giovedì 11 aprile 2013

Roberta Ragusa... un altro otto di cuori?


Prima di parlare della scomparsa di Roberta Ragusa divaghiamo un attimo e soffermiamoci su quelle mamme con prole che in momenti particolari della loro vita hanno lasciato che lo sconforto e il bisogno di allontanarsi prendesse il sopravvento. Di sicuro non stiamo parlando di donne in ottima forma psichica, di sicuro non stiamo parlando di donne capaci di estraniarsi da quanto capitato nella loro sfera sentimentale e familiare, di sicuro non stiamo parlando delle nostre nonne, donne in grado di chiudere gli occhi e mettersi strati di pancetta e grasso sulle orecchie pur di continuare a sopravvivere coi propri figli nella casa in cui spesso dagli uomini venivano trattate come serve. Il duemila è passato da tredici anni ormai, quindi è probabile che tante nuove donne se ne vadano di casa perché non riescono a sopportare un minuto di più l'insopportabile, ciò che nella loro mente, e probabilmente anche nella realtà, non appare più una vita da vivere ma un supplizio da cessare. Donne così esistono, non sono un'invenzione cinematografica ispirata agli anni tremila, non ne conoscete tante perché vige la privacy e le persone soffrono sia di vergogna che d'orgoglio... ma anche perché l'informazione, che ci nutre solo con le "sue notizie", snobba ciò che non ritiene idoneo alla causa.

C'è infatti da dire che non tutte le donne che scompaiono creano un'aspettativa mediatica buona da cavalcare, come d'altronde non la creano tutti i casi di omicidio, c'è da dire che a volte a sparire sono femmine grassocce o bruttine, magari depresse, cinquantenni stanche di essere serve o donne inserite in un contesto di miseria e povertà che vivono al limite della legalità, abituate a girare per strada con gli occhi neri e i lividi al collo. In tutti questi casi le storie vengono spesso emarginate perché non avrebbero la giusta presa sullo spettatore... spettatore che in chi non è "normale" non si riconosce. In fondo c'è da aspettarsi che donne del genere spariscano da un momento all'altro, per questo con loro si usa il classico trafiletto: quattro righe in tutto per finire presto e avere il tempo di andare a cena. Al massimo si riprenderà la notizia un domani lontano, casomai il marito dovesse essere indagato dalla procura. Questi casi di cronaca, non trattati a livello nazionale perché privi della giusta presa emotiva, proprio perché dai media vengono solo sfiorati non bastano a inserire nella mente dell'opinione pubblica il dubbio lecito che le madri non siano fatte tutte della stessa pasta, che la mente di alcune, donne sia pur perfette nella loro apparenza giornaliera, regge finché regge, ma quando cede ai troppi pensieri non ascolta ragione e lavora d'istinto.

Al contrario, per lo spettatore coinvolto e sconvolto continuamente da quanto quotidianamente riportano la stampa e le reti televisive, un solo caso che abbia i giusti requisiti ribalta la realtà dei fatti; basta sia reso visibile e trattato da persone capaci di coalizzare milioni di telespettatori. Quando agli onori della cronaca nera capita la "vittima"  normale, sia una ragazzina straziata, sia una moglie assassinata o anche una madre che scompare (meglio se belloccia), insomma: la persona "tipo" dal volto pulito, la donna solo lavoro figli e famiglia che si rispecchia nell'immaginario dell'opinione pubblica, tutto cambia e negli schermi e sui giornali, se nessuno chiede il rispetto della privacy, non passa giorno che non si ascoltino o leggano i commenti di amici, di familiari o anche di semplici opinionisti multiuso, che non esitano ad usare l'oratoria accusatrice, quella capace nei casi di omicidio di affilare la scure del Pm e convincere la massa emotiva, quella capace nei casi di scomparsa, dicono, di non fare abbassare la guardia e obbligare a migliori ricerche. E proprio per colpire al cuore l'uomo comune e la procura, questi oratori sono soliti dire: "Non sarebbe mai andata via di sua volontà, non avrebbe mai lasciato i suoi figli, era innamorata di loro e non li avrebbe mai abbandonati". 

Ed ecco che dopo questa frase coinvolgente, l'abilità di chi opera nei media si esalta nel capire di aver trovato il caso di cronaca capace di emozionare e scatenare la caccia all'ascolto, di aver trovato quella cerchia pseudo-amicale e parentale pronta a spiaccicarsi sul microfono, pronta a presentarsi senza alcuna remora di fronte alle telecamere. Niente privacy, molto audience e nessuno scrupolo. Neppure nei confronti del dolore dei figli di chi dicono vogliono che torni, visto che in pubblico non esitano a scommettere su una morte violenta fregandosene altamente di cosa loro possano provare a quelle parole. Nessuno scrupolo e accuse per nulla velate rivolte al marito fedifrago, al padre di quegli stessi figli usati come scudo per poter parlare da moralizzatori incontrastati. L'andare spesso in video e l'associarsi, per taluni è un modo per ampliare quelle corporazioni che, purtroppo, oltre ad organizzare fiaccolate in memoria, oltre a portare uno striscione e il proprio viso in una foto di giornale, sono in grado di generare mostri colpevolisti ad ogni costo. Ed io mi chiedo: quando servivano davvero, dov'erano le amiche che ora urlano? Pare quasi che quelle "amiche di paese" si siano in realtà aggregate solo per alleviare le colpe e i rimorsi che non potevano non sentire, visto che nel momento in cui era possibile darlo, l'aiuto che avrebbe evitato il dramma l'hanno scordato su una auto parcheggiata in doppia fila o perso nel tran tran quotidiano.

E cosa c'entrano quei personaggi che insistono a dirci che una madre non abbandona mai i propri figli? Cosa ne sanno loro di cosa prova una madre bistrattata in famiglia? Di quale sia il suo vero stato d'animo dopo anni e anni di sopportazione? Inoltre, volendo fare un appunto a quanto incessantemente ci dicono, c'è da considerare che il discorso madre-figlio è discriminante nei confronti dei padri. E' come dire che fra i genitori è la donna che ama davvero la prole, tanto da non avere mai il pensiero di lasciarla per cercarsi una nuova vita. E la parità dei sessi? E i padri che piangono per i figli che non possono incontrare? E' ovvio che siamo in presenza di un vecchio luogo comune che nessuno ha voglia di sconfessare pubblicamente. Ma non è l'unica ovvietà che il rumore dei media ci impedisce di vedere. Per scoprirne altre basta eliminare la staccionata dalla memoria, quella che ci ingabbia nel turbinio mediatico e ci toglie il ricordo dei casi di cronaca nera da tempo passati. Non è facile tornare indietro e fare paragoni, specialmente se ci coinvolgono emotivamente con un'esternazione discriminante basata su un luogo comune vecchio di almeno un mezzo secolo. Ma dopo cortei a memoria, dopo milioni di articoli di giornale, dopo trasmissioni a tema e, soprattutto, dopo innumerevoli mesi di indagini e ricerche a vuoto, ognuno di noi si doveva aspettare che all'orizzonte apparisse anche "il testimone", quello che nei casi indiziari non manca mai, quello che vede e non vede, quello individuato dalle forze dell'ordine grazie alle chiacchiere di paese, quello che non se l'è sentita di parlare prima perché c'aveva i suoi motivi per tacere, quello che "loro sono potenti" ed io ho una famiglia da preservare... Logli porco e mafioso!

Gli esempi in cui "il testimone importante" appare improvvisamente dal nulla sono innumerevoli, ma per averceli in memoria serve di guardare solo la cronaca degli ultimi anni. Ricordiamone alcuni: il signor Petarra, che in quel di Avetrana ritrovò "la memoria oraria perduta" a quattro mesi dalla scomparsa di Sarah Scazzi, così da riuscire a spostare in avanti di un'ora il suo avvistamento delle 12.45; il fioraio Buccolieri, cercato dai Pm e ora indagato perché insiste nel dire che il suo sogno è solo un sogno e che lui le Misseri il 26 agosto non le ha viste; il clochard di Perugia che vide il Sollecito e la Knox vicino alla casa della Kercher la notte dell'omicidio... peccato che anni dopo, nel processo d'appello, abbia collocato il suo avvistamento durante i festeggiamenti di Hallowen, quindi fra il trentuno ottobre e il primo novembre, quando nella realtà Meredith è stata uccisa la notte successiva, fra l'uno e il due novembre; il pensionato che vive a cinquecento metri dal Pianoro di San Marco, l'uomo che non vide nulla ma che per i Pm doveva per forza vedere. Spuntò dopo un anno e fu addirittura ascoltato dal giudice Tommolini; il cugino meccanico di Melania Rea, anche lui apparso ad oltre un anno dal delitto, fuori tempo massimo però, che si ricordò di un coltello visto nel bauletto dell'auto dell'imputato. Volete altri testimoni? Vi stanno bene quelli presentatisi e in breve dimenticati? Uno è la donna che in tivù disse di essere andata con la figlia alle altalene del Pianoro di San Marco nell'orario in cui doveva esserci il Parolisi, peccato che dopo un mese si scoprì che al Pianoro era arrivata in un orario successivo; un altro è il testimone che disse di aver visto Elisa Claps incinta in un paese della provincia di Matera (Grassano), e un altro ancora è il pensionato che disse di aver visto Roberto Straccia fare stretching ed esercizi vari in precario equilibrio sul ponte del mare di Pescara.

Potremmo andare avanti per ore e fare tante chiacchiere su questo argomento. Sono una bella cosa le chiacchiere di paese, in un certo senso aggregano e uniscono sotto un'unica bandiera persone di fascia sociale differente. Ma quando una sola voce dice cose gravi, forse vere o forse credute vere ma in realtà amplificatesi nella mente per quanto ascoltato sui media (Antonio Logli per tutti i teleutenti fu da subito l'assassino della moglie), devono restare nel paese, non uscire dal bar ed entrare in procura. Perché c'è il rischio di perdere tempo per nulla: quando un testimone dice "cose pesanti", ci sono moltissimi accertamenti da fare e, non ultimo impegno, c'è da tenere a bada i media che spingono perché la trasmissione serale deve andare in onda. E può anche capitare che alla fine ci sia sempre chi si chiede per quale motivo il Pm usi i piedi di piombo, per quale motivo, a fronte di una testimonianza precisa e circostanziata, non agisca carcerando l'indagato. Chissà, magari è perché il buio e la nebbiolina presente in via Gigli non aiutavano la vista? Perché, pur essendo in due, solo un testimone vede il Logli all'interno dell'auto? Perché, pur avendolo indicato alla moglie, lei sta in auto con la testa bassa e non la alza in tempo? Perché le urla strazianti e le botte ascoltate, se davvero tali e se davvero riguardanti il Logli e la Ragusa, non hanno convinto un uomo e sua moglie a fare una stupida telefonata al 113? Perché tutti nella via sanno, ma in realtà nessuno dice di sapere? Perché nei giorni seguenti, pur sapendo della scomparsa, il testimone continua a fare la sua vita e non si presenta ai carabinieri? Insomma, un Pm serio non può esimersi dal pensare a un condizionamento mentale nato nel tempo...

Ma lasciamo i testimoni dell'ultima ora e torniamo alle madri che mai lascerebbero i propri figli. Un discorso che equivale a dire che ad ogni madre che scompare corrisponde un omicidio. Questo non è affatto vero, migliaia sono le donne, tante le madri (e tanti i padri), che ogni anno scelgono di andarsene dalla famiglia, anche in Italia. Certo, magari stanno via qualche giorno e poi tornano, ma questo poco conta visto che l'input di partenza era l'allontanarsi dal marito, dai figli ed anche dai parenti. Le storie sono diverse e diversificate: c'è chi agisce d'istinto e chi si prepara per mesi alla fuga, chi crede di aver trovato un vero amore e chi si illude di averlo trovato. E' logico che non tutte le famiglie si rivolgono a Chi l'ha Visto, c'è chi si vergogna e chi ama la privacy e preferisce non far trapelare nulla (parla solo coi Carabinieri e con la Polizia), per questo numerose storie restano nell'ombra. Ma a volte qualcosa esce, e per parlare di donne italiane potremmo additare ad esempio S.I. (in questi casi mai si inserisce il nome per intero), una madre che programmò la sua fuga nei minimi particolari (leggi la notizia), peccato non abbia cambiato regione e a distanza di quattro mesi sia stata trovata da chi indagava. Un'altra da citare è A.B. (leggi la notizia) una madre di sei figli scomparsa nel nulla il 23 giugno del 2010 e trovata 25 giorni dopo mentre era in spiaggia con un altro uomo (il marito fu sospettato di omicidio e in casa sua i tecnici del Ris stesero quintali di luminol). Un'altra storia, diversa da queste ma attinente, è quella che riguarda Giuliana di Battista, una donna che pur avendo quattro figli nel 1996 fece perdere le sue tracce diventando per quindici anni uccel di bosco. Di lei nessuna segnalazione fino a quando, nel 2011, gli agenti della Polfer della stazione di Sanremo non hanno controllato le generalità di una signora che trovarono riversa sul marciapiede.

E per avere un quadro più ampio, potremmo andare in giro per il mondo e partire dalla Germania, potremmo parlare quindi di Gabriele Schulze, una madre tedesca che con la scusa di voler fare un viaggio a Roma, per andare dal Papa, si allontanò dalla famiglia nel gennaio del '97 e fu trovata in un bosco svizzero, dove nell'ultimo periodo aveva vissuto allo "stato brado", ben dodici anni dopo. Potremmo spostarci in Canada. Lì nel 1983 scomparve misteriosamente Linda Grant, madre di tre figli piccoli, che non venne mai trovata e fu creduta morta ammazzata... invece dopo vent'anni lei stessa si fece trovare. Si era costruita una nuova vita negli Stati Uniti d'America e s'era scordata di riferirlo al marito, ai parenti e ai figli. E per restare in zona, potremmo verificare quanto accaduto in Florida. Qui il caso è eclatante, si parla di Judith Bello, una moglie e madre che nel '93 aveva 28 anni. Un giorno qualsiasi, dopo neppure due ore di lavoro decise di andarsene. Così, fregandosene di suo figlio che aveva portato all'asilo nido, parcheggiò l'auto e scomparve misteriosamente nel nulla. E il mistero si infittì tre mesi dopo, al momento in cui l'uomo decise di andarsene col bambino in un altro Stato. Per diciotto anni si è indagato come se la donna fosse stata vittima di un omicidio (lui scappò perché probabilmente aveva capito che se fosse rimasto in città sarebbe finita male?) e il suo volto venne anche inserito nelle 104 carte da gioco (due mazzi da 52, lei era un otto di cuori), che contiene i visi di chi è stato ucciso in maniera brutale e quelli di tante donne scomparse da anni e date per morte. I mazzi di carte, ideati nel 2007 da un detective americano, vengono distribuiti gratis nelle carceri e si affiancano a una ricompensa offerta a quei detenuti che danno notizie utili a risolvere i "cold case". 

Nessuna notizia utile giunse, né dalle carceri né dai cittadini liberi (i mazzi si possono acquistare con pochi dollari anche su internet), perché Judith in realtà non era morta. Dopo diciotto anni vissuti nella certezza del suo efferato omicidio, si scoprì che se n'era andata perché non sopportava più i problemi che aveva col marito. Fregandosene dei parenti stretti, a cui mai ha telefonato, e del figlio, lasciato al "nido", aveva cambiato nazione e si era costruita una famiglia con un altro uomo... col quale aveva pure tre figli. Siamo nell'ambito dei "casi limite" e quello di Roberta Ragusa è completamente diverso? Strano, perché anche i parenti di Judith e di tante altre donne dicevano che il loro caso era diverso (per questo si è continuato ad indagare per anni). Ciò che voglio dire, è che quanto crediamo sia irrealtà a volte è una triste verità. Di tante cose non ci capacitiamo e mille volte restiamo sbalorditi da fatti che non credevamo potessero accadere. Il comportamento dell'essere umano può stupire più di quanto la nostra mente possa credere. Ma da sempre i fatti sono fatti e le parole sono parole. E in questo caso l'unico fatto certo è che non si è trovato un cadavere nonostante una ricerca spasmodica e continua, una ricerca mai sospesa e ancora in corso. Il fatto certo è che nessuno può dire che Roberta Ragusa sia morta, neppure chi si è unito in una organizzazione di parte e presenta in procura dossier che fanno girare inutilmente carabinieri e poliziotti, novelle trottole impazzite che vagano per ogni dove (anche nei luoghi indicati dai tanti medium italiani). Il fatto certo è che la verità in tasca non l'ha nessuno, neppure l'ormai famoso testimone che, come migliaia di altri testimoni prima di lui, è apparso sulla scena nel momento in cui serviva apparisse un testimone. Il fatto certo è che nonostante non ci sia nulla di certo, l'opinione pubblica chiede l'arresto del marito, uomo fedifrago dalla massa già preventivamente condannato. 

Il fatto certo è che neanche io so cosa in realtà sia accaduto quella notte. Io non so se Roberta è viva o morta, lo ammetto, in compenso so che la memoria di tutti noi poco alla volta se ne andrà perché coperta da altri fatti di cronaca e da altre storie scabrose. So che a quel punto non ci sarà persona che si sentirà in colpa col Logli e coi suoi figli neppure se si scoprisse che non c'è stato alcun omicidio, neppure si dovesse scoprire che Roberta è un altro otto di cuori...



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172 commenti:

Anonimo ha detto...

Un articolo che dice quello che non piace a un'opinione pubblica che cerca sempre il delitto perché più eccitante e suggestivo. La casistica che porti è solo la punta di un iceberg. Personalmente sono convinto che si tratta appunto di un allontanamento volontario, fino a prova contraria, che non è certo quella dei testimoni che si presentano a mesi di distanza.
Gilberto

Chiara ha detto...

Però dovete anche considerare che se non si indaga per un delitto non si indaga affatto: un maggiorenne va dove gli pare e le risorse sono troppo limitate per cercarli tutti.

I casi che ha citato Massimo fanno sorgere un paio di riflessioni: in quelli delle donne italiane le ff.oo. avevano scoperto la presenza di un amante. Negli altri l'amante non c'era (la famiglia se la sono fatta dopo) e non essendoci indizi di un crimine nessuno le ha più cercate. Infine, nell'unico caso in cui si era sospettato il marito, lo stesso non fu arrestato.
Cosa voglio dire...
Che questa indagine è ben condotta e lo dimostra lo stato di libertà di Antonio Logli che dimostra la consapevolezza che il solo testimone non è sufficiente a privare preventivamente della libertà un uomo. Questo a sua volta lascia pensare che le indagini su un eventuale amante siano state fatte e non abbiano prodotto risultati. Ergo le strade sono due: o si lascia perdere e se Roberta è viva a rifarsi una esistenza forse lo sapremo per caso tra anni o forse no; oppure si considera che un testimone tardivo e notturno è comunque qualcosa e, se effettivamente fosse supportato dal riscontro dato dal rinvenimento di "reperti certamente riconducibili alla Ragusa" si prosegue con l'unico strumento che consente indagini approfondite: ossia l'iscrizione di una notizia di reato. E poichè queste indagini necesarriamente invadono anche la sfera privata e luoghi privati legati al marito, per sua garanzia è giusto metterci il suo nome su quella notizia di reato in modo da farlo partecipare da subito a tutte le attività e non, come in altri casi, far finta che non sia indiziato e violargli i diritti per non avere tra i piedi avvocati e consulenti di parte.

Altro discorso quello della stampa e della gente e concordo. Ma è pur vero che non ci si può aspettare che un gatto diventi vegetariano perchè sarebbe meglio per l'uccellino nè tanto meno si può impedire alla gente di parlare.

Giusto avvisarla però e fai bene e già che ci sono l'avviso pure io: ieri sera a Chi l'ha Visto la signora Sciarelli si è presa la libertà di parlare di "Logli" in relazione al litigio intravisto (nella notte e con la nebbiolina) dal testimone. Ecco: tagliate secco quello che dice la Sciarelli! Il testimone dice espressamente che non ha riconosciuto nemmeno vagamente nè dalle voci le persone che litigavano e questo è stato tenuto in debito conto dalla brava giornalista che ha realizzato il servizio lanciato dalla "straparlante" conduttrice.
Se non ve la sentite di mettere l'umano dubbio sulla certezza che il testimone spende circa il "primo" avvistamento, mettete ogni certezza sul dichiarato mancato riconoscimento del "secondo" avvistamento. Quando parla la Sciarelli tappatevi le orecchie!

magica ha detto...

io ho sempre pensato che con gli uomini sopetti ci vadano con i piedi di piombo.
allo stesso tempo ho sempre considerato che le donne misseri sono state calcolate delle miserabili . percio' hanno fatto il bello e cattivo tempo con loro . potevano indagare e controllare seriamente prima di mettere in carcere sabrina e tenere in considerazione il non sogno di buccolieri , e aspettare riscontri ,
invece sono state messe alla gogna mdiatica . sbefeggiate da due anni , ora che hanno i difensori li apostrofano come dei criminali .. imputati e avvocati si meritano .. ?

Chiara ha detto...

Magica
tu hai ragione sull'inqualificabile modo di agire che ha avuto la Procura di Taranto nei confronti delle signore Misseri e Serrano (per quanto colpevoli potesse ritenerle) ma io credo che più della identità sessuale delle indagate ciò sia riconducibile alla pessima qualità umana e professionale di cui hanno voluto vestirsi gli indaganti: privi di rispetto per i principi ai quali sono stati necessariamente formati nonchè per persone che evidentemente percepiscono a sè inferiori culturalmente e socialmente quasi fosse un'equazione di capacità delinquenziale. Quel soma imbavagliato col pizzo che mungeva lacrime false e inappropriate nel quale pure la deglutizione era scenica e pretendeva di ben sposarsi con il massimo sdegno per la vita e la dignità di due donne innocenti fino a sentenza definitiva parlando delle quali ha avuto la mancanza di pudore di nominare perfino la mafia, dovrebbe essere preso a stigma di come NON fare il delicato mestiere di Magistrato.

Antonello ha detto...

Direi i connotati sessuali che si son voluti dare per forza alla pura violenza, a volte reale ed a volte immaginaria e frutto di pregiudizi, fa acqua sotto molti aspetti.
La violenza, a parte quella contro i bambini, e' tutta violenza e perche' tale condannabile se non giustificara da una legittima difesa.
Ogni storia e' a se e la violenza e' un errore considerarla ristretta a settori, categorie, certo la statistica purtroppo parla di un'alta percentuale di violenza contro le donne ma e' anche vero che questo paese ha visto impoverirsi l'acculturamento, ha vissuto e sta vivendo uno spaventoso esodo d'immigrazione, e' anche vero che esce da secoli di maschilismo, a tratti esecrabile, ma che pure faceva a tratti anche la convenienza di comunita' comunque matriarcali.
Voglio dire,tolto che nelle leggi abbiamo un'iperprotezione della donna, e' anche vero che siamo tutti esseri umani imperfetti, ognuno con propri limiti, negare i nostri limiti e' la prima violenza che ci facciamo tutti, vi sono situazioni in cui e' impossibile ed architettonico chiedere ad un essere umano che non abbia reazioni e francamente e' anche in mala fede amare e desiderare le "bestioline" in noi per poi lamentarci se non c'e' un bottone per spegnerle.
Allora, io direi che e' sbagliato credere che la violenza sia una soluzione, e' evidente, pretendere invece che gli esseri umani siano pilotabili nelle loro reazioni "a comando" e perdippiu' in situazioni limite mi sembra gravemente offensivo per l'intelligenza e fortemente in malafede.
Non si puo' giocare sui limiti di sopportazione, delle donne e degli uomini, non ci si puo' divertire sui valori altrui "usando" i sentimenti piu' intimi salvo poi gridare all'unzione se si perdono i lumi e accadono le tragedie.
La soluzione quindi e' prevenire, non arrivare a certi punti, scegliere prima di arrivare a certi bivi, e forse anche finirla di fare ipocrisia descrivendo la violenza solo ed esclusivamente come fisica, perche' la violenza piu' subdola e non prevenibile e' quella psicologica, dei molti su inermi singoli, di chi costruisce i propri sogni sulla rovina delle schiene ed ambizioni altrui.
La violenza e' pensare che milioni di femministe abbiano legittimita' piena di pensarla per come la pensano e ritenere un mostro un maschilista.
La verita' e' che chiunque ha diritto di pensarla come ritiene piu' opportuno sempre pero' sentendosi uno od una, mai facendo "forza" su meccanismi sociali per pretendere di cambiare le idee altrui, non esiste, e' un ragionamento perdente ed anzi crea ancora piu' storture.
Ognuno e' a se, ogni storia e' a se e non ci sono regole standard ne si deve invadere spazi altrui senza conoscere, senza bussare, con propri esclusivi concetti o sentimenti pretendendo di dare dei giudizi etici a priori.
Ci sono storie peculiari che luccicano per il loro splendido equilibrio eppure fondate su profonde ingiustizie ed ipocrisie e storie bruttissime che contengono valori inestimabili.
La vita accade e non si pregiudica, bisognerebbe saper ragionare a monte ogni due per sei.
Io la penso cosi'.

Mimosa ha detto...

Fin dai primi miei interventi sul caso di Roberta Ragusa, sono stata molto fredda nel valutare il quadro degli accadimenti e anche nei fatti che via via assumevano aspetto di indizi, e ricordo miei lunghi discorsi su come fossi ben convinta che una madre stanca di essere maltrattata e bistrattata da marito e figli suoi alleati possa anche lucidamente pensare di abbandonare la casa per salvare quel rimasuglio di briciolo di stima di sé … e anche per dare una lezione agli “ingrati”. E qui dò ragione a Massimo.

Neanche l’ultima testimonianza dell’avvistatore notturno in mezzo alla nebbia mi spinge ancora ad affibbiare ad AL la patente di uxoricida … non so dire il motivo, giacché il testimone mi dà l’impressione di essere sincero e anche sinceramente spaventato. Ho ancora delle resistenze,
al contrario della immediata convinzione di colpevolezza di Renzo De Cleva per l’omicidio della moglie Lucia Manca, che ora al processo con rito abbreviato (iniziato di recente, a più di un anno dall’arresto) si proclama innocente, e alla immediata convinzione della innocenza di Parolisi e di Sabrina Misseri.

Tantissimi indizi spingono nella direzione di AL colpevole (secondo il codice: colpevole di maltrattamento psicologico e crudeltà verso un familiare, tentata violenza, uxoricidio, soppressione e occultamento di cadavere, falsa denuncia di scomparsa, falsa testimonianza – e secondo l’etica sociale: colpevole di bugie e false dichiarazioni sulla sua vita famigliare ed extraconiugale, di freddezza o quasi indifferenza nelle fasi successive alla scomparsa, di cinismo per aver continuato la relazione con l’amante, forse anche di procurato aborto…).
In merito a ciò dò ragione a Massimo che in tanti blog e anche da parte noi stessi commentatori vengono scritte cose che possono far malissimo ai figli di RR abili navigatori nel web. Però come si può discutere di un caso senza esprimere opinioni, anche dolorose per i famigliari che leggono? Ne abbiamo dette tante sul clan Rea …

Io spero che la verità non stia nell’uxoricidio e che la povera Roberta si sia rifugiata in un nido confortevole per rifarsi la vita. Ma credo che il ragazzo allora diciassettenne sapesse e ora maggiorenne ne abbia capite tante altre.
Come può essere che il primogenito e maschio non abbia avuto un feeling speciale con sua madre?
Come può essere che non abbia percepito lo strazio che la sua mamma stava vivendo?
Lui “sa” se la mamma se ne è scappata da quella situazione casalinga oppure no. Altrimenti vorrebbe dire che il papà era (ed è) davvero un padre padrone dominante e imperante. Il che rinforzerebbe il quadro diabolico del carattere di AL, disposto a tutto pur di non perdere amante e famiglia.

Mimosa

Antonello ha detto...

Detto quanto sopra direi che e' questa particolarita' delle due auto posteggiate nella via Gigli in direzione opposta al senso di marcia e con il muso verso via Dini, se e' reale cio' che riferisce il testimone ad orologeria, puo' essere la chiave di lettura di una parte importante della sparizione di R.R.
Perche' se R.R. e' uscita a piedi scavalcando la ringhiera, costeggiando la ferrovia arrivando sino al passaggio a livello e' chiaro che non puo' essere uscira in auto.
Allora rimane da pensare che quella C3 o l'ha portata li qualcuno o e' stata da lei lasciata li prima di quella serata per qualche strano motivo che non sappiamo immaginare nella ridda di ipotesi, come e' possibile che alle 20,00 sia stara prestata a qualcuno per andare a casa che poi ha voluto riportarla incrociando pero' la Station W del L. nella via Gigli e fermandosi li dietro, in direzione opposra al senso di marcia e con il muso verso via Dini.
Di sicuro il L., come tutti gli esseri umani non credo possa guidare due macchine contemporaneamente, forse in due fasi diverse ed in effetti il testimone ritardatario non riferisce se prima della seconda scena del litigio abbia per caso guardato nel punto se gia' li vi fosse la C3.
Ci ha guardato e non lo riferisce??? Ci ha per caso fatto caso la moglie o qualche vicino???

Mimosa ha detto...

@ Antonello
no, il testimone non ha visto la la C3 la prima volta, l'ha notata dopo mezz'ora quando ha portato a spasso il cane.
Mimosa

Mimosa ha detto...

@ Antonello, ma scusa, l’auto del Logli non era parcheggiata in quella specie di slargo col muso rivolto al passaggio a livello?

Antonello ha detto...

@Mimosa
non ho visto la trasmissione, io mi sto basando su quanto emerge dalla discussione sul forum, sul quale pero' vengono citate le fonti.
Ebbene era appunto questo passaggio che mi sfuggiva, le due auto sarebbero state viste nello stesso luogo del primo avvisramento???
Perche' io ho solo capito che nel secondo avvistamento le due auto erano posteggiate in senso contrario e con i musi diretti verso via Dini, quindi non verso il passaggio a livello e sulla destra andando verso lo stesso se vengono descritte come contrarie al senso di marcia.
O sbaglio io???

Mimosa ha detto...

Dal servizio della trasmissione la giornalista ha fatto una serie di ricostruzioni a piedi, per mostrare le distanze: il tipo si è fermato sul posto dove stava quella sera e la giornalista a piedi si è portata sullo spiazzetto dove lui diceva era ferma l'auto del logli sia quando è passato abbagliandola sia quando ha assistito alla scena del litigio.
Dalla visuale della giornalista (auto Logli a dx) il tizio stava sulla sinistra e in fondo mi pareva di vedere il passaggio a livello.
Però ti dico la verità, oggi ho cercato su googlemap ma non ho visto il passaggio a livello … c’era troppa distanza e la via Dini mi sembrava tanto lunga, la via Dini non mi faceva vedere passaggi a livello … inoltre mi pareva tanto distante da casa Logli e soprattutto non in linea con una direttrice di fuga dal famoso lampione sull’estremità del complesso che dà ai campi … non ci ho capito niente, te lo confesso.

Mimosa

Mimosa ha detto...

ops ... scusa ... la via Gigli senza passaggi a livello

Mimosa ha detto...

Comunque hai ragione: o è uscita a piedi per i campi o è uscita in auto … c’è qualcosa che non batte.

Anonimo ha detto...

Le due auto, così' come dice il testimone, si trovavano oltre il passaggio a livello verso via Prata e la casa mobile del testimone si trova a circa 400 metri oltre il p.a.l. Verso via Prata, prendendo per buone le dichiarazioni e il filmato. Con google map si riconosce bene il cancello e la recinzione.
Alex

Chiara ha detto...

Mimosa:
il passaggio a livello taglia di via Gigli praticamente dove finiscono le case e cominciano i campi.

Antonello:
nell'ultima trasmissione è stato confermato che i punti di stazionamento tanto dell'auto di Logli quanto della seconda auto (che è più avanti rispetto al primo dando le spalle a via Dini) sono entrambi DOPO il passaggio a livello e precisamente in quegli spiazzi che avevo indicato guardando google maps dicendo che erano quelli e un paio d'altri gli unici compatibili con il racconto del testimone. L'auto di Logli, contromano rispetto al senso di marcia Dini-Gigli (l'imbocco di casa del testimone è sulla sx dopo il "secondo" spiazzo sulla dx) aveva effettivamente il muso rivolto verso via Dini.

Viceversa non ricordo che sia stato specificato che anche la seconda auto (quella del litigio) nel SECONDO spiazz ofosse rivolta in senso contrario e non invece col muso verso la campagna con via Dini alle spalle. Riguarderò per verificare.

Antonello ha detto...

Allora, se ho capito bene, il testimone vede la StationW del L. all'una circa arrivando in auto, e' posteggiata sul lato destro al senso di marcia del testimone con la moglie che stanno rientrando a casa, quindi con il muso verso via Dini.
Poi esce con il cane e si dirige verso il passaggio a livello partendo da casa sua, a 400 m dal passaggio a livello in direzione di via Ulmiano o via Prata, e vede le due auto vicine sul suo lato sinistro, avendo lui invertito il senso rispetto al primo avvistamento.
quello che non riesco a focalizzare e':
1) Le macchine sono posteggiate vicine in quel momento??? Se si, quindi il L. dal primo al secondo avvistamento ha spostato l'auto facendo manovea e rimanendo con il muso come era prima ma nello spiazzo prima???
2) Come mai nel primo avvistamento non riferisce di aver notato la C3 nello spiazzo prima dove riferisce invece dopo vi sia??? Perche' la C3 sarebbe arrivata allora nei venti minuti che sarebbero intercorsi fra il primo ed il secondo avvistamento???
3) L'orologio di R.R. invece, in quale punto preciso e' stato ritrovato??? In un punto compatibile con i due avvistamenti???

In un servizio citato sul forum di una televisione locale si dice che ambedue le auto sarebbero state posteggiate "come se ambedue arrivassero da Metato" con il testimone presente e quindi io, ma non solo io, capisco che erano con il muso verso via Dini ed il posteriore verso via Ulmiano Prata, contrarie al senso di marcia e cioe' posteggiate sul lato destro nella direzione Dini/Ulmiano Prata.
Quello che non capisco e' se nel secondo avvistamento, avvenuto in un punto diverso dal primo, vi erano ambedue le auto o se vi fosse solo la C3 con la scena del litigio che poi si sarebbe sviluppata per come riferisce il testimone.
Qualcuno sa qualcosa di piu' preciso???

Chiara ha detto...

Ciao Antonello, mi ero ripromesa di riguardare l'ultimo servizio di c.l.v. ma non l'ho ancora fatto; ciò di cui sono certa però è che nella prima intervista di cui parlammo il testimone disse espressamente che nel secondo avvistamento (quello del litigio all'una circa; il precedente con Logli parcheggiato è di mezzanotte e mezza) lui vide UNA sola macchina, la presunta C3 e alla domanda della giornalista che gli chiedeva se quella di Logli ci fosse ancora, rispose di non poterlo dire perchè il punto in cui l'aveva vista era più avanti e dal suo punto di osservazione non poteva vedere fin laggiù. Se non erro la cosa è stata ribadita dalla giornalista dell'ultimo servizio che mostrava le distanze ma non ci giurerei e rimando la conferma o smentita a più tardi.
Sempre se non erro, per cui sorvola finchè non confermo, l'orologio sarebbe stato trovato proprio in prossimità di quel secondo spiazzo (ma ho visto il servizio a smozzichi e bocconi mentre addormentavo i bambini, per cui non vorrei aver sognato ;-)!)

Sulla tua seconda domanda: sì, se ricordi, in base a quanto detto quella volta dal testimone ne derivai che la presunta C3 - sempre ammettendo che i litiganti siano Logli e la moglie - sarebbe arrivata in quella mezz'ora.

La cosa che ho premura di verificare è se anche quella "C3" fosse rivolta verso via Ulmiano - circostanza coerente con una eventuale Roberta che fosse giunta da casa per intercettare il marito - ovvero verso via Dini - al che l'ipotesi Roberta si farebbe scarsa in quanto, anche a volerla far giungere da Metato ammesso che i tempi lo consentano, non si capisce perchè avrebbe dovuto fermarsi prima di raggiungere l'auto di Logli. Le possibili alternative che vedrei in questo caso sono tre: 1) i litiganti non c'entrano nulla ed è una mera coincidenza; 2) quella non era la C3 di Roberta ma l'utilitaria di Sara e Roberta era ivi giunta a piedi seguendo il percorso tracciato dai cani; 3) quella era la C3 di Roberta con a bordo entrambi i coniugi, dopo che Roberta aveva raggiunto il marito a Metato ed egli era salito in auto con lei, lasciando la propria da Sara, per provare a ragionarci ma non riuscendo a calmarla si siano ivi fermati per non portare il litigio sotto casa propria o casa altrui...

Appena posso guardo e torno a riferire così possiamo ragionarci meglio.
Ciau!

Antonello ha detto...

@Chiara
credo di aver capito che è necessaria una conferma.
Per avere un'idea chiara e poter quindi tentare di ipotizzare una qualche ricostruzione, sepre se è reale ciò ce riderisce LG, riesci per favore a fare una cronologia di quanto riferito dal testimone indicando le varie posizioni delle due auto in ogni avvistamento,una rispetto all'altra e rispetto ai due diversi spiazzi, con le due distanze dal testimone e dal passaggio a livello, se o ben capito, verso via Ulmiano???

Io o capito così:

1
LG, andando verso casa da via Dini e con la moglie in macchina, passa il passaggio a livello e vede sulla sua destra la Station W del L. posteggiata in uno spiazzo in senso contrario e cioè con il muso rivolto all'auto del testimone, sono le 00,30 circa del 14/01, passando illuina l'auto posteggiata e vede ce è al 100% il L. che tenta anche di coprirsi con una mano il viso.
2
Il testimone che abita a 450 metri dal passaggio a livello verso via Ulmiano, arriva a casa con la moglie e dopo circa venti minuti dal primo avvistamento parte a piedi con il cane da casa sua verso il passaggio a livello che dista circa 450 metri, arrivato ad un certo punto però in uno spiazzo, sempre sullo stesso lato del primo avvistamento, avrebbe visto da lontano una utilitaria che lui assimilerebbe alla C3 di R.R. e due figure che litigavano violentemente con urla strazianti di spavento della donna, la possibile C3 sarebbe stata posteggiata su un altro spiazzo della strada sempre in direzione via Dini, e quindi sempre in senso contrario alla marcia, ma per lui in quel momento non era possibile vedere l'altro spiazzo dove aveva in precedenza visto la Station W del L. e quindi non sa se era ancora li durante la lite o se non vi era.

E' tutto corretto???

Mimosa ha detto...

Nuova ipotesi affiorata stasera a QG. Che la telefonata di pochi secondi, partita alle 00:17 dal cellulare di AL verso l’amante, fosse stata fatta da RR che così avrebbe scoperto senza ombra di dubbio a chi apparteneva la voce all’altro capo del filo.
Se fosse così, si può immaginare cosa sia successo: o il marito scopre Roberta con in mano il telefono o Roberta stessa inizia la scenata di chiarimento. Con quali conseguenze?

Dopo aver sentito le interviste a Loris G., il quadro iniziale da noi ipotizzato cambia aspetto.
In questo nuovo quadro si vedrebbe una RR uscita di casa in fretta e furia (ma non coll’abbigliamento che il marito sostiene indossasse giacché egli lo ha esibito, ma nemmeno col pigiama, perché Roberta col pigiama non sarebbe uscita di casa neanche se furibonda … eppoi la notte era gelida), si vedrebbe una Roberta che prende l’auto per correre dalla rivale (all’Una di notte? tre quarti d’ora dopo la “gran rivelazione”? beh, se nel frattempo medita sul da farsi e poi si cambia…) e viene intercettata dal marito (marito che la rincorre a piedi? per un chilometro più o meno? dal momento che LG vede una sola auto verso l’una di notte con due persone che litigano e una donna che urla,
ma poi, perché R sarebbe uscita dalla macchina? Era lui che tornava a piedi e lei lo ha incrociato per dirgliene quattro?).
No, c’è qualcosa che non mi torna…

Le mie riflessioni non sono concluse.
CONTINUA

Mimosa ha detto...

CONTINUA
Mettiamo che AL nella seconda telefonata delle due tra le ore 23 e 24, abbia concordato con l’amante di vedersi “un saltino” e si sia scordato il cellulare a casa, Roberta ne entra in possesso e chiama, riconosce la voce e quindi prende l’auto per beccare i due piccioncini sul fatto. La ragazza, accortasi, chiama il L. sull’altro telefono e lo avvisa che la moglie sa tutto, allora lui inverte la marcia e si dirige verso casa.

Qui l’arcano: il testimone vede due persone nell’auto ferma sul ciglio della strada“oltre il passaggio a livello”. Perché AL si sarebbe fermato lì con la sua auto? Sul bordo della strada ci si ferma solo per parlare al telefono o per discutere con qualcuno a bordo. Chi era questo “qualcuno” a bordo che il testimone dice di aver visto ma solo come sagoma?
Era Sara con AL in un rendez vous improvvisato? E dunque si sarebbero incontrati nel giro di 20’
ma dove era la macchina di Sara? Lui è andato a prenderla in qualche posto?

Perché alla Mezzanotte e mezza l’auto aveva il muso verso via Dini, ossia verso l’abitazione di lui? Forse Sara aveva lasciato la propria automobile nel piazzale dell’autoscuola ed era andata con amici in pizzeria (venerdì sera) e lui è andato a prenderla?

Ora ditemi voi se la via Gigli, oltre la ferrovia, può essere una scorciatoia verso la casa di S.C.
In questo caso, chi ha fatto le chiamata delle 00:17?
AL si è nella fretta dimenticato il cell in soffitta o sul comodino del letto e Roberta lo ha trovato?

CONTINUA

Mimosa ha detto...

CONTINUA
Altro arcano.
Se le telefonate di AL sono state fatte all’amante a casetta sua, perché dopo soli 10 minuti dall’ultima telefonata (“buonanotte amore” da sotto le coperte ci sta) l’auto di AL si sarebbe dovuta trovare ferma “oltre il passaggio a livello” di via Gigli con una persona a bordo e a tale distanza da casa?
Dove era andato e da dove stava venendo (se, come dite voi aveva il muso puntato verso via Dini, ossia in direzione di casa propria)?

((lo metto tra parentesi: sarà che il mio senso di orientamento non è dei migliori, ma non mi capacito di questo dx e sx … insomma se nella mappa rispetto a via Gigli la via Dini è a destra e il passaggio a livello è a sinistra e così il servizio televisivo mostra
e in quella visuale si vedono spiazzi e campi e in lontananza verso abitazioni arretrate rispetto alla strada, mentre a sx al di là della ferrovia si notano gruppi di case e la casa rossa, mostrata stasera a QG,
il teste dice di aver incrociato l’auto di AL “oltre il passaggio a livello”, da dove esattamente veniva costui?)

Ora è proprio tardi, non riesco ad affrontare la questione dell’avvistamento dell’una di notte, però su questo concordo, in parte, con le “possibili alternative” espresse da chiara.

FINE
Mimosa

Mimosa ha detto...

Un’ultima cosa,
come può aver fatto Roberta ad attraversare i campi al di là della recinzione del complesso Logli per raggiungere il passaggio a livello, nella nebbia? Ci sono dei terreni scoscesi e un corso d’acqua prima di arrivare alla ferrovia! Impossibile, secondo me.
Il corso d'acqua era gelato e si poteva oltrepassare senza pericolo? Come faceva a saperlo, Roberta?
E inoltre per arrivare in via Gigli sarebbe un bel pezzo di tragitto, da percorrere solo se si è terrorizzati!
Se una donna vuole salvarsi da un pericolo imminente e sovrastante, non prende la via dei campi senza uscita. Va verso le case di vicini …
Mimosa

Anonimo ha detto...

Dalla nazione del 12 aprile:

http://www.lanazione.it/pisa/cronaca/2013/04/12/872715-scomparsa-roberta-ragusa-curatore-figli.shtml

Alex.







Antonello ha detto...

Bella domAnda Mimosa, ma R.R. era in preda al panico quando e' uscita??? Non lo possiamo sapere, ma se lo era lo doveva forse essere anche M.R? eppure avendo con se lei il telefono non chiamo' nessuno, pur vedendo i ciclisti ed essendo vista da molti tranne che dagli inquirenti non avviso', non chiese aiuto, inspiegabilmente ed illogicamente ma e' cosi' che ando'.
Daltronde in maniera furtiva e serena si potrebbe scavalcare quella recinzione e percorrere quella strada anche per non farsi vedere proprio dai vicini oppure per un appuntamento che doveva sfuggire al marito, senza auto, senza uscire dal portone, senza farsi vedere dai vicini.
Bisogna ammettere allora anche un'altra cosa, che la traccia non e' irregolare e coincide con la strada piu' semplice e visibile in orari notturni.
La traccia non va a caso nella campagna ma segue la via piu' breve fra la recinzione e la ferrovia, e di notte e' persin logico cercare le righe dei binari e dei lampioni nel minor tragitto e tempo.
Costeggia i binari infine sino al passaggio a livello, non devia quindi, non si butta nei campi, non svirgola nel buio, segue sempre i binari e la fila di luci che si puo' ipotizzare vi fosse lungo quel tratto di ferrovia.
Ci sta quindi, potrebbe corrispondere o con una via scelta nel primo pezzo da qualcuno che sereno la percorre conoscendola a memoria, e chi meglio di chi ci abita, dovendo semplicemente recarsi presso il passaggio a livello, o da qualcuno che quella via ha dovuto percorrere nel panico di essere inseguito, ma ancora nel caso di chi stia inseguendo qualcuno, o seguendo, magari anche qualcuno che a differenza sua quella notte poteva permettersi una pila, qualcuno quindi per lei visibile e che, in un certo senso, poteva persino fargli da obiettivo e guida.
Difficile saperlo per ora ma difficile pensare bugiardi i cani, forse ingannati e' possibile ma io non credo che un L. avesse pensato la genialata di lasciare una traccia olfattiva cge portasse dritti dritti proprio dove si trovava l'orologio che a lui, nel caso doveva mancare, dritti dritti dove lui sapeva di essere, nel caso stato visto dal testimone, sarebbe una genialata alla Fantozzi veramente, nel caso.
E' amche un tragitto strano, che una non penso faccia tutti i giorni e puta caso invece c'e' e finisce proprio dove iniziano le testimonianze del LG e laddove viene rinvenuto l'orologio di R.R.
E quibus dei quibus, laddove il L. dicono si sia recato in tempo di notte con un amico a testare i punti esatti che nessuno poteva conoscere essendo segretati.
Qui o siamo di fronte alla notte delle premeditazioni architettoniche oppure le cose sono andate semplicemente come dicono i cani, anche per ora mettendo da parte il testimone.
Quella traccia non conveniva se non a chi intendesse incastrare proprio il L. oppure e' nostrana, e' li perche' da li R.R. semplicemente e' passata.

Anonimo ha detto...

Dal Tirreno di oggi:

http://iltirreno.gelocal.it/pisa/cronaca/2013/04/13/news/roberta-il-superteste-condannato-per-furto-1.6869097

Forse per questo il PM sta andando con i piedi di piombo?
Alex.

Antonello ha detto...

Ripreso dall'articolo sopra segnalato da Alex
"...Gozi avrebbe spaccato il finestrino dell'auto di una turista, parcheggiata in una via del centro, portando via un computer portatile. Il giovane, 36 anni, giostraio, origini reggiane, appartenenza all'etnia sinti, era stato denunciato per furto pluriaggravato dalla violenza sulle cose e l'esposizione alla pubblica fede. Gozi non era in Tribunale non c'era; c'era il suo legale, l'avvocato livornese Massimo Gambacciani. Il dibattimento si è tenuto davanti al giudice monocratico Donato D'Auria, che ha condannato il giostraio oggi al centro del caso Ragusa alla pena di tre anni di reclusione..."

Boh, il primo grado non permette di fare ipotesi senza rischi, però non si ruba un portatile in una zona pubblica, oramai è strapieno di telecamere ovunque, senza calcolare i rischi conseguenti.
C'è qualcosa di strano "a pelle" anche nel comportamento di questo testimone.
Capisco il Procuratore che tergiversa, può essere tutto un depistaggio, si sta cercando di incastrare il L.??? O è il L. che ha qualche interesse ad essere posto "unicamente lui" sotto la lente investigativa??? o si sta cercando di sviare l'attenzione da qualcosa di ben più scottante???
Osservo anche che alcune tipologie culturali sono particolarmente propense ai rapimenti ed alle vendite dei rapiti, in luoghi della mente dove una patente falsa, ad esempio, diventa salvacondotto.
La via che si apre potrebbe essere quella scelta da R.R. per rifarsi una nuova vita per buona pace del suo limite umano di sopportazione.
Come è anche vero che può capitare a tutti di dover testimoniare un violento litigio che precede una drammatica sparizione.

Mimosa ha detto...

@ Antonello, anch’io credo ai cani … ma questa volta ritengo impossibile che ci abbiano azzeccato, anzi, sai che ti dico? Credo che la notizia non sia del tutto vera.
Mi è venuto in mente che ne avevamo già discusso e io espressi tutti i miei dubbi in un post del 19 febbraio, allora Massimo specificò che non erano cari molecolari, venivano da un addestramento cinofilo della zona, normali cani da fiuto, addestrati alla ricerca in acqua, allora ecco perché si sono diretto verso il corso d’acqua …
anzi, ricordo di uno degli addestratori che smentì del tutto la direzione,
pertanto lasciamo pure perdere la fuga per i campi, ora e per sempre …
concentriamoci sulla strada e sull’avvistamento delle due auto.

E se non credi a me, leggi questo articolo del 6 aprile, l’ho trovato adessohttp://www.lanazione.it/pisa/cronaca/2013/04/06/869422-scomparsa-roberta-ragusa-logli-giallo-chi-ha-visto-pisa-gello.shtml
conferma il mio scetticismo, perché la mappa del terreno l’ho guardata bene e più volte: il terreno lungo la ferrovia è troppo scosceso, specie di notte e il canale è assolutamente troppo largo per poterlo superare.

Mimosa

Antonello ha detto...

@Mimosa
credere o non credere al fiuto dei cani e' diventato marginale anche se ammetterai che la coincidenza e' di quelle di nuovo da guinness dei primati.
La nuova discussione infatti, che verte su cio' che "avrebbe" visto il testimone inizia, guarda caso, dove finisce quella su quella traccia fiutara proprio dai cani.
Se hai un'idea diversa ci mancherebbe la rispetto, io rimango pero' su un'ottica leggermente diversa, la parallela ai binari, da quello che ricordo e che ho capito dal servizio poi stranamente sparito, era proprio sulle travertine od a stretto ridosso delle stesse, in questo senso sarebbe ininfluente il territorio circostante.
Non solo ma ritengo di poter immaginare che quel pezzo di ferrovia ai vicini lati sia impregnato di polvere e materiali ferrosi diluiti dal tempo, non credo che poi ci passino moltissime persone e questo amplifica anche le possibilita' che invece il cane, anche se solo addestrato a fiuto, abbia proprio azzeccato.
Daltronde qualcuno dovrebbe spiegarmi allora perche' quegli stessi cani fiutarono un angolo ad un metro circa dall'auto posteggiata di R.R.
C'e' poi sempre questa frase "a quell'ora" pronunciata dal L. proprio davanti al punto preciso della recinzione mentre tentava di rispondere ai dubbi dell'intervistatrice sulle condizioni di luce e la possibilita' per R.R. di aver scavalcato.
Certamente possono essere tutte coincidenze, niente da dire, il fatto e' che quella traccia era spuntata quando non si aveva un bel nulla di niente ed un marito indagato che continuava a ripetere che lui da mezzanotte in poi aveva dormito.
Ora le posizioni sono non di poco cambiate e questo testimone potrebbe rivelarsi decisivo, e' chiaro che l'ottica cambia anche perche' coinciderebbe.
Ecco non vorrei che si stesse giocando proprio sulle diverse ottiche cambiandole a piacimento ed a convenienza e, ripeto, io non riesco a fidarmi del tutto di questo testimone, attendero' altre testimonianze visto che si dice non sia l'unica.

Anonimo ha detto...

RR ha fatto volontariamente quel tragitto insolito
a) per fuggire
b) per raggiungere qualcuno

forse lui al telefono aveva preso appuntamento notturno con SC
forse la moglie ha sentito dell'appuntamento
forse ha evitato di prendere l'auto per sorprendere il marito con l'amante, e si è diretta a piedi per la scorciatoia costeggiante la ferrovia là dove sapeva di trovarlo sperando di sorprenderlo..

Mimosa ha detto...

Forse non sono stata chiara, anzi, sono stata piuttosto “delicata” nel presentare la mia obiezione in merito al “tragitto fiutato dai cani” e pertanto mi sembra giusto ribadirla, per fugare ancora una volta come nel passato riguardo ad altri casi qui trattati un’altra delle notizie-non-notizie attinte da una fonte e poi fatte circolare come vere ma non verificate.
Togliamo ogni dubbio per sempre, spero!, sui punti salienti della faccenda.

Primo: i 5 cani impiegati nelle prime immediate ricerche di sabato pomeriggio e i 6 cani di domenica mattina NON erano cani molecolari, bensì cani addestrati a cercare persone in vita. E non hanno abbaiato.

Secondo: il territorio era stato ripartito in quadranti assegnati a ogni squadra, c’è un “brogliaccio” del Comune di San Giuliano Terme che descrive la metodologia delle ricerche (il link è stato postato più volte, ve lo risparmio),
invece vi riporto uno spezzone del commento di Alex dell’11 febbraio 2013 20:05 :
«E’ un video su Youtube preso dalla Vita in Diretta di 4 minuti:
http://www.youtube.com/watch?v=6NeMx001IEY (in data 28/ott/2012)
In esso viene intervistato il responsabile, SIMONE LANDI, del K9 RESCUE che ha partecipato con unita’ cinofile … Nel video il responsabile di tale unita’ afferma che l’autorita’ ha loro assegnato l’area dietro la casa di RR fino alla ferrovia in larghezza e alla motorizzazione in lunghezza (circa 1500 metri verso Pisa)».
Là onde per cui non sono stati i cani di loro spontaneo fiuto ad andare verso la ferrovia, bensì sono stati gli istruttori che li hanno direzionati colà … è chiaro questo?

Terzo: Il “tragitto fiutato dai cani dal famoso lampione sulla recinzione del complesso L. alla ferrovia e fino al passaggio a livello” è ricavato da una affermazione del solo Antonio L. alla giornalista di CLV nell’intervista di 2 giorni dopo la scomparsa della moglie.
Può essere una sua pura “deduzione”, visto che in realtà né sabato pomeriggio né domenica mattina era presente (sabato era al Comando a verbalizzare e domenica in Cimitero).
Il padre infatti, nell’intervista sotto il palo, scomparsa, non si ricordava dove erano andati i cani.

Quarto: il corso d’acqua che ho citato e che, nascendo all’improvviso, si infila sotto la massicciata della ferrovia è veramente troppo largo per essere “saltato”, basta guardare bene la mappa dove si vedono anche gli arbusti intricati e il terreno scosceso che fiancheggia la massicciata. Impossibile per una donna, seppur atletica, districarsi nel buio di una notte gelida e nebbiosa, anche solo per salire sui binari.

Se è vero che i 2 cani dei CC portati lungo i binari per 1500 metri verso Pisa (un km e mezzo si arriva al passaggio a livello?) hanno “annusato” una persona viva (a questo erano addestrati), potremmo tornare sulla ricostruzione di una fuga di RR lungo i binari, saltando di traversina in traversina fino al passaggio a livello
(magari mi verrebbe da ipotizzare che voleva suicidarsi aspettando che passasse qualche treno notturno)

Oppure saltiamo a piè pari questa storia dei cani (visto l’affermazione del signor Landi che, stando ai suoi cani, la persona ricercata non era in vita) e ci concentriamo, come ho detto ultimamente, sulla strada.

Mimosa

Antonello ha detto...

@Mimosa
comosci perfettamente il mio grado di cocciutaggine e sai benissimo che non basta il Sig. Landi per farmi cambiare idea tolto che assolutamente ogni argomento utile a me non sembra una perdita di tempo come credo di aver capito vorresti intendere te.
Ricordo che la traccia fiutata dai cani, molecolari, di compagnia o di fiuto su vivi, e' stata ampiamente descritta e premessa da un media nazionale e solo dopo dal L. intervistato in coppia con il padre.
Ricordo che "molto stranamente" quello stesso video e' forse l'unica intervista di cui non si trova traccia in rete seppure fosse molto circostanziato con immagini, video, descrizioni e seppure contenga quel "a quell'ora" di cui in molti hanno confermato forti dubbi.
Ricordo che non tutti i dati che dice un media od un indagato devono per forza essere confermati o smentiti da un procuratore in persona forse perche' falsi, ci puo' stare, o perche' ininfluenti, per strategia o perche' si attende che i protagonisti si esprimano.
Non ho poi una risposta tuttora convincente sulla mole di coincidenze che stranamente riporterebbe "a due giorni" dai fatti i cani proprio dove un testimone, sembrerebbe chiave, riferisce a distanza di mesi di aver assistito "proprio li", in quella direzione e nelle immediate vicinanze ad un lacerante litigio (che vorrei per primo considerare un'ennesima coincidenza astrale), li poi dove l'indagato cercava la mattina dopo, li dove testa gli esatti punti purtroppo, per lui, secretati.
Ed infine dovrei credere che il L. si sarebbe inventato la storia della pista dalla recinzione verso la ferrovia sino al passaggio a livello a due giorni dalla scomparsa di R.R. di cui sarebbe stato perfettamente, si presume visto che e' indagato, a conoscenza indicando volontariamente l'esatta direzione e le immediate vicinanze in cui dopo un furente litigio, quella notte, la carico' in auto, dopo essere stato visto coprirsi il viso venti minuti prima solo in auto ed avemdo denunciato di aver dormito da mezzanotte sino al mattino.
Ora va bene che la sua situazione poteva essere purtroppo giustificatamente tesa ma a me non sembra che suicidarsi firmando la sua iscrizione nel registro degli indagati sia una genialata alla sua portata giusto per festeggiare la nuova fiamma.
Per me possiamo parlare e stiamo parlando di tutto, non esistono vincoli di argomento, e sopratutto non vedo perche' autocensurare un'analisi a favore di un'altra, si parla della strada e si puo' parlare dei cani, tantopiu' che in tanti qua credo che abbiano lasciato larghi spazi nel blog, a maggior ragione indi non capisco perche' "per forza" si dovrebbe parlare di questo e di quell'altro no.
E comunque i miei sono accenni, incrociando i dati e' profondamente utile richiamare i vari elementi intervenuti per raggiungere un livello di consapevolezza globale in cui valutare varie ipotesi, il fatto che la traccia poi sarebbe stata indicata proprio dal L., anche se io non lo credo, non e' un buon motivo per non valutare la cosa, tuttaltro credo.
E se un fiumicciattolo passa sotto la ferrovia come dici dovrebbe far pensare sulla sua attraversabilita' piu' facile di come si vorrebbe complicare.
Ma sono solo mie idee, come tue le tue e sue le sue o loro le loro, ognuno grazie alla vita ha il proprio cervello con le proprie idee, l'importante e' rispettarle per quello che sono mettendole in discussione sopratutto quando diverse.

Antonello ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=6NeMx001IEY
In questo video il Landi non smentisce assolutamente la pista di cui si parla, a specifica domanda, se i loro cinque cani avessere trovato tracce, risponde "Non i nostri" significando che e' vero, come si e' piu' volte detto che non erano nemmeno gli unici cani che si occuparono del caso e che qualche altro cane appartenente ad ente diverso non esclude possa aver fiutato quella traccia che poi in particolare il servizio sparito descrisse in maniera molto circostanziata.
In effetti, se non ricordo male, la traccia di cui parlevamo fu fiutata invece da cani in dotazione, addestrati od in uso ai CC e non quelli del RESCUE e nei commenti successivi di quel giorno, in cui Alex inseri' il link, credo si fece proprio riferimento a questo particolare discutendo sull'argomento.
Bisogna stare attenti alle non notizie, giustissimo, ma credo solo ricercando quelle vere ed a cui ci si riferisce e doveva apparire impossibile che una notizia cosi' fosse stata inventata di sana pianta o genericamente riferita dal solo L., sarebbe interessante andare a verificare i tempi ma e' verosimile che il L. si sia inventato una cosa del genere dichiarandola ai quattro venti sapendo benissimo di essersela inventata??? Perche avrebbe dovuto??? E' chiaro che e' una notizia che gli e' stata riferita o che pure puo' aver assistito all'attivita' dei cani.
Credo che in un secondo tempo per ragioni di strategia si sia anche voluto depistare su cio' a cui le indagini avevano portato ed alla iscrizione ad indagato che e' avvenuta dopo, come e' anche vero che anche nello spezzone di cui sopra si citano altri tipi di cani addestrati (ricerca su tracce ematiche o di persone prive).
Ci sarebbe invece da chiedersi perche' una serie di cani da ricerca persone vive non trova tracce ma altri cani, addestrati diversamente o da altri enti, invece si.
Comunque non voglio annoiare con argomenti non graditi, era giusto per precisare.

Mimosa ha detto...

Ah, Antonello,
conosco perfettamente il tuo grado di cocciutaggine .., e di creatività
ma credi a me, è questione di Fede, di Dogma : i cani intervenuti per primi erano da fiuto persone in vita!!! non “molecolari” i quali sono solo 4 in Italia!!
Quelli intervenuti molti mesi dopo erano addestrati alla ricerca di tracce ematiche e reperti organici.
E’ stato Antonio Logli per primo a parlarne … Inutile ironizzare … credi che io mi inventi i passaggi?
Ma ti rendi conto di quanti spezzoni della lunga prima e seconda intervista di AL sono stati mandati in onda da CLV in varie puntate?
Mi stupisce che tu non abbia seguite e registrato mentalmente le date e le sequenze …
Ciao, Mimosa

Mimosa ha detto...

Antonello, tu mi confondi
mi crei una confusione in testa che non riesco a dipanare ...
discorrere con te è un'impresa a cui non devo mai cimentarmi
Buonanotte!
Mimosa

Antonello ha detto...

@Mimosa
ma no, nessuna confusione, quello di cui parlo io e' un vero e proprio servizio, non uno spezzone, in cui c'e' si un'intervista ma completa ed ai due L., figlio e padre insieme, nel servizio l'intervista fu preceduta dalla telecamera che percorreva il tragitto corrispondente alla traccia mentre la voce in sottofondo spiegava i particolari della traccia.
Ripeto, credi che il L. possa essersi inventato e di aver raccontato, due giorni dopo la sparizione di R.R., una traccia fiutata da cani che portava dritti dritti dove mesi dopo un testimone dice di averlo visto litigare con la moglie in un'ora in cui aveva dichiarato di essere andato a dormire??? Ed e' verosimile possa averlo raccontato ai quattro venti sparsi sapendo di esserselo inventato??? Se non avesse visto e fosse innocente perche' andare ad inventarsi una cosa simile??? E se colpevole tantopiu' perche' doveva andare ad inventarsi una pista che avrebbe potuto portare a lui gli inquirenti??? Per me e' chiaro che non puo' esserselo inventato se pure l'ha raccontato lui per primo alle telecamere, o ha visto materialmente o gli e' stato riferito, altrimenti avrebbero dovuto piantonarlo per evitargli atti autolesivi.
Gia' poverino ha detto che ha dormito tutta la notte dopo che invece sembra abbia organizzato un festival di nascondino all'una di notte in bella vista ai vicini, tanto che un testimone non capisce perche' anche altri non si fanno vivi per denunciare, con auto al seguito, urla laceranti, litigi, apparizioni, sgommate e gare a tempo verso Pisa, gia' sembra abbia testato i punti precisi indicati dal testimone che lo stesso procuratore asserisce fossero secretati, se veramente a due giorni dalla scomparsa della moglie si fosse inventato una traccia olfattiva che portava proprio li ci sarebbe da ricoverarlo un minuto dopo averlo ammanettato.
Io dico che puo' averlo dichiarato, due giorni dopo come due mesi dopo, in spezzoni di interviste varie come nell'intervista che ho invece visto io insieme al padre, se pero' l'ha dichiarato a duemila telecamere e media deve essere perche' e' vero e non perche' ha voglia di raccontare cio' che potrebbe averlo incastrato addirittura inventandoselo.
Daltronde certi servizi particolareggiati non si inventano mi insegni, se addirittura poi nello stesso servizio e parlando della verosimiglianza della traccia e della reale, o meno, possibilita' che R.R. abbia potuto uscire dalla recinzione con le condizioni di luce assente, se davanti al preciso punto della recinzione gli scappa "a quell'ora" puo' venirmi il dubbio che "a quell'ora" R.R. potrebbe realmente aver percorso quel tragitto oltre al fatto che il L. potrebbe aver esplicitato di sapere anche a quale ora???
O dovrei ascoltare il rispettabilissimo Sig. Landi, Presidente della RESCUE, che dice che "non i nostri (cani hanno mai abbaiato alla recinzione o seguito alcuna pista)" tagliando erroneamente la possibilita' piu' che reale che invece altri cani abbiano, come e' lampante, seguito la pista di cui mille servizi parlano???
Ma dico, perche' il L. avrebbe dovuto, nel caso anche l'avesse raccontato lui per primo, inventarsi di sana pianta una cosa simile???
Se fosse sarebbe stato chiaro che quella traccia, se poi esisteva veramente, l'avrebbe al cento per cento predisposta proprio lui per chissa' quale strana fissazione autolesiva (se ne conosceva solo lui l'esistenza!!!!) ed allora non si capisce perche' non e' stato cautelativamente assoggettato (pericolo di reiterazione, di fuga o di INQUINAMENTO di prove) con una dimostrazione a tutta Italia del genere.
Ma forse ragiono troppo io ed ho sragionato andando contro logica.

Antonello ha detto...

Sul primo avvistamento trovo anche che sia normalissimo illuminando il lato destro di marcia riconoscere un vicino di casa fermo a lato, nulla da dire, la strada non offre occasioni di disattenzione mentre si sta guidando, dopo il passaggio a livello e la casetta rossa ancora meno.
Ci sta insomma che il testimone abbia potuto vedere il L. ed andrebbe verificato il tutto con il L. stesso e con tutte le verifiche possibili del caso.
Trovo meno "naturale", dopo aver riconosciuto un vicino a lato della guida (cosa che capita tutti i giorni a chiunque anche ad ore tarde), chiedere conferma alla moglie "ma quello non era il signore dell'autoscuola???".
Forse e' una sottigliezza ininfluente ma io non la vedo cosi' naturale quella domanda, in ogni avvistamento il testimone cerca la conferma della moglie, e certamente nel secondo e' normale visto che si tratrava anche di urla laceranti, ma allora perche' nessun altro, di quelli che il testimone si aspetterebbe, si fa vivo???
In fin dei conti quale rischio ci sarebbe??? Di che cosa hanno paura tutti nel caso??? E' chiaro che chi testimonierebbe direbbe solo cio' che ha visto e nel caso udito, sarebbe un dovere di fronte alla scomparsa improvvisa di una persona.
Non so, ma a voi capita di vedere i vicini per strada e di chiedere conferma alla moglie in auto in un momento normalissimo in cui ancora non era scomparso nessuno???
Poi, forse anche Chiara puo' averne capito di piu', ma la casa di LG e' quella al bivio per il centro di addestramento "setter e pointer" dove si svolgono spesso gare canine???

Enrica ha detto...

Scusate se intervengo senza avere mai scritto, vi leggo spesso ma non ho abbastanza conoscenza dei casi per intervenire nel merito; volevo solo rispondere alla domanda se è normale chiedere conferma sull' avvistamento di un vicino di casa a chi è in macchina con noi. Beh, per me che vivo in campagna si, se vedo a mezzanotte accostata in una stradina laterale la macchina del mio vicino con lui a bordo (uomo sposato e con figli) è possibile che chieda a mia madre: "Oh ma quello era XXX il marito di XXX? E che ci fa qui a quest' ora?" Forse in città ci si fa meno caso, ma in campagna anche solo come battuta iniziale per fare 4 chiacchiere "pettegole" mentre si arriva a casa una frase simile può essere buttata li (pur avendo visto benissimo che è lui). Fossero state le 10 di mattina magari sarebbe stato meno strano.

Antonello ha detto...

@Enrica
si, era una domanda un po' buttata li, certo che pero' poi nemmeno e tantomeno in campagne disabitate ed all'una di notte possa venir considerato normale (o di tutti i giorni) pure uscire con il cane ed andare proprio in direzione dell'auto vista con il vicino a bordo.
Poi posso essere della tua idea se cambi i fattori e ci metti due donne anziche' un uomo ed una donna come nello specifico.
Riconosco che e' ben poco, sono domande forse ininfluenti che ci si pone in una situazione di stallo, questo lo ammetto pacificamente, anche le domande piu' scontate pero' possono a volte diventare utili quando non basta cio' che si ha in termini di reali informazioni.
Insomma il fine sarebbe di dispiegare questa testimonianza tentando di comprendere cosa ha di stonato, se ha qualcosa di stonato ed ammesso che vi sia qualcosa in questa storia di intonato.

Mimosa ha detto...

ben detto Enrica!

Mimosa ha detto...

Caro Antonello,
ci riprovo e so che ne uscirò con le ossa ammaccate....

tu chiedi “perche' il L. avrebbe dovuto, nel caso anche l'avesse raccontato lui per primo, inventarsi di sana pianta una cosa simile???”
Forse non hai collegato il fatto che AL l’indomani, sabato, si era recato a casa del giostraio e se è vero quello che racconta il giostraio era evidente che il Logli stesso lo aveva riconosciuto, pur abbagliato dai fari, o perlomeno aveva capito chi fosse in quell’auto che lo incrociava a quell’ora al di là del passaggio a livello.
E siccome AL non era presente mentre i cani cercavano, ha utilizzato le info ricevute a suo vantaggio, per raccontarlo alla giornalista di CLV il lunedì pomeriggio-sera.
Pertanto, lavorando di matematica, ha avuto un paio di giorni per elaborare la pista del tragitto di RR per i campi fino al passaggio a livello attribuendolo ai cani
(ma noi sappiamo che potevano essere solo quei 2 dei CC andati lungo il binari, la domenica mattina, i quali hanno ripreso il percorso interrotto la sera prima dall’unità cinofila del RESCUE).

Non è chiaro? Non è plausibile?

Mimosa

Antonello ha detto...

@Mimosa
direi che dal mio punto di vista non ci vedo chiaro.
Da quello che mi dici estrapolo alcune cose importanti per poi elaborarle, allora, la traccia esiste e sarebbe stata verificata dai cani dei CC la domenica (questo potrebbe confortarmi, pensavo gia' di essermi fatto un film).
Due giorni dopo la scomparsa e quindi, correggimi se sbaglio, il lunedi' il L. avrebbe affermato alla giornalista dell'esistenza di una traccia fiutata dai cani.
Scusa ma torniamo allora a quello che dicevo io, il L. non si e' inventato nulla, ha riferito un evento probabilmente riferitogli dai presenti alle ricerche dei cani (un parente???) durante l'intervista.
Non ci vedo nulla di architettonico (forse sono tardo io o l'ora mi concede riflessi lenti).
Il fatto che il L. riferisca il lunedi' una rilevanza effettivamente riscontrata sul campo la domenica, anche se lui non era presente, conferma che lui quella rilevanza non se l'e' inventata, che esiste, in questo caso, innocente o colpevole, non cambiano i fattori, lui doveva o poteva raccontarla essendogli stata con alta probabilita' riferitagli.
Questo gia' taglia la testa al toro, altra cosa sarebbe stata se mi dicevi che aveva inventato e raccontato prima una pista dopo verificata realmente o se pure avesse raccontato dopo una pista mai di fatto verificata, avrebbe significato che di fatto lui era a conoscenza di quella pista tanto da essere certo decantandola ma anche li non si sarebbe compreso il perche' potrebbe nel caso averlo fatto, sia nel caso di innocenza che in quello di colpevolezza lui aveva tutto l'interesse ad aspettare gli eventi, nel primo caso per sapere (e dopo semmai riferire) e nel secondo gia' sapendo ma attendendo egualmente che gli venisse comunicato (per dopo riferire).
Il testimone ancora non era nemmeno entrato nello scenario, per quanto ne sapeva il L. dopo due giorni non sarebbe nemmeno mai uscito, non capisco quindi il senso che lo legherebbe al L. che ha semplicemente riferito (e non inventato) ad una giornalista il lunedi' una traccia fiutata dai cani la domenica.
Io capisco questo ma forse posso aver sbagliato a cogliere cosa vuoi dirmi???

Mimosa ha detto...

Tesoro mio, io voglio farti capire (e a chi si fosse fatto un pensierino sopra) che il testimone era GIA’ entrato nello scenario, lo sapeva solo AL.
Infatti il testimone è stato zitto e muto per diversi mesi … ma AL lo sapeva fin dalla notte stessa quello che colui aveva visto,,,, e ha fatto quattro più quattro … architettando una qual simile “verità”
Perdonami ma anch’io risento dell’ora tarda …

A domani, ciao
Mimosa

Antonello ha detto...

Ma dolcissima Mimosa, che il testimone ci sia gia' stato nella mente di L., o che pure non ci fosse, cio' non inficia di una virgola una pista fiutata dai cani effettivamente la domenica dopo la scomparsa e riferita dal L. stesso il lunedi'.
Il legame fra un testimone scomodo, che pure a me sembrerebbe tale ma l'ho detto che diffido, e la traccia dei cani (ammesso che gia' esistessero ambedue anche subito dopo i fatti relativi alla scomparsa di R.R.) e' consequenziale, un fatto (i cani) sembrerebbe supportare l'altro (le due scene viste effettivamente dal testimone nelle vicinanze del passaggio a livello).
La pista dei cani e' stata la prima ad essere verificata ad occhi esterni e come rale non capisco perche', riferitagli, in ogni caso il L. avrebbe dovuto o potuto negarla, che sia stata gia' o meno nella sua mente legata al testimone aldila' della via Gigli dove la traccia finiva.
Non la poteva negare se colpevole e non avrebbe avuto senso negarla da innocente, tantopiu' se fosse stato come si diceva prima, e cioe' che il L. poteva essersi inventata la traccia dei cani o riferito una traccia comunque mai verificata da nessuno, allora si che verrebbe il dubbio che oltre "a quell'ora" qualcuno sapesse anche la strada effettuata, ed allora, avendo gia' nella testa il testimone, io appunto mi chiedevo perche' in quel caso il L. avrebbe rivelato o se pure si sarebbe inventato una traccia che dritta dritta avrebbe potuto portare, come oggi porta, verso il collegamento del passaggio a livello e quindi ad un testimone alquanto scomodo se verificato.
Un po' complicato ma spero di essere riuscito a spiegarmi, per ora per me la traccia dei cani e le relative dichiarazioni del L. da lui avanzate dopo che quella traccia era stata constatata non e' uno spartiacque fra il colpevolismo e l'innocentismo, in ogni caso il lunedi' anzi perche' il L. non avrebbe dovuto, se gli era stata riferita, riferirla alla giornalista??? Che diavolo centrava che gia' potesse o meno sapere del testimone???
Semmai sono le due scene testimoniate dopo che potrebbero aver seguito la prosecuzione di uno scenario in una direzione confermata e consequenziale alla traccia fiutata dai cani che finiva al passaggio a livello.
In tutto questo senso che centrava e che avrebbe potuto, anche pensandolo, trarne vantaggi il L., dal rimanere indifferente, non riferendola alla giornalista, alla traccia fiutata dai cani.
Ora, scusa Mimosa, saro' ottuso ma continuo a non riuscire a capire.
Ripeto, le cose sarebbero state completamente diverse.se mi avresti detto che il L. il sabato sera, cioe' prima cge venisse accertata, avesse riferito una traccia che a quel momento non esisteva ancora nelle constatazioni di fatto, beh in quel caso si che vi era da strabuzzare gli occhi.
L'unica cosa infatti che, nella colpevolezza sopratutto ma anche nell'innocenza, il L. avrebbe dovuto NON fare sarebbe stata in ogni caso il NON inventarsi nulla tantomeno se legato al possibile testimone di cui, forse, gia' lui sapeva.
Io non do per scontato il testimone e cio' che riferisce perche' abbiamo pochi elementi su cui fidarsi a mosca cieca, e se ad esempio il testimone nascondesse qualcosa, qualcuno o direzioni e persone diverse implicate??? Come fai tu a dare, nel tuo ragionamento, per accertato cio' che riferisce il testimone e la moglie???
Forse perche' non vedi ipotesi in cui una moglie si farebbe ipotetica compkice in una storia in cui scompare improvvisamentre un'altra moglie??? Ne fai in sostanza una sorta di solidarieta' di categoria???

Antonello ha detto...

Allora, avanzo un'ipotesi ma pigliatela per ancor meno, diciamo un esempio.
Ipotizziamo che invece R.R. quella sera avesse avuto un appuntamento proprio con il testimone, ammettiamo che R.R., non avendo il testimone la disponibilita' di un'auto (almeno credo di aver capito questo visto che dopo i fatti LG si sarebbe recato in autoscuola a ritirare la patente della moto, visto che non poteva ne usare l'auto coniugale e ne tantomeno la casa dove in quel momento vi era la moglie), abbia precedentemente posteggiato la sua dove poi il testimone riferisce di averla vista nella seconda scena.
Ammettiamo che pero' accade che tornando a casa con la moglie il testimone noti il marito di R.R. posteggiato nella via poco piu' in la di dove avrebbe avuto l'appuntamento con R.R.
Ammettiamo che spinto dal verificare il pericolo non dando nell'occhio sia uscito di casa all'una di notte con il proprio cane.
Ammettiamo che R.R. arrivi dritta dritta al passaggio a livello a piedi lungo i binari, e che il marito possa aver incrociato i due che in auto parlottavano, anche se il testimone avesse riferito ad R.R. che piu' in la vi era il marito con la sua Station W oramai lei non avrebbe potuto piu' riportare l'auto in proprieta' passandogli davanti, e forse invece il marito la batte sul tempo e scopre lei in pigiama con un tipo in auto che parlotta.
In questo caso credo che sia chiaro che, volendo nascondere la tresca alla propria moglie che da casa NON aveva "putacaso" la possibilita' di vedere ma solo di sentire, al testimone non verrebbe in mente che di anticipare i tempi denunciando una scena da lui vista dall'esterno punto di vista di un estemporaneo passeggiatore con il cane.
A questo punto al L. non converrebbe confermare invece di averli sgamati con le conseguenze di certificare allora una sparizione per tragici fatti a lui imputabili.
E coincide, l'ipotesi, con il fatto che non lo fa, non lo puo' fare, firmerebbe la sua condanna.
Verrebbe alla luce insomma un piccolo ricatto del testimone verso il L., che preso da rimorsi avrebbe deciso di incolpare il L. lasciandogli margini di salvezza (all'80% per me era il L.) ma nella decisione di non essere domani ne invischiato in una storia piu' brutta di quanto pensava con una sua ipotetica storia finita in possibile omicidio ne essere costretto a rivelare la storia extra alla propria di moglie.
In questo scenario ipotizzato, ammesso che non e' di certo l'unico ne il primo che puo' venire in mente, saremmo all'impeto e sarebbero giustificate moltissime strampalatezze riguardanti le dichiarazioni del L, come quella di aver dormito tutta la notte, come quella di aver esternalizzato la sua storia con SC.
In questo scenario ipotizzato quale valore riprenderebbe la domanda del testimone eventualmente diretta alla moglie "ma quello non era il signore dell'autoscuola???".
Quale significato potrebbe avere il panico denunciato dal testimone di essere seguito e pedinato???
E' un'ipotesi plausibile??? Quali lati sarebbero vulnerabili ad una sua verosimiglianza???

PINO ha detto...

@ MIMOSA
Condivido in modo assoluto il tuo punto di vista!
E' una aggregazione di fatti LAMPANTE.
Non ... sprecarti oltre.
Ciao, Pino

Antonello ha detto...

@Pino
Cosa intendi dire Pino, che secondo la tua idea Mimosa non dovrebbe sprecarsi a spiegare a me cio' cge a me voleva dire???
Bella mentalita', complimenti veramente.
Tra l'altro credo che nemmeno tu abbia capito bene cosa veramente intende dire Mimosa, ma questo sarebbe irrilevante, tra l'altro vedo che non si perde occasione ed anche questo sarebbe irrilevante se non di cattivo gusto, almeno se si vuole proprio dire la propria che so almeno un commento al giorno ma uno al mese per dire agli altri di "non sprecarsi" e'' da applausi.
E non mi rispondere di non rivolgerti commenti perche' nei modi credo di avere la liberta', come te, di rivolgermi a chi piu' lo ritengo opportuno.
Grazie e complimenti di nuovo.

Anonimo ha detto...

Pino mi fa piacere risentirti e condivido anche io ciò che ha scritto Mimosa.
Antonello, è vero che fino a quando non ci sono prove non bisognerebbe accusare di colpevolezza il marito, ma si sta cercando in tutti i modi di trovare scuse per renderlo quanto meno un poverocristo, ma dai non è così!
Da come lui ha gestito la sua vita non è né sprovveduto, né martire, la sparizione di R. e la sicumera sfacciata che ha dimostrato in molte occasioni la dice lunga.
Vanna

Antonello ha detto...

@Vanna
ma guarda che a me frega nulla di difendere il L., si sta cercando di capire e ricostruire cio' che e' potuto accadere.
Io e' dall'inizio che ho questa posizione e che la ripeto alla nausea, a me di come vive o ha vissuto fino ad oggi il L. frega na mazza, questo e' chiaro???
Bene, non torniamoci piu' sopra se e' chiaro.
Mi sembra poi che ove vi siano stati dei dubbi non ho mai risparmiato di sottolinearli sempre nell'ottica ricostruttiva.
Ma davvero non capisco perche' sarebbe accusatorio se un indagato riferisce uj lunedi' una traccia olfattiva fiutata dai cani la domenica, non e' per sminuire ma veramente non afferro il nesso.
A me interessa l'attivita' ricostrutiva, cioe' quell'attivita' che nelle indagini e, di conseguenza nei processi, manca sempre di piu', se poi qui si vogliono scrivere sentenze fate pure, a me non va.
Posso avere la liberta' di decidere cosa interessa a me e cosa no senza per questo essere catalogato fra innocentisti e colpevolisti??? No,, chiedo.

Anonimo ha detto...

i cani non hanno annusato niente, nessuna traccia olfattiva
e' tutta una fantasia

Antonello ha detto...

@anonimo 00,28
Beh, questa se fosse una notizia sarebbe una "fantasia" che lascerebbe spazio a larghi ragionamenti, nel caso chiaramente che non esistesse si verificherebbero tutte quelle condizioni che citavo sopra e che lascerebbero pensare che quel lunedi' il L. volesse dirigere le indagini aldila' del passaggio a livello, se era veramente in cattiva fede e nessuno gli ha riferito quella che, nel caso, sarebbe una baggianata.
Mi sembra che in molti si tiri la coda alla volpe accusandola poi di aver mangiato l'uva perche' urlerebbe.
Troppo semplice, ricostruire quella sera/notte e' la sfida, immaginarsela a seconda delle dichiarazioni di chi a monte sarebbe indagato mi sembra un po' foriero di errori pacchiani.
Perche' se il L. fosse in cattiva fede comunque ci sarebbe da spiegare perche' si sarebbe inventato una pista a due giorni dalla scomparsa che avrebbe portato verso un testimone che sapeva, come dice Mimosa, esistere.
La domanda e' ancora li, ed acquista ancora piu' senso proprio se la pista non esistesse.

chiara ha detto...

Intanto: ricordo perfettamente anch'io che l'istruttore disse "non i nostri", il che se non implica che altri l'hanno fiutata, certamente implica che altri ve n'erano.
Anche a me, francamente, sfugge l'interesse che avrebbe avuto il Logli ad inventarsi la pista canina, per di più convergente con l'avvistamento di cui era consapevole, attirando così su di sè l'attenzione tanto degli inquirenti per la sbugiarabilissima menzogna in diretta televisiva, quanto del testimone che avrebbe cominciato a collegare i fili con più spago.

I miei modesti ma vivissimi complimenti ad Antonello per la sua mente prolifica di ragionamenti che possono apparire lontani da ciò che vogliamo vedere nella sua probabile linearità, ma che esprimono capacità logiche e deduttive senz'altro rare! Ancora complimenti Antonello, mi hai fatta riflettere su questa cosa del testimone: hai fatto solo un esempio (senza pretesa di sostenenrne la verosimiglianza) ma così ben argomentato che da oggi terrò in debito conto la prudenza che raccomandi.

Una cosa, però, Antonello: quella intervista di "a quell'ora" io capisco che sia sospetta per come il padre ha interrotto il figlio e per il fatto che sia scomparsa dal web....eppure non riesco a vederci chissà che; nel senso: lui sa che la moglie scompare tra la mezzanotte e le sette, arco orario nel quale a Gennaio è buio per tutto il tempo, quindi è normale che a quell'ora - qualsiasi ora di quell'arco temporale - i lampioni fossero accesi. No?

Antonello ha detto...

@Chiara
a questo punto sono talmente prevenuto che non so piu' chi sinceramente ha capito i miei dubbi o cocciutaggiini e chi invece si diverte a girarmi in tondo.
Non e' poi sto dramma, se sei sincera grazie di avermi prestato un minimo di attenzione, diversamente la pigliero' semmai in ridere.
Introduci un argomento che mi fa sospettare che anche tu avevi visto quel video, si, anche per me era singolare il balletto di dichiarazioni padre/figlio ed mi ero ripromesso di analizzarlo prima che sparisse purtroppo il video.
Nel calcolo delle diverse probabilita' e nel tentativo di decifrare meglio cosa si intendesse con "a quell'ora" vi sono diverse probabilita' l, alcune colpevoliste, perche' comunque era logico cio' che deduci tu, se anche il tono, la ritmica e la timbrica oltre alla reazione immediatamente successiva non potesse avere un senso troppo diverso da cio' che la logica tenderebbe a spiegare.
L'oggettivita' infatti ci direbbe che 'a quell'ora" vi fosse comunque scuro, anche se rimangono flebili dubbi, ma cio che fa pensare e' la corretta soggettivita' allora con cui leggere quella frase.
Ci sarebbe una possibilita' da concedere a cio' che diceva Mimosa, cioe' che il primario interesse, da difendere a tutti i costi anche autoaccusandosi, potesse essere quello di nascondere una verita' inconfessabile di natura diversa dalle proprie, o meno, responsabilita', senza trascurare l'nvece allora chi.
I sensi di colpa eventuali potebbero nel caso avuto un buon ruolo, forse finalmente a seconda dei punti di vista.
Autoaccusarsi avendo postmeditato, e non premeditato una vera e propria strategia iniziata dalla traccia canina per fiinire al testimone sarebbe da guinnes.

chiara ha detto...

Antonello
1) ero serissima nei complimenti: saper uscire dalle prospettive più immediate riuscendo a fare diverse ricostruzioni a partire dai medesimi elementi è indice di grande elasticità mentale e padronanza del ragionamento logico, caratteristiche che stimo molto nelle persone ed a cui cerco di ispirarmi (con risultati speso deludenti ma al miglioramento non c'è mai fine dicono). Saper vedere "la terza via" (come si chiama nelle procedure di madiazione) è una risorsa preziosa nella vita.

2) purtroppo no, non ho visto il video, mi baso su quello che mi avete detto.

P.S. consiglio di lettura per tutti gli utenti :-) ho finito di leggere un libretto davvero intrigante sul tema della "detection" che s'intitola "Il caso dei cioccolatini avvelenati" di Anthony Berkeley.
Sei appassionati di criminologia si cimentano a trovare la soluzione di un caso a partire da pochi indizi. Ciascuno di essi, adottando metodi diversi (induttivo, deduttivo, psicologico, scientifico, da soli o combinati) addivengono a diverse soluzioni, ciascuna incredibilmente "calzante" e apparentemente definitiva. Da leggere e su cui riflettere. La dimostrazione di quanto diciamo su tanti casi indiziari: inverti la prospettiva ed avrai un'altra soluzione. Senza prove materiali il dubbio è la guida migliore che si possa avere.

Antonello ha detto...

@Chiara
condivido, se si ha poco di oggettivo bisogna riuscire a trasformare in oro pure i dubbi ma sempre, credo io ma non mi azzardo a scriverlo, se si ha poco diventa importante saper allargare l'ottica senza disperderla, sul campo e sui media solo con delicatezza puo' anche essere determinante il saper indurre.
Mentre se si ha qualcosa dovrebbe bastare saper dedurre.
Cambiare in corsa non e' semplice e non aiutano le guerre islamiche mediatiche contro gli infedeli, non si puo' essere limpidi analizzatori mentre si e' sulla balaustra a combattere proprie vendette o rivalse.
Credo, ma non mi azzardo a scriverlo, che attualmente sopratutto sia importante saper spersonalizzare i ragionamenti e non mollare mai.
Per far questo serve una passione e non basta il giustizialismo od appunto il personalismo, il contrastare l'idea diversa non ci sta senza le dovute e convincenti sostanze, ed ancor meno serve il fare massa e gruppo contro chi non condivide l'aggressivita' investigativa, anche per questi motivi, credo io, siamo a questo punto.
Tolto che le testimonianze, con tutto cio' che sarebbero i "si dice", andrebbero verificate con altri riscontri il resto a me sembra poco mentre si lasciava invece presupporre che il dietro le quinte fosse ricolmo di oggettivita' e prove vere e proprie che anche qui francamente non vedo.
Anche per questo io mi aggrappavo alla traccia olfattiva, perche' difficilmente depistabile o creabile, molto meno che una testimonianza umana successiva e stranamente tardiva, tolto che se riappare verificata assumerebbe un valore ben diverso.
Non trovo nemmeno cosi' inverosimile che un marito non conosca i vestiti o che dorma senza accorgersi se la moglie va, o non va, a letto, ci sono milioni di coppie che si son scelte rifiutando la cultura del sentimento, altre in cui il sentimento e' decisamente sparito, ed altre ancora che sopravvivono per situazioni di fatto tradendosi tutti i giorni, le responsabilita' vi sono ma non son certo per le assenze di attenzioni e delicatezze, quelle sono semplici conseguenze logiche ed anzi pure auspicabili in presenza di immaturita' o scelte del tutto sbagliate.
Nell'aggressivita' cieca si arriva pure a progettare che cadere da una scala travolgendo chi sta sotto non sarebbe una fatalita' e che avrebbe un senso la possibilita' di un urto eventualmente liberatorio, nemmeno si considera che in quel modo chiunque avrebbe potuto farsi male e non solo chi stava sotto, visto che non sembrava neppure tanto logico allora si vanno a prendere le impressioni confidate all'epoca da R.R. al suo medico, una R.R. che certamente credeva nei sentimenti tanto da trascinarne le sembianze prima di prendere sacrosante decisioni.
Perche' in una coppia e' odioso vedere privilegi dell'uno a discapito di altri o del coniuge, sono cose anche piccole, daccordo, ma quei cognomi scritti grandi in un caso e piccolini nell'altro sul citofono dovevano far anche pensare, alla fine se scegli e perseveri una scelta sbagliata di tutto ci si puo' lamentare meno che della scelta che ci si e' ostinati a perseguire a tutti i costi.
Scegliere comporta delle responsabilita', verso se stessi ed i propri sentimenti, verso i figli, verso l'altro coniuge e le famiglie, insomma scegliere non e' immune da responsabilita', se scelgo di vivere con un semaforo non e' che poi posso lamentarmi se diventa ora rosso, ora giallo o verde, sono io che mi son scelto un semaforo e condannarlo per questo sarebbe ennesimo errore e grave delegittimita' della mia liberta' altrettanto sacrosanta di decidere, bisognerebbe provare che deliberatamente mi e' caduto in testa se cosi' accade.

Antonello ha detto...

Il L. da ragione al testimone:
http://m.lanazione.it/pisa/cronaca/2013/04/04/868454-scomparsa-roberta-ragusa-logli-giallo-chi-ha-visto-pisa-gello.shtml
"I cani fiutarono tracce in via Gigli".
Anche ora, perche' continuare a sostenere una "baggianata" che invece il Procuratore, se non fosse come se fosse, conoscera' credo alla perfezione??? Ed una "baggianata" completamente, per ora, a suo svantaggio, visto che in via Gigli il testimone dichiara in un caso al 100% di aver visto lui e la sua auto???
Allora o dobbiamo aspettarci un colpo di scena che pero' dovrebbe, per portare le sprti dalla parte dell'indagato, dare la certezza matematica che il L. fosse veramente a dormire oppure semplicemente il L. non puo' negare la traccia dei cani perche' almeno a sua conoscenza esiste.
Nel primo caso ipotetico, cioe' se qualcuno provasse che il L. fosse quella notte veramente a dormire, sarebbe tutto sconcertante e si aprirebbe una strana possibilita' ipotetica in cui proprio il testimone potrebbe far clamorosamente parte di una strategia difensiva tesa gia' ieri a convincere i giurati dopodomani.
E' una possibilita' lontana ma ad onor d'archivio esiste, potrebbe nell'ipotesi rivelarsi efficace perche' in quel caso del tutto convincente dal punto di vista mediatico sul fatto che il L. potrebbe, invero, essere vittima di un progetto altrui e non arteficie di un proprio per come lo avrebbe indagato invece la Procura.
Un ipotetico giochetto insomma mediatico strategico potrebbe, nel caso, sostenere con piu' solidita' il fatto che qualcuno lo vorrebbe incastrare e spronerebbe a venire allo scoperto altri sconosciuti che veramente quella sera invece avrebbero potuto vedere qualcosa, nel caso una ipotetica falsa testimonianza varrebbe bene una ipotetica messa.
Ed in effetti sappiamo, e tutti sanno, che alle due effettivamente sulla strada per Pisa a cinquecento metri dalla proprieta' L. viene riferito un tipo trafelato, parecchio disattento che dalla aperta campagna sbuca improvvisamente sulla strada rischiando di essere investito, vi possono essere quindi testimoni ignoti eventuali ed ipotetici ed una strategia di difesa comunque puo' essere titubante di fronte all'ignoto.
E chi lo puo' sqpere???

Stefania ha detto...

Ciao ragazzi. Sono stata occupatissima nell'ultimo periodo ma ora ho un attimo per intervenire e dopo aver letto le vostre riflessioni, volevo anch'io proporvi le mie.

E' un dato di fatto che l'intervista ad AL ed a suo padre, in cui si parlava del palo della luce (quando Logli disse "A quell'ora" .... dando da intendere sapesse bene in quale orario fosse scomparsa la moglie) è sparita. Non è in rete. Nonostante si possano invece trovare ore ed ore di filmati sulla scomparsa di RR, interviste, dibattiti, trasmissioni, di tutto un po'. Proprio quel filmato è scomparso ed io non credo affatto ad una casualità. Potrebbe essere che non sia disponibile per volontà degli inquirenti?

Riguardo la faccenda delle auto e del testimone, prima ancora di sapere esistesse, avevo ipotizzato (parliamo di parecchi mesi fa) che RR, presente in casa il marito, avesse deciso di recarsi da SC, dopo aver scoperto del tradimento.

Come potrebbe essere andata? Secondo voi è plausibile che Roberta si sia vestita alla bene meglio, convinta di potersi recare a casa della rivale in automobile? E che giunta nel piazzale dove erano parcheggiate le auto di famiglia si sia vista ostacolare dal marito che tentava di fermarla? Che so .... togliendole le chiavi dal quadro di accensione, chiudendole il cancello .... e che lei abbia tentato di andare a casa di Sara a piedi nonostante l'ora tarda? Potrebbe essere che a quel punto Logli l'abbia convinta a calmarsi dicendole "Roberta, niente piazzate sotto casa di Sara, ora la vado a prendere e la porto qui ...." e che lei per un attimo si sia calmata? Puo' essere che dopo che il marito è uscito in auto, lei a sua volta abbia preso la propria vettura perchè non ce la faceva piu' ad aspettare e sia andata loro incontro?

Sono solo ipotesi, ben inteso. Ma mi piacerebbe rifletterci.

Stefania

chiara ha detto...

Stefania

sì, ragioniamoci ma modificando qualcosa: bisogna farci entrare Logli da solo in auto parcheggiato a lato strada.
(a meno che non vogliamo mettere un attimo da parte il testimone come suggerisce Antonello)

Stefania ha detto...

Proviamoci: se AL ha visto la moglie uscire scavalcando o comunque dal retro della proprietà e sapeva era diretta verso casa di Sara, potrebbe aver preso l'auto e di tutta fretta essersi appostato dove sapeva lei avrebbe incrociato nuovamente la strada asfaltata. Per intercettarla ed impedirle di portare a compimento i suoi propositi.

Stefania

Antonello ha detto...

@Stefania
questa potrebbe essere una delle ipotesi, a naso io non credo che R.R. avesse potuto pensare di arrivare a Metato a piedi, sempre se S.C. era a Metato.
Un appuntamento in via Gigli dei tre sarebbe potuto servire, nel caso, a mantenere a distanza probabili liti ed urla.
Non e' un'ipotesi che io sostengo ma, come altre, perche' escluderla???
Eventualmente quali punti deboli avrebbe??? Beh, intanto direi che sarebbe poco probabile arrivare a Metato senza incrociare nessuna telecamera, non conosco Metato ma credo abbia almeno incroci stradali, una piazza, forse una banca, uffici postali o caserme.
Sarebbe a piedi e nel buio credo non tanto facile, in auto improbabile non essere notati all'una di notte.
Ma si diceva, se Metato fosse rimasta solo un'intenzione di R.R. che non ha mai potuto essere realizzata???
Cosi' per come si potrebbe immaginare nella dinamica ci potrebbe stare tolto che, se inserissimo il testimone, non si capirebbe perche' R.R. sarebbe uscita a piedi per la via piu' strana sino al passaggio a livello per poi ritrovare li la sua auto stranamente posteggiata verso via Dini e su un piazzaletto in senso di marcia opposto.
In questo scenario, ma non solo, io avevo pensato che potrebbero esserci alcune ipotesi serie che potrebbero spiegare, nel caso, la presenza dell'auto di R.R. in via Gigli:
1) R.R. alle 20,00 ha prestato per qualche motivo l'auto ad S.C. od a qualcuno che poi e' tornata/o verso l'una incrociando l'auto del L.
2) R.R. potrebbe aver lasciato la sua auto dopo il passaggio a livello perche' aveva un appuntamento ipotetico (chi aveva il secondo mazzo di emergenza???), il testimone nel primo avvistamento NON dice che la C3 li NON vi fosse subito dopo aver visto il L. solo in auto, riferisce che VI FOSSE pero' nel secondo avvistamento relativo alla lite. Perche' NON sottolinea il NON esserci dell'auto ma solo e se l'esserci???
3) La pista dei cani e' una baggianata, semplicemente mentre il L. era impegnato a chiamare l'amante R.R. ha, senza essere vista, preso l'auto, e' uscita e si e' recata a Metato o da qualche parte per poi essere tornata intorno all'una ed aver incrociato il L. che a quel punto la cercava o l'aspettava.
Dubbio atroce, e se alle 00,17 al cellulare dell'amante avesse risposto, per quei pochi secondi, proprio R.R. a mo di sfida e per far finire la tragicomica storia extra???

Osservo che il testimone oramai non si puo' accantonare, o riferisce cio' che ha visto realmente o potrebbe solo che essere coinvolto anche indirettamente, complice la moglie, delle due l'una.

chiara ha detto...

mmm...anch'io escluderei il raggiungere Metato a piedi di notte: andando per campi sono circa 8 km per un tempo di percorrenza di circa 1h e mezza.

sul testimone in realtà soggetto coinvolto nella scomparsa: a quel punto perchè non sarebbe Logli a puntare l'indice su di lui, se potesse aggrapparsi a questa possibilità così salvando se stesso?

Antonello ha detto...

@Chiara
sempre se fosse, chiaramente bisogna sempre premetterlo anche per ricordarsi sempre che e' un'ipotesi.
L'ipotesi nello specifico e' che il teste possa mentire, non me ne voglia non e' una cosa personale, nel caso non e' ininfluente , potrebbe mentire:
1) A favore, con consenso o comunque nella direzione voluta dall'indagato (lasciamo perdere per ora il senso della direzione scelta), cosa piu' difficile perche' per ora non si intravvederebbe il "vantaggio", l'ipotesi gia' spiegherebbe perche', nel caso, l'indagato non si schiera, non contrasta, rimane in silenzio.
2) Contro, per incolpare od incastrare, senza il suo accordo, comunque in una direzione diversa da cio' che vorrebbe l'indagato, e qui le variabili sono tantissime, una ipotesi era per un "motivo inconfessabile" di cui potrebbe far parte pure il teste, per "strategia difensiva", puo' darsi anche che il L. abbia gia' carte diverse in mano e stia aspettando gli eventi, per "conveniente immobilita'" in uno scenario che diventa per lui sempre piu' grave, per un "ricatto" a cui lui non puo' cedere e che non puo' denunciare, ecc. ecc.

http://www.rete24.com/1029667/roberta-ragusa-ultime-notizie-ricerche-segrete-sul-monte-serra
ritorna ciclicamente la centralita' di questa zona dove sembra furono rinvenuti i brandelli del pigiama di R.R., 917 metri, e' il monte piu' alto della provincia di Pisa, quello del centro dei ripetitori e degli incendi specialmente estivi.

Antonello ha detto...

http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/roberta-ragusa-nuove-ricerche-tecnologie-particolari-zona-monte-serra-1539810/

"Nuove tecnologie" , mah, utilizzeranno i droni???

Antonello ha detto...

http://news.supermoney.eu/news/2013/04/roberta-ragusa-potrebbe-essere-stata-cremata-0014597.html
Ipotesi della criminologa Giuliani fondata sul fatto che il L. il sabato ando' con la sua auto al cimitero di Orzignago, cimitero di cui l'indagato avrebbe le chiavi, lo stesso, secondo la criminologa, lascio' li l'auto e torno' con un amico perche' con quella auto avrebbe li trasportato il corpo di R.R, intendendo quindi evitare i controlli dei cani.
Ad essere sincero non ho ancora capito se i cani hanno o no potuto verificare l'auto del L.

Anonimo ha detto...

Antonello ho letto solo ora la tua risposta.
E' assolutamente condivisibile quello che hai postato e va bene per tutti colpevolisti e non.
Riconosco che hai presentato piste esplorative molto interessanti, quella " elettronica " in particolare; la pista " cani "che riproponi è anch'essa interessante ma sembra che anche su questa non ci siano grandi sicurezze non per colpa dei cani ma di tutto il lavoro eseguito nei primi giorni.
All'inizio non si è fatto nulla a dovere perché R. si avvistava di qua e di là.
Il lavoro è stato eseguito e monitorato con scaltrezza,di R. cosa si potrebbe ritrovare ora e sul monte Serra?
I cinghiali divorano tutto.
Verificare al cimitero?
E come?
Aprendo tombini, tombe e fornetti per analizzare i diversi DNA?
Guarda il caso Yara, il colpevole ancora non si trova.
Questa è la cara nostra Italia che è divenuta pascolo di confusione, di favori personali, di incompetenze e pressappochismi.
Piuttosto la S. C. dovrebbe essere
centrifugata ben bene,e non solo lei, lei sa tutto altrimenti non resterebbe con lui.
Ovviamente non c'è la volontà a farlo.
La tua passione e la nostra nel trovare indizi e ipotizzare è straordinaria ma la verità è irraggiungibile a quanto pare.
Se non esce qualcosa di nuovo,mi asterrò a scrivere, ma leggerò.
Un saluto caro
Vanna






Mimosa ha detto...

Stasera a QG hanno detto che lunedì prossimo ci sarà l'incidente probatorio convocando Antonio Logli (finalmente dico io, un bel po' di tempo "dopo Pasqua" ...)
subito dopo annunciano che martedì prossimo il testimone Loris Gozi sarà ascoltato in Procura.
Hanno sentito male le mie orecchie?
Il testimone (ipoteticamente dell'accusa, quindi della Procura) verrebbe ascoltato il giorno dopo l'indagato?
Su cosa si baserà l'incidente probatorio?

E' chiaro che l'indagato ribadirà il proprio alibi come "ferreo" ... vuoi vedere che il giorno dopo il testimone verrà accusato di falsa testimonianza, depistaggio, intralcio al corso delle indagini, calunnia (e chissà cosa altro)?

Mimosa

chiara ha detto...

Mimosa
Martedì ci sarà l'incidente probatorio ossia l'assunzione della testimonianza di Gozi come fosse un dibattimento, ossia alla presenza di tutte le parti e con tutte le garanzie processuali, in primis quella della difesa dell'indagato Logli di controinterrogare il teste.
Il "lunedì" mi è sfuggito..

PINO ha detto...

Scusate l'intromissione, ma credo di aver capito, sempre da quanto detto a QG, che l'avvocato di Logli avrebbe chiesto di interrogare il testimone, per completare il carteggio di memoria difensiva, ma la Procura ha negato tale richiesta, stabilendo, però, che il testimone venisse ascoltato da un giudice, in presenza delle parti, prima dell'incidente probatorio, che avverrebe nella data stabilita.
Tutto questo, per evitare che il testimone stesso fosse esposto ad eventuali pressioni di tipo diverso. ERA ORA
Pino

chiara ha detto...

Pino, "ascoltato da un giudice, in presenza delle parti" = incidente probatorio.
(motivato dall'esigenza di "evitare che il testimone stesso fosse esposto ad eventuali pressioni")

PINO ha detto...

@chiara, a me è sembrato di capire che l'incontro con il giudice, del testimone, doveva essere effettuato in sostituzione di quello richiesto dal legale di Logli per la memoria difensiva: meno formale dell'ulteriore, che avverrà nel corso dell'incidente probatorio.
Ma questa è materia tua, e non insisto più di tanto.
Avrò capito rospi per lucertole.

Antonello ha detto...

Scusate se vi interrompo solo un attimo per sottolineare una contraddizione che emergera' sicuramente dall'incidente probatorio.
Io capisco il delirio di onnipotenza ma qui siamo di fronte ad un'anomalia logica non indifferente, e mi spiego.
Il testimone accerterebbe l'uscita del L. da casa dopo la mezzanotte, lasciamo per un attimo perdere la telefonata delle 00,17 che potrebbe essere stata fatta anche dal letto per cio' che se ne puo' sapere.
Il L.G. dichiara di aver visto al 100% il L. alle 00,30 in via Gigli fermo e da solo in auto, riferisce che lo stesso L. avrebbe notato di essere stato visto da L.G. avendo cercato di nascondere il proprio viso con la mano, se non che' pure che per accertarsi non parlasse il giorno dopo, lo stesso L., si reco' a casa del testimone che evidentemente aveva riconosciuto (nel racconto di L.G.) la sera prima chiedendo se avessero visto sua moglie scomparsa, ma solo a lui chiese ed a nessun altro vicino.
Ora, proviamo molto naturalmente ad analizzare il punto di vista del L.:

1) SE INNOCENTE allora non si capisce cosa costava al L. dichiarare invece, nel caso avesse ragione il testimone, di essere andato a letto, che ne so, alle due essendosi accorto che in casa mancasse la moglie.
2) SE COLPEVOLE ed avendo chiaramente individuato che vi erano testimoni contrari e che potevano incastrarlo, allora non si capisce per un motivo di piu' e di molto convincente, perche' e cosa costasse al L. di dichiarare nella denuncia di essere candidamente andato fuori a cercare la moglie scomparsa sino, che so, alle due di notte.

Ecco direi che se ritenessimo colpevole il L. dovremmo riconoscergli una premedita e postmedita alquanto intinta di delirio di onnipotenza, di cecita' in alibi, oppure dovremmo prenotargli un motivo piu' che valido per una mendace volontaria sconfessione del proprio alibi e della verosimiglianza delle proprie dichiarazioni, se viceversa il L. non fosse colpevole ma dessimo per vere le dichiarazioni del testimone vi sarebbe da prenotargli un posto nel club dei guinness del masochismo.
O sbaglio??? Perche' il L. o ha qualcosa da nascondere o ha dichiarato semplicemente cosa e' accaduto quella notte, non vi sono alternative.

chiara ha detto...

Pino:
"Avrò capito rospi per lucertole"
:-D!!

guarderò il video, magari ho capito male io...

Mimosa ha detto...

chiara, hai scoperto qualcosa riguardando il video e capito qualcosa di più?

Antonello ha detto...

Da quanto sopra nasce la domanda, se il testimone avesse riferito, come credo sia anche convinto il Procuratore, solo e tutto cio' che quella notte ha visto cosa avrebbe potuto costringere allora il L., persona molto razionale, a dichiarare invece in denuncia di scomparsa di essere andato a dormire a mezzanotte sapendo bene di rischiare l'incriminazione in base ad un falso alibi???
Qui chiaramente, come e' evidente, non poteva, nel caso, pensare di non essere visto ma potrebbe essersi giocato la carta dell'alibi creato in delirio di onnipotenza ma e' meno verosimile di altre ipotesi.
Il problema e' che deve esserci un motivo per il quale il L. deroga da una linea naturale dei fatti eventualmente in ipotesi e dichiara vulnerabilmente di non essere uscito dopo mezzanotte.
Allora, io riconduco questo strano comportamento a tre possibili, nel caso, evenienze logiche:
1) Delirio di onnipotenza a cui francamente credo poco, in troppi lo descrivono come persona estremamente razionale e le impressioni coincidono.
2) Errore mero di ragionamento ma anche questa e' poco verosimile dato che sicuramente, sempre se diamo per reale quanto riferisce il testimone, non si sbaglia prima di presentare denuncia andando solo dal testimone a chiedere della moglie scomparsa e forse non a caso con una foto di vent'anni prima.
3) Possibile coinvolgimento di terzi, il fatto cioe' di dichiarare di essere uscito avrebbe comportato complicanze rilevanti per qualcuno. Questa sembrerebbe, nell'ipotesi, l'evenienza piu' verosimile, lo scenario. che il L. intendeva sostenere, come si e' poi visto, comportava il negare la relazione extra e l'esistenza fino dei cellulari fregandosene pure, non si puo' pensare che non avrebbe dovuto aspettarselo, della consultazione dei tabulati che segnavano le 00,17 come ultima telefonata fra i due dispositivi.
Daltronde quando visita la casa del testimone chiede allo stesso di potersi recare in giardino, nel caso, molto probabilmente perche' non ha potuto notare il secondo avvistamento con lite e quindi con lo scopo di verificare se da casa il testimone poteva vedere chi fosse l'uomo e la donna con cui lui, nel caso, sapeva aver litigato con urla e quantaltro udibili (ma ai suoi occhi non visualizzabili da vicino atteso che pero' proprio ai lati del cancello del secondo avvistamento vi sono due grossi lampioni).
Nel caso quindi che il testimone riferisca quanto da lui effettivamente visto e' molto piu' probabile che la donna con cui litigo' quella sera il L. fosse l'amante che non la moglie e questo sarebbe confortato anche dalla sequenza delle telefonate.
Per questo, ad ipotesi, il L. preferisce rischiare, quando doveva a tutti i costi nascondere la storia extraconiugale piu' che difendersi da un'accusa di reato nei confronti della moglie, mentre l'amante. comunque segue un diverso alibi, eventualmente vista tornare tardi in casa da qualcuno o parenti.
Cade quindi in vistosa contraddizione e rischia svincolando, nel caso, in buona sostanza l'amante, dichiarando di aver seguito orari diversi, non sapendo del secondo grave avvistamento con lite dell'uomo che era uscito da casa con il cane.

In sostanza, se il mio ragionamento non e' del tutto errato, il L. copre la sua storia anche quando, nel caso, mente dicendo che era andato a dormire a mezzanotte, non e' certo che la lite sia stata o meno riconoscibile da casa del testimone quindi non lo ha visto quando era con il cane, era troppo impegnato e preso dal litigio e dalla rabbia.

Antonello ha detto...

Quello che davvero non mi torna e chiedo a Chiara e' che io sapevo del vincolo di segretezza sui testimoni, e' corretto e possibile invece che un testimone chiave venga lasciato particolareggiare l'oggetto della propria testimonianza su tutte le televisioni possibili ancor prima di interrogare l'unico indagato che da quella testimonianza viene di fatto accusato ed inchiodato???
Non e' del tutto giudiziariamente anomalo tutto questo aspetto largamente mediatico e contro logica della gestione della testimonianza???
Ad esempio, se il testimone fosse ritenuto veramente attendibile non solo, a parer mio, si doveva segretarne le dichiarazioni invece di spiazzare il L. ma addirittura si poteva assecondarlo ad un incontro segreto e privato con lo stesso L. incastrandolo indi, se e' colpevole, con opportune registrazioni.
Tutto questo e' stato non considerato e si assiste ad una testimonianza gia' a disposizione dell'indagato che ha potuto beatamente seguirla in televisione.
Secondo me qui c'e' una trappola, altrimenti non me lo spiego.

Mimosa ha detto...

Antonello, è giustissimo quello che scrivi nell’ultimo commento.
Solitamente i testi sono diffidati dal parlare, in effetti il Gozi per un bel po’ è stato “l’innominato” poi ad un tratto viene intervistato … via via sempre più palesemente.
Se gli inquirenti non sono intervenuti fin dall’inizio, dalle prime indiscrezioni e apparizioni, seppur incappucciato, significa che avevano i loro motivi … avrebbero avuto tante occasioni per imporgli il silenzio …
pertanto, anche secondo me è una trappola.
Chissà non abbia detto cose “suggerite” … solo per farle arrivare alle orecchie di qualcuno ...

Aspetto con ansia l'incidente probatorio.
Mimosa

Antonello ha detto...

@Mimosa
e qui mi sembra siamo daccordo.
Ma trappola o no mi chiedo cosa costasse, nel caso al L. dire semplicemente che era andato a dormire, che ne so, alle due perche' era uscito preoccupato in cerca della moglie che non trovava piu' in casa.
Se era, al momento della denuncia innocente ed era veramente stato fuori sino alle due, perdippiu' sapendo di essere stato notato e di aver sfilato con la sua auto per buona parte del vicinato e poi verso Pisa, perche' semplicemente non dichiararlo???
E se era colpevole, sapendo che era stato notato e che parimenti aveva sfilato per buona parte del vicinato, perche' dichiarare di essere andato a dormire a mezzanotte di fatto, nel caso, incastrandosi da solo invece di dichiarare di essere andato appunto a cercare la moglie sino, che ne so, alle due???
Nel caso il testimone riferisca il reale che motivo avrebbe avuto il L. di mentire anche a costo di incastrarsi invalidando un alibi che, dichiarando di aver passato la notte fuori, poteva sino diventare molto piu' logico e verosimile se tutti e tutte mi sembra ritenete piu' che strano che si sia addormentato senza accorgersi invece della spatizione della moglie???

Il secondo ipotetico avvistamento con lite poi avviene davanti ad un cancello, come dichiara il testimone in televisione, a street view si vede chiaramente che il cancello, al momento di registrazione delle immagini in street view, da l'accesso ad una villettina ad un piano con terreno intorno e perdippiu' ai lati proprio del cancello stesso sono visibili due grossi lampioni pubblici che a quell'ora indicata dal testimone dovevano illuminare abbondantemente la scena.
Nel caso, perche' il L. sarebbe andato a chiedere della moglie solo in casa di L.G. fra mille vicini da cui poteva fruttuosamente andare, e non da chi abitava quella villetta proprio davanti alla quale sarebbe avvenuta la lite con urla laceranti udite sino da casa del L.G.???

Insomma si, piu' di un dubbio su quanto riferito, su quanto diffuso e sul fatto purtroppo che la testimonianza possa essere significativa, e si che e' anche vero che il Procuratore nelle sue dichiarazioni sui media ridimensionava.
Se pero' non fosse una trappola vien da chiedersi chi e cosa ha visto il L.G. perche' e' la prima volta che vedrei un indagato mentire spudoratamente per crearsi un alibi che invece aveva bellamente a portata di mano e di molto piu' verosimile ed anzi testimoniabile da terzi.

Mimosa ha detto...

Antonello,
potrei azzardare due ipotesi:
1) mettiamo che, se davvero fosse successo quello che il testimone oculare afferma, AL era sicuro non avrebbe parlato, e infatti non ha parlato per mesi (LG è una persona con precedenti e con un mestiere di cui tanti diffidano, la figura di “giostraio” nell’immaginario collettivo evoca immagini oscure, non troppo limpide e pulite); ergo ha raccontato la favoletta dell’andata a dormire a mezzanotte, perché combaciava con le abitudini, così non si sarebbe mai contraddetto.

2) se invece nel racconto di LG c’è qualcosa di più (o anche di meno) rispetto alla realtà degli eventi a cui dice di aver assistito, questo “di più” (o “di meno”) potrebbe essere fatto circolare con il placet della Procura non tanto per far fare a AL dei passi falsi bensì per suscitare una qualche mossa da parte dei veri responsabili della sparizione di RR.
Mi spiego: mettiamo che il marito non c’entri niente, e mettiamo che la figura femminile vista dal testimone sia stata veramente RR, magari tutti i proprietari nella zona di un’automobile del tipo notato sono andati sotto osservazione e, sempre magari, gli investigatori potrebbero silenziosamente stare indagando coloro che – dopo uscita la notizia – hanno venduto la loro automobile di quella marca (per disfarsene).
Io, infatti, intendevo la “trappola” nella direzione di terze persone.

Mimosa

Antonello ha detto...

1) Non poteva assolutamente avere la certezza che NESSUNO potesse parlare su una sua uscita dopo mezzanotte.
2) Non poteva sapere di non essere addirittura filmato da una qualche telecamera di videosorveglianza.
3) Non poteva essere sicuro che nessun vicino lo vedesse dopo mezzanotte.
4) Forse lui puo' aver agito senza mettersi in luce ma l'auto poteva benissimo essere notata, magari una vicina a cui lui interessava come uomo potrebbe aver notato a mezzanotte e mezza che usciva, perche' no??? Uno dei soliti curiosi che quella sera magari guardava la nebbiolina scendere poteva averlo notato uscire.
5) Non poteva avere la certezza di non essere eventualmente visto e non la ha neppure oggi, nel caso.
Qualcuno puo' persino oggi aver testimoniato, nel caso, di averlo visto.

Essere uscito, colpevole od innocente, ed aver invece dichiarato dopo mezzanotte di aver dormito e' semmai o un grossolano errore di una notte sciagurata di meditazione alquanto strana o il passaggio obbligato a lui permesso da una moticazione che, nel caso, non sappiamo.
Ad esempio, io ipotizzavo esigenze di alibi di terze persone eventualmente coinvolte o qualcosa del genere.

Della tua seconda ipotesi mi viene in mente un particolare detto dal testimone, e cioe' che aveva paura sentendosi seguito e spesso vedendo energumeni sotto casa o li vicino.
Bene, mi sono chiesto se pensasse e come avrebbe potuto, di dichiarare una testimonianza del genere senza essere messo al microscopio degli inquirenti, eppure nella sua dichiarazione sembra di no.
Possibile, trappola verso terzi sotto la lente, gia' individuati quindi, potrebbe starci benissimo.

Anonimo ha detto...

Dalla Nazione on line:
http://www.lanazione.it/pisa/cronaca/2013/04/30/881440-scomparsa-roberta-ragusa-incidente-probatorio.shtml

Dal Tirreno:
http://iltirreno.gelocal.it/pisa/cronaca/2013/04/30/news/caso-ragusa-il-procuratore-capo-sentiremo-parenti-logli-e-anche-lui-1.6977240

Alex.

Antonello ha detto...

Direi che intanto si puo' escludere la trappola per quanto riguarda la veridicita' giudiziaria del testimone, il testimone esiste veramente, e' agli atti e viene ritenuto evidentemente credibile, nel castello accusatorio sostiene la mendacita' del L. ed il confezionamento di un finto alibi.
Possono esserci anche parti di atti secretati e quindi vi possono essere altri particolari, questo mi lascia un po' sbalordito, evidentemente e' normale che le testimonianze prima di essere formalizzate oramai passino da tutti i programmi televisi tematici e nei talk show, ne prendo atto.
Per ora la ricostruzione di quegli eventi e' ancora piu' sbalorditiva, il L. infatti, sempre se ha ragione il testimone, alle 00,30 sarebbe stato solo in auto in via Gigli, e vedendo passare il testimone era convinto di non essere stato riconosciuto essendosi coperto il volto con la mano, lo sbalorditivo e' che era lui e che era sopra la sua riconoscibile auto (come poteva pensare di non essere stato riconosciuto coprendosi solo il volto???), non solo ma la ricostruzione piu' logica prevede che il L. non si sia nemmeno accorto del testimone con il cane che riferisce di aver visto la lite, preso da una qualche rabbia non lo vede, e' arcisicuro di non essere stato visto.
Gli rimane solo un dubbio che si levera' il mattino dopo, se il testimone ha ragione, il sabato mattina prima di sporgere denuncia va a casa del testimone (segno che invece il L. nel primo avvistamento riconosce il testimone) e chiede di andare a controllare in giardino, vuole in sostanza controllare se dal giardino si poteva riconoscere due litiganti davanti al famoso cancello illuminato da due lampioni ai lati, sa benissimo, nel caso, che la donna urlava, che il testimone venti minuti prima era tornato a casa, che le urla potevano e dovevano aver richiamato l'attenzione della coppia nella casa, vuole esser certo, si leva il dubbio, infatti anche la moglie del testimone dice che da dove era lei non poteva vedere molto, figurarsi riconoscere le figure.
Nella ricostruzione il L. a quel punto dovrebbe essere certo di non essere stato riconosciuto, non sa che il testimone ha preso il cane ed e' uscito dirigendosi proprio nella direzione delle urla, e' convinto pacchianamente di non essere stato riconosciuto quando si e' coperto il viso con la mano, senza calcolare che era sulla sua auto e che la stessa poteva essere stata vista da chiunque e non solo dal testimone.
Cosi' decide di dichiarare di essere andato a dormire a mezzanotte, nel caso, incastrandosi a rocambolesche ed ineludibili spiegazioni su un alibi a quel punto assente.
C'e' anche da dire che scommette anche sul fatto che i due figli non si sarebbero svegliati eventualmente notando l'assenza del padre e della madre da casa, e' sorprendente, scommette anche sul fatto che nessuna telecamera casuale di nessuna videosorveglianza possa inquadrare la sua auto mentre esce dalla sua proprieta' o mentre e' ferma su via Gigli, se il testimone ha ragione, stando alla testimonianza e' stata una notte pilotata da ciechi impeti e sfacciate fortune, scommette ed in parte, nel caso, perde sul lato testimonianza, qualcuno lo vede e parla, perde sull'orologio non riuscendo stranamente a ritrovarlo, tutto il resto, nel caso, pero' gli riesce, nessuno lo inquadra e nessun altro si fa avanti, R.R. poteva perdere una scarpa od una ciabatta segnandone il tragitto ma non accade, scommette anche li ma, nel caso, R.R. poteva gia' essere incosciente per la botta in testa.

Antonello ha detto...

Scommette quella notte non portandosi dietro, nel caso, alcun cellulare, sia quello segreto che quello ufficiale che si sappia risultano a San Giuliano mentre se se ne fosse portato olo uno sarebbe risultato lo spostamento verso Pisa e vince la scommessa perche'nessuno lo chiama dopo le 00,17, non avrebbe potuto rispondere perche' dormiva, nell'altro caso, pero' poteva squillare svegliando i figli, se qualcuno avesse chiamato ed insistito sicuramente avrebbe svegliato tutti tranne nel caso che il L. lasciando i cellulari in casa abbia potuto inserire la vibrazione, ma nessuno chiama, nel caso, e lui torna e rimette le suonerie.
Nel caso e nel frattempo, l'amante dorme, non lo chiama piu' al cellulare segreto, non si reca a San Giuliano, nel caso, non sa cosa stava accadendo.
Dopo una notte, nel caso, agitata il L. e' convinto di essere andato in via Gigli ad urlare con la moglie che sparira' il giorno dopo, di non essere stato visto, di essersi recato a Pisa e forse verso il Monte Serra, nel caso, e che nessuno lo abbia visto scaricare il corpo in un luogo molto occulto, precisamente occultato, nessuno lo inquadra nemmeno quando torna mentre la sua auto rimane in via Gigli, lui lo sa e se non lo sa scommette, nessuno la puo' vedere ne riferire, nessuno passera' da via Gigli o se passera' nessuno vedra' la sua auto, e se la vedra' certamente non riferira'.
Solo che al testimone con il cane, dopo aver visto andar via la strana coppia con un'utilitaria non viene in mente di andare verso l'auto del L. e di fotografarla, chiaramente in quel momento non poteva di certo immaginare che R.R. il giorno dopo sarebbe sparita.
Insiste anche davanti ai giudici il L., nel caso, lui ha dormito da mezzanotte in poi ed il testimone mente, mente quando la prima volta riconosce lui e l'auto, mente anche quando afferma che il L. il giorno dopo sarebbe andato a casa sua ad intimorirlo ed ad accertarsi che non avesse visto o che non parlasse, e scommette di niovo di non essere stato visto anche da qualcun altro.
Una vicenda, nel caso, rocambolesca e sfacciata.

Mimosa ha detto...

Come ho scritto due mesi fa, è evidente che una persona implicata in un fatto grave cerchi di ricordarsi sempre la prima versione fornita, imparandola a memoria, così il L., se colpevole, ha "dovuto" sostenere la prima versione che gli è venuta in mente e che, nell’immediato, ha fornita ai figli quando la mattina non hanno trovato la madre al loro risveglio.
E dunque l’ha ripetuta il pomeriggio ai carabinieri e idem ai giornalisti di CLV accorsi due giorni dopo. Infatti, solo con loro ha parlato, ripetendo a pappagallo tutta la tiritera, poi si è trincerato nel silenzio. Aveva già dato …

Cosa ci aspettiamo che AL dirà al procuratore?
Se vuole salvare la faccia e la libertà ribadirà di essere andato a dormire a mezzanotte e di non essersi accorto che sua moglie non si è coricata accanto fino a quando ha suonato la sveglia, mettendo in cattura Adinolfi che ritiene il testimone attendibile,
in alternativa dovrebbe ammettere di essere stato fuori casa a mezzanotte e mezza, fermo sulla via, incrociato da LG, e allora perderà sia la faccia (la credibilità) e conseguentemente anche la libertà (fino a che l’avvocato non lo trarrà ai domiciliari – si tratta della parola di un “pregiudicato” contro quella di un incensurato e manca la prova certa).

Quello che mi sconcerta è la dichiarazione del Procuratore. A una domanda dei giornalisti, Adinolfi ha risposto: «Non c'è ancora una data ma possiamo immaginare che serva almeno ancora un mese di tempo», ossia entro giugno. Ma è possibile?? Non dovevano essere audizioni a spron battuto? Forse lo vogliono lasciar crogiolare per bene ….
Tuttavia non siamo così ingenui dal pensare che l’avvocato di AL non abbia “istruito” a puntino i parenti e l’amante su ciò che dovranno sostenere …

Mimosa

Mimosa ha detto...

… infatti come volevasi dimostrare …
Nell’incidente probatorio dove è stata “cristallizzata” la testimonianza di LG, l’avvocato di AL ha ribadito che il suo cliente afferma (i legali mettono sempre le mani avanti: “il mio cliente dice che”) non è uscito la sera e che mai è andato a casa di LG.
Sembrerebbe la parola di uno contro la parola dell’altro … ma mi ero dimenticata che non è solo Loris il testimone, c’è anche sua moglie che era in casa con lui la mattina e costei dovrebbe essere considerata “supertestimone”. È lei che dice che AL è andato da loro anche il pomeriggio e in quell’occasione c’era anche la madre di lei.
Quindi i testi sono di sicuro 3, contro la negazione di AL.

Ora (da un bel po’ veramente) l’avv. dice che sono pronti a portare 10 testi a favore dell’indagato, e sembra tutti nella cerchia familiare (?), amante esclusa.
Sicuramente questi potranno solo dire “non lo abbiamo visto uscire”
(giacché tutti a quell’ora o dormivano come i due genitori e i due figli, o non erano in casa come il fratello e la cognata, o uno stava fuori della palestra alle 23.30 o l’altro ancora al primo piano). Sono 8 e chi sarebbero gli altri?
E comunque “a quell’ora” (quale?) nessuno ha nemmeno visto Roberta uscire!

Voglio essere garantista al massimo, ma sono fortemente spinta a dubitare della estraneità del marito nella scomparsa di Roberta, troppe cose “strane” nel suo racconto fin dall’inizio.
È ben vero che nemmeno a ritenerlo colpevole della sparizione, ci si può spiegare cosa ci facesse a mezzanotte e mezza in strada dentro alla propria automobile e cosa all’una e un quarto accanto ad un’altra auto ripartendo con la stessa (dove aveva nascosta la sua nel frattempo?) e come è tornato a casa riportando entrambe le auto … è andato avanti e indietro a piedi? per i campi?

Quello che mi pare certo è che Adinolfi mi sembra una persona molto equilibrata, prima di arrestare AL costruirà un impianto solido e forse, umanamente, aspetta che finiscano le scuole per non traumatizzare i ragazzi (il grande dovrebbe fare la matura, se non sbaglio) …

Mimosa

Antonello ha detto...

@Mimosa
cosa accade nella mente di un marito oggi che vede sparire la moglie dopo che l'ha tradita per sette anji con la migliore amica della stessa e' difficile dirlo con certezza.
Ed andando dietro a quella coerenza con la prima versione dichiarata, di cui cennavi tu, puo' starci persino che abbia voluto continuare a nascondere l'amante ed un suo eventuale coinvolgimento nelle sole indagini, bisogna ragionarci.
Del resto allora fatto trenta, avendo svelato la relazione e fatto rinvenire i due cellulari bruciati, non si capirebbe perche' e cosa sarebbe ostato e costato all'amante, nel caso, dichiarare anche quella notte di essersi vista con il L. nel tentativo di aiutarlo a rinvenire la moglie, a capirci qualcosa o solo che a sostenerlo nella difficile situazione.
O LG. mente insieme alla moglie ed alla madre o mente il L., su questo mi sembra non possano esserci dubbi di sorta.
Il Procuratore mi sembra prendere tempo, non puo' incriminare di un omicidio senza basi sostanziali e giudiziarie che avvalorino persino una morte, e quindi eventualmente un reato ben piu' grave che un falso.

Antonello ha detto...

C'e' anche un'altra considerazione, ritengo difficile che un uomo come il L., dopo finito su tutte le copertine ed i siti, uscito a 500 m da casa sua verso Pisa nella notte in cui scompare sua moglie, talmente trafelato da rischiare di essere investito, non venga e non sia stato riconosciuto come il L.
Se ne deve dedurre, e secondo me e' cosi', che quella sera vi era un terzo coinvolto di cui nulla sappiamo.
Perche' anche quelle testimonianze degli automobilisti sono testimonianze e credo addirittura piu' disinteressate, hanno riconosciuto il L. ed il Procuratore ha segretato??? Vedremo, per ora io mi sento di dover prevedere la presenza di un terzo sconosciuto con implicazioni tutte da argomentare.

emax/massimo prati ha detto...

C'è una ulteriore considerazione da fare. Chiacchiere di paese danno per tossico LG. E la condanna a tre anni per aver rubato un'autoradio pare confermarle. Nell'incidente probatorio l'avvocato di AL le domande su questo punto le ha fatte, ma il Gip non le ha accettate.

Ora, il procuratore ha la sua testimonianza, e non voglio entrare nel merito (dire sia falsa per motivi diversi o che sia vera nonostante le urla non sentite da altri e l'auto parcheggiata visibile da chiunque passasse) ma chiedere: in un eventuale processo cosa se ne potrà fare delle parole del G? Non appena l'avvocato difensore porrà la domanda al teste: lei quella sera era fatto di...? - qualsiasi risposta andrà a favore di AL.

Vedremo, di certo c'è che nessuno si sbottona più di tanto a Pisa.

Ciao, Massimo

Mimosa ha detto...

Caro Massimo,
infatti io l'ho scritto l'altra notte che LG è un "pregiudicato" (per via dei suopi trascorsi), mentre AL è "incensurato".

Però, potrebbe anche essere che il giovanotto non venga chiamato a deporre in aula, in fondo ha per l'appunto deposto già martedì, in un incidente probatorio che di per sé è basilare e sufficiente.
In fondo neanche il fioraio è stato fatto entrare a deporre nelle udienze sul caso Scazzi.
Un teste dell'accusa è ben protetto dai PM, tant'è vero che la domanda a cui accennavi non è stata ammessa, perché "tendenziosa" e avrebbe gettato ombra di discredito sul teste dell'accusa.

Ciao, Mimosa

Mimosa ha detto...

ops, aggiusto,
sarebbe da intendersi:
di un eventuale accusa
in un eventuale processo

emax/massimo prati ha detto...

Certo Mimosa, hai ragione ed è per questo motivo che alla domanda del difensore la procura si è opposta e il gip non l'ha ammessa. Ma ricordati il clochard spacciatore pregiudicato di Perugia, quello che aveva visto senza ombra di dubbio la Knox e il Sollecito vicino alla casa della Kercher verso l'ora del delitto (la condanna in primo grado arrivò anche per quella testimonianza).

E' un precedente che fa capire come in primo grado si possano fare certi giochini, ma anche che in appello le cose vengono poi ribaltate facilmente. A processo il clochard, forse per pararsi il dietro (ma poi in galera c'è finito ugualmente qualche mese dopo) disse di averli visti la notte di Hallowen, mentre in realtà l'omicidio risaliva alla notte successiva.

Ora io non dico, lo ripeto, che LG sia inaffidabile perché ha subito una condanna o perché giostraio (e si sa che il luogo comune parla di hobby notturni particolari quando ci si riferisce ai giostrai), dico solo che se davvero lo fosse i passi della procura sarebbero stati differenti sin da subito.

A questo punto hanno la sua testimonianza cristallizata, e speriamo che non si ritorca contro chi l'ha data (quindi che LG abbia detto la verità e che non si presentino testimoni a dire che si trovava in altri luoghi e non a San Giuliano), cosa aspettano a procedere? In altre procure il "bugiardo" sarebbe già in carcere, mentre a Pisa nessuno si muove, nessuno parla (sai a cosa mi riferisco) e nessuno agisce... quali sono i motivi?

Ciao, Massimo

Mimosa ha detto...

Caro Massimo,
tu chiedi "quali sono i motivi?", me lo sono domandata anch'io ... però, forse banalmente, all'ultimo momento ne ho additato uno : il senso di umanità del procuratore,
per non rovinare anche la vita ai due figli di Roberta affinché possano terminare l'anno scolastico
(sono certa che anche tu immagini quanto sia stato difficile per i ragazzi questo scombussolamento, hanno avuto vita pesante con i loro compagni e non oso immaginare il loro stato d'animo alle cattiverie che hanno dovuto sentire).

Sarà che in questo particolare momento sono più irrazionale del solito, ma è stato come se avessi avuta un’illuminazione sul comportamento del magistrato. Anche lui ha un’anima … e forse anche figli …
Arrestare un padre a un mese dalla fine della scuola significa pregiudicare l’esistenza di due ragazzi … un crollo emotivo da cui difficilmente si potrebbero riprendere.
Vista così, andrebbe tanto di cappello al procuratore Adinolfi ... un intelligente magistrato quanto pochi. I suoi piedi di piombo non modificheranno il destino dell’indiziato!

Ciao, Mimosa

emax/massimo prati ha detto...

Oddio Mimosa, quando si parla di omicidio non c'è procuratore capo che abbia il senso dell'umanità... nemmeno il più buono di cuore. Adinolfi è una brava persona, ma i figli del Logli li ha già massacrati per benino da prima di Natale, da quando sui gionali e in televisione ha additato il loro padre ad assassino, da quando ha detto che attendevano un suo passo falso e da tante altre frasi uscite a raffica. E dopo aver infierito per mesi, ora che se avesse qualcosa in mano potrebbe agire si fa prendere dagli scrupoli a causa della scuola?

Cara Mimosa, il tuo cuore è d'oro la vede diversamente dalla mia mente di pietra. Se non c'è un arresto, a mio parere, è perché non v'è certezza di nulla (se non di fare una figura peggiore di quella che si sta facendo da quindici mesi a questa parte). Il territorio toscano, ma anche quello italiano, da mesi sta restituendo ossa su ossa e cadaveri su cadaveri... tutti tranne uno, quello della Ragusa che a causa del gelo non può essere stato sepolto in collina ma, eventualmente, solo in spiaggia e con notevole dispendio di tempo ed energie.

Davvero è tutto logico? Davvero non può essere che, invece, il suo corpo sia sepolto o occultato in altra maniera (sempre sia morta), in una proprietà privata a cui non si può accedere senza mandati, a pochi passi da casa sua?

La logica a me dice che più che a cercare lontano da casa serve di cercare in luoghi diversi (l'ho anche già scritto) magari nel raggio di un solo chilometro... buonanotte, Massimo

Mimosa ha detto...

in effetti ancora non mi è chiaro il quadro della situazione .... aspetto AL che venga interrogato
Buonanotte caro Massimo
un abbraccio
Mimosa

Antonello ha detto...

Condivido la cautela di Massimo, tolto che pure considerando il teste accreditabile possono solo esserci le basi per un falso in atto ed una assenza di alibi a carico di L., un po' poco per chi lo indaga per omicidio ed occultamento.
Non c'e' neppure appunto la prova che R.R. sia priva, onestamente sarebbe arduo pensare ora, stando a cio' che conosciamo, di sostenere domani un'accusa del genere.
Certo c'e' un produttivo svincolo investigativo, una domanda a cui si deve dare risposta: mente il L. dicendo che ha dormito da mezzanotte in poi ben sapendo di essere stato visto fuori casa dopo quell'ora o mente LG, sua moglie e sua madre???
Bisogna pure porsi la domanda se e' possibile che non mentano ambedue, tolta la concessione di una piccola bugia al L.
Alle 00,30 poteva essere il L. ad esempio ma potrebbe non essere stato lui a litigare con la donna all'una od addirittura i due che litigavano avrebbero potuto centrarci men che meno con R.R. ed il L.
Tutto e' possibile ancora, troppo presto per trarre conclusioni.
Mi chiedo una cosa, se l'orologio e' stato trovato vicino alla lite od ad una distanza non compatibile con la lite vista, nel caso, dal teste e perche', pur avendo visto la scena da lontano, il trste non ha mai avuto la curiosita' di andare sul luogo della lite per dare una semplice occhiata.
Poi mi pongo un'altra domanda, se l'orologio e' volato nella lite deve aver subito un colpo da parte di chi, nel caso, litigava con R.R., bene, tolte le impronte ed in dna del casuale passeggiatore quindi si dovrebbe rinvenire il dna della donna piu' uno di chi la stava, nel caso, aggredendo.
Questo, ad esempio potrebbe essere un indizio perche' se il terzo fosse il L. bisognerebbe concedergli di aver qualche volta almeno toccato l'orologio della moglie, ma se il dna fosse di un terzo sconosciuto???
Sottolineo la possibilita' non remota che l'orologio non sia mai stato trovato perche' li dove era potrebbe anche non esserci mai stato, potrebbe essere stato messo li dopo.
Infine, sottolineo che lo sconosciuto che rischia di essere investito alle due non solo non potrebbe essere il L., ora lo sapremmo credo, ma non si scappa con quello spavento da una lite semplicissima, c'e' qualcosa di piu' e trovo singolare che una donna tradita da sette anni sia normale scappi urlando in preda allo spavento di fronte ad un marito che dovrebbe mangiarsi vivo in aperto torto.
Sto dicendo e mi sto chiedendo se non sia possibile che R.R., nel caso, abbia volutamente esagerato la sua reazione per distogliere l'attenzione di chi, nel caso, la stava aggredendo da chi invece poco piu' in la aveva il bisogno di fuggire o comunque di non essere notato nel buio della campagna.
Le calcolo un po' tutte ma veramente trovo strano questo ribaltamento dei ruoli, nel caso e' lei che avrebbe dovuto inkavolarsi con lui ma e' lei che urla spaventata, perche'??? Cioe' prendendo per vero cosa riferisce il teste, perche' il L. avrebbe potuto, nel caso, aggredire a quel modo la moglie???

PINO ha detto...

@ MASSIMO caro, apprezzo molto la tua cautela nella valutazione dei fatti, ed in particolar modo per l'esito della testomonianza di G in sede di dibattito, dato alcuni suoi trascorsi.
Ed a tali trascorsi, dallo stesso G considerati non confortanti, attribuirei il suo iniziale silenzio su quanto aveva visto quella tragica notte.
Non potrebbe, il dr. Adinolfi, fatto le stesse considerazioni, ed a causa di esse stabilito una certa linea di conduzione delle procedure che a noi sembrano inusuali?
Non necessariamente un ladro di polli è anche un bugiardo.
Ciao, Pino

chiara ha detto...

Massimo
Sai che parlo franco: non mi è piaciuto nemmeno un po' il discorso sulla possibile non credibilità del teste, fondato su chiacchiere di paese (che comunque anche se verificate non sarebbero necessariamente dirimenti) e un risibile precedente penale.
So di dover "filtrare" tenendo conto che l'osservazione proviene da te che dell'assenza di pregiudizio fai un cavallo di battaglia, eppure proprio questo mi ha vieppiù infastidita. Analizziamo la coerenza, l'attendibilità intrinseca ed estrinseca, la verosimiglianza, gli eventuali interessi contrapposti, tutto ciò che è doveroso e corretto analizzare per decidere in quale considerazione tenere questa testimonianza; ma NON sul precedente penale oggettivamente trascurabile e che nulla dice in fatto di credibilità, e nemmeno sulle abitudini antisalutistiche eventuali dell'uomo prese così, senza saperne nulla di più, di certo e di incidente sul quel che c'interessa.
Insomma: sì al beneficio d'inventario sulla testimonianza e grande apprezzamento per il "metodo del dubbio" utilizzato da Antonello; NO secco e deciso a quello utilizzato da te: è un tipo di pregiudizio molto diffuso quanto a-scientifico, che inficia non poche volte l'azione giudiziaria. Attenzione a non caderci anche noi.
Scusa la franchezza.

emax/massimo prati ha detto...

Chiara, ma quanto ho postato non è un pregiudizio nato da me, io ho parlato di un pregiudizio comune in ogni tribunale. Non ho scritto di mio, ma di quanto possa essere attendibile un teste agli occhi di una giuria (anche popolare) che valuta una causa penale (fra l'altro con una accusa di omicidio tutta da dimostrare, visto che manca un cadavere).

Credo tu sappia meglio di me che in aula a certi testimoni si da più credito che ad altri. A chi si da più credito: al carabiniere o al ladro che questi ha catturato? Ed è qui il punto (l'ho scritto); se un domani si presentasse un pinco pallino qualunque (l'avvocato del Logli parla di una decina di suoi testimoni) a dire che il G. all'una di notte si trovava in località "la bufala", per dire, quale credibilità potrebbe avere un teste con precedenti presentatosi a sette mesi dall'evento? Gli avvocati e i procuratori sono maestri nel screditare i testimoni scomodi.

A me che un testimone sia l'essere perfetto o una qualsiasi cosa indefinita, un gay, un giostraio, un extracomunitario clandestino, un assassino, un alieno, un pedofilo o altro, poco importa, l'importante è che mi dia i riscontri di quanto afferma (qui ci sono riscontro o siamo nel campo degli indizi?)... ma sei certa che i futuri giudici di un tribunale la penseranno come me?

Spero di aver chiarito il mio post che ti è parso pregiudizievole.

Ciao, Massimo

chiara ha detto...

sì chiarito, avevo capito male io.
grazie e buona giornata.

Antonello ha detto...

Una versione esclude l'altra, o e' vero cio' che afferma LG, e quindi falso cio' che dice ha dichiarato in denuncia ed in incidente probatorio il L., o e' vera la versione del L., e quindi "non reale" cio' che riferisce il testimone.
Tutto il nodo investigativo potrebbe essere questo, su chi afferma il reale intendo, ma anche potrebbero ancora essere vere o false ambedue le versioni, il tentativo deve anche fuoriuscire da uno schema alternativistico che sembra imposto un po' semplicisticamente, potrebbe essere una testimonianza chiave come anche uno scaltro tentativo di bipolarismo ricostruttivo pilotato, a distanza di sette mesi insomma le carte sono tutte in tavola, o quasi, senza contare che il teste potrebbe ancora tornare a favore di un ipotetico colpevole, marito, terzo sconosciuto come chiunque.
Credo che se riusciremo a rimanere equidistanti ed obiettivi potremo capire di piu' di questa storia, se pero' immaginassimo come reale cio' che riferisce il teste e' inutile dire che il L. avrebbe molto da spiegare, sia da colpevole che innocente ipotetico.
C'e' anche questa concomitanza un po' troppo precisa di un marito che si reca nella stessa direzione delle tracce, del luogo dove viene rinvenuto l'orologio, e ciliegina nella stessa direzione dove sarebbe stato visto dal testimone che ce lo dichiara dopo sette mesi.
A ben pensare e sapendo della traccia dei cani e dell'orologio il posto piu' logico dove avrebbe dovuto stare il L. e' proprio dove lo avrebbe visto il teste e proprio dove lui nega di essere stato sin dal primo momento, li sarebbe stato piu'ogico cercare la moglie se avesse saputo che era sparita, se avesse visto che magari usciva dalla recinzione dirigendosi verso via Gigli.
Daltronde quella e' anche la direzione che avrebbe potuto prendere se, mentendo sull'ora, nel caso avesse voluto rincorrere una moglie in fuga aggredendola ipoteticamente una volta raggiunta.
Sbagliero', ma io ritengo improbabile ipotizzare la fuga di una moglie che arrivata poi al passaggio a livello risalga eventualmente e beatamente in auto con il marito che ipoteticamente l'avesse inseguita, ed il punto in quella strada e' pieno di case, non avrebbe potuto costringerla, nel caso e se nessuno testimoniava ci sarebbe stato veramente da rimanere sbalorditi, sempre se R.R. era in fuga dal marito.
Quindi, sbagliero', ma a parer mio, se R.R. era in quel momento in fuga dal marito, non sale sull'auto del marito, una volta giunta a piedi dal passaggio a livello, atteso che li deve essere salita per forza su un auto.
Da qui si aprono un non infinito ventaglio di ipotesi.
Credo che il pericolo di lasciarsi affascinare da un'ipotesi piuttosto che l'altra sia veramente importante.
Una domanda per chi ne sa qualcosa: era aperta la palestra ed il ballo quella sera??? Se si, a che ora chiudevano???

Mimosa ha detto...

Massimo ha scritto «In altre procure il "bugiardo" sarebbe già in carcere, mentre a Pisa nessuno si muove», lo credo anch’io ed è quello che ho pensato pure stasera dopo aver visto a QG il testimone ribadire le sue affermazioni e soprattutto dopo aver sentito che, uscendo dal tribunale a incidente probatorio concluso, il procuratore ha detto “ancora una settimana, dieci giorni e il quadro sarà completo” e, la giornalista ha aggiunto, sarà sottoposto a Logli e ai suoi famigliari. Che vuol dire “sottoposto”? … eufemismo per “sbattuto in faccia? Mica deve avere l’approvazione dell’indagato … o dei suoi difensori.

Per un momento lascio perdere l’avvistamento notturno.
Mi soffermo sulla asserita visita di AL a domicilio di LG e alla negazione di AL.
Di fronte a 3 testimoni, considerati attendibili, come può “il signore” ancora mentire e negare di essersi recato a casa loro sia mattina che pomeriggio di sabato?
Suvvia, caro avvocato difensore, la sarà dura denigrare tre persone …

Mimosa

PS per Antonello
mi pare di ricordare che la chiusura era alle 22 ma il gestore si era fermato nei locali a fare le pulizie e non ha visto il Logli, mentre (e il pezzo dovrebbe essere in un'intervista di CLV se non ricordo male) il Logli, uscito dalla autoscuola alle 23.30 afferma di aver parlato con un frequentatore della palestra. Non ho notizie sulla conferma di tale incontro.

Antonello ha detto...

@Mimosa
grazie mille, sempre informatissima.
Stavo pensando a che senso potesse avere andare dal teste il giorno dopo la scomparsa con una cornice ed una foto di vent'anni prima.
Nel caso sia vero, e' anche questo un particolare bizzarro da inventarsi, potrei ipotizzare che si volesse vedere le reazioni del teste alla vista di quella foto, non vedo molti motivi, depistare la fisionomia della moglie appena scomparsa non ha molto senso se gia' il L. ne sapesse in quel momento, il giorno dopo la scomparsa, la fine.
Cosa avrebbe potuto volere??? Che non venisse riconosciuta??? Ma se ipotizzassimo che l'avrebbe lui resa priva perche' doveva preoccuparsi di non farla riconoscere dal teste???
Quindi, nel caso, avrebbe potuto vedere le reazioni del teste, che so, "ma questa non e' Roberta" sarebbe stata ad esempio una risposta significativa, il teste avrebbe potuto tradire qualcosa che il L., nel caso avrebbe potuto sospettare.
Perche' e quali altre spiegazioni??? Aveva trovato solo quella foto od ha preso la prima che gli capitava quella mattina???

Mimosa ha detto...

@ Antonello
Che non venisse riconosciuta???
... forse proprio così!
anche per vedere le reazioni? forse...
aspettando che il testimone si tradisse? forse...

Lo so che sei nottambulo, ma io ora chiudo, devo fare qualche ora di sonno, ciaooo
Mimosa


PINO ha detto...

Un QG ricco di argomenti: un ... sensibile cambiamento di rotta per il caso Rea, nonostante una ulteriore, gratuita intervista alla Capone, nell'imminenza del relativo giudizio d'appello;
la tenace e precisa posizione del testimone LG, presente nella trasmissione, per il caso Ragusa, ed i problemi del "femminicidio" (?) hanno completato la lunga trasmissione.
In definitiva, e per la maggior parte, si è ricucinato un pasto gia cotto, aggiungendovi spezie diverse ma non nuove.
Non si è tentato neanche di cambiare le posate... tanto gli ospiti sono ormai di casa.

Antonello ha detto...

Mah, pensavo anche che avessimo a che fare con un ragazzo impaurito, non perdeva occasione per dire che aveva una tremenda paura ai quattro media, si sentiva pedinato e controllato, oggi ritrovo un teste che perde i tempi morti a sostenere lo sguardo fisso del L., un teste che va in televisione per l'ennesima volta e che entra stranamente in considerazioni del tutto personali sul L. "si vede che ha un peso, che porta una croce, da due anni non e' piu' lo stesso, e' sciupato".
"da due anni"??? Cosa voleva dire??? Atteso che dalla scomparsa sono passati un anno e tre mesi e mezzo, molto meno di due anni, a cosa stava facendo riferimento??? Sembra quasi che da teste si stia trasformando in antagonista salvo poi ritornare all "io non ho nulla con il signore, mi spiace, ma se era li era li ed io lo devo fare per i miei figli, per mia moglie, se non lo facessi che uomo sarei???".
Passa da dichiarazioni di alta nobilta' del tutto da ammirare a personali e basse intromissioni che sembrano piu' frase da bar che parole misurate.
In televisione gli capita di essere piu' sfrontato, di avere meno paura, il contesto invita a lanciarsi, da anche quest' aria di un ragazzotto di provincia per nulla schiacciato da Broodway, il senso del dovere che cammina in una Italia in cui avere coscienza e' gia' un miracolo.
Queste pupille segnate, un sudare continuo della pelle.
Chiaramente quello che ha fatto, nel caso, gli fa onore e non e' corretto cercarne i punti deboli partendo da pregressi o diversamente dipendenze, daltronde pero' il personaggio e' anche quello, come riuscire nella valutazione che comunque andra' fatta a non considerare che certe tipologie di esperienze trascinanp verso la vulnerabilita' con tutto cio' che ne consegue, non ha veramente senso pensarci oppure si???
E se ad esempio quella sera R.R. avesse proprio con lui un appuntamento cosa cambierebbe??? I pregressi di Loris sarebbero lo stesso ininfluenti ed anzi da evitare nella obbligata valutazione delle possibili ipotesi??? Vediamo se riesco ad essere piu' chiaro nell'esempio, se ad esempio il Loris avesse qualche fisiologica patologia legata a sue diversamente dipendenze ed ad esempio immaginassimo che appunto potesse avere una qualche conoscenza, da due anni, con R.R., se fantasticassimo che tale patologia avesse potuto viaggiare sino a "un peso, una croce, da due anni e' sciupato" il tutto potrebbe avere un senso???

Mimosa ha detto...

Vediamo se posso chiarire io alcune cosette sul testimone (cosette scoperte ieri e oggi a “pomeriggio 5”) per spazzare ogni illazione su di lui:

il ragazzo 5-6 anni fa è stato arrestato per furto e si è fatto 3 anni di galera (pertanto era un “pregiudicato”, e i CC gli stavano sempre addosso);

inizialmente sua moglie e la suocera lo hanno desistito dall’andare dai carabinieri a raccontare subito dell’avvistamento del Logli e della sue visite in casa
(in effetti che “testimonianza” avrebbe fornito in quei frangenti? una chiacchiera, un pettegolezzo, un tanto per farsi bello? sarebbe stato considerato di sicuro, al minimo, un mitomane),
perché non volevano “ si immischiasse”
(inoltre lui temeva che AL lo denunciasse per calunnia in quanto “ha la denuncia facile, quello lì, ha denunciato un sacco di gente …”);

si era confidato con qualcuno del paese e gira gira la voce è arrivata ai Carabinieri che in ottobre sono andati a cercarlo, lui racconta tutto per filo e per segno, anche perché sa bene cosa implica mentire alle forze dell’ordine (è già stato nelle loro mani e aveva preso “calci nel c*lo”…) e poi la sua coscienza non lo aveva fatto dormire per notti e notti dimagrendo 10 kg;

specialmente la famiglia di lui, giostrai, era contraria (per non avere gli sbirri e i giornalisti addosso) e lo hanno “sospeso” dall’attività diffidandolo dal farsi vedere, nel frattempo anche i gestori della pizzeria dove lavorava la moglie si erano infastiditi e, con una scusa, dopo qualche mese non le hanno rinnovato il contratto.

Comunque gli inquirenti credono alle loro testimonianze e i carabinieri li coccolano, però si domandano fino a quando saranno “protetti”? (non dimentichiamo l’ambiente dei provenienza, dove mai viene visto di buon occhio chi collabora con le forze dell’ordine, quindi le “minacce” di cui LG parla potrebbero venire anche da là).

Domani pomeriggio la moglie sarà ospite in diretta della D’Urso ... che oggi ha incominciato una campagna per “aiutarli”.

Antonello ha detto...

@Mimosa
tutte le istanze di sicurezza sono legittime, ed io non voglio nemmeno sfiorare che sarebbe giusto che lui e la sua famiglia, nel torto o ragione di cio' che dice, devono essere protetti.
Qui si ragiona sul fatto che non ci sono stranamente riscontri della sua testimonianza a nostra conoscenza, nessun altro si e' fatto avanti nonostante la sua testimonianza prevederebbe l'auto di L. ferma per un periodo presumibilmente non corto sul ciglio della strada e controsenso.
Tutte le campagne mediatiche di sta terra ma ammetteranno anche loro che per un'accusa di omicidio e relativa condanna ci vuole un po' di piu'.
Senza contare che la testimonianza lascia anche qualche dubbio scoperto, almeno a parer mio.
Attenzione a non proteggere le proprie affascinanti convinzioni piu' che la giusta incolumita' di tutti.
In quanto a possibili illazioni spero non vi siano fraintendimenti, non essendoci prove ne in un caso ne nell'altro si parla di ipotesi e non gia' di accuse od appunto illazioni.
L'uso del condizionale e' in questo caso un comandamento.
Ho trovato qualche articolo che parla dell'amico di LG che avrebbe riferito ai CC cosa il LG stesso gli aveva confidato, sembra che sia il meccanico che ha l'officina accanto all'autoscuola, sempre se non ho beccato una bufala, se fosse verrebbe ridimensionato pure il tanto decantato panico.
Insomma, io non sono per nulla convinto, magari LG e' una persona squisita ma non e' qui lui in discussione, e' cio' che riferisce che non riesco a considerarlo limpido.

Mimosa ha detto...

@ Antonello
tu credi che lui, la moglie e la suocera abbiano montato un tale castello di falsità per qualche tornaconto?
un tornaconto più vantaggioso che li compensi d'aver perso il posto di lavoro?
tutta una montatura? e allora come mai i carabinieri in primis e gli inquirenti, incluso il Procuratore, gli credono?

Mimosa

Mimosa ha detto...

Ricapitoliamo:
a mezzanotte e mezza tra venerdì e sabato LG incrocia una macchina ferma a lato di via Gigli con il muso verso il passaggio a livello, quindi verso Pisa, e abbaglia il passeggero che si copre gli occhi (gesto normale per uno abbagliato), e riconosce sia la vettura sia la figura come appartenenti ad AL; la moglie era distratta e non ha visto nulla (normale, anche io avrei avuto gli occhi sulla strada buia e stretta).

A circa l’una, LG esce col cane, non vede l’auto di AL dov’era stata incrociata (o non guarda in quella direzione), ma nota a 80 metri un uomo e una donna litigare e poi partire a gran velocità a bordo di una Citroen C3 chiara (come quella di Roberta); anche la moglie da casa sente vagamente urlare ma non si preoccupa neanche quando il marito rincasando le racconta l’episodio, anzi si mette paura e gli dice di tenere la bocca chiusa, specie se si trattava del Signor Logli, di famiglia rispettata o temuta in giro, ovviamente più della famiglia Gozi.

La mattina del sabato, verso le 10.30-11, AL sarebbe andato a casa dei Gozi con una vecchia foto di RR incorniciata, trova la suocera che chiama il genero ancora a letto, il quale intontito dall’essersi appena svegliato non si sovviene dell’avvistamento (dice “per fortuna, non mi era venuto in mente”) e tranquillamente dice di non aver visto niente e gli concede di guardare pure nei paraggi della sua proprietà. AL si posiziona in un punto per osservare la strada, poi se ne va.

Il pomeriggio del sabato AL ritorna a casa Gozi e trova la moglie (sapeva che era da sola?) e le chiede le stesse cose, poi se ne va.

Quattro avvistamenti e tre testimoni, di cui uno per tre volte assiste ad un evento e un altro a due eventi. Possono mentire?

Se fosse tutto vero (in caso contrario LG sarebbe schedato per sempre e per sempre la sua famiglia rovinata), è ovvio che AL deve sostenere la sua versione, scontato ed elementare, cari amici!
Come ho già scritto si tratta della parola di una persona ritenuta rispettabile contro la parola di una famiglia “discutibile”.
Questo è il risultato del cittadino che vuole contribuire alla giustizia … (evidentemente nel caso suo il carcere ha davvero “rieducato” al senso di legalità) … altrimenti chi glielo farebbe fare?

In questa storia ho qualche dubbio su alcuni particolari, ma sono bazzecole, dal momento che la Procura ha già fatto tutti gli accertamenti, e qualcosa è sicuramente secretato.

Vedremo cosa salta fuori stasera a “Porta a porta” e domani pomeriggio dalla D'Urso.

Mimosa

Antonello ha detto...

@Mimosa
io non dico nulla, vi sono due persone che hanno detto tutto ed hanno detto ognuno la versione opposta dell'altro, io semplicemente osservo che o e' vera una o e' vera l'altra versione, NON POSSONO ESSERE VERE AMBEDUE.
Da qui si parte volenti o no ed aldila' delle reputazioni, pregiudizi, convinzioni, aldila' persino della convinzione della procura perche' evidentemente analizziamo quello che e' stato diffuso, a me, e credo a tutti, rimane impossibile analizzare cio' che non si sa, forse appunto possiamo umilmente ipotizzare ma con le riserve di rito.
Te dici, cosa e' costata questa testimonianza al teste ed alla sua famiglia e non premetti che non sapeva, nel caso perche' le ritorsioni potrebbero essere magari accadute lo stesso senza la testimonianza, di dover pagare i costi presunti che te riconduci alla testimonianza, perdippiu' dai per certo e scontato che un costo sia necessariamente visibile, magari non sappiamo ma vi potrebbero essere invece eventuali abbuoni, perche' nemmeno ci dovremmo ragionare???
Dall'altra parte invece abbiamo un L. che sapeva benissimo, se quello che dice il teste e' vero, che il dichiarare di essere andato a dormire a mezzanotte gli sarebbe costato certamente l'alibi eventuale, e quindi l'incriminazione, o quasi possibile accusa di omicidio della moglie, occultamento di corpo e falsita' in atti, pur avendo quindi invece ben presente di essere stato stravisto, lui e la sua auto, dopo mezzanotte, pur non potendo prevedere, tuttaltro, di non essere stato visto da altri, lui e la sua auto avrebbe ostinatamente premeditato una strana serata postmeditandola al punto che dichiarera' al mattino di essere andato a dormire PROPRIO a mezzanotte, nel caso firmando l'eventuale mendacita' in un momento in cui, se e' vero cio' che dice il testimone, NON POTEVA SAPERE se altri lo avessero notato, tuttaltro, era da allampanati escluderlo.
Direi che l'imbecillita' ipotetica del L. che dovrebbe scottare la veridicita', tutto meno che riscontrata, invece delle dichiarazioni del testimone, a nostra conoscenza, mai supportate da altre testimonianze ma anzi per molti aspetti non molto chiare, e' nel caso altamente over masochistica, aggiungo che il primo a non esser certo e' proprio il teste che non da il L. al 100% nel secondo avvistamento.
Allora se devo essere sincero posso anche pensare che se il primo avvistamento devo darlo per reale e' anche automatico e coerente non dare per certo anche nell'analisi che il protagonista del secondo avvistamento possa essere anche il L.

Antonello ha detto...

Ed onestamente rimango con dei dubbi, altrimenti probabilmente avrei gia' la soluzione, il problema e' che le testimonianze arrivano solo da una famiglia, nessun altro li ha sentito le urla laceranti di una donna nel totale silenzio dell'una di notte??? Nessuno e' poi passato da quella strada avendo notato l'auto del L.??? Nessuno che abita nelle case di fronte alla proprieta' ha visto uscire l'auto del L.??? Nessuno lo ha visto in strada??? Perche' fra due figure urla solo la donna??? Perche' vengono riferiti con certezza solo elementi udibili ma non quelli visualizzabili??? Perche' l'orologio viene rinvenuto un anno e tre mesi dopo i fatti eventuali??? Perche' nessuno di quella famiglia pensa sia gousto il giorno dopo della riferita lite e ben sapendo che era sparita una donna fare una semplice telefonata anonima riferendo quanto eventualmente visto??? Perche' il teste ga il panico mentre e' il meccanico affianco all'autoscuola che, se non bufalano i media, va dai CC a riferire strafregandosene di avere l'attivita' nella proprieta'??? Dove e' poi finita tutta questa paura quando il teste in televisione invece entra in considerazioni del tutto personali sul L. che francamente lasciano sbalorditi???
Mi spiego??? Vi sono mille dubbi e comincio pure a chiedermi se cio' che ha visto il teste fosse reale in cosa, e perche' il L. avrebbe mentito e viceversa se il L. invece non ha mentito in cosa e perche' lo avrebbe fatto il teste.

Antonello ha detto...

http://news.supermoney.eu/news/2013/05/roberta-ragusa-natascia-marini-avvocato-del-supertestimone-revoca-il-suo-mandato-0016171.html

e qui si apre un capitolo un po' strano, mi rifiuto di commentare.

chiara ha detto...

Me l'aspettavo Antonello.
La tv sta ai testimoni come le sirene stavano agli argonauti.
Guardavo ieri Q.G. e - a parte non comprendere con che faccia si riservino a Gozi e alla sua testimonianza quelle giuste riserve che non sono mai state minimamente riservate alla Pisanò - mi ha fatto molto sorridere (se non fosse prevalsa la voglia di tirarle una scarpa in bocca) la solita colombella starnazzante, indignata per la banalissima e giustissima osservazione di Meluzzi su quanto sia aberrante la piega che stanno prendendo ultimamente i testimoni, blanditi e lusingati a suon di dindini dalle tv affinchè appaiano nei propri studi, fregandosene altamente (gli uni e gli altri) delle gravi ripercussioni che ciò potrebbe avere sul processo e sugli indagati, in un senso o nell'altro.
Urge una norma che MULTI con decine di migliaia di euro il testimone che si presti a queste apparizioni. Questa confusione tra Foro e piazza del mercato sta diventando davvero intollerabile!
All'Italia di questi anni, Orwell e le sue iperboli letterarie, fanno un baffo.

Antonello ha detto...

Mah, sono sbalordito, in sequenza, prima tace per sette mesi, poi si confida guarda caso con il meccanico vicino all'autoscuola, rintracciato testimonia piu' nolente che volente, non perde occasione di urlare la paura per la sua incolumita' mentre prende i vari appuntamenti, racconta poi ai quattro venti la testimonianza chiave dando tutto il tempo alla difesa per una serena e coerente, quanto strampalata, strategia all'incidente probatorio, nessuno dice nulla, poi continua le interviste mano mano sempre piu' spavaldo sino a dichiarare che ha retto lo sguardo fisso del L. nei tempi morti, poi scende in considerazioni del tutto personali sull'indagato "e' pallido, si vede che porta una croce, da due anni non e' piu' lo stesso", senza contare che prima aveva visto solo lui il L. nel primo avvistamento, ora a distanza di un anno e quattro mesi sembra che l'auto invece sia stata vista anche dalla distratta moglie.
Il secondo avvistamento prima viene riferito ad 80 metri di distanza, poi a 70, nell'ultima dichiarazione riferisce di essere stato a 60/50 metri, sembra una partita a grette.
Prima si parla di una utilitaria ora apertamente di una C3 di colore chiaro, prima dice che "per me era lui!!!" e l'altra sera dichiara che lui presume si tratfassero di due figure un uomo ed una donna che urlava, non due donne e ne due uomini quindi, una sicurezza sorprendente, a questo punto non so piu' tenere i conti e tornerei ai disegnini chiedendogli di visualizzare su mappa i luoghi degli avvistamenti.
Mi spuace anche per il lavoro dei due, ma uno ci mette tutto l'impegno per trovare punti verosimili o meno verosimili e poi invece si assiste alla manifestazione dell'incertezza ed il suo contrario in persona.
Francamente non riesco a credere ad un L. con le stigmmate ma come non considerare che, nel caso, pur essendo certo di essere stato visto da LG a mezzanotte e tre quarti e per niente certo, tuttaltro, di non essere stato visto da altri a quell'ora in sfilata in auto ha potuto ostinatamente e masochisticamente nvece, nel caso, dichiarare di essere andato a dormire ben prima, a mezzanotte in punto come Cenerentola.
Guarda caso la testimonianza poi verte su una direzione non nuova, corrisponde con la traccia fiutata dai cani, e va li dove invece della scarpetta di Cenerentola viene rinvenuto, dopo un anno e tre mesi e ben dopo l'emersione della testimonianza, l'orologio della vittima.
Di lui sappiamo molto, la storia extra da molti anni, di lei sappiamo nulla, qualcuno ha cercato di capire i tabulati che pure devono esistere della vittima??? Aveva altre schede??? Telefonate strane??? Ad esempio quella sera verso l'amante??? Non capisco, diffondono cio' che dovrebbe essere segreto e tacciono sempre particolari sulle vittime, ma lo fanno apposta o e' una strategia???

Anonimo ha detto...

Questa storia sta diventando sempre più amara ed anche il testimone è giudicato e centrifugato a dovere.
Si scava nella sua vita e lo si vuole far apparire come persona non affidabile perché diversa.
E questo proprio non va.
Lo si critica perché non ha parlato prima e perché sta parlando troppo ora.
Il testimone ha detto ripetutamente che:
-aveva paura: con tre figli piccoli;
-"quelli"( i L.) denunciano tutti e sono potenti;
-il L. portava una foto vecchia e diceva che R. era caduta e non aveva memoria;
-la moglie è stata licenziata e mi sembra anche lui.
Ognuna di queste frasi ha il suo peso e che peso!
Tre di queste frasi ci dicono che il L. e famiglia sono temuti e qui ricordo che Stefania ipotizzò un paio di mesi fa che R. poteva aver scoperto qualcosa di losco riguardo le attività del marito perito elettrotecnico e cos'altro tuttofare.
Già basterebbe valutare la paura di un uomo con famiglia e modeste risorse economiche, per dargli qualche credibilità.
La sua avvocata poi ci ha messo poco per revocare il mandato con la scusa che il G. parla troppo, e lei come lo voleva tutelare se ancora non comincia e già lo lascia?
Ha fatto bene a parlare il G.e se gli danno il gettone di presenza non è il primo né l'ultimo a prenderlo.
L'udience ha il suo prezzo che non ha stabilito il L.G.
Se il L. è andato da lui a raccontargli la favoletta della caduta e perdita di memoria della moglie, si è data la zappa sui piedi perché questo dimostra che la caduta era stata costruita e premeditata proprio per giustificare la scomparsa.
L.G. sta parlando ed è super esposto e lo sta facendo perché qualcuno gli ha detto di farlo.
La sua esposizione è come una cartina di tornasole per verificare eventuali mosse successive.
Da quello che si sente viene fuori l'assurdità di negare l'evidenza della visita a casa G.e vengono fuori licenziamenti e ritiri di difesa.
Arroccarsi sulle solite posizioni e negare tre testimonianze la dice lunga sulla rigida prepotenza del L.
Adinolfi è molto prudente e ha altro in mano, altrimenti non avrebbe dato affidabilità ad un "sinti","giostraio","tossico",
"ladro".
Dall'altra parte c'è un avvocato ben pagato da una famiglia temuta parecchio e non sappiamo perché.
Intanto aspettiamo, con calma per carità,i successivi interrogatori, sperando che in questi 15 mesi chi di dovere abbia fatto controlli mirati non solo nei boschi, fiumi, laghi, ma in Banca,Computer,
telefoni di tutti.
Qualcosa dovrebbero avere in mano e le testimonianze se le tengono ben strette.

Vanna

Antonello ha detto...

@Vanna
tutto quello che vuoi ma non e' che sta giocando a biglie, che puo' spostarle come vuole, sta testimoniando un fatto importante, nel caso, in merito alla sparizione di una persona.
Come si puo' pretendere di accettare tutto senza la minima certezza, in teoria e sino a prova contraria dall'altra parte manca comunque una madre, non credo che nemmeno quella sia una bella situazione, allora serve avere un qualche riscontro che sostenga indipendentemente la versione di LG
Personalmente frega nulla se vende interviste, dico solo che cosi' facendo in anticipo sull'incidente probatorio ha particolareggiato proprio al L. la sua testimonianza inibendo l'effetto sorpresa e favorendo una ragionata difesa.
Questo, nel caso, il L. sia il colpevole potrebbe essere un vantaggio mica da poco.
Poi non so gli altri ma almeno io ritengo fondamentale analizzare le testimonianze, se questo viene ritenuto voler screditare il teste mi arrendo, forse e' vero anche il contrario ma qua a me sembra che sia LG a rendersi poco credibile.
Forse quello che lo salva e' la testimonianza della suocera, ma cosi' facendo proprio lui fa il gioco della parte ipotetica di L. e questo dovrebbe far pensare. O sbaglio???

Antonello ha detto...

Allora direi, cerchiamo di essere obbiettivi e di focalizzare le sinergie caratterizzanti di questa benedetta testimonianza, due persone riferiscono urla laceranti nella notte, il marito addirittura prima dice di essere a 80 metri, poi a 70, in ultimo a 60/50 metri, riferisce di vedere ma di non poter identificare due figure "presumibilmente" un uomo ed una donna, non e' quindi certo che non fossero due donne, mentre in altre interviste si lascia scappare "per me era lui", sente solo la voce straziante di lei che "voleva andarsene", di lei che urlava di spavento.
La testimonianza stranamente finisce con la coppia che parte a forte velocita' per Pisa, al teste insomma non viene nessuna curiosita', non prosegue con il cane, non va a vedere se c'e' ancora la macchina del L. quando sembra chiaro che lo stesso non puo' in un quarto d'ora essere andato a casa, aver lasciato l'auto ed aver preso la C3 con la moglie per tornare a litigare, con la C3 posteggiata verso via Dini, non ha nessun senso logico, la C3, nel caso e se di C3 parliamo, deve essere arrivata da via Ulmiano.
Questo nella ricostruzione sino ad ora.
Mica e' finita, in due hanno sentito quelle urla terribili ma tacciono, non chiamano nessun centralino, la cosa non li allarma o pensano ad una lite che capita come tante, decidono di farsi i fatti propri e fin li potrebbe starci, e' verosimile tolti particolari che mutano da intervista ad intervista.
Il giorno dopo pero' vengono a sapere di una donna che e' sparita, va a casa loro addirittura il marito ma continuano a negare, loro non hanno sentito nulla, la storia va su tutte le tv, e' possibile tragedia, ma loro continuano a tacere, non pensano nemmeno ad una telefonata anonima che non li vincolerebbe, continuano ad ammirare migliaia di uomini che cercano una donna viva, non gli viene il minimo dubbio, e qui gia' non ci siamo.
Tacciono per sette mesi per, dicono, panico piu' che paura, tanta paura che di follia il teste si reca dal meccanico che lavora accanto all'autoscuola, parlano in confidenza e guarda caso con lui il teste si scioglie e racconta quanto avrebbe visto, non si preoccupa piu', la paura e' sparita, non puo' escludere che il meccanico ne parli con L., se ne strafrega, sono amici dice e si fida, ma il meccanico registra e da buon amico invece va dai CC, guarda caso.

Antonello ha detto...

Poi piano piano, intervista dopo intervista la paura sparisce e vediamo in tv un altro LG, sembra cavalcare l'enfasi televisiva, si mostra resistente al L., ne parla scendendo nel personale, sembra quasi che improvvisamente abbia mollato le redini, "e' pallido come un morto, e' bianco, si vede che porta una croce, da due anni non e' piu' lo stesso".
Ed io saro' il solito prevenuto che vuole sconfessarlo ma ho dei forti dubbi, e chiedo scusa al teste per il dubbio, ma non e' che e' stata contrattata, visti i timori del Procuratore, l'assenza di una testimonianza piu' che la testimonianza???
E mi sento di accreditarne una qualche verosimiglianza??? In quali parti??? In tutto??? Dietro potrebbe esserci gia' un ricatto??? E' ipotizzabile??? Aveva il teste la possibilita' di provare che era vero cio' che riferisce???
Ebbene si, clamorosamente l'occasione gliela offre proprio l'avvocato di L. chiamandolo di persona ad un interrogatorio, avrebbe potuto fargli pressione, tanto che pure il teste ne e' convinto, ma allora poteva semplicemente registrare con qualche marchingegno e lui ora, nel caso, avrebbe potuto gia' essere tranquillo, avrebbe avuto la cartina di tornasole della sua testimonianza, quella sarebbe stata una prova ipotetica regina, ma non lo fa, non ci pensa nemmeno, anzi lancia accuse e si dice impaurito da un avvocato che legittimamente lo convoca nei limiti di legge.
E poi dice che io vado sempre a spaccare il capello, che sarei prevenuto se esprimo dei dubbi.
Piena solidarieta' a chi perde o non ha lavoro, questo per me e' un altro discorso e mi fa pensare che la stessa idea non sia nemmeno venuta in mente agli inquirenti, certo forse registrare un atto procedurale potrebbe violare qualche legge, non so, nel caso buttare una registrazione e' un attimo, viceversa avrebbe potuto invece costituire una gravissima e pesante prova della fondatezza delle paure del teste nonche' che quello che riferiva era a quel punto, nel caso provato.
Posso dire tutto molto strano???

PINO ha detto...

@ VANNA
Condivido le tue convinzioni, ed aggiungo che l'avvocato di G ha lasciato l'impegno assunto, forse perchè il suo assistito non poteva essere una buona fonte di guadagno, dato le sue precarie possibilità economiche: non era, insomma, un buon "cliente" da questo punto di vista.
Avere delle riserve sulla testimonianza di quel ragazzo, evidentemente non molto fortunato nella vita, sarebbe solo sadicamente speculatorio, quanto le stesse Autorità inquirenti, dopo gli opportuni riscontri, hanno ritenuto genuina la sua deposizione.
E' anche evidente che il dr. Adinolfi ed il suo team, sarebbero in possesso di ben altre informazioni, che avvalorerebbero la stessa testimonianza.
I L. potrebbero condizionare molta gente del "contado", ma non la Legge, quella con la "L" maiuscola.
Ciao, ed auguri per la festa della mamma, Pino

Anonimo ha detto...

Pino grazie, sei veramente gentile, un abbraccio grande.
Condivido in pieno quello che dici.
Antonello hai ragione ad affermare che il testimone merita attenzione e che ha tardato parecchi mesi prima di parlare.
Ma lui ha spiegato il perché: aveva paura.
Ora si sta sovraesponendo ed un motivo dovrà pur esserci.
Sono 8 mesi che chi di dovere sa ciò che è successo quella sera e credi che non abbiano indagato su di lui? Per me hanno interrogato anche moglie e suocera.
Credi che non abbiamo studiato il testimone nel frattempo, se gli hanno permesso di venir fuori, non solo lo considerano credibile, ma fanno l'incidente probatorio e gli permettono l'esposizione mediatica, ci sarà un motivo o L.G. è solo ecc.ecc.?
Penso che la Procura abbia avuto qualche notizia in più dal G.
Siccome da come è andata tutta la vicenda avanti, la Procura deve
avere degli elementi in mano, però non ha il corpo, sta agendo con una tattica sottilmente pressante, di tempo ne ha, tanto se pure si trova il corpo questo potrà parlare poco.
Credo che loro sappiano che non ci sarà corpo ed allora vanno con i piedi di piombo.
Per un personaggio come A.L.sapere che si dà credibilità, ascolto ad uno come LG " ecc.ecc." debba essere un'onta e per questo nega: vale più la parola di quello che la sua?
Nella sua rigida onnipotenza non può che negare e lui sa che il G.lo ha visto con R. anche se ufficialmente G. è un po' vago.
Non so se sono stata chiara, ma vado di fretta, sto per uscire.

Vanna
Siamo all'oscuro

Antonello ha detto...

@Vanna
perfettamente daccordo se e' come dici tu, avranno qualcos'altro in saccoccia se lo danno per credibile al punto da portarlo in incidente probatorio, io analizzo quel poco (o tanto???) che ci e' concesso sapere e con le riserve che le campagne mediatiche costringono ad immaginare e di cui chiunque, in coscienza, non puo' non tener conto.
Tu dici che chi di dovere sa gia' cosa e' accaduto quella notte, non so, per me da tutto quello che ho letto, di certo c'e' che e' scomparsa una persona quella notte e, come e' mio costume ed abitudine, tendo a ricostruire cio' che non so, ipotizzo, analizzo i diversi scenari che scaturiscono o che possono scaturire da un puzzle di cui si hanno alcuni pezzi.
Daltronde non si investiga con l'anello al naso ne con il morso dei cavalli alla bocca, o si cerca di ricostruire analiticamente, e senza ipocrisia, tutte le possibilita' eventuali partendo dai dati o veramente io non ho altri metodi, non sono abituato per natura a fidarmi ciecamente, cerco le possibili ipotesi, poi raccimolo le idee e cerco di individuare lo.scenario che si puo' avvicinare il piu' possibile, e non e' semplice ma ci provo, e' anche una mia passione magari infruttuosa ma credo inoffensiva ed utile rispetto ad tante altre.
Delle volte mi ritrovo ad avere dei dubbi, delle riserve, cerco i motivi alle cose, forse e' un mio modo di rendermi utile e, stranamente, non vedo in questo infamita' vergognose ne sadismi, mi sorprendo pure perche' non mi ritrovo a speculare nel cercare di azionare la parte analitica del ragionare e non solo quella istintiva.
Puo' darsi che la mia sia una malattia, non so neppure questo, io ho sempre guardato la mia coscienza e ci son sempre riuscito, a guardarla, lei dice che insieme si puo' aiutare e che se Antonello ha dei dubbi nei modi lo deve dire, che non sono io sulla strada sbagliata, c'e' e' vero questa sfida anche un po' personale a ricostruire con la logica cio' di cui non si sa poi molto ma non mi sembra che alla mattina dobbiamo darci tutti la carica come i robot come vorrebbe qualcuno, ed in fondo ognuno ha le proprie libere e legittime attivita' se portate avanti senza offendere alcuno e senza far del male.

Antonello ha detto...

@Vanna
mi sta bene, fino ad un certo punto visto che gia' il giorno dopo vi erano migliaia di uomini impegnati in ricerche di una persona scomparsa e visto che una telefonata anonima con voce anonima da una citta' anonima avrebbe permesso di indirizzare gia' subito verso un epilogo piuttosto che un altro e non avrebbe necessariamente coinvolto LG, perche' se tutto fosse vero il L. non puo' avere la certezza, come del resto nessuno, che quella sera possa essere stato visto solo da loro, e' ridicolo credere che sia stato cosi' ed e' fuorviante credere che il L. potesse avere una certezza che non poteva, nel caso, avere.
Ma il mio dubbio era, benissimo, hai terrore di essere coinvolto per la potenza dell'indagato cge andresti ad inchiodare e taci per sette mesi, ammettiamo che sia normale, ma dopo vai a confidarti con il meccanico inquilino dell'indagato??? Mi sembra che allora la paura non era cosi' tanta perche' non puoi non immaginare che possa andare a riferire, questo e' del tutto fuori dalla logica.
Ed e' superficiale accusare i dubbi logici, come qualcuno continua a fare non capisco perche', senza darsi delle risposte e spiegazioni logiche, se in una investigazione od in un semplice tentativo di ricostruzione, per non far irretire qualcuno che pensa che il mondo sia un filmino del mulino bianco, smetti di porti dei perche' puoi pure smontare lenti e portare al macero tutto il lavoro perche' hai finito di ricostruire con una qualche serieta'.
Allora, vediamo, perche' il panico di LG durato sette mesi e' finito inspiegabilmenre con le confidenze al meccanico inquilino di colui di cui aveva il supposto terrore??? Poteva parlare forse con tanti, gente di ognidove, perche' sceglie e decide scientemente di andare a confidarsi con una delle persone piu' vicine al L.???
Qualcuno ha una risposta seria a questo interrogativo???

chiara ha detto...

Antonello

le spiegazioni potrebbero essere tante e tutte comunque sarebbero illazioni, senza una conferma da parte degli interessati: se dobbiamo fare ipotesi a me viene in mente quella per la quale tra il meccanico e Logli non corresse poi tanto buon sangue (serve essere amici per essere inquilini? o è più possibile che un "padrone di casa", magari intransigente sulla pigione anche in tempi di "magra" o in generale pignolo o spaccamaroni su pulizia, rumori, clientela dell'officina, si attiri le antipatie del conduttore?) e che il discorso sia uscito semplicemente davanti a una birra con uno che dice "secondo me c'entra lui, non mi è mai piaciuto, ho visto come la trattava" e l'altro che replica "beh intanto di sicuro è un bugiardo perchè io l'ho visto ecc...".
A me sembra una spiegazione possibilissima e, buona o no, immagino che la domanda se la sia posta anche Adonolfi e la risposta l'abbia convinto. E' solo un'ipotesi anche questa quindi, come dicevo in precedenza, teniamo pure questo dubbio sulla scrivania, ma non focalizziamoci su di esso come se non avesse alcuna spiegazione razionale...

Anonimo ha detto...

Antonello, poni molti interrogativi tutti legittimi e non è per nulla facile, non solo rispondere ma tentare di rispondere.
L'ultimo che posti è interessante: perché andare a confidarsi col meccanico inquilino dei L.?
-Forse sono amici;
-forse hanno parlato del caso;
-forse non sopportano il L;
-forse a loro piaceva R.
Chissà quanti lì in zona hanno parlato sottovoce, pensato, ricordato, annodato i vari " si dice ",senza avere il coraggio di esporsi.
Chissà se quel meccanico vive tranquillo.
Questa strana rete di connessione tra il L.G. e il meccanico potrebbe aprire qualche porta.
Per concludere:a me 'sta storia sembra tutta strana e non manca solo un corpo, manca il significato
di azioni apparentemente dissennate.
Credo che la sparizione della donna sia bel oltre una umana e frequente, purtroppo, storia di corna.
C'è ben altro per me, qualcosa di illecito a monte che cuce la bocca a tanti.
Altrimenti perché tutta questa paura?

Vanna

Antonello ha detto...

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/05/13/Ragusa-teste-marito-me-un-altro_8700730.html

qualcosa si muove, sembra che il teste abbia dichiarato nell'ennesima intervista che quando L. e' andato a casa sua, il giorno dopo degli avvistamenti , non era solo, sembra fosse con un'altra persona.
"arrivino a lui" dice il teste, quindi un altro uomo.
E sembra che gli inquirenti siano sulle tracce dell'altro uomo.
Certo che semmai siamo davanti ad un L. che quella notte ed il giorno dopo ne avrebbe combinate del bello e decidendo ambo le volte, nell'ipotesi, di negare.
Daltronde questo e' un particolare gia' piu' strano da eventualmente inventare, non so piu' che pensare, aspettiamo di vedere chi e' questa new entry perche' se e' vero, fosse anche uno sconosciuto, credo si possa rintracciare anche se solo questa persona aveva un cellulare dietro.
Ma ancor di piu', ma allora perche' negare un fatto poi non cosi' drammaticamente stonato ben sapendo che si sarebbe messo contro ben quattro testimoni nel caso???

Anonimo ha detto...

Ho sentito l'intervista tenuta da LG su canale 50 la televisione di Pisa.
Quello che non mi torna e' perche' lo dice solo ora e non lo ha detto subito o nelle numerose interviste rilasciate. Non capisce che cosi' facendo risulta meno attendibile?
Alex

chiara ha detto...

Alex

se mai l'avesse detto sarebbe ben "curiosa" la cosa, ma non facciamo l'errore di confondere noi e la nostra informazione a mezzo stampa con il p.m. e il g.i.p. e le deposizioni rese dal teste innanzi a loro.
io continuo a ritenere che le apparizioni televisive di questo teste siano "sovrintese" dalla procura, che dice cosa rivelare quando e in che termini.
mentre per Buccoliero (Avetrana), che ha ampiamente dimostrato di sbattersene delle procedure, posso credere che lasci i testi liberi di pascolare in tv come pare loro, Adinolfi mi pare un procuratore molto prudente e ligio (fin troppo) per cui mi farebbe strano che, se non fosse lui a sovrintendere/autorizzare l'esposizione mediatica, non avrebbe già tirato le orecchie al teste...

Anonimo ha detto...

Chiara, condivido.
Vanna

Anonimo ha detto...

@Chiara e Vanna
Io ho sentito l'intervista di canale 50 e non credo che LG sia imboccato dal PM.
Alex

chiara ha detto...

Alex

ma per carità. quello che dico è: sai che non abbia riferito in precedenza AL P.M. di questa persona che accompagnava il Logli? questo dico: che se è solo "a noi" attraverso le interviste che non l'ha detto prima, ma all'Autorità l'ha riferito subito, la questione sulla credibilità non si pone relativamente a questo fatto.

sul filo dei chiarimenti, l'altra cosa che ho detto è che le info che egli dà alla stampa possono essere state "centellinate" dal p.m., mica che gli metta in bocca parole non sue!

Antonello ha detto...

http://m.pisatoday.it/cronaca/roberta-ragusa-volontario-protezione-civile-casa-testimone.html

sarebbe stato gia' identificato l'uomo che avrebbe accompagnato il L. a casa del supertestimone il giorno dopo la scomparsa della moglie e, ricordiamolo, prima ancora che fosse presentata la denuncia di scomparsa.
Se e' cosi' mi sembra chiaro il fine perseguito con scaltrezza dall'accusa, penetrare nella difesa e scoperchiare la strategia di bugie "eventuali" dell'indagato.
Se e' cosi' credo che ci sara' un altro indagato quantomeno per favoreggiamento non essendosi presentato a sostenere la testimonianza della famiglia G. seppur sapesse che la sua testimonianza era, nel caso fondamentale a confermare la versione di LG, ora pero' se e quando sara' interrogato sarei curioso di sapere cosa accadrebbe se pure lui negasse.
Sarebbero tre testimoni contro due???

FALCE ha detto...

Forse è il caso di tirare in ballo il testo della canzone presentata da ANTOINE ad un vecchio festival: "dici il vero e ti tirano le pietre; qualunque cosa fai, sempre pietre tireranno"
Ma che si vuole, in definitiva da LG?
Lo si vorrebbe crocefisso?
Ma dopo la finiremmo di...lanciare pietre?
CHIARA ha intuito la strategia, ed io condivido tale intuizione.
Ciao, F.

Antonello ha detto...

@Falce
veramente anche io ho intuito la strategia, probabilmente una volta identificato serviva che le acque si agitassero per registrare le reazioni e incastonare la sua eventuale presenza quella mattina dal cancello di casa G, da qui l'appello furbescamente diffuso a livello locale
Il problema che ponevo io e', le acque si sono agitate??? E se no, mo che si fa??? E se le acque non si sono agitate e se il terzo nega??? L'accusa dove andrebbe ad annoverare il terzo "non" testimone??? Fra gli obbligatori elementi a sostegno dell'accusa o fra gli obbligatori elementi a discolpa dell'indagato???
Beh, aspettiamo.e sapremo, non ci rimane che questo.

Un altra curiosita', tutti i tabulati di L. credo siano stati spulciati, se ci fosse stata una telefonata fra il'indagato ed il terzo lo sapranno certamente, altrimenti il L. nel caso come avrebbe fatto ad avvertire il terzo??? Gli ha chiesto un passaggio vedendolo sulla strada??? La domanda e' provocatoria, in effetti se fosse dev'essere qualcuno che abita vicino alla proprieta' L.
Ma anche, che centra diffondere il fatto che sarebbe un volontario della Protezione Civile anziche', che so, un meccanico od un tranviere??? Forse perche' la Protezione Civile si occupa anche di incendi ed altro???

chiara ha detto...

aggiungo una domanda: la Protezione Civile aveva a che fare con qualcuno dei cani da ricerca o mi ricordo male?

Anonimo ha detto...

@Antonello
sembra che il Procuratore della Repubblica sappia chi accompagno' Logli ma non e' ancora stato sentito e ha anche precisato che Gozi non ha
riferito questo dettaglio durante l'udienza per l'incidente probatorio,
http://www.lanazione.it/pisa/cronaca/2013/05/14/888483-ragusa-mistero-giallo-pisa-gello.shtml
Alex

chiara ha detto...

Alex:
per la precisione Adinolfi ha detto che non l'ha rivelato nel corso dell'incidente probatorio MA che l'aveva detto A LUI in sede di s.i.t..
Sarebbe singolare che in incidente probatorio non l'abbia detto di sua iniziativa, anche perchè più significativo ancora è che non glielo abbia chiesto il p.m. che procedeva all'esame.
Questo mi conforta nell'ipotesi che la strategia sia quella di far dire qualcosa di troppo, e di incompatibile con l'accertamento dei fatti, da parte del logli e che lo scopo stesso dell'incidente probatorio non fosse tanto acquisire la deposizione testimoniale ma piuttosto fare emergere indirettamente eventuali contraddizioni nella versione di Logli (tramite il controesame del teste condotto dal suo avvocato) e così consegnarle al processo con valore di prova dibattimentale.

Antonello ha detto...

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2013/05/14/Ragusa-pm-protezione-civile-entra_8706532.html

Controretromarcia, nessun volontario della protezione civile si presento' con L. a casa di LG, la protezione civile intervenne alle 14,30 mentre il L. sembra si presento' da LG verso le 11,00.
Il gatto ed il topo???

chiara ha detto...

toh...il cautissimo, attentissimo e taciturno procuratore Adinolfi ha fatto una dichiarazione azzardata alla stampa e si scusa per un errore che più grossolano non si può....

Antonello, è proprio il gatto col topo imho.

[...spero...]

Mimosa ha detto...

Chiara condivido anch’io il tuo pensiero,
dopo aver seguito tutti gli ultimi servizi sul testimone, è chiarissimo che lui e ora anche la moglie (persino la suocera è stata intervistata, mandata in onda in un flash di secondi), hanno cominciato a parlare “dopo” che la Procura li ha autorizzati …
i mass media non per niente sono il quarto potere …
i giornalisti hanno avuto dalla Procura il via libera per fare e mandare in onda le interviste … e figurati se Giuseppe Lavenia per Rai 1, dopo averlo intervistato tante volte, e pure la moglie, non sappia cose che ancora non ha fatto sapere a noi … ha dovuto far intervenire la giornalista locale con l’ultima intervista che abbiamo sentito martedì pomeriggio, ieri ormai, con la “sceneggiata” del terzo incomodo, lo “sconosciuto” fatto passare per uno della protezione civile … ma chi l’ha bevuta?

Persino Giuttari, col vecchio fiuto da investigatore di strada, ha intuito che Gozi e famiglia raccontano ORA, col contagocce (e aggiungo io con la complicità dei giornalisti), quello che la Procura vuole far trapelare … alla faccia del legale del Logli che dice la Procura butta l’amo perché non ha esche.

Sì, mia cara, hai detto tutto con questa frase: «se è solo "a noi" attraverso le interviste che non l'ha detto prima, ma all'Autorità l'ha riferito subito», e di sicuro l’Autorità era fin da subito a conoscenza anche della presenza dell’individuo al cancello al momento della visita mattutina a casa Gozi.
Nell'incidente probatorio LG ha detto solo quello che serviva dicesse.

@ Tutti: vi ricordate le mosse di AL la mattina del sabato, dopo il risveglio dei figli e averli mandati a scuola? Disse di aver chiamato i genitori per sapere se Roberta era scesa da loro, poi telefonò all’amico carabiniere che gli disse di aspettare ancora qualche ora per fare la denuncia ... prassi “normale”. Con un po’ di pazienza si potrebbero cercare gli orari … forse riascoltando le puntate di CLV?
Ricordo che sabato nel tardo pomeriggio AL era al Comando a verbalizzare: l’orario della visita a casa Gozi e dell’andata in caserma sono assolutamente compatibili.

È davvero controproducente per lui combattere contro le tre testimonianze!
È evidente, peraltro, che la Procura ha molte altre carte da scoprire …
È in effetti “anomalo” che ancora si ritardino gli annunciati interrogatori dei famigliari …vedremo cosa succederà all’amante/compagna Sara, la quale sarà l’unica a non potersi avvalere della facoltà di non rispondere … e sarà certamente messa alle strette. Tutti loro lo sanno!

Mimosa

PINO ha detto...

@ MIMOSA
Alla Sara succederà quello che hai pronosticato: sarà interrogata come "persona informata sui fatti", e come tale non potrà mentire, nè essere assistita da un legale.
E' stata una morsa lenta, quella della Procura, ma continua e tenace; non possiamo non darne atto.
Penso, tuttavia, che altre esche, apparentemente insignificanti, siano state preparate qua e là.
Una svolta delle indagini si avrà sicuramente dopo i tanto attesi interrogatori.
Ciao, Pino

Antonello ha detto...

http://m.lanazione.it/pisa/cronaca/2013/05/15/888596-ragusa_qualcuno_parla.shtml

la ridda continua.
Il terzo diversamente comodo avrebbe all'incirca la stessa corporatura del L.
Intervistato sullo specifico da giornalisti della Nazione avrebbe negato con veemenza anche un geologo che abiterebbe se ho capito bene vicino al luogo degli avvistamenti.
Poi dice che uno non deve avere dei dubbi, nessuno ha visto il L. uscire, nessuno ha visto la sua auto fuori nel caso quella notte, nessuno ha sentito urla laceranti nel silenzio della notte, solo la famiglia di LG , vorrei capire cosa costava, ed ancor oggi cosa costerebbe, farsi avanti e riferire particolari che possono essere determinanti a svelare qualcosa della scomparsa di una persona.
Ed anche questo "diversamente comodo" terzo, che gli costava dire che si, aveva il mattino aiutato il L. eventualmente a cercare la moglie, cosa costava infine al L. stesso nel caso dichiarare che si, aveva cercato la moglie perlomeno il mattino dopo che, nel caso, ne avrebbe constatato la scomparsa da casa.
Sembra che sia tabu' completo, nel caso, cio' che dev'essere accaduto quelka notte e fino alla denuncia, dopo sappiamo tutto, prima sembra non si debba saper nulla di certo.
E' incredibile il comportamento che si ipotizzerebbe del L. e del terzo nel caso avessero cose gravi da nascondere ma sarebbe incredibile ancor di piu' nel caso non ci fosse un reale motivo per nascondere e per negare.
Sostanzialmente e' questo che fonda le miriadi di dubbi.
Credo che Vanna abbia centrato il problema, forse dietro la scomparsa di R.R. potrebbe esserci ben piu' che una "serena" storia di corna, in fondo chi uccide o fa scomparire piu' per storie passionali al giorno d'oggi???
(ironia o realismo???)

Antonello ha detto...

@Mimosa
se non ricordo male, correggimi se sbaglio, vi fu una mezza insurrezione popolare a seguito di nutrito stuolo di persone appartenenti ad enti locali che nell'immediatezza "girarono" per le case facendo domande strane e concitate, tanto che piu' di una si era chiesta se avesse, quell'ente, avuto le indagini come incarico.
Ricordo che poi le persone e quell'ente furono dai media ricondotti ad un socio della palestra.
E' corretto??? E se si, potrebbe essere li la via del terzo diversamente comodo???
Praticamente la scomparsa fu cercata con due vie principali e non del tutto serene, una tramite e con l'apporto di terzi in maniera a dire il vero da molti sottolineata come strana, compresa l'eventuale visita del L. e del terzo a casa di LG e l'altra, A CUI VIENE NEGATA DECISAMENTE LA PRIMA, che diparte dalla denuncia e che segue vie ufficiali organizzate e ben precise, anche se non immediatamente.
Direi che e' questo pero' un fattore ricorrente, c'e' questo tentare di agire di persona e questo successivo denunciare negando di aver agito di persona, come se si prendesse atto di un distacco fra il mondo reale e quello giudiziario, al sud, non per screditare nessuno, e' una prassi molto riscontrabile.
Il boss fa le sue indagini insomma, il giudice le sue ed ognuno cerca di nascondere le proprie all'altro.
Sono ottimista chiaramente, certo che e' un rilievo sociologico interessante, alla base del quale vi e' a volte il delirio di onnipotenza, a volte la sfiducia negli inquirenti, altre il fatto che la giustizia ufficiale alla fine non paghi piu' nella proporzionalita' degli eventi, raramente un colpevole aziona proprie indagini anche perche' non ha per ovvi motivi molto da scoprire.
Quindi chi cerca fondamentalmente non sa o vuol far pensare che non sa, nel tentativo anche, a volte, di confessare inconsciamente cio' che deve necessariamente negare come conosciuto semplicemente cerca.
Esiste una corrente di pensiero, e se non c'e' sara' il caso di crearla, che in ogni delitto vi sia sempre una confessione, si tratta di saperla leggere, un bel casino.

FALCE ha detto...

Troppe, inutili elucubrazioni in giro, per un caso che diventa ogni giorno meno nebbioso.
Un vecchio assunto matematico stabilisce che la "linea retta" è sempre la più breve. Ed è quella che sta percorrendo la procura di Pisa, anche se molto lentamente.
Curve e fantastiche deviazioni sarebbero solo ulteriori perdite di tempo.
F.

Antonello ha detto...

http://www.leggo.it/NEWS/ITALIA/roberta_ragusa_tetsimone_loris_paura/notizie/280122.shtml

bruttissimo l'episodio del bar dove un gruppo di avventori lo avrebbe chiamato infame, un atto veramente stupido.
Chi testimonia e dice civilmente cosa puo' aver visto non e' un infame, io ho molti dubbi sia su L. che sul teste ma cerco di ragionarci su, che centra chiamarlo infame, magari seguirlo od intimidirlo??? Perche' invece tutti gli altri che nel caso hanno sentito e tacciono sarebbero dei veri uomini d'onore???
Roba da matti.

Antonello ha detto...

http://www.lagazzettadilucca.it/piana/2013/05/nel-compitese-le-ricerche-di-roberta-ragusa/

ripartono improvvisamente le ricerche sempre nella zona del Monte Serra fra Buti e Capannori, specificatamente nella localita' Caccialupi.

Antonello ha detto...

http://www.rete24.com/1030258/roberta-ragusa-testimone-conferma-antonio-logli-non-era-solo

Secondo il testimone sarebbe stato seguito da non meglio identificati, inoltre persone che frequentano l'autoscuola l'avrebbero filmato con il telefonino.
LG specifica che ci vede benissimo e che non fa uso di alcuna sostanza ribadendo che il L. quando ando' a casa sua non era solo ma in compagnia di un altro uomo con, all'incirca stessa eta', statura e corporatura.

Anonimo ha detto...

È' la zona che indicò' tempo additerò una o un sensitivo. Non ricordo chi bisognerebbe facessi una ricerca ma ora non ho tempo.
Alex.

FALCE ha detto...

Il sensitivo dovrebbe essere un uomo, conoscente dei famigliari di Roberta, che disegnò anche il posto che aveva "registrato" nel corso della sua chiarovisione.
La sua prestazione, si scrisse, era disinteressata, e l'unico scopo sarebbe stato quello umanitario. F.

F. ha detto...

p.s.
Ultima notizia: si è aggiunta alle ricerche di RR, un altra sensitiva. La stessa che rintracciò la ragazza affondata, con la propria auto nel lago.
Le ricerche si stanno svolgendo nell'area indicata dalla donna. F

Antonello ha detto...

I sentieri sul Monte Serra sono sterrati e molti interrotti da frane ad oggi, si puo' immaginare lo fossero anche a gennaio, andare lassu' di notte e' arduo dice Flosi, il coordinatore delle ricerche.
Non credo sarebbe bastato nemmeno un 4x4 e comunque si parla di qualcuno che deve conoscere alla perfezione il territorio, non me ne vogliano ma chi meglio di un geologo???

Antonello ha detto...

Certo che anche il dipendente che dichiara che il 14 gennaio era nientedimeno che al mare a prima svista farebbe sorridere.
Non credo a fare il bagno insomma.

Anonimo ha detto...

La presunta sensitiva e' Maria Rosa Busi di Brescia arrivata agli onori della cronaca per aver "fatto ritrovare" nel 2002 Chiara Bariffi nel lago di Como. La sua indicazione si dimostro' veritiera ma ebbe anche molti critici in quanto da diversi mesi i sub cercavano il corpo nel lago e quindi la sua indicazione puo' essere stata anche casuale. Dopo questo indico' dove era stato sotterrato l'oro di dongo, furono effettuati gli scavi ma invano. Affermo'che Yara era viva come pure Tommy Onofri mentre erano stati uccisi il giorno stesso del rapimento. In sostanza non ne ha azzeccata piu' una. Sul Web si trovano molti articoli sulle gesta della Busi.
Alex.

Anonimo ha detto...

Massimo sei grande!
Nel tuo articolo del 6 febbraio 2013 ipotizzavi:
-i vicini potevano sapere o aver visto qualcosa;
- tra di loro c'erano due geologi uno con posto barca al mare e l'altro proprietario di un agriturismo;
- la pista grotte poteva essere interessante per i geologi;
- le proprietà private dei vicini avevano ampi spazi e giardini;
- i luoghi pubblici vicini e lontani erano rivoltati, ma quelli privati no.
Le tue riflessioni alla luce delle ultime novità,sono notevolmente veritiere.
Chiedo ( mi sembra lo dissi già allora):i geologi hanno avuto un qualsiasi ruolo nelle ricerche?
Come conoscenze di mappe, come consigli esplorativi, come partecipazione attiva?
Bravo Massimo e non sei sensitivo, ma hai guardato intorno!

Vanna

FALCE ha detto...

@ VANNA
Guardarsi intorno, come ha fatto Massimo, è una sua positiva prerogativa.
Altrettanto positiva è la tenacia della procura pisana, che non molla l'osso.
Non credo che si sia lontani da una svolta decisiva delle indagini, nonostante le difficoltà provocate da una nuova forma di insospettata omertà servile.
F

Anonimo ha detto...

Uno dei geologi e' coetaneo di RR.

Anonimo ha detto...

E' facile indovinare quale.

Anonimo ha detto...

E' facile indovinare quale.

Antonello ha detto...

Beh, in Via Gigli a perfetta ricerca google ne appare solo uno, sara' lui???

Anonimo ha detto...

Per cercare di dare un volto a chi accompagnava il Logli il 14 mattina, bisognerebbe rivedere tutti i video trasmessi nei pomeriggi dopo la scomparsa.
Ricordo tra questi l'intervista ad un uomo non giovanissimo, alto, molto gradevole nell'aspetto che parlava della donna con sicurezza perché la conosceva.
era accanto a una moto e per strada e portava gli occhiali scuri.
Mi insospettì non poco perché faceva intuire qualcosa su R.
di poco chiaro.
L'ho già scritto tempo fa.

Vanna

Antonello ha detto...

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/toscana/articoli/1095678/roberta-ragusa-ris-da-indagato.shtml

ispezione sul luogo del presunto litigio, poi ispezione in casa L. dei Ris, tutti presenti.
Nella proprieta' e' stato montato un tendone con la scritta "investigazioni scientifiche".
Stasera puntata grassa di Quarto Grado, preparata a dovere???

Anonimo ha detto...

@antonello
Infatti è lui.

Antonello ha detto...

Ah, ok, la casetta rossa di cui ci chiedevamo, senza offesa anche un cognome importante, chissa' come mai li avranno convocati, certo che se vi erano urla laceranti nel silenzio della notte magari potevano aver sentito, magari all'una e mezza potevano invece dormire.
Va a finire che dormivano veramente tutti tranne Loris, ed ora come potra', nel caso, dimostrare che quello che riferisce lui l'ha vissuto per come l'ha descritto???
Proceduralmente spero trovino sto terzo se esiste altrimenti credo che bisogna prevedere epiloghi giudiziari pesanti per chi di fatto accusa.
Stasera ad esempio hanno smontato l'auto di R.R., dopo un anno e mezzo, e credo che si cercavano tracce del terzo per poi confrontare eventualmente il dna con taluni possibili candidati.
C'e' da dire allora che bisognerebbe anche farsi specificare da Loris se per caso ha preso in mano quella cornice quel mattino del 14 gennaio, se fosse si riesce a ritrovarne le tracce???
Per finire con le immagini satellitari delle vicine aree militari senz'altro dotate, perche' non tentare anche quella via??? Potrebbe dare conforto alle dichiarazioni del testimone e riaprire i giochi che cosi' sembrano arrivare ad un vicolo cieco.
Perche' non fare le ricerche con cani a scia, hanno poi ancora un orologio con i famosi lembi di tessuto rosa, e' saltato fuori qualcosa da quell'orologio??? Non ha traccia di alcun dna??? Segnava un'ora precisa ferma o ha continuato a funzionare per un anno e tre mesi???

Antonello ha detto...

@anonimo 23,08
Mi risulta un omonimo a Prato.

Mimosa ha detto...

Bene, dunque la madre di AL è stata interrogata stamani, accompagnata dallo stesso difensore del sospettato.
Suppongo lo staff degli inquirenti abbia degli esperti in psicologia dinamica e in strategia della guerra, e ora sta raccogliendo uno ad uno i frutti del logoramento di nervi impostato in questo anno e mezzo.
Tutti si aspettavano il prossimo lunedì (dopo un mese e mezzo di attesi lunedì) e invece, zac ... oggi! e domani e anche domenica, a questo punto, dico io…
Certo che la seconda sorpresa, dell’arrivo dei RIS in casa da stamane fino a stasera, deve aver spiazzato tutta la famiglia.

Altre novità.
Beh, questa si sapeva da tempo: l’autoscuola ha pochissimi clienti e “presto dovrà chiudere”. È in atto un boicottaggio da parte del paese che lo ritiene colpevole? Una presa di distanza in attesa dei prossimi eventi? Certo che AL, licenziato o in permanente aspettativa da parte del Comune, non ha altro introito che la autoscuola … male la vedo per affrontare spese legali e processuali costose. Mi spiace per lui, se è innocente.
Ma quello che non si sapeva è che il padre di Sara, solo a pochissimi giorni dalla scomparsa di Roberta, ha avuto un ictus ed è morto dopo una settimana. La persona che lo racconta (di cui si vedono solo le scarpe, pare un coinquilino) dice che ha sentito “una lite furibonda durante la notte” … ho colto male? ho perso l’attimo di inizio del servizio.

Ultima considerazioni cari amici e cari utenti (vicini o lontani): avete finalmente capito che è la Procura con la complicità degli organi di stampa (ribadisco: complicità) a far uscire col contagocce le notizie a beneficio della pubblica platea?!?!?!
Mi riferisco al soggetto che aveva accompagnato AL a casa Gozi la mattina del sabato. Tutti a dire: ma come mai “solo ora” salta fuori che c’era qualcun altro? Stasera ho avuto la risposta a tale domanda e la conferma delle mie deduzioni (già manifestate qui). Avete sentito che anche la suocera di LG afferma della sua presenza, lei che aveva aperto la porta? Ma avete notato si trattava di un nuovo spezzone della vecchia intervista??? L’intervista era una sola, la signora era vestita e seduta come lo era la prima volta mandata in onda … Basta! Non ne posso più del contagocce … solo per fare audience o c’è un patto?

Anche la questione dell'orologio su cui Antonello insiste da tempo: esiste o non esiste? Mai si è avuto conferma ufficiale, ho sempre e solo sentito che la notizia è riferita ad un testimone (e LG ne accenna come sua deduzione). Dovìè questo orologio?
Oggi su quella strada i RIS hanno trovato qualcosa?

Pronostico mio (anche questo già espresso): Antonio Logli verrà arrestato e dopo pochi giorni l’avvocato lo farà uscire … forse lo metteranno ai domiciliari, e vedremo il ricorso alla Cassazione sull’arresto, ... forse tra un po’ il caso sarà “archiviato”, forse non si arriverà neanche al processo.

Un’altra donna senza giustizia.
Mimosa

PINO ha detto...

@ Cara MIMOSA, non essere pessimista, sull'andamento delle indagini: io noto proprio il contrario su tutto.
Intanto il dr. Adinolfi ha precisato che gli investigatori sanno chi sia il misterioso "accompagnatore" di AL, ed aspettano che si presenti volontariamente a deporre, evitando di essere prelevato dalle F. dell'O.
Per quanto riguarda il "contagocce", penso che la strategia dosante sia stata impostata dalla Procura, ed i media devono accontentarsi di tanto.
Quelle notizie ed episodi che a noi sembrano finite nel dimenticatoio, potrebbero essere state, invece, tutte secretate, assieme ad altre informazioni, che spiegherebbero la flemma con cui la Procura procede nell'azione investigativa.
Se, dopo l'interrogatorio, AL venisse fermato, ciò non sarebbe solo un provvedimento da vanificare facilmente da parte della difesa. La lentezza stessa delle indagini, indicherebbe che gli investigatori non siano disposti a correre il rischio di aver sottovalutato una possibile sconfitta di fronte al futuro GIP.
Se AL sia innocente (io non ci credo) o colpevole, lo sapremo fra poco tempo.
Ciao, Pino

Antonello ha detto...

Condivido Mimosa, questo spizzico telecomandato mediaticamente non piace nemmeno a me.
E trovo anche che siamo alle solite, dell'indagato sappiamo un bel po', della scomparsa niente da fare, sembra che le vittime in Italia siano cancellate dalle indagini, certo c'e' chi potrebbe risentirsi, perche' in molti si straccierebbero le vesti per R.R.
Pensavo poi appunto alla notizia fantasma di questo orologio rinvenuto.
Si disse con piccoli lembi rosa e ritrovato vicino ai luoghi degli avvistamenti ben un anno e tre mesi dopo i supposti fatti, quindici mesi dopo la scomparsa.
E mi chiedevo:
1) E' stato o no rinvenuto???
2) Visto che non e' marginale come rinvenimento e visto che indirettamente sosterrebbe in qualche modo anche un qualcosa avvenuto in via Gigli perche' nessun media ne parla particolareggiandone l'importanza???
3) E' stato rinvenuto dopo 15 mesi???
4) El'orologio di R.R.??? Chi lo ha identificato come tale???
5) Dove e' stato rinvenuto precisamente???
6) Vi e' qualche dato che potrebbe far pensare che possa essere stato messo li dopo i fatti da qualcuno???
7) Chi eventualmente puo' averlo messo li ha voluto farlo ritrovare con i lembi di tessuto rosa per dare a dedurre che R.R. fosse in pigiama al momento dei fatti o R.R. era veramente in pigiama???
8) E' stato rinvenuto da qualcuno che l'ha raccolto e consegnato invece di lasciarlo a terra e chiamare eventualmente chi di dovere???
9) Aveva dei graffi??? Il cinturino e' di metallo, di corda, di tessuto o cosa???
10)Era fermo su un'ora significativa???
11)Aveva tracce estranee alla scomparsa??? Di chi???
12)Perche' i ricercatori che hanno rinvenuto le tracce di R.R. in via Gigli tramite i cani non lo hanno mai segnalato nei primi momenti delle ricerche???
13)Riporta tracce di sudore di R.R.??? In quale misura???
14)Perche' nel caso la strabiliante coincidenza della testimonianza, dell'orologio e della testimonianza potrebbe essere stata montata??? A vantaggio eventualmente di chi??? Per quali ipotetici motivi???
15)Ci sono lembi microscopici rosa nell'auto della scomparsa???
16)Perche' a nessuno e' venuta la curiosita' di andare a vedere sul luogo della lite, sempre se l'orologio era li sin dai primi momenti dei fatti riferiti???
17)Perche' una donna in fuga notturna si porta l'orologio al polso ma non il cellulare in tasca, non il portafoglio dietro, non un vestito coerente con la temperatura???
18)Visto il terreno conveniente, fertile e forse reale che trova l'ipotesi, per svariati motivi, potrebbe esserci qualcuno che guadagnerebbe dall'incriminazione di L.??? Chi???
19)Ammettendo che il L. possa sapere piu' di cio' che dice di non sapere, perche' a mezzanotte sarebbe stato a letto, quale improrogabile ed ineludibile motivo lo potrebbe aver costretto, in ipotetica innocenza, a non rivelare nulla standosene ben distante dai fatti in termine di tempo e spazio stante le sue dichiarazioni in denuncia???
20)Se l'orologio esiste, se e' stato ritrovato e se non ha tracce nemmeno di R.R. e' per caso stato ripulito prima di essere depositato li dove e' stato rinvenuto???

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo con tutto quello che avete scritto.
Anche io credo che la Procura a presto deciderà il destino dell'indagato.
Questa deve avere in mano altro ed ha centellinato a goccia a goccia i suoi movimenti.
I giornalisti e le trasmissioni sul tema sono stati usati ad hoc.

Vanna

FALCE ha detto...

Non basta...Sapete che se mia zia non moriva ora campava ancora???
F

Antonello ha detto...

http://mediterranews.org/2013/05/roberta-ragusa-un-nuovo-supertestimone-qualcuno-ha-visto-un-uomo-con-un-sacco-nero-in-lucchesia/

ne deve aver fatto di strada L. in quel gennaio.
Non quanto la moglie visto che l'hanno segnalata praticamente ovunque.
L'ubiquita' in Italia, dopo Ascoli, sta sbaragliando la minigonna.
A parte gli scherzi credere che l'onnipotenza del L. arrivi fino a convincerlo di poter camminare per il pisano, ed oltre, senza che potesse pensare di essere visto addirittura con un sacco sulle spalle camuffato da Babbo Natale e' troppo anche per me.
Tutto e' possibile, per l'amor di Dio, e spiace doversi sempre sentire divisivo, certo che se fra moglie e marito non andrebbe mai messo il dito ci si deve porre il problema di dove dovrebbero stare moglie e marito per non coinvolgere qualsiasi dito da Trento a Copito.

Antonello ha detto...

http://www.rete24.com/1030414/roberta-ragusa-ultime-notizie-nuovo-testimone-contro-antonio-logli

si fa strada l'ipotesi di omicidio preterintenzionale, ed in effetti dal quadro accusatorio che emerge dalle notizie diffuse sarebbe il piu' coerente.
Sembra invece giudicato attendibile il testimone in regime di detenzione per rapina che riferisce di aver visto quel gennaio due uomini con un sacco alla pineta della Bufalina in territorio di Torre del Lago.
La zona e parte dello scosceso territorio della Lucchesia sembra sia ispezionato anche con l'aiuto dei droni.

Anonimo ha detto...

QUI E' TUTTO FERMO. COME MAI?
F.

chiara ha detto...

F: è tempo di attesa...

Mimosa ha detto...

Bene! ora oltre al giostraio (considerato “infame” e “chiacchierone” dai parenti e dai ragazzotti di bar) si aggiungono due immigrati (un tunisino e un marocchino) a testimoniare circostanze che potrebbero incriminare Antonio Logli.
Nessun italiano doc, nessun compaesano, nessuno degli appartenenti alla comunità civile e legale, si fa avanti?
Gli irreprensibili cittadini hanno tutti perso il senso civico?
In questa povera penisola italica, culla del diritto, sono gli “emarginati”, le persone di solito, nell’immaginario collettivo, poco affidabili, ad essere il perno della Giustizia? Sono loro a dover dimostrare agli altri, interessati nella vicenda, come ci si deve comportare? Nessun altro si fa avanti?
L’omertà non è solo una piaga fiabesca del Sud …

Dormite bene
Mimosa

PINO ha detto...

@ MIMOSA
Della omertà di certe zone del profondo sud, se ne è parlato e scritto fin troppo, e, spesso, a sproposito.
Ma di quella "omertà servile" in odore di vassallaggio da medio evo, accennato da Falce nel post del 17 c.m., delle ore 19,12, nessuno ne tiene conto?
Una omertà, come hai acutamente osservato, violentata proprio da chi sarebbe considerato "nell'immaginario collettivo, un emarginato e poco affidabile, in questa povera penisola italica, culla del diritto".
Una constatazione amara, non c'è che dire, ma presumibilmente anche reale!
Mi conforta, però, la certezza della grande virtù nella maggioranza del popolo al quale apparteniamo: nelle sue leggi e nella sua cultura.
La verità si farà strada, a dispetto di ogni eventuale ostruzionismo, facendo giustizia del misfatto, con adeguata punizione dell'autore/i.
Pino