mercoledì 25 febbraio 2015

Sarah Scazzi e il dibattimento alla corte d'appello di Lecce a Taranto. Il processo maledetto nel foro dell’ingiustizia...

Di Antonio Giangrande

Impunitopoli
Chi segue le vicende giudiziarie sul delitto di Sarah Scazzi dovrebbe tenere ben presente di quale foro si parli. Di quest’aspetto inquietante nessuno ha il coraggio di parlarne e per questo, per dovere di informazione, prendo su di me il greve fardello usando quanto già pubblicato da organi di stampa nazionali. Ad oggi tutto stride con la osanna mediatica sinistroide dell’infallibilità dei magistrati, ma come emerge dalla relazione - fatta per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2014 dal presidente vicario della Corte d’Appello di Lecce, Mario Fiorella - il numero dei processi che coinvolgono magistrati, anche del foro di taranto, sono centotredici (113). Il dato ufficiale si riferisce ai procedimenti aperti nel 2013 e il Distretto di Corte d'Appello comprende i Tribunali di Taranto, Brindisi e Lecce. Come riporta Chiara Spagnolo su “La Repubblica”, sono stati infatti quelli i numeri degli iscritti nel registro degli indagati, inchieste poi trasferite per competenza a Potenza, mentre 92 sono i magistrati che risultano parti offese. A ben vedere si scoprirà, certamente, che le accuse agli imputati magistrati si tramuteranno in archiviazioni tacite, mentre le accuse in cui i magistrati sono parti offese si trasformeranno in condanne certe e roboanti: perché così va il mondo. Magistrati giudicandi, ma ingiudicati! Anche se non per tutti è stato così.

Mio malgrado ho trattato il caso di Matteo Di Giorgio, ex Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Taranto, così come altri casi della città dei due mari. Il seguito è fatto noto: per Matteo Di Giorgio quindici anni di reclusione per concussione e corruzione semplice. Tre in più rispetto ai dodici chiesti dal pubblico ministero. Il Tribunale di Potenza ha inoltre disposto la trasmissione degli atti alla procura per valutare la posizione di diversi testimoni in ordine al reato di falsa testimonianza. Tra questi vi sono l’ex procuratore di Taranto Aldo Petrucci e l’attuale procuratore aggiunto di Taranto Pietro Argentino. Eppure Pietro Argentino è il numero due della procura di Taranto. È il procuratore aggiunto che ha firmato, insieme ad altri colleghi, la richiesta di rinvio a giudizio per i vertici dell’Ilva e di altri 50 imputati. Pietro Argentino è il pubblico Ministero che con Mariano Buccoliero ha tenuto il collegio accusatorio nei confronti degli imputati del delitto di Sarah Scazzi.

Ma non è l'unico procuratore ad aver problemi, perché, andando indietro nel tempo troviamo notizie purtroppo desolanti. Da Repubblica.it: "Corruzione al Palazzo di Giustizia di Taranto, interessi privati e intrecci poco chiari tra ambienti della magistratura, della questura e dell'imprenditoria locale. Sono stati rinviati a giudizio l'ex procuratore capo della Repubblica di Taranto, Giuseppe Raffaelli, 72 anni, sua moglie Giacoma Bianca De Filippis, 58 anni, e l'ex sindaco di Massafra (Taranto), il democristiano Orazio Bianco, 55 anni, tutti e tre accusati di concorso in interesse privato. Di corruzione dovranno invece rispondere l'ex sostituto procuratore Giuseppe Lamanna, 60 anni, e il presidente degli industriali di Taranto, Donato Carelli, 49 anni. Un altro magistrato di Taranto, l'ex sostituto procuratore Giuseppe Lezza, 47 anni, ha evitato il rinvio a giudizio perché il reato di corruzione contestatogli, fra gli altri, si è estinto per prescrizione".

Da Repubblica.it: Tra le vittime illustri delle campagne scandalistiche giudiziarie, si conta perfino l'ex procuratore capo della Repubblica di Taranto, Nicola Cacciapaglia, messo alle strette da alcune rivelazioni televisive che ricordano il "caso Thomas", il giudice americano di colore imputato di molestie sessuali. Anche qui il magistrato è finito sotto processo per abuso di poteri: l'accusa, secondo il rinvio a giudizio, è di "aver palpato la spalla e il seno" di una signora contro la sua volontà, "sbottonato i pantaloni, estratto il membro e facendo forza sulla testa" costretto la donna "a portare la bocca all'altezza del membro".

E ancora: "Ingloriosa fine carriera di un alto magistratoscriveva il 4 febbraio 1993 “Il Corriere della Sera” - il Tribunale di Potenza ha condannato a venti mesi di reclusione (pena sospesa) e al pagamento di una provvisionale di cinque milioni di lire Nicola Cacciapaglia, 69 anni, procuratore della Repubblica di Taranto dall'87 al '90. I giudici lo hanno riconosciuto colpevole del reato di atti di libidine nei confronti di Anna De Pasquale, cinquantacinque anni, casalinga, di Taranto. I fatti risalgono al 1989, quando la donna chiese al magistrato di aiutarla a recuperare una figlia tossicodipendente che rischiava la prigione. Nell'ufficio del Procuratore, Anna De Pasquale visse momenti allucinanti: il magistrato non si fermò alle avance, ma le mise le mani addosso e per poco non la violentò".

La stampa, come si vede, ha fatto trapelare qualche nefanda notizia, quelle di cui si fa scarno riferimento in questo articolo (per non dimenticare), le cui vicende, però, sono analiticamente approfondite nel libro "L'Italia delle Impunità", libro che ho scritto e che parla di quello che non si osa dire.

Ma per restare a Taranto, non si può non parlare della corruzione a Palazzo di Giustizia. Sono stati sorpresi mentre si scambiavano una mazzetta di quattromila euro. Così sono stati presi, in flagranza di reato, il giudice Pietro Vella e l'avvocato Fabrizio Scarcella. I due sono stati arrestati il 13 marzo 2012 su ordine di cattura firmato dal gip del Tribunale di Potenza su richiesta della locale procura della Repubblica che è competente per i procedimenti a carico dei magistrati di Taranto.

Spesso però dei magistrati di Taranto si parla del loro operato nel segno del loro dovere, per alcuni considerato sbagliato.

Come si fa a salvare l’Ilva senza la collaborazione della procura di Taranto? Si chiede Luigi Amicone su “Tempi.it”. Bastano due numeri a fotografare lo spartiacque tra cos'era prima della “cura” a cui è stata sottoposta dalla procura di Taranto e cos'è oggi, dopo tre anni di inchieste, arresti, sequestri, blitz della polizia giudiziaria, la più grande acciaieria d’Europa: da una media di utili annua che sfiorava i 100 milioni, Ilva è passata a perdite secche di 1 miliardo l’anno. Siamo stati facili profeti quando abbiamo ricostruito le pazzesche vicende di questo tipico caso di “catastrofe italiana” indotta per via giudiziaria. Eppure una via di uscita che non sia il fallimento o la statalizzazione si può ancora trovare.

Poi c'è il caso Sebai a far luce sui misteri, anche se oramai è calata una coltre di omertà. I condannanti per i delitti di 13 vecchiette, anche loro picchiati (secondo le testimonianze) per rendere una confessione estorta, sono ancora dentro, meno uno che si è suicidato. Questi non risultano come vittime di errori giudiziari, nonostante il vero assassino, poi suicidatosi, abbia confessato - con prove a sostegno - la sua responsabilità. Lo stesso fa Michele Misseri, non creduto, mentre moglie e figlia marciscono in carcere. Siamo a Taranto signori, il Foro dell’ingiustizia. 

Ma ormai il “killer delle vecchiette” è morto, si è suicidato. E se dalla stampa era venuto l'appellativo di killer qualche omicidio doveva pur averlo commesso. Sì, ma per i magistrati di Taranto era colpevole solo per quell'unico delitto per il quale non erano stati capaci di accusare qualcuno. Da Repubblica.it: E' morto il 15 dicembre 2012 nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Padova il detenuto tunisino 49enne Ben Mohamed Ezzedine Sebai, conosciuto come il serial killer delle vecchiette, trovato impiccato il giorno prima nella sua cella del carcere di Padova. Il legale di Sebai, l’avvocato veneziano Luciano Faraon, ha anche sollevato dubbi sul fatto che il suo assistito si sia effettivamente suicidato. Condannato a cinque ergastoli per altrettanti omicidi di donne, Ezzedine Sebai aveva confessato di essere l’autore di 14 omicidi di anziane, avvenuti in Puglia tra il 1995 e il 1997.

Altra vergogna, altro precedente. 15 aprile 2007. Carmela volava via, dal settimo piano di un palazzo a Taranto, dopo aver subito violenze e abusi, ma soprattutto dopo essere stata tradita proprio da quelle istituzioni a cui si era rivolta per denunciare e chiedere aiuto. «Una ragazzina di 13 anni - scrive Alfonso, il padre di Carmela - che il 15 aprile del 2007 è deceduta volando via da un settimo piano della periferia di Taranto, dopo aver subito violenze sessuali da un branco di viscidi esseri, ma poi anche le incompetenze e la malafede di quelle Istituzioni che sono state coinvolte con l’obiettivo di tutelarla», perché «invece di rinchiudere i carnefici di mia figlia hanno pensato bene di rinchiudere lei in un istituto (convincendoci con l’inganno) ed imbottendola di psicofarmaci a nostra insaputa». Carmela aveva denunciato di essere stata violentata; e nessuno, né polizia, né magistrati, né assistenti sociali le avevano creduto o l’avevano presa sul serio. Ma le istituzioni avevano anche fatto di peggio. Hanno considerato Carmela «soggetto disturbato con capacità compromesse» e, quindi, poco credibile.

Altro precedente. È il più clamoroso errore giudiziario del dopoguerra. Ora il ministero dell’Economia ha deciso di staccare l’assegno più alto mai dato a un innocente per risarcirlo: 4 milioni e 500mila euro. Circa nove miliardi di lire, a fronte di 15 anni, 2 mesi e 22 giorni trascorsi in carcere per un duplice omicidio mai commesso. Il caso di Domenico Morrone, pescatore tarantino, si chiude con una transazione insolitamente veloce nei tempi e soft nei modi. Il ministero dell’Economia ha capitolato quasi subito, riconoscendo il dramma spaventoso vissuto dall’uomo che oggi può tentare di rifarsi una vita. Così, tramite l’avvocatura dello Stato, Morrone si è rapidamente accordato con il ministero e la Corte d’Appello di Lecce ha registrato come un notaio il «contratto». In pratica, Morrone prenderà 300mila euro per ogni anno di carcere. E i soldi arriveranno subito: non si ripeteranno le esasperanti manovre dilatorie già viste in situazioni analoghe, per esempio nelle vertenza aperta da Daniele Barillà, rimasto in cella più di 7 anni come trafficante di droga per uno sfortunato scambio di auto. Morrone fu arrestato mezz’ora dopo la mattanza, il 30 gennaio ’91. Sul terreno c’erano i corpi di due giovani e le forze dell’ordine di Taranto cercavano un colpevole a tutti i costi. La madre di una delle vittime indirizzò i sospetti su di lui. Lo presero e lo condannarono. Le persone che lo scagionavano furono anche loro condannate per falsa testimonianza. Così funziona a Taranto. Vai contro la tesi accusatoria; tutti condannati per falsa testimonianza.

Nel ’96 alcuni pentiti svelarono la vera trama del massacro: i due ragazzi erano stati eliminati perché avevano osato scippare la madre di un boss. Morrone non c’entrava, ma ci sono voluti altri dieci anni per ottenere giustizia. E ora arriva anche l’indennizzo per le sofferenze subite: «Avevo 26 anni quando mi ammanettarono - racconta lui - adesso è difficile ricominciare. Ma sono soddisfatto perché lo Stato ha capito le mie sofferenze, le umiliazioni subite, tutto quello che ho passato». Un procedimento controverso: due volte la Cassazione annullò la sentenza di condanna della corte d’Assise d’Appello, ma alla fine Morrone fu schiacciato da una pena definitiva a 21 anni. Non solo: beffa nella beffa, fu anche processato e condannato a 1 anno e 8 mesi per calunnia. La sua colpa? Se l’era presa con i magistrati che avevano trascurato i verbali dei pentiti. Il Pm era lo stesso per tutti questi procedimenti: Vincenzo Petrocelli.

Altro precedente: Non erano colpevoli, ora chiedono 12 mln di euro. Giovanni Pedone, Massimiliano Caforio, Francesco Aiello e Cosimo Bello, condannati per la cosiddetta «strage della barberia» di Taranto, sono tornati in libertà dopo 7 anni di detenzione e vogliono un risarcimento. Pedone, meccanico di 51 anni, da innocente ha trascorso quasi otto anni in cella prima di intravedere bagliori di giustizia. Ma gli elementi che hanno portato all'affermazione della sua innocenza e di altri tre imputati erano già parzialmente emersi nel corso del processo madre. «E’ certo - ha detto l’avvocato Petrone - che qualcuno sapeva di quanto avvenuto durante le indagini». Ora per gli innocenti si apre un lungo iter processuale per ottenere il risarcimento per ingiusta detenzione.

Carlo Petrone è anche l’avvocato di Dora Chiloiro nel processo sul delitto di Sarah Scazzi. Per la Procura, che sostiene la tesi della colpevolezza di Sabrina e della madre Cosima per il delitto e la responsabilità di Michele Misseri solo per la soppressione del cadavere di Sarah, le ritrattazioni della psicologa sono state una manna dal cielo, un supporto alle proprie tesi. Da tenere presente una cosa importante che pone una domanda forte: "Trattare come veritiere le dichiarazioni di Dora Chiloiro rese nell'udienza preliminare e nella precedente testimonianza in Corte d’Assise, o considerare quest’ultima trattazione come la vera verità? Certo che a rettificare la dichiarazione nello stesso procedimento, porta la Chiloiro a liberasi del fardello del procedimento penale per falsa testimonianza, non incorrendo così nelle conseguenze di carattere professionale. Questa cosa dà da pensare. Scegliere la propria carriera e i propri interessi, o salvare delle vite umane dal carcere? Una scelta di carattere pratico, una strategia difensiva, oppure cedere al rimorso della coscienza? Questa è solo una considerazione di carattere logico, non una diffamazione nei confronti di chiunque. Anche perché a Taranto ogni logica, anche giuridica, viene disattesa. Taranto è la città dove i magistrati si sentono anche legislatori.

Come si fa a sfuggire dai magistrati di Taranto? Troppo difficile, non si può!

Il Pg Gabriele Mazzotta parla davanti alla prima sezione penale della Cassazione dove si sta discutendo la richiesta di rimessione del processo per l'omicidio di Sarah Scazzi: i difensori di Sabrina Misseri, Franco Coppi e Nicola Marseglia, chiedono di spostare tutto a Potenza perché il clima che si respira sull'asse Avetrana-Taranto «pregiudica la libera determinazione delle persone che partecipano al processo». E a sorpresa il sostituto pg che rappresenta la pubblica accusa, Mazzotta per l'appunto, sostiene le ragioni della difesa e chiede lui stesso che il caso venga trasferito a Potenza per legittima suspicione. A Taranto, in sostanza, non c'è la tranquillità necessaria per giudicare le indagate. Per spiegare in che cosa consiste la «grave situazione locale» che «turberebbe lo svolgimento del processo», Mazzotta si dilunga sull'arresto di Cosima (la madre di Sabrina) avvenuto praticamente in diretta tivù dopo la fuga di notizie che l'aveva preannunciatoFu un tentativo di linciaggio» dice il professor Coppi), parla di testimoni presenti a raduni di piazza che contestavano Cosima, ricorda le pietre e le intimidazioni contro Michele Misseri, il marito di Cosima e padre di Sabrina che fece ritrovare il cadavere di Sarah e confessò di averla uccisa, dopodiché cambiò versione più volte, accusò sua figlia dell'omicidio e tornò di nuovo al primo racconto («Ho fatto tutto da solo, Sabrina e Cosima sono innocenti»). Per riassumerla con le parole di Coppi: «L'abbiamo sempre detto, in questo procedimento sono avvenuti fatti di una gravità oggettiva e se non c'è serenità è giusto trasferirlo». Ma il processo resta a Taranto ed è qui che, nel proseguo in appello, Cosima Serrano ha deciso di parlare ai giudici.

L’avvocato di Cosima Serrano, Franco De Jaco, parla della decisione della sua assistita ai microfoni di un tv locale e sottolinea l’innocenza delle due donne condannate all'ergastolo in primo grado. «Penso che voglia confutare, sostanzialmente, tutto ciò che è emerso sino ad oggi - dice De Jaco – Poi sarà creduta o non sarà creduta, questo per lei è relativo. Vuole liberarsi, sostanzialmente, del fatto che la gente pensi che lei non voglia rispondere alle cose. Vuole rispondere, però, chiaramente ci sono delle scelte tecniche che abbiamo fatto noi e che fino adesso le hanno impedito di assolvere a questo suo desiderio. Adesso lo vorrà affrontare e lo affronterà. Tanto, voglio dire, alla fine conosce benissimo lo spirito di questo processo e quindi…» Continua De Jaco. «Be’ vedremo in una sede terza come si svolgeranno i fatti. Ma assolutamente. Andremo in cassazione tranquillamente. Tanto l’ho sempre detto: questo è un processo che si risolve in Cassazione, visto che c’è una pressione mediatica tale che non c’è serenità in nessuno. Oggi è un’udienza di transizione. E’ stato nominato il perito. Per cui sarà affidato quest’incarico, poi noi valuteremo. Penso sempre che ci sia una giustizia, però se questo è lo spirito, purtroppo dobbiamo affrontarlo. Mi dispiace che due innocenti stanno in carcere»

Anche Lillino Marseglia, l’avvocato di Sabrina Misseri, dice la sua ad un tv locale sull’intenzione di Cosima Serrano di rendere dichiarazioni in aula. «Ho avuto la netta impressione che volesse rendere delle…non solo delle sommarie dichiarazioni per rivendicare genericamente la sua estraneità ai fatti o proclamare la sua innocenza. Credo che voglia fare un racconto completo di tutta questa vicenda perché non è mai stata sentita. Solo ora. Ne parlavamo con il collega. Spesso e volentieri gli imputati sono anche prigionieri delle strategie processuali. Ci sono tanti motivi. Spesso il silenzio non coincide con la reticenza. Spesso viene imposto per ragioni diverse. Parlerà. Sicuramente parlerà. E come dicevo prima, non si limiterà a fare un racconto proprio di maniera, di stile “sono innocente, sono detenuta senza motivo”. Credo che voglia raccontare i fatti in maniera articolata e poi dovrebbe essere, comunque, una cosa di sicuro interesse processuale, perché Cosima Serrano non ha mai parlato».

Il professor Coppi vuole arrivare presto in Cassazione per dimostrare l’innocenza di Sabrina. «Questo ergastolo è il più grande cruccio della mia carriera», ha spiegato in un’intervista alla giornalista Ilaria Cavo. «Ci sto consumando la mia vita, perché sapere che una ragazza di 23 anni – per me innocente – sta marcendo in carcere con una condanna all'ergastolo, mi toglie il sonno». «Sabrina è innocente» continua a sostenere Coppi in tutte le sedi, anche quando si occupa di vicende complesse e complicate come quelle dell’ex premier Silvio Berlusconi, oppure, restando in ambito tarantino, dell'Ilva, visto che difende alcune società della famiglia Riva (fatto che lo porterà a rinnovare il duello con gli stessi pm e probabilmente con gli stessi giudici togati della corte d’assise).

«Insomma chiunque abbia riferito fatti e ricordi favorevoli alle tesi difensive adesso rischia di trovarsi sotto processo» commenta Franco De Jaco, difensore di Cosima. 

Su Avetrana una cappa di dubbi, dolore e rabbia. Mentre in via Deledda, la strada della villetta Misseri, continua il via vai di telecamere e curiosi.

50 commenti:

Vincenzo ha detto...

Articolo scritto correttamente e suffragato da fatti veri. Purtroppo ho sempre temuto che il processo d’appello fosse una "mera formalità" in quanto gli addetti ai lavori si preoccupano di sospendere i termini di custodia cautelare e di rigettare le richieste avanzate dagli avvocati. Il vero dibattimento, però, prevede che siano riaperte le istruttorie per fugare ogni dubbio e non, come sostengono certi giornalai, andare a rilevare delle incongruenze nella sentenza di primo grado, senza che gli avvocati possano, se non nelle arringhe, sottolineare tutti i fattori acritici di questa triste vicenda.
Per demolire l’intero quadro indiziario bisogna:

1) accettare il fatto che Petarra si sia contraddetto sia in fase preliminare che processuale. Ciò si evince anche dai verbali di Giuseppe Olivieri che smentisce sia lui che la moglie circa l’ora di lavoro di quest’ultima;
2) accettare che il fatto che Sabrina non risponde al messaggio delle 13,55 non significa che fosse impegnata a litigare con Sarah;
3) accettare il sogno di Buccolieri come tale per una serie di incongruenze riscontrate nei suoi racconti, come la scena avvenuta intorno alle 13,20 – incompatibile perché, secondo la Procura, Sarah sarebbe arrivata in casa Misseri alle 13,55 e riacciuffata intorno alle 14,10;
4) rassegnarsi sull’inattendibilità di Massari in quanto si è contraddetto sugli orari e sui coscienti della Opel astra (precedentemente era un altro modello) e del furgone blu;
5) Distaccarsi dal presunto spostamento della macchina di Cosima perché solo la Morelo è precisa mentre la Spagnoletti fa una confusione pazzesca anche nei verbali precedenti;
6) leggere il messaggio delle 14,18 e la telefonata delle 14,23 da parte di Francesca Massari non come indizio di colpevolezza perché la stessa amica di Sarah dice al processo che Sarah non era solita a rispondere nell’immediatezza;
7) annullare la perizia dei ROS sulle celle telefoniche dato che la difesa non ha potuto svolgere i propri accertamenti;
8) capire che le persone presenti in casa Scazzi non possono ricordare minuziosamente l’uscita di Sarah dopo aver mangiato il cordon bleau.

Si tratta di leggere gli elementi senza pregiudizi.

magica ha detto...

basterebbe appurare tutte incongruenze del sogno di buccolieri .. le misseri sono detenute per un sogno fatto diventare realta' da chi lo interrogava .
chi glielo fa fare a buccolieri continuare a dire che si tratto' di sogno.? se fosse la realta' lo direbbe . rischiare grane mentendo . non penso , ha famiglia e lavoro . percio' chi glielo fa fare?

Vincenzo ha detto...

Bravissima, Magica! Buccolieri non ha nessun motivo di definire quel racconto sogno, né crederò che abbia ritrattato per "non farsi mettere in mezzo a questa storia" in quanto, con il negare, c’è dentro fino al collo, perciò, anziché negare, confermerebbe quanto sostenuto dalla Procura. Nessuno si pone due domande di logicità sia sul piano probatorio della sua testimonianza, non suffragata da elementi, sia sul piano razionale.

Annamaria Cotrozzi ha detto...

Cosima Serrano e Sabrina Misseri sono innocenti. La loro innocenza è evidente, comprovata da un alibi granitico e dagli orari (quelli veri, attestati da tutti nella prima ora e confermati dai tabulati telefonici). C'è un reo confesso, Michele Misseri, e non comprendo perché non si debba credere alla sua confessione. Il resto è fiction, compreso "il romanzo della gelosia". La giovinezza di Sabrina è già stata abbastanza distrutta: ora basta, deve uscire al più presto dal carcere, insieme alla madre. La loro infinita custodia cautelare è un assurdo incubo kafkiano, che deve finire al più presto. Prima che a tragedia si aggiunga tragedia.

Mimosa ha detto...

Mi hanno dato i brividi le parole di Giangrande:
«Così funziona a Taranto. Vai contro la tesi accusatoria; tutti condannati per falsa testimonianza.
Taranto è la città dove i magistrati si sentono anche legislatori.
Come si fa a sfuggire dai magistrati di Taranto? Troppo difficile, non si può!
»

perché è proprio quello che anche noi del blog abbiamo ormai capito.

Riflessioni dopo QG di venerdì 27 febbraio.
È scandaloso come TUTTI i programmi tv rai e mediaset si allineino sugli impianti dell’Accusa in ognuno dei casi in cui sia lampante la posizione delle Procure verso un sospettato, indagato, imputato.
Anche se presentano le obiezioni della Difesa, queste sono 'fintamente' esposte, imbastite solo per non essere accusati di essere faziosi. Invece sono faziosi tutti. Colpevolisti per compiacimento. E per orientare la pecorona “opinione pubblica”.

Ha ragione Cosima Serrano, che nelle sue dichiarazioni spontanee ha detto “Noi siamo state giudicate colpevoli dal popolo. Ci sono tanti innocenti in galera”.

E come non bastasse, anche quando espongono elementi dubbi o a favore delle persone indagate/imputate i giornalisti (obbedienti alla corrente) con le sfumature della voce o con la mimica facciale comunicano allo spettatore la non credibilità dell’innocenza. Scandaloso!

I media si sono comportati così anche quando è stato arrestato Enzo Tortora. Vergogna! Non hanno nemmeno fatto mea culpa, quando è stato appurata la sua estraneità!! Solo alcuni, individualmente gli hanno chiesto scusa, ma dopo che era morto.

Mimosa

PS - Confido molto che le lacrime di Cosima abbiano smosso le coscienze e le menti dei giurati, anche se un Tribunale di sole donne non mi fa sperare ...

Annamaria Cotrozzi ha detto...

Ieri Cosima, nella sua dichiarazione in aula al processo di appello, ha giustamente stabilito un confronto con Gesù Cristo, condannato per volere del popolo, e per tale paragone è stata sbeffeggiata e derisa: questo conferma, tra l'altro, che il suo accostamento era corretto (anche Gesù, infatti, fu schernito). Cosima ha pienamente ragione, ed ha tutta la mia solidarietà e il mio abbraccio. Faccio mio il confronto, ed aggiungo: forse il popolo che scelse Barabba non era così feroce come quello del web che insulta lei e Sabrina, e di sicuro era meno numeroso e meno vigliacco.

magica ha detto...

anche le giornaliste in studio a quarto grado .
hanno avuto commenti impietosi .
l'oca giuliva è diventata una sfinge . l'altra che per essere una giornalista di fama - si dimostra sempre forcaiola in tutti i casi mediatici .
inoltre aver letto quei commenti del POPOLO sul caso avetrana . "commenti sporchi ".

Claudio Romiti ha detto...

Mi sono più volte occupato di questo impressionante caso di caccia alle streghe. Un processo basato sul nulla che i media colpevolisti -sostanzialmente tutti- hanno orientato verso una accusa surreale con un sillogismo iniziale che milioni di imbecilli si sono bevuti senza riflettere. Ripetendo come un mantra "la figlia prediletta", all'indirizzo di Sabrina Misseri, hanno indotto la stessa moltitudine di sprovveduti a ritenere colpevole una ragazza accusata da un genitore che l'avrebbe sempre messasul piedistallo. I dettagli di tale chiamata in correità, subito ritrattata, estorta ad un uomo ignorante -riteneva che l'incidente probatorio derubricasse il caso a semplice incidente- e in stato confusionale a causa dei farmaci assunti, sono stati colpevolmente tralasciati dai pagliacci dell'informazione di burla.

Giacomo ha detto...

Saluto tutti gli amici del blog, di cui condivido i commenti.

Aggiungo qui una considerazione ulteriore.

Secondo TUTTI gli organi d'informazione di stampa e televisivi questo sarebbe il resoconto di un passo delle dichiarazioni di Cosima Serrano rese il 27 febbraio 2015 davanti alla Corte d'Appello.

"Il 26 agosto sono andata a lavorare la mattina. Siamo andati fra San Giorgio Jonico e Taranto, sono tornata a casa non prima delle 13.30"

In realtà l'audio racconta alcuni piccoli particolari, omessi nel resoconto di TUTTE le trasmissioni Tv che hanno parlato dell'argomento.

Ecco infatti la trascrizione FEDELE dell'audio:
"Il 26 agosto sono andata a lavorare la mattina. Il pulmino passava ALLE TRE E MEZZA. Siamo andati fra San Giorgio Jonico e Taranto. SIAMO ARRIVATI UNA MEZZ'ORA PRIMA CHE FACESSE LUCE. Sono tornata a casa non prima delle 13,30"

Andrebbe anche aggiunto che il pulmino raccoglieva una decina di lavoratori e faceva un lungo giro perché non tutti erano di Avetrana. E Cosima era la prima a salire all'andata e l'ultima a scendere al ritorno. E quindi il viaggio era ancor più lungo e disagevole di quanto sarebbe stato, se il pulmino avesse fatto un percorso diretto Avetrana-Taranto (circa 120 km tra andata e ritorno).

Di tutto ciò nei resoconti mediatici non c'è traccia.

E allora non si va lontani dalla verità se si sospetta che queste omissioni non siano casuali e rispondano ad un'orchestrazione ben precisa di disinformazione, di cui sono conniventi tutti quei giornalisti e cosiddetti opinionisti, che si uniformano a tali direttive più o meno esplicite.

Purtroppo questi non sanno nemmeno dove sia di casa la vergogna.

Giacomo

Giacomo ha detto...

Ecco il link del passo delle dichiarazioni audio- video, in cui a lato risulta immediatamente l'infedeltà della trascrizione.

http://video.repubblica.it/edizione/bari/sarah-la-zia-cosima-in-aula-ecco-come-ando-quel-giorno/193376/192351?ref=nrct-3#commenti

Giacomo

Mimosa ha detto...

Ciao Giacomo
comunque si è sentito che Cosima ha detto (riferisco a memoria):
"dopo otto ore di lavoro sotto il sole a raccogliere pomodori, a uasi 40° sotto il sole del 26 agosto, potete vedere una come me, che a quei tempi ero più grossa di adesso, arrivata a casa da mezz'ora, mettersi a correre per la strada per inseguire una ragazzina? una come me che nessuno mi ha mai visto correre in vita mia, basta domandarlo a mia sorella se io ho mai corso!"

infatti, nonostante anche questa sia stata un'obiezione più volte contrapposta al "sogno del fioraio" diventato "realtà Pisanò", nessuno di quelle teste ha mai voluto ammettere sia stato perlomeno inverosimile!

Mimosa ha detto...

Cosima le ha cantate delle belle alla Pisanò, peccato davvero che al Processo di 1° grado Cosima sia stata consigliata dal suo legale di non parlare. a mio parere se queste dichiarazioni spontanee le avesse fatte allora, forse le cose sarebbero andate un tantino meglio rispetto all'ergastolo ... forse ...

Giacomo ha detto...

Ciao Mimosa,
Sono d'accordo con quello che dici.
Le persone serie che hanno seguito la vicenda e le varie fasi del processo sanno bene come stanno le cose.

Ma io volevo mettere in evidenza che è stato SEMPRE OMESSO MEDIATICAMENTE di rilevare il fatto che Cosima si era alzata alle tre di notte e che aveva fatto un viaggio di andata e ritorno lungo e snervante prima di lavorare 6 o 7 ore sotto il sole a 40 gradi. Tale VOLUTA OMISSIONE, emblematica del sistema di disinformazione che ha caratterizzato fin dall'origine questa vicenda, ha consentito addirittura a qualche opinionista televisivo da strapazzo di commentare: Cosima la mattina è andata a lavorare sotto il sole? Ma questo non vuol dire niente, anche Michele Misseri quella mattina era stato a lavorare sotto il sole!

E' da quando si parla di Cosima Serrano che si omette di dire che si era alzata alle tre di notte e che aveva fatto un viaggio sfiancante di oltre 120 Km tra andata e ritorno, oltre a lavorare per sette-otto ore sotto il sole cocente.
Fossi stato il suo avvocato, questo particolare l'avrei SISTEMATICAMENTE ripetuto in ogni intervento ed intervista televisiva, anche brevissima.
Perché se non si batte sistematicamente su un chiodo, non c'è modo di fare entrare certi semplici concetti in teste dure, distratte e infarcite di pregiudizi e falsità.

In ogni caso, se anche la Corte d'Appello insisterà nel ritenere trascurabile questa ACCLARATA circostanza della levata alle tre di notte, ci penserà la Cassazione a giudicare quanto sia LOGICAMENTE coerente ritenere che una persona nelle condizioni fisiche di Cosima Serrano abbia potuto compiere le azioni che le vengono addebitate e tali da determinare una condanna all'ergastolo.

Saluti a tutti.

Giacomo

Mimosa ha detto...

Magra consolazione, ma lieve speranza. Oggi pomeriggio a La Vita in Diretta, sotto la conduzione di Liorni, erano in studio Cinzia Tami e una bella, giovane ed intelligente, psicanalista forense, mi sfugge il nome, da sempre innocentista 'con logica' nei confronti di madre e figlia.
Quasi quasi convinceva anche la Tami.
Ma putroppo, nonostante le acute perplessità espresse da Liorni (che forse gli sono venute avendo visto il video di Cosima in aula), da Taranto c’era quel giornalista dalla peluria rossastra e la erre ammosciata, che fin dall’inizio (io seguivo il caso su Telenorba che col digitale è scomparsa) non ha fatto altro che dare addosso alla famiglia Misseri al completo.
La giornalista Sergas non poteva fare altro che dare spago al suo collega … ci sono sempre spalleggiamenti nella categoria …

Ad ogni modo - forse - è stato instillato in qualche testolina delle capre ascoltatrici il dubbio che il ‘sogno’ era effettivamente un ‘sogno’ e travisato artatamente (senza che il nome della comare spergiura uscisse).

Oggi è stata la prima udienza del processo contro il fioraio per falsa testimonianza, ossia per aver ritrattato che la VISIONE non fosse realtà ma SOGNO.

La pubblica accusa è sempre il pm Buccoliero, ovvio, no?, ma si sono accorti che il Giudice che doveva giudicare era uno dei 2 giudici a latere nel processo di primo grado. Quindi, per incompatibilità, lo hanno sostituito e quindi il processo riparte a metà marzo.

Correva la domanda, dopo l’intervista al difensore del fioraio, sicuro di vincere e scagionarlo dalla menzogna:

ma se questo tribunale riconoscerà che il sogno era effettivamente un sogno, che ne sarà del processo d’Appello in corso con le imputate Cosima e Sabrina Misseri?

Si accettano scommesse …

Giacomo ha detto...

Buona sera a tutti.

Che il magistrato del processo al fioraio fosse la stessa togata con funzioni "a latere" della corte che aveva condannato Cosima e Sabrina all'ergastolo lo sapevano benissimo a Taranto.
Hanno fatto finta di accorgersene solo ora, al fine di spostare l'inizio del processo al fioraio a metà maggio, quando sarà già stata emessa la sentenza della Corte d'Appello.
E' tutto preordinato.

Giacomo

Giacomo ha detto...

Per quanto riguarda la trasmissione a cui faceva riferimento Mimosa, avrei messo la mano sul fuoco che, nel far rivedere il filmato in cui Cosima parlava del 26 agosto, avrebbero tagliato le parole: "il pulmino è passato a prendermi alle tre e mezza".
E così PUNTUALMENTE è avvenuto.

Giacomo

Anonimo ha detto...

Se avete letto tutti gli atti, dovreste sapere che Michele Misseri ha mentito spudoratamente sui suoi spostamenti della mattina del 26 agosto...

emax/massimo prati ha detto...

Tanto per avere un informazione in più, che Misseri abbia mentito spudoratamente sulla mattina o sul suo ritorno a casa, come ci dici, cosa significa in ambito investigativo?

Tu sai che di solito chi mente viene indagato per primo e da subito diventa il primo sospettato?

Due esempi su tutti: Chico Forti e Salvatore Parolisi... ma sono tantissimi quelli che poi hanno anche confessato.

Come mai a Taranto, invece di indagare lui, anche dopo la confessione hanno continuato a "puntare" sulla prima pista, quella di Sabrina e Ivano a causa degli sms... e insistito per farsi dire questa loro verità?

Ah, già... Misseri era il padre e proteggeva la figlia!

Se non lo rimandano per l'ennesima volta questo mese inizia un processo interessante in quel di Taranto... ed allora si vedrà

Massimo

Ps. X Mimosa: la prossima udienza del processo al fiorista ci sarà il 13 maggio.

Giacomo ha detto...

Se l'Anonimo delle 16:02
vuol dire che Cosima ha mentito sul fatto che il 26 agosto era andata a lavorare a Taranto ed in particolare che era stata prelevata dal pulmino alle TRE E MEZZA, è opportuno sottolineare che queste sono circostanze oggettive, verificate durante il processo di primo grado.

Il problema non è se sia vero o falso quello che dice Cosima, dal momento che ciò che dice è INCONTROVERTIBILMENTE ACCLARATO.

Il problema è che i media continuano a tenere nascoste le circostanze che rendono EVIDENTE l'innocenza di Cosima, proprio al fine di sollecitare atteggiamenti mentali come quelli dell'anonimo in argomento.

Giacomo

magica ha detto...

lo sapemmo che misseri quel mattini ando' in banca a depositare del denaro.inoltre ando' ad acquiatare dell'olio per il trattore:il famoso trattore che non voleva partire . lo stava maneggiando perchè gli sarebbe occorso di li' a poco .
poi si vede che ha voluto fare lo gnorri,aggiungendo e falsandio qua e la'. ha cercato in primis di cavarsela per quello che aveva fatto . ma i fatti vennero a galla .
mentendo per la banca . ci furono sospetti su cosima che fosse andata lei , ed era una bella notizia per la procura perchè avevano trovato subito la bugia . e quel mentecatto del banchiere a dire che 'aveva annusata cosima e che sapeva di sudore
ci sono in giro delle merde.

magicuccia ha detto...

ahahah davvero?
sorry

Anonimo ha detto...

Eh eh magica, tu sei una di quelle che gli atti non li ha letti, altrimenti sapresti che Michele la mattina del 26 agosto non è andato al consorzio agrario a prendere l'olio...
Io dico che dovreste leggere gli atti, tutti gli atti...io l'ho fatto senza alcun pregiudizio....

magica ha detto...

ciao caro! come va la vita?
michele ando' a fare un acquisto . me lo ricordo bene , era d'accordo con il fratello : michi doveva acquistare mi pare 2 barattoli d'olio .
tu invece dici che non ando' da nessuna parte?
ho una buona memoria . gli atti li ho disponibile sempre :sono nel mio spazio preferiti.
anonimo ti è piaciuta la tesi del cavalluccio?
sabrina che cavalca sarah nel garage? anche perchè sabrina non poteva cavalcare sarah.. per il motivo del peso

Giacomo ha detto...

Anonimo

Cerca di andare da qualche altra parte ad intortare qualcuno.
Qui la tua è un'impresa DISPERATA

Si vede lontano un miglio che per te leggere gli atti significa soltanto essersi avidamente abbeverato ai racconti faziosi di alcuni ben individuati giornalai militanti a sostegno dell'accusa, a prescindere.

Giacomo

Giacomo ha detto...

Ad ogni modo, la firma in banca sull'assegno fu apposta da Michele Misseri, secondo la perizia della grafologa Dr.essa Martino, incaricata dalla PROCURA. Questo fu accertato durante la 17a Udienza del processo di primo grado.
Il bancario Milizia secondo cui sarebbe stata Cosima a firmare l'assegno è stato rinviato a giudizio per il reato di falsa testimonianza.

Per quanto riguarda l'orario di levata di Cosima (3,30) e quello del suo ritorno a casa (13,30), questi furono accertati in base alla testimonianza circostanziata di Pasquale di Mauro, l'autista del pulmino che portò Cosima ed altre sette od otto persone a lavorare a Taranto e le riportò a casa. Egli fornì anche i nomi degli altri lavoranti.
La sua testimonianza si ebbe durante la 9a udienza del processo di primo grado.

Anzi, mi meraviglio che queste circostanze non siano già a conoscenza di chi millanta di essersi letto tuti gli atti del processo.

Giacomo

Vito Vignera da Catania ha detto...

Cari amici buon giorno a tutti. Cosima ha parlato per più di un'ora, eppure le televisioni non fanno altro che farci vedere e sentire sempre le stesse cose,dichiarazioni spontanee e molto toccanti,spiega e chiarisce nel bene o nel male quanto accaduto e quel che lei ha visto e sentito quel maledetto 26 agosto del 2010.Erano tutti a girovagare in cerca di Sarah,tutti tranne uno,il "buon Michele Misseri",lui no non poteva cercarla perché era lui che aveva ucciso la nipote e con un po di astuzia e preoccupazione l'aveva caricata in macchina per andarla ad occultare chissà dove,poi si è ricordato del pozzo e la buttata li quella povera bambina.Fin quanto ha potuto ha portato quel "peso" sullo stomaco poi non ce l'ha fatta più ed ecco che fa ritrovare il cellulare,35 giorni sono tanti e il rimorso era tanto troppo per uno che non aveva mai fatto del male ad una mosca,anche se come spiega Cosima una volta la minacciata con una accetta ed un'altra stava per tirargli una pietra,di certo tanto tranquillo non era il caro zietto,segno evidente del clima non proprio idilliaco che si viveva in casa. Di materiale tutti abbiamo letto e sentito,e come dice l'anonimo lui gli atti li ha letti tutti e senza pregiudizio,probabilmente non sa che qualcosa gli sarà sfuggita,come ad esempio la denuncia di scomparsa in cui Concetta dichiara che Sarah è uscita da casa verso le 14.30,il che starebbe a significare che Sarah non è mai stata inseguita da Cosima e Sabrina per le vie di Avetrana.A dopo cari amici,un abbraccio a tutti.

magica ha detto...

finalmente vituccio.
alla prossima .

magica ha detto...

buongiorno vituccio.
ieri sera ho visto un po' di chi l'ha vsto
mi ricordo bene di un giornlista di "chi l'ha visto " il quale in tempi non sospetti si reco' ad avetrana per trovare notizie., incontro'
i fidanzatini , i quali senza alcun indugio raccontarono al giornlista quello che videro.. con orari e considerazioni proprie , quando videro srah scazzi camminare svelta verso i misseri: ed erano le 14:30 ,lo appurarono dal cruscotto.
mentre nel sogno il fioraio vide la donne rincorrere sarah all,1:30 o giu' di li' .
il fioraio nel sogno doveva consegnare i fiori per una sposa presso una masseria .
alla masseria non avevano commissionato addobbi al fioraio.. lo avevano fatto con un altro fornitore . cosi non ebbero nessun contatto con buccolieri e infatti dissero che non lo videro .
pnsate un po' furono indagati pure i proprietari della masseria . poichè non confermarono quello che la procura voleva sentire .. poi ci sono anonimi che ragionano con pregiudizi . e credono al sogno .

Vito Vignera da Catania ha detto...

Ciao cara Magica. A dire il vero c'è la bella criminologa Bruzzone che viene sempre chiamata dal buon Bruno Vespa nel suo salotto televisivo e non fa altro che ripetere che quel sogno è in realtà tutto vero,e con quel suo sorrisino ironico crede di convincere tutti,per fortuna c'è qualcuno molto più garantista di lei e sa come controbattere.Un abbraccio cara Magica.

magica ha detto...

certo che la criminologa continua con la solita solfa .
lei vuole che le misseri abbiano la conferma dell'ergastolo .
la colpa è sua se le donne sono in carcere .
vedremo quando ci sara' l'incidente probatorio con il fioraio cosa ne verra' fuori .
ilconduttore ? una volta era bravo ora è diventato troppo di parte , parteggia per le procure che condannano prima del tempo ,
se fosse una persona seria prima di intrattenersi con certi personaggi dovrebbe informarsi e ragionare di suo . non pendere dalle labbra da chi vuole condannare a tutti i costi .
penso che non avra' molto tempo . perchè scrivere libri ci vuole del tempo e allora non si informa di quale argomento sara' incentrata la serata . al buio ?

Vito Vignera da Catania ha detto...

Hai ragione cara Magica,purtroppo il buon Bruno Vespa di tempo per leggersi gli atti non ne ha,quindi non fa che pendere dalle labbra della bella bionda,lei parla e lui ascolta garbatamente,chissà se un giorno avrà un minimo dubbio e magari dirà: E SE FOSSERO INNOCENTI.Ciao bella Magica e buona serata a tutti gli amici

magica ha detto...

x vituccio in risposta al tuo post del 10 marzo delle 13.30,
bene vituccio , se la criminologa è convinta che il sogno invece fu realta' , mi domando come mai abbia cambiato idea .
quando ci fu l'incidente probatorio,lei la crrrrr.. volle far dire a misseri che quella era la volta buona per dire la verita' e lo incoraggio' a denunciare la figlia per avere ucciso la cugina in garage, ma era stato un incidente . era sicura di quel fatto.??.. dopo l'entrata in causa il sogno crede pure a quello? allora vuol dire che non crede al primo no?? che si era trattato di un incidente .
ma siccome si è capita la furbizia, lei la crrrr, voleva dar ragione a quelli che indagavano , sbagliando ipotesi di colpevolezza ., i quali non si ritirarono di un metro, anche se uscirono scenari molto diversi .prima si crede ad un risovolto , poi si cambia , se non è l'uno potrebbe essere l'altro no?? si possono prendre due al posto di uno . poi far risaltare quella piu' intrigante . per il popolo

magica ha detto...

avete sentito che disse REMO CROCI . quando cosima in momenti non sospetti lo invito' a visitare la sua casa?
CROCI parlo della porta interna
(chiusa per gli odori dei macchinari egricoli di misseri )
era chiusa lo si seppe . da subito e lo dissero pure i carabinieri :c'erano le ragnatele .
non capisco come mai quella tesi non sia piu' stata seguita . (la porta era facilmente apribile dall'interno anche senza la maniglia .secondo chi indaga?)
per aprire quella porta bisognava accedervi dal garage dopo aver spostato i bidoni che la ostruivano .
ma siccome non si poteva portare il corpo passando dal giardino . bisognava avvalorare la tesi di quella porta interna .
il giornlista ha domenticato d'aver fatto quella considerzione?che memoria corta!.

Mimosa ha detto...

Ciao Vito carissimo! Ti mando un forte abbraccio!

Sì, Magica, hai ragione,
il blocco della porta non è stato preso in considerazione, seppur attestato e verbalizzato da carabinieri, pubblici ufficiali, la cui parola ha valore superiore a quella di ogni cittadino (anche quando si deve dire “purtroppo” e troppe volte).
Infatti, mi ha sorpreso molto la loro testimonianza non abbia avuto alcun peso al processo e pure ciò ha aumentato il mio raccapriccio per come sono state impostate le accuse …

Benché, pare, sia stata acquisita agli atti l’intervista a Cosima di Ilaria Cavo, fatta qualche tempo dopo l’arresto di Sabrina, le dichiarazioni spontanee di Cosima in aula (che ripetevano le medesime cose dell’intervista) non hanno alcun peso, alcun valore di “prova”,
lo hanno detto i giuristi e anche l’avv.Conte, che per breve tempo si era assunta (volontariamente) la difesa di Sabrina ma ritiratasi per divergenze con gli avv. coniugi Russo.
Costei, ospite più volte di Magalli in Fatti Vostri, in particolare ha detto, e secondo me giustamente, che le dichiarazioni spontanee di Cosima in questo processo d’Appello sono inutili,
sarebbe stato meglio che il suo difensore l'avesse lasciata interrogare nelle udienze di primo grado, invece di consigliala ad avvalersi della facoltà di non rispondere.
Se si fosse sottoposta al contradditorio, allora, ma anche ora, la sua immagine sarebbe risultata diversa.
Forse il risultato sarebbe rimasto invariato, giacché sappiamo l’accanimento dei pm …

A questo punto io mi domando: se sono considerate “ai fini processuali” le dichiarazioni di Cosima nell’intervista alla Cavo, perché non dovrebbero essere altrettanto recepite dalla Giuria quelle rese in aula l’altro giorno?

Buona domenica a tutti.
Mimosa

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissime amiche vi ringrazio dei saluti e del vostro affetto.Prima del sogno ci sono state le tante versioni del "buon" zietto,versioni contrastanti e diverse una con l'altra,e non certamente tutta farina del suo sacco.Se si restava alla sua prima confessione il caro zietto non aveva scampo,per lui l'ergastolo era assicurato,e invece non è andata per come ci si immaginava,il suo avvocato prima e la bella criminologa dopo,avendo capito che per correre ai ripari bisognava inventarsi qualcosa,e niente di più semplice è stato quello di coinvolgere la figlia,e convincere un povero contadino e ignorante come zio Michele per due volpi come il suo avvocato e la bella criminologa è stato un gioco da ragazzi,hanno saputo girare la frittata per come volevano loro.Era del tutto evidente che quella porta interna non veniva aperta da tanto tempo,c'era cosi tanta polvere che anche uno stupido l'avrebbe capito,e le immagini di quella intervista dimostravano proprio questo.Io spero che ogni giudice ragioni con la propria testa,e non con quella bacata di chi li ha preceduti.Non lo so se Cosima ha fatto male prima a non parlare o ha fatto bene a parlare dopo,di certo c'è che ha ripetuto le stesse cose viste e sentite sin nei primi momenti dell'accaduto,se mai sono gli altri che hanno modificato le loro versioni,e pur di non essere accusati di falso e rischiare di finire indagati si sono sottomessi al volere della procura.Lo dice l'autore dell'articolo che il tribunale di Taranto è quello delle ingiustizie,quello non è un tribunale,quello è il covo della Ss Inquisizione,e come nel Grand Hotel di Chiambretti li c'è: "Gente che bara e Gente che condanna".Chissà se dopo il verdetto sul caso Ragusa che ha suscitato tanto scalpore,anche a Taranto la corte deciderà per una assoluzione verso le due imputate e rinvierà a giudizio il caro zietto!Buona notte a tutti e buona Domenica.

magica ha detto...

CIAO VITUCCIO
beh l'aggettivo di bella criminologa mi pare ecessivo . io non la reggo :è talmente insopportabile che mi prudono le punta delle dita e devo chiudere o girare canale .

magica ha detto...

i fatti di questo caso sono talmente illogici che pure uno scimunito dovrebbe concludere che sono pettegolezzi che sfociano nelle chiacchere da corridoio.
chi commenta questo caso dovrebbe porsi domande senza buonismo .
quello che è emerso ci lascia basiti di fronte a tanta beceraggine .tutto tutto, è controvertibile , senza voler tappezzare qua e la' con buonismo verso le imputate .
le misseri non centrano :è stato misseri . è talmente lampante e mi domando . ma capiscono gli intrighi?i pettegolezzi , gli indizi . volutamente fatti passare x colpe. posso dire che questo è come la famosa corazzata di fantozzi .

Vito Vignera da Catania ha detto...

Cara Magica non ti dico cosa provo io quando la vedo e la sento parlare,prova ad immaginarlo se puoi.Se non fosse stata bella il caro zietto non ne sarebbe rimasto incantato.Il suo bel parlare e le sue sicurezze non sono altro che paure,e lei in realtà non sopporta di poter perdere,aggredisce gli altri proprio per le sue insicurezze,senza sarebbe una nullità.Visto il suo impegno per la giustizia, a Taranto troverà sempre qualcuno disposto ad offrirle un lavoro,l'importante è che non si metta dalla parte sbagliata,ma lei è così furba da non commettere un errore del genere,sarebbe la sua fine.Ciao cara Magica e un affettuoso saluto al mio vecchio amico Giacomo.

magica ha detto...

ciao vituccio
infatti a misseri gli misero la biondona alle calcagna ,
puoi immaginarti un tipo come misseri essere accerchiato da questa tipa in tuta di pelle nera . si è lasciato infinocchiare.

ancora prima di denunciare sabrina , misseri parlo' con il patologo ., il patologo del corpo della saretta.. dicendogli : mi hanno consigliato di dire che è ststa sabrina ma sono stato io . la stessa confidenza la fece agli psicologi del carcere i quali confermandolo nel dibattimento si presero una denuncia .. alla fine la psicologa dovette cambiare testimonianza: non lavora piu' in quel posto -
vituccio non si scrive per sport . i fatti li sapemmo e li ricordiamo ciao

Anonimo ha detto...

Dobbiamo ragionare in punto di diritto: se dopo il 13 maggio tribunale che deve decidere se condannare o assolvere il fioraio per falsa testimonianza, riconoscerà che il suo sogno era effettivamente un sogno, che ne sarà del processo d’Appello in corso con le imputate Cosima e Sabrina Misseri?

Scommettiamo che faranno concludere questo processo prima di aprire l’altro?

Belle gatte da pelare in quel di Taranto ...

Giacomo ha detto...

Per Anonimo 00:31 17 marzo

E' stato fatto tutto ad arte. Hanno stralciato il processo al fioraio da quello principale. Poi l'hanno fissato tardi, proprio perché la sentenza d'appello uscisse prima di quella sul fioraio. Hanno poi designato di proposito, a presiedere il tribunale del processo al fioraio, lo stesso magistrato che era stato giudice a latere nel processo che ha condannato all'ergastolo le imputate di Avetrana. Naturalmente poiché la legge non consente ciò, hanno fatto finta di accorgersene solo dopo la prima udienza del processo al fioraio, in modo che questo fosse rimandato di due mesi, dal 15marzo al 15 maggio, per dare tempo al processo di appello di concludersi prima.
In ogni caso, hanno già pronta la strategia. Se il fioraio nel suo processo insisterà nel dire che ha sognato, sarà condannato per aver ritrattato la prima testimonianza, in cui era stato omesso che si trattava di un sogno. Di conseguenza sarà tenuta in piedi tale testimonianza, malgrado tutti sappiano ormai che si è trattato di un sogno.

Saluti a tutti.

Giacomo

Mimosa ha detto...

Ciao Giacomo
santissime parole le tue!
la penso al medesimo modo

Un saluto
Mimosa

magica ha detto...

quindi ,
la conclusione è che le misseri si beccheranno l'argastolo?
sarebbe meglio che entrambe morissero . anche se sono INNOCENTI daltronde anche sarah mori'- da innocente .
solo , fa incazz che nessuno paghera,' per queste detenzioni : è andata cosi'.

Annamaria Cotrozzi ha detto...

Buona domenica, amici.

Impossibile rassegnarsi all'idea che due donne innocenti, le quali hanno già trascorso cinque anni in custodia cautelare (!), debbano restare in carcere ancora chissà per quanto. Mi colpisce molto quello che scrive Giacomo rispetto alla certezza provata del modo in cui Cosima ha trascorso le ore precedenti la scomparsa di Sarah: "Per quanto riguarda l'orario di levata di Cosima (3,30) e quello del suo ritorno a casa (13,30), questi furono accertati in base alla testimonianza circostanziata di Pasquale di Mauro, l'autista del pulmino che portò Cosima ed altre sette od otto persone a lavorare a Taranto e le riportò a casa. Egli fornì anche i nomi degli altri lavoranti.
La sua testimonianza si ebbe durante la 9a udienza del processo di primo grado."
Dopo tutte quelle ore di duro lavoro sotto il sole d'agosto, dove è logico che si trovasse Cosima, se non appunto, come ha detto, a riposarsi?
Perché di queste cose in tv non parlano mai? Ironizzano sul paragone con Cristo (mostrando così di non aver nemmeno capito che cosa ha detto), ma i fatti oggettivi, gli orari, le testimonianze della prima ora proprio non vogliono metterli in luce. Il linciaggio mediatico si porta avanti anche a forza di omissioni.

Un caro saluto a tutti gli amici del blog.

Vito Vignera da Catania ha detto...

Salve a tutti cari amici.E tutto vero quel che dite,neanche una virgola cambierei dei vostri commenti.Quello che hanno fatto e continuano a fare in quel di Taranto sarà ricordata come una di quelle pagine più tristi e vergognose che il nostro sistema giudiziario potesse fare a danno di poveri innocenti,vittime di una procura ottusa e ostruzionista e avendo dalla loro parte dei giudici compiacenti.E bastato il famoso dialogo tra giudici quando pensavano di non essere ascoltate a far capire l'aria che si respirava in quel tribunale,parole che ancora echeggiano in quell'aula,altro che mere considerazioni,la condanna era già stata decisa a tavolino.Ma c'è un tempo per tutto cari amici,anche per chi ha buttato tutto quel fango addosso alle due imputate,perché verrà il giorno che il tutto gli si ritorcerà contro,e allora sarà stata fatta giustizia per Sarah.Un abbraccio a tutti cari amici e Buona Domenica.

magica ha detto...

ciao vituccio
abbiamo scritto le nostre considerazioni su questo caso senza inventarci nulla e assenza completa di buonismo verso persone che sono in carcere da innocenti .
non siamo scienziati, non occorre esserlo per valutare con serenita' questo caso .
tuttavia , nonostante ognuno sia in grado di capire le incongruenze . ci sono pochi commentatori .sara' perchè sono grasse ? lo dissero anche a chi l'ha visto . non abbiamo inventato nulla , abbiamo capito come qualsiasi persona puo' comprendere .

Mimosa ha detto...

Cosima non era in garage il giorno del delitto. Lo vuole dimostrare la difesa di Cosima, contestando l’interpretazione dei cosiddetti 'file log' della perizia dei Ros sui cellulari di madre e figlia.

Ma la memoria presentata dall'avvocato Nicola Marseglia, corredata da una consulenza tecnica del perito Antonio Politi è stata dichiarata inammissibile perché "irrituale e tardiva”,
ed è stata anche rigettata la richiesta di ascoltare il comandante del Ros di Lecce Paolo Vincenzoni e il maresciallo Giuseppe Piro sulla perizia contestata.

Tuttavia, la sezione distaccata di Taranto della Corte d'Assise d'Appello di Lecce, presieduta dal giudice Patrizia Sinisi, ha disposto una perizia d'ufficio per verificare la corretta interpretazione dei dati della consulenza tecnica dei carabinieri del Ros di Lecce sulle celle telefoniche agganciate nel pomeriggio del 26 agosto 2010 dai cellulari delle due donne.
Saranno tre esperti del Politecnico e dell'Università di Torino che dovranno redigere la perizia. La difesa potrà nominare consulenti di parte.

Beh, anche se dovranno slittare i tempi del processo, almeno i dubbi sulle perizie del Ros sollevati dalla difesa hanno fatto breccia.
A meno che non sia un ‘contentino’ che non cambierà nulla, spero tanto di no. Spero si arrivi alla svolta decisiva.

Questi i link:

http://bari.repubblica.it/cronaca/2015/03/27/news/sarah-110602749/

http://www.antennasud.com/sezioni/news/cronaca/processo-scazzi-il-legale-cosima-non-era-in-garage-al-momento-dellomicidio/

E spero che il processo al fioraio rimandato al 15 maggio non subisca altri cavillosi rinvii in attesa degli esiti di questa “super” perizia del Tribunale di Lecce sui tabulati.

Che intrighi orripilanti.
Mimosa

magica ha detto...

ho visto quarto grado .
invitano pure un prete , che non sa un ca,, ed esce con la frase : cosima essendo la madre di sabrina la difende, e la copre .
mi chiedo , ma perchè parlano a vanvera? non si era saputo che le due donne rincorsero sarah per le vie di avetrana ,, giunte in casa una donna la teneva e l'altra la strangolava?
hanno il vizio di dire porcate . cambiare le carte in tavola , se non va bene una ,prendiamo l'altra ipotesi . in questo caso le ipotesi contano un ca.. (mi arrabbio) bisogna che il caso sia risolto giusto, senza ipotesi , perchè non si danno ergastoli con le ipotesi .
allora , quel prete non ha sentito cosa hanno mandato in onda ?.

(alle 14:20 le parenti erano a letto, ad un certo punto uno squillo dal cell di sabrina ,. mariangela invita sabrina per andare al mare . 14:30 sarah si sta avviando presso i misseri dopo aver avuto l'invito di sabrina per il mare. la vedono i fidanzati . queste non sono ipotesi, sono fatti documentati eppure continuano a dire balle .una, la palombelli ed il prete .
meluzzi non lo interrogano perchè lo sanno cosa dira' percio'. meglio che non parli .

magica ha detto...

ho notato che ci sono anche 4 no ! sul ti è piaciuto?
beh . chi ha optato per il no dovrebbe andare a vedere tutto l'incidente probatorio e non solo tutti gli atti e gli indizi ,
bisogna proprio essere dei sospettosi maschilisti per non capire nulla di questo caso ..
auguRONI ONI .. a te .

Mimosa ha detto...

Questa è bella:
http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_italiana/2015/05/05/l_omicidio_di_sarah_scazzi_inchiesta_bis_chiuse_le_indagini_per_a-5-417595.html

e torna in scena l’Alain Delon di Avetrana.
A CLV di ieri è stata abbozzata una ricostruzione che colloca Ivano (ad una certa ora, quella di pranzo?) in casa Misseri per un colloquio chiarificatore, o di simile valenza, sulla faccenda del mancato completo rapporto sessuale tra Sabrina e Ivano,
confronto che (con grande morbosa fantasia dei soliti PM) sarebbe avvenuto alla presenza di Sarah e di Cosima (e allora dov’era Michele?).