sabato 14 maggio 2011

Sarah Scazzi. Quando il sogno si fa arte





L'Ikebana è un arte giapponese, un arte che dal sesto secolo dopo Cristo, anche se il nome è stato coniato solo fra la fine del milleseicento e l'inizio del millesettecento, aiuta l'uomo, posizionato quale lato intermedio del triangolo floreale, ad armonizzare il cielo, lato lungo, con la terra, lato corto. Il significato del nome è "fiori viventi" e per poter praticare l'arte occorrono corsi di alta specializzazione. In Italia è arrivata nel 1960 e da allora sono nate scuole che la insegnano. Ora io non so se i fioristi di Avetrana si siano mai specializzati in questa tecnica o se sognassero di poterla praticare, ciò che so è che in origine in India e in Cina, dove è nata, era un'arte "votiva" che serviva a propiziarsi gli Dei. Ho parlato di fioristi perché la storia che vi vado a riassumere parla anche di un fiorista. Ma è una storia truce che forse solo all'apparenza pare focalizzare la realtà locale. Una realtà molto somigliante a quelle viste al cinema o in televisione, una realtà che potrebbe risultare inquietante.

Per spiegarmi meglio faccio un salto all'indietro e mi fermo nel 2006 quando un regista francese girò un film molto particolare, dalle buone critiche e recensioni, che raccontava la storia di un ragazzo che confondeva i sogni con la realtà. Stèphane, questo il suo nome, nel film viveva in Messico col padre divorziato dalla moglie francese. Una volta morto il padre la madre, conoscendo il "problema" del figlio, gli propose di andare a vivere in Francia facendogli credere di avergli trovato un lavoro "creativo". Quando il ragazzo giunse a Parigi si ritrovò a lavorare per un'azienda che produceva calendari. Non proprio ciò che desiderava. Con l'andar dei giorni, quindi, ci fu il peggioramento, se così si può chiamare, delle sue condizioni col conseguente quasi annullamento della realtà. In pratica sognava in continuazione.

Da qui occorre partire per capire quanto sia vivo il sogno del fiorista di Avetrana. Credo siate a conoscenza del suo problema, avrete sicuramente saputo che c'è chi pretende da lui una firma che dichiari reale il suo sogno. Una firma che deve essere calcificata a tutti i costi su quei fogli verbalizzati. E ad essere sinceri non ha tutti i torti quell'inquirente che la pretende perché il confine tra il mondo reale e quello onirico in quel di Puglia è labile, quasi quanto un foglio di carta velina o un film di David Lynch. Da mesi c'è gente che non sa se vive nel presente o nella dimensione irreale del dormiveglia. Da mesi c'è anche chi vorrebbe svegliarsi perché immerso in un incubo. Insomma, il fiorista ha scoperchiato il pentolone ed ora tutti possiamo capire che quanto accade nei pressi di Taranto, quanto i testimoni dichiarano nei pressi di Taranto, non è il frutto di un vissuto temporale ma sono le radici di un sogno irreale. E se ancora non avete capito presto vi dovrete convincere perché alcuni magistrati sono in partenza per la Germania, dove vive la figlia di Anna Pisanò che dal fiorista ha ricevuto le confidenze... sempre che la donna esista.

In fin dei conti non possiamo non credere che la realtà onirica non sia quella vera perché l'arte si sprigiona dalla fantasia e dalla fantasia prende forma. Proprio come accade con l'Ikebana floreale anche il sogno è un mezzo per avvicinarsi a Dio e quindi alla verità. Il fatto che un fiorista abbia ricevuto il "dono" significa che qualcuno vuole se ne parli. Ma perché lo vuole? Per le stesse ragioni per cui tempo addietro i quotidiani pugliesi sognavano testimoni e parlavano di svolte imminenti. In fondo in quel di Puglia di reale vi è solo la morte della piccola Sarah, del resto non vi è conferma. E se a Novembre ed a Gennaio le notizie fumose ma vere uscivano dalla procura nell'immediatezza delle varie richieste difensive, anche quelle erano sogni apparentemente reali, ora che siamo a pochi giorni dalla probabile materializzazione del sogno della Misseri, quello che ogni notte le fa credere di non essere in galera, ecco che in mancanza di un giornalista esperto di "Origami", anche questa è un arte, appare il fiorista.

Tutti noi, convincetevi, siamo entrati a far parte dell'universo onirico. Ciò che sta accadendo ad Avetrana somiglia a quanto accade spesso nei paesini americani dove le sette religiose incatenano diversi nuclei familiari ad un sogno irrealizzabile che spesso finisce in tragedia. Assomiglia molto a quei luoghi di confine dove vivono, nascosti nei boschi o nella mente dei personaggi prescelti, gli Elfi ed i Demoni. E fateci caso Avetrana ormai ha i contorni sempre più somiglianti a Twin Peaks. Ricordate l'agente Cooper? Anche lui fece un sogno inquietante. Un uomo senza un braccio che recita versi oscuri: "Nell'oscurità di un futuro passato, il mago desidera vedere, un uomo canta una canzone fra questo mondo e l'altro, fuoco cammina con me". Ed a voi queste frasi possono sembrare prive di senso ma da qui partì il detective per arrivare alla soluzione dell'intera vicenda e scoprire Bob, il demone che albergava nell'animo di un abitante del luogo.

Ora ad Avetrana non c'è un agente con quel nome, però c'è un magistrato che si chiama Buccoliero e un sognatore che si chiama Buccolieri. Solo strano? Non abbiamo un demone americano di nome Bob ma un demone lo abbiamo, quello che si è impossessato dell'anima di chi ha ucciso la piccola Sarah. Abbiamo inoltre un corpo in acqua ed il fuoco che brucia i vestiti ed il cellulare. Inquietante non vi pare? Ci manca la "R" sotto l'unghia ma chissà se il patologo ha controllato bene. Però tutto pare una trasposizione delle parti, un intercalare dei soggetti. E se tanto mi da tanto rischiamo che il fiorista o il magistrato vengano posseduti a loro volta dal Bob pugliese. E chi dice che bisogna stare coi piedi per terra non parla in coscienza perché ancora non s'è capito quando a Taranto si siano tenuti i piedi per terra. La storia fin qui elaborata dalla procura è molto coinvolgente, non c'è dubbio, ma chi ci garantisce che quelli della procura esistano davvero?

Il fatto che tutti finora abbiamo pensato di trovarci immersi nella realtà non ci da la certezza di essere vissuti nel mondo reale. Nell'Ikebana l'uomo fa da congiunzione fra terra e cielo, quindi fra mondo irreale e mondo terreno, fra mondo dei sogni e mondo reale. Essendo consapevoli di questo ecco che l'apparire del fiorista onirico ci porta finalmente nella giusta dimensione, nella parte ultraterrena che solo il sogno può confermare. E se ci vuole una firma per dichiararlo reale la si faccia, tanto alla resa dei conti, una volta in tribunale, ci sveglieremo accorgendoci che quanto raccontatoci finora era tutto un sogno spacciato per vero.


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Sarah Scazzi

30 commenti:

nico ha detto...

Effettivamente ho visto un servizio sul fiorista, e sembrava di sognare a me. Non ho capito bene i tempi, ma non é che questo tipo sia arrivato con qualche mese di ritardo? Gia' la ricostruzione di quello che avrebbe visto é quanto meno poco realistica, con Sarah che fugge e qualcuno che la tira indietro per finirla. E il fiorista? Passa e se ne va tranquillo? In galero dieci anni, mi verrebbe da dire. Solo che non credo sia vero, non credo abbia sognato, credo piuttosto che potrebbe essere un millantatore un po' fuori di testa che desiderava far colpo su qualcuno, desiderava forse entrare a qualche titolo nel circo mediatico. Mi stupisce non lui, che di matti in giro ce ne sono e ce ne saranno sempre, quanto piuttosto gli inquirenti che cercando di convincerlo che no, non ha sognato. Che ha visto davvero qualcuno rapire Sarah, inseguirla e tirarla in casa. Peccato che il fiorista non sappia dire chi. Insomma ha visto tutto ma un vuoto di memoria cancella i lineamenti del viso dell'assassino. Con un po' di buona volonta' e tante spinte ci vorra' poco perché si ricordi di aver visto Sabrina. Che tristezza Massimo, vorrei davvero che stessimo sognando.

emax/massimo prati ha detto...

Hai detto bene nico, forse voleva far colpo...
Ti inserisco parte dell'articolo della gazzetta del mezzogiorno, tanto per farti capire quanto ha di informativo.

"Buccoliero è considerato in paese una brava persona. «Tutto lavoro e famiglia» dicono i vicini. Il “Girasole”, in effetti, è un bel negozio e Buccoliero, che vende fiori a metà Avetrana, ha inventato anche il servizio a domicilio: composizioni di ogni tipo e grandezza, piante, bouquet per spose e prime comunioni, centro tavola, consegne in occasioni di compleanni e anniversari. Giovanni si muove in continuazione, sempre puntuale e preciso negli incontri con i clienti"

Hai letto? Pubblicità allo stato puro senza neppure inserire i piccolo la parola pubblicità nell'angolino alto.
Tutti al Girasole quindi! Chissà quale sarà la contromossa dell'altro fiorista di Avetrana? Non è che anche lui presto si presenterà agli inquirenti?

Ciao, Massimo

Sara ha detto...

Io però stavolta ho avuto un'impressione diversa:
Che il fiorista (descritto come persona seria e riservata) abbia creduto realmente di vedere la scazzi tirata dentro un'auto... E forse, come la guardia giurata di Brembate, non ha colto immediatamente la gravità di ciò che ha visto, classificandolo come un litigio (tanto più che ha riconosciuto negli "aggressori" due membri della famiglia misseri.. Quindi può non essersi allarmato particolarmente)

Fatto sta che si è guardato bene dall'andare dalla polizia.
Vuoi per omertà (una persona riservata), vuoi per non eavere grane (magari ha pensato: misseri ha confessato, la verità è vicina anche senza metterci pure la mia faccia), vuoi perchè la scazzi è stata uccisa in un ambito più grosso e pericoloso di quello familiare: motivo per il quale lo zio michele preferisce prendersi la colpa, o al limite dividerla con sabrina, e coprire i veri colpevoli (è orrendo dirlo, ma in alcuni paesi, in alcuni casi, funziona così...)

Gira e gira, il delitto di avetrana diventa un mosaico di assurdità e si fanno un milione di ricostruzioni diverse... Tutti ne parlano, ognuno in paese dice la sua-
Il fioraio si lascia scappare qualcosa, non al bar con gli amici per fare lo spaccone, ma nel privato, con la moglie e la ragazza che lavora con lui- quasi una confidenza-
Ma le voci girano- gli inquirenti chiedono conto-
Il fioraio si spaventa, pensa alla situazione nella quale si st cacciando.. vorrebbe fuggire dalle responsabilità di testimone-chiave.
Bugiardo non è, e non vuole passare per tale-
Vorrebbe non avere mai parlato.
"forse me lo sono immaginato... Forse ho sognato"
Non sono un testimone chiave, fate conto che sia tutto un errore-

A me viene in mente Tironi-
Non necessariamente portatore di Verità, ma comunque in buona fede, ha parlato ma non sapeva che la bomba mediatica sarebbe scoppiata tra le mani-

PS: comunque complimenti per l'articolo

emax/massimo prati ha detto...

Ciao Sara e grazie.

Se fosse stato presente come avrebbero fatto a non vederlo? E' questa la domanda. Ed anche se pure fosse dietro al furgoncino non si sente in colpa nel sapere che se avesse detto una parola mentre il fatto accadeva a Sarah non sarebbe accaduto nulla?
Libera di pensarla alla tua maniera Sara, tutto è possibile, ma a me un sogno, pur anche avesse visto altri anziché Sabrina (per fare una ipotesi assurda la potesse scagionare) non mi convince.

Anche perché fosse stata una cosa reale ed importante la figlia della Pisanò non l'avrebbe taciuta alla madre già coinvolta nel caso in questione.
Ciao ancora, Massimo

Michele M. ha detto...

Vorrei far notare che da casa Misseri a viale Kennedy vi sono ben 500m (provare con google maps per credere) quindi è impensabile che Sarah che non era certo una sportiva potesse fare così tanta strada prima di scoppiare (andare in acido lattico) e sopratutto senza essere raggiunta dall' auto. Inoltre la testimonianza se fosse vera contrasta con la deposizione dei fidanzatinin che hanno visto Sarah in via Raffaello Sanzio andare verso casa di Sabrina alle 14.25. In ogni caso il fioraio pare sostenga vi fosse solo Cosima nella sua visione che di certo non ha l' agiltà di fare una cosa simile, come del resto nemmeno gli altri suoi familiari. Al massimo se fosse vero, il fioraio avrebbe fatto probabilmente un errore nell' identificare il sequestratore e si dovrebbe pensare ad una scena crimis terza rispetto al garage e all' abitazione dei Misseri. Viale Kennedy (nota anche come strada provinciale 140) peraltro è una delle vie pricipali del paese avrebbero dovuto esserci molti testimoni se fosse vero. L' unica che compatibilmente avrebbe pututo caricare e portare sarah in via Deledda a quell' ora era l Spagnoletti come accaduto notoriamante già altre volte.

Manlio Tummolo ha detto...

Non posso che riconfermare quanto ho scritto nell'altro post. Sul piano della razionalità e del realismo scientifici, la storia del fioraio non ha alcuna consistenza. Ci si augura che i santi inquisitori di Taranto se ne rendano conto. Oltre tutto il sogno visionario (c'è un saggio di Kant su Swedenborg, che potrebbe essere utile in questi casi) del fioraio è in due versioni radicalmente diverse: in una (la prima) si diceva di aver visto Sarah in fuga, presa per i capelli e trascinata in casa, il che giustamente fa obiettare come mai non sia intervenuto sul momento, oppure come mai non abbia raccontato la sua visione nei giorni successivi (il sogno comincia a diffondersi in ottobre, evidentemente con l'arresto dei due Misseri) quando la cercavano. L'altra versione è che abbia visto Sarah fatta salire a forza in macchina (una sorta di sintesi tra Yara, che però in ottobre era ancora viva, e Sarah) da qualcuno che non viene identificato. Come testimone fa troppe pieghe, ma il suo potrebbe essere un tentativo di orientare la Magistratura non su qualcosa di visto con i suoi occhi, né in sogno e neppure nella realtà, ma verso qualche notizia che, essendo un negoziante, può aver udito in una qualche occasione. Ora indagare va bene, purché non si tenti di trasformarlo con domande "suggestive" in quel testimone "oculare" del delitto che finora è mancato.

emax/massimo prati ha detto...

Ed era anche un mio pensiero Manlio.

Più che l'abbia sognato è probabile l'abbia ascoltato da qualcuno e l'abbia raccontato in giro. In questo caso, facesse il nome di chi l'ha informato, le indagini ci starebbero a pennello ed andrebbero fatte a tutto tondo.
Per il resto pare inverosimile che una ragazza di quindici anni non riesca a sfuggire ad uno che la insegue, specialmente se arriva in una strada pubblica dove, urlando, potrebbe attirare l'attenzione di qualcuno.

Ma che abbia urlato nel sogno non mi pare il fiorista l'abbia specificato.
Ciao, Massimo

norma ha detto...

Il fiorista si è lasciato suggestionare da ciò che ha sentito in tv e,profondamente colpito dal fatto che avrebbe potuto davvero vedere quella scena,ha immaginato (secondo me non lo ha nemmeno sognato,i sogni non sono mai così logici e lineari) di vedere quello che tutta l'Italia pensa sia successo.Ha commesso l'errore di confidarsi con la figlia della s.ra A.P. la cui famiglia o odia Sabrina,oppure si è messa in testa di dare giustizia a Sarah.La commessa informa la madre,la madre informa i suoi amici inquirenti,questi ultimi convocano il fioraio e tentano di trasformare il suo sogno in realtà attraverso l'atto di incriminarlo per falsa testimoniaza.Secondo me questo signore non ha colpe,tranne che quella di aver raccontato le sue sensazioni alla persona sbagliata,la stessa a cui gli inquirenti andranno a far visita in Germania.Ovviamente,se buon sangue non mente,la ex commessa dirà che il fioraio ora sta mentendo e che il suo non è affatto un sogno,facendo contento anche il giornalista Lino Campicelli,che nel suo articolo vuole far credere che gli inquirenti sono arrivati a ricostruire,tramite le "prove" che hanno raccolto,la scena del crimine esattamente come la descrive questo signore.

emax/massimo prati ha detto...

Lino Campicelli farebbe meglio se scrivesse di altro (necrologi, prezzi verdura ecc...).

A parte questo, Norma, in diversi telegiornali s'è detto che la Pisanò ha smentito che la figlia le abbia mai fatto un racconto del genere.
Quindi pare non ne sappia niente.
Poi se invece confermerà (Ja Ja e così via) rideremo anche di lei perché a questo punto altro non possiamo fare. Insomma, Sarah prima è stata uccisa in Garage, poi in casa, ora non si sa dove, forse nel negozio del fiorista... ormai di ipotesi, visto l'andazzo, possiamo farne tutti.
Ed io, a dire il vero, quella del sequestro e della morte in un luogo diverso l'avevo fatta inizialmente basandomi sul cordon bleu e senza neppure l'ausilio dell'uomo dei fiori.

Vedremo da martedì se ci saranno evoluzioni o acrobazie.
Ciao, Massimo

jeanne ha detto...

Complimenti Massimo per il post a dir poco eccellente... L'ispirazione è straordinaria, ci sei, è cosi, non svegliarti da questo sogno che hai perfettamente messo a fuoco, di cui ti è rimasta traccia al risveglio, che puo' perfino, cosi' com'è, aprire la mente del nostro eroe.. Ma Buccolieri sa come il maestro di Ikebana che il fiore che tenta di coltivare ha radici ultraterrene, lo dici tu, svegliandosi non puo' costruire il ponte... Anna Pisano' "esiste", è la donna che ha visto qualcosa in via Sanzio o in via Deledda. Strano, è proprio lei la madre di quella figlia. E lei è una sognatrice, te lo garantisco.

Sappi che siamo in molti a tentare di disegnare ancora questo ideale ikebana, non si dimentica Sarah, perduta in quel metafisico incubo avetranese.

emax/massimo prati ha detto...

Bellissimo commento Jeanne.

Lo so che siamo in molti, la domanda è: "riusciremo?"
Ciao, Massimo

norma ha detto...

La signora A.P. non può dire che non ne sapeva nulla perchè,se fosse vero l'articolo de "La Voce di Manduria",secondo il quale il tel del sognatore sarebbe stato messo sotto controllo,esiste un'intercettazione telefonica in cui la s.ra in questione esorta il fioraio a parlare con gli inquirenti.Adesso lei nega,ma che altro dovrebbe fare?Appare strano a tutti il fatto che proprio sua figlia sia stata uno dei tre soggetti venuti a conoscenza delle visioni del fioraio e ancora appare strano che,una volta saputo di un simile racconto,non ne abbia parlato in famiglia e nello specifico a sua madre.

emax/massimo prati ha detto...

Ed allora rideremo quando la figlia confermerà il sogno perché non c'è realtà che possa avvallare un racconto del genere, solo chi prova a sporcare le acque lo può usare e rendere pubblico, e martedì è una giornata decisiva per Sabrina Misseri e le acque non devono essere limpide, esattamente come le altre volte.

Ti rendi conto Norma che a sette mesi dall'arresto di Sabrina Misseri ancora non si riesce a capire chi dice le cose perché le sa davvero, chi mente, chi si confonde e non sa cosa dice.

La vera vergogna è tenere in cella una ragazza senza avere in realtà nulla a conferma della sua colpevolezza, il resto non è un sogno ma un incubo che la procura sta cercando di far proseguire a quanto pare senza troppo successo.
Ciao, Massimo

Jeanne ha detto...

Ho risposto con un no Massimo ma il post è sparito. Quindi reitero, no, e me ne dispiace, si saprà forse un po' di più, ma non completamente.
Le radici dei fiori del male sono ben estese sotto il suolo brullo, si nutrono di giovani fili d'erba dal verde vivace. Questa è la mia teoria, e la mia conclusione. Quanti mondi sommersi! (E condivido l'assurdità di Sabrina Misseri in prigione). Buon lavoro!

Manlio Tummolo ha detto...

Se portando in giro fiori o ikebana, o anche frutta e verdura (la situazione è sempre la stessa), sento casualmente, nessuno sta badando a me, che è successo un certo fatto, ma che questo fatto è stato compiuto da persone notoriamente pericolose che potrebbero farmi fare la stessa fine così come ho sentito, che faccio ? O me ne sto zitto se non sono coraggioso. o dico di averlo sentito con rischi personali, oppure cerco di dare strane versioni (un sogno, una visione, un pre-sentimento, un'ispirazione divina, ecc.) con le quali cerco di portare l'attenzione sul fatto sentito, ma senza essere costretto poi ad eventuali confronti che potrebbero essere pericolosi. In questi giorni si dà notizia di un 62.enne ucciso con un colpo di pistola, e poi dove occultato ? In un pozzo, una soluzione che, evidentemente, non dev'essere tanto rara, specie se si tratta di pozzi artesiani ad uso di sola irrigazione agricola, quindi acqua che, sebbene inquinata, non è consumata per bere, quindi nessuno riesce ad accorgersi, salvo aprirlo, di ciò che vi si trova. Resta comunque il fatto che di tutte queste giravolte, la chiave rimane Michele Misseri, perché, che sia vera o falsa la versione del rapimento, quelle date da lui, ad iniziare dalla prima, sarebbero perlomeno parziali, non localizzate in modo reale, e questo sicuramente non per favorire le indagini. Dunque, non reinterrogare Misseri sulla versione "fiorita" del fioraio, escluderlo di qui in avanti da ulteriori interrogatori,sarebbe un nuovo errore aggiunto ai non pochi già compiuti da parte della Procura.

emax/massimo prati ha detto...

Grazie Jeanne, la tua opinione pareggia la mia.

Se qualche post sparisce rimandalo. Anche se non credo capiterà più perché Google dovrebbe aver finito di sistemare ogni cosa e tutto da oggi pare essere tornato alla normalità. Ciao, Massimo.

emax/massimo prati ha detto...

Se chiudono le indagini l'interrogatorio diventa obbligato. Sempre, e mi ripeto, che chiudano le indagini. Non è che il fiorista li obbligherà a tenerle aperte altri sei mesi?
Ciao Manlio, Massimo

Manlio Tummolo ha detto...

Caro Prati, le indagini per un omicidio possono durare fino a tre anni, ma di sicuro non possono tenere in carcere padre e figlia, comunque poi si orientino, per tre anni. Domani vedremo che cosa farà la Corte di Cassazione che tuttavia, se applica (e non vedo ragione di non applicarla) la recente sentenza della Corte Costituzionale, dovrebbe liberare dal carcere sia Michele sia Sabrina Misseri, ma lasciarli agli arresti domiciliari in sedi ovviamente diverse, e sempre che non vi siano ulteriori rinvii.

mercutio ha detto...

E' di qualche ora fa, la notizia che la Cassazione ha sancito il "NO", alla richiesta di scarcerazione avanzata dai difensori di Sarina Misseri.
Che ne pensi, Massimo, della piega che sta prendendo la situazione?
Non vedo rose per l'avvenire dell'indagata
Ciao, mercutio

emax/massimo prati ha detto...

Dove lo hai letto Mercutio? Io ho cercato ma ho letto solo che la decisione ci sarà domani e per ora ci sono articoli in si dice che il procuratore a chiesto ai giudici di tenerla in cella.

In ogni caso non credo possano tenerla in carcere, non ne esistono più le condizioni essendo cambiato tutto lo scenario. Sto giusto aspettando la sentenza per scrivere un articolo. Ne parliamo domani. Ciao, Massimo

Manlio Tummolo ha detto...

Non bisogna confondere le richieste del Procuratore Generale della Cassazione, che evidentemente si è adeguato alle idee della Procura tarantina, come quasi sempre avviene in questi casi, con l'ordinanza finale. D'altronde, nulla di cui meravigliarsi se tale Corte respingerà ambedue i ricorsi, malgrado la recente sentenza della Corte Costituzionale in merito alla non-obbligatorietà della custodia cautelare in carcere, anche per indagati di omicidio mafioso. Ora non si verrà a sostenere che Sabrina Misseri è assai più pericolosa degli indagati di mafia. D'altronde, nulla di cui meravigliarsi. Cicerone disse "Summum Jus, summa iniuria", ed era giurista pure lui. Non più teneri furono Lutero e Goethe, a cui è attribuito il detto germanico "Juristen, boese Christen !" (Giuristi, cattivi cristiani !). In letteratura, d'ogni provenienza nazionale, le satire e le critiche contro i magistrati si trovano a miriadi. Già vi è , nell'argomentazione del procuratore generale, una formidabile contraddizione con i fatti: nulla vi è, egli ha sostenuto secondo i giornalisti, di nuovo contro l'impianto accusatorio. Ma, e la versione del fioraio veggente ? Le ritrattazioni del padre Michele ? Girando nei vari siti di giornali, compreso il TG 1, non vi è ancora apparsa la decisione della Corte, probabilmente vi sarà un rinvìo almeno per una delle due decisioni. Comunque si vedrà. Possono fare quello che vogliono, ma oltre un anno non possono tenerla dentro, a meno di non affermare che Sabrina Misseri è la peggiore delinquente d'Italia. Resterebbe ancora poi lo spazio per un ricorso alla Corte Europea dei diritti dell'Uomo: siccome lì si opera attraverso la conoscenza di un Diritto comparato, non so che figura farebbe il nostro sistema giudiziario, se la si tenesse tuttora in carcere slla base di dichiarazioni estorte e di sogni mutanti in realtà (o viceversa).

Mimosa ha detto...

Quello che scrive Mercutio è il sintomo di quanto incidono sull'opinione pubblica i titoli degli articoli ... anch'io stavo per cadere nel tranello!
Bisogna leggere tutto l'articolo e anche tra le righe ... mi sembravi essere stato giornalista, Mercutio ....
Saluti, Mimosa

emax/massimo prati ha detto...

Purtroppo Mimosa ha avuto ragione Mercutio perché alle 21.30 la Cassazione ha respinto il ricorso della Misseri sull'ordinanza del 12 Novembre. Un fatto inconcepibile ed incomprensibile. C'è da dire che ha annullato e rimandato al tribunale di Taranto l'ordinanza del 18 Gennaio. Mi informerò meglio poi scriverò. Ciao, Massimo

mercutio ha detto...

X Minosa
Non e stato il titolo dell'articolo a trarmi in inganno, nè le richieste de PG, ma le deduzioni esplicite argomentate dalla difesa in presenza di cronisti, in attesa presso l'uscio della 1° sezione.
Che sia stato un giornalista può starne certa; ma non necessariamente di cronaca nera. La sua pseudo ironia, comunque, è sicuramente fuori posto.
La serbi per altre occasioni

Mimosa ha detto...

Scusi signor Mercutio non volevo essere pseudo-ironica, mi attenevo ai fatti,ossia alle notizie di quell'ora, riportate dalla cronaca di certe testate on-line poco affidabili. Alle quale, mi pareva, lei si attenesse ...

Giacomo ha detto...

La Cassazione ha dato un contentino ai colpevolisti, dichiarando inammissibile, per motivi procedurali, il primo ricorso, che quindi non ha nemmeno preso in esame.
Naturalmente la stampa e la tv che si ostinano ad essere colpevoliste, perché hanno visto che così vendono di più e fanno più audience, batteranno la grancassa, come hanno già cominciato, dicendo che la Cassazione ha detto che Sabrina deve restare in carcere.

In realtà implicitamente LA CASSAZIONE HA DETTO CHE SABRINA DEVE ESSERE LIBERATA.

Difatti ha ANNULLATO la seconda ordinanza del tribunale del riesame che negava la libertà a Sabrina, gli ha detto che è (anzi era, perché non esiste più) un'ordinanza "farlocca" e che la deve rifare.
Naturalmente la Cassazione ha aggiunto che i giudici del riesame dovranno essere DIVERSI, rispetto a quelli che hanno emesso l'ordinanza "farlocca".
Orbene quando un giudice si vede rinviare un provvedimento dalla Cassazione, non può limitarsi a riproporlo, cambiando qualche virgola, ma deve seguire le "istruzioni" che la Cassazione gli darà attraverso le motivazioni della sua sentenza di annullamento.
In sostanza la Cassazione gli dice di cambiare decisione. Quindi se prima il riesame aveva detto che Sabrina doveva restare in galera, adesso dovrà dire che Sabrina deve essere mandata a casa.

Purtroppo intanto passeranno altri mesi e Sabrina nel frattempo continuerà a stare in carcere...

Giacomo

Sara ha detto...

..potrebbe incidere in tutto questo la storia del profilo di FB gestito ANCHE da Sabrina con il manichino legato e "una ragazza bionda che galleggia in una pozza"?
..perchè salta fuori solo ora questo particolare? (o sono io a nn ricordarlo?)

Manlio Tummolo ha detto...

IL MODELLO DI PILATO

E' un'antica tradizione, risalente perlomeno a Pilato, quella di volersi lavare le mani del sangue degli innocenti. Ancora una volta la tradizione è stata seguita. Il fatto che, mentre un ricorso è stato considerato "inammissibile" senza che però la stampa ci informi sulle motivazioni (probabilmente, vizi di forma), l'altro è stato parzialmente accettato con rinvìo al Tribunale di partenza. Esattamente il comportamento pilatesco degno di una grande tradizione (da Pilato ad Erode e da Erode a Pilato). In varie occasioni ho segnalato che, al di là delle beghe berlusconiane, una cosa è certa: la Magistratura va radicalmente riformata fin dalla formazione di base (vedi Facoltà di Giurisprudenza), sia nel fatto che la Magistratura gode di "autodichìa", ovvero della facoltà di giudicarsi da sé. In tal modo si assolve sempre dei suoi errori d'ogni natura. E' necessario prevedere e creare, sul piano costituzionale, un Organo di indagine e di giudizio penale, del tutto indipendente (per es., costituito da docenti universitari di Diritto costituzionale, amministrativo e penale con relative procedure), in grado di valutare i comportamenti passibili di illiceità dei magistrati. In pratica, la sentenza della Corte Costituzionale, fresca di una o due settimane, è stata presa completamene sottogamba, ma forse ciò è dipeso dal fatto che gli stessi avvocati difensori non se ne sono ricordati. E quanto ho detto sulla formazione giurisprudenziale dei magistrati vale pure per gli avvocati difensori: sembrano più aggressivi quando devono difendere un criminale incallito, piuttosto che un indagato presumibilmente innocente e comunque all'eventuale sua prima esperienza di crimine. Infine, resta ancora la possibilità di ulteriore ricorso alla Corte Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell'Uomo a Strasburgo, ma nel frattempo l'anno di custodia cautelare sarà esaurito.

Giacomo ha detto...

Io non sono pessimista sull'esito finale del ricorso. Bisogna vedere che cosa dirà la motivazione della sentenza.
Lo sconcio sono i tempi infiniti che ogni passo procedurale richiede.
Un altro grave sconcio è che sui mezzi d'informazione si è scatenata di nuovo la canea colpevolista: danno una notizia tutto sommato non sfavorevole per Sabrina, intitolandola come una notizia di contenuto opposto: la Cassazione respinge il ricorso.
In realtà LA CASSAZIONE HA ACCOLTO IL RICORSO e non credo che la nuova ordinanza del riesame potrà semplicemente reiterare la decisione annullata.
Certo la detenzione di Sabrina si prolunga, e questa non è una buona notizia. Ma di sicuro i suoi avvocati la inviteranno a vedere il bicchiere mezzo pieno.

Giacomo

Michele M. ha detto...

E' possibile secondo voi che il fioraio abbia visto sì la scena che descrive ma che la persona che sequestrava Sarah non fosse un membro della famiglia Misseri? Se per ipotesi fosse la Spagnoletti? Da quanto ne sò lavora a Torre Colimena che dista 6km da Avetrana, dieci minuti di auto e arrivando in paese dalla stale 130 che arriva dal mare si imbocca prorio viale Kennedy. Quindi la sua presenza in viale Kennedy dopo le 14 è compatibile con i suoi orari di lavoro. Inoltre la Spagnoletti invia il rpimo sms a sabrina "il tempo di mettermi il costume e vengo" solo alle 14.23: non un pò tardi? Non crea un buco di almeno 10-15 minuti? Possiamo fidarci della testimonianza della madre? E poi passano altri 17 minuti prima che arrivi a suo dire in via Deledda: anche non fosse suffiente a dimostrare la sua colpevolezza aprirebbe almeno al strada al dubbio sulla sua attendibilità. Quinidn non credo che questo racconto del fioraio sia utilizzabile contro Sabrina, almeno stando ai criteri di valutazione imposti dalla Cassazione.