lunedì 14 settembre 2015

Le strane amnesie di tutte le amiche di Yara e delle sue maestre di danza lasciano l'amaro in bocca e fanno pensare...


Il processo contro Massimo Bossetti, venerdì mattina ha visto la solita ressa mediatica accalcarsi attorno al tribunale di Bergamo. L'Auditel voleva che il pubblico pagante ascoltasse i genitori della piccola, voleva succhiare i loro silenzi, attingere le loro lacrime e spargerle nell'etere per aumentare l'attenzione e l'emotività della pubblica opinione. Il resto non aveva alcuna rilevanza e nel pomeriggio i media hanno quasi tutti disertato l'aula in cui sfilavano i testimoni. In fondo che importa della verità che il processo dovrebbe stabilire? Che importa delle testimonianze che dovrebbero aiutare i giudici a capire quanto davvero c'entri il carpentiere di Mapello con la morte di Yara? Per i pennivendoli queste sono cose senza importanza. Loro in televisione ci dicono che sanno tutto, che solo dopo aver letto scrivono e parlano e querelano. Ma già la prima verifica ha dimostrato che non è così, che Bossetti l'hanno già condannato alla faccia di quanto viene detto in aula, che quanto pensato irrilevante al fine di uno scoop, le testimonianze di chi Yara la conosceva molto bene, è solo un contorno da accantonare ai bordi del piatto e far tornare in cucina. Questo è il modo usato dai giornalai nostrani. Come si fa a non capire quanto sia malata ciò che in troppi chiamano, fuori luogo, informazione? Siamo alla fase terminale della malattia? Fortunatamente no, perché ci sono ancora giornalisti con gli occhi ben aperti che quando gli pseudo-colleghi abbandonano restano sul pezzo per ascoltarlo fino in fondo. Parlo di Luca Telese che incurante delle diserzioni in tribunale è rimasto fino all'ultimo respiro, perché prima di informare i suoi lettori un vero giornalista deve avere il quadro della situazione chiaro e completo nella mente. E' dunque Luca Telese l'unico giornalista che ci ha informato correttamente. E quanto ha scritto sulle testimonianze delle amiche e delle insegnanti di danza di Yara lascia l'amaro in bocca e fa pensare che troppe siano le cose che non quadrano, che il Dna sia solo uno specchietto per le allodole che guardano gli opinionisti cinguettare in televisione... leggi l'articolo su Libero.it

115 commenti:

Anonimo ha detto...

Hai fatto bene, Prati, a riprendere il pezzo di Telese. Erano anni che non leggevo un pezzo così lontano - e così vivido nella sua cronaca puntuale - dall'embedded generalizzato a cui ci hanno abituato i quotidiani.

eli

Gilberto ha detto...

Articolo di vero giornalismo quello di Luca Telese.

ENRICO ha detto...

@ Eli

Perfettamente d'accordo. Stavo proprio accingendomi a scrivere le tue stesse considerazioni.

Inquietanti questi "non ricordo" delle compagne di ginnastica....

Dudu' ha detto...

Che una mamma rifiuti anche il solo sospetto che delle amiche possano essere coinvolte è"quasi" normale(ma anche no se si vuole "il" colpevole), non è normale per chi indaga però. Un grazie a Luca Telese per la buona informazione e a Massimo per averlo segnalato e persegue nella ricerca della verità qualunque essa sia. Ciao Dudù

Gilberto ha detto...

Quello di Luca Telese è più di un articolo è un affresco nel quale il giornalista è riuscito a fissare in una istantanea tutta la verità del caso Yara. La lettura è bella e piena di pathos ma non è facile sciogliere l’enigma che contiene, come se la scrittura abbia una tale intensità da non riuscire a vedere in trasparenza tutto quello che contiene. Eppure gli elementi ci sono tutti, in ordine sparso è riuscito a cogliere quello che può sciogliere l’enigma. Nessuno credo sia riuscito a penetrare così a fondo il caso Yara e a porre in risalto tutto quello che davvero risulta essenziale. Talvolta la verità è tra le righe, in quelle immagini che Luca Telese ha saputo proporre con intuito profondo e grande sensibilità.

Dan F. ha detto...

Ok bravo Telese, in ogni caso ci vogliono prove e non sensazioni. Non vorrei però che Telese, come tanti suoi colleghi in altre occasioni, sia rimasto lì già con un idea precostituita che poi gli avrebbe permesso di scrivere un buon "pezzo"... L'idea della morte di Yara originata in palestra non è certo nuova - almeno una pagina Facebook se ne fa portabandiera con veemenza da tempo: ma, ripeto, ci vogliono prove o almeno validi indizi e una logica degli accadimenti stringente.
Poi resta sempre il grande enigma: come ci è finito il solo DNA nucleare di Bossetti sui resti di Yara?

Francamente vorrei che giornalisti come Telese, o altri noti, si cimentassero più su questo che su pezzi d'atmosfera con cui è facile emozionare: qui però contano i fatti tecnici e i nostri giornalisti se ne tengono di solito ben lontani perché sono pigri, hanno poco tempo e dovrebbero studiare materie che ignorano. Spesso ignorano anche l'aritmetica elementare... Ma è un altro discorso.

TommyS. ha detto...

Dan F.

Il DNA della Brena ed il suo atteggiamento in aula non mi sembrano proprio pezzi d'atmosfera.

Anonimo ha detto...

Non dimenticheremo mai. Avevano detto.
Dall'Eco di Bergamo, del 28 novembre 2011.

http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/250667_abbiamo_pensato_al_suo_sorriso_in_gara_nel_ricordo_dellamica_yara/

eli

Luca Cheli ha detto...

La cosa triste è che si debba gioire perché c'è qualcuno che fa quello che dovrebbero fare tutti...

Il punto non è se Telese abbia ragione o meno sulla pista alternativa, ma il fatto che non abbia seguito un gregge.

Il fatto che ciò debba essere salutato come un atto quasi eroico dovrebbe far capire quanto siamo messi male.

Un po' come esultare perché la sentenza Knox-Sollecito ha detto che bisogna rispettare il codice di procedura penale ... è una gran cosa, ma solo perché siamo in una situazione disastrata.

Dudu' ha detto...

Nemmeno a me TommyS
O forse ci sono dna di serie A e dna di serie B ?
Rimane la domanda come anche quelle tracce possano essere sopravissute indenni per tre mesi di eventi climatici...non ammetteranno mai che l'han portato li sotto il loro naso dopo che furono interrotte le ricerche sopra quel campo.

Verissimo Luca Cheli

Dudu' ha detto...

Dan F. Ha detto:
"Poi resta sempre il grande enigma: come ci è finito il solo DNA nucleare di Bossetti sui resti di Yara? "

Permettimi una piccola precisazione dall'alto della mia ignoranza. Al dna di ignoto 1 sono arrivati per calcoli statici e provabilistici, non corrispondente al 100%. Sono un po' infastidita che alcuni perseverino in questo errore d'attribuzione non corrispondente a verità. Perciò se scrivi ignoto1forseBossetti già mi parrebbe una formula più adeguata ,assente di un attuale riscontro scientifico. Che ne dici? Ciao Dudù

Dudu' ha detto...

Scusate, domandina,
Qualcuno di voi conosce dove di preciso vennero trovate(polso o avanbraccio), cosa di preciso ( impronta intera mano?) potevano rappresentare? (Presa dritta o rovescia?)

Gilberto ha detto...

Riformulo il mio intervento del 14 settembre delle ore 17:23:00 che ho inviato per errore mentre lo stavo ancora elaborando:

Quello di Luca Telese è più di un articolo è un affresco nel quale il giornalista è riuscito a fissare in una istantanea tutta la verità del caso Yara. La scrittura è bella e piena di pathos ma non è facile sciogliere l’enigma, non si riesce a vedere in trasparenza tutto quello che contiene. Eppure gli elementi ci sono tutti, in ordine sparso il giornalista è riuscito a cogliere elementi nuovi, non solo suggestioni. Nessuno credo sia riuscito a penetrare così a fondo il caso Yara e a porre in risalto quello che risulta essenziale, la psicologia della ragazza, il suo ambiente familiare, le sue relazioni e soprattutto il suo contesto emotivo. Talvolta la verità è tra le righe, in quelle immagini che Luca Telese ha saputo proporre con intuito e sensibilità. Non credo che sarà il laboratorio ad offrire la soluzione del caso. Tutti quelle migliaia di reperti, quello sceening di massa… sembra più che altro un gran polverone che finisce per occultare gli elementi davvero importanti che il nostro giornalista è riuscito a enucleare in modo elegante e incisivo. Da una indagine tradizionale senza l’ambaradan di acidi nucleici e agitatori molecolari, un bravo investigatore sarebbe arrivato da tempo alla soluzione del caso. Talvolta (non sempre) la cosiddetta prova scientifica diventa più un ostacolo che una vera opportunità.

PINO ha detto...

X GILBERTO
Mi associo interamente alla tua definizione di "affresco" dello scritto, scevro da tendenziosità ed apriorismo, di Telese.
Dopo averlo letto ripetute volte con l'attenzione che meritava, mi sentii autorizzato ad esprimere, nel mio primo commento, la strana sensazione di imbarazzo suscitata da quelle definisco perentoriamente delle "constatazioni" chiare e di tenore prettamente informativo, che il vero giornalismo dovrebbe emulare.
Ti auguro una buona giornata.
Pino

P ha detto...

Err. corr. "CHE" definisco. P.

Gilberto ha detto...

Bah... La mia risposta è finita sotto un altro articolo.

Grazie Pino. Mi fa piacere che ci troviamo in perfetta sintonia.
Ciao
Gilberto

TommyS. ha detto...

Gilberto

Concordo pienamente con quanto hai scritto. Bisogna però allora domandarsi perché le indagini presero ad un certo punto la direzione dello screening di massa del DNA (anche se non è proprio così perché Damiano Guerinoni venne fatto rientrare in Italia quando il suo alibi era facilmente verificabile). Considerato che il DNA di Ignoto1 deve aver inevitabilmente sollevato dubbi e sospetti, come scritto tra le righe e non solo nella relazione del RIS, chi e cosa intervenne a far sì che le indagini tradizionali non venissero più portate avanti?

PINO ha detto...

TommyS
Forse perchè la strada aperta dal dna fu ritenuta la più facile (almeno all'inizio).
Con la stessa causale, fu interrotto la pista "branco ragazzi", e quella "Fikri" che non mi è mai parsa risolta.
Ora si "potrebbe" riaprire la prima, ma non credo cha sarà mai fatto.

Anonimo ha detto...

Intanto va tolto la parola "strane". E' più che normale che delle ragazzine non ricordino situazioni della loro normale quotidianità insieme a Yara. Il pezzo di Telese è la normale telecronaca a cui ormai non siamo più abituati. Oggi l'informazione deve a tutti i costi essere sensazionale, allora giù teorie e supposizioni fuori dalla logica dei fatti, come appunto secondo l'accusa le testimonianze di alcune ragazzine devono avere peso sulla colpevolezza di Bossetti. Ma tutto questo succede perché ancora oggi, dopo 5 anni non esiste una ricostruzione dei fatti. E' possibile che ancora oggi nessuno non è in grado di capire come siano andate veramente le cose? Eppure gli elementi ci sono per conoscere la dinamica della scomparsa di Yara. Potrei tentare di ricostruirla, ma non voglio essere passata per una persona presuntuosa. Comunque per es. non è più utile chiamare a testimoniare quel papà che disse di aver visto Yara in palestra in attesa di qualcuno, questa è l'impressione avuta da questo papà, quando ormai si sa che Yara esce dalla palestra per tornare a casa e un giovane la vede parlare con due persone vicino alla loro auto. A questo punto non viene da chiedersi perché Yara torna in palestra come fa supporre la testimonianza di questo papà? Comunque l'impianto accusatorio ormai è così inverosimile che rimane difficile seguire tutte le tappe del processo. Spetta alla Difesa adesso darci delucidazione per capire la verità sulla morte di Yara.

Anonimo ha detto...

ANONIMA(?) delle 11,35, perchè ti nascondi?
A parte che sia stato facile individuarti, potevi almeno usare un "nik". Ciao cara!
fr.

TommyS. ha detto...

Anonimo 11:35

La parola "strane" mi sembra invece doverosa nel caso di deposizioni così lacunose di un intero gruppo di persone che all'epoca della scomparsa vennero chiamate a testimoniare più volte. E tra queste ve ne era una, la Brena, che era inevitabile, dopo il ritrovamento, fosse stata attenzionata in particolar modo a causa del suo DNA ritrovato sul giubbotto. Costei all'epoca non era una bambina, era già maggiorenne e perfettamente consapevole che la sua posizione era a rischio. Impossibile non ricordi ora, non dico tutti ma almeno la maggior parte dei dettagli di quelle testimonianze. Per cui il coro dei "non ricordo" di venerdì è da considerare decisamente sospetto.

Con questo non voglio insinuare automaticamente che Silvia Brena sia coinvolta nel delitto, ma che le reticenze evidenti forse sono state dettate dal timore di un proprio nuovo coinvolgimento nella vicenda. E se non suo direttamente (ma il DNA sembra proprio fosse il suo) forse del fratello o di qualche amico sui quali all'epoca magari erano sorti sospetti anche da parte del gruppo delle ginnaste. Questo però non è accettabile in un processo penale che deciderà sicuramente sulla vita futura di una persona la cui colpevolezza è ancora tutta da provare. Per atteggiamenti analoghi, anche se differenti, a Taranto sono state rinviate a giudizio numerose persone solamente per il sospetto che coprissero un proprio familiare e amico che per giunta non era indagato per il delitto di Sarah Scazzi. Anche se è sicuramente deprecabile averne chiesto il rinvio a giudizio quando ancora una verità giudiziaria su Buccolieri è ben lungi dall'essere raggiunta.

La mia personale impressione è che da parte di tutte le ragazze si volesse evitare la riapertura di una fase di sospetti, per cui meglio fare la figura delle smemorate ragazzotte che pensano solamente ai fatti propri. Ma questo è contro la legge, che ti richiede di dire tutta la verità. Possono loro essere sicure che il responsabile del delitto di Yara non appartenga al loro giro di conoscenze e parentele? Con quale diritto possono in un'aula di giustizia considerare che un colpevole l'hanno già preso e ci pensi lui a dimostrare la propria innocenza, basta che non vengano più a romperci le scatole?

Gilberto ha detto...

A Tommy S.
Certo i misteri sono due, il primo riguarda l'omicidio di Yara e il secondo le modalità delle indagini come tu hai più volte messo in evidenza...

Vanna ha detto...


TommyS., condivido tutto quello che hai scritto e aggiungo, sempre in riferimento all’anonimo che non vuole apparire “ persona presuntuosa” e che ritiene “ non più utile chiamare a testimoniare quel papà che disse di aver visto Yara in palestra in attesa di qualcuno, questa è l'impressione avuta da questo papà, quando ormai si sa che Yara esce dalla palestra per tornare a casa e un giovane la vede parlare con due persone vicino alla loro auto. ”
Potrebbe essere utilissimo invece risentirlo, magari per verificare che non ricorda pure lui e quindi tenere aperti i dubbi sulla memoria collettiva della società del bergamasco che sembra essere simile ad altre realtà territoriali quando si vuole nascondere... ciò che è sgradito.
Eppure, sempre in quella zona, hanno la memoria che funziona a intermittenza, se qualcuno ricordò che Guerinoni aveva avuto una storia (e più storie) con una signora eccetera eccetera… che gentiluomini!
L’ “ anonimo” continua valutando che: “ l'impianto accusatorio ormai è così inverosimile che rimane difficile seguire tutte le tappe del processo.” Strano, per me è facile capire queste tappe, e di queste cose non ne capisco nulla.
Ancora l’ ineffabile sempre anonimo conclude: “ Spetta alla Difesa adesso darci delucidazione per capire la verità sulla morte di Yara.”
E la Difesa si sta muovendo con molta difficoltà in un percorso predefinito nel quale il ritornello canta le amnesie e il nuovo non è accettato.
Forse in Cassazione la Difesa potrà difendere, ed allora i “non ricordo “ diventeranno sonno ipnotico.
Tempo fa scrissi che sarebbe stato opportuno effettuare uno studio antropologico, verificare l’ambiente sportivo, le amicizie, i compiti, i disegni di Yara.
Dall’articolo di Telese emerge il nuovo per me: la ragazzina era oggetto di bullismo e non aveva amichette vere, visto come testimoniano, non escludo che suscitasse invidia per la sua compostezza e disciplina.
Questa morte è acqua passata, il cantiere é divenuto centro commerciale, i vari dna non sono serviti a nulla, il mondo sportivo è chiuso a riccio, la maestra è come un’anguilla inchiappabile nel Mar dei Sargassi, l’avvocato non può proporre nulla che non sia predefinito.
E la Difesa deve “delucidare” quello che non le è permesso di fare?
Se ripercorre gli interrogatori riceve risposte senza ricordo… e, per me, senza anima né cuore.
L’avvocato Salvagni sta operando secondo il suo mandato e spero che continui ad avere la grinta giusta.

emax/massimo prati ha detto...

Per TommyS

A processo la signora Gambirasio ha anche detto che la madre di Damiano Guerinoni nel tempo era diventata la sua migliore amica e che Damiano frequentava spesso e volentieri la sua, e di Yara, casa.

La domanda da porsi è un'altra, a parer mio: i soci della discoteca accertati erano 32.000 - a questi si devono aggiungere i dipendenti delle aziende che sono in quella zona industriale, oltre ai rappresentanti e ai camionisti che la frequentavano per ordini e scarico/carico, oltre a quegli uomini che in quel campo si appartavano con le donnine presenti sul viale. In totale stiamo parlando di circa 35.000 persone che avrebbero dovuto controllare (quindi molti di più dei dna analizzati (18.000) e solo nell'area di Chignolo)... con quale criterio si è fatta la selezione? Per quale motivo hanno scelto di controllare alcuni e non controllare altri?

Ps. senza considerare i ragazzi non tesserati alla discoteca che comunque non potevano non esserci e (se non all'interno con qualche amico tesserato) stazionavano di fronte alla discoteca (penso anche ai pusher...)

Ciao, Massimo

TommyS. ha detto...

Massimo

A quanto è scritto negli atti, Damiano Guerinoni è stato individuato come parente in via patrilineare grazie alla coincidenza dell'aplotipo Y e forse ad alcune alleli condivisi nei marcatori considerati. Questo potrebbe far pensare che si sia fatta una scrematura considerando solamente gli individui di sesso maschile. Ma questo sarebbe stato illogico, o sospetto, visto che era stato isolato sui guanti anche un DNA femminile di soggetto ignoto.

Se consideriamo che molti dei 18.000 soggetti chiamati a fornire un campione di DNA erano stati individuati grazie ai tabulati, la questione diventa sempre meno chiara.

Sicuramente Damiano G. era potenzialmente un sospetto vista la frequentazione della casa. Ma se era sospettabile e si trovava in America Latina, prima di richiamarlo in Italia, con il rischio che se fosse stato davvero lui l'assassino si desse definitivamente alla latitanza, si poteva verificare il suo alibi in altri modi. Per esempio controllando le liste passeggeri degli aerei, chiedendo la collaborazione della polizia locale e del consolato e così via. Per cui è proprio il fatto che abbiano voluto richiamarlo in Italia per chiedergli il DNA che ho sempre trovato strano se non sospetto.

Tutte le indagini sulla discoteca e sulla pista genetica che ha portato a Guerinoni, come per altro l'analisi dei tabulati, è stata condotta dalla polizia della Questura di Bergamo in collaborazione con lo SCO di Giobbi e con la Scientifica della Stefanoni. Spero che a processo (do per scontato facciano parte dei 700 testi richiesti dalla difesa) possano fornire delucidazioni e chiarimenti. Ma tutta la vicenda continua a sembrare strana.

Sai per caso chi ha analizzato per primo i filmati di videosorveglianza? La PS od i CC (e fra questi quelli del comando provinciale od il ROS)?

Ciao

pleiades ha detto...

A mio giudizio la cernita fu fatta perchè si era intuito (assai correttamente) che la chiave del delitto provenisse dall'ambiente delle "Sabbie Mobili" e dal traffico di droga che li scorreva a valanghe,probabile che venisse presa in considerazione la giovane età dei frequentanti.
Il personaggio DG è estremamente sospettabile non per l'omicidio in se ma nel ruolo che ha avuto (e non escludo che con la scusa del Dna i carabinieri lo chiamino per interrogarlo,evidententemente il suo nome è uscito fuori in qualche modo),e visto anche il suo comportamento successivo assai ambiguo collego con ogni probabilità la rubrica dei 79 numeri con il suo personaggio,che possiamo immaginare quale attività svolga nella discoteca (di cui pare fosse di casa).
Del giro di consumatori ovviamente fanno parte tanti ragazzi/e che sanno anche chi fa cosa,alcune delle quali sono state già sentite e sanno benissimo cosa successe.

PINO ha detto...

TommyS
ct)"Per cui il coro dei "non ricordo" di venerdì è da considerare decisamente sospetto."Questa constatazione, inserita in calce al tuo post delle 12,11, da spazio ad altre non meno intriganti.
Potrebbe essere vero che le ragazze non abbiano ricordato alcuni dettagli delle loro stesse deposizioni, rese in tempo utile agli inquirenti.
Ma è altrettanto vero che per accettare come sincera tale "collettiva" perdita di memoria, manchino gli estremi atti a confortarla.
Quindi, caro Tommy, quel "sospetto" di cui hai avvertito la sensazione, sia pure senza preconcetti, potrebbe riaprire uno spiraglio dal quale "sbirciare" orizzonti diversi e nuovi.
Gli stessi, spesso e ripetutamente proposti da Vanna, circa possibili protezioni, e formulazioni di depistaggi sottili ma efficaci.
E' solo una teoria, sia chiaro, ma anche il tedesco Schliemann (spero che il cognome sia esatto) da una teoria, giunse alla scoperta della troia omerica.
Pino

Biologo ha detto...

@TommyS.

TommyS. ha scritto - "Considerato che il DNA di Ignoto1 deve aver inevitabilmente sollevato dubbi e sospetti, come scritto tra le righe e non solo nella relazione del RIS, chi e cosa intervenne a far sì che le indagini tradizionali non venissero più portate avanti?"

Qualcuno che era a conoscenza di fatti che consentivano di escludere il coinvolgimento di persone al difuori del ristretto ambito territoriale locale.

E, allo stesso tempo, qualcuno che, pur avendo guardato i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona, non ha pensato che si dovesse attribuire un significato particolare ai passaggi di un furgone.

Se così non fosse ci si sarebbe prima orientati ad una più semplice ricerca del furgone piuttosto che alla raccolta di circa 18000 campioni di DNA.
A conferma di questa logica c'è il fatto che nel periodo successivo all'arresto del Bossetti le ricerche per l'attribuzione del furgone si sono risolte in un tempo relativamente breve e, di certo, si sono dimostrate assai meno complesse della comparazione su ampia scala dei profili di DNA.

Vanna ha detto...

Grazie Pino caro, che ricordi i miei convincimenti ripetuti strenuamente e noiosamente, forse.
Mi sembra che da parecchi giorni qui, si stia facendo un lavoro di revisione aggiornata e approfondita molto seria sul caso in questione.
Buona serata!
Vanna

Paolo A ha detto...

Vi posto un mio intervento che ho fatto ieri in un altro articolo, con alcune modifiche:
Per Nautila
Ho un dubbio circa il modo di conservazione miracoloso di questi DNA trovati sui vestiti di Yara; e se invece di DNA artificiali si sono usati DNA veri, non trovati nei vestiti, ma DNA presi con il prelievo buccale; questo dubbio mi è sorto già da molto ed in particolare per il processo contro Raniero Busco per la morte di Simonetta Cesaroni. In quel caso venne rinvenuto su una canottiera di Simonetta il DNA di Busco e quel DNA derivava da saliva, la cosa che mi sono sempre chiesto è come un indumento conservato alla rinfusa con altri, abbia dato a distanza di tanti anni un campione di DNA con relativa parte proteica tale da indicarne la provenienza da saliva, è mai possibile che ogni volta che i RIS analizzano qualche cosa riescano a trovare DNA leggibili che francamente sono difficilmente spiegabili, anche perché le tracce di sangue sulla porta e sul telefono, sicuramente lasciate dall'assassino ferito, che avevano subito lo stesso trattamento di conservazione non hanno dato un DNA perfettamente leggibile. Una manomissione dei dati di provenienza dei campioni è più realistico di DNA che sopravvivono per mesi a condizioni ambientali che le farebbero degradare.
Queste considerazioni mi sono venute in mente quando sono venuto a conoscenza di tutte le peripezie che hanno fatto per trovare questo fantomatico Ignoto1, in poche parole quando gli inquirenti hanno fatto irruzione nella discoteca Sabbie Mobili hanno sequestrato una lista di persone che erano di Brembate, in quella lista c'era Damiano Guerinoni, che guarda caso è figlio di una collaboratrice familiare di casa Gambirasio, questo ragazzo all'epoca aveva circa 20 anni, venne richiamato dal Brasile in fretta e furia e venne sottoposto a prelievo ed esame del DNA e guarda caso il suo DNA risultò molto simile a quello ritrovato sugli indumenti di Yara.
Damiano Guerinoni però aveva un alibi di ferro, si trovava all'estero nel momento della scomparsa di Yara, ma allora, se si trovava all'estero perché venne richiamato dal Brasile per sottoporsi all'esame del DNA, evidentemente questo particolare non era a conoscenza degli inquirenti, sarebbe bastato controllare le liste dei voli aerei e si sarebbero subito trovati arrivi e partenze di D.Guerinoni visto e considerato che in Brasile si va in aereo e allora quando gli inquirenti sarebbero venuti a conoscenza dell'alibi, probabilmente quando hanno chiesto spiegazioni al soggetto o ai familiari sui movimenti della sera della scomparsa di Yara.
In altre parole, per me, Damiano Guerinoni è Ignoto 1 e 2, anche perché durante una trasmissione televisiva il colonnello Garofalo disse che se D.Guerinoni non avesse avuto un alibi di ferro sarebbe finito sicuramente indagato per l'omicidio di Yara e cosi si spiegherebbero le anomalie del DNA mitocondriale.

ENRICO ha detto...

Paolo A

In effetti se gli investigatori erano certi – in seguito al controllo dei nominativi dei passeggeri in volo per il Perù e a verifiche presso altre fonti d’informazione ufficiali ( cosa che mi rifiuto di credere non abbiano fatto ! ) - che Damiano Guerinoni, nel giorno e NELLE ORE relative alla scomparsa di Yara, si trovava effettivamente in Sudamerica, per quali motivo lo hanno fatto precipitosamente rientrare in Italia per sottoporlo al prelievo ?

Ho l’impressione che su questo aspetto non abbiamo dati completi. D’altro canto se la Difesa non ha sollevato obiezioni in proposito significherebbe che il fatto non sarebbe rilevante

Anche se non c’è dubbio che la domanda che ti sei posto tu me la sono posta anche io a suo tempo….e non ho trovato risposta adeguata

pleiades ha detto...

@Paolo

DG ha un alibi di ferro x il 26 Novembre,ma non per il ven. 19 Novembre,data in cui sembra succedere qualcosa di strano (MGB e la moglie il giorno dopo in pratica interrompono i loro contatti per una decina di giorni nonostante la suocera proprio il 19 venga ricoverata).
Immagina la teoria affermata da Salvagni della "non tanto" baby gang (ci sono anche ventenni,ma ricorda anche il tredicenne che contatta il numero di Yara un centinaio di volte,segno che i clienti possono essere giovanissimi)e immaginala composta da DG,Castillo (che verrà praticamente giustiziato in stile mafioso),la ragazza indiana ed altri che probabilmente pagheranno in altri tempi ed in altri modi.
Immaginati l'idea di una vendetta trasversale per colui che scappa ed al quale la data di quel Venerdì viene diverse volte ripetuta,e ti avvicinerai alla verità.

Paolo A ha detto...

Pleiades non capisco, Yara scompare il 26 novembre, il 19 novembre che importanza ha per il caso in questione.

Anonimo ha detto...

Paolo A,

come può essere Ignoto 1 ? Aveva un alibi per quella sera, ma ora mi pare di ricordare che partì il 26 e forse l'orario del suo volo gli permetteva di rientrare fra i sospettati. Poi anche il DNA lo escluderebbe.
Il DNA nucleare di Ignoto 1 è compatibile con G.Guerinoni padre e Arzuffi madre.
Damiano Guerinoni invece risulta avere un DNA nucleare materno diverso; questo perché non è figlio di Ester, e nemmeno di una gemella omozigote di Ester (che tra l'altro non esiste).
Naturalmente partendo dal dato che il genoma di Ignoto 1 sia genuino e non artefatto, se no il discorso si complica a dismisura. Come se le cose non fossero già abbastanza complicate...

Biologo,
sono perfettamente d'accordo con te.

Nautilina

ENRICO ha detto...


quella di Damiano Guerinoni che proprio il 26 novembre parte per il Perù sembra quasi una fuga...più che una fortunata coincidenza

Paolo A ha detto...

Per Nautila
Il mio intervento era per affermare che per me quel DNA trovato su Yara proprio non esiste, gli Ignoti 1 e 2 sono il risultato di analisi su altre tracce poi fatte passare per tracce trovate su Yara.
Ora nel tuo intervento mi dici che in realtà Damiano Guerinoni era a Brembate S la sera della scomparsa di Yara e che il suo alibi non era tanto granitico, da quello che mi risulta invece il suo alibi è a prova di bomba, tanto è vero che Garofalo disse che se D Guerinoni non avesse avuto un alibi inattaccabile sarebbe finito sotto inchiesta, Garofalo che è stato comandante dei RIS penso che abbia avuto accesso a notizie direttamente dai RIS e se ha detto una cosa simile, sentito con le mie orecchie, significa che quel DNA nucleare non escludeva a priori la presenza del DNA di D.Guerinoni sulla traccia sugli sleep. Comunque se qualcuno ha notizie certe sull'alibi di D.Guerinoni pubblichi un post così da chiarire bene questo aspetto che non è assolutamente secondario.

pleiades ha detto...

http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11654152/Yara--Massimo-Bossetti--il.html

http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/bossetti-sospetti-perch-inquirenti-sono-cos-interessati-data-80947.htm

http://www.giornalettismo.com/archives/1563353/yara-bossetti-ed-il-mistero-del-mistero-sul-20-novembre/

http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/massimo-giuseppe-bossetti-e-il-mistero-del-20-novembre-2010-1926898/

Quella data è molto importante x gli inquirenti ma verrà abbandonata in favore dell'assurda tesi del killer pedofilo.
Quel giorno successe qualcosa di grave che coinvolge tutta la vita DG che infatti scappa precipitosamente in Perù.
Vi ho parlato di una gang,di ciò che fanno,fatevi due conti e ricordatevi del giallo di Serena Mollicone,caso che viene archiviato proprio in questi giorni e che ha incredibili analogie con quello di Yara,compreso il suicidio di un carabiniere.
Nell'uno e nell'altro caso è evidente le ragazze vengono punite per le loro cattive amicizie.

Paolo A ha detto...

Per Pleiades
Scusa ma continuo a non capire, forse sarebbe meglio che esplicitassi la tua ricostruzione dei fatti per poter esprimere un'opinione.
Comunque la pista del 20 novembre mi pare che sia stata abbandonata, in quanto si sospettava che in quella data Bossetti e Yara si fossero incontrati durante una visita ad un osservatorio astronomico fatta con le rispettive famiglie o con l scuola per Yara.

Dan F. ha detto...

Sul pezzo di Telese

Ripeto, ampliandola qui la mia idea: Telese sa scrivere, ok, ma è anche un furbacchione, assiste ad un paio di interrogatori in cui, una ragazza in particolare, inanella dei "non so, non ricordo" (come faceva Andreotti, si badi bene...), lui sa dell'ipotesi alternativa che porta all'omicidio nato nell'ambito della palestra e da lì parte con un affresco che dovrebbe mettere in dubbio proprio quell'ambiente di ragazze "perfettine", suggerendo, senza dirlo apertamente, che stanno mentendo: si nasconde dietro un'impressione, sembra che tutto gli nasca lì mentre sta ascoltando l'interrogatorio...
Ricordiamoci bene che noi non abbiamo assistito all'interrogatorio stesso, stiamo leggendo quello che lui scrive, le sue impressioni molto personali e rivestite di letteratura (per me anche di qualità scadente -- ma è un gusto personale): per poter esprimere un giudizio sui fatti forse sarebbe meglio leggere i verbali dell'interrogatorio! Maigret era bravo nei romanzi, nella realtà non avrebbe scovato nemmeno un ladro di polli!

Saluti.

Dan F. ha detto...

Finalmente è tornato pleiades! :-) Tra i commentatori qui dentro di sicuro uno dei meno convenzionali e uno di quelli per i quali è richiesto un certo sforzo ermeneutico! ;-)

E finalmente si torna a parlare di Damiano Guerinoni... Come ho già detto in altri commenti la coincidenza che sua madre lavorasse dai Gambirasio e che lui conoscesse bene Yara è troppo grossa per essere solo una semplice coincidenza! Mettici poi la discoteca in cui era iscritto, Yara portata lì vicino, lì ucciso Castillo ecc.

Se è vero che lui parte il 26 Novembre (e negli stessi giorni partono anche Liviu e Fikri) la coincidenza, è chiaro, diventa, se possibile, ancora più grossa!

Invito qualunque statistisco a calcolare la probabilità complessiva che Bossetti:

- sia un pedofilo assassino
- sia un gemello
- sia un figlio illeggittimo
- abbia una cognata naturale che ha lavorato a casa della vittima (Yara)
- abbia lasciato il corpo della vittima in un campo vicino ad una discoteca frequentata dal suo cugino naturale (Damiano Guerinoni)
- nello stesso campo dove è stato ucciso nei mesi della scomparsa di Yara un'altra persona
- una persona del Sudamerica (Castillo) dove il cugino naturale si è poi recato
- proprio il giorno della scomparsa di Yara (data però da verificare!)

Ho tralasciato per pudore di mettere nell'elenco "abbia lasciato sul corpo della vittima un DNA ben conservatosi per ben 3 mesi all'adiaccio ma privo di mitocondriale"...

Saluti

Paolo A ha detto...

Per Dan F
Se si considerano tutti gli eventi disgiuntamente, ammettendo che il calcolo sia possibile, le probabilità sono molto basse, addirittura più basse di quelle che gli inquirenti ci hanno indicato per la possibilità di errore nella comparazione del DNA di Bossetti con quello di Ignoto1; se invece si considerano gli eventi in maniera congiunta allora le probabilità salgono in maniera vertiginosa, per esempio se si considera che Damiano Guerinoni era un frequentatore di casa Gambirasio, il DNA trovato su Yara è compatibile col suo e che, il corpo di Yara è stato abbandonato in un campo vicinissimo ad una discoteca frequentato proprio da D.Guerinoni, molto probabilmente se non avesse un alibi certo allora D. Guerinoni sarebbe in prigione già da un pezzo.
Secondo me su Yara non hanno trovato niente e qualcuno ha costruito uno "scenario" di tracce di DNA per poter trovare un colpevole, altrimenti come possono aver trovato tracce di DNA sulla manica del giubbotto di Yara se quel giubbotto è rimasto esposto all'aperto per mesi, oppure la stessa traccia 31g20 la cui parte proteica è degradata è a dato un DNA nucleare perfetto, una cosa di questo genere impossibile.
Per vedere se ho ragione o meno basterebbe comparare il mitocondriale della traccia 31g20 con il mitocondriale di Aurora Zanni madre di D. Guerinoni e mi pare che la difesa stia battendo questa pista già da molto.

Luca Cheli ha detto...

@ Dan F.

Mi permetto di dissentire su Maigret :-)

E' vero che i gialli di Simenon non arrivano al livello di sofisticazione nella complessità del delitto che si trova in quelli della Christie, però Maigret è certamente più umano di Poirot e sostanzialmente credo anche che rappresenti, più di Poirot e Holmes, ciò che poteva essere un "buon investigatore" reale di quell'epoca.

Scusate l'excursus giallistico.

ENRICO ha detto...

Paolo A.

basterebbe comparare il mitocondriale della traccia 31g20 con il mitocondriale di Aurora Zanni

Davo per scontato che i ricercatori (!?) lo avessero già fatto. Invece tu dici che il confronto non è stato effettuato.

Ma ne sei sicuro ? Se così fosse sarebbe una mancanza gravissima

Paolo A ha detto...

Per Enrico
Sinceramente non so se sia mai stato comparato, però sicuramente Aurora Zanni fa parte di quel gruppo di donne circa 500 che per la provenienza dovrebbero aver effettuato il prelievo del DNA per compararlo con quello presente nella traccia 31g20.
La difesa ha chiesto più volte il rilascio di questi esami e non so se siano stati depositati nel fascicolo processuale ed è una pista che la difesa sta battendo visto che ha chiesto alla madre di Yara le frequentazioni di Damiano Guerinoni a casa sua; comunque se la mia ipotesi è corretta, quel mitocondriale è di Aurora Zanni e allora chi ha scambiato i campioni sa che è la madre di Ignoto1-2 e non vorrà far emergere questo particolare per non mandare a gambe all'aria il processo ma soprattutto la sua carriera.

PINO ha detto...

Gli inquirenti non avrebbero lasciato un boccone così allettante come D. Guerinoni, se ci fosse stato un minimo appiglio per addentarlo.
E non presumiamo di essere gli unici a "spiluccare" su fatti già setacciati sufficientemente da chi era preposto a farlo per mestiere.
La dichiarazione del gen. Garofano, appartenente al pool accusatore, dovrebbe essere esaustiva a tale proposito.

pleiades ha detto...

@Paolo

Scusa non ho capito bene, "qualcuno avrebbe costruito uno scenario di tracce del DNA ?" a quanto pare se lo ha fatto è stato un tantino maldestro,oppure dici costruiamo un mezzo DNA e lo adattiamo a chi ci pare ?? Beh a parte la gravità dell'ipotesi lo trovo un pò surreale.

Paolo A ha detto...

Per Pino e Pleiades
Leggetevi il mio post del 15 settembre 2015 19:43:00 e capirete la mia ipotesi che spiegherebbe le tante stravaganze di questo caso.

pleiades ha detto...

Per la ricostruzione la faccio più breve ed impersonale che posso:

19 Novembre : una gang di pushers decide di "scalare" ,ovverosia non si accontenta più delle briciole ma vuole un pezzo di torta.
Allo scopo si appropria di qualcosa che avrebbero dovuto lasciar perdere,non escludo avvenga un'aggressione.
Già il Giovedì 25 uno di loro viene mezzo ammazzato,non uscirà più di casa ma pazientemente sarà atteso e fatto fuori.
Il Venerdì si decide di riavere il maltolto tenendo in ostaggio Yara e probabilmente in cambio,oltre all'osso,si vuole il responsabile che però è già uccel di bosco.
Viene dunque organizzato un bel comitato di accoglienza (si ricordi l'avvistamento delle due macchine tra Via Morlotti e Via Rampinelli a mò di posto di blocco intorno alle 18,00...Yara è già prigioniera).
Tuttavia gli incaricati di restituire l'osso probabilmente mangiano la foglia e si limitano ad arrivare alla rotonda di Via Tresolzio:

http://www.bergamosera.com/cms/2010/12/13/yara-ricerche-in-un-campo-di-mais-spunta-la-pista-della-ritorsione/

Mollano l'osso dopodichè se la danno a gambe.
Il vero mistero è ora questo,Yara doveva essere uccisa comunque ??
Se no perchè viene uccisa ? Si tratta di un'incidente perchè uno dei carcerieri ha alzato troppo il gomito ? Oppure una ritorsione perchè il responsabile non si è fatto vedere ??

Queste sono in realtà le domande che mi faccio e che andrebbero fatte. La mia ovviamente è una ricostruzione del tutto logica ed ipotetica senza prove,ma il movimento che ci fu quella sera in Via Rampinelli è comprovato e sospetto.
Non so francamente se nel processo con questa impostazione si arriverà mai a qualcosa del genere,con la procura che afferma l'esistenza di un killer pedofilo e la difesa che quella pista non la toccherà mai x evitare il coinvolgimento del proprio cliente.
Staremo a vedere.

pleiades ha detto...

@Pino

No DG è semmai la causa perchè molto vicino a lei,non certo il carnefice,peraltro per lui Yara era una sorella minore;si parla peraltro di messaggi su Fb dove lui esprime una sofferenza interiore inesplicabile.

Paolo A ha detto...

Per Pleiades
Se permetti la tua ricostruzione è totalmente illogica, Yara alle 18.00 è in palestra e non in ostaggio di qualche banda di spacciatori, D. Guerinoni non scappa all'improvviso in Brasile, anche se fosse partito il 26 novembre, quantomeno avrà dovuto prenotare il volo nei giorni precedenti, la guerra tra bande di spacciatori non risulta da nessuna parte e se intendi guerra di spacciatori l'omicidio di Castillo, quel caso è stato risolto e l'assassino condannato. Su una cosa ti do ragione, sul fatto che quella sera in via Rampinelli ci fossero personaggi poco raccomandabili e un'atmosfera agitata, quantomeno questo risulta dalle testimonianze di Abeni e Toracco che dicono la medesima cosa: due individui che discutono animatamente, forse ubriachi o drogati o tutte due le cose assieme, in via Rampinelli.

pleiades ha detto...

@ Paolo

Yara in quella palestra non mise mai piede,fu intercettata molto prima.
Lo dice qualcuno che partecipò all'azione nelle lettere ad "Oggi" che ritengo genuine.
Lo dicono altresì i cani molecolari che non ripercorreranno mai la pista a ritroso ma fiutarono solo l'odore di qualcuno che passò attraverso l'ingresso secondario.

Ora delle due l'una,o qualcuno là davanti (all'ingresso secondario) alle 17,42 riporta qualcun'altro che ha appena partecipato all'azione
oppure qualcuno sta portando fuori Yara verso il furgone.
Tenderei in linea di principio a questa seconda ipotesi ma i cani molecolari non mentono e convincere Yara ad uscire dall'ingresso secondario spontaneamente non so quanto sia possibile,ma si può discutere.
In entrambe i casi comunque alle 18,00 Yara è già prigioniera.
Tutti gli avvistamenti delle 18,45 sono demoliti,ritrattati e quindi falsi,diverse persone sono imbeccate e coinvolte.
Niente di illogico.Castillo viene ammazzato senza un motivo,la guerra,o meglio la battaglia c'è eccome;i carabinieri percorrono questa strada ma poi,non si sa per quali motivi viene interrotta.

ENRICO ha detto...

Pleiades

scusa ma io non ho capito niente della tua ipotetica ricostruzione . Ovviamente si tratta di un mio limite

Anonimo ha detto...

ussignur, car* Pleiades delle 13,06. Sarà anche vero (non ti conosco) che i tuoi post sono ermeneuticamente impegnativi, ma quanto scrivi sull'intercettazione di Yara addirittura alle 17,42 mi appare, perdonami, un po' fantasioso. Personalmente, poi, non so nulla delle lettere autografe di "chi partecipò all'azione" inviate ad Oggi....

Ieri sera mi sono letta anche qualche pagina di questo thread con molti post interessanti a firma di un certo "chi sigma", http://www.forumpolitico.net/viewtopic.php?f=22&t=27852&st=0&sk=t&sd=a&sid=7ca6ead99029cf90fe164f19b5465a88 . Interessante anche la puntata di Chi l'ha visto del 10 aprile 2013 in cui si parla - nel capitolo Yara - dello strano suicidio (chiamiamolo così) di quella ragazza indiana.

Troppi misteri, probabilità statistiche davvero singolari.

eli

Vanna ha detto...

PINO caro,
scrivi: "gli inquirenti non avrebbero lasciato un boccone così allettante come D. Guerinoni, se ci fosse stato un minimo appiglio per addentarlo."

Gli inquirenti hanno fermato una nave, hanno interrogato Fikri, non hanno controllato il suo furgone che ha continuato il viaggio... hanno rintracciato D.G...., a questo punto ho qualche riserva, se poi consideri che tempo dopo hanno sempre "addentato" la traccia "Guerinoni" tramite Ester.

Un poliziotti Guerinoni si uccide (??) a ridosso della scomparsa, questo cognome è molto frequente in zona oppure è tutto una coincidenza casuale?

Un saluto.

Vanna ha detto...

Pleiades, leggendo i tuoi post ho avuto l'impressione più di una volta che tu sia della zona bergamasca e che, come molti lì, sei a conoscenza di qualcosa.

Mostri una certa sicurezza nel riportare, e collegare, movimenti, fatti col mondo della droga, D.G. parte verso il sud America, il continente che coltiva la pianta di coca.

Secondo te, il Bossetti entra nella vicenda solo perché è un "Guerinoni"?

pleiades ha detto...

@Vanna

Ma che stai addi io so Romano de Roma !! E' che so leggere dove c'è da leggere,non so nulla che non abbia trovato nei giornali.
In realtà il Brigadiere che si suicida si chiama Gambirasio,non ha legami di parentela con Fulvio ma a mio giudizio è spinto al suicidio
proprio da quella vicenda.

Che MGB sia coinvolto lo dicono le immagini del suo furgone ed il suo DNA,ripeto,che non sia lui ad uccidere è abbastanza chiaro ma lo è altrettanto che lui è li e sa.

Trovo infine scandaloso il modo in cui fu tirato fuori Ignoto 3 e compare che ritengo con ogni probabilità l'ultimo anello della catena degli eventi di quella sera (salvo il trasporto sul campo di Chignolo che avverrà più in là).

La sicurezza non è assoluta ovviamente,ma la ricostruzione dei fatti è coerente e soprattutto il caso di Serena Mollicone dimostra non solo che può essere realtà ma che con ogni probabilità è la realtà.

PINO ha detto...

X VANNA
Non mi è mai piaciuto speculare, quando un determinato accadimento presenta risvolti non chiari, anche se ho avanzato qualche ipotesi, fondata, però, su basi accertate nel corso delle indagini ed indiscutibilmente riscontrati.
Avrai notato che i miei interventi (non numerosi, in verità) sono piuttosto concisi: evito, nei limiti del possibile, di dissertare lungamente, per evitare di intrappolarmi in un inutile giro di frasi e di parole, che rivelerebbero solo scialba scriptomania.
Ed il caso che stiamo trattando si presta molto a tale possibilità.
Ho citato le tue proposte, perchè le ho ritenute più verosimili di altre, anche in virtù delle spontanee constatazioni del giornalista Telese, manifestate nel suo articolo ospitato dal quotidiano "il Giornale"
Un caro saluto.
Pino

Dan F. ha detto...

@ pleiades 11:38

La tua ricostruzione "impersonale" è piuttosto affascinante -- io non sono d'accordo sull'ora del rapimento perché allora bisognerebbe supporre che anche tutte le ragazze/istruttrici della palestra mentono e dunque sarebbero coinvolte: comunque questo non incide molto sulla tua ipotesi. Quello che non ho capito, neanche nei mesi passati, quando ne hai cominciato a parlare, è perché proprio Yara: cioè prenderla in ostaggio per far saltar fuori chi? Damiano Guerinoni? Liviu? Magari addirittura suo padre? O chi altro?
Voglio dire che bisogna pensare che ci fosse un rapporto affettivo molto stretto per suppore di far saltar fuori qualcuno che sa di rischiare molto grosso se si fa vedere... Se è vero ciò che dice la Vilma Cuttini (e perché dubitarlo?) Liviu le avrebbe confessato di essere innamorato di Yara (dalla testimonianza della Cuttini non poteva che essere quella Yara lì, a meno che il suo ricordo non sia stato per così dire suggestionato e influenzato dagli eventi drammatici successivi), lo stesso Damiano G. avrebbe potuto avere un rapporto di tipo fraterno con Yara: nonostante questo però mi sembrano rapporti tutti da dimostrare e comunque piuttosto aleatori da quel poco che si sa. Se devo pensare ad una presa in ostaggio per una forma di ricatto penso in primo luogo alla famiglia ma mi pare che i comportamenti della famiglia stessa non abbiano dato assolutamente adito a ipotesi del genere -- a parte forse lo strano messaggio del padre Fulvio nella segreteria di Yara, messaggio che però, per la sua ambiguità semantica può essere interpretato in molti modi.

Anche a me l'idea di una banda (spacciatori, bulli o simili) è sempre parsa più seria del killer pedofilo solitario ma questo però si scontra proprio con la persona di Yara ed i suoi comportamenti: molto giovane, molto corretta ecc. Se però, Bossetti a parte, guardiamo a molti personaggi che in qualche modo sono entrati in questa vicenda o sono avvicinati ad essa, troviamo gente molto giovane (parlo del 2010): dall'istruttrice, a Damiano G. a Liviu a Fikri a Castillo allo stesso Tironi, tutti comunque attorno ai 20 anni, poco più o poco meno (mi piacerebbe sapere anche per esempio quanti aveva il fratello dell'istruttrice all'epoca), voglio dire siamo in piena età da discoteca (tutti vanno alle Sabbie Mobili) e soprattutto da sballo, da cazzate e anche da droga o magari da doping... Per cui mi viene da pensare che magari Yara, proprio nell'ambiente del centro sportivo e magari nella stessa palestra dove si allenava, abbia visto e/o sentito qualcosa che non doveva vedere o sentire e per questo le sia successo qualcosa, magari solo con l'intenzione di intimorirla, qualcosa che poi è sfuggito di mano a gente giovane e senza, come dire, un curriculum da veri criminali.

Proprio il fatto che sia capitata lì quella sera casualmente sorregge quest'ipotesi: ha visto qualcuno o alcuni che non si aspettavano che lei fosse lì e dunque li riconoscesse. Tra i nomi noti torniamo sempre a Liviu, Damiano G. l'istruttrice ma naturalmente ce ne possono essere molti altri che adesso ignoriamo.

Bossetti qui non saprei proprio come collocarlo, tantomeno il suo DNA nucleare senza mitocondriale... Eppure continuo a pensare che la sua parentela naturale e allora sconosciuta, con Damiano Guerinoni, non possa essere solo un caso!

Saluti.

Dan F. ha detto...

@ pleiades

Una domanda: tu ritieni che Bossetti possa aver avuto a che fare con spacciatori o roba simile? Magari portando un po' di roba qua e là per arrotondare? :-|

Saluti.

pleiades ha detto...

@Dan

Come ti ho detto non è facile dare un ruolo molto preciso,sicuramente a lei vengono rimproverate certe frequentazioni.
Purtroppo devo prendere atto dal punto di vista investigativo di quella sim con i 79 numeri di cui uno è di un coetaneo che chiama quel numero un centinaio di volte in pochi mesi e poi afferma candidamente di conoscere Yara solo di vista..
Quella sim viene FATTA RITROVARE appositamente (poteva tranquillamente sparire con il resto del telefono) proprio perchè si vuole sottolineare quel legame.
La telefonata delm padre di Yara oltremodo sospetta : "Sono passati 4 giorni,mi pare sia abbastanza,debbo incominciarmi a preoccupare ?"
La interpreto come il fatto che gli sia arrivata una voce che Yara stia subendo una "punizione" e che poteva stare tranquillo che sarebbe tornata.
A proposito,di questa telefonata nell'interrogatorio non si fa menzione...brutta cosa.

Per quanto riguarda la seconda volta è un'ipotesi piuttosto plausibile,una volta lui si tradisce dicendo di far sparire i coltellini usati per il fumo (?).Le sue assenze improvvise ed ingiustificate (magari perchè chiamato all'improvviso), l'atteggiamento della moglie che definire ambiguo è dire poco (in un'intercettazione lei ricorda benissimo che il 26 non aveva piovuto ed è quantomeno strano).
E poi ancora il silenzio tra loro in quei giorni nonostante la suocera (convivente) sia ricoverata e tre figli in comune.
E' un padroncino sui generis,non ha dipendenti,pare addirittura che il mese successivo non presenti neppure una fattura al commercialista,un conto in banca non proprio sontuoso ma comunque con 5 bocche da sfamare neanche malvagio,gite in Egitto,lampade.
Il fatto che lui ribadisce di non voler parlare x proteggere la famiglia (??).
Si direi proprio di si,ovviamente è da provare,ma nessuna delle due parti ovviamente ne ha la minima intenzione :-(

Dan F. ha detto...

@ Paolo A

Al perché Damiano Guerinoni sia stato fatto tornare dal Brasile nonostante avesse un alibi per il 26 Novembre ha già risposto qui sul blog un commentatore tempo fa: hanno convocato per il test migliaia e migliaia di persone, non potevano certo controllare l'alibi di tutti! Hanno semplicemente spedito una raccomandata all'ultimo indirizzo noto a tutte le migliaia di persone che ritenevano interessanti. Che Damiano G. sia tornato in Italia per fare l'esame del DNA testimonia a suo favore: se avesse avuto a che fare con l'esecuzione del delitto, cioè se avesse avuto il dubbio di aver contaminato il corpo di Yara, di certo non sarebbe tornato e sarebbe sparito da qualche parte in Sudamerica...

Sul perché Garofalo abbia detto che Damiano G. sarebbe sato stato uno dei principali indagati se non avesse avuto un alibi di ferro, francamente lo ignoro e anche non me lo spiego: se il DNA era di un altro lui che c'entrava? Infatti poi in tempi stretti si è anche visto che non poteva neppure essere un familiare stretto da lui conosciuto (e di cui magari essere complice).

Comunque ripeto: che Aurora Zanni, la mamma di Damiano, dunque la moglie del fratello del padre naturale di Bossetti, abbia lavorato in casa Gambirasio e fosse quasi di famiglia è una coincidenza troppo coincidente! Deve voler dire qualcosa...

Saluti.

Dan F. ha detto...

@ pleiades 23:35

Quindi ad esempio (dimmi se erro di molto) Yara, che non era certo un tipo da giro di droga (diciamo così per semplificare), però è stata vista più volte da qualcuno in atteggiamento amichevole, diciamo fraterno, con, magari, Damiano Guerinoni: questo qualcuno ritiene di fa venir fuori Damiano facendo leva su Yara che allo stesso tempo, causa il rapimento che doveva essere temporaneo (secondo la tua idea), avrebbe avuto una lezione per aver frequentato certe compagnie come il Guerinoni stesso. È di questo tipo il tuo ragionamento?

E per intanto il sito della ginnastica ritmica di Brembate è offline...
http://www.ritmicabrembatesopra.it/

Saluti.

Paolo A ha detto...

Per Dan F
Esatto, gli inquirenti non potevano conoscere gli alibi di tutti i convocati per i prelievi, tra questi vi era D.Guerinoni, di Brembate, iscritto nelle liste della discoteca Sabbie Mobili come diverse centinaia di persone del suo paese; D.Guerinoni ha un DNA che ha similitudini con quello di Ignoto, ma ha un alibi di ferro, talmente inattaccabile che nonostante le frequentazioni a casa Gambirasio esce dalle indagini, e quindi cosa è successo? La mia idea è che qualcuno all'interno dei laboratori abbia mischiato le carte in tavola, siccome D.Guerinoni proprio per le frequentazioni a casa Gambirasio per forza rientrava tra i principali sospettati, quel qualcuno nel laboratorio ha, diciamo, preso il campione del prelievo di saliva di D.Guerinoni e lo ha fatto passare per DNA trovato sulla traccia 31g20, in realtà quella traccia non poteva contenere un DNA nucleare con quelle caratteristiche di integrità, tanto è vero che i RIS lo scrivono nella relazione consegnata al fascicolo: "Pare quantomeno discutibile come ad una eventuale degradazione proteica della traccia non sia corrisposta una analoga degradazione del Dna" ma anche che "appare irragionevole pensare di associare ad un eventuale falso negativo (uguale a traccia molto degradata) su un test diagnostico un profilo genotipico straordinariamente di ottima qualità come è quello relativo al suddetto campione". D.Guerinoni a mio parere è Ignoto1-2, solo che non è l'assassino, la controprova sarebbe quello di comparare il DNA mitocondriale non attribuito a nessuno, con quello di Aurora Zanni.

pleiades ha detto...

@Dan

Leggi questo articolo:

http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/serena-mollicone-guglielmo-padre-denuncio-droga-camorra-la-uccise-1761934/

Successe anche per Yara più o meno la stessa cosa,di certo anche Serena frequentava cattive amicizie e conosceva segreti che non avrebbe dovuto rivelare.
Da notare l'incredibile coincidenza del suicidio di un carabiniere.

Come Serena infine credo che yara fu legata allo stile mafioso,con tanto di cappio che probabilmente la uccise.
I tagli sul suo corpo non furono a mio avviso provocati da un taglierino con rivestimento in titanio spessore 0,2 mm (???) perchè quei tagli non hanno semplicemente senso.
Più probabile che venga legata con un filo di questo tipo,che stringendosi taglieranno le sue carni.

http://it.aliexpress.com/item/0-2mm-Ta2-TI-TITANIUM-WIRE-ROUND-GENUINE-PURE-TITANIUM/32318195970.html

Anonimo ha detto...

a Pleades
Ma che c...o stai a dì! Vedi che sò de Roma pur'io, e de pallisti ne ho conosciuti, ma non co a fantasia tua.
Datte na carmata, e stai a sentì puro quello che dicono ia'rtri.
fr.

Anonimo ha detto...

Salve a tutti.

a Pleiades: la tua ipotesi non è così peregrina come può sembrare...

il problema è che vi sono in piedi, almeno in questo forum, molte altre ipotesi, altrettanto plausibili. e l'accusa cosa fa? prende la più comoda, ma praticamente insostenibile, del Bossetti che conosce Yara e le dà un passaggio...
ma per chi ci hanno preso? peggio del popolo bue?

MAX sempliciotto

Maddalena Nena ha detto...

@ pleiades
....ti dico solo che Yara uscì di casa con uno stereo da portare alle insegnanti in palestra, stereo che effettivamente è arrivato a loro.... per magia??

Anonimo ha detto...

Salve a tutti.

inoltre il leggere delle reticenze e dei non ricordo delle amiche al processo mi angustia, e non poco.

e sapere che il dna della giovane insegnante di ginnastica resiste bellamente alle intemperie sul polsino del giubbotto mi angustia ancor di più.

Max sempliciotto

Anonimo ha detto...

Salve a tutti.

Elenco ipotesi, è stato...

1-Bossetti da solo perchè arrapato.
2-Bossetti da solo perchè maldestro.
3-Bossetti da solo perchè vendicativo verso Fulvio Gambirasio.
4-Bossetti in compagnia perchè vendicativi vs F G.
5-Qualcuno della palestra perchè gelosi e/o vendicativi vs Yara.
6-Qualcuno dei tanti amici e/o conoscenti di Y perchè gelosi e/o vendicativi vs Y e/o familiari.
7-I due visti da Tironi con auto rossa perchè volevano riscatto da F G.
8-Altri due visti da una signora in Via Rampinelli per sesso, vendetta o riscatto.
9-Fickri da solo o in compagnia per sequestro, per tutti i motivi validi sopra scritti...
10-Scagnozzi di malavita varia, per vendetta vs F G.
11-Ignoti per eXoterismo e diavolerie.
12-Varie ed eventuali, solo perchè dopo pochi secondi le rimuoviamo...

MaX sempliciotto

Anonimo ha detto...

Salve a tutti.

domani altro giro al tribunale... ne sentiremo delle belle? sono già angustiato...

http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/processo-bossetti-venerdi-in-aulaparlera-anche-la-sorella-di-yara_1141114_11/?gender=Cene

certo che il dna dell'insegnante ultraresistente.... mah.

Mahx sempliciotto
PS la foto dell'articolo non vi fa pensare a qualcosa di strano?
poi magari no.

Maddalena Nena ha detto...

@Mahx sempliciotto
...già.... a me fa pensare che il cadavere non era affatto lontano dalla stradina sterrata che costeggia quegli edifici industriali....

Dan F. ha detto...

@Mahx sempliciotto

Che sono tutti maschi?
Che alcuni non hanno l'ombrello aperto anche se piove?
Che i capannoni sullo sfondo sembrano troppo vicini e con visuale libera perché nessuno aver notato prima il corpo? Ma la foto potrebbe essere stato scattata con un teleobiettivo oppure riguardare un altra cosa, un altro posto, un altro omicidio (Castillo?)

Saluti.

Maddalena Nena ha detto...

@Dan
Il luogo dove hanno trovato Eddy no, eccolo qui http://www.bergamosera.com/cms/wp-content/uploads/2013/05/eddy.jpg

Anonimo ha detto...


questa serie di ultimi post mostra un livello intellettuale non riscontrabile in natura.
Felicitazioni agli autori !

Anonimo ha detto...

@ ELI
Grazie per il link, non conoscevo quel forum. E mi son dovuta tappare un po' il naso perché quel tipo è decisamente molesto per me (troppi riferimenti alle scarse capacità logiche delle "donnine" e una vena di spocchia che traspare qua e là). Comunque sono riuscita a leggere tutta la conversazione (oddio, più che altro un monologo) dove si trovano delle analisi interessanti e approfondite.
Molti dei suoi ragionamenti li condivido, sono le stesse cose che ho sempre pensato.
Solo mi domando, perché a un certo punto ha smesso di scrivere? Si è convinto del coinvolgimento di Bossetti? Strano quell'improvviso silenzio.

Da lui ho appreso che Damiano Guerinoni era in Perù per volontariato. Un motivo poco in sintonia con il quadretto che alcuni dipingono di lui, ma si sa, la gente è cattiva, sospetta sempre il peggio.
Speravo di trovare nel web qualche altro dettaglio sulla sua partenza; purtroppo non ci sono riuscita, tutti i siti di news ripetono la stessa tiritera. Si vede che ho un falso ricordo...a quanto pare, quella sera, l'unico a partire davvero è stato il romeno Liviu che forse non c'entra niente.

Nautilina

Maddalena Nena ha detto...

Anonimo delle 15:45, sai com'è.... la gente lavora, non ha tutto questo tempo per scrivere l'Odissea per argomentare. A volte bastano poche parole. E potresti pure firmarti, così giusto per educazione.
Felicitazioni.

Anonimo ha detto...

Cara Nautilina, concordo assolutamente con te. Soggetto fastidiosamente misogino. Qualche suo commento, tuttavia, aveva spunti e argomenti che, almeno la sottoscritta, ignorava. La fine del thread? Misteriosa anche quella!

eli

Bruno ha detto...

e vuoi che non abbiano fatto l'analisi del dna ad Aurora Zanni.
Di sicuro l'avranno fatto. Ma pensandoci bene in questo caso Bossetti di sicuro non c'è proprio niente.
A questo punto mi viene il dubbio se effettivamente Ester abbia tradito il marito con il Guerinoni e che il vero padre, naturale e legale sia solo il Bossetti (mi pare Giovanni). Cosa ne pensate?

Dan F. ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Paolo A ha detto...

Per Bruno
Il fatto che Massimo Bossetti sia figlio biologico del padre legale è un dubbio che è stato avanzato da molti, anche io penso che non tutto sia chiaro in questa particolare vicenda, ci sono una serie di questioni che mi lasciano molto perplesso, la prima è che la Arzuffi neghi in maniera decisa la paternità del Guerinoni, la seconda è che il test di paternità tra Giovanni Bossetti e Massimo Bossetti è stato richiesto esplicitamente da parte del GIP Maccora e da quello che si sa la Procura non ha adempiuto alla richiesta, poi c'è un'altra questione che per me è un vero rompicapo: Massimo Bossetti ha un altro fratello maschio, il PM ha affermato in un interrogatorio che anche questo fratello non è figlio di G.Bossetti, la domanda che mi sono posto è quando sarebbe stato fatto questo prelievo di DNA a Fabio Bossetti e specialmente a Giovanni Bossetti, perché quantomeno il prelievo a Bossetti padre si sarebbe dovuto fare secondo il codice di procedura, invece, da quello che so, di tutto questo non c'è traccia nel fascicolo processuale.

magica ha detto...

x BRUNO
a volte mi viene da pensare che la ARZUFFI possa aver detto la verita' :I FIGLI SONO DEL MARITO ... possibile che ancora non lo dica , se ebbe un figlio con GUERINONI? lo avra' capito che le bugie hanno le gambe corte . .
senti un piccolo discorso DALLA signora ESTER , con la figlia .. chiedendosi : il problema del D.N-A potrebbe essere STATO stato perchè ho ricevuto trasfusioni?? ( un discorso di questo tipo ) beh non sara' per caso che la signora non sappia come nascono i bambini ? perchè fare supposizioni del genere di trasfusioni o donatori di sangue ..SEMBRA DA SPROVVEDUTI .. inoltre l'amico che fece lo scoop di: GUERINONI , padre di un figlio illegittimo, avuto da ESTER ARZUFFI .
.. mentre si trattava di 2 figli da parto gemellare . GUERINONI SAPEVA D'AVERE SOLO UN FIGLIO? potrebbe essere un'altra donna ad Avere avuto un figlio con GUERINONI ?

Dan F. ha detto...

@ pleiades 00:40

Non so, forse sono suggestionato dall'agiografia circolante, ma non riesco a immaginare Yara che frequentava "cattive amicizie"... E poi come e quando? E non riesco a credere che i genitori non sapessero o sospettassero di nulla o se sapevano abbiano mentito su questo. Più probabile che l'abbia inguaiata l'amicizia con qualcuno/qualcuna (magari lo stesso Damiano G.) e/o che si sia trovata a vedere o sentire qualcosa che non doveva -- probabilmente proprio al centro sportivo.

Sul tipo di legatura ti do atto che i segni rilevati sulla bassa schiena (una X e due righe parallele) potrebbero far pensare ad una cosa del genere (molto più di qualche strano rituale!).

Saluti.

Dan F. ha detto...

Sul DNA

Scusate ma in che modo il DNA detto di "ignoto1" può non essere quello di Bossetti??? Non ci posso credere che abbiano sbagliato una comparazione del genere!

Poi se il DNA detto di ignoto1 risulta essere di un figlio di Guerinoni ne consegue che Bossetti è figlio di Guerinoni! Può essere così o per un errore madornale (mi sembra incredibile) o per una sfacciata alterazione delle prove (qui però non so se giudicarla incredibile...). Lasciando perdere l'incredibile resta l'alterazione: il DNA testato con quello di Bossetti non era quello di ignoto1 ma dello stesso Bossetti (magari prelevato in altra occasione). Però, pensandoci, mi sembra incredibile anche perché basterebbe un test genetico col suo padre legale per smontare l'accusa e andare subito alla ricerca del falsificatore! No, questa vicenda è già lisergica di per sé, non aggiungerei altre piste...

Mi sembra si possano ipotizzare solo due ipotesi verosimili:

1. Quel DNA era sicuramente eguale a quello di Bossetti ed è finito sui vestiti di Yara in uno dei tanti modi ipotizzati anche qui (da quello "ufficiale" a quello eretico del DNA sintetico passando per alcune varianti)

2. Quel DNA era incerto ma simile a quello di uno che poteva essere l'assassino, date alcune altre circostanze, cioè Bossetti: i dati o sono stati "aggiustati" per renderlo eguale a quello dell'imputato giocando su una grossa probabilità statistica a favore (forse però perdendo la scommessa) oppure sono stati male interpretati, cioè c'è stato un errore.

In entrambi i casi Bossetti è figlio di Guerinoni. Non fosse così saremmo di fronte alla più grande idiozia giudiziaria degli ultimi mille anni!

Dan F. ha detto...

@ MaX sempliciotto 11:34

I punti dal 6 al 10 possono benissimo convergere in uno solo, hanno tutti il termine "vendetta" come denominatore comune. Se ci vogliamo infilare anche Bossetti aggiungerei il punto 4, forse anche il 3. Resterebbe in ogni caso da definire i particolari: chi e perché. Non una cosa da poco...

Però la vendetta come movente per un omicidio è piuttosto raro se non in un contesto da faida, molto più semplice pensare ad un movente economico (in senso lato) o tattico (sbarazzarsi di un testimone) oppure ad un mix di entrambi o addirittura ad uno passionale -- magari un approccio finito male.

Escluderei 1 e 2 e anche sicuramente 11.

Saluti.

Annika ha detto...

Certi lavori entrano sotto la pelle di chi li svolge piu' di altri. Negli anni credo di aver sviluppato un senso per la morte, un po' come Smilla per la neve, per cui la vedo e la capisco. Come le foto della perizia Bruno mi hanno confermato l'innocenza di Parolisi e un PMI posteriore per via di un paio di dettagli piccoli ma fondamentali.

Passiamo a Yara. Nel suo caso parlano la giacca, la felpa, i leggings. Sono stati proprio questi elementi ad indicarmi per primi che Ignoto1 cosi' come ci e' stato presentato e raccontato non esiste, e non esiste e non puo' essere esistito perche' non esiste traccia di DNA priva di mRNA. Come faccio a sapere che non vi era mRNA nel DNA di Ignoto1? Il motivo l'ho gia' scritto sulle pagine di questo blog piu' di un anno fa. Tommy S mi ha presa sul serio.

Passiamo piuttosto all'abbigliamento. Gia' ne discutemmo con Mimosa: il sopra e il sotto non corrispondono, presentando stati di conservazione troppo diversi e viagggiano su corsie parallele. I leggings sembrano quelli potenzialmente indossati da un corpo esposto ad animali, soil nitrates, liquidi corporei ed intemperie, mente la felpa e soprattutto la giacca sono troppo intatte, troppo perfette. Non sono insomma capi di abbigliamento che abbiano subito quello che hanno subito i leggings e ovviamente il corpo.

C'e' un forte elemento di "staging" nell'omicidio di Yara, e lo stato di conservazione del corpo riflette pienamente la teatralita' dei presunti DNA rilevati sui capi di abbigliamento. L'articolo di Telese invece punta sulla strana presunta amnesia collettiva proprio di quelle ragazze che per ultime hanno visto e/o comunicato con Yara.

Ho 3 figlie. Da mamma non riesco ad immaginare lo strazio della famiglia Gambirasio, ma tenere un innocente in carcere e condannarlo per qualcosa per cui le prove sono state artatamente messe insieme non portera' pace a nessuno. Ignoto1 e' una farsa, un'offesa alla scienza, un insulto all'intelligenza dato che non solo e' provato scientificamente che nessun DNA resiste all'aperto oltre 15 giorni. E' provato invece che il RNA resiste fino a 3 mesi, ma il presunto DNA di Ignoto1 ci viene raccontato come un'entita mozzata del mitocondriale, come se questo fosse possibile, e priva di alcun RNA, da cui l'impossibilita' del RIS di trovarne una benche' minima origine certa indipendentemente dall'incredibile numero di test svolti. La paternita' del Guerinoni, on the other hand, e' un copy cat dei 4 o 5 alleli esaminati da Dr Hendrix in Haystack (Law & Order SVU), perfetta rappresentazione televisiva di quando, alla fine della prima decade di questo millennio, si erano capite le potenzialita' della genetica ma se ne intravedevano gia' le tante limitazioni, ergo ci si comincia a ballare intorno per vie traverse. Gli indumenti infine hanno subito trattamenti diversi, per cui a meno che il corpo sia stato ritrovato mozzato a meta' e ricomposto a Chignolo ma si sia preferito tacere su questo orrore, l'unica altra spiegazione e' che la giacca, perfettamente conservata, sia stata aggiunta/sostituita alla scena in seguito, dati anche i DNA di guanti o altro i quali anch'essi non avrebbero dovuto varcare la soglia di persistenza dei 15 giorni.

Con questo non voglio insinuare che quel/quei DNA puntino il dito a persone direttamente coinvolte nell'omicidio, ma e' importante sottolineare che la persistenza dei 15 giorni per i DNA conservati all'aperto vale per TUTTI i DNA, e non solo per Ignoto1.

Ciao, Annika

PINO ha detto...

X ANNIKA carissima,
come un bimbo alle sue prime esperienze con le realtà della vita, avverto, e non da oggi, quello che nei lunghi anni che porto sul groppone, non avevo mai esperito: una sorta di disagio indefinito, (forse rimorso?) per non aver accettato, interamente, quanto avevi esplicitamente dichiarato, fin dall'inizio, sull'anomalia dei risultati scientifici prodotti dai vari organi ufficialmente incaricati, per il caso Gambirasio.
Questo tuo ultimo intervento, ha scalfito più profondamente un solco già tracciato, lentamente ma con sempre maggiore insistenza, da qualche mese.
Una somma di fattori, analizzati attentamente ed assommati, hanno deciso la metamorfosi di quanto avevo idealmente, e, forse anche con un tantino di presunzione, costruito.
Con questa specie di "mea culpa", mia cara dottoressa, ti rendo quello che ti dovevo, e mi professo tuo Affezionatissimo "fan".:-))
Un caro abbraccio, Pino

Anonimo ha detto...

Salve a tutti.

Leggere i post di Annika, sempre chiari e pacati, fa bene allo spirito e male al cuore...
perchè riesce a concretizzare e sintetizzare i dubbi che quasi tutti noi abbiamo, ma che non sempre riusciamo a manifestare.
chissà se oggi Keba e gli altri testimoni farnno un po' di luce su questa storia o aumenteranno il nostro disagio, come sono riuscite a fare le amiche di Yara...

e chissà se fra i testimoni vi sono le guardie venatorie, il giardiniere e l'elicotterista...

per gli indumenti, qualcuno mi può spiegare perchè la scarpa destra appare palesemente meno sporca della sinistra?

http://th.crimeblog.it/9smJzLCrUNyV6DBBH3N2CXcgssY=/fit-in/655xorig/http://media.crimeblog.it/4/4b9/0313225249DVB-TRete4.jpg

http://www.lettera43.it/upload/images/04_2014/l43-omicidio-yara-gambirasio-140410121630_big.jpg

http://media.crimeblog.it/0/05e/04_26_2013_23_37_54-620x350.jpg

o è solo una mia impressione?

e come mai Maura Gambirasio, almeno da come è scritto nell'importantissimo articolo di Luca Telese, parla del reggiseno di Yara, di colore ROSA, di tipo sportivo, mentre quello ritrovato è viola, e non sembra proprio di tipo sportivo?
mi sbaglio, forse? mah...

MAX Sempliciotto.

TommyS. ha detto...

Ciao Annika

E' davvero un piacere risentirti. Ti hanno tirato per la giacca ma hai fatto bene a ribadire in tono perentorio quanto avevi già scritto o suggerito un anno fa. Credo tu conosca bene la mia ostinazione nel cercare di capire e comprendere ciò che mi incuriosisce e così grazie a te mi sono addentrato in una materia sicuramente per me ostica. Ma dovevo arrivarci con i miei mezzi sino al punto di essere sufficientemente sicuro di ciò che scrivevo.

Concordo pienamente con quanto hai scritto e con quanto hai sottinteso. Tutta la vicenda di questa indagine è piena di contraddizioni insanabili sia negli aspetti investigativi "tradizionali" sia soprattutto in quelli tecnico-scientifici.

Se la scienza, quella riconosciuta ed accettata dalla comunità scientifica internazionale, risulta incompatibile con la ricostruzione della pubblica accusa, allora è anche giusto criticare e mettere in dubbio l'operato, o perlomeno l'uso strumentale dello stesso, dei suoi consulenti tecnici, a partire dalla Polizia Scientifica e dal RIS per arrivare ai vari nuclei speciali come i ROS e lo SCO. Senza dimenticare chiaramente la dott.ssa Cattaneo ed il suo pool di esperti (tra i quali ritroviamo anche il Vanin a noi noto). Per l'accertamento di una verità giudiziaria almeno credibile è doveroso non considerare intoccabile e perfetto nessuno. Lo si sta vedendo anche per il caso di Cucchi dove nel collegio peritale vi era la stessa Cattaneo del Labanof di Milano.

Questo caso giudiziario è estremamente complesso e contraddittorio per essere risolto con un semplice delitto avvenuto sia per mano di un improvvisato pedofilo sia di un "branco" di giovani annoiati e privi di valori.

A presto.

TommyS.

Dan F. ha detto...

@ Annika 07:50

Bentornata!

Frequento il blog da pochi mesi ma ho letto alcune paginate di commenti ad articoli più vecchi che riguardavano il caso Yara e tra questi alcuni tuoi commenti: se non ho capito male sei tu l'artefice, diciamo così, dell'idea del DNA sintetico. Visto quel che sappiamo del caso ad oggi e non considerando la magia, quest'idea rimane la più logica in campo accanto ad un altra che le è parente stretta, quella cioè dell'adattamento di un primo profilo nucleare incerto a quello del profilo di un possibile colpevole (dati alcuni altri indizi di contorno), facendo diventare in laboratorio quell'incerto un profilo certissimo e questo sin da subito, cioè sin dalla diffusione del profilo di ignoto1 nel maggio, mi pare, 2011. Il mitocondriale "estraneo" che hanno trovato riporterebbe a questo DNA incerto che però non è affatto di Bossetti (francamente non so se tutto questo possa stare in piedi, sia tecnicamente e soprattutto proceduralmente, dati i controlli e le revisioni durante i test ecc.). Spero di essermi spiegato... :-)

Certo anche questo DNA incerto cozza comunque coi tre mesi all'aperto ma la storia dei vestiti, di cui parli anche tu, riapre un po' di porte: ne parlo tra poco.

Il DNA sintetico tout-court può implicare chiunque, in linea generale, anche gli stessi assassini, l'idea dell'aggiustamento in corsa implica naturalmente almeno un laboratorio degli inquirenti.

Veniamo ai vestiti.

La parte inferiore (leggins ecc.) testimonierebbe una lunga permanenza all'aperto ed all'azione del deperimento del cadavere, la parte superiore no -- giubbotto in primis.

All'aperto potrebbe essere il campo dove è stata trovata o un altro posto: in ogni caso le condizioni del giubbotto, della sim in tasca e soprattutto la presenza di tracce di DNA sulla manica del giubbotto stesso, indicherebbero che questo è stato messo al corpo poco prima del ritrovamento (diciamo pochi giorni?). Mi chiedo qui però se sia possibile far indossare a un cadavere ridotto in quello stato un giubbotto senza rovinare il cadavere stesso... In ogni caso l'eventuale DNA incerto poi "fatto diventare" quello certo di Bossetti potrebbe essere stato depositato in questa occasione (volontariamente e "certo" se sintetico o involontariamente da un responsabile del crimine mentre maneggiava il cadavere per rivestirlo col giubbotto).

In ogni caso mi rendo conto che l'impossibilità, almeno così come accertata dai RIS, di risalire al tessuto di provenienza di quel DNA nucleare fa pendere, e di molto, l'ago della bilancia verso il sintetico! Quello che però mi ha sempre reso perplesso, nel caso della sintesi, è il perché della scelta del DNA di Bossetti: l'unica risposta che mi sono dato è perché erano sicuri che non poteva dimostrare facilmente la sua estraneità ai fatti (o perché in qualche modo era coinvolto o perché qualcuno sapeva con certezza che, per quella sera, non aveva un alibi, sapeva che era passato vicino alla palestra ecc.).

Infine una disperata richiesta di spiegazioni: non ho assolutamente compreso il riferimento alla puntata di Law & Order e la storia degli alleli... :-(

Saluti.

PINO ha detto...

Se il giubbotto fosse stato aggiunto al cadavere quando quest'ultimo aveva subito "solo" parte della sua degradazione, l'azione, compiuta con le dovute cautele, non avrebbe necessariamente lasciato tracce dell'accaduto. Segnalerebbe, invece, la necessità di una più attenta considerazione sul perchè, in che modo e quando, il dna appartenente all'allora insegnante di ginnastica di Yara, Brena, si sia depositato sulla manica del giubbotto in questione, ed il perchè della sua traccia senza alcuna alterazione.
Non indico l'indice da nessuna parte: è solo un suggerimento fra i tanti.
Pino

TommyS. ha detto...

Pino

La questione della possibile vestizione del cadavere (soprattutto il giubbotto) in un momento molto prossimo al ritrovamento è davvero un rebus, ammesso che quel giubbotto che compare nei filmati del RIS ed in altre immagini divulgate ai media sia proprio quello trovato indosso al corpo di Yara.

Sicuramente è da escludere che sia avvenuta nel campo.

Ma allora il corpo, nell'ipotesi sia stato portato a Chignolo solamente pochi giorni prima del 26/02, come e dove è stato conservato? Credo che finché non ci saranno notizie più certe sullo stato di conservazione del cadavere (parzialmente mummificato? parzialmente scarnificato, soprattutto agli arti inferiori?) non si potranno fare considerazioni perlomeno verosimili.

Maddalena Nena ha detto...

@Pino
Potrebbe anche essere che il corpo sia stato portato lì dopo un mese, o 45 giorni, o 60....
La Bruzzone a Porta a Porta è stata scandalosa.... Ha parlato di arbusti cresciuti attorno alla caviglia, e che quindi il corpo per forza era sempre stato lì... Ma hanno fatto un calcolo per vedere quanto cresce quel tipo di arbusto, nello stesso periodo in quello stesso campo??

Paolo A ha detto...

Secondo me quello dell'usura dei vestiti di Yara è un falso problema, se il giubbotto fosse stato fatto indossare al cadavere di Yara in prossimità del ritrovamento, allora gli indumenti che stanno sotto il giubbotto sarebbero consumati come i pantaloni, invece niente, non presentano quel tipo di usura corrispondente a un'esposizione per più mesi all'aria aperta anzi presentano ancora una lucentezza che indica che il giubbotto era indossato.
Diverso discorso è invece quella della persistenza di tracce genetiche su quel giubbotto, quello è il vero mistero.

TommyS. ha detto...

Il cellulare di Yara, quello mai ritrovato, e la relativa SIM presumibilmente in esso contenuta stanno diventando un altro dei rebus di questa vicenda:
- nel Decreto di Fermo del 16 giugno il PM Ruggeri scrive che l'apparecchio era stato utilizzato sino alle 18.49, ora nella quale Yara riceve un SMS dall'amica Martina Dolci, dopodiché viene spento. Non si specifica altro. Per inciso, se uno legge tale decreto sembra che Bossetti sia stato individuato rianalizzando i dati di traffico delle celle telefoniche che per ben tre anni e mezzo non avevano dato nessuno spunto investigativo utile. Ma in base alle risultanze (cella Vodafone di via Natta a Mapello agganciata alle 17.45 da Bossetti e compatibile con le celle agganciate dal cellulare di Yara), Bossetti viene sottoposto all'alcoltest ed il suo DNA analizzato a Pavia. Di Guerinoni e Arzuffi niente di niente in quel documento
- nella richiesta di convalida del fermo e di custodia cautelare il PM Ruggeri deposita degli atti di indagine che permettono al GIP di scrivere che l'ultima cella impegnata dal cellulare in un evento telefonico è la stessa cella impegnata da Bossetti alle 17.45. Cella ubicata in direzione opposta rispetto a quella di casa. Ma non solo. Scrive che alle 21.11 di quella sera la madre Maura cerca di contattare la figlia ma trova il cellulare spento.
- tra gli atti di indagine sino a quel momento depositati, la difesa di Bossetti trova una comunicazione di Vodafone nella quale si afferma che l'ultima cella agganciata dal cellulare di Yara non era quella di via Natta bensì, alle 18.55, una di un impianto Vodafone di Brembate (via Ruggeri come si è saputo dopo) compatibile con la strada di ritorno verso casa. Sapendo dove sono ubicati gli impianti che potevano all'epoca dare copertura alla zona di via Rampinelli, segnalo che quell'impianto Vodafone risulta distante 1,35 km in linea d'aria (attraversando tutto il centro di Brembate di Sopra), mentre a soli 900 m si trova l'altro impianto Vodafone che per di più era stato agganciato dal cellulare di Yara in corrispondenza degli altri due SMS di quel pomeriggio mentre si trovava in palestra. Senza poi sapere esattamente il numero di cella di quegli specifici impianti è impossibile stabilire una compatibilità di una posizione piuttosto che un altra.
- all'udienza di venerdì scorso Maura Panarese ha dichiarato che alle 19.10 circa quando tentò di contattare Yara, dopo due squilli entrò la segreteria telefonica. Ora, sono a conoscenza di alcune impostazioni di rete di Vodafone che possono anche far pensare a quegli squilli come non dovuti al fatto che il cellulare fosse acceso e subito dopo spento. Ma se il cellulare non è raggiungibile la segreteria Vodafone entra in funzione subito.
- sempre all'udienza di venerdì scorso Fulvio Gambirasio ha dichiarato che i Carabinieri ad un certo punto della serata/notte gli riferirono che il cellulare era stato localizzato nell'area di Cisano Bergamasco, comune che si trova a nord-ovest di Brembate di Sopra;
- nell'odierna udienza il brigadiere dei CC in servizio quella sera a Ponte San Pietro ha dichiarato di aver subito fatto richiesta a Vodafone di geolocalizzare il cellulare. E dopo la mezzanotte Vodafone rispose che era stato localizzato a Monza. Subito dopo questa dichiarazione ha tenuto a precisare che quel sistema di geolocalizzazione era alquanto grossolano e che oramai è un fatto accertato che il cellulare venne spento alle 18.55.

Insomma, un vero rebus che, credo, a così lunga distanza dagli eventi sarà difficile risolvere. Ma siamo poi così sicuri che il cellulare venne spento davvero poco dopo le 18.55? Od eventualmente non venne riacceso ad un certo punto della serata?

Potrebbe anche essere che la localizzazione sia stata fatta anche mediante il codice IMEI svincolandolo dal numero della SIM?

Anonimo ha detto...

Su Bergamonews si puó seguire la diretta del processo.
L.

TommyS. ha detto...

L.

L'ho seguita.

Interessante quanto venuto fuori dalle testimonianze del perito. SIM intatta, PIN cambiato di recente, contatto cancellato non si sa quando, contatti telefonici risultanti dai tabulati solamente con i contatti registrati sulla SIM ad eccezione di uno (di chi?), e nuovamente una amnesia, questa volta da parte di Keba che non si ricorda perché avesse creato un nuovo account per l'accesso al suo PC il giorno dopo la scomparsa della sorella.

Ed anche in questa udienza di Bossetti neanche l'ombra. Ma il fratellino è stato chiamato come testimone?

emax/massimo prati ha detto...

Se hai seguito la diretta TommyS, hai capito cosa ha voluto dire il brigadiere poi trasferito quando parlava del cellulare di Yara a Monza dopo la mezzanotte?

TommyS. ha detto...

Massimo

L'ho scritto prima.

Il brigadiere, che non sapevo fosse stato trasferito, ha dichiarato che dopo la mezzanotte la Vodafone aveva comunicato che il cellulare era stato localizzato a Monza. Ma il tweet successivo indicava che lo stesso brigadiere aveva in seguito dichiarato che il sistema di geolocalizzazione utilizzato da Vodafone era un po' troppo grossolano e che oramai è un dato certo che il cellulare sia stato spento alle 18.55 essendosi registrato su una (quale, continuo a ripetere? quale settore? quale sistema?) cella dell'impianto Vodafone sito a Brembate in via Ruggeri (impianto condiviso con TIM).

Ora, Vodafone potrà usare anche sistemi di geolocalizzazione grossolani (non è così in realtà), ma più grossolano di un sistema basato sul CellID non ve ne è. Ed è indubbio che una cella di un impianto in provincia di Monza-Biranza non può essere assolutamente compatibile con una di Brembate di Sopra.

Per cui spero vi sia traccia di queste comunicazioni Vodafone (un fax, un'email), perché la cosa non quadra proprio. Non vorrei che fosse scomparsa come il DVD delle indagini forensi sul materiale informatico (SIM, PC?) del quale il PM si è offerta di fornire una copia (eh?!).

TommyS. ha detto...

Massimo

La cosa più facile che un operatore di telefonia cellulare può fare per localizzare un cellulare è verificare in quel preciso momento su quale cella si sia "accampato". E' un codice numerico necessario al sistema per instradare telefonate in arrivo. Se il cellulare è spento indica l'ultima cella sulla quale si è registrato (il sistema prova prima a cercarlo su quella cella, poi sulle altre ed infine fa partire il messaggio di utenza non raggiungibile), stessa cosa se è acceso. Il sistema registra inoltre l'orario dell'ultima verifica che la rete ed il cellulare fanno.

Sino ad adesso sembrava certo che questo codice corrispondesse ad una cella dell'impianto di via Ruggeri, ma dopo quanto hanno dichiarato i genitori di Yara ed il brigadiere dei CC, questa certezza mi sembra decisamente venire meno.

emax/massimo prati ha detto...

Scusa Tommy, ma mi sto dividendo fra l'udienza di Brembate, in cui un brigadiere spostato poi a Parma dice che la vodafone scrive su un foglio che il cellulare si trova a Monza, a 30 km da Chignolo d'Isola (notizie grossolane? e che cavolo! con tutte le celle che si ritrova come fa la vodafone a sbagliare di 30 km?) e il caso di Veronica Panarello in cui durante la perizia un paio di filmati che la incastravano si è scoperto non esistere (ad esempio la telecamera posizionata nell'azienda che porta al canalone pare che abbia iniziato a filmare il 30 novembre e non esistono filmati precedenti) mi sto bruciando il cervello...

Maddalena Nena ha detto...

Scusate la domanda da profana.... Ma se il cellulare era già stato smontato, quindi senza sim...
E come ipotizzato dall'accusa il corpo di Yara dopo la mezzanotte era già a Chignolo... com'è possibile che ci sia un segnale dopo la mezzanotte?? Non è la sim che invia segnali alle celle? A Monza poi....

Paolo A ha detto...

Da Bergamonews profilo twitter:
Bergamonews ‏@Bergamonews · 1 h1 ora fa
#Yara, il pM Ruggeri: è sparito un dvd con la relazione di tutto il materiale informatico. È andato perso. Ma ne abbiamo una copia".

Chissà cosa stanno nascondendo.

Maddalena Nena ha detto...

@Massimo Prati

perdonami, ma ti prego ho bisogno di una risposta perchè ci divento matta. Te lo riscrivo...se il cellulare era già stato smontato, quindi senza sim...
E come ipotizzato dall'accusa il corpo di Yara dopo la mezzanotte era già a Chignolo... com'è possibile che ci sia un segnale dopo la mezzanotte?? Non è la sim che invia segnali alle celle? A Monza poi....

TommyS. ha detto...

Massimo e Maddalena Nena

L'unica spiegazione che non comporti qualcosa di oscuro da parte degli inquirenti è che la Vodafone abbia in effetti verificato che l'ultimo contatto della SIM di Yara con la rete sia avvenuto alle 18.55 quando la SIM (e diamo anche per scontato il cellulare, anche se di scontato oramai non mi sembra vi sia più nulla) si è registrata su di una cella di quell'impianto Vodafone di via Ruggeri a Brembate di Sopra. A me sembra tuttavia che Vodafone registri nei propri server anche le chiamate senza risposta e quindi mi fa pensare quanto dichiarato dalla madre (2 squilli poi segreteria alle 19.11).

Ma dopo aver verificato che non vi erano stati più contatti con la rete, sempre da parte della SIM, abbia provato a localizzare il solo cellulare mediante il codice IMEI (necessario però che siano state fatte o ricevute chiamate o SMS con quel cellulare). Codice che è proprio dell'apparecchio e non della SIM.

Fosse quindi confermato questo, si potrebbe ipotizzare che la SIM sia stata smontata dal cellulare, come in effetti alla fine è risultato, e su quel cellulare sia stata montata un'altra SIM. Anche qui c'è un ma. A quel punto la Vodafone avrebbe saputo a quale numero di SIM era abbinato il codice IMEI e sicuramente l'avrebbe comunicato. Ma allora sono state attivate indagini sull'intestatario di quella SIM? E con quali risultati?

Non fosse invece così dovremmo di conseguenza aggiungere questa aporia alle tante che costellano questo caso e le indagini relative. Con il risultato che i sospetti ed i dubbi aumenterebbero notevolmente (anche nel caso la Procura abbia taciuto dell'esito positivo della geolocalizzazione).

TommyS. ha detto...

Massimo

Sono andato a leggere il post di Luna. Sconcertante? Anche se prevedibile.

PINO ha detto...

TommyS
ct): "Ma allora il corpo, nell'ipotesi sia stato portato a Chignolo solamente pochi giorni prima del 26/02, come e dove è stato conservato?"
In uno dei tanti luoghi reconditi dell'immenso cantiere che realizzerà, infine, il "Centro Commerciale".
Non dimentichiamo l'indicazione dei cani molecolari che, dopo aver percorso l'intero itinerario, seguito da Yara, o dal suo corpo inanimato, partendo da una uscita secondaria della palestra, si fermarono presso uno sgabuzzino ad uso deposito attrezzi, del cantiere succitato.
Fu appunto il luogo indicato dagli intelligenti animali, ad orientare le ricerche fra la categoria degli operatori edili. (quindi il facile, aventuale coinvolgimento di Bossetti)
E qui sorge un altra constatazione: un operazione complessa, come la ipotizziamo, non poteva essere assolutamente realizzata da una sola persona.
Si dovrebbe tornare al discorso del "gruppo" che, forse, sembra più logico di quello del ratto per libidine o per rivalsa.
Pino

Bruno ha detto...

Annika è un piacere leggerti ancora. Aspettavo e aspettavamo tutti un tuo nuovo intervento. Grazie. Ci mancava anche che scomparisse un dvd, ma come cavolo si lavora nelle procure. Chia ha avuto accesso all'archivio dov'era conservato il dvd avrebbe potuto avere accesso anche a luoghi dove erano conservati gli indumenti della povera Yara.
E poi mi domando questa copia del dvd, è effettivamnete una copia oppure un piano B. ?

ENRICO ha detto...

PINO

Tu supponi che il corpo avrebbe potuto essere stato nascosto "in uno dei tanti luoghi reconditi dell'immenso cantiere" perchè, come giustamente sottolinei, i cani molecolari utilizzati già poche ore dopo la scomparsa si fermarono presso uno sgabuzzino ad uso deposito attrezzi, del cantiere

In questo caso però viene da chiedersi come sia stato possibile che le FdO non abbiano trovato Yara.

Infatti escludo che non abbiano ispezionato lo sgabuzzino indicato dai cani o che comunque non li abbiano stimolati ad annusare ancora le tracce della ragazzina all'interno del cantiere

ENRICO ha detto...

Ps
x ANNIKA

anche se ero certissimo che non avevi mai smesso di seguirci, è comunque sempre fonte di sicurezza leggere le tue chiare e competenti annotazioni

Non aggiungo altro tranne che ... saluti da MARCELLOOO !

Paolo A ha detto...

Buonasera , cercando notizie sulla citroen rossa vista da Tironi, mi sono imbattuto su questo articolo: http://www.leggo.it/NEWS/ITALIA/yara_task_force_in_campo._mistero_sull_sms_foto/notizie/266666.shtml
In un passaggio c'è scritto:
Le parole del 19enne Enrico Tironi, che rivelò per primo di aver visto la 13enne parlare con due uomini, trovano conferma. Un altro testimone, poco tempo dopo la scomparsa della 13enne, ha detto alla polizia di averla vista, a pochi metri dal palazzetto dello sport, vicino a una Citroen rossa. La seconda testimonianza dà peso a quanto visto dal giovane, che ritrattò quanto detto, ma a quasi due settimane dalla scomparsa questa pista non ha portato a nessuna svolta.

Qualcuno sa di più su questa cosa del secondo testimone che ha visto la citroen rossa con affianco due uomini e Yara che parlavano tra di loro, oppure è la testimonianza della guardia giurata Toracco.

Dudu' ha detto...

TommyS,
Se alle 19.11 arrivò la telefonata con tre squilli è una chiamata persa, non è possibile non venga registrata dalla rete...

Supponi una possibile ricerca tramite imei, ciò significherebbe che i Gambirasio sarebbero andati fare denuncia scomparsa con codice appresso, possibile?

Relativamente alla mummificazione di una sola parte, potrebbe essere stato chiuso dentro un sacco o cellofan da imballo per esempio, con una sorta di pacciamatura sopra, la quale non avrebbe permesso di vederlo? Avrebbe potuto creare la condizione per una mummificazione?
Ovviamente qualcuno sarebbe intervenuto per liberarlo.
a chi poteva interessare farlo ritrovare? Forse volevano evitare indagini altrove, in altri ambienti? O far smettere indagini in altri ambienti... comunque convengo con te, non è opera di comuni mortali... strano quel figuro che osserva il rinvenimento e se ne va al suono delle sirene, mi ha messo i brividi.

PINO ha detto...

ENRICO
Ti rispondo solo adesso, a causa dell'afa anacronistica, opprimente di ieri sera, che ancora persisteva su tutto il territorio.
Approfitto del fresco di quest'ora, per farlo.
ct) " Infatti escludo che non abbiano ispezionato lo sgabuzzino indicato dai cani o che comunque non li abbiano stimolati ad annusare ancora le tracce della ragazzina all'interno del cantiere".
Quello che ti domandi, non fu più possibile attuarlo, a causa dell'abbondante nevicata che coprì il terreno, e con esso le ulteriori tracce molecolari di Yara. Ciò nonostante fu scandagliata gran parte della struttura cantieristica, compreso l'aria del suolo già pavimentato, con strumenti particolari, ma senza risultato.
Ti ricorderai che a quell'epoca si scrisse di una sorta di...emulazione tra le FdO (CC e PS) che si rivelò negativa per lo sviluppo delle indagini.
Da questo punto diventa tutto nebbioso, fino all'occasionale ritrovamento del corpo della vittima.

Vanna ha detto...

Annika, benvenuta nuovamente tra noi a ribadire le tue idee con senno di scienziata, sentimento di mamma e determinazione!

L'amarezza che viene fuori da come è stato condotto il caso, è grandissima, ma lo è ancora di più da come sia stato alterato.

Un caro saluto.
Vanna

andres ha detto...

Non tralasciando per nulla gli eventuali casini combinati da CC e PS, entrambi in azione nell'area, potrebbe essere che la ragazza, dallo sgabuzzino fiutato dai cani,
sia stata spostata altrove, su un mezzo, e che la neve abbondante abbia favorito i rapitori\assassini, nascondendo tracce e odori.

@ Annika, mi fa un piacere enorme sapere che non ci abbandoni e che ci segui! A me, ignorantissima in tutto ciò che riguarda la scienza, hai fatto capire cose che non avrei mai pensato senza il tuo aiuto e la semplicità delle tue spiegazioni. Bentornata!

Anonimo ha detto...


@TommyS
Un cellulare del tipo posseduto da Yara puo’ essere localizzato solo se contiene la batteria e se questa non e’ scarica.

Infatti vi e’ un continuo scambio di informazioni fra il cellulare e le celle vicine.

L’IMEI e’ un codice numerico che identifica univocamente un terminale mobile (cellulare);e’ registrato nella memoria non volatile del cellulare e viene trasmesso alla rete dell’operatore periodicamente insieme al numero della SIM se e’ inserita.

Su una rete cellulare e’ possibile intercettare tutte le comunicazioni effettuate da quel cellulare anche con SIM diverse proprio tramite l’IMEI.

Con la batteria montata e sempre carica, anche se il cellulare viene spento, e’sempre possibile intercettarlo perche’ l’IMEI continua ad essere inviato periodicamente.

Tutto questo per dire che avendo Yara la batteria in tasca insieme alla SIM, o e’ stata inserita un’altra batteria nel cellulare, o la SIM e la batteria sono state tolte in tempi diversi se e’ vero cio’ che sta emergendo dal processo in corso.
Alex