mercoledì 4 marzo 2015

Il Caso Bossetti e la profezia che si autoadempie

Di Gilberto Migliorini


In psicologia sociale esiste una teoria che cerca di spiegare quei processi di influenza sociale per i quali le aspettative costituiscono un potente motore di scelte e determinano dei fenomeni che vanno sotto il nome di “profezia che si autoadempie” o, anche, “effetto Pigmalione” (dal nome dello scultore immaginato da Ovidio che si innamora a tal punto di una statua che raffigura una donna da implorare Afrodite di darle vita). Il fenomeno, studiato in vari ambiti (economico, educativo, politico, medico), seppure sia stato variamente esemplificato nella sfera dei diversi comportamenti individuali e collettivi (e articolato secondo vari modelli di riferimento), risulta sempre arricchito da qualche nuova esemplificazione e da più articolate interpretazioni. La profezia che si autoadempie è anche un espediente narrativo in grado di dare linfa ai paradossi temporali, alle coincidenze e a quel tema del destino e del mito che si intreccia con quelle previsioni che paradossalmente si realizzano proprio nel tentativo di sottrarvisi.

La profezia che si autorealizza è sicuramente uno dei fenomeni più studiati in psicologia sociale. Il modello risulta sempre in grado di offrire nuovi spunti interpretativi e di produrre ulteriori elementi di riflessione per chi studia i comportamenti collettivi negli ambiti più disparati (anche in campo matematico nella teoria dei giochi). Il caso Bossetti, come qualche altro capitato negli ultimi anni, rappresenta un modello particolarmente significativo in un ambito, quello investigativo, nel quale le aspettative giocano un ruolo talora determinante nel costruire veri e propri teoremi fondati essenzialmente su input iniziali che orientano un’indagine. Intuizioni e convinzioni possono influenzare una filiera di indagine con interpretazioni a cascata, influenzate dalle aspettative che via via ne orientano la direzione investigativa.

L’effetto Pigmalione (o effetto Rosenthal dal nome dello psicologo tedesco) studiato soprattutto nella realtà educativa è particolarmente emblematico. Si tratta di quelle aspettative che gli insegnanti assumono nei confronti di un alunno. Tali aspettative determinano l’evoluzione del suo rapporto con il discente e ne influenzano positivamente o negativamente i comportamenti. In un circolo vizioso il bambino si adeguerà all’immagine che l’insegnante avrà interiorizzato. Tali aspettative avranno inoltre una influenza al contorno (compagni e genitori) in un processo di rinforzo positivo o negativo dei comportamenti. La profezia che si autoadempie riguarda anche l’evoluzione del concetto di sé in rapporto all’influenza sociale, sulla percezione delle risposte degli altri e in particolare sulla valutazione (positiva o negativa) in grado di influenzare l’immagine che un individuo o un gruppo sociale ha di se stesso. Il fenomeno intrattiene inoltre relazioni significative con la teoria della dissonanza cognitiva.

Quanto sopra parrebbe non avere alcuna relazione con il caso Bossetti e in particolare con l’indagine che lo vede coinvolto. In realtà l’oggetto in questo caso non è il signor Massimo Bossetti, ma l’indagine sull’omicidio della piccola Yara in quanto determinata da una serie di aspettative e di deduzioni in grado di orientarne lo sviluppo in modo più o meno coerente. La profezia che si autoadempie sviluppa tutta le sue potenzialità determinando comportamenti individuali e collettivi in base ad automatismi sociali più o meno razionali, in grado di determinare talora dei miraggi cognitivi e dei labirinti nelle dinamiche di gruppo e nella autorealizzazione delle predizioni. Nemmeno un sistema investigativo - che per sua natura dovrebbe basarsi su solidi impianti deduttivi e su una smaliziata capacità di distanziarsi dalle proprie intuizioni - riesce sempre a sottrarsi alle trappole della profezia che si autoadempie, relativizzando le sue premesse e tornando sulle proprie conclusioni provvisorie per le opportune verifiche. Un’indagine che non sappia tornare sui propri passi per verificare che le aspettative non abbiano per caso portato su una pista sbagliata, ingenerando poi una catena di deduzioni del tutto fuorvianti e decettive, può andare incontro a degli esiti deludenti, in qualche caso a dei clamorosi errori di valutazione.

La profezia che si autoadempie nell’ambito sociale riguarda i comportamenti collettivi in funzione di aspettative che coinvolgono le persone sul piano emotivo e cognitivo influenzandone i giudizi e le scelte in processi che sovente sono in relazione a un contesto mediatico. Il modello è: prevedo un fatto X e la mia profezia è in grado di produrre davvero l’evento in una circolarità nella quale l’aspettativa (previsione) genera il fatto previsto che a sua volta funge da verifica. Il caso classico che viene presentato è quello di una (falsa) diceria di una banca che si trova sull'orlo del fallimento. Tutti i correntisti accorrono allora agli sportelli per ritirare i loro risparmi e di fatto la banca si trova veramente in difficoltà e rischia davvero il fallimento. Insomma, il concetto di realtà non è solo quello di entità oggettiva, ma anche quello della valutazione soggettiva (aspettative) che in quanto tale determina delle conseguenze. Anche in fisica, perlomeno quella subatomica, vale il concetto dell’osservatore che modifica la realtà nell’atto di osservarla in quel processo definito come equivalenza onda-corpuscolo e principio di indeterminazione.

In psicologia sociale, nella teoria della dissonanza cognitiva, ad esempio, il ruolo delle aspettative è determinato da un sistema di credenze già strutturato che è in grado di relativizzare qualunque ulteriore informazione aggiuntiva integrandone il senso, la portata e il significato all’interno di quella configurazione di convinzioni che funge da frame o sistema di riferimento. Nel caso di un’indagine su un omicidio, nel momento in cui mi convinco che X sia il responsabile del delitto andrò a interpretare qualsiasi suo comportamento integrandolo in un sistema cognitivo che ritengo coerente con l’assunto di colpevolezza. E’ evidente che con tale premessa si può andare incontro a dei veri e propri abbagli. Le aspettative e le suggestioni in certi casi possono influenzare non solo i processi cognitivi, ma talora perfino la percezione creando deformazioni sensoriali. Le convinzioni e le aspettative possono insomma influenzare i giudizi e promuovere comportamenti non sempre coerenti e consequenziali. Nell’effetto placebo la suggestione può essere usata per potenziare l’effetto di un farmaco o addirittura per crearne l’illusione, a dimostrazione di come le aspettative possano avere una influenza ‘reale’, dove il concetto di realtà diviene problematico e relativo a un punto di vista che si ritenga privilegiato.

Nel caso Bossetti riprendendo l’articolo di Massimo Prati - “E se Massimo Bossetti fosse conosciuto dachi indagava sin dal duemilaundici? E se il Dna, come ammette il Ris inperizia, non fosse davvero inequivocabile?” - parrebbe evidente che l’imprinting di chi ha creduto che fosse il furgone di Bossetti a girovagare per un’ora attorno alla palestra scambiando sempre il mezzo per quello del muratore di Mapello (e se anche fosse non proverebbe di per sé ancora niente), può davvero aver convinto gli investigatori di avere trovato il bandolo della matassa. Tutto quello che è venuto in seguito, comunque lo si voglia valutare, potrebbe allora essere frutto di un gigantesco qui pro quo che ha portato ad interpretare una serie di fatti, di elementi e di circostanze in ragione di quelle aspettative che hanno promosso un’indagine sulla base di un convincimento fondato probabilmente su un errore all’origine. Alla luce di tale convincimento e di tale aspettativa, ogni elemento raccolto (perfino la supposta navigazione in siti pornografici e altri fatti altrimenti insignificanti) è stato integrato organicamente in un sistema di deduzioni apparenti. 

Il Dna - come è rilevato nell’articolo di Massimo Prati - che i Ris ritenevano di dubbia interpretazione quando scrissero in perizia: “Alla luce delle premesse anzidette, una logica prettamente scientifica che tenga conto dei non pochi parametri che si è tentato di sviscerare in questa sede non consente di diagnosticare in maniera inequivoca le tracce lasciate da Ignoto1 sui vestiti di Yara”, è stato poi derubricato disinvoltamente come materiale di ottima qualità nonostante che, come rilevato nell'articolo di Annika, una permanenza di tre mesi alle intemperie invernali rendesse impossibile la conservazione e una idonea lettura del reperto. 

L’augurio è per un ripensamento di chi ha condotto le indagini, perché riconoscere un eventuale errore di valutazione è sempre dimostrazione di coraggio e lungimiranza.


27 commenti:

Ivana ha detto...

So che, in ambito scolastico, per i docenti in servizio la formazione è “permanente”, in modo da evitare (o, almeno da saper riconoscere e superare!), in didattica, quei diversi ostacoli che stili cognitivi differenti possono incontrare…
Gli/le insegnanti sono consapevoli che quando l’approccio agli altri è freddo e distaccato, si corre il rischio di diventare “eteronomici”. Siamo eteronomici quando non ci curiamo dei sentimenti altrui, ma esclusivamente di ciò che vogliamo dagli altri, cercando di usare gli altri per raggiungere scopi nostri egoistici.
I docenti sono anche consapevoli che i discenti sono in fieri e che non è corretto nutrire determinate aspettative nei loro confronti… Vanno rispettati i diversi stili cognitivi, il diverso tempo di apprendimento di ognuno, in modo che ciascun/a ragazzo/a possa imparare secondo i propri ritmi e secondo le proprie inclinazioni e occorre utilizzare l’empatia abbandonando la “morale dell’ostrica” di verghiana memoria…
Seguendo costantemente corsi di formazione specifici, si acquista consapevolezza della non completa affidabilità delle nostre esperienze passate che si sono cementificate nella nostra memoria e che, in nuove situazioni problematiche, potrebbero condurci a conclusioni errate; in matematica è significativo l’esempio del problema dell’autobus, dove facilmente chi ascolta il testo crede di anticipare la richiesta e già comincia a seguire mentalmente una determinata risoluzione prima ancora di conoscere l’effettiva domanda che verrà posta, così l’ascoltatore rimarrà, poi, letteralmente spiazzato e incapace di fornire la risposta alla richiesta formulata e giunta imprevista…
Sono convinta che anche le forze dell’ordine seguano corsi di aggiornamento e percorsi formativi indispensabili nello svolgimento del loro lavoro, per cui ritengo che difficilmente potrebbero lasciarsi condizionare dalla cosiddetta “profezia che si autodetermina”…

P. S. PARE che la Procura non abbia trovato riscontri al rocconto di Laura Letizia Bossetti; ieri sera a "Chi l'ha visto?" hanno accennato al fatto che le telecamere smentirebbero quanto detto dalla sorella del Bossetti riguardo alle aggressioni subite...

O.T. In un tuo articolo precedente c'è l'immagine di una mappa (è stata realizzata con Cmap? da te o da Massimo?)

Gilberto ha detto...

Cara Ivana
Come ho già diverse volte precisato tutti i corredi iconografici sono ad opera di Massimo, comprese le didascalie. Come quello che è in effigie a questo articolo. Ciao Gil

Luca Cheli ha detto...

Tanto il concetto di "profezia che si autoadempie" che l'effetto protettivo dei corsi di aggiornamento e della formazione sono validi in un contesto che escluda la deliberata volontà di seguire un determinato percorso, ovvero non errore ma pianificazione.

Ivana ha detto...

Grazie, Gilberto!
Forse le tue precisazioni mi erano sfuggite e, comunque, m’interessava sapere chi fosse l’autore della mappa concettuale presente qui:
http://albatros-volandocontrovento.blogspot.it/2015/02/questioni-politiche-vs-cultura.html

Gilberto ha detto...

@ Luca Cheli
In realtà si può pianificare un errore o anche errare nel pianificare... vedremo dagli sviluppi quale interpretazione sia più corretta. Credo che la difesa di Bossetti non sia sprovveduta e al momento opportuno giocherà le carte che per il momento sta tenendo coperte.

Gilberto ha detto...

@ Ivana
Per la mappa concettuale devi chiedere a Massimo Prati, è un suo inserto. Ciao

Carla Albarella ha detto...

MASSIMO, GILBERTO, ANNIKA E CARLA ALBARELLA SONO ARRIVATI TUTTI E QUATTRO ALLE MEDESIME CONCLUSIONI.
E ALLORA CHE IL COLLEGIO DIFENSIVO VALUTI ATTENTAMENTE QUESTA CONCLUSIONE PERCHE', DAL PUNTO DI VISTA SCIENTIFICO, E' L'UNICA PROSPETTABILE.
Un'ultima cosa: voi ci credete che ad Ester siano arrivati tramite la testimoniza dell'amico di Guerinoni che avrebbe riferito al maresciallo di una relazione tra l la Azzuffi e il Guerinoni?
Beh io non ci credo affatto e sono convinta che ad Ester siano arrivati perchè sin dal 2011-2012 qualcuno sapeva benissimo che Massimo Bossetti è il figlio di Ester Azzuffi. Ora di seguito se me lo consentite. Vi posto un pò di miei messaggi che ho scrtto nell pagina facebook dell'avvocato Salvagni...
Comunque davvero complimenti a MAssimo, Gilberto e Annika, avete un'intelligenza nettamente superiore alla media e una capacità cognitiva formidabile (unita ad una formazione culturale davvero elevata)

carla Albarella ha detto...

"Si infatti Maria, la genetista in questione, fino a pochissimo tempo fa, era assolutamente terza e imparziale e offriva spiegazioni scientificamente da apprezzare, con un atteggiamento molto prudente e saggio. Poi all'improvviso (da un mesetto a questa parte) cambia completamente opinione ma con spiegazioni scientifiche assolutamente non acclarate da tutti - nessuno escluso- i genetisti obiettivi, terzi e imparziali. (credo stia collaborando per la pubblica accusa o per la parte offesa pur non comparendo formalmente all'interno di nessun collegio di parte). A proposito del DNA, Maria ho sentito la criminologa-show girl di cui mi parlavi ma costei ha riferito solo di un' intercettazione ambientale in cui Bossetti e la mamma parlavano dei 21 loci altamente compatibili, dunque madre e figlio non hanno mai detto di aver fatto quel test di paternità tra Giovanni Bossetti e Massimo. Se fosse davvero figlio di Guerinoni non significherebbe assolutamente nulla di compromettente, ma se fosse figlio di Giovanni avremmo la certezza assoluta che quel DNA ritrovato sugli abiti non era di Massimo, perchè, in tale circostanza, Massimo al 100% non sarebbe ignoto1 (e quindi Massimo verrebbe immediatamente scarcerato con tantissime scuse da parte di tutti). Ma io do per scontato e certo che l'avvocato Claudio Salvagni questo test di paternità tra Massimo e Giovanni lo abbia già fatto fare (in via ufficiosa, in casa, facendosi dare il DNA di Massimo in carcere e il DNA di Giovanni, a casa). Dato per scontato e assolutamente certo che quel test sia già stato fatto, questo, come sappiamo, non vuol dire nulla, perchè un DNA non può resistere per tre mesi in un campo (così come vorrebbero farci credere), quindi quel DNA li ci è finito solo dopo il mese di febbraio 2011, cioè dopo il ritrovamento del corpo e non certamente prima (c' è stato un inquinamento dei reperti di matrice dolosa o colposa). A meno che non si voglia ipotizzare che ignoto1 sia il figlio naturale di Guerinoni e di un'altra donna che non sia la Azzuffi (ecco perchè il DNA mito di MAssimo non coinciderebbe con quello di ignoto1), cioè a meno che non si voglia ipotizzare che Massimo, pur essendo il figlio di Guerinoni non sia ignoto1, perchè ignoto1 sarebbe un ulteriore fratellastro di Massimo. Quindi, in questa ipotesi, Guerinoni avrebbe avuto 5 figli (2 con la moglie, 2 con la signora Ester e 1- cioè ignoto1- con un' altra donna non ancora identificata). Su questa ipotesi scientifica ci potrebbe aiutare la dott.ssa Sarah Gino, ma mi pare un'ipotesi un pò troppo romanzata (quasi quanto quella della Procura)"

carla Albarella ha detto...

"Bene, non avevo dubbi. Sulla questione DNA, a mio avviso, caro avvocato Claudio Salvagni sarebbe molto, ma molto interessante approfondire un ulteriore aspetto. Tutti i giornalisti all'epoca (ma lo ha confermato più volte anche il dott Ezio Denti) sostengono che si sarebbe individuata la signora Ester come la mamma di ignoto1 mediante una confidenza che un ex amico del Guerinoni avrebbe fatto ad un maresciallo dei carabinieri. Poi si sarebbe fatta la comparazione tra i rispettivi DNA nucleare (e non tra i mitocondriali, perchè il DNA mitocondriale di Ignoto1 è completamente diverso da quello di ester e questo dato della diversità del mitocndriale, evidentemente già lo si conosceva benissimo fin dal maggio-giugno 2014...altrimenti la comparazione la si sarebbe fatta con il mitocondriale, come generalmente si fa tra mamma e figlio) e si sarebbe così verificato che questi sono altamente compatibili per 21 loci. Ma è vero che questo ex amico di Guerinoni avrebbe fatto questa confidenza al maresciallo? E fino a che punto questa confidenza è stata genuina, spontanea, volontaria? La difesa ha provato ad individuare e a sentire questo ex amico di Guerinoni? E' vero che costui avrebbe fatto questa confidenza spontaneamente? Perchè se non fosse vera la circostanza della confidenza spontanea, rimarrebbe il mistero assoluto di come si sia risaliti alla signora Ester come la mamma di ignoto1. Come lo si faceva a sapere? Come lo si faceva a sapere che Ester è la mamma di ignoto1 se il DNA mitocondriale di ignoto1 non è affatto compatibile con quello della stessa signora Ester? Se non fosse vero che ad Ester si è arrivati tramite la confidenza SPONTANEA dell'ex amico al maresciallo, beh allora non rimarebbe che un'unica spiegazione a come si sia arrivati alla signora Ester (e questa spiegazione non sarebbe certamente di natura scientifica). L'unica spiegazione è che qualcuno già sapeva e fin da molto tempo che Ester è la mamma di Massmo Bossetti....Quindi si è arrivati a lei (non attraverso la confidenza dell'ex amico del Guerinoni ma perchè già qualcuno sapeva che Ester è la mamma di Massimo). Insomma, io cercherei di capire molto approfonditamente come in realtà si sia arrivati alla signora Ester. E non ci vengano a dire che lo si è fatto comparando il DNA nucleare, perchè questo lo si è si fatto, ma solo in un secondo momento (cioè lo si è fatto dopo quella famosa confidenza, almeno questa è la versione ufficiale). Anche perchè, dopo la comparazione del DNA mitocondriale tra le 532 donne e ignoto1 fatta da GIardiana nel 2012, poi successivamente non si è più comparato il DNA nucleare di ignoto1 con quello delle 532 donne (Ester compresa) ma si è comparato il solo DNA nucleare di ignoto1 con quello della sola signora Ester (perchè solo con il suo e non con quello delle altre 531 donne?) La risposta ufficiale a questa domanda è perchè ci sarebbe stata questa confidenza all'ex maresciallo) Ma se invece in realtà non vi fosse stata alcuna confidenza SPONTANEA e si fosse arrivati ad Ester solo perchè la circostanza che Ester sia la mamma di Massimo erà già nota a qualcuno e già da diversi anni (almeno 2-3)? ..... Mediatate gente, meditate..."

carla Albarella ha detto...

“Michele la situazione sul punto è già abbastanza chiara: i RIS fanno una griglia del reperto mutandine ed estraggono dagli stessi slip e da altri reperti alcune tracce biologiche di cui la più importante è la traccia g3120. Da questa traccia biologica mista i ris estraggono il 90% di dna nucleare di ignoto1 e il 10% di dna nucleare di Yara. Poi fanno la provetta e la passano a Giardina. Giardina nel 2012 dalla stessa provetta ricava il mitocondriale (mediante un metodo di laboratorio) e verifica che il mitocndriale ricavato da quela provetta coincide per il 90% con quello di Yara e con il 10% con quello di un ignoto (che poi si scoprirà non essere Massimo). Fa le comparazioni del mitocondriale che lui ha ricavato da questa provetta con il mitocondriale delle 532 donne ma non arriva ad ester perchè ovviamente il mitocndriale di quella provetta(ricavata da quella traccia) non era per niente sovrapponibile al mitocondriale di Ester. Quidi loro già dal 2012 sapevano (o avrebbero dovuto sapere) che il DNA mitocndriale di ignoto1 non coincideva (e non coincide) con quello di Massimo. Se questo dato è ormai certo (anche con le consulenze pilifere) e lo era sin dal 2012, come mai lo stesso previderè all'improvviso e nel maggio-giugno 2014 (dopo la famosa soffiata al maresciallo da parte dell'amico di Guerinoni) sostiene che ci sarebbe una compatibilità del dna nucleare per 21 loci? A fronte di una totale incompatibilità del dna mitocondriale di Massimo con quello di ignoto1, siamo proprio sicuri che all'improvviso sia venuta fuori realmente questa compatibilità del nucleare? Cioè per me nel maggio-giungo 2014 hanno interpretato male il dato della comparazione del nucleare. Ora sui fogli di laboratorio troveremo scritto che il dna nucleare coincide per il 99,999999( per 21 loci) ma in realtà non era così e non lo sapremo mai perchè l'accertamento non è più ripetibile. Perchè sostengo questo? Per il semplice fatto che in natura non può esistere una traccia biologica mista (g3120) che abbia al suo interno un dna nucleare che corrisponde al 90% a quello (che loro ritengono essere) di Massimo e al 10% al dna nucleare di Yara e al contempo (sempre nella medisma traccia 31g20) il 90%di mitocondriale di Yara e 10% di DNA mitocondriale di soggetto sconosciuto (ancora adesso). Quindi l'errore (o la non corretta interpretazione..........) sta nelle comparazioni fatte da Previderè nel mese di maggio-giugno 2014. Hanno ritenuto che i dna nucleari fossero compatibili ma in realtà non era così. Questa secondo me è la più logica spiegazione a questa che lo stesso Previderè definisce anomalia scientifica“

carla Albarella ha detto...

“Anche questo articolo, letto in combinato disposto con un altro articolo dello stesso blog (il cui titolo è "E se Massimo Bossetti fosse conosciuto da chi indagava sin dal duemilaundici? E se il Dna, come ammette il Ris in perizia, non fosse davvero inequivocabile?") racconta quello che ormai tutti gli italiani interessati al caso e con un pò di cervello hanno capito ormai da tempo: la classica verità che non solo non si può provare ma, addirittura, che nemmeno si può dire... (meno male che esiste facebook, l'unica location, ormai, in cui si respira ancora il fresco profumo della libertà di pensiero). Ma credo sia tutto inutile (questo poveretto, come tante altre vittime sacrificali dei processi mediatici) è stato già condannato: sono inutili anche i tre gradi di giudizio, avv Claudio Salvagni . Ammiro molto la vostra forza, correttezza e professionalità, ma è impossbile non soccombere contro due poteri fortissimi, i più forti del nostro Paese, in perfetta sintonia tra loro e aventi un unico obiettivo: raccontare una loro verità e imporla a furor di popolo. Ripeto non ho visto mai un processo mediatico non concludersi con la condanna del malcapitato di turno: lo distruggono letteralmente con quintalate di balle, notizie tendenziose e palesemente manipolate ad hoc. Insomma uno squallore unico. E se i giudici osano non uniformarsi al giudizio popolare vengono più che "massacrati" (guardi Perugia e il caso Meridith, per esempio). Questo è se vi pare.“

carla Albarella ha detto...

“Certo Nunzia, concordo perfettamente. Per me (ma per tantissimi altri) gli scenari alternativi su come siano andati i fatti sono 4 e sono convinta che l'avvocato Claudio Salvagni sia d'accordo (anche se non può essere molto chiaro, ovviamente).
1) Bossetti viene attenzionato già dal 2011-2012 perchè fin dall'epoca gli inquirenti stavano cercando muratori che avessero agganciato quelle celle telefoniche e che avessero un furgone bianco ecc ecc. QUlacuno di loro più lo segue e più si convince che è lui il loro uomo. Qualcun altro balza dalla sedia ed è ormai quasi certo. Devono assolutamente giocarsi il tutto e per tutto e trovare una via di uscita. Così nel giugno 2014 nella speranza che fosse davvero lui, viene purtroppo VOLUTAMENTE interpretato male il dato del DNA nucleare (un errore di laboratorio, che volete, può capitare anche ai migliori) e Bossetti finisce in carcere e li "si fa di tutto" perché confessi,.... perchè più di qualcuno è convinto: è lui, ne sono certi e lo sperano vivamente. Sui fogli di laboratorio viene certificato e ora ci sarà scritto che il suo DNA corrisponde per 21 loci a quello di ignoto1 (ma si è volutamente interpretato male il dato, ma lo si scoprirà solo poi in dibattimento, ma tanto nel frattempo sono sopraggiunti una marea di indizi....quindi è sempre lui il colpevole, continueranno a sostenere) ma di questa errata interpretazione non lo potremo mai sapere perche l'accertamento è irripetibile. In questa ipotesi il DNA di Bossetti non è MAI finito sugli abiti della vittima perchè Bossetti NON E' IGNOTO1 e quindi non è quel famoso figlio illegittimo di Guerinoni. In questa ipotesi, quindi, Bossetti è figlio di Giovanni e Ester. Per accertare che questa tesi sia valida basta fare il test di paternità (in via ufficiosa, fatto in casa, ci si fa dare il DNA da MAssimo e da giovanni e si fa il test). Se fosse davvero così sarebbe clamoroso, ma non lo escludo che lo possa essere davvero. QUindi fare quel test non costa nulla (120 euro)
2) la seconda ipotesi è che Massimo sia stato seguito sin dal 2011-2012 e che prorpio all'epoca (o comunque dopo il ritrovamento dei vestiti) il suo DNA sia finito in qualche modo ma DOLOSAMENTE su quegli abiti (ma dopo il mese di febbraio 2011 cioè dopo il ritrovamento del corpo e non di certo a novembre 2010). Anche secondo questa tesi, più di qualcuno si era assolutamente convinto che potesse essere lui il colpevole.... Secondo questa seconda ipotesi Massimo è effettivamente ignoto1 ovvero il figlio naturale di Guerinoni. Anche qui basta fare il test e si scopre se i fatti sono andati così.
3) la terza ipotesi è che a Massimo si sia arrivati davvero attraverso la prova scientifica e solo nel giugno 2014 (ipotesi ufficiale non creduta da nessuno nemmeno da illustri professori con cui mi sono confrontata). Allora, sempre in un ottica innocentista, in questa circostanza, dobbiamo pensare che i reperti siano stati involontariamente inquinati o durante la fase omicidiaria (o di sequestro) o all'atto del sopralluogo ovvero nelle successive operazioni di laboratorio. Io le 3 ipotesi le quoto le prime 2 al 40% la terza al 10%.
4) L'ultima ipotesi è che Massimo sia realmente il figlio di Guerinoni ma non sia comunque ignoto1 bensì un fratellastro di ignoto1. Ignoto1 sarebbe il figlio di Guerinoni avuto con un'altra donna ma che non è la Azzuffi (ed ecco perchè il DNA mitoncdriale di Massimo non coinciderebbe con quello di ignoto1 ma vi sarebbe un'alta compatibilità tra il nucleare di Massimo e quello di ignoto1). Secondo questa ipotesi, quindi, Guerinoni avrebbe avuto 5 figli (due con la moglie, due con Ester e uno - cioè ignoto1- con un'altra donna allo stato ancora non identificata. Questa ipotesi la quoto al 10% .
E allora facciamo questo benedetto test di paternità (se non lo abbiamo ancora fatto) e così cerchiamo di capire se vale la prima (e sarebbe clamoroso) o se vale la seconda (situazione più ingarbugliata, ma da cui si può uscire). La terza e la quarta mi appaiono fin troppo, troppo surreali...“

emax/massimo prati ha detto...

Ciao Ivana,

Lo schema di cui parli, sotto certi aspetti sbagliato ma molto buono per capire certi concetti, viene da un parlamentare dei 5 stelle (senato), Martelli, che lo mise sulla sua bacheca facebook a metà dello scorso anno.

Ciao, Massimo

Ivana ha detto...

Grazie, Massimo per la risposta.
Credevo avessi realizzato tu stesso tale mappa concettuale, ma non mi stupisco che sia stata costruita da un docente di matematica (molto probabilmente con Cmap, che anch'io ho avuto occasione di usare!)

Remo ha detto...

Se sono arrivati a Bossetti perché sono convinti che sia lui (per il furgone, per le celle telefoniche, perché fa il mutatore), in tutti i modi la tesi dell'accusa è confutabile perché Bossetti non è ignoto 1, quindi i due dna non solo non coincidono a livello mitocondraiale, ma nemmeno nucleare. dato che ignoto 1 non è figlio di Ester.
A questo punto ci si chiede che cosa aspetto il collegio difensivo a far ripedere con un suo tecnico la prova del dna.

Anonimo ha detto...

Riporto da altro commento

"Ester ha negato di aver avuto una relazione sentimentale con l’autista di Gorno, anzi ha detto “Non mi ricordo di aver avuto una relazione con lui”. Ma come ci si può dimenticare con chi si è stati a letto anche se 44 anni fa!? Ha negato anche davanti alle domande del figlio, anzi, in quel colloqio Ester dice «Forse avrò fatto una fuitina con lui (il Guerinoni), però non me lo ricordo».

Mio personale commento: è possibile che qualcuno ancora creda alle favole?

Claudio Romiti ha detto...

Saltimbanchi dell'informazione colpevolista in azione. Sul molto presunto orco Bossetti l'impresentabile D'Urso ha mandato in onda la testimonianza di una tizia la quale, a distanza di 4 anni, ricorderebbe di aver visto Quest'ultimo con una bambina di 13 somigliante a Yara Gambirasio. Una delle solite folgorazioni che, stranamente, coinvolgono queste persone sempre e comunque dopo che qualcuno sia stato arrestato. La D'Urso, principessa dell'informazione, ha presentato la tizia come "supertestimone". Impresentabili.

Anonimo ha detto...

@claudio romiti ho visto su rai1 il servizio sul caso Ragusa. Marito prosciolto, e l'inviato pezzente ha fatto il pedinamento per vedere come si sarebbe comportato, tutto tranquillo.....
questo è la tv monnezza di oggi

luca

Anonimo ha detto...

come si fa a pensare che in un sito che si chiama l'universovibra ci sia qualcosa di serio andiamo, state solo trollando e metto in guardia altri lettori dal leggere roba simile, altro che tv monnezza di oggi
la verità è che b è colpevole oltre ogni ragionevole dubbio

Anonimo ha detto...

scusate tanto il commento precedente è riferito all'articolo http://albatros-volandocontrovento.blogspot.it/2015/03/e-se-massimo-bossetti-fosse-conosciuto.html

Anonimo ha detto...

Neanke la moglie e ne il fratello credono al Bossetti, e ke cavolo, questo è quanto, ma le avete sentite bene le intercettazioni?

magica ha detto...

anonimo si vede che la pensano come te ?
le intercettazioni risalgono ai primi giorni dopo l'arresto. nessuno è indenne da commettere atrocita'. i parenti si stavano ponendo domande . bossetti non era un angelo caduto dal celo . anche lui poteva far del male.

dopo mesi ,i parenti non si pongono piu' quelle domande, considerano il loro fratello innocente . a proposito sul fratello hanno indagato? ahh!! ma forse non aveva il furgone bianco! con cassonato e la riga rossa?

crisma ha detto...

Certo invece bisogna credere ad un anonimo.
Il furgone con le tracce di Yara esiste, è bianco, è chiuso e non è di Bossetti. Ci sono anche i testimoni che però non vengono creduti perché tutti gli elementi portano all'innominabile, al cantiere che deve restare avvolto nell'ombra. Gli interessi prima di tutto...

Kris

Anonimo ha detto...

Vorrei portare alla vostra attenzione questo articolo. Molto interessante soprattutto la parte finale dell'articolo. http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/massimo-giuseppe-bossetti-al-fratello-se-mi-condannano-la-faccio-finita-2124612/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+blitzquotidiano+%28Blitzquotidiano%29

Mimosa ha detto...

Chi si interroga sui tempi vicini o lontani in cui MGB è stato attenzionato e sulle registrazioni che oggi vengono sdoganate dei passaggi del suo furgoncino sullo stradone davanti alla palestra e paraggi, rifletta su questo articolo che ho recuperato nel mio archivio, lo aveva segnalato la mitica Pamba il 4 luglio 2014 (dove sei? mi manchi…)

http://www.bergamosera.com/cms/2011/03/17/yara-e-il-mistero-delluomo-di-40-anni-visto-nei-dintorni-della-palestra/

l’informazione soffiata al giornalista è caduta lì.

Non vi sembra che ci sono state due linee d’indagine? Una “sul territorio”, come si dice, e una “scientifica”, da molti investigatori criticata quando non è di semplice supporto alla prima.
La linea scientifica ha prevalso, con i risultati che abbiamo visto e discusso.
Se la linea d’indagine tradizionale fosse stata seguita subito, dopo la scrematura tra i proprietari di furgoni chiari, forse si sarebbe arrivati 4 anni fa allo stato di ora: un GMB in carcere con l’accusa infamante
o suo fratello, visto che dalle notizie del tempo il furgone era intestato a costui, seppure in uso all’altro.

Mimosa

ENRICO ha detto...

Mimosa

nell’articolo del 2011 che hai linkato, c’è scritto ad un certo punto : “Si tratterebbe di un uomo sui 40 anni che si trovava in prossimità della palestra la sera in cui Yara è scomparsa, lo scorso 26 novembre. Costui non apparterrebbe alla cerchia familiare di Yara, ma non sarebbe estraneo alle sue conoscenze. L’uomo sarebbe stato visto nei dintorni del centro sportivo, all’ora della sparizione.

Dunque, secondo questa indiscrezione , gli inquirenti avrebbero saputo già all’epoca del fatto CHI fosse “il personaggio” in questione e avevano elementi a per identificarlo ma non a sufficienza per accusarlo. Quindi mi sento autorizzato a sospettare che l’ "operazione DNA" sia stata in qualche modo pilotata “a posteriori” e che l’anomalia del DNA mitocondriale sia un “ inconveniente” imprevisto ed imprevedibile che ha messo in discussione il risultato delle analisi effettuate sulla traccia repertata sui leggins di Yara già di per se stesso definito non inequivocabile nella stessa relazione del Ris

Mimosa ha detto...

Caro Enrico
Già, è una informazione che lascia molto spazio a supporre che da quel tempo, marzo 2011, a giugno 2014 (prelievo della saliva di GMB con il trucco dell'alcoltest) le indagini si fossero aggrovigliate su se stesse. Forse erano i tempi in cui troppe e varie le forze in campo, ti ricordi le polemiche? Mancanza di coordinamento, mancanza di comunicazioni tra di loro, lavori svolti in doppio l’uno ad insaputa dell’altro … eccetera.
E il risultato poi visto, secondo me, è dovuto al fatto che si è prescelta la via della “prova scientifica”, con il casino che hanno dovuto riconoscere essere stato fatto.

Se si fosse proseguito con la vecchia tradizionale via investigativa del famoso esperto vecchio maresciallo (che cito più volte, benché ho conosciuto marescialli trentenni !), forse GMB sarebbe già stato processato oppure un altro!
E molti soldoni sarebbero stati risparmiati … e anche tanta sofferenza alla famiglia.

Mimosa