martedì 1 aprile 2014

Testimone di Geova? No, grazie: sono nato in Italia, non in Pennsylvania...

Il giudice Rutherford
secondo presidente Watchtower Society
ha coniato il termine Testimoni di Geova
Qualche anno fa, mentre stavo scrivendo un articolo su Sarah Scazzi sentii suonare alla porta. Alzai la cornetta del videocitofono e sullo schermo apparvero due donne con in mano un pacco di opuscoli. Erano testimoni di Geova che mi chiedevano cosa ne pensassi dei mali del mondo. A metà degli anni '90 abitavo accanto a una sala del regno e non furono poche le discussioni che mi vedevano contrapporre le mie idee a quelle dei testimoni che la frequentavano. Stavo per chiudere la conversazione, certo che un eventuale dialogo non sarebbe sfociato in nulla, quando mi ricordai dei tanti testimoni di Geova di Avetrana che si mostravano sugli schermi per divulgare le chiacchiere di paese e che anche la madre di Sarah era una sorella. Subito pensai che le due signore mi avrebbero potuto aiutare a capire almeno il rapporto conflittuale che Concetta Serrano doveva vivere in famiglia. Così aprii il cancello esterno e le varie porte che le dividevano da me facendole accomodare in salotto e iniziando a dialogare con loro che immediatamente si misero all'opera chiedendomi se conoscevo la verità. "Ma amiche mie - dissi - chi mai può conoscere la verità? Non credo esista al mondo nessuno in grado di poter affermare di conoscere la verità. Voi la conoscete?". La risposta lapidaria non mi lasciò di stucco perché già centinaia di volte l'avevo ascoltata: "E' scritta qui: in questi opuscoli c'è tutto ciò che deve sapere". E mi misero in mano un numero della "Torre di Guardia" e uno di "Svegliatevi". Ed ecco che come d'incanto il tempo parve essersi fermato a vent'anni prima e mi ritrovai a disquisire sullo stesso tema con le stesse argomentazioni.

- No cara la mia signora - parlai a quella che aveva all'incirca la mia età - non c'è opuscolo al mondo che sia edito da un dio. Tutti nascono dalla mente degli uomini. Non risalgono all'avvento del Salvatore, non hanno più di duemila anni e sono recenti. Lei sa in che anno fu pubblicato il primo numero degli opuscoli che mi dato? -
- Così su due piedi... - mi rispose.
- Ed allora glielo dico io: La torre di Guardia nacque nel 1879 e non era edita dai testimoni di Geova, che si chiamano così dal 1931, ma dai loro antesignani, gli "Studenti Biblici" capeggiati da un tale, che lei dovrebbe conoscere, di nome Russel, mentre la rivista "Svegliatevi" esordì nel 1919 come "L'Età dell'oro", poi si chiamò "Consolazione" e solo nel 1946 prese l'attuale nome.
- Vedo che si è informato sulla nostra storia e sul nostro fondatore - stavolta era la più giovane a parlare.
- Mi hanno informato i vostri anziani tempo fa, quando credevo che nessun italiano si facesse convincere dai predicatori americani. E mi sono informato su internet quando a scuola ho saputo che un vostro fratello non ha voluto che suo figlio di otto anni accettasse uno stupido regalo di compleanno dal suo compagno di banco. Ma chiamarla storia è un forzare il significato delle parole - le dissi girandomi verso di lei -. Chi chiamate "fondatore" era un brav'uomo confrontatosi con varie dottrine prima di predicarne una tutta sua. Ma chi lo sostituì dopo la sua morte, un giudice di nome Rutherford, era di certo un pazzo scatenato: e non lo dico io, lo dichiaravano gli innumerevoli gruppi di studenti biblici che un secolo fa si dissociarono dalla sua figura (e furono davvero tanti). Lo sapete che è stato questo signore a mandarvi porta a porta a predicare, a proibirvi di festeggiare il Natale e i compleanni? Certo è che il suo successore fece anche di peggio. Infatti fu mister Knorr (non quello del brodo), a far nascere la scuola a cui attingono i testimoni di Geova per imparare a rapportarsi agli altri e a predicare meglio, così da attirare più proseliti, come fu lui a mettere in chiaro e a decidere che Geova non ammetteva e non accettava trasfusioni di sangue. Inoltre non c'è storia che tenga, in quanto anche la parola Geova nasce da un errore di traduzione e non c'è nessun dio con quel nome. Quindi voi vi chiamate Testimoni di Geova a causa dei vostri predicatori e non seguite la Bibbia, ma quanto altri hanno creduto e credono di leggere sulla Bibbia.
- Geova è citato nella Bibbia migliaia di volte - la più grande si stava infervorando.
- Di quale Bibbia parla signora? Lei si riferisce alla Bibbia in uso a Russell e agli studenti biblici, quella tradotta e adattata all'inglese e poi riadattata all'italiano: non il massimo delle scritture, quindi.

Mi accorsi in quel momento di essere uscito dal seminato. Quelle due creature use alla predicazione porta a porta erano parte della base dei testimoni di Geova. Quindi non avvezze a sentir criticare la loro "storia" e a porsi domande complicate. Conoscevano la loro Bibbia e quanto gli indottrinatori americani avevano insegnato. Per cui dovevano parlare a memoria e non potevano permettersi di avere dubbi, dovevano accettare il verbo e predicarlo per accogliere altre sorelle o fratelli nella grande casa di un dio forse inesistente. Ed allora mi fermai e per una buona mezzora parlammo d'altro, di quanto le due donne conoscevano bene, del mali del mondo e dei peccati dell'uomo che stavano trascinando il pianeta a una brutta fine. Non accennai alle diverse date pubblicate su "La Torre di Guardia", non parlai né del 1914 né di quante volte i loro capi avessero previsto una fine del mondo e il discorso filò quasi liscio: in fondo su tanti aspetti eravamo in simbiosi. Poi mi ricordai del perché le avessi fatte entrare, ed allora chiesi il motivo per cui un figlio smette di essere tale se abbandona la loro religione. La signora della mia età mi disse che lei non avrebbe abbandonato i suoi figli, ma ammise che una simile eventualità ancora non le era capitata e che sperava non le capitasse mai perché voleva averli con sé quando il mondo terreno sarebbe tornato nelle mani di Geova. Al ché le ricordai che solo 144.000 testimoni sarebbero stati gli eletti eterni sulla Terra e che milioni di predicatori come lei non potevano sapere come sarebbe stata una vita Celeste comandata da un Dio che pretende cieca lealtà dalle sue pecore, come la pretendeva Hitler che deportò i testimoni di Geova perché li credeva diversi e non degli eletti.

Inoltre le dissi che io conoscevo ex testimoni che dopo aver smesso di predicare e credere in Geova si erano visti emarginare dagli amici e dai parenti come se avessero contratto la lebbra. "Cara signora - tornai a dirle - se lei non è come altri suoi fratelli che abbandonano i figli ne sono felice, ma non è un comportamento né umano né religioso il rinnegare chi si è frequentato per decenni solo perché cambia idea su una religione. Pare quasi che in voi aleggi lo spirito nazista che rinnegava le razze diverse. Non è che per caso siete tutti razzisti?". Certo che no, mi rispose la giovane, stavolta è lei a non essere informato. Noi predichiamo la fratellanza senza alcuna discriminazione razziale. "Come no - la incalzai - voi moderni testimoni avete l'ordine di non discriminare, è vero, ma torniamo sempre allo stesso punto: la vostra è una religione che cambia in base al vento e agli opuscoli editi dagli uomini. Lei mi ha messo in mano la rivista "Svegliatevi", che inizialmente si chiamava "Età dell'oro", e a me risulta che proprio sull'età dell'oro il giudice Rutherford scrisse che il popolo asiatico era una razza ignorante e degenerata. Sono contento quindi di vedere che i moderni testimoni rinneghino parte di quanto scritto da chi li ha obbligati a passare di porta in porta, a non festeggiare compleanni e Natale, ma allo stesso tempo mi spiace costatare che la vostra linea religiosa ha una base dirigente razzista che pretende obbedienza quando intima ai fratelli e alle sorelle di non incontrare chi si dissocia da Geova per paura che il dubbio assalga chi non si è dissociato".

Fu in quel momento che, come mi accadeva negli anni '90 quando discutevo con altri loro fratelli, le due donne mi invitarono, per informarmi meglio, a leggere qualche libro dei testimoni di Geova. Poi, dopo aver guardato l'orologio ed essersi scusate, andarono verso la porta dicendomi che sarebbero tornate perché volevano ancora confrontarsi con me sui mali del mondo. Le salutai cordialmente, senza approfondire il discorso su Concetta Serrano e sui testimoni di Geova di Avetrana che si presentavano quotidianamente in televisione per predicare le chiacchiere di paese, ma prima di farle uscire dissi loro che mi rifiutavo di leggere i libri dei predicatori americani e di incontrarle nuovamente. 

"Sono nato in Italia - fu l'ultimo mio sermone - nella patria della cultura che rifiutate senza motivo. Voi, invece, vi siete praticamente americanizzate perché predicate una dottrina nata in Pennsilvanya (bosco di Penn, nome scelto dal "Quacchero" - altra religione - William Penn), terra di tanti predicatori inglesi già dal '600. A me degli americani piacciono alcuni trhiller e qualche serie investigativa trasmessa in tivù. Da giovane guardavo i film di Robert Redford e non disdegnavo, quando ero in compagnia, quelli con Richard Gere. Ma ad essere sincero non c'è stato presidente americano che alla fine del suo mandato mi abbia convinto e mi sono scandalizzato quando ho saputo che gli americani acquistavano schiavi (manodopera a costo zero) e che non esistevano più veri pellerossa. Non mi vanno giù i predicatori, di qualsiasi stato essi siano, perché ho una mente mia e con quella osservo e ragiono su quanto accade al mondo. Quanto dicono tutti i vari predicatori per me è muffa. Muffa che si attacca solo su quelle pareti costruite con imperizia in luoghi umidi, sulla pelle di chi ha problemi. Voi continuate a predicare, è un vostro diritto e nessuno vuole togliervelo, ma non in casa mia. Se volete parlare dei mali del mondo, iniziate a pensare a quanto male fate voi per primi: ad esempio ai vostri figli quando negate loro la gioia di ricevere un regalo, di festeggiare un compleanno o il Natale. E se per voi è pagano festeggiare e far felici i figli... beh, allora io sono di religione pagana ed è meglio che mi stiate lontani, potrei contagiarvi".


14 commenti:

melodia792 ha detto...

L'analisi mi piace, ma vorrei farle una domanda se lei è convinto che tutte le religioni sono state scritte dagli uomini, o soltanto i Testimoni di Geova. Loro ma anche molti cristiani "normali", non vogliono capire che Jahvè, o "Sono quello che sono" tradotte nelle Bibbie sono per così dire non corrette. Probabilmente non si sa che gli ebrei scrivono YHWH e lo invocavano una volta all'anno, negli altri giorni per rispetto lo chiamavano El'ohim" che potremmo tradurre Signore" Un'altra cosa: Nel Consiglio Mondiale delle Chiese Cristiane, in cui
non partecipa la Chiesa cattolica, nel 1969 approvarono un documento nel quale considerano i testimoni di Geova come coloro che parlano di Cristo per trasformarsi in Anticristo. Ma lei, la mia domanda è se è credente o no; sono cattolico e della commissione biblica di una diocesi in un paese straniero dove vivo da molti anni.

Anonimo ha detto...

al sign. Melodia 792
lei difende il fatto che il nome di Dio è impronunciabile e che non si sa l'esatta pronuncia, ma come mai non fate niente per conoscere l'esatta pronuncia visto che Gesù disse che il Suo nome dev'essere santificato?
Poi ci potrebbe spiegare come si è arrivati ad usare in italiano il nome Gesù?
E' sicuro che è l'esatta pronuncia.
Non si faccia abbindolare dalle superstizioni della Chiesa Cattolica, scusa non valida per non usare il nome dell'Onnipotente.

emax/massimo prati ha detto...

Gentile Melodia792, la ringrazio del suo apporto e cerco di rispondere alla sua domanda in maniera abbastanza esaustiva (quando non si è vis a vis si rischia di dire una cosa e farne capire un'altra).

Inizio col dirle che a mio parere dovrebbe essere l'uomo, nel suo piccolo, ad essere il dio di sé stesso, senza dover cercare conferme in un dio che non può vedere ma che vorrebbe vedere per non temere la morte e credere nella resurrezione.

Perciò se per credente lei intende un essere umano che segue solo la chiesa cattolica e quanto dicono e impartiscono i suoi adepti (non tutti purtroppo sono veri preti), le rispondo di no: in questo caso non sono credente perché in tante occasioni le crepe si sono mostrate evidenti.

Se invece per credente intende un essere umano che tenta di seguire la propria coscienza cercando la serenità d'animo, coscienza che io paragono agli insegnamenti impartiti dal Nazareno, le rispondo di sì, in questo caso sono credente.

Cerco di spiegarmi meglio: per come la vedo, ogni persona che agisce con coscienza e in coscienza è una persona giusta perché non in grado di tramare contro il prossimo che, se può, aiuta. Questa persona si pente quando sbaglia, perché al mondo tutti si sbaglia, e imparando dai propri errori cerca di non ripeterli e di migliorarsi.

A mio modo di vedere si deve credere, ma non per come si intende da secoli la Fede che ha mostrato e mostra lati chiari e lati scuri, non per niente ha già portato e ancora porterà a battaglie e guerre perché non c'è un Dio in Terra a impartirla ma sono gli uomini che si aggregano e in nome di un loro Dio personale la impartiscono. Per questo esistono diverse religioni e diversi modi di credere, diversi modi di leggere e intendere lo stesso libro e diversi modi di odiare il prossimo.

Ed arrivo al punto: io ascolto tutti i punti di vista e rispetto quelli che in coscienza mi appaiono giusti. In questo caso Credo a chi predica la parola di Dio: ad esempio credo a Papa Francesco perché si dimostra un vero Nazareno, ma ancora non credo al Vaticano (quindi a chi lo ha sempre realmente governato nell'ombra) che senza mai pentirsi, per secoli e secoli ha tessuto losche trame e intrecciato loschi accordi al solo scopo di arricchire e arricchirsi (quindi ha aumentato il potere di pochi a scapito di tanti poveri preti che da sempre sono lo zoccolo duro che tiene in piedi il cattolicesimo).

Non credo neppure in chi mi appare falso o integralista, in chi estrapola parti di un ampio contesto divulgando con queste una religione personale e volubile che ha in primo piano la negazione e non il perdono (ed anche in questo caso non si può non considerare il denaro che scende a valanga nelle tasche di pochi e che da quando esiste pare essere diventato il primo vero e unico dio mondiale a cui in tanti credono).

E in ultimo, piccolo off topic, non credo nei politici, qualsiasi sia la loro religione, meno che meno a quelli che si dichiarano credenti (parlo di tutti: dagli italiani agli americani che ultimamente sono stati in Vaticano) e magari vanno pure a messa fra una imbroglio e l'altro.

Sperando d'essermi spiegato... Massimo

Anonimo ha detto...

Mi
sono chiesto spesso cose
L’Utopia e da ignorante l’unica risposta che mi è venuta in mente

È L’UTOPIA è la scintilla che
manca al’essere umano per essere simile ha DIO.

DIVULGO ciò che penso nella speranza che persone colte possano estrapolare il meglio dai miei commenti e completarli con le parole più consone. Vittorio

melodia792 ha detto...

Mi dispiace dover constatare, a parte la sua gentile risposta che meriterebbe una pacata riflessione, che ci sia qualcuno, senza ovviamente conoscermi e soltanto per aver letto alcune righe di come la penso mi dia del credulone. Quel signore, vorrei rispondergli che almeno abbia la cortesia e il buon senso di non offendere, perchè mi pare che io non ho offeso nessuno, anzi le ho detto che rispetto gli atei, ma anche loro mi devono rispettare: do ut des. Detto questo non risponderò più a simile reazioni di chi non ha nulla da dire, solamente offendendo chi non la pensa come lui.

renato ha detto...

Salve
sono stato tdG oltre 25 anni e altrettanti non lo sono più ,perciò conosco molto bene la storia del movimento.Quello che desidero dire è che il mondo non ha bisogno di religioni ,ma semplicemente di Amore .La religione deve servire all'uomo ad amare l'uomo,perché Dio è perfetto e non abbisogna di Nulla.
L'uomo ha ormai consapevolezza che siamo tutti fratelli e che siamo tutti nella solita barca chiamata Terra e perciò molte organizzazioni mondiali,internazionali,umanitarie e di volontariato si adoperano per il bene dell'uomo e dell'ambiente .Certo ..la strada è ancora lunga ,ma credo sinceramente che è migliore da quando il mondo era dominato da re e sacerdoti che dominavano sull'uomo in nome di un dio .La società moderna si è evoluta ,la donna sempre più ha il suo ruolo ,trattati internazionali garantiscono sempre più la giustizia e i diritti dell'uomo e per la salvaguardia dell'ambiente e degli animali . Certo ... il cammino è ancora lungo per una pace mondiale e una pace nel vero senso umanitario,ma credo sinceramente che dipende da noi tutti nel fare la nostra parte adoperandosi per il bene .Abbiamo una mente e le mani per farlo . Usando questi strumenti con l'Amore ,penso sia la soluzione di ogni male e sofferenza. Buona giornata

melodia792 ha detto...

Non concordo ciò che Renato afferma con tanta sicurezza: L'Amore! Ma chi l'ha detto tra i grandi della storia umana e chi l'ha praticato fino in fondo: soltanto Gesù.(La traduzione non è esatta, ma è per intenderci) Egli sulla terra per l'Amore assunto come sistema di vita è morto in croce. Allora durante la sua predicazione del Regno dei Cieli fondò il nuovo Israele nella piccola comunità dei discepoli. Dire Gesù sì chiesa no, significa non aver capito che si arriva a lui attraverso la sua comunità che egli stesso ha fondato e scelto. Il discorso sarebbe ancora molto più lungo, ma io non mi faccio abbindolare, come ha affermato, senza conoscermi, un altro utente, tra l'altro mancando di rispetto a una persona che non è più giovane. Valga per questo il rispetto che si ha in Italia per i vecchi, sì i vecchi, chiamiamoli con il proprio nome e non con circonlocuzioni del tipo quelli della terza età. Ma ritornando alla questione più seria, qui nessuno è così abbindolato da credere al Vaticano; ma vorrei porre una domanda: Francesco di Assisi, Madre Teresa di Calcutta, Giovanni Bosco, tanto per citarne alcuni, dov'erano? Erano con questa Chiesa Cattolica in situazioni ben peggiori di quelle attuali, eppure erano là per denunciarne il male e raddrizzare la barca della Chiesa.

Anonimo ha detto...

Cristo non mai ordinati "preti" nel vangelo? Da dove son venuti? Dal sacerdozio pagano Romano. Tutto che era buono nella Roma vecchia, è stato rinvestito nella nuova cristianità' ? Vaticano ?

Anonimo ha detto...

Gesù non ha mai reso l'idea che ci fosse bisogno di una "gerarchia" trà i credenti, anzi, disse che chi voleva essere primo sarà ultimo. Successivamente, subito dopo la sua ascenzione si cominciò a "deviare", nel senso che gli uomini iniziarono a imporre una scala gerarchica, e già ne troviamo nel racconto degli Atti, e anche nelle lettere paoline. Perciò le radici dei titoli religiosi sono molto più antiche del cattolicesimo.
Per quanto riguarda il nome del Dio della Bibbia, Gesù, come insegnò a parlare a Dio ? Chiamandolo con il suo nome ? Non di certo. Lo chiamò "padre", perché la sua relazione si voleva intima. Un figlio che ha una relazione intima con suo padre non lo chiamerebbe con il suo nome per chiedergli qualcosa, sapendo che il suo padre è unico, e anche per una questione di stretto legame d'affetto con lui.
La santificazione del nome va oltre la sua pronuncia. Riguarda il rendere santa la reputazione e il concetto di Dio che gli uomini avevano macchiato o svalutato.
Questo nome, sul quale alcuni insistono, dalle ultime scoperte, è stato coniato mentre nell'antica religione ebraica vigeva ancora il politeismo, e il loro Dio andava distinto con un nome.

melodia792 ha detto...

Non condivido che Gesù non volesse la gerarchia. Pensiamo soltanto al ruolo di Pietro sia nei Vangeli come negli atti, è chiamato da Gesù come il primo tra gli apostoli. Poi Gesù voleva raccogliere nel suo messaggio del regno di Dio il nuovo Israele e ciò seguendo l'Antico Testamento. Il culto a Dio veniva sempre fatto nella Qalal, l'assemblea o ecclesia según la traduzione greca. IL Regno non è un fatto individuale, come il laicismo dominante in Italia ed in Europa pretende di relegare il cristianesimo; il Cristianesimo ``e insieme un cammino personale di fede e comunitario. per questo per il credente cattolico c'è la Chiesa. Non è certo quella che pretendeva Gesù, ma gli uomini che la governano sono peccatori come tutti noi, dal papa all'ultimo monaco. Pertanto non sono solo perfetti ma hanno in sè i limiti umani. Ma direi che se, la nonostante la gerarchia ecclesiastica la Chiesa ha 2000 anni, vuol dire che lassù Dio, in ultima analisi la guida.

Anonimo ha detto...

Non sono 2000 anni, se comincia a a contare dal 325 a.d. Dalla donazione di Costantino avvenne la corruzione totale della chiesa cristiana. Cercate youtube Costantino il Grande e avete tutte le risposte.
http://m.youtube.com/watch?v=WEoUI9Cp6vE
Con Constantino nacque la chiesa Romana, il cristianesimo era la chiesa Latina.

Anonimo ha detto...

Intatti Dante Alighieri si lamenta di questa unione dentro Papa Silvestre & Constantino. scrisse nel suo dialetto...

Hai! Costatin! Di quanto fu matre
Non la tua conversion ,ma quella dote
Che da te presse il rico patre!

Alessio Danielis ha detto...

Per riassumere l'argomento: non è possibile credere in Dio tramite degli opuscoli.
Domanda: che differenza c'è tra credere in Dio tramite opuscoli (scritti da uomini), per mezzo della Parola di Dio (scritta da uomini) e accostandosi al pensiero di leader religiosi (pensieri umani)?

Iared ha detto...

Non è vero che YHWH veniva pronunciato una sola volta all'anno! Nelle Sacre Scritture non c’è nulla che indichi che questo nome non si debba pronunciare. In realtà la proibizione consisteva nell’evitare di pronunciare il nome di Dio in modo errato, irriverente o ingiurioso (leggi Levitico 24:10-16). Ma si poteva pronunciarlo benissimo in altre circostanze, per lodarlo per esempio (Salmo 148:13; 99:3 [98:3 CEI]; 8:1; Isaia 12:4). Anche nel saluto “Yahweh sia con voi” e “Yahweh ti benedica” (Rut 2:4).