lunedì 21 luglio 2014

Addio Alfiero. Quando un padre, un nonno, se ne va, i figli e i nipoti piangono...

Alfiero con Eva Robin's
Quando un bambino piange di dolore, il cuore di un padre scricchiola. Quando a piangere di dolore sono due bambini, il cuore di un padre perde colpi e batte a caso. Se assieme ai bimbi, di vero dolore piange anche una madre, il cuore di chi ama i suoi figli e sua moglie cerca una via di fuga e se non la trova rischia di cedere. Si sa, la vita è bastarda... quando vuole. A volte ci sono periodi orribili che paiono interminabili. Giorni belli che finiscono alle tredici o poco più di un lunedì qualunque, quando il telefono squilla e una voce ti incrina la voce quando ti dice di correre in un ospedale perché chi ami è in un Pronto Soccorso e ha rimasto poco da vivere. Oggi mio suocero, il padre di mia moglie (figlia unica), il nonno dei miei figli, è morto all'ospedale di Ravenna. Un'emorragia celebrale lo ha colpito questa mattina nello studio di un notaio e un'ambulanza, chiamata in fretta e furia, lo ha portato all'ospedale di Lugo. Lì i medici hanno deciso di non poter far nulla per lui, quindi di caricarlo su un'altra ambulanza che lo portasse all'ospedale di Ravenna. Cosa pensare? Che il suo destino era segnato e che la sua vita doveva cessare a 74 anni... o che si è perso troppo tempo agevolando la fine del suo percorso terreno?

Per ora non voglio pensare, questo sarà un ragionamento che seguirò fra qualche giorno, a mente fredda, dopo il funerale, quando vedrò il dolore delle persone che più amo affievolirsi e trasformarsi in ricordo. Non sarà facile, Alfiero non era una persona qualunque, era un altruista capace di annientarsi per aiutare gli altri. Un altruista che la vita aveva fregato tante volte. Però questo non l'aveva scalfito e lui ha sempre vissuto la sua vita per come sentiva di volerla vivere, accettando tutto e tutti senza mai dare giudizi. Alfiero aveva una compagna accanto, una donna che lo ha sempre sostenuto senza mai volersi imporre. Nella buona e nella cattiva sorte sapeva di poter contare su chi lo ascoltava e lo capiva: questa è l'unica consolazione che può aiutarci ad elaborare in maniera migliore la sua morte. Ma noi siamo adulti, per questo avvantaggiati. Non sarà invece facile farla elaborare ai nostri figli, ai suoi nipoti, perché assieme a lui se n'è andata una parte importante della loro giovane vita. Il nonno per un cucciolo è sempre il nonno, chi si presenta alla porta con un gioco e non ti sgrida mai, anzi ti difende, chi ti tiene in braccio e ti guarda con occhi lucidi. Non importa se abita lontano, se nonostante l'età che avanza non sta mai fermo, se ha sempre da lavorare e vede i suoi nipoti una volta a settimana. Ciò che importa è la sua figura sempre viva nella mente, quella che ad un bimbo fa chiedere: papà, ma quando viene il nonno?

"Babbo" - urlava Angelica il sabato o la domenica mattina - "è arrivato il nonno!". Con questo grido, che echeggiava per tutta la casa, e con la corsa sfrenata verso la porta, mia figlia sprigionava la sua voglia di Alfiero, la sua voglia di stringere forte il suo nonnone, di fare bacio bacio, naso naso, prima di battere per tre volte un cinque. Anche Manuel, che non mostra mai a nessuno i suoi tormenti (ma noi genitori li vediamo e comprendiamo), amava quei momenti in cui poteva dire al nonno quanto era stato bravo a scuola, a calcio, a nuoto. Il loro era un nonno fuori dall'ordinario, quello che vestito dei suoi colori sempre accesi e vivi si presentava all'ora di colazione e portava i bomboloni caldi che sostituivano i soliti biscotti e i soliti cereali. Il nonno che, chiudendosi la porta alle spalle, usciva per qualche ora dai suoi affari e si vedeva costretto a restare chiuso in casa, a lasciar perdere i suoi mille impegni, a prendere in braccio e a stringere forte i suoi nipoti, che non volevano se ne andasse, per guardarli con occhi orgogliosi.

La vita dei grandi troppo spesso è triste, noi adulti lo sappiamo bene che mai le gioie eguaglieranno i dolori. Quella dei bambini, invece, per lo più è felice. Di solito i cuccioli di uomo piangono di un pianto stizzoso, forzato... per questo quando vede il suo bambino piangere di dolore, il cuore di un padre scricchiola.

Addio Alfiero, ti auguro di vivere il tuo domani fra quei colori che tanto amavi e quella serenità che mai ti ha davvero abbracciato.


15 commenti:

Vito Vignera da Catania ha detto...

Caro Massimo,esprimo le più sincere condoglianze per questo profondo momento di lutto.Un abbraccio con affetto alla tua famiglia dal tuo caro amico Vito.

PINO ha detto...


Un abbraccio sincero, Massimo, a te e alla tua cara consorte.
Dai un bacio ai cuccioli, da parte di un altro nonno. Pino

Stefania ha detto...

Mi spiace molto, Massimo. Davvero.

Stefania

Monica ha detto...

Quando muore un padre, e quando muore così inaspettatamente, non si è mai preparati e tutto il mondo ti cade addosso, e si diventa fragili e impotenti e senti che una parte di te è morta con lui.
Tutta la vicinanza che ti danno gli altri è indispensabile ma effimera: da una parte rincuora, dall’altra ti svuota… perché – mentre tutti ti sono vicini – lui non c’è più. Ed è solo la sua vicinanza che vorresti veramente. Perché non hai fatto in tempo a dirgli tutto, a dirgli quanto era importante per te, quanto bene gli volevi.
Io non so se queste mie parole siano o no incoraggianti, ma posso dire che le scrivo con consapevole comprensione. Il compito più “ingrato”, in un momento del genere, spetta a chi non è coinvolto con legami di sangue: quindi, Massimo, spetta a te sostenere tutto e tutti, in questo momento.
Tutta la forza che serve alla tua famiglia, verrà attinta da te. E mi sembra, da quanto leggo e da come ti esprimi, tu abbia risorse infinite ed inesauribili.

Forza, Massimo.

Monica

Ivana ha detto...

Sono molto dispiaciuta e anch'io ti sono vicina in questo momento di grande dolore; so che sei un uomo coraggioso e saprai, di certo, infondere il necessario coraggio nei tuoi cari...
Sentite condoglianze
Ivana

Anonimo ha detto...

in certe situazioni non c sono parole (almeno per il mio pensiero)
condoglianze

Luca

Anonimo ha detto...

Caro Massimo,
Anche se ti leggo sempre, mi sento imbarazzata a entrare nel tuo privato. Ma il tuo articolo mi ha colpito nel profondo, Alfiero sarà molto felice di quello che hai scritto per lui. I miei figli hanno perso un nonno adorato non ancora adolescenti e ora che stanno per diventare giovani uomini,mi capita di pensare che quella guida "speciale" sarebbe stata un aiuto prezioso.....
Patrizia

magica ha detto...

caro massimo
hai avuto la fortuna di conoscerlo .
sincere condoglianze a te e famiglia .
da magica

Anonimo ha detto...

Sono vicina a te e a tua moglie con affetto.Pat

Minnie ha detto...

Massimo,
a distanza di poco tempo un altro lutto ha colpito la tua famiglia ... sono sinceramente dispiaciuta.
Condoglianze a voi.
Minnie

Anonimo ha detto...

Non voglio essere cattivo, mi dispiace sinceramente, condoglianze ecc, anche perchè la mia situazione è in questo momento simile, ma perchè una foto con eva robin's su cui è meglio date le circostanze che non mi pronunci ?

emax/massimo prati ha detto...

Ringrazio tutti di cuore.

Per quanto riguarda la foto, l'ho inserita proprio per far capire quanto fosse aperta la mentalità di Alfiero. Destra, sinistra, gay, etero, trans, vitelloni, puttanone ecc..., per lui erano tutti uguali. Tutte persone che vivono la vita che si sono scelte in autonomia e su cui nessuno dovrebbe sindacare.

La foto è stata scattata a casa di Eva Robin's da Gabriella, la compagna da una vita Alfiero...

Massimo

Vanna ha detto...

Massimo, dopo l'ultimo momento di vita materiale rimane il ricordo dentro di noi di chi è andato via.

Quando il ricordo è pieno di momenti condivisi indimenticabili,diviene struggente e doloroso.

Eppure credimi,è già un dono avere ricordi belli della persona che ci ha lasciato è un dono per chi li ricorda e per l'anima di chi è partito.

..."Non vive ei forse anche sotterra, quando gli sarà muta l'armonia del giorno, se può destarla con soavi cure nella mente dei suoi? Celeste è questa corrispondenza d'amorosi sensi, celeste dote è negli umani; e spesso per lei si vive con l'amico estinto e l'estinto con noi..."

Ugo Foscolo: "Dei Sepolcri" vv.26-33.

Un abbraccio a te, ai tuoi cari.

Vanna

Sira Fonzi ha detto...

Quando un amico soffre vorresti essergli vicino, essergli d'aiuto,
e non potendolo fare fisicamente non ci rimane che dirgli che ci siamo. Sempre!
Ti voglio bene e ti auguro di ritrovare presto quella serenità che gli ultumi eventi hanno messo a dura prova. Un abbraccio a tua moglie e un bacino ai bimbi!
Sira

magica ha detto...

ciao massimo
scorrendo i forum ci si imbatte sempre nela foto di tuo suocero con la trans sulle ginocchia ahahah .. doveva essere un gran matacchione, simpatico tuo suocero, basta vedere il suo sguardo indecifrabile
dici che era di larghe vedute ,meglio per lui almeno non si era infastidito con quello che succede nel nostro paese nel quale tutto tutto fa brodo .