giovedì 20 gennaio 2011

Sarah Scazzi. Sarah l'ho uccisa io in cantina e lì ci sono ancora le prove

Ormai è certo. Non appena un magistrato si degnerà di presentarsi al carcere il Misseri confermerà la prima confessione. Inoltre da ieri ha un nome e un cognome chi lo convinse ad accusare la figlia.


Ora la Procura di Taranto ha in mano il nome di chi convinse Misseri ad accusare la figlia. Questo importante particolare, che comunque non schioda gli inquirenti dalle loro posizioni, è stato fornito da un parente a cui sarebbe stato confidato da zio Michè durante una visita in carcere. E meno male che s'è presentato lui perché se si doveva aspettare che qualche Pm glielo andasse a chiedere si faceva Pasqua. Mica tutti hanno tempo da perdere, lì si indaga per scoprire la verità!

La verità, in base a nuove indiscezioni stavolta trapelate dal carcere, sembra si sappia già perché lo stesso Misseri ne ha parlato a chi lo è andato a trovare. La confessione valida, avrebbe detto, era la prima, solo che tutti in quell'ufficio mi pressavano dicendomi a male parole che non mi credevano e che raccontavo favole. Comunque, ha continuato, ho le prove di quello che dico e se mi riportano in cantina (sarebbe il garage) gliele faccio trovare.

Come a dire che durante le perquisizioni nessuno è stato in grado di scoprire il nascondiglio dove il di nuovo orco aveva messo la cintura o i vestiti, le uniche cose che mancano all'appello e che porterebbero forse, con loro è d'obbligo, gli inquirenti a crederlo.

Ricapitoliamo. Lo zio Michè ha quindi confermato che è stato lui ad uccidere Sarah in un momento di forte nervosismo dovuto alle parole della ragazza che lui aveva già molestato. A causa di queste molestie era stato male per diversi giorni in quanto aveva paura che lei ne parlasse a Sabrina o alla sua famiglia. Se questo fosse avvenuto la figura che si era costruito, quella di uomo pacato e lavoratore attaccato alle figlie, sarebbe cambiata radicalmente all'interno dei nuclei parentali e lo avrebbe portato forse ad un divorzio con la conseguente vergogna di fronte a tutto il paese; inoltre, molto probabilmente, non sarebbe più stato accolto in casa nè dalla moglie nè dalle figlie. E questo non lo poteva accettare.

Quindi dopo il ritorno di Sarah, andata un paio di giorni dai parenti di San Pancrazio, sapendo che sarebbe stata in compagnia di Sabrina spesso e volentieri l'agitazione gli era aumentata e voleva trovare un modo per parlare alla ragazzina e farla tacere. Però che garanzia di silenzio poteva dargli una ragazzina? Da qui il malpensiero si è fatto strada ed è diventato azione quando se l'è trovata di fronte senza la presenza di alcun testimone. L'ha strangolata con una cinta ed ha messo un cartone sul corpo, è uscito per fare manovra con l'auto in modo da poterla caricare senza essere notato ed ha visto la figlia. Non è rientrato rimanendo sulla porta, per far si che nessuno guardasse all'interno, ed ha aspettato che le due, ora ex amiche, partissero per andare a casa di Sarah prima di fare quanto si era prefissato.

Sapeva già di portarla alla cisterna, per questo ha subito imboccato la strada giusta, e anche di dover far presto perché aveva un appuntamento col nipote. Però non ha resistito e la malattia lo ha convinto a fermarsi alla casa col fico per violentarla. Pochi minuti ed è ripartito arrivando alla cisterna dove ha completato l'opera. Ciò che non confermerà agli inquirenti, con ogni probabilità, è il rogo in cui ha bruciato i vestiti. Vestiti presumibilmente nascosti in cantina assieme alla cinta usata per uccidere.

Questa la prima confessione del 6 Ottobre che il Misseri ha detto di voler ribadire in quanto veritiera. Non cambierà versione nuovamente perchè ora è riuscito a far sapere a Sabrina che non l'aveva accusata per cattiveria o pazzia ma a causa di una persona che l'aveva convinto, spinto, plagiato, ognuno lo chiami come vuole, e si sente sereno.

Ma quanto l'uomo ha fatto sapere per vie traverse, le sue parole sono arrivate coi tam tam anche agli inquirenti, non tocca stranamente i Pm che seguono le indagini e che avrebbero il dovere di presentarsi al carcere e riascoltare l'orco di Avetrana per poi fare le verifiche del caso. Verifiche che chiuderebbero forse anche il giallo lasciando riposare in pace la povera Sarah. No, non è questo l'intento della Procura che insiste a cercar prove che non troverà mai a meno che non voglia fabbricarsele convincendo testimoni della prima ora a dire cose diverse dell'ultima ora.

Ma se l'orco stavolta dice il vero, e ne ha le prove, quelle dei Pm non andrebbero più bene. Ed allora perché non fare un salto al carcere. Troppa strada e poca benza?



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6 commenti:

Anonimo ha detto...

Da quello che ho visto mi pare che questo sia un "fan-blog" della cara e pura Sabrina Misseri...ma complimenti!!

emax/massimo prati ha detto...

Scusami ma non è così, a me dalla cara e pura Sabrina Misseri non importa una beneamata pianta grassa. Fra l'altro non mi sta neppure molto simpatica. E ti dirò, non so neppure se davvero sia innocente. Ma ci sono due cose certe al momento; una è che non deve stare in galera ad aspettare che la giudichino, può benissimo starsene chiusa in casa sua con l'obbligo di non uscire, e sarebbe un risparmio anche per lo Stato che attualmente la deve mantenere, l'altra è che ormai, anche se un domani si dimostrasse la sua piena innocenza, la sua vita è comunque rovinata, sia socialmente che psicologicamente, e questa esperienza la segnerà per tutti i giorni a venire. E nessuno, ripeto fosse giudicata innocente, andrebbe da Mariano Buccoliero, da Pietro Argentino, da Franco Sebastio o dal giudice Martino Rosati a dire o a fare qualcosa, nessuno si sognerebbe mai di farli smettere di lavorare in procura. Resterebbero lindi e puliti come non avessero fatto nulla ed al massimo lo Stato, non loro bada bene, risarcirebbe la ragazza per il torto subito (come già ha fatto varie volte a causa proprio di quella procura; uno a cui hanno dovuto pagare 4.500.000 euro è Domenico Morrone, leggi il mio articolo Procura di Taranto, no grazie, ci sono anche le fonti).

Ma se è giusto che chi uccide fisicamente un suo simile paghi con anni di galera, è altrettanto giusto che paghi anche chi lo uccide psicologicamente. Perché credimi la differenza fra le due morti è veramente irrilevante. Prova ad immaginarti al suo posto sapendo che 80% degli italiani ti crede colpevole, ancora prima del processo, per quanto tuo padre ha fatto, o è stato costretto a fare, e per quanto hanno detto e scritto i media, e dimmi: non ti piacerebbe ci fosse chi denuncia il modo in cui vieni trattato?

Anonimo ha detto...

Io ho espresso quello che penso e continuo a credere(come pensavo già prima della cobfessione del padre)che lei sapesse molto più di quello che diceva e mi era parsa molto strana. Spero che nn sia come dici tu perchè nn lo augurerei neanche al mio peggior nemico. Ma qui è chiaro e lampante che tutta la famiglia sa e/o è implicata e già questo fa schifo. Che sia stata lei o abbia saputo subito dopo( almeno questo è sicuro,vedi intercettazioni)già si vede che tipo di essere sia. E per me questo è tale e quale alla complicità. Comunque complimenti per la tua dialettica!

emax/massimo prati ha detto...

Credimi se ti dico che nulla al mondo più mi stupisce. Se domani leggessi che stanotte, pur anche l'avesse fatto nel sonno, la figlia dell'orco ha confessato l'omicidio non me ne meraviglierei, ti giuro. Ma non cambierei comunque di una virgola i miei scritti perché non attinenti alla persona in questione ma al metodo di chi l'ha già condannata di fronte al mondo. E non parlo solo dei procuratori, che probabilmente seguono un metodo insegnatogli da chi li ha preparati al lavoro senza riuscire ad aggiornarlo ai nostri tempi, ma anche e soprattutto di quelle trasmissioni che godono quando c'è il morto che le fa guadagnare.

Io cerco sempre di non generalizzare e di non infossarmi coi nomi. Sabrina Chiara Marta o chiunque sia non ha importanza, l'importante è che la giustizia si comporti con tutti alla stessa maniera. Io non ho le tue certezze e non so se la famiglia sapeva ed ha cercato di insabbiare. Questo lo devono scoprire i procuratori che ho citato precedentemente in base a quanto stabilito dalla legge italiana, non dalla loro legge o dalla legge della procura in cui lavorano. So che le intercettazioni non dicono ciò che scrivi tu, che sono interpretabili anche in una maniera diametralmente opposta a quella raccontata dalla procura ai giornali. So è che all'una di notte quei pm hanno chiamato un avvocato perché il Misseri da persona informata sui fatti, quale era prima dell'interrogatorio, era diventata persona indagata per omicidio. Non credere che abbiano aperto le pagine bianche a caso e preso il primo nome in alto a sinistra. Non è così. Quel signore che spazia fra i vari network alla ricerca di gloria ed euro è conosciuto ed amico di chi indaga. Non è la famiglia il guaio plagiante del contadino... e mi fermo qui altrimenti alcuni amici di Taranto salgono al nord e mi fustigano seduta stante.

Comunque nel mio blog ogni pensiero, se esternato senza offese, è libero e va rispettato. Se al mondo la vedessimo tutti alla stessa maniera sai in che noia e in che silenzio vivremmo! Ciao, alla prossima.

Anonimo ha detto...

Condivido tutto quello che ha scritto,tranne sulla cinta...Secondo me la cinta è spuntata fuori solo quando l'hanno trovata nella Seat Marbella e qualcuno ha consigliato a Misseri di identificarla come arma del delitto,molto probabile sarebbe stato infatti trovare le impronte di Sabrina ed il gioco sarebbe riuscito più facilmente.Io credo che l'arma del delitto non si troverà mai perchè è la corda che Misseri ha bruciato assieme ai vestiti di Sarah,quella stessa corda di cui lui parla nella prima confessione,descrivendola con dovizia di particolari.Davvero troppo per uno che si sta inventando tutto.
Norma

emax/massimo prati ha detto...

Sai cosa c'è che non torna? C'è che il dottor Strada, te lo raccomando in fatto di perizie perchè sventola come una manichetta a vento (e questo insospettisce non poco), ha dichiarato, perché proprio non poteva non farlo in quanto altri avevano visto il corpo, che il cadavere era devastato dall'acqua fino alla base della gola perché la testa non si trovava in immersione all'interno della cisterna. Quindi il segno lasciato è intatto ed ascrivibile di certo ad una cinta. Lui è partito parlando di una corda perché M.M. parlava di una corda, ma le perizie non erano complete ed è arrivato alla cintura quando Misseri ha parlato di cintura.
Ma come ha ammesso in un secondo tempo il solco lasciato è netto e da una misura di 26 mm, quindi una cintura da uomo. Non c'era fra le 49 analizzate quindi o è nel garage o non appartiene ai Misseri ed è di un altro...

Il problema dei procuratori è la poca professionalità. Con questo intendo dire che un inquirente preparato sa molto bene che un imputato può mentire anche quando ti aiuta a risolvere il caso, quindi la cosa più logica da fare è, una volta che la scientifica finisce i suoi rilievi, prendere ogni cosa presente all'interno del garage e catalogarla tramite foto (come se il delitto fosse avvenuto all'interno di una stanza da letto). In questo modo avrebbe potuto verificare la presenza di altre cinture ed eventualmente abiti o altro appartenente a Sarah.

Ma il materiale da controllare era troppo e ci si è accontentati delle foto, una ogni metro più dieci del totale da diverse posizioni, fatte dal Ris per cristallizzare la posizione degli oggetti. Chissà se all'interno di qualche tubo per irrigare, ad esempio, tubi che hanno un diametro che varia degli otto ai quindici centimetri, vi è nascosto qualcosa?

A parte questo Strada non è un perito affidabile in nessun senso neppure quando afferma che non l'ha strangolata M.M. perché quando ha chiesto di fargli vedere come ha fatto è riuscito a mimare il gesto solo al terzo tentativo. Ma un uomo che ammazza in un impeto di rabbia può ricordarsi in quale maniera ha sistemato attorno a un collo una corda o una cinta? In quei momenti la mente si appanna e si risveglia realmente solo quando la vittima non da più alcun segno di vita. Chi indaga lo sa.

Per finire ti dico che la logica dice che M.M. non ha bruciato assolutamente nulla; questo perché creare un fuoco e bruciare abiti o quant'altro lasciando solo cenere porta via tempo, non basta un'ora, tempo che lui non ha usato in quanto alle 15.40 era col nipote Mimmo a raccogliere i fagiolini.

O nella scena figura realmente qualcun altro, e non penso né a Cosima né a Sabrina, o i panni e la cinta sono in garage. E' molto difficile non sia così. Ciao