mercoledì 1 ottobre 2014

Siamo tutti dei "Massimo Bossetti": ignari protagonisti (nostro malgrado) e futuri attori di un sicuro successo mediatico...

Articolo di Gilberto Migliorini


La notizia sbandierata in bold è che sì… i coniugi Bossetti talvolta guardavano dei filmini porno. Notizia talmente eclatante, rivelatrice, per non dire ‘sconvolgente’, da meritare appunto i titoli di testa. Nell’epoca dove in rete con un colpo di mouse si può reperire tutto il kamasutra e perfino la bella addormentata nel bosco in versione hard, sembra che l’invenzione dell’acqua calda d’improvviso abbia avuto gli onori di un oscar per la regia. È come se qualcuno avesse rivelato che lo sport nazionale, dar pedate a una palla, in certe occasioni può diventare davvero qualcosa di sospetto, una sorta di perversione per via della sfera che va in rete con oscure allusioni a qualche recondito goal in fuorigioco… Il sesso è come il prezzemolo, un ingrediente con il quale si può cucinare qualunque pietanza, dimostrare il tutto e il niente, fare la quadratura del cerchio e operare perfino il miracolo, quello di trasformare l’acqua in vino.

Per quanto tutti facciano uso dell’erba lussuriosa nelle preparazioni culinarie, è facile farne una macchia di Rorschach: ognuno ci proietta quello che vuole, perfino la giustificazione di un delitto se la trama consente di spaziare dalla commedia brillante al noir. Per i benpensanti e i bacchettoni, il sesso deve rimanere una sorta di buco nero e il porno qualcosa di peccaminoso, per qualcuno addirittura di perverso e anormale. Sì, è vero, il sesso può diventare una droga, come il cibo, il fumo, l’alcol e perfino il lavoro. Questione di dosi, ma soprattutto di processo alle intenzioni. C’è chi lo prende in quantità omeopatiche e chi ne fa indigestione, ognuno ne sfrutta quanto basta, talvolta come un farmaco o un surrogato, fino alla totale astensione per scelta, per vocazione o per sopraggiunta pace dei sensi. Il mondo è bello perché è vario.

Il porno è come un grimaldello, per qualsiasi delitto c’è il passepartout del sesso, in qualsiasi teorema che si rispetti esso sviluppa inferenze più o meno consequenziali, in qualche caso si tratta del classico pseudo sillogismo che costruisce dei veri e propri quinti postulati. Si tratta di quei parallelismi dai quali si possono ricavare deduzioni fantasiose e bizzarre. Per un punto passano infinite rette parallele a una retta data: si tratta di geometrie non euclidee per le quali si costruiscono teoremi a iosa e si può sempre trovare argomenti per dimostrare il movente di un delitto e disegnare un profilo criminale, se serve, usando l’oscuro oggetto del desiderio, la molla passionale, la perversione e perfino qualche problemino erettile. Il sesso può essere il movente di qualsiasi delitto, perfino quello di amarsi, forse il più sconvolgente e sospetto. L’amore, quello vero - non quello convenzionale delle telenovele o dei fotoromanzi - ha sempre qualcosa di deviante per quel suo non conformarsi ai canoni del bon ton, per quel suo uscire dall’immagine oleografica e convenzionale, per quel significato unico che ciascuno che ama davvero riesce a dare al sentimento indecidibile. 

L’amore fa scandalo soprattutto quando non si tratta di quelle commedie leziose e convenzionali… di quei film hollywoodiani un po’ mielosi, di quei polpettoni televisivi conditi con tanti buoni sentimenti. I moderni opinionisti ne rilevano tutti gli aspetti non conformi rispetto a quell’idealtipo che con stampante 3D si trasforma in modello canonico, la normalità della famigliola del mulino bianco dove si può radiografare l’eros, misurarlo con il calibro e offrire al target la sua dose giornaliera di convenzioni confezionate con qualche ricetta pronta all’uso. Si tratta di cucina molecolare, anzi di quella normalità che gli spot pubblicitari ci raccontano con immagini edulcorate e edificanti. Ci diranno com’è, se è naturale, come non deve essere, se anomalo; dei personaggi letterari ne faranno delle macchiette tradotte in letterine e veline, una poetica con canzonette anima e core. Una volta erano i preti a voler guardare sotto le lenzuola, metaforicamente parlando, adesso sono criminalisti, moralisti, strizzacervelli e tutti quei persuasori che amorevolmente ci prendono per mano per condurci nel paese dei barbapapà.

Qualcuno sa sempre con precisione dove tracciare il confine tra l’eros e il porno, ti spiega per filo e per segno quando siamo nel segno di Moana Pozzi o invece in quello della cantante che muove il culo sensualmente in un videoclip. Mai il dubbio che il confine sia proprio dentro l’occhio di chi guarda, anzi di chi giudica, nel pregiudizio che trasforma una spensierata divagazione nell’immaginario, delle ludiche e innocenti fantasie sessuali in un perverso outing anatomico, un peccaminoso sguardo proibito, perfino la scenografia di un delitto. È così che lo sport nazionale diviene improvvisamente qualcosa di eccentrico e difforme, pericoloso e perverso…. Fin tanto che rimane anonimo, tutt’al più confinato nel mondo dello spettacolo il sex, sembra perfino ammesso e tollerato, sbandierato quando serve e occultato con (finta) diffida quando occorre risvegliare l’interesse in un pubblico annoiato. Per la politica? Beh, lì sì, noblesse oblige, si può pretendere, giustamente, discrezione, invocare, opportunamente, la privacy, dirimere il dilemma invocando qualche immunità in ragione di obblighi istituzionali. Anzi in certi ambienti si chiude un occhio anche perfino di fronte a qualche vera perversione, non parliamo poi se di mezzo ci sono istituzioni diciamo moralmente ineccepibili… 

Ma quando riguarda noi tutti, uomini e donne normodotati di un potere effimero, come persone che amano la vita con quella attitudine a volersi eccitare, trovare consonanza di desideri e bisogni, sperimentare legittime trasgressioni, provare l’ebbrezza di un corpo desiderante, beh… allora d’improvviso ci scopriamo attenzionati, gravidi di una perversa e deviante attitudine a fare i guardoni, anticamera di perversioni inaudite e di efferati delitti. E sì che il guardare fa parte di quella freudiana scena primaria della quale siamo stati un po’ tutti testimoni. Sarebbe naturale guardare un film porno, giusto come promemoria per rimembrare una sessualità in fase di stanca o un erotismo un po’ spento, per risvegliarci dal sonno dei sensi?  Possiamo ancora farcela? Non tutto è perduto? C’è ancora un desiderio di riscossa? Per i bacchettoni no davvero, guardare su Google qualche immagine diciamo un po’ evocativa è cosa non solo sospetta, può davvero risultare la prova di un delitto. Quale delitto? Quello che non abbiamo ancora commesso ma che nel caso avrebbe già bell’e pronto un indizio, forse una prova con tanto di documentazione di navigazione on-line. 

Attento, il Grande Fratello ti guarda. Navighi tra Scilla e Cariddi, tra gli scogli che evocano qualche simbolo fallico, sono allusioni infide e pericolose… su quelle rocce affioranti si può naufragare anche solo per aver osato guardare un pisello o una passerina, non parliamo poi di un amplesso, un ménage a trois o l’amore di gruppo. Lo sguardo di Medusa è quello che ci fa arrossire di vergogna, impietriti balbettiamo, ci scusiamo, giustifichiamo qualcosa che fa parte della nostra natura incommensurabile a qualsiasi supposta normalità omologata, di fantasie per le quali si prova l’ebrezza dei desideri proibiti. Guardare e mettere a nudo costituisce la premessa per comprendere e comprenderci, accettare noi stessi con i nostri desideri e i nostri limiti, ma anche con la nostra originale impudicizia.

Il porno è davvero un argomento per tutte le stagioni, prefigura qualsiasi movente. Il sesso si sa è una delle molle del mondo perfino quando, come nel film con Manfredi accusato di aver molestato una gallina, il protagonista si giustifica dicendo che non è fatto di legno. De gustibus non est disputandum. Ma qui gli animalisti potrebbero giustamente insorgere. Non si tratta di adulti consenzienti. Un pollo si può mangiare, magari usare come cavia sperimentale, torturarlo con sostanze chimiche, impiantargli elettrodi nel cervello (in nome della scienza lo si può fare)... ma il sesso no, lì si tratta di perversione.

Effettivamente in un filmino porno c’è qualcosa di più: c'è il pregiudizio e la proiezione (in senso psicoanalitico). L’argomento è scabroso per via di una rimozione, quella privacy che ormai ci viene abitualmente sottratta. La nudità non è più quella dei film porno e delle ammucchiate, è quella della profilazione alla quale siamo giornalmente sottoposti. Carte di credito, fidaty, cellulari, computer, occhi satellitari. I nuovi attori porno siamo noi, nudi in vetrina non solo nel letto, quando facciamo la spesa, navighiamo, telefoniamo, mangiamo, viaggiamo, sogniamo… perfino quando defechiamo un water elettronico registra puntigliosamente l’entità dei nostri coproliti, l’analisi chimica ne trae valutazioni sui nostri stili di consumo, in grado di dire statisticamente per chi votiamo pesando opportunamente i sentori registrati da un naso elettronico. Merde!, direbbero i francesi. Noi invece usiamo perifrasi e circonlocuzioni per non offendere le anime candide. Banche dati dei nostri profili antropometrici e del nostri spostamenti ci rendono sempre reperibili, localizzabili, tracciabili, monitorabili, misurabili e pesabili. La nudità e la pornografia non è più quella delle vergogne, è quella della nostra anima trasparente, pesci di cristallo in un acquario, quella nuvola informatica nella quale siamo immagazzinati, trasformati in cavie sperimentali, profili statistici.

Perfino le masturbazioni mentali presto saranno visionabili mediante quei chip impiantati sottopelle e resi obbligatori per mantenerci in buona salute. Il porno finalmente uscirà dal pregiudizio che fa di Cicciolina un’attrice di serie B. Ormai non siamo più soltanto spettatori, recitiamo con spontanea e forse rassegnata nonchalance, talvolta senza neppure percepire che siamo in diretta e che potremmo diventare proprio i protagonisti di un thrilling a puntate, in prima pagina, (porno)attori di un film di grande successo, inconsapevoli autori di un delitto, in primo piano in tutte le trasmissioni e programmi tv...

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655 commenti:

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Etrusco ha detto...

Non si sottovaluti la posizione del corpo al ritrovamento: supina, braccia all'indietro verso l'alto, scarpe slacciate, mani parzialmente coperte dalle maniche del giubbotto. Tutto questo lascia supporre che sia stata afferrata da due persone, una per le braccia e l'altra per le gambe, per poi essere abbandonata nella medesima posizione. Anche i Dna di più soggetti, riscontrati addosso alla vittima, suggeriscono indicazioni in tal senso.
Ma non è detto, come non è nemmeno escluso, che questo sia necessariamente avvenuto nel campo: infatti può essere avvenuto tempo prima e a causa della rigidità cadaverica il corpo è rimasto in quella posizione mentre veniva trasferito nel campo in qualche modo artificioso
Mi stupisco di come non si consideri questa presumibile evenienza, che a me sembra la più immediata da immaginare, Bossetti o non Bossetti.

In oltre, un reato è rapire, un altro è cagionare la morte, un altro ancora è occultare un cadavere. E' possibile che l'occultamento sia stato commesso da individui diversi da chi ha provocato il decesso di Yara, e che lo abbiano fatto per allontanarne il corpo dalla propria zona di competenza o frequentazione.
Imputare tutti questi reati all'unico indagato è una forzatura, anche per questo i conti non tornano.

Quello che è strano e cinicamente non si capisce, è il motivo della "non" distruzione o "non" seppellimento del cadavere: più facile e meno rischioso, nulla sarebbe mai stato trovato, quindi niente Dna e niente Ignoto1-Bossetti. Veramente strano.

PINO ha detto...

MIMOSA
Se dovessimo tornare agli inizi, e mettere da parte, momentaneamente MGB, come proponi, dovremmo partire dalla testimonianza del giovane Tironi, che ritengo la più verosimile, e dall'auto rossa parcheggiata nei pressi del gruppo, con i fanalini accesi.
Pista che, anche dopo aver messo nell'ultimo cassetto Tironi ed il suo racconto, fu seguita con una certa insistenza, fino alla sua improvvisa ed inspiegabile interruzione.
Senza, naturalmente, tralasciare la quasi certa permanenza di Yara (viva o già morta) al cantiere di Mapello.
Fu proprio a quel punto delle indagini, che circolarono "voci" sulla tiepida collaborazione fra le diverse forze dell'ordine, interessate all'investigazione del caso.
Ripartendo, quindi, cara Mimosa, non sarà facile eliminare episodi, voci e fatti, che hanno caratterizzato i primissimi tempi delle indagini.
Suggerisci un metodo, e vedremo di adottarlo, così come facemmo nei mesi in cui scandagliammo gli abissi del caso Rea, avvicinandoci pericolosamente a certe conclusioni.
Pino

Vito Vignera da Catania ha detto...

Ciao carissima Sira,perché non dovrebbe essere quì il posto giusto per Annika? Ognuno di noi sia anonimo o che metta nome e cognome cerca di dare il suo piccolo contributo alla ricerca della verità.Se Annika a scelto di restare anonima avrà i suoi buoni motivi,e di certo su un punto molto significativo(DNA) è stata di grande aiuto,e sono sicuro che tante delle sue domande siano arrivate a chi di dovere,e sai benissimo che il blog di Massimo e visitato da molti utenti,magari non commentano,però leggono con attenzione tutto ciò che analizziamo nei minimi dettagli,magari non avendo tutto il malloppo delle indagini qualcosa può sfuggirci,però abbiamo letto l'ordinanza di custodia cautelare e qualche incongruenza è emersa,non tutto è per come vogliono far credere,l'inghippo si trova sempre,ed Annika l'ha trovato in quella traccia cellularizzata e che ci dicono di aver estratto il DNA di ignoto uno.Riguardo a tutto il resto delle indagini,puoi ben vedere che i dubbi sono ancora tanti,e che arrivare a capire la dinamica di quel che è successo il giorno del rapimento sarà un impresa ardua.Buona notte.

Mimosa ha detto...

Carissimo Pino
vedrò di provarci
qualche tentativo l'ho fatto e sono uscite molte considerazioni interessanti.
Ora è tardi anche per me
e per la mia testa ...
Ci dovremo aggiornare a domani in tarda serata dopo CLV
perché durante il giorno ho impegni e non so se riuscirò a stare al pc

Buonanotte a te carissimo e a tutti
Mimosa

Vito Vignera da Catania ha detto...

Buona notte anche a te cara Mimosa,e naturalmente a tutti gli amici del blog.

Anonimo ha detto...

e chi siamo noi per decidere "il posto giusto " per annika?

leo

Sira Fonzi ha detto...

Ciao Vito,
scrivendo:

. In fondo non stai lanciando una richiesta di confronto con la tua domanda?
Forse non è il canale giusto, con tutto il rispetto e la stima che nutro per Massimo, a cui voglio bene. Forse non è qui il posto giusto, il contesto...

Intendevo dire che il posto dal quale sta chiedendo un confronto
forse non è quello giusto, perchè non è un sito al quale si collegano abitualmente ricercatori, o cervelli in fuga che dir i voglia.

Non che non sia il posto giusto per Annika, ma il posto giusto per veicolare le sue domande.

Ciao Vito
Sira

Anonimo ha detto...

SIRA

"Sicuramente avrei altro di più costruttivo da fare che ridicolizzare l'operato di un intera categoria, tra cui ci sono ricercatori e medici che lavorano spesso in condizioni ridicole."

1. Fammi capire, secondo te quindi raccontare verita' scientifiche documentate ed inamovibili significa ridicolizzare l'operato di un intera categoria? Sarebbe forse stato meglio che fossi stata zitta, e' questo che stai dicendo?

2. Il fatto che un ricercatore o un medico lavori in condizioni ridicole, non lo scusa dal non sapere o dal sapere e tacere. Meno che mai dal mentire.

3. La mia non e' una sfida. Io di mestiere, cara Sira, racconto le cose come stanno dando una bocca a chi non puo' piu' parlare. Yara non puo' parlare. Dire cose non vere al posto suo e' semplicemente una schifezza. Se raccontare una verita' scientifica in Italia equivale ad una sfida, capisco ancora meglio perche' state messi talmente male.

4. Tanto per parlare di "condizioni ridicole di lavoro", di mestiere lavoro dove si muore, non di mafia e di omerta', di mazzette e favori e di ordini dall'alto. Lavoro dove si muore di stenti e di fatica, di infezioni e di sfruttamento, di paura e di menefreghismo del resto del mondo. Ho le mie figlie con me; una e' piccolissima. La sera non torno a casa a riempirmi la pasta di pasta e pizza e stravaccarmi sul sofa' per farmi bombardare da programmi spazzatura. Vivo in un compound con uomini armati al cancello e abbiamo restrizioni non da poco. E cio' nonostante vado avanti e credo in quello che faccio e lo faccio al meglio delle mie capacita'. Altro che "condizioni ridicole"! E' una scelta, anche altamente remunerativa ma non solo, inutile lamentarsi. Ma ancora piu' inutile lamentarsi di condizioni che, a chiamarle ridicole solo perche' permettete al vostro stato di fare politiche indecenti, ci vuole il pelo sul cuore. Yara era una bambina. Sai quante ne vedo qui di bambine come Yara violentate e uccise? Condizioni ridicole??? Per cortesia, non bestemmiamo!

5. Il fatto di apporre nome e cognome ai tuoi post non ti da alcun diritto di dire a me o altri cosa dire e quali canali usare per farlo. Finche' Massimo Prati riterra' opportuno ripescare i miei post dallo spam (dove finiscono proprio per via del mio IP impossibile) e postarli per me, questo e' il mio canale. O mi stai/state forse gentilmente chiedendo di andarmene o di tacere e affilarmi ai post delle ipotesi senza prove? Spero proprio di no!

6. Questo punto e' rivolto a tutti. Cio' che scrivo e' vero, e' provabile ed e' impossibile da smentire. Perche' allora tanta ostilita'? Non volete forse scoprire la verita' dietro all'omicidio di Yara? Per farlo bisogna partire dai fatti ed io ve ne offro diversi. Perche' vederli nero su bianco vi da cosi' fastidio?

Annika

Anonimo ha detto...

Annika mi intrometto per esporre un momento il mio punto di vista su questa storia, o perlomeno quello che ho intuito. Quando parlavi della sg hai avuto molti pareri contrari, ma più andavamo avanti e più venivi sostenuta da altri utenti. Non per fede, ma perchè, con documenti ufficiali alla mano da te forniti, aumentavano le persone che comprendevano il quesito sg.
Ora la storia si ripete, con l'unica differenza che le perizie non sono uscite e forse, dico forse, le persone vogliono essere non solo più caute, ma hanno bisogno anche di approfondire ed appunto capire. La mia impressione è che quando usciranno le perizie le tue domande potranno essere approfondite e forse si formerá di nuovo quel team che c'è stato per la sg dove gli utenti ti bombardavano di domande, cercavano link,proponevano gli stessi quesiti al di fuori di questo spazio.
Sono sicura che è solo una questione di pazienza. Un caro saluto a tutti
Kiba

PINO ha detto...

ANNIKA
Ti contatto direttamente, per la prima volta, apertamente, su queste pagine, per dirti:
1° Nessuno ha mai messo in dubbio le tue qualità professionali. Ed io, in particolar modo, tengo a precisarti che nulla ha scalfito la mia stima nei tuoi riguardi, come scienziata e donna .
2° Quei rapporti di amicizia e fiducia che hai coltivato con me e pochi altri, per lunghi mesi, non possono essere cancellati da controversie basate principalmente su malintesi alimentati, magari, solo da banale spirito di contraddizione, innescatosi, ne sono certo, automaticamente, data la nostra appassionata maniera di porci.
3° Stabilito tassativamente quanto sopra, ritengo sia giusto ed onesto, da parte mia, spiegare il perchè ebbi a definirti 2incazzatissima" in un mio intervento mirato a sedare il malinteso sorto fra te ed alcuni/e utenti/e, degni/e di altrettanta, generale stima.
Il tuo carattere (o temperamento?), volitivo, appassionato e risoluto (mica sei nata sotto il segno dello "scorpione", come me?-:)) si rivelò, nella sua completezza, nel corso del dibattito cui ho accennato, provocando irritazione nei componenti del forum, e quel senso di disappunto che Mimosa definì "incidente di percorso, per porre termine alla sterile diatriba.
Concludo, non prima di assicurarti che Sira è una persona sensibile e sincera: hai male interpretato le sue parole. Faresti bene a rileggerle.
Ascoltiamo piuttosto una saggia affermazione che Massimo Prati ebbe a farmi poco tempo fa: "Le proprie idee, anche se contrastanti, non intaccano mai una vera amicizia".
Non rinnego la stima che ho di te. E come potrei? cara Annika, se confermo la mia fiducia negli operatori scientifici italiani nel campo forense, e nella buona qualità di quel maledetto dna che ci vede divisi sul piano teorico. Solo su quello, credimi.
Con immutato affetto, Pino

Anonimo ha detto...

Caro Pino

Parli di malintesi, di incomprensioni, di incidenti di percorso: magari si trattasse solo di questo! Hai letto i post di bullismo ad oltranza che ho subito negli ultimi 3 mesi? Si che li hai letti; ebbene, io so chi li ha scritti, uno per uno.

Chiarito questo, ho letto bene il post di Sira e le ho risposto esattamente su cio' che mi ha scritto lei. Se vuole potra' spiegarsi lei stessa.

Sono dell'acquario e non credo di conoscere molti scorpioni. In realta' non credo affatto all'astrologia. Credo alla magia della vita e al vuoto della morte, e credo al karma (ogni volta che farai del male, il male ti colpira' indietro piu' forte, e colpira' i tuoi figli e i tuoi cari e ti annientera', pertanto fai solo del bene). Non mi sembra di aver meritato il bullismo ad oltranza subito negli ultimi mesi, ne' avrai notato, ho risposto piu' di tanto. Eppure sappi che so chi ha scritto cosa.

E ora, ho un esperimento di combustione di un corpo in atto. Se vuoi andare oltre il DNA, concentrati sulla calce nelle prime vie respiratorie. Solo un cosiglio amichevole.

Ti abbraccio. Pace. Annika

Ivana ha detto...

http://www.repubblica.it/cronaca/2014/10/08/news/yara_tracce_occultate_e_silenzi_sospetti_ecco_perch_bossetti_colpevole-97603074/

Che cosa ne pensate?!

Per Antonello
Ribadisco: so di non sapere! Di quali verità sarei detentrice? :-)

Sei un fautore del “nozionismo”? Reputi corretto privilegiare la quantità di nozioni acquisite rispetto alla formazione critica dell'alunno/a?

Le/gli insegnanti dovrebbero limitarsi a dare nozioni come se gli/le alunni/e fossero “vasi da riempire”? In tal caso, l'azione pedagogica riguarderebbe un "fornire" nozioni da parte dell'insegnante e un "ricevere" da parte dell'alunno/a e il ruolo dell’alunno/a diventerebbe esclusivamente passivo; in pratica sarebbe come fornire “pesce” senza “insegnare a pescare”…
Credo che l’apprendimento vada considerato come un processo sociale, linguistico, culturale di costruzione dei significati; penso che la conoscenza sia frutto di costruzione condivisa da diversi soggetti in interazione tra loro. Tale costruzione condivisa viene interiorizzata, personalizzandola, da ognuno/a in base sia alle individuali attitudini sia al tipo di intelligenza predominante in ciascuno/a…
Con altrettanta simpatia
Ivana

Grazie, Vanna, per il tuo intervento in merito alla questione “educere” (trar fuori, far uscire)…

TommyS. ha detto...

Ivana

Ci risiamo con le fughe di notizie mirate e non casuali. E nuovamente se ne fanno portavoce i medesimi giornalisti che erano entrati in possesso dei verbali di interrogatorio (quelli del 6 agosto, quindi successivi all'Ordinanza di custodia cautelare e di conseguenza coperti dal segreto istruttorio). Adesso spuntano le informative di PS e CC, nuovamente atti coperti dal segreto istruttorio. E nuovamente le allusioni a presunti comportamenti colpevoli di Bossetti.
Esaminando quello che è scritto su La Repubblica ci si dovrebbe domandare a quando risalga la lettera anonima visto che la perquisizione della casa di Bossetti è stata compiuta in almeno tre tempi (e l'ultima volta il 23 o 24 luglio). Anche molto probabile sia stata ricevuta dai familiari dopo l'arresto.
Quanto ai silenzi con la moglie sulla scomparsa di Yara indicati come indizi meglio veramente non commentare.
Ed inoltre la solita considerazione sul fatto che Bossetti sia stato tanto accorto a far scomparire l'arma quanto sbadato a far trovare un cadavere con le proprie tracce biologiche. Lo stesso automatismo utilizzato dal GIP che trovo aberrante.

Tutta fuffa a mio parere.

TommyS. ha detto...

Stefania

Perché ridurre le mie considerazioni a fantascienza? Personalmente non mi permetto di denigrare le altrui opinioni e considerazioni purché basate su qualche indizio.

Se si da credito alle testimonianze di via Rampinelli (e non mi sembra Tironi sia stato incriminato per intralcio alle indagini), a compiere il sequestro possono essere stati due o tre individui ed il mezzo utilizzato per portare via la ragazza potrebbe essere un "furgone" (quello di Bossetti è un "cabinato" con cassone di colore verdino) bianco.

Quindi, seguendo questo input, bisogna considerare due principali opzioni:
- o il rapimento è stato commesso a scopo ultimo di libidine o perversione in genere
- o il rapimento, escludendo lo scopo di estorsione che al momento non ha riscontri oggettivi, è stato commesso come ritorsione o intimidazione nei confronti della famiglia o del padre.

La seconda opzione potrebbe portare nella direzione della criminalità organizzata ed alla pista Lopav. Sarebbe però in contraddizione con le modalità di uccisione e ritrovamento del corpo, anche nel caso la morte sia sopravvenuta accidentalmente in quanto il cadavere sarebbe stato fatto scomparire da mani esperte. Mentre tutti gli indizi relativi a dove è stato ritrovato il corpo ed a come è stata uccisa Yara, a mio parere parlano di improvvisazione e impreparazione ad un evento simile.

Ma se si considera invece la prima opzione bisogna domandarsi come mai, in un rapimento per stupro ad opera degli individui che hanno prelevato Yara non vi siano tracce evidenti di violenza carnale che possono andare dal modo in cui gli indumenti, anche quelli intimi possono essere stati tolti e poi rimessi, all'apparente assenza di segni evidenti di difesa e costrizione, all'assenza di pur minime e degradate tracce di sperma sugli indumenti stessi.

Escludendo quindi un'azione da "branco" rimane aperta l'ipotesi di un rapimento su commissione, di eventuali "sevizie" o minacce con coltello da parte dell'utente finale, e di morte della ragazza per essersi opposta a qualche atto libidinoso o vizioso in genere. E da qui l'ordine di disfarsi del corpo (quando magari era solamente in stato di come) impartito a persone non esperte nel ramo.

Chiaramente queste sono ipotesi valide come le altre anche se potrebbero sembrare improbabili.

Stefania ha detto...

Tommy, mi sono riletta e ti devo delle scuse: mi sono spiegata davvero male.

Io non escludo il rapimento a scopo di libidine.

Quello che mi sembra molto improbabile e poco credibile è un rapimento a scopo di libidine effettuato su commissione.

Stefania

Antonello ha detto...

@Ivana

Ti rispondo per l'ultima volta OT perche' sono appunto anche argomenti importantissimi ma completamente fuori tema e non vorrei "raffreddare" invece la ricerca della verita' invece su quanto e' potuto accadere a Yara.

Hai capito benissimo cosa intendevo con nozionismo, ma hai voluto travisarlo per riparare in calcio d'angolo.

Non e' tanto difficile, nozionismo inteso come "dati da apprendere" chiaramente, e mi fa specie pure essere chiamato a rispiegare, per quello che intendevo io, e' proprio, ove privo di qualsivoglia volano "ideologico", propedeutico allo sviluppo dello spirito critico (dove per sviluppo si premette ripeto "influenzato" nella minor portata possibile).

Proprio il contrario semmai e lo avevo specificato, visto che si parla di bimbi ben piu' intellettualmente vivi, vivaci e curiosi di come vengono sottesi proprio perche' adulterati alla conoscenza pilotata talvolta pure ministeriale, e non provocati nella loro naturale curiosita' accompagnandoli per mano nella loro esponenziale passione.

Da qui ad educarli ci passa l'oceano ed a quello io mi riferivo (senza girare frittate), anche perche' poi, ripetevo, se un bimbo deve essere educato alla "lealta' " sportiva da un Moggi credo che a scuola vi ritrovereste solo con chi ha purtroppo usufruito delle gesta eroiche specifiche (e chiedo venia ai tifosi ma le sentenze provate e le radiazioni questo dicono), se vengono regalate lauree ad honorem che non riesco manco a citare non si da un bell'esempio alle classi e scuole anche inferiori, senza entrare nelle lauree comprate all'estero, se uno Schettino deve educare alla Gestione del rischio" lasciamo perdere perche' siamo alla follia pura (uno che riesce ad andar per polpi in mezzo agli scogli con una nave di 300 metri e migliaia di passeggeri a bordo non ha un alto concetto di responsabilita').

Carissima Ivana, avete voi un potere sproporzionato, potete far amare od odiare la scuola, una materia o chi insegna ad un'anima pura che si avvicina all'imparare, non credo che educare, seppur da parte lessicale, a riconoscere l'androgenia sia un onorevole indirizzo, e non importa chi, quanti e con quali alte cariche pensa e dirama il contrario, la mia idea e' quella e non la cambio se non in presenza di motivazioni convincenti, motivazioni che io non vedo assolutamente nemmeno con il mio massimo impegno, idem per Vanna, voi siete libere (se la scuola questo e' diventato) di educare chi volete, non me e tantomeno le mie idee od i miei figli.

Spero sia educativo anche immaginare che ognuno possa liberamente avere proprie idee "non uniformate" ed i propri di figli.

Diversamente, non vedo cos'altro ci sia da spiegare e capire senza travisare.

Gilberto ha detto...

Meglio stendere un velo pietoso sugli scoop giornalieri, allo stillicidio di notizie che si rincorrono e hanno la consistenza dell'aria fritta. Tutto fa brodo per vendere... Forse i lettori dovrebbero imparare anche l'arte di scrutare tra le righe, in quel vuoto quantistico così ricco di suggestioni...

Antonello ha detto...

La lettera di minacce sarebbe precedente alla sparizione di Yara, e sarebbe stata spedita a Bossetti dal vecchio proprietario del furgone venduto a Bossetti stesso.

http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2014/10/8/YARA-GAMBIRASIO-I-legali-di-Bossetti-la-tredicenne-fu-spogliata-ferita-e-rivestita/539630/

Che curiosa sta cosa, da quelle parti si minaccia di morte per iscritto e firmandosi senza nessuna paura, Bossetti doveva forse ancora finire di pagare il furgone???

TommyS. ha detto...

Stranamente la versione online di La Repubblica (ed anche l'Ansa) non parla del diverbio con il vecchio proprietario dell'Iveco mentre le fanno altri quotidiani online facendo risalire i fatti a prima della scomparsa di Yara. Anzi alcuni parlano anche di una denuncia sporta da Bossetti.

Ma allora a che pro inserire questa notizia nell'informativa e riprenderla con questa enfasi dai media?

E' veramente spazzatura e dispiace che sia sparsa da giornali di un certo spessore. Ma è anche la conferma che gli inquirenti non hanno in mano nulla al di fuori di quel "genotipo straordinariamente di ottima qualità" isolato da una traccia biologica altamente degradata.

Ivana ha detto...

Antonello, riporto le tue parole:
"Lascia perdere, non voglio discutere con chi e' serenamente piena di verita'
solo proprie"



Ripeto: Di quali verità sarei detentrice? Io so di non sapere!

"i bimbi se li educano i genitori e non le tue idee, tu come
insegnante hai solo l'onere di restituirgli la nozionistica che gli consenta di
scegliere da uomjni e donne maturi/e in liberta' la propria strada"

Come può il “nozionismo” consentire agli/alle alunni/e di “scegliere da uomini e donne maturi/e in liberta' la propria strada”?!




"Hai capito benissimo cosa intendevo con nozionismo, ma hai voluto
travisarlo per riparare in calcio d'angolo"


Perché avrei voluto “travisare”? Ho semplicemente risposto in base a come avevo capito…



Comunque, eviterò ulteriori OT Con sincera simpatia
Ivana


Annika, a me non danno alcun “fastidio” le tue affermazioni, ANZI ti leggo molto volentieri, ma …continuo a ragionare esclusivamente con la mia testa e finché non avrò capito bene (ed è ovviamente un problema mio!) i passaggi seguiti dal nutrito gruppo scientifico di lavoro sul DNA estratto, non riuscirò a nutrire dubbi fondati su quella che, almeno per ora, è considerata, da vari esperti, quali, per esempio, Garofano e Portera, una “prova certa”…


Riguardo all’articolo da me segnalato, non capisco come gli inquirenti potrebbero sostenere che il Bossetti, nei giorni successivi alla scomparsa di Yara
si sarebbe chiuso in un silenzio ritenuto "anomalo". Potrà non aver parlato del
caso Yara al cellulare (io stessa mai ne ho parlato al telefono!), ma come potrebbero essere certi che non ne abbia parlato in famiglia? Sono stati i familiari e i colleghi di lavoro a riferire di tale silenzio?
In quel periodo potrebbe aver avuto problemi familiari che lo rendevano
particolarmente pensieroso e scarsamente interessato ai fatti di cronaca?

magica ha detto...

ciao ivana
allora anche tu hai colto nell'articolo notizie che non hanno nessuna logica ? l' aver postato le lettere minatorie ci da' la certezza di come lavorano certi giornalisti.
l'articolo che ci hai lincato è pieno di notizie obsolete notizie, che
potranno rinforzare le tesi di colpevolezza di alcuni . sembrano scritte apposta per uno scopo:vendere il giornale .-

Antonello ha detto...

@Ivana
Approfittero' di questa inutile ridda di notizie "sensazionali", profondamente inattinenti, sul caso di Yara, giusto perche' l'argomento e' fondamentale chiedendo umilmente venia a tutti del blog.

Vedi, io ho immenso rispetto per la professione dell'insegnante e so che cio' che desidererei e' solo un mio desiderio e che non sono assolutamente cose facili, anche se ho avuto l'altrettanta immensa fortuna di vederle realizzare.

Ant. "Lascia perdere, non voglio discutere con chi e' serenamente piena di verita'solo proprie"


Ivan. Ripeto: Di quali verità sarei detentrice? Io so di non sapere!

Ant. Delle proprie, a me basta a volte che mi leggi.

Ant. "i bimbi se li educano i genitori e non le tue idee, tu come
insegnante hai solo l'onere di restituirgli la nozionistica che gli consenta di
scegliere da uomini e donne maturi/e in liberta' la propria strada"

Ivan. Come può il “nozionismo” consentire agli/alle alunni/e di “scegliere da uomini e donne maturi/e in liberta' la propria strada”?!

Ant. Qui, ho omesso io, per praticita' (speravo capissi), specifiche temporali, la frase completa che intendevo era:

"i bimbi se li educano i genitori e non le tue idee, tu come
insegnante hai solo l'onere di restituirgli OGGI la nozionistica che gli consenta di POTER AUTODETERMINARE DOMANI da uomini e donne maturi/e in liberta' la propria strada".

Se serve un esempio, intanto appunto, con i bimbi, mai scendere nei particolarismi visto che i genitori, salvo si spera rari casi, li dovrebbero avere, ed ad esempio invece di pretendere di educare al lessico non maschilista "truce e bruto" cercare di insegnargli il valore del rispettarsi fra di loro, aldila' del proprio sesso, come esseri umani, in modo e maniera che DOMANI, da persone adulte possano scegliere se percorrere quella via "del rispetto" o brutalizzare i rapporti, e' difficile??? Piu' facile farsi dettare Circolari Ministeriali???

Oppure, nella materia di religione, nasciamo e cresciamo in una nazione vaticanocentrica, cristiana ma anche cristianizzata, dunque a scuola io invece vorrei che un mio figlio/figlia imparasse le semplici nozioni che compendiano TUTTE le religioni, le storie diverse, le epoche, le evoluzioni e le regole attuali di ogni singola religione, insomma un panorama piu' completo possibile che eviti la lobotomizzazione e la criminalizzazione del diverso, perche' e' la conoscenza che sconfigge i timori ed evita di farsi pilotare, giusto perche' DOMANI anche Dio possa rallegrarsi se LIBERAMENTE un bimbo di ieri, diventato adulto, possa LIBERAMENTE ed in MATURITA' scegliere quale religione abbracciare, quale scansare e se credere in qualcosa di diverso.

Questo, credo possa definirsi rispetto per l'essere umano in se, aldila' di termini che senza significati non possono restituire nulla.

(Continua)

Antonello ha detto...

@Ivana
(Continua e finisce da sopra)


Avere IL PANICO, ad esempio, di insegnare (non educare, perche' riscoprirsi "conoscendo" e' una delle cose che non si puo' inibire ad un'adolescente) l'anatomia umana o le meccaniche (a mettere il cuore ci pensera' poi il DOMANI adulto) sessuali e ritenere DOVEROSO spiegare (ed educare???) al riconoscere le "genie" (antigenie, androgenie, sessigenie ecc.) dei generi o i complessi "ismi" (femminismi, maschilismi, semaforismi ecc.) e' sottovalutare i secondi ritenendo altamente e troppo complessi i primi, non raccoglibili in tenera eta', quando CON I GIUSTI MODI nozionistici scevri da influenze, e' vero proprio il contrario.

Spero di essere riuscito a spiegare quello che e' il mio pensiero, che a parer mio vola sopra e contro vento determinate Circolari divine, ministeriali o solo popolari.

Ivana ha detto...

Per Antonello
Quali “mie” verità?
Perfino in matematica ritengo siano crollati i miti della certezza, della verità e della rigorosità, perciò...figurati se posso pensare di possedere “verità mie”! :-)

Il grande Bertrand Russell confessò: “La splendida certezza che avevo sempre
sperato di trovare in matematica si perse in un incredibile ginepraio”.
Il grande Morris Kline ha scritto che la matematica è un corpo di conoscenza, ma non contiene verità. La convinzione contraria,
che la matematica sia, cioè, un insieme inattaccabile di verità,
è un errore popolare estremamente difficile da sradicare.

Riguardo alla “rigore” in matematica, si può facilmente riflettere sul fatto che ciò che in un’epoca era considerato “rigoroso”, qualche decennio (o secolo) dopo viene considerato come approssimativo…


Sono però d’accordo con chi afferma che, nel suo aspetto più generale, la matematica rappresenta lo spirito della razionalità. È tale spirito che stimola e guida le menti umane…



Antonello, credo che il nozionismo non possa permettere ai ragazzi di crescere autodeterminandosi, perché il nozionismo non insegna a ragionare con la propria testa…
Sono, però, d’accordo sul fatto che lo scopo della scuola sia la FORMAZIONE di persone che possano sviluppare in modo completo e personale le proprie potenzialità.
Ritengo che la riflessione sul linguaggio sia utile agli/alle insegnanti per eliminare dalla propria mente ogni eventuale pregiudizio (talmente radicato da non essere riconosciuto come tale!) e per insegnare che
non esistono qualità "maschili" e qualità "femminili", ma solo "qualità umane". Credo anch’io che vada dato a ogni essere umano la possibilità di svilupparsi nel modo che gli è più congeniale, indipendentemente dal sesso cui appartiene!
Sono d’accordo riguardo alla presentazione dei concetti inerenti sia a ciascuna religione sia all’ateismo; ognuno, poi, farà le proprie personali scelte, CONSAPEVOLMENTE.

Magica, avevo già detto che gli indizi inerenti all’eventuale colpevolezza del Bossetti non mi appaiono ancora convincenti, mentre, almeno finora, non posso nutrire dubbi fondati sulla questione del DNA…
Spero di poter avere dettagliate informazioni chiare e da me comprensibili se e quando verrà pubblicata la documentazione scientifica…

Anonimo ha detto...

ANTONELLO SMETTILA!!!
CHE NE SAI TU DI INSEGNAMENTO?
PARLA D'ALTRO. STAI INTERROMPENDO CONTINUAMENTE GLI ARGOMENTI CHE INTERESSANO IL CASO CHE SI STA DISCUTENDO!!!

Antonello ha detto...

@Anonimo
Forse infatti ti e' sfuggito che parlavo di mie personali idee e, se permetti, di miei figli (non di tuoi, ne dello Stato e ne di nessuna insegnante, questo mi rende l'unico referente a casa mia, ergo con il massimo master in specifica materia, per te non so se puo' essere lo stesso ma sono problemi tutti tuoi), se te sei abituato ad esprimerle solo se hai una laurea in tema e' significativo ed autoreferente del libero apprendimento che hai avuto la sfortuna di avere e questo mi spiace.
Ma ti deve essere sfuggito che ho chiesto esplicitamente "umile venia" a tutti del blog riconoscendo da mezz'ora, unico alla disgressione, che si era OT.
Ergo, sei fuori luogo credo, forse da anonimo potresti andare a tacitare tutti gli anonimi che senza cognizione di causa invece intervengono per trollare "nelle intenzioni" la discussione su Yara, quello forse e' peggio ma ai tuoi occhi vedo invisibile.
Comunque, queta, che dovremmo essere riusciti ad esaurire l'argomento, magari non consumi tanto la rotellina.

ENRICO ha detto...

OT

ANONIMO 18:39

se proprio non ce la fai a non urlare contro Antonello, almeno abbi il buon gusto di fare lo stesso cazziatone anche ad IVANA che- francamente ! - sta rompendo non poco gli zibidei con le sue socratiche locuzioni condite da citazioni "erudite" delle quali nessuno sente il bisogno

Antonello ha detto...

@Enrico
Ma possibile che hai la passione di infilarti sempre nei casini, ahahahah
Ciao, a proposito.
Ops, mo la senti.

magica ha detto...

ciao ivanA
IL dna LO SENTO DISCUTERE dapertutto ., piu' o meno so che contiene le informazioni genetiche, uniche per ogni persona.è interessante leggere di questa scienza.
se si dice che fecero la comparazione fra bossetti e il padre sospettato biologico, allora per quanto poco io me ne intenda , puo' essere .
un altro conto è se lo estrapolarono. dalla traccia sugli indumenti di yara - comunque si pensa e si vorrebbe che le cose fossero fatte per bene
_____________________________________
. sono del parere che bisogna amare prima di tutto la propria famiglia e in secondo tempo rispettare il prossimo .
____________________________________-
ad antonello dico che non si fa piu' la religione di una volta con preghiere e nozioni a volte irragionevoli . è una materia che passa in secondo piano la religione .per le elementari è quasi una rappresentazione storica , con nozioni del luogo e della vita della sacra famiglia con disegni e commenti . secondo me la religione che insegnano oggi è sopratutto cultura anche storica . .
molti non desiderano che sia considerata come materia . preferiscono che si discuta di sesso o chi sono i gay o i trans . l'amore omosessuale . a noi non hanno inseganto nulla di questo eppure certi se la cavano bene ..nonostante -

Antonello ha detto...

@Magica
Capisco il suggerimento, ma credo sia oramai indispensabile aspettare eventuali dati ed atti, per me per ora sono solari due fatti incontrovertibili:
1) C'e' un cantiere in quell'Isola che Non c'e' che ad un certo punto ed ancora ora s' illumina d'immenso ad intermittenza.
2) Vi sono 18.000 dna da fatturare a nostre spese.
3) Non si arresta un sospettato, se si e' fermamente convinti della sua colpevolezza, a rischio quindi di suicidio al terzo piano di ponteggi di decollo.
4) E' scientificamente straordinario estrarre un genotipo di ottima qualita' da traccia degradata ed impossibile da analizzare.
5) C'e' una brutta storia dietro, o l'incapacita' del bullismo di essere veramente grande per come grande si fa, salvo il salvifico aiuto di grandi anche piuttosto furbi.

P.s. ma infatti, i miei erano anche suggerimenti, un'ora vuota di religione e poi lo stupore se un Cardinale viene spretato perche' sposa un "serpente femminile", e quelle non sono regole da conoscere per migliorare??? Piuttosto che la definizione di "infedeli" che ci appioppano gli arabi senza conoscerci??? Le regole delle religioni potrebbero forse riempire un'ora di vuoto "solo storico"???

Vanna ha detto...

Antonello, (OT)

rispondo al tuo dell' 8 ottobre 2014 ore 13,06 con affetto, perché ho capito che qualcosa non va per te col mondo della scuola.

Dici che noi docenti abbiamo
il "potere sproporzionato,...di far amare od odiare la scuola..." insegniamo " ad un'anima pura che si avvicina all'imparare..." e hai ragione da vendere!

Ma riguardo l'androginia, non credo, per quanto mi riguarda,
c'entri molto nel campo pedagogico.

Non ho riletto ciò che Ivana ha scritto, ma credo che le nozioni e i contenuti (nomi comuni rispettivamente femminile e maschile)sono parole come tutte quelle che usiamo in modo opportuno e al momento giusto.

Non ho mai avuto problemi a trattare argomenti e fatti declinati al maschile o al femminile: i tempi, gli spazi, i fatti, le storie, le parole cantano l'uomo e la donna che insieme risuonano nel creato.

Io non mi sono mai sentita
"libera" di educare chi volevo,
perché davanti a me avevo persone che non avevo scelto, che non conoscevo, che rispettavo nella loro essenza.
Ti dirò di più, spesso mi sono stati assegnati d'ufficio allievi problematici che ho accolto e fatto accogliere dalla scolaresca come opportunità per imparare qualcosa in più nell'umano vivere.

Ho lavorato con grande umiltà, ho imparato dai miei allievi ogni giorno qualcosa e ho dato a loro tutto quello che sapevo con entusiasmo, passione e ricerca.

Non mi passa per la testa di educare te, ma di esprimerti il mio sentire con il cuore, perché così sono stata come docente.

un caro saluto.
Fine OT

Vanna

Antonello ha detto...

@Ivana @Vanna @anonimi urlatori
Ma mi avete preso per Don Milani!!!
Ahahahahah, dai, vi propongo di finirla qui, per questo avevo suggerito ad Ivana di scrivere magari, se voleva, un suo articolo sul tema (sempre se Massimo si fosse reso disponibile alla pubblicazione), perche' cosi' non disturbevamo altri importantissimi argomenti, non era ironia, era un serio suggerimento.
Ad migljora (latinorum novarum).

Ivana ha detto...

Enrico, sono d’accordo sul fatto che anch’io “MERITO” di essere richiamata all’ordine a causa degli OT miei e di Antonello! Chiedo scusa a tutti/e.
Riguardo, invece, al fatto che “sto rompendo”, nessuno è obbligato a leggere i miei messaggi; come già avevo avuto occasione di dire, i miei interventi possono essere IGNORATI!
Internet ha abbattuto le barriere spazio temporali e ha dato a ogni utente la possibilità di leggere quando e ciò che preferisce; ognuno/a di noi sceglie LIBERAMENTE! Ti consiglio, pertanto, di operare, in modo oculato, scelte di lettura che non ti arrechino "fastidio", altrimenti l'eventuale "fastidio" che potresti provare, sarebbe dovuto soltanto alla tua scelta errata… :-)


Per ritornare in tema: domani sera Marita Comi sarà ospite a Matrix?

Antonello ha detto...

@Ivana
OT disciplinare
Enrico ha solo voluto difendere un amico, se porti lui dal Preside ti avviso che ci voglio andare anche io.
Ahahah e si scherza un po'!!!

P.s. tratto liberamente da Stralci di una "Lettera ad una Professoressa" di Don Milani - Librerie fiorentine - Firenze - pagg. 16/19

http://www.giovaniemissione.it/testimoni/professoressa.htm

"...Anche sul sesso gli stessi sotterfugi.
Credevano che bisognasse parlarne di nascosto.
Se vedevano un galletto su una gallina si davano le gomitate come se avessero visto un adulterio.
Comunque sul principio era l'unica materia scolastica che li svegliasse.
Avevamo un libro di anatomia. Si chiudevano a guardarlo in un cantuccio.
Due pagine erano tutte consumate. ..."
Chissa' cosa avrebbero scritto gli alunni di Don Milani se avessero avuto "lessico androgenico" come sottosezione di abecedario governativo.

Antonello ha detto...

L'articolista ha sbaragliato tutti gli antagonisti, sicuramente ad oggi la notizia piu' "sensazionale" e' sua di diritto.
Cioe' l'Ordinanza in persona ha definitivamente archiviato, non convalidandolo, il Fermo di indiziato per pericolo di "fuga" ma tutto e' vano, lui va avanti per la sua strada ed addirittura arriva a scrivere che il Bossetti durante l'arresto provo' a fuggire.
Proprio nelle motivazioni di non convalida si specifica, ma se li leggono almeno gli atti di poche paginette???, che Bossetti vivrebbe con moglie e figli a Mapello, che non ha mai provato a fuggire, ne quando si seppe che l'eventuale omicida ignoto1 aveva lasciato sua opportuna firma, ne quando la madre fu sottoposta a rilievi di dna, ne quando a lui estrassero dna durante il controllo etilico, e che era del tutto chiaro che non vi era nessun pericolo di fuga.
A qualche genialita' sicuramente non poteva che alternarsi un'altra opinabilita' e cioe' che il pericolo era invece di reiterazione del reato, fulgido esempio di statistica criminologica.

http://it.blastingnews.com/cronaca/2014/10/ultime-news-su-yara-gambirasio-bossetti-provo-a-scappare-00137583.html

Mimosa ha detto...

Caspiterina, ho notato uno slittamento di commenti, nel senso che è capitato in questa pagina il post di Etrusco che era il 200esimo e allora mi sono domandata quale post è stato inserito nella pagina precedente a scoppio ritardato?
Con grande costanza l’ho trovato: 07 ottobre 2014 22:50 a firma di Pamba, la quale tra l’altro si rivolgeva a me.
Pertanto, le devo una replica.

Riporto alcuni suoi passi “io ho capito che le ferite ai polsi ed alla gola (parti normalmente scoperte) non hanno intercettato i vestiti”. “Credo che soltanto la grande X sulla schiena sia stata tracciata sollevando gli abiti”.
Cara Pamba, così ho capito pure io.

Poi, Pamba aggiunge:
“Più che spogliata e rivestita a me sembra un'aggressione in due tempi. Recisione degli slip e X sulla schiena potrebbero essere stati fatte anche da una persona diversa dal sequestratore in un secondo tempo...”.
Effettivamente, bisognerebbe capire quale è stata la sequenza dell’aggressione, una ipotetica ricostruzione mi pare di averla esposta: pugni in faccia per primi, botta alla nuca per caduta, pegnalate sul davanti a corpo a terra (i pochi cm delle profondità potrebbero essere dovuti allo spessore del giubbotto), un rovesciamento del corpo per le altre pugnalate, lo scoprimento della schiena per incidera la X, come a dire (io scrissi) “lavoro finito”.

L’ultima parte del suo commento merito una riflessione separata.

Mimosa

Mimosa ha detto...

Nel medesimo intervento, Pamba scriveva:
“In ogni caso, non capisco del tutto la mossa dei legali. Prevedere un attacco pianificato con più complici, premeditato, potrebbe perfino aggravare la situazione di Bossetti, non alleggerirla".

Sai che ti dico? L’avevo pensato anch’io! Dovrei avere più tempo per formulare meglio le mie idee.

Ci risentiremo.

Mimosa

Antonello ha detto...

@Mimosa
Trovo molto coerente e verosimile l'ordine sequenziale ipotizzato da Pamba, solo che intanto non ci sarebbero, sembra, lacerazioni nel giubbotto, quindi i due centimetri di profondita' non possono essere dovuti allo spessore del giubbotto.
Non solo, trovo che ci sia uno step od una diversa mano, fra le sberle/caduta/colpo alla nuca e ferite, forse, ma forse, la prima parte e' avvenuta in un altro posto, chissa' quali altri martiri, per poi finire con le otto ferite non vitali (se era ancora in vita), X disegnata e slip tagliati, rivestitura con scarpe non allacciate.
Un altro dubbio amletico sul dna, allora abbiamo una traccia degradata ed inindentificabile frammista, dicono, di due donatori, uno sarebbe proprio Yara e l'altro viene estratto da ottima traccia e denominato ignoto1, ora se la traccia era degradata da 92 giorni di intemperie, ci chiediamo noi, come fa quel genotipo ad essere ancora nitido da essere addirittura mappato??? E fin qui abbiamo tutte le domande di Annika e le risulte conseguenti, ma quello che mi chiedo io e che, se legge, chiederei ad Annika e':
Se e' impossibile gia' che il genotipo di ignoto1 fosse nitido, se si ipotizza 92 giorni di deposito, come fanno a dire che l'altro donatore era identificata in Yara???
Se e' cosi' l'intera traccia, seppur degradata, non viene definita "straordinaria" dai Ris nella parte identificata in sangue di Yara, per poi non definire nemmeno l'origine della traccia di ignoto1 definita di ottima qualita', perche' ed a quali conclusioni potrebbe portare tutto cio'???

Pamba ha detto...

Grazie Mimosa per il recupero del mio commento, probabilmente finito in spam e ripescato oggi da Massimo.

Si, Antonello, in effetti leggendo l'articolo di oggi on line, si intuisce che è proprio il giubbotto l'indumento (forse il solo?) senza tagli.
Anch'io penso ad un'azione non dinamica, in due tempi (sevizie e messaggio/depistaggio) e in due luoghi.

http://www.oggi.it/attualita/notizie/2014/10/07/gli-avvocati-di-massimo-giusppe-bossetti-yara-gambirasio-fu-spogliata-ferita-e-rivestita-ecco-la-strategia-difensiva/

Pamba

Pamba ha detto...

Massimo
ultimo tentativo, spero che qualcuno sia testimone di questo mistero. Riposto il messaggio scomparso.


Grazie Mimosa per il recupero del mio commento, probabilmente finito in spam e ripescato oggi da Massimo.

Si, Antonello, in effetti leggendo l'articolo di oggi on line, si intuisce che è proprio il giubbotto, l'indumento (forse il solo?) senza tagli.
Anch'io penso ad un'azione non dinamica, in due tempi (una sevizia ed un messaggio/depistaggio) e in due luoghi.

http://www.oggi.it/attualita/notizie/2014/10/07/gli-avvocati-di-massimo-giusppe-bossetti-yara-gambirasio-fu-spogliata-ferita-e-rivestita-ecco-la-strategia-difensiva/

Mimosa ha detto...

Esatto, Etrusco 08 ottobre 2014 00:44
l’osservazione della posizione del corpo fa presumere che con altissima probabilità (tanto per adottare la terminologia in uso nelle perizie) Yara sia stata trascinata (almeno per un tratto, da ciò alcuni residui vegetali sotto le scarpe) o trasportata a braccia sul campo.
E, se trasportata “potrebbero” essere implicate più persone, ma anche una sola, almeno così la penso io.
Ma, se –come tu supponi- poteva essere in rigor mortis quando portata sul campo, dovrebbe essere stata tenuta in un luogo chiuso e freddo (le basse temperature rallentano il processo) per il tempo necessaio all’insorgenza dei rigor, e portata a Chignolo al minimo la sera dopo (pioveva) affinché la neve prevista per domenica (arrivata puntuale, anche se poca) la potesse nascondere, significa che era in un posto sicuro, quale meglio di un gabbiotto degli attrezzi di un grande cantiere come quello di Mapello? … e fatta sparire prima del ritorno al lavoro degli oprai il lunedì mattina.
Dunque, tale ricosruzione implica che la ragazzina sia morta sì di freddo appunto la stessa notte, all’interno del cantier (i cani non mentono!), abbandonata per almeno 24 ore dai suoi aggressori che se ne sarebbero andati per i fatti loro (reato di omissione di soccorso), e che qualcuno alla fine avesse pensato bene di far sparire da là un cadavere (oltretutto nel pieno delle ricerche) trasportandolo, anche quasi del tutto rigido, ... ma quale mezzo di trasporto potrebbe contenere un corpo irrigidito e con braccia allungate cosicché la lunghezza totale del corpo è di circa 2 metri e 30?

Antonello ha detto...

Quindi, praticamente tutti i dna esterni vengono mappati ed alla fine, sembra, identificati.
La traccia sul giubbotto dell'istruttrice sappiamo, appunto di chi e', come sappiamo chi sono i due donatori della traccia degradata sui leggins e slip recisi, uno e' sangue di Yara e l'altro un liquido, di non specificsta origine, di ignoto1, sembra Bossetti.
Ma se gli appunti ed i dubbi ai 92 giorni alle intemperie valgono per ignoto1, tantomeglio valgono per il genotipo comparato con l'istruttrice ed identificato all'esterno del giubbotto e per la mappatura che fa risalire a sangue di Yara la donazione alla traccia degradata da cui poi estraggono ignoto1.
Quindi:
1) Dna istruttrice senza origine.
2) Dna di Yara di sangue.
3) Dna di ignoto1 senza origine.

Mentre la contemporaneita' dei depositi di Yara ed ignoto1, guarda caso, restituirebbe, secondo la Procura, ignoto1 nella scena del delitto durante gli attimi di aggressione.
Tutte le altre ferite, sembrerebbe che invece riportano pochissimo sangue (il sangue non si porta forse nelle zone sottoposte al peso sul terreno del corpo???) rispetto alla traccia abbondante, dicono gli esperti, di ematico di Yara sugli slip.
Io vedo i depositi di tutti i dna esterni vicini al rinvenimento (e sull'istruttrice non mi sembra vi siano titubanze), oppure, oppure, oppure, il corpo e' stato pochissimo tempo, nel massimo, esposto alle intemperie (ma non tornerebbe il degrado coerente della traccia sugli slip per 92 giorni alle intemperie), oppure, oppure, oppure il corpo e' stato esposto per 92 giorni ma tutti i vestiti no, o comunque non quelli con cui e' stata rinvenuta Yara, considerati: giubbotto, slip e leggins, scarpe slacciate.
La maglietta invece sembra aver seguito sempre il corpo avendo i tagli, diversamente le ferite e l'indossamento della maglietta sono vicine anch'esse al rinvenimento.
Quale potrebbe essere secondo voi la soluzione piu' verosimole e coerente???

Mimosa ha detto...

@ Pamba e tutti
Per quanto ho percepito io dall’ultima uscita dei difensori di MGB, che tutti hanno letto, la frase pubblicata:
«E poi c’è la posizione strana degli slip che dovrà essere spiegata: lo slip è stato tagliato lateralmente all’altezza dell’elastico. Avrebbe quindi dovuto afflosciarsi verso il basso e invece, quando Yara è stata ritrovata, gli slip fuoriuscivano dai leggings e il bordo era ripiegato all’esterno. In quella piega è stata scoperta la sostanza biologica che ha consentito di risalire al Dna di Bossetti. Ma si tratta di una posizione innaturale che fa sospettare un frettoloso rivestimento della povera ragazza»

Queste affermazioni non tendono minimamente a scagionare il loro cliente, il duo non rinnega “la sostanza biologica che ha consentito di risalire al Dna di Bossetti”
e pure aggiungendo “un rapimento organizzato e preparato da più di una persona”, non propongono alcun elemento che scagioni il loro assistito, anzi, rinforza l’ipotesi che Ignoto1-GMB non ha agito da solo.

Non sarebbe meglio che tacessero e lavorassero sulla consistenza di un’alibi?

Pamba ha detto...

Mimosa

Si, appunto. Senza contare che attirando l'attenzione sulla svestizione possono far intendere che il movente ipotizzato dall'Accusa non sia del tutto da escludere...

Pamba

Pamba ha detto...

Mimosa

Si, appunto. Senza contare che attirando l'attenzione sulla svestizione fanno intendere che il movente ipotizzato dall'Accusa non sia da escludere...

Pamba

Antonello ha detto...

Un altro forte dubbio, come ripetuto in un commento sopra Yara sparisce, e se ha ragione la Procura, SAREBBE STATO BOSSETTI, l'avrebbe rapita a Brembate portata sotto casa Bossetti, forse aggredita, gli avrebbe reciso gli slip lasciando la sua firma, ma non avrebbe aprofittato di lei, poi l'avrebbe depositata viva a Chignolo d'Isola lasciandola in agonia per ore anche fino al mattino dopo.
Il caso diventa subito di rilievo nazionale, tutta la stampa se ne occupa,partono pure le ricerche, l'intera Isola e' battuta, i cani arrivano a Mapello, a due passi da casa Bossetti, troupe e interi reparti ispezionano la zona, e se ha ragione la Procura SAREBBE SEMPRE STATO BOSSETTI, non solo, il 26 febbraio 2011 Yara viene ritrovata, Bossetti era a Mapello a casa ed aveva il cellulare scarico, gli inquirenti inoltre recuperano SOLO tutti i cellulari vicini alla palestra di Brembate e Mapello (Conferenza stampa e tabulato 18,49 aggancio cella di Mapello), sono 18.000.
Il Bossetti non ci dovrebbe essere, aveva il cellulare scarico, non alle 17,45 quando aggancia, un'ora prima della sparizione di Yara, la cella di Mapello.
Mica e' finita, arrivo al dunque, poco dopo il rinvenimento viene diffuso il dato, gli inquirenti lo sanno gia' da tempo, che chi ha ucciso Yara, definito ignoto1, ha lasciato la sua leggibile firma sul corpo della vittima di aggressione (non e' stato un omicidio nei canoni perche' Yara sarebbe morta di stenti).
Ebbene SAREBBE SEMPRE STATO BOSSETTI ed il primo a sapere di aver firmato l'omicidio, e' proprio lui, MA NON FUGGE, poi viene a sapere che riesumeranno il corpo di Guerinoni (se gli inquirenti insistono nel dire che l'Arzuffi glielo aveva confessato senza saperlo gli danno un elemento in piu' di dubbio sulla colpevolezza) per comparare il dna dell'autista di Gorno con ignoto1, SAREBBE SEMPRE STATO BOSSETTI, sono vicinissimi a lui, lui lo sa, ma NON FUGGE, arrivano a capire che ignoto1 e' un figlio di Guerinoni, e lui che lo dovrebbe sapere NON FUGGE, indagano su chi era emigrato da Gorno nei paesi a valle ed arrivano ad Ester Arzuffi, SAREBBE SEMPRE STATO BOSSETTI, gli sono vicinissimi, ma lui NON FUGGE, sa che arriveranno a lui oramai, non ha speranze, eppure NON FUGGE, gli fanno un test alcolico casuale per prelevargli il dna, SAREBBE SEMPRE STATO BOSSETTI ma lui nemmeno qua FUGGE.
Fino a che hanno la strabiliante idea di arrestarlo al terzo piano dei ponteggi, lui li vede, dichiarera' "ho visto tantissimi agenti', SAREBBE SEMPRE STATO BOSSETTI, potrebbe sentirsi perso, potrebbe avere atroci sensi di colpa, semmai sa benissimo perche' gli agenti sono li, realizza SE E' STATO LUI che sono li per arrestarlo, la sua vita e' rovinata, perdera' moglie e figli, il lavoro, tutto, avendo compiuto uno dei peggiori omicidi anomali di cui ovunque si parla, SAREBBE STATO SEMPRE BOSSETTI, potrebbe lanciarsi nel vuoto, ma NON LO FA, NON FUGGE al destino se e' stato lui, eppure sa che gli inquirenti hanno la sua firma, e' incastrato, Bossetti non ha idea, non credo sia esperto in genetica, di cosa siano i dubbi di Annika, lui in quel momento sa SE E' STATO LUI che gli inquirenti hanno la sua firma sul cadavere di una ragazzina che avrebbe potuto essere sua figlia, ma NON FUGGE, NON SI BUTTA.
Viene arrestato ed isolato ma NON CONFESSA, si rende disponibile non avendo SE E' STATO LUI paura di tradirsi, SE E' STATO LUI premedita di avere una vita monotona sempre uguale, la moglie pero' conferma e non puo' sapere le dichiarazioni del marito, ed e' cosi' convinto di saper dire dov'era, non e' proprio cosi', qualche incongruenza, gli tirano fuori testimoni e fatture, emerge come mentitore SE E' STATO LUI.
Ma NON CONFESSA, e' sicuro, hanno la sua firma, si continua a professare innocente, NON CONFESSA.
Tutto verosimile???

Anonimo ha detto...

antonello, non tutti gli assassini confessano!

Mimosa ha detto...

@ Antonello
è lo stesso Massimo B. che dice che il suo cellulare era scarico, non c'è prova.

Anonimo ha detto...

MIMOSA
Hai scritto:
"e che qualcuno alla fine avesse pensato bene di far sparire da là un cadavere (oltretutto nel pieno delle ricerche) trasportandolo, anche quasi del tutto rigido, ... ma quale mezzo di trasporto potrebbe contenere un corpo irrigidito e con braccia allungate cosicché la lunghezza totale del corpo è di circa 2 metri e 30?"
La risposta potrebbe essere: un furgone scoperto ed un m3 di sabbia per coprire il corpo?
D.S.

Anonimo ha detto...

MIMOSA
Hai scritto:
"e che qualcuno alla fine avesse pensato bene di far sparire da là un cadavere (oltretutto nel pieno delle ricerche) trasportandolo, anche quasi del tutto rigido, ... ma quale mezzo di trasporto potrebbe contenere un corpo irrigidito e con braccia allungate cosicché la lunghezza totale del corpo è di circa 2 metri e 30?"
La risposta potrebbe essere: un furgone scoperto ed un m3 di sabbia per coprire il corpo?
D.S.

Anonimo ha detto...

Ah, se è questa l’impostazione della Difesa in merito al Dna, Bossetti sta/starà fresco!

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/dirette/PublishingBlock-64203784-70f7-4b53-9d21-b14693850195.html?channel=Rai%201

(Domanda) Resta il fatto, avvocato, che tra tutti gli esiti possibili delle contaminazioni è uscito proprio il profilo genetico di Bossetti. C’era una possibilità su un miliardo e mezzo…
(Risposta) Le giro la domanda. Se togliamo l’elemento del dna tutto il resto è deserto. Com’è possibile che ci sia una traccia di dna, ma non c’è nulla che conduca Bossetti nella scena di conoscenza di Yara? Non c’è nulla! O siamo di fronte ad un genio del crimine che è stato capace di eliminare tutto…E poi mi domando: se si fosse ferito durante il taglio dei vestiti, com’è che c’è solo una goccia di sangue? A parte il fatto che questo è incompatibile con la ricostruzione della Procura: a tutt’oggi non si sa se il dna che è stato trovato era contenuto nel sangue, saliva o sperma, cioè di cosa fosse fatta quella traccia che è stata trovata. E quindi la ricostruzione della Procura, per la quale Bossetti si sarebbe ferito nel tagliarle gli slip, non regge, perché non possiamo dire che la traccia sia sangue… ma anche se fosse, Bossetti avrebbe lasciato prima una traccia ematica tagliandole gli slip e poi più nessuna uccidendola, dopo. Questa ragazza è stata colpita con una serie di coltellate al seno, polsi, schiena! Possibile? E’ quantomeno improbabile.

(Domanda) Non si può certo sostenere che il dna non sia di Bossetti.
(Risposta) Ma il fatto che sia il suo non significa che sia lui l’assassino, scusi. La traccia si chiama “Ignoto 1” perché probabilmente ci sarà anche “Ignoto 2”, “Ignoto 3”. No?.

M.E.

Mimosa ha detto...

D.S.
necessita un furgone con cassone ribaltabile
così ha spiegato il venditore: la sabbia non era contenuta in sacchi ma direttamente versata nel cassone con cui Bossetti si è presentato per l'acquisto,
questa sabbia poi viene riversata a terra alzando il cassone, non a palate
almeno ciò ho capito io.

Pertanto un furgone con cassone ribaltabile avrebbe dovuto raggiungere il campo di Chignolo.
Certo che in un cassone così ci sta anche un corpo
ma non sono stete trovate tracce di sabbia sul luogo e neanche sopra il corpo di Yara.

Mimosa

magica ha detto...

poi bossetti estrasse il corpo di yara dalla sabbia., ma sul suo corpo non fu trovato un granello di sabbia . perchè si vuole a tutti i costi scrivere cose inverosimili?
ho sentito un esperto interpellato dalla tv per discutere di quella sabbia . il cassonato di bossetti non era ribaltabile, inoltre si ha idea di come sia impossibile eliminare tutti i residui di sabbia? è improponibile che uno si metta a spalare sabbia per ore qualcuno l'avrebbe visto . , il mezzo serviva a bossetti per lavoro .
allora si si vuole pensare a questa ipotesi . bisognerebbe che l'asassino si portasse a casa il morto nascondendolo da qualche parte ,poi va a prendere la sabbia e lo colloca dentro . magari va al lavoro con la sabbia e corpo del morto nel cassonato? gli operei si ricorderebbero di questo fatto: almeno della sabbia .

Sira Fonzi ha detto...

Annika
Rispondo alle tue domande nella speranza di farmi capire, ma se non riuscirò nemmeno stavolta, non ti risponderò più. Non per scortesia, ma perchè andremmo avanti all'infinito.

Annika
Fammi capire, secondo te quindi raccontare verita' scientifiche documentate ed inamovibili significa ridicolizzare l'operato di un intera categoria? Sarebbe forse stato meglio che fossi stata zitta, e' questo che stai dicendo? 

Sira
No, Annika, sai bene a cosa mi riferisco quando affermo che ridicolizzi un intera categoria.Quando ironizzi sui cervelli in fuga, quando fai di tutta un erba un fascio e non ultimo quando affermi che la verita' ci e' arrivata dall'estero, da una che manco parla l'Italiano per bene.

Annika
La mia non e' una sfida. Io di mestiere, cara Sira, racconto le cose come stanno dando una bocca a chi non puo' piu' parlare. Yara non puo' parlare

Sira
Per questo ti dicevo: perchè non farlo per lei? Ma non da un blog, ma arrivando alla fonte, anche in forma anonima, inondando i mezzi di comunicazione con la verità, la tua verità. Invece tu pretendi di parlare da un blog al mondo scientifico, ti stupisci se non ti si risponde e punti il dito su tutta la categoria dando per scontato che ignora o mente. Non pensi minimamente che può invece non leggere il blog in cui scrivi. Non ti sfiora proprio l'idea

Annika
Dire cose non vere al posto suo e' semplicemente una schifezza. Se raccontare una verita' scientifica in Italia equivale ad una sfida, capisco ancora meglio perche' state messi talmente male

Sira
Ma chi ha mai detto che stai dicendo cose non vere? Nè mi sono mai permessa di dirti come fai tu che stai messa male

Annika
Sai quante ne vedo qui di bambine come Yara violentate e uccise? Condizioni ridicole??? Per cortesia, non bestemmiamo!

Sira
Le condizioni ridicole a cui mi riferivo erano economiche, di budget, che comportano uno scarso sviluppo di un settore, la mancanza di una formazione professionale costante, l'acquisto di strutture innovative. Tutte cose che non dipendono dai nostri cervelli in fuga.


Annika
Il fatto di apporre nome e cognome ai tuoi post non ti da alcun diritto di dire a me o altri cosa dire e quali canali usare per farlo. Finche' Massimo Prati riterra' opportuno ripescare i miei post dallo spam (dove finiscono proprio per via del mio IP impossibile) e postarli per me, questo e' il mio canale. O mi stai/state forse gentilmente chiedendo di andarmene o di tacere e affilarmi ai post delle ipotesi senza prove? Spero proprio di no!

Sira
Ti ho risposto sull'anonimato perchè mi hai detto che scrivi tra anonimi ma lo dici a me che anonimo non sono. Non so se ti rendi conto di ciò che stai dicendo. Ma chi ti sta chiedendo di andare dove?
Sei terribilmente sulla difensiva e travasi il senso delle frasi. Quando ti ho scritto:
"In fondo non stai lanciando una richiesta di confronto con la tua domanda?
Forse non è il canale giusto, con tutto il rispetto e la stima che nutro per Massimo, a cui voglio bene. Forse non è qui il posto giusto, il contesto..."

Intendevo dire che è chiaro che vuoi comunicare, che ti vuoi confrontare ma forse non ottieni risposta perchè non è il canale giusto. Non ti stavo indicando su quale canale puoi o non puoi scrivere.
Sira



Etrusco ha detto...

Mimosa 08/10 alle 22:52

Non so quanto fosse stata alta Yara, ma per arrivare con le braccia distese a circa 2 metri e 30 bisognerebbe essere alti oltre 1 metro e 70.
Comunque giusto il tuo interrogativo circa il mezzo per trasportarla al campo, ammesso che ci sia stata condotta dopo la morte. Un mezzo capiente come un furgoncino sarebbe stato adatto. Una vettura finestrata si e no.
Un cadavere irrigidito, infatti, può essere sollevato anche da una sola persona, mantenendo la rigidità e la posizione nella quale è sopraggiunto il decesso, ma ha comunque una certa flessibilità che ne permette l'adattamento alla capienza del veicolo eventualmente utilizzato.
Credo che ci sia stato un momento in cui Yara, morente o morta da poco, sia stata afferrata per i polsi e sollevata-trascinata, perchè le maniche del giubbotto gli coprono parzialmente le mani e questo è impossibile in altri casi, alzando le braccia le maniche tendono a scoprire i polsi. Se trascinata per le braccia basta una persona, se sollevata braccia e gambe ce ne vogliono due.
Se trascinata, tutto ciò che sta sul suolo viene raccolto dai vestiti che possono anche arrotolarsi tra loro ed è possibile che le scarpe si sfilino toccando terra con i talloni. Per rimettergliele vanno slacciate ma per allacciarle si perde tempo. Sarebbe opportuno rimettergliele per smaltirle comodamente insieme al corpo, piuttosto che rischiare che vengano ritrovate nel luogo in cui questo è avvenuto. Idem può essere accaduto per quanto riguarda il reggiseno, indossato ma slacciato: in genere i maschi non hanno dimestichezza nell'allacciare un reggiseno, specie nell'oscurità con tutti quei gancetti non è proprio possibile.
Queste operazioni di vestizione potrebbero essersi svolte sommariamente nella frenesia di sbrigarsi a portare via il corpo con tutti gli oggetti appartenenti a Yara che forse erano sparsi a terra.
Ho l'impressione che prima di finire nel campo di Chignolo, i resti di Yara siano stati spostati in più luoghi.

Anonimo ha detto...

Sira,

"No, Annika, sai bene a cosa mi riferisco quando affermo che ridicolizzi un intera categoria.Quando ironizzi sui cervelli in fuga, quando fai di tutta un erba un fascio e non ultimo quando affermi che la verita' ci e' arrivata dall'estero, da una che manco parla l'Italiano per bene."

E chi ti ha raccontato, spiegato e sviscerato la semenogelina? La fatina dei denti? Dov'erano i cervelli in fuga? Non dovevano sapere anche loro della Sg?

Allora andava bene che ne parlassi qui, giusto? Ora invece no? E perche' mai? A Massimo va bene che scriva, a me va bene farlo, scusa sai ma tu che c'entri? Te l'ho scritto e te lo ripeto: questo e' il mio canale e qui scrivo. Ok? Le grandi manovre di lettere e cartelloni da busy body primadonna look at me I'so much HERE non mi interessano affatto. Liberissima di informare tu chi vuoi di cio' che si scrive su questo blog.

non ti sfiora proprio l'idea?

Manners, lady!

E ora ti prego di chiuderla qui. Se vuoi parlare con me, attieniti a nozioni scientifiche. Cosi' come non intervengo nelle ipotesi campate in aria, altrettanto non amo polemizzare con persone che non conosco. Io qui racconto fatti. Se non ti interessano, libera di non leggerli; se non sei d'accordo, ribatti scientificamente e sullo stesso piano. Altro non mi interessa. Grazie.

Annika

Etrusco ha detto...

C'è sempre il delitto di Avetrana come esempio di occultamento di cadavere, anzi, nel caso sarebbe più che altro una sepoltura allo scopo di non farlo ritrovare, e non sarebbe stato ritrovato se non lo avesse voluto lo zio.
In altri casi invece non c'è stato alcun ritrovamento e si sospetta la distruzione di cadavere come metodo efficace e sbrigativo.
A Potenza invece l'assassino non si è azzardato a rimuovere i resti dalla soffitta della chiesa, forse per la difficoltà di farlo, forse per i rischi che questo avrebbe comportato, forse perchè riteneva che il ritrovamento non conducesse le indagini su di lui ma su altri.
In questi casi c'è sempre un motivo razionale che determina la fine di un cadavere.

Anonimo ha detto...

Antonello 10.30

"perche' ed a quali conclusioni potrebbe portare tutto cio'???"

I like those 3 question marks, I like them a lot!

E' documentato che qualunque traccia a contatto con il suolo subisce un rapidissimo processo disintegrativo a carico di una lunga serie di agenti batterici, e non ultimo del nitrogeno rilasciato dal cadavere stesso.

E' documentato che i tempi limite di rilevazione del DNA da una traccia esposta all'aperto sono 3 giorni per un profilo completo, 15 per un profilo incompleto.

E' anche un fatto che spostare un cadavere putrefatto senza lasciare segni di tale spostamento (eg smembramento) e' praticamente impossibile. Data la scarnificazione del viso, Yara era morta da almeno due mesi, e aveva soggiornato a Chignolo per almeno alcune settimane.

E' un fatto che la tanta pioggia caduta in zona come minimo tra gennaio e meta' febbraio, aveva fatto di quel campo un vero e proprio pantano. Qualunque traccia sul corpo e sul vestiario di Yara e' stata esposta all'acqua (da sopra, da sotto, di fianco, per immersione e per imbrattamento delle fibre), rendendo impossibile l'identificazione di qualsivoglia traccia e meno che mai di qualsivoglia DNA.

Fin qui, solo fatti.

Ci raccontano pero' di un "genotipo di ottima qualita'" (intervista tv) estratto da una "traccia altamente degradata" (RIS, istanza scarcerazione) ma cio' nonostante "altamente cellularizzata (p.4 ordinanza arresto).

Be', sai cosa Anto? Si mettessero d'accordo tra loro prima di esternare qualunque rivelazione su quel DNA, perche' ognuna delle tre cose che hanno raccontato contraddice le altre. E' come dire che ottimi fili di seta gialla sono stati rilevati da uno straccetto pestato di viscosa blu notte fatta di ottimo mohair rosa pastello.

Io lascerei perdere completamente la storia del dna misto, e anche la storia di qualunque DNA, perche' non solo cio' che e' stato raccontato non ha alcun senso logico e meno che mai scientifico, ma se di DNA si trattava, poggiando il corpo sul terreno fino al momento del ritrovamento, quel DNA e' talmente RECENTISSIMO che piu' RECENTISSIMO non si puo' (un po' come quello di Salvatore nella bocca di Melania...). Mi spiego?

So che qualcuno ha capito, e credo anche tu.

Oh, prima di andare volevo farti i miei complimenti per il tuo studio sul metile. Non solo non ci sei andato troppo lontano, ma soprattutto ho realmente ammirato la tenacia e lo spirito. Sono proprio i maverick come te che tendo ad assumere e ti prego di accettare un mio camice bianco virtuale.

Ciao. Annika

Antonello ha detto...

@Sira
Scusa, ma se da ben quattro laboratori e dai Ris e' potuta uscire una verita', ad oggi, come sappiamo sul dna, cosa ti fa immaginare che una scienziata che s'incatena, ad esempio, al palazzo di Giustizia di Bergamo urlando che sono tutti dei ciechi servirebbe a far cambiare di una virgola le conclusioni "semiscientifiche/giudiziarie" a cui i convintissimi ed esimi luminari sono giunti???
Annika potrebbe anche scrivere, ammettendo nessuno gia' sappia della sua analisi, dopo la fugura di m....a della Sg, lettere a destra e sinistra ma verrebbero cestinate, forse buttate nel nugolo di segnalazioni mai approfkndite.
Forse avete dimenticato in che paese siamo, siamo in un paese che, con i media, si e' convinto un popolo di avere a che fare con una cricca geniale, fu votata in gran massa, inneggiata a leader, pote' cosi' sistemare i suoi conflitti di interessi miliardari, gli appalti, le grandi opere, salvo lo scoprire che e' una cricca che evade, che compra testimoni, che compra appa, ti, giustizie, che tratra con la mafia e che non disdegna di essere "utilizzatore finale" con le donne, sembra non lo sapesse, la cricca, ma gli piacciono anche giovani ed e' arrivata a far votare un Parlamento sul fatto che Ruby potesse o no essere nipote di Mubarack, e continua ad essere li, la cricca, ha nel frattempo conglobato la Mondadori nel novero, in Italia praticamente ha la stragrande maggioranza di stampa, ha quattro o cinque reti di proprieta', tutte il resto alleate, ne controlla di fatto una decina, ha in mano tutto il mercato pubblicitario e quindi si e' assicurata, la cricca, il controllo "governativo" anche sulla rete e sulle notizie ivi diffuse.
Siamo in una campana di vetro, se un incapace trasformato in genio dalle folle decide che di Annika in Italia non si parli, non se ne parlera', e nessuno ne verra' a sapere nulla, si qualche sparuto ribelle articolo o trafiletto, il tutto verra' nebulizzato o presentato strumentalmente "I giudici sono incapaci oltreche' rossi" (che poi su 2.500 indagini a carico dell' "Ultimo dei Leader" sia stato condannato solo una volta la dice lunga sul vero colore delle toghe in Italia).
Su una rivista scientifica, Annika, non credo possa scrivere che in Italia, dopo 92 giorni alle intemperie, hanno trovato un touch dna, sarebbe ridicolo credo, perderebbe lei di credibilita', mentre chi lo afferma in Italia ne acquista, addirittura ci puo' fondare un cautelare senza che si alzi la minima critica giornalistica, Massimo chiaramente escluso e splendidamente controvento, tutti i giornali sono convinti di cio' di cui e' convinta la Procura, come mai Sira??? Non e' strano???
Ed allora perche' non scrivere su un libero e controvento blog molto letto sia nella nostra nazione che all'estero???
Perche', credo sia impossibile vi sia errore scientifico, no, i Ris non riescono a chiudersi gli occhi e denominano "straordinario" il fenomeno di mappatura di ignoto1 a 92 giorni alle intemperie ricordando che sotto il corpo vi era ancora piu' degradabilita'.
Dunque, credo Annika non abbia tempo da perdere con paesi che vogliono rimanere come sono ed in cui certe verita' comandate hanno la priorita' su tutto, lei da persona libera ha sempre scritto in un libero blog, non vedo perche' non potrebbe o perche' sarebbe inopportuno, secondo me sono inopportuni tutti gli attacchi che gli vengono diretti, NON HA SENSO, lo capite che ci sono siti che pregano che Annika non scriva piu' qui???

(Continua)

Antonello ha detto...

(Continua e finisce da sopra)

Ci sono esperti di forum che con la storia della Sg sono rimasti un po' male, altri che vorrebbero avere le visite di questo blog, c'e' pure chi chiude fuori la verita', chi la banna o la porta all'esasperazione, c'e' vivaDio anche chi chiede di essere bannato scoprendo argomentazioni incomprensibilmente pilotate da utenti che in ogni forum, sistematicamente, fanno di tutto per chiudere le discussioni su Yara se non governabili.
Ci siamo???
E noi che l'abbiamo auspichiamo a lei "vie piu' opportune", ma complimenti, forse geniale se solo servisse alla verita' su Yara, ma chi in Italia accetterebbe che una verita' si ventilasse dall'estero??? No, perche' abbiamo pure questa di presunzione, dall'estero puo' arrivare stranamente solo la Merkel ad ordinare, alla marionetta di turno, politiche interne, la verita' non puo' arrivare dall'estero, perche NOI la deteniamo.
Ma dai, e per favore, ma perche' dobbiamo essere cosi' masochisti???

Anonimo ha detto...

Tre giorni prima del delitto Bossetti acquistò un coltello (c'è a verbale la testimonianza del venditore). Il coltello è compatibile con l'arma del delitto e Bossetti non lo possiede più.

Antonello ha detto...

@Annika
Capisco eccome, non tutto, vedi sulla triste storia di Cogne sono entrato in punta di piedi rifiutanto di leggere qualsiasi articolo prima di leggere gli atti, giusto per non farmi influenzare da un depistaggio di proporzioni bibliche, di tempo ne e' passato, ho potuto imparare, la mia nuova sfida e' riuscire a saper distinguere, se a meno di affrontare sceneggiate, fra depistaggi di diversa entita' e provenienza, cercando di comprendere i rispettivi motivi.
Te dici, lasciamo perdere il "palcoscenico" dei dna di Chignolo perche' sembrano fatti apposta per contraddirsi l'un l'altro, son d'accordo in parte, solo in parte perche' marginalmdnte alla verita' su Yara c'e' anche da scoprire possibili strategie processuali ed investigative, forse anche mediatiche, c'e' da comprendere con quali fini sottigliezze si pilota l'opinione pubblica italiana, a quale livello, con quale professionalita', insomma forse non lo sanno ma la logica e l'illogica li identifica proprio come il dna.
Per questo era interessante aprire un ennesimo cassetto, direbbe Pino, della grande scrivania sul caso di Yara.

P.s. io ho solo la passione per le ricostruzioni, sono onorato della tua investitura ma cosciente della mia infinita ignoranza, un tuo camicie virtuale insomma non pesa mica niente, da oggi in poi ho anche l'onere di non sbagliare, di approfondire prima di scrivere insomma, cerchero' di trarne nuovi stimoli passionali. Grazie.

Ri p.s. siamo tutte persone libere e mature, lascia perdere gli attacchi, anche io mi ci incapponivo, poi ho capito che non rispondendo gli levavo il terreno di sotto i piedi, ed ho imparato che strafregarmene e' curativo, per chi attacca e per chi, degli attacchi, riesce a strafregarsene.

Antonello ha detto...

@anonimo
Questo invece puo' essere un indizio se verificato.

"...Tre giorni prima del delitto Bossetti acquistò un coltello (c'è a verbale la testimonianza del venditore). Il coltello è compatibile con l'arma del delitto e Bossetti non lo possiede più. ..."

Dunque saremmo direzionati verso la premeditazione, addirittura, se tre giorni prima e cioe' il martedi' 23 novembre 2010 Bossetti compro' un coltello con quelle caratteristiche (lama probabilmente in titanio lunga almeno 2 cm e larga 0,2 mm).
Siamo su piani diversi ma trovo che, se fosse, siamo Over Logli, ergo premeditare una cosa cosi' e' veramente da dementi, forse e' andato pure a Brembate a comprare il coltellino, allora mettiamoci d'accordo, l'avrebbe rapita a Brembate dove tutti conoscono lei e lui, aggredita secondo la Procura e LASCIATA AGONIZZARE PER ORE sotto casa sua con il rischio forte che poteva fare il suo nome ed anche che rimanesse viva con l'intervento di una semplice ambulanza, forse sarebbe bastata una damigiana di disinfettante e due o tre coperte per farla rimanere in vita.
Una morte canadese per una ragazza in un campo nella bergamasca, a due passi dal denunciare il suo aguzzino, con la discoteca vicina aperta di venerdi' ed una miriade di lucciole e clienti ad un millimetro, forse Yara non poteva muoversi, forse si, poteva se sola e se cosciente anche trascinarsi dal posteggio nell'infinito dolore, ma di tutto questo Bossetti se ne sarebbe strafregato, la sua missione era di aggredirla lasciandola viva e la sua missione avrebbe studiato tre giorni prima e realizzato tre giorni dopo, una sera in cui Yara non doveva nemmeno uscire, quindi avrebbe premeditato il gesto ma non il momento, quella sera l'avrebbe vista ed avrebbe deciso di metterlo in atto.
Mah, e con tutte le mazze, cacciaviti, chiavi a pappagallo, cutter e compagnia cantante che doveva avere, va a comprare un coltellino da almeno due centimetri, puo' essere tutto, suamo a novembre, un coltellino per le castagne potrebbe starci, c'e' anche qui da ragionare.

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissimo Antonello nell'augurarti un buon giorno ti dedico questo aforisma:"La verità si ritrova sempre nella semplicità, mai nella confusione. Isaac Newton

Vanna ha detto...

Antonello, ti batto le mani!
Condivido!

Sira, Annika la capisco, comprendo anche il suo "risentimento".

Le mie conoscenze scientifiche sono pressoché nulle ma ho capito dal caso Rea e proprio qui, che le stesse sono "praticate" in un sistema corrotto, questo è evidente.

Si può ancora dire?

Non quadra nulla in questa storia dalla sparizione al ritrovamento, dall'analisi dei sociali familiari a quella dei Controlli e dei Non Controlli...

Controlli:
-18000 dna!!! E noi abbiamo pagato!
-Famiglie Bossetti-Arzuffi-Comi-Guerinoni: passate al setaccio, guardate al microscopio atomico e sbandierate al mondo, ( è normale in un mondo civile?)
-Programmi televisivi a pioggia battente sull'Italia.
-Testate giornalistiche rinnovellate ogni giorno.

Non Controlli,
tutti saltati con primati olimpici:

-Tironi&company,
-Ambiente sociale sommerso ben sotto la Fossa delle Marianne...
-ambienti sociali emersi:
(Cantiere-Palestra, tracce dei cani e dei dna in loco, comprese quelle sul giubbotto);
-famiglie, persone, amici, scuola, intorno a Yara;
-il lavoro del papà;
-controlli bancari a tutti?
-mafia,n'drangheta, ma sono poco praticate al nord e quindi non considerate, ufficialmente.
-I giovani e i loro giochi, le loro esperienze...
-Eddy, la ragazza indiana con segni ai polsi...la Piovanelli...
Le bestie di satana...ed altri fatti macabri.
Casualità?
Oppure tradizione da saltare sempre con primato olimpico perché si ha una grande paura anche solo a parlarne?

Perché nelle regioni del nord si tengono tante-tante-tante messe di guarigione, di liberazione, di esorcismi pubblici, da riempire chiese, palestre e grandi spazi ogni giorno?

Tutti matti ed esaltati?

Quindi Annika con le sue osservazioni giustamente decise, secondo me, ha evidenziato un modo di condurre poco professionale e deve continuare a postare quel "quiz", proprio qui.

Tanto lo sappiamo che è letto "Volando" eccome, e lo ripeto, dovremmo essere fieri di averla qui a scrivere il suo parere esperto.

A quale titolo lei dovrebbe contattare gli interessati?
Sono loro che devono farlo!

E questo suo ripetere, non avere risposte "esperte" ma critiche aperte proprio qui, la dice lunga...

Un caro saluto.

Vanna

Antonello ha detto...

@Sira
Non ti voglio convincere, ma ad esempio, nel caso Cogne vi fu una diagnosi medica, discutibile quanto si vuole ma vi fu, che strabiliante spiegava tutto cio' che sarebbe accaduto al bimbo ed anche l'assenza quasi totale di tracce ematiche aldifuori' della scena definita "criminis" dai perizianti ed inquirenti intervenuti.
Io stesso partecipai ad un gruppo di studio di cui faceva parte il Prof. Migliaccio, e in parte mi ritrovo nelle tue domande dirette ad Annika, non mi capacitavo del perche' nessuno parlasse di quella ipotesi.
Alle mie domande il Prof. Migliaccio mi rispose che aveva contattato la famiglia, che aveva sottoposto la sua tesi, che aveva scritto ben tre lettere ai Giudici, e che di certo gli mancava solo di incatenarsi ai palazzi di Giustizia, lui, italiano in Italia, Prof. in Neurochirurgia di afflato internazionale, primario di un Ospedale fra i piu' famosi.
Gli fu concesso qualche minuto di intervista in tv locali, niente di piu', nessun Giudice gli rispose mai e ne prese in seria considerazione l'ipotesi, magari richiedendo il parere di qualche perito neurochirurgo, niente.
Capisci che e' impossibile anche solo entrare in un castello se non ha almeno il ponte levatoio abbassato, per non parlare di parlare con il signore del Regno se non ha una menta, ita' piu' che aperta a tutte le ipotesi, anche a lui piu' strane.
Annika nello specifico svolge lo stesso mestiere, e gia' questo alimenta le prese di posizione dell'orgoglio scienzisto italico, poi scrive dall'estero, e non ne parliamo, sarebbe vista come il Diavolo vede l'acqua santa, sarebbe tacitata di avere un qualche interesse veniale o solo legittimamente scientifico, sarebbe capace il nostro paese di distruggergli qui in Italia la credibilita', sono degli Archimede quando una ipotesi non dev'essere presa in considerazione perche' sconforta la loro.
E' cosi', e non possiamo continuare a negarcelo, mi spiace a me per primo essere arrivati a dover vedere questa triste realta', ma se vogliamo cambiarla dobbiamo prima vederla senza veli, nuda, cercare i motivi per cui cosi' e' diventata, battersi nel proprio piccolo perche' non sia cosi'.

Ighina forse ha mai avuto gli onori che forse meritava???
No, fini di vivere in una cascina, solo, invento' un macchinario che spostava le nuvole solo per permettere ai bimbi di giocare nella piazza del suo paese, visse in Italia, era anziano, aveva il cervello fermo, non poteva fuggire come gli altri, eppure nessuno lo conosceva, elaboro' il gas premonitore dei terremoti molti anni prima che chi lo sperimento' all'Aquila potesse essere denunciato per "procurato allarme", in Italia, si, successe in Italia e non nella Guinea aborigena, nella patria di cio' che eravamo, della scienza per eccellenza, purtroppo.

http://m.youtube.com/watch?v=9HCHSU4uAYI

Ma vi rendete conto??? Uno scienziato artigianale, ex impiegato dell'ufficio brevetti invenzioni, studio' e mise in opera un sistema di monitoraggio del gas premonitore di terremoti, scoperse che all'Aquila quella sera doveva succedere il finimondo, usci' per le strade urlando di scappare dalle case, avverti' chi poteva, fece di tutto, fu denunciato per "procurato allarme" mentre al telefono vi era chi vedendo lauti appalti ricostruttivi rideva sfregandosi le mani, incredibile, e successe in Italia non in Congo, ed ancora della Giustizia su quei capitoli non se ne sa nulla.
Gli stessi aquilani manifestarono con le carriole e dirigendosi verso la propria citta' dalle tendopoli, un fenomeno pericolosissimo ai sistemi di appalto, furono manfanellati a sangue, peggio del terremoto, e successe in Italia.
Potrei andare avanti per paginate ma mi fermo, pensaci anche tu pero'.

Antonello ha detto...

@Vito Vignera da Catania
Ho sempre adorato la semplicita', le reazioni genuine, ebbi a scontrarmi, in rispettoso duello concettuale, con un famoso Professore in criminologia, lui diceva che nel mondo della Juris Prudentia non esisteva la verita' e che bisognava cercarla con il minore degli errori, condivisi il suo pensiero nella parte della ricerca ma ci accapigliammo su una mia osservazione.
Gli risposi che se la si cercava, anche con il minore degli errori, doveva pur essercene una, ed una sola che aveva prodotto i rilievi a posteriori accertabili.
Lui non condivideva la mia materialita', io mi rifiutavo di seguire il suo ragionamento su una verita' che non doveva esistere, eravamo in realta' su due livelli diversi, il suo riconosceva di essere umano e di aver a che fare con umani intendendo che non vi fosse nulla di piu' soggettivo che la verita', il mio era un atteggiamento concettuale piu' esuberante, mi confrontavo con le risultanze fisiche ed oggettive di un delitto e non con umani, non escludendo da umano di avere a che fare con alieni.
Ero anche provocatorio, nel senso che la mia verita' voleva rappresentare che la sua potesse non esistere.
Invece devo ammettere che esistevano ambedue, la sua era una verita' resistente ai depistaggi, la mia tendeva ad un assoluto materiale.
Fu un bellissimo aneddoto che mi accompagno' verso il non impedire di essere attraversato da idee diverse arricchendomene, la semplicita' rimane pero' splendida, affascinante, intuitiva, disarmante.
Grazie per la dedica.

Sira Fonzi ha detto...

Amtonello

Ti ringrazio per aver commentato ed esposto il tuo punto di vista che, pure se non approvo, apprezzo, perchè comprendo nascere da una convinzione di come sia impossibile penetrare in un sistema si crede totalmente corrotto.
Ma la risposta per migliorare una situazione che si crede tale, la dai te stesso: migliorarsi, cominciare da noi stessi e non adagiarsi e farsi sottomettere. Se si hanno grandi verità, che possono cambiare le sorti di esseri umani e non le gridiamo al mondo intero, perchè tanto siamo certi non le ascolterebbero, non facciamo altro che alimentare la diffusione dell'omertà dell'ignoranza e della corruzzione.
Detto questo, chiudo sull'argomento, non prima di aver ringraziato Pino, grande personalità, che ha suggerito di interpretare quanto viene letto, pur senza riuscirci, e nel mio piccolo il muro lo prendo a picconate. Magari non cade, ma non ambisco a tanto.
Ciao a rileggerci su nuove argomentazioni
Sira

Anonimo ha detto...

pienamente d'accordo con vanna le cui parole sono sempre un modello di equilibrio e di grande saggezza!

leo

Anonimo ha detto...

"Liberissima di informare tu chi vuoi di cio' che si scrive su questo blog."

giusto annika è quello che ho sempre pensato, in fin dei conti se vogliamo farlo veramente nessuno può impedircelo!

leo

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissimo Antonello,non è che il famoso professore in criminologia peccasse di....SUPERBIA ? "La modalità espressiva per eccellenza del superbo è la millanteria, l’altezzosità, l’alterigia. Il superbo racconta cose ovvie, come se stesse raccontando novità, oppure fatti inventati per destare ammirazione e per innalzarsi agli occhi degli altri. Il superbo ha la necessità di essere superiore agli altri disprezzandoli nel contempo. Il superbo ti ascolta ma poi parla di se. Non lascia la parola all’altro, deve uscire dalla situazione come vincitore. Il superbo non ama rinunciare alla propria opinione che difende ad oltranza come l’unica verità possibile, in effetti chi potrebbe dargli ordini? Ciao Vito.

Sira Fonzi ha detto...

leo

Fare cosa? Ricopiare post o domande di cui non si capisce nemmeno il significato? Ma per favore! A ognuno il proprio lavoro.
Certo è che se ci si rivolge con arroganza, maleducazione, paranoia e presunzione non si arriva da nessuna parte,
Op! Avevo detto che avrei chiuso qui, ma stavolta per la gioia di molti lo faccio veramente.
Parola!
Sira

PINO ha detto...

SIRA cara,
l'invito che ho rivolto ad Annika, per meglio chiarirvi, è stato insufficiente a risolvere il problema dei vostri divergenti punti di vista: l'anomalo clima che si è creato nel blog, per colpa di tutti e di nessuno in particolare, non mi ha consentito fare di più.
Sono certo che il tempo, e la riflessione, ripristineranno, in ognuno di noi, quel razionalismo che, spesso, viene involontariamente sopraffatto dall'impeto e dalla veemenza caratteriale.
Aggiungo, con molto rammarico, ( è un mio modesto parere) che lo stesso generale tenore dell'attuale dialogo, sta assumendo un carattere più idoneo per una gara, che quello di sereno confronto di idee.
Con affetto, Pino

Antonello ha detto...

@Vito Vignera da Catania
Beh in quel senso forse sarei stato io un pizzico superbo, potevo starmene zitto e tenermi le mie idee, lui in fondo parlava ai suoi studenti da un palco pubblico.
E' che trovavo stupido, non ragionando sul suo livello concettuale, che in campo giudiziario il rinvenimento di un corpo accertato e peritato come tale fosse una "non verita' " da cui tentare, con il minimo errore, di risalire all'unica verita' che doveva aver creato quella risultanza ufficiale.
Diciamo che il suo era un approccio accademico, il mio veniva dalla ricerca ricostruttiva, che comportava ragionamenti diversi, fattivi, meno dispersivi, piu' disposti verso la verosimiglianza coerente.
No, non credo fosse una persona come tu ipotizzi, tuttaltro, molto stimato per il dialogo con i propri studenti, ha tagliato il discorso li, forse intuendo dove si voleva andare a parare, ma forse l'ha fatto per proteggere cio' che lui intendeva apprendessero i suoi studenti.
Forse non potrebbe fare un G.I.P. ma con quella mentalita' ce ne vorrebbero di Giudici Superpartes, in effetti per il Giudice che valuta gli atti e che non conosce la vicenda sarebbe onorevole se pensasse all'inesistenza della verita', mettendo veramente l'accusa alla pari con la difesa, mentre invece sul campo senza la certezza che una sola verita' possa essere esistita ed aver restituito le tristi risultanze accertate diventa ridicolo anche solo cercarne una.
Sono livelli diversi, lui ambiva ad insegnare il Superpartes, io a confrontarmi con il mio approccio alla verita' piu' propensivo alla ricostruzione nella maggiore coerenza con i dati.
Diciamo che se un criminologo chiude un discorso apre una partita, un po' come le donne.
Ahahahahah va beh e si scherza un po'!!!

Anonimo ha detto...

gli addetti ai lavori il senso di quella domanda lo capirebbero eccome

cmq ognuno si comporta secondo i propri convincimenti e non è bello sentirsi dire " io avrei fatto questo..io avrei fatto diversamente etc etc" le bacchettate sono sempre fastidiose da qualsiasi parte provengano

leo

Anonimo ha detto...

scusa pino ti riferisci a qualcuno in particolare quando dici

"quel razionalismo che, spesso, viene involontariamente sopraffatto dall'impeto e dalla veemenza caratteriale."

leo

Antonello ha detto...

Volevo rifinire un altro discorso, a quel che ne sappiamo dai pochi atti Yara viene rinvenuta:
1) Vestita alla mal parata.
2) Scarpe slacciate.
3) Giubbotto integro.
4) Maglietta con lacerazioni coincidenti alle ferite.
5) Slip reciso e con i lembi che fuoriescono dal leggins seguendome l'esterno.
6) 8 ferite da arma da taglio e punta, piu' probabile un coltello in titanio che un cutter, le ferite sono profonde circa 2 cm ed inferte con una larghezza di 0,2 mm, e sono diffuse a gola, tronco e gamba destra, sono prive di sangue.
7) Vengono ritenuti importanti e repertate due tracce esterne, una comparata ed identificata con il dna corrispondente all'istruttrice di Yara.
Una seconda traccia risulta frammista di sangue di Yara e di un liquido altamente cellulorarizzato, non meglio precisato, mappato geneticamente e denominato ignoto1, in quanto frammisto a sangue di Yara quel liquido viene ricondotto ai momenti concitati dell'aggressione.
7) Tutti i dna esterni vengono in sostanza identificati ma solo di uno, il sangue di Yara, viene trovata l'origine sebbene dopo 3 giorni di esposizione alle intemperie sia impossibile risalire ad un genotipo intero e dopo 15 ad un genotipo anche spezzato.
8) Curiosamente invece, non si ha notizia della traccia frammista uomo+donna rinvenuta in un guanto in tasca del giubbotto, e quindi in posizione custodita.
9) In tasca, ma alcuni articoli dicono li vicino, viene ritrovata la pila del cellulare, un ipod con cuffie e filatura usurata, i guanti neri di Yara, le sue chiavi di casa.
10)Il corpo, dicono gli inquirenti ha potuto camminare sul suolo del luogo di rinvenimento, ha delle microsfere di lavorazione sotto la suola, e' stato aggredito li dove viene rinvenuto e li sarebbe rimasto depositato per 92 giorni, dal 26/11/2010 al 26/02/2011.
11)I vestiti hanno custodito sparse tracce di calce anche al loro interno, vi sono tracce di calce anche nel corpo in parti coperte dai vestiti, e nell'albero bronchiale (segno che la ragazza ha respirato, prima di morire, in ambiente saturo di calce se non ho capito male).
12)Il corpo viene trovato supino con le braccia allungate sopra il capo, il viso parzialmente scarnificato e/o mummificato porta ancora il dispositivo odontotecnico in base al quale verra' identificata.
13)Non sappiamo con certezza se a quel corpo e' stata eseguita l'identificazione con comparazione di dna.
14)Sui capelli e' rimasta la fascia con cui il 26/11/2010 era uscita di casa e dalla palestra.

Le celle dicono:
18,25 il cellulare di Yara aggancia la cella di Brembate e riceve un sms dall'amica Martina
18,45 il cellulare di Yara aggancia la cella di Brdmbate ed invia la risposta all'amica Martina "Dobbiamo essere li per le 8".
18,49 il cellulare di Yara aggancia la cella di Mapello e riceve il saluto di Martina "Ok grazie ciao".
18,55 il cellulare di Yara aggancia la cella di Brembate competente su casa di Yara e Via Rampinelli.
19,10 il cellulare di Yara viene chiamato da sua madre ma risulta spento.
19,20 il cellulare di Yara non puo' piu' ricevere perche' spento, ma gli viene inviato un sms da suo padre "Dobbiamo preoccuparci?"
19,30/20,00 vengono avvertite ufficiosamente le FF.OO. della scomparsa di Yara.

Fino ad ora siamo tutti d'accordo su questi dati???

Anonimo ha detto...

@Antonello
ho inserito il post sul coltello solo in quanto nuova notizia.
Non credo comunque che, nemmeno gli inquirenti, possano collegare l'informazione sull'acquisto con la premeditazione, anche perché il coltello è stato comprato con il bancomat (mi sembra costasse 25 euro) e ne è rimasta traccia.
Ciò che interessa, piuttosto, è che quel coltello con lama in titanio Bossetti ora non ce l'ha più. Rientra forse tra gli attrezzi che dice essergli stati sottratti?
Ecco che, alla luce di questa nuova notizia, la denuncia per furto di cui Bossetti aveva informato gli inquirenti assume nuovo significato. Non ha niente a che vedere con l'epistassi (gli attrezzi gli sono stati rubati alcuni anni dopo il delitto), ma con la scomparsa di quella che avrebbe potuto essergli imputata come arma del delitto.
Dunque, secondo l'ottica degli inquirenti, avrebbero la prova, il movente, l'occasione e adesso anche l'arma.

magica ha detto...

bossetti dice che l'epistassi è una sua anomalia ricorrente,
chi soffre di epistassi, ce l'ha spesse volte, o poche volte ma comunque una eventualita' ricorrente .
hanno trovato sangue di bossetti anche nel furgone , chi lo sa quando bossetti ha avuto tale episodio di epistassi ? è inutile che cerchini di schiacciarci la cipolla negli occhi . dicendo queste fregnacce..che si accontentino del famoso DNA,ma non cerchino boiate da salotto della spazzatura

ENRICO ha detto...

Non avevo visto questa “imperdibile” puntata di Porta a Porta. Non so voi.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-8c51032d-344d-466e-955b-4539a0d3e01f.html#p=0I

E' ormai fuori dubbio che gli esperti “ufficiali” nei casi di cronaca nera siano stati individuati e accreditati da Vespa nelle persone di Roberta Bruzzone ( inguardabile ed inascoltabile ! ), dell’immancabile Simonetta Matone, della solita bellona sconosciuta e adesso anche in quella di Andrea Biavardi sul quale si moltiplicano giudizi del genere:

http://matteolupiblog.wordpress.com/2013/04/19/quando-e-merda-e-merda/

Un quartetto di accaniti forcaioli fascisti (così come risulta dalle rispettive biografie ) ai quali, per evitare sanzioni da parte dell’Agcom, è stato contrapposto “per finta” ed in collegamento esterno , un inconsapevole Guglielmo Gulotta a cui è stato concesso di obiettare a quanto esposto in studio solo per pochissimi minuti…

Esemplare testimonianza di "come ti erudisco il pupo” attraverso una disinformazione subdola studiata attentamente a tavolino

Dubito che di fronte ad una tale "macchina da guerra" qualsiasi voce fuori dal coro abbia diritto di asilo, quindi un grazie di cuore a Massimo Prati e ad Annika che ci permettono di vedere "le cose" sotto un'altra angolazione

Anonimo ha detto...

Antonello tu chiedi se siamo tutti d'accordo su quei dati: in linea di massima sì, ma con qualche precisazione
al punto 7) scrivi: "Tutti i dna esterni vengono in sostanza identificati ma solo di uno, il sangue di Yara, viene trovata l'origine"
non è esatto: la traccia mista viene analizzata e testa per sangue. Ora, poiché si tratta di traccia mista ed è evidente che la traccia appartenente a Yara sia di origine ematica, i periti non possono dare per certo che anche quella di Ignoto1 sia sangue. Avrebbe testato positivo anche se si fosse trattato d'altro poiché testata assieme al sangue di Yara;
relativamente alle celle, in ordinanza non ho trovato riferimento al dato delle 18.55, sarà probabilmente da altra parte che però ora a me sfugge. Accettare o no questo dato, però, modifica la ricostruzione della dinamica degli eventi.
Per quanto riguarda l'orario in cui le forze dell'ordine vengono avvertite ufficiosamente, in ordinanza si dice attorno alle 20.
L.M.

TommyS. ha detto...

@ Anonimo 08.57 e 15.49

Quando hai inserito il commento sull'acquisto del coltello da parte di Bossetti sono subito andato a cercare su Google News qualche notizia che confermasse quanto avevi scritto e non ho trovato nulla.

Poco fa ho ripetuto la ricerca ed ho trovato le prime news (principalmente www.liberoquotidiano.it) che risalgono a circa le 15.00 di oggi e riprendono un articolo dell'edizione di Giallo del prossimo 15 ottobre che onestamente non credo sia già in edicola oggi.

Hai anche tu un uccellino che ti bisbiglia nell'orecchio? Per favore non dirmi che sei Del Piero!

Anonimo ha detto...

Scusa Magica, ma non capisco il tuo commento sull'epistassi, nessuno l'ha messa in dubbio. Io ho parlato del coltello. Non ho negato l'epistassi, ho detto che il furto degli attrezzi, avvenuto anni dopo il delitto, ha valore solo alla luce del fatto che ora quel coltello, acquistato dal Bossetti il 23 novembre, lui non lo possiede più.

Antonello ha detto...

@anonimo
Non e' proprio cosi', intanto parliamo di una persona che era sconosciuta agli inquirenti, non una multa, niente, il quale di "presume" dedito alla passione per ragazzine, ma non c'e' pero' stranamente nessun precedente, nessun riscontro, un caso forse troppo presuntamente estemporaneo, anzi risulta regolarmente sposato ed anche con una bella donna, risulta avere dei figli piu' o meno coetanei di Yara e nessuna ragazzina ha mai avuto a che lamentarsi, ne prima e ne tantomeglio dopo che le sue foto hanno girato l'Italia, riconoscendolo magari da approcci piu' o meno rifiutati.
Il fratellino di Yara sostanzialmente non lo riconosce in colui che Yara gli aveva detto che l'infastidiva.
Il presunto movente e' quindi del tutto immaginato, non ha sostanza, non e' confortato da nessun elemento, vive e vola di luce propria, ed anche diciamolo appare un po' una nota stonata, visto che da Ordinanza sembra che Yara invece non abbia subito abusi "certi" mentre avrebbe agonizzato per ore.
La prova del dna non e' una prova a se stessa, ma lo puo' diventare solo se corroborata da elementi contestuali all'aggressione, elementi di cui si cennava che mancherebbero, c'e' una prova, forse, di una qualche sua presenza in tempi molto vicini al rinvenimento o di una presenza lontana ma eventualmente ed inevitabilmente custodita non alle intemperie.
Ed anche la cosidetta prova di omicidio non sembra basti visto che dovra' essere ripetibile e visto che sarebbe impossibile abbiano potuto determinare che la traccia frammista potesse essere sangue e di Yara e di un liquido non specificato di ignoto1 dopo 92 giorni di esposizione alle intemperie.
Se la battaglieranno forse su questa traccia, ma e' anche strano che non vi siano tracce di dna da concitate dinamiche d'aggressione e salti fuori un dna da una recisione dei lembi degli slip, semanticamente piu' vicini ad un depistaggio finale verso un'abuso sessuale poi finito male piuttosto che vicini ad un'aggressione, e' solo il sangue di Yara frammisto ad ignoto1 che in sostanza lo colloca nei momenti in cui quel sangue puo' essere sgorgato e cioe' nell'aggressione.
Ma nessuno sa se vi e' stato, ad esempio, solo pestaggio prima della morte e solo dopo le ferite, la X ed il taglio dopo, come fanno a stabilire che tutto e' successo negli stessi attimi???
Come fanno a stabilire che nessuno ha potuto depistare in momenti vicini al rinvenimento???
E poi identificano pure il dna dell'istruttrice, e nessuno li se ne stupisce, eppure era sul giubbotto, all'esterno, ergo o qualcuno ha portato a posteriori il giubbotto rimasto magari custodito in qualche casupola coperto oppure le ipotesi volano ma non c'e' una ricostruzione credibile ne fondata.
L'arma tu stesso dici che non c'e' piu', se quella lo poteva essere, ma se avessero l'arma allora si che potrebbe saltare fuori una prova regina, ad esempio microtracce di sangue di yara, ma l'arma non c'e' ed essere convinti possa essere quella non e' provare che era quella, anche li quindi tutto campato in aria, immaginato.
Certo se fosse trovato sto coltellino si potrebbe analizzare, ma non c'e', lui non lo ha, e chissa' cosa riescono ad inventarsi dalle sue risposte in merito.

Anonimo ha detto...

@TommyS.
grazie per la risata :-) Non sono Del Piero e neanche Giovanna d'Arco

TommyS. ha detto...

@ Mimosa e Pamba (mi pare)

I vostri dubbi sulla qualità dell'operato del collegio difensivo di Bossetti sembrerebbero giustificati se uno si basasse esclusivamente sulle interviste rilasciate.

D'altronde tantissimi dubbi e critiche erano state a suo tempo avanzate sul famigerato duo Biscotti&Gentile, che però,a mio parere, hanno avuto solamente la grave colpa di essersi piegati anche loro a voleri superiori tralasciando nelle varie istanze l'unica evidenza scientifica che avrebbe discolpato Parolisi. Per di più non so nemmeno se l'abbiano fatto obtorto collo entrambi visto che al momento Biscotti sembra essersi abbastanza defilato.

Ma per quanto riguarda i legali di Bossetti forse avrete notato che sebbene abbiano quasi sin da subito nominato Gino come consulente genetico, non hanno mai fatto cenno alcuno a qualsiasi osservazione di quest'ultima sulle analisi genetiche che hanno portato a Bossetti. Ed anche quando nell'istanza di scarcerazione hanno evidenziato le aree dubbie della relazione del RIS lo hanno fatto a proprio nome.

Vedremo se nell'istanza di riesame, ammesso che venga prima o poi resa pubblica, qualche primo assaggio della consulenza di Gino l'avremo o se dovremo aspettare sino al rinvio a giudizio ed all'udienza preliminare.

Ma è anche questo silenzio da parte di un esperto genetista in ambito forense (nonostante anche a lei molto sia da imputare nel caso Parolisi) che mi dice che qualche colpo di scena alla fine l'avremo.

PINO ha detto...

Leo/A
Certo che mi riferivo a qualcuno...: All'IMPETO ed alla VEEMENZA CARATTERIALE.

Anonimo ha detto...

@Antonello
io ho precisato quello che presumo sia il punto di vista degli inquirenti, non sono certo qui a dire che il movente regge. Siccome ad oggi sembrava mancare la possibile arma del delitto, ho scritto che gli inquirenti hanno un elemento anche su quella. Ovvio che, non essendoci, non possono analizzarla. Ovvio anche che, fosse Bossetti l'assassino, per prima cosa se ne sarebbe sbarazzato. Il fatto che non abbia più quel coltello che certamente ha acquistato, non depone a suo favore. Ho comunque anticipato la sua difesa: gli hanno rubato degli attrezzi. Gli indizi a suo carico, però aumentano. Che gli abbiano rubato proprio quel coltello, è una bella sfortuna.

TommyS. ha detto...

@ Antonello

Onestamente mi intenerisce questa tua fiducia nella Giustizia italiana e questa tua speranza che la sola prova del DNA non sarà sufficiente per arrivare ad una condanna.

Studiati bene il caso di Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Sebbene ad un certo punto avessero trovato un giudice disposto ad ascoltare anche la difesa, in primo grado, in Cassazione ed infine nel nuovo appello di Firenze sono stati condannati sulla base di:
- prove del DNA alquanto dubbie (anzi per i periti della Corte d'Appello di Perugia nulle)
- assenza di arma del delitto nonostante i molteplici tentativi della Procura di trovarne una
- testimonianze farlocche o, sebbene in buona fede, non attendibili
- confessioni a detta di tantissimi estorte o suggerite ed in ogni caso riguardanti dinamiche dell'omicidio totalmente differenti da quelle portate in aula
- pseudo analisi psicologiche degli indagati
- accuse inventate e propagandate da media compiacenti
Ed a marzo 2015, a meno che la Cassazione ribalti nuovamente tutto, Sollecito verrà condotto in carcere per scontare una condanna molto vicina all'ergastolo in termini di anni mentre per la Knox verrà spiccato un mandato di cattura internazionale.

Per cui credimi, o la difesa riuscirà a smontare la prova del DNA o Bossetti verrà condannato in tutti e tre i gradi di giudizio all'ergastolo.

Antonello ha detto...

@L.M.
E scusa, riprendendo un interrogativo che avevo diretto ad Annika, e come diavolo fanno a stabilire:
1) Era sangue.
2) Di Yara.
3) Frammisto ad ignoto1 senza origine.

A 92 giorni di esposizione alle intemperie???

Poi anche i Ris scrivono "straordinariamente di ottima qualita' " del dna di ignoto1 ed invece ritengono normale il dna dell'istruttrice che, la Procura presume, riconducono con certezza ad un momento antecedente la sparizione di Yara, mah, e poi ce la prendiamo con Annika, e porca miseriaccia, sono quattro i miracoli che si sono materializzati in questa storia, per ora, di uno solo ci si stupisce, non e' strano ed emblematico???

TommyS. ha detto...

@ Anonimo

Intanto dovrà essere provato quale tipo di coltello con lama al titanio (ammesso sia proprio così) Bossetti abbia comprato nel 2010.

Ed anche se chiaramente non sarà possibile eseguire alcun test biologico sul coltello perlomeno una comparazione delle caratteristiche della lama con le risultanze dell'autopsia dovranno farla. Anche per Parolisi era stata individuata una possibile arma del delitto nel presunto coltellino multiuso visto dallo zio di Melania nel cruscotto dell'auto in tempi non sospetti od in quello visto dalla "carissima" amica della vittima in uso a Parolisi per aprire le ostriche al ristorante. La decenza ha voluto che queste testimonianze neanche entrassero a processo. Anche perché non ce n'era alcun bisogno per condannarlo.

P.S. Non vorrei mai che il coltello in questione fosse uno di quei coltellacci da cucina (ve ne sono molti in commercio con lama al titanio) e che quindi la Procura si trovasse costretta ad ipotizzare che Bossetti girava per l'Isola Bergamasca con un simile coltello in attesa di trovare una possibile vittima. MI sembrerebbe di rivivere Perugia.

Vanna ha detto...

Gentile Leo, grazie!
Vanna

Anonimo ha detto...

TommyS
Il tuo stantio sarcasmo lo trovo molto fuori luogo.
sembra che ti abbia fatto male l'episodio del coltello acquistato da Bossetti.
Accettalo e resta calmo.
fr

Antonello ha detto...

@TommyS
Va bene, ma io non difendo Bossetti in se, io difendo il fatto che il dna va contestualizzato perche' nessun essere umano gira archiviando i dna che lascia depositati, e questo dovrebbe costituire gia' un ragionevole dubbio, chiaro per gli esseri umani.
Poi appunto, stavamo analizzando la contestualizzazione di quel dna in un lembo reciso degli slip, ma se ad esempio do per buono ed identificato "non straordinariamente" il dna dell'istruttrice non si capisce perche' allora e' proibito il miracolo ad ignoto1 di aver depositato anche lui disgraziatamente prima il proprio genotipo su quel lembo, ad esempio.
Gli slip si stendono, si mettono ad asciugare, persino Yara avrebbe potuto si conoscere Bossetti, magari scherzarci, magari avergli stretto la mano un attimo prima di essersi aggiustata nascosta dal giubbotto gli slip, difficile certo, ma escludibile??? Escludibile un qualsiasi contatto terzo??? Come dire, una concezione strana di prova "certa".
Comi fu accusato e condannato, ma perche' trovarono il suo dna sparso nella scena del delitto e sotto le unghie di Eddy Castillo, era contestualizzatoad una qualche difesa della vittima.
Qui la contestualizzazione la fanno quattro miracoli, voglio dire, c'e' San Gennaro che si sta quasi inkazzando, perche' a lui ne e' consentito uno solo all'anno.

TommyS. ha detto...

@fr

Brrr.....!!

@Antonello

Guarda che condivido quasi tutto quello che scrivi. Non riesco a condividere l'ottimismo sul fatto che l'assenza di altre prove o indizi gravi e concordanti oltre al DNA possa scagionare Bossetti. I precedenti insegnano che o smontano la prova del DNA (se sarà inattaccabile rivedrò sicuramente le mie posizioni) o per Bossetti non c'è speranza di assoluzione.

Anonimo ha detto...

Perdonami Antonello, ma non ho ben compreso la domanda e neanche di quali 4 miracoli tu stia parlando.
Provo a rispondere "alla cieca", rifacendomi al tuo terzo punto:
non si è certi dell'origine della traccia di Ignoto1 perché, nonostante il test positivo al sangue (non scrivo emoglobina per semplicità), la traccia era mista. Sarà il sangue di Yara o quello di Ignoto 1 a testare positivo?
Il DNA dell'istruttrice non è che sia "normale", diciamo che interessa poco, si sa quando può averlo trasferito sul corpo di Yara: la conosceva e si sono incontrate in palestra quel giorno stesso, dunque niente di strano.
E' Ignoto1, proprio in quanto Ignoto inizialmente e ora ricondotto a Bossetti, che non conosceva Yara, a essere "anomalo" su quel corpo, soprattutto considerandone la posizione.
L.M.

Anonimo ha detto...

@TommyS
il coltello acquistato non è un coltellaccio da cucina, è proprio uno di quelli che normalmente utilizzano i carpentieri edili. Di per sé, dunque, nulla di male che l'abbia acquistato, come fatto da molti altri oltre a lui. Quello che è un po' più fastidioso è che non ce l'abbia più. Per Parolisi, inoltre, erano testimoni di parte quelli che avevano parlato di un coltellino che, per altro, non sarebbe stato nemmeno compatibile con le ferite. In questo caso invece c'è la testimonianza del venditore e la ricevuta del bancomat, inoppugnabile.
Questo non significa che sia effettivamente colpevole, ma è un altro elemento a vantaggio dell'accusa e sul quale dovrà pronunciarsi la difesa.

Pamba ha detto...

L.M.

L'orario delle 18.55 lo trovi nel ricorso della Difesa e citato anche in questa intervista all'Avvocato Silvagni
http://www.cronaca-nera.it/3396/yara-gambirasio-bossetti-prove

"La Procura si dimentica un documento della Vodafone contenuto nel fascicolo del Pm, che forse è sfuggito loro, in cui ci sono scritte cose diverse dall’ordinanza del Gip. L’aggancio ultimo del cellulare di Yara si sposta, leggendolo, dalle 18.49 alle 18.55, quando il telefono viene spento: ma non a Mapello, a Brembate."

Anonimo

I legali non sembrano neanche voler puntare sul furto dell'attrezzo:

""Avvocato, ad oggi gli altri ignoti però non ci sono. E allora, vi difenderete asserendo che c’e’ stata una contaminazione o che l’arma del delitto gli è stata rubata in cantiere?

“Il furto dello strumento di lavoro è un’invenzione giornalistica, non è uscita da noi. Non l’abbiamo mai detto”.

Stefania ha detto...

Anonimo, ma che dici? Se io acquisto un attrezzo da lavoro, poco prima venga commesso un omicidio posso venire indagato per questo? Un vantaggio per l'accusa?

Se dovessero arrestare tutti quelli che hanno acquistato attrezzi da lavoro che hanno poi perso o che sono stati loro sottratti, staremmo freschi!

Non so quale sia il tuo mestiere, ma non ti è mai sparita una penna dal portamatite?

Te ne sei accorto? Hai presentato denuncia contro ignoti oppure te ne sei scordato fatto salvo ti torna alla mente quando si trova la tua penna Bic sul luogo del delitto?

Non è neppure importante questo diamine di coltellino faccia parte degli attrezzi che Massimo Bossetti ha denunciato gli siano stati sottratti o meno.

Chi ha intenzione di uccidere non va a comprare l'arma del delitto pagando con il bancomat, con la carta di credito .....

Stefania

Ivana ha detto...

Uno sconosciuto avrebbe preso a calci e pugni la porta di casa della madre del Bossetti (Se la notizia sarà confermata, come fermare queste azioni vandaliche, illogiche, violente e immotivate?) :
http://notizie.virgilio.it/videonews/yara-minacce-alla-famiglia-bossetti-paura-per-madre-video.html
:-((

In base a quanto riferisce Gian Pietro Fiore, il Bossetti “ha tentato chiaramente di scappare” quando le forze dell’ordine sono salite sul ponteggio per andare ad arrestarlo…
Se tali affermazioni fossero confermate, perché tale tentativo di fuga? E, soprattutto, come avrebbe fatto il Bossetti a sapere che volevano arrestare proprio lui?

P. S. (OT)
Per Antonello
Perché insisti nel propormi la realizzazione di un articolo? Ti avevo già risposto in modo inequivocabile e torno a ribadire che non ho alcuna intenzione di cambiare idea; inoltre sottolineo che quanto da te suggeritomi è in contraddizione con le affermazioni del tuo amico Enrico, secondo il quale nessunosente il bisogno delle mie, da lui definite, “socratiche locuzioni condite da citazioni erudite".
Inoltre se pensi che tu e io disturbavamo, allora è probabile che creare un articolo, sotto il quale discutere, sarebbe considerato un inutile distrattore (che toglierebbe spazio ad “altri importantissimi argomenti”… :-)

Gilberto ha detto...

Stefania
Una precisazione, non quando si trova la tua penna bic sul luogo del delitto, ma quando si trova una scritta con una penna (forse bic) sul luogo del delitto.
Gilberto

Pamba ha detto...

L.M.

L'orario delle 18.55 lo trovi nel ricorso della Difesa e citato anche in questa intervista all'Avvocato Silvagni
http://www.cronaca-nera.it/3396/yara-gambirasio-bossetti-prove

"La Procura si dimentica un documento della Vodafone contenuto nel fascicolo del Pm, che forse è sfuggito loro, in cui ci sono scritte cose diverse dall’ordinanza del Gip. L’aggancio ultimo del cellulare di Yara si sposta, leggendolo, dalle 18.49 alle 18.55, quando il telefono viene spento: ma non a Mapello, a Brembate."

Anonimo

I legali non sembrano neanche voler puntare sul furto dell'attrezzo:

""Avvocato, ad oggi gli altri ignoti però non ci sono. E allora, vi difenderete asserendo che c’e’ stata una contaminazione o che l’arma del delitto gli è stata rubata in cantiere?

“Il furto dello strumento di lavoro è un’invenzione giornalistica, non è uscita da noi. Non l’abbiamo mai detto”.

Anonimo ha detto...

@Stefania
non capisco perché tu te la prenda con me. Sono stato proprio io a dire che era un coltello del genere che tanti carpentieri acquistano.
Ho fatto solo un'analisi obiettiva: non credi che l'accusa lo ascriverà ad indizio e che la difesa sarà costretta a motivare la scomparsa dell'oggetto?

Stefania ha detto...

Anonimo, vedi che il fatto non ci si firmi crea confusione? Io non so chi tu sia, se sei intervenuto nei giorni o nei mesi passati in questo blog e specificatamente sull'argomento e quindi non posso conoscere il tuo pensiero se non per quelle poche righe.

Vero: hai scritto che quel genere di attrezzo è piuttosto comune, pero' hai anche valutato possa essere usato come indizio.

E per me non puo' esserlo. Per i motivi che ti ho spiegato.

Per quanto mi riguarda, in dibattimento, l'accusa potrà portare a suffragio delle proprie tesi le lampade fatte dal muratore di Mappello ed anche il coltellino ma chi dovrà giudicare avrà di che sorridere, spero.

Perchè se questi sono gli indizi che dovrebbero trascinare Bossetti all'ergastolo, ebbene, a mio avviso sono non solo ben poca cosa ma addirittura il nulla cosmico.

In ogni caso, non me la sono presa con te e mi spiace se ti ho dato questa impressione.

Forse sono stata troppo diretta, e me ne scuso ... mi sono fatta prendere dal mio pensiero e non ho troppo pensato ad essere educata come vorrei e dovrei essere sempre.

Gilberto ... bene hai fatto a correggermi!

Stefania

Anonimo ha detto...

Penso che l'acquisto del coltello, ma più probabilmente...lo smarrimento dello stesso, rappresenti un indizio a favore della Procura, ed assommato a tutti gli altri che depongono a favore della colpevolezza di Bossetti.
E, come se la presenza del suo dna sul corpo di Yara, non bastasse, l'insieme degli indizi raccolti, sono già un grosso grattacapo, per una difesa che dovrà usare ventose speciali, per arrampicarsi sugli specchi che le si preparano
D.S.

Anonimo ha detto...

quindi pino volevi dire qualcosa e non qualcuno! o sbaglio? scusa ma non avevo capito bene!

leo

TommyS. ha detto...

@D.S.

A mio malgrado concordo con te sul fatto che questi indizi (che presi uno per uno sono il nulla probatorio, ma si sa come si è già espressa la Cassazione in merito e relativamente ad altri processi) peseranno molto nel giudizio, soprattutto se in Corte d'Assise.

E se in primo grado od in appello Bossetti avrà la fortuna di incontrare un giudice in grado di valutarne l'assoluta inconsistenza, ci sarà sempre un altro giudice, magari in ermellino a considerarli tutti insieme come concordanti ed aventi valore probatorio (a differenza della matematica dove 0+0+0+0+0+0+...+0 fa sempre 0, stranamente in tribunale può fare anche 1 o 2 o 3 o ....n).

Sarà solamente smontando la prova del DNA (ammesso siano in grado) che potranno far assolvere Bossetti.

Anonimo ha detto...

“Il furto dello strumento di lavoro è un’invenzione giornalistica, non è uscita da noi. Non l’abbiamo mai detto”

… eh già! Se lo sono inventati i giornalisti che proprio il loro cliente nel primo interrogatorio ha citato gli attrezzi rubati, tra cui un cutter, di cui ha detto pure di aver fatto denuncia.
Se lo sono inventato i giornalisti che Bossetti denuncia il furto dei suoi attrezzi (un cutter, un martello, un trapano, un misuratore di distanze laser) ai carabinieri di Seriate solo il 17 marzo di quest’anno, tre mesi prima del fermo.

http://milano.repubblica.it/cronaca/2014/06/29/news/yara_bugie_bossetti-90269458/
I legali: "Il Dna era su alcuni attrezzi rubati" - Secondo gli avvocati alcuni attrezzi da lavoro di Bossetti furono rubati dal suo camion prima della scomparsa della ragazzina e questo fatto spiegherebbe il perché il Dna del muratore di Mapello fosse sugli indumenti della 13enne di Brembate. Come riporta il quotidiano La Repubblica, la denuncia fu presentata da Bossetti ai carabinieri, anche se l'uomo non ne ha parlato subito dopo il fermo. Una livella elettronica, un distanziatore, una bindella e due scalpelli, di cui uno a punta acuminata, con cui potrebbe essere stata uccisa la ragazza, "vennero rubati dall'interno dell'Iveco Daily parcheggiato sotto la casa di via Piana di Sopra a Mapello.

Ermes

Antonello ha detto...

@L.M.
"...Perdonami Antonello, ma non ho ben compreso la domanda e neanche di quali 4 miracoli tu stia parlando. ..."

Dimentichi che Annika ha scritto qualcosa qui ed in un articolo apposito, nonche' sia agli atti lo stupore dei Ris.
Cerco di spiegarmi meglio, a 92 giorni dal presunto "omicidio passivo senza soccorsi" e del deposito del corpo sempre in loco:
1) Si identifica il dna dell'istruttrice sul giubbotto esterno, che non riporta lacerazioni, quindi non era indossato durante l'aggressione e le ferite che invece riportano la pelle e la maglietta di Yara???
2) Si identifica il dna di Yara sulla traccia degli slip.
3) Si identifica l'origine di un donatore a quella degradata traccia, e' sangue di Yara.
4) Si identifica e si mappa il dna di ignoto1.
5) Non si riesce a stabilire l'origine della donazione di ignoto1.

Hai ragione, sono 5 i miracoli, ma uno solo di quei cinque verra' riportato come "straordinariamente" estratto, e cioe' la mappatura di ignoto1, gli altri 4 vengono derubricati come normale attivita', mentre Annika dice che e' in attesa di capire la buona novella scientifica.
Come tutti del resto, ma nel frattempo non e' che non ci si stupisca.
Pensavo che era chiaro.

Anonimo ha detto...

Pamba, grazie per le precisazioni su orari e celle, non avevo seguito con attenzione la questione, mi ero dedicato maggiormente ad altri aspetti.

Grazie anche a te, Antonello, per il chiarimento: quelli che tu enumeri a me non erano sembrati miracoli, ma normale attività scientifica, ecco perché non ci capivamo.
L.M.

Stefania ha detto...

Un coltellino in uso abituale ai cantieristi ... un PROVONE!

Stefania

Mimosa ha detto...

Questione calce e dichiarazioni della difesa

Anch’io sto recuperando dal mio archivio materiali che mettono in evidenza la confusione totale del duo (che strano, come la storia si ripeta…, sempre un gatto e una volpe!).
Nell’intervista di cui al link citato più volte (http://www.cronaca-nera.it/3396/yara-gambirasio-bossetti-prove),
il legale dice “La calce non è stata comparata col cantiere, era in corrispondenza di alcune ferite ma in quantità così minimale da non essere possibile un confronto”.

In corrispondenza di alcune ferite???

Allora non hanno letta bene l’Ordinanza dove sono scritte queste parole, citate come contenute nell’analisi medico-legale affidata alla dott. Cristina Cattaneo e al dott. Luca Tajana:
«Il corpo ed alcuni indumenti unitamente al livello dell’albero bronchiale, di Yara Gambirasio riportano polveri riconducibili a calce».

O vogliono far credere che nella relazione agli atti non c'è scritto.
E allora perché nell’Istanza di scarcerazione citano la frase della medesima Relazione:
«Pag. 214 relazione Cattaneo.
“Resta difficile da stabilire l’esatta provenienza di tali costituenti ritenuti alloctoni(che risultano comunque impossibili da tracciare, alla luce della esigua quantità del materiale rinvenuto), nonché il meccanismo attraverso il quale tali materiali sono venuti a depositarsi sulle scarpe(sferette metalliche), sulla cute e sul lato interno degli indumenti a contatto con la pelle(polveri ricche in Ca).”»
(NOTA: le virgolette alte, all’inglese, sono nel testo, le uncinate basse sono mie per indicare la citazione completa).

Semplicemente fanno il gioco dei media: dicono di non voler rilasciare dichiarazioni, e poi vanno ovunque a sparare cavolate! Chissà se ricevono compenso per le comparsate … come il buon G*l*ppa?

Non mi convince l’acume di quell’uomo. Si desse da fare per trovare un alibi al suo cliente! Così forse riuscirà a smontare anche la presenza del dna.

Mimosa

Pamba ha detto...

Mimosa
A meno che il legale sia costretto a scendere in campo per contrastare altre fughe di notizie. Oltre a quella del coltello, ho letto questa sulle polveri di calce.

"Gli investigatori hanno inoltre riscontrato una serie di tracce di polveri da cantiere sugli indumenti della 13enne in corrispondenza del seno. Tanto è vero che il reggiseno della vittima, al momento del rinvenimento del cadavere, era slacciato. Questo dimostrerebbe che l'assassino ha toccato nelle parti intime la studentessa".

È diverso dal generico "sulla cute e lato interno indumenti a contatto con la pelle" (pag 214 relazione Cattaneo, citato dalla Difesa a pagina 22 del documento del ricorso).

Voi dite che sia stato possibile accertare con precisione le parti anatomiche impolverate? A me sembrava che la generalità della descrizione nelle carte ufficiali significasse soltanto la sosta della ragazzina in un ambiente polveroso. Altrimenti avrebbero specificato nell'Ordinanza una simile evidenza. Sarebbe un elemento forte per l'Accusa, che sposa il movente sessuale. Non trovate?

http://www.passionetecno.com/2014/10/09/yara-gambirasio-bossetti-compro-un-coltello-tre-giorni-prima-del-delitto-10396

Mimosa ha detto...

Pamba
mah! se la pioggia ha dilavato il dna impregnando i tessuti, forse non è strano che qualcosa al di sotto degli indumenti si sia protetto, come sarebbero stati protetti dal degrado ambientale i guanti tanto da far trovare i due dna di Ignoto 1 e Ignota 2, per ora non attribuibili ad alcuno/a.

Sì, forse anche questa forzatura è mirata al movente sessuale.

Mimosa

Etrusco ha detto...

Possedere un coltello è cosa diffusa, non è facile che un oggetto, tra l'altro nemmeno reperito perchè risulta disperso, diventi proprio per questo l'arma del delitto. Il movente è incerto. I testimoni non ci sono e chi ha fornito qualche indicazione non è stato preso in considerazione, come i cani molecolari.
E' vero che all'indagato manca l'alibi, ma questo non è mai prova di colpevolezza. I veicoli immortalati dalle telecamere sono di modello comune e pure se venisse accertato che uno di questi fosse quello di Bossetti, è normale che passasse di li a quell'ora un abitante della zona che in zona ci lavora pure, manco fosse uno della provincia confinante.
I cosiddetti indizi relativi alle celle telefoniche sono incerti e discutibili. Ad oggi Bossetti, se non per motivi di memoria, non è caduto in contraddizioni, come invece fatto da altri nelle sue stesse condizioni di principale indagato. Quanto emerso sul privato dei suoi familiari non cagiona la morte di Yara, non c'entra con il rapimento e nemmeno con l'eventuale occultamento del corpo. Il metro cubo di sabbia, come sopra.
Rimane il Dna.

Pamba ha detto...

Etrusco

Sintesi ineccepibile e condivisibile!

Rimane la constatazione che il cumulo degli indizi, che noi possiamo leggere in modo " garantista" ma ci sono e sono tanti, assieme al Dna, difficile da smontare, peseranno in modo congiunto nel processo.

Buonanotte
Pamba

Pamba ha detto...

Etrusco

Sintesi ineccepibile e condivisibile!

Rimane la constatazione che il cumulo degli indizi, che noi possiamo leggere in modo " garantista" ma ci sono e sono tanti, assieme al Dna, difficile da smontare, peseranno in modo congiunto nel processo.

Buonanotte
Pamba

Anonimo ha detto...

PAMBA
Condivido la tua constatazione.
Quando il riscontro di dna sulla vittima viene confortato da altri indizi che assommati diventavo prova, difficilmente l'individuo a cui appartiene la materia biologica, può sfuggire dalle maglie della legge.
Non glie lo auguro, ma non vedrei via di uscita per il Bossetti, già dal primo processo.
D.S.

Anonimo ha detto...

Sto guardando Matrix con l'intervista a Marita
CHE BUGIARDA!!!

Anonimo ha detto...

Marita a Matrix
Senza approfondire la fisiognomica, come fa questa donna a mantenere il volto così immobile, senza che nemmeno un minuscolo muscolo del volto e della bocca tradiscano un ben che minimo fremito?
Attrice consumata?
Ben addestrata?
Sicura di essere nel vero?
E.

Anonimo ha detto...

Se una traccia testa positiva all'emoglobina, non si puo' avere alcuna certezza che si tratti di sangue.

L'emoglobina infatti in Italia si testa generalmente con HEXAGON OBTI della Bluestar. Ora, la Bluestar e' sicuramente un'ottima marca per qualunque fielwork analysis. Entrando nel loro website e leggendo la Paper allegata ad Hexagon Obti, si scopre che si tratta di un test indicativo, non di un tesy confermativo. Infatti sono proprio i produttori della Bluestar a dire Hexagon Obti, volto a rilevare la presenza di Hhb (emoglobina umana) da spesso falsi positivi, e testa positivo anche a tracce lasciate da vari mammiferi (tra cui il tasso e la donnola).

Che sia stato utilizzato Hexagon Obti o un test simile, dato che la traccia Ignoto 1 e' stata testata per Hhb (emoglobina), non e' affatto sicuro che si tratti di sangue perche' l'emoglobina umana non offre certezze al 100%. Per scoprire se la traccia Ignoto 1 ha realmente origine ematica umana al 100% e che si tratti di sangue umano, occorre l'uso di un test confermativo. I test confermativi per eccellenza per uso forense sono e restano gli RSID (Semen, Saliva, Blood), dato che SONO ACCERTATI PER NON DARE MAI FALSI POSITIVI. Inoltre, per accertare le origini di una traccia mista, inutile testarla per PSA (per la quale sostanza non esiste test confermativo). Bisogna incrociare i risultati di tutti gli RSID test. Solo nel caso in cui il glycophorin A del RSID-Blood dovesse risultare l'unico a testare positivo, allora e solo allora si potrebbe parlare di traccia mista dall'origine ematica.

Il fatto che la traccia fosse degradata (come confermato dai RIS) non ha alcun peso per qualsivoglia RSID, capace di rilevare fino a 2.5 nanolitri di sostanza (quantita' minore di quanto necessario per analizzare il DNA!) e capace di testare positivo a traccia su fibra PER ANNI dal deposito. E allora, se realmente quella traccia esiste tanto da aver prodotto addirittura DNA dal "genotipo di straordinariamente ottima qualita'" (RIS), perche' non ri-esaminarla per glycophorin A (RSID-Blood), ed incrociare i risultati con quelli del RSID-Semen ed RSID-Saliva?

Per quanto riguarda gli altri DNA, mi sembra di capire che uno femminile ed uno maschile erano sui guanti neri racchiusi all'interno di una tasca del giubbino, giusto? Non trovo pero' indicazioni del DNA dell'insegnante di Yara sul giubbino da nessuna parte nell'istanza di scarcerazione ma solo su qualche articolo online pieno di condizionali e stile gossip. Qualcuno potrebbe gentilmente indicarmi la pagina esatta di quella tra le carte ufficiali a nostra disposizione in cui si parla ufficialmente del DNA dell'insegnante sul giubbino e delle procedure specifiche utilizzate a rilevarlo ed analizzarlo?

Annika

Anonimo ha detto...

era una serata di comiche, non mi piacciono ma cambiando canale ho fatto appena in tempo sentire l'avvocata di b dirsi sicura che il suo cliente è innocente perchè "incredibile", lo ha detto lui......
sul dna niente di che e poi un mantenuto da nanob non ha fatto più capire nulla

Anonimo ha detto...

Grazie Anonimo per la puntuale recensione

Anonimo ha detto...

Boia deh ma cosa vi costa mettervi un nikname, chiamatevi come vi pare ma chiamatevi almeno uno si rende conto a chi risponde,sembra che scriva sempre la solita persona, geniali sono gli anonimi che entrano con le notizie ecclatanti tipo " ha comprato un metro di sabbia e' lui il colpevile" sembrano accaniti lettori del settimanale Giallo.

Alessandro

Etrusco ha detto...

PAMBA e D.S.

Forse capisco male io, ma non si somma e non si cumula proprio un bel nulla se i fatti che sappiamo non sono manco indizi: il furgone immortalato dalle telecamere, deve essere proprio quello di Bossetti per essere considerato indizio, no che gli somiglia. Chiaro il concetto? Idem per tutto il resto tranne che per il Dna, che è certamente un indizio.
Per la legge, una serie di indizi confluenti costituisce una prova. Ecco perchè è importante che un indizio non sia discutibile come, per esempio, il metro cubo di sabbia o il coltello.
Gli indizi vanno prima accertati singolarmente e solo dopo si possono sommare tra loro. Non per garantismo ma per logica.
Poi ci sono altre storie e storielle che sono state buttate in mezzo, ma hanno avuto solo la funzione di gettare discredito su indagato e famiglia.

Non sarei così sicuro che si vada a processo con il solo Dna, perchè all'accusa non conviene.

TommyS. ha detto...

@Etrusco

Torno a ripetere che il processo Kercher in questo fa oramai storia.

Nel giudizio di appello a Perugia il giudice Pratillo Hellmann esaminò uno a uno gli indizi e le testimonianze portate dalla Procura a processo riscontrandone la singola inconsistenza probatoria o la scarsa attendibilità. Inoltre, constatando che i consulenti della difesa contestavano le prove del DNA sulla base di considerazioni assolutamente non trascurabili, nominò dei propri periti che conclusero sulla nullità del valore probatorio delle analisi condotte dalla polizia scientifica. Sulla base di queste considerazioni assolse gli imputati per non aver commesso il fatto.

Ma in seguito arrivò la Cassazione che rinviò il processo d'appello a Firenze soprattutto sulla base della seguente argomentazione:

«Il giudice del rinvio dovrà porre rimedio nella sua più ampia facoltà di valutazione, agli aspetti di criticità argomentativa, operando un esame globale e unitario degli indizi, attraverso il quale dovrà essere accertato se la relativa ambiguità di ciascun elemento probatorio possa risolversi, poiché nella valutazione complessiva, ciascun indizio si somma e si integra con gli altri»

E questa è oramai giurisprudenza consolidata applicabile perfettamente al caso di Bossetti.

In appello a Firenze poi, le prove legate alle analisi del DNA vennero fatte rientrare dalla porta sul retro (anche se la Corte ordinò un'altra perizia che condusse ad un nulla di fatto) considerandole non più prove ma forti indizi che nella valutazione complessiva si sommarono agli altri indizi portando nuovamente alla condanna dei due imputati.

Per cui torno nuovamente a ribadire: o la prova del DNA viene smontata (ammesso sia possibile per il collegio difensivo) o Bossetti è spacciato nonostante tutti gli indizi che la Procura sta raccogliendo da dopo l'arresto presi uno per uno siano totalmente insussistenti.

P.S. Per gli anonimi. Ma siamo di nuovo alla fisiognomica da salotto televisivo? Quale studi psicologici e criminologici avete fatto per ridurre l'intervista di Marita Comi a pura menzogna? A me sembra che su tutte le domande rivoltele abbia fornito risposte sensate e credibili. La riprova uno la può avere sull'unica domanda di Telese che ha ricevuto una risposta evasiva e cioé quella sui presunti amanti dove la Comi ha svicolato dimostrando che quello, pur non trovando un'attinenza diretta con il caso, è un problema esclusivamente di rapporti coniugali con il marito sui quali nessuno di noi dovrebbe entrare (il PM può anche farlo ma poi deve dimostrare che è attinente al caso).

Antonello ha detto...

@Annika
Articoli molto discordanti, vero, in questo si delinea una pseudo storia giornalistica delle tracce repertate ed addirittura si riconduce la traccia mista depositata sul giubbotto a donazione di Yara + Istruttrice.

"... la traccia di DNA sul giubbotto di Yara Gambirasio, si tratta di una traccia di dna misto ed appartiene a Yara e - è stato accertato dagli inquirenti - ad una delle istruttrici di ginnastica ritmica, completamente estranea all'omicidio". ..."

http://www.ilnord.it/c-3173_LA_STORIA_DI_TUTTE_LE_TRACCE_DI_DNA_INDIVIDUATE_SU_YARA_GAMBIRASIO_E_SUI_SUOI_INDUMENTI_COSI_FINISCONO_LE_INVENZIONI

Anche qui:

"...Oltre a quello dell'assassino, sul corpo e sugli indumenti di Yara ci sono altri tre profili di Dna: due, uno maschile e uno femminile, sono sul guanto della tredicenne e uno è invece sul giubbotto della vittima. In questo caso si tratta di una traccia di Dna misto ed appartiene a Yara e ad una delle istruttrici di ginnastica ritmica, completamente estranea all'omicidio. ..."

http://www.affaritaliani.it/cronache/yara_yara_firma_assassino_vestiti150611.html

E qui, con un copia ed incolla:

"...Oltre a quello dell'assassino, sul corpo e sugli indumenti di Yara ci sono altri tre profili di Dna: due, uno maschile e uno femminile, sono sul guanto della tredicenne e uno è invece sul giubbotto della vittima. In questo caso si tratta di una traccia di dna misto ed appartiene a Yara e ad una delle istruttrici di ginnastica ritmica, completamente estranea all'omicidio. ..."

http://www.unita.it/italia/yara-isolato-dna-maschile-dell-assassino-tento-violenza-1.304382

Quindi si direbbe traccia vrammista di Yara +Istruttrice.

@Forcaiuoli
Mentre, per buona pace degli estimatori del cappio, scrivono i Ris, della traccia frammista degradata:

"...Purtroppo  non  è  semplice  valutare  né  riprodurre  sperimentalmente  -‐  con  assoluto  rigore  scientifico  -‐  quanto  la  degradazione  del  materiale  biologico  su  questi  reperti  possa  aver  influenzato,  e  in  quale  misura,  1’attendibilità  dei  test  effettuati,  seppur  numerosissimi,  poiché  nessuno  degli  stessi  prescinde  dalla  integrità  della  struttura  molecolare  delle  proteine  che  costituiscono  i  marcatori  “bersaglio”  della  maggior  parte  di  tali  saggi  diagnostici  (emoglobina,  PSA,  semenogelina,  ecc.). ..."

"...“Alla  luce  delle  premesse  anzidette,  una  logica  prettamente  scientifica  che  tenga  conto  dei  non  pochi  parametri  che  si  è  tentato  di  sviscerare  in questa  sede  non  consente  di  diagnosticare  in  maniera  INEQUIVOCA  le  tracce  lasciate  da  Ignoto  1  sui  vestiti  di  Yara..."

“..."di  contro,  pare  quantomeno  discutibile  come  ad  una  eventuale  degradazione  proteica  della  traccia  non  sia  corrisposta  una  analoga  degradazione  del  DNA  (…)”..."

"...altra  parte  le  zone  di  contatto  con  il  terreno  hanno  costituito  aree  di  raccolta  e  di  maggior  adsorbimento  dei  fluidi  rilasciati  dalla  decomposizione  del  cadavere  per  cui  potenzialmente  caratterizzate  da  un  più  alto  livello  di  degradazione  biologica  sotto  il  profilo  prettamente  molecolare. ..."

Anonimo ha detto...

Etrusco
Il solo 20% del valore del dna di MGB, ha mandato all'ergastolo molti presunti colpevoli.
Devi tener conto, se non l'hai fatto fin'ora, della "libera convinzione" del giudice che è sovrana.
E non mi pare che ci siano state manifestazioni di indulgenza, per l'indagato, a causa del perverso e crudele modo a cui una innocente ragazza di 13 anni è stata sottoposta, prima che rendesse la sua anima a Dio.
D.S.

Anonimo ha detto...

La CONVINZIONE del giudice mandò in galera Parolisi, in barba anche alle conclusioni della procura e del pm.
E c'è chi pensa che per condannare Bossetti, il suo dna trovato sul corpo di Yara non basti...ma fatemi...
fr

Antonello ha detto...

Avevo invece un dubbio:

Dal sito della federazione si puo' estrarre l'elenco completo delle categorie ed atlete gareggianti il 28/11/2010 e le varie turnazioni di gare, premesso che Yara come eta' andava ad essere inquadrata fra le Allieve, appare che:
"...
2^PROVA REGIONALE TORNEO ALLIEVE GR E GpT BREMBATE DI SOPRA 28-11-2010 Palazzetto dello Sport
Via Locatelli,36
RIUNIONE DI GIURIA ore 8.00 ALLIEVE 1^FASCIA Sez. RITMICA CONTROLLO TESSERE ore 8.00 INIZIO GARA ore 8.30
"...ALICE...ALESSIA...MARIA TERESA...CHIARA...GIULIA...ASIA... CAMILLA...ALICE...LETIZIA...GIULIA....SAVINA...VITTORIA...NICOLE... SCARSELLA MARTINA...GIULIA... ELEONORA...REBECCA...LAURA...ANNA...FRANCESCA...REBECCA...GERMANI MARTINA...RACHELE...ANNA...ALICE.."

Intervista a Martina del 15 dicembre 2010.

Puoi spiegare la sequenza di messaggini che vi siete mandati tu e Yara?

Alle 18.25 le ho chiesto a che ora dovevamo vederci in palestra domenica per la gara di ginnastica. Alle 18.44 mi ha risposto che dovevamo essere lì per le 8. Alle 18.49 le ho scritto "ok, grazie, ciao".

I TEMPI AL CELLULARE DI YARA DA ORDINANZA.

Ore 18.25 Brembate/palestra: sms di Martina «A che ora ci vediamo giù alla gara domenica?».
Ore 18.45 Brembate/palestra: risposta di Yara «Dobbiamo essere lì per le 8».
Ore 18.49 Stazione radio Mapello: sms di Martina "Ok, grazie, ciao».
Ore 18,55 Brembate/Rampinelli il cellulare viene spento e segnala l'ultima cella agganciata.
Ore 19.10 cellulare spento: chiamata della madre.
Ore 19,30 cellulare spento: sms del padre "Dobbiamo preoccuparci?"
Ore 20,00 i coniugi vanno ad allertare le FF.OO. sulla scomparsa.

Voglio dire, se gareggiavano le allieve, perche' Yara e Martina non gareggiavano???

Solo un dubbio, niente piu', non vorrei che anche dietro quel "Dobbiamo essere li alle 8" possa esservi stata una qualche strategia investigativa o cono d'ombra funzionale.
Il dubbio e': chi ha veramente scritto l'sms di Yara diretto e ricevuto da Martina "Dobbiamo essere li alle 8"??? Ed il messaggio era identico???

Antonello ha detto...

L'intervista a Martina del 15 dicembre 2010.
http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/174303_yara_parla_martina_lamica_del_cuore_quando_mi_ha_risposto_era_tranquilla/

«Persone sospette in palestra? Non ne ho mai notate prima della scomparsa di Yara e tantomeno estranei avvicinarla o parlare con lei. Non riesco a spiegarmi cosa le sia accaduto...».

«Tutte le persone che assistono agli allenamenti di ginnastica ritmica e alle gare sono sempre le stesse, soprattutto i genitori, qualche volta anche i ragazzi del basket che si allenano dopo di noi, ma li conosciamo»

«Il clima è cambiato a Brembate Sopra – sottolinea la mamma –, ora c'è più paura. Non riusciamo a capire: perché proprio lei?». Le fa eco la stessa Martina: «Già, c'è paura... Comunque abbiamo proseguito con le lezioni, rimaste ferme soltanto per il ponte dell'Immacolata».

Yara quando mi ha risposto all'sms era tranquilla». Il 26 novembre Martina le aveva scritto, alle 18,25: «A che ora ci vediamo giù alla gara domenica?». Alle 18,44 questa risposta di Yara: «Dobbiamo essere lì per le 8». Dopo 5 minuti, alle 18,49, la conferma di Martina: «Ok grazie ciao». «Il fatto che mi abbia risposto dopo 20 minuti non è strano – aggiunge l'amica – perché a volte, in palestra, quando togliamo il giubbotto, lasciamo in tasca il cellulare. Quindi l'avrà visto dopo e, a quel punto, mi ha subito risposto. Ci dovevamo vedere per la gara di domenica, non per parteciparvi ma per fare da supporter alle altre ragazze»

«Hanno suonato, sono entrati a guardare in tutte le stanze – sottolinea la mamma di Martina –. Pensavano che Yara fosse qui? A pensarci adesso mi sembra assurdo: figuriamoci se non avrei avvertito Maura del fatto che fosse qui. A parte che Yara è di carattere molto riservata e timida. Le nostre famiglie si conoscono da tempo, ma nonostante questo Yara non si è mai fermata a dormire da noi».

Yara e Martina si conoscono da quattro anni e fanno coppia da tempo nella ginnastica ritmica: «Fuori dalla palestra ci vediamo sull'autobus da Bergamo – aggiunge Martina –, siamo un gruppo di quattro ragazze. Nessuna persona sospetta si è mai avvicinata a noi, nessun ragazzo, niente di niente. Se Yara avesse avuto qualcosa da nascondere, sarebbe saltato fuori: l'avrebbe detto a me o a qualcun altro».

«Non è anomalo, Yara appena poteva andava in palestra. Non frequentando le scuole a Brembate Sopra, in paese aveva amici solo in palestra. Appena poteva, quindi, correva lì, a piedi o in bici. Quel venerdì doveva portare il suo stereo perché quello della palestra era guasto: dovevano usarlo per la gara di domenica, ma le musiche dei cd saltavano. Così Yara aveva portato il suo».

Ma allora cos'è successo a Yara? «La fuga volontaria è assolutamente impossibile – sottolinea Martina –, non è da lei. Conoscendola, escludo anche che avesse un appuntamento con qualcuno». Due giorni prima della scomparsa, mercoledì, le ragazze avevano mangiato una pizza a Bergamo, mentre l'estate scorsa le due famiglie si erano trovate per una breve vacanza assieme in Valle Imagna. A chiederle di Enrico Tironi, il primo testimone del caso Yara, Martina storce la bocca, sgrana gli occhi e non esita a rispondere: «Non l'ho mai visto in vita mia». La sua amica aveva un telefonino Lg «di quelli un po' vecchi, con un piccolo display». Niente di tecnologico che le permettesse di chattare o incontrare virtualmente qualche sconosciuto. Ma allora dov'è finita Yara? Basta lo sguardo di Martina per capire quanto anche lei vorrebbe tanto trovare una risposta.

MAGICA ha detto...

Sto guardando Matrix con l'intervista a Marita
CHE BUGIARDA!!!

10 ottobre 2014 00:18:00 CEST

quello che ha postato il post delle 00:18 è uno che è abituato a mentire .. se coglie negli altri la propria essenza .

la moglie di bossetti ... si è capito che oltre alla timidezza ci doveva pure essere una certa acuratezza di risposte . per non danneggiare ulteriormante il marito .. credete che la procura non guardasse il programma?( non si trattava di di un talk show) inoltre una persona che non è abituata al madiatico : poche chiacchere e riservatezza . in questo caso poi vorrei vedere chi si presenta spavaldo e fronteggiare una situazione del genere .
.. gli spavaldi e bugiardi Sono certi giornalai . che non ci pensano due volte a sputtanere le persone. l'abbiamo capito da molto .
non capisco queste cattiverie di persone irragionevoli . quello che la signora ha detto sono indizi verificabili (. macchè finge .) bella persona irriducibile chi lo pensa - magari mentre sua moglie gli racconta i fatti della giornata scatta subito il sospetto .. BUGIARDA !! TU OGGI MI HAI FATTO LE CORNA - SONO I SOSPETTOSI

Anonimo ha detto...

Personalmente la moglie di Bossetti non mi ha convinto per niente.
L'intervista sembrava preparata in ogni minimo dettaglio, come quando si è fatta passare la borsa dalla cognata; Marita era molto misurata. In realtà mi ha dato l'impressione d'essere un'attrice piuttosto sofisticata. E' incredibile la sua capacità di gestire la conversazione, non so quanti di noi sarebbero stati così disinvolti davanti alle telecamere.
Fatto sta che il tutto ha dato la sensazione di qualcosa di artefatto, non traspariva alcuna emozione e dunque sembrava finto. L'unica domanda che non ha saputo gestire, su questo concordo con TommyS, è stata quella sui suoi amanti. Non ha negato ma svicolato, dunque di fatto si è trattato di una conferma. Saranno affari suoi? Certo, ma tant'è.
Insomma, l'unica utilità dell'intervista sta nel fatto che Marita ha confermato quasi tutto ciò che, fino a questo momento, erano solo notizie giornalistiche. Cosa non ha confermato? La sua frase, detta all'inizio della vicenda, che il marito non andava a fare lampade. Adesso l'ha modificata dicendo che sapeva che ogni tanto il marito andava al centro estetico (pur non sapendo quando). Secondo lei si faceva le lampade perché il calore gli alleviava il mal di schiena, insomma ci ha tenuto a dire che il marito non è un narcisista. Sarà...

E ora la mia firma, per non confondermi con gli anonimi urlatori. Siccome TommyS mi ha chiamato Del Piero, mi firmerò
delp

Mimosa ha detto...

Anch’io ho la mia da dire sull'intervista.

Le risposte “strane” che io ho rilevato nell’intervista a Marita mandata in onda da Matrix ieri sera, sono un paio, oltre quella evasiva o ermetica sugli amanti, che dalla risposta è chiaro che sono esistiti : “questa storia non serve all’indagine; la mia vita privata è mia; lui è convinto di me come io sono convinta di lui (riferendosi al marito)”. Risposte giustissime, ha pienamente ragione, sono fatti suoi e non di altri. Del resto le storie risalgono a prima delle nozze, celebrate solo 2 anni fa dopo una lunga convivenza.

Ma, la mia perplessità sulla sincerità di questa donna scaturisce dalla risposta alla domanda sui litigi.
Marita risponde “poteva succedere che litigavamo e per alcuni giorni non ci parlavamo” e aggiunge, incalzata “non ha mai dormito sul divano né fuori casa. Anzi solo 3 giorni non abbiamo dormito assieme, quando io ho partorito”.

Allora sta dando della bugiarda alla suocera, la quale ha detto che Massimo, quando litigava con la moglie, andava da lei e ci dormiva pure più notti.

In seconda, mi sembra stranissimo che una donna venga mandata a casa dopo una sola notte di degenza post partum, al minimo sono 2-3 per un parto naturale.

Non credo siano bazzecole, queste menzogne, rendono l’idea di una donna abituata a mentire, fredda, calcolatrice…
concordo con le impressioni dell’Anonimo (Del Piero)

Mimosa

PS - ho anche altro da aggiungere.

Massimo M ha detto...

Comunque il settimanale Giallo sta aprendo certi polveroni da paura! Io non capisco come in un paese civile possano essere permesse certe indagini su carta stampata. Veramente rabbrividisco. Poi qualcuno si lamenta se la moglie va da Matrix. Ma io ci andrei ogni giorno in ogni trasmissione a svergognare questi quattro "farabutti" che vendono la sensazione. Ma si può?
Quella del CUTTER in TITANIO è fantastica davvero..............eppure crea polveroni pazzeschi.
Innanzitutto il clamore lo da la parola TITANIO. Alla fine dei conti, tutti i cutter professionali (tipo quello della Stanley) alla modica cifra di 7/10 presentano lame rinforzate in titanio. Cioè parliamo di un semplicissimo cutter non di qualcosa di fantascientifico.
La notizia è che MGB ha comprato un CUTTER compatibile pochi giorni prima. Ebbene.............prima cosa: TUTTI I CUTTER da 7 euro in su.......cioè di buona marca.............sono COMPATIBILI. Tutti i cutter del MONDO, non solo quello di MGB.
Seconda cosa................come dire che un fornaio 3 giorni prima di un omicidio di cui è sospettato abbia comprato.............che ne so.........FARINA o che un elettricista abbia comprato FORBICI o che una Prostituta abbia comprato PRESERVATIVI.
Che poi la cosa curiosa è che sembra che si vuole far passare il messaggio che MGB compri il cutter perchè ha in mente di commettere un omicidio. Il che è veramente ridicolo.
Ora io che non sono manovale che qualche lavoretto in casa lo faccio.................direi che in 4 anni avrò avuto fra le mani (rotti o persi)..........almeno 4/5 cutter..............tanto è che ogni volta che ne compravo uno mia moglie mi faceva la battuta che serve un MUTUO solo di Cutter. E non sono muratore. Cioè parliamo di uno strumento che si rompe facilmente nell'uso costante (in genere si rompe la parte dove monta la lama che non scorre più............avete ideia di polvere, cemento in un cantiere nel tempo). E questo significa che MGB ha nascosto l'arla del delitto?
Io penso che qui...............al netto di una colpevolezza di MGB che pure potrà essere dimostrata...........siamo arrivati a livello di DELIRIO, di FUORI di TESTA davvero.

Anonimo ha detto...

Un coltello non è come un sacco di farina, che è merce di consumo. Se Bossetti avesse rotto quel coltello e sostituito con un altro, oggi lo potrebbe produrre, cosa che non sembra aver fatto. In ogni caso porterà una sua spiegazione sull'oggetto, non sarà difficile. Non mi sembra però che la questione non sia rilevante, stiamo pur sempre parlando della ricerca di una possibile arma del delitto. Se non è rilevante questo, cosa lo è?
delp

Massimo M ha detto...

Ad Anonimo
Il mio discorso è legato alla circostanza della notizia.
Dettagliatamente se MGB dicesse (come magari ha detto, non lo sappiamo) che quel Cutter l'ho perso in cantiere, capirai in cantiere si perdono tante cose, l'oggetto è piccolo per non parlare dei furtarelli..................sono CERTO che l'accusa CI VEDREBBE (e credo anche tu) QUALCOSA di STRANO.........eggià un CUTTER utilizzato nei cantieri che dopo 4 anni non si sa che fine abbia fatto (ma mi si faccia il piacere).................se invece MGB dicesse (come sembra verosimile abbia fatto) che quel CUTTER gli è stato rubato nel MARZO scorso insieme ad altri 4 strumenti DESCRITTI in dettaglio nella DENUNCIA che regolarmente MGB fece nel Marzo scorso per furto di strumenti dal suo FURGONE sotto casa con tanto di scooter con 2 ragazzi incappucciati intravisti..........bhè ALLORA l'ACCUSA (e credo lo stesso anche te) direbbe che la COSA è alquanto STRANA e che la MENTE GENIALE dell'assassino va a fare denuncia per premunirsi sulla vicenda dell'arma del delitto. Senza considerare che di mente tanto GENIALE non si tratterebbe neanche........piuttosto di FESSO visto che un aggeggio di 10/15 cm. x 5 lo puoi far sparire dove ti pare e quando vuoi.

La realtà è che è TUTTO A SENSO UNICO, vergognosamente...........DELIRIO

Massimo M ha detto...

dimenticavo...........un cutter non è un sacco di farina ma un MURATORE non è un FORNAIO!

Anonimo ha detto...

Massimo M...mamma quando sei lungo!
Sganci certi TORMENTONI :-)
fr

TommyS. ha detto...

@delp

Una cosa è dire non ha potuto produrre un altro cutter a comprova di aver sostituito quello comprato nel 2010 un'altra è dire che i CC non hanno sequestrato tra il materiale edile di Bossetti un cutter.

La prima cosa è sicuramente impossibile a realizzarsi dal momento che Bossetti si trova in isolamento in carcere. L'altra non significa nulla, al massimo che i CC non hanno trovato un cutter o non hanno ritenuto utile sequestrarlo. Ma che non ci sia un cutter nell'attrezzatura di un carpentiere lo trovo veramente impossibile. E' uno strumento indispensabile in cantiere anche solamente per fare la punta alla matita (e MassimoM sa benissimo di che tipo di matita parlo).
Se Bossetti nel 2014 avesse avuto ancora un cutter comprato nel 2010 mi stupirei molto in quanto cosa assai rara per uno che fa quel mestiere (sai cosa vuol dire se ti cade un oggetto simile nel calcestruzzo appena gettato o "bitume" come lo chiama in modo molto popolare la Comi?).

TommyS. ha detto...

@fr......

così ti tiene impegnato nella lettura, no?

Anonimo ha detto...

Intanto e’ stato precisato che la sabbia e’ stata acquistata il 9 dicembre, quindi 2 setttimane dopo la scomparsa di Yara. Il venditore ha precisato che nella bolla e’ obbligo indicare anche la destinazione. La bolla con tutti i dati e’ stata requisita dagli inquirenti, essi sanno dove era destnata. E’ una chiara manovra di creare nebbia intorno al personaggio, una alleanza tra inquirenti e media.
Gliele ha cantate dure Paolo Liguori alla giornalista del Corriere della Sera e a quanti fanno cattiva informazione, ieri a Matrix.

M.E.

Anonimo ha detto...

Il carabiniere che si fa il selfie con l'imputato e' vergognoso.

Alessandro

magica ha detto...

ho l'impressione che qualcuno cominci a prlare come la procura .
OCIO . CHE ORA cha la signora ha affermato che dormi senza il marito solo quando era a partorire in ospedale , era per modo di dire . doveva dire quanti giorni è rimasta in ospedale contarli e estrapolare le notti che non dormi' col marito? chissa' che il marito non abbia un indizio in piu' nel suo corriculum da spiegare? ma voi non avete colto nella moglie di bossetti l'imbarazzo ? la fatica a rispondere in tv dei fatti propri . a proposito di amanti .. mi pare che la signora sorridesse sotto i baffi . non si mai che sia un consiglio di non parlarne? se fosse vero ad averli avuti sti amanti ha fatto bene a non parlarne, ma, anche so non fosse vero , perchè dovranno dimostrarlo che ebbe queste relazioni, con prove . altrimenti lo sputtanamento costera' alcuni zeri .

magica ha detto...

anche la storia delle lampade.
fare le lampade non passi inosservato .perchè dopo si nota .. non si diventa subito abbronzati , bossetti doveva per forza dirlo alla moglie . ,invece ho letto che negli interrogatori è uscito che bossetti si faceva le lampade senza che la moglie venisse a saperlo . le ciglia e pizzetto con il sole sbiadivano . invece è stato riferito sui giornali che si faceva quel vezzo per piacere alle ragazzine . lo ha spiegato marita che la peluria si schiariva di suo.
una tredicenne dovrebbe essere attratta da un muratore di 50 anni padre di famiglia? per via dei sexi baffetti? e per il suo rombante cassonato?
penso che a questo mondo ci siano persone malvage che pensano il male di tutti . ci ricamano sopra nel peggiore dei modi

Mimosa ha detto...

Magica, non hai capito
Marita poteva risparmiarsi di citare i “3 giorni” in tutta la loro vita coniugale, quando si è a conoscenza dalla suocera che il marito ha molte/diverse volte dormito a casa dei genitori a causa delle litigate coniugali.
Non si abbandona il talamo coniugale e addirittura la casa, per una semplice litigata. Le litigate devono essere proprio grosse, da rendere insopportabile la presenza del partner.
Questo (bugia, contraddizione, incoerenza) è stato minimizzato a Matrix, ma secondo la Procura può entrare nel profilo di uno che se la prende con le ragazzine.
Mi sono spiegata?

Mimosa

Massimo M ha detto...

Scusa Mimosa e'...........ma chi te lo ha detto che MGB dormiva dalla madre quando litigava con la moglie? I Media? Bhe' sei libera di crederci visto le "stronzate" che stanno mettendo in giro. Fra le altre cose............MGB dichiarerebbe che quando litigava andava dalla madre a cercare conforto, segno di un legame particolare, tipico di madre e figlio di certi contesti. Ma chi te lo ha detto che ci dormiva?
Se la moglie dice MAI io credo alla moglie per il semplice motivo che non e' bypassato da nessuno, l'ho ascoltato con le mie orecchie.
Strepitoso Telese (che non mi piace) quando gli chiede.........."ma un 3D google riprende il furgone davanti casa di suo fratello parcheggiato e lei non ha fatto notare questo particolare?"
Che e' quello che predico da mesi. E' una prova documentale che certifica la presenza di MBG in Brembate dal fratello. Altrocheca......i!

ENRICO ha detto...

Psicoanalizzare l'intervista alla moglie di Bossetti facendole le pulci anche là dove non ci sono e prendere per buone le inaffidabili indiscrezioni di un branco di sciacalli pseudo-giornalisti, mi sembra un sistema piuttosto modesto ed inadatto ad affrontare un argomento così inquietante.

Almeno in considerazione del livello sempre apprezzabile ( fatte salve periodiche incursioni di disturbo), delle discussioni svolte in questo blog

Mimosa ha detto...

MassimoM

che dormiva dalla madre, oltre ai media, credo di averlo sentito per bocca del suo legale, anche dalla bocca della madre un'unica volta che ho visto uno spezzone di lei intervistata al volo mentre entrava nel cancelletto di casa.

Vedrò di scavare meglio nel mio archivio.

Impossibile che nessuno di voi si ricordi!

Anonimo ha detto...

sicuramente ester arzuffi è persona moolto molto affidabile
leo

Etrusco ha detto...

Ringrazio PAMBA e D.S. per avermi risposto in modo argomentato, ma se si pensa che il libero convincimento del giudice possa formarsi e trovare sostegno sugli strumenti e i materiali comprati dall'imputato per il proprio lavoro, stiamo tutti a rischio.
Non conosco nei dettagli il processo di Perugia, ma su Bossetti pesano alcuni cosiddetti indizi che sono smontabili da chiunque, oltre che dai suoi avvocati. Naturalmente, Dna escluso, perchè su questo i veri giudici saranno i consulenti scientifici.
Se dobbiamo considerare quanto accaduto in altri processi, ci sarebbe anche Via Poma.

Stefania ha detto...

Non credo abbia mai dormito dalla mamma. Penso anche se mai lo ha fatto, questo non sia significativo di una lite all'ultimo sangue con la moglie. Io stessa, quando mi trovo a litigare con persone alle quali voglio bene, tendo a lasciare decantare l'accaduto cosi' che ritrovandosi si possa talvolta ridere assieme della discussione. Ovvio che se non si tratta di un incidente ma di cosa piu' seria non serve a risolvere. Pero', se invece è accaduto che nessuno dei due abbia voluto cedere, capiti che il giorno dopo la cosa possa sembrare stupida ad entrambi. Marita sta "campando" per dirla alla napoletana, tre figlioli senza piu' avere non solo il marito a casa, il babbo dei suoi figlioli tra le mura domestiche, ma senza neppure l'introito che il mestiere del coniuge permetteva alla famiglia di vivere. A me spiace un sacco per lei e per i ragazzi frutto della sua unione con il Bossetti e comprendo benissimo si sia venduta alle televisioni pur di portare a casa qualche denaro. I legali, gli esperti ai quali certi scienziati dicono sia facile rivolgersi, costano e parecchio. Chi dice che chi ha verità in tasca potrebbe proporsi, forse ha una qualche ragione .... magari a gratis.

Stefania

Stefania ha detto...

Vorrei scusarmi per il mio scarso italiano dell'ultimo post. Mi è costato fatica perchè sono stanchissima e non sto proprio benissimo in questi giorni. Ma vi evitero' di scrivere in lingue "estere" pretendendo di essere compresa comunque. Vi auguro un buon fine settimana.

Baci, baci.

Stefania

Anonimo ha detto...

scusa stefania non ho capito cosa volevi dire con questa espressione

"Chi dice che chi ha verità in tasca potrebbe proporsi, forse ha una qualche ragione .... magari a gratis.

leo

Ivana ha detto...

Credo che i quattro invitati (nel programma “Porta a porta” del 2 ottobre 2014), a proposito del “caso Yara Gambirasio”, abbiano seguito la linea del cosiddetto “garantismo collettivo”, linea che ritengo seguano (o dovrebbero seguire!) gli inquirenti, per tutelare la sicurezza della collettività da forme di criminalità individuale o di gruppo.
Per quanto riguarda Andrea Biavardi, ho notato che è stato eccessivamente “garantista individuale”, per sostenere la non responsabilità (a prescindere!) di Alberto Stasi…

Credo che il Bossetti non abbia alibi e penso che sia eticamente corretto ammettere tale mancanza;
Riguardo al furgone, penso che gli inquirenti stiano cercando un eventuale altro furgone (identico) per poter escludere che il furgone ripreso dalle telecamere possa appartenere ad altri…
Non capisco perché il Bossetti abbia tentato di fuggire (almeno così avrebbero riferito i carabinieri al magistrato) quando le forze dell’ordine sono arrivate nel cantiere; è stato l'unico a tentare la fuga? Come poteva sapere che i carabinieri erano lì per lui?
La risposta del Bossetti, durante l’interrogatorio del 6 agosto: “Ho temuto di essere portato via come uno spacciatore di droga” mi lascia perplessa; il Bossetti fa uso di droga?!

A matrix mi hanno fatto riflettere le parole di Ester Arzuffi: “ Per dire cosa? Tutto quello che sapevate? Tutto quello che sapete?”
Si tratta di una "velata" ammissione delle sue “relazioni extraconiugali”?

Antonello ha detto...

Che poi, mi si dira' che vado per la mia strada, abbiamo il momento preciso in cui il cellulare di Yara si spegne, e' che non ce ne accorgiamo.
Eppure ci viene servito su un piatto d'oro, la difesa per costituzione non puo' mentire, tantomeno sugli atti a fascicolo dell'accusa, sarebbe masochista, perdente, distruttivo, e non lo fa la difesa di Bossetti.

Articolo del 22 settembre 2014
http://www.studiocataldi.it/ultimora.asp?id_notizia=264610

Sono le 18,55 e Il cellulare di Yara viene spento, segno che, in quel momento, aveva la pila innestata, per essere prima acceso, la pila che verra' rinvenuta nelle tasche del giubbotto (a proposito).

Sono solo due le ipotesi, o Yara era vicino al suo cellulare, spento in quel preciso momento da lei o non da lei, o non era vicino al suo cellulare, spento da altri, datosi che 6 minuti prima, 18,49, un suo sms in uscita, agganciava la Stazione Radio di Mapello, Via Natta (io non credo allo switch, od un cellulare e' nel cono di competenza o non lo e', e se non lo e' dovrebbe risultare, non essere solo ventilato).

Se in quel momento Yara fosse stata vicino al suo cellulare, che l'avesse o meno spento lei, si farebbe PREPONTENTEMENTE strada l'ipotesi formulata da Massimo, del testimone Toracco (apposito articolo per gli anonimi).

Anche per tenere in giusto conto la pista fiutata dai cani, prima, Yara uscita dalla palestra sarebbe andata a Mapello per poi tornare verso casa, costretta o libera, e dover poi spegnere il suo cellulare per sparire li dove non l'ha piu' vista litigare con angeli custodi motorizzati.

Se invece Yara non fosse stata vicina al suo cellulare significa che era potuta, o dovuta, rimanere a Mapello, forse gia' aggredita, probabilmente gia' optionalizzata di varie ecchimosi mandibola e zigomo (sberle forti) e alla nuca (colpo piu' o meno casuale, caduta all'indietro, colpo da dietro con minimo due persone ecc.), con uno scenario che prevederebbe la partenza di un/una secondo/a o terzo/a, con il cellulare e la pila ivi inserita, in direzione Brembate, e questo imporrebbe di chiedersi dei legittimi impellenti perche'.

Il cellulare doveva essere la prova da mostrare ai genitori di Yara che usciranno alla ricerca di Yara verso le 19,20 per potergli spiegare qualcosa, intimargli di fare o non fare qualcosa, rammentargli da chi poteva arrivare la nuova triste sventura??? (E la denuncia ufficiosa della scomparsa delle 20,00, appena mezz'ora dopo, potrebbe, in tal senso, essere significativa).

Secondo l'ipotesi procurata invece sarebbe stato Bossetti, che con il camion e la ragazzina, gia' immobilizzata nel cassone, non avrebbe avuto a casa nient'altro da fare che starsene tranquillamente in giro con una ragazzina ricercata almeno dai genitori, piu' si faceva vedere insomma sotto casa dei Gambirasio e sotto la palestra, piu' si agitava morbosa la sua adrenalina narcisista non solo ed unicamente iperpedofila, uno scenario da far venire i brividi al guinness recordman delle teste di c....o, il sonnambulo assassino Logli da Pisa (pittore ematico del 600' che dorme ancora oggi nella cripta del battistero pisano).

Diciamolo, Bossetti avrebbe rapito Yara, senza essere visto ne filmato, vicino alle sue amiche, amici, compaesani, lui che a Brembate vi era cresciuto, ed ancora forse non si era fatto notare.

L'avrebbe poi portata, giusto per non rischiare vagando per posti sconosciuti, sotto casa sua, a Mapello, era esperto sulla gara di ritmica della domenica dopo o lascia libera Yara di rispondere all'sms di Martina "Dobbiamo essere li alle 8", poi forse arrabbiato perche' domenica voleva vederla lui, l'aggredisce con ceffoni, tanto da farla cadere all'indietro e farle perdere conoscenza con un colpo forte alla nuca, la crede morta, la chiude nella casupola elettricisti del cantiere e gli leva il cellulare dalle tasche, chiude la casupola e corre a perdifiato verso Brembate.

(Continua)

Antonello ha detto...

(Continua da sopra)

Sono le 18,50, ha cinque minuti, lui, la moglie invece non lo aspetta, ha piu' tempo a disposizione, c'e' chi mormora che quel giorno fosse in hotel con un amante o in un free internet center a cercare "tredicenni su google.

Bossetti, invece che andare a casa a mangiare, gliene frega nulla, si vuole gustare la scena dell'emergenza, con il cellulare rintracciabile a N.U.E. corre come un folle con il cassone verde, no anzi bianco, ci ha fatto montare sopra due luci da lancia stratos, e' un megalomane Bossetti, fin da piccolo amava i rally e le ragazzine, va verso Via Rampinelli, deve andare a rubarsi un cutter od a spiegare ai genitori di Yara il perche' la loro figlia e' stata rapita, un'intimidazione, forse gli confida che era partito volendola violentare a forza di sberle ma che poi non ci e' riuscito o non e' rimasto soddisfatto.

Ottiene in ogni caso cio' che vuole ed alle 18,55 decreta il "no cellular zone" spegnendolo proprio sotto casa per confondere gli inquirenti (per questo, nel caso, e' gia' convinto che Yara potrebbe essere morta).

Spegne il cellulare, non aspetta di veder allarmarsi i genitori della piccola alle 19,10 con la telefonata non risposta della madre di Yara che la cerca, non gliene frega nulla e non ha tempo, ritorna verso Mapello, mette la pila del cellulare in tasca al giubbotto di Yara e la trascina, incosciente ma convintamente morta, a Chignolo d'Isola, tanto la moglie e' con gli amanti ed a pensare a cercare le tredicenni ci sarebbero i figli soli in casa.

Qui, credendo Yara morta, o credendola viva, gli leva il giubbotto per evitare forse che possa scappare, le tappa la bocca con della calce facendogliene respirare una manciata, il rimanente del carico lo sparge sopra e sotto il corpo ed all'interno dei vestiti, poi ha con se in tasca delle microsfere ingiallite di ferro-nichel e cromo, gliene riempe le scarpe strofinandogliele poi nel terreno di Chignolo, Yara e' a terra supina, le infierisce qualche coltellata, alla gola, al tronco e gamba destra, rigorosamente di due centimetri di profondita', magari non sarebbe rimasta viva o non l'avrebbe fatta credere morta.

La gira poi sulla schiena, gli infligge le ultime delicate coltellate al dorso e le incide una X da muratore (o da elettricista???) per depistare verso riti esoterici edili, poi con lo strumento da punta e taglio recide eroicamente i lembi degli slip in epistassi and in "over not killing", firma e magari filma il tutto non fidandosi di ben tre centri di registrazione in zona.

Per fintare uno svestimento slaccia le scarpe di Yara, la lascia li perche' a trecento metri sa che c'e' un reparto di FF.OO. e perche' sa che li la cercheranno non trovandola ma dandogli il tempo di arrivare, agire in serenita' ed andarsene senza fastidi, si sa, gli agenti lasciano in pace i posti utilizzati da prostitute e clienti o da discotecari che in santa pace amano tentare di sgozzarsi, uccidersi e spararsi.

Poi Bossetti fila dritto a casa, sono le 21,00 circa, la moglie non c'e' e non lo vede, si butta immediatamente sotto la doccia, dopo aver infilato i vestiti in lavatrice, i guanti ed il cutter in titanio li ha gia' "fatti fuori", poi va tranquillamente a preparare cena per i bimbi finalmente suoi, come una tata che ha appena finito di intrattenere una bimba capricciosa da sculacciare e punire.

Una storia da best sellers, che avrebbe fatto reiterare il nostalgico Logli ingelosito da tanto ardore, che invece intristisce Parolisi perche' Yara poteva essere fatta ma quell'imbecille non se l'e' sentita.

La verita' seduti ai tramonti dell'Isola sono solo splendide ottiche, scenari coreografati dalle convinzioni, ci sono indagati che trasmettono agli inquirenti il proprio masochismo, li vedono sferici, ci vedono e realizzano dentro il proprio passato perche' il futuro fa un po' troppa paura a tutti.

Stefania ha detto...

Anonimo Anonimo ha detto...

scusa stefania non ho capito cosa volevi dire con questa espressione

"Chi dice che chi ha verità in tasca potrebbe proporsi, forse ha una qualche ragione .... magari a gratis.

leo

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Esattamente quel che ho detto, Leo. Scusami ma ho la febbre, sono stanca e come ho detto, non voglio scrivere sciocchezze solo perchè vivo all'estero.

Stefania

ENRICO ha detto...

Ho visto l'intervista a Marita Comi e mi è sembrata un'intervista equilibrata - probabilmente e giustamente - preparata e concordata in anticipo sia con il conduttore che con i legali del marito.

Certo però che essere una bella e giovane donna ( come indubbiamente lo è la moglie di MGB) non è sempre un vantaggio !

Soprattutto quando "ci sono in giro" tante Barbare Palombelli che, ragionando con la mente annebbiata dall'invidia, emettono giudizi velenosi..

Per quanto riguarda il compenso che la signora Bossetti Comi potrebbe legittimamente aver ricevuto per l'"esclusiva" concessa a Matrix, mi domando allora quale cifra astronomica potrebbero aver incassato i familiari del caso "Rea" per le loro interminabili apparizioni televisive dove li abbiamo visti bivaccare mattina, pomeriggio e sera per circa due anni in tutti quegli studi televisivi dedicati all' ignobile "sport" dell'illecito processo mediatico consentito e apprezzato solo qui nel nostro "bel" Paese .

Anonimo ha detto...

e allora mi spiegherai meglio domani a chi ti riferivi se stasera sei stanca...se ti va ovviamente
buona serata

leo

Anonimo ha detto...

a voi pare normale che due ragazzi incappucciati in scooter invece di scippare vecchiette rubino quattro strumenti usati dal furgone di un muratore?

per fortuna ha fatto la denuncia.

che strumenti erano, lo sapete?

di sicuro erano impregnati del dna di Bossetti.

quando la madre di Bossetti è stata ri-analizzata dopo che il primo esito del suo test era risultato negativo?

aprile, maggio?

magica ha detto...

l'oca giuliva sospetta che la bossetti si stia preparando a cavalcare la visibilita' mediatica. ella pensa all'isola dei famosi oppure a ballando con le stelle?
alla signora bossetti non interessa il marito (lo dice sempre l'oca giuliva) ai suoi figli : con un padre in carcere condannato per un crimine ., se una madre amasse i suoi figli dovrebbe essere addolorata per la loro condizione . invece no la bossetti va a matrix per preparasri un futuro . mi chiedo come una madre o moglie possa pensare queste nefandezze ; sospettate dall'oca giuliva (potrebbero anche essere vere) ma per ipotizzarle bisogna avere una fantasia da criminali incalliti , cioè pensare il male a priori. senza riscontri , dirle, tanto tutto fa brodo nelle trasmissioni

Mimosa ha detto...

Io veramente non ho capito il motivo di tutte queste interviste alla moglie di Bossetti.

Telese ha iniziato la puntata di Matrix con la premessa “vediamo se Marita ci convince”.
Ma di che Marita doveva convincere il giornalista e i telespettatori? Dell’innocenza del marito per creare una sorta di fazione pro o contro di un tribunale mediatico, che poi avrebbe dovuto far leva sul Processo? Gravissimo!!

Secondo i commenti telematici letti stasera a QG, che ha mandato ampi spezzoni di Matrix, la donna non ha convinto nessuno, i tre che sono stati letti confermavano solo l’impressione che io e altri abbiamo avuto: donna fredda, calcolatrice e soprattutto non troppo sicura dell’innocenza del coniuge.

Rilasciare interviste (al di là se retribuite o meno), fa comodo a Marita perché non ha altra soluzione, ha tre figli da proteggere ed è priva di entrate economiche! È una donna da comprendere e compatire, spaventata per il futuro della sua famiglia con la tegola che le è capitata addosso.

Però, persino alla suocera non crede, anzi, ha detto “io le credo per risapetto a mio marito e a mia suocera, per adesso le credo, poi vedremo”.
E allora, se lei stessa mette in conto che E.A. ha mentito riguardo alla paternità (e le due frasi di Ivana sul tema riflettono l’impressione che ho avuto pure io), si sta preparando alla sorte peggiore.
Non per niente pronuncia anche questa frase in merito al dna “Prima vorrei essere certa che sia proprio il suo. Non lo so spiegare come non lo sa spiegare lui, vorrei che i miei avvocati ce lo spiegassero.

È la convinzione di una moglie (con tante incongruità) che serve a noi commentatori opinionisti del blog per valutare indizi di colpevolezza del marito?

Mimosa

Anonimo ha detto...

difficile anche una qualsivoglia valutazione della credibilità tramite microespressioni della consorte, sopracciglia quasi perennemente aggrottate centralmente, qualche movimento asimmetrico e poche parole, sembra uno stoccafisso
in ogni caso, a mio giudizio, falsa più del mio nick
w.z.

Anonimo ha detto...

TommyS
non basta che ci sia un cutter qualunque. Quello acquistato 3 giorni prima del delitto era uno con la lama in titanio, del valore di 25 euro, non una semplice "taglierina" da pochi spiccioli. Se poi tu sei un esperto del genere, e leggo che ti rivolgi a questo proposito a Massimo M., ovviamente lascio il campo poiché io non sono un carpentiere.
delp

Mimosa ha detto...

Caro Enrico
“psicoanalizzare l'intervista alla moglie di Bossetti facendole le pulci”, come scrivi, è un modo per cercare di capire il quadro in cui si inseriscono dinamiche e relazioni familiari che possono aver fatto da sfondo ad un delitto di tale specie, ed evidentemente non hai visto bene quante ce ne sono ancora di rilevabili, al di là delle “inaffidabili indiscrezioni” degli sciacalli, e la tua critica fatta a me proprio mi sorprende, dovendo tu ricordare quante volte ho evidenziato le falle giornalistiche negli altri casi che abbiamo trattato.

Mimosa

Anonimo ha detto...

Mimosa, mi è piaciuto il tuo commento. Hai fatto bene a riportare le parole del giornalista e quelle di Marita. Telese si domanda: "vediamo se Marita ci convince" ebbene, ha convinto ben poche persone. Semplice risposta a semplice domanda.

Concordo anche con w.z.: la donna era totalmente innaturale. Non ha dato l'impressione di credere nell'innocenza del marito, ma di essere là per la necessità di sostenerlo. Per carità, la cosa le fa onore, ma non convince.
delp

Mimosa ha detto...

Volete un’altra "stranezza" di Marita dal sen fuggita? eccola: a proposito delle ricerche in Internet di materiale pornografico, su cui all’interrogatorio – per consiglio dell’avvocato – si è valsa della facoltà di non rispondere.
A Matrix, invece, risponde:
nessun materiale pedopornografico … non so neanche come si va … nessuno di noi due ha digitato quelle parole … forse il figlio, ma noi no”.

E no belli miei, qui non ci siamo!

Forse il figlio???
Non ha avuto fino ad ora il tempo per chiederglielo al ragazzino?

Getta sospetti sul figliolo per sviare i sospetti sul marito?
Perché questa aggiunta alla risposta?
Perché Telese non ha chiarito il punto?

Gli inquirenti non hanno stabilito che quel giorno (ultimo accesso a maggio di quest’anno) il ragazzino era a scuola.
È stato riportato dai verbali, se non sbaglio … e se gli sciacalli pseudo-giornalisti non se lo sono inventato di sana pianta.

Eppure dobbiamo ficcarci in testa che molte indiscrezioni ai maggiori quotidiani locali arrivano direttamente dal Palazzo, assieme ai “solleciti” a scrivere quello che “è gradito” sia scritto.

Buonanotte
Mimosa

Mimosa ha detto...

E.C
"Gli inquirenti non hanno stabilito che quel giorno (ultimo accesso a maggio di quest’anno) il ragazzino era a scuola??"
mancava il punto interrogativo

Vito Vignera da Catania ha detto...

Discussione incentrata sul libero convincimento. Marita non deve convincere nessuno,semmai devono essere le indagini con tanto di perizie,analisi,indizi e prove inconfutabili a dover convincere dei giudici per poter dire se Bossetti è colpevole o no,e naturalmente dopo i tre gradi di giudizio. Bossetti tre giorni prima ha comprato un cutter,e cosa doveva comprare per il lavoro che svolge? forse un coltello a serramanico? Scommettete che, se il delitto fosse stato commesso al sud avrebbero detto che le ferite sarebbero state fatte con un coltello in puro acciaio inox e del titanio non ci sarebbe stata alcuna traccia.Bossetti ha comprato un metro cubo di sabbia,ovvero 14 quintali di sabbia per coprire il corpo della vittima,beh,con quel carico credo che di corpi se ne potevano coprire almeno dieci.Tutto questo viene detto solo per convincervi della sua colpevolezza,a me non convincono per nulla."“Una briciola di volontà pesa più di un quintale di giudizio e persuasione.”
ARTHUR SCHOPENHAUER

Etrusco ha detto...

Accettare di essere intervistati in studio anzichè in esterna non è proprio lo stesso, per chi non è abituato ad apparire in tv. Facile essere influenzati dall'ambiente e dalle circostanze, ci si può dimenticare di precisare qualcosa o aggiungere cose in modo impreciso. Troppo bene è andata, anche perchè credo che le domande siano state precedentemente concordate al cospetto degli avvocati, i quali dovrebbero aver visionato pure la registrazione prima della messa in onda, per scongiurare possibili espedienti in fase di montaggio.
Per esempio, la telecamera esita in ravvicinata sul volto dell'intervistato mentre il conduttore fa la domanda: nel montaggio è possibile sostituire quella inquadratura con un'altra dove l'intervistato fa un'espressione eloquente di qualcosa, dando al telespettatore una impressione tutta diversa. Vecchi trucchi ormai noti e sempre meno in voga, ma è bene non fidarsi troppo.
Quando i protagonisti di una vicenda non ancora passata in giudicato vengono invitati in tv, non è tanto semplice come sembra e va in onda solo se l'intervistato è daccordo.

Antonello ha detto...

Non vorrei dire, ma state girando intorno a dove vogliono Procura, colpevolisti e media.
Il fatto che dalla perizia emerga che le ferite sono state inferte con un coltellino con lama "in titanio" (ma dove si dice che quello acquistato da Bossetti il 23/11/2010 fosse anch'esso in titanio???) di almeno 2 cm di lunghezza e 0,2 di larghezza, piuttosto che con un cutter a me invece fa pensare proprio il contrario e l'impronunciabile.
Che Bossetti sin da subito poteva essere insomma sotto osservazione per qualche soffiata di qualcuno evidentemente bene informato e che il pagamento via bankomat dell'acquisto del coltellino da parte del muratore sia da illo tempore sul banco dell'accusa e' un pensiero che non mi riesce a non venire.
Tutto questo tempo insomma per monitorarlo, per arrivare a lui incastrandolo e neanche tanto bene, per evitare scocciature pesanti a qualche possibile supertestimone, che poi questi benedetti attrezzi gli sarebbero stati rubati quando??? Prima o dopo il depist...ops, il rinvenimento del corpo di Yara, prima o dopo il 26 febbraio 2011???

Ha ragione da vendere invece la difesa, la confidenziale Vodafone e' importantissima, segna l'orario ed il cono territoriale di spegnimento del cellulare, mica robetta da nulla, particolare che era perfettamente agli atti ma che non e' stato riportato nell'Ordinanza e di cui, forse, e' stata pure tenuta all'oscuro il Giudice.
Chiaramente avalla la testimonianza di Toracco, ma anche le possibilita' precedentemente elencate, forse Tironi si ristabilirebbe da una cura oculistica.
Impossibile per un supertestimone insomma avvicinare la Ruggeri senza "scuse ufficiali", per questo forse, aldila' della volatilita' di un dna francamente straordinariamente "mal riposto", la Procura sembra cosi' pervicacemente convinta dall'esterno.
Diffiderei delle imbeccate, c'e' troppa gente non certa in questa storia, cioe' se hai visto Yara hai visto Yara, le foto sono state diffuse in zona penso dal giorno dopo, si, mafari uno, due possono aver intravisto scene a loro marginali impegnati come dovevano essere nella loro quotidianita', non stiamo parlando pero' di New York, o Manhattan ma di Brembate, si conoscevano tutti, i primi testimoni sono i vicini di casa della tredicenne, che non la conoscessero e' altamente improbabile.
Francamente io avrei messo letteralmente a soqquadro il mondo edile, tutto, possidenze, conti correnti bancari, posrali e materassari, commesse, lavori piu' o meno al risparmio, tutto, li avrei chiamati uno per uno incrociando le risposte.
Perche' la comunicazione di assunzione ricordo che, in un periodo, dovesse essere fatta entro 48 ore, ci fu una lotta prevedibile su quella normativa dopo le morti di poveracci del tutto assunti in nero.
Ma guarda caso Fikri ad esempio non rientra nella casistica, aveva lavorato, leggo da piu' parti, un solo giorno al cantiere di Mapello, una coincidenza folgorante e non voglio di certo lanciare su di lui altre nubi calunniatorie, no, intendo particolari di altro tipo.
Non vorrei che...

ENRICO ha detto...

ETrRUSCO, la penso anch’io come te e mi sembra di averlo scritto nel mio precedente post del 10 ottobre ore 22:37

I “trucchi” televisivi in situazioni come questa della quale ci stiamo occupando sono innumerevoli e subdoli : hanno il potere di indirizzare in un senso o nell’altro le reazioni del pubblico a seconda di ciò che ha deciso l’emittente in questione

L’intervista serviva a convincere un buon numero di telespettatori a guardare Matrix per alzare l’indice di ascolto di una trasmissione che sta perdendo colpi da tempo ed inoltre ha permesso a QG di “utilizzare” ulteriormente il c.d. scoop per lo stesso motivo .

Il che, tradotto in lingua volgare, significa : soldi, soldi, soldi

Riassumendo : giudicare una persona attraverso due immagini e quattro frasi diffuse in condizioni “ innaturali ” e con questi presupposti non solo è una operazione analitica impropria ma soprattutto rischia di stravolgere e condizionare il giudizio della pubblica opinione

Dopo aver letto alcuni commenti relativi all'intervista alla moglie del Bossetti temo di dover far mie le parole di Antonello : Non vorrei dire, ma state girando intorno a dove vogliono Procura, colpevolisti e media.

Anonimo ha detto...

Quello che dovevano cercare nella vita di Bossetti è stato cercato. Non è venuto fuori, attraverso pc, cellulari e immagino testimonianze, il profilo di un perverso, o un rabbioso, o uno interessato alle ragazzine, o uno che gode nell'infliggere violenza ecc.
Ora, coltello o meno comprato, non credo che una qualsiasi persona che abbia intenzione di aggredire qualcuno abbia la necessitá di acquistare un'arma da taglio(fosse da fuoco..), reperibile in qualsiasi casa. Ma se anche fosse di cosa parliamo? Premeditazione. Ed allora ritorniamo a bomba sul muratore perverso che stanco della moglie(corna,poco sesso,un motivo vale l'altro) si getta a capofitto su una ragazzina ed addirittura premedita il tutto. Non violenta, depista quando nessuno sarebbe arrivato a lui,e non si trova uno straccio di alibi in 4 anni.
A me sta bene tutto, ma il tutto deve essere valutato nell'insieme per risultare logico. Non ci si può meravigliare dell'acquisto di un coltello e dimenticare tutto quello che c'è dietro. Corna,lampade,crisi coniugali presenti nella maggior parte delle famiglie italiane,acquisti di coltelli...ma solo a me sembrano tutte stronz..e a fronte di quello che è successo a Yara e che dovrebbe nascondere un profilo ben preciso?
Se dal pc, ed immagino siano risaliti a navigazioni precedenti alla morte di Yara, e da altre indagini non esce fuori alcuna perversione, perchè si insiste sul movente sessuale?
Si cita il caso K. ma forse qui è stato dimostrato un legame tra l'imputato e la vittima? No.
Non è stato dimostrato nulla.
A parer mio si brancola nel buio più nero e se in questa storia l'aspetto logico ed investigativo manca totalmente, quello scientifico ha un'ombra di mistero. Come ha resistito il dna, immagino da contatto, nella parte esterna del giubotto di Yara?
E perchè non si conosce l'origine della famosa traccia che dovrebbe decidere il destino di una persona?
Vedremo, vedremo.
Un caro saluto a tutti
Kiba

Gilberto ha detto...

Stamane ho guardato sul computer l'intervista alla signora Comi. Ho visto una donna emozionata, affranta e depressa con occhi tristi, provata dallo stress e con la voce incrinata, stanca e spaurita per l'evidente calvario di trovarsi nell'occhio mediatico, non tanto quello dell'intervista che ha scelto per difendere il marito e la sua famiglia, ma quel sistema 'informativo' che ha già condannato il marito con processo sommario sulla base di teoremi.

Vanna ha detto...

Buona giornata a tutti!

A me Marita Co è sembrata misurata, controllata e dignitosa e mi ha fatto pena!
Si continua ad accusare la E. A. per la sfuggente parola di Marita in merito.
Come e cosa doveva dire della suocera, quella suocera è la nonna dei suoi figli che, per colpa del sistema, erediteranno moralmente tale “peccato”.
In una società senza valori si danno giudizi sui valori?

Mimosa, al tuo : “ È la convinzione di una moglie (con tante incongruità) che serve a noi commentatori opinionisti del blog per valutare indizi di colpevolezza del marito?”

Rispondo certo che no, per quanto mi riguarda. Ciò che tu vedi incongruo, per me non lo è perché gli indizi di colpevolezza in questa storia sono labili, tenuti insieme dal filo tarlato dell’opportunismo di incolpare qualcuno perché fa comodo con la scusa che aveva pruriti sessuali verso una tredicenne.
Perché il sistema vuole coprire il Grande Marcio ed scoprire col microscopio il Piccolo Marcio.

Perfino le curiosità su Internet vanno rimarcate, può una madre in televisione dire i siti sui quali va il proprio figlio in un’età in cui è assolutamente normale avere curiosità, e si puntualizza se ne parla con lui?

E Telese doveva intervenire?
Anche questo si rileva, ovviamente non c’è altro a cui appoggiarsi? Non cadiamo nelle trappole mediatiche per favore.

Se la Comi è stata pagata, rientra nel sistema.
( Forse è per questo motivo che i politici hanno stipendi così alti, visto che ce li sciroppiamo ogni momento e sono molto meno misurati, controllati e dignitosi … e li votiamo pure!)

Vito gentilissimo, condivido il tuo “… Marita non deve convincere nessuno, semmai devono essere le indagini con tanto di perizie, analisi, indizi e prove inconfutabili a dover convincere dei giudici per poter dire se Bossetti è colpevole o no, e naturalmente dopo i tre gradi di giudizio…” E il resto.

Etrusco, è vero che: “ Accettare di essere intervistati in studio anziché in esterna non è proprio lo stesso, per chi non è abituato ad apparire in tv. Facile essere influenzati dall'ambiente e dalle circostanze, ci si può dimenticare di precisare qualcosa o aggiungere cose in modo impreciso. Troppo bene è andata…”

Antonello, hai ragione da vendere: …” non stiamo parlando pero' di New York, o Manhattan ma di Brembate, si conoscevano tutti, i primi testimoni sono i vicini di casa della tredicenne, che non la conoscessero e' altamente improbabile. Francamente io avrei messo letteralmente a soqquadro il mondo edile, tutto, possidenze, conti correnti bancari, posrali e materassari, commesse, lavori piu' o meno al risparmio, tutto..."

PINO ha detto...

Concordo con le deduzioni di "Etrusco", circa le particolari condizioni che determinano, in genere, interviste in studio.
Preparata o meno, l'intervista di Marita Comi mi è parsa equilibrata, dal punto di vista generale.
Volerla analizzare da quello psicologico, lo ritengo pura presunzione: altra cosa è invece, cercare e rilevare, nelle risposte della donna, significati che possono essere situati su due sensi di marcia opposti o sotto intesi, come ha dimostrato Mimosa, nei vari interventi di qualche ora fa.
E poi, siamo sinceri con noi stessi: cosa potrebbe fare o dire di diverso da quello che fa e dice, una donna che, improvvisamente, si trova proiettata in una labirinto allucinante che non poteva mai immaginare?
Che menta parzialmente, che assuma atteggiamenti che sembrano non consoni a chi giudica dall'esterno, li riterrei naturali, in ogni essere ragionevole che pensi ad un futuro che si annuncia durissimo, per se, ed i propri figli.
Se ci saranno colpe da pagare, non sarà a lei che saranno addebitate. Ciò nonostante, sarà costretta a subirne lo scotto.
Pino

Anonimo ha detto...

ANTONELLO

Per capirci, del DNA dell'insegnante di Yara sulla giacca ne parlano solo i giornalai del gossip? Non c'e' nulla sugli atti ufficiali?

Per quanto riguarda la possibilita' che Bossetti potesse essere stato attenzionato "da tempo", non ci avevo mica pensato ma sai quante cose si spiegherebbero? Almeno 3:

1. La strana insistenza sulla "elevata cellularizzazione" della traccia Ignoto 1, con annessa lista lista di cio' che quella traccia NON poteva essere (strana affermazione e ancor piu' strana lista di esclusioni, dato che i RIS parlano semplicemente di traccia altamente degradata).

2. La sorpresa dei RIS quando parlano di "genotipo di straordinariamente ottima qualita'" rilevato pero' da una traccia altamente degradata.

3. L'eventuale (e conseguente) mancata modificazione del methyl group all'interno di un contesto di CpG dinucleotide riconducibile ad un ottimo genotipo da traccia ormai inesistente (chi ci ricorda?).

Chissa' se e' venuto prima l'uovo o la gallina? Cluck cluck cluck...

ENRICO

:-D

VANNA, GILBERTO, KIBA

Da dove mi trovo ora non posso accedere all'intervista di Marita Comi, ma ricordo con orrore stralci dell'intervista di Salvatore Parolisi a Quarto Grado e peggio ancora uno spezzone della sua prima apparizione a Chi l'ha Visto. Parlo di orrore non perche' Salvatore abbia detto o fatto qualcosa di male, ma perche' lo si voleva colpevole a tutti i costi fin da allora. E intanto lui e' dentro e chi ha fatto sesso con Melania Rea ben dopo la sua sparizione da Colle San Marco, e chi l'ha ammazzata, gira libero ed impunito con il beneplacito di tutti. Posso solo immaginare quante se ne diranno su di lei, indipendemtemente dalle sue risposte. Se il marito e' colpevole per via di un DNA impossibile in natura, figuriamoci se la moglie non deve pagare pure lei!

Annika

Vanna ha detto...

E quanto hai ragione Annika.

Difatti le hanno trovato gli amanti, la giudicano fisicamente, le chiedono di avere una memoria computerizzata sugli spostamenti del coniuge e suoi, di conoscere le sue idee sulle corna della suocera e anche sul comportamento
e controllo dei figli e sicuramente ha degli interessi.


E' una donna sola, esposta al pubblico ludibrio.
Insomma mettono e metteranno pace in famiglia.
La sua vita non sarà facile.

Vanna

Ivana ha detto...

Per Annika
Chissa' se e' venuto prima l'uovo o la gallina? Cluck cluck cluck…
Non ho dubbi (almeno finora!): è nato prima l'uovo. Infatti, in base alla teoria, scientifica, evoluzionistica, prima che l'uomo adattasse le galline ai pollai, esse erano uccelli come gli altri ,e prima ancora, tali uccelli erano rettili che facevano le uova; ne consegue che è nato prima l'uovo delle galline. :-)

Sono scettica riguardo a quanto riferito dalla moglie del Bossetti relativamente al selfie.
Il marito le avrebbe raccontato che ogni singolo carabiniere avrebbe scattato una foto, per essere visto con il "presunto assassino".
Se tale notizia fosse vera, credo che dovrebbe scattare una sanzione disciplinare (dovuta a un comportamento ingiustificabile, in quanto non serio, in servizio) per ogni carabiniere eventualmente coinvolto.

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissima Ivana quella dell'uovo o la gallina è sempre una teoria scientifica e che potremmo ripetere all'infinito,il dubbio c'è sempre e scherzandoci potremmo dire che:La scienza è sempre imperfetta. Ogni volta che risolve un problema, ne crea almeno dieci nuovi. George Bernard Shaw.Buona giornata.

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissima Vanna ho un bel aforisma anche per te,e cosi ti rallegro la giornata,il che non è poi cosi male:"La disumanità del computer sta nel fatto che, una volta programmato e messo in funzione, si comporta in maniera perfettamente onesta.
Isaac Asimov.Un abbraccio, Vito.

Anonimo ha detto...

Vanna

Se mai di amanti ce ne fossero stati, non sono affari di nessuno, cosi' come nessuno dovrebbe mettere bocca sui figli e sulla suocera. Fisicamente, poi, ho visto qualche foto e Marita mi pare una bella donna, naturale e non rifatta. Sai che rabbia per tutte le labbra a ciambella, zigomi a ping pong e fronti brulicanti di botulino che impestano la televisione (donne e pure uomini...)?!

Ivana

LOL!! :-D

In questo caso specifico, pero', ho paura che sia venuto prima... il pollo!

Annika

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissima Vanna,in un tuo vecchio articolo hai scritto: Piove perché il cielo è pieno di nuvole,e chissà che,magari qualcuno potrebbe bagnarsi passando sotto un lampadario a... gocce. Buona giornata cara amica.

Stella ha detto...

Qualcuno sa qualcosa riguardo il collega di Bossetti che si sarebbe suicidato nel 2011?

Antonello ha detto...

@Annika
Io ricordavo anche agli atti un cenno sul dna dell'istruttrice (non credo si facesse riferimento al giubbotto), pero' e' vero che non trovo il punto giusto essendo nel frattempo andato in tilt il sistema di ricerca.
Dei giornalai son sicuro, anche se appunto ci sono diverse versioni, all'inizio addirittura io avevo letto che il dna dell'istruttrice doveva essere quello femminile sul guanto in tasca del giubbotto, poi vi erano articoli vaghi che parlavano di "dna nel giubbotto", insomma da non venirne a capo.

Quando ho chiaramente distinto quelli in tasca depositati sui guanti, come quelli non ancora identificati maschile+femminile , allora ho dovuto dedurre che quello dell'istruttrice doveva essere quello impresso fuori "sul giubbotto".
In effetti la scheda completa di un rinvenimento e' importantissima ed e' difficile farlo capire ai giornalai a pastello, preferiscono parlare di tutto meno che di quello rinvenuto, che poi e' la base di partenza per tentare di andare a ritroso.
Io, quindi, fino a prova contraria piglio quella posizione per buona solo perche' dedotta ad esclusione, tanto rivado a dare un'occhiata agli atti e cerco conferme.

Antonello ha detto...

@Stella
Interessante, anche se triste, questa notizia, hai qualche link???

magica ha detto...

da quello che leggo nel forum ho l'impressione , che nell'arie aleggi il sospetto, che marito e moglie bossetti siano complici di un omicidio.
tacciare la moglie dell'indagato di essere stata falsa e fredda , si pensa che una moglie e madre non abbia sofferenze., per quello che sta accadendo alla propria famiglia ! : sono condiderazioni indecenti .
doveva sbraitare ? come si usa fare in certe regioni per essre credibile .?l'emozione di quella donna si poteva tagliare con il coltello. inveire contro chi soffre lo trovo vergognoso .
una cosa pero' mi da' fastidio . l'atteggiamento della arzuffi . non lo so se sia una strategia della tv , che ce la fa vedere sempre spavalda , quasi con un tono di sfida .
mente? ma a questo punto lo trovo ridicolo , che non si faccia luce su l' eventualita' - che i gemelli siano frutto di un tradimento . perchè la signora è cosi' tranquilla.. saranno affari suoi?. con i tempi che corrono nessuno si scandalizzerebbe piu'. con tutti i casini che si sentono , oppure è talmente sicura che i figli siano di suo marito? e lo sono veramente? anche marita ha detto che gli crede ,potrebbe essere che solo loro sappiano la verita'.. se la signora voleva essere sincera poteva dire che non lo sapeva , ma non dire che gli crede, per poi essere derisa se veramente i figli sono di guerinoni .

Vanna ha detto...

Tempo fa scrivevo che la chiave per indagare questo caso poteva trovarsi negli ultimi posti dove la ragazza si era trovata.

La palestra e il cantiere, pista seguita dai cani.

Palestra e cantiere, inseriti nella cittadina costituivano due mondi da esplorare senza lasciare nulla al caso, come dice Antonello.

La palestra, con tutti i meccanismi interconnessi comprese eventuali sacche di rivalità, invidie, incomprensioni, chiusura di bocche e forse di cuore, è stata velocemente saltata: spazio geografico sacro.

L'altra, il cantiere, è stata controllata superficialmente.
Non sono stati bloccati i lavori, che io ricordi, spazio geografico sacro, ma fuori, in mare, si è bloccata una nave già partita accendendo le micce su un extracomunitario ed evitando accuratamente di controllare la macchina spedita in Tunisia, forse con bagagli.

Si sono fate le traduzioni dal dialetto tunisino per estrapolare
il significato delle telefonate di Fikri (tanto paghiamo sempre noi), si è fatto lo stesso per le telefonate in dialetto bergamasco a tutto lo spazio sacro?

Certo che no, vige l'intoccabilità
geografica protetta dalla discrezione.

Tutti santi lavoratori, eccetto un coniugato solitario...e molti stranieri già tornati all'ovile.

Interessi economici derivanti dall'Unità d'Italia, non interessano il Lombardo Veneto, che non ha nulla a che vedere con gli usi primitivi della mafia e della ndrangheta praticate al sud.
Meglio stare fuori da questi spazi non sacri....

Vi chiedo perdono per la mia amara e ironica lettura dei fatti.

Massimo M ha detto...

Oggi volevo porre l'attenzione sul furgone.
Ho sempre sostenuto che eventuali riprese video del furgone di MGB in direzione nord davanti la palestra, o in direzione plurime nord e sud in orario successivo alle 18 e compreso tra le 18 e le 18:40 potrebbero in effetti, finalmente per l'accusa, costituire un primo valido ed univoco elemento indiziario a supporto del DNA. In tutto questo mare di falsi indizi, credo che una evenienza del genere sarebbe veramente difficile da contestare e sposterebbe di molto il mio punto di vista, oramai notissimo.
Continuo a dare per scontato che il video col furgone che con continuità manda Quarto Grado sia un falso. L'accusa ha dei video, ma quello e' solo un falso irrilevante dato comunque in pasto ai Media. Quel furgone ha la luminosità della fanaleria anteriore a forma di losanga arrotondata, incompatibile con la morfologia del fascio luminoso a nastro (rettangolare) che produrrebbe il modello di MGB. Quello del video ha piena compatibilità con fanaleria dei modelli successivi Iveco Daily. Fra le altre cose la sorgente luminosa della fanaleria del furgone del video e' molto attaccata al parabrezzi mentre la fanaleria del modello di MGB e' molto molto più bassa. Poco importano i catarifrangenti (che sono simili) sul cassone se sono evidenti incompatibilità morfologiche di elementi costituenti i due furgoni.
Le indagini si stanno però concentrando sul furgone con attenzionamento di oltre 3500 furgoni Iveco Daily 2006. Non ho ancora chiaro l'anno nel senso che il furgone di MGB e' stato immatricolato antecedentemente. Credo che sia una inesattezza dei media e cioè credo sia corretto "fino al 2006" visto che il nuovo modello Daily nasce nel 2007 appunto.
Ieri sera hanno mandato in onda foto in cui gli inquirenti stavano fotografando un furgone bianco nella provincia di Verona...........tra quelli (3500) che stanno attenzionando. Ora, mi ha colpito che il furgone fosse bianco e senza catarifrangente sul cassone e che le fotografie fossero fatte nel fianco non guidatore. Ciò mi porta al distributore Shell davanti la palestra. Forse un furgone simile si stava dirigendo verso Nord e le telecamere hanno ripreso il lato non guidatore?

Sicuramente non hanno in mano targa ne' l'evidenza del colore (verde acqua di MGB) altrimenti non avrebbe senso attenzionarne uno bianco a Verona. Sicuramente il catarifrangente rosso non e' l'elemento chiave altrimenti che senso avrebbe attenzionarne uno senza catarifrangente?
Sono quindi alla ricerca di un dettaglio di carrozzeria ben rintracciabile nelle immagini...............(forse il baulone "Butti") da confrontare con tutti i furgoni di quel modello per arrivare a dimostrare, per esclusione, che quello sia il furgone di MG? Mi sembra una cosa davvero impossibile.......cioè perché poi solo 3500 furgoni e non tutti quelli presenti in Italia (milioni?)?
Allora la domanda che mi sono posto e':
Il furgone di MGB e' antecedente al 2004 hanno in cui le frecce anteriori presero colorazione bianca (fino al 2004 erano arancioni come quello di MGB).........gli investigatori fotografano tutti questi furgoni (con caratteristiche diverse nei colori, nelle frecce e nei baffi cromati ai lati della scritta Iveco rispetto a quello di MGB) con a bordo i proprietari per rilevarne la sagoma facendosi dichiarare dove erano il 26 Novembre 2010..................MICA STANNO CERCANDO QUALCUN ALTRO? Mica ritengono che MGB fosse a bordo di un furgone con QUALCUN ALTRO?

Anonimo ha detto...

Vanna, il cantiere è stato setacciato da cima a fondo, fin dall'inizio, poiché proprio al cantiere aveva portato la pista seguita dai cani. Se vai a cercare gli articoli dei giornali fin dal 1° dicembre, trovi molte informazioni in tal senso.
La palestra è stata indagata: non solo ragazzi e insegnanti, ma anche gli altri adulti quali i gestori e gli addetti alle pulizie.
E' stata poi seguita la pista di due bergamaschi che avevano traffici poco chiari.
Un'altra pista portava in Svizzera, e la si è considerata.
A me sembra che, relativamente a questo caso, non si possano accusare gli inquirenti di non aver fatto abbastanza (anzi c'è chi li accusa d'aver fatto troppo, con eccesso di spesa): sono state seguite moltissime piste, sono stati raccolti dati infiniti sulle cellule telefoniche e poi ci si è buttati sul DNA perché era l'unico elemento che dava speranza di poter arrivare da qualche parte. E così è stato. L'unico errore è stato quello di fornire troppo velocemente la notizia sul presunto colpevole. Intercettando le sue telefonate e i suoi movimenti, forse, oggi si potrebbero avere più certezze (sia nella direzione della colpevolezza che in quella dell'innocenza).
delp

Anonimo ha detto...

"USATO UN DETECTOR CHE RINTRACCIA LE PERSONE SEPOLTE - I lavori del cantiere sono stati immediatamente interrotti e tutta la superficie è stata battuta palmo a palmo, usando uno speciale detector che può riconoscere i battiti di un cuore anche sepolto sotto terra, poi scavando sotto un cumulo di terra sospetto, smosso da una ruspa con tutta la delicatezza possibile: ma nel cantiere non è stata trovata alcuna traccia. È stato poi esplorato il cantiere ex Sobea di Mapello, prosciugando pozzi d’acqua, in seguito a una segnalazione anonima di strani rumori nella serata di venerdì."
Questa, ad esempio, è la notizia riportata da Oggi il 1° dicembre 2010
delp

Anonimo ha detto...

io quello che non ho mai capito perche' non hanno analizzato peli e capelli subito, perche' hanno aspettato quasi 4 anni, io credo sia inaccettabile che li analizzino dopo 4 anni e dopo dicano che non si puo' fare un analisi completa dei peli e capelli perche' dopo tutto questo tempo il bublbo non esiste piu', possono aver fatto abbastanza, pero' hanno commesso grandi errori.

Alessandro

Stella ha detto...

@Antonello
ho trovato questo fatto in un gruppo FB dedicato a Elena Ceste e altri casi..pare se ne sia parlato a Quarto Grado il 3/10, ho trovato la stessa cosa in un altro forum...sto cercando altre fonti...
comunque questo collega sembra fosse il proprietario di una delle autovetture inquadrate dalle telecamere in Rampinelli quella sera..
torno alla mia ricerca,,a più tardi

Anonimo ha detto...

A chi chiedeva la fonte della notizia sul collega deceduto:
Quarto Grado 3 ottobre u.s.

Stella ha detto...

Esatto...ne parlano anche nel FB di Quarto Grado...pare avesse un SUV che è stato ripreso dalle telecamere...lavorava a Mapello alla morte di Yara e successivamente ha lavorato con Bossetti

Anonimo ha detto...

se non ricordo male non ha lavorato con Bossetti, ha lavoratonel cantiere di palazzago quando bossetti non ci lavorava, aveva un parente che viveva vicino bossetti.

Alessandro

Mimosa ha detto...

Scusa Stella
e anche tu Alessandro
ho trovato anch'io la notizia , ossia i miei appunti che però sono un po’ diversi:
i due muratori lavoravano a Palazzago con Bossetti
il "Luigi" defunto come lo hanno nominato aveva un pickup
e aveva un parente che abitava vicino di casa di Bossetti a Mapello.

questo ho trascritto, ma posso anche essermi distratta ...

Stella ha detto...

non riesco a trovare nessuna notizia a riguardo se non in forum o social....in cui dicono appunto che ha lavorato con Bossetti...esiste qualche link alla puntata del 3 ottobre di Quarto Grado?

Mimosa ha detto...


Ancora una nota informativa

Bossetti ha acquistato il furgone di seconda mano nel 1999

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