martedì 29 aprile 2014

Elena Ceste e le tante domande che circondano un sempre più intricato mistero fatto di troppe ipotesi plausibili...

I disegni dedicati ad Elena Ceste dai figli
Cosa dire sulla scomparsa di Elena Ceste che già non sia stato detto? Come essere certi di dire qualcosa di sensato e vero, immersi come siamo nel bailamme televisivo senza freni che pare sapere tutto e sentirsi autorizzato a spargere pregiudizi? Personalmente, non avendo nulla si certo in mano, non so cosa pensare e ho mille dubbi che al momento non possono trovare una risposta sicura. Purtroppo siamo ancora nella fase delle mille domande e questo articolo non può che raggrupparne alcune, tutte prese dai commenti scritti sul blog da chi il caso lo segue sin dall'inizio. Ad esempio Mimosa ci fa sapere che: In alcuni recenti pomeriggi, con accurati zapping da un canale all'altro, ho colto un fastello di informazioni che, se non avessi una mente preparata al ragionamento scevro da pregiudizi e appartenessi alla massa a-critica, ora sarei convinta di essere in presenza di un uxoricidio con un cadavere fatto a pezzi e gettato qua e là nei boschi e non mi chiederei nemmeno come il marito abbia potuto farlo. Mi basterebbero i toni delle domande delle conduttrici rivolte subdolamente a sé stesse e alle ospiti in studio e alle giornaliste in collegamento, mi basterebbero le mimiche di una, gli occhi sgranati dell’altra, i sorrisetti della terza, le bocche storte della quarta e via elencando. Insomma, la comunicazione non verbale ancora una volta è regina in un mondo che si autodefinisce “servizio pubblico che fornisce notizie e non interpretazioni”. Le suggestioni che arrivano dallo schermo fanno presa immediata. E chissà non sia una strategia l’affidare a sole donne questo servizio sulla donna scomparsa. Per spingere a una solidarietà femminile a priori costituita contro l’altro genere?

Come non essere d'accordo con lei? Il caso è inquietante e colmo di particolarità che offrono spunti sia colpevolisti che innocentisti: portarlo su un'unica direzione è dunque sbagliato perché ad oggi, nonostante siano passati tre mesi, si può ragionare solo su considerazioni poco vagliate. Kiba ne estrapola una non da poco quando scrive: Secondo l’impressione di Michele, la moglie si è tolta vestiti in maniera veloce e dalla posizione delle ciabatte ipotizza una certa fretta, come una fuga. A mio parere se la donna fuggiva avrebbe prima aperto il cancello e i vestiti sarebbero stati lanciati in vari punti nella foga della corsa. Invece sembra una situazione di calma, i primi vestiti uno dentro l’altro non fanno pensare ad una donna che corre e quelli a ridosso del cancello sembrano una pausa: prima si spoglia e dopo apre. Per questo sarebbe utile sapere dove si trovava e dove è stato ritrovato il telecomando del cancello. Se bastava aprire la macchina del marito e premere un pulsante o se doveva necessariamente avvicinarsi di più a cancello con il telecomando (poi lo ripone in macchina?). Troppe variabili senza le giuste informazioni. Non credo che si sia spogliata sotto minaccia perché non sarebbe avvenuto in giardino ma dentro casa. Non credo che la donna avesse in mente di fuggire quella mattina, perché chiede al marito di non portare i figli a scuola. Non credo che qualcuno sia passato a prenderla perché non sono emerse notizie circa telefonate o contatti su internet quella mattina.

Stefano su questo punto esterna un'ipotesi niente male. Scrive: Certo, un rapimento contro la sua volontà e a sua insaputa non è possibile (io avrei scritto: pare impossibile), però se fosse stata consenziente e connivente quello è probabilmente l'orario migliore che poteva scegliere. Ricordiamo la vicina che l'ha vista in giardino passando con la macchina davanti casa sua per accompagnare i figli a scuola, dunque, appunto, Elena, essendo a conoscenza delle abitudini dei vicini, può aver fissato quell'orario (tipo dalle 8.20 alle 8.30) proprio sapendo che non ci sarebbe stato nessuno a vederla. Per il resto è un attimo. Lei che attende in giardino, macchina che arriva, persona che scende dall'auto con nuovo abito, lei che comincia a togliersi maglione e ciabatte riservandosi di togliersi gli ultimi abiti proprio in prossimità del cancello (dato il freddo). dove ha indossato il nuovo vestiario, è salita in macchina e via. Uno o due minuti al massimo

Pino invece ha delle pruriginose osservazioni da porre e costata che la ricostruzione di base è stata realizzata, per la maggior parte, solo sulle dichiarazioni di Michele Buoniconti. Dice: tolta la sequela del giro in città dopo aver accompagnato i figli a scuola (documentata dalle telecamere disposte lungo il percorso effettuato), le sue parole non sono confortate da alcun riscontro, come il racconto del ritrovamento degli indumenti della scomparsa e l'ora precisa in cui sarebbe avvenuto. C'è inoltre da tener presente che, sempre dalle dichiarazioni del Buoniconti rilasciate a "spizzico" e di volta in volta, sempre più ricche di particolari diversi, se ne è dedotto che egli era a completa conoscenza delle relazioni della moglie. E' cosa strana che non abbia mosso, in tempi utili, i passi necessari per risolvere l'imbarazzante situazione creatasi suo malgrado. Stranezza su stranezza: la sua insistente indicazione di misteriosi personaggi, autori di un rapimento di cui non se ne ravvisano gli estremi. Saprebbe più di quel che dice? Non me la sentirei di definire, per il momento, la figura del marito come quella di una persona ridotta a "dare i numeri" a causa di troppo stress: molte dissonanze lo impedirebbero. 

Mimosa ha una conoscenza del caso davvero di prima fascia e a tante domande dà risposte sempre logiche. Infatti scrive: È vero che solo dalla bocca del marito esce il racconto del ritrovamento degli indumenti, in fondo questi erano a casa sua, ma ora proviamo a metterli da parte e pensare che Elena al momento della scomparsa fosse vestita di tutto punto. Ai fini della scomparsa, volontaria o forzata, cosa cambia? Con i vestiti o senza, lei in quella casa non c’è più e non la si trova da nessuna parte. Voglio dire: se la “spogliazione” e lo sparpagliamento degli indumenti fossero un’invenzione del marito, a che pro l'avrebbe inscenata? Ciò è una “aggiunta” gratuita al dato di fatto della scomparsa: una “messa in scena” per dare più forza all'allarme? Un depistaggio per far orientare le ricerche verso gli spazi dell’occulto (come ha poi realmente pensato un’amica di Elena)? Sinceramente non riesco a darmi una ragione credibile di una simile pensata da parte del marito, per quanto mi sforzi di immaginarlo crudele, insensibile ed eccelso commediante. È vero, inoltre, che solo dalle dichiarazioni del marito si sono scoperte tante cose intime della moglie. Ma proprio perché erano “intime” solo lui poteva raccontarle, nessuno tra amici e famigliari era al corrente. Con il suo carattere “riservato”, Elena aveva tentato di sfogarsi, ma nessuno aveva saputo cogliere un minimo segno del suo disagio. Tante donne si trovano in quella condizione, anche Roberta Ragusa non aveva raccontato alle amiche le insoddisfazioni della propria vita coniugale (solo qualche cenno, inquadrato a posteriori anche nel suo caso).

A questo proposito Vito si inserisce nella sfera privatissima di Elena Ceste: Qualcuno dice che giravano voci in paese di una Elena non proprio soddisfatta della vita che conduceva. Casa chiesa e famiglia, di certo non il massimo per una di appena 37 anni. Casalinga a pieno regime, divertimenti quasi zero anche perché con quattro figli cercare un po di svago non è facile. Il paese è piccolo e la gente mormora... e chissà se qualche "vocina" di questa sua insoddisfazione di vita coniugale non è arrivata all'orecchio di vecchi "amici"? Aspetto con ansia di sapere cosa scrivevano certi "amici" sugli sms indirizzati a Elena, e sopratutto se ce ne uno arrivatole la mattina in cui è scomparsa. Oppure se c'è una telefonata: uno mica va a casa d'altri senza prima avvertire del suo immediato arrivo! E no, è da maleducati e un vecchio "amico" non si comporta cosi: prima avverte e poi passa a prenderti, possibilmente dopo che tuo marito è andato via.

Mimosa ha una risposta logica anche a questi dubbi più che leciti e dice: Se fosse vero che il marito era a conoscenza dei tradimenti virtuali e carnali, non credo le avrebbe permesso di accostarsi ai sacramenti, religioso com'era, l’avrebbe trattata da “svergognata”, avrebbe costantemente controllato il telefonino e forse anche affrontato direttamente quel padre del compagno di scuola di suo figlio. Sul web tale sospetto comunque serpeggia. Tuttavia penso che la base della convinzione di tale conoscenza da parte del marito sia attribuibile alle parole del parroco, quando incalzato dalle domande dei giornalisti ha ricordato che pochi giorni dopo il suo colloquio con Elena - “molto turbata” per qualcosa di “indefinito” (come dice il prete) oppure di concreto ma coperto dal segreto confessionale - il marito lo ringraziò per aver avuto parole di “conforto” che tranquillizzarono la moglie. Da ciò è scaturito il sospetto che ‘il marito già allora sapeva’. Secondo me questo non vuol dimostrare che il marito fosse al corrente dei problemi esistenziali della moglie o delle cause che le creavano malesseri morali, ma semplicemente può indicare che la moglie in casa ad un certo punto aveva palesato una certa inquietudine e disagio, di cui lei non aveva esplicitamente messo al corrente il marito e su cui lui non aveva indagato (magari per pudore, magari per insensibilità, magari perché pochi uomini sono tanto attenti e partecipi ai cambiamenti di umore delle consorti!). Forse è stato egli stesso a consigliarla di rivolgersi al sacerdote. Un modo per: 

a) evitare di approfondire le paturnie muliebri, troppa fatica per un marito 
b) delegare all’esterno la soluzione di problemi di un membro della famiglia che non si ‘vedono’ come scaturiti per dinamiche all’interno del contesto familiare (o si rifiutano essere sgorgate in quest’ambito) 
c) lavarsi le mani riconoscendosi inadeguati a risolvere una situazione non chiara, su cui non si riesce ad avere elementi a causa di un rifiuto o blocco alla confidenza sincera! 

Stefano poi ipotizza che la scomparsa possa addebitarsi a qualcosa di più scabroso: La donna, oppressa dai sensi di colpa, potrebbe essere finita nell'orbita di uno pseudo ordine religioso non troppo ortodosso quando non addirittura di una setta. Se fossero andati a prenderla, l'abbandono dei vestiti potrebbe essere parte di un rituale, la spoliazione dalla vita precedente per abbracciarne una nuova. Seguendo la descrizione fatta dal marito lei si toglie prima il maglione e le ciabatte all'interno del giardino mentre gli ultimi abiti li toglie in prossimità del cancello.Poteva esserci qualcuno con degli abiti particolari (tipo una tunica) che lei ha indossato al posto dei vestiti dai quali si è liberata. Mi rendo conto che è un ipotesi alquanto fantasiosa, però mi sembra altrettanto fantasiosa l'idea che abbia potuto allontanarsi nuda in una mattina di pieno inverno. Deve aver indossato qualche altra cosa. 

Anche Vanna crede che qualcosa di torbido si palesi in questa vicenda, come in altre: A mio parere questa sparizione, con tutte le evidenti contraddizioni che sono emerse, si può inserire in un discorso più grande che coinvolge non poche donne, scomparse, uccise, negli ultimi anni. Il copione sembra lo stesso, ricordando velocemente:
- caso Ragusa e pigiama rosa;
- Sarah, le ciabattine infradito, gli auricolari, le collanine;
- Melania, la borsa e gli occhiali;
- Elena, i vestiti ammucchiati e gli occhiali ritrovati prima o dopo, da verificare.
Gli oggetti attenzionati, vengono ripetuti in tutte le trasmissioni diventandone quasi elementi determinanti per capirci qualcosa di più, quando non si sa che pesci prendere oppure quando si vuole dirottare il sospetto. Forse gli oggetti vengono usati, spostati, messi lì proprio per indicare una pista che invece non c'è. Non credo che Elena se ne sia andata nuda e senza occhiali. Semmai con tale fatto, che sembrerebbe costituire prova o indizio, si tiene la notizia sempre fresca e disponibile per un pubblico affamato e con superficiale raziocinio. Dovremmo chiederci:
- a chi fa comodo soffermarsi su questa mamma e le sue frequentazioni facebook? (Se poi aveva o meno incontri osé, perché scandalizzarsi?)
- A chi fa comodo puntare il dito sul marito? (Che interesse poteva avere il marito a restare senza moglie con 4 figli da crescere e poche possibilità di trovare un'altra per farlo al posto suo). 
- A chi fa comodo distruggere una famiglia e 4 bambini in età fragile?

Mi soffermo proprio sui 4 bambini e su un nucleo familiare che, sembra, vivesse secondo sani principi, ben inserito nella comunità e con rapporti familiari più ampi. I problemi che poteva avere Elena Ceste sono comprensibili e li viviamo tutti nel quotidiano di una vita sempre più affannosa. E' emerso che fosse preoccupata per i suoi bambini sui quali qualcuno aveva puntato. A chi interessa una famiglia pulita, credente, con 4 teneri e ingenui bambini da addottrinare e usare per altro, dopo averla smembrata, confusa, addolorata? A mio modesto parere se Elena è caduta in qualche trappola il motivo era proprio quello di distruggere quella famiglia con ben 4 creature. La zona è piena di sette sataniche che operano proprio per distruggere i sani principi e per creare fango, odio, sofferenza, rabbia, confusione. Per fare il male e nutrirsi di quel dolore.

Ivano non stona quando fa una considerazione azzeccata sugli ultimi eventi di cronaca nera e scrive: A parte il fatto di avere come protagoniste mogli coinvolte in casi di cronaca nera misteriosi e di risalto mediatico, le vicende di Melania Rea, Katia Tondi ed Elena Ceste presentano tutte una particolarità: la vittima è priva della fede nuziale.

Sulla fede nuziale Mimosa ha una sua idea logica: Qualcuno all'inizio disse che la levasse sempre sbrigando le faccende domestiche, il che mi pare assolutamente strano per una persona credente: ci sono donne che non la tolgono da decenni pur avendo aumentato di peso, tanto che la "vera" si è fatta un solco nella carne del dito. Altre che considerano porti sfortuna al matrimonio levarsela. Mi parrebbe davvero strano che una donna religiosa come è descritta Elena si sia tolta la fede... a meno che non si sia considerata indegna di portarla per colpa di quanto aveva fatto. A meno che non si sentisse "sporca" e non più una brava moglie e mamma. Il che ci porterebbe a pensare all'allontanamento volontario (anche indotto) per uno stacco netto e tragico. Il dramma di tutta questa storia pare risieda in una motivazione originata esclusivamente dai suoi fantasmi mentali... una depressione post partum dilazionata? L’ultimo figlio ha 2 anni ho letto, e pare non siano infrequenti i casi di tale depressione materna entro il terzo anno dal parto. 

E Minnie a questo proposito puntualizza: Credo che a novembre 2013 Elena Ceste si sia operata di varici (ecco che si spiega il discorso delle calze contenitive) e due anni fa aveva avuto un aborto che l'aveva molto debilitata, aveva perso moltissimo sangue, come racconta l'amica. Pare che sia stata una cosa pesante sia a livello fisico che psicologico: è opinione, sempre dell'amica, che l'esperienza in sé del ricovero ospedaliero possa aver influito molto negativamente su Elena, che aveva sempre goduto di salute, facendole capire che forse stava un po' sprecando la sua vita...

Mimosa, sicuramente la più attiva del blog, ci dice che Michele racconta di aver avuto subito la percezione di una casa “fredda”, “vuota”. Perché era nel disordine della colazione o perché era perfetta? Certo che questo dato sarebbe molto importante per stabilire (sempre con approssimazione) il lasso di tempo della scomparsa e creare altre ipotesi non meno angoscianti. Se i CC non manifestano sospetti su di lui, potremmo credere che la cucina non fosse a posto e nemmeno i letti rifatti, ecco perché la scomparsa viene collocata durante l’assenza del marito (direi intorno alle 8.25-35 per queste ragioni: alle 8.20 era sicuramente nel cortile, avendola vista un vicina che passava in macchina; lei non sapeva che il marito avrebbe impiegato più tempo per tornare a casa). Ma se la casa fosse stata in disordine si potrebbero aprire altri scenari e far mettere in moto le celluline grigie della nostra fantasia (negli altri casi hanno lavorato alla grande, occupando pagine e pagine di commenti).

Cellule grigie che Kiba non lascia certo in letargo quando scrive: Non so perché il cellulare di Elena sia stato ricaricato, e mi sembra strano che ancora non se ne conosca il motivo, ma è forte il richiamo a internet, alle chat e alle webcam, proprio perché ormai è noto che particolari prestazioni online vengono pagate anche con ricariche telefoniche. D’altra parte, chi osserva da una webcam può anche registrare un video e non sono poche le forme di ricatto nate da questo tipo di incontri (ricordo il caso di una ragazzina che si suicidò). Può darsi che Elena si sia infilata in questo mondo, con tutta l’innocenza delle persone che usano il web senza conoscerne ogni pericolo, e che in uno di questi incontri abbia trovato una persona che l’ha poi minacciata di diffondere il filmato? Potrebbe per questo essersi spaventata a tal punto da voler sparire?

Mica male come ipotesi, specialmente se accomunata al giro di amicizie maschili di Elena che, come scrive Mimosa, è ancora da quantificare perché: non c’è solo il padre del compagnetto di scuola del figlio, il quale le scriveva “ti voglio bene” e “non sono venuto a casa tua, anche se tuo marito mi ha invitato, perché non sapevo se ti faceva piacere”, o il compagno di scuola delle elementari che le ha regalato 30 euro di ricarica al cellulare per il compleanno e l’ha incontrata alcune volte al centro commerciale e prima dice di essersi solo fermato a chiacchierare nei pressi della cava, senza fare nulla di compromettente, mentre poi viene strombazzato ai quattro venti che si è incontrato con Elena alla Sagra di Asti e, almeno 4-5 volte, anche a casa sua arrivandoci in motorino e pure in auto, fino a metà di ottobre (è sempre lui?), o l’ex morosetto del liceo che non è riuscito ad incontrarla ma al quale Elena ha confidato di essere controllata su facebook... ora sembra sia saltato fuori un altro uomo: il tizio-ombra di cui Elena dice “una vecchia conoscenza”, “uno che è tornato all'arrembaggio” e ne parla sia con l’ex fidanzatino sia con l’ex compagno di scuola.

Insomma, sinceramente neanche io ci capisco qualcosa e anche per me c’è da riflettere non poco sulla personalità di Elena Ceste che a questo punto, con tante chiacchiere che girano, fosse viva si guarderebbe bene dal tornare a casa, nonostante le garanzie di perdono da parte di tutti, famigliari e congiunti...

Nello stesso tempo mi rendo conto di quanto sia difficile ragionare e scrivere senza avere carte certe in mano. Non è facile credere a tutte le novità spiattellate dai media. Novità che forse sono vere o forse sono false o forse sono vere solo a metà. In ogni caso è chiaro che al momento, usando le stesse risultanze si possono disegnare scenari contrapposti. Quindi concordo con la frase di Pino: Diceva saggiamente la buonanima di De Filippo di non credere "a nisciuno"

Ed ecco che si torna daccapo. E' difficile scrivere un articolo perché anche solo per ipotizzare, senza atti ufficiali in mano a qualcuno occorre credere.

1.150 commenti:

«Meno recenti   ‹Vecchi   1001 – 1150 di 1150
Mimosa ha detto...

@ Minnie
di nulla cara,
era doveroso
per levarti un dispiacere

un caro saluto

Mimosa

Vito Vignera da Catania ha detto...

Cari amici buona notte a tutti.Di solito davanti ai cancelli c'è sempre la scritta"ATTENTI AL CANE" questo per evitare che,persone male intenzionati entrino in casa,il tutto a loro rischio e pericolo.Anche se in prestito il cane era li per difendere i padroni da probabili intrusi o sconosciuti.Tutto questo rafforzerebbe l'ipotesi che, nessuno è entrato dentro e che Elena è uscita fuori tranquillamente.Tranquilla perché?Forse perché chi si è presentato davanti al cancello era una persona ben conosciuta e in grado di "risolvere" i tanti pensieri che gli frullavano in testa? Poi ci sarebbe la questione degli indumenti buttati in giardino, e che sinceramente sono un non senso,fuori da ogni logica di sparizione solitaria,e poi dove poteva andare? questo è quel che ha detto Elena durante la notte nei suoi deliri al marito.Mah,prendiamola per buona e aspettiamo,prima o poi qualcosa dovrà pur succedere.Buona notte a tutti.

PINO ha detto...

BUONGIORNO a chi è già sveglio, dopo le trepidanti prime ore della notte , che ci hanno ricompensato con una bella, prima vittoria sportiva dell'Italia calcistica.
Buongiorno anche a chi ha speso il resto della nottata a tendere, con mani gentili, l'arco le cui freccette, indolori, perchè sottili e senza veleno, intese a centrare un discreto ed intrigante
"siparietto":-).
Buongiorno, infine, anche a chi si rivolge ancora al "precettor canuto", in attesa di qualche arguta risposta.
Insomma, buongiorno a tutti! e buona domenica.
Pino

Vanna ha detto...

Buongiorno a tutti!

Mi sono lette le vostre riflessioni, Pino,Guglielmo,Vito, espresse negli ultimi giorni e qualche campanellino ha cominciato a vibrare, mentre guardavo anche io i panorami dei colli astigiani dai quali Paolo Conte ha cantato il suo straordinario mondo nel mondo.

Cominciamo: Guglielmo ( post del 12-06-, ore 15,24 ), riporti che Mister Golf ha pubblicato su fb, una sua foto col figlio di E.ad ottobre 2013.

Tale nuova può acquistare una rilevanza perché è pubblicata in quel mese fatidico.

Su fb sono state pubblicate altre foto, prima di questo mese,dal mister?

Immaginiamo che non sia accaduto, mi chiedo: perché questo signore le ha pubblicate?
Perché il figlio è amico dell'altro?
C'era anche il figlio nelle foto?
Potrebbe esserci un significato?
Il campanello vibra....
...e se quel bimbo avesse un altro DNA?
Ci sono foto dei due bimbi?
Allora sì che potrebbe esserci un motivo per spiegare la vicenda.

Vito, riporto da te:" .Anche se in prestito il cane era li per difendere i padroni da probabili intrusi o sconosciuti.Tutto questo rafforzerebbe l'ipotesi che, nessuno è entrato dentro e che Elena è uscita fuori tranquillamente.Tranquilla perché?Forse perché chi si è presentato davanti al cancello era una persona ben conosciuta e in grado di "risolvere" i tanti pensieri che gli frullavano in testa?"

Ottima riflessione e perché mandarlo via, mai sentito che un cane si prende in prestito.

Ricordo che il cane randagio accudito da Sarah, aveva in bocca una corda e rimase per giorni per strada ad aspettarla, di questo cane non si sa nulla.
Ha atteso E.?
Non ne ha avuto il tempo: è stato restituito.

La storia di don Roberto in Amazzonia si conosce appena per la sua missione di apostolato missionario, si conosce un po' di più, per gli studi del settore, il mondo degli indios i quali vanno a messa ma contemporaneamente si recano dai loro sciamani.

L'infiltrazione cattolica non ha sradicato gli usi e costumi dei popoli della foresta che mantengono il dialogo con le forze della natura.

Lì c'è un certo sincretismo e don Roberto deve necessariamente aver fatto i conti con tale realtà mediando con la stessa.

Egli potrebbe aver acquisito un valore aggiunto alla sua missione pastorale in Costigliole.

Qualcuno ha detto che parla tanto, cosa ha detto di troppo?
Sarebbe interessante conoscerlo, per comprendere meglio l'uomo.


Buona domenica!


P.S.
Rileggendo, mi sono resa conto che lascio refusi sparpagliati a causa della fretta.
Scrivo di getto e a volte manco rileggo: vi chiedo scusa per qualche errore di troppo.


Guglielmo

Vanna ha detto...

E difatti, non ho cancellato il nome Guglielmo.
Scusatemi, in questi giorni sono indaffarata al massimo.

Guglielmo ha detto...

Gent.ma Mimosa,
nel leggere il tuo ultimo intervento, inevitabilmente, mi son ritornate in mente le parole di MB: "non i posti devono essere ricercati ma le persone".
Credo che su tale affermazione nulla possano ridire sia coloro che nutrono profondi dubbi su di lui, sia gli altri (come me) che vorrebbero, almeno, conoscere meglio i coprotagonisti ed il loro ruolo in questo dramma - facendo salvi i rimanenti che pensano ad un atto sconsiderato -
Non posso non notare che alla pubblica opinione siano stati dati in pasto prima i pozzi, poi il Tanaro, poi i laghetti ora di nuovo i pozzi come possibile luogo di "ritrovamento" della povera EC. E' certo che gli inquirenti non possano lasciare nulla di macroscopicamente intentato, tuttavia quanto alla loro reale efficacia (ricerche idriche) non credo che ad oggi, vi si possano riversare grosse speranze. Si fa quel che si può.
Certamente ben più difficile riesce scandagliare il fitto intreccio di relazioni, scambi epistolari, comunicazioni telefoniche, messaggi ma anche cose dette a voce, vecchie amicizie, incontri, dicerie di paese, invidie (come dicevi tu), gelosie ed asti che, sicuramente hanno giocato un ruolo forse molto più importante della falde freatiche o artesiane. Ma a noi, semplici spettatori senza alcuna possibilità d'indagine, non rimane altro che supporre su quelle poche, puntiformi notizie che le redazioni sottolineano.

Guglielmo ha detto...

Pino,
mannaggia, ora ho capito cos'era quel doloretto alla spalla di stamattina!:-)

Pamba ha detto...

Cara Vanna,
per i tuoi dubbi sulla foto, su cui mi sono interrogata anch'io, ieri ho riportato l'esatta citazione da Giallo:
La riprendo nuovamente

"Quell'uomo, infatti, proprio lo scorso ottobre, le invio' dal cellulare - non e' chiaro se sul telefono o su Facebook - un'immagine che ritraeva lui, suo figlio e il figlio di Elena durante una gita. Come se si trattasse di una vera famiglia. Una famiglia che non doveva e non poteva esistere".
14 giugno 2014 10:35:00 CEST

Non credo che i due ragazzini possano essere fratelli, poiché sono compagni di classe, dunque suppongo coetanei.

Sul cane, ho sentito anch'io quanto ha riferito il cognato. I Ceste facevano una cortesia al proprietario del cane, accudendolo. Adesso, senza Elena, e' stato restituito al proprietario, dato che per MB rappresentava un ulteriore impegno. Non ci vedo niente di male.
Sul comportamento del cane, non so ne' la razza ne' me ne intendo, ma in presenza di Elena, anche di fronte ad un persona sconosciuta potrebbe non aver avuto reazioni aggressive, soprattutto se, come ipotizziamo, non si è trattato di un rapimento violento.

Pino,
aggiungo un'altra precisazione ( spero di non essere troppo antipatica stamattina;-). Il cognato, quello intervistato venerdì' che fa attualmente da portavoce, non e' informatico. L'informatico e' il cugino, una persona pacioccona che ha raccontato come Fb fosse per loro un modo per raccontarsi, da lontano, le vicende familiari.

Guglielmo
Sull'amicizia tra il cognato e uno o più degli amici di Elena, non so nulla. Potresti riferire "in chiaro", please?
Non ci vedo nulla di male a parlarne come abbiamo fatto per gli altri personaggi, anche se con "quelle poche, puntiformi notizie" che abbiamo a disposizione.

Buona domenica
Pamba

Guglielmo ha detto...

To Pamba,
da un "molto pignolo" amico di Torino ho saputo che il cognato di EC sia proprio un informatico, non so se con titolo accademico o meno. Si vede che il mestiere va di moda.
A precisa interista sul canale a gestione pubblica, l'ex fidanzatino affermava che era non solo buon amico di costui ma pure che conosceva l'uomo di To, detto anche (impropriamente) uomo delle cave - non riesco ad indicare su due piedi il link per motivi di ridondanza - Questo è quanto.
Argomentavo soltanto quanto fossero ingarbugliati i rapporti tra la provincia di Asti e quella di Torino, nonchè il ricomparire spesso di tale figura.

Cheerio

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissimo Guglielmo nell'augurarti buona domenica ho due piccoli pensieri per te.
"La vita umana è come un pendolo che oscilla incessantemente fra noia e dolore, con intervalli fugaci, e per di più illusori, di piacere e gioia".
Arthur Schopenhauer
"Così come si provocano o si esagerano i dolori dando loro importanza, nello stesso modo questi scompaiono quando se ne distoglie l'attenzione".
Sigmund Freud

Pamba ha detto...

Guglielmo, grazie mille!
aggiorno il mio archivio...(le informazioni di prima mano sono sempre utilissime).
Dalla stampa mi risultava gestore di un bar a Torino, ma l'informatica potrebbe essere più' che una passione, chissà...

http://www.crimeblog.it/post/113655/elena-ceste-scomparsa-ultime-notizie

Hai ragione sulla complessità delle relazioni tra I due luoghi; potrebbe non esserci nulla di strano perché la donna e' vissuta fino a 10 anni fa proprio a Torino, oppure no...e nel caso e' utile tenere le antenne dritte su un raggio di azione più ampio.
Mi unisco, se posso, al gruppo degli osservatori (anche senza freccette;-)

Ciaoo

Pamba

Stefania ha detto...

Ciao e buona domenica a tutti. Riguardo l'eventuale amicizia tra il cognato di Elena ed il compagno di scuola di Torino puo' essere facile Elena e la sorella uscissero da ragazze con la stessa compagnia di amici. Una delle due ha poi lasciato la città per trasferirsi prima al sud eppoi a Costigliole mentre l'altra con il marito potrebbe aver continuato a frequentare la cerchia di amici di gioventu'. Riguardo il fatto il figlio di Elena ed il figlio dell'uomo della Golf siano coetanei questo non esclude a priori possano essere figli dello stesso padre ma di due donne diverse. Rimane che sia molto difficile Elena si sia tenuta un simile segreto per tanti, tanti anni ... stiamo parlando di un ragazzino che se ha appena avuto la sua prima Eucaristia dovrebbe avere almeno 7/8 anni.

Inoltre io non so da quanto tempo i Buoninconti avevano fatto ritorno dal sud. Ed Elena, era mai stata a Costigliole prima di sposarsi con Michele?

Stefania

Guglielmo ha detto...

Amici forumisti,
se proprio vogliamo pensare a male, compiendo sicuramente peccato ma..., potremmo supporre che la foto raffigurante tre persone (un adulto e due piccoli) non possa prestare il fianco a fenomeni embriologici ma più semplicemente a non tanto velate minacce - come a dire: "guarda qui!" -
Buongiorno a te, Vito carissimo

Pamba ha detto...

Stefania,
dall'ultima intervista ai genitori della Ceste, trasmessa venerdì', io ho capito che la famiglia fosse proprio originaria di Govone e poi, una volta trasferiti a Torino, avessero tenuto la casa di Govone come casa di vacanza.

Nella stessa intervista il padre ha specificato che conoscevano soltanto l'ex fidanzatino.

Ciao, Pamba

Vanna ha detto...

Stefania ciao, la Prima Comunione si prende generalmente in 5a Elementare a 11 anni circa.
E' il secondo figlio?
Il terzo e il quarto quanti anni hanno?
La prima ha 14 anni mi sembra, e potrebbe essere vissuta nei primi tempi ad Angri o subito sono tornati a Torino?
Quando la coppia è andata a vivere a Costigliole?
Il bimbo in questione sarebbe
nato in Piemonte?
Se qualcuno ne sa di più ce lo comunichi.
Pamba,nel tuo prezioso archivio hai i tempi dell'accrescimento familiare e le date degli spostamenti?
Per quanto riguarda la paternità ti ha risposto Stefania.
Guglielmo, dalle notizie che riporti,il cognato, l'ex fidanzato,l'uomo delle cave,si conoscevano da tempo.
Con acume tu "argomenti"gli "ingarbugliati" legami tra la provincia di Asti e quella di Torino, "nonchè il ricomparire spesso di tale figura."

A chi dei tre ti riferisci?

Questi tre comunicavano tra di loro con E., ma c'è anche l'ultimo scovato che ha una bimba e si è separato l'anno scorso (coincidenza?) formano un gruppo
di quattro persone che, forse, si raccontavano tra di loro?

Insomma 4 "amici" di E. che la frequentano, la contattano vuole dire qualcosa oppure no?
Mi chiedo:
quale è il ruolo del cognato?
E quello di mister Golf?
E il marito sapeva o faceva finta?

Il quadro si presenta molto ambiguo e affollato di presenze dai contorni confusi e indefinibili.


Pamba ha detto...

Stefania
Ho trovato.
La coppia si era trasferita da Angri a Costigliole sette anni fa.

http://www.ideavision.it/notizie/cronaca/provincia-di-salerno/agro-nocerino/angri/12461-angri-scomparsa-elena-ceste-svolta-nelle-indagini-si-stringe-il-cerchio-intorno-al-marito

Pamba ha detto...

Vanna,
grazie per la fiducia.
In attesa che intervenga Mimosa, l'archivista capo ;-), le informazioni che ho io sull'età dei figli sono:
13 anni la grande; 2 maschietti alle elementari; la piccina, di 5 anni, alla scuola materna.

Stefania ha detto...

L'ipotesi di una diversa paternità di uno qualsiasi figlio di Elena, rispetto a quella dichiarata ed ufficiale è cosa davvero delicata. Potrebbe essere movente di sparizione solo ed esclusivamente nel caso Michele ne fosse completamente all'oscuro. In questo caso Elena sarebbe stata ricattabile non solo dal padre biologico di uno dei suoi figlioli ma anche da chiunque sapesse la verità.

Nel caso invece anche Michele ne fosse stato conscio e dopo aver perdonato Elena avesse deciso di crescere il figlio del peccato come proprio non riuscirei a comprendere il motivo di un simile panico.

Mi pare comunque impossibile Elena abbia potuto nascondere una simile verità per tanto, tanto tempo.

So bene talvolta la realtà puo' superare anche la piu' fervida fantasia ma cavoli, non riesco proprio neppure a pensarci, credetemi ....

Stefania

Pamba ha detto...

D'accordo con te, Stefania, anch'io ho lo stesso turbamento, anche guardando i disegni (foto qui sopra) che i piccoli continuano a fare per la mamma.

Poi, teniamo presente che il cambiamento di Elena sembra sia avvenuto con l'iscrizione a Fb, che è del 2011.

Pamba




Guglielmo ha detto...

Importante precisazione da Torino:

il cognato non fa l'informatico!
La notizia peccava di confusione tra il cugino ed il cognato per via dello stesso nome Danilo.
Mi dispiace.

Stefania ha detto...

Grazie, Guglielmo per la precisazione.

Pamba, il cambiamento di Elena è datato 2011? Tutto deve essere avvenuto lentamente e per gradi.

In ogni caso, se vogliamo considerare l'ipotesi di un ricatto causa figlio illegittimo, dobbiamo intanto escludere tra chi poteva averla ricattata il padre naturale della creatura.

Perchè? Intanto perchè poteva ricattarla da subito e non attendere il 2011. In secondo luogo perchè se dovesse mai aver permesso ad Elena di crescere SUO figlio con Michele, doveva a sua volta avere qualcosa da nascondere.

Quindi? Potrebbe Elena aver confidato questa cosa a qualcuno dopo il 2011 e questa persona averla ricattata?

Ripeto, io non riesco o forse la mia mente mi vieta di tenere anche solo in considerazione questa eventualità.

Stefania

ENRICO ha detto...

Da dove nascerebbe questa gratuita illazione del figlio illegittimo ?

Andiamoci piano con le ipotesi creative e spropositate prive di un minimo plausibile fondamento

Naturalmente questo è solo un mio modesto consiglio, Poi , fate come vi pare...

Stefania ha detto...

Enrico, stiamo facendo ipotesi e non illazioni. Le illazioni sono basate sul nulla.

Noi ora, almeno io, si sta cercando qualcosa che possa aver spaventato Elena al punto di renderla disperata, stiamo cercando qualcosa che possa aver messo Elena "spalle al muro".

Elena, secondo la descrizione che ne fa il marito era terrorizzata da qualcosa e da qualcuno.

Ora, se vogliamo escludere un coinvolgimento nella scomparsa del coniuge, annebbiato da gelosia e delusione per il tradimento subito (cosa che abbiamo ben valutato) dobbiamo trovare quel qualcosa o quel qualcuno che possa aver portato Elena a questo grado di prostrazione e conseguentemente a scomparire piu' o meno volontariamente.

Questa disperazione, questo timore di fare nomi e cognomi di chi la tormentava è stata confermata dalle mezze frasi dette alla maestra di uncinetto ed ai familiari, in particolare alla sorella.

Questo, a mio avviso, indica una necessità impellente di confidarsi con qualcuno ma frenata da vero e proprio terrore per qualcuno o per qualcosa.

Siamo quindi a cercare quel qualcosa e quel qualcuno. Un simile stato di disperazione non puo' essere causato da una cosa banale, Enrico ma solo da qualcosa di serio, di molto serio.

E' evidente noi non si abbiano elementi per sposare questa o quella ipotesi. Ci limitiamo a ragionarci, ad elencarle, a valutarle nella speranza una qualsiasi di queste possa portarci un poco piu' vicino alla verità.

Nessuno di noi, sino ad oggi ha detto "per me è andata cosi' piuttosto che cosà", per intenderci.

E se la verità dovesse essere dolorosa lo sarà a prescindere noi la si scriva o meno.

Ora, a tuo avviso, se si vanno a scandagliare terreni pericolosi, ci si puo' trovare davanti a qualcuno che piuttosto che sapere una verità sconvolgente preferisce non sapere?

E' un punto di vista che rispetto. Ma non è questo il dovere degli inquirenti.

Come non lo è neppure per noi. L'unico obbligo che abbiamo, a mio avviso, è quello di non innamorarci di una tesi o di un'ipotesi senza prima aver valutato tutto lo scindibile, il probabile ed anche quello che probabile non è. Infine quel che di primo acchito puo' apparire impossibile oppure incomprensibile. Faremo altrimenti un pessimo servizio a noi stessi.

Stefania

PINO ha detto...

Dopo un breve tratto di tempo, che mi è parso eterno, mi associo, in modo totale, ad Enrico, nel ritenere molto azzardata l'idea della illegittimità paterna di uno dei figli della coppia B.
Non trovo alcuna lacuna spazio-temporale, nella vita dei B, nei suoi spostamenti geografici e nella vita di relazioni (molto limitata,pare), che possa avvalorare una ipotesi che sa di assurdo, per assenza di ogni logico fondamento.
Utile, invece, e quanto mai ragionevole, sarebbe quello di ricercare CHI avrebbe avuto l'interesse ed il diritto di tartassare EC, minacciandola di torglierle i figli perchè cattiva madre.
Un famigliare? (che saprebbe e non vuole esporsi)
Un amico intimo? (che lo farebbe solo a fin di bene)
Il marito? (a causa della timidezza che alcuni gli attribuiscono)
Un sacerdote? ( convinto del suo mandato pastorale)
Lo stesso MB, non so se per convinzione o per tornaconto, indica di cercare fra le persone e non nei luoghi.
Forse saprebbe che il cognato Danilo è sempre restato in rapporti di amicizia con gli "amici" di Torino (il primo fidanzato, il secondo, che ha preceduto l'incontro di EC con MB, [identificato come l'uomo delle cave] di cui E chiedeva sempre notizie)?
Solo così ( è solo una mia opinione), si restringerebbe il cerchio, senza oltrepassare la "siepe".

ENRICO ha detto...

@ Stefania

Mi spiace ma stavolta non sono d'accordo.


Ti rendi conto che il concepire un figlio fuori dal matrimonio e tenerne all’oscuro il marito è un gravissimo atto di condotta immorale e crudele nei confronti del proprio compagno di al di là di qualsivoglia convinzione religiosa ?

Ora mi sembra che Elena non rientri affatto in questa categoria , o sbaglio ?

Tra l’altro, ammettendo per assurdo che Elena avesse avuto il - chiamiamolo - "coraggio" di tener nascosto per tanti anni un segreto così sciagurato come quello che adesso si sta prendendo in considerazione, avremmo avuto a che fare con una donna provvista di una freddezza e di un disonestà decisamente non comuni pertanto dubiterei che si sarebbe “terrorizzata” di fronte a qualsivoglia minaccia in tal senso

Quindi ipotizzare un simile esecrabile evento non solo la ritengo una illazione pura e semplice ma soprattutto la ritengo pericolosamente lesiva della reputazione di una donna che al massimo può essere accusata di aver tradito il marito in un periodo difficile della propria esistenza

Si tratta di vedere QUANDO, COME e con CHI siano avvenuti questi incontri e QUALI drammatiche ripercussioni abbiano potuto scatenare nella mente della donna

ENRICO ha detto...

@PINO

leggo ora le tue riflessioni con le quali concordo in pieno

Stefania ha detto...

Enrico, devo recitare un mea culpa, perchè evidentemente non sono stata capace di farmi comprendere e quindi chiedo a te scusa come lo chiedo a qualsiasi familiare di Elena che potesse aver letto il mio pensiero, cosi' come a chiunque le voglia bene. Io per prima ho detto che mi sembra impossibile l'Elena che ci è stata descritta possa aver fatto qualcosa del genere.

Tanto che nel mio intervento delle 15:42:00 di quest'oggi , termino dicendo che

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So bene talvolta la realtà puo' superare anche la piu' fervida fantasia ma cavoli, non riesco proprio neppure a pensarci, credetemi ....

----------

Questa mi sembra una bella presa di posizione che forse potrebbe addirittura essere da alcuni considerata eccessivamente garantista nei confronti di una donna che alla fine nessuno di noi conosce se non attraverso gli scarni racconti di quelle pochissime persone che si sono esposte. Eppure ho scritto a chiare lettere che la mia mente si rifiuta di considerare una simile possibilità. Ma per poterla scartare è necessario averla presa in considerazione come è giusto che sia. Questo intendo. E penso sia legittimo ed anzi dovuto non infilarsi in un imbuto ma ragionare con la mente aperta a qualsivoglia possibilità. Non è quindi un condannare, anzi ....

Puo' sembrare un esercizio inutile? Non lo è. Quando non ci sono indizi tali che ci possano portare da una qualsivoglia parte è necessario e dovuto usare la fantasia, anche per escludere. Porcate ne sono state combinate da tanta gente ed ovunque e Costigliole d'Asti non ha il bollino blu come la banana Chiquita. Ed allora nessuno deve gridare alla lesa maestà, anzi .... penso che per esclusione sia possibile arrivare a concentrarsi su quei pochi dati concreti che sono nelle mani degli inquirenti, sempre non siano secretati come auspico.

Stefania



15 giugno 2014 15:42:00 CEST

ENRICO ha detto...

@ Stefania

"Quando non ci sono indizi tali che ci possano portare da una qualsivoglia parte è necessario e dovuto usare la fantasia,"

C'è un limite anche a quella se vogliamo continuare a mantenerci nei binari di una discussione credibile e produttiva

Porcate ne sono state combinate da tanta gente ed ovunque e Costigliole d'Asti non ha il bollino blu come la banana Chiquita."

E chi dice il contrario ?
Mi sembra però che nella fattispecie la storia di Elena sia più la storia di una vittima ( di se stessa e di qualche sciagurato ) che la storia di indecenti "porcate" di paese

Stefania ha detto...

Enrico, la verità è che attualmente di Elena sappiamo solo quello che ci è stato raccontato. Ovvero le sensazioni di chi l'ha conosciuta e non necessariamente la vera Elena.

E' un dato di fatto.

Stefania

ENRICO ha detto...

@ Stefania

la verità è che attualmente di Elena sappiamo solo quello che ci è stato raccontato. Ovvero le sensazioni di chi l'ha conosciuta e non necessariamente la vera Elena.”

..e poiché noi non conosciamo “la vera Elena” saremmo autorizzati ad immaginare anche che possa essere stata una ignobile fedifraga con tanto di figlio del peccato tenuto accuratamente nascosto al legittimo ignaro marito tra una crostata di mele ed un centrino all’uncinetto ?

Forse ho mal interpretato quello che volevi dire ma il tuo scritto mi ha provocato questa risposta

Stefania ha detto...

Si, hai mal intepretato oppure anzi sicuramente sono io che ho dei limiti e non so spiegarmi.

Chi è assente non puo' difendersi, questo è un dato di fatto. E' altrettanto vero che non puo' dirci la verità. Valutare qualsiasi ipotesi senza sposarla è un'atto dovuto. Per nostra onestà intellettuale e perchè comunque, giusto per parlarci chiaro, se fosse stata un'ignobile fedifraga questo non avrebbe comunque ad esempio autorizzato cicchessia a farla fuori. Quindi dobbiamo studiare prima il ponderabile eppoi anche l'inimmaginabile. Non perchè lei abbia lasciato tracce che ci portino in quella direzione ma perchè le tracce portano al nulla. E le persone non scompaiono nè nel nulla nè per nulla.

Stefania

Minnie ha detto...

Buonasera a tutti!
Visto che si sono postate ipotesi di figli illegittimi, pensavo: e se invece E. avesse avuto un aborto (procurato e clandestino)?? Il padre poteva non essere il marito, come invece poteva anche esserlo ... ma lei non voleva più figli suoi ...
Da qui il ricatto da parte chi ne era venuto a conoscenza, o da chi ne era "coinvolto" , o di MB stesso, o di chi era stato suo confidente... e il delirio di LEI che si definiva una cattiva madre. Senza dimenticare la sua profonda religiosità che può averla spinta a confidarsi con il parroco ...

Pamba ha detto...

Enrico, dai, abbiamo capito che possa esserci stata un'incomprensione. Sono i rischi che si corrono quando si cerca "fra le persone e non fra i luoghi".

Possiamo andare avanti?
Tornando a noi, concludo con le informazioni che ci possono essere utili a capire, come suggerito da Pino, CHI potrebbe aver minacciato/ricattato Elena sui figli ,che sono:

"la più grande frequenta la terza media, il secondogenito la prima media, il terzo la terza elementare e la più piccola l’asilo"

Se consideriamo il trasferimento della famiglia a Motta 7 anni fa, se non sbaglio soltanto gli ultimi due sono nati li'.

Dunque Elena e il marito, con due figlioli si trasferiscono in Piemonte, prima a Govone e poi a Motta di Costigliole dove costruiscono la loro casa. Nascono altri due figli.

Poiché i luoghi erano quelli della sua famiglia d'origine, poteva esserci qualche conoscenza precedente?

D.S. (l'uomo della Golf) a volte viene nominato come un amico di famiglia, ma lo stesso, nella sua lettera a QG, si definisce una conoscenza superficiale, dovuta alla frequentazione di luoghi comuni dei loro figli (a questo punto credo sia il terzogenito).

L'uomo delle cave e' di Torino ed è stato ritrovato solo dopo il 2011, tramite Fb.

Del terzo uomo, che ha citato Vanna, non conosco la provenienza.

L'ex fidanzatino, e' l'unico ad essersi mostrato a viso scoperto; peraltro avrebbe voluto incontrarsi anche tra famiglie e mi sembra si sia messo a disposizione dei familiari di E. che conosceva in precedenza.

Del cognato ho già scritto. Non darei per certo che avesse mantenuto un rapporto di frequentazione con gli amici della giovinezza di Torino E. , credo possa essere una conoscenza superficiale dovuta alla frequentazione delle amicizie giovanili della sorella di E.
Comunque, di lui mi ha colpito la sovrapposizione dei racconti a quelli di MB , ma anche la difesa dell'immagine di Elena, anche se un po' vaga:

«Non abbiamo idea di che genere di rapporti ci fossero tra Elena e queste due persone - sottolinea il cognato - ma su alcune televisioni sono state dette cose false e offensive. Tra lei e il marito c’è un rapporto duraturo e consolidato, non è vero che lei si sentisse sola e che non avesse amicizie».

p.s.
Non riesco a vedere oltre la siepe, spero soltanto che questo riassunto possa essere utile a qualcuno più lungimirante;-)

Pamba

Stefania ha detto...

Minnie, è possibile. E' evidente che ci non è presente puo' esserlo per sua scelta come per coercizione. Putroppo, valutare ogni ipotesi puo' sembrare offensivo ma è doveroso perchè altrimenti si finirebbe col valutare le sole ipotesi non possano intaccare in alcun modo la moralità dello/a scomparso/a.

Il miglior servizio si possa fare ad Elena non è crederla perfetta anche se magari lo è o lo era. E' ritrovarla e scoprire il motivo di questa scomparsa.

Stefania

ENRICO ha detto...

@ Stefania

Valutare qualsiasi ipotesi senza sposarla è un'atto dovuto

Senza dubbio !
Ma non per andare a tirar in ballo morbose illazioni di cui non si ha il benché minimo appiglio solo perché la fantasia galoppa e la creatività ha bisogno di espandersi

Con questo ragionamento allora perché non immaginarla anche cocainomane, lesbica , ninfomane…o altro ? non vedo che differenza ci sarebbe stata

Per partire da un incipit iinsensato e giungere ad una conclusione razionale bisognerebbe essere un Adamsberg . che indaga ed una Fred Vargas che scrive

Beh, Stefania, ci siamo scambiati un discreto numero di messaggi e credo sia giunto il momento di graziare gli altri partecipanti dal leggere i nostri ulteriori punti di vista al riguardo

Grazie per la piacevole conversazione

Enrico

ENRICO ha detto...

Ps

per esempio se proprio si vogliono fare delle ipotesi quella di Minnie potrebbe essere già più accettabile di quella "del figlio della colpa concepito all'insaputa del marito e da quest'ultimo allevato per sette anni nella convinzione che fosse suo figlio "

E con questo mi taccio ... fino al prossimo post ! :-))

Pamba ha detto...

Comunque sia ...motivi di ricatto così gravi da determinare la scomparsa ( e probabilmente la morte) di una donna, non dovrebbero essere proprio "rose e fiori".
A me le ipotesi girate sui media sembrano tutte superabili da Elena ...o con una bella querela o chiedendo l'intervento del marito o ...fregandosene. Vediamole.

1) la foto
Oggi Gugliemo scriveva (e condivido)
ctz "la foto raffigurante tre persone (un adulto e due piccoli) non possa prestare il fianco a fenomeni embriologici ma più semplicemente a non tanto velate minacce - come a dire: "guarda qui!" -

2) Il video sconcio
Michele riferiva di un video, girato all'insaputa della moglie, come da lei confidato la notte prima della scomparsa.

3) La frase su Fb
Elena alla maestra di uncinetto diceva di essere sulla bocca di tutti perché aveva SCRITTO su Facebook qualcosa che non doveva.

4) la confessione
Il sacerdote riferisce soltanto che E. era molto spaventata, ma anche che non si capiva se i motivi fossero reali.

Se non fosse che poi è effettivamente scomparsa, penserei semplicemente che era in uno stato psicotico scatenato dai sensi di colpa..

PINO ha detto...

ENRICO, il post che attendi come "prossimo" ( ma che non lo è più, perchè preceduto da quello di Pamba), lo rimetto io, per chiarire che Stefania non ha mai caldeggiato l'ipotesi del bimbo illegittimo. L'idea è nata pian pianino, discutendo della foto del "golfista", con i due ragazzi.
Ora, mentre sono concorde a ritenere senza senso l'ipotesi in discussione, non vedo, d'altronde, come si possano impostare discussioni sulle stesse, se non si formulino, anche se scabrose ed assurde. L'importante è non sostenerle, per evitare che si trasformino in illazioni.
Insisto, invece, su CHI poteva avere INTERESSE a a terrorizzare EC, per la sua deficienza come madre e tutto il resto.
Interesse che non poteva essere congeniale ad un eventuale amante od "amico" particolare, ma piuttosto a persona la cui condotta "vivace" di EC offendeva in modo profondo.
Non certo un mitomane od uno sciacallo, in cerca di forti sensazioni.
Circoscrivendo una ricerca più mirata a chi poteva interessare la condotta di E, si ridurrebbe anche il raggio d'azione del cerchio.

Mimosa ha detto...

Prima di ritornare sulla domanda di Pino evidenziata in grassetto
permettetemi un elenchino.

(intervengo tardino, perché ho trascorso una giornata all’aria aperta e non al pc)

Se Mimosa è “archivista capo”, Pamba è la “documentalista” più preziosa mai avuta ;-)

Integro i dati famigliari riassunti da Pamba 21:39, attingendo da quanto avevo già scritto:

- E. e M. si sono conosciuti “in corsa”, perché lui guidava corriere e lei era una passeggera (non mi è chiaro se guidasse bus cittadini a Torino né se lei prendeva il mezzo per recarsi al lavoro)

- Intanto M. aveva già fatto domanda per entrare nel Corpo dei Vigili del Fuoco (nel suo paese d’origine)

- quando è stato chiamato, si sposarono e si trasferirono ad Angri

- trascorsero 4 anni in Campania, poi lui ottenne il trasferimento in Piemonte.

- Sono sposati da 15 anni.

- Avendo la più grande 13 anni, il secondo 11, il terzo 9, la quarta 5, evidentemente hanno fatto un figlio ogni 2 anni. (è il terzogenito che quest’anno ha fatto la Prima Comunione, quindi non ha 7 anni)

- Sembra che nel mezzo ci sia stato un aborto (altrimenti ci sarebbe un bambino di 7 anni)

- 7 anni (coincidenza?) fa si trasferirono – come dice Pamba – prima a Govone (evidentemente dov’erano le proprietà della famiglia di lei, infatti, nel gruppo di case a fianco ci abitano i cugini)
e dopo qualche anno a Motta di Costigliole dove si sono costruiti la casa (con l’aiuto economico anche dei genitori di lei, infatti la casa è intestata ad E.)

- Due anni fa Elena ebbe un aborto spontaneo e soffrì moltissimo e fu in quel periodo che prese il pc e si iscrisse a fb (era verso la fine 2011?).


Il cognato Danilo conosce sia l’ex compagno delle elementari (alias “uomo delle cave”) sia l’ultimo arrivato sulla scena, il “Misterioso Quarto Uomo”, perché erano amici d’infanzia. Poi Danilo andò per le sue, ma gli altri due rimasero amici e si frequentano ancora, almeno fino a poco tempo fa, perché nel frattempo era venuto fuori che Elena e il Quarto Uomo (chiamato “Marco”), diventati giovinetti, avevano avuto un flirt ma il “cavista” (come la chiamato Guglielmo se non sbaglio), nominato “Paolo”, non lo sapeva come non sapeva che “Marco” era entrato in contatto con E. su fb addirittura prima di lui.

Questo “Marco” si è incontrato di persona con Elena fino ad aprile 2013 e, pare, sempre in casa mentre era sola, anzi, no, pare a Govone, in casa dei genitori.
Il tizio racconta che le conversazioni in chat si sono interrotte a settembre, senza una spiegazione. Tuttavia Elena mandava spesso a salutarlo attraverso “Paolo” e si informava.

Mimosa ha detto...

Ancora una cosa mi preme dire:

trovo veramente una “sporca” illazione (non vostra ma da parte di chi l’ha fatta, un servizio di informazione pubblica!) che quella foto dei due bambini possa significare qualcosa!

Nessuno di voi manda i vostri figli a divertirsi con gli amichetti, sorvegliati da un genitore e non avete mai ricevuto da quel genitore una foto in diretta sul telefonino per tranquillizzarvi e mostrarvi come giocano in armonia?!

Mimosa

ENRICO ha detto...

@ PINO

Io, scherzando, ho scritto che avrei taciuto fino al MIO prossimo post !

Avevo compreso benissimo che Stefania non appoggiava l’ipotesi del figlio illegittimo tuttavia mi è sembrato che non disapprovasse l’idea che venissero avanzate supposizioni anche se assurde.
Se mi conosci sai bene come io sia poco incline a raccogliere spunti provenienti da verbosi voli pindarici che oltre ad offendere gravemente e arbitrariamente la reputazione di persone che non conosciamo rischiano di far scadere la discussione a livelli davvero modesti

Riguardo la domanda che poni “CHI poteva avere INTERESSE a a terrorizzare EC, per la sua deficienza come madre “ la risposta che sorge immediata è : IL MARITO !
Tuttavia per poter sostenere questa ipotesi bisognerebbe supporre che costui abbia freddamente programmato il crimine nei giorni o addirittura nei mesi precedenti, predisposto minuziosamente tutto il necessario per trasportare il corpo con facilità e velocità, individuato un posto inaccessibile impensabile e vicinissimo all’abitazione in cui occultarlo con la matematica certezza che non sarebbe mai più stato ritrovato ed infine abbia architettato tutta la messinscena della crisi di panico e della fuga con tanto di svestizione integrale. Si direbbe : il delitto perfetto.
Nel qual caso la vicenda verrebbe archiviata per mancanza di prove.
Ma allo stato dei fatti MB non sembrerebbe essere nel mirino degli investigatori quindi, francamente , brancolo nel buio

Mimosa ha detto...

Eccomi alla domanda di Pino:
CHI poteva avere INTERESSE a a terrorizzare EC, per la sua deficienza come madre?

Se vogliamo centrare l’attenzione su quella foto, oserei supporre che qualcuno del paese avesse notato una certa intesa tra la madre e il padre di due compagnucci di classe, e prendere in considerazione le malelingue, che vanno a criticare anche sulle cose apparentemente più innocenti.

Forse sembrava strano che il “golfista” muratore tanto spesso prelevasse da scuola anche un bambino non suo per riaccompagnarlo a casa o per portarlo in gita, quasi si palesasse una indifferenza da parte materna all’accudimento della propria prole.

O altresì sembrava strano agli occhi del borgo che quei due genitori si trovassero frequentemente (come “casualmente”) in certe manifestazioni di divertimento.
Michele ha ricordato un episodio: era concordato che il figlio andasse ad una corsa di asini, lo accompagnò lui, e si accorse che quell’uomo con il proprio figlio arrivò, quasi non lo salutò e sul più bello se ne andò, trascinandosi dietro il bambino; Michele disse che gli sembrò strano e, con il senno di poi, dedusse che “forse quello aspettava di vedere mia moglie, non me”.

Forse, siccome le chiacchiere hanno le ali, qualche altra mamma aveva timore che E. potesse irretire anche il proprio compagno, sapete come sono certe mentalità di paese, e siccome Elena di figli ne aveva 4, veniva giudicata una madre sconsiderata piuttosto che una moglie infedele.

Quale modo migliore (o peggiore) per far desistere una donna dalle sue mire di conquista se non minacciarla sul piano materno? “Se non la smetti, racconto tutto a tuo marito e i carabinieri ti porteranno via i bambini, svergognata!”.

Da non sottovalutare, tuttavia, il fatto che E. potrebbe aver addotto questa paura, per creare confusione nella testa del marito e per mantenere ai suoi occhi l’integrità come moglie.

ENRICO ha detto...

@ MIMOSA

la tua ( delle 00:58) mi sembra una ipotesi assai verosimile considerato l'ambiente di paese.

PINO ha detto...

MIMOSA

E dunque?

Guglielmo ha detto...

Salve, a tutti.
Dopo aver letto i vs commenti serali diciamo, faccio alcune considerazioni.
Già ho scritto che l’ipotesi di figli illegittimi, per me, non ha fondamento allo stato delle cose. Tuttavia però è vero che stabilire la paternità di un figlio non è cosa semplice (senza indagini strumentali, pertanto la cosa, se pensata, potrebbe anche esser stata paventata.
La foto di cui fa articolo il settimanale dal colore del sole, deve sì essere annoverata nelle normali ed innocenti abitudini dei genitori di ragazzi amici tra di loro, ma tale innocenza è direttamente proporzionale ai rapporti che intercorrono tra i più grandi. Pertanto, quando tra il padre di uno e la madre di un altro vi sono situazioni che tendono al clandestino (es. “vediamoci al solito posto”), mi si permetterà di pensare a male anche sull’invio delle foto.
E’ stata chiesta a Mimosa concretezza. Cosa si vuole intendere? Forse chi aveva interesse a riportare EC sulla “retta via” era un parente? Diverso dal marito? – Sì perché altrimenti il potenziale ricatto si annulla nei termini (forse) –
Credo, e ne sono felice, che con le vs osservazioni, i voli pindarici - che anche servono, se non altro ad excludendum - si possa intraprendere una fruttuosa via, ben più argomentata e se vogliamo complessa, che ha come segnale indicatore: “Cercate le persone, non i luoghi” (MB).

PINO ha detto...

ENRICO caro,
sei stato tu ad arrivare a tale conclusione. Le mie argomentazioni non erano tendenziose in quel senso, proprio per evitare di riprendere un discorso che, come ho scritto altrove, ho provvisoriamente accantonato, perchè non sufficientemente circostanziato.
Quell'interesse particolare inteso a terrorizzare EC, poteva essere maturato anche da qualche altro/a, come, per esempio, il risentimento di una moglie che avverte il pericolo di perdere il proprio compagno o marito, come suggerito da MIMOSA.
Suggerimento intelligente, dal punto di vista di una indicazione alternativa, ma privo di concretezza perchè, l'unica donna a cui si poteva attribuire una simile azione di rivalsa, la moglie del "golfista", dopo essere stata ascoltata dagli inquirenti, è stata ritenuta "fuori causa".
Il cerchio, quindi, si restringerebbe ancora di più ed, a mio modesto parere, gli investigatori dovrebbero necessariamente tornare sui propri passi e rivedere al "microscopio", quello che la comune lente di ingrandimento non ha rivelato.
Dopo questo mio post, mi metterò davvero affacciato alla finestra, come già annunciato ma non effettuato.
Ciao.

Stefania ha detto...

Elena ha raccontato al marito di una telecamera che l'avrebbe ripresa.

Quindi a lui racconta di un ricatto scaturito da qualcosa di carattere amoroso/sessuale.

Dobbiamo pero' come ha sottolineato Mimosa in modo piuttosto chiaro, fare un distinguo: una cosa è difatti LO STRUMENTO DEL RICATTO (so che hai rubato al supermarket, so che hai investito il gatto dei vicini, so che hai tradito tuoi marito), un'altra cosa è quel che si vuole ottenere riccattando, ovvero l'OGGETTO DEL RICATTO (se non fai come ti dico svelo che hai rubato al supermarket, che hai investito il gatto dei vicini o che hai tradito tuo marito).

Le due cose possono essere slegate tra loro.

Cominciamo ad analizzare LO STRUMENTO DEL RICATTO. Elena dice al marito di essere stata filmata, che qualcuno risponde al posto suo ai messaggi telefonici, ecc ....

Questo è quanto Elena racconta al marito ma potrebbe costituire una parte sola della verità, cosi' da edulcorargli la pillola. Non gli dice "ho sbagliato, ho fatto cose sbagliate" ma cerca di scaricare il tutto, piu' o meno volontariamente, su qualcuno che le vuole fare del male, che vuole fare del male alla sua famiglia. Questo sfogo puo' nascondere il desiderio da parte di Elena di ottenere dal marito conforto e senso di protezione verso i suoi cari e distoglierlo dal tradimento subito, a quello ci penserà poi.

Se tutto fosse vero (mi hanno filmato a mia insaputa) chi ricattava Elena poteva essere solo chi aveva dato appuntamento in quel posto alla donna o comunque qualcuno che l'aveva vista, che poteva visionare i filmati di quella telecamera, o qualcuno con cui la donna si era confidata ... di qui non si scappa.

Elena quindi subisce un ricatto da qualcuno che ha partecipato alle sue scappatelle o che ne è venuto a conoscenza.

Adesso, scordiamoci per un istante LO STRUMENTO DEL RICATTO per analizzare L'OGGETTO DEL RICATTO, che puo, come ho scritto sopra, avere lo stesso tenore oppure essere di tutt'altra natura.

Mimosa, mi ricorda De Andrè quando in Bocca di Rosa canta "Ma le comari di un paesino non brillano certo d'iniziativa le contromisure sino a quel punto si limitavano all'iventtiva ...." ma anche "quella schifosa c'ha troppi clienti, piu' di un consorzio alimentare".

Puo' effettivamente qualche comare essersi sentita attaccata, lo fosse o meno è tutt'altro paio di maniche ed aver fatto comprendere ad Elena era il caso di ritornare sui binari della retta via, con le buone o con le cattive quindi anche minacciandola di raccontare tutto al di lei marito. Ma questa donna avrebbe dovuto sapere della famosa telecamera. Mica niente ...

Oppure l'OGGETTO DEL RICATTO potrebbe essere stato di tutt'altra natura quindi un "so che ti accompagni ad altri uomini ma siccome mi sta sulle balle il gatto dei vicini ora lo investi con la tua auto, altrimenti racconto a tuo marito ...."

Ma ragionando su tutto questo mi è venuto in mente un passaggio che a mio avviso merita di essere riconsiderato. Elena aveva accolto in casa propria o nella casa di campagna dei genitori, un uomo o piu' uomini all'insaputa del marito. Di questo a Michele quella notte non fa menzione. Si scoprirà poi. Qualche vicino l'aveva vista mentre apriva il cancello? Mentre accoglieva il suo estemporaneo ospite?

Poteva essere stata vista di persona e le telecamere essere servite ad Elena solo per sfogarsi con il marito?

Stefania

Unknown ha detto...

Buon pomeriggio a tutti, vorrei ricollegarmi a quanto chiesto precedentemente da Vanna, le informazioni che ho sono queste, la prima figlia dei B HA 14A. Il secondo 11a. il terzo 9a. l lultima 6a. (compiuti in questi mesi). La coppia sarebbe a Costigliole da 10a. Gli spostamenti della coppia seguirebbero questo ordine i primi 3a a Salerno, poi a Govone per circa altri 2a. e infine a Costigliole dopo aver terminato la costruzione della casa.In merito ai rapporti di conoscenza fra i vari amici, l ex fidanzatino(Paolo)conosceva sia l uomo delle cave, che il terzo uomo(Tony) con il quale condividerebbe anche la passione per il calcio, è a lui che EC chiede notizie di quest ultimo(anche se sembra conosca già alcune risposte)e conosce il cognato Danilo (avendo frequentato E ela sua famiglia anche se per un breve periodo) non mi risulta invece che Danilo conoscesse l uomo delle cave, ma che lo abbia conosciuto o sentito telefonicamente solo dopo la scomparsa di EC, nè che conoscesse Tony(terzo uomo), la conoscenza invece fra i due (l uomo delle cave, e Tony) considerando la foto delle elementari postata da E su fb ,potrebbe risalire ai tempi della scuola se prendiamo in considerazione che potessero essere entrambi dello stesso quartiere e quindi aver frequentato anche le elementari insieme.

Unknown ha detto...

P.s mi scuso per gli errori dovuti alla fretta.

Unknown ha detto...

Stefania dici "ma questa donna avrebbe dovuto sapere della famosa telecamera...Mica niente. Vorrei prendere in considerazione il msg, ricevuto dall uomo delle cave da parte di EC così come da lui dichiarato durante un intervista che ho trascritto e che dice "Ti sei finto ingenuo al computer, come se non fossi capace al computer, per fare in modo che io mi fidassi" L uomo nega di conoscere il senso di questo sms e parla di E come di una donna tormentata da paure in realtà prive di fondamento. Ora è un dato oggettivo che questo sms esiste e EC lo invia a lui, analizziamone il contenuto...(segue)

Unknown ha detto...

E lo accusa di essersi finto ingenuo, per spingerla a compiere qualcosa, carpendo la sua fiducia, tutto sembra svolgersi sul computer, ora come poteva E fidarsi di chiunque? le sarà apparso un nominativo... lui nega la responsabilità ma chi altro allora? potrebbe la compagna di quest uomo essere venuta a conoscenza della sua pw (cave)e nutrendo sospetti aver contattato E su fb spacciandosi per lui. A quel punto E ignara dell inganno potrebbe essersi lasciata andare a confidenze più intime? solo una riflessione la mia ma potrebbe a questo punto aver avuto in mano elementi tali per attuare un ricatto? Oltre alle voci infatti che E temeva (forse sparse in paese da comari maldicenti)parla anche di un errore commesso sul computer (vicina Fiorenza)"una persona che credevo amica mi ha tradito"..."mi sono resa conto che ho sbagliato" penso sarebbe importante al di là degli alibi comprendere quali ruoli hanno avuto tutte le persone che hanno ruotato intorno a EC, compagne e mogli comprese

Stefania ha detto...

Anna, sinceramente non sapevo di questo messaggio. No, davvero. E' importante eccome.

Stefania

ENRICO ha detto...

@ PINO

Beh, non è che ci volesse molto a guardare con sospetto la figura del marito quando una scomparsa è così misteriosa. Se in più, visti i tempi che corrono , ci metti pure tutti gli uxoricidi che quasi ogni giorno infestano la cronaca nera, il gioco è fatto !
A me però questa tesi non convince
Penso invece che, al contrario di quel che si dice, ci sia più di un testimone che ha visto ciò che è successo tra le 08.15 e le 08.47 nel cortile di quella villetta. Così come sono in molti a sapere che EC fosse una donna “chiacchierata”( parroco compreso, ovviamente) ma fanno finta di cadere dalle nuvole

Tu obietterai : ma perché qualcuno/a che non sia il marito dovrebbe essere arrivato ad ucciderla ?

Innanzitutto ancora si spera che sia in vita ( benché le speranze siano pressocchè nulle al riguardo) ma nel caso fosse morta non è detto che il decesso sia stato intenzionalmente provocato da qualcuno.

Non dimentichiamo che EC era in fase di alterazione psichica molto grave e se per caso quella mattina avesse deciso di accettare un colloquio esplicativo, stabilito in maniera inderogabile con i personaggi “che la perseguitavano” proprio per quel giorno ed per quell’ora programmando in anticipo l’ assenza del marito e dei figli ( infatti fu lei stessa ad incitarlo perché andasse lui ad accompagnare i ragazzi a scuola ),durante l'incontro, potrebbe essere stata colta da una crisi psiconevrotica aver compiuto azioni sconnesse in stato confusionale ed essersi allontanata in auto con costoro

Dopodichè potrebbe anche essersi sentita male ed essere stata abbandonata chissà dove dai suoi “accompagnatori” colti dal panico.…

Come vedi,se proprio vogliamo imbarcarci in ipotetiche ricostruzioni ( cosa che, come ben sai, cerco il più possibile di evitare) anche a me la fantasia non fa difetto.

Unknown ha detto...

si ho tutta la trascrizione dell intervista fatta all uomo delle cave, chiaramente dopo la donna potrebbe aver cancellato la conversazione o qualsiasi altra cosa in modo che lui non si accorgesse di nulla, di questo sms ne ha parlato proprio lui anche perchè non poteva evitarlo (gli sms anche se cancellati possono essere recuperati)

ENRICO ha detto...

@ PINO

mamma mia ! tra incisi, subordinate e parentesi ho scritto in modo indecente...

VOTO: 3=

Stefania ha detto...

Anna, certo, la ricattatrice potrebbe essere la moglie di Mr. Cave come invece qualcuno che sapeva Elena era caduta nell'errore di valutare piu' ingenuo di quanto in realtà fosse appunto Mr. Cave.

Stefania

Unknown ha detto...

Giusto Stefania non è affatto da escludere anche perchè lui parla di un E che lo considerava l autore di una macchinazione ai suoi danni insieme a altre persone, ti riporto alcune frasi "lei pensava che io facessi lo gnorri" .."lei diceva che io ero alle spalle di qualcuno" l uomo sembra cadere dal pero,ora o già da Ottobre E era in uno stato confusionale e paranoico , oppure diceva il vero...e lui per giustificare quell sms la descrive in quel modo, in fondo a parte il msg che è scritto(e quindi recuperabile) tutto ciò che riguarda il contenuto delle telefonate intercorse tra lui e EC è sempre e solo lui a riportarcelo, e come abbiamo valutato MB e lo abbiamo messo in discussione senza usare due pesi e due misure ,lo stesso vale per chi ruotava intorno a EC e che potrebbe aver avuto anche se non materialmente, visto che ci sarebbero i famosi alibi,delle responsabilità morali in merito al mistero di questa scomparsa che appare decisamente intricata, tanto da far pensare che più persone potrebbero esservi coinvolte (mia personale opinione)Sto uscendo, un saluto a te Stefania e a tutti

Minnie ha detto...

Ci sono contraddizioni alla base di questa storia che mi fanno entrare in confusione, creandomi dubbi nel propendere verso una "direzione" piuttosto che un'altra riguardo alla scomparsa ...
La personalità di EC qual è??
E' quella di una donna definita VIVACE e che si divide tra molteplici frequentazioni maschili e, pur consapevole di un comportamento riprovevole da parte sua nonostante la sua fervente fede cattolica, non si tira indietro, che è capace di organizzarsi e agire quando suo marito è assente??
Dal momento che è una donna che accetta moralmente e materialmente questo rischio e appare così audace e ferma nel volere ridare un nuovo impulso alla sua vita grigia PERCHÉ, dopo una essere stata "tradita" probabilmente attraverso FB, crolla improvvisamente, va in dietrofront, si dispera e si convince di dover "purgare" la sua anima e di espiare le sue colpe?? Allora non era affatto VIVACE, non le interessavano veramente le sue nuove amicizie maschili, non ha mai pensato per un momento di mettere in discussione la sua famiglia...
Mah!!!

Pamba ha detto...

Aggiungo alle testimonianze sullo stato di prostrazione di Elena, anche questa di una sua amica di Costigliole, che l'aveva trovata molto dimagrita e triste

http://www.gazzettadasti.it/index.php/tre-domande-a/tre-domande-a-franca-lavena-amica-di-elena-ceste

ed anche questa (attenzione il nome del cognato e' sbagliato),

http://mentiinformatiche.com/2014/02/elena-ceste-pensava-di-non-essersi-comportata-bene-ma-nei-confronti-di-chi.html

in cui si racconta di un 1 novembre, trascorso con sua sorella, e di una Elena molto agitata e preoccupata di aver scritto qualcosa che non doveva.

Forse dovremmo mettere in fila gli avvenimenti del mese di ottobre, per vedere se riusciamo a trovare qualche collegamento con lo stato di disagio profondo di E. che mi sembra reale.
Della sua "vivacità", peraltro, sappiamo soltanto dalle parole dei suoi "amici", che potrebbero essere interessate a nascondere piuttosto che a svelare.

A più tardi
Pamba

Stefania ha detto...

Pamba, concordo con la tua analisi ma vorrei aggiungere un altro particolare. Una donna allo sbando, spesso non sa "cosa gli manca". Cerca amicizie per potersi confidare. Io non voglio descrivere una Elena Ceste sprovvedutissima ma è possibile abbia scambiato l'affetto per qualcos'altro. Chi ha bisogno di coccole puo' piu' facilmente di altre persone finire tra le mani di chi non vuole abbracciare ma fare ben altro. Una donna sprovveduta puo' essersene accorta. Ma in ritardo. Quando oramai aveva "già dato".

Cosa si darebbe in cambio, per una coccola, quando non se ne ricevono e non se ne sono mai ricevute ....

Stefania

PINO ha detto...

O T

Arrestato l'assassino di Yara Gambirasio!!

PINO ha detto...

(AGI) - Roma, 16 giu.- E' stato scoperto e arrestato l'assassino di Yara Gambirasio. Lo ha annunciato il Ministro dell'Interno Angelino Alfano quattro anni dopo l'omicidio della tredicenne di Brembate di Sopra. "Secondo quanto rilevato dal profilo genetico in possesso degli inquirenti, l'assassino della piccola Yara e' una persona del luogo, dunque dalla provincia di Bergamo". Lo afferma il Ministero dell'Interno Angelino Alfano spiegando che "nelle prossime ore saranno forniti maggiori dettagli. Ringraziamo tutti - conclude Alfano - ognuno nel proprio ruolo, per l'impegno massimo, l'alta professionalita' e la passione investiti nella difficile ricerca di questo efferato assassino che, finalmente, non e' piu' senza volto". Secondo quanto si e' appreso il presunto assassino e' un uomo di circa 40 anni, sposato e padre di tre figli.
La conferma sull'identita' dell'assassino di Yara era arrivata nei mesi scorsi dai risultati degli esami sui campioni prelevati lo scorso marzo dalla salma di Giuseppe Guerinoni, l'autista di Gorno (Bergamo) morto nel 1999 e che secondo gli inquirenti avrebbe avuto un figlio illegittimo negli anni Sessanta, figlio che sarebbe appunto l'omicida. Il Dna dei campioni dell'uomo e' stato comparato con quello dell'assassino prelevato dalle tracce di sangue trovate sui vestiti della vittima (si pensa che l'assassino si sia tagliato con un coltellino che stava usando per cercare di tagliare gli slip di Yara).
Il confronto dei due campioni ha confermato che l'uomo e' il padre dell'assassino. Finora l'unico campione genetico di Guerinoni era stato prelevato dalle tracce di saliva sul retro di una marca da bollo. Intanto a Gorno nelle prossime settimane saranno prelevati campioni di Dna da 700 donne che tra gli anni Sessanta e il 1998 hanno frequentato Salice Terme, dove Guerinoni andava in villeggiatura per le cure, e dove i due potrebbero avere avuto la relazione clandestina.

PINO ha detto...

l'assassino di Yara
Il suo nome è Massimo Giuseppe Bossetti, ha tre figli, è sposato e vive a Mapello, ed è il presunto assassino di Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate Sopra uccisa tre anni e mezzo fa.
Il presunto assassino. L'uomo che è stato arrestato è un muratore sposato, ha 45 anni e tre figli. E' nato da una relazione clandestina tra l’autista Giuseppe Guerinoni (morto nel ‘99) e una donna del luogo, che faceva le pulizie a casa di Yara Gambirasio. Il presunto killer, che ha anche una sorella gemella, è stato identificato grazie al Dna lasciato sul corpo della vittima. L'ultima conferma sull'analisi scientifica era arrivata nell'aprile scorso contenuta nella relazione dell'anatomopatologa Cristina Cattaneo, la stessa esperta che aveva eseguito l'esame sulla salma della giovane vittima uccisa a Brembate il 20 novembre 2010.

Pino ha detto...

p.s.
L'ultimo articolo è stato riportato da "Il Messaggero"

Pamba ha detto...

Molto gradito il tuo OT, Pino!
Grazie alla tua segnalazione son riuscita a seguire per un po' Segreti e delitti sul caso, ma ora sto crollando.
Alla prossima
Buonanotte

Pamba

Vanna ha detto...

Buongiorno a tutti!

Ho letto le vostre riflessioni dalla tarda serata del 15 a questa notte, le ho trovate interessantissime.
Provo, di getto, a farne un riepilogo per seguire il filo del discorso e vedere se il filo può portare a qualcosa, è un tentativo.

Stefania, (15/6/ ore 21,30 e 21,42)
Pamba,(15/6/ ore 21,39).
Condivido i pieno il vostro dire: dietro la scomparsa c'è qualcosa di particolarmente delicato che investe la donna prevalentemente nel suo ruolo di mamma.

Qualcuno continua ad insistere a presentarla in uno stato di alterazione psichica con "crisi psiconevrotiche e azioni sconnesse", tali ipotesi potrebbero essere state indotte da paura, ansia, derivanti da qualcuno o qualcosa che sapeva cosa?

I tradimenti? E allora Mimosa hai ragione ( 16/06 ore 00,58) quando affermi che le chiacchiere di paese potevano aver valutato il comportamento di E. non adeguato al suo ruolo di mamma.
Però, quante sono le donne che in un piccolo centro hanno le loro storie, sono chiacchierate,hanno concepito figli con altri e questo si sa, fanno la comunione pure...e non spariscono?
Tante Mimosa,tante,( la madre è certa, il padre no, recita il proverbio) forse anche tra le colline astigiane e dintorni.

Eppure le chiacchiere anche pesanti, non portano una donna ad abbandonare ben quattro figli.

Di fronte alla calunnia, la donna può difendersi con le sue ragioni, e forse ne avrebbe, non sparire.

...continuo...

Vanna ha detto...

...continuo...

Guglielmo, riporti: "Cercate le persone non i luoghi" espressa da M.B. per " intraprendere una fruttuosa via", certamente questo percorso è necessario ancor più se c'erano frequentazioni extra coniugali.

Fin dall'inizio il B. ha indicato le persone e non i luoghi e potrebbe averlo fatto perché? Sapeva, indirizzava o distoglieva da sé o dai luoghi?

Per qualsiasi motivo lo abbia fatto, tale indicazione appare ovvia e scontata e credo che gli inquirenti la stiano percorrendo.

Stefania riporta una frase da " Bocca di rosa" di Fabrizio de André che può ben adattarsi alla realtà femminile di un piccolo centro che si vede insidiata da un'altra presenza femminile.

E quindi Anna Masala,( 16/6, ore 14,54) sistema i tempi e gli spostamenti della famiglia poi ipotizza che su fb sia entrata la moglie di uno dei frequentatori di E. e si chiede giustamente, come anche noi abbiamo fatto: "quali ruoli hanno avuto tutte le persone che hanno ruotato intorno a E. compagne e mogli comprese?"

In ultimo Pino, in perfetta cronologia col fatto, riporta l'ultima sull'arresto di un papà, presunto assassino di Yara, figlio genetico di un altro, parente di chi aveva lavorato dai Gambirasio.

A dimostrazione che,il lontano e il vicino,l'oltre e il dentro, seguendo il filo del discorso, ci possono portare a trovare il bandolo.

Gli inquirenti hanno il bandolo, come lo avevano per Yara, lo stanno svolgendo con le loro indagini a tutto campo, si spera,aspettano solo il momento per avvolgere la matassa.

Buona giornata a tutti, vi leggerò questa sera.

Vanna ha detto...

Minnie,post del 16/6, ore 18,51.
Ti chiedi:

"...La personalità di EC qual è??
E' quella di una donna definita VIVACE e che si divide tra molteplici frequentazioni maschili e, pur consapevole di un comportamento riprovevole da parte sua nonostante la sua fervente fede cattolica, non si tira indietro, che è capace di organizzarsi e agire quando suo marito è assente??
Dal momento che è una donna che accetta moralmente e materialmente questo rischio e appare così audace e ferma nel volere ridare un nuovo impulso alla sua vita grigia PERCHÉ, dopo una essere stata "tradita" probabilmente attraverso FB, crolla improvvisamente, va in dietrofront, si dispera e si convince di dover "purgare" la sua anima e di espiare le sue colpe?? Allora non era affatto VIVACE, non le interessavano veramente le sue nuove amicizie maschili, non ha mai pensato per un momento di mettere in discussione la sua famiglia... "

Condivido in toto la tua riflessione intelligente.

Stefania ha detto...

Vanna, hai fatto un'analisi ineccepibile. Intanto, buongiorno!

Elena era sotto scacco. Ne sono convinta. Un pentimento generico, ancor piu' un pentimento da credente, è reale solo quando e se si ritorna ad essere quello che si era prima di essere caduti in errore.

Elena era pentita veramente? E se si, le è stato permesso di ricominciare e tornare ad essere la donna che voleva essere oppure le è stato impedito da qualcosa o da qualcuno?

Oppure chi ha saputo perchè a sua volta protagonista di questo suo peccare, oppure testimone ed infine fors'anche confidente l'ha ostacolata in questo suo percorso?

Stefania

Vanna ha detto...

Ciao Stefania,
E. era sotto scacco come dici ed aggiungo anche sotto pressione.
Un caro saluto.
Vanna

Guglielmo ha detto...

Non che io voglia o possa fare l’anamnesi della vita affettiva di EC a cominciare dall’ex fidanzatino, ma qualcosa si potrà pur dire.
Al suo primo innamoramento adotta un comportamento discreto: non mostra ai compagni di scuola il suo fidanzatino, benchè questi frequenti casa sua. Interrompe la cosa per cercare altre esperienze. Ha, pare, una relazione con un uomo più grande di lei, anche questa senza troppo mostrare. I genitori, per il suo matrimonio inducono verso una separazione dei beni pur sapendo che l’unico coniuge portatore d’introiti sia MB, proveniente da una famiglia che qualcosa avrà. Infatti i B, possessori di 15 ha (150.000 m2) in zona pianeggiante, nell’agro tra i più fertili del Paese, subiscono un esproprio in luogo d’infrastrutture, zone industriali e centri commerciali, in Campania.
Nelle stesse relazioni amicali la C. non pare voglia cercare amiche e discussione, quanto piuttosto flirtare in modo più o meno manifesto ripescando anche tra i compagni dell’elementari (sic!). Qui sorgeranno nuove passioni e vecchi ricordi, vissuti in maniera illusoria e sognante da E. quanto cinica e fugace per gli altri (intervista al cavernicolo).
Tutto lascerebbe pensare che in questo caso l’immaginato fantastico non è riuscito a concretizzarsi, scontrandosi dapprima con la delusione seguita dall’amarezza e forse pure dalle minacce, le quali stando al racconto della notte prima si sono puntualmente verificate (non lasciarmi andare via; dove posso andare? Non mi lasciano stare – sempre al plurale -)
Non mi si convincerà mai che EC sia stata mossa nelle sue azioni da delirio psicotico, sia pure in forma esplosiva, tale per cui abbia compiuto ciò che i “sani di mente” non riescono a comprendere, di qui la difficoltà nel ritrovarla. Rimangono, a mio avviso, solo due soluzioni: l’uxoricidio o l’omicidio ad opera di terzi. Lascio ad altri ed alle eventuali nuove il primo, credo però che debba essere perlustrata anche la seconda via. Questa (anche alla luce del caso Y.G:), non credo sia da ricercarsi lontano o chissà dove, ma nel paesello stesso, tra le persone che in qualche modo la incontravano, la vedevano, che erano presenti in maniera discreta. Bene sarebbe ricontrollare tutti, e questa volta per bene…gli alibi.
OT:
Per altri lidi, in discussioni a cui non ho partecipato, individuavano “anni fa” il link tra la colf dei G. e l’omicida di Y., in barba a tutte le 18.000 PCR!

PINO ha detto...

Non avrei dovuto più intervenire nei commenti, per mia personale decisione, ma mi vedo costretto a disattenderla, ancora una volta.
GULIELMO
ct: "Rimangono, a mio avviso, solo due soluzioni: l’uxoricidio o l’omicidio ad opera di terzi.
Orbene, prima di escludere ancora una volta la prima tua ipotesi, per la religiosità ed il carattere mite di MB, voglio ricordare che l'arresto dell'assassino di Yara Gambirasio, a detta dei giornalisti, ha meravigliato molto i suoi vicini di casa e chi lo conosceva, perchè ritenuto una persona pacifica; un lavoratore serio ed un buon cattolico praticante, che tutte le domeniche ed i giorni di precetto, andava immancabilmente a messa, con tutta la famiglia (non è stato detto nulla circa un eventuale diaconato).
Ciò sarebbe in contrasto con la vox populi, ritenuta la più buona delle garanzie.
Non alludo ad alcun paragone, ma invito a farci un pensierino.
La seconda delle tue ipotesi, Guglielmo, sarebbe altrettanto verosimile, dal punto di vista delle minacce e di eventuali ricatti, ma perchè sopprimere la "peccatrice"?

Pino ha detto...

p.s.
Scusatemi l'errore dell'ausiliario.P

PINO ha detto...

Ora vado a tavola. Non farò raffreddare i miei rigatoni all'amatriciana.
Leggerò le vostre opposizioni nel pomeriggio.:-)
Ciao e buon appetito a tutti

Stefania ha detto...

Pino wrote: La seconda delle tue ipotesi, Guglielmo, sarebbe altrettanto verosimile, dal punto di vista delle minacce e di eventuali ricatti, ma perchè sopprimere la "peccatrice"?

------------------

Magari perchè aveva cominciato a sborccare ed a parlare ed a manifestare il suo disagio e chi aveva qualcosa da nascondere ha tremato?

Stefania

Guglielmo ha detto...

Pino,
io parto, all'inizio, con un fortissimo sospetto su MB ma poi, via via che passa il tempo vedo come sospettabile non più il marito ma altri. Questo non per pittoreschi quadri per cattolici (dipinti come essere alieni con pratiche e doveri ultra ortodossi) o vicini e parenti ma per i tempi, per il pregresso matrimoniale e per il movente.
A me non la raccontano giusta gli altri, quelli del pero!
Pertanto io ho messo MB in un cassetto, dove so di ritrovarlo quando mi pare e guardo gli altri. Il punto che con sta storia di Y., del muratore, del cantiere, i miei vecchi sospetti si sono ancora più accentuati, in maniera illogica, è chiaro.
Pertanto, anche per non scrivere più scemenze come il mio "per bene", sarei dell'idea di leggere solo, per un po'.
Saluti

Anonimo ha detto...

Leggendo le considerazioni degli ultimi giorni, ho notato che bene o male si ritorna sempre a dei soggetti che minacciano o ricattano Elena.
Mi chiedo se sia possibile come dice Vanna che gli inquirenti abbiano già in mano il bandolo della matassa, perché non dovrebbe essere difficile, per chi ha tutte le informazioni complete, arrivare a restringere il campo delle frequentazioni della donna sia virtuali che non, individuare i periodi di crisi ed incrociare tutte le coincidenze.

Ora non so che tipo di procedimento sia necessario per sequestrare ad esempio un cellulare o un’automobile da analizzare, ma è probabile che in questa ipotesi Elena si sia allontanata da casa o dal luogo di un appuntamento su di un mezzo e che abbia in qualche modo comunicato con questa persona (ed immagino più volte per lo stato paranoico descritto dal marito).

Se la donna è ricattata o minacciata rimane sempre il problema dei vestiti su cui ormai inizio ad annoiare. Ammettendo che la donna viene minacciata si ammette anche la buona fede del marito che non avrebbe alcun motivo per mentire e quindi i vestiti lasciati da Elena sarebbe un fatto reale.
E di nuovo, se Elena raggiunge qualcuno ad un appuntamento che senso hanno quei vestiti? Se c’è invece qualcuno che la minaccia da dentro casa o dal cancello perché le ordina di lasciare i vestiti a quel modo?

Sarebbe comunque interessante sapere anche i tempi che poteva calcolare un eventuale soggetto per avvicinarsi ad Elena quella mattina, ammettendo che fosse a conoscenza solo dei tempi necessari a Michele per accompagnare i figli nelle rispettive scuole ignorando i giri al municipio e dal medico.
Ed Elena invece? Di quali giri del marito era a conoscenza quella mattina?
Kiba

Stefania ha detto...

Ciao, Kiba. Interessanti i tuoi quesiti. Di quali giri era a conoscenza Elena non possiamo saperlo. Neppure se il marito le avesse detto "Accompagnati i ragazzi a scuola passo dal medico eppoi in municipio" avremmo certezza lei avesse ben compreso visto lo stato di assoluta agitazione nel quale si trovava.

I vestiti ... che senso avrebbero ... bella domanda, Kiba.

Faccio un paio di ipotesi che ci possono portare a percorrere strade differenti:

1. I vestiti potrebbero essere stati lasciati da Elena per prendere tempo. Ovvero, sapendo di avere i minuti contati per poter avere un eventuale chiarimento con questa piuttosto che con quest'altra persona, potrebbe aver lasciato i vestiti sparpagliati affinchè il marito, una volta rientrato finisse col cercarla in primis tra le mura domestiche;

2. Potrebbe Elena aver lasciato i vestiti su consiglio di un'altra persona (ovvero di chi la doveva incontrare) con le stesse identiche motivazioni che ho sopra elencato. Come potrebbe averla convinta non è facile da immaginare ma eventualmente ci torneremo se l'ipotesi vi sembra plausibile;

3. Il marito sapeva bene con chi Elena avesse un appuntamento e magari l'aveva anche spinta ad affrontare questa persona, magari mosso da ottimi propositi. Una volta sparita la moglie potrebbe aver deciso lui stesso di depistare sparpagliando abiti perchè si sente in colpa nell'aver indotto la moglie ad incontrare qualcuno di cui lui stesso si fidava.

E qui mi fermo. Ben inteso, sono solo tre ipotesi ma potremo ragionandoci trovarne sicuramente altre.

Stefania

ENRICO ha detto...

Partendo dall’assunto che MB abbia detto il vero ed abbia effettivamente trovato i vestiti sparsi nel cortile, la prima immagine che viene in mente è quella di una persona che si spoglia in tutta fretta e contemporaneamente indossa altri indumenti del tutto diversi dai suoi abituali occhiali compresi….

Lo fa nel pieno delle sue facoltà o in stato confusionale ? Lo fa perché alla fine si è convinta che un suo provvisorio allontanamento “ salutare” sià l’unica cosa giusta da fare o perché obbligata con le minacce da qualcuno che invece glielo ha fatto credere ? ( “Mi vogliono portar via, non lasciare che mi portino via. Dove posso mai andare io?”.)

Con questo quadro si darebbe una spiegazione agli indumenti lasciati nel cortile ma ci si scontrerebbe con il movente .

CHI sarebbe il regista occulto autore di questa scenografica “scomparsa” e PERCHE’ l’avrebbe ritenuta necessaria ?

Viceversa se la versione di MB fosse falsa , in questo caso avremmo il movente ma ci scontreremmo con “i tempi” e con i “luoghi” in cui il corpo avrebbe potuto essere occultato ( anche ammettendone un'accuratissima premeditazione)

PINO ha detto...

Una piccola constatazione: se una persona vuole "sparire", volontariamente o meno, approfittando del poco tempo a disposizione, perchè perderne inutilmente parecchio per spogliarsi e rivestirsi, e non andar via (o portarla via) con gli abiti che indossava?
E poi, tutta la scena sarebbe avvenuta fuori, con quel freddo?
Se no, come spiegare gli indumenti lasciati per terra?
Perchè non pensare ad un depistaggio, finalizzato a suggerire proprio una FUGA mai avvenuta, volontaria o forzata?

PINO ha detto...

GUGLIELMO,
anch'io ho posto nel cassetto MB ed allegati.
Ho citato l'episodio del disappunto e dell'incredulità della gente, al momento dell'arresto del presunto assassino di Yara, solo per mettere in rilievo quanto sia facile ingannarsi.
Ho anche concluso, in un precedente post, che gli inquirenti dovranno rimettere, di bel nuovo,sotto un microscopio, tutto quello che una normale lente di ingrandimento non ha rivelato in prima "sessione".
Quindi concordo con "gli uomini e non i luoghi", sempre se MB abbia detto il vero.
Ciao

ENRICO ha detto...

@ PINO

per depistare sarebbe stata sufficiente la denuncia di scomparsa accompagnandola dal fasullo racconto dell'avvenuta crisi notturna e delle paure della moglie per avvalorarne lo stato psichico alterato

Che motivo c'era di aggiungervi la teatrale montatura degli indumenti sparsi qua e là nel cortile ?

Ma se doveva essere un cervellotico disegno per mascherare un crimine orribile e l'occultamento di un cadavere nudo per quale motivo consegnare ai CC anche gli occhiali da vista ?
Quelli avrebbero potuto essere distrutti ( diversamente dagli indumenti) con grande facilità.

Ps : non sapevo ci fosse un cane in giardino : è quindi possible che sia stato lui a trascinare alcuni indumenti nell'angolo contro il muro di cinta ( sempre supponendo che si trovassero lì fuori).

Comunque, caro PINO anche io per il momento abbandono il campo. A meno che qualcuno non tiri fuori qualche interessante ed intrigante nuova riflessione

PINO ha detto...

ENRICO
Le mie deduzioni, quelle che ritengo più verosimili, le ho fatte e messe in un "tiretto", come ho precisato più volte, per esse pronto a vagliare, con la collaborazione di tutti gli amici del blog, proposte alternative confortate, pero, da una certa logica.
Resto, come te, in attesa di novità, suscettibili di interesse.

Mimosa ha detto...

Secondo me, per capire più a fondo la scomparsa di Elena bisognerebbe andare a ritroso, a quel famoso settembre 2013 e capire perché Elena in quel periodo frequentava 3 o 4 uomini contemporaneamente.
Neanche una casalinga frustrata si consolerebbe con 4, ne basterebbe 1.

Come mai tutti concentrati in un periodo di due mesi?


Anche se il primo, veramente, l’amico dell’ex compagno delle elementari, uscito alla ribalta per ultimo, dice di aver interrotto i contatti in fb ad aprile, ma non colloca esplicitamente le date dei loro incontri (che io sospetto siano di qualche mese dopo, da quello che ho capito) … per lo meno lo avrà raccontato agli inquirenti.

Mimosa

Anonimo ha detto...

Buongiorno a tutti
Scusate se sarò lunga ma concludo anche io per il momento e a questo punto tiro fuori anche quei pensieri che prima trattenevo.

STEFANIA
Abbiamo detto che Elena la mattina non aveva più le “crisi”. Non sembrava quindi confusa e agitata a tal punto da non comprendere le parole del marito. Ma poi di nuovo, Elena è confusa o no? Perché anche simulare richiede una certa lucidità,cosi come seguire degli ordini precisi.
Scarterei l’idea che possano essere serviti per perdere tempo (ne perde chi li sistema in quel modo). Se non ci fossero stati i vestiti infatti Michele avrebbe comunque cercato la moglie all’interno della casa e poi fuori, quindi non credo affatto che assumano un significato tale, sia che li abbia posizionati Elena o che l’idea fosse di altri.

Alla fin fine questi vestiti non hanno senso se collegati ad altri estranei. E’ veramente difficile immaginare che terze persone vicine al cancello o anche a distanza dicano ad Elena di sistemare quei vestiti e in quel preciso modo (non sparpagliati ad esempio). Non ha alcun senso logico.Se non ci fossero stati i vestiti infatti nulla sarebbe cambiato per eventuali terze persone. Si cercherebbe comunque una donna con tante preoccupazioni manifestate la sera precedente e con diverse amicizie nascoste ecc.

Alcune considerazioni: i vestiti stanno a significare a mio parere esattamente quello che ha pensato il marito, ossia una donna che ha perso il lume della ragione ed è fuggita nuda. Non ci sono infatti solo un pantalone ed un maglione, ma anche mutandine e reggiseno a far credere (o voler far credere) che la donna sia uscita di testa. Quella è l’idea, idea portata avanti anche dal marito e qui mi collego alle domande di ENRICO.

Parto dal presupposto che i vestiti al contrario lasciano immaginare una persona che si spoglia(se si spoglia) in tutta calma (vestiti impilati uno dentro l’altro in due punti diversi, non quindi uno sparpagliamento generale). Il cane invece da quel che ricordo era legato.

SE (e vorrei scriverlo grande come una casa) il marito è coinvolto, i vestiti, compresi gli occhiali, sono la mossa più astuta che potesse trovare, collegando il fatto ai “deliri” della sera precedente (a quel punto forse anche questi inventati), completando quindi il quadro che poi effettivamente verrà fuori, ossia una donna che presa dai sensi di colpa o perseguitata da qualcuno perde la testa e sparisce. Si cercherà una donna nuda nei primissimi momenti e i vestiti ritrovati dal marito presenteranno naturalmente sue tracce. Si punterà poi il dito su quei soggetti maschili che intrattenevano di nascosto rapporti con Elena.

Se fosse pianificato o meno questo non saprei dirlo, potrebbe aver deciso di occultare il corpo e i vestiti in due posti diversi e in momenti diversi e di non aver avuto il tempo per distruggerli. Noi sappiamo solo che quando arriva la vicina sono già dentro una busta. Quello di volerli mostrare potrebbe essere una mossa pensata successivamente,come potrebbe essere tutto premeditato per avvalorare la tesi della donna con le “voci nella testa”.

Va da sé che SE fosse stato il marito, il corpo di Elena, se ritrovato, sarebbe certamente nudo…

Se viene ritrovato un corpo vestito si può credere che i vestiti lasciati a terra, che Elena indossava quella mattina,fossero solo un depistaggio, se invece il corpo venisse ritrovato completamente nudo, allora forse si potrà pensare ad una donna che è stata spogliata..

Vedremo dall’esito delle analisi dove forse si potrà perlomeno escludere tracce di terze persone, e sono curiosa di sapere se le calze presenteranno o meno tracce di terra visto che secondo la disposizione dei vestiti Elena abbandona prima le ciabatte, poi cammina verso il cancello ed abbandona il resto.
Se i vestiti non presentano tracce di terra, e se il corpo di Elena dovesse essere ritrovato nudo….
Kiba

Anonimo ha detto...

Ci tengo a precisare che non valuto solo un coinvolgimento del marito, semplicemente non scarterei l’idea per diverse ragioni . C’è comunque la questione dei tempi e sono d’accordo con molti di voi ma persisto con i miei dubbi. Credo però che l’unica altra pista sia quella di una Elena realmente agitata,ma che si fosse sentita accerchiata o fosse invece stata complice ci sarebbero comunque dei soggetti da individuare. Non è ammissibile pensare che esistano persone che hanno portato una donna a suicidarsi, o che l’abbiano minacciata a tal punto da farle sentire voci nella testa e credere di essere una cattiva madre,senza che queste non abbiano comunicato con lei e insistentemente nei giorni precedenti. In sostanza credo che se esistono sono stati già individuati dalle forze dell’ordine che a questo punto starebbero solo procedendo con cautela.
A presto
Kiba

PINO ha detto...

@ KIBA

E' superfluo dirti che condivido pienamente i tuoi dubbi

Stefania ha detto...

Hai ragione Kiba, un coinvolgimento del marito nella scomparsa di Elena, allo stato attuale non è da escludersi. Non abbiamo gli elementi per poterlo fare.

Anche per le considerazioni da te sopra espresse.

Rimane pero' da chiedersi quale tipo di coinvolgimento potrebbe avere Michele.

Mi spiego meglio: gli inquirenti hanno detto all'uomo che i vestiti sparpagliati in giardino sembrano voler essere un messaggio di disprezzo nei suoi confronti.

Possono averlo detto perchè convinti oppure per motivi differenti, ma quando Michele ha detto questo davanti alle telecamere non è stato smentito.

Ora, se Elena fosse stata davvero disperata e qualcuno le avesse chiesto di cambiarsi e di lasciare i vestiti appena tolti in giardino (si spiegherebbe in questo modo il collant pulito), per raggiungerlo perchè l'avrebbe portata dove poteva sentirsi protetta, lei puo' aver ubbidito perchè convinta di non poter o di non voler mai piu' tornare nelle mura domestiche ma di finire i suoi giorni in un eremo o chissà dove.

La persona in questione potrebbe aver proposto questo ad Elena e da lei essere stata creduta ma avere ben altre intenzioni. Ad esempio, aver già deciso di volerla sopprimere, perchè stava "parlando troppo" al marito e non solo a lui e le voci in paese oramai giravano ...

In questo caso, per Elena gettare i vestiti avrebbe avuto un significato (guarda marito mio ... me ne vado, mi spoglio del mio essere tua moglie, ti lascio gli abiti, la fede nuziale, i documenti ... dove vado non mi serviranno di certo ..)mentre per chi l'ha aiutata a scomparire potrebbe aver avuto un doppio vantaggio ..... un'Elena che lo/la raggiunge vestita come nessuno l'aveva mai vista e magari con occhiali differenti, giusto per evitare possibili facili riconoscimenti, ed un avvertimento vero e proprio nei confronti del marito .... (Hai dei dubbi su di me? Ti conviene tacere ...).

Stefania

Vanna ha detto...

Kiba buongiorno, la penso esattamente come te, ho già espresso le mie ipotesi.

Per quanto riguarda i vestiti impilati, sono stati una "genialata", chiedo scusa per il neologismo,che ha fatto scorrere fiumi di inchiostro e di parole.

Torno a dire che sono stati utilizzati al pari del pigiama rosa di Roberta, delle infradito di Sarah, degli occhiali di Melania,con lo scopo di mantenere i riflettori accesi.

Se effettivamente li ha posati lei per libera scelta, allora, come gli inquirenti hanno detto,quei panni erano rivolti a lui.

Non vorrei disturbare la sensibilità di nessuno, ma la cronaca dei fatti forse dovrebbe essere aggiornata, ho letto in altro blog che nel mese di gennaio dalla sede dei V.d.F. di Costigliole sembra sia sparito un particolare tipo di sacco.

PINO ha detto...

@ VANNA

Potresti gentilmente segnalarmi qual'è il blog dove hai letto la notizia relativa al tipo particolare di"sacco", sparito dalla caserma dei V.d.F.?
Grazie, Pino

Vanna ha detto...

Ciao Pino,
l'ho letto sul Forum Mostro di Firenze "Delitti e misteri" di alcuni giorni fa.

PINO ha detto...

@ VANNA, buongiorno.

Ho guardato, ieri sera su "delitti e misteri", ma non ho trovato la notizia sui "sacchi", forse a causa della grande quantità delle argomentazioni, e del poco tempo che ho dedicato alla ricerca.
Resta, comunque, l'inquietudine che, SE la notizia fosse vera, non basterebbe che la cronaca dei fatti fosse "aggiornata, ma che il corso stesso delle indagini fosse orientato in altra direzione.
Potrebbe essere una "bufala?
Allora come non detto.
Ma sono più che certo che gli inquirenti, con la stessa tenace, professionale pazienza con cui hanno risolto il caso Gambirasio, porteranno a positiva conclusione anche quello relativo alla sparizione di EC.

Vanna ha detto...

Pino carissimo buongiorno.

Non leggo quel forum tutti i giorni, ma ne ho fatto una scorpacciata la scorsa settimana andando a ritroso, credo che sia ( forse) negli ultimi 20-25, però l'ho letto.
Oltre "volando", blog nel quale scrivo, leggo solo il sito in oggetto e "Nibiru", in quest'ultimo quella notizia non è presente.

Un abbraccio.
Vanna

Vanna ha detto...

Pino, poiché la notizia è delicata, ho avuto la premura di ritrovarla, ecco dove: Delitti e misteri forum, post di Hard Rain n°392, sabato 14 giugno ore 2,23.
Si riporta anche un link, ma per aprirlo, bisogna registrarsi, io non sono registrata.
Un caro saluto.
Vanna

Guglielmo ha detto...

Buondì,
a proposito della notizia di Sparco, non di Hard Rain, non vi è alcun link, io sono registrato.
Nessuno di noi l'ha commentata.

PINO ha detto...

@ VANNA
Riporto interamente lo scritto di HARD RAIN:

"Se è premeditato l’omicidio di Elena, come avevo ipotizzato anch’io, c’è tutto il tempo per metterlo in atto.
Un mese fa ero venuto a conoscenza di un fatto, tutto da verificare, abbastanza inquietante. Nella caserma dei VVF di MB mancherebbe una sacca per il recupero salme."

Ovviamente, come dice lo stesso autore: "tutto da verificare", altrimenti ci troveremmo di fronte ad un delitto allucinante.
Cari saluti, Pino

ENRICO ha detto...

@ PINO

...altrimenti ci troveremmo di fronte ad un delitto allucinante.

anche perchè l'autore, così freddo e meticoloso nella progettazione del crimine (compreso l'eventuale geniale depistaggio!) sarebbe stato poi così cretino da appropriarsi, qualche giorno prima, di un sacco per il recupero salme proprio dalla caserma in cui prestava servizio ?!

PINO ha detto...

@ ENRICO,
io questa notizia l'ho presa con una pinza e l'ho messa in un raccoglitore: Non si sa mai; tante volte il più astuto dei delinquesti può commettere il più banale degli errorri. Poi, non dimentichiamo che...quando il diavolo ci mette la coda...(!?)
Ciao

Stefania ha detto...

Pino, dobbiamo chiudere questa notizia del sacco sparito in un cassetto e metterci un lucchetto, magari tenendoci la chiave. Di porcate mediatiche in questi giorni ne sto leggendo davvero troppe.

Stefania

PINO ha detto...

STEFANIA cara, è quello che ho fatto, e là dov'è non costituisce un ingombro.
Da notare che il caso Gambirasio ha distolto un poco la nostra attenzione, dalle due sparizioni: EC, e RR.
Ma stasera sentiremo se, nel frattempo, si siano maturate delle novità.
Affettuosità, Pino

Stefania ha detto...

Sono convinta si sia giunti ad una situazione di stallo, Pino.

Se si fanno ipotesi si viene accusati di volare troppo di fantasia, se ci si ferma su quei pochi dati certi non si va da nessunissima parte.

E' un dato di fatto, putroppo.

Buon week end!

Stefania

Mimosa ha detto...

Situazione di stallo finché non riprendono le trasmissioni autunnali … anche gli inquirenti vanno col passo dei media.

Ci rivediamo a settembre su questi schermi!
Buona estate a tutti

Mimosa

Vanna ha detto...

Un'ultima notizia che ho letto sempre nel blog Delitti e Misteri si riporta la seguente notizia poco considerata:
nello spazio temporale in cui è sparita Elena,passa un pulman di linea davanti il suo cancello.
Anche io come Mimosa, auguro una serena estate a tutti.

Vanna

Anonimo ha detto...

PASSIONE TECNO
24-06

Adesso per Michele ci si mettono anche i suoi stessi parenti che pensano se proprio Michele abbia avuto un ruolo su questa vicenda. Mio cugino Michele Buoninconti è un uomo del sud. E lei sa bene cosa intendo: da noi ce una certa concezione dell’onore. La rovina tra lui ed Elena è stato Facebook, quella cosa lì di internet. Michele si è accorto che la moglie lo tradiva e non ha più capito niente. In questi casi un uomo può impazzire e arrivare a fare qualunque cosa. Ci sono troppo elementi che mi fanno pensare che lui c’entri con la sparizione della moglie». Queste drammatiche, sconcertanti parole sono state pronunciate a Giallo da Giuseppe Buoninconti, 60 anni, di Angri, il cugino di Michele Buoninconti. Noi di Giallo le abbiamo raccolte quali semplici cronisti e come tali le riportiamo, ma è ovvio che se davvero contengono qualche spunto investigativo saranno solo le autorità competenti a dirlo. Michele è il marito di Elena Ceste, la mamma di quattro figli scomparsa lo scorso 24 gennaio da Costigliele d’Asti, di cui vi raccontiamo ormai da mesi. Le parole che avete appena letto sono terribili e lanciano una sconvolgente accusa nei confronti di Michele Buoninconti. Un’accusa resa ancora più grave dal fatto che a pronunciarla è un parente stretto del marito di Eiena: suo cugino, appunto. Mentre, dunque, la famiglia di Elena continua a stringersi attorno a Michele e a difenderlo strenuamente, è proprio il sangue del suo sangue a sollevare questi sconcertanti dubbi. Dunque, Giuseppe Buoninconti sospetta che nella scomparsa di Eiena Ceste sia coinvolto proprio suo cugino Michele. E lo ha detto in questi giorni, dalla sua casa di Angri, in provincia di Salerno, il paese di origine di Michele e della sua numerosa famiglia. Quando lo incontriamo, Giuseppe è sul trattore di ritorno da una dura giornata di lavoro nei campi. Racconta a Giallo il cugino di Michele Buoninconti: «Mi sono convinto che mio cugino centri in questa vicenda l’altra sera, a mentre seguivo in un programma televisivo la ricostruzione della scomparsa di Elena Ceste. Ero seduto al tavolo della cucina quando i giornalisti hanno parlato dei vestiti e degli occhiali lasciati da Eiena accanto al cancello di casa la mattina della sua scomparsa. Proprio in quel momento mi sono rivolto a mia moglie e le ho detto: “Non ho dubbi, non ho dubbi…”». Giuseppe Buoninconti ci guarda negli occhi e insiste: «Non ho dubbi, non ho dubbi». Ma quali sono i dubbi ai quali fa riferimento Giuseppe Buoninconti? Di che cosa sta parlando? Non siamo abituati a dare colpe senza avere le prove e quindi ci dobbiamo fermare qui.
SEGUE

Anonimo ha detto...

SEGUITO
Abbiamo anche sentito un altro parente di Michele Buoninconti: Mario Buoninconti, 46 anni, è un altro cugino di Michele e ha una macelleria in paese, ad Angri. E una persona estremamente gentile e accetta subito di parlare con noi. Dice a Giallo Mario Buoninconti: «Io difendo a mio cugino. E una persona buona. Certo, però…». Però cosa, signor Buoninconti? «Però… Ecco, proprio perché gli voglio bene, mi permetto di fargli qualche osservazione. Io, se mi fossi trovato nella sua situazione, avrei evitato di fare la comunione al figlio. Non credo ci siano motivi per festeggiare qualcosa, se a casa non c’è più tua moglie e non sai che fine ha fatto. Ma c’è un’altra cosa che mi ha lasciato perplesso: ho letto sui giornali e ho sentito in tv che Michele ha telefonato a una giornalista e si è spacciato per Armando Diaz. Che bisogno c’era? Cos’ha ottenuto? Quella cosa non l’ho proprio capita. E poi…». E poi cosa, signor Buoninconti? «E poi, io senza mia moglie e con 4 figli impazzirei. Per questo dico che mio cugino potrebbe nascondere qualcosa». Ma che cosa nasconde Michele? Mario Buoninconti ci guarda dritto negli occhi e dice: « Io gli voglio dire solo questo a lui: Michele, trova il coraggio e dì tutto quello che sai». Ma lei pensa che Michele abbia paura di qualcosa? «Sì: io credo che abbia paura perché teme che gli possano togliere i figli che sta accudendo così amorevolmente». Anche queste parole pesano come macigni su Michele. Avremmo voluto che lo stesso Michele replicasse ai suoi parenti, ma l’uomo da tempo si rifiuta di parlare con i giornalisti.

Stefania ha detto...

Ora ci mettiamo a leggere Novella 2000? A prescindere sono opinioni e con le opinioni non si puo' condannare nessuno, trovo che Giallo sia un "giornale" che non merita neppure di essere sfogliato.

L'anonimo che ci illumina postando questo "mirabile articolo" riporta .... «Mi sono convinto che mio cugino centri in questa vicenda l’altra sera" ....

Centri? Stendiamo un pietosissimo velo .... è meglio.

Stefania

Anonimo ha detto...

Lo avevo letto anche io da qualche parte su internet. Quello che invece mi incuriosisce è lo strano silenzio attorno alla vicenda.CLV ad esempio non ne parla più, neanche attraverso i soliti appelli per ricordare gli scomparsi (che vengono ricordati anche in assenza di novità sul caso). Forse hanno finalmente individuato qualcuno ed è stato suggerito il silenzio o comunque la cautela ai mezzi di informazione? Per adesso ho questa impressione, e mi auguro che sia cosi e che si arrivi presto a qualche novità per Elena.
Kiba

Stefania ha detto...

Kiba, anch'io avverto questo velo calato sulla vicenda e spero sia dovuto alla dovuta cautela da riservare ad un'eventuale svolta, per evitare di bruciarla come sta accadendo per il caso di Yara Gambirasio.

Stefania

PINO ha detto...

Ho la stessa vostra sensazione. Forse quanto riportato circa i dubbi dei parenti di MB, (nelle pagine da "Giallo", del quale non ne apprezzo i valori informativi), avrebbero inciso sulla direzione delle indagini?
Certo è che diffondere certe notizie, se non vere, sarebbero passibili di querela.
Se sono state riportate, però, senza l'uso dei condizionali di prammatica, facendo anche i nomi degli autori delle dichiarazioni, sia pure da una rivista che non goda la nostra simpatia, qualcosa ci deve essere alla base.
Prima di farci coinvolgere, sarei del parere di attendere ulteriori notizie. Pino

Vito Vignera da Catania ha detto...

Cari amici se ho smesso di commentare è perché dal fronte delle indagini non si scopre nulla,gli "amici" hanno tutti un alibi di ferro,i parenti non c'entrano nulla e neanche sanno spiegarsi il motivo di questa sparizione,quindi siamo sempre al punto di partenza.Mi viene da pensare che sia calato il sipario su questa sparizione,oppure gli inquirenti senza far sapere nulla stanno controllando i computer e i vari spostamenti di persone in quelle ore con relativi agganci di celle telefoniche,perché se qualcuno l'ha aiutata a scomparire deve aver lasciato qualche traccia,tutto sta nel saperla individuare. Buon pranzo a tutti cari amici.

Minnie ha detto...

Concordo anch'io con tutti voi, le ultime notizie ci avevano lasciati in attesa delle nuove ricerche sul Tanaro e presso la diga, dove poteva presumibilmente trovare il corpo di EC, ma si doveva aspettare che il giume abbassasse il livello ...
Certo che il calare del silenzio da parte dei media fa calare anche un po' l'attenzione dell'opinione pubblica e di conseguenza la "pressione" su chi sta indagando ...
Sarà meglio o peggio?

Minnie ha detto...

*scusate gli errori di battitura :(

PINO ha detto...

Se vi fossero delle novità, come io propendo a credere, farebbero bene, gli inquirenti, a non propagarle tempestivamente evitando, così, che diventino elementi di conversazioni salottiere televisive.
Forse, nei primi giorni della prossima settimana si saprà qualcosa.

magica ha detto...

stasera a "delitti e castighi "
ci saranno novita' sul caso .
sapremo gli sviluppi .
stanno brancolando nel buio .

Unknown ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

A chi attribuire la lettera giunta a "chi l'ha visto?

Mimosa ha detto...


A qualche altra "veggente"?

Mimosa ha detto...

Intanto si è saputo dalla viva voce della sorella di Elena che il cugino di Milano in ottobre era fisicamente presente a casa loro in occasione della vendemmia ed è stato richiesto, per problemi che Elena aveva riscontrato nei collegamenti alla sua pagina FB, di dotare il pc di un antivirus più potente. Ecco spiegato.
Ed ecco come i media hanno favorito le montature sul “intrusione” nel pc di Elena su sollecito di Michele!
Disgustoso.
Ha fatto bene il nostro vecchio amico Manlio a mandare al macero il televisore! Ce lo manderei anch’io.
In alternativa farei un bel falò di tanti opinionisti e giornalisti del cavolo, dopo averli torturati uno ad uno mostrandogli la sequela delle fandonie che ci hanno propinato.

Mimosa

ENRICO ha detto...

Questo è l’unico caso ( almeno a mia memoria) in cui i media, non solo non hanno “sbattuto il mostro in prima pagina” come è loro abitudine, ma sembra stiano anche rispettando rigorosamente una “consegna al silenzio” alquanto inedita

Non vi sembra strano ?

Vito Vignera da Catania ha detto...

Caro Enrico, se non hanno sbattuto il mostro in prima pagina è perché il buon MB ha un alibi quasi di ferro,la testimonianza della vicina che vede Elena alle 8.15,e poi le telecamere che riprendono Mb alle 8.40 in paese sia per il medico che per il Comune per chiedere informazioni.Per il resto hai ragione,gli inquirenti non fanno sapere nulla,speriamo che questo silenzio non sia "tombale",i mesi passano e di questa povera mamma non si hanno più notizie.Sembra uno di quei "cold case" di difficile soluzione,eppure qualcosa deve essere accaduto in quella mezzora tra le 8.15 e le 8.45,nessuno scompare senza un buon valido motivo e sopratutto senza alcun "aiuto",perché qualcuno deve essere passato per prenderla e portarla via,non uno qualunque ma un conoscente,uno di cui si fidava,per portarla dove sinceramente non lo so.Se non l'hanno uccisa deve essere tenuta ben nascosta da qualche parte.Buona notte.

PINO ha detto...

Ammesso e non concesso che da quella casa sia mai uscita.
Con le proprie gambe e da viva,intendo.
E sarebbe proprio il silenzio al quale hai fatto riferimento, caro Enrico, a far supporre che sotto uno spesso strato di opportuna cenere, ci fosse della brace ardente, che gli inquirenti stiano rivoltando attentamente.
,

Anonimo ha detto...

INTERESSANTE

http://ricostruzionedelitti-indiziari.blogspot.it/2014/05/caso-elena-ceste-post-principale-grisdi.html

ENRICO ha detto...

@ Anonimo !

se trovi "interessante" il sito di questo blogger, siamo a posto !?

Spero che la tua sia solo una divertente provocazione...

Ps: il sito di questa specie di sedicente novello Scherlokko l'avevo già individuato mesi fa e me l'ero data a gambe levate

Anonimo ha detto...

NOVITA'

Nuova lettera anonima è stata inviata alla stampa ed alle amiche di E. Ceste, dettagliando i motivi della sua scomparsa.
( Estate in diretta di oggi)

Mimosa ha detto...

È alquanto strano che i media non spettegolino più sul caso, dura la lunga pausa estiva, eh? Anche gli inquirenti vanno in ferie! Eppure gli investigatori si sono ancora dati da fare con l’ispezione di diversi pozzi.

Meno male che hanno inventato l’Estate in diretta, cosicché si è saputo che alla fiaccolata pro Elena Michele non c’era e nemmeno i quattro figli, e quando il corteo è passato davanti casa sua per raggiungere la chiesetta di Santa Margherita, tutto era spento e le serrande abbassate. Uhhh, orrore, obbrobrio, ignominia, e giù con infami illazioni.
Non sono bastate le spiegazioni della mamma di Elena, la quale non ha detto che Michele “non se la sentiva”, ha detto “non se la sentiva di esporsi e di esporre i figli”, alle telecamere e ai giornalisti iene, sottointeso! Come ha fatto capire il cognato Danilo, il quale ha inoltre raccontato che Elena è una indipendente fin da ragazza, capace di decidere di intraprendere viaggi anche da sola.

Bocca di rana appositamente, e a cadenza programmata, invitata al talk show pomeridiano può dire la sua anche su questo marito, facendo i suoi soliti motti, le risatine, gli strabuzzamenti oculari. È felice così, evidentemente, lasciamola cuocere nel suo brodino. Per fortuna l’inviata da Asti ogni volta raddrizza le redini, ma alla biondona non fa né caldo né freddo la realtà, ha le sue fantasie in cui crogiolarsi.

Alla sfilata ed alla Santa Messa finale è mancato anche don Roberto. Altre subdole interpretazioni: ma lui era più che giustificato, dopo che alcuni tromboni avevano divulgato sms anonimi che lo chiamavano in causa. Strano che il Vescovo di Asti non lo abbia già collocato altrove, per tenerlo il più lontano possibile dai “babezi” di paese.

Intanto sono stati mostrati spezzoni di filmati (messi a disposizione della sorella) in cui si vede Elena in diverse circostanze di vita famigliare, in particolare degli ultimi due anni. Si vede una donna sorridente, ma con gli occhi inespressivi, quasi tristi. Peraltro, tutte le immagini che ritraggono Michele mostrano un padre e marito raggiante e protettivo.

(continuo)

Mimosa ha detto...

Sono sette mesi che Elena Ceste è scomparsa.

Se fosse andata via volontariamente, satura della vita che conduceva, almeno una chiamata (anche muta) ai genitori o alla sorella l’avrebbe fatta.

Se fosse andata via indotta da qualcuno di cui si è invaghita, ne ha avuto di tempo per ravvedersi e piantar tutto, con la sua tempra. È stata descritta da tutti i parenti e amici di infanzia e delle superiori come una che sapeva farsi i fatti propri senza condizionamenti. Ce ne siamo resi conto dalle confidenze degli ex amoretti degli anni scolastici.
E anche dai due-tre-quattro-cinque forse addirittura sette uomini con cui pare abbia intrattenuto strette relazioni negli ultimi due anni, grazie a fb e alle chat.
Tutti uomini che si sono illusi per lei … vi rendete conto che li ha presi tutti in giro?
Anche l’ultimo arrivato che manda lettere a destra e a manca poi si trincera dietro al fatto che è sposato. Costui racconta che Elena voleva separarsi. Per stare con lui? Non pare proprio, lui è a casa con la sua compagna e con i figli.

Tutte queste vicende, alcune “materiali”, con almeno 3 personaggi, altre “virtuali”, attraverso Internet, e siamo al settimo, mi fanno pensare che ad un certo momento, a forza di scherzare col fuoco, Elena si sia davvero scottata e qualcuno che aveva capito il suo giochino-passatempo da casalinga in fase di ribellione se ne è approfittato e alla fine vendicato.
L’ha incastrata e l’ha indotta alla fuga, in pochi mesi pilotandola dopo tali pressioni psicologiche da renderla sbandata e priva di senno.
A questo punto, quale altra soluzione se non il raggiungimento del culmine di una vendetta programmata?
Se il tutto è stato preordinato così bene nei particolari dell’allontanamento da casa, come non pensare una premeditazione pure nell’occultamento del corpo?

Forse mai verrà ritrovata Elena Ceste.

Mimosa

PINO ha detto...

MIMOSA carissima,
siccome hai voluto scrivere su uno spazio precocemente fatto morire, sono qua io, amico di sempre, a fare "quattro chiacchiere" con te.
Buoni i tuoi virtuosismi letterari, al fine di trasformare il filo conduttore dell'intera faccenda, e lo scenario in cui si svolge, nella più semplice prospettiva possibile, ed il cui sfondo resta quasi invariato.
In quanto hai scritto, si rivela, come in uno specchio, l'immagine di chi non sia capace di concepire
pensieri che implichino un tantino di malignità, quanto basti per scoprire il male ed il luogo dove si annida.
Io, carissima amica, pur avendo dedicato un vita alla ricerca del bello, del buono e del sublime (perdonami la presunzione), non sono riuscito a scacciare, dal mio ego primordiale, un microscopico nucleo di...miscredenza. (uso questo termine, per non adottarne altro più appropriato: "cattiveria", il cui solo suono mi ripugna, ma che a te confesso candidamente.).
Ebbene, quel piccolo, tristo sentimento, ha indirizzato, fin dall'inizio, la mia attenzione su Michele Buoninconti: all'apparenza un "tondo", ma pieno di risorse mentali e pratiche.
Sarebbe lui, secondo le mie modeste, ipotetiche convinzioni, l'artefice del dramma. Pensa un poco più profondamente alle varie fasi della vicenda. Sono certo che qualcosa troverai.
Un abbraccio, Pino

Mimosa ha detto...

Carissimo Pino Amico di sempre

sono contenta di avere avuto un lettore alle mie riflessioni notturne.
Ebbene sì, non ho malizie né cattiverie, non le ho mai avute e sono stata spesso calpestata perché non mi accorgevo in tempo della malignità degli altri. Tuttavia credo di non essere una credulona, ma nemmeno parto con una diffidenza per principio.
“Male non fare, paura non avere” è una balla, scusa il termine, da tempo ho capito che è proprio perché non nuoci a nessuno sei oggetto di feroci invidie.

Però nei casi di cronaca nera di cui ci occupiamo, a furia di guardare in faccia questi personaggi e di osservarli più volte nei loro atteggiamenti e parole e sguardi quante ce li offrono i programmi televisivi, mi pare di conoscerli e mi faccio un’idea sul loro carattere.
Perché è questo, in fondo, che mi interessa della gente: capire perché si comportano in un certo modo e quali lati della loro vera indole mimetizzano. A casa mi dicono che sono troppo analitica e faccio processi alle intenzioni. Eppure vengo sempre ad avere ragione.

Certo i finti tonti creativi, o sono bugiardi e me ne accorgo quasi subito, o sono commedianti diabolici e possono ridere di me fino alla loro morte. Però, nella mia condizione si trovano anche tutti i parenti di Elena. Tutti abbindolati dal trasformista?

Io ho sempre accettato i tuoi consigli e ascoltato le tue “percezioni”, anche quando erano all’opposto delle mie, e qualche volta alla fine non avevamo ragione nessuno dei due. Sono consapevole dei tuoi sospetti e – dopo aver letto il tuo scritto – ho provato a pensare “un poco più profondamente alle varie fasi della vicenda” e a visualizzare M.B. nell’ottica peggiore. Non ce la faccio proprio!

Ammetto che alcuni suoi comportamenti possono essere sembrati “incongrui” e presi per falsità, ma io li attribuisco alla confusione dello stato di agitazione.
Tempo fa, proprio per scoprire le possibilità, ho steso un analitico prospetto con tutta la tempistica: non ci sono buchi. Tu non avevi accettato il ragionamento, non ero riuscita a convincerti, e nemmeno altri commentatori che sostenevano il medesimo mio concetto. A me sembra che la logica debba avere il sopravvento sulle sensazioni soggettive epidermiche.

I figli hanno dichiarato che, quando facevano colazione, la mamma era normale come sempre e che, quando loro sono usciti per andare a scuola, era vestita con gli stessi abiti trovati abbandonati. Come faccio a inserire un uxoricidio + spogliazione + nascondimento in un 10 minuti di tempo?
E l’occultamento-soppressione quando è avvenuto? Nei venti minuti di tragitto, se venti minuti occorrevano per percorrere le distanze?

Mi devi perdonare, carissimo Pino, io non ce lo vedo, non trovo elementi, con tutta la migliore volontà e tutta la malignità che riesco a metterci.
Forse è poca. Forse, se trovo un’incongruenza in più posso cambiare idea.

Buona giornata, con affetto,
anche per la pazienza e stima che mi dimostri sempre
Mimosa

PINO ha detto...

MIMOSA, ecco vedi? è la tua indole che ti porta a guardare le cose dal loro lato migliore.
Non ti sei soffermata abbastanza, per esempio, sul modo di "agire" di MB, sospettosamente contrario all'atavica sua formazione culturale, che nulla può cancellare nè modificare, come la stessa informazione didattica di ogni grado, compreso quella universitaria.
Il "conio" della personalità è tutt'uno con l'ambiente in cui si è nati. Se ne assimilano il pensiero, gli usi, i costumi e l'idioma, oltre al grande, peculiare concetto di famiglia, alla sua onorabilità ed alla fedeltà coniugale (indiscutibile e tassativa quest'ultima, per la donna)
Ora, considerato quanto sopra, come si spiegherebbe che un uomo del sud, pregno di quella cultura, vada gridando ai quattro venti: "mia moglie è una santa", dopo aver scoperto che la sua santa era una fedifraga, se non per allontanare da se i sospetti di essere un uxsoricida?

Perchè esortare pubblicamente e piagnucolando i suoi rivali a "lasciare la moglie, perchè donna sposata e madre di 4 figli" invece di affrontarli da uomo ad uomo, come d'uso?
Il motivo: sempre lo stesso accennato sopra.

Infine, perchè ha continuato a puntare insistentemente il dito sugli "amici della moglie, se non per fuorviare la direzione delle indagini?

Su tali atteggiamenti, (mi sono soffermato solo su questi aneddoti, per non essere più lungo) cara amica, io, fiero figlio dello stesso sud, ho dedotto la mia ipotesi.

Ti abbraccio, Pino

Mimosa ha detto...

Ah, vero, visti con questi occhi gli episodi che descrivi stonano alquanto.
Però è da spiegare "quando" (con i dettagli orari) e "dove" l'ha fatta sparire, ed è qui che la mia razionalità cozza.

Comunque attendiamo ancora un po'. Alla ripresa dei programmi in autunno, si sveglieranno anche gli inquirenti e troveranno qualcosa per alimentare l'attenzione sul caso.

Un nuovo abbraccio
Mimosa

Guglielmo ha detto...

"Mi devi perdonare, carissimo Pino, io non ce lo vedo, non trovo elementi, con tutta la migliore volontà e tutta la malignità che riesco a metterci.
Forse è poca. Forse, se trovo un’incongruenza in più posso cambiare idea."
:-) la penso anch'io così.


"Perchè esortare pubblicamente e piagnucolando i suoi rivali a "lasciare la moglie, perchè donna sposata e madre di 4 figli" invece di affrontarli da uomo ad uomo, come d'uso?
Il motivo: sempre lo stesso accennato sopra."

Aveva ancora la forza e la lucidità per farlo? Ammesso che fosse cosciente della, perdonatemi, pazzia (per gli altri maschi intendo)della moglie?

Un saluto a tutto il forum e...buona estate.

Mimosa ha detto...

Nelle ultime puntate estive del pomeriggio su Rai1 dedicate ai casi del momento, il direttore de Il Giallo ha tirato fuori l’informazione che il telefono di Elena era in uso anche a Michele e che quest’ultimo lo ha adoperato proprio mentre arrivava un sms abbastanza compromettente da parte di un uomo, il Mister Golf.
La coincidenza degli orari salta fuori dai tabulati.
E per affermare che era Michele a usare il telefono, sembra sia stato “rivelato” che il ricevente della telefonata era un conoscente di Michele.

E descritto anche qui: http://www.passionetecno.com/2014/07/31/elena-ceste-gli-inquirenti-sono-arrivati-a-unaltra-verita-8704

La teoria di base del giornale è quella di PINO: il marito non poteva non sapere dei tradimenti.

Però, riflettendoci ancora, ci sono dei “però” di logica:

- quale donna lascerebbe il proprio telefonino in bella vista e a portata di mano del marito, avendo da nascondere relazioni clandestine? O lo tiene in tasca, silenziato, o chiuso nella borsetta. Oppure è scema del tutto! E vorrei vedere che un marito osi mettere mano nella borsa della moglie! La legge lo vieta, come anche nei confronti dei figli: nemmeno il diario segreto della prole (ancorché minorenne) un genitore può permettersi di leggere, violazione della riservatezza, come aprire la posta altrui. Un marito di “atavica formazione culturale” lo farebbe? Il mio, sangue siciliano e calabrese nelle vene, non si sognerebbe neanche alla lontana … vabbeh che è nato qui e ha sposato una teutonica … Michele è stato così vigliacco come marito?

- ammesso che Michele, nella disinvolta disponibilità d’uso del cellulare di Elena, avesse letto anche i precedenti messaggi, evidentemente Elena li riteneva poco importanti e non compromettenti se li ha conservati, e altrettanto Michele, altrimenti sarebbe intervenuto prima (con il temperamento genetico descritto da Pino)

- se Michele non è intervenuto a tempo debito, che temperamento di uomo del Sud ha dimostrato d’essere onde salvare l’onorabilità? Scarso! Perché non ha affrontato prima la situazione? Perché, anche dopo, non ha affrontato i suoi “rivali” di petto, limitandosi a mandare messaggini del tenore “voglio parlarti”? Ce l’eravamo già chiesti, dunque?

Da vendicativo ha macinato dentro di sé la punizione esemplare ed ha aspettato un giorno qualunque, ad esempio la mattina del 24 gennaio 2014, per “farsi giustizia”, programmando con diabolica accuratezza il tutto: dalla andata fuori di senno della moglie alle ferie prenotate, dalla sceneggiata con i figli da portare a scuola alla sceneggiata con i vicini di casa e persino a quella con i carabinieri nella denuncia e poi, studiando il copione, con la stampa?

E intanto i cadavere dove stava? Che me lo spieghi Biavardi con i suoi informatori.
Anche Pino se vuole, aspetto elementi dettagliati per convincermi.

E potrei anche cimentarmi a fare uno schemino con elementi di colpevolezza per vedere cosa quadra … se può essere utile a movimentare la discussione.

Intanto Buon Agosto!
Ci rileggeremo a settembre con la riapertura dei programmi salvo qualche novità dell'ultima ora.

Mimosa

PINO ha detto...

MIMOSA carissima,
ero il solo ad aver proposto la eventuale responsabilità del marito, nella "sparizione di Elena Ceste, all'inizio: ora non lo sarei più.
Il mio isolamento ebbe termine già molte settimane fa, quando alcuni dei famigliari stessi di MB, dichiararono quanto già riportai in un post del 25,06, come "anonimo", e ripeto ora:

PASSIONE TECNO
24-06

"Adesso per Michele ci si mettono anche i suoi stessi parenti che pensano se proprio Michele abbia avuto un ruolo su questa vicenda". Mio cugino Michele Buoninconti è un uomo del sud. E lei sa bene cosa intendo: da noi ce una certa concezione dell’onore. La rovina tra lui ed Elena è stato Facebook, quella cosa lì di internet. Michele si è accorto che la moglie lo tradiva e non ha più capito niente. In questi casi un uomo può impazzire e arrivare a fare qualunque cosa. Ci sono troppo elementi che mi fanno pensare che lui c’entri con la sparizione della moglie».
Queste drammatiche, sconcertanti parole sono state pronunciate da Giuseppe Buoninconti, 60 anni, di Angri, il cugino di Michele Buoninconti.
Subito dopo, lo stesso aggiunge:



«Mi sono convinto che mio cugino centri in questa vicenda l’altra sera, a mentre seguivo in un programma televisivo la ricostruzione della scomparsa di Elena Ceste. Ero seduto al tavolo della cucina quando i giornalisti hanno parlato dei vestiti e degli occhiali lasciati da Eiena accanto al cancello di casa la mattina della sua scomparsa. Proprio in quel momento mi sono rivolto a mia moglie e le ho detto: “Non ho dubbi, non ho dubbi…”». Giuseppe Buoninconti ci guarda negli occhi e insiste: «Non ho dubbi, non ho dubbi».

un altro parente di Michele Buoninconti: Mario Buoninconti, 46 anni, è un altro cugino di Michele e ha una macelleria in paese, ad Angri. E una persona estremamente gentile e accetta subito di parlare con noi, e Mario Buoninconti dice: «Io difendo a mio cugino. E una persona buona. Certo, però…». Però cosa, signor Buoninconti? «Però… Ecco, proprio perché gli voglio bene, mi permetto di fargli qualche osservazione. Io, se mi fossi trovato nella sua situazione, avrei evitato di fare la comunione al figlio. Non credo ci siano motivi per festeggiare qualcosa, se a casa non c’è più tua moglie e non sai che fine ha fatto. Ma c’è un’altra cosa che mi ha lasciato perplesso: ho letto sui giornali e ho sentito in tv che Michele ha telefonato a una giornalista e si è spacciato per Armando Diaz. Che bisogno c’era? Cos’ha ottenuto? Quella cosa non l’ho proprio capita. E poi…». E poi cosa, signor Buoninconti? «E poi, io senza mia moglie e con 4 figli impazzirei. Per questo dico che mio cugino potrebbe nascondere qualcosa». Ma che cosa nasconde Michele? Mario Buoninconti ci guarda dritto negli occhi e dice: « Io gli voglio dire solo questo a lui: Michele, trova il coraggio e dì tutto quello che sai». Ma lei pensa che Michele abbia paura di qualcosa? «Sì: io credo che abbia paura perché teme che gli possano togliere i figli che sta accudendo così amorevolmente». Anche queste parole pesano come macigni su Michele. Avremmo voluto che lo stesso Michele replicasse ai suoi parenti, ma l’uomo da tempo si rifiuta di parlare con i giornalisti.
Poi, mia cara amica, ci sono in circolazione notizie, non ancora confermate, che anche gli inquirenti starebbero seguendo questa pista.
Mi fermo, per il momento, in attesa di quanto dedurrai, tu, od altri amici del forum, NESSUNO ESCLUSO: Pino







Vito Vignera da Catania ha detto...

Sinceramente non riesco a comprendere queste sparate di certi parenti,cosa dovrebbe nascondere quel disgraziato a cui gli è caduto il mondo addosso,ma per favore che la smettano di dire idiozie che non stanno ne in cielo e ne in terra,col senno del poi uno può dire quello che vuole,anzi, più passa il tempo e più quasi quasi mi convinco che chi ha preparato questa fuga e per ora senza ritorno sia stata Lei,e quella sceneggiata di disperazione notturna le serviva solamente per cercare di depistare e far credere chissà che cosa,abiti buttati quà e la e poi un bel salto in macchina e via per altri luoghi e posti sconosciuti,con chi purtroppo non ci è dato sapere,sarà qualche bel misterioso personaggio del luogo,e chissà chi è il personaggio che manca all'appello in un paese di poche migliaia di anime,o forse è qualche bel forestiero apparso come il principe azzurro e che ti porta via? mah,i mesi passano inesorabili e di Lei non c'è traccia,svanita nel nulla in una fredda e nebbiosa mattina di inverno.Buona notte a tutti.

Mimosa ha detto...

NOVITA' SUL CASO CESTE
Come promesso, ritorno sul caso, con le ultime novità.
QG di venerdì 5 settembre: i vestiti di Elena trovati abbandonati a terra “presentano tracce di Elena, quindi ‘almeno’ una volta li ha indossati, lo dicono i Ris di Parma che li hanno esaminati”.
Questo è stato detto in trasmissione, ma nulla di più.

Poi c’è la notizia che tutti i figli sono stati ascoltati di recente, non solo la maggiore.
Conclusione dell’inviata che ha curato il servizio “i sospetti su Michele restano, ma da parte dell’opinione pubblica. Gli inquirenti non hanno intenzione di risentire il marito”.

La notizia più strabiliante viene questa settimana da Pomeriggio5 con un video: l’inviata (quella stessa che ha ricevuto la telefonata da Armando Diaz e che da mesi a spese di Mediaset mangia e dorme a Motta, solo per stare immobile 3 ore ad attendere che la gentile conduttrice si colleghi con lei un paio di minuti), dicevo l’inviata voleva intervistare Michele che si stava recando a casa dei suoceri per il pranzo, lui –appena l’ha vista- le si è avventato contro e con un mattone preso da terra, l’ha colpita più volte alle gambe, causandole lesioni guaribili in 3 giorni, e fracassando la cinepresa. Con molta “magnanimità” la Magli non ha sporto denuncia per lesioni.

Ultimissima novità, sia nella puntata precedente sia in questa del 19 settembre, QG ha preso la pista di Tenerife, nelle Canarie, dove a luglio una telespettatrice ha scattata una foto di una donna nella sala d’attesa del pronto soccorso della clinica cittadina, ritenendola somigliante a EC.
In effetti, guardandola con attenzione, il cognato Danilo sostiene che ci sono molti elementi che potrebbero far pensare sia lei. Anche un esperto di videosorveglianza, un Matteo Carapellese, comparando l’attaccatura dei capelli, la linea sotto lo zigomo e la montatura degli occhiali, dice “c’è grande compatibilità”. Ammetto che io stessa ne sono stata folgorata: o è una sosia o è lei.

Saluti a tutti
Mimosa

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissima Mimosa ho visto le immagini dell'aggressione alla giornalista di mediaset,dispiace quanto è accaduto,è evidente che quel povero disgraziato ha i nervi a fior di pelle,stremato,stressato,accusato di essere l'artefice di ciò che sta accadendo alla sua famiglia,sfido chiunque a non arrivare ad un comportamento simile.Se fosse veramente Lei sarebbe veramente un bel colpo di fortuna,e credo che di spiegazioni ne dovrebbe dare tante.Riguardo alla somiglianza condivido il tuo pensiero,speriamo che non sia una sosia.La aspettano con ansia quattro figli,un marito e poi parenti ed amici vari.Buona notte cara Mimosa.

Mimosa ha detto...

Ciao, Vito caro
Certo è stato un increscioso sfogo, quello di M.B., però dovrebbe stare più accorto … gli si ritorce contro, certi giornalisti fanno presto a convincere l’opinione pubblica.

Mimosa

Ivana ha detto...

Riguardo all'aggressione alla giornalista di mediaset, ripeto le sagge parole del cognato: INCOMMENTABILE!
Aggiungo, però, che condanno ogni forma di violenza...

Pare che gli investigatori si siano concentrati sulla cosiddetta "autopsia mentale" di Elena Ceste , cioè sul ritratto psicologico della donna e, da quanto ha riferito l'inviata di "La vita in diretta" l'esito della mappa mentale descrive una donna inquieta e turbata, che, vivendo uno stato di ritiro sociale, ha cercato uno svago nel mondo virtuale; quando dal virtuale è passata a incontri reali, è nato il suo disagio radicato probabilmente nei sensi di colpa e nella vergogna; comunque, Elena è stata ritenuta "non sufficientemente autonoma" per fuggire e neppure intenzionata a compiere un gesto estremo.
Poiché pare che Elena Ceste pesasse SOLTANTO 45 chilogrammi alla fine di ottobre 2013 e che avesse problemi depressivi non dichiarati e non curati, personalmente continuo a non escludere la possibilità di un eventuale suicidio e non escludo neanche la possibilità di un eventuale omicidio; dubito, invece, FORTEMENTE che sia scappata con qualcuno (SPERO CON TUTTO IL CUORE DI SBAGLIARMI e che Elena sia ancora in vita!)...

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissima Ivana non so se tutto quello fino ad ora raccontato o riscontrato corrisponda a verità,in questo caso potremmo pensare a una profonda crisi esistenziale di Elena,o ad una crisi di coppia prossima allo sfracello,probabilmente non tutto era cosi idilliaco nel loro rapporto.Darei una percentuale bassa riguardo all'omicidio,qualcosa in più sul suicidio o fuga volontaria verso altri mondi da esplorare.Tutto mi fa credere che dietro questa storia deve esserci la mano di qualcuno fin'ora ben nascosto,e una piccola vocina mi dice che il prete qualcosa centri o sappia a cosa andava incontro la povera Elena,e se vai a confessarti qualcosa deve averla raccontata sta povera disgraziata.Purtroppo è una di quelle storie che vien difficile da comprendere,i suoi dialoghi erano diventati oramai "virtuali",vecchi amici o vecchie conoscenze,molto meno con persone che gli stavano vicino,troppo taciturna o riservata,e tutto questo non ci da una visione reale di cosa frullasse nella sua mente,tanto fragile da poterla plagiare e abbandonare quel mondo che oramai non le apparteneva più,Figli,marito,parenti e amici come se non esistessero più,e credimi che c'è gente in grado di portarti a far questo e tanto altro ancora,gente che non si fa scrupolo di nulla.Buona notte.

Ivana ha detto...

Carissimo Vito, credo che, almeno finora, non siano emersi elementi certi (es. tracce telefoniche o di altra natura) che possano farmi pensare a una fuga aut rapimento.
Chi fugge dovrebbe avere risorse di luoghi ed economiche su cui contare e un rapimento presupporrebbe la successiva richiesta di riscatto...
Determinati dati (oggettivi perché confermati da parenti e conoscenti) quali il forte dimagrimento e la frase martellante "sono sulla bocca di tutti", mi fanno pensare a probabili problemi depressivi non dichiarati e non curati.
Credo che l'analisi sui vestiti non sia ancora ultimata, aut l'esito non è stato divulgato e non escludo né il suicidio, né il suicidio con successivo occultamento di cadavere, né l'omicidio; purtroppo sono MOLTO SCETTICA riguardo agli avvistamenti (come ripeto, SPERO ARDENTEMENTE di sbagliarmi!)...
Buona serata a te e a tutti/e
Ivana

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissima Ivana credo che di ipotesi se ne siano fatte tante, ed è indubbio che qualcosa deve pur essere successo in quella mezzora in cui Michele accompagna i figli a scuola.Credimi ho sempre sperato che, dai tabulati telefonici potesse uscir fuori qualcosa o qualcuno rimasto nell'anonimato,evidentemente non è emerso nulla di interessante per le indagini.Riguardo alla depressione non posso darti torto e il più delle volte può portare a commettere azioni di suicidio,e non ti nascondo che mi preoccupa molto quello che riferiscono in tanti sul fiume Tanaro,che il più delle volte non restituisce corpi senza vita,e questo è molto preoccupante,una vera tragedia per tutti e spero tanto che non sia andata cosi.Cerco col passare del tempo di ragionare a mente serena,e magari trovare o capire ancor di più se in mezzora puoi calcolare i tempi e il modo con cui poter far perdere ogni traccia,ed è giusto quel che dici riguardo ai soldi o il posto dove poter andare,per far questo serve l'aiuto di qualcuno che sappia il fatto suo,di certo non sprovveduti.C'è sempre il discorso di quegli abiti di cui non si riesce a dare una spiegazione,fatto che non trova una sua logica,sia che si tratti di suicidio e sia che si tratti di fuga volontaria e forse organizzata,i dubbi restano sempre.Buona serata.

Ivana ha detto...

Carissimo Vito, pare che nel settimanale "Giallo" ci sia la seguente notizia:
http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/elena-ceste-colpo-di-scena-giallo-michele-buoninconti-ai-figli-mentite-1980164/
Dubito che sia un' "indiscrezione" attendibile, altrimenti non capisco perché Michele non sia stato immediatamente convocato dai carabinieri...
Credo, comunque, che sarebbe opportuno che i carabinieri ascoltassero, tutti i quattro figli di Elena (separatamente e previa tutela di psicologi preparati e attenti)prima di tutto per tranquillizzare i bambini e, poi, anche per chiedere a ciascuno se ricorda in quale modo era vestita la mamma la mattina della scomparsa...

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissima Ivana, quella di "un mondo buono" esiste solo nella pubblicità del mulino bianco,poi sappiamo che non è proprio cosi,i litigi e incomprensioni ci sono in tutte le famiglie,vuoi per un motivo e vuoi per un'altro c'è sempre qualche discussione.L'aver pronunciato quelle parole ai figli può voler significare la paura di perdere anche loro,i servizi sociali stanno sempre attenti su queste situazioni,e riscontrare atti di violenza o di aggressività verso la moglie e verso i figli può portare ad un affidamento agli zii o ai nonni.Ho letto l'articolo del settimanale"giallo",non prendo mai per oro colato quel che dice il giornale,qualcosa sarà vera ed altre tanto per allungare gli articoli descrivendo scenari a dir poco fantasiosi.Penso che i figli siano stati interrogati,e che gli psicologi siano stati molto attenti nel loro interrogatorio e nel porgere le domante con una certa cautela,sia ai piccoli che alla più grande di 13 anni.Se non nei minimi particolari credo che, una descrizione approssimativa di come fosse vestita la mamma l'abbiano data,poi quella degli abiti buttati in giardino credo che resterà un mistero,come resteranno un mistero le preoccupazioni di questa povera mamma sparita nel nulla in un paesino di poche migliaia di anime.Purtroppo è una storia triste e che non sappiamo come finirà.
"Questa è la luna dei poeti, disse, dei poeti e dei fabulatori, questa è una notte ideale per ascoltare storie, per raccontarle anche, non vuole ascoltare una storia? E perché dovrei ascoltare una storia?, dissi io, non ne vedo la ragione. La ragione è semplice, rispose lui, perché è una notte di luna piena e perché lei se ne sta qui tutto solo a guardare il fiume, la sua anima è solitaria e nostalgica, e una storia potrebbe darle allegria. Ho avuto una giornata piena di storie, dissi, non credo che me ne servano altre. L’uomo incrociò le gambe, appoggiò il mento sulle mani con aria meditabonda e disse: abbiamo sempre bisogno di una storia, anche quando sembra di no.
Antonio Tabucchi* requiem..... Buona notte.

Ivana ha detto...

Carissimo Vito, sono d'accordo sul fatto che in famiglia le discussioni siano "fisiologiche" e non capisco perché Michele avrebbe dovuto chiedere ai bambini di mentire...
Non so se siano stati ascoltati tutti e quattro i figli; credo sarebbe opportuno ascoltarli, dapprima separatamente e, poi, tutti insieme, anche per appurare se ricordano come fosse effettivamente vestita la mamma la mattina prima della sua scomparsa... i bambini, generalmente, ricordano determinati dettagli a cui gli adulti non prestano attenzione...

Mimosa ha detto...

Come ho scritto il 20 settembre, è uscita la notizia che tutti i figli sono stati ascoltati, non solo la maggiore, l’unica sentita nei giorni successivi alla scomparsa. Michele si è molto arrabbiato perché ha saputo che sono state poste domande del tipo se il papà ha mai picchiato la mamma. Non ho mai più sentito nelle trasmissioni televisive che sia stato raccontato alcunché di queste risposte recenti.
Ricordo solo che la primogenita a suo tempo aveva confermato che la mamma era vestita con i medesimi abiti trovati in cortile dal papà, e che dal risveglio all’andata a scuola tutto si era svolto come Michele aveva descritto.
Se fossero emerse delle incongruenze, Michele sarebbe stato immediatamente attenzionato e forse anche iscritto nel registro di garanzia o degli indagati.

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissima Mimosa difficilmente ti sarebbe sfuggito un particolare del genere,e analizzando i vari aspetti di questa triste vicenda i primi da attenzionare erano proprio i figli,ultimi insieme al padre a vedere Elena.Riguardo agli anni passati non credo siano emersi elementi tali da far pensare a violenze o maltrattamenti in famiglia.Elementi nuovi pochi o nulla,questa storia purtroppo per ora rimane avvolta nel mistero,qualche avvistamento quà e la con persone che somigliavano ad Elena,poi il buio più fitto della mezzanotte,nessuno parla e nessuno ha visto qualcosa quel giorno,a parte la vicina che la vede alle 8.15.Tutti con alibi di ferro,e allora dove cavolo è andata e con chi quel maledetto giorno? Si può sparire nel nulla e far perdere ogni traccia? Evidentemente si,potrà sembrare strano ma è cosi."Che gli angeli sorveglino questa notte per donarti un sonno sereno e un lieto risveglio".
Buonanotte cara amica

Pamba ha detto...

Sentito le novità?
Individuati resti scheletrici durante pulizia di un canale di scolo, a meno di 2 km da casa Ceste, al confine tra Motta e Isola d'Asti.
Il sindaco di Isola riferisce a CLV, se ho capito bene, di avere intravisto il cranio, con buona parte della dentatura, il bacino, alcune costole, tibia e fibula, un femore.

Si resta in attesa degli esiti dell'identificazione. Dall'esame della dentatura sembrerebbe da escludersi l'imprenditore agricolo di Isola d'Asti, che aveva invece protesi dentali.

Pamba

Pamba ha detto...

Un'altra osservazione: se tra le ossa ritrovate c'è il bacino, e tale reperto risulta in buono stato di conservazione, ci sarebbe un altro elemento per escludere il cadavere dell'agricoltore: c'è una bella differenza tra bacino maschile e femminile!

A suggerire ulteriormente la pista di EC, il facile tragitto attraverso i campi tra il luogo del ritrovamento e la casa di Elena Ceste, che in questi giorni è stato ripercorso dalle forze dell'ordine.

CLV torna a tessere sospetti attorno al marito, rimarcando la presunta assenza di vestiti. E' vero che il Sindaco sull'argomento ha glissato, richiamandosi alle indagini in corso, ma così facendo ha attirato ancor più l'attenzione su questo particolare.

Potrebbero essersi distrutti nel caso di trascinamento del corpo?
Il Sindaco racconta di un corpo in apparenza composto, senza evidenti segni di trascinamento. Sul canale, e sull'ipotesi annegamento ha rimarcato la scarsa profondità (50 cm) delle acque.

Pamba

Pamba ha detto...

Infine non potevano mancare i soliti spezzoni dell'intervista al marito ed il suo riferimento al percorso seguito in auto quella mattina, verso Motta e poi Isola d'Asti.

Ma il posto del ritrovamento del cadavere non mi sembra si trovi lungo la strada principale verso Isola, percorsa da MB, come dice lui, scrutando attraverso la nebbia i campi vicini alla strada.
Ma c'è già chi sostiene (ora!) di aver visto quella mattina MB proprio nel punto del ritrovamento del cadavere...

Pamba

Ivana ha detto...

Temo che i resti siano proprio di Elena Ceste:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/23/elena-ceste-test-dna-conferma-identita-proseguono-indagini/1166128/

Suicidio o omicidio erano proprio le uniche ipotesi che ritenevo probabili...
Avrei preferito sbagliarmi...

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