venerdì 13 maggio 2011

Salvatore Parolisi. E' ora di fare indagini a 360°

Salvatore Parolisi martedì è entrato nella caserma di Castello di Cisterna, quella in cui è avvenuta l'escussione da parte del procuratore Umberto Monti, alle diciassette e quindici e ne è uscito a mezzanotte e quaranta. Una volta finito è partito con la sua auto ed è andato a dormire a casa dei genitori di Melania. Quindi nessun fermo giudiziario. Ieri, mercoledì, alle nove si è presentato nuovamente nella stessa caserma con un sacco contenente gli abiti ed il giubbotto che indossava la mattina in cui ha accompagnato la figlia e la moglie alle visite mediche, programmate per il 18 Aprile (giorno della scomparsa), uscendone dopo un'ora per poi ripresentarsi nel pomeriggio pronto ad una nuova audizione. Due interrogatori in così poco tempo hanno fatto pensare ci fosse qualcosa che non andasse e che presto sarebbe accaduto ciò che tanti stanno aspettando. Ma a quanto pare tutto, al contrario di ciò che diversi giornalisti credevano, per il Parolisi è andato bene. Infatti alle nove di sera è nuovamente uscito da uomo libero, seppure senza scarpe perché consegnate dato che erano le stesse che portava ai piedi il giorno del sequestro di Melania. Per cui, dopo questo tour de force, occorre evidenziare il fatto che se le domande postegli dal Pm non avessero trovato una risposta convincente ora la sua posizione sarebbe ben diversa e non potrebbe girare per strada. E se il procuratore Monti ha ritenuto giusto non fermarlo nessuno di noi lo può ritenere un assassino.

E dispiace il sapere che martedì sera, mentre era in corso la prima audizione, un gruppo di persone, assiepate assieme ai giornalisti all'esterno della caserma, nel vedere un'auto dei carabinieri uscire, e nel pensare che l'uomo all'interno con un giornale in mano fosse il Parolisi, lo abbia apostrofato gridando proprio: "Assassino, bastardo assassino". Dispiace accadano certe cose, dispiace ma fanno capire una volta di più quanto male facciano alla gente comune certe comunicazioni, siano notizie di stampa o frasi pronunciate in televisione. I comunicatori mediatici (non tutti ma in buona parte), quali giornalisti, criminologi, avvocati, scrittori e psicanalisti, che non si capisce per quale motivo invece di stare in schermo non vadano al lavoro o a spasso col cagnolino, con parole assurde e generalizzando fanno sottintendere ai telespettatori chi sia, a parer loro e senza il suffragio di una sola prova, l'assassino di turno. Certo lo fanno dichiarando in anticipo di non voler in alcun modo colpevolizzare; ma questa non è una loro libera scelta perché, dopo quanto accaduto con Sarah Scazzi e Yara Gambirasio, li obbliga la nuova autoregolamentazione Rai (che s'è stancata prendere denunce). E comunque la suddetta frase ipocrita non li autorizza ad esporre in pubblico congetture che, alla fine dei conti, calzerebbero ad ogni persona si trovasse coinvolta in uno scenario simile. Quindi la cosa migliore che potrebbero fare sarebbe, se intenzionati a continuare i loro turpiloqui, quella di starsene a casa e non in video.

Salvatore Parolisi ha mentito non dicendo inizialmente che aveva in corso una "storia" con un'altra donna, è vero, ma bisogna che chi parla e scrive la smetta di fossilizzarsi solo su questo argomento continuando a dire che era una grande storia d'amore perché, osservando bene quanto è emerso, non pare proprio lo fosse. Ed è illogico che tanti giornalisti continuino a farla passare per tale perché in fin dei conti solo una ragazza molto innamorata poteva intenderla importante. Se, come ora pare essere, gli incontri fra i due sono stati molto frequenti solo inizialmente, quindi un paio di anni fa quando la moglie si trovava a Somma Vesuviana, e se, come ora pare essere, da quando Melania si è trasferita definitivamente a Folignano con la bambina si sono incontrati corpo a corpo solo in poche occasioni, forse sei o sette, si fa fatica, almeno io ne faccio, a definire quella fra i due amanti una storia d'amore che avrebbe potuto portare ad una rottura coniugale. E pure in presenza di diverse telefonate, di una linea "dedicata alla nuova fiamma", non è pensabile che un marito pensi di lasciare la moglie e la figlia per aprire un nuovo capitolo della sua vita senza alcuna base solida, quella che solo una frequentazione giornaliera ed una conoscenza migliore può dare. 

Ed anche l'indizio sventolato a colpevolezza che riguarda il prossimo trasferimento del caporalmaggiore a Sabaudia è parzialmente falso, eppure continua ad essere evocato come totalmente vero. Chi opera nel settore militare sa come funziona in questi casi. Non si viene mandati dove si vuole ma occorre mettere più città nel modulo di richiesta perché non è detto che in quella scelta vi sia posto. E Salvatore ne aveva scelte tre. Quella di Sabaudia era di certo la più gradita perché a soli 150 chilometri dalla casa dei familiari e non perché l'altra donna vi aveva la residenza. Se non si è militari è difficile capire che avere la residenza in una città non significa viverci. In questo caso, essendo anche l'amante un militare, pur avendo la residenza a Sabaudia una volta finito il corso di Lecce non sarebbe stata destinata nella caserma situata sotto casa sua ma in altre lontane. Per cui, con molta probabilità, invece di avvicinarsi si sarebbero allontanati.

Ma non è solo questo che è stato sventolato per affossare il Parolisi in questi giorni di tradimenti e bugie; anche quanto riferito dalla suora sul fatto che Melania volesse mandare la figlia nell'asilo da lei frequentato, pur se in parte vera, è una storiella raccontata solo in chiave colpevolista. In realtà, a detta del fratello, della zia e di altri familiari, sarebbe comunque stata una sistemazione temporanea in attesa che il Parolisi e sua moglie trovassero una casa nella città dove sarebbero andati a vivere. Quindi non un indizio che porti a pensare ad una separazione definitiva ma una semplice opportunità logistica. Però nei giorni passati questi dati ci hanno portato ad una deviazione di pensiero perché tutti abbiamo scoperto il caporalmaggiore essere un uomo che saltuariamente si incontrava con una ragazza innamorata e, per questo, disponibile. Dispiace metterla su un piano sessuale perché per lei era di certo una storia d'amore importante. D'altronde non lo fosse stata avrebbe capito prima, e non solo quando i magistrati in fase di interrogatorio l'hanno imbeccata in tal senso, che parlarsi al telefono ed incontrarsi sporadicamente per fare sesso non significa amarsi.

Abbiamo capito anche che il Parolisi è un bastardo di quelli che se incontrano una ragazza bella non si tirano indietro ed anzi promettono quanto non manterranno mai pur di poter ottenere qualche incontro in più. Questo perché quando Melania ha scoperto la tresca, alla nascita della bimba e quindi diciotto mesi fa, ed ha chiamato la terza incomoda invitandola a non incontrarsi più col marito lui, di certo in maniera infida, ha voluto continuare la relazione extraconiugale comprando, proprio per non rischiare di essere scoperto nuovamente dalla moglie, un cellulare da usare solo con chi non avrebbe più dovuto incontrare. Perciò, alla fine della fiera, siamo venuti a conoscenza di alcuni particolari intimi del Parolisi della moglie e dell'amante, niente di più niente di meno. Siamo venuti a conoscenza del fatto che lui alle donne racconta un sacco di bugie e che, sempre sia vero ciò che ha detto agli inquirenti, non ha parlato della ragazza e del telefonino per non turbare ulteriormente la famiglia della moglie.

Questo è il servizio che la stampa ci ha consegnato, il servizio che ci ha permesso di pensare, l'ho pensato anch'io, che se uno mente una volta lo fa in ogni occasione, perciò sempre. Ed allora d'ora in avanti non basiamoci più su quanto ha riferito il marito bugiardo ma sui dati assodati, usciti dal riserbo in cui i giornalisti dello scoop hanno costretto gli inquirenti, oppure sulle indiscrezioni che vanno anche in favore del Parolisi. Perché ce ne sono anche in tal senso e non è giusto nasconderle e parlare sempre e solo di quelle che lo possono colpevolizzare.

Una di queste, pare sia qualcosa più di una indiscrezione, emersa solo lunedì pomeriggio, dopo l'interrogatorio di un vicino di casa della coppia, dice che la famiglia è uscita per andare a Colle San Marco alle 14.10, non prima, e che erano tutti insieme al momento di salire in auto. E questa accorcia notevolmente i tempi ed impossibilità il marito al delitto. Un altro dato sicuro ce lo forniscono quelli del Ros che, dopo aver condotto esperimenti sull'area fra Colle e Ripe, al contrario di quanto detto inizialmente da altri tecnici dichiarano che le celle in cui si agganciano i cellulari delle due zone sono praticamente interscambiabili, quindi i cellulari presenti nella prima località possono collegarsi, con una probabilità del 60/70%, alla cella della seconda e viceversa. E questa azzera lo scoop dato un paio di giorni fa che dava per certa la presenza dell'uomo sul luogo dell'omicidio proprio perché il suo cellulare aveva agganciato la cella di Ripe. Un altro dato fondamentale, anche questo certo al 70/80%, lo portano gli analisti del Ris. Loro, in disaccordo totale col patologo di Teramo, nella relazione inviata alla procura di Ascoli affermano che le nove ferite inferte in un secondo tempo non possono risalire a ore successive ma, al massimo, a poche decine di minuti dopo la morte. Quindi l'assassino, se di uno solo si tratta, non se n'è andato subito ma ha atteso che la sua vittima morisse.

Inoltre, di questo non vi è piena conferma, parlano di due mani diverse, in pratica due persone avrebbero colpito la donna con lo stesso coltello, o con coltelli identici, in momenti successivi. Ricordiamoci che le seconde ferite sono sia le "leggere" sia quelle che hanno disegnato la svastica nella gamba. Ma c'è un altra indiscrezione, e manca poco alla conferma, che pur non essendo precisa aiuta il Parolisi; riguarda l'ora della morte che sarebbe da far coincidere non più con l'inizio della digestione, come dettoci dalla stampa qualche giorno fa, ma mentre era in atto la digestione. La differenza è sottile ma sostanziale in quanto si passa dai presunti quaranta/cinquanta minuti, nel primo caso, all'ora e mezza/due nel secondo caso.

Quindi è facile capire il motivo per cui Salvatore Parolisi non è stato fermato o arrestato. E' molto probabile che nel momento in cui sua moglie moriva lui la stesse cercando a Colle San Marco e si apprestasse a chiamare i carabinieri. Tutto il resto al momento è solo immaginazione letteraria nata a causa delle sue bugie. Bugie che non l'hanno aiutato e non gli hanno certamente fatto fare una bella figura. Bugie stupide che, fosse stato completamente uomo dentro, avrebbe potuto evitare. Però essere bugiardi non significa avere ucciso e, pur se qualche dubbio ancora resta, il comportamento tenuto nei suoi confronti dal procuratore Monti potrebbe dare il modo di accantonarlo o, al limite, di lasciarlo in una posizione defilata in attesa di riscontri reali che potrebbero venire dai vestiti o dalle scarpe consegnate ieri. Fra l'altro gli interrogatori continui, che creano la sovraesposizione mediatica, lo stanno di certo facendo soffrire psicologicamente. Come lo fa soffrire il sapere che i propri genitori si vergognano ad uscire di casa. Non è una situazione facile la sua e per riuscire ad uscirne sta collaborando in maniera totale, più di quanto sta facendo non credo si possa fare.

Forse l'hanno capito anche in procura perché ieri, a ventidue giorni dal ritrovamento del corpo, per la prima volta qualche giornalista ha scritto dell'opportunità, visto che quella del marito pare una pista inconcludente, di modificare le indagini e cercare l'assassino in luoghi diversi da quelli finora esplorati. Il fatto importante è che uno dei suddetti giornalisti ha buone conoscenze fra gli inquirenti ascolani. Quindi è verosimile che anche chi indaga abbia deciso di cercare l'assassino all'esterno del nucleo familiare. Ma quale direzione prendere? Potrebbe trattarsi di una vendetta, di due balordi, di un tentativo di stupro e anche di altro. Le piste sono tante e senza l'aiuto di chi ha visto sarà difficile seguirle fino in fondo. Perché in certi casi serve l'aiuto della gente altrimenti non si va da nessuna parte.

Al pianoro di San Marco ed a Ripe, purtroppo, chi ha visto qualcosa, perché non è possibile nessuno abbia visto, non parla. E se pensiamo che neppure chi ha trovato il corpo si è fatto vivo coi carabinieri, se estraneo alla vicenda non avrebbe nulla da temere, ci viene facile capire quanto sia complicato indagare all'esterno della coppia e quanto sia più semplice incolpare il marito, o il convivente, che le statistiche, se a morire di morte violenta è una donna, danno per assassino nella maggioranza dei casi.
Ma se stavolta l'omicida si trovasse nella minoranza? Io credo sia arrivato il momento di indagare veramente a 360°... e non solo a parole.


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10 commenti:

emax/massimo prati ha detto...

Come avrete notato oggi, ed in parte anche ieri e due giorni fa, il blog non ha accettato commenti ed ed accettava solo la lettura.
Il problema è sorto perché Google si è accorta di alcuni problemi nei domini blogspot e sta cercando di risolverli.

Pertanto alcuni post rimossi potrebbero non essere più disponibili ed anche alcuni commenti potrebbero aver fatto la stessa fine.

Se vi accorgete di qualche articolo o commento mancante vi prego di comunicarmelo e proverò a ripristinarlo.

Grazie, Massimo

Sira ha detto...

Ciao Massimo, stasera forse per la prima volta Salvo Sottile è riuscito a condurre una trasmissione imparziale, analizzando i fatti, le contraddizioni ma soprattutto mandando in onda un intervista rilasciata a Quarto Grado da Salvatore, nella quale chiede con cortesia di lasciarlo in pace e di non guardare a lui come un assassino, ma semmai come un infedele, come un uomo che ha sbagliato.
Inoltre il Sottile ha elencato alcune bufale uscite sui giornali e su internet questa settimana, dando la spiegazione reale a quelle che erano solo interpretazioni di alcuni giornalisti volte solo a creare sospetti e pregiudizi su Salvatore.
Ultima notizia uscita ieri e' stata quella del ritrovamento dell'anello, ma oggi stavo leggendo che gli inquirenti hanno confermato che l'anello è stato trovato il giorno dopo il ritrovamento e che la notizia è quindi di 20 gg fa circa e non di ieri.
Sira

Mimosa ha detto...

E' un disatro, caro Massimo... io ho vista la sparizione di alcuni articoli ... non solo questo ... e avevo postato un paio di commenti anche in altri articoli ... ma ancora niente! Quando tornerà tutto a posto? il clima è caliente! Ci sono tante pseudo novità da commentare!!!
Mmosa

lori ha detto...

Ciao Massimo, in effetti sono scomparsi vari commenti, anche qui, a proposito di questo tuo ultimo articolo
lori

emax/massimo prati ha detto...

Ciao Sira.
Questo articolo non è l'originale, l'ho messo io perché google quello del giorno 11 non lo aveva rimesso e non sapevo se mai l'avessero cancellato o perduto.
Comunque questa mattina è stato riposizionato senza i commenti. Se non riappaiono nel primo pomeriggio li rimetto io. Ancora non l'ho fatto perché non vorrei creare guai ai tecnici che ancora stanno lavorando.
Massimo

Mimosa ha detto...

Ciao Massimo. Non potrebbe essere che Melania sia stata uccisa per una sorta di orripilante vendetta contro l’addestratore, per colpire lui? Tutti quegli indizi (ma quali poi?), compreso l’anello di fidanzamento trovato lontano dal corpo, secondo me hanno l’aria di una messa in scena per far ricadere sul marito tutti i sospetti. In tal caso sono convinta che l’assassino o la assassina sapesse dei tradimenti.
Mimosa

emax/massimo prati ha detto...

Non ci sarebbe da stupirsene, anche se io tendo sempre a credere che la soluzione più semplice, specialmente se ci sono dei depistaggi, è la migliore, e la più semplice l'ho scritta in un articolo.
E' chiaro che mi andrebbe bene un qualsiasi assassino provato, fosse anche una donna soldato,un commilitone, una amante ferita o anche il marito, l'importante è che chi l'ha massacrata vada in galera a vita. Ciao, Massimo

Mimosa ha detto...

Ciao Massimo, scusa, sono qui di nuovo. Vorrei ancora provare a dire la mia su diversi punti della vicenda intorno ai quali ruotano “notizie” vere e false. Tu, con la tua consueta lucida analisi, hai scritto che coloro che ce le propinano mentono anch’essi e sono perfettamente d’accordo, non si capisce mai qual è la bocca che parla per prima, ogni inviato afferma di avere le sue “fonti” … ma quanti sono quelli che in Procura sanno e parlano??? e perché quando piove spifferano una cosa e quando c’è il sole un’altra? Poi tutti qua e là poi si “scopiazzano” e diffondono la “notizia” come fosse il vangelo, tanto che dichiarano di affidarsi alla carta stampata sia i conduttori sia i salottieri televisivi, a cui ultimamente si è aggiunta una Falcetti che rimane sempre una ... toh, “indigesta”, posso dirlo?
Per non far troppo lungo il post (e non annoiarti), espongo una considerazione alla volta, basandomi sulla ricostruzione del Parolisi, riservandomi il seguito ad altre puntate.
Primo punto: “Melania non è mai stata vista alle altalene”. E infatti, concordo pienamente con quanto aggiungi rispondendo a Luciano, ieri, riguardo a chi c’era nei dintorni quando la famigliola Parolisi è arrivata, circa alle 14.30-35. Ci sono “indiscrezioni” da gole profonde su questo? Certo gli inquirenti avranno posto questa domanda a Salvatore! Dovremmo dedurre che praticamente non c’era nessuno così vicino da poter riconoscere lui, lei e la bimba, altrimenti perché non viene fatto un appello a fornire testimonianza?! Effettivamente tante altre persone sono arrivate DOPO che Melania si era allontanata per recarsi in bagno, compresi la scolaresca, i giovanotti in moto ecc. e quell’avv. con l’amico, i quali appunto – chiacchierando tra di loro – a mala pena intravvidero una famigliola con 2 bambini alle altalene e poi notarono la donna coi capelli ricci e gli occhiali passare dietro alla loro panchina (andava anche lei al bagno in ristorante?). Perché dunque continuare a dire (persino da Meo Ponte che all’inizio ho stimato … ma ora …) “Melania non è mai stata vista alle altalene” come se davvero non ci fosse mai stata! Ma, scusa, una cosa è vera solo se è vista? San Tommaso (ficcanaso, si dice con la rima in un detto popolare) non ha insegnato nulla?

E’ credibile che il marito abbia cinicamente pensato a tutta quella messa in scena??? L’avrebbe premeditata tutta la notte e sarebbe riuscito a fare il macello di sua moglie in un QUARTO D’ORA (calcolando i tempi dei tragitti dalle 14.10, partenza da Ascoli a Ripe, da Ripe al Colle, dal Colle alle altalene – parcheggiando, slacciando la creatura dal seggiolino, beatamente dondolando la bimba per un paio di minuti, ritornando all’auto, riposizionando Vittoria sul seggiolino – per andare dalle altalene al ristorante alle 15.30) e nel frattempo anche depistando con le telefonate??? Meno male che la Pretura di Ascoli non è quella di Taranto!
Cosa intendi per “soluzione più semplice, specialmente ci sono i depistaggi”? Tutta quella scena del crimine non mi pare induca a pensare ad una soluzione semplice, che sia lontana dalla reità del marito, … spero non penserai a lui … lo credi un altro Michele Misseri che fa la “falsa”?
Ciao, Mimosa
PS. Sono stati trovati gli occhiali da sole di Melania?

emax/massimo prati ha detto...

Parto dalla fine Mimosa.
Gli occhiali da sole non sono stati trovati, ma non parliamo di un accessorio unico, come potrebbe essere un anello con brillanti, e se l'assassino li indossasse non darebbe nell'occhio, andiamo verso l'estate. Chiaramente un assassino sconosciuto a Salvatore.

La soluzione semplice è quella che ho proposto in altri post fin dall'inizio. Qualcuno che l'ha caricata in auto quando ha imboccato la via del ristorante. Poi che siano stati degli sbandati, una banda di violenti o dei drogati cambia poco.

Sai che l'anno scorso a Milano ci sono stati quasi 500 stupri denunciati? E se fai conto che solo il 10% delle donne li denuncia...

Certo Ascoli e Teramo non sono Milano, ma una percentuale si potrà pur fare, non è che lì abitano solo stinchi di santo.

Ora passo alla scena del crimine che non induce a pensare una soluzione semplice che sia lontana dalla realtà del marito... a parer tuo e dei giornalisti, non mio.

Ammettiamo ci sia stato un depistaggio. Ma il depistaggio è alquanto strano perché non tutti hanno siringhe a portata di mano. E risulta strano anche nell'ipotesi che le siringhe fossero state gettate da qualche tossico nei giorni precedenti, poi raccolte ed usate dall'assassino, perché chi si droga non gira con un laccio emostatico, che se ne fa? Mica deve togliersi il sangue, tu quanto ti fai punture usi un laccio? Ma la cosa più importante, e mi pare strano non la tengano in considerazione ad Ascoli, è un'altra... chi ha inserito l'ago nel petto di Melania con cosa l'ha fatto? Un delitto d'impeto, o passionale, non prevede l'uso dei guanti e quindi una delle due tracce di dna trovate sulla siringa dev'essere, di logica conseguenza perché non può essere diversamente, quella dell'assassino depistatore... e sappiamo che nessuna delle due è del Parolisi.

Ma il depistaggio prevede anche la svastica. La svastica è utilizzata da diverse bande di violenti anche in Abruzzo. Nel mese di Febbraio, sia a Teramo che a Sanbenedetto, ne sono state disegnate tante, poi cancellate dagli addetti mandati dalle amministrazioni comunali. Alcune su dei cassonetti dell'immondizia, poi bruciati, in un quartiere popolato in maggioranza da extracomunitari. Altre davanti al liceo di Teramo e su diversi muri della città.

Quindi siamo sicuri si tratti di depistaggio?
Ed inoltre, nell'eventualità lo fosse, davvero lo avrebbe fatto una mentalità militare? Se sì dev'essere un militare veramente poco furbo dato che gli inquirenti l'hanno capito in meno di dieci minuti.

No Mimosa, non credo sia stato il Parolisi ed anzi sono convinto che si sta facendo tanto lavoro e tanto baccano per nulla. Per carità, la pista la dovevano seguire... ma era da tenere a lato, a mio modo di vedere, e non in primo piano.

Se ci si fosse basati anche sulle statistiche, sulla casistica degli ultimi venti anni, e non solo quella italiana, dopo due giorni di indagini la pista Parolisi era da abbandonare perché il movente che gli si vorrebbe attribuire non è mai esistito in nessuno dei casi trattati precedentemente.
Infatti non è mai accaduto che un marito in colpa, dato che aveva lui le amanti, ed a quanto si dice lui la voleva lasciare, abbia infierito sulla moglie. Questo movente si poteva accollare bene a Melania in quanto lei vittima dei tradimenti.

Naturalmente il mio ragionamento non è il frutto della divina verità e può essere completamente sbagliato, questo è chiaro anche a me. Ciao Mimosa, Massimo

Mimosa ha detto...

Senti Massimo, la soluzione più semplice, a mio parere, è che qualcuno - non il marito! - abbia voluto complicare le cose per far ricadere su di lui le colpe ...
Costui, anzi, costei ... (penso sempre di più ad un esecutore femminile) deve aver letto molti libri gialli (sì, certo ... molti più di me... se è la critica che mi si può muovere ...).
Eppoi, la pista marito, io credo, gli investigatori l'hanno definitivamente abbandonata già durante le sue “audizioni”. Tanto è vero che il PM ai microfoni, seduto in macchina, ha detto che il Parolisi è stato sentito come "informato sui fatti" ed ha aggiunto "scarsamente informato" ... Ciò vuol dire - sempre a mio capire - che speravano di ottenere molte informazioni da lui su chi, come e perché, ma che lui non ha fornito informazioni utili e che le indagini stanno proseguendo in altre direzioni … non per niente sono stati sentiti commilitoni ed ex reclute … Mi sbaglio?
Scusa, sarà l'ora tarda, spero che non ci siamo stracapiti... Mimosa