domenica 5 agosto 2018

L'odio contro Salvini fomentato per una settimana da tutti i media, complici muti degli intrallazzi decennali fra politicanti e multinazionali


Siamo arrivati al punto di non ritorno? Forse no, ma siamo un pezzo avanti e se qualcosa non cambia alla svelta ci troveremo a vivere accanto a italiani che si odieranno a vicenda senza neppure sapere se c'è un vero motivo per odiarsi. In questi ultimi mesi ho parlato con tanti amici, ho letto di tutto e ho visto una continua arrampicata sugli specchi che all'inizio non riuscivo a spiegarmi. Io accetto tutte le opinioni, d'altronde fino al 1992 sono stato l'idealista più rosso dei rossi e mi vanto di essere rimasto democratico dentro e ancora sono capace di lasciare spazio a tutti i pensieri politici. Però vedendo la foto (quella a lato) postata su facebook sia da amici che da sconosciuti, accompagnata da didascalie che non lasciano dubbi sull'odio che una parte di italiani prova per un movimento politico non certo perfetto, anzi, ma eletto democraticamente e altrettanto democraticamente al governo assieme a un altro movimento popolare (e c'è da dire che da quando governano insieme non hanno fatto danni al paese e che non far danni è già un passo avanti rispetto all'ultimo ventennio), mi sono chiesto come si possa applaudire una decina di persone che girano in tondo di fronte al Viminale mostrando le mani sporche di rosso per dare dell'assassino al ministro dell'interno, e, al contrario, deridere i rappresentanti della Lega che manifestano ironicamente un dissenso contro una settimana in cui il loro segretario è stato trucidato e bollato da tutti i politici del vecchio governo e da tutti i giornalisti con l'epiteto razzista.

Cioè, quando Vauro e i suoi compari manifestano contro Salvini va tutto bene, anzi si applaude, quando manifestano gli "altri" invece si tratta dei soliti coglioni leghisti?

Ora sarò franco e mi scuso in anticipo perché già so che urterò qualche sensibilità, ma credo che troppi esseri umani non abbiano capito, e forse non possano ormai più capire, cosa sta realmente accadendo in Europa da quando è nato un governo "populista" in Italia, in un importante stato, addirittura membro fondatore, con 60 milioni di abitanti in larga maggioranza a favore dei nuovi ministri (l'Austria e l'Ungheria, paragonabili all'Italia come tipo di governo, insieme non raggiungono i venti milioni). Il problema populismo inizia ad essere grave per i poteri economici che hanno governato il vecchio continente sino ad oggi. E lo sarà ancor più se il governo populista riuscirà nell'intento non solo di azzerare la nuova opposizione, ma anche di governare decentemente e stabilizzare le varie situazioni critiche che si stanno sempre più deteriorando. 

Per gli altri governi d'Europa, tutti in crisi e pronti a cadere alle prossime elezioni, e soprattutto per chi comanda da decenni i politici di quelle nazioni (i poteri economici-bancari, e non solo, assecondati da tutti i governi occidentali), si aprirà uno scenario tragico se il governo populista italiano riuscirà a diminuire la criminalità e ad aumentare lavoro ed economia. Perché il rischio che anche in altri popolosi stati crescano a dismisura i consensi ai movimenti popolari aprirebbe un nuovo e sconosciuto capitolo mai davvero vissuto in precedenza in Europa, visto che i popoli dopo le monarchie e le dittature hanno avuto voce in capitolo solo quando si sono compattati in pochissime occasioni referendarie. Mostrare agli europei che un governo populista funziona significa far crescere altri movimenti in altri stati. E questo non può andare bene a chi vuol decidere usando propri politici per non avere ostacoli al proprio tornaconto. 

La domanda è: "come contrastare il populismo per tornare ad avere al governo i politicanti affiliati alle grandi potenze economiche mondiali?" Se vivessimo in monarchia o in dittatura la risposta sarebbe facile: "una bella repressione violenta con impiccagioni in piazza convincerebbe facilmente il popolo a desistere dal proprio intento". Se ne son fatte tantissime nei secoli scorsi e hanno quasi sempre funzionato. Ma viviamo agli albori del tremila e siamo in Europa, non in Libia o in Siria dove per far cambiare registro a chi alza troppo la cresta basta inviare aerei bombardieri in grado di demolire una città in due ore e una intera nazione in una settimana. Ed allora, quali armi usare in occidente? Facile! Le stesse che si usano per convincere i popoli che è giusto andare a bombardare intere nazioni... i fantomatici media.

Per capire quanto i media asserviti al potere siano devastanti, forse anche più delle bombe, basta fare un ripasso su ciò che è accaduto dopo la sconfitta del PD. Basta notare quante milioni di volte, non migliaia ma milioni, si sia gettato discredito sul nuovo governo e, soprattutto, sul nuovo ministro dell'interno. Ogni sua parola è stata oggetto di discredito, così come ogni suo gesto o sorriso senza che il popolo "buono" si accorgesse di venire manipolato mentalmente. Muore un bimbo in Africa? La colpa è di Salvini. Ma i bimbi in Africa muoiono da secoli senza che mai nessun politico abbia iniziato una crociata europea per investire fondi e rendere gli stati africani autonomi a livello economico. Si è preferito creare e far intervenire le famose ONG (organizzazioni non governative) a cui elargire laute donazioni e milionari aiuti governativi, e a conti fatti dopo oltre vent'anni si può ben dire che si sono arricchite a dismisura,.

Tutti le elogiano, ma quale reale cambiamento hanno portato agli stati poveri, africani e non? Costruire ospedali e curare chi sta male non significa migliorare uno stile di vita. Significa curare le persone ma lasciare che tutto intorno resti com'è. Forse più di loro han fatto i missionari appoggiati alle parrocchie italiane che costruiscono scuole e case speciali che raccolgono l'acqua piovana. Che insegnano a tenere un orto per avere verdure da cucinare o mangiare crude.

Mi viene male a pensare che un direttore generale di una ONG umanitaria accetta una buonuscita da seicentomila euro senza neppure pensare di donarne una parte per costruire qualcosa per i bambini di cui si è occupato per anni, che magari ha anche visto morire e che sa che hanno bisogno. Mi viene male a pensare che diverse di queste ONG hanno investito i denari donatigli dai privati acquistando pacchetti milionari di azioni su prodotti come le armi, il tabacco e i liquori. Caxxo! Viene male solo a me?

Forse sì perché per i media le ONG da quando c'è Matteo Salvini agli interni sono sante istituzioni, tanto che nessuno si accorge di nulla se viene pubblicizzata una manifestazione organizzata da chi ne possiede una. E quando il simbolo della manifestazione diventa la maglietta rossa indossata dai bambini nelle traversate del mediterraneo, morti a centinaia fra il 2015 e il 2017, e per pubblicizzarla viene mostrata la foto del piccolo siriano trovato morto su una spiaggia greca, a nessuno viene in mente che quella tragedia si consumò nel 2015 quando ministro dell'interno era Angelino Alfano per il governo Renzi? A nessuno viene in mente che già da mesi in quella zona fra la Grecia e la Siria operavano le navi delle organizzazioni umanitarie e che il bimbo era morto comunque, come nei due anni successivi quando ne morirono tantissimi altri nonostante la presenza costante delle ONG che hanno portato in Italia oltre seicentomila immigrati?

E mi chiedo perché quelle navi che si dicono umanitarie invece di pattugliare tuta la striscia di mare a rischio andassero a raccattare il loro carico umano solo e costantemente in un punto preciso a ridosso del confine libico. Solo quelli sulle scialuppe erano degni di essere salvati? Gli altri sui barconi no?

Ma porca miseria, può essere colpa di Salvini se muore un bimbo africano con la maglietta rossa sulle coste della Grecia, e tanti altri nei due anni successivi, quando Salvini non era neppure ministro dell'interno? Evidentemente sì, visto che lo slogan era: "Una maglietta rossa per fermare l'emorragia di umanità", quella umanità che i media fecero credere perduta dagli italiani a causa della decisione di chiudere i porti alla nave Aquarius.

Non so se vi rendete conto di quante manipolazioni mediatiche siano partite dai media ed entrate nella mente degli italiani da quattro mesi a questa parte. Probabilmente non riuscite neppure a capire cosa scrivo visto che oramai è una costante che entra in testa e cerca di fare il nido. Però se non si è capito finora, quanto è accaduto questa settimana deve per forza aiutare a far aprire gli occhi anche a chi finora è stato costretto dai media a tenerli chiusi.

Se ciò non accadrà, e i commenti ascoltati dal vivo e letti su facebook e twitter alla foto di cui sopra sembrano dimostrare che nulla sta cambiando, devo desumere che troppe persone intelligenti non hanno più la forza mentale di realizzare cosa di veramente grave è accaduto questa settimana e perché è accaduto. E mi chiedo come possano cervelli intelligenti parteggiare talmente tanto per una fazione politica al punto da rendersi ciechi e non capire che qualcuno da tempo gli sta instillando il sentimento più bieco: l'odio. E lo instilla raggirando e aggirando le difese del cervello in maniera subdola, convincendolo che si deve odiare Salvini perché Salvini odia i sani principi e gli ideali dell'integrazione. Qualsiasi cosa faccia il ministro dell'interno parte una campagna mediatica volta solo a screditarlo e ad aumentare quell'odio che in condizioni normali nessuna mente intelligente proverebbe.

Proviamo a fare un esercizio mentale cercando per qualche minuto di evitare le barriere dell'odio, usando la settimana appena passata come paragone per tutte le settimane precedenti per cercare di comprendere il motivo per cui è partita l'ennesima campagna mediatica denigratoria offensiva. Proviamo a mettere ordine nelle nostre idee facendoci una domanda e rispondendoci.

"Chi ha dato il via alla campagna denominata Salvini è razzista?". Risposta: "Tutto il caos popolare è nato da una fakenews lanciata dai media e dai politici dell'opposizione".

E' così oppure no? Sì, è così, ma dire che sono stati i media gli artefici della campagna non fa capire nulla. La parola "media" scivola via nella mente e non ci dice niente se non entriamo dentro il termine e ci ragioniamo sopra. 

Ed allora continuiamo l'esercizio mentale chiedendoci chi sono i media: I media più importanti nel mondo occidentale sono gli editori non indipendenti che coi loro mezzi di informazione raggiungono il 90% dei popoli, in pratica quasi tutti gli editori presenti sul pianeta. Visto questo chiediamoci perché il 90% degli editori italiani ha deciso di pubblicare una fakenews in contemporanea e tenerla viva per cinque giorni di fila grazie alla parola razzismo. Per una mente non allenata a certe situazioni del potere economico non è facile capire certe cose, perché il popolo tende a pensare che se tutti i mezzi di informazione danno la stessa notizia quella notizia deve per forza essere vera. Ma se si scopre che vera non è?

E qui c'è da fare una postilla e dire che purtroppo nella mente in cui l'odio è già stato instillato la notizia, anche se fake, aumenterà comunque il livello di guardia e quando quella mente vedrà una nuova immagine creerà una correlazione che farà scattare in automatico il desiderio discriminatorio verso la persona odiata. Per cui si tenderà a cercare la parte comunque negativa di quella foto per tenere la mente in linea col pensiero già ormai radicato. 

Ma torniamo alla domanda precedente: "perché tutti gli editori hanno dato in pasto al popolo la stessa notizia fake?"

E qui la risposta è molto facile: "Hanno dato tutti la medesima fakenews perché la maggioranza assoluta degli editori segue la linea voluta dai poteri forti che hanno nei loro portafogli azionari le multinazionali, visto che la loro sopravvivenza dipende esclusivamente dalla pubblicità commissionata e pagata da queste aziende che se non assecondate lasciano gli editori senza contratti pubblicitari e di conseguenza senza introiti". 

Facciamo ora un passo avanti per capire che i poteri forti sono quelli che comandano a livello nazionale o globale i settori bancari-economico-finanziari-petroliferi-energetici-farmaceutici-meccanici ecc. Questi poteri vengono riveriti dai governi occidentali, un po' perché sponsor di tante campagne elettorali, un po' perché ormai intrallazzati con la politica.

Sto parlando delle multinazionali, altra parola che scivola via dalla mente che non si chiede cosa siano in realtà. Ed allora entriamoci dentro e scopriamo cosa si intende col termine "multinazionali".

Partiamo col dire che le multinazionali consolidate in uno stato, mai al mondo vorrebbero politici populisti che con una nuova legge potrebbero cambiare le regole del gioco in favore del popolo. Queste super potenze formate da scatole cinesi dove all'interno si annidano aziende su aziende quasi sempre anche impensabili, si alleano e insieme spingono affinché nei vari stati prendano il potere persone in grado di agevolarle e anche regalare loro miliardi tramite sgravi fiscali o acquisti mirati. Loro ricercano quei personaggi che in pochissime ore sono in grado di regalare denari pubblici alle banche, giusto per fare un piccolo esempio (clicca qui per approfondire l'argomento: in sei anni regalati 85 miliardi alle banche), miliardi che naturalmente saranno poi pagati dai cittadini grazie alle tasse. 

Per capire ancora meglio da dove è partito e come funziona il "sistema" governativo che ha ingrassato le multinazionali di cui è sempre stato complice il politico di turno, che oggi si trova ad esser schiavo di chi l'ha aiutato, facciamo un altro esempio e parliamo delle autostrade Italiane. Le autostrade in Italia le ha fatte costruire l'IRI, istituto per la ricostruzione industriale, azienda d'eccellenza che faceva capo a tante altre aziende statali molto famose, anche a partecipazione privata. Tutto ha funzionato a meraviglia per quasi trent'anni a partire dal 1950. Poi, quando l'Italia iniziò le pratiche per unirsi alla comunità economica europea, che prevedeva una moneta unica del giro di un decennio, ci furono politici europei che iniziarono a contestare i finanziamenti che lo stato italiano garantiva per quelle aziende statali che possedeva.

Erano le sue, chi doveva garantirle? Non si può fare, disse Karel Van Miert, un politico belga di sinistra che dopo aver cessato il suo impegno coi socialisti e con l'Europa è diventato membro del consiglio di amministrazione della Vivendi (la multinazionale francese delle comunicazioni) e nel mentre era pure consulente della Goldman Sachs (una delle più grandi e potenti banche del mondo)... e forse lo è ancora.

Ed è dal suo: "globalizzazione e concorrenza vogliono che lo stato non garantisca", che si decise di vendere le aziende statali ai privati. Via l'Alfa Romeo, Via la SIP (ora Telecom), via l'ENEL, via il Credito Italiano, via Autostrade SPA, via Autogrill ecc... ecc... Fautori di queste svendite a prezzi stracciati furono Prodi, Andreatta & company. Via lo stato dalle aziende e spazio ai privati può anche andar bene in alcuni settori industriali, ma non in tutti. Quando ci furono le svendite per la Autostrade SPA il trattamento fu leggermente diverso. I politici decisero di dare in gestione la rete autostradale nazionale ad aziende private per trent'anni, poi diventati cinquanta grazie a Berlusconi.

Come non capire quanto fosse criminale svendere quella parte di patrimonio statale che garantiva un sicuro introito? La SIP, l'ENEL e le Autostrade non sarebbero mai entrate in crisi visto che erano i cittadini a pagare le bollette e i pedaggi. Eppure si svendette. E chi alla fine della fiera, dopo varie acquisizioni e offerte pubbliche di acquisto, acquistò la gestione delle autostrade?

Prodi & co., affermati economisti a livello mondiale, finsero di non capire quale fosse il reale valore di quelle aziende, ma gli imprenditori non finsero affatto e lo capirono! Infatti nel 1995, non appena privatizzata, subito ci fu chi acquistò Autogrill. Ad aggiudicasi l'azienda di ristorazione a cui poi venne aggiunto SPA, fu la Schema34 srl, ancora oggi controllata al 100% da una finanziaria che fra un po' svelerò. Quattro anni dopo ci furono guerre per acquisire la maggioranza di Autostrade SPA. Guerre vinte alla fine da un imprenditore italiano che ancora oggi alleva milioni di pecore in altre nazioni, più economiche dell'Italia, e che della loro lana ne fa milioni di maglie colorate, sempre in altre nazioni perché più economiche rispetto all'Italia.

Mr. Benetton vinse la "guerra" e ad oggi controlla il 30% di Atlantia (ultimo nome dato ad Autostrade SPA). Vediamo cos'è Atlantia del gruppo Benetton.

Atlantia S.p.A. (già Autostrade S.p.A.) è una società per azioni italiana, costituita nel 2002 e presente nel settore delle infrastrutture autostradali e aeroportuali, con 5.000 chilometri di autostrade a pedaggio in Italia, Brasile, Cile, Cina, Polonia e la gestione degli aeroporti di Fiumicino e Ciampino in Italia e dei tre aeroporti di Nizza, Cannes-Mandelieu e Saint Tropez in Francia. Il principale azionista è la famiglia Benetton.


Mi cojoni se son forti questi qui della Benetton! Son forti sì, perché, pensa te, con un'azienda alimentare qual è Gemina i Benetton controllano pure gli aeroporti romani! E ad essere precisi, la finanziaria a cui appartiene il 100% dell'azienda Schema34 srl che a sua volta controlla il 100% del marchio Autogrill è sempre della famiglia Benetton e si chiama Edizione S.r.l. Anche questa è una società a responsabilità limitata e ogni anno da Autogrill SPA, che fattura più di 4 miliardi di euro, incassa oltre cento milioni di guadagni. Ma nell'elenco sopra manca pure l'ultima acquisizione di Atlantia, manca l'acquisto fatto a inizio anno della società che ha in gestione l'Eurotunnel, il tunnel che attraversa la Manica e collega Francia e Gran Bretagna!

E chi lo avrebbe mai detto che gli amici di Oliviero Toscani fossero una multinazionale con scatole piene di società che controllano aziende così grandi? Chi lo sapeva che la Benetton non si occupa solo dì maglie e colori? Chi lo sapeva che grazie alla legge Fornero la Benetton ha potuto mettere in pre-pensionamento 500 dipendenti italiani di Autogrill? Legge Fornero, non legge Di Maio...

Ma non è finita qui perché non vi ho parlato di UN HATE Foundation, una fondazione umanitaria sempre della famiglia Benetton. Ma dai, chi l'avrebbe mai detto che una multinazionale possedesse una fondazione umanitaria?

E' quasi finito l'esercizio mentale. Ora sapete cosa significa e porta in sé la parola "Multinazionali". In pratica sono quelle enormi aziende inserite in scatole su scatole che per pubblicizzarsi pagano agli editori milioni di euro al mese. Avete mai visto la pubblicità della Burger King? Siete andati all'apertura del suo primo ristorante a Milano? Sapevate che era il gruppo Benetton.tramite Autogrill SPA ad essersi assicurata la gestione del marchio? Ora capite? Questo è un esempio di multinazionale potente economicamente che può permettersi di creare una fondazione il cui compito scritto è quello di portare l'integrazione nel mondo. Attualmente, neanche a dirlo!, sta finanziando progetti su questioni legate alla lotta all'odio e alla mancanza di accettazione della diversità e si avvale della consulenza di "Fabrica", un'altra società che mr. Benetton ha fondato ma non da solo, stavolta come socio al 50% ha scelto Oliviero Toscani. Sì, proprio il Toscani che dopo una vita passata in parlamento fra i radicali quest'anno si è iscritto al PD. Non sapevate neanche questo? 

E siamo arrivati al punto. Romano Prodi smantellò l'IRI iniziando a donare la ricchezza dello stato e dopo lui altri continuarono la sua linea politica donando un tesoro a chi seppe approfittarne. Alle multinazionali che con semplici società a responsabilità limitata controllano imperi economici multimiliardari. Quando addirittura gli imperi economici non sono controllati da società che neppure devono presentare i bilanci, come la Dicembre società semplice che controlla la FCA automobilies e altre decine e decine di società registrate nei paradisi fiscali esteri e in Italia. Prima fra tutte la Juventus.

Sì perché mi sono scordato di dire che questa piccolissima società piemontese paragonabile a una società di fatto, era la cassaforte di Gianni Agnelli passata, dopo la sua morte e per gentile intercessione anche della nonna, al nipote John Elkann che dopo aver fatto la guerra con sua madre la controlla quasi interamente. Anche se la guerra fra i due pare non sia ancora finita. Non sapevate neppure questo? Ma non sapete quasi nulla di scatole cinesi, di multinazionali e della pubblicità che queste pagano profumatamente agli editori che per non perdere introiti assecondano il grande cliente! Almeno qualche volta l'avete vista la pubblicità della Fiat sulle varie televisioni e sui giornali?

Ecco il problema dunque! Le grandi aziende italiane hanno fatto affari coi vari governi. Hanno acquistato, hanno potuto licenziare, hanno goduto di sgravi fiscali enormi e potuto aprire, indisturbate dalla Finanza, miriadi di aziende nei paradisi fiscali, la Svizzera in primis dagli anni '90 al 2010, in cui far confluire denaro.

E se putacaso la nuova politica populista decidesse di guardare bene, una volta tanto, da cosa sono realmente composti i bilanci multimiliardari delle multinazionali? Se decidesse con una legge di riabbassare il periodo di gestione delle autostrade (quello alzato a 50 anni da Berlusconi)? Se decidesse che prima di tutto viene l'italiano (toh, il mantra di Salvini) e poi tutto il resto? Sarebbe un bel casino, non credete?

Avete capito cosa intendo dire? I governi succedutisi fino a marzo dagli anni '80 sono andati a braccetto con banche e multinazionali (se escludiamo il problema che ci fu fra Bettino Craxi e De Benedetti, altro guru nazionale) mentre col nuovo governo vige l'incertezza perché non è semplice per un rappresentante della multinazionale o di una banca andare da un ministro leghista o del M5S per accordarsi su qualche legge che aiuti la sua azienda, magari per poter pre-pensionare altri mille dipendenti, o contare su qualche altro miliardo di euro per ripianare le casse vuote. Ecchecaxxo, questi populisti razzisti vogliono addirittura abolire la Legge Fornero!

Questo è solo uno dei motivi per cui vogliono al governo i vecchi politici (o almeno la vecchia politica). E questo è solo uno dei tanti esempi sugli intrallazzi che politici e multinazionali possono fare alla faccia nostra. Forse uno dei più piccoli perché se entriamo ad esempio nel settore farmaceutico o petrolifero il discorso si allarga ancora di più.

Con quelle uova i leghisti prendevano in giro Martina, Renzi e il PD che grazie ai media sopra descritti per una settimana hanno potuto strumentalizzare e accusare Salvini di razzismo dandogli la colpa di tutti i mali dell'Italia. Non c'entrava nulla il razzismo e i media dell'informazione già lo sapevano un'ora dopo il fatto perché subito hanno telefonato ai carabinieri di Moncalieri.

Lo sapevano tutti ma tutti hanno perseverato per una settimana cercando di screditare il più possibile Matteo Salvini, cercando di creare crepe all'interno della coalizione governativa affinché i cinque stelle si staccassero dalla Lega. Vogliono che gli italiani usciti dall'ovile di una politica marcia vi tornino contenti così che anche loro siano felici.

E se ancora non avete capito come e perché si cerca di far odiare e screditare il ministro dell'interno, anche e soprattutto agli occhi dei suoi alleati di governo, posso solo farvi gli auguri di un sereno futuro e dirvi che con voi i media, istruiti dal PD e dalle multinazionali, hanno fatto un lavoro eccezionale!

5 commenti:

Anonimo ha detto...

vogliono la guerra , civile!

Gilberto ha detto...

Bellissimo articolo, una precisa e circostanziata radiografia del Bel Paese

Lori ha detto...

Grazie per questo eccezionale articolo che spiega perfettamente il perché questo governo sia soggetto a un a campagna denigratori senza precedenti da parte dei media

Anonimo ha detto...

Bell'articolo, molto interessante. Complimenti!
Meg

Vanna ha detto...

Ciao Massimo, ottimo articolo che condivido in pieno!

Mi soffermo sulla tua frase seguente:
"...Per gli altri governi d'Europa, tutti in crisi e pronti a cadere alle prossime elezioni, e soprattutto per chi comanda da decenni i politici di quelle nazioni (i poteri economici-bancari, e non solo, assecondati da tutti i governi occidentali), si aprirà uno scenario tragico se il governo populista italiano riuscirà a diminuire la criminalità e ad aumentare lavoro ed economia. Perché il rischio che anche in altri popolosi stati crescano a dismisura i consensi ai movimenti popolari aprirebbe un nuovo e sconosciuto capitolo mai davvero vissuto in precedenza in Europa, visto che i popoli dopo le monarchie e le dittature hanno avuto voce in capitolo solo quando si sono compattati in pochissime occasioni referendarie. Mostrare agli europei che un governo populista funziona significa far crescere altri movimenti in altri stati. E questo non può andare bene a chi vuol decidere usando propri politici per non avere ostacoli al proprio tornaconto...."

In Europa sono disorientati ma più aperti rispetto ai Renzusconi, semplicemente perché l'Italia ha dato prova di essere democratica e pronta a sfidare il potere consolidato dando il voto a una manica di sconosciuti guidati da un giullare, così sembrava.

Nessuno credeva che sarebbe successa una prova di tale maturità e bisogno di dire BASTA semplicemente con il voto!
E difatti si sono stupiti, ora ci guardano in altro modo.

Il "pericolo" più che dall'Europa, ci viene dall'interno, quell'interno che ormai si era incancrenito in un sistema di rapporti clientelari, di benefici economici, di compravendite.
Non hanno fatto politica, hanno solo scaldato i banchi del parlamento e mangiato i nostri soldi e i nostri sogni, prendendo a calci i nostri bisogni.
Ora questo interno che ha perduto i privilegi che aveva e tutti si stanno rendendo conto che LORO hanno lavorato solo per sé, siccome vogliono tornare a mungere gli armenti cercheranno in tutti i modi di creare disagio nel governo e mettere zizzania facendo credere che non vogliamo gli extra perché siamo razzisti.
Stanno montando questa cosa in modo vergognoso.
LORO erano gli accoglienti che davano spazio a tutti salvo lasciarli alla deriva di un quotidiano difficilissimo nel quale si sono inseriti quelli che ci guadagnavano sopra col lavoro a basso costo prendendo esempio da chi ci governava.

Non credo che ci riusciranno,sono fiduciosa ed ingenua, ma quando parlano questi ministri col presidente Conte, io vedo che sono persone perbene, pulite che credono nel loro mandato di sostenere gli italiani non loro stessi.
Di Battista ha rinunciato a 40000 euro, LORO lo avrebbero fatto?

LORO hanno le testate giornalistiche e televisive, il pool governativo usa internet e tutti sanno ciò che accade nel parlamento ogni giorni monitorando interventi a difesa di diritti inascoltati per troppo tempo.
Se anche il governo riuscisse a dare agli italiani il 10% di quello che hanno contrattato, darebbero prova di aver lavorato.
Il restante 90% di non realizzato sarebbe una prova a sfavore di chi glie lo ha impedito dimostrando tutto il marcio che c'era.