mercoledì 25 maggio 2011

Melania Rea. Due ciclisti l'hanno vista al Colle di San Marco... ma questo i gionalisti non lo dicono


Passano i giorni, aumentano i sospetti su Salvatore Parolisi ed ogni minima sciocchezza, quale può essere una ragazza salita in auto una notte di oltre due anni fa, diventa un atto di accusa valido per affossarlo e farlo arrestare. I giornalai del terrore alzano la voce e si stagliano uscendo dal coro e bachettando quelli di loro che la pensano diversamente. E' il caso di Andrea Acquarone che, essendo poco pubblicato ultimamente su "Il Giornale", va in schermo a pizzicare l'inviata napoletana de "La Vita in Diretta" perché, a suo modo di vedere, l'essere garantisti non va bene e non giova alla causa giornalistica. Per cui si insiste e si parla solo del nulla che non serve alle indagini ma solo a portare nuovi adepti alla grancassa mediatica. Ed io mi chiedo perché si mettano in video e sui quotidiani solo le notizie, non confermate o equivoche, che nuociono alla causa del marito di Melania. Perche non si dice che ci sono due ciclisti che con molta probabilità hanno visto la donna verso le 14.40 a Colle San Marco?

Non mi si dica che la ragione va ricercata nel fatto che non c'è stata conferma da parte degli inquirenti perché è ormai un mese che non vi è conferma di nulla e si pubblica di tutto! Questi ciclisti, seppure con versioni leggermente differenti, esistono ed hanno dichiarato ai procuratori di averla notata, con settanta probabilità su cento era proprio lei, mentre parlava con due donne. L'indiscrezione, ad essere precisi, è ancora più ricca di particolari perché si dice l'abbiano vista salire in auto ed andare in direzione San Giacomo, quindi verso il bosco delle casermette. A dire il vero solo uno ha detto di averne viste due, l'altro ne ha notata solo una, ma poco importa quante fossero perché il fatto importante è che sulla provinciale, quindi a ridosso del ristorante, Melania è stata vista. Era lei? Non era lei? Si trovava veramente vicino al monumento? Era più giù? Era più su? In ogni caso, visto che sono uscite le notizie più disparate, anche questa era da dare perché non è di oggi ma di giorni e giorni fa. E dato che l'Acquarone dice di avere informatori solidi in procura mi chiedo com'è possibile che non ne sapesse nulla? Così come lui anche tutti gli altri, che da un mese stazionano sul suolo ascolano, non ne sapevano nulla?

Pare che qualcuno faccia "Il gioco del tonto". Lo so, non lo so, forse sì o forse no. Io ad esempio non capisco perché il Giacinto Pinto, inviato anche lui per "La Vita in Diretta" (staziona ormai perituro col suo notes nero davanti al tribunale di Ascoli), che si è sentito obbligato, giorni fa, a dire che un signore lo aveva avvicinato dicendogli che il Parolisi era andato anche da lui ha chiedere informazioni su un appartamento, notizia che prima di dare avrebbe dovuto verificare almeno andando a controllare se l'appartamento in questione esistesse realmente, non si sia sentito obbligato anche a parlare dei due cicloamatori che, come tutti gli altri, siano militari, uomini e donne oppure vicini di casa, sono stati sentiti dai procuratori. Non servivano a rafforzare l'argomento? Non erano idonei ed avrebbero distolto l'attenzione da ciò che maggiormente tiene banco? Dai tradimenti che, ad essere sinceri, ormai hanno rotto i cosidetti.

Ed i giornalisti d'oggi, se fossero stati quelli di un tempo i ciclisti li avrebbero già trovati, non sono d'azione, si è capito che sono stanziali in quanto dietro la loro figura si staglia sempre il medesimo paesaggio, e per partire necessitano di una spinta. Ora l'input l'hanno avuto, la notizia è uscita e chissà che nel giro di qualche ora non riescano, con l'ausilio di qualche caffé omaggio, ad avere i nomi dei testimoni in bicicletta. Chissà non riescano a parlare anche di questi e, meglio ancora, con questi. Sarebbe la prima informazione data in favore di chi, a detta di tutti loro, non è indagato ma, come dichiarato in diretta dall'Acquarone, dopo il prossimo interrogatorio uscirà in manette. E questo perché? Perché ha detto troppe bugie. Ma io vorrei si mettesse nei panni del Parolisi per vedere se, speriamo mai gli capiti, una volta ritrovata la moglie uccisa la sua prima preoccupazione sarebbe quella di mettere in mano agli inquirenti, sputtanandosi da subito davanti alla famiglia di lei, il telefonino regalatogli dall'amante. 

Vorrei vedere se ai Pm davvero farebbe il conto delle donne che si è portato a letto durante il matrimonio. Se lui, al contrario di quanto fatto dal Parolisi, dicesse il nome, mettendolo in piazza, di chi non ha motivo di credere assassina o di chi forse, visti i due anni passati, probabilmente non ricorda neppure più. Ma santo il cielo, quanti uomini sposati vanno a puttane, scusate volevo dire con le escort, in Italia? Quanti hanno l'amante che abita nella porta accanto o lavora nello stesso ufficio? Sono tutti potenziali assassini? No, direbbero tanti giornalisti, tutti non lo sono ma uno è probabile lo sia. 

Nonostante queste continue insinuazioni ieri sera Salvatore Parolisi ha innalzato in cielo, durante la fiaccolata tenutasi a Somma Vesuviana, una piccola mongolfiera bianca. Il paese, strettosi attorno alla famiglia di Melania, e soprattutto alla figlia Vittoria, ha partecipato in massa nonostante piovesse. E per non dar adito a voci di gelo fra le famiglie la madre di Melania, che di solito come da lei dichiarato in diretta tivù non scambia con nessuno il segno della pace, ha dato la mano al genero. Se lo ha fatto lei, che lo conosce meglio di tutti noi, perché non lo fa la stampa? E se proprio una mano non riesce a dargliela... perché non fa un lavoro omogeneo ed omette il particolare quanto va favore del Parolisi?




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Carmela Rea




15 commenti:

Luciano ha detto...

Ciao Massimo, colgo l'occasione per rinnovarti tutta la mia stima per il lavoro di ricerca e di setaccio da te svolto.
Voglio però lasciare un commento a questa notizia, che se confermata, mi fa sorgere qualche dubbio.
Se veramente era Melania la donna vista dai 2 ciclisti, insieme ad una o due donne, quale motivo avrebbe avuto per salire su un'auto e allontanarsi dal marito e dalla figlia, senza nemmeno avvisare il Parolisi col cellulare?
Esiste una spiegazione logica a questa eventualità?
Tu, Massimo, hai magari già fatto una possibile ricostruzione, nell'eventualità che questa indiscrezione sia vera e che la donna era effettivamente Melania Rea?
Io non ce la vedo una mamma, con marito e figlia, che si avvia per andare in bagno, e invece si allontana in auto senza avvisare il marito, che non vedendola arrivare in tempo utile, si sarebbe sicuramente preoccupato e allarmato.

Luciano ha detto...

Massimo volevo farti una domanda: che tu sappia, sulle siringhe o sul laccio emostatico sono state ritrovate impronte e/o tracce di DNA?

emax/massimo prati ha detto...

Impronte no dna si, una traccia maschile ed una femminile.

Per quanto riguarda le donne. Io non so se le testimonianze siano attendibili o meno, so che "Il resto del Carlino" ed altri quotidiani locali la notizia la danno mentre le testate nazionali e le televisioni finora l'hanno taciuta.

Poi, come hai immaginato, una spiegazione prima di scriverla me la sono data, non ho mai scritto alienità. E, per come la vedo io, diverse sono le possibilità dato che, da come l'hanno descritta, Melania non si è mai sottratta a un chiarimento.
Una probabilità è che almeno una delle due la conoscesse, e ci vuole poco a dire "sali che ti devo parlare un attimo", tu non saliresti? Poi un coltello puntato al collo fa il resto.
Un'altra è che almeno una fosse vestita da militare. Anche in questo caso il dire "devo parlarti di Salvatore, sali" non solo l'avrebbe fatta salire, sempre pensando di appartarsi a poche centinaia di metri naturalmente, ma l'avrebbe invogliata a salire per scoprire cosa avrebbero potuto dire del marito.
Ma c'è anche la possibilità non la conoscessero affatto. Se tu fossi partito da un parco da cinque sei minuti e qualcuno ti arrivasse da dietro e ti dicesse "sali che la bambina è caduta e s'è fatta male" cosa faresti? Correresti a piedi o saliresti?
Come vedi le risposte sono, come sempre più di una... e tutte plausibili.

Ciao Luciano, Massimo

Luciano ha detto...

Sai Massimo, sempre nell'eventualità che la notizia e il riconoscimento certo di Melania da parte dei ciclisti, fossero confermati, io sarei più propenso a supporre una delle due prime ipotesi, non quella della bambina (ma questo conta poco!). Comunque dovevano essere in due. Non si fanno 18 Km in macchina, senza una reazione da parte di Melania. E poi non tralasciamo la presenza di laccio emostatico e siringhe. Chi potrebbe averle sempre a portata di mano? Magari provengono dall'infermeria della Caserma?

emax/massimo prati ha detto...

E lì era in atto una esercitazione e quando ci sono quegli assembramenti la "jeep infermeria" c'è sempre.

Ma a pochi chilometri da Ripe c'è anche un ospedale con tanto di centro "sert" per il recupero dei tossicodipendenti. E ti dico ancora di più, a Teramo ci sono alcune persone di circa sessant'anni che improvvisamente, da un paio d'anni a questa parte, hanno cominciato a bucarsi con l'eroina, un fatto incredibile, non chiedermi come lo so ma è probabile che se fai una ricerca in internet la notizia, data da un dottore che segue queste persone, la trovi.

Quindi, se di depistaggio si tratta, occorre cercare chi potrebbe avere avuto accesso alla siringa ed al laccio, quindi ad una probabile infermeria. Ma se non è un depistaggio, come ultimamente si sente sempre più spesso dire, occorre cercare chi poteva prendere, magari senza essere visto, lacci e siringhe, persone quindi che frequentassero un ospedale o un centro in cui si fa la cura del metadone.
Ciao, Massimo

Luciano ha detto...

Massimo, sbaglio o tu, con i miei assist ci vai a nozze? ;)

emax/massimo prati ha detto...

Finché mi fai le domande che mi sono già posto... sì. Ciao Luciano. Massimo

Mimosa ha detto...

Ragioniamo ancora un momento sui particolari: sulla siringa da dialisi e sul laccio emostatico non sono state trovate impronte, ma DNA solo sulla siringa, e addirittura uno maschile e uno femminile. Non pare strano?
Posso capire che chi li avesse adoperati per gli usi diciamo”sanitari” avesse indossato i guanti (è più che normale), quindi niente impronte, ma come mai due DNA? Le siringhe sono sempre mono-uso, chi avrebbe fatto un’insulina a due persone adoperando la stessa siringa?
Si è indagato sui diabetici della provincia o province o dei militari di Chieti o delle soldatesse dello scaglione che il 21 aprile doveva prestare giuramento?
Mimosa

emax/massimo prati ha detto...

Chi ha parlato di insulina? Da che ne so io si è sempre parlato di due tossici, un maschio e una femmina, che si sarebbero bucati con la stessa siringa. Se hai particolari sulla presenza di insulina dimmi da dove li hai presi perché sarebbe davvero interessante approffondire. Ciao Mimosa, Massimo

mabruk ha detto...

A questo punto il Parolisi deve fare i nomi di tutte le donne con cui ha avuto una relazione e così aiutare gli inquirenti: è più importante trovare l'assassino che la brutta figura che farebbe lui!!!

Mimosa ha detto...

Ciao Massimo, di siringa di insulina l'ho sempre sentito dire quasi dall'inizio e ripetuto più volte sia al "Pomeriggio sul2" sia alla "Vita in diretta" (non più tardi dell'altra settimana, anche), e mi pare di averlo pure letto da qualche parte.
Qualche lettore potrebbe confortare il mio ricordo?
Mimosa

Mimosa ha detto...

Massimo, ho fatto una ricerca nel web e ho trovato questo, intanto: http://www.quotidianodabruzzo.it/cronaca/4306/melania-inquirenti-in-missione-a-roma.html *assenza di tracce di Dna di Parolisi e della moglie sull'involucro esterno di una siringa da insulina piantata nel seno della donna*
Ma nel frattempo ho scoperto, rileggendo qua e là, che la siringa era vuota, ossia mai usata.
Le impronte erano sull'involucro, particolare che mi era sfuggito!
Ciao, per ora buona notte, Mimosa

Mimosa ha detto...

Errata corrige al mio post del 27 maggio ore 01.11: non "impronte" ma "tracce" (rettifico).

Mimosa ha detto...

Oh, bene … stasera a Quarto Grado (di venerdì 10 giugno) la giornalista Scampini ha riferito come “nuova indiscrezione fatta ai giornalisti dagli inquirenti” che le siringhe ritrovate erano due, una conficcata nel petto della povera Melania e un’altra “a fianco del corpo” … ma se la memoria non mi inganna (non vorrei fosse un mio ‘sogno’) in uno dei primissimi servizi fu riferito di due siringhe, e tale notizia fu ripresa per un paio di volte e poi basta.
Questo rinforza l’opinione del bosco mal frequentato
… però sulla seconda siringa non è trapelato nulla in merito a tracce o impronte o residui di liquidi eventualmente contenuti.
A proposito di oggetti ritrovati e oggetti perduti, questa sera Salvatore Parolisi, nella sua lunghissima intervista in diretta nello studio di QG, disse che frequentemente la moglie lasciava a casa (o in auto) la borsetta, anche per andare a fare spese …
Signori miei, in milioni di famiglie italiane è il marito che apre il portafogli per saldare il conto.
In merito alla questione del caffè da prendere al bar, Parolisi ha detto che Melania aveva sempre qualche spicciolo nelle tasche e che se non avesse avuto neanche un soldo, glielo avrebbe detto. Con ciò ipotizza che l’assassino se ne fosse impossessato … altro depistaggio.

Mimosa ha detto...

Hei, sono diventata SPAM?
Ora ci riprovo.
Stasera a Quarto Grado di venerdì 24 giugno la giornalista Scampini ha riferito che “sempre da indiscrezioni” le siringhe ritrovate erano TRE ... (ma ancora uno solo il laccio emostatico).
L'encomiabile Meluzzi suppone che tutta la "messa in scena" è frutto di premeditazione, nel senso che l'omicida o, meglio, la "bulla militare assassina" (così l'ha definita), si è portata tutto da casa ...