lunedì 2 maggio 2011

Carmela Rea. Dov'è finita la borsetta di Melania?

L'ho scritto e riscritto che non c'era da scavare nella vita di nessuno, che forse bastava cercare meglio fra gli sbandati della zona. Da soli due giorni, però, i procuratori stanno facendo quanto io speravo si facesse da subito. Finalmente sono partiti ed hanno iniziato ad ascoltare, in maniera velata anche ad indagare, le persone passate il lunedì della scomparsa di Melania sul Colle San Marco. Non è ancora il massimo e non lo fanno perché credono in maniera ferma e convinta sia la pista giusta, lo fanno perché le prime anticipazioni del Ris, che in procura sono arrivate, escludono il dna di quelli inizialmente dai Pm, ma essenzialmente dai giornalisti, sospettati. Anche i quotidiani, molto lentamente, si stanno arrendendo, e quelli che hanno insistito per due settimane coi pregiudizi si sono dovuti piegare all'evidenza. Non si sa ancora se potranno durare. Gli ultimi spasimi pieni di fango sono stati scritti sul "Corriere della Sera", giornale di grande caratura che ha influenzato, con quanto riportato, anche le trasmissioni ed i telegiornali televisivi.

Ma il giornalista che ha portato l'articolo all'editore dovrebbe spiegare in pubblico il modo usato per intervistare l'amica del paese d'origine di Melania Rea e da dove ha ricavato certe informazioni. Perché un conto è il dire che, come una qualsiasi coppia, lei e il marito ogni tanto litigavano, litigi della durata di una mattinata, ed un altro è l'inserire un'aggiunta all'articolo ed affermare che anche gli investigatori erano al corrente dei frequenti litigi. Ed avrebbe dovuto mettere un riferimento certo per confermare la verità delle ultime furiose liti avvenute la sera precedente e la mattina dell'omicidio. Non li ha messi perché quanto da lui scritto non era vero. Era una falsità che non meritava di finire su un giornale così stimato. Ed in effetti che fossero falsità prive di ogni riscontro oggettivo lo ha confermato Sonia, l'amica di Folignano che abita proprio di fronte alla casa di Salvatore Parolisi. Su un quotidiano di Ascoli si è affrettata a smentire la veridicità della notizia ed a dire che lei in due anni non ha mai assistito ad un litigio e che anzi, come ammesso anche da Imma a Chi l'ha Visto, l'amica che nell'intervista al Corriere avrebbe affermato il contrario pur non sentendola da tempo, i due facevano venire il diabete tanto erano smielati in pubblico.

Per calcare la mano ha anche detto che la sera precedente, quella in cui ci sarebbe stato il litigio furioso, Salvatore e Melania avevano cenato a casa sua e, mentre i mariti guardavano la partita in televisione, lei e l'amica stiravano e facevano progetti su dove andare il primo Maggio. Insomma Sonia ha voluto far capire a tutti, come già aveva fatto intervenendo in diretta al programma della Sciarelli, che occorre sempre fare una cernita e scegliere chi, fra le varie campane dell'informazione, ascoltare. Ora c'è l'ultimissimo dubbio, quello riguardante il trolley che ancora qualcuno sventola quando pubblica i suoi articoli. Presto svanirà perché, come ho scritto in precedenza, gli inquirenti stanno seguendo la pista più logica. Pista che già inizialmente avrebbe meritato più attenzioni. Vi spiego il motivo per cui dico questo.

In pochi hanno fatto caso ad un particolare molto importante, direi essenziale, la mancanza della borsetta sul luogo del ritrovamento (i giornalisti neanche ci hanno pensato). I carabinieri nei giorni passati sono stati in ogni scarpata per cercare di riuscire a recuperarla, perché se il delitto fosse stato passionale, come si è detto all'infinito da tutte le parti, fra quei dirupi doveva trovarsi ciò che una donna in procinto di andare in bagno avrebbe di certo portato con sé. Ma la borsetta non è in nessuna scarpata, in nessuna parte lungo il percorso fra Colle San Marco e Ripe di Civitella. Quindi dov'è? Dato che i dna trovati sulla siringa non corrispondono a quelli sperati, ed inoltre gli alibi dei primi sospettati hanno connotazioni in acciaio inox, gli inquirenti sono passati ad indagare sui balordi della zona. I due codici genetici trovati sono uno maschile ed uno femminile. E' logico al momento pensare possano non essere degli assassini ma di due tossicodipendenti che l'hanno semplicemente abbandonata in quel luogo, anche se pare strano che chi l'ha infilata nel giubbotto di Melania non abbia lasciato nulla di suo. Però quando le anticipazioni lasceranno spazio agli esiti finali, e si saprà se quei due indirizzi genetici sono unici o sono presenti anche in altre parti, ad esempio sui vestiti della donna, tutto potrebbe prendere un'altra piega e le indagini puntare nella direzione giusta.

Ad ora pare essere certo che qualcuno ha rubato la borsetta di Melania, da sola non se n'è andata, e che qualcuno l'ha caricata in auto, di sua iniziativa, al contrario di quanto narratoci finora, non è salita dato che aveva al parco una figlia di diciotto mesi. E chi può aver messo le mani addosso alla povera madre di Vittoria? Ragioniamoci un attimo facendo una ipotesi. Accanto al pianoro c'è una zona in degrado che a volte è frequentata da sbandati, se a questo aggiungiamo che la strada presa da Melania costeggia una pineta, un boschetto, per quasi trecento metri, ed è isolata in quanto dalla parte opposta ci sono case in questo periodo disabitate, otteniamo un luogo giusto per un agguato. Ora mettiamo che la borsetta della donna facesse gola a due tossici, un maschio e una femmina (nulla esclude che potessero anche essere tre o quattro), che l'avevano vista partire a piedi dal parco. Quale migliore situazione? Lui con l'auto si posiziona in una piccola piazzola alla destra del bivio che porta al ristorante, lei camminando arriva di fianco a Melania, le strappa la borsetta e corre verso la macchina in moto. 

Ma non ha fatto i conti con il fisico della donna che forse la raggiunge quando sta per salire. Nasce una colluttazione ed il ragazzo scende a dar manforte all'amica, forse la prende per i capelli e le sbatte la testa su un montante della macchina, oppure le da un colpo con un bastone. Ricordate l'ematoma sulla tempia di Melania? A questo punto potrebbero scappare, hanno in mano la borsetta ed era quello che volevano, ma le strade che portano al Colle sono solo due ed è chiaro che il tipo di auto e la targa potrebbero essere rimasti impressi nella mente della donna. Inoltre se la lasciassero in quel punto svenuta qualcuno la potrebbe vedere, cosa ci vuole ad avvisare i carabinieri? Un paio di posti di blocco in fondo alle strade e la loro auto verrebbe sicuramente intercettata, lei li riconoscerebbe e tornerebbero in galera (è probabile ci siano già stati). Come evitare l'arresto? Caricandola e portandola in un'altra zona o in una casa isolata. In quel posto ha cercato di scappare? Li ha minacciati dicendo loro che suo marito era un militare e li avrebbe fatti arrestare? Per questo sono partite le coltellate non mortali che l'hanno dissanguata? A Ripe di Civitella è stata portata dopo?

La mia è una ipotesi e non è detto sia la verità, ma è una ipotesi che fa quadrare tutto e da un movente all'omicida, una ipotesi che se considerata inizialmente non avrebbe fatto scavare nell'intimità di nessuno ed avrebbe impedito di spiattellare ai quattro venti le falsità che avrebbero potuto portare ad un nuovo caso mediatico remunerativo per i vari media. Una ipotesi semplice perché non può essere che così quando una tragedia del genere capita ad una famiglia che ha una figlia di pochi mesi. Tutto si è complicato a causa della bellezza di Melania. I giornalisti hanno lavorato sulle fantasie delle persone perché è lecito pensare, dopo aver letto notizie scritte a modo, che una donna così bella possa avere qualche spasimante, che suo marito la possa tradire dato che lavora fra tante ragazze.

Io non so se è andata come ho scritto; al momento mi accontento di sapere che questa pista viene seguita, che oltre trenta persone, da venerdì ad oggi, sono state ascoltate in procura, che forse domani arriveranno gli esiti degli esami effettuati dal Ris e che fra questi vi sarà il dna dell'assassino e, fosse lo stesso presente sulla siringa, trovarlo non dovrebbe essere poi così difficile.


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4 commenti:

nico ha detto...

Ciao Massimo. Come ti ho gia' detto anche io detesto che si scavi nella vita delle vittime con morbosa curiosita'. Ovvio che le indagini partono sempre dalla cerchia piu' stretta, che i movimenti devono essere ricostruiti, che un movente va cercato. Anche io ho pensato all'eventualita' che Melania avesse incrociato la strada di tossici o balordi, c'é solo una cosa che non mi torna. Le costellate sono moltissime, troppe mi sembra per uccidere una persona sconosciuta. E' questo che mi rode un po', questo che mi sembra uno ''sfregio'', un carico di rabbia grandissimo. Non mi interessa e non ha importanza che lui avesse avuto una storia extraconiugale, direi che la grande maggioranza delle coppie supera un'impasse del genere senza scannarsi. Pero' la pista dei balordi, che é la prima in cui ho creduto, secondo te si puo' coniugare con un accanimento come quello avuto su Melania? Ciao, grazie in anticipo per la risposta

Firenze underground versatile ha detto...

Salve , mi intrometto per dire che la borsa è stata trovata in casa della coppia , quindi niente tentativo di furto della borsa..
e poi scusate ma perchè ve la prendete coi balordi tossici in uesto modo?
con tutti i tossici che ahinoi si sparano robaccia tutti i giorni non mi pare ci siano omicidi di questo genre..!

emax/massimo prati ha detto...

Ciao Firenze.
Primo, io non ho parlato di una borsetta gialla, quella la indossava la mattina e l'avevano trovata già martedì scorso, ho parlato di una borsetta che certamente doveva avere. Tu conosci qualche bella donna che esce senza? E qualcun'altra che, schizzinosa come hanno detto fosse Melania per i bagni altrui, non si porti una borsetta con dei fazzoletti o altre cose? Io no perché mia moglie è come lei. E, immagino come lei, se va ad una visita medica o al supermercato si veste in una maniera ed indossa una borsetta, se viene con me e i bimbi al parco si veste in altro modo e cambia la borsetta, di solito è più grande e contiene pure merende e non so quante cose ancora.

Secondo, ho perso due amici a causa dell'eroina, quando la droga ancora la conoscevano in pochi, e so come ti stravolge. Ora io non ce l'ho con i tossici, negli articoli attacco essenzialmente quei giornalisti che invece di informare cercano lo scoop a discapito della dignità di chi soffre, ce l'ho con quei balordi che per accaparrarsi due ore di nulla in più scippano senza pensare alle conseguenze, senza pensare, perché la droga ti toglie il pensiero, alla sofferenza che procurano.

Ma, ripeto, non ce l'ho con loro in quanto tossici, al limite con quella merda di società che sa dov'è il problema ed invece di aiutare manda una squadra della criminale a fare una retata.

So che è difficile aiutarli, ma spesso e volentieri le istituzioni non ci provano neanche lasciando le famiglie sole, abbandonate a ragazzi ormai entrati nell'emarginazione ed aggregati a venditori della morte senza scrupoli.
Una società che spera questi ragazzi muoiano... e qui mi fermo perché è in problema che mi tocca e davvero è meglio mi stoppi da solo.
Ciao ancora, Massimo

nico ha detto...

Per Firenze Underground versatile. Ciao, personalmente ritengo che il male grande i tossici lo facciano a se stessi, e non credo siano pericolosi criminali. I commenti sono su questo caso specifico, perché la zona dove é stata rapita e uccisa Melania Rea é frequentata da balordi di ogni tipo. Anche tossici, ma non solo, e qualcuno si sa pericoloso. Forse per quel che mi riguarda c'é anche un po' di polemica nei confronti di inquirenti a mezzi d'informazione quando non considerano anche un'ipotesi del genere. Vorrei che prima di gettare un uomo o una famiglia intera in pasto ai cultori del gossip, si prendessero in considerazione tutte le possibili ipotesi. Ciao