensiva e le sue informazioni sui tempi di assorbimento della caffeina, l'ora della morte deve necessariamente anticiparsi.
quindi melania è morta prima delle 15.10 - ora del suo probabile arrivo a ripe secondo il racconto di parolisi che prevede la tratta pianoro-chiosco, oppure dopo il suo arrivo ed entro 2 ore dall'ultimo pasto? o entro un'ora dal consumo di caffeina? quindi entro le 15.30 o entro le 14.30? e come cerchereste voi di immaginarmi la possibile dinamica dei fatti che è quello che stanno facendo i magistrati non avendo alcun testimone diretto nè foto o video di apparecchi altamente funzionanti e precisi nell'orario che possano attestare, con tutta la certezza non confutabile, chi, come e quando ?
Buona Domenica

PS non so perchè mi si cancellano sempre i messaggi! uff
Marika

lori ha detto...

Mercutio, evidentemente nel mio commento delle 10.41 non mi sono fatta capire ma ora non ho tempo per replicare, eventualmente lo farò più tardi

lori

Mercotio ha detto...

@ MARIKA
Hai scrupolosamente osservato, e fatto osservare, che il computo cronologico e la dinamica dei fatti, come descritti dal Parolisi, non si incastrano, per cui gli inquirenti hanno ritenuto nullo tutto il racconto dell'indagato.
Però, se l'orario della morte di Melania, fosse calcolato nei limiti massimi di tempo, compatibili, scientificamente, e, quindi spostati di almeno mezz'ora, la difesa troverebbe una grande "maniglia" dove appigliarsi.
Questo è l'obbiettivo mirato dai difensori, sia pure per inculcare dei dubbi. Resterebbero, comunque, sempre da spiegare tante altre inconcruenze, seminate lungo tutto il fantasioso racconto del caporalmaggiore.
Ciao, Mercutio

Marika ha detto...

Ciao Mercutio, per me resta da spiegare la tipologia di assassino!
Cioè quale assassino, quale persona ucciderebbe così? e perchè?
questo è il punto da cui si parte per far reggere tutti gli elementi indiziari.
non come dice la difesa dall'assunto che parolisi è colpevole.
chi altri poteva essere?
Se qualcuno, in base agli elementi raccolti e conosciuti mi sa dare un identikit dell'assassino "diverso" da Parolisi ha aiutato davvero la sua difesa a vincere il caso.
Ciao Marika

Sira Fonzi ha detto...

Ciao Marika, sono d'accordo con te, gli indizi a suo carico sono molti, che sommati al "fallito alibi" come lo denominano i difensori(anziché "falso")
e alle sue bugie riguardo i suoi rapporti extra-coniugali, lo fanno sembrare colpevole.
Uso il termine "sembrare" perché non c'é nessuna traccia di Parolisi sul luogo del delitto, nessuna traccia di sangue appartenente a Melania sui suoi abiti,(eventuali altri abiti indossati, nonostante siano stati battuti luoghi anche limitrofi, non sono stati trovati, nessuna traccia nell'auto.
Eppure un omicidio così violento avrebbe dovuto imbrattare l'omicida.
E se lui avesse fatto in modo di non lasciare tracce e di non sporcarsi, adottando delle precauzioni:guanti, tuta mimetica, attrezzatura per scavare una buca e seppelire il tutto(visto che in macchina non c'erano perchè ha lasciato che la guidasse e che scaricasse il bagagliaio il fratello di Melania),dicevo, se lui avesse previsto ci sarebbe premeditazione.
Mi riesce difficile pensare che possa aver premeditato un omicidio con:
1)la figlia presente
2)usando un arma diversa da, per esempio, una pistola con silenziatore, che avrebbe agevolato le azioni successive dette sopra, e regalato del tempo per crearsi un alibi).
3)scegliere quel momento, considerando che per crearsi un alibi non era dei più adatti, visti i tempi restretti e considerando probabili imprevisti che sarebbero potuti accadere.
4)sciegliere quel posto, che non era dei più riparati tantomeno poco trafficati,( vedi militari di chieti, telefonista anonimo, scontrino rinvenuto nel cestino),
senza contare che è una zona militare ed è pertanto soggetta a monitoraggi satellitari.
segue

Sira Fonzi ha detto...

Segue

Lo stesso GIP nell'ordinanza dice:

Sorprende prendere atto che tra i ritenuti gravi indizi a carico di Salvatore Parolisi
si menzioni “l'inesistenza di qualsivoglia, sia pur minima, “pista” alternativa
altrettanto ragionevolmente praticabile, che conduca ad identificare aliunde
l'autore del fatto” (pag. 181 ordinanza).
Proprio il G.I.P. nella
medesima ordinanza cautelare ad indicare agli investigatori molteplici
indirizzi investigativi ed a sollecitare finanche taluni accertamenti.
Si proverà, salvo sviste, ad elencarli tutti:
-accertamenti sulle tracce di pneumatici rilevate in prossimità del chiosco al bosco
delle casermette: “Vicino al cadavere, poco oltre la testa, sono state rinvenute
tracce di pneumatici di vettura (…). Sul punto, si sollecita un approfondimento
istruttorio della Procura della Repubblica” - pag. 154 ordinanza.
-accertamento sulla posizione di Salvatore Parolisi al momento della chiamata
delle 15.26 sul telefono cellulare della moglie: “Purtroppo questo tipo di
accertamento, importantissimo, relativo al geoposizionamento di Parolisi
Salvatore al momento di quella chiamata non si è potuto seguire per problemi
tecnici esistenti sulle cd. “celle intelligenti”. Si sollecita comunque l'Ufficio della
Procura a reiterare il tentativo, attesa la estrema rilevanza dell'accertamento” -
pag. 156 ordinanza.
-verifica in ordine ai vestiti della bambina, risultati sporchi di erba: “la piccola
Vittoria, la sera del 18 aprile, sembrerebbe indossasse vestitini sporchi di erba.
Sul punto occorre risentire tanto i parenti o gli amici della famiglia Parolisi che
hanno riferito la circostanza, quanto coloro i quali l'hanno avuta in affidamento
nel pomeriggio del 18 aprile, sul colle S. Marco, mentre il padre era intento ad
esperire le prime ricerche. Non può essere escluso (…) che chi ha avuto la bimba
in affidamento l'abbia condotta presso la zona altalene o comunque nei vicini
prati per farla giocare e che in tale occasione la bambina si sia sporcata con
l'erba” - pag. 160 ordinanza.
-accertamento sulle conoscenze di Salvatore Parolisi sul funzionamento delle celle
telefoniche: “potrebbe comunque costituire oggetto di approfondimento di
indagine accertare se Parolisi Salvatore avesse personalmente o per interposta
persona una qualche conoscenza specifica in materia (radioelettrica) di “celle
telefoniche” ovvero se si fosse documentato sul punto, anche via internet, dal
momento che ha scelto per la consumazione del delitto due luoghi che hanno celle
confinanti e seppure in minima parte sovrapponibili, ciò che ha reso assai
difficoltoso il compito dei tecnici, peraltro brillantemente assolto, ma che,
qualora non fosse stato altrettanto certosino, avrebbe potuto creare qualche
problema alle investigazioni”. - pag. 162-163 ordinanza.

E non ha aggiunto dna misti, formazioni pilifere, impronta di scarpa sul pavimento esterno al chiosco.

Credo che se un GIP solleciti di vagliare altre piste, e indichi anche alcune delle cose importanti da attenzionare è segno che ciò non sia stato fatto.

Come si fa perciò a non pensare che sono possibili altri scenari?
Non so quali, non so rispondere alla tua domanda, solo Melania e il suo assassino potrebbero, ma è certo che se non si immaginino costruzioni che collimino con i tempi, ciò non vuol dire che non possano esserci.

Ciao Sira

Marika ha detto...

Ciao Sira apprezzo molto i tuoi dubbi e soprattutto il fatto che metti in evidenza gli aspetti difensivi contenuti nella memoria.
Per me il problema è solo uno adesso.
Siccome la difesa dice che parolisi non è l'assassino, perchè militare maldestro e imbranato - come se la mano di questo assassino sia una mano precisa e capace di uccidere al primo colpo (sic!)- si deve escludere che probabili piste alternative possano condurre alla caserma e ai militari, visto che è molto più ragionevole pensare - e qui sono daccordo con la difesa - che un militare o uno esperto di armi non avrebbe mai ucciso in quel modo nè si sarebbe allontanato con la vittima agonizzante correndo il rischio che la stessa potesse fare il suo nome ad un possibile passante.
Quindi, le piste alternative dove potrebbero condurre?
cioè gli elementi da valutare, quelli suggeriti dal gip, che la difesa dice sono sempre diretti contro parolisi, così come quelli suggeriti dalla difesa, dove portano?
quale tipologia di assassino?
Io la risposta ho tentato di darla, ma quando mi si dice che se non si immaginano ricostruzioni che non collimino con i tempi non vuole dire che non possano esserci, mi viene spontaneo chiedere quali? perchè io non ne vedo.
giusto per puntualizzare, la difesa dice che tracce di parolisi oltre al dna non ce ne sono, ma mi pare di capire che non ci sono tracce di nessun altro oltre a melania sul posto, segno che qualcuno avrà certamente pulito o che l'assassino ha fatto in modo di non lasciarne e questo va a sostegno dell'azione premeditata benchè "impetuosa".
In realtà non è vero che solo Melania e il suo assassino potrebbero rispondere, ma già i giudici hanno dato una risposta, che io rispetto.
Ciao Marika

Sira Fonzi ha detto...

Esatto Marika, non ci sono segni di nessun altro.

Uno psicopatico, ad esempio, perché non potrebbe aver premeditato l'aggressione a sfondo sessuale, sfociata poi in omicidio, e non aver lasciato impronte?

Avrebbe avuto tutto il tempo per:
cambiarsi, lavarsi,sparire,e soprattutto non doveva preoccuparsi di costruirsi un alibi

Come ha detto più volte Massimo, (che quando torna spero ci farà sapere le sue impressioni riguardo la memoria difensiva e la risposta del Riesame) quei luoghi hanno visto l'uccisione di diverse donne.

Ipotizziamo che Melania si fosse allontanata come detto dal Parolisi e fosse arrivata al monumento, (vedi aggancio celle e cani, anche se non sono dati certi, ma non sono gli unici a non esserlo) e che fosse stata avvicinata da uno psicopatico.

Che lo le avesse dato un colpo in testa(realmente esistente) tramortendola, e che a bordo della sua auto l'avesse portata al chiosco.
(vedi pneumatici)

Una volta ripresi i sensi, avesse costretto Melania con il coltello alla gola ad abbassarsi i pantaloni(non tutti piangono in situazioni di paura, quindi l'assenza di lacrime a mio avviso è irrivelante,) e che Melania mentre in un primo momento sembrasse obbedire, per il timore di essere uccisa, successivamente avesse reagito e l'assasino avesse perso la testa.

Supponiamo che la lotta l'avesse portata ad assumere, solo momentaneamente, la posizione ipotizzata dal medico legale, e che in quel preciso momento sia iniziato il tentativo di sgozzamento.

_Da lì sfogare la sua rabbia per la resistenza di Melania, perché tutto non era andato come da lui previsto, e colpire ripetutamente.

Il depistaggio potrebbe intendersi tale, in un contesto e con un assassino diverso, mentre se immaginiamo uno psicopatico che torna sul luogo, non possiamo essere nella sua testa, e non possiamo escludere che
le ferite, la siringa, non siano ulteriori azioni perverse attuate non per depistare ma per soddisfare le sue malate fantasie.

Ipotesi, solo ipotesi....

Ciò non toglie che rimane l'alibi del Parolisi da spiegare, un alibi che è stata la sua condanna e intorno al quale ruota tutto.

Sira

Anonimo ha detto...

a SIRA

esattamente il medesimo scenario già ipotizzato dall'utente Marilia il 25 agosto 2011 20:23

M ha detto...

Secondo me non può essere uno psicopatico perchè:

non regge di fronte al depistaggio successivo di 2 giorni.
Nè di fronte all'inesistenza delle tracce di un rapimento e alle modalità con cui sarebbe stato attuato.
Non regge di fronte al fatto che l'ipotetico psicopatico (agendo premeditatamente, ma per pulsione, che è diverso dall'impeto) si faccia 18 km di strada con una donna stordita in macchina, magari una panda (l'auto che potrebbe corrispondere alle tracce di pneumatici che danno una larghezza di circa 1,60, vedi commenti miei e di massimo prati), donna caricata nei pressi del monumento (?) e scaricata dalla macchina, senza essere notato da nessuna sentinella dietro il chiosco; che la donna durante tutto il tragitto non si sia mai risvegliata e non abbia tentato la fuga (lo psicopatico avrebbe dovuto infatti pensare di legarla e imbavagliarla e i segni dove sono? oppure dobbiamo pensare che abbia atteso il suo risveglio spontaneo prima di costringerla ad abbassarsi gli indumenti e fare il resto?) e senza essere notato decida di abusarne in un bosco o meglio dietro un chiosco col timore di essere visto, costringendo la vittima, che nel frattempo è stata buona buona senza essere nemmeno imbavagliata o legata, a denudarsi e a farsi uccidere, senza alla fine toccarla nemmeno. molto strano questo psicopatico! penso che ogni assassino ha fretta di fare le cose e uno psicopatico che costringe la donna a spogliarsi per semplicemente tentare di tagliarle la gola, suscitandone la successiva reazione omicidiaria, mi pare improbabile.
Nel caso di Yara, ti ricordo che l'assassino ha lasciato le sue tracce biologiche, pur non essendo riuscito a consumare la violenza. e l'ha lasciata a morire di stenti forse nemmeno essendosi accorto che era ancora viva. nel caso di melania, occorrerebbe chiedersi se avesse avuto qualche possibilità di sopravvivere, del resto il fatto che nonostante la presenza del cellulare la donna non abbia avuto modo di chiedere aiuto, può significare che, per le sue condizioni, non avrebbe potuto farlo.
(continua)
Marika

Marika ha detto...

Invece qui le uniche tracce del fantomatico assassino psicopatico sarebbero da ricondurre a dei dna sottoungueali che potrebbero risalire anche a tempo prima l'omicidio, non essendo escluso che sotto le unghie, ricostruite, di melania, potesse anche esserci dna di terze persone del tutto estranee ai fatti.
del resto il perito della difesa non ha risposto alla più interessante delle domande che mi vengono in mente ora, ovvero: se il dna si trova sotto le unghie, nell'ipotesi in cui melania abbia toccato l'assassino, le tracce avrebbero dovuto essere belle marcate e non così deboli, o no?
e se proprio vogliamo dubitare del movente passionale, mi sembrerebbe infine uno psicopatico singolare quello che ritorna dopo tanto tempo a firmare il suo atto e inscenare un depistaggio, per chi poi? chi lo avrebbe mai individuato con facilità un estraneo che addirittura non lascia tracce di se? vedi sempre il caso di Yara.
Quanto all'alibi di Parolisi, esso può spiegarsi o nel senso di un rapido tentativo di prendere tempo per pensare al da farsi, oppure essendo premeditato, ha riferito quello che avrebbe fatto ipotizzare un allontanamento volontario di melania e un successivo rapimento della stessa.
ma occorrerebbe davvero essere nella sua testa, se fosse il colpevole, per essere sicuri di cosa abbia pensato.
Marika

Sira Fonzi ha detto...

Per Anonimo delle 15,45

Ho cercato il post e sono contenta di non essere la sola ad aver pensato ad una ricostruzione del genere.
Certo, lo avessi letto prima avrei evitato di farlo conoscere a Marika, con la quale stavo parlando, dato che lei aveva già espresso le sue opinioni sull'ipotesi in questione.

Un criminologo, di cui non ricordo il nome, ha detto in un intervista delle cose molto interessanti riguardo l'ipotesi del l'aggressione da parte di uno psicopatico, se ritrovo l'articolo te lo posto.(sempre se ti interessa, sempre se il tuo invece non voleva essere un rimprovero,
o meglio un accusa di "plagio"

Sira

Sira Fonzi ha detto...

Marika, ce ne sono un infinità purtroppo di sequestri non visti, avvenuti alla luce del giorno.

Il posto scelto dove, tu dici, avrebbe rischiato di essere visto, é lo stesso posto dove avrebbe rischiato allo stesso modo Salvatore.

Le tracce su Yara, anche lei rapita senza che nessuno vedesse, portata chissà dove, e tenuta ferma chissà come, si sono trovate perchè purtroppo la violenza era iniziata(e ce lo dicono i frammenti di "pelle" trovati tra i denti e il suo apparecchio.

Il depistaggio non lo intendevo tale, pensavo ad un ritorno sulla scena per soddisfare qualche desiderio malato.

Il criminologo Bruno a proposito dell'ipotesi del Killer disse cose che non sono secondo me improbabili o da scartare:

«Quello che ha ucciso Carmela Rea è un serial killer e potrebbe colpire ancora. Le analogie con l'omicidio di Rossella Goffo, d'altra parte, non mancano. E non si limitano all'area del ritrovamento.In entrambi i casi abbiamo due donne dalla vita apparentemente ineccepibile, con le stesse caratteristiche somatiche. Ma anche la modalità degli omicidi è simile
L'una, Rossella Goffo, strangolata. La seconda, Carmela Rea, sgozzata. Su nessuno dei due corpi, segni evidenti di violenza sessuale. Troppi militari in questa storia
Militare il marito di Carmela. Militari i frequentatori del poligono dell'area militare delle Casermette, dove il corpo di Melania è stato ritrovato.Io cercherei in quell'ambiente per scoprire se tra i frequentatori di quel poligono c'è qualche soggetto «a rischio», con un profilo psichiatrico instabile
Non e' la prima volta che in questa zona viene ucciso qualcuno, troppi cadaveri in cosi' poco tempo
Ci sono analogie con le uccisioni del mostro di Firenze: "In quel caso l'accanimento era sulle coppie. Ora sono donne anche se non completamente sole
In questo caso come in quelli del mostro il killer procedeva ad una vera e propria esplorazione del corpo femminile. Modalita' tipica di un uomo primitivo, che non conosce la donna". Un serial killer che,è infarcito di scene che ritornano in tanti film".

Per A.
Non era questa l'intervista di cui ti parlavo, l'altra paragonava il ritorno sulla scena del crimine di un serial killer, a quello di un assassino casuale

Ciao Sira

Anonimo ha detto...

Segnalo un articolo interessante (probabilmente già noto a molti ) che conclude la dettagliata analii con la considerazione riportata qui sotto tra virgolette

http://fattidicronacanera.blogspot.com/2011/05/un-giallo-da-manuale.html

" il caso di Melania è veramente un giallo da manuale che farà sbizzarrire le menti più fantasiose. Ha tutti gli ingredienti: mistero, segreti, sesso. Pare un enigma da camera chiusa anche se è avvenuto in campo aperto. Non sarà la tecnica, la scienza da laboratorio a risolvere questo caso, dal momento che non ci sono abbastanza dati tranne quelli classici offerti dalla medicina legale. E’ un delitto che va studiato e risolto a tavolino. Le tracce vanno cercate nel ragionamento, nelle induzioni. A Dupin sarebbe piaciuto."

Buona serata a tutti

Patrice

Anonimo ha detto...

E' vero che la fantasia non ha limiti, ma è necessario che la si contenga entro i limiti del possibile.
Secondo il comune metodo scientifico dell'"economia delle teorie", fra le tante che richiedono spiegazioni elaborate, si dovrebbe ripiegare su quella più semplice, che è risultata, la maggior parte delle volte, quella giusta.
Penso che sia quella usata dagli inquirenti del caso Parolisi, ritenendolo unico esecutore dell'omicidio della moglie, per la sua semplicità ed il suo decorso logico.
M

lori ha detto...

X Sira

però Claudio Sartori, l’avvocato polesano che assiste il marito della Goffo Roberto Girardi, non ha dubbi sulla suggestione che in queste ore sta animando il dibattito sulla morte della 29enne originaria di Napoli, scomparsa dal 18 aprile sul Colle San Marco di Ascoli Piceno. Contesta la tesi di Francesco Bruno e dice

Caso Goffo: «Serial killer?
In comune c’è solo il luogo»

come vedi c'è sempre un pro e un contro e non è proprio facile districarsi tra tesi diverse

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2011/22-aprile-2011/caso-goffo-serial-killer-comune-c-solo-luogo-190491576399.shtml


lori

Anonimo ha detto...

@ M

ovvero...IL RASOIO DI OCCAM...

Patrice

Marika ha detto...

Sira, l'ipotesi del serial killer, secondo me, si potrebbe rivalutare solo se l'assassino tornasse ad agire con le stesse modalità o se si individuassero modalità identiche in altri fatti pregressi.
Sono daccordo con chi ha sottolineato che tra il caso della Goffo e quello della Rea non c'è altro in comune se non il luogo.
Quando ho fatto riferimento al caso di Yara l'ho fatto, contrariamente a quanto sostieni tu, proprio perchè c'è una differenza abissale tra il rapimento della piccola di Brembate e il supposto rapimento di Melania.
anche gli esiti degli esami sul corpo delle due vittime sono totalmente diversi.
Nel caso di Yara infatti, da quelle che sono le notizie giornalistiche, l'autopsia ha potuto rivelare tracce di un tentativo di violenza sessuale e il contatto con la vittima. insomma tanti elementi che farebbero ipotizzare ad un rapimento da parte di un balordo.
Mentre nel caso della Rea nulla c'è che possa far affermare una cosa simile, anzi il contrario e cioè che Melania era tranquilla con il suo assassino e non mi pare che la difesa abbia evidenziato elementi a contrario.
Ribadisco, il posto scelto è assurdo per un serial killer, nonchè il depistaggio successivo.
Bisogna collegare l'azione al movente.
Mi spieghi per quale ragione un serial killer o uno psicopatico uccidono e quando mai si sono scelti posti in vista per realizzare i loro programmi omicidiari (il rapimento in zona monumento è molto in vista, la passeggiata in macchina fino a ripe fin troppo pericolosa per la presenza delle sentinelle)?
possiamo fare esempi concreti?
Yara se non sbaglio è stata presa quando era buio e portata via in un campo deserto!
La tesi accusatoria che vuole parolisi colpevole dell'omicidio ritiene compatibile con il movente anche la scelta del luogo, perchè lui lo conosceva bene e se l'azione è, come in effetti è, un'azione d'impeto, il posto e la sua visibilità possono avere un ruolo marginale.
quando dico che il serial killer o psicopatico rischiava di essere visto alludevo anche al fatto che in quella zona girare in macchina con una donna stordita, con un vistoso ematoma sulla testa, non mi sarebbe sembrata una scelta saggia!
nel caso del serial killer inoltre non avrebbe di certo agito d'impeto, ma secondo un piano e un programma appunto "seriale" ben calcolato.
è bene non confondere e mischiare ogni cosa solo per dare credibilità ad una versione.
il caso del mostro di firenze poi presenta degli elementi del tutto peculiari quanto a modus operandi e scelta delle vittime.
quindi, oltre alla tesi del serial killer o dello psicopatico, ci sarebbero altre possibili soluzioni?
Marika

Marika ha detto...

lori, mi riferivo a te prima.

Ciao Marika

lori ha detto...

si, avevo capito Marika

ciao e buona notte

lori

Manlio Tummolo ha detto...

POVERI OCKHAM E IL SUO RASOIO !

Il principio di Ockham, sia detto a scopo di chiarimento culturale e filosofico, c'entra assai poco con le indagini criminali, di cui il filosofo scolastico inglese non si è mai interessato:
"Entia non sunt moltiplicanda sine necessitate". Non si devono moltiplicare gli enti, le cose, le realta, senza necessità. Dunque, se è necessario, gli enti si possono e si devono pure "moltiplicare". Interpretarlo in riferimento alle indagini di polizia è assai arbitrario. Ockham, l'ultimo dei grandi filosofi scolastici, in contrapposizione al dottor Sottile (Duns Scoto) e al realismo (ovvero, l'idea neoplatonica, per cui non esistono semplicemente i singoli cavalli, ma la realtà universale "cavallo o cavallinità"; non i singoli beni, ma il Bene, e così via), Ockham sosteneva che creare o immaginarci enti universali sia inutile, essendo l'universale individuabile in ciascun partIcolare. Tradotto in termini moderni, non è necessario supporre l'esistenza di una specie umana universale distinta dai singoli uomini, basta ritrovare nei singoli patrimoni genetici gli elementi comuni alla specie umana, distinti ad esempio dal DNA delle scimmie antropomorfe, che peraltro, secondo i biologi, supera il 90 % del patrimonio genetico umano, a prova che siamo tutti un po' scimmiotti. Il che nulla riguarda la possibile pluralità delle ipotesi in un delitto.

Marika ha detto...

Egregio sig. Tummolo da quale testo del filosofo Ockham ha tratto la massima latina sopra citata?
Giusto per mia curiosità culturale.
Marika

Anonimo ha detto...

Giusta domanda Marika.
Il bravo latinista ce ne darà ampia indicazione.

Anonimo ha detto...

A TUMMOLO

Grazie per la dotta lezione ( sebbene, le assicuro, non ce ne fosse alcun bisogno) ma, in casi apparentemente complessi è spesso consigliabile seguire il suggerimento logico che dice : «A parità di fattori la soluzione più semplice è da preferire» (così appunto come recita il principio noto come Rasoio di Occam senza per questo dover necessariamente essere impegnati in una “disputatio”medievale )

In ogni caso complimenti per la sua erudizione !

Patrice

Manlio Tummolo ha detto...

A MARIKA

Illustre Avvocato, lo ritrova in ogni manuale di storia della filosofia, fine vol. I e parti antologiche.

Quanto a Patrice: ripetere frasi fatte, di cui non si capisce nulla (tipico di certi giuristi), tratti da raccolte di aforismi, è sempre erroneo. Il "rasoio di Ockham" è esattamente il contrario di un principio semplificatore, riconoscendo viceversa la sola realtà dei casi singoli. Ockham non si è occupato di delitti, ma se l'avesse fatto, avrebbe detto che non si deve generalizzare, non si può cercare la regola del più "semplice" (il che è semplicismo, non metodologia scientifica), bensì studiare analiticamente ciascun caso in sé. Questo principio è alla base dell'empirismo e pragmatismo britannici, di cui Guglielmo di Baskerville ne "Il Nome della Rosa", oppure Ruggero Bacone e Francesco Bacone sono i modelli più tipici della storia filosofica britannica. Quanto a citazioni, sarei io curioso di sapere dove si spaccia il criterio del "più semplice" come "rasoio di Ockham", secondo Patrice.

Marika ha detto...

Grazie sig. Tummolo, vedrò di ritrovare i vecchi testi del liceo...
Marika

Mimosa ha detto...

L’Anonimo che si sigla M ha sostenuto che < secondo il comune metodo scientifico dell'"economia delle teorie", fra le tante che richiedono spiegazioni elaborate, si dovrebbe ripiegare su quella più semplice, che è risultata, la maggior parte delle volte, quella giusta > e nel caso Parolisi egli dice che il ritenerlo unico esecutore dell'omicidio della moglie ha corrisposto a tale criterio, in un decorso logico, secondo lui.
Certo è stata la via più semplice, ma io non trovo proprio che per incriminarlo del delitto si sia effettivamente seguito un “percorso” logico, se la logica (saltando Aristotele) è parente della matematica.
Non mi pare siano stati seguiti ragionamenti rigorosi quando non si sa ancora dare alcuna risposta riguardo a:
1) come mai non ci sono tracce di Parolisi sul luogo del delitto;
2) come abbia fatto il Parolisi a non macchiarsi di sangue e in subordine come abbia fatto a lavarsi lui e gli indumenti per bene nel rivoletto della fontanella;
3) come mai i suoi abiti non erano bagnati e in subordine come era vestito e dove ha gettato gli indumenti macchiati?
A rigor di logica 10 minuti non gli sarebbero bastati e a rigor di logica se avesse avuto il ricambio l’omicidio sarebbe stato premeditato.

Ma ancora a rigor di logica se il Parolisi avesse pensato che uccidere la moglie era la miglior soluzione per essere libero di andare ad Amalfi, è un individuo da rinchiudere in manicomio.
Se la moglie era un ostacolo per la nuova vita con l’amante, che ne avrebbe fatto della figlioletta, di non poco peso per un giovane uomo che vuole rifarsi una vita e per una giovane donna che ha una carriera militare da perseguire?

Pertanto, secondo me, la rigorosità dei ragionamenti degli inquirenti avrebbe dovuto portare in tutt’altra direzione, forse la meno semplice ma di certo la meno dolorosa per due famiglie così duramente colpite.

Mimosa

Marika ha detto...

Mimosa, hai ben argomentato, ma ancora non capisco in quale altra direzione si possa andare, tenuto conto gli elementi che si hanno e che si conoscono.
Per mia forma mentis ritengo sempre che un giudice che si sia posto le medesime domande, non possa aprioristicamente applicare una misura cautelare come la custodia carceraria senza avere soppesato tutti gli aspetti della vicenda.
Forse è vero che dalla nostra posizione, cioè di semplici spettatori e lettori di parte degli atti processuali, attribuire a parolisi quale movente la necessità di coronare la sua storia con l'amante pare assurda, ma quando i giudici dicono che la sua azione è stata scatenata da una prospettiva stretta in cui stava la sua vita, da una sua pressione interiore ed emotiva, allora si possono anche accettare alcune supposizioni apparentemente senza senso.
se uno è disperato o depresso spesso non si fa notare, perchè si chiude in se stesso (vedi caso Shepp) e cerca al di fuori di non dare a vedere il suo stato d'animo, però dentro cova.
e quante azioni spesso si fanno senza calcolare bene le conseguenze?
questo mi fa andare cauta e non mi permette di stare nè dalla parte dei colpevolisti nè degli innocentisti.
Marika

Anonimo ha detto...

http://fattidicronacanera.blogspot.com



http://fattidicronacanera.blogspot.com/2011/06/una-proposta-alternativa-il-caso.html

Manlio Tummolo ha detto...

PER ANONIMO ore 11.40

Vedo che Lei è molto interessato alle opere di Guglielmo di Ockham (William of Ockham, o anche Occam), per cui Le dò una piccola bibliografia delle sue opere: "Summa totius logicae" e "Dialogus de imperatorum et pontificum potestate" (opera di filosofia politica e del Diritto pubblico, analoga al "Defensor Pacis" di Marsilio da Padova).- Può leggersi pure Etiénne Gilson "Storia della Filosofia Medioevale", ed. La Nuova Italia. Ma il celebre motto è reperibile nei più comuni manuali scolastici di Storia della Filosofia, degli Istituti secondari di II grado. Non è difficile da reperire: altrimenti provate sulla Treccani on.line o su Wikipedia o altri siti filosofici, purché non raccolte di vuoti ed insignificanti aforismi per giuristi o commercialisti...

Mimosa ha detto...

Cara Marika, io – nella mia ‘purezza’ - sono stata sempre convinta che un giudice è “giudice” proprio perché ha senno e obiettività di giudizio, pensa che ho iniziato la mia seconda laurea in giurisprudenza per diventare giudice (non per fare l’avvocato che gli tocca difendere anche gli assassini), anche come PM mi sarei trovata nel mio spirito di giustizia (colgo qui l’occasione per ribadire la mia assoluta convinzione sulla necessità di separazione delle carriere!).
Quando poi c’è stata l’epoca dei giovani procuratori “d’assalto” (come venivano definiti) e soprattutto da quando le toghe si identificano con uno o l’altro dei partiti politici, ho perso molta fiducia in questa istituzione o meglio dire in questi uomini.
Sono inorridita da quanto ho sentito ieri in una trasmissione a seguito della presentazione del libro «Le mani nel cassetto, e talvolta addosso» riguardo alle perquisizioni di sedi di lavoro e abitazioni di giornalisti e anche (perfino!) corporali (spogliati nudi in casa e ispezionati nelle parti intime, anche donne!).

Questo purtroppo mi fa credere che gli inquirenti abbiano ben poco rispetto per la dignità delle persone e che misure cautelari come la custodia carceraria possano essere applicate ANCHE senza avere soppesato tutti gli aspetti della vicenda…

Dopo tutto in Italia preme molto la carriera e chiudere un caso con un bel colpo fa promuovere le persone … persino per non doverle ‘rimuovere’ (magari potesse essere previsto il licenziamento, ma degli errori dei giudici e dei periti abbiamo già parlato altrove).
Ben capisco che tu vedi le cose “dal di dentro” del sistema, io le vedo da semplice cittadina che – non sia mai - potremmo incappare in certe mostruosità senza capire il perché, e senza essere creduti.

Ragiono allo stesso modo – lo sai – anche nel caso di Avetrana!

Mimosa ha detto...

Ancora @ Marika.
Hai giustamente scritto «tenuto conto gli elementi che si hanno e che si conoscono» riguardo ad altre ipotesi fuori di Parolisi assassino.
Già, il punto è tutto qui: tutto è stato fatto convergere per orientare a questa deduzione.

Altri elementi e credo in grandissima quantità sono stati raccolti, ma le mani degli inquirenti hanno pescato questi (gli altri stanno nei faldoni e negli scatoloni, se non sono stati buttati via come il liquido gastrico di Sarah Scazzi, sic!).

Il gentile Anonimo ha postato un link che conduce ad una molto interessante disquisizione sulle alternative, veramente ne è identificata una in particolare, peraltro già affiorata qui, su cui varrebbe la pena forse di tornare.

Io la mia alternativa l’avevo già postata in maniera probabilmente troppo asciutta già il 20 agosto ma ora la sto curando un po’ meglio e presto la inserirò.

Saluti, Mimosa

Sira Fonzi ha detto...

Per Marika
Ciao
ti avevo scritto un messaggio di risposta al tuo post di ieri sera, nel tardo pomeriggio, ma non lo trovo.
Tu lo vedi?
Sira

Sira Fonzi ha detto...

Per Marika

Ciao Marika,
quando dici che il sk avrebbe agito secondo un piano e un programma appunto "seriale" ben calcolato, ti devo contraddire in quanto tra i diversi tipi di sk ci sono quelli definiti "non organizzati".
che non programmano, che lasciano tracce, che non hanno la lucidità di scegliere i posti e condizioni adatte per commettere l'omicidio, (che non deve necessariamente avere sfondi sessuali.)
E quando asserisci che "è bene non confondere e mischiare ogni cosa solo per dare credibilità ad una versione" ti rispondo che io non voglio addentrarmi in quella cosa ,più complicata in assoluto, da esplorare che è la mente umana, ma tu dovresti fare altrettanto non escludendo a priori nessuna ipotesi possibile.
Oltre il criminologo Bruno, un altro che ha l'impressione che si tratti di un omicidio commesso da un sk è il criminologo Silvestri(ho tralasciato il sensitivo Allocchi perché ci si può credere e non) ma se lo affermano professionisti che studiano la materia conoscendo a fondo le personalità, le metodologie varie perchè non prendere la cosa in considerazione?
In fondo si stanno aspettando ancora delle analisi che indichino di chi è:
l'impronta di scarpe a ridosso del chiosco
la macchia di sangue sulla parete dello stesso
il capello castano lungo 22 cm trovato sempre nei pressi del chiosco
le impronte di pneumatici
le formazioni pilifere
il dna misto su Melania
le impronte sulla siringa
le impronte sul telefonino di Melania
le analisi del terriccio che dovrebbero confermare presenza di urina
+ tutte quelle che non si sanno, dato che i reperti sono 110

Io andrei cauta, con la certezza che non può essere altri che Salvatore, ci potrebbero essere risvolti e cambi di orientamento, anche solo dopo l'esito di qualche analisi.(sempre che, come dice il Biscotti, la Procura metta lo stesso impegno che sta dimostrando per cercare di comporre il puzzle che vede Parolisi come assassino, nel cercare altre strade che nel tempo potrebbero divenire percorribili)

A proposito ho letto un intervista del legale della famiglia Rea, il quale sostiene che le formazioni pilifere sono sotto analisi(quindi non era poi così assurdo pensare di analizzarle

Sira

Anonimo ha detto...

Copio/incollo un brano tratto da un articolo intitolato "La drammatica situazione delle scienze forensi in Italia "

..."All'interno di un ragionamento o di una dimostrazione vanno invece ricercate la semplicità e la sinteticità. E purtroppo in molti casi la risposta banale è che proprio non si sa chi sia l’autore del crimine e ché è insensato volerlo trovare per forza mettendo i carcere i sospettati.
Ciò che più colpisce in tutti questi casi è la totale sprovvedutezza dei PM che di fronte a casi delicati lasciano mettere le mani sulla prove ai primi sprovveduti che si trovano ad operare, che poi lasciano che siano i modesti esperti dei laboratori delle forze di polizia a fare analisi da laboratorio universitario, che perizie tecniche o balistiche decisive vengano fatte dal primo scalzacani che gli raccomanda il loro segretario, che fanno fare autopsie a medici legali che di morti ammazzati ne hanno visti ben pochi. E colpisce ancor di più la protervia con cui questi investigatori insistono nel non voler ammettere e correggere i loro errori iniziali, neppure di fronte all’evidenza.
Forse questa è anche la spiegazione del perché i PM scelgano certi periti: essi non desiderano un perito critico che smonti le loro teorie, ma un perito disponibile a sostenere l’accusa ad occhi chiusi. E siccome i periti sanno che per lavorare devono far contento il PM … si adeguano. È noto a chi lavora nel settore, che uno dei migliori periti italiani in materia di esplosivi, di Brescia, negli ultimi vent’anni non è più stato nominato da quel Tribunale per aver osato dimostrare che un arrestato era innocente!
È anche una totale anomalia del sistema italiano che la giustizia utilizzi come periti gli appartenenti ai corpi di polizia che, certamente in buona fede, sono però portati psicologicamente a sostenere il lavoro dei loro colleghi investigatori e ad accontentare i PM..."

Ne consiglio la lettura integrale al segunte indirizzo http://www.earmi.it/varie/scienze%20forensi.html

saluti
S.

Marika ha detto...

Ciao Mimosa, anche io inseguivo il sogno della magistratura all'inizio del mio cammino universitario.
conosco molto bene l'ambiente e penso che ogni mondo è paese.
quando sono intervenuta in questo blog a commentare, volevo solo apportare il mio contributo logico alle questioni poste, per quello che posso dare.
Ma nel mio lavoro so che prima di fare un'analisi come quella che mi improvviso a fare qui, devo poter vedere tutto, considerare ogni aspetto, prevedere ogni possibilità.
quindi, data la estrema parzialità dell'ambito di studio non posso che assumere un atteggiamento neutrale.
io non posso dire con certezza se sia vero o no che tutti gli elementi raccolti in queste indagini siano stati fatti convergere verso una sola direzione.
ma può anche essere che nella visione d'insieme, ogni elemento vada necessariamente in quella direzione. chi può affermarlo con certezza.
è chiaro che ad esempio l'avvocato difensore cerchi di smontare la tesi accusatoria parlando di parzialità, di inconsistenza degli indizi o delle prove, di carenza delle indagini.
cosa dovrebbe dire?
guardando l'arazzo dal rovescio ci capiresti qualcosa del disegno che invece è perfettamente delineato dal suo giusto verso?
pensa all'arazzo della pubblica accusa, visto dalla difesa e viceversa, ognuno lo guarderà o lo farà guardare dal lato che non ha senso.
sai cosa mi fa rabbia quando vado nelle cancellerie a chiedere gli esiti delle mie cause: che io chiedo della causa Tizio contro Caio, mentre loro mi chiedono e spesso pretendono il numero di ruolo! siamo numeri!
Attendo di leggere la tua alternativa.
Marika

lori ha detto...

PER S

" E siccome i periti sanno che per lavorare devono far contento il PM … si adeguano...."

ma la stessa affermazione non avrebbe valore anche in riferimento alla difesa?


lori

Mimosa ha detto...

@ Marika
per l'alternativa devi aspettare ancora del tempo, voglio che sia inattacabile :-(

Di un altra cosa hai ragione: gli uomini di legge(e anche altri professionisti) alla fin fine devono guardare le cose in un prospettiva "d'insieme" per cui i particolari, le puntualizzazioni,fanno perdere tempo e il puzzle non si compone mai in modo perfetto, inattaccabile al 100%.

Io ho il difetto che analizzo sempre troppi particolari e solo dopo mi faccio la visione d'insieme.
E' molto faticoso.

A presto!
Mimosa

Marika ha detto...

Ciao Sira,
non ho visto quel post.

Ti rispondo semplicemente, dicendoti che l'ipotesi del maniaco, del serial killer o psicopatico io l'avevo già ventilata, perchè non mi spiegavo alcune cose.
anzi, tolto parolisi, lo avevo dato come probabile.
ma rimango per ora nelle mie convinzioni.
io purtroppo vado per esclusione, salvo riprendere ciò che ho escluso se salta qualche elemento che non avevo ben considerato o che ancora non era pronto per la comprensione nell'insieme.
quindi, nel mio modo di ragionare, occorre fare ordine, escludere ed eventualmente riprendere.
Marika

Sira Fonzi ha detto...

Marika, il post l'ho pubblicato di nuovo alle 23,23
sira

Mimosa ha detto...

Prima di riproporre la mia ipotesi alternativa su come potrebbero essere andate le cose, che ne dite di valutare un particolare che mi ha fatto riflettere non poco e che è stato evidenziato nel link postato sopra e che riporto: http://fattidicronacanera.blogspot.com/2011/06/una-proposta-alternativa-il-caso.html (molto lucida e ben articolata l’analisi dell’alternativa, mi complimento con il blogger).

La carissima amica Sonia usa il telefonino della madre perché il proprio non ha più credito.
1) perché aveva tanta urgenza di sapere come era andata la visita medica di Melania dopo 3 ore dalla visita e 1 ora prima che si sarebbero incontrate?
2) perché dice che, mandandole un sms al telefono wind, “forse si è confusa dal momento che aveva i due numeri di fila e avrà cliccato su uno invece dell’altro” (dalla sua intervista), giacché ha usato il cellulare della mamma e su quello i numeri non erano memorizzati?
3) si sa qualcosa se questo sms è stato riscontrato sul cellulare di Melania?
4) nella telefonata che Sonia fa in diretta a “Chi l’ha visto?” (e nella quale si nota la smorfia di Salvatore), lei candidamente dice “Mi premurerò di chiedere i tabulati al mio gestore”, come se i gestori te li mandassero in un paio di giorni … avendo poi una scheda ricaricabile e non un abbonamento …

Dobbiamo tener presente che Sonia come le altre amiche e tutti i familiari di lei e di lui erano perfettamente a conoscenza del tormento di Melania sui tradimenti e i sotterfugi del marito (si leggano le dichiarazioni di Michele e Gennaro Rea alle pp. 41, 42, 43 dell’Ordinanza di Teramo).

Mah.

rita ha detto...

@Mimosa.

Concordo con il tuo mah!

r.

lori ha detto...

Ciao Mimosa

voglio provare a darti una risposta al quesito n 2

Sonia aveva necessità di controllare sul suo cellulare i numeri di melania, e questi erano in successione..evidentemente avrà cliccato sulla voce sbagliata ( nel mio cellulare devo cliccare sul nome per poi vedere il numero), e quindi , questa sua affermazione potrebbe non nascondere niente di strano

ciao

lori

Anonimo ha detto...

LORI

per mandare l' SMS ha usato il cellulare della mamma sul quale NON erano memorizzati i numeri di Melania.
Quindi : come ha fatto a sbagliarsi ?

lori ha detto...

Scusa ma dove ce li aveva memorizzati i numeri di sonia ? sul suo cellulare o su quello della madre?

I numeri li aveva nella rubrica del suo cellulare, e sulla rubrica appare il nome, poi cliccando ti appare il numero. E a lei quello serviva: il numero da fare sul cellulare della madre, chiaro?E visti che i numeri erano in successione ne ha fatto uno al posto di un altro

lori

lori ha detto...

Anzi, per meglio chiarire: dalla rubrica del suo cellulare ha preso uno dei due numeri di melania e l'ha fatto con quello della madre

Ma per leggerlo dalla rubrica del suo cellulare doveva necessariamente "cliccare sul nome dell'amica"..

lori

Anonimo ha detto...


Interpretazione tratta da :
Fatti di Cronaca Nera ( http://fattidicronacanera.blogspot.com/2011/06/una-proposta-alternativa-il-caso.html )

“Quel pomeriggio Sonia non ha credito sufficiente per telefonare con il proprio cellulare (sul quale sono memorizzati i due numeri di Melania in sequenza. Se utilizza questo telefono potrebbe confondersi e inviare l'sms sull'utenza Wind anziché Tim )

Ma questo cellulare è senza credito. Quindi non lo usa. e prende in prestito quello della madre
Su quest’ultimo telefonino non sono memorizzati i due numeri di Melania per cui lei cerca l'amica richiamando sempre il medesimo numero. Da questo apparecchio non può sbagliare perché non c'è in memoria il numero Wind. Ma se stava utilizzando questo telefono come ha fatto l'sms ad arrivare sull'utenza Wind?

Sonia dice di essersi sbagliata. Ma come fa a sbagliare? Sonia sostiene che nella rubrica telefonica i due numeri di Melania sono in fila per cui facilmente si è sbagliata. Ammette però che è certa che ha continuato a chiamare sulla tim. In effetti, le cose stanno così, gli squilli risultano sull’utenza tim mentre il messaggio è stato reperito sull’utenza wind.

Stando così le cose, Sonia avrebbe usato il cellulare della madre per telefonare richiamando sempre l’ultimo numero in memoria, per cui è sicura che ha continuato a cercare Melania sulla tim, ma l’errore deve essere partito utilizzando il proprio cellulare perché i numeri in fila li aveva sulla rubrica di questo telefonino. Per cui sul proprio cellulare non aveva credito sufficiente per telefonare ma era bastante per inviare un sms.”

lori ha detto...

"Su quest’ultimo telefonino non sono memorizzati i due numeri di Melania per cui lei cerca l'amica richiamando sempre il medesimo numero"

e questo numero dove l'ha preso se non dal suo cellulare?

lori

lori ha detto...

per la precisione se non "cliccando "sul suo cellulare?

lori

Anonimo ha detto...

Gli squilli FATTI CON IL CELLULARE DELLA MADRE per cercare Melania risultano TUTTI sull’utenza TIM mentre SOLO l'SmS risulta sulla wind

quindi Sonia avrebbe potuto sbagliarsi con l'utenza WIND solo utilizzando il PROPRIO cellulare per inviare l'SMS .

In questo caso sul telefonino sarebbe apparso il nome di Sonia ma Melania non avrebbe mai potuto vederlo in quanto il cellulare Wind era a casa.

Ricapitolando : usando il cellulare della madre NON avrebbe potuto sbagliarsi poichè ha richiamato con il medesimo apparecchio il numero TIM di Melania più volte ripetendo automaticamente il numero. NON aveva bisogno di ricercarlo sulla rubrica del suo cellulare per inviare l'sms

DUNQUE L' "ERRORE" POTREBBE ESSERE INTENZIONALE....

Anonimo ha detto...

...mi spiego meglio : sul Wind di Melania NON appare il nome dell'amica bensi' il numero del cellulare della madre di quest'ultima e Sonia dichiara di essersi sbagliata SOLO quando ha inviato L'sms...
E questo ERRORE è impossibile per il ragionamento di cui sopra...a meno che non sia voluto..

W.

Mimosa ha detto...

lori, in poche parole: se tu hai appena fatto una chiamata ad una tua amica sull'abituale numero da un telefono prestato e poi vuoi mandarle un messaggio, come fai a sbagliarti e digitare un numero diverso? Non ti accorgeresti che non è lo stesso di pochi istanti prima?
Solo dal proprio telefono ci si può confondere ... capisci?

E questi non sono gli unici interrogativi?

Ciao, Mimosa

lori ha detto...

io valuto le cose dal mio punto di vista di imbranata..dopo aver fatto delle telefonate ad un numero, per mandare un sms io scriverei il testo e poi andrei ad aggiungere il numero ex novo, e , in tal caso, lo sarei andato a ricercare di nuovo sulla rubrica del mio cellulare, e magari avrei potuto scegliere il numero sbagliato,

ma forse non faccio testo

lori

Mimosa ha detto...

Scusa ma ti ritieni tanto imbranata da non accorgerti che i numeri sono diversi?
:-)

lori ha detto...

sarei anche capace di farlo...ma non è qui il problema, il fatto è che non avevo tenuto conto dell'sms, mi ero concentrata solo sulle telefonate
ciao

lori

Mimosa ha detto...

Ok tutto a posto allora.
Buona serata simpatica lori.
Mimosa

Anonimo ha detto...

Non capisco da dove parta questo delirio telefonate sms di Sonia.
Nell'ordinanza a pag 76 e seguenti e' scritto chiaramente che Sonia telefona e manda sms ad UNICO numero 3338102280 in uso a MR.
Quindi???
Miki

Mimosa ha detto...

Il delirio deriva dal fatto che si è sempre letto e sentito delle due chiamate, e dal fatto che sul cellulare di Melania ritrovato accanto al corpo il messaggio non risultava. E neanche nella memoria.
Insomma non c'era alcuna traccia.

Ora se lo schema a p. 78 dell'O. è corretto, l'sms pare partito.
Perché è stato cancellato?

Anonimo ha detto...

Eh no Mimosa. Qui avete scritto e pontificato di messaggi e telefonate fatte a due utenze diverse .....e come faceva Sonia a sbagliare....e Lori alla fine si e' dovuta autodefinire imbranata. Adesso che avete postato una montagna di messaggi dove ognuno ha calato l'atout o meglio pensava di, scrive SE E' giusto quelli che e' scritto Nell'ordinanza??
Forse conveniva controllare prima
Miki

Mimosa ha detto...

Beh, Miki hai ragione che è scritto nell'ordinanza, e dire che l'avevamo già letta tutti ... e io mi sono persa gli occhi su tutti quei numeri per tutta una sera.

Come vedi, rimangono sempre più impresse le immagini (mi riferisco alle intervista di Sonia, andate in onda più volte) di quello che sta sulla carta.

Resta sempre il fatto che quel messaggio non pare esistente.

Ma dimmi, hai letto da qualche parte di altre telefonate di Sonia per sapere come mai Melania e Salvatore tardavano, quando alle 16 non si erano ancora visti alla festicciola?

Mimosa

Anonimo ha detto...

@mimosa
Carta canta....e quindi come puo' dire che il messaggio pare inesistente?
Per le telefonate dopo le 16....non di creda che non capisca......ma la sua mi sembra, mi scusi, una rimessa in fuorigioco.
Si e' gia' incastrata nella storia delle utenze ....
Miki

Mimosa ha detto...

Il messaggio, ossia le parole scritte, non sono state trovate.
Quindi per me è "inesistente". Potrebbe essere successo, come talvolta è capitato a me ed ad altri, che sia l'sms partito ma non arrivato.

Quella che a lei pare una rimessa fuori gioco, veramente fa parte di altra batteria di dubbi, che non ho messo in quel precedente elenco.
Non che voglia sollevare sospetti direttamente sulla Signora Sonia, però certe domande che si è posto il blogger del link citato più sopra mi hanno molto incuriosita.

Cordialmente, Mimosa

Anonimo ha detto...

Il blogger peraltro bravussimo con capacita' di creare spunti investigativi notevoli commette alcuni grossolani errori.
E dove e' scritto che sms non e' stato trovato ? Anzi che le parole scritte non sono state trovate ?
Lei e' padronissima di sollevare dubbi e farsi tutte le domande che vuole. Rimanendo a mio modo di vedere ancorati a quel poco o tanto che conosciamo.
Cordialità
Miki

Anonimo ha detto...


Riascoltate BENE l'intevista a Sonia nella puntata di Chi l'ha visto ?

http://www.youtube.com/watch?v=d4Wzr_u5x4Y

Inizia col dire che ha chiamato col telefono della madre poi dice : "siccome io ho tutti e due i numeri in fila è possibile che l'sms io mi sia sbagliata e l'abbia mandato alla wind ecc.."

Da come si esprime sembra poter dedurre che l'sms lo abbia mandato con il SUO cellulare

Allora le domande sono :

1- il telefonino wind è stato controllato ? ( sembra di si perchè nella prima parte del filmato Parolisi dice che ha saputo dagli inquirenti di questo famoso messaggio inviato da Sonia al cellulare wind di Melania

2- Se il cellulare wind di Melana è dunque stato controllato è dato sapere da quale dei due telefonini in uso a Sonia ( quello della madre ed il suo senza credito )è partito il messaggio ?

Io non ho trovato risposte esatte a questi due quesiti.

Qualcuno di voi ne sa qualcosa ?

W.

Anonimo ha detto...

Ancora con sta storia. Si legga l'ordinanza di Teramo alla pagina 79 e vedra' la risposta ai suoi quesiti.
Poi pero' basta con le telefonate e i messaggi di Sonia. O meglio : Sonia ha chiamato 2 vv MR. E successivamente non ricevendo risposta manda 2sms SEMPRE allo stesso numero. Partite da qui.
Miki

Mimosa ha detto...

Ma scusi Miki, perché dobbiamo partire noi da qui? Lei che ci sta a fare?
Perché non inizia lei?

Anonimo ha detto...

@mimosa
Il dire " partite da qui " e' riferito alle sue supposizioni e dubbi su Sonia. Quindi questo per me e' il punto di partenza . Non continuare a dire che ha mentito sugli sms e telefonate perché abbiamo appurato che NON e' vero.
Per parte mia credo invece che SV nulla abbia a che fare con l'uccisione di MR quindi ho concluso.
Miki

Mimosa ha detto...

Ah, che fatica interloquire con certe persone ...

Noi ci esponiamo in prima persona in questo blog visibile universalmente, dunque abbia il coraggio di esprimere anche lei le sue opinioni, invece di stoppare gli interventi, facendo piovere dall'alto le paternali.

Scusi la mia verve.
Grazie per aver "concluso".
Mimosa

Mimosa ha detto...

Ora scusate, riprendo la parola per postare un altro argomento alla discussione, se sarà colto nello spirito del libero dibattito (ammesso che vi sembri interessante).

In questa storia di bugie tutte attribuite al caporalmaggiore Salvatore Parolisi, ho rilevato un altro tappeto di “bugie” sparso su tutti i protagonisti.
Nelle dichiarazioni di Michele e Gennaro Rea alle pp. 40-43 dell’Ordinanza di Teramo si legge chiaramente che la storia di Ludovica era il segreto di Pulcinella.
A p. 40: Michele Rea, fratello, venne a conoscenza della storia UN MESE PRIMA ((in marzo dunque di qs anno)) dai propri genitori e affrontò il cognato ((fatto dunque recentissimo, come non prima? – leggasi oltre)).
Gennaro Rea, padre, seppe della scappatella del genero dalla propria moglie a Pasqua dell’anno prima ((2010)) e chiese spiegazioni al genero.
Melania impose a tutti di non intromettersi, però pur dicendo di averlo perdonato non si dava pace e gli stava sempre addosso.
A p. 41 Gennaro Rea, padre: «dopo qualche tempo ((circa luglio 2010, precisa poi nella sua deposizione la Signora Vittoria, madre)) quando Melania e Salvatore erano a Somma Vesuviana, Salvatore andò a correre da solo e Melania, insospettitasi, lo seguì». Fu allora che scoperse del telefonino segreto su cui lui inventò la balla della signora siciliana che glielo regalò per farsi consolare (MA CHE FANTASIA…!!!). La questione fu trattata di nuovo in famiglia con i suoceri.
A p. 43 viene fuori che lo sapevano anche la sorella e il fratello di Salvatore, «nella loro casa a Verona in occasione delle festività pasquali» ((sempre 2010)).
Melania non si teneva tutto dentro, «se aveva qualcosa da dire lo diceva» è stato sempre affermato da tutti i parenti, dicendo così l’UNICA VERITA’, in mezzo alle “bugie” che – ammettiamolo – servivano a salvare la facciata, visto che i panni sporchi si lavano in casa e non davanti alle telecamere e a milioni di spettatori.
Figuriamoci se non lo sapevano anche le amiche! Quante facce toste in tv! E poi che grandi scoop giornalistici “l’amica Valentina svela …”. Dunque, lo sapeva bene anche l’amica Sonia (che le viveva a fianco e in tv ha fatto la farsa del quadretto idilliaco che “le faceva venire il diabete”) … e anche la moglie di Paciolla (lui disse che una sera rincasando vide Melania con l’aspetto di chi ha appena pianto, ma non chiese nulla alla consorte …).

Allora non è mentitore solo il Parolisi. Meno male che si è sempre detto che essere bugiardi non significa essere assassini … sennò sai quanti sospettati nella sua cerchia (esclusi gli stretti familiari, beninteso) …

Tutto questo per alleggerirgli quella patente da dosso. Teniamo poi conto che mentire è un fattore caratteriale, ci sono mentitori nati, è una patologia, un disturbo della personalità. I nostri amici medici qui lo potrebbero spiegare meglio, io non mi addentro nella materia, ma forse non interessa un trattato di psicologia della menzogna … però potrebbe interessare capire se un bugiardo patologico come sembra essere il Parolisi possa inscenare un alibi così fragile dopo aver commesso un sì efferato scempio della propria moglie (quali che siano i motivi).

Grazie per l’attenzione.
Mimosa

Anonimo ha detto...


Cara MIMOSA,

la tua è un'osservazione giustissima e credo moltissimi l'abbiano fatta in cuor loro fin dalle prime apparizioni televisive dei familari di Melania e delle sue amiche...le cui dichiarazioni esageratamente rassicurati riguardo la idilliaca vita coniugale della coppia lasciavano piuttosto perplessi

Di certo tutti in famiglia e nella cerchia degli amici erano al corrente delle "esuberanze" di Salvatore ed è davvero curioso che - quasi si fossero messi tutti d'accordo - abbiano voluto offrire ad ogni costo un'immagine della coppia così radicalmente diversa dalla realtà...al punto di apparire non credibile come infatti si è poi appurato.

Mimosa ha detto...

Gentile Anonimo, sì, erano tutti d'accordo a dare quella versione, la concordarono con Parolisi fin dall'inizio della conoscenza del tradimento, lo si evince dalla testimonianza del padre, p. 43 dell’O.
Avevano fatto un patto di non rivelare ad estranei.
Lui ha sostenuto addirittura (nell’ultima discussione col suocero avvenuta la mattina del 19 aprile) che per “estranei” si intendessero anche gli inquirenti.

Come e quando si siano poi accordati nella cerchia di amici, boh?, l’avranno fatto di sicuro prima di andare in onda tutto il clan alla trasmissione di “Chi l’ha visto” …

Ti saluto, Mimosa

Sira Fonzi ha detto...

Si Mimosa, anche secondo me per onorare la memoria di Melania, erano tutti d'accordo nel fornire l'immagine di un quadretto idilliaco, e Parolisi mantenne la sua promessa tacendo la relazione anche agli inquirenti.

Quando la cosa saltò fuori SP disse infatti una frase tipo :"i patti non erano questi...", rivolgendosi ai familiari di MR che si dimostrarono sconvolti dalla notizia

Però c'è da dire anche che tutti sapevano che la relazione era cessata, pur avendo lasciato dubbi e sospetti in Melania, e l'indignazione dei genitori scoppiò quando si scoprì che il rapporto non era stata una parentesi ma al contrario una cosa seria, che viaggiava parallelamente alla sua vita coniugale.

A Parolisi fece comodo fare quel patto, non avrebbe così rischiato che venisse a galla la verità che nessuno immaginava fosse tale, ma non aveva fatto i conti con gli inquirenti e le intercettazioni.

E qui mi riallaccio al pensiero che ha sfiorato gli inquirenti:
l'uomo che nasconde un rapporto per far si che questo non venga a galla, non prendendo in considerazione il fatto che fosse intercettato, può essere lo stesso uomo che sceglie come luogo del delitto quella zona perchè sa che li c'è un problema ad identificare le celle? (il gip consiglia agli inquirenti di indagare se SP si sia documentato sull'argomento)
Allora, o uno è ingenuo e sprovveduto sempre, o no.

Sai cosa mi rende ottimista?

Il fatto che sbirciando nei vari blog la maggioranza delle persone ha gli stessi dubbi che abbiano noi, si fa mille domande, e il fatto che la maggioranza non si sia fatta influenzare dai bombardamenti dei media è una cosa che mi mette serenità.

Tempo al tempo, la strada è lunga e se è stato lui pagherà, l'importante è che non lo abbiano già crocefisso.

'Notte Sira

Anonimo ha detto...

x MIMOSA

( sempre tratto da :http://fattidicronacanera.blogspot.com/ )


" [...] le due telefonate fatte da Viviani Sonia a Carmela Rea alle ore 14.53 e quindi 14.56; ( cfr. pg. 162 segg. nota riepilogativa e Relazione All. 79 pg. 8-9 e 16 oltre ai riferimenti documentali inseriti nel citato Allegato 79):
a) che Carmela non risponde a tali due telefonate (né ai due sms successivi delle 15.03 e 15.04, né a tutte le successive numerose chiamate); "



"Sonia telefona due volte nel giro di 3 minuti sul telefono di Melania, se ho ben capito, le invia tre sms in pochissimi minuti, uno sappiamo andato a vuoto perché sull'utenza Wind, ovvero quella certamente rimasta a casa e sulla quale anche Salvatore ha provato invano a chiamare, e due sulla Tim. Che Sonia abbia inviato un sms sulla Wind, Salvatore dice di averlo appreso dagli inquirenti nella trasmissione Chi l'ha visto? del 27.04.2011. L'Ordinanza però asserisce che gli sms sono due, entrambi giunti sulla Tim. Non cita quello Wind. Perché non c'è mai stato questo sms sulla Wind oppure perché non era importante citarlo parlando degli esperimenti su Pianoro effettuati con la sola utenza Tim? In ogni caso balza agli occhi che Sonia, che pure aveva appuntamento con i Parolisi alle 16:00 a casa della propria madre, non cerca Melania sul suo cellulare. Tanta premura intorno alle 15:00 per cercare Melania, e poi più niente. Forse Parolisi ha pensato di informarla che Melania era scomparsa quello stesso pomeriggio? Ma se così fosse stato c'era una ragione in più perché Sonia tempestasse di chiamate la propria amica. Fatto sta che alle 16:28, Sonia non ha ancora sentito i Parolisi che erano in ritardo di mezzora. Ha mai chiamato quel pomeriggio dopo le 16:28? E se non lo ha fatto, perché non lo ha fatto? Cosa ha scritto negli sms inviati sull'utenza Tim?
Non voglio accanirmi, ma questi fatti appaiono strani."


ANONIMO

lori ha detto...

Salvatore dice di averlo appreso dagli inquirenti nella trasmissione Chi l'ha visto?

inquirenti o giornalisti?
lori

Anonimo ha detto...

x LORI

All'inizio dell'intervista Salvatore dice : "... lei l'ha mandato sulla wind perchè l'ho saputo dagli inquirenti 'sto fatto del messaggio e poi da lei...Sonia "...

persona sconosciuta ha detto...

ci sono troppe cose da eseguire e i punti riferimenti di far luce quindi cerco di essere convinta che non può aver agito da solo ma è un ' assassina come questa donna e capace di intendere e volere poche parole salvatore parolisi è innocente

persona sconosciuta ha detto...

ci sono troppe cose da eseguire e i punti riferimenti di far luce quindi cerco di essere convinta che non può aver agito da solo ma è un ' assassina come questa donna e capace di intendere e volere poche parole salvatore parolisi è innocente

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