giovedì 17 febbraio 2011

Sarah Scazzi. Finalmente la Procura di Taranto prende una strada logica... anche se la trama proposta lascia a desiderare

Una trama degna di un grande scrittore?
E' di ieri, mercoledì, la notizia che la procura di Taranto sta instradandosi su una strada diversa e, pare, finalmente più logica (ho scritto pare). Almeno è quello che i giornalisti copia e incolla della regione pugliese, non si è ancora capito chi scrive prima e chi copia poi, digitano e fanno intendere sui fogli dei loro quotidiani. Citando due delle telefonate fatte dal Misseri nella giornata del 26 Agosto affermano che gli inquirenti hanno notato qualcosa che non va, che i conti non tornano, che le testimonianze sono discordanti e difficili da accettare. Motivo per cui presto, questo lo anticipo io, ci sarà chi passerà ore ed ore in Procura a giustificare, con parole chiare, i tanti movimenti e le diverse e particolari telefonate. 

 Però se così davvero fosse, lo sarà di certo, sarebbe preoccupante perché il problema da me era stato notato e segnalato già il 29 Dicembre; e facendoci due conti sono passati ben cinquanta giorni da allora. Ero in anticipo io o sono loro ad essere in ritardo? Il mio articolo, intitolato "La Procura di Taranto ha inserito nella sua collezione un'altra bella figurina", era premonitore di molti degli avvenimenti poi succedutisi... soprattutto di questo. Ma non stiamo a fossilizzarci e cerchiamo di comprendere la loro nuova ipotesi. Dopo avervi anticipato che anche questa teoria è, a parer mio, ancora una volta irreale (ma prima o poi prenderanno la strada giusta vedrete, ci vuole solo tempo e qualcuno che parli) vi informo che da ora in avanti la via investigativa, per meglio assemblare il quadro accusatorio, contemplerà tre complici per l'occultamento del cadavere della piccola Sarah. 

Il ruolo da omicida, nella loro trama, andrà di diritto alla figlia cattiva gelosa permalosa depistatrice e stupida, molto stupida perché si farà scoprire parlando con la vicina della sua bravura negli interrogatori, mostrandosi nervosa con una cliente e facendosi beccare la sera precedente l'omicidio a litigare con la cugina a causa di avance a scopo sessuale capitate giorni prima. Detto questo dopo aver commesso il delitto l'assassina si defilerà lasciando campo aperto al padre ed alla madre ma restando comunque agitata fino all'arrivo dell'ex amica a cui dirà parole del tipo: l'hanno presa l'hanno presa, che al momento verranno considerate di preoccupazione ma che in seguito suoneranno come veri atti di autoaccusa.

Mentre l'assassina fingerà di cercare, girando in lungo e in largo, l'occultatore agirà... ma non in proprio perché si sa che chi non occulta in compagnia o è un ladro o è una spia. Quindi alle 15.08 chiamerà i rinforzi. Per raccontare l'accaduto li inviterà sotto l'albero di fico dove il padre lo portava quando era bambino. E qui Dickens vorrà i diritti d'autore altrimenti non darà i permessi per girare la scena. Una volta messi al corrente i consapevoli nuovi occultatori farà insieme a loro ciò che da solo non sarebbe stato in grado di fare. Quindi insieme la spoglieranno, insieme brucieranno i vestiti (non il telefonino però perché servirà nel proseguo del romanzo), insieme andranno al pozzo. A questo punto i tre complici si divideranno, due si rivedranno di li a poco, ed ognuno celerà il terribile segreto anche dinanzi ai figli fingendosi allegro a causa della bella giornata di sole.

Tutto finito? Macché! Troppo semplice! Un giallo che si rispetti ha sempre un nuovo colpo di scena. Ed allora gli stupidi occultatori verso sera si cercheranno e si parleranno al telefonino raccontandosi nuovamente l'accaduto e raccomandandosi di tacere. E qui è tutto finito? Ma va la! Neanche per sogno perché da bravo occultatore  l'uomo che ha rimasto il cellulare, un misero tapino schiavizzato soggiogato e manovrato che per garantire l'immunità ai complici farebbe meglio a disfarsene, cercherà di farlo ritrovare mettendolo davanti alle case di ogni abitante del paese, e questo al di fuori di ogni logica. I complici lo lascieranno fare continuando a vivere nel silenzio dell'omertà. Omertà che non si addirà al padre dell'assassina che al culmine di una crisi mistico-religiosa lo farà ritrovare bruciacchiato ma integro. E qui finirà la ricostruzione dei procuratori ed inizierà il polleggiamento dei pregiudizievoli spettatori.

Certo, io la storia l'ho romanzata; ma il sapore che lascia in bocca è lo stesso che lascerà quella che porterà al processo il procuratore. Chiaramente verrà aggiudicato un ruolo anche alla moglie impossibilitata a non sapere, anzi forse avrà la parte di quella che ha preteso l'occultamento di gruppo, e se non starà in occhio ci sarà posto anche per l'Ivano conteso. Non ne uscirà chiaramente un libro alla Agatha Christie, neppure una commedia alla Woody Allen, ma non avrà importanza perchè, pur se con gli stessi indizi si potrebbero ottenere trame nettamente più avvincenti e veritiere, il risultato finale arriverà ad assicurare alla giustizia chi si vuole tenere carcerato. 

Vedrete che andrà così. I copioni sono quasi pronti e le parti già aggiudicate. Presto l'Avetraneide - il film - avrà l'ennesimo nuovo inizio, l'ennesima nuova trama, gli ennesimi colpi di scena e l'ennesimo stesso colpevole.


10 commenti:

Manlio Tummolo ha detto...

Questa notizia dei complici non è del tutto nuova, perché lo si dice nell'incidente probatorio dove il PM (non ricordo quale dei tre) fa mettere a verbale che ha usato tecniche "suggestive" (leggi: soluzioni predefinite) per far coinvolgere Sabrina, la madre ed altri eventuali (quali ? non si sa). Nella sostanza nulla di nuovo, se restiamo sempre fermi in quella casa e a quell'ora. Che piaccia o no alle ammmiratrici appassionate di Miché che si commuovono per gli occhiali non sostituiti dal 1974 (!!!), il buon Michele Misseri è dentro fino al collo nella vicenda, in quanto è l'unico che porta gli inquirenti al corpo e che fa trovare oggetti personali di Sarah, cosa che un estraneo al delitto non potrebbe fare, salvo doti divinatorie. Quindi, o è complice attivo del delitto, o è un coautore: di certo, non è il buon babbo che si martirizza per salvare la figlia cattiva. Il problema è dunque vedere se tutto quel traffico è stato fatto da lui solo o no. Io propendo che solo non sia stato, ma che la famiglia non c'entri nulla, né il luogo (si sarebbe dovuto sequestrare l'intera casa, se vi fosse avvenuto un delitto; è un doveroso atto d'ufficio in tali casi, non occorre essere un Genio delle indagini per capirlo). Evidentemente, c'entrano altri per ragioni forse intuibili, ma tutte da dimostrare. Queste persone sono evidentemente protette da qualcuno e di loro non deve trapelare nulla. Di qui l'esigenza di incastrare le classiche persone ingenue, un po' esibizioniste (es.: Sabrina), oppure semplicemente di modi rudi e decise (es.: Cosima). La ricetta è classica: far loro pressione psicologica e magari fisica, perché confessino. Se confessano e se facilitano le "profonde" indagini, vengono trattate con i guanti (un po' di detenzione, poi tutto passa - premio alla bontà, ecc.). Se non confessano, in mancanza di meglio un buon suicidio è la forma di "confessione" che non può più essere ritrattata, così la colpevole non solo è certa, ma anche autopunita. E tutti vivono felici e contenti. Temo però per questi signori che forse le cose non andranno in modo così lineare.

Anonimo ha detto...

Manlio quali sono le tue ipotesi?
Mi incuriosisci.
Certo è che si ha la sensazione di brancolare nel buio.
Vorrei tuttavia riprendere un'ipotesi alla quale pensavo tempo fa. Potrebbe esistere la possibilità che la morte della piccola dolce Sarah sia legata ad un gioco "pericoloso" e non necessariamente di natura sessuale che gli adolescenti usano fare: lo strangolamento.Mi sono documentata e le morti provocate per incidente sono numerose.Una parte del gioco consiste nel trasferire i filmati in youtube per renderli fruibili dalla comunità virtuale che condivide tale sciocco e pericoloso gioco.Quando Misseri parla del gioco del cavalluccio potrebbe riferirsi a questo, o no?

emax/massimo prati ha detto...

Ed infatti Manlio la faccenda non è affatto nuova. Ed allora perché in Procura la ritirano fuori improvvisamente tanto da far scrivere due articoli praticamente identici, uno alla gazzetta del mezzogiorno e l'altro al nuovo quotidiano di Puglia che chissà perché questa notte, dopo la mia pubblicazione, elimina completamente l'unico passaggio diverso, quello in cui descrivevano lo scenario alternativo parlando dei tre complici sotto la pianta di fico. La prossima volta mi stampo la pagina così mostro a tutti come lavorano perché non è il primo articolo che modificano.

Quindi quale può essere il motivo di questo rewind pubblicizzato se non il dimostrare a tutti che lavorano su piste alternative che però, in conclusione cercando complici per l'occultamento e non per l'omicidio, portano alla medesima direzione e colpevole cambiando solo parte dello scenario?

E perché se lo scenario lo si vuol cambiare non verificare veramente altre piste e continuare ad insistere sulla cucina, da tempo un po' meno sul garage, che forse potrebbe anche essere, in ipotesi astratta, il vero luogo dell'omicidio, ma che fino a quando non lo sarà dimostrato, e se non è il luogo giusto sarà difficile farlo, resterà pur sempre solo una ipotesi come altre che potrebbero fare?

Lo stagnarsi nella medesima conclusione, non percorrendo realmente vie alternative ma cercando altre strade che la confermino, è davvero il massimo per una indagine che, dichiarano tutti i media, essere seria?

Gli inquirenti devono scoprire chi ha ucciso la piccola Sarah e non cercare di incolpare a tutti i costi il colpevole additato dopo un percorso di ravvedimento pilotato ed ora interrotto. E devono farlo nel rispetto della legge, che a tutt'oggi è elusa continuamente.

Se alla fine di un regolare tragitto venisse a galla che ad uccidere è stata Sabrina Misseri nessuno avrebbe nulla da ridire. Ma allo stato attuale, come giustamenti argomenti tu, l'unico ad averne avuto il modo ed il movente è il padre.

E se ci fosse un'altra via da percorrere non sarebbe quella che instrada verso l'occultamento di gruppo ma al rapimento di gruppo. Rapimento sfociato in un omicidio perché non sarebbe accaduto quanto menti ignoranti prevedevano potesse accadere.

A parer mio altre baggianate sono aria fritta che stagna lasciando il suo odore schifoso nella stanza. Odore che impregna gli abiti e, metaforicamente, le menti affette da pregiudizio mediatico.

E qui mi fermo altrimenti scrivo un altro articolo. Ciao.

Marco ha detto...

Ma se si facesse davvero strada quest'ipotesi, alla fine cosa resterebbe dell'incidente probatorio? Si anticipa il delitto, si cambia il luogo, si corregge la fase dell'occultamento del corpo (che, a detta di alcuni che hanno assistito all'incidente probatorio, è la parte più convincente del racconto di Misseri), praticamente le dichiarazioni cristallizzate sono da cestinare...

emax/massimo prati ha detto...

Devi riascoltare bene le parole dette ultimamente dal duo dei Biscotti Gentile. Secondo loro, ed anche a parere di altri, la procura sta lavorando talmente bene che il contadino sta diventando ininfluente per il processo in quanto le prove contro la figlia le avrebbero ugualmente.

Quindi, anche l'incidente probatorio potrebbe venire escluso e non essere preso in considerazione, così come eventuali cambi di versione, che fondamentalmente sono quello di cui hanno più paura.

Però non è detto riescano a convincere i giudici con ciò che hanno in mano. Al processo c'è solo una minima probabilità che sia l'attuale gip a giudicare. Dovrebbero ammalarsi tutti gli altri contemporaneamente. Ciao, Massimo

Manlio Tummolo ha detto...

Allora, non ho ipotesi specifiche da portare avanti; vado per intuizioni sulla base delle cose che si possono sapere. Sull'incidente per "gioco", non credo, perché sarebbe stato ovvio, in un tal caso (omicidio colposo o casuale), chiamare il 118, i Carabinieri e denunciare il fatto; nessuno va in galera per eventi colposi.
Cercare, al contrario, di mimetizzarlo, trafficando in quel modo, sarebbe assurdo e pericoloso.
Poi, ammesso il rapporto di gelosia tra le due cugine, è poco credibile che si mettano a giocare come bambine (Sabrina aveva 22 anni allora ben compiuti !), con questa rivalità aperta o strisciante che fosse; ma, ammessa tale situazione, che senso avrebbe avuto andare al mare insieme e con l'amica in più, visto che anche Sabrina ha la patente? Se poi la cosa fosse premeditata, Sabrina avrebbe potuto ben più comodamente simulare un incidente al mare, un annegamento, o altro. Non so se sapevano nuotare tutte due o chi delle due. Insomma, anche per la premeditazione, il ruolo di Sabrina traballerebbe, perché allora non avrebbe invitato l'amica e perfino il "pomo della discordia" Ivano; sarebbe andata al mare da sola con Sarah, e magari avrebbe in un luogo isolato fatto qualcosa. Invece, il teatro del delitto, se è quello, nega la premeditazione in concomitanza dell'invito all'amica a venirle a prendere.
Dopo il fatto, difficilmente un omicida si mette in mostra: anche nel caso del "mostro di Firenze" che si divertiva a sfidare i magistrati, inviando parti di organi sessuali per posta, tuttavia, quando fu sollecitato (1988) da Corrado Augias a telefonare in trasmissione, subodorando ovviamente una trappola, si guardò bene dal farlo, mentre la suspense televisiva, già allora di moda, andò completamente a vuoto. Insomma troppi sono gli elementi che confutano l'immagine di un'assassina abile depistatrice, mentre si tratta di fatto di una giovane donna del tutto incensurata, di limitata cultura e senza esperienze criminali (per quel che ne sappiamo alle spalle). Dicasi lo stesso della madre e della sorella .

emax/massimo prati ha detto...

Avendo inserito la premeditazione in mano agli inquirenti dovrebbe restare, se si pensa con logica, il vuoto. Una ragnatela tessuta male che non catturebbe neppure un moscerino.

Fino a quando si trattava di un omicidio casuale dovuto all'ira del momento, quindi con attenuanti generiche prevalenti, qualche speranza in più l'avevano in procura, ma da quando hanno deciso di darle il massimo della pena aggiungendo la premeditazione, a meno di collusioni interne, potrebbero al massimo condannarla in primo grado ad una pena irrisoria.

Chi premedita un delitto cerca di fare le cose per bene, chi sa di avere un padre plagiabile non ne chiede l'aiuto. Se al limite lo chiede non lascia in mano sua un cellulare, per esempio, lo stropiccia ben bene con uno straccio e lo butta in un fiume, ci sarà un fiume nelle vicinanze. Insomma premeditare un delitto e lasciare tanti buchi, le chiavi nella cavità del tronco di un ulivo sono un secondo esempio, non è proprio un premeditare. Usare un'arma casuale, quale una corda o una cintura, non significa premeditare perché non si sa come può andare a finire. Occorre essere in due ad uccidere perché la ragazza potrebbe scappare e sputtanarti davanti a tutti.

Premeditare significa vagliare prima le varie opzioni possibili e decidere per quella migliore. L'opzione migliore in questo caso non era certo uccidere nell'imminenza di un appuntamento, in casa propria, con l'obbligo di liberarsi del cadavere in breve tempo. Le opzioni migliori erano tante e tutte le altre erano certo migliori di quella eventualmente scelta.

Ed andare a processo con la premeditazione significa avvantaggiare la Difesa, a meno che lo scopo finale della procura non sia un altro tuttora oscuro.

Però, e nonostante tutti questi vantaggi a favore dell'indagata, io sento che tira una brutta aria, aria di ergastolo. Ciao, Massimo

Anonimo ha detto...

Spiegatemi come è possibile che non siano stae trovate tracce bioogiche ( mi riferisco anche a quelle ematiche che sembrano inevitabili in uno strangolamento)in casa e/o nel garage..oppure ci sono e non ne siano stati informati?
Potrebbe dunque essere stata uccisa in un altro luogo?
Non credo neanch'io all'ipotesi della premeditazione e neanche del delittto per gelosia; potrebbe sfuggirci un tassello importante, QUALCOSA (o qualcuno) che tutta la famiglia Misseri vuol tener nascosta.

emax/massimo prati ha detto...

Nessuna traccia. Ma, nonostante si sappia che il sangue si può trovare anche a distanza di anni, e dal naso deve averne perso per forza, si dice in giro che i luoghi siano stati puliti, anche dalla Misseri figlia.

Se è stata uccisa in un altro luogo, più che probabile, il Misseri non copre la figlia ma altri. Se fosse così, dato che ha poi ha incolpato la persona più cara che si dice avesse, il motivo potrebbe essere dettato dalla paura o dal non voler mettere in piazza qualcosa di molto più inquietante e sporco, ed ha inserito la figlia perché certo del suo perdono e, forse, lei sa qualcosa per cui lui poteva pensare avrebbe anche capito il motivo di tale gesto.

Comunque è di ieri la notizia che ha chiesto un nuovo interrogatorio e se il gip avesse del buonsenso glielo concederebbe. Forse qualcosa di più uscirà presto dalla sua bocca, speriamo non sia aria fritta e dica cose verificabili, altrimenti sarebbe da seppellire sotto le sue menzogne. Ciao, Massimo

Anonimo ha detto...

Molto..molto interessante..condivido...speriamo che qualcuno finalmente parli!