lunedì 7 novembre 2011

Lucia Manca. Forse è un giallo o forse è un noir, in ogni caso si spera che gli inquirenti facciano buone indagini

Lucia Assunta Manca
Al 99% il corpo di donna trovato a Cogollo è di Lucia Manca, questo hanno detto le analisi. Quindi il Dna estratto dallo smalto di un dente, confrontato con quello del suo spazzolino, ha tolto gli ultimi dubbi e presto farà cambiare il capo di imputazione inserito sui fascicoli, ancora contro ignoti, che passerà da sequestro di persona ad omicidio premeditato (anche se non si è certi si tratti di omicidio). Ora resta solo da attendere che passino i giorni necessari al patologo per scoprire come sia morta. Dai primi accertamenti non risultano colpi di arma da fuoco né coltellate, quindi non restano molte possibilità. Se si propende per l'omicidio si può solo pensare sia stata avvelenata strangolata o soffocata, in caso contrario si finirebbe per scoprire un decesso per cause naturali. Ma quest'ultima è una ipotesi davvero poco credibile visto quanto le stava accadendo in quel periodo della vita. Un conto è il pensarla andare via di casa per togliersi di torno o per far tornare quel marito che non riusciva a chiudere la sua storia extraconiugale, un altro è il pensare si sia imboscata fra i rovi di sua iniziativa poco prima di morire.

Quindi pochi dubbi sul fatto che qualcuno le abbia tolto la vita. Resta da capire chi può averla uccisa se non il marito. Infatti quest'ultimo, Renzo Dekleva, è il più gettonato dai media e dagli inquirenti. Inquirenti che però non lo hanno iscritto nel registro degli indagati, come sarebbe suo diritto, e non indagandolo formalmente gli impediscono una giusta difesa in quanto non ci sarà un suo consulente a seguire le analisi e le varie perizie richieste dalla procura. Ma andiamo oltre e cerchiamo di capire cosa porta a credere sia lui il colpevole della morte di sua moglie. Innanzitutto il marito di Lucia Manca aveva una storia extraconiugale, ci ha informati la trasmissione televisiva "Chi l'ha Visto" di questo, trasmissione che dopo aver pensato "male" anche dell'amante l'ha riabilitata con tutti gli onori. E lo ha fatto perché, a quanto pare, lui le aveva mentito più volte dicendole di essere già separato e di non vivere più con la moglie andata addirittura ad abitare a Milano.

Ora, se posso essere onesto, io il racconto dell'amante fatico a crederlo reale, e la spiegazione è semplice, per quale motivo se viveva solo senza più moglie non l'aveva mai portata a casa sua? Eppure assieme erano andati in quella di Folgaria ed assieme frequentavano i locali della zona, possibile che l'amante non si sia mai chiesta il motivo per cui le era vietato entrare nella casa di Marcon, località dove il Dekleva abitava? Forse a questa domanda ci sarà una risposta che ancora Chi l'ha Visto ci deve dare, quindi aspettiamo e speriamo arrivi. Nell'attesa concentriamoci su quanto accaduto nel periodo della scomparsa. Lucia, bancaria da tempo immemore, da pochi giorni era stata spostata di filiale (per quale motivo?) e dal lavorare in un bella Piazza di Treviso era stata destinata in una sede dislocata di Preganzol. Per carità, non ho niente contro questa cittadina, è solo una domanda che mi sorge visto che s'è detto che da decenni lavorava nella sede più prestigiosa. Ma continuiamo a verificare i fatti. Al momento della scomparsa il marito era risultato credibile ai carabinieri. Lui nei tre giorni precedenti l'aveva portata al lavoro (lei non aveva patente) e lui l'era andata a prendere all'uscita. Quel giorno, disse, fu la moglie a voler andare con l'autobus per verificare i tempi del percorso e capire in quale dovesse salire per non arrivare tardi.

Sempre lui poi chiamò i carabinieri per denunciarne la scomparsa. Certo non lo fece alle dieci di mattina, momento in cui venne chiamato dal direttore di filiale che voleva sapere il motivo per cui la moglie non fosse andata al lavoro e non rispondesse al telefono (come faceva ad avere il cellulare del marito?), ma neanche aspettò la sera o il giorno dopo in quanto a metà pomeriggio le forze dell'ordine erano già avvertite. Ora questo fatto può leggersi, come sempre, in una doppia veste. Si può pensare abbia denunciato subito la scomparsa per risultare credibile e far pensare ad un allontanamento volontario della donna, anche se ha sempre dichiarato che la moglie mai si sarebbe allontanata volontariamente, oppure si può pensare che abbia denunciato subito la scomparsa perché davvero preoccupato. Ma se nei primi giorni si poteva propendere per quest'ultima tesi ora, dopo "la campagna del tradimento", ogni mente accantona automaticamente tale ipotesi e pensa che la scomparsa sia stata denunciata subito perché quanto doveva fare, l'occultamento, lo aveva fatto e, sentendosi sicuro, voleva far credere d'essere preoccupato per la sorte di sua moglie quando in effetti già la sapeva morta.

Può essere, nessuno lo esclude, ma possono essere anche tante altre cose, e speriamo gli inquirenti abbiano voglia di verificarle tutte. Ad esempio può essere che questa scomparsa sia partita in maniera volontaria e si sia conclusa in tragedia. La donna infatti sapeva della relazione extraconiugale, tanto che ne aveva parlato coi familiari del marito e ad una sua amica avvocato (ed è probabile anche ad altri/e), e sapeva che il marito, pur avendole promesso di lasciare l'amante, non l'aveva affatto lasciata, così dimostrandole che non si trattava di una relazione a sfondo sessuale ma di qualcosa in più. Ed allora cosa impedisce di pensare che volesse allontanarsi per provare a riconquistarlo tramite l'apprensione? C'è chi minaccia il suicidio pur di far stare con sé chi non è più innamorato, c'è addirittura chi ricatta e chi minaccia ritorsioni. Visto che in questo caso ricatti e ritorsioni non ne potevano esistere, perché non andarsene e provare a forzare la mano? Anche quanto raccontato dall'amica avvocato rientra in questi parametri. Infatti le aveva chiesto se dopo aver spedito una raccomandata con la richiesta di separazione avrebbe potuto far marcia indietro e tornare col marito come se niente fosse accaduto.

Ma ci potrebbe stare anche un omicidio a causa di qualche grana legata al suo lavoro. Un qualcosa di visto o una qualche carta compromettente (sono anche in banca le carte compromettenti) passatale in mano alla filiale di Treviso o in quella in cui era stata trasferita? Un qualcosa a cui non aveva fatto caso a causa di quanto stava vivendo in famiglia? E perché è scomparsa appena tre giorni dopo il trasferimento? Sia mai che quelle carte le fossero tornate alla mente, sia mai che avesse notato qualcosa in loco ed avesse chiamato, per fare una denuncia interna alla banca, la persona sbagliata? C'era già da tempo l'idea di farla scomparire ma non la si poteva mettere in pratica perché sempre accompagnata dal marito? Oppure la banca non c'entra nulla e l'assassinio ha origini più banali? Magari qualche malintenzionato che aveva trascorso la notte in un luogo abbandonato a pochi metri dai condomini in cui Lucia abitava? Uno che l'ha vista a piedi, fra il chiaro e lo scuro, e di forza l'ha portata nel casolare per poterla stuprare? Nel casolare abbandonato si sono diretti i cani molecolari il giorno successivo alla scomparsa, li hanno sforzato i loro accompagnatori perché aprissero la porta, perché? Non è possibile possa essere stata vittima di uno stupratore a cui ha resistito visto che Treviso ultimamente è balzata alle cronache per lo stupro di una ragazza di 21 anni avvenuto alle sette di mattina? Stupro effettuato da un uomo armato, ora arrestato a Parigi, fra l'altro molto ben conosciuto dai carabinieri e non nuovo ad atti del genere?

Mettendo però a parte queste ipotesi, è chiaro che i sospetti maggiori gravano sulla testa del Dekleva che potrebbe benissimo averla uccisa già la sera precedente la denuncia ed averla nascosta in auto, o in qualche casolare abbandonato della zona (anche se rischioso abbandonarla per qualche ora), prima di andare all'appuntamento con l'amante, ed averla portata a Cogollo durante la notte o nel corso della mattina successiva. Non sarà difficile verificare se il suo cellulare in quel lasso di tempo ha agganciato una cella compatibile col luogo del ritrovamento (al momento non ci sono riscontri positivi ed anche per questo l'uomo è ancora un non indagato). Ad oggi contro di lui, oltre alle menzogne dette ai giornalisti per coprire l'amante ed i tradimenti (non si sa però se davvero ne ha dette anche ai carabinieri), ci sono un litigio, ascoltato da una vicina di casa, una telefonata, ricevuta dal suo telefono fisso verso le 21.30 e rimasta senza risposta, ed alcune gocce di saliva nel baule dell'auto.

Ma nell'auto non c'è solo la saliva della moglie, c'è anche quella del marito, ed ancora non si sa siano residui da contatto o da trasporto, nel senso che non si è appurato se sia stata la bocca della Manca appoggiata sul tappetino a lasciarla (ed una buona perizia può stabilirlo dato che un viso, probabilmente truccato, a contatto lascia tracce) oppure della biancheria sporca, tipo un fazzoletto da naso (anche di carta), uscito da una sporta appoggiata dietro l'auto al ritorno da una vacanza (ma potrebbero anche aver starnutito mentre caricavano una valigia o una borsa della spesa). Doppia lettura invece per quanto riguarda il litigio. Si sa infatti che il marito è arrivato all'appuntamento con l'amante, in programma alle 22.00, in ritardo e trafelato (parole della stessa amante). Detto questo si possono fare varie supposizioni e credere sia arrivato tardi proprio a causa del litigio. La moglie ormai non abboccava più alle sue scuse e per questo si erano bisticciati di brutto? Data la litigata in atto nessuno dei due ha risposto al telefono? C'era forse in lei la speranza di farlo tardare e di costringerlo a non incontrare l'altra donna? In televisione s'è detto che lui quella sera sarebbe uscito di casa alle 21.30, sui verbali dei carabinieri che ora figura?

Ma si potrebbe pensare, dovesse mai scoprirsi che è stata soffocata, che l'omicidio sia avvenuto proprio al momento del litigio. Qualche parola di troppo e poco ci vuole a schiacciare un cuscino o una mano sulla bocca della moglie, sempre sia appurata una natura violenta nell'uomo. Però ci potrebbe anche stare, sempre ci siano vicini che non l'abbiano visto uscire "solo" a cavallo delle otto di mattina, una ricostruzione diversa. Si potrebbe pensare che lui le possa aver messo un veleno, o qualcosa di simile, nella colazione, nel caffè. Che lei sia riuscita a salire sull'auto con le proprie gambe, come le mattine precedenti, e che lui anziché andare verso la filiale della banca si sia diretto, con la moglie morta o in agonia, direttamente a Cogollo del Cengio e lì l'abbia nascosta. Ma anche in questo caso il tracciato del cellulare e l'autopsia dovrebbero aiutare a far emergere la verità. 

Ciò che voglio dire è che il marito può certamente aver ucciso sua moglie, ma che allo stato dei fatti non si può dar nulla per scontato neppure se tutto, grazie ai media che hanno calcato sull'infedeltà (è lo sport del momento) e che immettono nell'etere le solite indiscrezioni farlocche, pare scontato. In ogni caso io sono convinto che prima o poi il Dekleva andrà di certo in carcere. Che ci andrà indipendentemente da quanto commesso o non commesso. Se ha ucciso la moglie senza dubbio alcuno verrà "tanato" e pagherà per il suo gesto, specialmente se l'omicidio si è consumato in casa o nell'auto, se invece non c'entra nulla ed il tutto è nato a causa di un allontanamento volontario della Manca, a causa di un accordo avvenuto il giorno precedente con un altra persona, a causa di un collega che l'ha combinata grossa, a causa di uno stupratore a cui lei si è opposta, a meno che il caso non venga affidato a dei Pm "in gambissima" andrà in carcere ugualmente perché sarà impossibile arrivare al collegamento giusto. Vedremo cosa accadrà, al momento c'è solo da sperare che gli inquirenti facciano buone indagini.

Leggi gli ultimi articoli sui casi di:
Annamaria Franzoni

10 commenti:

filippo ha detto...

Se su Parolisi qualche dubbio resta, su questo caso direi che non ho alcun dubbio sul fatto che il marito sia colpevole. Quando hanno ritrovato il corpo, senza esserne a conoscenza, conoscendo la zona mi son detto: vuoi vedere che hanno la casa sull'altopiano di Folgaria? Bingo. Inoltre risulterebbe dai tabulati telefonici e dal telepass che il marito sia passato in quella zona proprio a ridosso della scomparsa. Ricordo che il luogo del ritrovamento dista 5 minuti dal casello autostradale, e dubito fortemente che il marito abbia avuto la freddezza, di utilizzare una strada secondaria (ci sarebbe voluto troppo tempo) per trasportare il cadavere. Lui confidava sul fatto che non venisse mai più ritrovato (era nascosto sotto dei rovi in una galleria in disuso) ma ahimè sfortuna volle che una gara podistica doveva passare proprio di la e la galleria fu per la prima volta ripulita!

PINO ha detto...

MASSIMO
Pur essenso, le circostaze, indicare più logicamente il marito della povera Lucia quale autore del delitto, ho notato la tua cautela nell'esprimere una qualsiasi teoria.
E' giusto che sia così, dopo la tua acuta esposizione delle tante possibili case che avrebbero potuto provocarne la morte.
Condivido la tua oggettività, ed ahc'io spero che le indagini vengano condotte serenamente e senza pregiudizio: no vorrei si ripetesse un secondo caso Parolisi.
Restiamo alla finestra, a seguire gli gli sviluppi investigativi.
Ciao PINO

p.s.
Attendo, fiducioso, un tuo gentile riscontro alla mia e mail. L'hai ricevuta? P.

Anonimo ha detto...

ancora p.s.
scusami gli errori ortografici.P

emax/massimo prati ha detto...

No Pino, non è arrivata alcuna tua mail. Rimandala ma controlla l'indirizzo, quello giusto è:

prati.massimo@gmail.com

Ciao, Massimo

Mimosa ha detto...

Io fin dal primo momento, a pelle, ho considerato il marito colpevole, come a pelle ho ritenuto Parolisi innocente ...
Certo non bisogna farsi prendere dalle impressioni soggettive e affidarsi agli elementi, agli indizi, alla logia, ebbene anche questi fattori per ora mi indicano lui come uxoricida (la sera stessa, prima di recarsi all'appuntamento con l'amante a Treviso). Oltre che essere stato notato "trafelato", alla signora disse "è tutto a posto, ora Lucia non è più un problema per noi".


Però, tu Massimo, come al solito sei molto profondo e poni il dubbio sulla sincerità dell'amante. A me pare di ricordare che non erano molti mesi che si frequentavano, certo prima di Pasqua quando lui la portò nella casetta di montagna.
Però pare che neanche lui passasse le notti a Treviso e non sempre una donna che ha casa propria ha voglia d'andare a casa dell'amante e poi c'è una bella differenza tra la vita cittadina a Treviso e le serate paesane di Marcon...

Un'ultima cosa: i bancari vengono spesso trasferiti da una sede all'altra, i trasferimenti portano punteggi nella carriera. Preganziol è più vicina di Treviso rispetto a casa e più comodo il tragitto.

Grazie per questo giallo che hai voluto trattare.
Mimosa

Anonimo ha detto...

Ma quanto ci mettono gli inquirenti ad interrogare la quella contraddizione vivente di nome De Kleva? inoltre la famiglia di Lucia dico io ma vadano in tv a mantenere alto l'interesse per un delitto di cui si sa gia' tutto . Manca il tizio che sciolga il cordone del sipario. Ci siamo capiti? Basta con sti furboni. Basta! Inquirenti datevi da fare. Oppure fate quello che dovete fare. Durante l'orario di lavoro eh non si pretende lo straordinario.

Mimosa ha detto...

Avete sentito che il signor Dekleva non era neppure "dottore"?
Ha mentito a tutti sul suo titolo studio (http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-8dae03fc-121a-4642-8b96-e4e0f87e47e1.html - è l’ultima puntata di CLV).

Nell’articolo su http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=169433&sez=NORDEST del 10 novembre si parla dei tabulati dei telefonini di entrambi. Come mai non ci hanno pensato da subito?

Non capisco come mai al Nord si vada coi piedi di piombo negli arresti (comunque strano comportamento) e al Centro-Sud le manette siano così facili …

Mimosa ha detto...

Siamo a Natale, ormai sono passati oltre 5 mesi dalla scomparsa e più di 1 dalla certezza che il cadavere è il suo, si sa niente di più?

Perché nessuno ne parla ancora?

Mimosa

Mimosa ha detto...

Ecco che finalmente qualcosa si muove!
Lucia Manca è stata soffocata, sono le indiscrezioni sulla perizia eseguita dal medico legale Andrea Galassi, che però ha chiesto un’altra settimana prima di depositare la relazione finale.
Articolo del 5 gennaio:
http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2012/01/05/news/lucia-manca-e-morta-soffocata-1.3012861.
«La Procura di Venezia che ha aperto un fascicolo prima per sequestro di persona e che poi ha aggiunto il reato di occultamento di cadavere, dovrà indagare per omicidio. C’è la prova scientifica che Lucia è stata ammazzata. Da questo momento tutto cambia e dovranno essere letti in maniera diversa anche tutti gli indizi raccolti a carico di Renzo Dekleva. (…) Secondo gli investigatori il marito sa come quel corpo è finito lì. Non hanno mai nascosto il fatto che l'uomo abbia fornito una ricostruzione temporale e dei luoghi in cui si è recato la sera e la notte del 6 luglio, non corrispondente a quanto loro hanno accertato. A tradirlo sono stati accertamenti tecnici compiuti sul telefonino. Soprattutto il telefonino evidenzia luoghi diversi rispetto a quelli dove lui dice di essere stato».

E allora??? Se finora la Procura di Venezia è andata con i piedi di piombo pur essendoci tanti indizi, cambierà strategia?
Lo arresteranno ‘sto marito, colpevole in modo più evidente di Salvatore Parolisi?

Mimosa ha detto...

Notizia di oggi 31 gennaio: il marito è stato arrestato.
Dai brandelli degli abiti è stato scoperto che erano gli indossati in casa da Lucia.

Mimosa