giovedì 19 febbraio 2015

Massino Bossetti & Co.: viviamo ancora in uno stato del diritto?

Di Gilberto Migliorini

Sedili scuolabus
Prefazione di Massimo Prati
Ieri il capo del Ris ci ha parlato delle indiscrezioni sulle microfibre analizzate confermando quanto già confermato dalla procura ore prima. Le minuziose analisi, in pratica, confermano che Yara è salita sul sedile di Massimo Bossetti. Sarà vero? Guardate la foto a lato, cliccateci sopra per ingrandirla. Quelli che vedete sono i sedili, in tutto e per tutto identici a quello che monta il furgone del muratore, che si trovano su alcuni tipi di scuolabus che girano anche nella provincia di Bergamo. Naturalmente toccherà alla difesa verificare se Yara salisse su un mezzo simile. Ma, altrettanto naturalmente, è chiaro che se vuole parlare in certezza di prova regina, la procura deve comparare le fibre trovate sui leggings anche con tutti i sedili dei pullman su cui la piccola Gambirasio è salita ultimamente per andare a scuola...

Viviamo ancora in uno stato del diritto?

Nell’euforia della notizia sparata all'improvviso, non si sa ancora bene se si tratta di tracce del furgone sui leggins o tracce leggins sul furgone del Bossetti (come titola il Messaggero). In ogni caso si tratta di quegli ingredienti, un po’ come il Dna, che la scientifica riesce a sondare anche se si tratta di cose rimaste per mesi nella pioggia, nel fango e nella neve e che miracolosamente rivelano la loro essenza con quella infallibile precisione che fa dire di una fibra che sì, si tratta proprio di un microframmento del tessuto del furgone del muratore. Questo ci fa ritenere due cose:

a) Che su ogni microframmento dev’esserci la ‘firma’ del furgone.

b) Che dopo mesi alle intemperie i microframmenti di fibra artificiale hanno conservato qualche essenza miracolosamente passata indenne all’usura, forse un ‘Dna sintetico’, un ‘codice’, un ‘logo’ che in modo prodigioso i Ris hanno scovato nei reperti e portato alla luce.

c) Che ci troviamo di fronte a una performance talmente eclatante che quella già stupefacente del Dna stampigliato dietro a un francobollo al confronto impallidisce.

Di fronte a queste notizie un’audience stupefatta e ammirata grida finalmente che ormai non ci sono più dubbi, sul furgone di Bossetti è salita la povera ragazza, che il muratore deve marcire in galera. Mentre gli inquirenti gongolano soddisfatti a qualcuno sorge qualche dubbio e si impongono due considerazioni.

1) Se quello che viene raccontato dagli inquirenti è vero, se cioè è stato scientificamente possibile dai microframmenti risalire al tessuto del furgone di Bossetti, allora bisogna fare loro i nostri complimenti e congratularci per una performance di grande professionalità.

2) Se invece al contrario si tratta di una bufala perché tale comparazione di fatto è impossibile stante il deterioramento dei reperti e il carattere in serie della stoffa del furgone, allora sarebbe il caso che qualche altra Procura indagasse sul fatto che vengono propagate notizie false e tendenziose atte a creare pregiudizio nei confronti di un detenuto in stato di fermo. Detenuto che deve pretendere tutte le garanzie costituzionali di imparzialità, obiettività e correttezza, soprattutto in una fase nella quale la difesa non ha accesso ai reperti.

Se tale verifica non verrà fatta c’è da pensare che purtroppo lo stato di diritto e le garanzie costituzionali sono ormai un ricordo del passato e che i processi si celebrano ormai mediaticamente con notizie propagate per orientare l’opinione pubblica.

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62 commenti:

Massimo M ha detto...

Ben detto. Tutto perfetto!
Addirittura Massimo sei riuscito a trovare una sedileria di un autobus con disegno identico a quello del furgone di Bossetti. Complimenti! Ieri sono impazzito a fare ricerche e non sono riuscito a trovarlo uno uguale, ma molti simili.........che già non cambiavano il discorso perchè come ho già detto ieri se mi siedo su di una tappezzeria con un orsacchiotto bianco e blu e tu su di una con un cammello bianco e blu, entrambe di noi al massimo possono avere residui di fibre bianche e blu................che certamente non permettono di ricostruire il disegno di un orsacchiotto o di un cammello. Ora con questi disegni UGUALI la cosa diventa ancora più interessante. Fra le altre cose, caro Massimo, facevo notare che ieri a CLV hanno fatto vedere il sedile del furgone di Bossetti, dove ho capito da dove saltava fuori la microfibra giallo.........che negli originali non esiste (sono blu, grigio e celeste). Praticamente l'usura e il tempo (il sole) hanno sbiadito le parti in grigio che si presentano appunto sbiadite con cromaticità tendente al giallo. Questo è molto interessante...........sai perchè? Come si fa a dimostrare che 4 anni fa i sedili erano già sbiaditi? E' impossibile dimostrarlo. 4 anni di lavoro sono tanti, chi può dimostrare che 4 anni fa i sedili del furgone di Bossetti erano già sbiaditi e che quindi non presentavano nessuna sfumatura di sbiaditura gialla?
Fra le altre cose bisognerebbe verificare se in altri furgoni della stesa data i sedili presentano questa colorazione sbiadita tendente al giallo............perchè potrebbe anche essere l'effetto di qualche prodotto per la pulizia che ha sbiadito i colori............penso per esempio all'uso di ammoniaca, di aceto etc. etc.
Questa sarebbe una ricerca interessante da fare e da passare alla difesa come materiale.
Io butto lì tutte queste informazioni essendo sicuro della tua "pignoleria" che approfondità l'elemento e che non esiterà a passare a chi di dovere. Se trovi altro tienici informati Massimo.
Ottimo lavoro!

Anonimo ha detto...

"Se quello che viene raccontato dagli inquirenti è vero, se cioè è stato scientificamente possibile dai microframmenti risalire al tessuto del furgone di Bossetti, allora bisogna fare loro i nostri complimenti e congratularci per una performance di grande professionalità .Esattamente.Bravo Gilberto!

@ Massimo M. ma li fai tanto inetti i RIS?
immagino e spero che lo standard sui filamenti e` quello di Annika listato nel penultimo articolo su Bossetti e non quello del Piccolo Chimico . Fran

Massimo M ha detto...

Caro Fran
io non ritengo che i Ris siano inetti per il semplice fatto che non ho la documentazione e quindi commento quello che i media ci dicono. I Media ci raccontano frottole. Il furgone del Video della BANCA non può essere di Bossetti. C'è anche una perizia che lo dimostra.

PINO ha detto...

MASSIMO
A parte il fatto che io non sia convinto dell'innocenza del Bossetti ( e non vorrei, per questo che tu mi ritenessi "cocciuto"), sono aperto, però, ad altre considerazioni sul caso in oggetto.
Per esempio, mi è parsa molto impressionante la dichiarazione dell'anziana signora che ha, con fermezza e spontaneità, parlato di quel romeno, che avrebbe avuto contatti di amicizia o similari, con una ragazza di nome Yara.
Inutile dettagliarne la storia, che tutti, ormai conosciamo.
Dopo aver valutato la possibilità o meno della realtà della storia, ho trovato che ciò spiegherebbe il motivo, restato sempre misterioso, del perchè la ragazza insistette nel voler essere lei a portare il registratore alla maestra di danza, quella sera, al posto della sorella.
Avrebbe avuto un appuntamento col pseudo amico romeno?
Certo è, che se le cose stessero veramente in questi termini, nonostante le urla isteriche del direttore di "Giallo", tutto lo scenario cambierebbe radicalmente, ed il Bossetti avrebbe ben ragione di dichiararsi innocente, anche in barba al DNA accusatore.
Dal racconto dell'anziana signora si è venuto a conoscenza anche del particolare che l'operaio romeno lavorava col padre di Yara. Quindi lo avrebbe conosciuto non solo, ma avrebbe manifestato, secondo il racconto dell'anziana, contrarietà per l'eventuale amicizia con sua figlia.
La faccenda andrebbe profondamente vagliata, perchè niente affatto peregrina.
Ciao, Pino

Vanna ha detto...

Gilberto buongiorno!

Leggo sempre con piacere i tuoi articoli, anche se non rispondo argomentando perché il tempo è sempre poco.

Ovviamente hai centrato il problema con la foto della tappezzeria di un pulman, addirittura.
A dimostrazione di come lavorano gi inquirenti...
E' uno scoop che potrebbe essere utile alla difesa.

A tuo parere come mai negli ultimi anni sono avvenute queste morti con risvolti poco chiari, confusi e pilotati a dovere.

E' solo impreparazione e incapacità di lavorare con metodo, professionalità, attenzione da parte degli inquirenti, oppure si vuole di proposito creare confusione per non scoperchiare realtà scomode, pericolose, prive di morale, toglierci gli attributi, incutere paura in tutti?

A me sembra che l'atteggiamento scientifico sia utilizzato al contrario con proposito, e non nella direzione giusta.

Denaro, energie spillate a tutti con atteggiamento "scientifico" a non cercare il vero e a propinare il falso.

Incriminare e condannare con certe
"prove o indizi" non porta da nessuna parte a meno che ci sia un disegno a monte che vuole così.

NON SIAMO IN UNO STATO DI DIRITTO,
STIAMO IN MUTANDE...

Un saluto.

Vanna

Vanna ha detto...

Ciao Pino, hai ragione in toto.

Un saluto.
Vanna

PINO ha detto...


Ciao VANNA

ct) "NON SIAMO IN UNO STATO DI DIRITTO,
STIAMO IN MUTANDE..."

Peggio cara. Di questo passo ci toglieranno anche quelle!

Un saluto caro anche a te, Pino

Anonimo ha detto...

IL GIORNALE
carabinieri confermano:

"Yara è salita sul furgone di Bossetti"

Vertice in procura: ecco la "prova regina" che inchioda Bossetti. Entro fine mese la chiusura delle indagini


Chiara Sarra - Mer, 18/02/2015 - 15:30

Sembrava solo un'indiscrezione di stampa, ma ora c'è la conferma: sui leggings di Yara Gambirasio c'erano tracce dei sedili del furgone di Massimo Bossetti.
La notizia era trapelata ieri e dimostra come la ragazzina sia effettivente salita sul camioncino bianco filmato - tra l'altro - nei dintorni della palestra di Brembate poco prima della scomparsa della ragazzina. Oggi gli inquirenti si sono riuniti in procura per fare il punto della situazione e per capire se è il caso di chiudere le indagini sul caso con la "prova regina" che oltre al Dna del muratore trovato sul corpo della vittima potrebbe inchiodare l'uomo. Al termine della riunione il comandante dei carabinieri di Bergamo, il colonnello Antonio Bandiera, si è limitato a confermare la notizia: "Si tratta di un elemento nuovo di rilievo che riguarda microframmenti acquisiti dagli indumenti della vittima che corrispondono a elementi del tessuto del furgone di Massimo Bossetti: è stato fatto un grande lavoro".
A questo punto per la chiusura delle indagini si tratterebbe di questione di giorni: la dichiarazione ufficiale da parte del pm Letizia Ruggeri è attesa entro fine mese. E il 25
febbraio la Cassazione si pronuncerà sul ricorso della difesa di Massimo Bossetti sul respingimento della prima istanza di scarcerazione, già bocciata dal gip (che nel frattempo ne ha respinta anche una seconda) e dal Tribunale del Riesame.

Gilberto ha detto...

Cara Vanna
Tutte le fotografie sono scelte e postate da Massimo, io non avrei di sicuro la sua abilità a formulare un’idea o un concetto individuando con un colpo d’occhio l’icona che lo rappresenta. È una capacità che gli invidio. Riguardo al quesito che mi poni su tanti cold case “poco chiari, confusi o pilotati” occorrerebbe scrivere un intero trattato di sociologia. Con risposta telegrafica posso solo dire che se da un lato ogni caso fa storia a sé, è pur vero che sullo sfondo c’è la crisi di una società che da tanto tempo ha perso valori e orientamento. Questo fatto si ripercuote su tutta la piramide sociale e in tutte le istituzioni. L’influenza mediatica è ormai in grado di agire capillarmente in ogni ambito e di influenzare comportamenti e aspettative, orientando un’audience sempre più disarmata e povera di strumenti culturali e ormai avviata a un analfabetismo di ritorno che consente al potere di manovrare con 'scioltezza'….

TommyS. ha detto...

Certo che i leggings di Yara erano davvero magici. In grado di assorbire qualsiasi sostanza organica ed inorganico e di preservarla integra in quell'ambiente asettico del campo di Chignolo per ben tre lunghi mesi invernali.
Prepariamoci allora alla prossima perizia scientifica che analizzerà le macchie di sugo all'amatriciana. E lì Bossetti dovrà davvero tremare. Perché credo che nella bergamasca tutti sappiano che un sugo all'amatriciana come lo fa il Boss non lo trovi proprio. E se non fosse stato per l'arresto, altro che Masterchef......

ENRICO ha detto...

Suggerirei al Ris di procedere al un "prelievo" a largo raggio delle fibre delle tappezzerie per sedili di automezzi vari circolanti nella regione di Brembate e dintorni ed effettuare il relativo test del DNA per scoprire quale sia la casa automobilistica d’origine e la targa del veicolo dal quale tale fibra inequivocabilmente proviene

sarebbe un altro UNICUM non da poco da esibire assieme a quello precedente.

Luca Cheli ha detto...

Se fossimo uno stato di diritto con la volontà di restare tale, a questo punto si imporrebbe la creazione di un Servizio Nazionale Indagini Forensi, che dipenda dal MIUR, dal CNR, dall' Esercito della Salvezza, da chiunque ma non da Polizia, Carabinieri e Ministero dell'Interno.

E tale servizio dovrebbe avere il monopolio delle indagini forensi, fatte salve ovviamente quelle dei periti di parte.

Sto proponendo di sciogliere Polizia Scientifica e RIS?

Sì.

TommyS. ha detto...

@fran

Volevo rispondere al tuo intervento con il quale riprendevi MassimoM per le insinuazioni sul RIS. Poi ho letto quello di Luca Cheli che in pratica arriva alla stessa mia conclusione.

In tutte le indagini criminali il PM di turno incarica delle indagini forensi o reparti dei Carabinieri (in particolare RACIS/RIS/ROS) o la Polizia Scientifica. In linea di massima non ci sarebbe niente di grave. Anzi, sono personalmente convinto che all'interno di quei reparti vi siano validissimi tecnici molto esperti per di più in sopralluoghi sulla scena del crimine, repertazioni varie, ecc...

Il guaio è però che, soprattutto per i raggruppamenti dei Carabinieri, questi sono organi di una struttura militare o paramilitare che per sua natura obbedisce in primo luogo agli ordini che possono provenire non solamente dal PM (che è l'unico titolare delle indagini e che delega solamente parti di queste) ma anche, se non principalmente, dai superiori in grado.

In altri casi giudiziari famosi sappiamo che il loro operato non è stato sicuramente ineccepibile. Penso, per esempio, ai reperti distrutti dopo le analisi del DNA (fatte senza partecipazione della difesa) nel caso Rea/Parolisi, ai tanti "errori" nel caso Franzoni (ma la questione del video negato da Garofano è tutt'altro che un errore), ai molti sospetti nel caso Kercher.

A noi rimane solamente la possibilità di esprimere dubbi ed al massimo avanzare sospetti, senza peraltro tacciarli di inettitudine.

Ed in questo caso, limitandomi alla questione del DNA, personalmente sono convinto che vi siano state numerose comunicazioni di servizio, note informative e altri documenti con i quali venivano manifestati al PM i dubbi che il RIS si era posto a seguito dei risultati delle analisi (e nella relazione finale sono presenti quelle frasi specifiche sui dubbi e sull'inspiegabilità che me lo fanno dare per certo). Ma ad un certo punto l'ordine deve essere stato di andare avanti comunque e da quel momento in poi è valsa l'appartenenza a quella struttura gerarchica ed agli obblighi che ne derivano.

Obblighi che hanno avuto come conseguenza l'esigenza recente di trovare qualsiasi cosa necessaria e sufficiente a suffragare la linea stabilita. Ma anche quella di mostrarsi compatti nella difesa dell'operato dell'Arma e della Procura, sebbene appaiano evidenti le ombre su tutta l'indagine scientifica e tradizionale.

E' per questo che concordo con Luca nella necessità della creazione di un organo imparziale svincolato dai ministeri dell'Interno e della Difesa. Al massimo potrebbe essere ammissibile una dipendenza dal Ministero di Grazia e Giustizia dal quale dipendono sia le procure sia la magistratura giudicante.

Anonimo ha detto...

Comunque Yara andava a scuola in pullman. http://img1.bergamonews.it/yara-gambirasio-rapita-da-una-persona-che-conosceva-si-indaga-anche-sul-bus-casa-scuola-139431

emax/massimo prati ha detto...

Caro fran, mi piaci perché sei un ottimista. Tutti sono bravi e professionali e nessuno mai può sbagliare perché... che cavolo, sono analisti del Ris! Tu non credi che siano ragazzi e uomini come tutti gli altri, e che come tutti gli uomini abbiano una percentuale cronica di errore. Sei stupendo, per questo quasi mi spiace smentire il tuo ottimismo inserendo qualche "lavoro accorto, minuzioso, certosino" del Ris. Certo, in pochi li conoscono perché non vale la pena di divulgare cose che possono scagionare quando la campagna mediatica vuole condannare.

Nota bene, ti parlerò di analisi fatte sempre in assenza delle parti (periti accusa e periti difesa)

Per non perdere troppo tempo a scrivere prendo in esame solo il caso Cogne. Partiamo.

1) Il Ris stila un rapporto in cui dichiara esserci, all'interno degli zoccoli, una macchia dal «profilo» compatibile «Samuele/Annamaria», macchia trovata dopo un attento e scrupoloso esame del DNA. Due anni dopo, la stessa macchia viene analizzata dai periti di corte e si scopre che era una traccia di saliva animale.

2) La posizione assunta dall'assassino sul letto, modificata varie volte dagli esperti del Ris pur di farla stare nella loro ricostruzione, non è compatibile con la scena del delitto e con un pentolino (infatti negli esperimenti che registrano su DVD usano un martello e mai trovano gocce a corona 50 cm dietro il corpo del loro assassino.

3) I tecnici del Ris non si accorgono di macchie ematiche evidenti lontane dal punto dell'aggressione anche quattro metri. Da ricordare che in quella stanza vi furono innumerevoli sopralluoghi.

4) La forma della goccia di sangue presente sulle suole degli zoccoli della Franzoni non sono da proiezione, come scritto dal Ris, lo dimostra un DVD fatto dagli stessi tecnici del Ris in cui si scopre che calpestando una goccia di sangue si forma la stessa identica forma.

5) Gli analisti del Ris dichiarano di aver rinvenuto un ossicino di Samuele in un polsino del pigiama. Dichiarano che hanno fatto foto di comparazione che dimostrano che l'osso si è attaccato al tessuto durante l'omicidio. Però quando la difesa chiede di rifare l'esame l'osso scompare e dal Ris fanno sapere che è stato il macchinario chiamato SEM a farlo sparire (non sto scherzando). Ed allora si lavora sulle foto e la loro perizia viene smentita da un altro perito di corte che dichiara la non compatibilità.

Continua...

emax/massimo prati ha detto...

Proseguo l'elenco...

6) Il Ris ha preso tutte le misure della camera dove è avvenuto l'omicidio. Purtroppo però, al momento di ricostruirla in laboratorio sbaglia a fare i calcoli "in scala". Fonte ANSA e Rai: "In particolare il R.I.S. aveva disegnato un letto più lungo del reale di 23,43 cm. e non aveva ricostruito fedelmente nemmeno la stanza del delitto; solo il 45% delle immagini riprodotte, e poste a base della ricostruzione, era esatta"

7) La registrazione c'è e non c'è. Il Ris, intervenuto sulla scena il giorno successivo all'omicidio dopo che almeno tredici persone erano entrate nella stanza e avevano sporcato di terra il pavimento, spostato coperte e vestiti, addirittura andate in bagno, registra la sua entrata e il lavoro che sta svolgendo. L'avvocato della difesa durante l'incidente probatorio chiede di acquisire i filmati. Viene chiamato il capo del Ris (di allora) che sotto giuramento dice ai giudici che non si è fatto alcun filmato. Passano gli anni e al momento di imbastire il processo Cogne bis si chiedono a quelli del Ris tutte le risultanze che hanno. Ed ecco che spunta fuori una videocassetta registrata il giorno dell'ingresso nella casa di Cogne. Da Il Giornale.it: "Com'è scomparsa la cassetta Vhs con le prime immagini nella casa, negata da Garofano durante l'incidente probatorio eppoi riapparsa a Torino perché trasmessa tra gli atti del processo Cogne Bis, insieme a 180 foto mai viste prima".

Il problema è che nella videocassetta manca l'audio. Il problema è che tutti gli altri filmati fatti dal Ris sono su dei più moderni DVD. La differenza fra una videocassetta (whs) muta e un DVD è enorme. La videocassetta non rimanda informazioni utili alla sua tracciabilità, mentre un DVD inserito in computer, tramite le "proprietà" rimanda sia il giorno che l'ora della registrazione sia quello di una eventuale modifica (anche un eventuale riversamento in una videocassetta)...

Mi fermo fran, ma se vuoi che inserisca altri errori del Ris commessi in altri casi basta chiedermelo e aspettare che abbia qualche mezz'ora libera per scrivere il commento. Però se frequenti i tribunali li conosci anche tu...

Ciao, Massimo

Gilberto ha detto...

Vorrei aggiungere alle interessanti osservazioni di Luca Cheli e Tommy S. che la scienza per sua natura non può avere una struttura militare pena tradire la sua vocazione di ricerca libera. L'indagine scientifica ubbidisce unicamente al suo metodo che è quello, nel linguaggio galileiano delle ‘sensate esperienze e certe dimostrazioni’ e alle prerogative che le sono proprie di una espressione libera da qualunque condizionamento e autorità se non i limiti offerti dalla rispondenza dell’indagine ai fatti e ai vincoli propri della situazione controllata, della riproducibilità dell'esperimento e dell’isolamento delle variabili. Qualsiasi operatore in ambito scientifico che possa sentire il fiato sul collo di una qualche autorità in merito alle sue conclusioni non può di certo svolgere il suo lavoro con quella tranquillità, neutralità e obiettività che i procedimenti scientifici richiedono e non può neppure esprimere il suo dissenso se questo è rivolto a un suo superiore.

Dudu' ha detto...

A me sembra che siamo al delirio di onnipotenza perseguito con ingordigia carrieristica con l'intento di entrare nella storia con vanto e gloria.
Ci sono risorse economiche infinite per questo caso è non c'è un posto letto per salvare una creatura morta agonizzante in autoambulanza,io lo definirei omicidio di stato.
Scusate se utilizzerò aggettivi cruenti,ma su di un corpo "marcito" sotto il loro naso, senza più polpa, sul quale il vento e la pioggia han tolto e aggiunto materiale,credere di trovare un colpevole con ciò che rimane è proprio voler far credere che gli elefanti volano.Vi ammiro molto,la passione che ci mettete merita solo che lodi,ma questo caso rappresenta la deriva sociale e morale,
altro che scienza,e ringrazio Annika,grazie anche ai suoi interventi ho compreso l'arretratezza forense,e un suo uso smodato,ci sono bambini dello stesso valore di Yara,violati e scaraventati giù da balconi che oltre ad attendere giustizia,chiedono venga preso il loro assassino.Son stati tagliati fondi ad Associazioni che lavorano per fermare la pedofilia,c'è una situazione carceraria da terzo mondo,ecc ecc...
il buon senso imporrebbe l'arresa in attesa di tempi migliori.Ciao Dudù

magica ha detto...

mi sovvengono diverse mancanze,fatte dai car/b.
sopratutto quando fu invitato il fioraio di avetrana .per fargli dire cio' che aveva sognato nel famoso "sogno del fioraio",
il fioraio racconto' il sogno
lo fecero firmare il verbale sOlo che il carab.. si DIMENTICO' di trascriverlo come un sogno -
a questo punto il sogno diventò verita' vissuta . e la donne di avetrana sono in carcere sopratutto per questo particolare . infatti chi se ne frega?
QUESTI SONO OMICIDI DI STATO .

TommyS. ha detto...

Siamo oramai alle strette finali e la solerte signora Ubbiali ci informa della mole spropositata degli atti di indagine che la Procura sembra (speriamo davvero) stia raccogliendo e ordinando con tanto di indice (mi sembra perlomeno doveroso) tanto che il numero di pagine complessive, in "in fase di sistemazione" (speriamo non troppo), è destinato a superare le 60.000 (roba da condanna a peso verrebbe da aggiungere).

http://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/15_febbraio_19/yara-inchiesta-60-mila-pagine-10-mila-sono-contro-bossetti-a0ee6d5c-b80d-11e4-8ec8-87480054a31d.shtml

A questo punto credo che vedremo un'improvvisa accelerazione per giungere quanto prima all'udienza preliminare grazie anche a quanto permesso dal codice di procedura penale.

Difatti dal momento della comunicazione di chiusura delle indagini, la difesa potrà prendere visione di "tutti" (nuovamente speriamo) gli atti di indagine, non potendo (credo) sperare siano stati digitalizzati (o se lo sono stati è sempre meglio controllare gli originali), avendo 20 giorni solamente per depositare memorie, documenti ed atti di indagine difensiva. Ma anche per richiedere al PM l'espletamento di indagini aggiuntive, cosa che credo Salvagni farà portando tra l'altro la testimone che sembra non sia stata ancora sentita dal PM, anche solamente per prendere un po' di tempo (queste indagini il PM deve compierle entro 30 gg, in pratica niente se confrontato con i 4 anni trascorsi).
Probabilmente questa proroga sarà molto breve ed inconcludente e quindi credo che dopo pochi giorni (i 20 iniziali più i massimo 7/15 aggiuntivi) verrà avanzata richiesta di rinvio a giudizio al GUP.
Quest'ultimo ha tempo 5 gg per fissare l'udienza (ci scommettiamo che ce ne metterà molto meno?) che deve essere prevista antro 30 gg.
Dovendone dare comunicazione alle parti almeno 10 giorni prima con l'avviso che è possibile prendere visione degli atti trasmessi dal PM (che speriamo siano gli stessi del fascicolo dell'indagine) e presentare eventuali memorie o produrre documenti.
In pratica dal momento in cui la difesa potrà finalmente prendere visione di tutta quella mole di atti d'indagine al momento dell'udienza preliminare potranno anche trascorrere solamente 45 giorni scarsi.
Lascio a voi comprendere come possa il collegio difensivo districarsi in così' poco tempo per arrivare davanti al GUP con qualcosa di serio in mano, valido ad eventualmente smontare le accuse od a richiedere al GUP stesso un'integrazione probatoria con eventuale citazione di testimoni, nomina di consulenti e periti.
Per cui è a mio parere scontato che il GUP, come il GIP ed il Riesame in precedenza (chissà la Cassazione il 25?), non potrà far altro che adeguarsi al PM ed ordinare il rinvio a giudizio.
Rinvio a giudizio che a norma di legge comporterà la formazione del fascicolo del dibattimento dove, con l'accordo delle parti confluiranno solamente parte degli atti di indagine, mentre gli altri saranno restituiti al PM.
E tutto questo senza contare il conto salato che la difesa dovrà saldare per poter estrarre parti degli atti indagine (ed i DVD dei file video ed audio sappiamo bene che sono molto costosi).

TommyS. ha detto...

Avete tutti presente la perizia informatica che il PM ha portato davanti al GIP recentemente ed ha permesso a quest'ultimo (la testimone miracolata non credo sarebbe bastata neanche alla Maccora)? La perizia che ha fatto sognare la Sciarelli che poco ci mancava mandasse davvero in onda ricostruzioni con tredicenni (in realtà 18nni ma che dimostravano di meno) che si abbandonavano alla libidine accompagnate da muratori 40enni?

Leggete ora le dichiarazioni di Salvagni ad ADNKronos

http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2015/02/18/yara-legale-bossetti-analisi-telefoni-inutilizzabile-processo_U2AWIRKby0gQRpEN0aqGpL.html?refresh_ce

In pratica roba da repubblica delle banane con il codice di procedura penale scritto su papiri (quelli del Mar Morto).

Mi viene da pensare che la Ruggeri a giugno/luglio scorsi fosse certa oramai di ottenere la confessione di Bossetti, magari consigliato dal suo legale, e quindi chi se ne fregava d procedere secondo le regole?

Ma siccome sono diventato sempre più sospettoso di carattere, a me qualche dubbio sulla natura degli eventuali contrasti tra Salvagni e Gazzetti o comunque sui reali motivi per i quali quest'ultima a dicembre ha rassegnato l'incarico, sinceramente mi è venuto.
E chi conosce il caso di Avetrana può anche tirare ad indovinare.

Mimosa ha detto...

Mah, a questo punto credo che l’avv. Salvagni, dopo il flop dello sbandierato scoop sul dna (mitocondriale vs nucleare) , nonstante l’assistenza e consulenza del criminilogo Denti, oramai annaspi in mezzo al guado.
Vedremo come si batterà al processo.

Certo non si ritirerà anche lui, troppo vantaggio ne ricava dalle apparizioni sui media.

Etrusco ha detto...

Scusate la mia solita presunzione, ma ammesso e non concesso che i sedili rilascino fibre di tessuto, è immaginabile che ciò avvenga in quantità microscopiche, altrimenti finirebbero per usurarsi rapidamente. Piuttosto, un mezzo usato nei cantieri potrebbe avere sui sedili depositi più o meno abbondanti di materiali edili che dovrebbero a loro volta finire sugli indumenti di chi ci viene a contatto, ma, se avviene questo, sarà sempre in quantità maggiore rispetto a quanto possano essere le fibre microscopiche di tessuto eventualmente rilasciate dai sedili, penso sia ovvio e logico.
Ci si sporca più facilmente di polvere che di fibre sintetiche. Se hanno trovato più quelle che polvere, si preoccupassero di capirne il motivo, sia perchè non resistono alle intemperie, contrariamente a calce e cemento, sia perchè tra contaminazioni, abbagli, scoop e prove inquinate ce ne siamo fatti ormai una cultura, tra Cogne, Perugia, Ascoli, Via Poma e ci metterei pure quanto accaduto ad un campione di body building.
Comprensibile la difficoltà del caso di Yara, apprezzabili gli sforzi e considerevoli le spese per le indagini, no comment l'annuncio di Alfano che in qualche modo ha influito, Fikri ecc, ma i tessuti che detti "compatibili", praticamente diventano unici di un mezzo da cantiere, fanno perdere un bel po' di credibilità, in senso generale. Soprattutto quando a conferma della notizia trapelata c'è un ufficiale in uniforme. Manco fosse la solita sparata giornalistica.

Massimo M ha detto...

Comunque e' anche il modo di operare che lascia molto perplessi che e' tutto sempre in linea con il modo di operare che la procura ha sempre portato avanti.
Cioè qui non si sono analizzati gli abiti di Yara rilevandone tracce o microfibre qualsivoglia...............NO.......qui ancora una volta, in perfetto stile Negroni, una Carabiniera e' salita sul furgone di Bossetti e scendendo si e' portata dietro attaccata sui suoi abiti, tonnellate di microfibre colorate. Che poi spero ci sia salita con la Tuta anticontaminazione..................per non contaminare il luogo............non vorrei che la Carabiniera avesse già i pelucchi attaccati sedendosi prima su altro materiale sintetico colorato..........
Dicevo, in perfetto stile Negroni........Toh! Che fortuna! Coriandoli di microfibre. Vuoi vedere che i leggings e il giubbotto di Yara, rimasti mesi e mesi in un campo sotto vento, neve, pioggia, fango, umidità, sole..........sono ancora pieni di coriandoli colorati? Bingo. Ci sono davvero!
No mi spiace.............qui siamo ancora nell'ordine dell'infondatezza........un po' come il furgone al video: e' di Bossetti perché ha il catarifrangente rosso.......chi se ne frega di quei fasci luminosi dei fari che il furgone modello di Bossetti non avrebbero mai potuto descrivere?
Qui e' lo stesso. Fibre compatibili con la tappezzeria del furgone........ma compatibili con svariatissime altre tappezzerie........e per fortuna che Massimo Prati ha pescato uno scuolabus con la stessa tappezzeria identica anche nei disegni. Yara a Bergamo ci andava con l'autobus.
Tutto ciò dimostra l'assoluta difficoltà dell'accusa che da 1 anno ci continua a vendere come prove delle assolute fantasie e suggestioni.

Massimo M ha detto...

A processo, se la Procura non e' in grado di dimostrare che quelle fibre tessili non sono compatibili con nessun scuolabus Brembate-Bergamo..........basta la foto di Massimo Prati per far diventare questi coriandoli colorati autentica FUFFA

TommyS. ha detto...

Massimo M

Concordo totalmente. Tutti gli indizi che la Procura sta accumulando come corollario a quello del DNA nucleare sono pura fuffa, interpretazioni forzate di riscontri totalmente neutri se presi singolarmente, testimonianze assolutamente non credibili e facilmente smontabili nel controesame in aula (ma a Perugia hanno alla fine comunque dato credito ad un clochard, presunto spacciatore e informatore della polizia, che, prima di morire aveva reso dichiarazioni decisamente inattendibili), perizie video ed informatiche perlomeno dubbie.

Ma se la difesa non riuscirà a smontare davanti alla Corte l'indizio del DNA, Bossetti è spacciato e l'ergastolo non glielo leva neanche la Cassazione.

E' per questo che temo che la difesa non abbia tempo sufficiente per esaminare tutta la documentazione sulle indagini scientifiche andando a scovare tra le 60.000 e passa pagine quelle che possono permettere di provare che l'indizio è falsato sin dalle sue origini.

Non basterà una perizia della corte perché abbiamo già visto come il sistema riesca a far fronte anche a perizie contrarie. Non basterà avvalersi di consulenti di provata fama ed esperienza perché l'accusa ne porterà altrettanti disposti a confermare la validità dell'indizio. E bisognerà portare in aula, dopo averli accuratamente preparati, quei consulenti abili a catturare efficacemente l'interesse della Corte e non quelli che, pur esponendo tesi scientifiche ineccepibili, possono correre il rischio di annoiarla (pensa a come Introna è riuscito a sminuire la portata della perizia di Bruno nel caso Rea, anche se lo stesso Introna non è stato sufficiente a Perugia). Bisognerà essere molto abili e spietati nell'incrinare durante il dibattimento il muro compatto e granitico che l'accusa ha già costruito e rinforzato. Individuare esattamente i punti deboli di questo per far cadere in evidente contraddizione i testi, sia quelli dell'accusa sia quelli portati dalla difesa.

Ed è per questo che auspico un affiancamento di Salvagni (che personalmente reputo un ottimo avvocato soprattutto in fase di indagini dove sta dimostrando di essere un mastino indomito) da parte di un legale esperto delle fasi di dibattimento e di esame e controesame.

Al momento però Bossetti e la sua famiglia possono contare solamente su Salvagni, che sono convinto creda fermamente nell'innocenza del suo assistito e sia disposto ad andare avanti ad oltranza, e non so se potranno disporre delle finanze per permettersi un principe del foro (senza avere la certezza, vedi Coppi a Taranto, della sua efficacia).

P.S. Vedo che sei dell'opinione che la Procura di Bergamo non stia giocando in modo corretto. Come mai non ti viene il dubbio che anche a Ragusa sia lo stesso?

Anonimo ha detto...

Rispondo a Tommy: per il caso Bossetti NON ci metterei la mano sul fuoco; Su quello di Ragusa le metterei tutte e due
fr.

TommyS. ha detto...

@fr. (o fran?)

Io non ce le metto in entrambi i casi visto che di mani ne ho solamente due e vorrei conservarle a lungo.

L'altra sera ho visto, per errore, la puntata di CLV. Ed alla fine mi sono domandato: come mai la redazione di CLV (e quindi la Sciarelli) stanno rispolverando cold cases dove troppi dubbi emergono, e sono sottolineati in modo esplicito dall'inviato, sull'operato degli inquinrenti e delle forze dell'ordine (tra gli ultimi l'omicidio di Gisella Orrù a Carbonia, l'omicidio di Sandra Casagrande a Roncade e quello di Tenco a Sanremo), mentre per i casi recenti la stessa trasmissione è fideisticamente sempre schierata dalla parte delle Procure e dei Carabinieri/Polizia? Come se gli errori del passato, anche molto recente, non avessero tuttora più modo ed occasione per verificarsi.

TommyS. ha detto...

Certo che la PM Ruggeri ed il RIS il vizietto di fare analisi scientifico-tecniche in totale assenza di contraddittorio non lo perdono proprio. E questo anche dopo l'iscrizione nel registro degli indagati di Bossetti.

Ce lo conferma dalle pagine del Corriere il contraltare della Ubbiali (ma il tutto sembra un teatrino delle marionette), cioè Armando Di Landro con questo articolo

http://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/15_febbraio_20/yara-fibre-leggings-trovate-aver-analizzato-furgone-95cb402c-b8d4-11e4-b4ca-88f092eacdcb.shtml

In pratica, dopo aver fatto assistere ai consulenti della difesa alla fasi degli accertamenti irripetibili per la ricerca di materiale biologico riconducibile a Yara sul Daily di Bossetti, zitti zitti hanno ripreso i leggings della vittima ed hanno cercato le microfibre che adesso sono oggetto dell'ultima perizia che "inchioda" Bossetti. L'hanno fatto utilizzando strisce adesive, e non sappiamo proprio se applicandole solamente in qualche punto o se estendendo l'analisi a tutta la superficie, e BINGO hanno trovato quelle "compatibili" con il tessuto del Daily di Bossetti. E sempre zitti zitti hanno fatto l'esperimento con il capitano donna che ha dato le "conferme definitive".

Ma non dovremmo vivere in uno stato di diritto, o l'isola Bergamasca è territorio franco dove i diritti costituzionali e quelli sanciti dal codice possono essere calpestati tranquillamente ed impunemente?

Anche se l'analisi si rivelerà accertamento tecnico irripetibile, il danno sarà oramai fatto e la perizia verrà portata al GUP e molto probabilmente (perchè quest'ultimo credo se ne laverà le mani) in Corte d'Assise dove magari alla fine si deciderà sull'inutilizzabilità delle analisi, ma tanto tutti sapranno che Yara è salita proprio su quell'IVECO Daily.

P.S. Sempre Di Landro, con altro articolo, ci informa che il nome fatto da Bossetti a luglio come colui che, stante il suo interesse per le "ragazze giovani", poteva avere interesse a sottrarre un suo fazzolettino insanguinato per inquinare la scena del crimine, era il socio del cognato di Bossetti, Massimo Maggioni. Interrogato, pedinato ed intercettato è stato in seguito definitivamente escluso dalle indagini segno che nelle sue telefonate non avrà detto "L'ho uccisa davanti al cancello".

Massimo M ha detto...
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Massimo M ha detto...

Tommy, mi hai posto una bella domanda.
Diciamo che il caso di Santa Croce è ancora molto Vergine. Nel senso che fino ad ora c'è stato un corollario basato su determinati elementi. E questi elementi, come faccio di solito, li ho approfonditi personalmente senza pregiudizio e senza essere influenzato da nessuno. Ho approfondito, ho studiato etc. etc.
E sono giunto alla conclusione che la VP, dal mio punto di vista, possa essere colpevole.
Ovviamente, più il tempo passa più emergono dettagli precisi rispetto agli elementi del corollario che vanno assolutamente approfonditi. Sono stato giudicato come bastian contrario. No. Qual'ora venisse fuori dettagli molto precisi e dubbi..........io sono il primo a tenerne di conto. Anche facendo 1,2,10,100 passi indietro. Sebbene sia difficile esprimere delle analisi senza essere influnzato dall'idea che uno si fa del caso, io ho sempre cercato di farlo.
Non mi dilungo perchè qui si tratta di Bossetti, ma nel caso di Ragusa, ultime documentazioni mi hanno messo sul chi valà. Non che io abbia cambiato idea, ma mi sto sforzando di essere possibilista. Le analizzeremo nella sede topic opportuna.

Ci sarebbe un ulteriore elemento di riscontro che più volte ho evidenziato.
Come può essere provato che 4 anni fa la tappezzeria del Furgone, con 4 anni in meno di usura, poteva lo stesso lasciare tracce sugli abiti di microfibre allo stesso modo in cui è stato rilevato nel giorno in cui (recente) è salita la Carabiniera?

Bruno ha detto...

Domando ma di quel ragazzo rumeno si sa qualcosa?, è stato rintracciato e se si è stato sottoposto alla prova del dna?, una curiosità, il gruppo della Pm da quante persone è composto ? almeno dieci da quanto immagino per scrivere 60 mila pagine. Invece l'avvocato della difesa, di quante persone può contare? credo gli sia difficile riuscire a leggere una mole così enorme di pagine con così poco tempo. Tornando al rumeno credo che sia importante e basilare sapere chi è. Complimenti a Massimo Prati che come al solito riesce a trovare,(e questa volta è proprio il caso di dirlo): i bandoli della matassa, addirittura pubblicando la fotografia dei sedili dello scuola bus.incredibile, sarei curioso che ci spiegasse come ha fatto. grazie Massimo Prati ed a tutti voi che resistette a tutto.

Anonimo ha detto...

@massimo m
ma in un paese, dove dopo la strage di Ustica, ci sono stati strani suicidi es. impiccati a 2 metri di altezza, pensi che se vogliono che vada come dicono "loro" non vada?

io penso che pilotino tutto, prendono elementi che poi chiamano prove) e poi li applicano dove gli serve.


luca

Massimo M ha detto...

A Bruno
Nel periodo esatto in cui fu arrestato Bossetti, non ricordo se CLV o QG mandarono in onda, in due puntate diverse, interviste ai compagni di classe di Yara. Ricordo che due di loro, un compagno e una compagna...........dissero che Yara era una ragazza molto riservata ma ultimamente parlava loro di un certo Mattias (lo scrivo così come pronunciato.............ma potrebbe essere Matias o Mathias)...............che nessuno di loro conosceva e non aveva mai visto. Nessuno sapeva chi fosse.
Sono impazzito in questi mesi ma non sono riuscito a ritrovare questa intervista. Un vero peccato. Ricordo che l'intervista fu fatta in classe, nella scuola di Bergamo.
Sarei molto curioso di sapere il nome di questo ragazzo di cui parla la testimone.........o il Cognome o Soprannome.
Ricordo anche che nelle puntate successive si riaffronto' in maniera fugacissima l'argomento.........parlando a proposito di Mattias, di un ragazzo che frequentava la piscina del Centro Sportivo dove c'è' la palestra e che era stato sentito. Sono notizie di cui si è' parlato pochissimo e a mezza bocca.
Qualcuno se la ricorda questa intervista?

Massimo M ha detto...

Fresca fresca...........su QG.
Praticamente non solo fibre, ma anche particelle ferrose sui leggings presenti sulla tappezzeria del furgone di Bossetti. E qui mi permetto di dire che siamo arrivati al fuori di testa! Come può uno sostenere che particelle ferrose trovate oggi vi fossero anche 4 anni fa.

Mario ha detto...

Scusate, ho capito male o questa signora che doveva affittare l’appartamento al giovane (35, massimo 36 anni) rumeno abita a Savona?

Mimosa ha detto...

MassimoM,
io mi ricordo bene che una compagna di classe di Y. raccontava di un amore o corteggiatore segreto, di cui nessuno però sapeva niente, ma non ricordo di aver sentito il nome, solo che era “più grande”.

Secondo me la Signora Vilma, che non mi sembra matta, racconta il vero. Che non esistano altre ragazzine tredicenni, brave atlete, a Brembate, col medesimo nome, spero sia stato accertato!

L'esistenza di soggetti terzi che si ponevano da tramite per le telefonate e i messaggi mi sembra più che plausibile, stante che –secondo le confidenze del giovanotto- il padre della ragazzina si era messo in mezzo e con ragione, data la differenza di età.
Il geometra Gambirasio dovrebbe essere più sincero, a mio avviso, perché non c’è nulla di scandaloso né infangante se una tredicenne si infatua ricambiata di un trentenne, nemmeno se rumeno e muratore.
Sarebbe scandaloso, piuttosto, far restare in galera un padre di famiglia ...

Il ragazzo è sparito in gran fretta guarda caso proprio il giorno dopo la scomparsa di Y.G.
e guarda caso la Signora non aveva avuto una buona impressione dei suoi amici, un rumeno ed uno albanese, ma sulla loro età non ho informazioni.
Comunque il suo nome sarebbe “Liviu”.

Mimosa

Etrusco ha detto...

A MassimoM
In alternativa, particelle ferrose (e non la calce di cui presumo la presenza sui sedili) possono far pensare che Yara sia stata condotta in un luogo o ambiente frequentato anche da Bossetti ove erano presenti queste particelle ferrose, "molto" compatibili con quelle rinvenute sempre addosso a Yara.
Difficile capire se siano stati presenti insieme nello stesso momento in questo ambiente, che non è detto sia necessariamente il furgone.
Dubito che durante il lavoro, nel salire sul furgone, Bossetti abbia il tempo e riesca a togliersi di dosso tutti i residui e tutte le scorie, facile che se ne sia portata all'interno una certa quantità. E poi, giustamente...quattro anni dopo il fatto...

Etrusco ha detto...

Però un trentacinquenne avrebbe raccontato alla signora una cosa che già così pare reato.
Talmente strano da sembrare vero. Veramente sconcertante.

Massimo M ha detto...

Ad Etrusco
Qui la cosa importante da tenere di conto e' il contesto temporale. Cioè tutto quello che di compatibile si trova sul furgone di Bossetti sarebbe compatibile con residui (ferrosi, microfibre etc.) che si sono depositati sui leggings e giubbino di Yara ben 4 anni prima. E' questa l'incongruenza che fa diventare il tutto suggestivo e prima di significato scientifico.
Come dire che sui leggings di Yara sia stata ritrovata una macchia di succo di frutta il cui gusto e' ignoto e che sui sedili di Bossetti vi fosse una macchia di succo di frutta. Ma come si può provare che la macchia di succo di frutta nella tappezzeria del furgone di Bossetti vi fosse già il giorno della scomparsa di Yara? Partendo dal presupposto, in questo esempio comparativo, che Bossetti di mestiere faccia il trasportatore di succhi di frutta.
Che significa materiale ferroso? Ma ci rendiamo conto o no? Bossetti fa il carpentiere di professione. Il furgone e' in uso nella sua professione. E' ovvio che qualsiasi materiale ferroso sia compatibile con resti di materiale ferroso sul furgone. Hanno fatto il giro dell'oca............siamo in sostanza ritornati al concetto della calce ritrovata nell'apparato respiratorio di Yara. Siccome la difesa ha scompigliato le carte e ha trovato che nessuna calce e' presente nei polmoni..........allora questi ora fanno il giro dell'oca. Ma che significa materiale ferroso compatibile? Al nulla qui si aggiunge il nulla. Quella tappezzeria, lo ha detto il responsabile, e' stata montata su 100.000 mezzi nel mondo. Inutile verificare la posizione dei 2000 furgoni del Nord Italia il giorno della scomparsa. Queste microfibre non provano assolutamente nulla: primo perché bisognerebbe verificare tutte le tappezzerie, delle 100.000 nel mondo, presenti in Italia.......poi verificare se Yara sia mai salita su quei mezzi. Tra i quali Autobus. La foto di Massimo Prati, quella dello scuolabus con la stessa tappezzeria anche nei disegni, demolisce in un nanosecondo questo scoop declassandolo a spazzatura provata.
Ieri sera hanno insistito: il furgone ripreso dalla banca e' di Bossetti perché monta un serbatoio fuori serie e ha catarifrangente rosso. E dei fari ce ne freghiamo? I fari del furgone di Bossetti non posso descrivere quel fascio luminoso. E' impossibile. Sono rettangolari a nastri.
Come vedete.........hanno messo insieme una serie di elementi della serie dovrebbe essere lui ma non abbiamo la prova certa (microfibre, materiale ferroso, furgone) che vogliono essere l'insalata non condita alla prova del DNA Nucleare che presenta un Mitocondriale diverso.
Qui non c'è' nessuna prova di niente ragazzi. E' tutto pare ma potrebbe non essere.

PINO ha detto...

MIMOSA
Il racconto della signora Wilma, che ho ascoltato e riascoltato in occasioni diverse nei programmi tv relativi al caso Bossetti, mi impressionò molto, e tale stato perdura tutt'ora, lo ripeto, per la precisione dei dettagli, quella cronologica e la sicurezza dimostrata nell'esporre i fatti.
La dichiarazione sincera, insomma, di una persona anziana il cui volto riflette onestà e suscita tanta tenerezza.
Perchè avrebbe dovuto inventarsi una simile storia?
Ella stessa ha confessato, a chi l'ha intervistata, di essere stata titubante a rendere nota la sua "storia", per timore di non essere creduta, dato la sua veneranda età.
E' evidente che gli stava a cuore preservare la sua dignità.
La faccenda potrebbe rivelarsi solo parallela al caso Bossetti, ma potrebbe anche fornire risvolti diversi...chissà.
La magistratura dovrebbe indagare con più convinzione questo presunto, ma incombente diverso scenario.
Ciao, Pino

magica ha detto...

la signora wilma fu ascoltata, ma la sua deposizione scartata
per il semplice motivo: subito gli inquirenti avevano preso di mira il marocchino .
l'ipotesi del marocchino la presero subito per buona,infatti si premurarono di fermare in traghetto per il
marocco, si munirono di un interprete. sicuri d'aver preso il colpevole era logico che la signora wilma non la considerarono .poi passo' del tempo e si accorsero delle bufale che presero.
fino a che non ebbero la notizia regina che li avrebbe portati a incriminare bossetti .
solo che stanno facendo i salti mortali per confermare quello che credono , ma pochi ci credono .

magica ha detto...

mettiamo che bossetti sia figlio di guerinoni ,che
disse all'amico pettegolo, ho avuto un figlio da una ragazza di un paese vicino . se aveva saputo di avere un figlio prchè invece non seppe che la signora aveva avuto gemelli ?.
ok , la signora ester ebbe i gemelli , mi pare dopo un anno o poco piu' dal matrimonio . , la signora 9 mesi prima del parto era sposata , come faceva guerinini sostenere che il figlio era suo? la signora avra' avuto rapporti con suo marito . . se ci fosse stato la sicurezza che quel figlio non fosse stato del marito di ESTER MA SUO cioè di guerinoni. .come avrebbe potuto saperlo :in quei tempi non si conosceva il D.N.A : si fa in questi ultimi anni .
guerinoni ebbe un figlio : ma con una signira nubile .

Bruno ha detto...

Si brava Magica hai fatto una buona considerazione, occorrerebbe sviluppare meglio il concetto. per quanto riguarda questo Mathias, è possibile che sia svanito nel nulla. Gli è stata fatta la prova del dna, la prova dei peli ? Se veramente fosse a Savona non sarebbe difficile per gli iquirenti rintracciarlo, sempre che...si voglia. Pensate se riparte per il suo paese come si farebbe a fare la prova. Per quanto riguarda il papa della povera Yara, sarà il caso se quanto stà emergendo non fosse vero che smentisca anche tramite il suo avvocato. Mi ritorna in mente il fatto che Yara ha voluto ed ha insistito lei andare in palestra per portare lo stereo. Perchè ? chi avrebbe voluto incontrare ? Se il papà sospetta qualcosa sarà bene che si faccia avanti.

Anonimo ha detto...

Bruno
Magica o Mimosa, a chi ti riferisci?

magica ha detto...

anonimo
non preoccuparti a chi si riferisce bruno
la sua risposta al commento viene dopo aver letto l'ultimo post . se è una risposta , a mimosa o magica non cambia nulla.
l'importante è la risposta .

Anonimo ha detto...

Matthias o LIVIU (che è il suo nome), non potrebbe essere il supposto "ignoto 2" a cui attribuire il dna ipocondriale?
Il ragazzo partì improvvisamente il giorno dopo la scomparsa di Yara.
Non sarebbe difficile rintracciarlo, anche se in Romania. Lui ha lavorato qui da noi, e forse i suoi datori di lavoro potrebbero conservare i suoi dati anagrafici.
Dipenderebbe solo della volontà del mastino che stringe fra le ganasce un preda già sicura.
fr.

Vanna ha detto...

Mimosa e Pino, mi associo alle vostre riflessioni riguardo la testimonianza sul rumeno.

Anche a me la signora Wilma è sembrata sincera.

I Gambirasio con la loro "discrezione" dovrebbero cominciare a dire qualcosa in più.

Invece la mamma ha tenuto a precisare che fu lei a chiedere a Yara di uscire e non che era stata lei ad insistere per farlo, perchè il cambiamento di rotta?
Ho letto in altro blog che una compagna riferì che Yara era corteggiata da un ragazzo più grande.

Possibile che la sorella non lo sapesse?
E se la sorella quel pomeriggio si rifiutò di andare proprio perché glie lo chiese Yara che invece voleva uscire?

Il geometra, a sua volta, doveva essere a conoscenza di quello che ruotava intorno al mondo edilizio del territorio.

E non solo lui ne era a conoscenza.

Un saluto.

Vanna

Bruno ha detto...

In quel momento mi riferivo alla considerazione di Magica. Ma ugualmente utile per una analisi approfondita è anche quella di Mimosa.

PINO ha detto...

@ VANNA
Fù inconfutabilmente assodato in moltissime occasioni, e per lunghi mesi, che Yara si offrì di sua iniziativa a sostituire la sorella, per portare il registratore alla maestra di ballo, presso la palestra.
Tanto che gli inquirenti, in base appunto a tale imprevisto cambiamento di persona, esclusero che si potesse trattare di un rapimento mirato: nessuno sapeva che Yara sarebbe uscita di casa, a quell'ora, quella sera.
Se ora, non saprei nè chi, nè perchè, volesse cambiare le carte in tavola, troverei la manovra almeno strana.
Cambiare la direzione di tiro, per gli investigatori, non dovrebbe essere molto difficile.
Salutissimi, Pino

Anonimo ha detto...

UNF Ultime notizie flech
23-02

"...Torniamo al racconto della testimone.

La donna dice ci aver conosciuto Liviu. Questo ragazzo le avrebbe detto di essere fidanzato con una ragazzina di Brembate più giovane di lui. Il ragazzo lavora in vari quartieri fa l’elettricista. Si sente con Yara e si vede con lei anche sui cantieri. Lavora persino per suo padre ma quando l’uomo si rende conto che tra i due c’è una simpatia lo licenzia. Liviu racconta alla signora che spesso per poter parlare con la ragazza fa chiamare anche una donna in modo che nessuno pensi che sia lui al telefono.

La testimone racconta anche un altro dettaglio. Prima che Yara scomparisse il ragazzo va da lei per salutarla. E’ vestito in modo elegante e si giustifica dicendo che deve andare a parlare con la sua fidanzata. Viaggia a bordo di un furgoncino bianco piccolo che ha un vetro rotto ma non è solo. Secondo la signora sarebbe in compagnia di due persone poco raccomandabili.

Dopo quel giorno Liviu scompare e la signora cerca di mettersi in contatto con lui. Viene a sapere che è rientrato i Romania ma alle sue telefonate non risponde più.

Ci sono davvero troppe coincidenze in questo racconto ma avete mai pensato che queste parole della signora potrebbero anche non significare che Bossetti non sia innocente? Se mai esistesse davvero questo ragazzo e fosse andato davvero a Brembate quella sera solo per salutare Yara, se avesse visto la tredicenne salire sul furgone di un altro uomo? Se Yara quella sera avesse insistito tanto per uscire di casa perchè doveva vedersi con il suo amico? Forse sembra più un film ma questa storia non esclude la ricostruzione fatta dagli inquirenti.


magica ha detto...

narturalmente sono illazioni
che yara sia salita sul furgone di bossetti e sgamare l'amico romeno
pensi che bossetti fosse talmente figo da far perdrere la testa a yara?

Anonimo ha detto...

No, MAGICA, non lo penso proprio!
Ciao, P.

Vanna ha detto...

Pino buongiorno!

Ho letto in rete che fu la mamma di Y. a chiedere alla figlia di andare a portare il registratore.

Non ricordo dove, cercherò di ripescare la fonte.

Condivido con te che il cambiamento del tiro darebbe un diverso svolgimento dei fatti.

Ritengo che la "chiusura" di questa famiglia intorno alla vita della ragazzina e della sorella è totale.

Per carità, è normale difendere per proteggere la propria prole ma cambiare il tiro, se fosse vero, aprirebbe ulteriori scenari di coperture e silenzi.

Mi sembra che il trattamento che gli inquirenti hanno avuto nel proteggere questa famiglia è totale.
Mentre al contrario, la famiglia di B. al completo è stata triturata in tutte le salse.

Ad esempio, si è velatamente detto che al computer le ricerche sulle tredicenni le facesse il figlio tredicenne come Yara.
Quasi a contrapporre la purezza dell'una contro le curiosità perverse dell'altro.

Poi le chiacchiere sulla moglie, sulla madre di B, sono state a tutto campo.

I figli di B. sono stati tutelati come i Gambirasio?

Non è accaduto, sui G. non si sa nulla di nulla tanto sono perfetti.

Proprio tutto l'andamento della vicenda quindi, mi fa protendere verso un'innocenza di B. come assassino, non escludo che sappia qualcosa, esattamente come molti in quella zona.
B. dentro fa comodo e lui non parla, rischia l'ergastolo per difendere la sua famiglia, quella famiglia triturata nei principi morali che invece sembra non manchino.

Per me quella frase significa che se parla e racconta, la sua famiglia sarà ancora di più attaccata.
Hanno già cominciato con la sorella...

Un abbraccio.

Vanna

PINO ha detto...

Ciao VANNA!
Per quanto riguarda l'incivile trattamento a cui è stata ed è sottoposta la famiglia di MGB, mi associo alla tua indignazione. Non posso essere d'accordo, invece, fino a che non si faccia più luce, sulla eventuale estraneità dell'imputato all'omicidio di Yara: la presenza del suo dna, sia pure solo "nucleare", se venisse ritenuto valido, indicherebbe almeno la sua presenza sul luogo della tragedia, non sappiamo in quale ruolo.
Fatto reale che andrebbe attentamente vagliato, resta la dichiarazione della signora Wilma, specialmente per quello che nel corso della quale ebbe a dire: cioè che il rumeno avrebbe avuto relazioni di carattere lavorativo con il geom. Gambirasio, il quale non ne avrebbe mai fatto cenno con gli inquirenti.
Avere cura della reputazione dei propri cari è sacrosanto, ma non indagare più profondamente, nella vita di alcuni e farlo sfrenatamente per altri, non dimostra equità.
Spero proprio che quanto affermato dall'anziana signora Wilma, possa far riflettere seriamente gli investigatori, per il cambio di quella direzione inforcata fin dall'inizio.
Saluti cari, Pino

Anonimo ha detto...

Dal Quotidiano Libero, nuovamente assalita la sorella di Bossetti:

http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11759887/Massimo-Bossetti--aggredita-la-sorella.html

Alex

Vanna ha detto...

Grazie Alex per l'informazione!

Ciao Pino!
Come volevasi dimostrare: se Bossetti parla la sua famiglia oltre ad essere già stata disonorata, potrebbe subire qualcosa di ancora più pesante!

Anche la signora Wilma deve essere spostata da lì e messa sotto tutela.

Ma cosa sarà dietro tutta 'sta vicenda se sono capaci di prendersela con la gemella?

Tu come la vedi questa nuova aggressione?

PINO ha detto...

X VANNA
Non ho letto ancora il link postato da Alex, ma se l'insano atto di violenza di cui è stata oggetto la gemella di MGB è vero, non posso che condannare, come ogni cittadino osservante le nostre leggi, episodi che rivelano ignoranza ed estrema, crudele inciviltà.
Se a monte della faccenda ci sia qualcosa do losco da nascondere non saprei, ma sarebbe opportuno che le F.d.O. prendessero le opportune cautele anche per l'anziana signora, la cui testimonianza potrebbe ledere gli sporchi affari di qualcuno.
Ora vado a leggere il link.
A più tardi, Pino

Vanna ha detto...

Buongiorno a tutti!

Ho letto dal sito Mostro di Firenze notizie inquietanti per i collegamenti che ci sarebbero tra il marito di Laura Letizia B. e i G.

Il marito di L.L.B. si chiama Osvaldo Mazzoleni, è socio di Massimo Maggioni in costruzioni di ville.

Il M.M è molto amico di F. Gambirasio, abita a Brembate di Sopra e proprio lui ha indicato il Bossetti come sospetto di aver trafugato attrezzo e fazzoletto col sangue e di avere interesse verso le ragazzine.

Ogni scenario è aperto.

Si continua a scrivere qui o si va sul thread più recente?

Vanna

Franco ha detto...

Scusate ma a me questi avvocati mi sembrano molto ingenui.
1) Non hanno riferito alla signora Marita (moglie di Massimo Bossetti) che in carcere sarebbe stata intercettata e che tutto quello che di poco chiaro avrebbe detto sarebbe stato poi utilizzato contro di Massimo (come di fatto sta avvenendo, alla grande)
2) Ma soprattutto quasi certamente non hanno ancora fatto fare il test di paternità tra Giovanni Bossetti e Massimo Bossetti. Test che svelerebbe una volta per tutte e al 100% che quel dna di Massimo Bossetti sugli slip della bambina non ci è mai finito e che da parte dei consulenti della Procura ci sono stati errori (chiamiamoli così) di laboratorio tramite i quali si è arrivati a Bossetti...

Ed infatti secondo me le cose sono andate così:
Bossetti era stato messo sotto i riflettori dal 2011-2012. Tutto portava a quell'uomo e fin da tempo. Più di qualcuno fin dall'epoca deve essere balzato dalla sedia (è un muratore, ha agganciato le celle telefoniche, è passato da li con il furgone, ha un furgone identico a quello che stavano cercando, si aggirava nei pressi della palestra in più occasioni ecc ecc...).
A qualcuno di loro, allora, nel giugno 2014 viene un'idea fantastica: "facciamo finta che abbiamo il suo DNA, bleffiamo, scriviamo che risulta compatibile per 21 loci con quello di ignoto1, dopo di che sosteniamo che l'estrazione e l'analisi non si possono più rifare (perchè è finito il materiale). Lo mettiamo in carcere, poi fingiamo di avere anche i sui peli, dei test a favore, e lo bombardiamo fino a quando non lo facciamo crollare....Tanto è lui, ne siamo certi. Dobbiamo giocare d'azzardo altrimenti non riusciamo a farlo confessare...."
Se le cose sono andate così, come io credo, quel DNA su quegli slip non ci è mai finito. Fanno finta di averlo. Ora ci sono solo dei fogli di laboratorio in cui è scritto che sarebbe altamente compatibile per 21 loci ma in realtà (in natura) non è così.
Facendo il test di paternità si scoprirebbe nel giro di pochi minuti che la mia teoria è esatta: Massimo non è il figlio di Guerinoni e quindi non è ignoto1 e il suo DNA su quegli slip non ci è mai finito....ma giocano d'azzardo e fanno finta di averlo (tanto la traccia la danno per esaurita e quindi tale aspetto non si può più verificare)

Se invece mi sbaglio e Massimo Bossetti è il figlio di Gueninoni allora certamente Massimo è ignoto1 e in questo caso non ha senso perdere tempo a parlare di mitocondriale e nucleare, ma bisogna solo capire come sia finito quel suo DNA sugli slip e, in tale evenienza, io propenderei per la contaminazione/inquinamento dei reperti, ma non perderei un minuto a parlare di mitocondriale perchè non ha senso. Se quel DNA è il suo (perchè lui è il figlio di Guerinoni cioè ignoto1) vuol dire che in qualche modo ci è finito (forse qualcuno ce lo ha messo) e che non ci sia il mitocondiale poco importa (ci sono delle spiegazioni scientifiche anche su questo).
Ma il problema di fondo è che, a mio avviso, quel DNA NON E' IL SUO E CON IL TEST DI PATERNITA' (fatto in via ufficiosa dai familiari) LO SAPREMMO NEL GIRO DI POCHI MINUTI E POCHI EURO (costa 120 euro)

ENRICO ha detto...

@ Franco

ctz. "quel DNA NON E' IL SUO E CON IL TEST DI PATERNITA' (fatto in via ufficiosa dai familiari) LO SAPREMMO NEL GIRO DI POCHI MINUTI E POCHI EURO"

sono mesi che anch' io sostengo la stessa tua tesi e mi sembra INVEROSIMILE che la famiglia Bossetti - soprattutto la gemella ! - non abbia provveduto ad effettuare il test di paternità in via privata se non altro per il legittimo diritto a conoscere la propria identità personale

A meno di non supporre che l'analisi sia stata eseguita già da tempo ma che il risultato ottenuto ufficiosamente non sia utilizzabile in questa fase delle indagini

TommyS. ha detto...

Franco

Il DNA nucleare trovato ed isolato dal RIS dagli slip (e dai leggings, anche se dei campioni isolati da questo indumento non si parla più negli atti ufficiali ma solamente sui media), perlomeno nella forma tabellare con la quale è stato sicuramente descritto nelle relazioni e che è stato trasmesso ai laboratori esterni (genotipo con 21 marcatori STR ed aplotipo Y), difficilmente possono averlo contraffatto poco prima dell'arresto, e questo perché oramai era circolato in troppi ambienti che il RIS stesso non poteva controllare.

Rimane comunque strano che da nessuna parte sia stato scritto che dopo l'arresto di Bossetti il test comparativo del DNA non sia stato ripetuto come vorrebbe una corretta logica scientifica e giudiziaria. Difatti da ogni parte è scritto che la comparazione è stata fatta unicamente dal campione salivare recuperato dal boccaglio dell'etilometro.

Il DNA mitocondriale invece ha un'importanza enorme in quanto, sebbene gli sforzi funamboleschi di Previderè e degli altri consulenti del PM che ora cercano di salvare la faccia, in natura non può esistere un individuo che abbia il DNA nucleare di Bossetti ma che non presenti DNA mitocondriale o che abbia un mtDNA non coincidente con quello di Massimo Bossetti.
A questo fatto scientificamente molto rilevante si somma l'impossibilità da parte del RIS di determinare l'origine della traccia biologica o perlomeno l'origine del contributo di Ignoto1 alla traccia, atteso che si era ottenuta una reazione positiva (più o meno debole come scrive il Riesame) al sangue umano che doveva in primis essere attribuito a quello della vittima. E questo pur avendo utilizzato diverse tecniche di indagine (inclusa, credo, l'analisi del mRNA alla quale il RIS accenna nella relazione del 2012).

Ciliegina sulla torta è l'enorme stupore del RIS quando ha trovato una DNA così ben definito su indumenti dove l'ambiente fortemente aggressivo non avrebbe dovuto far trovare nulla od al massimo tracce molto deteriorate di DNA.

Il RIS ha scritto di escludere totalmente contaminazioni dei reperti. Ma l'esclusione, come da relazione del RIS stesso, vale solamente per le fasi successive alla repertazione mentre delle fasi precedenti nulla scrivono.

Sommando tutti questi fatti non si può escludere in alcun modo che una contaminazione voluta dei reperti sia stata effettuata molto a ridosso del momento in cui fu ritrovato (e fatto ritrovare) il cadavere.

Annika, con i suoi interventi, ha giustamente ipotizzato una contaminazione con DNA sintetico (no mtDNA, no RNA, no mutazioni epigenetiche). Ma è altrettanto possibile che la contaminazione sia stata effettuata con DNA "clonato" tramite opportune colture batteriche preventivamente modificate con vettori di clonazione. In pratica i risultati sarebbero equivalenti all'ipotesi di Annika (ma credo si potrebbero rilevare le mutazioni epigenetiche).

La principale obiezione a queste ipotesi sarebbe: perché contaminare gli indumenti di Yara (in pratica, sembra, solamente in corrispondenza di quello specifico punto del pube in quanto i reperti dei leggings che hanno restituito il DNA di Ignoto1 erano perfettamente sovrapposti ai punti degli slip nell'intorno del campione 31G20) con il DNA di Bossetti e non con quello di una persona qualsiasi?

Forse che il DNA di Bossetti era facilmente recuperabile dal suo sangue che aveva intriso i fazzoletti? Forse che un artigiano edile di Mapello, che passava quotidianamente dai luoghi della scomparsa, si prestava perfettamente al caso?

Ma chi avrebbe potuto scegliere proprio Bossetti e non un altro individuo con caratteristiche simili? Forse solamente chi conosceva Bossetti, le sue abitudini ed i suoi frequenti episodi di epistassi. E quindi il cerchio si stringe di molto.