venerdì 24 giugno 2011

Melania Rea. Salvatore Parolisi arriva in Procura e fra la folla c'è chi gli grida "assassino vergognati"

Ecco cosa capita quando i media proiettano sull'uomo la loro pregiudizievole luce. L'ombra cambia di forma e crea un gioco perverso sugli altri, da quel momento in poi niente più rispetto e niente più comprensione per il dolore. Certo, il militare ci ha messo del suo mentendo e forse, ma non ne abbiamo la certezza, omettendo, ma la presunzione d'innocenza è in vigore da tanto in Italia e la legge non contempla la colpevolezza al momento in cui, perché non si è convinto gli inquirenti, si viene inseriti in un registro passando da parte lesa a parte indagata. Di regola prima di affermare che una persona ne ha uccisa un'altra si dovrebbero attendere i famosi "tre gradi di giudizio". Ma com'è possibile non dare giudizi quando i primi a darne sono gli opinionisti televisivi e chi scrive sui giornali? E se ad Avetrana la gente gridava "assassina" all'indirizzo di Cosima Serrano, ancora da giudicare in tribunale ma comunque arrestata, ad Ascoli s'è visto anche di peggio perché se fra i tanti che attendevano il marito di Melania dinanzi alla procura, e devo ancora capire perché erano in quel luogo ad aspettare il militare, c'è stato chi ha urlato "vergogna", e ci può stare date le bugie raccontate, fra quei tanti ci sono state anche due persone che hanno gridato "assassino vergognati", quasi che la sua iscrizione nel registro degli indagati sia una ammissione di colpevolezza accertata.

Forse quei due hanno seguito le indicazioni di un noto intrattenitore. Sì perché anche Maurizio Costanzo, di solito un professionista bravo, preparato e di esperienza, giovedì durante un programma radio ha affermato che ad Ascoli, grazie all'iscrizione suddetta, si è fatto un passo avanti verso la verità e verso la giustizia per Melania. E Costanzo è un personaggio seguito da milioni di persone. Perché non ha pensato che quanto stava dicendo avrebbe potuto portare tanta gente ad indirizzarsi su una strada ancora non sicura e priva di guard-rail? Una strada comunque, a dire il vero, molto percorsa quella della colpevolezza accertata perché tutti vi entrano, in primis i giornalisti, quasi che altre strade non ve ne siano. E questo grazie ad una formula capibile da tutto il popolo, "menzogne Parolisi + (Parolisi indagato - testimoni pianoro) = assassino", formula che di certo andrebbe integrata con altri dati e potrebbe, grazie a questi, anche cambiare di risultato. 

Per prima cosa mancano le conclusioni finali del patologo, fondamentali per poter formulare un'accusa di omicidio, e caso mai dicesse che fra le prime e le seconde coltellate c'è stato uno spazio temporale di 30 e più minuti, tutto l'impianto accusatorio crollerebbe. Finora, si è scritto in vari giornali (e speriamo abbiano scritto in verità), il dottor Tagliabracci ha solo anticipato che Melania è stata uccisa con una tecnica militare chiamata "assalto alla sentinella". Per confermarla i giornalisti l'hanno abbinata ad un loro scoop di qualche settimana fa, i pantaloni abbassati. Troppo abbassati, ci dice ora il Cirillo sul Messaggero, per fare solo pipì, quindi da considerare tecnica militare, quella che si mette in atto per evitare la fuga del nemico. Ma se queste non sono parole al vento, chiedendosi comunque il motivo delle tante coltellate inutili dato il collo quasi spezzato in partenza, vanno a favore dell'unico indagato perché fanno intendere la presenza di più individui. Se con Melania ci fosse stato un unico assassino una volta abbassatole i pantaloni, per non farla fuggire, non avrebbe avuto motivo di fare anche l'assalto alla sentinella, che notoriamente è un agguato e coglie il nemico di sorpresa. Da queste palesi contraddizioni si nota quanto a volte chi scrive sui giornali non rifletta, ma soprattutto si nota quanto manchi all'inchiesta la relazione finale sull'autopsia, relazione che zittirebbe tante voci stabilendo dei punti fissi.

Ma mancano anche le risposte del Ris, e ci potrebbero essere colpi di scena a vantaggio del caporalmaggiore se sugli abiti di Melania vi fossero almeno due dna sconosciuti, così come manca la perizia del Ros, quella che dovrebbe essere in grado di stabilire se il cellulare del Parolisi si sia spostato fino a Ripe o sia restato al pianoro di San Marco. Per cui sono tante le cose che mancano e che dovrebbero convincere i due che hanno gridato " vergogna assassino" a fare una riflessione che li porti a vergognarsi. Sia chiaro che non sto dicendo che il marito di Melania non sia colpevole, potrebbe esserlo come potrebbe non esserlo, sto solo cercando di ripristinate le dovute misure. Per farlo mi avvalgo di quanto dice la legge in favore degli indagati, non colpevoli senza confessione sino alla sentenza di Cassazione, e cerco di capire se in assenza di risposte peritali si possa dar per certa la sua colpevolezza e rivolgergli epiteti che, in caso di innocenza, sarebbero devastanti per la sua mente. Per cui, dato che tali risposte sono indispensabili per formulare un'accusa che abbia solide basi, e dato che queste risposte ancora non vi sono, chiamarlo "assassino" mi pare infame.

Certo è che il Parolisi continua a non fare belle figure davanti all'opinione pubblica. Oggi, dopo aver ascoltato le accuse formulate dai Pm, ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. E se da un lato è capibile che prima di impostare una linea difensiva i suoi avvocati vogliano avere un quadro ben chiaro della situazione, dall'altro ci si attendeva un minimo di collaborazione in più dal marito di Melania. Certo, c'è chi può dire che per tre volte, per tante ore, ha risposto agli inquirenti, e lo ha fatto Walter Biscotti, uno dei suoi legali, ma c'è anche chi potrebbe ribattere che non pare aver spiegato un granché in quelle ore visto che tanti particolari, poi venuti alla luce, sono stati scoperti dagli investigatori in un secondo tempo con enorme perdita di tempo, ed in questo caso a parlare è stato Michele Rea, il fratello di Melania. 

Ma ormai è inutile polemizzare su quanto il Parolisi non ha fatto e forse poteva fare, armiamoci si santa pazienza ed attendiamo gli esiti delle perizie, le uniche carte che potrebbero far luce su quanto avvenuto quel giorno.



16 commenti:

Mimosa ha detto...

Caro Massimo, hai visto che tra la folla dei giornalisti che filmava il suo ingresso in Procura si assiepavano cittadini, per lo più donne e non proprio giovanissime, che - telefonino alla mano - lo fotografavano?

Con il tuo indiscutibile acume, hai colto anche tu la questione dei “pantaloni troppo abbassati per fare pipì” … ma come? io pensavo all’inverso!!! forse perché sono donna e se devo accovacciarmi avendo i pantaloni praticamente me li arrotolo alle caviglie … e poi, hai voglia che la “mossa dei pantaloni abbassati” per far cadere a terra il nemico riesca in un solo colpo a calarli di tanto … bisognerebbe chiedere lumi ai militari assaltatori. Vero è che il Cirillo non è una donna e forse non ha alcuna donna vicino a cui chiedere delucidazioni su certi comportamenti femminili (come già la questione della borsetta e dei pannolini per un’ora e mezza di uscita).

Per ultimo, ovvio che Parolisi si è avvalso della facoltà di non rispondere, come si può dubitare che gli avvocati non consiglino così alla prima convocazione? Devono leggersi tutti i verbali, prima. In fondo se non ricordo male, lessi che il duo Biscotto Gentile non appena entrato nella difesa del filippino reo confesso della Contessa per prima cose lo fecero tacere, che quasi sembrava che quello avesse ritrattato.
Ciao, Mimosa

Sira ha detto...

Ciao Massimo e ciao Mimosa, il dettaglio dei pantaloni pare anche a me irrilevante, quello che invece mi sembra strano è il fatto che Melania fosse abbassata per fare la pipì.

Ma se fosse così, va anche considerato il fatto che lei sia arrivata fino a la' in macchina con qualcuno, di sesso femminile e di sua conoscenza.
Chi farebbe mai i propri bisogni in presenza di uno sconosciuto e per di più uomo?

Oppure, sempre volendo pensare che si sia accovacciata per fare pipì, può essere successo in un altro posto, magari più riparato, dove Melania avrebbe potuto isolarsi, e questo potrebbe giustificare anche la presenza di una persona non intima.

Io sono dell'idea che sia stata avvicinata da una persona, mentre si recava in bagno, che voleva parlarle del marito, e lei incuriosita sia salita in macchina.
Che non abbiano percorso molta strada, e che si siano fermati in un posto riparato per fare pipì, che lì sia stata aggredita, e successivamente portata dove è stata trovata.

La macchina delle donne che hanno avuto dei rapporti con il Parolisi, può essere sequestrata per vedere se ci sono tracce ematiche di Melania?

Non capisco perchè la Procura non abbia aspettato l'esito degli esami del dna, dei ros e dell'autopsia, 10-15 gg non avrebbero cambiato nulla, ma potevano semmai essere utili per scagionarlo.

Cosa può aver anticipato i tempi che tutti credevano immaturi?

Impronte di Melania su quel cellulare di cui non avrebbe dovuto conoscere l'esistenza, e quindi il dubbio di una lite, in seguito alla lettura degli sms in esso contenuti?

Oppure sms compromettenti relativi all'omicidio?

Ma se fosse così, sarebbe stato così ingenuo e stupido il Parolisi a non averlo distrutto ma solo nascosto?

Che ne pensate?

Ciao Sira

Anonimo ha detto...

vedremo se esistono davvero le foto delle altalene deserte negli orari dove lui dice che era con la bambina

Luca

Luciano ha detto...

Ciao Sira,
sono settimane che ripeto quello che tu hai affermato. Come continuano, certi giornalisti, a ripetere la storia di Melania che faceva pipì?
Se l'avessero trovato a Colle San Marco, la storia di Melania sorpresa mentre faceva pipì sarebbe stata plausibile.
Ma la povera Melania viene ritrovata a 18 Km da dove era andata, come riferito dal Parolisi, a fare pipì. Come c'e' arrivata alle casermette?
Chi avrebbe trasportato un cadavere in macchina, per di più con i pantaloni abbassati?
A me sembra anche alquanto inverosimile che lei abbia incontrato qualcuno/a a Colle San Marco, e si sia allontanata con Lui/Lei lasciando marito e figlia, senza avvisare il marito, che vistala ritardare, si sarebbe potuto preoccupare.
Non avrebbe fatto nemmeno una telefonata? Secondo me la storia della pipì, non c'entra per niente.
Per me, i pantaloni abbassati erano uno dei depistaggi per inscenare un tentativo di violenza sessuale finito male.
In un commento del post precedente, il prof. Tummiolo, si chiedeva come mai, una volta spezzatole l'osso del collo, l'assassino non avrebbe buttato Melania giù da una scarpata.
I motivi potrebbero essere stati 2.
Primo. Se Melania fosse stata uccisa proprio alle casermette, sarebbe stato troppo pericoloso, ricaricare il corpo in macchina, riprendere la strada e gettare un corpo con il rischio di essere visti da qualcuno. Meglio lasciarlo li.
Secondo. Il corpo è stato lasciato li proprio per farlo ritrovare e per fare ritrovare, con esso, dei segnali indirizzati a chi li avrebbe capiti e recepiti (vedi siringhe, laccio e svastica), e una serie di indizi che avrebbero portato al marito (vedi l'anello). In tutto questo, voler credere che i pantaloni abbassati sono un riferimento al fatto che Melania doveva fare pipì, mi sembra difficile da credere. Piuttosto a me sembra uno dei depistaggi atti a voler creare confusione sulla scena del crimine, e a far perdere tempo utile agli investigatori, nella ricostruzione del caso e nella ricerca del movente.

mercutio ha detto...

Nonostante il mutismo del Parolisi (suggerito dalla sua difesa), il calcolo cronologico della dinamica dell'omicidio NON TORNA . Infatti è stato stabilito che i colpi inferti "a freddo" sul corpo di Melania, serebbero stati eseguiti di circa un'ora dopo a quelli mortali.
E Parolisi, non avrebbe potuto causarli, perdendo tempo sul posto, ed essere alle altalene all'ora che conosciamo.
Ammesso, e non concesso che lui fosse l'assassino, avrebbe dovuto avere un complice, per il "lavoro" postumo. E chi sarebbe?

Sira ha detto...

Ciao Luca, le foto sembrano esistere, sono state fatte con il telefonino da uno dei ragazzi che giocava a pallone.
Le hanno anche mandate in onda e sembra che ogni foto, da quanto comunica la ragazza intervistata, abbia l'ora impressa sopra e, alle 15 e 05, c'è una foto che ritrae il posto dove il Parolisi dice di aver parcheggiato, ma nella foto la sua macchina non c'è.

Volevo poi precisare, che la donna che potrebbe aver avvicinato Melania, non debba necessariamente essere un amante del Parolisi, ma una persona "innamorata" di lui, e magari non corrisposta o addirittura rifiutata.

Si potrebbe pensare che l'anello lanciato, la tattica militare usata, la mancanza di soldi in tasca a Melania, possano far parte
di un depistaggio, affinchè gli inquirenti sospettassero di lui.

Ad una domanda di Sottile riguardo il perchè lui non piangesse, il Parolisi risponde che non vuole dare soddisfazione all'assassino.

La risposta può far pensare che si rivolgesse ad una persona conosciuta che, non potendolo avere il Parolisi per se stessa, uccide Melania e cerca di distruggere la sua vita.

Ciao Sira

lori ha detto...

e meno male che non tutti si lasciano infinocchiare da certe suggestive ipotesi

" Secondo quanto riporta oggi Il Messaggero, che riporta le carte dell'autopsia effettuata sul corpo della madre 29enne trovata morta nel bosco delle Casermette, Melania sarebbe stata «assassinata con una tecnica militare», chiamata in gergo 'assalto alla sentinella', qualcosa di più vicino ad un film d'azione di Hollywood che alla realtà."

Complimenti ai giornalisti di Leggo

lori

Anonimo ha detto...

Che brutta usanza la gente che grida assassino! dovrebbero andare li' con degli omaggi floreali chesso' una scatola di cioccolatini lo troverei molto piu' civile!
Antonella

nico ha detto...

Ciao Antonella. Non si chiede alla gente di portare la solidarieta' a un indagato, ci mancherebbe. Credo pero' che sia davvero triste vederli sguaiati e gia' pronti a mandarlo alla forca. Io sono propensa a credere che Salvatore Parolisi sia colpevole, ma non é assolutamente dimostrato per il momento, quindi ogni giudizio dovrebbe essere cauto. Ma, se anche fosse colpevole e lo si provasse, continuerei a credere che le manifestazioni dei forcaioli sono incivili e ricordano troppo la folla che urlava e incitava quando venivano fatte le pubbliche esecuzioni. Mi fa sempre paura una marea di gente quando perde il controllo. Ciao

Manlio Tummolo ha detto...

Ma quali tattiche "militari", per carità! Il buon Cirillo, che ne parla, lo fa senza aver probabilmente mai fatto il servizio militare. Sul sito del TG 1 si dice che le perizie anatomopatologiche sono, con altra documentazione, secretate: dunque, certi rilievi non possono essere stati ricavati da fonti serie. Pantaloni abbassati, come tattica militare? vorrei proprio vedere se, aggredendo una persona armata, puoi intanto slacciargli il cinturone che circonda la tuta da combattimento, abbassargli i calzoni se la cintura non c'è (peggio ancora se c'è un'altra cintura sotto); tirargli giù la lampo, e metterlo in condizioni di non poter camminare. E l'altro si lascia fare tutto questo lavoro senza spingerti, darti una ginocchiata sulle..., strangolarti, infilarti la baionetta nel collo, ecc. ? Vediamone l'applicazione alla donna: ammettiamo pure che si riescano a slacciare cintura e lampo dei calzoni; in tal caso la donna, vestita leggermente, getta via le scarpe, si sfila del tutto i calzoni (se non troppo attillati), e fugge a piedi nudi (o almeno tenta). Ma il bravo Cirillo batte sul "militare" solo per sostenere, a torto o ragione che sia non voglio insistere, che l'assassino sia il marito o qualche suo commilitone. Riguardo alla scarpata, ignoro se la zona dove è avvenuto il delitto, ne abbia oppure no; di solito in montagna, una scarpata o piccolo baratro c'è sempre. Comunque, non conoscendo la zona, non insisto.

Anonimo ha detto...

non dico più niente. La perizia tanto attesa è secretata, lo saranno anche i risultati del DNA? Sulle prove fotografiche mi auguro che la polizia abbia verificato la corrispondenza delle stesse con il fuso orario attuale.. sarebbe la prima cosa che io stessa, profana, avrei verificato, viaggiando con un'ora sul cellulare, una sul pc ed una diversa ancora sul'orologio. Voglio dire, se devi gridare al lupo al lupo, prima verifica due secondi la prova madre. C'è anche il caso che chi voglia far risultare una certa data ed una ben determinata ora su una fotografia scattata al cellulare, modificando ora e data si scatta la foto, ripristinando ora e data correnti quest'ultima risulterà scattata nell'ora voluta. Anche se mi parrebbe diabolico ad opera di ragazzetti, chissà.. @_@

Mimosa ha detto...

Caro Massimo, nell’altro articolo tu hai scritto che Parolisi aveva esaurito i bonus, ora di sicuro è sotto zero, e di molto.
Meno uno per la storia del telefonino – che stupida mossa nasconderlo e poi addirittura con la SIM … ma neanche i bambini l’avrebbero fatto … disse che non gli serviva più … ma che ragionamento?!!! Ma come? un cell. si butta tutto completo, SIM compresa? E cosa ne direbbe la gentile Ludovica? Ma lui è davvero uno che ha fatto l’alpino, che è stato in Kossovo e in Afganistan e che fa l’istruttore reclute????? mi sembra assai da scartare come militare addestratore in casi di emergenza, mi spiace per lui (un po’ di vita militare me ne intendo).
Inoltre, ancora un altro punto di meno per quella faccenda del filmino delle nozze. Come ha il coraggio di far vedere al mondo il giuramento di fedeltà all’altare (“giuro di amarti e rispettarti tutta la vita”) quando sono notorie le sue in-fedeltà, i tradimenti non solo alla moglie ma a tutta la comunità dei fedeli, per chi ci crede nel Sacramento? Che atto stupido! E’ stata una mossa avvalorata dai suoi legali? Non posso credere che da quando è assistito da legali, ogni sua mossa non sia concordata con questi … che incauti legali … già li conosciamo …
Ultima cosa, io stento a crederlo colpevole (ho già scritto in proposito – e tu e qualcun altro degli ospiti del blog l’avete recentemente evidenziato con le vostre considerazioni), ma se lo fosse avrebbe fatto altre azioni stupide … le quali mi farebbero ritenere il caporal maggiore Salvatore Parolisi non degno di essere istruttore addetto all’insegnamento di “disciplina, sacrificio e lealtà”.
Mimosa

emax/massimo prati ha detto...

Io Mimosa non so più cosa pensare di quest'uomo, e la parola uomo ad oggi è alquanto ingiustificata. Credo che i suoi legali abbiano dei forti legami, a causa del caso di Sarah Scazzi, con la trasmissione ed i conduttori di Rete4 e cerchino di tenerseli buoni in modo da non alzare il livello della cacca che attornia il loro assistito. Già ci pensa Chi l'ha Visto a farcelo vedere un ominicchio, non ne servono altri.

Però, nonostante tutto, continuo a credere che non ci stia coi tempi nell'omicidio, a meno che non avesse un complice e che assieme abbiano ideato un piano stupido che non prevedesse alibi per lui.

E a conoscerlo ora non ci sarebbe da meravigliarsi. Ma come faceva Melania ad amarlo alla follia, tu l'hai capito?

Ciao, Massimo

Mimosa ha detto...

Sì, io posso capire che una donna per la "famiglia" e la prole possa accettare certe situazioni (ce ne sono tante di donne che sopportano tradimenti, botte e quant'altro ... non ti confesso che anch'io ne ho tollerate di situazioni, molto meno scabrose ma comunque fonti di grandi infelicità, per tenermi quello che volevo fermamente fosse il mio futuro e la mia sicurezza - mi viene in mente quella tua cugina - e senza raccontare nulla ai miei genitori … alla lunga, grazie a Dio, ho vinto ma quanta infelicità e quanta solitudine …)

In ogni caso io mi sono fatta l’idea che lui non l’ha proprio uccisa (per i tempi che forse puoi rileggere in quel mio post) di persona ma sa benissimo chi è stato. Credo che – forse fantastico come romanzo di fantascienza – c’entri qualcosa qualche "affare" militare … nel senso che lui sa come è andata la faccenda (ritorsione di qualche demenziale soldatessa, troppi gli indizi che depistano) ma non può proprio dirlo … ne va del suo onore di militare … e dell’onore dell’Arma … (hai presente il film “La collina del disonore” e altri film simili?). Deve coprire qualcuno … a discapito della sua vita stessa … e dell’ergastolo ….
Stupido sacrificio … ma certi militari agiscono proprio così … E aggiungo pure che gli inquirenti sanno! Altroché lo sanno...

Anonimo ha detto...

Aldilà della gogna mediatica, sempre da condannare, reputo inevitabile che la gente si appassioni ai tanti crimini efferati di cui la cronaca ci informa. I non addetti ai lavori, il pubblico in sostanza, non ha nessun dovere di imparzialità, quello ce l'hanno i giudici. Al pubblico non è richiesto di soppesare attentamente le prove e le controprove o di interpretare al meglio un'autopsia o quant'altro. La gente si fa (ci facciamo) un'opinione del caso in base al proprio vissuto personale. C'è chi ammira Parolisi perchè vede in lui, con invidia, il perfetto puttaniere, e chi lo detesta per le tante menzogne dette ad una moglie innamorata, ad un amico fraterno, ad un carabiniere che lo interroga. Alla fine si torna sempre alla solita domanda, banale, banalissima ma proprio per questo imprescindibile: se è innocente, perchè mente?

Anonimo ha detto...

Ciao Massimo, ti leggo da poco e mi piace il tuo blog.
Concordo con quanti hanno sottolineato l'incongruenza del particolare dei calzoni abbassati: qualcuno dei giornalisti che ne ha parlato ha idea di quanto sia difficile abbassare di colpo un paio di jeans, aperto o no che sia?
La difficoltà si moltiplica quanto più i pantaloni siano stretti; e poi, se fosse stata la signora a calarseli,perchè avrebbe dovuto abbassarli solo un poco? Così facendo, si può facilmente perdere l'equilibrio, rischiando di cadere a sedere sulla propria urina. Mi sembrano ipotesi non molto comprensibili.
Perchè non pensare che i calzoni siano stati abbassati dopo l'aggressione?
Triste spettacolo quello delle persone ammassate davanti a caserme e tribunali per gridare invettive: mi ricordano le "tricoteuse" sotto la ghigliottina, ai tempi del Terrore.
Ciao
Lucilla