martedì 14 giugno 2011

Salvatore Parolisi. Una intervista che non dice nulla non serve a nulla

Io non ho mai sospettato del Parolisi perché è quasi impossibile sospettarlo se si osserva con mente lucida il modo usato per aggredire e colpire Melania. Un assassinio del genere non porta a pensare ad un militare ma a qualcuno in quel momento perso di testa, forse più balordi che non hanno ottenuto quanto volevano, o un uomo respinto, un uomo rifiutato che si fosse anche solo col pensiero creato progetti e prospettive future basando la sua vita su quella della donna. Fra questi ultimi ci può star dentro anche una figura anonima ed insospettabile, un frequentatore della parrocchia in cui lei si recava abbastanza assiduamente ad esempio. Ma se rivoltiamo la situazione, se le prospettive di una mente malata fossero rivolte al marito anziché alla moglie, non si può scartare neppure l'ipotesi che ad uccidere sia stata una mano femminile. Come non si può scartare un serial killer dato che in quella zona già tre donne sono state trucidate. Insomma si può pensare a chiunque ma è difficile inserirci un militare che, pur volendolo fare agire d'istinto, usa altre tecniche, altre armi, e non rimane di certo accanto ad un cadavere quindici o venti minuti per colpire nuovamente un corpo morto, specialmente se ha una figlia in auto e poco tempo a disposizione per crearsi un alibi. Ed il poco tempo a disposizione è un altro dei motivi che non fa pensare a lui quale assassino.

Ciononostante se io fossi in chi non crede al Parolisi ancora oggi, dopo averlo visto in diretta a Quarto Grado, resterei della mia idea ed avrei tutti i dubbi su di lui ben saldi in mente. Ed in effetti bisogna chiedersi a cosa sia servita quell'intervista perché non ha fugato nessuno dei tanti interrogativi nati nei mesi. Ce n'erano di cose da chiedergli, di domande da fargli, ma stranamente quelle che il pubblico avrebbe voluto sentire non le ha sentite. Ad esempio c'era chi voleva avere delucidazioni sulle foto del luogo del delitto, chi voleva sentirsi dire che le aveva viste sul giornale la mattina successiva. Ma l'argomento non è stato neppure sfiorato. C'era chi voleva sapere cosa aveva fatto in quelle ore trascorse in caserma quando avrebbe dovuto, tutti sono concordi, andare a zonzo alla ricerca della moglie. C'era chi avrebbe voluto sapere perché il titolare dell'ostello in cui le soldatesse andavano a svagarsi aveva detto di averlo visto qualche volta con delle ragazze. C'era da parlare del trolley, di cosa faceva Melania durante il giorno mentre lui era impegnato in caserma, di chi frequentava e cosa gli diceva, del vicino guardone, delle accuse rivoltegli dalla moglie del suo amico Paciolla e di altro ancora. Le domande erano tante date le tante insinuazioni scritte nei giorni sui giornali.

Ma alla fine del programma, tirando le somme, il Parolisi ha semplicemente ripetuto quanto aveva già detto, quanto tutti già sapevamo o avevamo immaginato. Nulla è cambiato da quando è stato intervistato da Pino Rinaldi, nemmeno la sofferenza che ancora campeggia sul suo volto, quindi i suoi punti fissi sono i medesimi. E' andato al pianoro con Melania e lei poco dopo si è allontanata prendendo la strada più lunga per andare al bagno del ristorante "Il Cacciatore". Da quel momento in poi il vuoto e nessuna risposta alle tante domande che nel tempo si sarà posto. Quindi neppure lui sa o si è fatto un'idea di ciò che può essere accaduto e di come abbia fatto Melania ad arrivare a diciotto chilometri di distanza. E' giustificabile, non c'è dubbio dato che ci dice stava giocando con la bimba, ciò che non è giustificabile è che sia lui che il conduttore di Quarto Grado abbiano sprecato una buona occasione per fare chiarezza e per chiedere una vera mano a chi sta a casa. 

E' chiaro che non doveva dire il nome dell'assassino, e neppure il nome di chi sospetta, perché di qualcuno, dato che è improbabile sia stato lui ad uccidere, sospetta, però sarebbe stata un'intervista migliore se avesse parlato direttamente alle persone presenti al pianoro nei momenti in cui anche lui era presente, se avesse detto "ho visto una mamma che faceva fare le capriole alla figlia", ad esempio, così da far sì che forse la madre si sarebbe potuta riconoscere e portare un contributo alla sua causa dicendo: "Non l'ho visto ma io stavo facendo fare le capriole a mia figlia". Però io di contributi veri non ne ho trovati in quanto chiesto dal Sottile ed in quanto dichiarato dal Parolisi. Le uniche delucidazioni sono venute su fatti facilmente capibili da chiunque. Perché che Melania potesse avere qualche soldo in tasca, letta anche la testimonianza di sua madre che aveva trovato il portafogli aperto sopra il tavolo del computer, lo si poteva dedurre dalle inquadrature rubate da una videocamera di sorveglianza la scorsa primavera, quando a passeggio per Ascoli era stata ripresa senza borsetta. 

Solo chi ne ha tratto vantaggio imbastendo dibattiti televisivi ad uso e consumo dell'audience non lo voleva capire. Che poi la donna avesse preso la strada più lunga perché quella aveva fatto altre volte è capibile e forse plausibile, anche se qui il discorso è un poco più complicato da accettare ed avrebbe meritato un appoggio da parte dell'amica che in precedenza le aveva fatto fare quel percorso. Ma passiamo ai pannoli. Che il cambio fosse rimasto a casa perché dopo un'ora e mezza a casa dovevano tornare era assodato, ed anche in questo caso in tivù ci si era arrovellati il cervello solo per coprire ore di trasmissioni pomeridiane. Questi fondamentalmente i punti chiariti in diretta che, in totale, non hanno portato via più di cinque minuti all'intervista. Il resto della stessa, inaccettabile per come non ha toccato altri aspetti, è stata usata quasi fosse un intervento personale. Minuti e minuti per provare a chiarire i rapporti con Gennaro Rea, il padre di Melania, quando questi rapporti, visto che per quasi due mesi si sono incontrati giornalmente, si dovevano chiarire viso a viso e non viso a schermo. 

Possibile che i due non abbiano ancora trovato il coraggio di parlarsi apertamente? Possibile che la famiglia Rea debba ancora avere dubbi sul genero perché lui non glieli ha tolti? E' questo che non mi è piaciuto. Invece di fare domande mirate si è preferito non chiedere o, per meglio dire, chiedere a scaletta, perché s'è capito da varie cose che tutto era predisposto in anticipo. Ed è forse anche per questo che si sono difesi i militari di alto grado che mai si sognerebbero di far festini perché nella caserma di Ascoli, checché ne dicano gli ascolani, sono tutti Santi ed eroi. C'è quindi da chiedersi chi ha deciso la linea da seguire, quali domande fare e quali eliminare. Gli avvocati di Salvatore Parolisi? Perché si è scelta ancora una volta anche la linea della sofferenza quando ormai sarebbe giusto lasciarla per la notte e buttarsi nella linea della chiarezza? Perché lasciare che Salvatore Parolisi chiedesse perdono in diretta nazionale, oltre alla moglie, anche all'amante? Non ha un telefono per fare certe cose?

No, non mi è piaciuto affatto, né lui né chi gli ha imposto cosa dire e fare. Salvatore Parolisi si è prestato al teatro ma il teatro vero è ben altra cosa. Presto gli analisti del Ris porteranno in procura ad Ascoli i dna di chi ha aggredito Melania e tutti si convinceranno che lui non è un assassino, e se non ha ucciso questo lo sa bene. C'era davvero bisogno di farsi fare una intervista del genere? Fossi stato in lui non avrei sprecato una serata per stare sotto il caldo dei riflettori a dire banalità ma sarei andato direttamente da Gennaro Rea. E dopo aver lasciato la bimba alla nonna mi sarei appartato con lui per parlargli ed esternargli a viso aperto il dolore ed il vuoto rimastomi dentro, infine mi sarei scusato per i tradimenti e per non essere riuscito a proteggere chi entrambi amavamo. Per far questo non serviva andare in televisione, bastava un'auto con poca benzina e tanta voglia di fare chiarezza.



Leggi gli ultimi articoli sui casi di:
Sarah Scazzi



27 commenti:

Elvira ha detto...

Massimo condivido quanto hai detto in relazione al caso Rea e soprattutto sull'inutilità dell'intervista rilasciata a Quarto Grado che non è stata altro che una ripetizione , secondo me riuscita peggio, dell'intervista fatta nel corso di Chi l'ha visto.
Anch'io non vedo il Parolisi quale l'artefice dell'omicidio ma penso che lui sappia molto di più di quello che dice. Appunto per questo ho provato un moto di fastidio ascoltando il tono con cui si è rivolto al papà di Melania chiamandolo "sig. Rea".
Il sig. Rea ha tutto il diritto di nutrire forti dubbi su di lui fino a quando lo stesso genero a tu per tu non riuscirà a spiegargli, con il cuore in mano , il perchè non ha saputo proteggere la moglie e solo allora Parolisi potrà di nuovo guardarsi allo specchio vedendovi riflessa l'immagine di un uomo e non di un ominicchio piagnucolone. Secondo me questo passaggio Parolisi deve fare soprattutto per riappropiarsi del ruolo di padre nei confronti della piccola Vittoria. Se non ci riesce, qualunque sia l'esito delle indagini, la lasci crescere con i nonni che mi sembrano persone di un grande spessore morale e che sono convinta riusciranno in parte a colmare la grandissima perdita subita dalla piccola.

emax/massimo prati ha detto...

Ciao Elvira. Lì per lì anch'io sono rimasto molto infastidito dalle parole Sig. Rea, e mi ha dato fastidio sentirgli dire che è rimasto da solo in balia di quanto stava accadendo perché non credo esistano molte famiglie che per più di un mese possano difendere chi ha tradito la figlia e non l'ha protetta quanto doveva mettendoci la faccia in televisione per difenderlo davanti a tutti.

Ma poi pensandoci la mancanza di rispetto maggiore verso Melania mi sono parse le scuse all'amante in diretta nazionale.
Ominicchio è la parola giusta anche secondo me.
Massimo

Rome Travel ha detto...

La teatralità di Parolisi non mi ha mai convinto, fin dalla sua prima intervista. E continua a non convincermi. Ho imparato a giudicare le persone in base ai fatti e non alle parole, che non costano nulla. C'è sempre un non so che che stona in lui: la sua voce piange, ma gli occhi no (prime due interviste). Gli occhi rossi di pianto per tutto il tempo (fosse Vicks? in TV si usa) e la voce no! Ama immensamente la moglie, che non avrebbe mai lasciato, ma che tradisce in continuo. Promette alla sua amante un futuro insieme (mentre la tradisce con occasionali reclute) per poi disilluderla pubblicamente (mi fa pena anche lei). Stona soprattutto la sua ostentata disperazione: da un militare ci si aspetterebbe un po' più di freddezza, di dignità - vedi il Sig. Rea. Invece piagnucola in continuo, come una vecchietta. Vuole dare a tutti i costi l'immagine di un uomo distrutto dal dolore dalla perdita della sua amata moglie ... che tradiva finanche mentre aspettava il loro primo figlio.
Ho visto solo una lacrima veramente sincera scorrere sul suo volto, (forse l'unica) quando durante l'intervista S. Sottile ha detto che in casa sua non c'erano i soldi per mandare i figli a scuola. Lì si è emozionato davvero. Sottile ha probabilmente messo il dito in una vecchia ferita. Certo tutto questo non fa di lui un assassino, ma Parolisi non è chiaro, non è coerente e non è corretto.

mabruk ha detto...

Posso pensare che non sia stato lui ma quello che non mi è piaciuto è che ha menzionato l'amante e poi ha detto che era innamorato di Melania: ma come si fa ad amare la moglie ed avere una relazione fissa con un'altra per 2 anni??!!!!! Non esiste proprio e lui dovrebbe davvero come avete fatto presente parlare di argomenti più importanti per aiutare a comprendere questo omicidio e aiutare per arrivare ad una giustizia per questa donna; farebbe meglio a non andare più in TV a fare queste meschine figure!

Anonimo ha detto...

ciao massimo, ti leggo da qualche mese e mi piace il taglio che dai ai tuoi articoli, a mio avviso più giornalistici e obiettivi di tanti che del giornalismo ne fanno professione. Non ho visto Quarto Grado, ne leggo qui da te ora. Sebbene io sia intimamente convinta, chissà perchè, dell'innocenza del signor Parolisi, ho visto e letto ben poche sue interviste. Non so come debba comportarsi un uomo con il suo passato, non so cosa significhi la dichiarazione d'amore alla moglie ora che non c'è più. sicuramente il cuore dell'uomo è insondabile , questo lo so per certo. Si fanno cose per leggerezza, si fanno cose per noia. Si ama ma non si riesce a rispettare in pieno l'amata, si ama ma si resta vittime della propria vanità, dei propri demoni, della voglia di piacere o di fare ulteriori conquiste. succede? io credo possa succedere. chissà.

Anonimo ha detto...

non ho firmato, perdonami: mi firmerò così @_@. Attendo di leggere le tue riflessioni sugli ultimi sviluppi, quella Laura Titta arrestata nella caserma del Parolisi, e le sue vendette. Forse avevi ragione tu, forse davvero non è stato lui. @_@

mrdg09 ha detto...

Una cosa mi ha colpito nel corso delle interviste a S. Parolisi. Alla domanda: .."perché lei non piange?" Parolisi ha risposto più volte:"...perché non voglio dare soddisfazione all'assassino..".
Questa frase quasi suggerisce che lui, il Parolisi, abbia un'idea precisa.O forse sono fantasie !?.
Grazie mrdg

Anonimo ha detto...

Ciao Massimo,
non so se le domande siano state da lui concordate con gli avvocati e/o con Sottile, ma credo che, visti i tempi televisivi, si è cercato di dare, da un lato la spiegazione ad alcuni particolari che hanno contribuito a creare sospetti sulla sua persona, dall'altro, ma soprattutto, a far conoscere il Parolisi uomo, quello capace di sbagliare, ma anche incapace di uccidere una persona amata.

Ha spiegato, oltre alle cose che già si sapevano,del perchè non avesse fermato la pattuglia che aveva incrociato, ha negato di esssersi sentito male con lo stomaco, ma soprattutto ha detto delle frasi adatte, che io credo cmq sentite, a colpire il cuore della gente.

"Piuttosto mi sarei ucciso io"
"Non ero innamorato dell'altra, non ho mai pensato di lasciare Melania"
"Una notte si è accesa la luce di casa....sono tornato al letto e ho stretto forte a me il cuscino piangendo"
"Mi manca nei minimi particolari, il suo sorriso...la quotidianeità..."
Etc...etc...
D'altra parte fugare tutti i dubbi sulle notizie emerse fino ad allora, a mio avviso non sarebbe servito a molto, ne usciranno di tante altre (guarda l'ultima dell'ansa di ieri riguardo al fatto che maneggiava un cellulare, una notizia che getta sospetti senza nemmeno essere chiara, l'articolo è incomprensibile ma sicuramente insinua un dubbio, non si sa quale, ma lo insinua) mentre incentrare l'intervista sulla genuinità dei suoi sentimenti a mio avviso è stato più efficace.

Il suo viso scavato mi fa pensare a notti insonni, alla mancanza di appetito e di voglia di vivere.
Solo Vittoria in questo momento credo le dia la forza e lo stimolo di andare avanti.

Anche i suoceri e il cognato non gli sono più vicino (cosa comprensibilissima), è un uomo solo, sospettato da tutti tranne che dai genitori e dalla sorella.

E' un uomo che ha sbagliato, come dice @-@, probabilmente per vanità, oppure per ricercare delle conferme di cui aveva bisogno per il proprio equilibrio.

E' stato un misero a tradire Melania e a farlo soprattutto anche durante la gravidanza, ma la differenza tra lui e milioni di altre persone, che adesso puntano il dito, è solo il fatto che di lui si sa, degli altri no, e se si sa, in molti casi si nasconde.

Io credo sia un uomo che deve elaborare un dolore, deve assumersi la responsabilità di crescere solo e impaurito una figlia, e non bastasse deve fare i conti con tutti quelli che lo hanno già condannato.

Io credo fermamente alla sua innocenza e credo che il pianto non è cosa che riesca a tutti, ognuno di noi reagisce in modo diverso, quando manifesta un emezione.

Ti ricordi massimo quante ne avevano dette della madre di Alfredo Rampi, perchè mangiava un ghiacciolo davanti al pozzo?
Io quella donna ho avuto la fortuna di conoscerla, da 30 anni ha sposato una causa, per non morire e per aiutare tutti i bambini, affinchè non capiti a loro quello che è successo ad Alfredino.

Ciao Sira

Ps grazie per il tuo pensiero sulla poesia dedicata a Yara.

emax/massimo prati ha detto...

x @_@
Se vuoi vedere la puntata inserisci il link sottostante nella barra di ricerca

http://www.video.mediaset.it/video/quarto_grado/full/230608/puntata-del-10-giugno.html#tf-s1-c1-o1-p1

Per il resto hai scritto giusto, si ama ma non si riesce a rispettare in pieno la persona amata. Questo capita molto spesso, sia agli uomini che alle donne, ed è il motivo per cui in altri articoli ho criticato i nuovi moralisti televisivi che cercavano di far passare il concetto: "Tradimento=bugie=assassino". Ma che sia un assassino si deve dimostrare con prove e non farlo diventare coi pregiudizi.

Però, pur anche non fosse l'assassino, alcuni passaggi dell'intervista, nonché certi atteggiamenti, non gli hanno giovato, anzi, ed il fatto che non pianga con le lacrime, e rispondo a mrdg09, non ha un vero significato perché tanta gente non riesce a lacrimare, nonostante il dolore, fino a quando le cose non si sono risolte completamente. Vedrai che se uscirà l'assassino piangerà di gusto.

E non posso credere sappia chi è, posso credere abbia diversi sospettati nella sua mente e che in pubblico non faccia i loro nomi. Anche perché quelli di cui ha parlato ai carabinieri, e mi riferisco ai vicini di casa che avrebbero avuto atteggiamenti a volte troppo confidenziali (il Paciolla ed il marito di un'altra amica di Melania che abita nello stesso condominio), poi gli hanno girato le spalle e sono uscite interviste fatte alle loro mogli, anche televisive, in cui velatamente accusavano lui.

Ciao, Massimo

emax/massimo prati ha detto...

Ciao Sira. La tua è una buona analisi ed è veritiera in parte, ma chiedere scusa in contemporanea alla moglie, che non c'è più perché uccisa (e lui non sa se è accaduto a causa sua o casualmente), ed all'amante, è una di quelle cose che ti fa andare il sangue alla testa. Chiediti come possono esserci rimasti il familiari di Melania.

E dire che il signor Rea non conosce allora Salvatore Parolisi e che è stato lasciato solo e abbandonato nei momenti cruciali, quando bastava un chiarimento a quattrocchi per farsi conoscere meglio (ha preferito rispondergli in televisione), quando il fratello il padre e la madre di sua moglie si spendevano tutti i pomeriggi e tutte le sere in video per tenerlo fuori dai pregiudizi, per dire che non credevano fosse lui l'assassino e la loro delusione riguardava solo i tradimenti, a me pare sia una cosa assolutamente inconcepibile perché non so quanti altri, ascoltando le notizie che uscivano in quei giorni, si sarebbero comportati come loro.

Se poi l'intervista era incentrata, in accordo con Salvo Sottile, per far capire il dolore che sta provando, a parer mio non è servita a nulla perché il dolore che provava lo avevamo visto tutti in altre interviste ed al funerale. Questo non è più il momento del dolore, è il momento di darsi da fare.

Inoltre i tempi televisivi, di tanto dilatati perché l'intervista è durata veramente molto, consentivano ogni chiarimento. Bastava che i redattori preparassero qualche servizio in cui gli si mostravano le accuse uscite nel tempo e che lui ne rispondesse con logica. Ed invece ha preferito parlare di luci e fantasmi.

Io mai avrei raccontato una cosa del genere. Me la sarei tenuta dentro continuando a pensare che mia moglie vive a casa con me perché un avvenimento del genere è talmente singolare che deve rimanere intimo. Metterlo a conoscenza del pubblico può solo significare che si vuol far credere di avere anche Melania dalla propria parte. "Credetemi perché lei mi viene a trovare e sa che io non sono stato".

Ripeto Sira, non sono convinto affatto sia un assassino, l'ho dimostrato in tutti gli articoli scritti sul caso, ma il suo intervento non mi è piaciuto affatto e credo, e forse non mi sbaglio, che i vari passaggi siano stati concordati da chi lo difende e lui li abbia seguiti senza cambiare una virgola, come leggendo un copione.

Massimo

mercutio ha detto...

Il tuo scritto, Massimo, segue una logica inoppugnabile, ed io la condivido pienamente, tranne, pero, che ritenere il Parolisi "completamente" innocente; lui non può essere l'assassino della moglie ma, certamente "sa" o "sospetta" come e da chi sia stato portato a termine l'efferato delitto.
Lui è conscio di trovarsi in una situazione, da lui stesso imbastita, col timoroso silenzio, adottato come scudo, che, ormai, non può più gestire.
Non si può ignorare la testimonianza del gestore di uno dei locali "rossi", che riferisce della presenza del Parolisi, in compagnia di ragazze, nei locali sopraindicati.
Se a tutto questo, poi, si aggiungono le dichiarazioni del magistrato romano, che denuncia, con pericolo della propria vita, la presunta esistenza di gruppi di sentore "satanistico", annidati nella caserma dove Parolisi presta servizio, e le numerosissime coltellate inferte alla povera Melania,(opera di dilettanti e non di un soldato addestrato ad uccidere), se ne trae un quadro completamente diverso, da quello fin'ora concetturato.
Qualche altro segreto ancora lo nasconde il caporale: per esempio, cos'è l'oggetto che ha prelevato in prossimità dello spogliatoio del centro sportivo?
Hanno parlato di un cellulare. Ma a chi appartiene?
Il giallo, forse, potrà essere risolto solo con l'ausilio dello Parolisi, che NON è l'assassino, ma, forse, ne conosce il volto.
Ciao, mercutio

emax/massimo prati ha detto...

Vedi Mercutio? E' questo che intendevo dire nell'articolo. Il Parolisi ha lasciato dubbi in chi non gli crede ed in chi gli crede. Ed inoltre se a causa di questi dubbi se ne inseriscono altri, il cellulare che quel ragazzo avrebbe visto a cento metri di distanza, e mi paiono tanti, non se ne esce più.

Il Parolisi sa qualcosa? Non lo sa? Io ho già scritto che non può sapere ma solo avere dei sospetti, sospetti in ogni caso già verbalizzati.

Per quanto riguarda le piste sataniche che in ogni omicidio escono fuori quasi fossero funghi, mostro di Firenze, Cogne, Yara ne sono alcuni esempi, io non la accrediterei assolutamente perché chi venera Satana preferisce altri soggetti femminili, non donne sposate di 29 anni.

Nella caserma di Ascoli per forza di cose ci sono invidie e segreti, sono in tutti i luoghi di lavoro e quello pur se militare è un luogo di lavoro, quindi se l'assassino è li dentro non necessariamente dev'essere a causa di un segreto militare o di un festino a luci rosse.

Festino comunque smentito dal titolare dell'ostello che ha dichiarato, prima di dire che era andato anche il Parolisi con una donna (probabilmente Ludovica), che andavano sei o sette ragazze alla volta, che stavano qualche giorno ma solo per svagarsi e sempre senza uomini.

Siamo troppo sospettosi e vediamo un intrigo dietro ogni incongruenza, ma non sempre qualcosa che non ci è stata spiegata nasconde un giallo.

Ciao, Massimo

mercutio ha detto...

qualche minuto fa ho letto che la soldatessa arrestata per camorra, potrebbe avere avuto una storia con parolisi, ed avrebbe ucciso per gelosia.(sic)

Sara ha detto...

concordo con Mercutio:
a me quest'intervista atroce (per le circostanze indubbiamente drammatiche) ha chiarito una volta per tutte una cosa: Parolisi adotta tutta una serie di atteggiamenti innaturali e tipici di chi mente, o di chi si sente in colpa.
Ribadisco come io non sia colpevolista o innocentista a priori: sono sconvolta dalla vicenda, la seguo e "sto a vedere" cosa succede.
D'altra parte, ero praticamente certa che il padre di Ciccio e Tore fosse colpevole della scomparsa dei figli, perchè nell'intervista con Fiore de Rienzo giurava di non aver MAI alzato le man sui figli (quando c'erano denunce e testimonianze che dicevano il contrario) e adduceva a prova del suo amore nei loro confronti questioni di soldi...
beh, ovviamente sbagliavo nel giudicarlo un assassino! (non so tutt'ora se mentisse o meno riguardo alle percosse..)
è con questo mio errore in mente, che penso che Parolisi non la racconti giusta: col beneficio del dubbio.
Non posso non notare come nell'intervista di Sottile, il vedovo aggiri le domande:
-invece che fornire una risposta, spesso divaga, fino a raccontare episodi poco attinenti
(e questa è una tecnica tipica di chi mente: aggrapparsi ad aneddoti realmente accaduti per sentirsi credibile)
-si pone costantemente come vittima, piagnucolando e facendo discorsi vittimistici e patetici ("non sono più me stesso con mia figlia per via delle accuse sui giornali" -?!?-), mentre l'atteggiamento prevalente di chi perde un congiunto in maniera violenta e non conosce il colpevole, di solito è caratterizzato da rabbia, più o meno celata- in questo caso la vittima è sua moglie, e anche sua figlia, non certo gli adulti (confrontare atteggiamento del padre o del fratello di melania: un abisso)
-continuo a sottolineare come l'equazione non sia:
"traditore= assassino",
ma piuttosto "omissione di dettagli= depistaggio"!!!
quest'uomo sta continuando a nascondere relazioni sessuali, cellulari e particolari vari!
gli inquirenti non avrebbero perso i primi 20 giorni a cercare di scoprire le scappatelle di Parolisi, ma avrebbero indagato sicuramente anche su altre cose, e con più tranquillità nei suoi confronti!

mi rendo conto che nulla di quanto ho scritto possa valere come prova di colpevolezza o complicità-
ma credo anche che sia lecito continuare a tenerlo d'occhio!

emax/massimo prati ha detto...

E' una notizia di ieri Mercutio. Non si sa se ha avuto ruoli o no, il fatto è che l'hanno descritta come una donna veramente pericolosa, collusa con la camorra che per un nonnulla aggrediva e creava disastri. Il tutto è però da confermare.

La prima volta è entrata ad Ascoli nel 2009, quindi c'è anche la probabilità che fosse addestrata dal Parolisi, ma gli istruttori sono 23 in quella caserma quindi le possibilità si restringono di molto.

In ogni caso il suo arresto sta a significare quanto ho scritto in precedenza,che non servono segreti militari per commettere omicidi, bastano anche motivazioni più stupide, e questo anche per chi opera quale militare in una caserma.
Ciao, Massimo

mercutio ha detto...

ç SARA
Il fatto che il caporalmaggiore non risponda mai alle domande che gli si rivolgano, in maniera pertinente, l'ho notato da molto tempo, ed attribuii la cosa alla pessima padronanza della nosra lingua nazionale.
Ma ora, di fronte agli ultimi sviluppi della situazione, ritengo che l'evidente inconcruenza, sia l'effetto di un imbarazzo profondo.
Penso che il Parolisi senta la necessità di vuotare il sacco, ma lo frena la paura di...qualcosa o qualcuno.
@ MASSIMO
Tu sei perspicace, e lo dimostri con la tua cautela nel dare un giudizio tassativo sulle varie ipotesi. Questo ti fa onore professionalmente (io ne sò qualcosa). Ed io prendo in molta considerazione la tua posizione di puro informatore e non ti forzo la mano.
Però, nell'aria circola qualcosa di non ben definito. Ne convieni?
Cordialità, mercutio

nico ha detto...

Non sono abituata a scrivere commenti cattivi nei confronti di chi - fino a prova contraria - é vittima. Cerco ogni volta di essere piu' delicata possibile, ma in questo caso non ci riesco. Salvatore Parolisi credo abbia fatto peggio che un'intervista inutile, magari anzi dannosa visto che aumenta anziché diminuire i dubbi nei suoi confronti. Quando parla di sua moglie, che conosceva e che l'amava da una vita, dice che era bella, che era orgoglioso quando si giravano a guardarla, di nuovo che era bella. Come in tutte le altre interviste, si ferma a questo. Lei non era altro? Dio com'é diverso sentire parlare il fratello o i genitori di Melania, si sentono l'amore e il rispetto. Insinua anche la possibilita' che Melania avesse responsabilita' nelle relazioni extraconiugali (''si sentiva in colpa''). Non riesce a convincere su niente, mentre sappiamo bene che ha mentito, di nuovo mentito, mentito ancora anche quando si stava cercando sua moglie. Ha ragione il signor Rea a dire che in questo modo ha ostacolato le indagini anziché aiutare gli inquirenti. Se la famiglia Rea, che l'ha difeso da subito malgrado sapessero del primo tradimento, mostra dubbi grossi nei suoi confronti temo ci sia una ragione. Quando Parolisi parla o piagnucola (non piange, piagnucola piuttosto) mi fa sentire a disagio; é davvero un piccolo piccolo uomo. Non dico sia colpevole di omicidio, ma non ha neanche lontanamente la tempra morale e la dignita' della famiglia Rea. Con cio' non significa che debba pagare se un delitto non l'ha commesso, ma penso a sua figlia e mi auguro che abbia sempre la possibilita' di passare tanto tempo con i nonni e lo zio, dai quali imparera' ad amare e a conoscere sua madre. E se Parolisi desiderava fare qualcosa di concreto per la piccola Vittoria, avrebbe dovuto capire che le sue menzogne sarebbero state ostacolo alla ricostruzione della verita', dunque all'individuazione dell'assassino di Melania. Credo che abbia pensato molto a se', e con questo mi scuso per il tono brusco che non ho mai usato prima, e che prometto Massimo di non usare piu'. Ciao, grazie come sempre.

Giuseppe ha detto...

ha raccolto un fiore per melania....

Anonimo ha detto...

Ciao Massimo,e a voi che state esponendo le vostre idee sul caso, tutti siete più o meno concordi con il dire che lui sicuramente sappia qualcosa.
Ora, ammesso che sia così, e cmq non si ha la certezza, potrebbe avere solo un sospetto e aver paura di coinvolgere una persona che magari non c'entra poi nulla, come potrebbe invece aver comunicato i suoi sospetti agli inquirenti, e si sa che non essendo a Taranto non tutto viene a sapersi.

Io vedo il suo "vittimismo" come un atteggiamento infantile per evitare di essere ulteriormente giudicato, e allo stesso tempo il bisogno di essere creduto, rivalutato.

L'idea che mi sono fatta, riguardo l'omicidio, che credo più possibile di altre è la seguente:

Melania potrebbe essere stata avvicinata da una donna in macchina, che precedentemente aveva seguito la coppia, con la scusa di un chiarimento.
Melania potrebbe essere salita sull'auto, incuriosita dalle possibili rivelazioni che la donna aveva da farle su Parolisi, o su un ipotetico legame con lui, aver percorso diversi km parlando, fino ad arrivare nella zona dove poi è stata ritrovata uccisa, magari a causa di un raptus omicida della donna.
Voi che idea credete più possibile di altre?

Sira

emax/massimo prati ha detto...

Si Mercutio, nell'aria circola qualcosa. Ed è qualcosa che per il Parolisi non è una bella cosa. Per questo scrivevo che avrebbe dovuto fare chiarezza e non continuare la lagna e cercare l'umana pietà.

Tu ad esempio parlavi del cellulare che il 10 di giugno, non ieri, è stato sequestrato nel campo sportivo di Folignano, ed io ti ho risposto che ritenevo impossibile che a 100 metri, tante è lungo un campo sportivo, un ragazzo avesse potuto vedere un cellulare, ma anche solo far caso ad un uomo che cammina fra l'erba e continuare a seguirlo con lo sguardo è strano.

Se prima non ho scritto che probabilmente il Parolisi è un uomo pedinato controllato ed intercettato in ogni suo movimento, 24 ore al giorno, e che il ragazzo non esiste in quanto è chi gli stava dietro da quando era arrivato a casa ad averlo visto, ora lo affermo con convinzione, è perché non sapevo che si era abbassato, per raccogliere un fiore ha scritto Giuseppe in maniera giustamente ironica dopo averlo saputo da Chi l'ha Visto, dietro gli spogliatoi di quel campo di calcio e non all'aperto ed in bella vista.

Hai ragione, l'aria comincia ad essere irrespirabile per il Parolisi, ed il non dare le giuste spiegazioni ed il non fare chiarezza non lo ha agevolato. Credo che in procura si aspetti solo il referto del Ris per capire se nei suoi vestiti vi siano dna estranei. Non vi fossero il garantismo cambierebbe forma ed allora sarebbero cavoli amari per lui.
Ciao, Massimo

nico ha detto...

Ciao Sira. Io credo che facilmente Melania si sarebbe avvicinata ad una donna che aveva ''rivelazioni'' da farle sul marito. Piu' improbabile che abbia accettato di allontanarsi in macchina per kilometri con figlia e marito che l'aspettavano. Purtroppo invece credo che non non siano mai stati sul pianoro, fino alle 15 passate nessuno ha visto neanche padre e figlia, di Melania poi nessuna traccia. Credo che alle Casermette siano andati prima, che Melania sia stata uccisa e che poi sia stata inscenata la ricerca. Credo che abbiano duramente discusso e che lei abbia lanciano l'anello, che lui si sia sentito perduto per timore di perdere lavoro nell'esercito e famiglia, e che fosse molto preso dalla ragazza che vedeva di nascosto. E credi, Sira, ho grande antipatia per Parolisi ma considerando che ha una bambina piccolissima che non conoscera' mai sua madre, prego di sbagliarmi perché Vittoria possa crescere con un padre innocente. Ciao

mercutio ha detto...

Ieri sera a "chi l'ha visto?" si è parlato molto del caso Rea, e l'atteggiamento della Sciarelli mi è sembrato strano, paragonato a quello tenuto abitualmente.
Per esempio, il dare molto risalto, facendolo ripetere ben due volte, al colloquio della soldatessa arrestata e la propria madre, non solo, ma lasciando molto spazio alla cugina della stessa che, con una lunga sequenza di particolari, intesa ad un unico scopo: quello di allontanare ogni collegamento, fra l'arresto di sua cugina ed il caso di Melania Rea.
Il tutto, con soddisfazione della Sciarelli che, avallando chiaramente le spiegazioni fornite dalla loquace "cugina", ha dato l'impressione di voler far capire: " la soldatessa non ha nulla a che fare con la faccenda Rea. Avete capito? Torniamo al punto di prima."
Contemporaneamente evidenziava che il Parolisi si era rifiutato di intervenire alla trasmissione.
La cornice intonata al quadro realizzato dalla conduttrice, era formata dal fratello e dallo zio di Melania, con sul volto non più la consueta espressione di benevolenza e dabenaggine.
Sciarelli ha qualcosa nella manica?
La sua giostra lo lascia sospettare.
Ciao, mercutio

mercutio ha detto...

Scusami gli errori, non ho riletto il pezzo, dopo averlo scritto

emax/massimo prati ha detto...

Ne faccio io di errori Mercutio.

Non è di ieri sera l'atteggiamento della Sciarelli, sono almeno tre settimane che insiste sul punto.
Il problema è sempre quello, quanto il Parolisi ha dichiarato a Pino Rinaldi ed agli inquirenti non ha trovato riscontri al pianoro. E dando voce loro a questi dubbi, come trasmissione, tolgono responsabilità alla famiglia Rea che al momento ha la necessità, per la bimba, di tenere il piede in due staffe.

Quindi nulla di scandaloso perché se quando arriveranno le risposte dei Ris si scoprirà che altri hanno avuto contatti con Melania potranno sempre dire che cercando testimoni avvantaggiavano anche il Parolisi in quanto una persona credibile che lo avesse visto a San Marco rivoltava la fritta a suo vantaggio. Nel contempo se così non fosse il discorso cambierebbe e sarebbe improntato al dire che loro avevano capito che altri non potevano essere stati.

Motivo per cui al momento, visto che c'è un duello in atto fra Chi l'ha Visto e Quarto Grado (stranamente garantista col militare), con quanto è uscito in vantaggio c'è il programma di Rai 3. Vedremo poi gli eventi ma, come s'è detto, l'aria si sta facendo irrespirabile per il Parolisi.

Ciao, Massimo

Anonimo ha detto...

Bungiorno Massimo, ti leggo da poco ma quanto basta per apprezzare la tua sobrietà.
Riguardo all'argomento in oggetto, mi trovo d'accordo con te circa i dubbi sulla colpevolezza di quest'uomo: che ragione avrebbe avuto per uccidere la moglie? Lei perdonava le sue scappatelle, telefonava alle amanti cercando di convincerle ad interrompere la relazione; la moglie stessa era l'alibi perfetto per continuare a tenere l'amante di turno sulla corda (quante volte il marito lascia la moglie per l'amante? molto poche). Non credo neanche che rischiasse il lavoro, prova ne sia il fatto che tuttora non l'ha perso, nonostante tutto. Certo, in caso di litigio tutto può succedere, però sarebbe tutto da provare.
Come Sara, ho notato anch'io la tendenza del Parolisi a svicolare davanti a domande troppo precise, fermo restando il senso di fastidio e,sì, perdonami la parola, di leggero disgusto ascoltando l'intervista: c'era davvero bisogno di rilasciarla? Oltre a non aver chiarito nulla, oltre ad aver contribuito a metterlo in cattiva luce, non ha fatto altro che farlo perdere in dignità, quella poca rimasta.
Tradire il coniuge non è un reato, ma confessarsi in televisione non mi sembra molto intelligente; se voleva suscitare la pietà o la simpatia, non mi pare ci sia riuscito, ha solo sottolineato, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la sua pochezza umana e la superficialità di un carattere che sa di infantilismo (ovviamente è un'impressione personale).
Concedimi una riflessione un pò estemporanea: posto he l'amore è qualcosa di misterioso e segue regole proprie non sempre comprensibili, perchè mai troppo spesso la vita delle vittime di reati del genere risulta avvelenata da rapporti fallimentari? Perchè una donna consapevole dei tradimenti del marito non ha trovato la forza per troncare un rapporto che non stava più in piedi? Cosa spinge una donna a voler salvare a tutti i costi un matrimonio che, in effetti, non esiste? Si tratta di un concetto d'amore che non comprendo.
Ciao
Lucilla

emax/massimo prati ha detto...

Ciao Lucilla.

Ti rispondo con una storia reale, ed ancora in corso, fra mia nipote, che ha 29 anni come Melania, è nata 10 giorni dopo, e che come lei ha un figlio, un maschietto, di due anni.

La sua storia, iniziata anni fa, è molto simile e, fortunatamente, ora sembra finita, ma solo sentimentalmente perché hanno un bambino in comune.

Lei già da quando è nato il bimbo non andava d'accordo e spesso prendeva botte, eppure voleva salvare la sua unione e non ha mai detto nulla, tranne alle amiche che la vedevano spesso pesta. La spiegazione che ha dato a me, oltre alla solita e cioè il cercare di salvare la coppia, è stata più ampia, tipo: "Evitare di far sapere a sua madre che aveva scelto l'uomo sbagliato cercando di farlo diventare l'uomo giusto, il non volere togliere un padre al bambino perché parecchie sue amiche sono separate ed i loro figli hanno problemi".

Ma quella più importante per lei, anche se mi ha detto che non è vero l'ho capito, viene da una sua frase: "Sapessi quanto mi coccolava anni fa". E per me la sua speranza era di ritrovare il lui che ormai non c'era più.

Altre risposte non ne conosco.
Ciao, Massimo

Anonimo ha detto...

parolisi non puo' essere stato lui ad uccidere e' impossibile