martedì 3 maggio 2011

Carmela Melania Rea. Perché invece di insinuarlo non si scrive che è stato Salvatore ad uccidere la moglie

Mi arrendo. Anche in questo caso i media sono già arrivati alla soluzione. Una soluzione indimostrabile in un tribunale, per questo Salvatore Parolisi è ancora libero, una soluzione impossibile ma, però, da credere, parola di chi comanda la stampa italiana. Ormai non ci si stupisce più di nulla e di niente perché ogni volta che nel nostro paese capita un delitto "diverso" accadono sempre le medesime cose. Quindi Carmela Rea come Yara Gambirasio. Sembra di vivere in un teatrino degli orrori in cui si costruiscono marionette atte ad impaurire ma anche ad attrarre i bambini, e noi siamo i bambini. Yara Gambirasio è stata colpita con sei/setto/otto coltellate che comunque non sono state la causa della morte. Melania Rea è stata colpita da una trentina di coltellate che comunque non sono state la causa della morte. Yara Gambirasio è stata portata al campo di Chignolo, Melania è stata portata a Ripe di Civitella, erano entrambe ancora vive? Con sicurezza non si sa. Yara Gambirasio è morta subito, no dopo poco, no un'ora o due dopo, no forse più tardi ancora. Melania è morta il giorno successivo, no a mezzanotte, no alle otto di sera, no prima ma dopo una lunga agonia, no forse subito. Ma che in che schifo di caos viviamo?

Yara Gambirasio è stata uccisa da uno che conosceva bene. Melania è stata uccisa da uno che conosceva bene. Yara Gambirasio è stata uccisa da un vicino di casa, forse da un amico. Melania è stata uccisa da un vicino di casa, forse da un amico, forse dal marito. Yara Gambirasio è stata prima portata in un altro luogo, dove ha perso sangue, tanto sangue. Melania è stata portata prima in un altro luogo, dove ha perso sangue, tanto sangue. Yara Gambirasio aveva un simbolo inciso nel corpo. Melania aveva un simbolo inciso nel corpo. Il coltello che ha colpito Yara Gambirasio non si è mai trovato, non si trova e non si sa dov'è. Il coltello che ha colpito Melania non si trova e non si sa dov'è. A Yara Gambirasio è arrivato un messaggio al cellulare prima del sequestro, è scomparsa subito dopo aver risposto. A Melania è arrivato un messaggio al cellulare ma lei non ha risposto. Yara Gambirasio è stata cercata dopo più di mezz'ora dal rapimento. Melania è stata cercata tardi, forse dopo cinquanta minuti.

Mi ripeto, ma in che schifo di caos viviamo? Possibile che le informazioni siano le stesse? I giornali di oggi paiono quasi una fotocopia di quelli di qualche mese fa. Cambiano i paesaggi, gli interpreti, gli orari, ma le circostanze sono uguali, le assurdità idem. Sembra che qualcuno abbia intenzione di ripercorre una strada già presa, sembra si voglia mandare in onda una nuova fiction in tutto e per tutto simile alla precedente, simile a quella che nel pubblico ha già riscosso molto successo. E dato il successo assicurato perché non rifarla? L'opinione pubblica non può rimanere indifferente, lo sanno bene i media, non può non per colpe proprie ma perché è nella psicologia umana immedesimarsi, commuoversi, emozionarsi davanti a certi fatti di cronaca. Ma non solo davanti a certi fatti di cronaca si reagisce allo stesso modo, ogni stimolo percepito porta una reazione. Azione-Reazione, un teorema facile da realizzare. Basta la spinta giusta per creare di conseguenza un ritorno giusto. Come un salto sui tappeti elastici, basta dosare la spinta e non esagerare inizialmente per trovarsi in alto senza sapere esattamente come si è fatto.

Lo sanno bene le reti televisive. Per questo quando un canale concorrente azzecca il filone giusto tutti lo ripercorrono pari pari negli anni. Così di mattina ogni editore parte con un contenitore variegato in cui si parla di tutto, si prosegue con un bel processo coinvolgente, o con più processi, e ci si copia ancora nel pomeriggio. Da una parte cronaca nera e gossip dall'altra gossip e cronaca nera. Chiaramente non cambiano alla sera, quando il quiz regna sovrano sulle tavole degli italiani, e neppure successivamente quando le scatole piatte mandano in onda un reality, uno spettacolo di intrattenimento o un bel film. E come finire la serata se non con un programma che entra nella notizia e ti informa alla meno peggio. E' un mondo consolidato che si basa su studi statistici elaborati da persone competenti, da psicologi, da agenti di marketing. Niente è lasciato al caso perché gli ascolti vengono prima di tutto, prima della privacy e della dignità dell'uomo. Qualche volta si incontra il giornalista o il conduttore che cerca di non inserirsi nella spirale malefica e lo si apprezza, ma spesso e volentieri sono i suoi ospiti ad entrare nel circolo vizioso che porta al pregiudizio. E torniamo al caso di Melania Rea dove il pregiudizio si sta instaurando in maniera preponderante nonostante le parole dei procuratori, nonostante non vi sia un indagato, nonostante non si conosca ancora nulla di quanto realmente accaduto quel giorno.

E ad oggi, dopo un giorno di calma e tranquillità, si è ripartiti alla grande insinuando di tutto. Per questo il titolare del chiosco non ha visto in realtà Melania ma solo una donna in lontananza. Per questo i ragazzi delle scuole hanno visto una donna con il Parolisi non vestita come Melania. Per questo il trolley non si trova e Melania sarebbe morta subito dopo. Quindi non più una lunga agonia e non più una sua presenza sicura su quel pianoro. Inoltre i vestiti del marito, leggeri per essere il 18 Aprile, fanno supporre ai lettori ad un cambio precedente. In questo modo semplice e lineare, con poche mosse e parole azzeccate, ora tutto è possibile e di tutto si può scrivere. Campo aperto per la stampa che, riuscendo a modificare la roccia in argilla, può sbizzarrirsi e creare nuovi modelli, nuove sculture. E dato che mai la lasceranno indurire potranno sempre plasmarla a piacimento in modo da creare altre figure tridimensionali.

L'ultima realizzata raffigura un marito iroso che uccide la moglie e la porta a Ripe di Civitella lasciandola in agonia, si cambia e mette i vestiti sporchi di sangue in un trolley che poi fa sparire e, con la complicità di un'altra donna che finge di essere chi non è, mette in atto una complicata messa in scena in cui figura che la complice scappa a passo svelto andandosene dal luogo prima che l'uomo chiami i carabinieri e si finga disperato. 

Poco importa se gli orari non permettono una giusta ricostruzione, chi se ne frega degli orari, mica saranno importanti! La madre ha finito di parlare alla figlia alle 13.42 e quindi, dato che in casa non sono presenti macchie di sangue, l'omicidio è avvenuto successivamente. Per accorciare i tempi diciamo che sono usciti nel giro di dieci minuti e che l'ha uccisa subito dopo a... già, dove l'ha uccisa? Se a Ripe manca il liquido ematico sul terreno deve averlo fatto in un altro luogo. Vabbé, chi se ne frega del luogo, dove l'ha uccisa l'ha uccisa! Ed allora mettiamo che sulle 14.00 Melania sia stata aggredita dal marito, cinque minuti al massimo e lui la porta a Ripe di Civitella. Che ci vuole ad arrivarci? In quindici/venti minuti ci si arriva. Ok, sono le 14.20 e Salvatore sistema accanto al chiosco la moglie, depista e striscia il coltello sul muro. Non appena ha finito va alla fontanella, si lava e si cambia mettendo i vestiti sporchi ed il coltellino nel trolley. E siamo arrivati, standoci davvero stretti, sulle 14.35/14.40 e ancora non è finita, dobbiamo caricare la complice che assomiglia a Melania. Dove l'hai trovata una così? E dove ti aspettava? L'hai caricata in strada? Lasciamo perdere anche la complice, ora vai perché se no fai tardi. Corri Salvatore corri, non è il momento di rilassarti perché devi arrivare a Colle San Marco prima che apra il chiosco e ti servono altri venti minuti. Aspetta un attimo, e Vittoria? Ti sei ricordato di portarti appresso tua figlia o con tutto l'affanno in cui eri affaccendato l'hai scordata da qualche parte? Ce l'hai in auto, sì? Meno male! Dai allora, riprendi a correre, muoviti.

Hai voglia di correre assassino che non sei altro, il chiosco è stato già aperto ed i ragazzi sono sul prato. Non ce l'hai fatta, riprova sarai più fortunato la prossima volta. 

A parer mio il marito non ci sta dentro. E non solo con questa ricostruzione ma anche con tutte le altre che si possono fare. Perciò, a parer vostro perché il mio l'ho già esposto in precedenza, per quale motivo si continua ad insinuare in maniera pesante che sia stato Salvatore Parolisi? Per quale motivo pare di rivivere la stessa storia già vissuta con Yara Gambirasio? Rispondetevi se ne avete il coraggio.


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Carmela Melania Rea



6 commenti:

bianca ha detto...

Buon giorno signor Prati. Da due giorni ho scoperto il suo sito e sono rimasta piacevolmente stupita. E' una boccata di ossigeno fra tante nuvole velenose. Volevo segnalarle i pregiudizi degli opinionisti di Infante e gli applausi pilotati quando la discussione verte sul tradimento, più che vergognoso.

emax/massimo prati ha detto...

Ciao Bianca.

Non scopri nulla di nuovo purtroppo, sono mesi che vado dicendo che è giunta l'ora di smetterla di farsi del male. Basta non guardarlo o chiedere a Milo Infante, che a me è sempre parso equilibrato, di mandare via certe persone.

Il metodo degli applausi è usato in America per far meglio funzionare quei programmi pubblicitari, credo che lo utilizzi anche chi pubblicizza in Italia la pillola per dimagrire "Giorno e Notte". Ma c'è differenza fra un prodotto dimagrante ed un caso di cronaca nera, almeno credo io.

Massimo

Anonimo ha detto...

Caro Massimo c'è un particolare che mi colpisce sin dall'inizio di questa turpe storia, ,per andare in bagno sceglie un luogo lontano circa 8oom , spesso per una donna l'urgenza è tanta, soprattutto dopo un parto anche se a distanza di anni ( oltretutto la bimba è ancora piccola).Lì qualcosa non "torna":10 min. di strada per andare al bagno sono veramente troppianche per un cambio"intimo" ed anche se si è come tu dici schizzinose.Che ne pensi? Parlane con tua moglie vedrai che lei confermerà.

emax/massimo prati ha detto...

Mercoledì scorso a Chi l'ha Visto è stato spiegato il motivo per cui Melania aveva preferito andare in un bagno conosciuto anziché in quello pubblico del parco, di questo ho messo la foto dell'interno in un altro articolo, perché, dato che lo frequentavano quel ristorante, lo conosceva bene e sapeva che era pulito.

Inoltre è stato riferito che in altre occasioni, ma in una in particolare, Melania aveva avuto urgenza di andare in bagno e, dopo aver girato tre bar di Ascoli, con relativa consumazione di Salvatore e nulla di fatto di lei, avevano deciso di tornare a casa. Un'ora a tenere il "bisogno" pur di andare dov'era pulito.

Mia moglie, è capitato svariate volte e te lo garantisco, se trova sporco la regge anche più di un'ora. Non tutti siamo uguali.
Ciao, Massimo

nico ha detto...

Anch'io Massimo, anch'io. E torniamo al presunto ritardo di Salvatore nell'allarmarsi per il ritardo di Melania, ritardo che fa tanto discutere. Da piu' parti esperti psicologi e affini sostengono che non é verosimile che abbia aspettato 40 minuti prima di cercarla. Ora, io ho un marito molto attento, molto gentile, molto fine, tutto quello che vuoi. Ma non conosce l'ansia, beato lui. Se andassi in un bagno distante 10 minuti e dopo 40 non fossi ancora tornata, sicuro che non se ne accorgerebbe neanche. O penserebbe a tutto fuorché a un'emergenza. Probabilmente all'ora di rientrare passerebbe dal bar per caricarmi. E' fatto così, ma non ha mai cercato di accoltellarmi.

emax/massimo prati ha detto...

Io credo di essere uguale a tuo marito Nico.
Ma qui non si tratta di bagni o quant'altro, qui si tratta di capire che la telefonata fatta a Melania da sua madre finisce alle 13.42, è sui tabulati, e che il marito, se non anche la la moglie sempre a guardare i tabulati che la indicano lì,non avrebbe avuto il tempo di ucciderla, portarla su a Ripe e tornare a Colle San Marco. Ma anche una eventuale complice non lo avrebbe potuto fare perché, se diamo per buono che non fosse Melania al pianoro ma proprio la complice, allo stesso modo neppure lei avrebbe avuto il tempo perché non sarebbe potuta essere in quel momento al parco ma a ancora a Ripe. Eppoi con chi o cosa sarebbe arrivata? In auto? E perché sarebbe andata via a piedi?

Quindi quanto ci propinano è una bolla di sapone ad uso momentaneo ma destinata a scoppiare.

Per quanto riguarda la strada presa da Melania ricordo una intervista, che ora non trovo ma continuo a cercarla, che parlava di una decina di uomini del Comune che in vista del 25 Aprile stavano pulendo proprio la parte di parco dove passa la strada più corta per andare al ristorante.
Niente di più facile che per non sentirsi osservata o in imbarazzo abbia scelto la più lunga per evitarli.
Ciao, Massimo