giovedì 23 giugno 2011

Melania Rea. Non sarà facile inserire Salvatore Parolisi nel quadro omicida

Domani Salvatore Parolisi forse risponderà al Pm Umberto Monti da persona indagata. Ho scritto forse perché l'essere iscritto nel registro delle indagini da in automatico la facoltà di poter non aprire bocca, e questo ora è un suo diritto. Chiaramente tutti ci aspettiamo che rinunci al diritto e spieghi per filo e per segno anche ciò che finora, almeno è quello che crede la maggioranza della gente ed anche la famiglia di Melania, non ha spiegato in maniera plausibile. Ora il quadro per gli inquirenti è chiaro e le domande lo saranno ancora di più dato che nessuno lo ha notato al pianoro di San Marco. Quale linea seguirà quindi il caporalmaggiore? Continuerà a dire che era alle altalene con la figlia o cambierà versione? Ormai ci ha abituato a sentirgli raccontare la solita tiritera ed è probabile che non la modificherà neppure stavolta, è probabile che il racconto sia nuovamente quello, magari leggermente diverso ma sostanzialmente invariato, ed è probabile pure sia un racconto vero. Infatti se i sospetti fossero stati di portata più ampia sarebbe scattato subito l'arresto, il fatto che sia ancora a piede libero conforta ancora il dubbio e lascia la scena aperta a diverse soluzioni.

Ma è anche possibile, non si può scartare, se le risposte non fossero convincenti, o contraddittorie rispetto a quanto è emerso in sede di indagine, che l'arresto scatti alla fine dell'interrogatorio. Quindi, dato che i bonus li ha finiti, ci si aspetta qualcosa di nuovo, qualcosa di più da lui. Ma se non uscisse quel qualcosa di più? Quali scenari si presenterebbero alla procura di Ascoli? Il primo, visibile a vista d'occhio, potrebbe portarli alla convinzione di colpevolezza, il secondo, nascosto alla vista, potrebbe farli propendere per un ulteriore Jolly da regalare al Parolisi in virtù di una considerazione facile da comprendere per chi ha portato avanti fino ad ora indagini mirate solo sulla sua figura, indagini che parlano di una difficoltà soggettiva del militare nel compiere l'omicidio.

Perché è pur sempre difficile comprendere come abbia potuto far tutto nel breve tempo di un'ora, un'ora e quindici volendo stare larghi larghi, e per quale motivo abbia colpito la moglie in una maniera così particolare. Le distanze in chilometri non ammettono repliche e, pur se è vero che i giornalisti hanno parlato di tempi di percorrenza a volte anche bassi, i chilometri da fare per arrivare da Folignano a Ripe di Civitella, e scendere a San Marco, sono comunque tanti e la strada anche più breve non consente, fosse anche sgombra da altre autovetture, di volare. Per cui si possono, al limite, ritagliare delle forbici che contemplino un tempo minimo ed uno massimo, ma non dare per certo che i quindici minuti che dice di aver impiegato il giornalista, e parlo del traffico che potrebbe essere stato minore o maggiore, sia un dato reale. Ciò che è reale sono solo i chilometri da un punto all'altro.

Per cui noi sappiamo che da Folignano a Ripe di Civitella, prendendo la scorciatoia mostrataci in questi giorni nei vari programmi televisivi, ci sono circa 19 chilometri con un tempo di percorrenza che va dai 25 ai 30 minuti. Non 15 come i giornalisti si ostinano a dire. Questo anche perché occorre tenere in considerazione che c'era la piccola Vittoria in auto, e non è credibile che il padre abbia percorso la strada in stile rally. Quindi, se la partenza da casa è avvenuta alle 14.10 o poco più, l'arrivo a Ripe deve essere stabilito attorno alle 14.45 circa. E questo orario mette già in difficoltà gli investigatori che sanno delle ferite post mortem e devono calcolare un tempo credibile per l'azione delittuosa se fosse davvero stata posta in essere dal marito. Questo perché per accorciare i tempi occorrerebbe avanzare il sospetto di una sua premeditazione, di un suo piano ben preciso messo a punto nei giorni. Ed è difficile da pensare per il semplice motivo che non poteva avere in anticipo la sicurezza che in quella parte di monte, che si dice abbastanza frequentata, non ci fosse nessuno in quell'orario ed in quel giorno. Ma anche volendolo credere un essere aberrante che s'è premunito di calcolare l'azione al secondo, che sapesse o sperasse di non trovare nessuno al chiosco, e ci vogliono riscontri sicuri per dimostrarlo, i tempi restano comunque ristretti.

Mettiamo quindi che la bimba fosse rimasta in auto addormentata, e pure questo non è un fatto certo ed in ogni caso non può essere un punto a favore della premeditazione in quanto non vi potrebbe essere una sicurezza prestabilita di un eventuale pisolino, e che i due siano andati accanto al chiosco discutendo, quanto sarebbe partito il suo attacco omicida? Nell'immediatezza? Ed allora calcoliamo in dieci/quindici minuti il tempo intercorso fra l'arrivo, lo spostamento a piedi, l'attacco e la morte. Per cui, fosse stato il Parolisi, avrebbe finito all'incirca verso le 15,00 del pomeriggio, minuto più minuto meno. Ma sarebbe già in ritardo se consideriamo abbia una tabella di marcia che lo voglia al pianoro prima delle 15.25/30, e sarebbe in ritardo perché dovrebbe ancora depistare. E depistare significa aspettare quindici/venti minuti per infierire al corpo altre coltellate, depistare significa inserire le siringhe e disegnare la svastica sulla coscia, quindi vorrebbe dire partire da Ripe per andare verso San Marco sulle 15.20/25. Basta questo per scoprire che difficilmente riuscirebbe a raggiungere il pianoro in tempo, dato che ci sono altri 15/16 chilometri da fare e visto che non abbiamo considerato nemmeno i panni sporchi da gettare, difficile li abbia tenuti in auto col rischio di essere scoperto da qualcuno.

Perciò, fatti questi semplici conti, ora è più capibile il motivo per cui non sia stato arrestato. Ma altro non abbiamo considerato. Per primo il fatto che la sua auto non sia stata notata né salire né scendere da Ripe, possibile la strada fosse sempre sgombra e nei quasi 35 chilometri percorsi nei vari spostamenti non abbia mai incontrato né ciclisti né passeggiatori? Per secondo abbiamo completamente dimenticato i cani che hanno imboccato e sono arrivati in fondo al viale che lui aveva indicato aver preso la moglie. Ed il discorso che vorrebbe l'abbiano presa perché vi era passata in precedenza la bimba, che poteva aver lasciato l'odore della madre, non regge perché la piccola, come la proprietaria del ristorante e lo stesso Parolisi, ha percorso anche le altre strade girando attorno al pianoro. 

Per cui il rebus ora si infittisce perché se si vuole inserire il marito nell'omicidio occorre inserire anche un complice per fargli fare quanto per lui sarebbe stato impossibile fare. Ma l'inserire un complice farebbe sorgere altre domande in quanto il Parolisi, in quel caso, si sarebbe premunito e creato un alibi di ferro fatto anche di tante telefonate nell'immediatezza della scomparsa.

Capite quanto sia complicato inserire tutto in un quadro del genere? Chi coordina le indagini ha preferito seguire questo che cercarne altri, forse ha in mano elementi importanti che noi non abbiamo. Vedremo domani e nei prossimi giorni quali motivi l'hanno spinto nel perseverare su questa strada, speriamo siano buoni perché in caso contrario, fosse stata un'altra la pista da seguire, il tempo perso non lo potrebbe più recuperare.





28 commenti:

mercutio ha detto...

Caro massimo, nel tuo "pezzo" sei stato, non solo esauriente per l'esposizione completa delle mosse del Parolisi, ma anche meticoloso nell'esporre il computo cronologico degli spostamenti che considero molto vicino a quello reale.
Sono con te, e lo sono stato fin dal principio, circa la non colpevolezza del militare, non escludendo, però, una sua probabile conoscenza dei fatti che, per paura di aventuali rappresaglie, ed altre conseguenze, non sia ancora pronto a svelare.
A questo punto, vorrei richiamare la tua attenzione su una frase che il padre di Melania ha ostinatamente ripetuto: "non l'ha protetta abbastanza", che non è stata mai seguita dalla domanda:"Da chi?"
E la stessa domanda la ripeto anch'io: "dachi, Melania avrebbe dovuta essere protetta? e perche?"
Questa ripetuta affermazione fa nascere il sospetto (certamente in buona fede) che Gennaro Rea fosse a conoscenza, o sospettasse qualcosa che incombesse sulla figlia e sul genero.
So che anche lui ed il figlio Michele sono dei militari.
Mi dai un tuo parere?
Grazie, e ti saluto.mercutio

Luciano ha detto...

Ciao Mercuzio, anche io come te, ho fatto questa domanda a Massimo. E Massimo mi ha risposto nel post precedente riferito al delitto di Melania Rea del 21 giugno. Se vuoi puoi trovare nei relaitivi commenti il suo pensiero.
Io però, ho gli stessi tuoi dubbi.
Un saluto,
Luciano

mercutio ha detto...

X LUCIANO
Sono andato a leggere il tuo post e le risposte di Massimo, che non mi sono parse molto impegnative ( ed è giusto che rivestino tale forma, necessaria a chi fa giornalismo professionale). Le ipotesi che hai formulato collimano con la maggior parte delle mie, alle quali aggiungo la posizione presa dalla famiglia Rea, nell'avallare l'innocenza del Parolisi, anche quando si son fatti più evidenti, gli indizi a suo carico.
Tuttora, non hanno mai dato la sensazione di prendersela "direttamente" con lui.
A parte desidererei conoscere se la Procura inquirente abbia preso in considerazione le dichiarazione del magistrato Ferraro, che ha tenuto una conferenza stampa, riportata in video sul sito della Gazzetta del Mezzogiorno.
Spero, comunque di leggere il pensiero di Massimo.
Ciao, mercutio.

Luciano ha detto...

Grazie per la risposta.
Attendiamo adesso Massimo.

Anonimo ha detto...

bel pezzo, sì. chiarissimo. finalmente mi sono fatta un'idea sui tempi. @_@

Anonimo ha detto...

mi viene un ultimo dubbio. Alle 14,40 (se ben ricordo) lei riceve un messaggio dalla sua migliore amica al quale non risponde. era dunque già morta, o era impegnata a litigare col suo assassino? perchè se alle 14,40 fosse stata già morta, i tempi per organizzare la scena ci sarebbero tutti. stretti, ma ci sono Anche se sarei tendenzialmente innocentista nei confronti del Parolisi, un militare addestrato e ben organizzato non perde il controllo e fa quel che deve fare. @_@

giuseppe ha detto...

mi hanno riferito un'indiscrezione dell'ultim'ora secondo la quale Melania sarebbe stata uccisa in un altro posto, e in seguito trasportata lì.
Se questa indiscrezione si rivelasse scontata, appare evidente come ci manchino (a noi "civili") molti particolari del puzzle, ad esempio le analisi sulla vettura del Parolisi...

Per quanto riguarda gli orari, non ricordo se qualche vicino ha visto Melania uscire di casa (non mi pare) e a che ora sia stato visto uscire Parolisi.
L'unico orario insindacabile è quello delle 13.42, quando Melania ha riattaccato la cornetta a sua madre: era sicuramente in casa, ed era sicuramente viva.
Se è stata uccisa in un luogo diverso dal ritrovamento, non so come si combinano gli orari.
Ripeto ancora una volta di essere possibilista riguardo alla colpevolezza del marito, certo il fatto che Melania sia stata trovata morta nello stesso luogo dove si reca il marito per lavoro, dove hanno avuto un rapporto sessuale 10 giorni prima, quando il giorno prima ha detto all'amante che quel giorno avrebbe lasciato la moglie... mi fa pensare che Parolisi debba essere in qualche modo coinvolto, volente o nolente, perchè la probabilità del maniaco estraneo alle loro conoscenze appare sempre più improbabile!

Un'ultima cosa, purtroppo imprecisa perchè vado a memoria:
l'odore di Melania potrebbe risalire a qualche decina di giorni prima, quando si erano ritrovati con degli amici per fare un picnic, proprio presso il monumento dove si interrompono le indicazioni dei cani (non ricordo dove l'ho letto e quindi prendetelo per quello che è).

Luciano ha detto...

X Anonimo:
Sul messaggio inviato dall'amica a Melania, lo stesso, in base a quanto è stato detto nei primissimi giorni successivi al ritrovamento, sarebbe stato inviato al cellulare che Melania aveva a casa sotto carica (se non ricordo male si parlava di una scheda wind). Infatti parlavano dello "secondo" cellulare di Melania ritrovato a casa, e che aveva fatto "sparare" ai pseudo-giornalisti-sciacalli la notizia di una doppia vita di Melania.
Nei giorni successivi poi, lo scenario è stato completamente capovolto e si è svelata la doppia vita del marito.

Anonimo ha detto...

x me e' innocente io cercherei in caserma. ma li e. tutta un'altra storia c'e' di mezzo una caserma e' allora .........meglio stare zitti

emax/massimo prati ha detto...

Scusate, sono tornato ora.
Andiamo con un ordine cronologico.

Ho scritto che è uscito dopo le 14.10 perché ci sono due vicini che l'hanno visto, ci sono le testimonianze, quindi l'ultimo orario non è quello delle 13.42, quando è finita la telefonata con sua madre, ma le 14.10 (minimo) quando sono partiti. Si è detto che dopo la telefonata ha mangiato una piadina imbottita ed ha cambiato il pannolino alla bimba.

Se fosse andato direttamente al pianoro avrebbe impiegato sui dieci minuti, quindici sono troppi. Quindi sarebbe arrivato sulle 14.25. Lui ha testimoniato che 5/10 minuti e Melania ha detto che doveva andare al bagno, quindi la telefonata delle 14.40, che nei tabulati è leggermente successiva, può esserle arrivata mentre era in strada. Ma oltre a questa ve ne sono tante altre perché l'amica dopo averle mandato un messaggio al wind, era a casa sotto carica, scrivendole che la stava chiamando con il cellulare della madre (aveva timore che non avesse risposto alla prima chiamata perché sul display di certo le appariva un numero sconosciuto), ha riprovato svariate volte al Tim.

Ma non è detto che non abbia risposto perché ha visto un numero sconosciuto, può darsi anche non abbia sentito la suoneria, perché neppure io quando metto il telefonino nella tasca sul retro dei pantaloni lo sento suonare (ed ho anche la vibrazione) a meno che non ci sia un silenzio assoluto e non sia impegnato a pensare ad altro (ma il mio è un caso limite come dice mia moglie).

In ogni caso, non fosse stato il marito ad ucciderla, è chiaro che il cellulare dopo la prima chiamata, o comunque in quei momenti, è passato di mano e lei non ha potuto rispondere.

Per pensarla invece morta alle 14.40 a Ripe occorre credere sia stata uccisa in auto o nei primissimi istanti dopo l'arrivo, ma primissimi proprio perché 19 chilometri in una strada con curve e in salita, con una bambina in auto, non consentono l'arrivo in meno di 25 minuti. Inoltre un'auto che corre si fa notare.

Dieci giorni prima Melania era stata sul pianoro, è vero, ed aveva fatto quella strada, a detta del Parolisi, assieme ad una amica proprio per andare al bagno del ristorante. Però i cani arrivati in fondo alla strada non hanno svoltato vero il ristorante ma verso il monumento ai caduti, che si trova dalla parte opposta, fermandosi a cinque metri dal monumento stesso.

Quindi si presume che se avessero seguito l'odore di dieci giorni prima avrebbero dovuto girare verso il ristorante e non verso il monumento.

Per parlare della frase del padre di Melania che a voi è parsa sibillina, il mio pensiero potrebbe vederla come il vostro solo se pensasse che ad ucciderla sia stato qualcuno che già aveva minacciato, o perlomeno fatto capire, o il Parolisi o la moglie. Ma dato che non risultano al momento minacce non vedo il motivo di farla diventare una sorta di frase in codice segreto. Ripeto, un padre si aspetta che il marito di sua figlia la protegga come l'ha protetta lui.

Però, come sempre, è una mia idea. E potrebbe anche rivelarsi sbagliata se scoprissero dei collegamenti con strani traffici, collegamenti ancora neppure ipotizzati dalla procura.

Ciao, Massimo

Giuseppe ha detto...

Ma quindi occorre ammettere che esiste una possibilità che Parolisi abbia avuto il tempo -seppur risicato- di uccidere la moglie, giusto?
Una possibilità non vuol dire che sia probabile, o che sia l'ipotesi migliore, ma personalmente preferisco escludere una teoria solo se é "scientificamente" esclusa...
Scommetto che gli inquirenti hanno dei dati riguardo il telefono di salvatore e melania, ho letto che si sta impiegando una nuova tecnologia (Sfera?)
L'altro dato "scientifico" che sta emergendo, é l'assenza di riscontri alle altalene: le foto scttate dai ragazzini hanno indicato l'orario, e fotografano il luogo dove Parolisi dice di aver parcheggiato, mostrando la staccionata deserta-
Questo é un fatto più tangibile rispetto a 40 persone che non ricordano nessuno dei tre

emax/massimo prati ha detto...

Ciao Giuseppe. Scientificamente non puoi escludere mai nulla. Tutte le teorie ed i fatti a cui non abbiamo partecipato personalmente hanno due lati a noi sconosciuti. Quindi si può dire che non si può escludere il Parolisi dall'omicidio della moglie, ma anche che c'è la possibilità che gli americani non siano mai stati sulla Luna.

Però, scherzavo e ti prego di scusarmi, se vogliamo inserire il marito nell'omicidio dobbiamo tornare a parlare di premeditazione, perché se la sua furia non fosse stata premeditata, e l'ira fosse scaturita da un litigio, il tempo del litigio dovremmo considerarlo ed aggiungerlo (e non è che uno uccide dopo una litigata di cinque o dieci minuti, al massimo dopo quel tempo se è manesco picchia, non accoltella). Per cui, l'avesse premeditato (occorrerebbe anche capire il motivo per cui volesse la moglie morta), dovremmo capire da dove scaturiva la sua certezza sul fatto che la bimba di certo si sarebbe addormentata e che al chiosco in quell'orario, in quel giorno, non vi sarebbe stato nessuno.

A meno di pensare ad un litigio in auto, ed allora la figlia sarebbe rimasta sveglia ed avrebbe dovuto assistere impotente al massacro successivo. E' pensabile? No perché nei bimbi di quell'età lo spirito di emulazione è ad un livello molto elevato e la piccola avrebbe dovuto riprodurre la scena, anche usando un bastoncino, nei giorni successivi con chi le vuole bene.

Quindi, per spiegarmi meglio, se l'uomo avesse predisposto tutto nei minimi dettagli, portando al chiosco i vestiti puliti con cui cambiarsi e preparando il delitto già dal giorno prima, ed una volta sceso dall'auto l'avesse rincorsa ed ammazzata subito... sì, potrebbe avere ucciso la moglie ed aver inscenato il sequestro al pianoro, ma i panni sporchi gli sarebbero comunque restati in auto ed il rischio di essere visto, fosse stato solo ad uccidere e quindi senza complici, era alto. Fra l'altro l'auto è stata perquisita ed analizzata nella prima settimana, furono trovate due minuscole gocce di sangue
(mestruazioni dell'amante).


E' chiaro che a priori nessuna teoria è esclusa, e se il marito di Melania fosse un bastardo con la B maiuscola la possibilità che sia stato lui ad ucciderla, anche in base alle persone che non l'hanno visto al pianoro, quelle presentatesi o trovate dai carabinieri sono una decina non 40 (fonte Chi l'ha Visto), esiste ma, e ritorno al titolo dell'articolo, non sarà facile inserirlo nel quadro omicida

Massimo

giuseppe ha detto...

in generale, non posso che concordare con te.
Ma ci sono un paio di cose che mi fanno rimuginare...
Ho una figlia di due anni, e anche se non posso giurare che tutti i bambini siano uguali, so che nella prima mezz'ora di sonno (soprattutto pomeridiano) è quasi impossibile svegliarla per un rumore, anche molto forte.
certo, non ho mai accoltellato una persona accanto a lei... ma se la piccola Vittoria stesse dormendo in macchina, forse non sentirebbe cosa avviene a pochi metri dalla macchina (o un litigio in auto, che potrebbe essere iniziato con toni violenti, ma sottovoce proprio per non svegliarla).
In questo modo si sovrapporrebbero i tempi del tragitto a quelli di una litigata "mortale" (io non propendo per la premeditazione).
Questa ricostruzione giustificherebbe l'anello scagliato per rabbia (che è troppo poco per supportare un'accusa, ovviamente)
..però questa ricostruzione sarebbe smentita se l'esame autoptico asserisce che non è stata uccisa nel bosco... sempre che il sangue non si sia disperso nel terreno particolare composto di aghi di pino; o che non sia stata uccisa in un altro punto del bosco, non ancora individuato, e poi trasportata vicino al chiosco (e se non ci sono segni di trascinamento, un uomo da solo si sarebbe sporcato ulteriormente)

non so davvero cosa pensare, si tratta di un vero rompicapo...

lori ha detto...

Caro Giuseppe, non tutti i bambini hanno il sonno profondo come la tua..mio figlio, ai tempi, si svegliava solo a sentir volare una mosca

lori

Luciano ha detto...

Ciao Massimo,
a dire il vero, i vicini hanno testimoniato di aver visto in macchina, in maniera certa, Salvatore Parolisi e la figlia Vittoria. Non hanno detto di aver visto con certezza Melania in macchina. Nella puntata di "Chi l'ha visto" dell' 8 giungo, il vicino dice di aver visto Melania sul pianerottolo della scala, di averla salutata, ma che con ogni probabilità era diretta verso l'ingresso di casa sua, non verso l'uscita esterna. E poi conferma di ricordare, con certezza, di aver visto in macchina Salvatore Parolisi e la bambina. Quindi non abbiamo nemmeno la certezza che Melania sia uscita di casa a quell'ora, e soprattutto con il marito.
Capisco che non può significare nulla. Ma se parliamo di certezze, l'uscita di Melania con il marito alle 14:10 circa del 18 aprile, non è una provata certezza.
Luciano

Anonimo ha detto...

ho proprio paura che la prova fotografica del ragazzo, proprio all'ora in cui il Parolisi asserì di essere alle altalene con la famiglia, lo inchiodi alle sue responsabilità. E' altamente probabile se non certo che il Parolisi, a colle San Marco, non ci andò affatto. @_@

mabruk ha detto...

le foto sono una prova delle sue menzogne... che dica finalmente la verità se è stato lui oppure se è successo qualche cosa che non ha mai raccontato ... penso che chi mente nasconde qualche cosa o la sua responsabilità o quella di altri!!!

mabruk ha detto...

ps: rimango basita da chi gli ha scritto che è bello e che lo vuole anche se è un assassino .... a me personalmente fa l'effetto contrario e penso che molte donne sono malate!!!

marcutio ha detto...

@Luciano
Ricordo anch'io la dichiarazione del vicino di casa di Parolisi. Infatti, affermava che aveva visto uscire la "macchina", ma che NON aveva potuto vedere bene chi era all'interno.
Speriamo che nel corso dell'interrogatorio di stamane, presso la Procura, possa fornire delle spiegazioni a tanti interrogativi.

nico ha detto...

Anche io Massimo sono propensa a non dare un valore nascosto all'affermazione del padre di Melania. Piuttosto mi sembra normale che un uomo - dopo aver saputo che la figlia soffriva con il marito anziché essere felice, che il tradimento per Parolisi era la norma, che Melania aveva anche chiamato l'amante Ludovica per chiedere la fine della storia - beh, si trovi a pensare che non é stata abbastanza protetta. Non tanto da situazioni pericolose quanto da una relazione matrimoniale insincera, triste e faticosa.
Purtroppo non credo invece che la presenza di Vittoria sia una garanzia sull'innocenza del padre. Troppi gli esempi di uomini (o donne) che hanno ucciso in presenza di figli - piccoli o grandi che fossero. Ogni volta che ho visto il filmato di Melania e Salvatore che con la bimba entrano nel supermercato, ho avuto la sensazione che lei fosse alterata, mi ha sempre dato l'impressione di andare avanti veloce per evitare la vicinanza con il marito. Almeno, io quando sono arrabbiata con mio marito se per caso siamo per strada tendo a ''fuggire'' in avanti per dimostrare il mio disappunto. E' molto frequente, molto tipicamente femminile come atteggiamento. Puo' essere che gia' da prima fosse iniziato un litigio che ha progressivamente messo Parolisi con le spalle al muro, puo' darsi che l'aggressione sia avvenuta appena arrivati. Melania esce dall'auto alterata, va verso il retro per non farsi vedere dalla figlia, pronuncia minacce, lancia l'anello. Se Vittoria é in auto nel seggiolino neanche puo' girarsi, né tantomeno capire cosa succede. Il marito le é addosso e in poco la uccide. Nei tempi ci sta anche il depistaggio, ma puo' permettersi di cercare l'anello che quindi resta lì. Parolisi sale in auto e vA verso COlle San Marco. Puo' non essere andata così, chiaro, ma mi sembra che questa come altre ipotesi sia verosimile.Ciao

Anonimo ha detto...

Si avvarrà della facoltà di non rispondere.
Almeno ci risparmierà un ' altra filiera di palle...
Una curiosità : lei e' un giornalista professionista ??
Ale

Luciano ha detto...

Letta l'ultima indiscrezione suli risultati dell'autopsia?
A quanto pare, dicono che Melania sia stata uccisa rompedogli l'osso del collo, prendendola da dietro, con una mano in bocca e l'altra a fargli girare il collo, spezzandolo.
Se questo fosse vero, oltre che a confermare il fatto che l'assasino potrebbe far parte di un corpo militare, andrebbe a semplificare il trasporto di un cadavere privo di perdite di sangue. Poi una volta "scaricato" alle casermette, aver inscenato lo scempio con delle coltellate.

lori ha detto...

si Luciano, ho appena letto

Melania, è stata uccisa da un militare L’assalto alla sentinella

Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori Melania sarebbe stata messa a tacere con una mano sulla bocca, poi le sarebbe stata procurata una forte torsione del capo e successivamente sarebbe partita la prima delle 32 coltellate che le sono state inferte.

http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=Melania%2C+%C3%A8+stata+uccisa+da+un+militare&idSezione=11286

e questo potrebbe aggravare la posizione del Parolisi, vedremo cosa dirà oggi e se si avvarrà della facoltà di non rispondere

lori

Luciano ha detto...

Se si avvarrà della facoltà di non rispondere, aggraverebbe la sua immagine nel cuore e agli occhi della famiglia di Melania, e dell'opinioni pubblica intera.
Un marito a cui hanno ammazzato la moglie "amata", deve fare di tutto per collaborare con la giustizia, anche se la stessa giustizia ce l'ha con lui.
Invece, avvalendosi della facoltà di non rispondere, e quindi non collaborando, non sarebbe certo d'aiuto nell'individuazione dello sporco omicida, e aumenterebbe i dubbi che affoscano la sua immagine attuale.

Elvira ha detto...

Purtroppo si è avvalso della facoltà di non rispondere e questo, pur essendo un suo diritto, non depone a suo favore e quindi o è stato lui o sta coprendo chi è stato. In entrambi i casi con il suo comportamento di oggi si è dimostrato un ominicchio non degno, secondo me comunque vadano le cose, di guardare negli occhi la sua piccola bambina.

nico ha detto...

sono d'accordo con te Elvira. Povera Vittoria, spero che potra' passare tanto tantissimo tempo con i nonni.

Manlio Tummolo ha detto...

Non entro nel merito della vicenda. Come mio costume mi occupo piuttosto delle metodologie. Questi giornali parlano assai spesso a vanvera, e c'è il solito Cirillo esperto di tutto, che attribuisce ai militari un addestramento da assassini. L'altra volta sosteneva che le avessero tirato giù i calzoni per impedirle di correre (come se fosse semplice...), adesso qualcuno le spezza il collo e poi le infligge coltellate. Assalto alla sentinella, addirittura !!! Ma se riesco a spezzare il collo (le vertebre cervicali) ad una persona, non c'è bisogno d'altro, perché dovrei perdere tempo a infliggere pugnalate, sia pure per depistaggio, col rischio di lasciare o di ricevere segni dell'omicidio? Ma poi, non ci sono precipizi da quelle parti ? Non era più comodo spingerla giù di colpo, dopo averle spezzato le ossa cervicali ? La sensazione è che chi insiste sulla natura "militare" dell'aggressione, vuole per forza attribuire ad un militare la responsabilità. Ciò che mi lascia perplesso in questi eventi è che l'Esercito e la Procura Militare tacciano: la figura complessiva che ne esce dalle nuove Forze Armate "volontarie" non è proprio brillante...

emax/massimo prati ha detto...

Scusatemi ma oggi sono dovuto andare a Roma e sono tornato tardi.

Ho notato che vi ha infastidito non poco il silenzio del Parolisi.

Volevo fare due precisazioni. Che Melania possa essere tornata in casa a recuperare qualcosa, forse qualche soldo visto che il suo portafogli al ritorno del marito non era nella borsa ma su una scrivania, non significa che poi non sia ridiscesa e salita in auto. Significa solo che alle 14.10 era ancora viva e che sono partiti subito dopo.

In caso contrario chi l'ha portata a Ripe? Chi l'ha uccisa?

Per parlare delle foto occorre sapere se l'orario è stato sincronizzato dal ragazzo che aveva la digitale. Io quando ho acquistato la mia per un anno ho continuato a fotografare con l'orario in avanti di un'ora, mi pare fosse sincronizzato su Londra (ma potrei sbagliare).

Forse è per questo che gli inquirenti fanno più affidamento su una coppia di anziani che è rimasta diverso tempo su una panchina a ridosso delle altalene. E pare vi fossero anche dalle 14.30 in poi e non abbiano notato nessuno. Ma le testimonianze vanno sempre prese con le molle, anche se tante che puntano in una direzione possono essere intese quale prova.

X nico. Tu fai supporre che se la bimba era in auto sveglia li ha ascoltati litigare in silenzio, la mia se io e sua madre litighiamo in auto inizia a piangere, ed all'arrivo non ha visto l'aggressione perché rimasta sul seggiolino. Fosse così avrebbe dovuto aspettare tanti minuti dato che i panni sporchi erano da togliere e da nascondere, dato che il padre si doveva poi lavare dal sangue, rivestire ed infine andare nuovamente a colpire la moglie col coltello, inserirgli la siringa nel petto e disegnare la svastica nella gamba.

O Vittoria è una bimba buona buona a cui va bene tutto, o la mia, seppur si chiami Angelica, è un piccolo diavoletto perché se io sono all'esterno dell'auto lei mai starebbe all'interno per 25/30 minuti, quelli persi dal Parolisi se fosse stato l'assassino della moglie.

Certo, potrebbe averla lasciata piangere... ma non è pensabile perché un pianto a dirotto di mezz'ora in un bimbo di diciotto mesi lascia gli occhi rossi per più di un'ora.

Ed io se mia moglie prima di morire mi lanciasse addosso un anello lo recupererei dato che, fossi il suo assassino, saprei bene in che punto lo ha lanciato. Ero o non ero presente?


Ciao, Massimo