lunedì 1 giugno 2015

Fra pochi anni Salvatore Parolisi sarà libero perché per i giudici è un essere gentile che ha ucciso sua moglie in un impeto di bontà...


Il cerchio si è chiuso e ora sappiamo che la giustizia italiana considera Salvatore Parolisi un essere gentile e premuroso che ha, o sarebbe meglio dire che avrebbe?, accoltellato sua moglie in un impeto di bontà librandosi leggero e veloce come il vento nell'aria fresca del Chiosco di Ripe. Una sorta di flashman, quindi impossibile da vedere per chiunque, che nel volgere di pochissimi istanti è riuscito a colpire 23 volte sua moglie con uno sbucciamele, a lavarsi con l'acqua invisibile di una fontanella che non trattiene tracce, a nascondere i panni sporchi in un pertugio irraggiungibile a chiunque e a presentarsi in men che non si dica in un luogo a quindici chilometri di distanza pulito, lindo e neppure sudato. Un fenomeno fedifrago passato in un lampo da marito ad assassino, da assassino a vedovo, da vedovo a imputato e da imputato a galeotto solo per non aver dichiarato da subito che aveva un'amante con cui chattava e messaggiava... perché per vederla doveva aspettare che morisse il Papa. Un'amante più virtuale che reale a cui scriveva e raccontava frottole a volontà. Addirittura più di quelle che raccontava a sua moglie. Ora sappiamo che per i giudici italiani Salvatore Parolisi ha ucciso perché la vita virtuale lo intrigava più di quella reale. Perché non sapendo come fare a uscire dall'imbuto, e non volendo pagare gli alimenti, l'unica via d'uscita che per la sua testa bacata era percorribile prevedeva l'omicidio della moglie.

Ma non un omicidio semplice, vorrai mica che un militare faccia le cose facili?, di quelli che bastano due mani strette al collo e una manciata di minuti. No di certo. Lui, per chi l'ha giudicato, deve aver perso la testa di brutto perché, pur non usando la crudeltà, ha preferito ammazzare la moglie poco alla volta infiggendole ferite al massimo profonde due centimetri e lasciandola viva e agonizzante in un luogo ipoteticamente frequentato di pomeriggio e in cui, quasi presenti seppur a poca distanza e non in loco, si trovavano otto sentinelle militari che, sempre ipoteticamente, avrebbero potuto andare al chiosco anche solo per bere o per riempire una borraccia d'acqua. E pensare che due mani strette al collo chiudono il discorso in un paio di minuti. Niente urla, perché la vittima non riesce a urlare, niente sangue, se non un rigagnolo dal naso o dalla bocca dopo la morte, poco tempo perso, la possibilità di nascondere il corpo sotto qualche ramo secco e poi via, a crearsi un alibi nel tanto tempo disponibile. Per un omone allenato allo sforzo come l'ex militare sarebbe stato facile.

E no! Uccidere a mani nude senza lasciar tracce è troppo banale, hanno pensato gli investigatori e i carabinieri preposti alle indagini. Meglio se gli facciamo indossare uno scafandro e un paio di guanti e lo obblighiamo ad uccidere alla stessa maniera di un palombaro che attacca un pesce luna nelle profondità marine. Come dargli torto. D'altronde anche loro sono militari e, naturalmente, ragionano come ragionano i militari che da sempre usano strategie particolari e mai banali. Strano però che i giudici, loro non sono militari, li abbiano assecondati abbracciandone i pensieri. Compreso quello più ardito che ogni mente logica avrebbe gettato nel cestino.

Certo è che nelle aule di tribunale non ci sono cestini. E forse è per questo che si è deciso di considerare dapprima un Salvatore Parolisi andato giù di testa per commettere un crimine in un luogo aperto e accessibile a chiunque, e poi un Salvatore Parolisi che dopo aver schizzato di sangue e segnato il territorio in maniera indelebile torna immediatamente lucido e in grado di ideare il piano del secolo. Per cui, già dopo l'ultima coltellata, ben conscio di quanto aveva fatto, ha inserito il turbo e usando la rapidità che contraddistingue chi ha i super poteri (fisici e mentali) ha pulito per bene e messo in atto una commedia degna del miglior "Totò". Commedia guarnita nei giorni successivi da un depistaggio altamente rischioso. Questo perché si sa che i militari amano il rischio, che per lui era altamente rischioso tornare "al buio" dove si trovava il corpo della moglie. Al buio non perché l'abbia fatto di notte, ma perché non solo non doveva farsi vedere da nessuno mentre saliva al chiosco, ma anche perché non poteva neppure sapere se in loco avrebbe trovato qualche "passeggiatore" (tipo telefonista anonimo). Commedia che senza le grossolane bugie raccontate a posteriori avrebbe potuto anche "tenere botta"... visto che l'unico ragionamento è nato dalle "balle" e si è mostrato identico ai tanti altri usati per indagare e condannare. Quel chi se non lui che non va mai fuori moda fra i militari e i magistrati.

Ora che il Parolisi sia un simile fulmine di guerra capace di non farsi né vedere né sentire dopo aver perso inizialmente la testa, è abbastanza incredibile. Anche perché pare strano che un fenomeno del genere sia scivolato su due bucce di banana sbagliando sia il modus operandi con cui uccidere, coltellino anziché le mani, sia mentendo in maniera grossolana ai procuratori. Anche un militare, come ogni uomo della terra, o è scemo o è furbo. Difficile che la furbizia si annidi nella mente di uno stolto. Quindi non è per niente facile credere a una ricostruzione che non tiene conto di nulla se non di quanto vuol tenere conto per pura convenienza ricostruttiva colpevolista. Difficile anche pensarlo per chi usa la logica. Ma si vede che non tutti la usano, dato che certi giudici si sono mostrati capaci anche di accettare l'incredibile doppia veste di un assassino pensato fuori di testa al momento di un omicidio efferato, ma messo in atto senza crudeltà, e sano che più sano non si può un attimo dopo. Giudici che non si sono neppure accorti che i loro predecessori avevano modificato gli indizi a loro piacimento. Per questo si può dire che Salvatore Parolisi è colpevole a prescindere per manifesta incapacità di trovare una ricostruzione unica che porti a un unico modus operandi.

Ma tant'è che ormai la storia è finita. Ora le bocce sono ferme e si possono fare un paio di rapidi calcoli per sapere, all'incirca, quando Salvatore Parolisi potrà rivedere e riabbracciare sua figlia. Dunque, grazie alla condanna rivista dalla cassazione e portata a soli 20 anni, fra benefit legislativi e buona condotta (senza considerare eventuali prossimi sgravi o indulti), diciamo che nel 2019 potrebbe aver già scontato metà pena e, quindi, chiedere e ottenere di scontare la rimanenza in maniera alternativa. Alternativa significa diversa dal regime carcerario che ora lo vede recluso 24 ore su 24. E' utopia? Assolutamente no, se consideriamo che otto anni in galera per lo stato italiano corrispondono a dieci (quindi a metà pena) grazie alla buona condotta semestrale che abbuona tre mesi di carcere ogni anno scontato. Assolutamente no, se consideriamo che il bugiardo assassino Mario Alessi già nel 2016 potrebbe beneficiare di una sorta di semilibertà (in pratica di giorno uscirebbe dal carcere per andare al lavoro e di sera rientrerebbe per mangiare e dormire). Se a questo aggiungiamo che il bastardo potrebbe uscire nonostante sia stato condannato all'ergastolo dopo aver compiuto più crimini terrificanti contro una creatura di soli 18 mesi...

Infatti il 2 marzo 2006 Mario Alessi, assieme a Salvatore Raimondi, entrò in casa Onofri per sequestrare il piccolo Tommaso e costringere suo padre ad andare all'ufficio postale che dirigeva per rubare i denari occorrenti a pagare un riscatto. Dopo aver legato e imbavagliato i suoi genitori e il fratello, Tommy venne caricato su un motorino. Ma meno di dieci minuti dopo un lampeggiante lontano bastò a creare il panico, a far cadere la moto e a far piangere il bimbo che si voleva tacesse. Quel pianto a dirotto convinse Mario Alessi a stringere il collo del piccino e poi, con una pala, a sfigurargli il volto. A queste nefandezze seguirono l'occultamento del piccolo cadavere e le tantissime bugie dell'assassino che perseverò nella menzogna per un mese dicendole anche in diretta televisiva (fece anche un appello ai rapitori perché liberassero la creatura rapita... dopo aver affermato che "i bimbi non si toccano"). Quindi, a dieci anni dalle sue nefandezze e grazie a una legge assurda e ingiusta potrebbe vergognosamente dire ai colleghi di lavoro, a fine turno, che sta andando a mangiare e dormire a spese dello Stato...

Naturalmente per Parolisi non sarà così e nei miei conti sono stato ottimista di proposito (ma non di molto perché al massimo resterà in carcere un paio di anni in più). E non sarà così perché l'ex caporalmaggiore dell'esercito non ha confessato il crimine che la giustizia italiana gli attribuisce. In Italia chi confessa il crimine, anche se non ammette proprio tutto, ha la strada spianata verso la facile e veloce libertà, quasi che il crimine non l'abbia neppure commesso, mentre chi si dichiara innocente si trova di fronte a una montagna impossibile da scalare. In Italia le condanne definitive vanno accettate, dice chi accetta ben volentieri quelle degli altri. E io dico che è vero, che le condanne definitive vanno accettate... ma solo se la giustizia arriva al verdetto finale per come vuole la legge e non per come vuole l'audience. Se è vero, ed è vero, che i giusti processi devono vedere la presenza in aula di giudici togati e popolari vergini, nel senso che prima del processo nulla devono sapere dell'imputato e del crimine, non si può dire sia stato un giusto processo quello che per anni si è celebrato sulle reti televisive e solo a posteriori è entrato nell'aula di un giudice che ha chiesto alla procura di inserire agli atti un qualcosa in più.

Fu infatti il Gup Marina Tommolini - nell'udienza preliminare - a chiedere ai procuratori di inserire negli atti lo stemma degli alpini "guastatori". Stemma a cui nessun inquirente o investigatore aveva mai pensato. Stemma e richiesta che ci hanno fatto capire come il giudice avesse già una sua idea. Idea che per correttezza non doveva avere, dato che se la doveva fare in aula nei giorni a seguire. Ed anche se la Difesa probabilmente ha sbagliato a non chiedere di cambiare tal giudice e ad affidarsi al rito abbreviato, rito che ha permesso al Gup di prendere in carico i fascicoli - compresi dello stemma dei "guastatori" - e sentenziare, con quale coraggio si può affermare che la condanna inflitta a Parolisi in quell'occasione fosse giusta? Ma anche: "Come si può far giudicare un imputato da chi quell'imputato lo odia perché ha assistito giornalmente alle arringhe sicure della parte civile, dei suoi avvocati e dei suoi mediatici periti?". In questo caso parlo dei sei giudici popolari dell'appello che grazie alla televisione un'idea propria se l'erano di certo formata nei due anni precedenti.

E anche: "Perché, se Parolisi è il vero colpevole di un crimine aberrante, la cassazione ha fatto limare di un terzo la condanna inflittagli?"

Con Salvatore Parolisi la giustizia ha scantonato a destra e a sinistra. Non una prova lo indicava quale certo assassino, non una prova seria lo collocava sulla scena del delitto (e lasciamo perdere il bacio della morte perché sulle labbra di Melania erano colati due grossi rivoli di sangue e non era possibile baciarla fino a toccarle le gengive senza lasciare segni inconfondibili), non una traccia di sangue si è trovata sui suoi indumenti e in base a queste verità nessuna giuria o giudice che lo avesse visto per la prima volta in tribunale (perché questo vorrebbe la legge, che l'imputato fosse giudicato da chi non sa nulla né di lui né del crimine di cui viene accusato) lo avrebbe condannato. La giustizia moderna con Parolisi, ma anche con tanti altri, ha perso il controllo ed è andata fuori strada. La famiglia di Melania ha perso il controllo ed è andata fuori strada. L'opinione pubblica ha perso il controllo ed è andata fuori strada. E questo a causa della mannaia mediatica che si è levata sul militare sin dall'inizio, quella che ha creato lui stesso ed è calata sul suo collo a causa delle sue monumentali bugie. Dopo aver scoperto queste nessuno ha visto oltre la nebbia e nessuno ha puntato il dito sulle indagini carenti. Sui carabinieri che neppure sono andati sul punto in cui, a due ore dalla scomparsa, la procedura NUE (Numero Unico Europeo d'emergenza) collocava il cellulare di Melania. E non era il punto in cui il telefonino si è trovato giorni dopo. Sulla procura che accecata dall'idea luminosa di aver un colpevole pronto e cucinato a portata di mano non è riuscita a individuare il telefonista anonimo. Nonostante ci fossero tutti i mezzi per scovarlo e nonostante il cellulare ritrovato fosse stato pulito con cura.

A far dimenticare cosa vuole la giusta legge sono bastate le bugie che ancora oggi per il folto schieramento colpevolista sono sinonimo di chiara colpevolezza. Bugie che ancora oggi per il piccolo schieramento innocentista sono sinonimo di innocenza, dato che, essendo veramente stupide e facili da scoprire, al massimo potevano essere usate in famiglia per coprire una tresca extraconiugale a una moglie impossibilitata a indagare per carenza di mezzi. Non con una procura, che di indagare se vuole è capace, per coprire un delitto. Che tutti abbiano perso il controllo ce lo ha assicurato pochi giorni fa la nuova condanna ribassata a soli vent'anni. Se l'omicida è certo tutto deve portare a lui e tutti i giudici devono ragionarla alla stessa maniera. Non esiste che più giudici scelgano ricostruzioni e moventi diversi pur di incolpare lo stesso uomo. E se l'assassino è certo anche la condanna dev'essere certa. Solo quando le prove non ci sono e non si vuol infierire né sull'imputato né sulla propria Casta si dà un colpo al cerchio e uno alla botte.

Nessuno sa chi è stato a uccidere Melania. I giudici di cassazione, preposti a considerare i vari passaggi processuali e procedurali, hanno appurato che nulla mancava per poter giudicare in maniera serena. In fondo le perizie si erano fatte rifare in appello, anche se poi quella del Bruno e della Gino sono state completamente disattese (però c'erano). I giudici di cassazione, seppur dicano il contrario, scalando dieci anni alla sentenza originaria hanno fatto intendere a tutti che di sicurezze in quelle carte non ce ne sono. Infatti hanno preferito non infierire sul militare. Hanno preferito agevolarlo dandogli la possibilità di tornare a vivere. Perché c'è da star certi che fra cinque o sei anni Salvatore Parolisi potrà uscire dal carcere e cominciare una nuova vita. Quella vita tolta a Melania da nessuno sa davvero chi. E nessuno lo sa perché, grazie alle indagini a senso unico e le tante mancanze già segnalate nei miei precedenti articoli, nessuno lo ha voluto sapere. La famiglia Rea si è convertita alla procura e con questa alla colpevolezza del genero. Poi, grazie ai media, ha trasmesso la sua convinzione all'opinione pubblica. Ma non può dire, come invece ha detto, che finalmente sa il nome di chi ha ucciso Melania... perché la cassazione ha detto che ad uccidere è stato Salvatore Parolisi. Non lo può dire perché oltre alla convinzione che può far sembrare prova anche la banalità di poco conto, se al netto dei pregiudizi guarda il tutto a mente fredda non può non rendersi conto facilmente di aver ben poco in mano. Nessuna certezza che incolpi l'ex militare perché prove vere non ve ne sono.

Se non hanno capito che spesso è controproducente condannare senza prove mi spiace. Mi spiace perché a loro, e non alla procura o ai giudici a cui poco importerà fra qualche anno, resta il grande rischio di provare una sofferenza eterna casomai un domani si scoprisse che ad uccidere Melania non è stato il genero ma un altro già conosciuto e mai davvero indagato. Capita che prima o poi ci sia chi viene arrestato e per salvarsi il dietro e ottenere benefici parli di un delitto passato dando il nome del vero assassino. In quel caso, dopo i loro infiniti sfoghi mediatici contro il militare, dopo le innumerevoli lodi alla procura, i Rea capirebbero di aver rovinato la vita della famiglia Parolisi e della loro nipotina. C'è da sperare che gli inquirenti abbiano usato una palla di cristallo di ultima generazione quando, senza prova alcuna e con indizi labili che più labili non si può, hanno deciso di mostrarsi certi della colpevolezza del caporalmaggiore.

Comunque, è indubbio che ad ora l'unica sicurezza ci viene dalla cassazione ed è quella che ha cristallizzato un lasso di tempo non lontano in cui avverrà l'incontro fra Salvatore Parolisi e sua figlia. Questo incontro avverrà, al più tardi, quando lei sarà una ragazza in età adolescenziale. Quell'età in cui il bisogno di sapere e capire è ai massimi livelli. Ed ecco che la futura ragazza potrebbe voler leggere qualcosa per farsi un'idea in autonomia e cercare di capire quanto suo padre sia davvero colpevole, come dicono i Rea, o innocente, come di sicuro gli dice e gli dirà lui al telefono.

Quell'incontro segnerà la vita di più persone e per qualcuno probabilmente sarà la rovina. Arrivati a questo punto sarebbe meglio chiudere il discorso mediatico e lasciare che qualsiasi cosa accada resti nella privacy familiare dei Rea e dei Parolisi. Sarebbe la cosa migliore, ma c'è da scommettere che i media quel giorno saranno in zona pronti a far sapere alla pubblica opinione assetata delle sofferenze altrui, fra la pubblicità di una saponetta e quella di un deodorante per il water, chi avrà la vita più rovinata...

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103 commenti:

ENRICO ha detto...

Massimo

articolo bello, bello, bello !

Non vedo l'ora di leggere le obiezioni e le controdeduzioni punto per punto di chi ha sempre creduto che il caporalmaggiore sia stato l'autore del crimine che ha causato la morte della moglie

Magari provenienti da quella stessa persona ( o da qualcuno del suo "prestigioso" entourage ! ) che ti ha inviato la ridicola e paradossale richiesta di risarcimento danni morali e d'immagine per la modica cifra di 250.000

Anonimo ha detto...

Massimo condivido in pieno quanto dici, ritrovando tra le righe del tuo articolo molte mie riflessioni. Anche io, convinta dell'innocenza di Parolisi, temo che arriverà prima o poi il giorno in cui i Rea si renderanno tragicamente conto di aver contribuito a rovinare la vita di tanti innocenti e soprattutto della loro amata nipotina. Oggi ho letto un articolo su La Repubblica in cui la madre di Melania contestava lo sconto di pena riconosciuto al genero, parole suggerite dal dolore e sacrosante, se solo ci fosse certezza della colpevolezza di P. Nello stesso articolo si diceva che Salvatore non sente più sua figlia da un anno poiché la bambina non vuole parlargli né vuole andare dai nonni paterni. Siamo a questo punto.
Che dire, provo una profonda tristezza per tutti!
Sarahkey

http://www.repubblica.it/cronaca/2015/05/30/news/parolisi_la_rabbia_della_madre_di_melania_35_coltellate_non_sono_crudelta_-115668469/

PINO ha detto...

Bravo MASSIMO!!!
Un articolo che compendia tutto quanto abbiamo scritto per alcuni anni, fortemente confortati dai tuoi notevoli articoli.
Non potevi concludere che positivamente, una triste odissea come quella vissuta da Salvatore Parolisi.
Pino

Mimosa ha detto...

oh, quanto ben detto, caro Massimo!

Recupero dal mio archivio degli appunti, sparsi e datati (seguiranno altre citazioni):

«Tabula Ctz un livido al dorso del piede può essere anche procurato da qualcuno che intenda tenerti ferma, premendo con una scarpa, o scarpone, sul tuo piede. (commento 0:28)
Esatto, può corrispondere alla dinamica del calo forzato dei pantaloni, per esempio
mentre un altro individuo che le stava dietro la teneva ferma magari tirandole i capelli o afferrandole le braccia.
un calcio alla pianta del piede mentre era supina.
Del resto anche il grosso ematoma alla coscia può essere stato sferrato con la vittima a terra.
A questo punto, l'intervento dell'anonimo mi fa recuperare una riflessione che tenevo per qualche momento più adatto:
- lesione contusiva frontale,
- ematoma profondo alla coscia destra,
- piccola ecchimosi sul dorso del piede destro
che cosa possono voler dire se non che è stata picchiata:?
botta in testa, ginocchiata o calcio sulla coscia, calpestata sul piede:
tutte azioni tese a ridurre la vittima in balia dell’aggressore e abbassare le sue possibilità di reazione.
Mimosa - 08 dicembre 2012 19:02»

Come si concilia tutto ciò con le ricostruzioni delle Procure e delle valutazioni dei Tribunali giudicanti … se hanno davvevo letto le perizie!!! E perché non sono state lette??

PS: io pure carissimo Enrico “Non vedo l'ora di leggere le obiezioni e le controdeduzioni punto per punto di chi ha sempre creduto che il caporalmaggiore sia stato l'autore del crimine che ha causato la morte della moglie”

Ivana ha detto...

Massimo,
dal momento che ti avevo promesso, pubblicamente, di non intervenire, in questo blog, riguardo al Parolisi, dopo che fosse stata riconosciuta la mia identità, per mettere fine a ingiuste illazioni nei confronti di chi non era responsabile delle mie parole (e tu, con correttezza e onestà, hai ammesso che fossi sincera nel dichiarare nome, cognome e la mia estraneità alla vicenda), potrò rispondere al tuo articolo soltanto se otterrò il tuo consenso esplicito, altrimenti eviterò di trattare qui tale argomento. Talvolta, è vero, mi sono sentita costretta a infrangere la mia promessa soprattutto per rispondere a quelle che avevo considerato “provocazioni” e mi scuso, ma ora interverrò soltanto se tu sarai d’accordo; accetterò volentieri qualsiasi tua decisione in merito.

Cari saluti
Ivana

emax/massimo prati ha detto...

Ivana, io so che non sei coinvolta nella vicenda Rea-Parolisi. So chi sei e come la pensi. Dopo tante mail so anche che nulla scalfirà le tue idee e che io neppure cercherò di scalfirle. Detto questo, puoi scrivere tranquillamente quanto pensi perché è giusto che ogni persona esprima le proprie opinioni liberamente. Ciao, Massimo

Ivana ha detto...

Grazie, Massimo!
Comincio da ciò su cui sono d’accordo: la bambina crescerà e sarà lei stessa a fare le proprie scelte (da rispettare, qualsiasi esse siano!)
Potrebbe scegliere il comportamento del padre di Erika (che, molto probabilmente, avrà preferito considerare, come causa dei due terribili delitti, la droga e la “cattiva compagnia” della figlia) e potrà perdonare un padre spesso “assente”, anche prima dell’arresto, un padre che preferiva perdere tempo a “prendere in giro” alcune soldatesse e, in particolare, a illuderne (sadicamente?) una, con cui, anche molti mesi prima della "scomparsa" di Melania ,comunicava quotidianamente (tramite numerose telefonate e vari messaggi ); caspita, era giunto a permettere che i genitori di lei prenotassero camere ad Amalfi in quanto lui aveva promesso di andare lì per le vacanze pasquali! La figlia di Salvatore, comunque, potrebbe voler credere che il papà avesse voluto scherzare e che la colpa sia soltanto di chi, troppo ingenuamente, ha creduto in un giocherellone incurante della dabbenaggine e, soprattutto, della sofferenza altrui.
Insomma, la bimba, ormai grande, potrebbe credere nell’innocenza del padre e, forse … chissà … vorrebbe lei stessa impegnarsi per scoprire l’assassino/a della madre? Il padre vorrà, lui stesso, impegnarsi in tale ricerca affinché, come aveva affermato proprio lui, i colpevoli siano costretti a guardarlo negli occhi e ad averne paura?
Forse domanderà al padre perché non ha scritto ai nonni materni per concordare con loro il modo per incontrarla e finirà per voler credere a qualsiasi bugia del padre, pur di recuperare il rapporto con lui (e ciò sarebbe umanamente comprensibile!).
È probabile che preferirà ritenerlo “vittima” di un complotto (non importa quale!) complotto che l’ha obbligato a spendere i propri risparmi solo per sé stesso, per difendersi e per tornare libero, senza destinarne una minima parte alla crescita e all’educazione della propria figlia.
(continua)

Ivana ha detto...

Riguardo alla “crudeltà”, in base alla definizione data dai giudici, effettivamente non credo che un uomo esasperato, nel momento in cui giunge il cosiddetto “corto circuito”, perché il vaso della sopportazione è, ormai, colmo (stressato dalle pressioni insistenti dell’amante e dalla determinazione della moglie a non concedergli più alcuna libertà a causa della infedeltà coniugale scoperta) possa pensare a far soffrire la vittima; semplicemente sfoga la propria rabbia, a lungo repressa, per “far sparire” l’ostacolo alla sua voglia di libertà.
Attualmente pare che la bimba preferisca non spostarsi dalla casa in cui si trova e che siano i nonni e gli zii paterni ad andare a trovarla.

Credo che, come sono stati aboliti la pena di morte e i “manicomi”, così si prosegue, dall’alto, ad andare gradualmente verso l’abolizione dell’ergastolo, cercando ogni cavillo giuridico per dare, comunque, pene minime anche in caso di delitti efferati (Avevo già accennato ai 18 anni dati al carabiniere Salvatore Rotolo).
Temo sia inutile chiedere l’abolizione del rito abbreviato, come pare sia determinata a fare Morena Deidda
riguardo al caso di Michele Buoninconti .
Non mi stupirei se, prima o poi, arrivassero a chiudere le carceri, cercando “punizioni alternative” a vantaggio del recupero dei/delle condannati/e. Continueranno a insistere che il carcere non è “educativo”, diranno che troppo spesso ha fallito nel proprio compito e che non è stato un deterrente efficace e che va abolito alla ricerca di altre modalità tendenti alla prevenzione e alla rieducazione.
Per il Buoninconti ritenevo più probabile il suicidio della moglie con successivo occultamento del cadavere, ma, attualmente, se verrà dimostrato, tramite un esperimento specifico, che un agile vigile del fuoco riesce a occultare bene un cadavere, in due o tre minuti, sotto il fango e gli arbusti in condizioni di tempo e di luogo simili alle condizioni reali, cancellando le proprie impronte e togliendosi tuta, stivali e guanti, riponendoli in un sacco, per poi lavare tutto in un altro momento, allora comincerei a ritenere che a essere più probabile potrebbe essere la piena responsabilità del Buoninconti.

ENRICO ha detto...

Ivana

le tue sono tutte considerazioni generiche e generali . Non hai scritto una parola sulle "anomalie" relative alla dinamica del delitto, al movente - anzi ai presunti differenti moventi individuati dai giudici - e allo svolgimento delle indagini, tutti argomenti che fanno parte del tema sostanziale dell'articolo di Massimo

Luca Cheli ha detto...

Ottima sintesi dell'ennesimo errore giudiziario in salsa mediatica di questo paese.
Aggiungo solo alcune considerazioni.
La prima è che un militare professionista con esperienza di servizio in teatri di guerra (cioè non esattamente un imboscato in fureria) non ha bisogno di diverse decine di coltellate per NON uccidere la moglie: un colpo al rene e uno alla giugulare sono più che sufficienti tanto per dire e fanno parte di un certo tipo di addestramento.
Secondo, se è così freddo da ripulirsi rapidamente alla perfezione, non lascia la vittima ancora viva a morire dissanguata in non si sa bene quanto tempo: la finisce.
Terzo, gli avvocati a mio parere potevano fare di meglio con semenogelina e NUE, ma probabilmente per combattere sul serio a tutto campo avrebbero dovuto scegliere il rito ordinario e Parolisi si sarà fatto le sue considerazioni in merito.
Quarto, la solita Prima Sezione Penale nella propria motivazione ha scritto una cosa pericolosissima, particolarmente se scritta dalla Cassazione perché fa precedente: in pratica si scrive che, visto che il Parolisi non è stato subito arrestato, né la sua auto subito perquisita, non c'è da stupirsi se non si sono trovate tracce materiali del delitto, avendo avuto l'imputato tutto il tempo di eliminarle.

Questo è un invito subliminale alle Procure a ritardare il più possibile l'arresto del sospettato di turno, di modo che l'assenza di prove materiali possa essere giustificata con il "vantaggio" (termine usato dalla sentenza) temporale goduto dal medesimo allo scopo di eliminare le tracce. Il tutto con il beneficio di poter citare una sentenza della Cassazione a sostegno.

In altri termini, se non un inversione dell'onere della prova, certamente un'eliminazione del medesimo.

Grande pietra miliare del diritto, complimenti.

Ivana ha detto...

Enrico,
a me sembra di aver risposto esaurientemente alla seguente domanda presente nell’articolo di Massimo:

Perché, se Parolisi è il vero colpevole di un crimine aberrante, la cassazione ha fatto limare di un terzo la condanna inflittagli?"

Mi ero già espressa riguardo alla dinamica del delitto (è stato un processo indiziario per cui non è possibile conoscere i dettagli, come non si conoscono i dettagli del delitto compiuto, in base alla verità processuale, dal carabiniere Salvatore Rotolo).
Avevo già ribadito che più moventi non indeboliscono l’Accusa, anzi la rafforzano e ritengo che il Parolisi avesse più moventi: il vaso della sua sopportazione era, ormai, colmo: stressato dalle insistenze ineludibili dell’amante e dal controllo assillante della moglie che lo umiliava e al tempo stesso era decisa a salvare il proprio matrimonio; temeva che la moglie potesse nuocere alla sua carriera militare rivelando in caserma la relazione tra l’istruttore Parolisi e la ex allieva Ludovica…
Il movente, individuato dalla giudice Tommolini, pare proprio che vada nella direzione di cercare di placare l’ira della moglie (che lo umiliava), pretendendo un rapporto sessuale, che la donna gli avrebbe negato e sentendosi sempre più umiliato, e incapace di prendere decisioni mature, sia stato preda di una rabbia incontenibile…
Quando subentra il corto circuito, non ragioni, sferri colpi “alla cieca” e, poi, pensi a non lasciare tracce, a scappare e a cercare di crearti un alibi credibile.
Come torno a ribadire, non si possono conoscere i dettagli del delitto in un processo indiziario.
Il movente dell’imbuto amoroso è chiaramente documentato dai numerosissimi messaggi intercorsi tra il Parolisi e Ludovica.
Un indizio particolarmente significativo è il comportamento (anche depistante!)del Parolisi.
Gli altri indizi chiari e concordanti sono ben esposti nella sentenza di secondo grado e a quella faccio riferimento (senza bisogno che io continui a ripeterli!)
Riguardo alla “semenogelina” la spiegazione (mai contestata dalla Difesa) si trova a pagina 36 dalla sentenza della giudice Tommolini.
Ovviamente non avendo partecipato alle udienze camerali, non avendo ascoltato dalla loro viva voce la relazione dei vari esperti, e avendo letto soltanto gli Atti pubblicati in rete, la mia resta un’opinione ininfluente.
Tu, invece, hai partecipato all’iter processuale? Hai ascoltato tutti i vari esperti? Hai letto tutti i faldoni?

Luca Cheli ha detto...

Ivana: "quando subentra il corto circuito non ragioni, sferri colpi alla cieca"

In base a questo ragionamento un picchiatore professionista o un Navy Seal "incazzati neri" sarebbero più facili da affrontare e comunque meno efficaci di quando sono, diciamo, "tranquilli"?

Temo che non sia così: può venire a mancare l'accurata pianificazione dell'attacco, questo sì, ma addestramento ed esperienza finiscono per diventare una seconda natura e la rabbia addirittura eliminare ogni possibile residuo freno, aumentando ancora la potenza ed efficacia dei colpi.

In altri termini, ci sarebbe probabilmente overkill, questo sì, ma nel senso che avresti 25 o 30 colpi ciascuno individualmente mortale, non un "underkill" come in questo caso, con la Rea che si sarebbe anche potuta salvare se il tutto fosse avvenuto in un centro abitato, quanto meno in una città di medio-grandi dimensioni con strutture ospedaliere rapidamente raggiungibili.

Poi ognuno è libero di ritenersi soddisfatto dalla ricostruzione proposta dai giudici (immagino più da quelli di secondo grado che dal GUP Tommolini), io sono estremamente critico sul concetto in sé di processo indiziario e quindi non sono quasi mai soddisfatto dalle motivazioni delle condanne che ne conseguono.

Anonimo ha detto...

Cara Ivana, leggo che continui a sostenere che Parolisi sia stato un padre assente che ha preferito spendere il suo tempo illudendo giovani soldatesse anziché stare con sua figlia. Forse saprai che i militari, in particolare all'inizio della loro carriera, sono molto spesso assenti da casa per servizi e campi, comunque, a prescindere da distrazioni varie; senza parlare poi del caso in cui siano impegnati in missioni di pace. Indubbiamente è stato accertato che il caporalmaggiore amasse passare del tempo in dolce compagnia ma, alla luce degli esiti dei successivi processi ai suoi commilitoni, non risulta fosse nemmeno il peggiore in termini di quantità di "scappatelle". (Non parliamo poi dei soprusi che altri istruttori hanno perpetrato ai danni di alcune soldatesse e ai quali lui è invece risultato estraneo.) Riguardo la sua assenza alla nascita della figlia, nonostante sia risultato fosse con l'amante, è da tener presente che Melania era già da tempo , per sua scelta, a casa dei Rea e che le doglie sono arrivate in anticipo. Lui ha certo sbagliato a non rendersi rintracciabile fino alla mattina ma è stato anche accertato che, appena raggiunto dalla notizia, si è subito precipitato da moglie e figlia. La bambina non può averne ricevuto un torto, semplicemente perché non ne aveva ancora coscienza. Altro discorso ovviamente andrebbe fatto per Melania. Le assenze di P. non sono state comunque sufficienti a evitare che potesse instaurarsi tra padre e figlia un rapporto d'amore reciproco fatto di giochi, canzoncine e coccole che la bimba gradiva a tal punto da preferire la compagnia del padre a quella di zii e nonni (ricordo di aver visto in un video la bimba in braccio al padre rifiutare categoricamente l'invito di Michele ad andare con lui). Hai mai notato che in quasi tutte le foto e i video la piccola è in braccio a Salvatore? Non credo che alla bimba sia mai mancato l'amore del padre, almeno fino al suo arresto, lo dimostra anche l'atteggiamento della piccola quando riceveva le telefonate dal carcere, circostanze in cui, lo testimonio' la stessa psicologa, la piccola stringeva forte a sé la cornetta telefonica da cui proveniva la voce amata.
La tua convinzione che Parolisi non abbia fatto alcun tentativo di accordo con i Rea per incontrare la bambina, non è corroborata da alcun dato reale. È una tua deduzione che però non scalfisce la mia convinzione che Parolisi abbia dovuto ingaggiare nei confronti dei suoceri più volte, in nome della figlia e non solo, delle battaglie contro i mulini a vento.
Non so cosa ci sarà nella mente di Vittoria quando crescerà, forse crederà alla colpevolezza del padre, come è facile pensare dal momento che è costantemente circondata da persone che lo ritengono un assassino (certo i parenti Parolisi con le loro ridotte occasioni di vedere la bambina poco potranno influire!) o forse lo crederà un uomo innocente che ha già pagato troppo per aver tradito, anche se spudoratamente, la sua dolce mamma. Spero solo che non dimentichi di essere stata amata anche da lui.
Ciao a tutti.
Sarahkey

Anonimo ha detto...

Enrico
Non sarebbe più produttivo che ignorassi le "perlacchere" snocciolate come in delirio da alcuni/e improvvisatori/trici proveniente/i da "BABILO-CITY"?
Fr.

Ivana ha detto...

Sì, Luca, l’avevo già precisato: condivido le motivazioni della sentenza di secondo grado.
Ti domando: non sei d’accordo neanche riguardo alla sentenza di condanna relativa a Salvatore Rotolo? Anche per lui si è trattato di un processo indiziario e credo che anche lui continui a proclamarsi innocente.

Ritengo che ci sia differenza tra un “corto circuito” (subentrante quando, in ambito familiare, l’esasperazione di un marito, incapace di prendere decisioni importanti e mature, prende il sopravvento sulla ragione trascinandolo in un delitto d’impeto, dopo l’ennesima lite) e la “carica” di un “picchiatore professionista”, o di uomini impegnati in azioni di guerra, che colpiscono per non essere colpiti e per “vincere”, anche se ci possono essere coloro che trovano, soprattutto nei conflitti bellici, il modo opportuno per sfogare i loro istinti peggiori.

Ivana ha detto...

Enrico,
penso che tu stia scherzando, perché credo che i componenti di una giuria debbano aspettare di essere tutti d’accordo prima di emettere la sentenza.

Ivana ha detto...

Sarahkey,
le parole espresse dal giudice del tribunale dei minori di Napoli rappresentano, per me, un dato reale!
Personalmente temo che un padre(che mi sembra sia stato definito, da una dottoressa grafologa, “narcisista e immaturo”) ami prioritariamente sé stesso.

Ivana ha detto...

Enrico,
ho controllato nel c.p.p. ed effettivamente prevale la maggioranza e
"qualora vi sia parità di voti, prevale la soluzione più favorevole all'imputato"

Credo, comunque, che tu abbia scherzato riguardo alla tua diretta partecipazione nel processo al Parolisi.

Anonimo ha detto...

Ivana, per quanto ne so, non è stata ancora dimostrata con sufficienti studi la scientificita' della grafologia.

Il giudice del tribunale dei minori di Napoli si riferiva al vizio formale nella notifica degli atti alla controparte. Nella sua motivazione, il giudice ha evidenziato che l'annullamento era dovuto al fatto che, avendo riscontrato per ben tre volte dei vizi formali nella notifica, se ne deduceva la non volontà a procedere. Lo deduceva, appunto.
Non ha fatto cenno ai mancati contatti informali tra Parolisi e i Rea che io, invece, penso probabile siano stati inutilmente tentati . Continuo comunque a credere pretestuosa la suddetta motivazione, come ho già precedentemente spiegato.
Buona serata.
Sarahkey

ENRICO ha detto...

Ivana

Credo, comunque, che tu abbia scherzato riguardo alla tua diretta partecipazione nel processo al Parolisi.

non ne essere così tanto sicura ...

"Personalmente temo che un padre(che mi sembra sia stato definito, da una dottoressa grafologa, “narcisista e immaturo”) ami prioritariamente sé stesso.

ci mandi un link in cui si affermi senza ombra di dubbio che una grafologa sia in grado di emettere giudizi attendibili ed incontrovertibili sulla personalità di un individuo basandosi SOLO sull' esame della sua grafia ?

già che c'erano avrebbero potuto servirsi anche del parere di un astrologo per conoscere lo schema zodiacale del caporalmaggiore ed "approfondire" così ancor più compiutamente le caratteristiche psicologiche del soggetto in questione.

Ma per favore !

Annika ha detto...

Melania Rea presentava chiare tracce di DNA maschile ESTRANEO sia sui
polpastrelli che sotto le unghie. Perche' questo e' basilare ai fini
del caso e dell'innocenza di Salvatore Parolisi? Perche' fornisce non
solo l'identita' delle persone a contatto con Melania negli ultimi
istanti della sua vita, ma anche un ventaglio quantomai ristretto di
PMI, ovvero l'ora del decesso.

Sembra alquanto strano che in Italia si parli tanto di casi di cronaca
nera, quasi a livello morboso e ossessivo, ma che nessuno divulghi
un'informazione basilare, ovvero che il DNA ha una persistenza
limitata e dai tempi noti. Infatti, nel caso del DNA subungueale sono
stati svolti diversi studi che provano che il DNA subungueale, a meno
di trattarsi di sangue, sperma, saviva o urina (DNA "liquido"), non
e' altro che DNA epiteliale depositato sotto le unghie della vittima
in seguito ad un GRAFFIO. C'e' chi ha dedicato ingenti fondi di
ricerca e molti mesi di lavoro al riguardo, come ad esempio Melinda
Matte e il suo team, e che ha provato che una semplice stretta di mano
non trasferisce MAI alcun DNA sotto le unghie. Perche' il
trasferimento avvenga, occorre infliggere un graffio profondo, e anche
in quel caso solo il 33% dei campioni prelevati entro 1 sola ora dal
graffio produrra' DNA ESTRANEO.

Inoltre, Matte et al scoprono anche (e pubblicano a Gennaio 2011,
Prevalence and persistence of foreign DNA beneath fingernails) che il
DNA subunguale da graffio ha una persistenza limitatissima. A 6 ore
dal deposito in seguito a graffio profondo, solo il 7% dei
partecipanti alla ricerca presenta ancora qualche traccia di DNA
estraneo subungueale.

Affinche' il DNA ESTRANEO MASCHILE depositato sotto le unghie di
Melania (non appartenente a Salvatore o a Vittoria, e quindi
posteriore all'ultimo contatto avvenuto col marito e con la figlia)
potesse testare positivo in seguito a prelievo avvenuto in sede
autoptica a partire dalle 14.30 del 21 aprile, non solo i contatti
ravvicinati con i soggetti maschili a cui quel DNA apparteneva
dovevano essere molto recenti rispetto al prelievo dei campioni, ma
anche molto "ravvicinati" tra Melania e i soggetti terzi. Infatti, per
poter persistere intatto a temperatura ambiente per un numero talmente
elevato di ore (il corpo di Melania non e' mai stato coservato in
cella frigo, sebbene questo dato sarebbe comunque marginale rispetto
ai tempi di persistenza del DNA), O SI TRATTAVA DI DNA DA GRAFFI
PROFONDISSIMI, O DI DNA "LIQUIDO". Fate voi, dato che, ahime',
l'origine di quel DNA non e' mai stata investigata e ne conosciamo
solo il genere (stando alla perizia autoptica, maschile, di vari
soggetti, piu' uno femminile, praticamente sotto quasi ogni unghia e
su quasi ogni polpastrello). Strana pero' la nonchalace con cui si
siano fatti passare in sordina tutti quei DNA subungueali, nonostante
gli studi talmente recenti e talmente specifici proprio sul DNA
subungueale! Strano soprattutti non investigare ulteriormente la
natura di una abbondante mezza dozzina di DNA maschili sconosciuti
rinvenuti proprio sotto le unghie di una vittima trovata con i
pantaloni e le mutandine abbassate e abbastanza Sg nel canale vaginale
da risultare positiva al test del RSID-Semen NONOSTANTE IL CORPO
FOSSE, COME DIRE, MORTO, E NON VIVO E AVESSE, STANDO AI TEMPI
"PRESUNTI" DEL DECESSO, GIA' "ESPLETATO" DA CIRCA 24 ORE...!!!!

Continua

Annika ha detto...

E allora, quelle famose 4 o 5 righe che fossero, a ripensarci bene,
cosa ci dicono realmente? Parlano realmente SOLO di Sg, o tra gli
spazi vuoti e i tempi accertati in labs estranei al caso Rea e lontani
mille miglia dai vari ambaradan del Bel Paese, tempi sulla Sg, tempi
sul DNA..., chissa' che in realta'... A buon intenditor!

E gia', perche' c'e' una foto del corpo di Melania a Ripe, foto che si
e' tanto cercato di nascondere insieme ad una certa ovvia mini
conclusione della perizia Bruno, che racconta l'intera storia della
fine di Melania Rea. Quella foto e' talmente ovvia, talmente on your
face, che la perizia Bruno e' sparita da internet nel giro di poche
ore - thankfully there's something called darknet...

Insomma, e' talmente ovvio che non si volesse accusare chi realmente
ha ucciso Melania, che per corpire il fattaccio bisognava trovare a
tutti i costi un colpevole. E chi meglio del marito buon soldato
totalmente votato alla patria, convenientemente fedifrago e pure dalle
origini modeste? Perfetto, no? Il contentino come un biscottino al
bravo cagnolino, e' consistito nello sconto della pena, che
personalmente trovo un insulto immane... e non solo a Salvatore ma
anche a chi lavora tra analisi e corpi e gliene passano tanti e sa che
la scienza e' oggettiva e al di sopra della politica e dei poteri
forti, dei credo e dei dictat. La scienza nella sua semplicita' ed
inflessibilita' racconta l'unica verita' che esiste, verita' in
questo caso mooooolto scomoda. Nel caso Rea nessuno tranne pochissimi
l'hanno voluta ascoltare, la scienza. Si e' preferito dare credito a
chi dice di praticarla... peccato pero' che queste persone abbiano
omesso di rendere noti fatti e ricerche che puntavano verso una cerya
direzione ed abbiano fatto di tutto per piegarla, la nostra scienza,
ad uso e consumo di dove si voleva che l'ago della bilancia proprio
non puntasse mai...

Non so che se ne faccia Parolisi del suo biscottino di buonismo, del
dolcissimo omicidio assolutamente privo di crudelta'. Una farsa! Sara'
che nelle foto della perizia Bruno di crudelta' (e umiliazione e abuso
e violenza) ne vedo a iosa. Crudelta' ahime' di qualcuno ancora e
forse per sempre legalmente a piede libero!

Annika

PS Oh si, giusto in caso a qualcuno dalla mente estremamente twisted
possa venire in mente che il DNA subungueale possa appartenere a chi
ha inferto i tagli post mortem, cioe' che per motivi inspiegabili se
lo sia auto inflitto, la risposta e' che non e' possibile perche'
avrebbe spezzato rigor e dita ed avrebbe lasciato macchie tipo lividi
sulla pelle ai lati dei polpastrelli oltre che impronte visibili dai
lividi e parecchio DNA epiteliale ai lati delle unghie. Quel DNA e'
recente rispetto all'autopsia (non 18 aprile) e si e' "set" in ante e
peri mortem, non post mortem, quando Melania era ancora capace di
muovere le dita delle mani da sola.

PPS quanto sopra ovviamente senza contare il livor quesi inesistente
ma presente dove non doveva essere, il rigor da circa 12 ore e circa
40 in autopsia, gli errori dei calcoli matematici evidenti nella
perizia entomologica, Davies & Harvey 2012 e le Calliphorae vicinae
gia' gravide al 33% che spostano i tempi di datazione delle larve di
24 ore, il contenuto gastrico dagli effetti camaleontici e i gioci da
prestigiatore ora vedi 3 colombe ora un coniglio ora l'asso di cuori
no sbagli di assi di cuori ce ne sono 4, la caffeina nel sangue e nel
capello (oops! nel capello invece no ma nel samgue si), il DNA da 60
secondi del bacio che mai fu, il potassio nello humor vitreous eh eh,
ovviamente i tempi di #ahlasemenogelina! e tanto tanto altro ancora..

Ivana ha detto...

Enrico,
so che, in ambito forense, le perizie grafologiche non sono ammesse, ma la grafologia, di fatto, si è sviluppata e fa parte della semiotica (partendo, probabilmente, dagli stoici che distinguevano segni e significati).

Ecco, comunque, i link:

http://consulenzeingrafologia.it/grafologia-scientifica-un-po-di-storia-al-galoppo-i-parte/

http://www.giornaledellumbria.it/article/article227995.html



Sarahkey,
non ti sembra strano che per ben tre volte siano stati riscontrati sempre gli stessi vizi formali nella notifica? Non ti sembra strano che la Difesa non abbia pubblicato le lettere del Parolisi ai suoceri?
C’era effettivamente il desiderio d’incontrare la figlia? Credo che se tale desiderio fosse stato più forte di qualsiasi altro sentimento provato nei confronti di chi stava prendendosi cura della bambina, i contatti con i suoceri sarebbero stati cercati fino a ottenere risposta.

Ivana ha detto...

Enrico,
avevo dimenticato di segnalare i titoli della dottoressa Alessia Cigliano:

http://www.alessiacigliano.it/profilo-grafologa-alessia-cigliano/

ENRICO ha detto...

Ivana

ma se "sai di non sapere" come fai a sapere che Parolisi sia un padre snaturato che se infischia della figlia ? Perchè lo avrebbe detto la grafologa ? oppure perchè i giudici hanno interpellato anche frate indovino non osando rivolgersi ad Umberto Eco ?
Piuttosto, invece di perdere tempo a rispondere ai miei umoristici post, perchè non t'impegni a leggere ed a controbattere, con argomnentazioni altrettanto puntuali e scientificamente riscontrabili, a quelli che ha appena pubblicato Annika?
Forse non ne sei all'altezza oppure ti manca ancora qualche link ?

Anonimo ha detto...

@Ivana
È proprio perché mi sembra molto strano che penso sia un pretesto per mandare tutto a monte! Per il resto tu hai certezze che io non ho, sei proprio convinta che Parolisi avrebbe potuto ottenere qualcosa dai Rea?
Sarahkey

Ivana ha detto...

Enrico,
so di non sapere, ma determinati fatti mi portano a determinate riflessioni.
Mi baso sui FATTI, rifletto e pongo domande; non ho detto che il Parolisi "se ne infischia della figlia", per favore, non travisare le mie parole; ho detto ESATTAMENTE: "C’era effettivamente il desiderio d’incontrare la figlia? Credo che se tale desiderio fosse stato più forte di qualsiasi altro sentimento provato nei confronti di chi stava prendendosi cura della bambina, i contatti con i suoceri sarebbero stati cercati fino a ottenere risposta."
Insomma, prevaleva l'amore per la figlia o prevaleva il disagio, l'imbarazzo (o altro sentimento) nei confronti dei suoceri?

Ho sempre sostenuto di condividere le motivazioni della sentenza di secondo grado, per cui a tale sentenza ti (e vi) rimando... Perché trascriverla?
Ho sempre ammesso di non essere una biologa, né una genetista, né una criminologa, ma le spiegazioni chiare e precise della sentenza di secondo grado mi sono risultate convincenti. Se per te e per gli/le altri/e non sono tali, pazienza, ognuno non cambierà la propria opinione.

Luca Cheli ha detto...

Ivana: "Ti domando: non sei d’accordo neanche riguardo alla sentenza di condanna relativa a Salvatore Rotolo? Anche per lui si è trattato di un processo indiziario e credo che anche lui continui a proclamarsi innocente."

Preferisco non esprimere pareri su casi sui quali non mi sono sufficientemente documentato.

Del caso Parolisi non conosco certo ogni dettaglio, ma almeno le motivazioni dei tre gradi di giudizio (oltre a una buona parte di quanto è stato scritto su questo forum) me le sono lette.

Su Rotolo ho letto molto poco: certo all'apparenza sembrerebbe molto colpevole, però all'apparenza sembrano colpevoli tutti quelli che vengono indagati (nemmeno arrestati e tantomeno condannati), visto il modo in cui i media nel nostro paese presentano le informazioni.

Senza documentarmi (e al momento non ho tempo per farlo) non posso dire nient'altro.

Ivana ha detto...

Sarahkey,
un pretesto da parte di chi?
Non certo da parte del giudice, che per ben tre volte ha chiesto di evitare i vizi formali!
Sì, penso che i genitori di Melania avrebbero dovuto cedere alle insistenze del Parolisi sia per il bene della bambina sia per poter guardare negli occhi il genero e per ascoltare le sue parole.

Ivana ha detto...

Luca,
condivido quanto da te espresso.

emax/massimo prati ha detto...

Senza voler rispondere a nessuno, e detto che gli avvocati difensori dicono di credere all'innocenza di Salvatore Rotolo, scrivo questo breve commento giusto per fare uno di quei giochi da bambini che si chiamano: trova le differenze. Ne inserisco solo due perché credo che bastino e avanzino.

1) Antonella Alfano e Salvatore Rotolo litigavano di brutto e spesso (l'ultima volta la sera precedente). Tra Salvatore e Melania i litigi non c'erano. Come dissero le amiche di condominio? Quando erano insieme facevano venire il diabete tanto erano mielosi.

2) Antonella Alfano morì carbonizzata dentro la sua auto caduta in una scarpata. Ma non aveva fumo nei polmoni (e se fosse morta carbonizzata ne doveva avere). Stava tornando a casa dopo aver fatto acquisti. Sul luogo dell'incidente però si trovava anche il marito, visto da diversi testimoni allontanarsi a bordo di un motorino mentre l'auto bruciava. Melania è morta al chiosco di Ripe e nessuno, nemmeno le sentinelle, ha visto Parolisi sul luogo dell'omicidio.

Detto questo, c'è un'altra differenza da sottolineare: il Pm forte delle due evidenze di cui sopra aveva chiesto l'ergastolo per Rotolo, ma i giudici di Agrigento lo hanno condannato "solo" a 18 anni di carcere. Il Pm di Teramo non aveva alcuna evidenza probatoria, solo indizi senza valore da accomunare all'eliminazione del testimone che dichiarava di aver visto Salvatore e Melania al pianoro, e alla fotografia con orario presa su facebook (perché il cellulare che l'aveva scattata nel frattempo si era rotto e non si poteva acquisirla in originale)... un orario ritenuto giusto ma mai periziato, dunque. A fronte di queste incertezze certe, a Teramo e a L'Aquila al Parolisi si comminò l'ergastolo.

Per cui ci sono stati, da parte della magistratura, due pesi e due misure. E ci sono stati perché in un caso si era in balia del clamore mediatico nazionale, mentre nell'altro i media televisivi si sono defilati rimanendo ai margini... altra spiegazione non la vedo.

Massimo

emax/massimo prati ha detto...

Una dimenticanza importante:

nell'autopsia si scoprì che Antonella Alfano era stata soffocata prima dell'incidente e non era morta soffocata.

Gabridget ha detto...

L'articolo di Massimo andrebbe messo agli atti, nessuno sa dare spiegazione alle tante, tantissime e importanti domande, l'arrampicarsi sugli specchi di Ivana ha raggiunto il top paragonando il caso Alfano/Rotolo con quello di Salvatore. Non vado oltre perché tanto Massimo ha risposto a dovere poco fa.
Continuo ad avere dentro tanta rabbia e impotenza per come sono andate le cose e nonostante il tempo non si placano anzi, se possibile aumentano.
Gabriella

emax/massimo prati ha detto...

Altra precisazione importante.

Dove ho scritto:

il Pm forte delle due evidenze di cui sopra aveva chiesto l'ergastolo per Rotolo... dovevo scrivere:

il Pm forte delle due evidenze di cui sopra non aveva chiesto l'ergastolo per Rotolo, ma l'omicidio preterintenzionale e i giudici di Agrigento lo hanno condannato "solo" a 18 anni di carcere (a causa del rito abbreviato e della mancanza di aggravanti)...

Ora vado a riposare. Massimo

ENRICO ha detto...

ivana

"Mi baso sui FATTI, rifletto e pongo domande[...] C’era effettivamente il desiderio d’incontrare la figlia? Credo che se tale desiderio fosse stato più forte di qualsiasi altro sentimento provato nei confronti di chi stava prendendosi cura della bambina, i contatti con i suoceri sarebbero stati cercati fino a ottenere risposta."

Beh, se permetti, questi NON sono FATTI e non ho riscontrato da parte tua nè riflessioni nè, tantomeno, domande al riguardo.

Queste sono tue illazioni e tue personali interpretazioni di una serie di comportamenti intransigenti relativi all'affidamento della piccola tenuti dalla famiglia REA che aveva apertamente dichiarato nella persona della signora Vittoria " Io per colpa di Salvatore, per quello che ha fatto a Melania, non vedrò più mia figlia e lui non deve vedere la sua

E così è stato.

Gabridget ha detto...

Enrico, chi se le dimentica quelle parole? Non hanno nemmeno dato il beneficio del dubbio all'uomo che la loro figlia amava tanto e che nonostante tutto ha voluto tenere al suo fianco.

Mimosa ha detto...

Ivana ha detto (tra l’altro) 2 giugno 2015 11:51
«Per il Buoninconti ritenevo più probabile il suicidio della moglie con successivo occultamento del cadavere, ma, attualmente, se verrà dimostrato, tramite un esperimento specifico, che un agile vigile del fuoco riesce a occultare bene un cadavere, in due o tre minuti, sotto il fango e gli arbusti in condizioni di tempo e di luogo simili alle condizioni reali, cancellando le proprie impronte e togliendosi tuta, stivali e guanti, riponendoli in un sacco, per poi lavare tutto in un altro momento, allora comincerei a ritenere che a essere più probabile potrebbe essere la piena responsabilità del Buoninconti».

Scusami tanto Ivana, senza scomodare il caso Rotolo, non ti sembra che quanto scrivi su Buoninconti lo puoi applicare a Parolisi? e per tutti i motivi descritti anche in un paio di miei articoli postati da Massimo, se quello di Pino non ti è stato convincente.

E pure gli innumerevoli scritti di Annika … li hai letti?
è stato solo fiato sprecato, secondo te, che sei comparsa nel web solo dopo l'arresto o a processo iniziato, comunque dopo il già avanzato indottrinamento dei media, mentre noi eravamo qui da subito?

Mimosa

sorianablu ha detto...

Per esprimersi sul caso di Parolisi si dovrebbe leggere le carte processuali e io non le ho lette, quindi le mie considerazioni sono quelle di una semplice telespettatrice. E se all’inizio pensavo che Parolisi fosse colpevole adesso ho forti dubbi.
Lo credevo colpevole sulla base del DNA, che era trovato nella bocca di Melania (che risulta, da quello che ho letto dopo, non poteva nemmeno esserci), ... e anche sulla base delle bugie di Parolisi sui loro spostamenti di quella giornata (non le bugie sull’amante). Poi, valutando Parolisi si capisce che è una persona debole e le persone deboli possono avere scatti di ira con le persone ancora più deboli, se sono esasperati. Cioè se era Parolisi ad uccidere, allora non perché voleva correre dall’amante, non perchè era rifiutato il suo approccio sessuale (una cavolata pazzesca), ma solo perché Melania poteva litigando dirgli che intende andare dai suoi superiori e raccontare tutto. E qui ci sta perfettamente anche l’anello tolto e buttato. Queste parole e questo gesto poteva scatenare la rabbia, prendendo anche in considerazione che tutta la mattinata hanno litigato e che Parolisi era cmq nervoso per via della situazione con Ludovica. Perciò il motivo di uccidere Parolisi aveva, ma da qui a credere che è stato veramente lui se ne passa ... A me personalmente sembra soprattutto strano il depistaggio che attribuiscono a Parolisi, non si capisce bene a cosa gli serviva recarsi sul luogo del delitto e senza alcuna pietà infierire sul corpo della donna che amava e che era madre della sua figlia! ... Poi, un’impronta non si sa di chi,…. Il cellulare, l’anonimo telefonista …. vestiti puliti di parolisi …. Anche alle persone non molto informate come me qui vengono dei dubbi…. Ok, poteva essere Parolisi ad ucciderla in stato di raptus, ma poteva anche qualcun altro avere il raptus. Per esempio, qualche soldatessa pazza ( tipo Martina Levato con l’acido), a chi per odiare qualcuno non servono chissa quali seri motivi, e che poteva lasciare questi strani segni sul corpo di Melania proprio come il segno del suo disprezzo e odio. Cioè uccidere le sembrava troppo poco.
La cosa principale che gioca a favore di colpevolisti è la famiglia Rea. Perché le persone comuni logicamente pensano che loro sono i primi a volere trovare il vero assassino. E’ normale pensare che loro hanno letto bene tutte le carte e se loro sono convinti della colpevolezza di Parolisi allora si può fidare. Non è possibile pensare che loro vogliono avere solo Parolisi colpevole, solo perchè lo reputano fedifrago e bugiardo, e lasciano senza la condanna il vero assassino! E sinceramente, me lo chiedo anch’io. Se noi vediamo quanti punti interrogativi sono rimasti, non può non vederli anche il fratello di Melania…. Lui cosa pensa del DNA estraneo maschile trovato sotto le unghie di Melania? Lui cosa pensa della perizia di Bruno? …..
Secondo voi è l’errore dei suoi avvocati di scegliere il rito abbreviato? … Se Parolisi fosse andato al processo poteva forse provare la sua innocenza? ….

sorianablu ha detto...



Una domanda a Enrico: ma non era nessun verso di convincere gli altri della giuria? Ma se loro non hanno letto tutti i faldoni allora forse si poteva pretendere che cmq li leggessero prima? Altrimenti la situazione descritta da te mi sembra assurda,….. anche se ho sempre sospettato che loro non leggono nemmeno le carte ….

Domanda ad Annika: qual era la conclusione di perizia di Bruno?

Una domanda a tutti: ma si potrebbe chiudere il “Giallo”?... secondo me ha fatto già abbastanza danni per essere denunciato e chiuso definitivamente.

Quanto ai ragionamenti sui ergastoli e carceri, ritengo che carceri non possono essere sostituiti dalle “punizioni alternative” Si, carceri non sono educativi per niente, sono punitivi, ma certa gente DEVE essere solo punita. Per esempio, per quelli come Izzo e Pizzocolo vorrei avere la certezza di ergastolo a vita, senza alcun sconto e alcuna minima possibilità di uscire dal carcere perfino per mezzora. Non credo che questo tipo di persone possono essere rieducate, loro possono solo essere costretti a rendersi utili per la società, magari nelle miniere. Non credo nemmeno che una persona come Erica possa essere rieducata, nel momento del delitto lei aveva abbastanza anni per capire cosa fa. Aver saputo che suo padre non l’ha abbandonata , ero molto stupita, ma dopo ho pensato che in effetti di quella famiglia non sappiamo niente, forse lui si sente in colpa per qualcosa che non sappiamo …

PINO ha detto...

X Ivana
Non mi piace riscrivere su un argomento già esaurito, e già evaso per eccesso, ma, siccome la tua irragionevole persistenza lo ha ri-tirato fuori dal ripostiglio dove era stato confinato, facendone ripetuto motivo infastidire (non offenderti) alcuni tuoi pazienti interlocutori (spero gli ultimi), riporto, in copia-incolla, il mio post di precisazione, apparso sotto l'altro articolo di Massimo, sempre a proposito dei pretesi mancati contatti di Parolisi, con la famiglia Rea, riguardo la piccola Vittoria:
IVANA
Cito: "ho dedotto che mai il Parolisi abbia cercato di mettersi direttamente in contatto con i suoceri per seguire con loro un percorso preparatorio per il bene prioritario della bambina"
Come avrebbe potuto mai, il Parolisi, mettersi in contatto con i suoceri & comp. quando gli stessi avevano già eretto un insuperabile muro di odio e incredibile ostilità, contro il militare e la sua incolpevole famiglia?
Ostilità, odio e desiderio di vendetta (non giustizia, quindi) che si è palesata, tenace, fino a pochi giorni fa, con la sistematica presenza di Michele Rea ed immancabile "zio" nell'ultimo "salotto mediatico?
Squallide rivalse, miranti solo al male, in tutti i suoi perfidi risvolti.
Ciao.

Spero sia stato esaustivo, riguardo l'argomento che tanto tieni a porre in evidenza
Pino





Anonimo ha detto...

p.s. Leggasi "per" infastidire. P

Ivana ha detto...

Enrico,
temo che tu continui a travisare (per provocazione? o per quale altro motivo?), costringendomi a essere noiosa e ripetitiva:
I fatti (nel senso sia di “avvenimenti che si compiono o si sono compiuti” sia di “constatazione di una realtà”) sono:
1) la decisione del giudice del tribunale dei minori di Napoli
2) la mancanza di commenti da parte della Difesa, in merito ai “vizi di forma” contestati per ben tre volte
Avevo posto domande specifiche rivolte a Sarahkey !

Massimo,
credi veramente che Melania e Salvatore non litigassero dopo la scoperta da parte di Melania dell’infedeltà coniugale del marito? Salvatore stesso, in un’intercettazione in auto, si era lamentato con lo zio della moglie perché Melania lo umiliava. Pensi si trattasse dell’ennesima bugia di Salvatore?
Inoltre le telecamere del supermercato hanno ripreso, la mattina stessa del giorno della “scomparsa” di Melania, una famiglia in cui marito e moglie appaiono distaccati (altro che atteggiamento “mieloso”!).

Mimosa,
il Buoninconti non ha ancora affrontato neanche il processo di primo grado, mentre il Parolisi è stato ritenuto responsabile del delitto in tutti i tre gradi di giudizio.

Ivana ha detto...

Pino,
non condivido i giudizi che esprimi riguardo ai sentimenti provati dalla famiglia Rea; Michele Rea ha ribadito, con la massima compostezza, durante una puntata di Quarto grado", che loro avrebbero voluto guardare negli occhi il marito di Melania, chiedergli i dettagli di quanto accaduto alla donna, ma mai, dopo l'arresto, hanno ricevuto messaggi da lui.

Anonimo ha detto...

Ivana,
si credo che i Giudici possano emettere sentenze di comodo quando, come in questo caso, è forte la pressione mediatica e ancor più quella dei parenti della vittima.
Per quanto riguarda la tua convinzione che i Rea avrebbero dovuto cedere alle insistenze di Parolisi, ripeto, è una tua convinzione. Io ricordo troppo bene le parole di mamma Vittoria per poterci credere.
Per quanto riguarda le delucidazioni attese dalla difesa, non so che dire ma potrebbe anche essere un silenzio voluto, in attesa di un nuovo appello.
Sarahkey

Vanna ha detto...

Saluti cordialissimi a tutti!

Ivana, anche a te.
Stracondivido quanto scrive Enrico: “ le tue sono tutte considerazioni generiche e generali” e anche Annika, Mimosa, gli altri che ti hanno risposto sulla scarsa presenza di Salvatore papà e marito ( Sarahkey), e sulle “modalità” della violenza dei colpi, eccetera ( Luca Cheli),
E pure “ il muro di odio” alzato dalla famiglia Rea contro di lui (Pino).
Aggiungo che è banale e scontata l’insistenza con la quale si vuole continuare a vedere il fatto con le lenti affumicate di proposito, sì questo lo ri-affermo, da quelli che hanno VOLUTO e PROGRAMMATO il fatto come ci è stato propinato lungamente, noiosamente come se tutti avessimo il virus sempre nuovo chiamato: “ lasinovola “.
Ora ti dico anche la mia in riferimento:
1° alle fanciulle ingenue che il satiro Parolisi addescava e illudeva.
RISPONDO
Ma a te sembra proprio che le ragazze che decidono di prendere la carriera militare siano così ingenue, tranquille che possono essere illuse “sadicamente”? Se scelgono tale mestiere devono avere una personalità determinata e poco ingenua, perché il loro lavoro racconta la difesa, l’attacco, le armi, i feriti, la morte… racconta altresì la condivisione di tali significati con l’elemento maschile, ed è evidente che la miccia che ne deriva potrebbe non essere all’acqua di rose!
Difatti la fanciulla sapeva, e lo doveva sapere in camerata con le altre, che lui era uno sciupafemmine e che lui era sposato, aveva una bimba, ma insisteva tanto perché, poverina, innamorata ed illusa così tanto che la sua famigliola lo avrebbe accolto ad Amalfi in doppia camera d’albergo…
Tempi moderni, famiglie moderne. Con tua figlia avresti fatto la stessa cosa?
Mia figlia l’avrei scartavetrata, ti garantisco, e non avrei proprio voluto conoscere e ospitare un tizio sposato con una figlia piccola il cui solo posto era restare nella sua famiglia e non nella mia!
Ed ancora, secondo me anche la fanciulla era nel programma, non so quanto sia stata controllata adeguatamente certo è che di lei si è saputo poco prima-durante-dopo: è stata blindata e protetta a tutto tondo. Ma con quel cognome era prevedibile... era ancor di più prevedibile accusare il satiro Parolisi che invece è stato un c…one,sì, come infatti pensi anche tu, visto che lo giudichi “giocherellone incurante della dabennaggine e della sofferenza altrui”, e pure crudele lo giudichi.
2° La coppia non era quasi mai sola, lei era sempre con la sua famiglia. Non si è mai veramente affrontata la figura di Melania, del marito invece si è detto e fatto vedere di tutto, lei era così pura che si è rifiutata al marito nel bosco e lui, lupo cattivo, l’ha uccisa! E quella semenogelina è stata cancellata come inesistente, manco l'esame scientifico è valso.
Così è stata tessuta la triste fiaba.
3° Non si è indagato nel palazzo dove vivevano, sulle amicizie che frequentavano, sul gen. Aquino, su quanto affermato dal giudice Ferraro, sulla droga nascosta nei fucili, sulle presenze camorristiche, sull’anoressia che aveva trasformato la giovane mamma in una ragazza affusolata che aveva scritto alla cognata di affidare a lei la bambina se le fosse accaduto qualcosa… e meno male che “scripta manent” conta solo nello scavo archeologico del passato dell’ Uomo, qui lo scritto è stato carta straccia.
A quanto pare gli elementi basilari della SCIENZA (analisi adeguate e semenogelina e anche DNA salivare) e della STORIA si possono tirare di qua e di là come... fa comodo.
PERCHE ???

Vanna ha detto...

Massimo caro,
ovviamente condivido anche il tuo articolo e le tue risposte.
Un saluto speciale.
Vanna

TommyS. ha detto...

Annika

E' sempre un piacere leggerti e vedere come a distanza di quattro anni per te l'omicidio di Melania rimanga ancora una dolorosa ferita che non si rimargina.

Hai perfettamente ragione a provare rabbia e sdegno per come la scienza in questo caso giudiziario è stata vergognosamente piegata allo scopo ultimo di condannare Parolisi. Anche se "piegata" è un termine non totalmente idoneo a rendere l'idea di quanto fatto sin dalla relazione autoptica preliminare in quanto sarebbe più appropriato dire "cancellata".

Un caso giudiziario vergognoso dove Salvatore Parolisi, al di là delle sue stupide bugie sulla vita matrimoniale ed extra coniugale (ma secondo me anche in assenza di queste bugie si sarebbe trovato il modo di accusarlo del delitto e del vilipendio con un altro fantastico movente), non sarebbe dovuto neanche essere rinviato a giudizio visto che vi era un testimone oculare che, a mente fresca, lo collocava dove il militare aveva detto di essere in quei momenti, oltre ad un attendibile testimone oculare che non lo collocava dove invece la Procura ha sempre sostenuto che si sia trovato.

Sui profili di DNA rinvenuti sotto le unghie e sui polpastrelli hai nuovamente e perfettamente ragione. Erano un indizio inequivocabile che Melania si fosse in qualche modo difesa ed opposta ai suoi assassini (sebbene vi sia il fondato sospetto che non fosse totalmente in grado di reagire). Sono stati totalmente ignorati visto che non portavano al profilo genetico del marito. Ed a rincarare la dose ed i sospetti ci si è messo il RIS di Roma che ha distrutto i campioni dopo aver effettuato le prime amplificazioni e corse elettroforetiche. Ma se uno legge attentamente le tabelle riportate nella relazione di Tagliabracci può avere un'ulteriore conferma che si trattasse effettivamente di cellule epiteliali degli assassini dovute all'azione di difesa opposta da Melania. Le quantità in ng di DNA maschile isolate sono difatti decisamente minime segno di quella degradazione delle cellula epiteliali stesse che secondo gli studi da te citati hanno una permanenza decisamente ridotta. Potrebbero anche riferirsi ad una reazione di Melania non nel momento dell'aggressione finale bensì in quello della sua scomparsa se uno ipotizza una specie di rapimento. Ma sicuramente non possono essere ricondotte ad un contatto casuale risalente a momenti antecedenti la scomparsa.

L'unico elemento scientifico o pseudo tale (l'attendibilissimo French Kiss Test della Baldi) è alla fine rimasto quello legato alla presenza del profilo genetico di Parolisi nelle famose tracce 4493 e 4494 ed è stato l'unico utilizzato dai giudici per sentenziare le condanne inflitte al militare. Ma anche a leggere attentamente i genotipi isolati da quelle tracce qualche dubbio viene in quanto i profili misti ottenuti non sono proprio perfettamente combacianti con quelli ottenibili sommando i genotipi di Melania e Salvatore (sebbene la concentrazione di DNA totale fosse decisamente buona). Sarà forse dipeso dalle quantità di DNA utilizzate che si scostavano da quelle indicate da Promega (1 ng), ma qualche differenza comunque è ravvisabile (ad evidenziare questo fatto fu anche Giardina che però ad un certo punto scomparve dalla scena forse troppo preso dai nuovi incarichi della Procura di Bergamo) e qualche sospetto potrebbe anche sorgere.

Per chiudere, so bene che condividiamo le medesime convinzioni, su questo caso più che su altri mediaticamente famosi e recenti, hanno sempre aleggiato ombre oscure e potenti (e gli indizi di ciò sono tanti, basta saperli cercare ed interpretare) la presenza delle quali fa sì che non mi muova in alcun modo dalla personale certezza che la verità giudiziaria sia totalmente diversa da ciò che successe in quel di Ascoli e Ripe di Civitella.

andres ha detto...

Vanna,
condivido tutto, parola per parola!
Ivana,
fino a poco tempo fa, ho pensato che tu fossi personalmente coinvolta nei fatti sui quali stiamo discutendo. Ora penso che il tuo
atteggiamento sia dettato da un desiderio ostinato di mantenere il punto, come una volontà di aver ragione a tutti i costi. Ho come l'impressione che ti senta molto gratificata in uno scontro una contro tutti. E, spesso, sorvoli le argomentazioni degli altri. Annika ha spiegato scientificamente e perfettamente come stanno le cose.Tu non ne tieni conto e scrivi di una grafologa che dice....di un padre concentrato solo su di sè, di un marito indegno...Ripeti quanto detto da giudici, media e famiglia Rea. Ne dai, quindi,un giudizio morale, che niente ha a che vedere con una condanna gravissima per omicidio.
Questo atteggiamento, a me ,che nel caso Parolisi non sono mai intervenuta, infastidisce.Comprendo quindi totalmente,la risposta
di Enrico (e non solo)che dopo essersi speso in spiegazioni ed argomentazioni, probabilmente ha la sensazione che si ritorni sempre al punto di partenza!

Ivana ha detto...

Scusa, Vanna, ma io avevo scritto correttamente “dabbenaggine”; perché hai trascritto tale parola con errori di battitura che appaiono come errori ortografici? Perché non hai effettuato un veloce “copia-incolla”?
Io avrei lasciato che mia figlia, maggiorenne, prendesse la propria decisione, tanto più che al giorno d’oggi i casi di separazione e di divorzio sono in continuo aumento:
http://www.repubblica.it/cronaca/2013/05/27/news/istat_divorzi_separazioni_in_crescita-59730172/

Dalle intercettazioni telefoniche emerge la buona fede di Ludovica (che piange disperata e che non capisce perché Salvatore debba mentire con gli inquirenti).
Sulla Sg avevo già segnalato la pagina 36 della sentenza di primo grado.
Riguardo alle “informazioni medico-legali”, agli “accertamenti entomologici” e alle “analisi biologiche” condivido il contenuto delle motivazioni della sentenza di secondo grado (da pagina 69 a pagina 79 comprese).

Ivana ha detto...

Sarahkey,
quale sentenza di comodo?
In base alla mia esperienza personale, l’opinione pubblica resta divisa tra innocentisti e colpevolisti. Non so se siano stati approntati sondaggi specifici.
Credo che il giudice fosse stato chiaro e determinato già il 10 febbraio, quando, rinviando l’udienza, aveva precisato che sarebbe stata l’ultima volta e poi non avrebbe rimandato ad altra data se i “vizi formali nella convocazione delle parti” si fossero nuovamente ripetuti.
A mio avviso, se il Parolisi avesse cercato insistentemente di contattare i suoceri e se loro non avessero risposto alle sue continue richieste, le lettere inviate( tramite raccomandata) avrebbero rappresentato la documentazione sia dell’ effettiva volontà di intraprendere un percorso psicologico preparatorio per il bene della figlia, sia dell’effettivo amore paterno che sa superare altri eventuali sentimenti negativi nei confronti di chi attualmente si sta prendendo cura della bambina, provvedendo al suo mantenimento e alla sua crescita.
Penso, inoltre, che chi segue la bimba e i genitori di Melania (persona o persone competenti e preparate in psicologia) avrebbe caldamente consigliato di rispondere, in quanto il bene verso la piccola deve essere prioritario rispetto ai sentimenti negativi verso un padre che, nel cuore, sarebbe rimasto tale (anche perdendo la patria potestà) e che l’avrebbe dimostrato con le richieste ininterrotte.

Ivana ha detto...

Andres,
il fatto che il mio punto di vista non sia condiviso non implica che sia errato!

Potrei dire la stessa cosa a voi: perché vi ostinate a sostenere la vostra opinione?
Credo che ognuno di noi sostenga il proprio ragionamento per semplice amore di ricerca della verità.

TommyS. ha detto...

Ivana

Non intendo in alcun modo scalfire le tue certezze granitiche sulla colpevolezza di Parolisi e sulla sua inadeguatezza come marito e padre. Ma hai scritto

"Inoltre le telecamere del supermercato hanno ripreso, la mattina stessa del giorno della “scomparsa” di Melania, una famiglia in cui marito e moglie appaiono distaccati (altro che atteggiamento “mieloso”!)."

Questa tua affermazione probabilmente è fortemente influenzata dal martellamento mediatico che ha sempre voluto far vedere come in quelle ultime immagini di Melania viva la coppia fosse agli sgoccioli e prossima ai tragici eventi del pomeriggio.

Pochissimi in realtà hanno voluto far vedere le cose come realmente si svolsero in quei momenti (ricordo precisamente di aver visto uno spezzone più lungo di quel video, mandato in onda solamente una o pochissime volte). Appena giunti davanti al supermarket fu Melania a dirigersi direttamente verso l'ingresso noncurante di cosa facessero il marito e la figlia. Quest'ultima si diresse invece verso i giochi (mi sembra un cavallino elettrico) che si trovavano a lato dell'ingresso e Parolisi la seguì con attenzione dimostrando di essere un padre attento e premuroso e non l'essere spregevole che hanno sempre dipinto. In sintesi, da quelle immagini, complete, si sarebbe dovuto dedurre che fosse Melania quella che nella coppia in quei momenti aveva altri pensieri che forse non comprendevano il marito e la figlia e che allo stesso tempo Parolisi fosse colui che cercava di riconquistare una vita coniugale "normale" o che perlomeno non abbandonasse in alcun modo il proprio ruolo genitoriale (incompatibile con un abbandono della famiglia per raggiungere l'amante nelle vacanze pasquali).

In questo quadro ci potrebbe stare al limite l'ipotesi, decisamente visionaria a mio parere, della Tommolini che il delitto fosse stato generato dall'ennesimo rifiuto di Melania, ma non quella degli altri giudici e magistrati che hanno sempre visto nel delitto la soluzione per uscire dal famoso "'mbuto" passionale. Ipotesi che poi è stata cristallizzata nelle ultime sentenze.

Fosse quindi vero che era il comportamento di Melania negli ultimi periodi a non permettere una serena vita coniugale, questo non toglie la possibilità che nella vita sociale della coppia Melania non volesse far trasparire il suo disagio e quindi si comportasse come una moglie devota ed innamorata. Pur considerando allo stesso tempo che le dichiarazioni su una coppia "mielosa" sono state rilasciate unicamente ed in un'unica intervista televisiva da una persona il cui comportamento in questa vicenda presenta molti lati oscuri.

Anonimo ha detto...

Grandissima annika. ...il resto sono solo chiacchiere. ...

Annika ha detto...

Cara Sorianablu,

nel mio post parlo di "mini conclusione".

Tu stessa ammetti di non aver letto tutte le carte del caso Rea. Tra
tutte, la perizia Bruno non solo e' sinonimo per eccellenza della
figura dell'anticlimax, ma anche dell'antica pilatesca pratica dello
scaricare barili. Mi riferisco agli ultimi due scarni paragrafetti
della sua altrimenti solida perizia. Nel penultimo, dopo 200 e piu'
pagine di build up di un PMI posteriore a quello presunto, conclude
che Melania e' deceduta intorno alle 3 del 18 aprile, e nell'ultimo si toglie tutte le paure e tira un sospiro di sollievo rimandando alla perizia Gino per qualunque cosa concerna la semenogelina. Cio'
nonostante, si tratta di uno scritto essenziale per provare che
l'omicidio e' avvenuto molto a posteriori (ergo Salvatore non puo'
averlo commesso in quanto dalle 4 del pomeriggio del 18 aprile ha un
alibi ininterrotto e di titanio). Infatti, Bruno ci fornisce ampia
documentazione fotografica, comprese foto del corpo di Melania sia a
Ripe che in fase autoptica, accompagnata da una serie di "mini",
chiamiamole INFORMAZIONI che nessun altro menziona mai altrove. Prendi ad esempio la rivelazione (con tanto di foto) dei pezzetti di frutta a guscio presenti nel contenuto gastrico. Tra varie altre chicche, c'e' anche:

"E per quanto riguarda la macchia verde putrefattiva, almeno sulle immagini fotografiche essa non è apprezzabile (cfr. immagine seguente)."

Non so quanto tu te ne intenda di scienze forensi. Per me quella
frase, che piu' che una "mini conclusione" o una "mini informazione"
in realta' non e' altro che una "mini ovvieta'", non fa altro che
confermare ancora una volta che il decesso e' avvenuto in tempi molto
posteriori allo sbandierato presunto pomeriggio del 18 aprile.
Infatti, non solo la foto a cui si riferisce Bruno con Melania in
autopsia, ma anche un'altra una decina di pagine precedente con
Melania ancora a Ripe, non mostrano alcuna macchia verde putrefattiva
laddove una macchia putrefattiva DOVEVA essere presente se realmente
Melania fosse deceduta quando ci raccontano. E pensa che quelle foto
le ho anche passate al setaccio stile steganografia, tanto per essere
sicura, ma non sono filtrate e la macchia proprio non c'e'. Stando
all'orario della morte presunta, la foto di Ripe mostrerebbe Melania
deceduta da oltre 48 ore, e quella sul tavolo autoptico da ben 72.
Dato poi che il corpo di Melania non e' stato conservato in cella
frigo, ma a temperatura ambiente, a maggior ragione questa assenza
totale di verdognolo non solo e' sospetta ma indica una cosa ed una
soltanto: che il decesso va posticipato di almeno 24 ore, e quelle
foto ne sono una prova. Una delle tante. Peccato pero' che la frase di Bruno sia stata ignorata in toto, quando invece avrebbe dovuto
suscitare molti dubbi sul presunto PMI, in primis prorio a Bruno
stesso oltre che a colei che quella perizia "super partes" aveva
commissionato...

Spero di averti risposto esaurientemente.

Ciao. Annika

emax/massimo prati ha detto...

Dalle dichiarazioni della famiglia Rea si evince che Melania aveva perdonato quanto fatto da Salvatore e la vita coniugale era ripresa normalmente. Che Melania e Salvatore avessero un comportamento mieloso fatto di bacini e coccole lo dicono le amiche di condominio sia ai giornalisti sia ai carabinieri.

Quindi non c'è da chiedere a me se sono sicuro, visto che tutto è stato verbalizzato con tanto di firma in calce (e ci sono video in cui si parla del rapporto mieloso), piuttosto c'è da chiedere ai procuratori il motivo per cui abbiano preferito non portare i verbali a processo e ai media il motivo per cui si sia snobbato il rapporto mieloso preferendo puntare sul rapporto fedifrago anche se Salvatore e Ludovica non si vedevano da quattro mesi.

Per quanto riguarda l'albergo prenotato... tante altre volte Salvatore aveva dato "buca" all'amante (Pasqua, Natale, Capodanno), e tante altre volte gli aveva detto che se non fosse andato non gli avrebbe più parlato. Ma ogni volta tornava a parlargli (e Parolisi ai carabinieri ha detto esattamente che non sarebbe andato ad Ischia e che a Ludovica sarebbe passata come le altre volte).

Massimo

Vanna ha detto...

Ivana posso garantirti che non ho fatto caso a come è stata scritta la parola "dabbenaggine", mi interessava prevalentemente il significato che la parola racchiude al di là delle lettere di troppo o di poco che la compongono.
Lezioni su copia e incolla neanche m'interessano, quindi l' evidenziare nel mio post errori di battitura o di mancato uso del computer è non solo ridicolo e riduttivo nei confronti del mio contenuto chiarissimo e ben variegato ma è altresì patetico e la dice lunga su chi sei, cosa cerchi soffermandoti a puntualizzare il nulla.
Francamente, credo che tu c’entri in qualche vago modo nella vicenda in questione, non so a che titolo ma non sei estranea.
Il resto...sono solo chiacchiere son d'accordo.
Vanna


andres ha detto...

Ivana,
esprimere e difendere le nostre opinioni è sacrosanto, ci mancherebbe!
Però,in ogni discussione ci sono opinioni che si confrontano. L'ascolto di quello che propongono gli altri è fondamentale. Soprattutto se gli altri partecipanti portano prove importanti a sostegno delle proprie convinzioni. In questo caso,le prove scientifiche che ha portato Annika, sono fondamentali e imprescindibili per la ricerca della verità.
Ad esempio, all'inizio di questa vicenda, pensavo che Parolisi fosse colpevole. In seguito, leggendo gli articoli di Prati e, soprattutto le spiegazioni scientifiche di Annika, ho cambiato la mia opinione.
A me sembra che tu abbia una fortissima fiducia nel lavoro e nell'onestà di inquirenti e magistratura che si sono occupati di questo caso, e , dico, purtroppo ,sei in buona e numerosissima compagnia! Io, in questo caso (che si sviluppa in un ambiente molto molto potente), come in alcuni altri di cui si discute su questo blog, penso che inquirenti e procure non meritino la mia fiducia.

Vanna ha detto...

Andres, anche io all'inizio credevo alla colpevolezza di Parolisi, poi ho scoperto "Volando" ed ho cambiato opinione proprio come te.

magica ha detto...

la coppia PAROLISI, avra' avuto i suoi alti e bassi, a volte con somportamenti mielosi a volte battaglieri come succede ed è desiderabile che succeda nelle coppie. ci furono avvenimenti in quella coppia che determinarono le corna , la moglie che trascorre la gravidanza dai genitori??
il marito faceva vita spericolata :la moglie era una realta' a parte.
si prendeva licenze da scapolo , senza che avesse la percezione del pericolo . spingendosi oltre , basta sapere dei genitori dell'amante , che avevano prenotato l'hotel. IMMAGINIAMOCI se poteva essere una cosa fattibile..(alcuni pensano che salvatore avesse ucciso la moglie per poter trascorre la pasqua con l'amante? se era vedovo mai piu' parolisi sarebbe andato all'incontro con l'amante , sarebbero dovuti passare mesi e mesi perchè sarebbe stato pedinato ).
.PAROLISI SCHRZAVA TROPPO ORMAI . .
poi successe quello che sappiamo , tutte le colpe del fedigrafo le collocarono nella trama dell'omicidio della moglie .
potrebbe essere che le corna non centrino? con la morte di MELANIA? secondo me è successo come succede a molte donne :vittime di un incontro con un maniaco . poi siccome trovare il nesso è difficile : il corpo della vittima seviziato e altre situazioni inspiegabili : piace vincere facile , il marito fedigrafo è l'autore del delitto -

Anonimo ha detto...

Ivana non ti sembra di aver superato il limite della nostra sopportazione? Ti sei munita anche della matita rossa per correggere i post?

emax/massimo prati ha detto...

Enrico, c'è una mail per te... leggila.

Anonimo ha detto...

Speriamo che a Michelle Hunziker non capiti nulla prossimamente, se no finisce che Tommaso Trussarsi se ne va in galera...

www.today.it/gossip/hunziker-trussardi-lite-in-macchina-foto.html#_ga=1.140216179.1109521735.1431626673

PINO ha detto...

X Ivana
Scusami la banale similitudine. ma non posso fare a meno di farti osservare che il "piatto del giorno" ti è stato servito in tutte le salse.
Se non hai saputo, o voluto apprezzarne il valore ciò andrebbe ascritto a deficienza, o mancanza completa delle papille linguali (comunemente chiamate "gustative").
Sono certo che non ti sfuggirà il senso reale dell'allusione, non esplicitato per puro spirito di correttezza.
Smettila di negare l'esistenza del sole. Ciò danneggia la tua personalità, contro ogni sforzo di farla apparire scevra da presunzione ed apriorismo.
Vanna scrive con il cuore e l'intelligenza: evita, quindi, di usare la matita rosso-blu, per puerili rappresaglie.
Ho ignorato, quando è stato possibile, le tue illazioni, ma non posso tollerare chi, proditoriamente, vuol porsi in cattedra, in un cenacolo dove l'erudizione si è sempre accoppiata alla modestia.
Pino

Ivana ha detto...

Tommy,
ti sembra che io sia una persona le cui opinioni possano essere influenzate dal martellamento mediatico? Come mai, allora, il vostro “martellamento innocentista” non ha ancora scalfito la mia opinione?
Riguardo alle immagini delle telecamere io mi baso su ciò che ho visto e, di certo, non ho notato alcuna “mielosità” tra Melania e Salvatore.
Ho tratto considerazioni diverse dalle tue: la donna aveva scoperto che la relazione extraconiugale del consorte stava continuando? A mio avviso, per una donna come Melania, casalinga e madre di una bimba piccola, la “brutta cosa” scoperta poteva essere soltanto la persistente infedeltà del marito. Gli aveva perdonato quella che riteneva essere una “scappatella”, di cui si era addossata la colpa avendo lasciato solo il marito durante i mesi della gravidanza; temo non fosse più disponibile a permettergli altre infedeltà coniugali e che a lui mancasse quella libertà di cui aveva goduto a lungo.
Era molto irritata nei confronti di Salvatore?
Lasciava a lui la bambina nelle occasioni in cui era presente, perché capisse quanto impegno comporta accudire una figlia?

Ivana ha detto...

Massimo,
le immagini delle telecamere mostrano un atteggiamento freddo e distaccato (proprio la mattina del giorno della “scomparsa” e, per me, rappresentano il ritratto reale (un dato certo) del comportamento tra marito e moglie proprio la mattina prima della “scomparsa”.
Ormai Ludovica aveva coinvolto i genitori e credo non avrebbe tollerato altre scuse da parte di Salvatore; da mesi non si incontravano perché Melania non era più disposta a concedere quella libertà di cui Salvatore aveva goduto durante il periodo della gravidanza della moglie; anche le umiliazioni di cui Salvatore si lamentava dimostrano, o no, che i rapporti tra i coniugi erano diventati tesi?
Come avrebbe potuto continuare a “tenere il piede in due scarpe” se ognuna delle due donne cercava di costringerlo a mantenere determinate promesse?
Ritengo particolarmente significativa la condotta dal Parolisi dopo la scomparsa e la morte della moglie, comportamento descritto da pagina 93 a pagina 99 (comprese) della sentenza di secondo grado.

Ivana ha detto...

Vanna,
Vanna,
tu avevi riportato, inserendo errori di battitura NON MIEI, alcune MIE PAROLE mettendole tra virgolette (come fossi stata io a sbagliare nel digitare sulla tastiera), per cui ho voluto sottolineare che non avevo scritto quella determinata parola nel modo in cui era stata da te trascritta.
È chiaro?

Non c’entro nella vicenda e Massimo (che stimo considerandolo persona onesta e intelligente) l’ha confermato.


Vanna e Pino
Tutti/e commettiamo errori di battitura, ma ritengo che quando si riportano parole altrui, virgolettandole, occorra essere precisi, affinché le parole citate non subiscano cambiamenti, per evitare che la modifica apportata appaia come una PROVOCAZIONE.



Comunque, rallegratevi: non so se avrò ancora tempo libero per ulteriori interventi!
Buon proseguimento a tutti/e
Ivana

Anonimo ha detto...

Non ci posso credere, due donne molto simili, uccise nello stesso luogo, a breve distanza di tempo, e gli inquirenti condannano rispettivamente il marito e il compagno. Non ho parole! Ma che geni di investigatori abbiamo!!!
http://www.lettera43.it/.../la-collina-degli-orrori.htmhttp://www.lettera43.it/cronaca/13859/la-collina-degli-orrori.htm

Vanna ha detto...

Grazie Pino!
A presto riceverai mie nuove!
Un abbraccio.
Vanna

Anonimo ha detto...

Ivana
... e sai che provocazione scrivere "dabennaggine" anziché "dabbenaggine"!!!
XY

Vanna ha detto...

Guarda Ivana, volevo non rispondere, ma un certo perbenismo del bicarbonato mi disturba per la sua inutilità a far credere che Cristo è morto a causa del raffreddore.
Ma che strano, appari tanto moderna e aperta da lasciare che tua “ figlia maggiorenne” possa prendere “ la propria decisione, tanto più che al giorno d’oggi i casi di separazione e di divorzio sono in continuo aumento…” e poi sei altrettanto chiusa da non vedere che in quel ménage qualcosa non andava solo, per te, per colpa del marito e delle occasioni che gli capitavano e che coglieva frequentemente.
Su M. non è stato scavato abbastanza, non perché chissà cosa poteva fare, ma per comprenderla meglio, e bisognava farlo se si poteva scoprire altro.
Ovviamente tutto doveva restare coperto.
La fanciulla era sincera e disperata dici, e lui un cinico giocatore.
La fanciulla intanto, doveva stare al posto suo e stare bene attenta a non insistere troppo con un uomo sposato, il compito dei genitori è quello di non accettare passivamente, con la scusa che se i figli sono maggiorenni possono permettersi di fare delle scelte che vanno a minare una famiglia già formata.
I genitori non possono ignorare certi “arcaici” principi e non accogliere i mariti delle altre se ancora hanno il loro ruolo maritale, altro che offrire la vacanza pasquale in una stanza matrimoniale lontano dalla figlia… Vergognoso tale comportamento. Ma anche la morale si tira come… si vuole quando si deve portare acqua al proprio mulino.
E così la fanciulla e la moglie sono valutate con metri di misura limitati da un’apparenza vuota, tanto che solo Parolisi è quello che non possiede principi morali e non ha fatto i suoi doveri, poi accade che per fare il dovere coniugale nel bosco come un satiro, ha dovuto uccidere…
Il paradosso della stupidità diventa verità e condanna.
E’ comodo ragionare con l’ottica dell’opportunità.
Ma hai provato per un attimo a metterti nei panni della madre di Parolisi? Della sorella che sa- sapeva e avrebbe potuto crescere la bimba SE le fosse stata data l’opportunità?
Tu come ti saresti comportata con tuo figlio coperto di melma fino alla testa?
I Parolisi sono stati ammirevoli, difatti la loro presenza, in confronto, è stata molto discreta.
Perché infierire su questo giovane uomo-padre e giustificare le donne che erano intorno a lui che lo assediavano in un ambiente dove l’esercitazione militare utilizzava altre armi diversificate?

Natasha ha detto...

Ragazzi BUONASERA E BUONANOTTE a tutti!!!
Ho letto tutto cio' che avete scritto. Intanto ringrazio tantissimo Massimo per l'articolo! Sempre pieno, profondo, concreto e deciso! A prescindere che questo caso ho seguito praticamente NULLA e quindi non posso dare nessuna opinione. Grazie ad Annika che leggo con grande piacere perche' si sente, non solo dalle parole scritte, ma anche a pelle, che e' una professionista e professionista seria!
A tutti voi che stimo tanto e leggo con il piacere, ma in questo caso, sinceramente, ho preso un po' di "rabbia" nei v. commenti che sono risultati attaccati, accanniti e cercare di convincere una persona come Ivana che....in questo preciso articolo ha chiesto il permesso a Massimo Prati di poter esprimere la sua opinione b diversa di altrui (suppongo che tempo fa su questo caso avevate qualche gran de disappunto come oggi con la persona da me citata) e quindi.... se Massimo ha dato il permesso e se gia' era precedente (non seguivo questo caso, ripeto e ribadisco, e quindi non seguivo le conversazioni!!!!) il peche' entrate a commentare, criticare, convincere una persona che e' convinta nella cosa apposita e poi vi arrabbiate pure?! C'era la premessa della sig.ra prima di pubblicare la qualsiasi su questo caso ed ha attenuta l'autorizzazione dal titolare del Blog. Scrivo questo commento per un semplice motivo, non ho seguito il caso e quindi non potrei commentare in merito, ma il seguire i vs. ultimi commenti dopo che ho letto il "OK" da Massimo e mi sono un po' stranizzata... O NON commentate, sapendo com'e' la persona e la sua opinione, oppure..... non c'e', perche' quando una persona ha convinta di certe cose, non vede nient'altro. Dal mio vorrei dire un cosa, osservando marea di processi e casi.... Giustizia italiana ultimamente funziona cosi' (basandosi del reddito che hai!!!!) innocenti in prigione.... criminali in politica!!!

Mimosa ha detto...

è inutile ragazzi,

Ivana ha scritto: «ti sembra che io sia una persona le cui opinioni possano essere influenzate dal martellamento mediatico? Come mai, allora, il vostro “martellamento innocentista” non ha ancora scalfito la mia opinione?»
(citazione copia-incolla e postata secondo le regole letterarie, corsivo e virgolettato all’italiana, basse anche dette caporali)

ma santa pazienza, Ivana, ti puoi almeno rendere conto che la differenza tra le tue opinioni e le nostre sta nel fatto che si basano su fonti totalmente antitetiche?
Tu non fai altro che citare passi delle Ordinanze, le quali, ovviamente mettono assieme SOLO e SEMPRE quanto è utile alle Procure, ai PM, all’impianto accusatorio.
Noi invece avevamo a disposizione, per ragionare con la nostra testa, i documenti originali delle perizie. Ed erano pagine e pagine, corredate da foto, anche macabre, tabelle, grafici, e compagnia bella. Una parte di noi le ha lette tutte, riga per riga!
Se vuoi esprimere il tuo pensiero con “libera-mente”, dunque, non citare le pagine dove sta scritto il pensiero altrui che suona solo una campana … troppo facile.
O noi (almeno una decina all’inizio, e diversi ultimi che stanno condividendo e ben molto prima di questo nostro “martellamento innocentista” che solo tu hai scatenato) in questi anni abbiamo perso il nostro prezioso tempo e le nostre energie, e siamo una manica di decificenti, o forse l’unica persona che tanto volentieri qui viene a rigirare il coltello nella piaga è una sadica che ha tempo da perdere per fare il bastian contrario, e assai inutilmente!

Ti dico ancora una volta questo: noi abbiamo passato mesi e mesi, giorni e giorni, ore e ore, anche di notte (pensa ad Annika che scriveva dall’altra parte del mondo … chi glielo faceva fare se non si fosse appassionata al caso in nome della Verità) a studiare (s-t-u-d-i-a-r-e) il caso!!
E vorresti far vacillare noi, dopo il colossale lavoro di équipe che abbiamo svolto, in una serie di riunione permanete con la tecnica del brainstorming ? Tu eri altrove, purtroppo con le ‘tue’ sicurezze che non sono mai state tue bensì dei PM.

(Accidenti, ora ho trovato che rinfacciavo – mio post 7 gennaio 2014 16:39 – la medesima ottusa posizione di una certa “Maura” apparsa e in breve scomparsa l’anno scorso).

buonanotte
Mimosa

Vanna ha detto...

Ciao Mimosa!
Ben detto cara!
Vanna

Chiara ha detto...

sinceramente condivido il commento di Natasha e non credo di dover specificare che ciò in nulla immuta la stima e l'affetto che nutro per tutti voi.
questa "campagna contro Ivana" però non la condivido, forse perchè a parti invertite ho patito e mai compreso la "accessione assoluta" di uno spazio web ad una tesi piuttosto che ad un'altra, se espresse senza aggressività o vuota provocazione; non ho colto nelle parole di Ivana l'intento di "far vacillare" le convinzioni di alcuno, anzi dice più volte di volere che ciascuno conservi le proprie, nè intende riaprire il dibattito sugli elementi a supporto delle rispettive tesi: ella adotta e si appiattisce sulle motivazioni di secondo grado, anche per quanto riguarda gli argomenti medico-scientifici sui quali la interrogate, e questo possiamo non condividerlo ma è legittimo.
non è indispensabile, a mio modo di vedere, sottolineare continuamente la disistima che si nutre verso un certo interlocutore ed il suo modo di analizzare (o non) gli eventi, specialmente quando egli non abbia la pretesa di criticare e cambiare il nostro. è sufficiente saltare il commento no? visto poi che è stato domandato con garbo, al padrone di casa, di poterlo esprimere.
riesce difficile comprendere quale ragione spinga un commentatore a reiterare in questo spazio un punto di vista che per metodo non può venire accolto? ci si acquieti con un "de gustibus..." e si lasci andare. IMHO.

Chiara ha detto...

p.s. per Ivana....Ivana cara, scusa se mi viene da sorridere alla vicenda della "dab(b)enaggine", ma davvero, credimi, nell'economia complessiva dell'immagine che diamo di noi stessi dal modo in cui interveniamo in questo consesso, in nulla quell'errore veniale di Mimosa avrebbe potuto procurare nocumento alla tua. ;)

PINO ha detto...

Chiara,
siccome mi sento incluso fra quelli che hanno contrastato le asserzioni di Ivana, colgo la piacevole occasione di chiarire con te, dove sarebbe il punto fulcro della diatriba, che non può, ne deve essere intesa come ostacolo, alla pubblicazione in questo blog, od in qualsiasi altro, delle proprie, libere idee.
Il suddetto "fulcro" consiste nella tattica di evitare, sistematicamente, da parte di Ivana tutti i quesiti proposti, singolarmente, che scagionino il Parolisi dalle colpe addebitategli.
Basterebbe che ne "smontasse" uno solo, a dimostrazione che la nostra posizione sia solo puro ostruzionismo.
Le sue asserzioni sono di mero carattere "generale e generalizzate", come precisato da Enrico, quanto non riportando solo gli assunti accusatori redatti dalle due Procure e dai PM.
Come puoi notare, nessuno di noi ha mai negato, all'interlocutrice Ivana, il diritto di esternare le sue convinzioni, che, però diventano irritanti, quanto non si riallacciano a concatenamenti logici, sui quali vertono le attenzioni dei dialoganti.
Ciao, Pino
p.s. Per evitare inutili, ulteriori esercizi dialettici, ho spesso suggerito di ignorare quei post non desiderati, od in opposizione con le proprie idee. P

Vanna ha detto...

Chiara ciao,
il gravissimo errore "dabbennaggine" è mio non di Mimosa e quindi lo rivendico con precisione.

Chiara ha detto...

urca...scusa Vanna, ti ga rason! :D ;) :*


pino (ciau! :) ) ...ma appunto, sono metodi del tutto inconciliabili, inutile voler trascinare l'una in quelli degli altri, a lei basta che i magistrati abbiano superato in qualche maniera le obiezioni che voi muovete, nè le interessa essere PERSONALMENTE più precisa (noi infatti sappiamo che i magistrati NON hanno superato, argomentandole, quelle cose, ma le hanno direttamente saltate a piè pari); ripeto, non capisco l'utilità di intervenire in questo consesso per dire "sono d'accordo coi magistrati", essendo questo un luogo virtuale del tutto differente per approfondimento, ad esempio, del social di quarto grado...ma tutto sommato non ne vedo nemmeno il nocumento (non sono stata molto presente ma non mi pare vi accusi di "mero ostruzionismo"); i livelli sono troppo diversi per essere comunicanti, quindi basta, come confermi...non tentare di comunicare ;)

baci e buona giornata a tutti! :*

magica ha detto...

leggendo i post di ivana . si apprezza il linguaggio , l'epressione dei commenti, in poche parole scrive con garbo .
tuttavia , quello che da' fastidio è, che le sue considerazioni le abbiamo sentite dire , da chi si adagia sul gionaletto giallo di biavardi . eppure quello che esce , esce uguale per tutti . molti qua hanno capito come funziona : si da' poco credito a quello che esce dalla procura perchè proviene da chi indaga , ed è convinto della colpevolezza .. ma tanto loro devono condannare uno , se l'hanno preso .. credono d'aver avuto fortuna mentre il malcapitato dovra subire il calvario .
.

Manlio Tummolo ha detto...

Ma certo, condivido il giudizio dei giudici di ultima istanza: dare un certo numero di coltellate (chiunque sia stato), lo ha fatto per abbreviare le sofferenze della povera vittima, non certo per infierire su di essa.. Un colpo unico al cuore sarebbe stato troppo crudele e pure violento. Mi pare ovvio...

Questi, parlando sul serio, sono i frutti degli studi giuridici a memoria, sui banchi universitari, dove si tratta di ripetere pedissequamente tutto quanto è scritto, nel giusto ordine, guai a cambiare posto o ad usare sinonimi.

ENRICO ha detto...

Abbiamo avuto la dabbbbennneggggine (io per primo !) di dar spago per giorni e giorni alla fuffa, condita di citazioni a sproposito raccattate da wiki, ad una persona di cui conoscevamo bene le argomentazioni fondate sul nulla

Conclusione: fine delle trasmissioni.

Non vorrei che fosse questo il vero obiettivo dell'utente in questione che "tanto gentile e tanto onesta pare"...

Ivana ha detto...

Chiara
è vero: ci sono stili diversi di pensiero, registri linguistici differenti, autogoverno mentale diversificato, livelli di esperienze umane e di vissuti professionali dissimili, per cui è facile che si erga il muro dell’incomunicabilità e, troppo spesso, in assenza della tolleranza, a prendere il sopravvento sono i pregiudizi, gli equivoci e i fraintendimenti.

Ivana ha detto...

Pino, Chiara, Enrico,
avevo letto ANCHE le carte della Difesa, pubblicate in rete (es: L’Atto di Appello nell’interesse di Parolisi Salvatore, ma NON avevo condiviso alcuno dei 12 motivi presentati, nonostante la mia analisi fosse stata “disincantata, saggia e moderata” come richiesto dalla Difesa stessa; per me l’impianto accusatorio era ed è rimasto solido. Riguardo al dodicesimo motivo di “doglianza”, “Errata dosimetria della pena”, ho capito le motivazioni della Cassazione (motivazioni coerenti sia in base alla definizione, stabilita, di crudeltà sia, temo io, nell’ottica di giungere, prima o poi, a pene alternative al carcere, come proposto in testi specifici quale, per es. quello di Luigi Manconi, Stefano Anastasia, Valentina Calderone e Federica Resta, testo in cui, a mio avviso, si confonde volutamente il bisogno di giustizia delle vittime con il desiderio di vendetta)
Credo, inoltre, che la “generalizzazione”, anche se strettamente inerente all’attività matematica, sia un processo naturale insito nel modo razionale di guardare e di riflettere su quanto analizzato, quindi anche partendo da un singolo caso è possibile vederlo come “esemplare”, nel senso di rappresentativo della totalità dei casi simili, e a me piace cercare di risalire allo “spirito” delle leggi e a come, e in quale ottica, vengono applicate .

Ivana ha detto...

Pino, Enrico,
voi avete la vostra incrollabile idea sedimentata nella mente e andrebbe lasciata, anche a me, la vostra stessa libertà di pensiero e di scelta, senza sottovalutazioni pesanti,riguardo alla mia sincerità e al mio modus ragionandi, senza provocazioni e attacchi personali (in cui si avverte sterile violenza verbale) e senza la pretesa di sentirvi dire ciò che vorreste io dicessi.
Pino, che cosa dovrei “smontare” ? Dovrei smontare l’impianto accusatorio che considero solido e convincente, anche dopo aver letto le carte della Difesa e i vari articoli presenti in questo blog? Mai mi permetterei di chiedervi di “smontare” ciò in cui credete fermamente, mai mi sono permessa, e mai mi permetterei, di denigrare il vostro punto di vista e il modo in cui avete trattato l’argomento; vi ascolto, sì, nutro rispetto per ogni opinione espressa, ma continuo a ragionare con la mia testa e a seguire sia il mio percorso deduttivo, sia la mia interpretazione dei dati interiorizzati.

Ritengo che l’esposizione di idee divergenti possa essere proficua per ulteriori riflessioni individuali, senza scendere in offese inutili e immotivate .

Enrico, quali sarebbero le mie citazioni tratte da Wikipedia?

Ivana ha detto...

Gilbero, ti avevamo accolto calorosamente, Gilberto e io, in un'altra discussione sotto un altro articolo, ma forse ti erano sfuggiti i nostri saluti? Oppure è sfuggito qualcosa a me?
Leggerò molto volentieri, appena possibile,il tuo articolo
Ivana

Ivana ha detto...

Errata corrige
Nel messaggio precedente leggasi MANLIO al posto del "Gilbero" iniziale

Mi scuso per l'errore

Manlio Tummolo ha detto...

Carissima Ivana,

come ho spiegato, il mio "rientro" è tecnicamente molto parziale, perché non sono più direttamente collegato da casa (ormai da oltre un anno) per le ragioni che avevo spiegato a suo tempo. Scrivo dalla Biblioteca Civica o di Codroipo o di Basiliano (Udine), per cui ho solo un tempo limitato nel leggere e nello scrivere, e non vengo ogni giorno. Di qui, il fatto che mi sfuggano riferimenti alla mia persona, oltre che a tante altre discussioni. Non vi è alcun significato polemico, ma solo di tempi materiali nell'uso del mezzo.

Annika ha detto...

Caro Tommy S,

e' proprio vero che il caso Rea, piu' di altri, ha toccato una corda
profonda dentro di me. Innanzi tutto, ne ho potuto leggere tutto cio'
che mi serviva per farmene un'opinione solida e provabile. E poi, non
solo Salvatore continua a scontare una pena assolutamente ingiusta
pagando per coprire il silenzio di alcuni e le colpe di altri, ma una
bimba ha perso entrambi i genitori e una donna ha pagato con la
propria vita, nuovamente, per mantenere "onore e buon nome" di
"altri"...

Hai scritto:

"Sui profili di DNA rinvenuti sotto le unghie e sui polpastrelli
hai nuovamente e perfettamente ragione. Erano un indizio
inequivocabile che Melania si fosse in qualche modo difesa ed opposta
ai suoi assassini (sebbene vi sia il fondato sospetto che non fosse
totalmente in grado di reagire).


Ti ringrazio perche' mi dai l'opportunita' di chiarire ulteriormente
l'argomento. Nel mio post, nel primo PS, ho scritto qualcosa che per
me e' scontata, ma che potrebbe non esserlo per altri. E' ovvio che il DNA subungueale e' traccia ante mortem, e che non creda che nessuno sia cosi' pazzo da commettere un omicidio e poi, pienamente cosciente di cio' che sta facendo, cerchi in tutti i modi di autoincriminarsi firmando l'atto afferrando un dito della vittima e graffiandosi con esso solo per lasciare proprie tracce di DNA. Diciamo che volevo escludere ogni altra possibilita'. Ho scritto che cio' tra l'altro non sarebbe possibile perche' l'autore avrebbe lasciato altri segni non presenti, e tra uno ho menzionato segni tipo lividi. Fatto sta che sappiamo a memoria la frasetta del "no bruising when the heart stops beating". Ovvero, non puoi causare lividi ad un corpo il cui cuore ha smesso di battere. Quello che pero' per me e' scontato e il motivo per cui parlo di segni tipo lividi e' che, anche nell'ipotesi estrema di un self marking da parte degli autori del delitto al momento di infliggere i tagli su cosce e ventre, questi tagli a mio parere sono stati inflitti poco dopo o immediatamente dopo l'omicidio (che ritengo e' molto recente rispetto al ritrovamento del corpo) e quindi in questa fase sospesa piu' post che peri mortem ma ancora borderline vi sarebbe ancora stata la possibilita' di lasciare un qualche segno sul corpo.

Fatto sta che quanto sopra e' un'ipotesi estrema e solo un gruppo di
psychopaths potrebbe arrivare a tanto. Quel DNA subungueale in realta' si e' depositato sotto le unghie di Melania vuoi per difesa
(epiteliale), vuoi per altre pratiche presumibilmente legate alla
presenza di Sg (liquido, eg sperma), in un momento subito precedente
il decesso. L'assenza di quello di Salvatore e Vittoria ne' e' una
ulteriore conferma.

continua

Annika ha detto...

Quello che mi lascia pero' sgomenta, a parte la demenziale distruzione
del materiale, il non averne investigato la natura/origine e il non
aver tratto le DOVUTE conclusioni, e' proprio la presenza stessa del
materiale e relativo DNA sotto le unghie e sui polpastrelli della
vittima. La scarsita' del materiale in questo caso, dato il tempo
intercorso tra decesso, ritrovamento ed autopsia, non e' affatto
indice di tentata obliterazione delle prove da parte di coloro a cui
quel DNA apparteneva, anzi! Per essere ancora rilevabile in autopsia
il 21 aprile, ce ne doveva essere davvero parecchio al momento del
decesso, e la scarsita' dei campioni non e' indice di altro che del
degrado naturale di qualunque materiale organico e del DNA in esso
contenuto! Ovvero, quelle persone (un'abbondante mezza dozzina di
uomini e una donna), non si sono neanche curate di tentare di
cancellare le proprie responsabilita' in un caso di omicidio! Non
hanno neanche, che so, preso uno straccio bagnato per dare una
grossolana ripulita alle mani di Melania, CERTI del fatto che,
comunque, nessuno li avrebbe collegati ufficialmente all'omicidio! A
chi appartenevano realmente quei DNA le cui tracce sono state
irrimediabilmente distrutte? E come facevano ad essere certi che ne
sarebbero usciti totalmente scotch free, tanto da lasciarlo
apertamente sulle mani della vittima?

Ciao. Annika

PINO ha detto...

Ciao, ANNIKA cara.
Riprendere a discutere argomenti che tutt'ora restano scottanti, ha solo valore informale, dato che tutti gli elementi che ne furono la causa, non sono più reperibili.
Ci resta solo l'incancellabile ricordo, della lunga, appassionata battaglia che ci vide, compatti, rasentare la verità: una verità che, intuimmo, indesiderata da determinate sfere.
Un abbraccio, Pino

Anonimo ha detto...

Ciao Annika, ti leggo sempre con molto piacere per la competenza e la passione con cui tratti questo caso in particolare e la chiarezza con cui esponi i tuoi assunti.
Hai ragione, la sfrontatezza con cui questi ipotetici assassini avrebbero tralasciato di ripulire le loro tracce fa pensare a degli "intoccabili" o a sicari di "intoccabili". Talmente sicuri di poter manovrare le indagini, da essere del tutto imprudenti. Ma cosa ti fa pensare che fossero ben sei uomini e una donna? La donna ok, ricordo che il DNA era femminile e molti altri indizi, che non si sono voluti prendere in considerazione, conducevano sempre a una donna. Qualche presenza maschile è scontata, vista la presenza di semenogelina e non solo, ma perché almeno sei?
Ho sempre provato un profondo senso di impotenza nel constatare che del materiale subungueale non si è voluta determinare l'origine né la provenienza e che ormai è troppo tardi per farlo. Tale scelta, come altre in questo caso, ha inficiato l'esito delle indagini che sono infatti risultate incomplete e, ancora peggio, non più ripetibili a causa della distruzione del materiale.
Ciao Sarahkey

ENRICO ha detto...

Annika carissima

Bisogna però ammettere che, se le "incongruenze" dell'Accusa sono palesi , quelle della Difesa non lo sono di meno

un grazie caloroso anche da parte di... MARCELLOOOO !!

Mimosa ha detto...


Cara Sarahkey,
sotto le unghie, o un paio di unghie, o anche solo una, di Melania è stato detto ci fossero cellule epiteliali femminili ricondotte alla estetista/manicure di Somma Vesuviana che le ha fatto le unghie prima che tornasse ad Ascoli.
Donna mai vista né intervistata, non si è capito se è stata cercata dai cronisti investigatori, comunque un’ombra, di cui non c’è nemmeno traccia nelle varie ordinanze né nelle perizie. Perché?

Quanto possono conservarsi cellule epiteliali altrui con le operazioni di igiene personale?
Solo una casalinga, per giunta madre di un bimbo piccolo, sa quante volte mette le mani sotto l’acqua!
Possibile non siano scomparse in una settimana, sempre ammesso che una manicure lasci tracce di sé “sotto le unghie” altrui?

A margine ti voglio ricordare che ci sono altri legami che – a suo tempo – avevamo cercato di tratteggiare tra i paesi d’origine di Melania e di Salvatore e la zona di residenza e di lavoro,ad esempio attraversola figura dell’allora tenente Consales, poi promosso a capitano.

Ma è sempre in piedi, mai smentito da alcuna altra fonte, quello che è scritto qui:
http://www.articolotre.com/2014/11/omicidio-rea-ha-un-nome-e-un-volto-la-donna-che-avrebbe-ucciso-melania/
e ricalca una nostra ipotesi.

Ciao, Mimosa

Annika ha detto...

Cara Sarahkey,

Personalmente ho tratto le mie conclusioni dalla lettura della perizia di Tagliabracci da p. 51 a p. 59, piu' altri bits and bobs raccolti qua e la'...

Tagliabracci stesso, pur sminuendo con grande zelo i risultati di quei test (senza addurre alcun motivo attinente la persistenza e
degradazione progressiva del DNA estraneo sui polpastrelli di una
vittima il cui corpo poggiasse sul terreno nudo), parla di
minimo 3 DNA per campione ove solo 1 risulterebbe quello
ovviamente maggioritario di Melania - il DNA della vittima e' sempre
maggioritario.

Comunque sia, dato che i profili genetici del branco in questione sono stati volutamente distrutti, poco importa oggi il numero esatto degli individui che ne facevano parte e come sia arrivata a scrivere "una mezza dozzina". Se anche fossero stati solamente 3, cio' che importava realmente era conoscerne l'identita'. D'altronde, cosa aspettarsi da un'indagine dove, a soli 90 minuti dalla telefonata di allarme per allontanamento volontario (perche' tale era ancora al momento la scomparsa di Melania) vi sono individui in borghese a scartabellare tra i file del PC dell'abitazione privata della vittima? Quando poi si arriva a smontare la "testimonianza" di un cane con un "test attitudinale" condito di un'armata di gatti...

Cari Pino, Mimosa ed Enricoooooo,

quanto abbiamo scritto, letto e studiato insieme! Vi abbraccio con
sincero affetto

Vanna ha detto...

Buongiorno a tutti!

Mimosa, ho letto l'articolo che riporti e grazie non lo conoscevo, aggiunge luce "nuova" che la difesa potrebbe utilizzare a favore di Salvatore.

L'eccellente ulteriore analisi di Annika presenta la sconfortante realtà di non far chiarezza sul fatto in questione e di proposito.

Lo stesso è accaduto nei casi Yara e Sarah.

Per questo motivo incollo quanto ho scrittoa Giacomo poco fa in riferimento al processo di appello a Taranto che si sta portando avanti, contro Sabrina e Cosima.

"Giacomo, rileggendo il tuo post del 4 giugno 2015 ore 16,42 ti chiedo: gli esami intorno alla perizia sulla localizzazione del telefonino di Cosima e di Sabrina possono essere ripetuti, magari con strumenti più nuovi oppure non si possono più fare perché è passato troppo tempo?
Molto importante ciò che riporti e simile agli altri casi nei quali le prove sono state distrutte e non sono più ripetibili, vedi il caso Bossetti o il caso Rea.
Se fosse così...non trovo parole adeguate!
Un cordiale saluto."

Aggiungo che nel caso Rea alcune prove o non sono state eseguite proprio oppure sono state carenti.

A noi rimane solo di rilevare tali mancanze, cosa ancora si potrebbe fare per interpretare questo desolante quadro di incapacità anche volute?

Buona domenica!

Vanna



Anonimo ha detto...

Cara Mimosa,
ricordo bene quanto riporti perché, sebbene "silente" per lungo tempo, vi ho seguito sin dall'inizio. Ricordo le discussioni sul DNA ritrovato sotto le unghie di Melania che incredibilmente perse di valenza accusatoria non appena fu accertato non essere di Parolisi. DNA che fu liquidato in fretta come appartenente alla fantomatica estetista di cui, stranamente, nessuna trasmissione si è mai occupata. Non si è mai capito se, comunque, la comparazione sia stata fatta o si sia rimasti nel campo dell'ipotesi più accreditata (inconcepibile se così fosse e sospetto). Oltretutto veramente improponibili le giustificazioni della possibile permanenza della traccia dopo giorni di lavaggi e cure della casa e della bimba, sempre che fosse possibile affermare che si possa rilasciare DNA subungueale con una semplice manicure!
Conosco bene l'articolo che citi, lo segnalai io stessa la prima volta, sebbene mi sfuggisse credo in forma anonima. E devo dire che ancora lo ritengo molto attendibile oltre che calzante con le ricostruzioni ipotizzate qui.

@Annika
Hai ragione, ormai poco importa quanti fossero gli assalitori, dal momento che non si è mai voluto indagare su CHI fossero. E certo ormai, se pure si volesse, sarebbe troppo tardi per rimediare. In questa storia è fin troppo evidente che si sia cercato affannosamente solo un capro espiatorio e Parolisi lo ha incarnato alla perfezione. I/il colpevole non "s'hanno da conoscere".
Che desolazione!
Un caro saluto a tutti
Sarahkey

Mimosa ha detto...

@ Sarahkey, dunque, l’Anonimo “manna del cielo” di allora sei tu?

Il 12 febbraio 2015 18:36 scrissi: mi permetto di tirar fuori un link postato da Anonimo nell’ultima pagina dei commenti sotto l’articolo precedente e che si potrebbe, forse, commentare meglio, anche se a suo tempo avevamo molto discusso sul medesimo scenario, ma senza avere alcun riferimento preciso a persone..

Ecco che ora ho la possibilità di ringraziarti.
Ciao
Mimosa

Mimosa ha detto...

PS
e di renderti merito ;-)

Anonimo ha detto...

Cara Mimosa, ebbene sì ero io e allora mi parve strano che, in un primo tempo, solo tu e Pamba coglieste l'incredibile sovrapponibilita' con le tesi esposte su questo blog. Restai però perplessa circa l'attendibilità della fonte poiché non ci fu alcun seguito a una notizia tanto clamorosa. Ma forse si volle mettere tutto a tacere. In questa storia ci sono state troppe cose di cui non si è voluto far sapere nulla è troppe di cui si è straparlato a sproposito.
Un caro saluto
Sarahkey

Chiara ha detto...

scusate se torno su cose già trattate e mi aggancio ad un O.T....ma stavo rileggendo la questione del progetto Monarch (ricordate il giudice Ferraro e le sue dichiarazioni sull'incontro avuto da Melania Rea in procura ecc..?) e mi stavo domandando, ambiente militare per ambiente militare, se anche il caso dell'omicidio dei "fidanzati di Pordenone" (lui militare lei bella donna) non possa essere lambito da questo tipo di contorno....

PINO ha detto...

CHIARA
Il Dr. Ferraro, fu dichiarato inattendibile (nonostante le prove registrate che produsse), e messo a "riposo"per insania mentale, solo per aver fatto vibrare la corda tabù di una determinata arpa.
Al Dr. Cirillo, gip della Procura di Teramo, fu, invece, dato un incarico più importante altrove, perchè avrebbe fatto vibrare la stessa corda. L'uso del condizionale è d'obbligo in questi casi.
Ciao

Chiara ha detto...

promuovere per rimuovere, si usa dire in certi ambienti....

Vanna ha detto...

Chiara, chiunque sia stata vista da Ferraro e non fosse stata Melania, chissà se poteva confermare di essersi recata dal giudice... in quel periodo che dice Ferraro.

Ciò non è accaduto.

Il metodo usato per Ferraro e Cirillo mi fa pensare a certi film americani.

Per i fidanzatini di Pordenone potrebbe starci quello che ipotizzi.