sabato 26 luglio 2014

Yara Gambirasio: ricominciamo dall'inizio e cerchiamo di capire il perché dell'omicidio parlando di ignoti e ferite...

Articolo di Mimosa (M.S.)


Tralasciamo per un momento l’indagato trattenuto in isolamento perché identificato da analisi biologiche come certo Ignoto 1 (quindi figlio di Guerinoni Giuseppe e non di Giovanni Bossetti), togliamolo dalla scena, abbandoniamo le diatribe sul DNA e sul sangue/non sangue che, stante la batteria di biologi incaricati dalla Procura, colloca Massimo Giuseppe Bossetti a contatto del corpo di Yara Gambirasio, e ricominciamo dal principio, dal famigerato venerdì 26 novembre 2010 - ma non per una ricostruzione delle modalità e dei tempi di scomparsa della ragazzina, che fino alle ore 18.49 era sicuramente tranquilla, vista la risposta al messaggino dell’amica Daniela, e dopo 20 minuti risultava irreperibile. Non intendo analizzare tabulati e agganci a ripetitori, né fare una mappa delle strade percorse e percorribili. Il mio scopo è tentare di ristrutturare le dinamiche che hanno portato Yara a morire sul campo di Chignolo d’Isola, rivisitando le motivazioni, anche avvalendomi di molte idee espresse dagli amici commentatori, che sicuramente in qualche passaggio dell'articolo si ritroveranno.

Ogni paragrafo può essere a sé stante, ma tra le righe in ognuno c’è un filo (delle parole o frasi quasi in codice) cosicché alla fine unendosi tutti si potrebbe comporre una matassa. Il mio obiettivo non è il provare a trarre il capo giusto per fare il gomitolo risolutivo, voglio solo offrire materiale per riflessioni più puntuali pro o contro il muratore in carcere come unico indagato.

Premetto al lavoro un’osservazione di Stefania, “per quello che ci è dato conoscere allo stato attuale è evidente che la Procura ha lasciato trapelare alcuni elementi ma ne ha sicuramente altri che non sono stati diffusi. Non sappiamo neppure se quello che appunto è stato divulgato è preciso oppure se si è deciso volutamente di diffondere particolari fuorvianti nella speranza che un eventuale indagato, basandosi su questi, si potesse tradire. A questo va aggiunto tutto quello che è stato detto in Tv, quello che è stato scritto sulla carta stampata e sul web. Tante porcherie e sicuramente qualche verità”.

Solo osservando da vicino, nei particolari, come possono essersi svolti i fatti, potremmo farci un’idea del suo esecutore. È per tali ragioni che alcune ipotesi che leggerete potrebbero sembrare da fantascienza, eppure altre sono per certo rigorosamente logiche.

La fuga nel campo?
La pm Ruggeri, in alcune recenti conferenze stampa, ha detto che sotto le scarpe di Yara c’era della terra e dell’erba “compatibile” con il campo di Chignolo d’Isola, “ma non è sicuro”. Infatti, la Cattaneo e la squadra Scientifica si sono recati diverse volte sul posto a fare prelievi, e il corpo è stato asportato con il suo letto di terreno. Già in marzo 2011 si sapeva che non ci sarebbe una corrispondenza fra i primi campioni raccolti e i reperti trovati sul cadavere. Yara potrebbe essere stata uccisa nelle vicinanze, non nel luogo che per tre mesi ha occultato il suo corpo”, come scrive con gran cura l’inviato de Il Giorno di Bergamo in data 4 marzo 2011, un articolo che merita di essere letto con occhi attuali.

Forse sarebbe stato il caso di controllare le campagne dalle parti di Ambivare, comune sulla statale poco oltre Mapello, dove una signora che andava a buttare la spazzatura, il 26 novembre,. verso le 19.00 (o qualcosina in più) ha visto passare un furgone bianco (chiuso) e sentito il grido “aami”, da tutti interpretato come eco della parola “lasciami”. Non sia mai che il sequestratore, dopo aver in qualche modo indotto Yara a salire a bordo e averne dominate volontà e resistenza, si sia fermato da quelle parti per fare i suoi porci comodi, non riusciti, a quanto pare, o meramente per eseguire un piano.

E poi, con il corpo esanime, sia tornato indietro percorrendo strade provinciali, le meno trafficate, per giungere alla spianata di Chignolo (che sicuramente conosceva) ed abbandonare quel fardello inerte. Chissà se sapeva non fosse veramente privo di vita o era consapevole del contrario.

Per molto tempo invece è stato ripetuto che sotto le scarpe c’era la terra del campo stesso in cui è stata trovata. E si palesava l’immagine di una Yara che corre inseguita dall’aggressore che, prelevatala da una via imprecisata di Brembate, forse passando da un cantiere ove tenta il primo approccio, la conduce lì per continuare (o finire) quello che aveva iniziato.

A me, invece, suona assai strano che per fuggire a uno o più aggressori la ragazzina si sia messa a correre nel buio, sotto la pioggia, verso l’interno di una radura acquitrinosa, sconosciuta e sterminata, invece di riprendere il viottolo al contrario e cercare un aiuto. Nemmeno in preda al peggior panico mi butterei contro l’ignoto buio. L’istinto di sopravvivenza fa andare verso una luce, anche solo un lampione in lontananza.

Io ho sempre pensato fosse stata aggredita ben prima, altrove, e il suo corpo trascinato, o trasportato a braccia, fino al punto, distante 350 metri dalla strada sterrata (ammesso che il mezzo di trasporto non si sia addentrato), in cui è stata abbandonata. Ho sempre pensato che ci fosse una precisa volontà di occultarlo il più interno possibile di quel campo deserto, non avendo altro modo di farlo scomparire. È chiaro che l’aguzzino conosceva la zona e sapeva che la discoteca, molto vicina, apriva tardi. Ed è pure chiaro che Yara non era in sé per gridare. Quale automezzo può infangarsi tanto senza temere per la carrozzeria? Forse solo un furgone da lavoro. Un furgone da lavoro, chiuso, che può aver celato agli eventuali passanti una ragazzina che si dibatteva per uscire.

La domanda strettamente connessa è: può un uomo, benché adulto, aver fatto tutto da solo? Risposta: potrebbe se l’individuo in questione fosse talmente sicuro di sé e sufficientemente forte nella muscolatura. Non è difficile attenzionare un muratore, giacché oltre la metà degli abitanti di quell’area bergamasca è occupata nell’edilizia. Senza contare la molta manovalanza straniera impiegata nei cantieri di edilizia privata, residenziale e commerciale (e non solo in quel periodo).

Perché ho detto “talmente sicuro di sé”? Perché, a mio parere, per portare a termine un’azione di quel genere, rapire una ragazza, aggredirla, pugnalarla, trasportarla ferita e nasconderla nel campo deserto, il soggetto doveva avere una buona dose di sfrontatezza. Oppure, all’opposto, si trattava di un individuo fragile, disturbato, anche sessualmente, che prima volge le sue mire verso una ragazzina, la rapisce e poi cambia idea, la ferisce in un modo che alla prima apparenza sembra inconsulto e l’abbandona senza sincerarsi sia deceduta. Sicuro o fragile, di certo c'è che quest’uomo non si è preoccupato del ritrovamento del corpo, né di essere rintracciato e neppure di essere, al momento in cui il cadavere si sarebbe trovato, messo in relazione con il fatto. Chi l’ha buttata in mezzo alle sterpaglie era in preda al furore o al panico? non aveva tempo di occultarla in altro sito e si è liberato di quel fagottino nel modo più sbrigativo possibile, per tornarsene in fretta agli affari suoi?

Benché l’individuo potesse conoscere il posto, o da frequentatore della discoteca o per altri motivi legati alle ditte di materiali edili nei paraggi, anche perché uno spiazzo dello sterminato campo era usato come discarica abusiva di scarti edilizi (calcinacci e mattonelle), si potrebbe dedurre che costui non fosse propriamente “del posto”. Spesso un omicida percorre dei chilometri lontano da casa propria o dal luogo dell’aggressione per nascondere il cadavere. E guarda caso spesso in siti da lui conosciuti e frequentati.

Polveri riconducibili a calce nell’albero bronchiale di Yara, le micro sfere di ferro-cromo-nichel sulle scarpe e sugli indumenti, oltre a qualche altra fibra, hanno indotto a ritenere che Yara, prima di morire sia entrata a contatto o con un lavoratore edile o, perlomeno, con un ambiente legato all'edilizia. Molto probabilmente l’automezzo su cui è stata trasportata era in uso a un operaio (o artigiano) edile. Tutto ciò, unitamente alle tracce erbose, fanno dedurre che Yara, prima di finire esanime sul campo in mezzo all’erba secca, fosse passata da qualche altra parte e là assalita.

Stupro non riuscito?
Dalla perizia dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, da tempo si sa che  – forse unico dato reso ufficiale dopo tante insistenze della Procura per ricevere la relazione autoptica, consegnata appena l’8 ottobre 2012 dalle mani del pm Letizia Ruggeri alla scrivania del gip Ezia Maccora – Yara è morta di stenti, di freddo, per collasso, comunque non dissanguata. Il rapimento aveva altri fini e l’aggressione fisica ne è stata una conseguenza “occasionale”? Non è strano che il corpo fosse vestito e nessuna parte intima scoperta?

Sono comprensibili tutte le delicatezze adoperate dagli inquirenti e dai media per non divulgare particolari che possano ferire la famiglia Gambiarasio, però ad un certo punto qualcuno ha messo in giro la voce che incastrati nell’apparecchio dentale che Yara portava sono stati trovati dei peli pubici. Poi, qualche fonte alternativa ha nominato persino un lembo di carne e fu scritto che i Carabinieri allertarono ospedali e cliniche per sapere se si fosse presentato qualcuno con il cosino, che solo gli uomini hanno, sanguinante. Ma niente di fatto. È chiaro che questa notizia serviva da allerta a mogli e compagne nel circondario. Nessuna denuncia, neanche anonima.

Pare si stiano analizzando ora (per la prima volta o di nuovo?) i reperti, circa 200, trovati su Yara; dopo un anno e mezzo è stata chiesta una proroga di un mese, che sta per scadere. Si spera ci dicano una buona volta se è vero che si è trovato un pelo pubico o un lembo di pelle, perché così sarebbe lampante un tentativo di stupro, anche se non nel senso “classico” con la penetrazione.

Un atto del genere, di solito è tipico di individui con determinate problematiche legate al sesso. Non posso approfondire nel dettaglio perché non sono una sessuologa e dovrei appoggiarmi alla vasta letteratura psico-sessuale, ma ognuno di voi potrebbe trarre adeguate conclusioni, da esperienze dirette o indirette.

D’altra parte la cronaca è fitta di episodi di stupri di gruppo, specie se consumati da giovanissimi o da sbandati; il gruppo – ma bastano anche 2 o 3 individui – costituisce una copertura psicologica, il singolo agisce con la forza che riceve dagli altri: infatti, spesso concorrono tutti a immobilizzare la vittima prescelta e a picchiarla brutalmente per dominarla. Ne ha accennato anche Massimo Prati nell’ultimo articolo. Se fossero di mezzo dei ragazzi, amici degli amici di Yara, che volevano approfittare della ragazzina, dovremmo rivalutare anche tutta la scena del “ratto” e tutte le testimonianze che convergono su automezzi, circolanti e stazionanti in quel lasso di tempo nel percorso tra palestra e casa. Nessuno nomina avvistamenti sospetti di motorini.

Certo, potrebbe esserci di mezzo un ragazzo munito di patente e interessato alla tredicenne, anche in grado di condurre un furgoncino, o della ditta per cui lavora o del genitore. Diversi furgoncini sono transitati per via Rampinelli e immortalati dalle telecamere della banca. Ricordo che a quel tempo fu detto venivano consultati i registri della motorizzazione civile per scoprire quanti furgoni chiusi bianchi erano in circolazione nel circondario di Brembate e sembrava che tutti fossero stati controllati. A quel tempo, però, non sapevano nemmeno cosa cercare!

L’aggressore non si è accontentato dei 2 colpi contusivi alla faccia (tempia sinistra e zigomo destro) per avere ragione sulla ragazza, né l’ematoma alla cervice compatibile con una caduta all’indietro, piuttosto violenta per lasciare tale ampio segno, più plausibile con una botta sul cemento che sulla nuda terra. Ma non ha provato a spogliarla. O non ha voluto farlo? Però, ha insistito a ferirla con una serie di pugnalate.

Il reggiseno trovato slacciato non è indizio di alcun tentativo, su di esso non ci sono impronte né cellule epiteliali di estranei. Forse non c’è alcun mistero: talvolta i reggiseni si slacciano da sé. Una commentatrice di questo blog ha portato la sua testimonianza e posso aggiungere anche la mia: i reggiseni si possono slacciare da soli, a volte a causa di movimenti bruschi, a volte perché non sono della taglia giusta. Da un’immagine che ho rintracciato, il reggiseno di Yara aveva le coppe imbottite, spalline sottili e larga fascia posteriore, forse tutto troppo grande per il torace della giovane atleta.
  
Le lesioni sul capo inducono a pensare a un modo per tramortirla, la dinamica dei fendenti racconta di una non-volontà di procurare la morte. Quindi si potrebbe ritenere che l’aggressore/predatore avesse in mente di “divertirsi” con la ragazzina e che per la resistenza di costei nonostante i pugni in faccia, abbia perso il lume della ragione e tirato fuori di tasca un coltello (strumento da punta e taglio, con lama presumibilmente di spessore “minimo” 0, 02 mm e lunga “almeno” 2 cm, ‘meno probabile trattasi di un taglierino o cutter’, scrive l’Ordinanza, piuttosto un coltello), abbia sferrato dei fendenti, per impulso di vendetta a non essere riuscito nell’intento. Oppure, dopo i colpi in faccia e la caduta a terra, Yara era priva della capacità di reagire, e il predatore non aveva gusto di “divertirsi” con un corpo inerte?

Le ferite corrispondono alle lesioni degli indumenti, pertanto è stata colpita ancora vestita. Non sindachiamo sulla lunghezza della lama, è certo che solo il giubbotto, imbottito, invernale, poteva avere un simile spessore che è stato oltrepassato per arrivare a ferire la carne. Poco ci cambia sapere quanto profondamente abbia in essa inciso. Stabilire l’esatto tipo di arma è compito degli investigatori. A me basta sapere che Yara è stata colpita vestita e vestita è stata ritrovata.

Dovremmo rivalutare la motivazione primaria dello stupro. Intanto, come dirò oltre, c’è quella ampia “X” sulla schiena che non si spiega. Stando ai dati di fatto (no spogliazione, no violenza sessuale), si potrebbe supporre che non era lo stupro il fine del ratto. Cosa altro ci può essere sotto? Una versione che incontra molte resistenze, oggi come allora, implica un atto dimostrativo: “potevamo fare quello che volevamo di questa ragazza, e se non ci fosse capitata lei per casualità (n.d.r. Yara aveva insistito per portare il giradischi in palestra al posto della sorella più grande), poteva essere l’altra figlia o addirittura uno qualunque della prole”. A chi sarebbe rivolto il messaggio? È chiaro, alla famiglia, ossia al padre, personaggio professionalmente noto nell’ambito edilizio, con relazioni lavorative (questo stando ai si dice) a un impresa implicata in faccende poco limpide, riciclaggio di denaro. Non ci vogliamo ragionare? Padronissimi tutti, ma quelle di un “avvertimento” o di una “vendetta” sono alternative plausibili al rapimento a scopo di stupro non portato a termine.

Erano molto consistenti e diffuse queste dicerie, non semplici chiacchiere di rione, ma voci che rimbalzavano “in tutto l’ambiente edilizio”, come ha appurato recentemente una giornalista inviata sul posto per una trasmissione pomeridiana di cronaca nera estiva. Una conferma di quanto aveva detto Bossetti al pm nell’interrogatorio. Accuratissime indagini in quella direzione vennero svolte a suo tempo, «non ho nessun nemico» disse Fulvio Gambirasio nel dicembre 2010. La Procura ha chiuso il fascicolo e non ha intenzione di riaprirlo.

Tuttavia, dobbiamo farcene una ragione, le voci di corridoio non nascono mai per caso.

Potrebbero esserci altre direzioni a cui guardare in quello stesso ambiente: lavoro in nero, operai stranieri ed extracomunitari non regolari, tante oscure situazioni nel sottobosco del mattone. Forse il signor Fulvio nemmeno era consapevole che qualcuno tramasse contro di lui. Solo per non dover alimentare le morbosità dei media, la famiglia si era, ed è rimasta, trincerata dietro al silenzio stampa con un rigidissimo cordone protettivo intorno?

Un’altra alternativa, buttata là e sondata non so con quanta cura, portava alla pista di una “ritorsione” di un genitore o parente di una ginnasta a cui Yara era stata preferita o di cui Yara costituiva una possibile rivale. Sembra quasi fantascienza, ma al mondo succede: l’ambiente sportivo agonistico non è rose e fiori. Ho ancora impressi nella memoria due episodi di vent’anni fa: una tennista ed una pattinatrice aggredite per rancore, una pugnalata in schiena e l’altra colpita con una spranga al ginocchio, con pesanti conseguenze per la carriera. In palestra non è risultato nulla in questo senso. Nella palestra di Brembate, certo, ma chissà se si sarebbe trovato qualche indizio, allargando il cerchio ad altri circoli sportivi di danza ritmica. Di fanatici e di pazzoidi è pieno il mondo.

Il sequestro della ragazzina poteva essere stato programmato come “temporaneo”, come un avvertimento, ma sono stati ingaggiati individui estremamente poco fidati che hanno pasticciato tutto. Quella che voleva essere solo una minaccia, impaurendo la vittima, o come atleta o come figlia, potrebbe, per inesperienza oppure perché affidata a soggetti maldestri, essere sfociata in un’azione sfuggita dal controllo di chi l'ha commessa.

Come “oltre le intenzioni” può essere stato l’atto che ha lasciato quel qualcosa tra i denti di Yara.

I TAGLI E I SEGNI SUL CORPO
Yara non è morta dissanguata, nessuna delle lesioni è stata giudicata letale, nemmeno quella inferta alla gola.
L'Ordinanza parla di «almeno otto lesioni da taglio e una da punta e taglio a collo, polsi, torace, dorso e gamba destra relativamente superficiali», non sono presenti lesioni da difesa. I disegni della sagoma del corpo con i punti delle lesioni sono stati mostrati al pubblico alla fine della trasmissione “Misteri&Delitti” del 18 luglio scorso, fotocopiati dagli allegati della relazione autoptica della Cattaneo. Per l’esattezza, le più evidenti sarebbero 2 tagli alla gola (in un verso e nell’altro), 1 per ognuno dei polsi, una lesione sul torace anteriore in prossimità del seno sinistro, 2 sulla gamba destra all’altezza del ginocchio, un paio sulla parte alta della schiena, 1 sul gluteo della gamba destra. E poi una grande croce in zona lombare + un altro lungo tratto che inclina verso il fianco destro.

Attenzione: fino ad ora, nonostante alcune precisazioni già comparse sul blog, tra i commenti prevaleva la convinzione che fossero stati lacerati gli elastici dei leggins e delle mutandine, chiaro segno che poteva avvalorare il tentato stupro. Gli elastici sono intatti, benché slambricciati dalle intemperie, come si vede dalle foto esibite spesso. Il taglio è più in basso, sul retro, forse ha reciso l’elastico gambale delle mutandine. È su di esso che sono state repertate tracce organiche “di qualità” e «abbondantemente cellularizzate», che, analizzate in prima istanza dai Ris di Parma, hanno consentito la campionatura per costruire il profilo del cosiddetto Ignoto 1.

La mia impressione personale è che si tratti quasi uno strappo accidentale. La supposizione parrebbe avvalorata dall’affermazione del comandante supremo dei Ris, il quale a margine di una visita di giornalisti scientifici ai laboratori del centro di Roma, nel settembre 2012 (ringrazio Pamba sempre preziosa con le sue ricerche documentali), raccontando come sono arrivati al profilo di Ignoto 1, nomina un taglio dal basso verso l'alto. Un inciampo casuale della lama nei tessuti?

Sfortunato l’aggressore che, ledendo i due strati degli indumenti, ha ferito persino sé stesso causando il versamento ematico che ha impregnato i quattro lembi di stoffa! Nella concitazione dei movimenti, non si è accorto di essersi ferito? Può essere. Altrimenti, strano davvero che l’aggressore non abbia pensato che il suo sangue sarebbe stato repertato. Ma gli assassini improvvisati commettono degli errori.

Ad ogni modo quel taglio potrebbe essere l’ultimo sferrato con quella lama, diversamente lo stesso sangue si sarebbe trasferito ad altre ferite e ad altri tessuti. O forse c’era anche altrove ma non in quantità e qualità tale da essere analizzato. La dinamica dei ferimenti sarà sicuramente più chiara quando avremo modo di leggere la relazione autoptica o qualche altro documento ufficiale della Procura.

Per il momento rimane incomprensibile il nesso tra l’assalto col coltello e l’incisione dei segni sulla schiena.

L’aggressore ha infierito con crudeltà, dice il gip nell’Ordinanza di fermo. Ha “tagliuzzato” il corpo. A quale fine? Perché prima avviene l’aggressione frontale ed in secondo momento il corpo viene girato per infierire nuovamente? Per sadismo?

“Ma se il soggetto sapeva quello che faceva, come poteva non accorgersi che Yara non era morta?” Questa è stata una domanda frequente tra i commentatori. Ebbene, alla luce di tutto il ragionamento posso supporre che al soggetto non importasse né di stuprarla né di ucciderla. Spiccano due elementi.

Primo: i primi colpi sono inferti sul davanti, botte sulla faccia e coltellate anteriori sul torace e sul ginocchio. Poi il corpo viene rigirato, infierendo sulla schiena, sempre al di sopra degli indumenti. Quindi giubbotto e magliette vengono sollevati per effettuare l’incisione della grande “X” (ecco che nell’azione il reggiseno si slaccia da solo, niente di più facile) e alla fine riposizionati. Che strano modo di agire. Bizzarro come impulso erotico incontrollato.

Secondo: i 2 tagli alla gola che praticamente la passano da parte a parte e ad ognuno dei polsi mi fanno pensare al modo classico di dare il “colpo di grazia” alla vittima. Con quel coltello non in grado di infliggere ferite mortali, se bisognava sopprimere la scomoda testimone, prima che i genitori si mettessero a cercarla, era necessario ledere i punti più notori a provocare dissanguamento: i polsi e la gola. Eppure, nemmeno queste ferite sono state sufficienti a cagionare la morte rapida di Yara.

Ci fu un momento in cui i segni/disegni, misteriosi, sul corpo di Melania vennero messi in raffronto a quelli di Yara, scatenando fantasie di stampo esoterico, anche tra autorevoli psichiatri ospiti permanenti di talk show alla ricerca di simbologie nel ramo delle sette sataniche. Nel web venne creato un blog apposito con migliaia di commenti in poche settimane. A parte che una setta non opera depistaggi bensì firma i propri misfatti, non ci sarebbero elementi per far indirizzare indagini su quel versante. Mi viene, invece, quasi da pensare che una X così ampia, su un corpo inerte ma ancora pulsante, starebbe quasi a significare “compito eseguito”, “fine del lavoro”.

Qualcuno ancora ipotizza si tratti di “depistaggio”, ossia un’azione per deviare l’attenzione degli inquirenti da un soggetto sospettabile ad altri responsabili. Tuttavia, invero, altri commentatori di questo blog hanno convenuto che, se fosse un depistaggio, i responsabili avrebbero fatto in modo di far ritrovare il corpo in un posto più accessibile e in breve tempo. Idem se si fosse trattato di lanciare un messaggio verso chi doveva recepirlo.

Quella sera del 26 novembre pioveva. E proprio per le condizioni atmosferiche, non mi capacito come si possa sostenere che i tagli sulla schiena sarebbero stati fatti con un fine esoterico, e nemmeno depistante, durante l’agonia della fanciulla. Ai fari di un automezzo? Il giorno dopo come per Melania? Magari portando a spasso il cane, per non dare nell’occhio… ma il giorno dopo iniziò a nevicare e il corpo fu presto ricoperto dalla coltre bianca. A nevicata terminata, altri giorni dopo? Che senso avrebbe avuto?

Il corpo è stato trovato supino, con gli indumenti ricomposti, anche questo fa propendere Yara sia stata trasportata dopo l’assalto. E forse una volta sul posto le sono stati inferti i tagli a gola e polsi. Abbandonare in queste condizioni il corpicino di Yara nel campo sotto la pioggia è stato l’ultimo sfregio? A chi?

Pura crudeltà anche questa deturpazione?

Rimane ancora un mistero lo smembramento del telefonino di Yara, di cui batteria e SIM sono state trovate nelle tasche, senza impronte di estranei, mentre è scomparso l’apparecchio. Sono segnali?

In mezzo a questo macabro scenario, c’è un uomo incarcerato che si proclama innocente, e tanti sono pronti a sostenere l’impossibilità di un suo coinvolgimento in un delitto così efferato.

L’indagato ha dato segni di attenzionare minorenni o di sadismo nel corso della sua vita? Le due immagini da lui postate sul proprio profilo Facebook e diffuse dai media hanno attinenza? Non solo può apparire inquietante quella con le mani di un adulto sopra una tastiera di computer stampata sulla maglietta in corrispondenze del seno di una giovanissima fanciulla sdraiata, ma più agghiacciante è l’altra, quella che raffigura una persona sepolta sotto l’asfalto di cui si vedono solo i piedi e che porta come didascalia: “Perdona sempre chi ti ha fatto del male: passaci sopra…”.

Un profilo psicologico di un sospettato non si può fare. Bisogna attendere il processo, se arriverà.

Per imbastire un solido impianto accusatorio è necessario descrivere come possono essersi svolti i fatti e proporre un movente plausibile, non basarsi soltanto sulla presenza di un DNA. Deve essere documentato come quel DNA è finito sulla scena del crimine.

Questi esposti sono solo alcuni tratti di un quadro, raccapricciante, proposti al pensiero di tutti, confidando che Yara abbia finalmente giustizia.


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208 commenti:

1 – 200 di 208   Nuovi›   Più recenti»
magica ha detto...

L’indagato ha dato segni di attenzionare minorenni o di sadismo nel corso della sua vita? Le due immagini da lui postate sul proprio profilo Facebook e diffuse dai media hanno attinenza? Non solo può apparire inquietante quella con le mani di un adulto sopra una tastiera di computer stampata sulla maglietta in corrispondenze del seno di una giovanissima fanciulla sdraiata, ma più agghiacciante è l’altra, quella che raffigura una persona sepolta sotto l’asfalto di cui si vedono solo i piedi e che porta come didascalia: “Perdona sempre chi ti ha fatto del male: passaci sopra…”.

interessante il post .
un po' meno le parte di copia incolla postata sopra .
perchè sono le frasi che hanno accompagnato le foto su facebook postate da bossetti .
.
sono immagini inquietanti, date in pasto ai media affinchè traessero convinzioni colpevoliste ,o perlomeno sentimenti negativi verso l'indagato... daltronde succede cosi'in tutti i casi mediatici.basta ripensare alle immagini di tutti i personaggi condannati, che hanno tempestato i blog e i siti tv .
colpa di giornalisti vegognosi cattivi ,(auguri vivissimi).
alla fine i media ragionano con queste convinzioni e non cambiano idea .





Stefania ha detto...

Mimosa, ho letto tutto di un fiato il tuo scritto. Un articolo che come hai ben detto, non cerca di avvolgere un gomitolo ma di fare l'esatto contrario. E da questo voglio partire sicura che nelle prossime ore e nei prossimi giorni altre considerazioni mi verranno alla mente. Cosi' questo non sarà certamente il mio unico intervento. Ma desidero focalizzarmi su un paio di punti che mi sono venuti alla mente.

Intanto una cosa: le ferite postmortem usualmente vengono riscontrate come tali in fase di autopsia. Presentano caratteristiche differenti rispetto a quelle perpetrate su una persona viva. Vero è che se nessuno dei tagli inflitti a Yara avrebbe potuto causarne il decesso, potrebbe essere piu' difficile fare un eventuale distinguo, nel caso qualcuno fosse tornato al campo nella giornata o nelle giornate successive per accanirsi su quello che oramai era un cadavere.

Penso invece importante un passaggio del tuo scritto: se infatti ipotizziamo un azione puntiva o di avvertimento che è degenerata ecco che chi ha agito si è sbarazzato del corpo il piu' velocemente possibile, ritenendo eventualmente la ragazzina oramai morta oppure in procinto di morire ma sicuramente non in grado di chiedere aiuto.

Mi spiego meglio: volevo solo darle una botta in testa, invece l'ho ferita. Volevo solo sequestrarla per un paio d'ore per far venire uno "strizzotto" alla famiglia ed invece mi sono spinto oltre.

Ecco che a questo punto, se parliamo di un delitto che era stato si' programmato ma non nel suo esito finale, non voglio affatto che la vittima venga trovata magari ancora viva, tantomeno voglio la trovino subito perchè l'ho combinata grossa: dovevo spaventarla ed invece l'ho uccisa/quasi uccisa.

Ecco il perchè del campo. Ed il fatto non si abbia certezza Yara vi abbia camminato puo' portare appunto a pensare che non è scappata in mezzo al prato invece che cercare una strada (che magari le sarebbe stata comunque preclusa dal suo/dai suoi assalitori) o verso una luce.

Nel campo potrebbe esserci stata adagiata ed aver trascorso tutto il tempo precedente nel mezzo usato per il sequestro. In questo caso di certo non un cassonato!

Piu' probabile. Mi suona strana la deposizione della donna che ha sentito quella frase spezzata. Non perchè io tenda ad escludere un assalto di piu' persone e non di un singolo (uno alla guida del mezzo, l'altro con Yara nella parte retrostante) ma perchè oggettivamente quando un mezzo passa vicino ad una persona a motere acceso ed in transito, difficilmente si sente quel che accade all'interno.

Se ci pensiamo anche le autoradio a finestrini chiusi sono poco udibili.

Ora, se torniamo a pensare ad quello che poteva voler essere un avvertimento e che è invece degenerato e che tutto possa essere avvenuto all'interno di un mezzo da "cantiere", la difesa di Bossetti, e mi scuserai se ci torno, sembra molto piu' plausibile.

Un muratore che ha lavorato in passato in contatto con Bossetti (a prescindere da chi ne sia il babbo), potrebbe aver usato un coltellino che era di quello che è l'unico indagato. Oppure aver utilizzato uno strumento qualsiasi che aveva sottratto al muratore.

Quei tagli fanno pensare ad un'azione avvenuta in luogo sicuro non certo in mezzo ad un prato. Perchè il tutto è stato gestito con calma dopo che si è deciso di eliminarla, abbandonandola.

Quando si è giunti al punto "di non ritorno" si possono essere eseguite delle operazioni atte a confondere le acque.

Tanto Yara non sarebbe stata trovata comunque subito e chi doveva capire avrebbe capito ... pur sperando per tre mesi in un finale differente.

E che non mi si venga a dire che il Signor Gambirasio non ha indicato nessuno che gli potesse "voler male". Sappiamo cosa è accaduto alla Signora Franzoni per aver fatto il nome dei vicini di casa .... Ci vogliono prove e quando non ci sono, meglio tacersi.

Altre considerazioni, prossimamente.

Stefania

ENRICO ha detto...

Mimosa e Stefania

ipotizzate che non vi fosse l'intento di uccidere ma solo quello di "spaventare"( ovviamente, in modo trasversale, la famiglia Gambirasio) o che si trattasse di un balordo tentativo di stupro abbandonato sul nascere per impreviste difficoltà ..in ogni caso l'aggressore/i non si è preoccupato di constatare se la sua vittima fosse morta o meno

Di conseguenza ritorniamo ad una supposizione già espressa e che personalmente ritengo plausibile : l’aggressore/i non era uno del posto , non era persona conosciuta perché sapeva che se Yara fosse stata trovata in tempo e quindi salvata lui /loro non avrebbe potuto essere individuato

Mimosa ha detto...

Cari Stefania ed Enrico
come avete notato nel lavoro ho ripreso anche le vostre opinioni, potrei dire che ho fatto un compendio di tanti commenti,

ed, Enrico, era proprio alla seconda parte della frase che ora mi ripeti, che ho alluso, scrivendo.
Personalmente io non ne sono troppo convinta, ad ogni modo ho scritto molte cose che non esprimono il mio personalissimo pensiero: ho semplicemente lavorato come una cronista, infilando una dietro l’altra descrizioni e alternative.

E se ora posso parlare sinceramente, vi confido che non sono persuasa che la famiglia di Yara non avesse mai avuto sentore di niente, allora come ora. Né mai mi ha convinta lo strettissimo cordone di silenzio stampa con il veto ai media di intervistare i genitori o i parenti, allora come ora.
E mi ha stupito in particolare che nessuno di loro era uscito per mesi per recarsi alla Messa la domenica. E non credo fosse solo la cautela di non imbattersi nei giornalisti… Tutti compatti in casa si è molto protetti.

Persino alcune frasi del discorso alla conferenza stampa di dicembre 2010, l’unica effettuata, mi hanno resa perplessa, come contenessero dei messaggi criptati.

Anche ora mi hanno stupita: pregano per Giuseppe Bossetti. Carità cristiana a parte, sanno qualcosa di più?

Hai ragione Stefania: meglio tacere che accusare i vicini senza prove.

Ciao
Mimosa

Stefania ha detto...

Enrico, ottima la tua deduzione. La faccenda scagionerebbe Bossetti perchè fatto salvo Yara non lo avesse mai notato prima, lui era della zona ed avrebbe, nel caso si fosse salvata, potuto riconoscerlo a posteriori.

Sai cosa penso? Che il dna Guerrinoni/Bossetti sia reale. Come è reale gli investigatori l'abbiano davvero estrapolato da quello misto riscontrato sulla vittima.

Questo, come ho sopra spiegato, non vuole dire gioco-forza Bossetti sia realmente uno degli assalitori o l'assalitore della ragazza.

Riguardo il fatto Ester Arzuffi non ha messo in allarme il figlio è perchè magari non ha mai tenuto in considerazione l'ipotesi i figli gemelli fossero di Guerrinoni.

E MB, non sapendo delle frequentazioni giovanili della madre non si è minimamente preoccupato, anche perchè non aveva nulla da nascondere.

Ora, quello che mi spaventa è l'idea che chi indaga si sia innamorato di un'ipotesi non considerandone di alternative.

Queste analisi a posteriori delle altre tracce ritrovate sulla ragazza non mi lasciano per nulla tranquilla.

Non posso esserlo sapendo che le indagini per valutare se davvero qualcuno poteva aver intenzione di spaventare la famiglia Gambiarsio sono state abbandonate abbastanza frettolosamente perchè non si sono trovati riscontri e perchè il babbo di Yara non si è mai sentito minacciato.

Per escludere una simile eventualità avrei voluto vedere in campo lo stesso impegno che si usa ora per accanirsi sul colpevole perfetto, ovvero un muratore lampadato e con furgone!

Chi mi dice che le tracce che ora si valuteranno saranno quelle repertate inizialmente? Chi me lo garantisce?

Pino, si è chiesto giustamente chi potrebbe avere mai convenienza ad accanirsi sul Bossetti. Ha giustamente ricordato che nel caso Rea, c'era tanto da nascondere e quindi sappiamo bene i motivi per cui si è scelto Parolisi quale vittima sacrificale.

Ma in questo caso, si chiede Pino?

Non credo che il procuratore e tutti coloro che in questi lunghi quattro anni hanno indagato sul caso Gambirasio se ne uscirebbero proprio splendidamente se dopo aver speso un mucchio di denaro, aver fermato traghetti in navigazione richiamandoli al mittente, dopo aver indagato e brevemente incarcerato un extracomunitario causa errata trascrizione di un colloquio telefonico, dopo essersi dimenticati di sequestrargli il furgone (quello si' bianco), dopo aver comparato il dna della Signora Arzuffi con un dna che non era quello di Ignoto1 ma molto piu' probabilmente con quello della mamma di Yara, se dopo aver agito CON QUESTA METICOLOSITA' ED INTELLIGENZA INVESTIGATIVA, si trovassero a stringere tra le mani un pugno di mosche.

Infine, è da sempre che quando a livello governativo si stanno combinando porcherie (e ne abbiamo viste tante negli anni di questa nostra sgangherata Repubblica) si cerca di far distogliere lo sguardo al cittadino, impegnandolo a seguire altro.

Stefania

PINO ha detto...

@ MIMOSA
Buone le tue ipotesi alternative, finalizzate ad analizzare tutte le fasi della sparizione di Yara, fin "dall'inizio", così come scrivi.
A questo punto, vorrei rendermi collaborativo, riportando, appunto, un episodio importante che completa parzialmente quell'"inizio" dal quale partono le tue riflessioni: la testimonianza del giovane Enrico Tirone, che riporto con un copia-incolla dal giornale "FANPAGE" di oggi, 26 luglio:

Per il momento l’unica persona, che dice di averla intravista prima della sua scomparsa, è Enrico Tironi, 19enne dall’aria un po’ distratta. A Chi l’ha visto, ieri, è stato mostrato il video in cui racconta la sua testimonianza: il ragazzo dice di aver notato Yara con due uomini adulti intorno alla trentina. Uno dei due aveva la pelle scura.(il neretto è mio) Racconta anche di aver notato la ragazzina ridere ma soprattutto il suo abbigliamento, descritto nei minimi dettagli.."
Stando al racconto del ragazzo, che costò allo stesso la vivisezione della sua personalità, e che personalmente ritengo sincero, l'incontro di Yara, con quelli che si riveleranno i suoi aguzzini, e che lei doveva conoscere, deve attribuirsi solo ad occasionalità, tenuto conto anche che la ragazza si trovava fuori casa, proprio per caso, come è stato già assodato.
La logica, quindi suggerirebbe che gli aggressori sarebbero due, come due furono i dna riscontrati sugli indumenti di Yara; del secondo non conosciamo ancora il "datore", fino a questo momento.
Il link che rimetto, concluderà per il momento, questo mio intervento.
Pino
http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?idSezione=8906

Mimosa ha detto...

Caro Pino
ora ci vorrebbe un altro articolo per mettere in fila tutte le segnalazioni degli avvistamenti e incastrare gli orari e le strade.
Sarebbe interessante.

Io personalmente davo molto credito al giovane Tironi e mi è dispiaciuto di come l'hanno trattato.

Ciao, buona serata
Mimosa

PINO ha detto...

@ MIMOSA, prima di passare al vaglio gli avvistamenti ed agli incastri degli orari, comincerei a considerare l'uomo dalla pelle più scura, indicato dal Tirone
Non ci sarebbe da paragonarlo, così, solo per una banale coincidenza e senza maliziose allusioni, a qualcuno di nostra conoscenza, che amava "bagnarsi" di sole artificiale abbronzandosi in modo appariscente?
Gli inquirenti avranno valutato questa segnalazione che, solo alla luce di quanto si conosce oggi, del caso in questione, potrebbe assumere la sua importanza?
A stasera tardi. Pino

Stefania ha detto...

Certo Pino, potrebbe trattarsi di un lampadato come di chi la pelle scura l'ba per natura. Non penso sia giusto se vogliamo analizzare la testimonianza di Tironi (non Tirone) sia necessario dare grande importanza al colore della pelle di chi il ragazzo ha visto con Yara:

- potrebbe essersi sbagliato perchè abituato a definire "gli uomini neri" come cattivi;

- potrebbe aver visto una persona abbronzata. Naturale? Un "lampadato"?

- potrebbe aver visto una persona scura perchè era novembre e difficilmente si riesce ad identificare una persona abbronzata o scura di carnagione ... a meno che ....

a meno che non sia con un'altra dalla carnagione chiara e possa essere fatta una comparazione .... anche se sei per la strada, anche se non pensi quello che hai visto finirà in cronaca, anche se in quel momento ti stavi facendo una bella padella di cavoli tuoi!

....

Pensiamoci.

Stefania

Mimosa ha detto...

Scusa Stefania, ho già preparato il commento e ora leggo il tuo.
Lo posto egualmente, a rinforzo di quanto hai scritto.

@ PINO,
in effetti Tironi ha descritto l’uomo dalla pelle più scura, e non tanto alto, aggiungendo la sua impressione personale che fosse uno dell’Est, come rumeno o simile.
A parte che non tutte le persone dell’Est sono scure di carnagione e nemmeno tutti i rumeni, a meno che non siano Rom (ma nemmeno loro sono sempre scuri), Tironi forse era influenzato dal solito pregiudizio.

Poteva, invece, come dici tu, trattarsi di un uomo semplicemente abbronzato, benché si fosse in novembre. E mi sovviene la foto di B. sul divano rosso che è stata postata il 6 novembre 2010, almeno quella è la data su Fb: abbronzatissimo.

Nel contempo mi domando come mai Tironi non avesse “riconosciuto” Bossetti, stante che:
a)Tironi abitava nei pressi di Yara e la conoscesse bene
b)Bossetti frequentava le stesse zone, strano non lo conoscesse almeno di vista.

Però, io volevo con questo articolo distogliere un attimo l’attenzione da Giuseppe Bossetti e il suo dna per spostarla a cercare altri ipotetici responsabili e soprattutto a delineare uno scenario in cui la troupe di regia è stata talmente incapace, o troppo capace, nel portare a termine il copione.

Mi avevano incuriosita le pugnalate, definite “tagliuzzamenti”, da ambe le parti del tronco, davanti e dietro. Per mirare allo stupro, di solito la vittima viene massacrata anteriormente.

A mio parere, o si è trattato di un predatore imbranato, oppure di un piano con obiettivo diverso dalla violenza carnale, e allora due uomini ci stanno, se non di più.

Ultima osservazione: i coprotagonisti possono essere anche più persone, e il fatto che sia stato attribuito il titolo di “Ignoto 1”, a me ha fatto sempre pensare che sarebbe saltato fuori un “Ignoto 2” e forse anche un “Ignoto 3”. Quando si comincia con l’attribuire dei numeri, la lista è appena all’inizio.

Mimosa

Stefania ha detto...

Bingo, Mimosa! Potrebbe essere stato chiunque. Un muratore bergamasco? E'come scegliere tra gli operai di Mirafiori a Torino, tra i pescatori a Lipari o tra gli informatici nella Silicon Valley! Vogliamo scegliere tra i viticoltori della zona di Montalcino un abbronzato? Oppure un Inuit nell'Artico ... magari particolarmente abbronzato?

Non è detto Tironi potesse conoscere l'assassino o gli assassini di Yara. Anche se erano del luogo.

Possono avergli ricordato qualcuno che già aveva visto ma essendo un ragazzetto (immagino uno studente anche se non ne sono sicura) io tendo ad immaginare che una volta tanto che c'era da prendere seriamente un testimone lo si è intimorito.

E questo non giocherà mai in futuro a favore a chi nella vita decide di fare il proprio dovere di cittadino: ovvero, in caso di crimine, dire quel che ha visto.

Scuro? Lui lo ha visto in quel modo. Basso? Alto? Tarchiato? Tironi si è intimorito e mi torna alla mente il proprietario di un chiosco che tra Ascoli e Teramo disse ma poi non fu preso sul serio.

Stefania

Mimosa ha detto...


Tironi aveva all'epoca 19 anni

Mimosa ha detto...

Che Yara si trovasse fuori di casa per puro caso, e per fatalità, è solo un comune pensiero.
Yara aveva molto insistito per portare lei il giradischi in palestra, al posto della sorella.
Ogni mamma di adolescenti, col senno di poi, arguirebbe che la ragazzina aveva altri obiettivi nella testolina e aveva colto al volo l’occasione.

A quell’età si provano i primi batticuori e forti, si prendono cotte spesso non corrisposte e addirittura ignorate dal soggetto a cui sono dirette. Non ci sarebbe nulla di strano né di esecrabile si fosse invaghita di un ragazzo, anche più grande, che frequentava il Centro in una delle tante discipline che lì si praticano e volesse solo “guardarlo” o “farsi vedere”.

Nulla esclude che, invece, il suo interesse fosse un “amico dell’amico” che sapeva andava a prendere l’altro.

Nel link che ha postato Pino è inserito anche un articolo che parla di un 40enne che si era appartato con una prostituta nel campo di Chignolo e ha visto due motorini ma con tre persone giovanissime, che un po’ ridacchiando un po’ discutendo si stavano addentrando nella radura. Lui giura erano le 19, minuto più o meno.

Non è che io creda al 100x100 si trattasse di Yara, semplicemente questo episodio fa pensare quanto è pericoloso per una ragazza farsi accompagnare “a casa” da due amici, con il rischio di andare a finire in posti isolati.

Mimosa

Stefania ha detto...

Un ragazzetto che a torto oppure a ragione puo' essere stato intimorito da quanto gli è stato chiesto e che non era in grado di spiegare? Porca miseria, ci si lamenta del fatto che in Italia si tende a volgere lo sguardo altrove e quando qualcuno si espone lo si intimidisce? Un ragazzo giovanissimo che altrove "si sarebbe fatto i fatti suoi"? Immagino quante reprimende gli si siano fatte tra le mura domestiche ... potresti vivere cent'anni .... ragionando in quel modo.

Poi, ben inteso, ci sono gli "chef" di Cannes, e le negozianti del centro commerciale brianzole sicure di aver visto le gemelle Livia ed Alessia.

E' giusto sia fatta scrematura. Ma con quanta faciloneria è stato accantonato se non intimorito il Tironi ...... per questo la vicenda mi ricorda quanto accaduto a Melania Rea ed a chi dice di averla vista.

Perchè giudicare un teste non attendibile? Perchè non lo è e lo si decide inaffidabile dopo SERIE INDAGINI, oppure perchè si sta meramente toppando, oppure ancora per MERA SICCUMERA?

Stefania

Stefania ha detto...

A tuo avviso, Mimosa, tu fossi parente di Yara, una persona qualsiasi che le voleva davvero bene, saresti oggi certa si siano percorse tutte le piste ascoltando i testimoni in modo attento e magari tornado sulle loro testimonianze alla luce di altri riscontri?

Stefania

Mimosa ha detto...

Stefania,
bella domanda! anzi brutta ... ;-)
Se io fossi una parente al di fuori della cerchia genitoriale penserei che la famiglia, pur devastata dal dolore di una perdita coì straziante che non mi farebbe dormire di notte, ha nascosto qualche cosa.
Ma me ne starei zitta, di sicuro hanno delle ragioni e si fidano degli investigatori.

Invece, in merito a Tironi ti voglio dire questo.
Il ragazzo è stato intervistato da mille giornalisti ed è andato in video centinaia di volte, e – per la verità di volta in volta aggiungeva o toglieva qualche particolare. Ciò è normale, lo ha fatto anche il marito di Elena C. mentre il marito di Roberta R. ha studiato a memoria il copione e per non rischiare di “contraddirsi” ha taciuto, sottraendosi ai media.
Questo ragazzo (a 19 anni gli è piombata addosso una montagna) è stato interrogato non so quante volte dagli inquirenti e ti puoi immaginare … cosicché alla fine si è preso l’epiteto di “mitomane” e ha rischiato pure una denuncia penale.
Ti credo che si è ammutolito di colpo … con tutto ciò che sarà successo in famiglia (come hai ben osservato tu).

Andare troppo in tv rovina. Come altri due che sappiamo: vai in tv? E io ti punisco!

Mimosa

Mimosa ha detto...

Per non sembrar maleducata se mi assento:
c'è qualcun altro che vuole intervenire? Stefania, Pino, Enrico, avete altro da commentare?
altrimenti tra 10 minuti chiudo e mi dedico ad altro
tornerò tra un'oretta a vedere se devo rispondere a qualcuno.

Mimosa


Anonimo ha detto...

Chi vuole solo spaventare a mio parere non mena dei fendenti al collo. Il rischio di uccidere è troppo alto. Saluti Stefano

PINO ha detto...

STEFANIA
Non sarebbe peregrina neanche l'idea che Yara sia uscita di proposito, per i motivi, normalissimi, suggeriti da Mimosa. Ma ciò è irrilevante per quanto accaduto dopo. Nulla sarebbe cambiato.
Non so se da qualche parte si stia barando, nell'individuazione di determinate responsabilità. Certo è che sono state seguite molte tracce, tutte di una certa consistenza, ma nessuna di esse in modo approfondito.
Si è lasciato che molte segnalazioni andassero diluite e disperse nel tempo.
Il perchè non lo sapremo mai.
Pino

Mimosa ha detto...

Infatti, Stefano
io ho ipotizzato che i fendenti al collo e ai polsi sono stati dati per "gran finale", quando ormai il corpo era abbandonato nel campo e l'intento era quello di infierire forse per spegnere il residuo di vita.
Cosa che non è riuscita.
Mimosa

Mimosa ha detto...

@ Stefano
in verità chi vuole "solo spaventare" non pugnala una ragazzina in quel modo. La cosa può essere sfuggita alle intenzioni.
Forse non hai letto bene quello che ho scritto.

Mimosa

ENRICO ha detto...

Mimosa

sai bene come le mie capacità ricostruttive siano scadenti, quindi ti riassumo unicamente il mio pensiero
----

Non lo so…questo caso è partito male ed è proseguito peggio.

Le indicazioni del giovane Tironi sono state ritenute inattendibili ed abbandonate sul nascere

Le ricerche di Yara si rivelano improduttive per tre lunghi mesi fino a quando casualmente il suo corpo viene ritrovato a soli 300 mt di distanza dal Centro ricerche del Comando Polizia Locale

Il marocchino Mohamed Fikri, viene prima sospettato del crimine poi rilasciato per via dell’errata traduzione di un’intercettazione equivoca

Dal 2011 al 2014 si da il via ad una megagalattica operazione avveniristica volta alla comparazione del DNA di Ignoto Uno con quello dell’assassino con tanto di riesumazione di salme e di rivelazioni scottanti .

Si tralascia di fare gli stessi accertamenti con altri DNA di IGNOTI vari repertati sul cadavere di Yara

Il silenzio dei Gambirasio, interpretato inizialmente come esemplare dolorosa riservatezza , adesso invece suscita il dubbio che fosse dovuto a qualcos’altro…

Francamente il modus operandi degli investigatori mi è parso assai scoordinato e dunque mi lascia perplessissimo ( si può dire : “perplessissimo” ?) così come nutro grossi dubbi sulle conclusioni a cui sono giunti attraverso l’uso massiccio e spettacolare degli ultimi ritrovati della scienza e della tecnica ( DNA, fotogrammi di furgoni , geolocalizzazioni di cellulari ecc..) con i quali hanno potuto mettere le manette all’ “illegittimo a sua insaputa per 45 anni ” muratore che adesso voglio proprio vedere come faranno a dimostrare essere proprio lui autore del crimine

Con questo , ragazze e ragazzi, vi auguro la buonanotte !

Enrico

Mimosa ha detto...

Grazie Enrico
per il tuo "sforzo" ;-) ricostruttivo.
E' molto chiaro, hai risposto anche alla domanda di Stefania.

Buonanotte a tutti anche da parte mia
Buona domenica

Mimosa

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissima e dolce Mimosa buona notte.Complimenti per l'articolo,un ottima ricostruzione pur tralasciando analisi e varie attribuzioni di paternità. Hanno dissequestrato la villetta dei Bossetti dopo aver prelevato e analizzato oggetti e quant'altro poteva portare gli inquirenti verso un indizio da addossare al povero malcapitato di turno. E evidente che il solo DNA non basta,servono altre prove per rinforzare la loro tesi accusatoria.Ben tre sopralluoghi hanno eseguito e cosa hanno trovato? Nulla,è lo stesso MB a dirlo ai suoi avvocati,possono rivoltare la villetta come un calzino ma non troveranno nulla contro di me,perché non ho nulla da nascondere.Il sospetto è che chi tenta di nascondere certe prove sia la procura,tracce analizzate e altre messe da parte,come ad esempio quel sottile filo rosso trovato addosso a Yara,di che materiale era composto? da dove poteva provenire? C'è forse una fabbrica nelle vicinanze di Chignolo D'isola? Tutto potrebbe far pensare che sia opera di operai della zona,gente che conosce bene i vari luoghi e che sapeva come muoversi.Che l'assassino sia solo uno mi vien difficile da credere,minimo dovevano essere in due per un'azione del genere,e questo mi fa pensare che Yara conoscesse almeno uno dei suoi aguzzini,oppure che sia stata prelevata con la forza e trascinata dentro a un mezzo chiuso.Di certo Yara non conosceva Bossetti,e allora ignoto due chi è? Chissà se ulteriori analisi ci riserveranno altre sorprese,nulla è scontato per ora.Buona notte dolce nottambula.

Vito Vignera da Catania ha detto...

L'amico Massimo in un vecchio articolo del gennaio 2011 riportava quanto segue"Ore 18.30 o poco più. Enrico Tironi esce dalla casa dell'amico per tornare alla sua a prendere un videogame. La distanza a quell'ora si percorre in circa 10 minuti ma il ragazzo, come testimoniato dallo stesso amico, va sempre piano in auto e potrebbe avercene messi anche di più.
Ore 18.35. La signora Abeni, che abita nella casa di fronte a quella della famiglia Gambirasio, è uscita coi cani. Il piccolo ringhia a due uomini, uno sulla strada l'altro sul marciapiede, che stanno camminando sulla via Rampinelli in direzione di via Morlotti. In quella zona non ci sono negozi o uffici e di solito è frequentata solo dai residenti. Quei due signori non li ha mai visti nessuno.
Ore 18.38. Il padre di una ragazzina che frequenta il centro sportivo incrocia Yara che sta uscendo dalla porta principale. Sta bene e risponde al saluto dell'uomo con un sorriso.
Ore 18.43. Yara mentre torna verso casa spedisce un sms alla amica che doveva andare assieme a lei alla gara in programma per la domenica. Ha gia fatto tutta la via Morlotti e si è infilata in via Rampinelli, tre minuti al massimo e sarà all'incrocio di via Ravasio, dove abita il Tironi.
Ore 18.45. Tironi in auto arriva alla stessa via e supera i due uomini che hanno affiancato la ragazza, probabilmente le dicono qualcosa di simpatico perché lei sorride, dopo duecento metri gira verso casa e la perde di vista.
Ore 18.48. Il signor Toracco è fuori col cane, a 150 metri da via Ravasio, quando sente due persone litigare. Erano un uomo ed una donna, dice, lui la prendeva per le braccia e la strattonava; parlava a voce alta in maniera prepotente mentre lei urlava parole che non ho capito. Ho pensato fossero due fidanzati che litigavano, però, a pensarci bene, la voce che ho sentito era fine come quella di una ragazzina.
Ore 18.50. Il signor Toracco si distrae qualche secondo, per via del cane, e quando si gira nuovamente non vede più nessuno.

La sequenza è questa; logicamente non è stata letta subito nella maniera migliore perché se la mente non sa che qualcosa di grave sta accadendo può elaborare quanto gli occhi vedono in modo diverso da quello reale. Ciò che intendo dire è che il signor Toracco ha creduto di assistere ad un litigio fra fidanzati perché la donna non voleva farsi stringere ed inveiva contro l'uomo che la strattonava ed alzava la voce.

In realtà ha assistito al rapimento di Yara e non se ne è accorto perché mai in vita sua si sarebbe aspettato di assistere ad un sequestro di persona". Il dubbio è: queste testimonianze saranno ritenute attendibili,oppure come è solito fare dell'accusa metterle da parte perché di intralcio ai loro loschi scopi accusatori? Dopo quello che hanno fatto ad Avetrana neanche ammazzato avrei fiducia da queste persone.Buona notte a tutti.

Anonimo ha detto...

IMPORTANTE


/http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2014/7/26/YARA-GAMBIRASIO-News-slitta-a-settembre-la-perizia-sulla-tracce-pilifere-Oggi-sabato-26-luglio-/516677/

Stefania ha detto...

Certo, la relazione slitta a settembre ... con comodo. Nulla da discutere su fatto gli esperti si prendano tutto il tempo necessario per analizzare ogni pelo. Soprattutto se la relazione finale sarà chiara ed esaustiva. Ma queste analisi non potevano essere eseguite qualche annetto prima?

Riguardo l'articolo de "il Sussidiario" la citazione della sentenza della Corte di Cassazione per la quale una prelievo (di dna) resta valido anche se non eseguito in contraddittorio c'entra come i cavoli con la merenda. La faccenda dell'etilometro usato per prelevare il dna è stato sicuramente inusuale e non invasivo. In ogni caso è ripetibile ed analizzabile presenti i periti di tutte le parti.

Quello che i legali del Bossetti contestano è il prelievo che ha portato a considerare prova il dna di un presunto "Ignoto1".

Quindi non il dna del Bossetti ma quello con cui si è comparato.

Risulta molto chiaro. Non altrettanto se quell'esame sarà o meno ripetibile. Traccia abbondantemente cellularizzata, forse sangue, forse no, sicuro si puo' ripetere, ma forse no.

Se non ci fosse di mezzo l'omicidio di una ragazzina ed il coinvolgimento di tante persone e di tante famiglie verrebbe da ridere.

Per non piangere, si intende.

Stefania

ENRICO ha detto...

@ Stefania

da quello che ho capito leggendo l'articolo, "i peli" sono già stati analizzati e NON sono di Massimo Bossetti.
E' la "stesura" della relazione tecnica che - data la sua complessità - verrà consegnata a settembre !

Riguardo il prelievo coattivo del DNA

La Cassazione stabilisce che i prelievi possono essere effettuati anche SENZA il consenso dell'indagato ma NON stabilisce che possano essere acquisiti a SUA INSAPUTA

Ossia l'imputato non può rifiutarsi di sottoporsi a questo esame ma DEVE SAPERLO.

Per il resto hai ragione
I legali del Bossetti contestano sia l'attendibilità dell'esame della traccia biologica rinvenuta sul cadavere( il DNA di Ignoto Uno, per intenderci) sia la modalità di acquisizione del DNA del loro assistito che tra l'altro, mi pare di ricordare , fu eseguita PRIMA che costui sapesse di essere indagato e quindi ancora sprovvisto delle legittime garanzie difensive. O mi sbaglio ?

Stefania ha detto...

No, non sbagli Enrico. C'è da dire che nel caso il prelievo del dna al Bossetti non sia utilizzabile come prova, si arrivasse a processo, l'esame potrà essere ripetuto in un qualsivoglia momento.

Bossetti non è un alieno ed il suo dna è lo stesso da quando è nato, e per sempre rimarrà quello, giusto per intenderci.

Per questo mi sono permessa di porre l'accento sul fatto che la contestazione "regina" riguarderà il dna di Ignoto1 nel caso la prova sia irripetibile perchè tutta questa manfrina mi fa dubitare ci sia la possibilità di ripetere l'esame.

Riguardo i peli: si è detto non sono di Bossetti. Ebbene, lo sappiamo perchè la notizia è trapelata (sempre sia vera) ma in ogni caso la prova a discolpa, non potrà essere utilizzata dai legali dell'uomo sino a quando appunto la perizia non verrà depositata.

E' un dato di fatto, per questo ho commentato in modo polemico la tempistica di chi indaga. Cosa hanno fatto sino ad ora di quei peli? Li hanno tenuti in naftalina a che scopo? Per guarnirli con altri peli in fase di analisi in tempi successivi?

Direi che il fatto quei campioni non siano sino ad un tempo recentissimo mai stati analizzati, puo' essere guardato con sconcerto: se non c'è malafede c'è sicuramente un modus operandi assolutamente discutibile.

A proposito di peli ... i fili rossi .... si è mai pensato a qualcuno che fa traslochi? A qualcuno che si occupa di logistica? Quante coperte vengono usate per spostare mobili pesanti senza rigare pavimenti magari nuovi?

Ed un cantiere appena ultimato, puo' avere delle coperte dimenticate al suo interno?

Stefania

Minnie ha detto...

Volevo complimentarmi con l'articolo di Mimosa, è davvero molto interessante ... come sono interessanti e costruttivi tutti i commenti degli invervenuti.

PINO ha detto...

ENRICO e STEFANIA
Prima di leggere l'articolo di cui ho rimesso il link, già scrivevo, il 26-07, verso le ore 23 circa, sull'anomalia cronologica e la lentezza con cui si è proceduto, in tutto l'iter investigativo. Riporto:
"Non so se da qualche parte si stia barando, nell'individuazione di determinate responsabilità. Certo è che sono state seguite molte tracce, tutte di una certa consistenza, ma nessuna di esse in modo approfondito.
Si è lasciato che molte segnalazioni andassero diluite e disperse nel tempo.
Compreso, aggiungo, le analisi degli altri reperti, non solo biologici, giacenti nei "cofanetti segreti" degli inquirenti.
E' una strategia investigativa di nuovo conio?
Se si, a cosa o a chi gioverebbe?
Ciao cari, Pino

Anonimo ha detto...

@ Mimosa: "Padronissimi tutti, ma quelle di un “avvertimento” o di una “vendetta” sono alternative plausibili al rapimento a scopo di stupro non portato a termine." Sulla base di questa frase mi sembra di capire che ritieni l'avvertimento una possibile alternativa, ma io non concordo con questa affermazione perché, se si fosse trattato di un avvertimento, non si sarebbe colpito al collo, come dicevo. Se ho mal compreso, chiedo venia. Saluti Stefano

ENRICO ha detto...

Mah! PINO non saprei dire a chi gioverebbe . Potrebbe anche darsi che sia necessario coprire magagne di “qualcuno di famiglia ” come potrebbe essere, più banalmente, che le varie forze dell’ordine in campo abbiano agito in modo scoordinato, sovrapponendosi ostacolandosi a vicenda ( volutamente o meno) , trascurando piste interessanti, … insomma infilandosi in un vicolo cieco dal quale non sapevano più come fare per uscirne dignitosamente

Poi a qualcuno è venuta in mente l’idea di Ignoto Uno . A quel punto gli inquirenti intravedono la svolta e la possibilità di individuare il colpevole in una maniera più che spettacolare (la raccolta e la comparazione di 18 mila profili genetici non è mica cosa di tutti i giorni !)

Tutte le energie si concentrano sulle ricerche di laboratorio e sulla caccia al padre di Ignoto Uno

La macchina dell'informazione mediatica si adegua e polarizza l’opinione pubblica SOLO in quella direzione

Individuata quindi la pista più "conveniente" le altre finiscono nel dimenticatoio comprese le dovute e necessarie analisi su altri reperti essenziali

Ottenuto il risultato voluto e ed il generale plauso istituzionale dubito che adesso mollino l’osso facilmente

Stefania ha detto...

Bravo, Enrico, Abbiamo avuto anche la notizia in diretta da parte del Ministro dell'Interno (sic!) ....

"Il colpevole del delitto Gambirasio è stato consegnato alla Giustizia!"

E lo scrivo a prescindere da quelle che sono le mie simpatie politiche.

Ricordo una "signora" (una specie di velina o poco piu') che durante una trasmissione televisiva, riguardo altro caso, disse "Le indagini non le ha fatte Topo Gigio!"

Penso non ci sia andata poi lontano ....

Stefania



magica ha detto...

ciao vituccio
i tuoi ultimi commenti sono le convinzioni che ho postato in un altro forum .
bastava dar credito alle prime testimonianze , invece hanno voluto indagare alla moda di avetrana: e si sono persi nei meandri di un labirinto ,trovando indizi inverosimili e ridicoli . a parte il dna che
secondo loro è certo di bossetti ,perchè
vanno alla ricerca affannosa di nuovi indizi per condannare ??
i peli a settembre ? certo perchè nel frattempo sperano di trovare qualcosa nelle macchine -- cosi i peli passano in secondo piano .. credono di essere furbi? ma noi non siamo fessi .

Mimosa ha detto...

Caro Stefano
Neanche secondo me, se si fosse trattato di un “avvertimento”, avrebbe avuto senso il taglio alla gola, ma nemmeno i “tagliuzzamenti”. Una vittima ancora viva può raccontare molti particolari sul suo aggressore.
Per questo ho raccolto una frase scritta in un commento al precedente articolo, infatti, per completare il ragionamento, poco più in giù rispetto alla frase che citi ho scritto: ma sono stati ingaggiati individui estremamente poco fidati che hanno pasticciato tutto. Quella che voleva essere solo una minaccia, impaurendo la vittima, o come atleta o come figlia, potrebbe, per inesperienza oppure perché affidata a soggetti maldestri, essere sfociata in un’azione sfuggita dal controllo di chi l'ha commessa. Come “oltre le intenzioni” può essere stato l’atto che ha lasciato quel qualcosa tra i denti di Yara.

Secondo te, invece, come sarebbe andata? Ti sei fatto qualche idea sul perché di quel modo di infierire, davanti e dietro?
Come interpreti i tagli alla gola e ai polsi, dal momento che la Cattaneo ha stabilito che Yara non ha ferite da difesa?

Mimosa

Stefania ha detto...

Io tendo a pensare che davvero l'azione omicidiaria non volesse essere tale e che le ferite inflitte possano essere figlie di un'isteria dovuta al fatto la situazione fosse sfuggita di mano. Non sono una psichiatra ma istintivamente (magari scrivo una boiata colossale, eh?) mi viene da pensare che le ferite sulla schiena siano state inflitte da una sola mano. Anche quelle ai polsi ed alla gola mi fanno pensare ad un unico individuo. Due persone differenti oppure la stessa. Ma chi ha "iniziato" un lavoro lo ha terminato. In preda all'adrenalina tipica di chi non è abituato a fare di simili cose, probabilmente. Ed a chi mai le ha studiate. Quindi non ad un Bossetti che si interessava ai casi di cronaca nera. Sarebbe interessante, in tal senso, cercare di comprendere se il Bossetti si è interessato a mezzo pc al solo caso Gambirasio oppure ad altre scomparse/delitti. Fatto salvo che quanto accaduto a Yara ha avuto nella zona sicuramente una valenza particolare. Non dimostrerebbe nulla, ben inteso, proprio perchè ci colpisce particolarmente quello che accade attorno a noi e non quello che succede lontano. Ma Bossetti si è detto "appassionato" nel seguire questo genere di vicende e noi non ne facciamo un caso specifico. Ho seguito quanto accaduto a Brembate, ad Avetrana, a Ripe di Civitella. Ma ci si vergogna (chi lo fa per mera curiosità si vergogna ...) di dire si seguono i casi di cronaca se non si è davvero in cerca di giustizia ma solo di notizie, notiziole e di gossip. Tante persone che "seguono" i casi in realtà non li seguono affatto. Si bevono le boiate che vengono propinate e che sempre verranno snocciolate in cerca di quell'audience che evidentemente ottengono. Tanto ci si guarda con simpatia e con rispetto anche se ci si detesta ..... talvolta perchè il gettone di presenza e la visibilità valgono bene una risposta educata, talvolta per non sparare sulla Croce Rossa ...

Stefania

Stefania

Mimosa ha detto...

Stefania,
sarebbe risultato alquanto strano se Bossetti non si fosse interessato del caso, tutti avrebbero chiesto "Come mai?".
Ma anche se solo verso Yara fosse stato indirizzato l'interesse di B. sarebbe anche questo, infatti, solo un indizio.
Credo che nei pc di quasi tutte le famiglie della provincia di Bergamo si troverebbero tracce di "interessamenti" al caso, e magari solo di quello, che era alle porte di casa.

Mimosa

Mimosa ha detto...

Per tornare al tema di fondo, rileggendo qua e là articoli vecchi ho trovato queste informazioni, risalenti a poco dopo il ritrovamento: il corpo era «disteso sulla schiena, con le braccia all'indietro oltre il capo come nel tentativo di liberarsi da qualcuno di dosso, o forse per via di un breve trascinamento. Le mani parzialmente coperte dalle maniche del giubbotto».
Anche questa posizione delle braccia farebbe capire che il corpo è stato portato sul posto e trascinato per un tratto.
Se le braccia sono rimaste in quella posizione significa che per fortuna Yara era priva di sensi ed è morta senza riprendere conoscenza, altrimenti si sarebbero mosse.

Inoltre, fu anche scritto che ci sarebbero “segni di pressione” sul collo, come tentativo di strangolamento.

Ad ogni modo, guardando lo strazio della ragazzina, posso solo pensare al cinismo dell’aguzzino.
Oppure può avere ragione Stefania: «In preda all'adrenalina tipica di chi non è abituato a fare di simili cose, probabilmente».

Mimosa

Stefania ha detto...

Difatti, Mimosa. Mi sono sicuramente spiegata male. Intendevo con il mio scritto sottolineare che a domanda specifica sia stato naturale Bossetti abbia risposto "sono appassionato dei casi di cronaca nera". Ha dato per scontato fosse normale si interessasse a quanto accade nella zona dove è nato, dove vive e lavora. Ma c'è chi ha considerato il fatto il suo pc avesse in memoria link circa il caso Gambirasio in modo differente. Per questo ho sottolineato che a prescindere da chi come noi cerca davvero di andare oltre la coltre di fumo della stampa e della tv spicciola e quotidiana e quindi si interessa anche a casi che accadono a migliaia di chilometri di distanza, c'è chi si occupa, magari anche in modo parecchio superficiale, di quanto gli viene martellato nelle orecchie per giorni e mesi, o di quanto gli accade davvero attorno.

Io non giudico questa "traccia", sia vera oppure solo una fantasia dei media, particolarmete significativa.

Ma gli è stata data un'enfasi eccessiva dovuta al desiderio di speculare.

Davvero mi sono spiegata malissimo. Chiedo venia!

:-)

Stefania

Mimosa ha detto...

No Stefania, avevo cercato di capire e ho interpretato giusto,
il mio commento voleva mettere in risalto le frasi che erano mimetizzate nel tuo scritto così compatto, e infatti ti davo ragione.

forse il mio scritto non lo ha espresso bene e ti chiedo venia io :-).

Vito Vignera da Catania ha detto...

Come si fa ad esser certi che Yara è morta dopo e non prima? Solo perché lo dicono loro? Di cose ne dicono tante e magari possono essere sbagliate.Trascinata per centinaia di metri e poi è morta per le tante ferite sul corpo,probabilmente tutti colpi ricevuti da un'altra parte,difficile pensare che tutte le ferite siano state fatte dentro un mezzo qualsiasi,perché è cosa istintiva difendersi cercando di parare i colpi con le mani,però di tagli nelle mani non ne ho sentito parlare,quindi nessuna difesa da parte della vittima.Magari il primo taglio sarà stato quello ricevuto sul collo, poi vedendo che la ragazzina era ancora viva hanno infierito sul suo corpo con tagli in varie parti.Ecco perché mi chiedo se il tutto è avvenuto prima o dopo a Chignolo D'isola.La mia ipotesi è: Quando sono arrivati a Chignolo Yara era già morta,poi siete liberi pensarla diversamente.Buona notte a tutti.

Mimosa ha detto...

Caro Vito,
effettivamente “lo dicono loro”, lo dice la Cattaneo che è una antropologa forense, che per mestiere studia le ossa, gli scheletri, anche vecchi, antichi (come la Bones dell’omonima serie televisiva, per intenderci). Ha studiato biologia, antropologia e paleopatologia in Canada e Inghilterra, prima di specializzarsi in medicina legale a Milano. Attualmente dirige il Laboratorio di antropologia e odontologia forense (Labanof) dell'Istituto di medicina legale dell'Università degli Studi di Milano.

Da un sito per studenti sulla professione di antropologo forense, riporto: “Il suo lavoro inizia dall'analisi dei resti sulla scena del crimine (vista in questo caso praticamente come uno scavo archeologico), dove analizza le misure dei resti e cerca di capire la posizione originaria della vittima. Successivamente passerà all'analisi di laboratorio, dove, grazie allo studio del materiale pilifero, ma anche di insetti, piante e impronte, cercherà di capire quanto tempo è passato dalla morte del soggetto.”

Capisco che tu metta in dubbio la diagnosi di morte (che la medesima Cattaneo non ha potuto attribuire ad alcuna causa precisa se non al fatto che ha ritenuto non mortali le ferite inferte e che un organismo in quelle condizioni fisiche e atmosferiche non poteva resistere più di tante ore),
come altri mettono in dubbio la validità del dna trovato su quella famosa “macchia” fatto risalire ad Ignoto 1 e poi attribuito a Giuseppe Massimo Bossetti.

Se non possiamo avere dei punti di riferimento per le nostre certezze esistenziali, allora il nostro mondo va a catafascio e non ci resta altro che vivere da scettici perenni, agnostici cronici, ma è un vivere?
Nemmeno di noi stessi dovremmo fidarci.

Con i tuoi dubbi mi fai di nuovo pensare all’inutilità delle nostre discussioni sui casi di cronaca.

Buonanotte, Mimosa

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissima Mimosa le nostre discussioni non sono mai inutili,il fatto è che dobbiamo sempre basarci su quel che dicono questi signori con tutti i titoli accademici che tu riporti,di certo sarai d'accordo che nessuno è mai esente da errore,di valutazioni approssimative e a volte buone per il tornaconto dei signori della procura,ovvero di farci sapere sempre mezze verità e mai certezze assolute.Credo tu abbia ancora in mente i casi Scazzi e Parolisi,casi in cui esperti anatomopatologi si sono pronunciati con esiti finali da far rabbrividire,e tutto questo non ti fà venire dei dubbi? Quanti indizi abbiamo raccolto nei casi che ho citato? Un mare di indizi cara Mimosa,e di certo non puoi negare che,c'era più verità nei nostri indizi che nelle loro prove,prove tutte ricostruite per far comodo ai signori accusatori,prove solo per tenere gente innocente in galera e i colpevoli a spasso.Buona giornata carissima amica.

PINO ha detto...

Pare che ci stiamo suggestionando oltre i limiti della ragione, lasciandoci trascinare da una ondata di miscredenza generale su quanto prodotto dallo scibile umano in tutti i suoi comparti.
Suggestione indotta da eccessiva critica, non costruttiva, e, spesso, sfociante in vera e propria auto denigrazione.

Chiunque operi, in ogni settore, è soggetto ad errori, ma voler trasformare questa eventualità in una ripetizione a catena è fuori da ogni logica. Ed ancor meno logica, è la continua minaccia di una moderna "spada di Damocle", pronta a colpire inesorabilmente.

Di questo passo, non dovremmo credere neanche in noi stessi, ed alla nostra esistenza; all'Essere supremo, che pure non abbiamo mai visto, e nell'universo stesso, che potrebbe essere una..."bufala" per dirla col nuovo attributo.

Suvvia, rientriamo nella realtà, cercando di avere più fiducia nell'umanità, che comprende anche i giudici, gli scienziati e tante persone di buon senso.
Pino


Stefania ha detto...

Pino, comprendo il tuo stato d'animo ed il tuo pensiero: siamo diventati talmente diffidenti che il rischio di buttare via il bambino con l'acqua sporca si sta facendo reale.

E' indubbio che la vicenda Rea/Parolisi ci ha lasciato l'amaro in bocca.

Ce lo ha lasciato perchè dopo le sviste e le omissioni (assolutamente umane) come l'avere dimenticato di portarsi appresso un termometro e l'avere tenuto il cadavere a temperatura ambiente, sono avvenuti altri fatti che non possono essere spiegati se non con la volontà di dolo.

Mi riferisco alle perizie dalle quali si è estrapolato solo quanto faceva comodo per cucire attorno all'imputato la sentenza, le sentenze che lo hanno visto condannato.

Mi riferisco al fatto, alcuni periti, forse perchè incapaci di dare risposte certe, quindi per serietà professionale, forse invece per non voler contraddire qualcuno, hanno visto bene di ignorare alcune domande o rispondere a tutt'altro.

Hai visto l'anguilla? Si', ma la tapparella è gialla!

Ora, tornando al caso in questione, essendoci scottati in tempi recentissimi, penso sia naturale e non voluta una certa diffidenza di fondo.

Tu sostieni i due casi in questione non presentano molti lati in comune e che non capisci per quale motivo si dovrebbe prendere un povero cristo qualsiasi e crocefiggerlo.

Ed è vero, casi differenti. Ma chi ci puo' mai garantire che anche per interessi completamente differenti da quelli che hanno messo Parolisi all'angolo, c'è chi possa volere usare la stessa tecnica, visto che già in precedenza ha funzionato ed anzi ... è stata un successone?

Ed ancora, in cuore tuo, puoi dirti certo si sia operato con rigore? Non credo. L'errore di comparazione del dna di Ester Arzuffi ci dimostra che se si è trovato il colpevole del delitto di Yara Gambiarsio, identico risultato poteva essere raggiunto con almeno un paio di anni di anticipo rispetto a quando avvenuto.

Ed ancora, non ti fa un poco specie ora si vadano a controllare i filmati delle telecamere di sorveglianza di questo o di quell'edificio, con anni di ritardo?

Tu mi dirai "Ma saranno stati visionati mille volte in questi quattro anni!".

Certo, lo auspico. Ma se si è rincorso un furgone bianco cassonato, un determinato orario ed un determinato personaggio che doveva essere legato al mondo dell'edilizia, siamo sicuri che molti filmati non siano andati persi perchè giudicati all'epoca poco o per nulla interessanti ai fini investigativi?

Io non voglio innamorarmi dell'idea "ci sia del marcio in Danimarca" ma non riesco insomma a considerare degno di fiducia assoluta quello che una procura ci fornisce. E quindi mi faccio assalire da ogni legittimo dubbio.

Certo, verificare se nel periodo della scomparsa di Yara i figli del Bossetti hanno fatto una raccolta di figurine puo' dirci tanto ma ho sentito in tv chi si è chiesto "Ma l'album è stato completato?"

Ma che cavolo di domanda è mai questa? Le certezze della Procura non sono sufficenti a definire Bossetti un'omicida? Ebbene, si eviti di farlo!

E se Alfano ha gridato al "abbiamo preso l'assassino" ... qualcuno deve pur avergli dato questa garanzia! Ed ora? Se si scoprisse che si hanno in mano solo un pugno di mosche, chi farebbe la figura dell'imbecille oltre al nostro Ministro dell'Interno? Lascio a te la risposta, penso non ti servano particolari indizi!

Stefania

ENRICO ha detto...

Ciao PINO

veramente nel tuo post del 27 luglio ore 18:40 tu stesso hai avanzato molti dubbi e chiesto i nostri pareri.

Io ti ho risposto esponendo il mio punto di vista che spero sia di facile interpretazione : sono contrario a questo sistema investigativo che affida tutto alle provette allineate sui banconi di un laboratorio di analisi e niente alle capacità intuitive di chi dovrebbe svolgere le indagini

Stefania ha detto...

Stefania wrote:

Tu sostieni i due casi in questione non presentano molti lati in comune ...

Errata corrige: presentino ....

Stefania

Anonimo ha detto...

da L'ECO DI BERGAMO 28-07
"L’uomo, secondo l’accusa, non avrebbe agito da solo. Nonostante in questa fase si stia cercando di mantenere il massimo riserbo, qualcosa riesce comunque a trapelare: secondo le ultime indiscrezioni le autorità sarebbero alle ricerche di una seconda persona, presumibilmente coinvolta nell’omicidio di Yara.

TgCom24 avanza qualche ipotesi:

È straniero? Potrebbe essere fuggito all'estero? È lui il collegamento tra Yara e il cantiere di Mapello? Di certo c'è solo che gli inquirenti lo cercano: il suo ruolo non è stato chiarito.

PINO ha detto...

Forse non sono stato chiaro?
Ho scritto che l'errore è POSSIBILE per chi opera. Ma farne un frappè abituale, lo vedo esagerato.
Non vi sono, quindi mie dichiarazioni contraddittorie. Ciao, Pino

Stefania ha detto...

Pino, intanto dobbiamo fare un paio di distinguo.

Esiste infatti:

1. L'omissione dovuta ad incapacità investigativa;

2. L'omnissione dolosa, ovvero fatta volontariamente);

3. L'analisi dei dati errata dovuta ad incapacità investigativa;

4. L'analisi dei dati errata dovuta all'impossibilità di dare risposte certe anche se c'è chi è convinto di poterle dare;

5. L'analisi dei dati errata perchè si vuole portare a casa un colpevole a tutti i costi, quindi con dolo.

Nessuno penso, qui si sia permesso di sostenere che tutte queste belle prove di incapacità mista ad incompetenza, arroganza e disonestà siano state messe in campo.

Si sono via via elencate. Ed a parte un paio di prove evidenti di cui al punto 3 del mio elenco, per quanto riguarda tutte le altre, potrebbero non aver mai fatto il paio con il caso Gambirasio.

Oppure potrebbe essere che qualcuna di queste sia effettivamente calzante.

Io almeno, e qui parlo per la sottoscritta. Non sono diffidente per natura. Lo sono diventata con il tempo per i motivi che sopra ti ho spiegato e che riguardano putroppo diversi casi di cronaca, recenti e non.

Quanti pasticci! E quante volte si è giunti in Cassazione con sentenze di colpevolezza che sanno tanto di "Siccome è lui/lei ma non troppo ..... vediamo di comminare una pena severa ma mica tanto ..."

Sentenze Marta Russo insegnano, Franzoni idem ....

E che siamo? Al mercato del pesce? Chi offre di piu'? Signori venghino!

Per certi delitti non è possibile lavorare e giudicare come Ponzio Pilato. Si deve prima avere l'assoluta certezza l'imputato/a sia davvero colpevole, eppoi agire con estrema severità.

Questo modus operandi invece ci porta ad una giustizia annacquata e che talvolta sa pure di marcio, puzza! Di cosa? Ma di ingiustizia, ovviamente!

Stefania

Anonimo ha detto...

28 luglio 2014
10.00 Per l'omicidio dell'anziana uccisa in casa a Soriano Calabro, nel Vibonese, a novembre scorso è stato arrestato un giovane romeno. Il 24enne è stato fermato nel suo Paese: ad inchiodarlo la prova del dna. Il giovane all'epoca viveva insieme ai genitori nel centro vibonese. La vittima, Lucia Ioppolo, 85 anni, fu soffocata. Secondo l'accusa, il giovane che ogni tanto era incaricato dall'anziana di acquistare per lei delle medicine, avrebbe tentato una rapina in casa sua e sorpreso dalla donna l'avrebbe uccisa -

PINO ha detto...

STEFANIA cara,
non contrasto le tue osservazioni che, se rileggi i miei interventi, troverai che le confermano.
Ma non per questo è tutto e sempre nero: ci saranno pure delle zone chiare.
ENRICO,
il mio "sermone" delle 10,02 era indirizzato a certi "vati in giro per l'etere, a seminare crasse sentenze.
Buon appetito, amici miei, Pino

Guglielmo ha detto...

Salve a tutti,

ho cercato di leggere tutti i vostri commenti.
Ad oggi MGB è unico indagato. E’ tale perché sono state rinvenute tracce di liquidi biologici cellularizzati sugli indumenti intimi di YG non appartenenti alla vittima. Dalla estrazione e successiva estrapolazione del dna esso è risultato appartenere a lui con margine d’errore infinitesimale, praticamente certo.
Riguardo il campionamento delle tracce e le successive fasi analitiche che hanno permesso alla procura di effettuare il fermo non vi è motivo di dubitare, sia perché condotte da personale e mezzi qualificati, sia perché non interamente note essendo coperte da segreto istruttorio.
La vicenda lungi dall’essere chiusa, è solo nelle fasi iniziali benchè ad anni dal delitto e dal successivo ritrovamento del cadavere, l’accelerazione ultima ha trovato sostanza con l’aiuto di metodologie biotecnologiche ad ausilio delle indagini tradizionali, le quali vi sono state ed hanno impegnato molti - forse troppi - mezzi provocando anche delle imperfezioni dovute, appunto, ai soliti sbagli di chi opera, ma tant’è.
Il riconoscimento di Ignoto1, perseguito per così tanto tempo forse in maniera poco credibile anche per chi se ne interessava professionalmente, ha dato luogo a quello che potremmo definire come “apparente dittatura della minoranza”. Infatti coloro i quali, per poca conoscenza, per paura di ipotetici furti d’identità biologica, per mancata voglia di approfondire una disciplina complessa, per timore di scoperte a latere tegumentarie (corna), insomma per motivi di pancia, guardano ora con diffidenza all’operato della procura pensando all’errore se non addirittura con dolo, dimenticando che il dibattimento non è ancora iniziato.
Ulteriore confusione si aggiunge, secondo me in maniera gratuita e certamente senza fatti documentali, quando si afferma che l’ipotetico movente, ammesso che ci sia, debba ricercarsi non in ambito sessuale ma per vie traverse ponendo a sostegno di ciò le supposte incongruenze tenute dalla famiglia della vittima durante il loro lungo calvario.
E sfido io ad essere tutti perfettini con quello che stanno vivendo ed hanno vissuto!

A tal fine invito chi ne fosse vago a sfogliare un buon e recente manuale sulle parafilie ma anche una ricerca in rete può aiutare.

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissima Stefania bravissima,in cinque punti hai toccato proprio i tasti giusti,la numero cinque da quel tocco in più per mandare degli innocenti in galera,buttare poi la chiave e rovinargli l'intera esistenza. La mia non era una critica per voler fare di tutta l'erba un fascio,ovvio che c'è tanta gente che opera con la massima serietà e in tanti settori lavorativi,ma,quando parliamo di giustizia tutto deve essere rapportato in una condanna oltre ogni ragionevole dubbio,meglio un colpevole fuori che un innocente dentro.Ti auguro una buona giornata.

magica ha detto...

ci sono stati casi di cronaca nera che non hanno innescato in alcuna persona dubbi, che ci fossero lacune nelle investigazioni
come nel caso di lucia marcon o altri casi risolti subito che sono stati dibattuti anche un questo forum .
questo caso invece ha degli indizi poco logici . sebbene il dna sia un indizio importante . ma non si capisce perchè si accaniscano a valutare altri indizi (((che per la maggiore delle ipotesi sono indizi illogici pieni di luoghi
comuni ))) se quello del dna li hanno portati a imputare, e detenere una persona in carcere . vuol dire che non hanno certezze nonostante tutte gli indizi?? perchè dovremmo avere noi la convinzione che bossetti sia colpevole? : ci sono troppe incongruenze

Anonimo ha detto...

Guglielmo

1. First and foremost, i liquidi biologici non si "cellularizzano"! :-/

2. Il dna della traccia di Ignoto 1 e' stato esposto a 3 mesi di pioggia e neve, ossia ACQUA! L'acqua purtroppo ha un documentatissimo effetto deleterio sull'integrita' del dna, qualunque dna, a meno che:
a) il pH sia un un range ristretto compreso tra 6.1 e 6.9 (neutro)
NELLA TRACCIA DI IGNOTO 1, LO ERA?
b) vi sia bassa oxygen tension
NELLA TRACCIA DI IGNOTO 1, C'ERA? c) l'acqua in questione presenti un elevatissimo contenuto di minerali (sulfidi, magnesio, calcio, carbonati, ecc)
NELLA TRACCIA DI IGNOTO 1, LO PRESENTAVA?
d) la traccia si trovi in ambiente anaerobico, onde limitare il danno ossidativo del dna oltre ad bloccare la crescita di funghi e batteri.
LA TRACCIA DI IGNOTO 1, VI SI TROVAVA?
Purtroppo dubito fortemente che anche solo una delle condizioni qui sopra elencate (ripetiamolo, condizioni indispensabili al mantenimento dell'integrita' del dna in presenza di acqua) si sia creata nel caso specifico della traccia di Ignoto 1. Il corpo non solo era esposto e scoperto ma abbandonato a se stesso in mezzo ad un campo, non protetto ne' coperto.

3. Old sins cast long shadows, or so they say.

Annika

Stefania ha detto...

Ciao Guglielmo. Mi trovi parzialmente d'accordo ma alcune tue riflessioni mi lasciano parecchio stupita e soprattutto in confusione.

Riguardo la possibilità ci sia stato un errore da parte degli inquirenti (volontario o meno): proprio perchè siamo esseri umani, siamo fallibili. Io, proprio perchè siamo nelle fasi iniziali non mi sento nella condizione di escludere questa eventualità a priori. Anche se, come è ovvio, spero questo non sia accaduto.

Riguardo la faccenda del movente: vorrei davvero tu leggessi con attenzione quello che ora scrivero' perchè temo davvero di aver messo quando ne parlai, eccessiva carne al fuoco e quindi ci ritorno piu' che volentieri.

- Giaccone e maglione della povera Yara furono sollevati per tracciare sulla schiena quegli strani segni, il reggiseno si slaccio'. Puo' fare il paio con un'aggressione a scopo sessuale? Yes.

- Furono tagliati sul fianco leggins e slip. Puo' fare il paio con un'aggessione a scopo sessuale? Arriyes.

Possono questi due elementi far pensare a scopi differenti? Penso di si'.

Non tanto perchè non c'e' stata violenza sessuale (chi ha aggredito Yara puo' essersi spaventato ed essere scappato prima di compierla).

E neppure perchè non è stato trovato sperma. Perchè in realtà non lo sappiamo. Le tracce abbondanti ed altamente cellularizzate ci sono state vendute come "probabilmente" sangue. Non come certamente sangue.

Ed allora, tu ti starai dicendo ... che cosa ti manca ancora Stefania per pensare ad un delitto a sfondo sessuale? Di avere una fotografia di uno o piu' uomini che si avventano sulla povera ragazzina, con sguardo infoiato e pisello al vento?

Ed ecco che torno al punto di partenza. La traccia potrebbe essere addirittura sperma! E gli inquirenti non aver divulgato la notizia senza per questo dichiarare quella che sarebbe una bugia bella e buona .. "probabilmente sangue" puo' essere anche "probabilmente sperma", o sbaglio?

Ed allora perchè mai dobbiamo essere sicuri di quello che sicuro non è?

Non si maneggia di certo con maglioni da sollevare, con determinati indumenti (non solo intimi ... i leggins non lo sono) che sono stati recisi, non si gioca a tris sulla schiena di una vittima, per caso.

Lo si fa perchè si vuole sfregiare, oppure ...... dare un segnale del tipo "Attento, di te faccio quel che voglio ...".

E non ho trovato nulla di strano nell'atteggiamento della famiglia Gambirasio. Erano e sono sconvolti ed il loro atteggiamento è comprensibilissimo.

Ma posso legittimamente escludere si volesse avvertire di qualcosa babbo Gambirasio, anche se lui non se ne è mai accorto?

Secondo te, Guglielmo, fatta salva la speranza che è l'ultima a morire, considerato che Yara era una brava ragazzina tutta sport e scuola cattolica, i genitori avrebbero mai potuto pensare ad un colpo di testa adolescenziale? No, ed infatti cosa hanno detto nel loro appello?

Liberatela! E se non sono nè ricchi nè ricattabili, chi mai avrebbe potuto trattenere la loro figliola? Ed a quale scopo?

Quindi, a prescindere dalle notizie che sono state diffuse, a mio avviso questa eventualità è stata considerata eccome. Sia dagli inquirenti che dagli stessi Gambirasio. E questo a prescindere siano persone per bene. Anzi, forse proprio per questo.

Quindi desidero citarti.

Guglielmo wrote: ... dimenticando che il dibattimento non è ancora iniziato.....

Ci aggiungerei un ... APPUNTO. Ed allora visto che ad oggi si hanno solo indiscrezioni, che si fa? Ci si tace in attesa di tempi migliori oppure si cerca, con quel poco che si ha in mano di valutare tutte le ipotesi possibili? Quindi anche la volontà di stupro ed anche quella di spaventare la ragazza per altri motivi? O di ucciderla per motivi ancora differenti?

Ragioniamoci insieme, Guglielmo.

:-)

Stefania

Anonimo ha detto...

Ciao Mimosa. Io credo che si sia trattato di un'aggressione a scopo sessuale. L'assassino ha visto Yara varie volte, ha sviluppato una fissazione. Ha cominciato magari a salutarla, a farle un paio di battute inoffensive, e i sorrisi di cortesia della ragazzina nella mente malata del tipo si sono tramutati in incoraggiamenti. Quella sera, dopo che altre volte che passava di là ha fatto su e giù per vederla, l'ha incontrata. Le ha chiesto qualcosa, magari se gli prestava un attimo la batteria del cellulare, o le ha offerto un passaggio (dai, sali, mica ti mangio) e la ragazzina è salita. Una volta su, le ha fatto delle avances, la ragazzina si è innervosita, magari ha urlato, e la situazione è degenerata. L'ha colpita con tutta la forza in macchina, poi l'ha portata nel campo per finirla. Ma lui non è un assassino a sangue freddo, quindi non colpisce con tutta la cattiveria di cui ci sarebbe bisogno per ucciderla, anche se c'è la volontà, visti i colpi al collo In ogni caso, sente rumori o vede persone (ad esempio i motorini di cui si parla) e scappa. Questa la mia ricostruzione. Saluti Stefano

Anonimo ha detto...

Ciao Mimosa. Io credo che si sia trattato di un'aggressione a scopo sessuale. L'assassino ha visto Yara varie volte, ha sviluppato una fissazione. Ha cominciato magari a salutarla, a farle un paio di battute inoffensive, e i sorrisi di cortesia della ragazzina nella mente malata del tipo si sono tramutati in incoraggiamenti. Quella sera, dopo che altre volte che passava di là ha fatto su e giù per vederla, l'ha incontrata. Le ha chiesto qualcosa, magari se gli prestava un attimo la batteria del cellulare, o le ha offerto un passaggio (dai, sali, mica ti mangio) e la ragazzina è salita. Una volta su, le ha fatto delle avances, la ragazzina si è innervosita, magari ha urlato, e la situazione è degenerata. L'ha colpita con tutta la forza in macchina, poi l'ha portata nel campo per finirla. Ma lui non è un assassino a sangue freddo, quindi non colpisce con tutta la cattiveria di cui ci sarebbe bisogno per ucciderla, anche se c'è la volontà, visti i colpi al collo In ogni caso, sente rumori o vede persone (ad esempio i motorini di cui si parla) e scappa. Questa la mia ricostruzione. Saluti Stefano

ENRICO ha detto...

@ Stefano

quindi se la dinamica fosse come tu le immagineresti ossia con l'aggressore che scappa lasciando la ragazza tramortita ma non morta, se ne dovrebbe giocoforza dedurre che costui non aveva timore di poter essere riconosciuto od individuato in alcun modo nell'eventualità piuttosto concreta che la sera stessa le squadre di soccorso avessero ritrovata in vita Yara

Infatti, se il misfatto fosse avvenuto nello stesso luogo del ritrovamento, la ragazzina si trovava a soli 300 mt dal Centro di Polizia locale.

Forse la tua ricostruzione è da mettere a punto.

magica ha detto...

ciao stefano
l'unica incongruenza del tuo post è che bossetti era un uomo maturo : con pizzetti e abbrozature,o quello che vuoi è sempre un signore quasi cinquantenne che con yara non avrebbe avuto niente da spartire
- percio' una ragazzian 13 enne non lo avrebbe C.... lo sai quella parola che usa la gioventu? ecco quella .
l'unico motivo, e nello specifico la yara .probabilmente sarebbe salita dopo un invito solo da uno giovane . magari bello .. ma abbastamza giovane . gli uomini con vestito da lavoro, sporco dalla giornata lavorativa ., avrebbero dovuto sequestrarla :inltre avrebbe intuito il pericolo . se un uomo maturo le avesse offerto un passaggio .. solo da un suo quasi coetaneo non lo avrebbe percepito: il pericolo .

Guglielmo ha detto...

Ciao Stefania,

"Ed allora perchè mai dobbiamo essere sicuri di quello che sicuro non è?"

Hai perfettamente ragione, dico solo che tutte le ipotesi sono valide, ma converrai con me se aggiungo che è meglio avere un appiglio, qualche indizio, altrimenti si può affermare di tutto, a ruota libera.

Vedi, sono il primo a lamentarmi di relazioni medico-legali scritte più da avvocato che da medico, è quasi sempre così, in questo caso però ancora non sappiamo quasi nulla. Tuttavia a pag. 4 della ordinanza del GIP Maccora vi è prima scritto "traccia ematica", anche se poi si riporteranno locuzioni più vaghe, lo vedremo poi con Annika, ma non vi è menzione di liquido seminale. A tal proposito ricordo che in particolari parafilie, specialmente del gruppo sadico, l'aggressore può pervenire all'orgasmo senza avere rapporti sessuali con la vittima nè ricorrendo a masturbazione contemporanea, ma semplicemente sporcandosi gli abiti dall'interno mentre infierisce sulla vittima. Per non parlare di svariati impedimenti che avrebbero potuto interrompere più canonici atti di abuso, come tu stessa riporti. Del resto, nell'ordinanza alla stessa pagina si legge: "non vi sono elementi emergenti dalle indagini che indichino con certezza violenza o attività sessuale", i tessuti molli sono andati, purtroppo.
Naturalmente anch'io ho pensato ad un ruolo del papà nel campo d'azione "dell'edilizia", ma non ci sono riscontri, di alcun tipo. Si potrà supporre che la famiglia abbia pensato, a lungo, sul reale ed anche oltre, accusando sensi di colpa, rimorsi, per il non fatto o fatto male ma nulla di più. Credo che FG sia stato radiografato ben benino: nulla.

Hey Annika,
e la fibrina?
Immagina di costruire un "cemento armato biologico" che ci metti? Io lo farei così: sangue senza calcioparina o dicumarolo su una trama di tessuto come cotone o fibra simile. All'interno vi saranno i bianchi ben protetti dalla fibrina legata all'ordito, se poi il tutto è in zona lombare rispetto ad un corpo supino è ancora meglio. A proposito da voi la pioggia è così dura? La esprimete, la durezza della pioggia, in gradi francesi o tedeschi? Da me non contiene molti elettroliti: infatti è pioggia.
Oltretutto cosa si doveva studiare sul dna estratto dalle tracce? Non interessava la sua totale integrità proprio perchè esso doveva essere tagliato da Eco RI1, BamHI ecc. Solo dopo tutti i passaggi, si sarebbe detto: è di buona qualità o meno: era ottimo "profilo genotipico straordinariamente di ottima qualità (Maccora pag. 4). Non ti cito nemmeno gli studi su dna risalente al neolitico.

A proposito di liquidi. So bene come sono quelli biologici, credimi, ma è l'ordinanza della GIP a parlarne, a pag. 4 "...fluido abbondantemente cellularizzato non compatibile con alte sostanze..."

But we don't want these long shadows to obscure our minds!
They say, they say, but who says?

Mimosa ha detto...

Ciao, Stefano, è probabile tu abbia fatto una ricostruzione molto aderente a quanto può essere successo. Hai optato per la più semplice e la più obbrobriosa motivazione al mondo, come è stato spontaneo pensare fin dall’inizio e si immagina sempre quando scompaiono bambine, ragazze e giovani donne.
È la parte centrale della tua ricostruzione che non si accorda con quanto stabilito dalla Cattaneo: Yara è stata aggredita altrove e solo dopo portata nel campo di Chignolo per abbandonarla.
Se la tua espressione “l’ha portata nel campo per finirla”, intendi che lì le ha inferto le pugnalate al collo e ai polsi nell’intendo “di finirla”, o con la speranza che morisse dissanguata e congelata, allora la penso come te.

Mimosa

PS : tutto ciò a prescindere dal volto abbronzato o meno di questo Mister X

Anonimo ha detto...

Sì, concordo. E' stata aggredita in macchina, perché lì sono avvenute le avances, secondo me. Le botte in testa sono avvenute lì. Si rende conto che andrebbe in carcere, sarebbe additato comunque da tutta la comunità come molestatore di bambine, quindi è disperato. Decide di accoltellarla. Non è facile però, credo, uccidere una persona inerme, se non sei un criminale. Quindi colpisce per uccidere, ma non con la convinzione necessaria. Poi arrivano persone e, in preda all'ansia di essere scoperto, scappa, credendo di avere ucciso Yara.
@ magica: non sale sul furgone per strani scopi, solo per farsi dare un passaggio da una persona, che ha sempre visto ben vestita e che ha conquistato la sua fiducia, tutto qua.
@ Enrico: lui è convinto di averla uccisa, in ogni caso deve scappare perché ha paura di essere visto. Saluti Stefano

PINO ha detto...

MIMOSA,
non dimenticare che l'abbronzato mister X NON ERA SOLO.
Scriverò un poco più a lungo dopo le 23; so che sarai sveglia,vigile e pronta a dialogare.
Ciao, Pino

Stefania ha detto...

Ma diamine, con i "per me è andata cosi'" si va ovunque, ragazzi! A mio avviso, devono esserci delle motivazioni, delle giustificazioni, date ad ogni supposizione, fatto ognuna sia salva e non debbano trovare gioco-forza riscontro solo quelle supportate da tomi scientifici, da abstract e da quello che lo studio della medicina supporta.

Scusate lo sfogo. Annika e anche Guglielmo parlano di particolari che nessuno non sia del ramo puo' confutare. Bene. Prendiamone atto, anche perchè il loro supporto ci è e ci sarà sicuramente utile.

Ma prima di dire "sicuramente è successo che" a mio avviso sarebbe necessario domandarsi se a parte l'istinto, qualche altro segnale, anche stupidissimo, ci puo' effettivamentea a portare a suppore una qualsiasi ipotesi. POI, con il supporto di chi ci dice se scientificamente la nostra analisi è verosimile oppure meno, se ne puo' parlare.

Ma affermare (ed era quello che ho sempre contestato alla fissata della bionda con il mascara) che a proprio avviso una faccenda è andata in un modo piuttosto che in un altro, senza argomentare, serve a meno che una ghiacciaia nell'Artico.

Io, con la giusta umiltà che mi viene dall'ignoranza circa la materia, mi domando se un corpo, un cadavere, a prescindere da come sia divenuto tale, puo' a distanza di mesi non deteriorarsi.

In questo senso, esistono (se non ho male interpretato) tesi per le quali una persona deceduta, se non tumulata, se esposta alle intemperie, puo' essere sottoposta ad una degradazione dei tessuti pari al 90% mentre una persona tumulata in terra subisce una degradazione dei tessuti pari all'80% in 6/7 settimane . (Altamura, Introna 1997).

E' evidente Yara sia stata sottoposta alle intemperie ma non a caldo torrido dovuto a stagione estiva ma l'acqua puo' fare anche di peggio.

Evito quindi di tediarvi con gli studi relativi alle larve presenti su un corpo sottoposto ad un periodo piovoso.

E che non mi si venga a tirare fuori il caso Claps. Per quanto l'ambiente della soffitta dove è stata probabilmente uccisa e comunque riposta per anni era comunque coperto.

Qui parliamo di un campo, di un prato pieno di detriti di calce (era una discarica dei muratori della zona). Ed ha ragione chi si domanda perchè tra i tanti nostri forse e probabilmente ha solo certezze, che riconducono a Bossetti.

Ma diamine, anche Paperoga troverebbe poco strano Yara abbia respirato polvere di calce. Quel luogo a livello "ludico" non veniva utilizzato solo dalle lucciole ma anche da chi ci scaricava materiale edile. E se lei è giunta viva a Chignolo, cosa diamine pensate abbia respirato? Chanel n. 5? E di cosa mai avrebbero dovuto essere intrisi i suoi abiti e la sua epidermide?

Stefania

Fosse cosi' facile ...

Stefania

Anonimo ha detto...

Ciao Stefania. Mimosa aveva chiesto quale secondo me fosse una ricostruzione plausibile, ed io ho descritto quella che, sulla base di molti elementi, è la ricostruzione, a mio modestissimo parere, più probabile. Saluti Stefano

Anonimo ha detto...

Ciao Stefania. Mimosa aveva chiesto quale secondo me fosse una ricostruzione plausibile, ed io ho descritto quella che, sulla base di molti elementi, è la ricostruzione, a mio modestissimo parere, più probabile. Saluti Stefano

Anonimo ha detto...

Ciao Stefania. Mimosa aveva chiesto quale secondo me fosse una ricostruzione plausibile, ed io ho descritto quella che, sulla base di molti elementi, è la ricostruzione, a mio modestissimo parere, più probabile. Saluti Stefano

Anonimo ha detto...

Scusate, non so perché, ma i post mi vengono doppi o tripli. Saluti

Anonimo ha detto...

la risposta di Annika al commento `ferrato`di Guglielmo sul DNA please

Stefania ha detto...

Stefano, pulisci la tastiera, te ne prego ... qualche pelucco deve averla imbrattata sino ad incastrarla.

Guarda che ho tanti difetti ma non sono stupida: ho compreso questa sia la tua tesi. Ti è stata chiesta e l'hai esposta ma non ho trovato uno straccio di argomentazione. Magari per mia colpa, ben inteso. Ma se c'era, io che sono limitata, non l'ho afferrata. Potresti elencarmi le motivazioni che ti fanno propendere per questa ipotesi.

Non mi è sembrato ti sia stata chiesta un'ipotesi SOLO plausibile ma anche ipoteticamente valida, ovvero suffragata da uno straccio di indizio ... magari anche uno solo e scalgagnatissimo.

Altrimenti siccome non si puo' escludere esistano gli extraterrestri (magari non verdi e con le lucine sulle antenne, eh?) ... potremmo dire che sono stati loro che sicuramente sanno riprodurre sinteticamente alche il dna di Elvis Presley! Pur non profanandone la tomba e senza annusare i tappetini della sua gialla autovettura, ca va sans dire!

Stefania

ENRICO ha detto...

@ Guglielmo

"Hey Annika,
e la fibrina?
Immagina di costruire un "cemento armato biologico" che ci metti? Io lo farei così: sangue senza calcioparina o dicumarolo su una trama di tessuto come cotone o fibra simile. All'interno vi saranno i bianchi ben protetti dalla fibrina legata all'ordito, se poi il tutto è in zona lombare rispetto ad un corpo supino è ancora meglio. A proposito da voi la pioggia è così dura? La esprimete, la durezza della pioggia, in gradi francesi o tedeschi? Da me non contiene molti elettroliti: infatti è pioggia.
Oltretutto cosa si doveva studiare sul dna estratto dalle tracce? Non interessava la sua totale integrità proprio perchè esso doveva essere tagliato da Eco RI1, BamHI ecc. Solo dopo tutti i passaggi, si sarebbe detto: è di buona qualità o meno: era ottimo "profilo genotipico straordinariamente di ottima qualità (Maccora pag. 4). Non ti cito nemmeno gli studi su dna risalente al neolitico.

A proposito di liquidi. So bene come sono quelli biologici, credimi, ma è l'ordinanza della GIP a parlarne, a pag. 4 "...fluido abbondantemente cellularizzato non compatibile con alte sostanze..."

But we don't want these long shadows to obscure our minds!
They say, they say, but who says?


FINE
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“Famo a capisse”, (dicono a Roma dove non si usa l’inglese) Guglielmo : hai per caso intenzione di avviare un contraddittorio ad elevato contenuto specialistico con Annika ?
Se così fosse, almeno per quel che mi riguarda, ti avverto che non ho capito una parola del tuo intervento però – e credo di non sbagliare – ho idea che anche altri utenti abbiano avuto un leggero mancamento
Se tu potessi tradurlo in un linguaggio più comprensibile ai comuni mortali che indegnamente scrivono in questo spazio sono convinto che ti guadagneresti la riconoscenza imperitura di molti di noi

Con grande simpatia
Enrico

Stefania ha detto...

Enrico, si parlava di linfociti? Possono questi proliferare anche in un corpo morente? Anzi, possono essere proliferati proprio perchè morente?

Stefania

Minnie ha detto...

Concordo con Enrico ...
Grazie :)

Mimosa ha detto...

Stefania 21:43, ora non riesco a seguirti.
Pertanto salto di palo in frasca:
se Yara aveva nel tronco bronchiale dei frammenti di materiale “riconducibile” alla calce, significa che ha respirato quel materiale. Quanto tempo prima di morire non è dato sapere.
Si sa solo che sono state fatte analisi di campioni d’aria sia a casa Gambirasio, sia in palestra sia in altri luoghi a cui non ho prestato attenzione mentre li elencavano.
Risultato: né in casa né in palestra il concentrato era paragonabile.
Questo mi ha fatto pensare: accidenti quanta polvere di calce vola nell’aria quando nei pressi ci sono dei cantieri e figuriamoci quando al piano di sopra ristrutturano un appartamento! Insomma, anche passeggiando per strada ne potremmo respirare.
Se poi saliamo nel furgoncino di un muratore, dovremmo farci una doccia appena scesi e dei bei gargarismi, oltre che lavare tutti i nostri panni.

Anche ammettendo che, mentre Yara era in agonia notturna, qualche muratore abbia scaricato secchi di calcinacci in quella zona (avete visto il posto della discarica abusiva?) approfittando del buio, bisogna ricordare che pioveva e l’umidità non fa alzare polveri, inoltre il corpo si trovava a 300 metri e non era proprio una spianata, c’era vegetazione che poteva fare da barriera.

Laondepercui, o i bronchi di Yara avevano già di loro trattenuto le polveri del quartiere (come migliaia di brembatesi, immagino) o le ha inalate a contatto diretto con un automezzo in dotazione ai muratori o con i/il muratore/i (tra le centinaia che da quelle parti lavorano nell’edilizia).

A prescindere che colui sia Mister “lampadato”, sia chiaro.

Mimosa

Mimosa ha detto...


Se devo dire la verità a me è risultato più comprensibile l'intervento di Guglielmo che l'ultimo di Annika ... e non sparatemi addosso!

Stefania ha detto...

Mimosa, hai ragione, non ho valutato che al momento della scomparsa stesse piovendo. Se cosi' non fosse stato è evidente che Yara avrebbe potuto inalare le polveri di calce presenti nel campo, prima di morire. Ma appunto pioveva e non ci ho pensato. Ho toppato.

Stefania

Stefania ha detto...

Anche se effettivamente non ci è stato detto se le polveri di calce derivano dai bronchi o se meramente sono state identificate perchè presenti sull'epidermide e sugli abiti. Cosa che potrebbe ricondurre comunque a questo campo che era anche una discarica. Ma hai sottolineato, Mimosa, un fatto importante: Se Yara ha respirato polvere di calce in modo cosi' importante non puo' averla respirata in quel prato. Mi era sfuggito e la tua analisi mi fa pensare ancora una volta di piu' e mi fa apprezzare io sia in queste pagine a scrivere ed soprattutto a leggere.

Stefania

Mimosa ha detto...

Stefania
Per la precisione sull’Ordinanza è scritto “Il corpo ed alcuni indumenti, unitamente a livello dell’albero bronchiale di Yara, riportano polveri riconducibili a calce

Anonimo ha detto...

Dunque Stefania, le motivazioni della mia ricostruzione: 1) statisticamente, le aggressioni a ragazze e fanciulle che non rientrino in ambito familiare e non siano motivate da rapine o simili, sono a carattere sessuale. Questa non fa eccezione, data ad esempio l'arma bianca, e le coltellate sferrate all'altezza degli slip. Che qualcuno abbia prelevato Yara, è, credo indiscutibile. Propendo per la possibilità che Yara conoscesse di vista l'assassino, ed avesse scambiato con lui qualche parola in altre circostanze, perché altrimenti, lui avrebbe dovuto caricarla contro la sua volontà. Rischioso, in un contesto simile (un pomeriggio in una piccola cittadina), tenuto conto del fatto che aveva a che fare con una piccola atleta e non con una bambina indifesa di sei anni. Non credo alla punizione contro la famiglia, perché il rapitore mena fendenti al collo, evidenziando una volontà omicidiaria. Che l'assassino sia stato disturbato, si evince dal fatto che non abbia potuto sincerarsi di aver ucciso la vittima, che infatti e morta a seguito di un'agonia prolungata. Questi sono alcuni dei ragionamenti dietro la ricostruzione, ovviamente pienamente oggetto di discussione. Comunque, esiste sempre la possibilità che siano stati gli alieni :-)Saluti Stefano

Anonimo ha detto...

refuso: è morta a seguito...

Mimosa ha detto...

A scanso di interpretazioni personali:
è scritto a pag. 3 dell’Ordinanza che i dati ottenuti dimostrano che quelle polveri «non si trovano nella stessa forma nei diversi luoghi controllati (casa, palestra, piscina, sterrato vicino al campo di Chignolo) se non in parte per i campioni del cantiere di Mapello». Sono «simili», «ma non perfettamente corrispondenti. Non è stato possibile ottenere una “impronta digitale” più dettagliata di suddetto materiale per la scarsa quantitù in cui è presente sul corpo di Yara».

PS ora leggo lo scritto di Stefano

Mimosa

magica ha detto...

dubito che i muratori si portino appresso i sacchi di calce . infatti dovrebbero essere lasciati presso il luogo di lavoro
invece di portarseli a spasso tutte le sere dentro alle vetture .o camioncini . mi sa che anche la calce nei polmoni sia una trovata per muratori

Stefania ha detto...

Mimosa, temo che se si parla di quantità non si vada da nessunissima parte. Non altro perchè neppure siamo sicuri di dove è stata prelavara, di dove è stata portata. Sappiamo solo dove è morta. Le scarse quantità vogliono dire tutto e niente. Potrebbe averle inalate piano piano abitando in zona? Oppure sono la risultanza di un breve soggiorno in un luogo che ne era impregnato? Chiedo lumi a chi sa piu' di me di queste cose. Certo, il fatto fossero presenti nei bronchi fa riflettere ma non si è parlato delle prime vie respiratorie. Chi è stato sottoposto per anni ad un ambiente insalubre trova anche a distanza di anni tracce di quell'ambiente anche dopo essersi allontanato da esso.

Stefano: ora si puo' discutere. Leggero' domani con calma le tue riflessioni fatte alla luce (questa volta si') di ragionamenti che possano dare loro una valenza e dopo averci riflettuto ti rispondero'.

A tutti auguro una buona notte.

Stefania

ENRICO ha detto...

@ MIMOSA

Visto che hai capito quello che ha scritto Guglielmo rivolgendosi ad Annika ( post delle 19:03 ) ti spiacerebbe - quando e se hai tempo e voglia – farmene un breve riassunto in “parole povere” in modo che possa seguire i vostri ragionamenti senza fracassare troppo le mie fragili meningi ?

( ma, ripeto, che non ti sia d’obbigo, mi raccomando !)
Grazie in anticipo

Enrico

Stefania ha detto...

Dai, prima di andare a nanna, Stefano, vedo di risponderti, analizzando quanto hai scritto:

----------------------

Dunque Stefania, le motivazioni della mia ricostruzione: 1) statisticamente, le aggressioni a ragazze e fanciulle che non rientrino in ambito familiare e non siano motivate da rapine o simili, sono a carattere sessuale. Questa non fa eccezione, data ad esempio l'arma bianca, e le coltellate sferrate all'altezza degli slip.

----------------------
Risp:
Intanto, il fatto che "STATISTICAMENTE" qualcosa ci dica che ... prova meno che nulla, anzi, vista l'anomalia del caso, mi fa pensare all'esatto contrario.

----------------------------------

Che qualcuno abbia prelevato Yara, è, credo indiscutibile. Propendo per la possibilità che Yara conoscesse di vista l'assassino, ed avesse scambiato con lui qualche parola in altre circostanze, perché altrimenti, lui avrebbe dovuto caricarla contro la sua volontà. Rischioso, in un contesto simile (un pomeriggio in una piccola cittadina), tenuto conto del fatto che aveva a che fare con una piccola atleta e non con una bambina indifesa di sei anni.

-----------------------------

Risp: vediamo di non confonderci. Era un'atleta ma come si dice di ogni chitarrista (dopo morto) fosse un grande artista, non penso si debbano reputare a Yara doti particolari dal punto di vista fisico. Te lo dico con cognizione di causa. Le ginnaste della ritmica sono molto aggraziate ma per nulla fisiche. Ho avuto modo di frequentare l'ambiente dell'artistica dove le ginnaste della ritmica vengono considerate delle mammole. Il fatto Yara sognasse di diventare una ginnasta a livello internazionale non significa affatto lo fosse e davanti ad un uomo, magari armato di coltello, avrebbe ben avuto poco modo di combattere. Anche se parlassimo di adulto poco dotato fisicamente. E se vogliamo considerare Yara come atleta e come tale POTENTE, immagina quanto lo possa essere un muratore, un piastrellista o qualsivoglia uomo di "fatica" della zona o venuto da altrove.

------------------------------




Non credo alla punizione contro la famiglia, perché il rapitore mena fendenti al collo, evidenziando una volontà omicidiaria. Che l'assassino sia stato disturbato, si evince dal fatto che non abbia potuto sincerarsi di aver ucciso la vittima, che infatti e morta a seguito di un'agonia prolungata.

--------------------

Risp: E su questo siamo assolutamente d'accordo. Qualsiasi fosse stato l'intento iniziale, la situazione è degenerata. Pero', abbi pazienza, chi ci dice che il fendente sul collo sia stato dato inizialmente con la volontà di sopprimerla e non come gesto disperato di chi "l'aveva combinata troppo grossa" rispetto a quello che era il programma prestabilito?

---------------------------------



Questi sono alcuni dei ragionamenti dietro la ricostruzione, ovviamente pienamente oggetto di discussione. Comunque, esiste sempre la possibilità che siano stati gli alieni :-)

-----------------------

Risp: Quella degli alieni voleva essere solo una battuta, nulla piu'. L'ho dato per scontato, ma in questo specifico caso, ho toppato io!

-------------------

Saluti Stefano
-------------------------
Risp: Buon riposo anche a te!

Stefania

Mimosa ha detto...

Cara Stefania
allora aspettiamo con calma di leggere la vera completa relazione autoptica, ci spiegherà tutto meglio.
L'Ordinanza ha copiato solo dei pezzetti e sono quelli che ho riportato.

Buonanotte carissima.

Mimosa

Vito Vignera da Catania ha detto...

Scusate cari amici,non è che per caso quelle polveri le ha respirate nel cantiere in costruzione? Perché se da quello che si è appreso Yara era ancora in vita,e da da li a poco avrebbe cessato di vivere per il freddo e le tante ferite,mi viene alquanto difficile credere che abbia respirato le polveri della discarica,essendo quasi moribonda il suo respiro si riduce ai minimi termini,ultimi battiti del cuore e poi subentra la morte.Le sbarre in quella discarica abusiva le hanno messe dopo,prima non c'erano e chiunque poteva addentrarsi in quel terreno.Se poi avranno l'accortezza di farci sapere a chi appartengono le altre tracce di dna cellularizzato sarà cosa molto gradita,con calma però,abbiamo aspettato tanto tempo per individuare "ignoto uno" che un anno in più per individuare "ignoto due" è poca roba al confronto.Buona serata.

Stefania ha detto...

Notte a te, Cara Mimosa. Temo che si' ... che si stia parlando di cose delle quali non si ha nessunissima certezza. In Tv ci dicono e ci propinano una sequela di stupidaggini senza pari.

Forse, quando avremo qualche dato CERTO sarà piu' facile valutare quanto possibile e quanto non puo' comunque essere accaduto.

Ma non penso l'esercizio odierno sia inutile se fatto con l'onestà che ti è propria.

Le nostre attuali riflessioni potranno essere riviste quando si avranno documenti ufficali e siccome nè io nè te ci si innamora di una tesi, sarà possibile scartare quello che oggi non sarebbe onesto fare.

Bacione e buona notte!

Stefania

magica ha detto...

magica: non sale sul furgone per strani scopi, solo per farsi dare un passaggio da una persona, che ha sempre visto ben vestita e che ha conquistato la sua fiducia, tutto qua ...
commento di stefano al mio post .
rispondo a stefano
__________________________________.
la ragazzina potrebbe salire su un mezzo se ha amicizia o simpatia per una persona che conosce ; avra avuto la ragazzina insegnamenti dai famigliari a non dare confidenza agli estranei sopratutto di questi tempi . ma non si puo' mai sapere dove si nasconde il lupo cattivo.mi pare piovesse , e avrebbe potuto accettare un passaggio '
in macchina .
il fatto è che secondo me è stata sequestrata da adulti .quei 2 che tironi vide parlare con yara .due che si volevao divertire. ma la situazione precipito' per cui i 2 fuggirono credendola morta. non capisco perchè non dettero importanza a quel ragazzo che vide la ragazzina parlare con le 2 persone ..

Guglielmo ha detto...

@Enrico,

chiedo scusa ma ero stato stuzzicato.
Volevo solo confermare che nel sangue vecchio di oltre tre mesi su tessuto è normale estrarre dna dalle cellule bianche, pure con ottimi risultati. Diversi sono i pareri rispetto che so, a resuscitare batteri con dna degradato, anche in minima parte, ma questo è un altro contesto. Molto più difficile sarebbe stato con altro liquido (seminale).

Attenzione perchè oltre alla calce - potrei ipotizzare inalata essendo YG costretta in terra con la forza o in un cantiere o in un veicolo adibito a particolari trasporti - ci sono anche piccole sfere metalliche sulle scarpe ed in altre sedi, di una particolare lega riscontrabili anch'esse nei cantieri. Se tali sfere fossero residui di saldatura ad arco, sarebbe più difficile pensarle all'interno di un veicolo.

Mimosa ha detto...

@ Enrico caro

e tu cosa hai capito del Ph e del danno ossidativo del dna a causa della pioggia?

Mimosa ha detto...

In merito alla degradazione del corpo, mi ricordo fu scritto che era “quasi mummificato”.

Sono andata a recuperare un file in cui avevo raccolto informazioni sui vari stadi dei cadaveri, al tempo di Melania Rea.
Copio e incollo:
“” Fattori estrinseci favorenti la putrefazione: a) temperatura, "un'ora d'estate equivale ad un giorno d'inverno" (Devergie); b) l'umidità dell'aria, perché facilita l'azione degli aerobi, ciò non avviene se il cadavere è immerso nell'acqua, "un giorno di esposizione all'aria equivale a due giorni di permanenza nell'acqua ed a quattro di permanenza nella terra" (Casper).

Fattori estrinseci ritardanti la putrefazione: a) la ventilazione, riduce l'umidità e può condizionare la mummificazione; b) l'inumazione, soprattutto se in cassa di zinco a tenuta stagna.

Mummificazione. E' dovuta ad una disidratazione intensa dei tessuti per evaporazione molto rapida di liquidi, nei cadaveri che soggiornano in ambiente secco e caldo (climi tropicali e deserti) o secco e freddo (caverne, catacombe, sotterranei). La rapida evaporazione priva i tessuti dell'acqua necessaria per lo sviluppo dei germi della putrefazione.””

Normalmente, ma non so cosa si può intendere per “normalmente”, la Mummificazione propria del cadavere richiede almeno un anno.
La “Macerazione”, invece, è processo “tipico” che si osserva anche nei cadaveri sommersi. I tessuti si imbibiscono d'acqua, la cute prima diventa bianca raggrinzita, poi si rigonfia e si sfalda; … (tralascio particolari scabrosi) il processo si diffonde a tutto il corpo nell'arco di 6-12 mesi.

Il corpo di Yara è stato esposto alle intemperie di una immediata nevicata nella notte stessa di uno spessore di almeno 15 cm che l’ha ricoperta come un lenzuolo di ghiaccio. Quell’inverno ha nevicato spessissimo e abbondantemente. La neve, gelando il corpo e mantenendolo congelato sotto altre nevicate e piogge, ha impedito per qualche tempo ad ogni altra azione atmosferica, per esempio vento, l’alterazione dello stato in cui si trovava il 26 novembre e ha rallentato l’inizio della putrefazione del corpo fino alle migliori giornate di febbraio.

Di più non posso dire. Non mi sostituisco agli esperti.

Mimosa ha detto...


PINO, ci sei?
Ti sto aspettando, me l'hai promesso.

Mimosa

PINO ha detto...

MIMOSA cara,
troppi ed eterogenei sono stati gli argomenti affrontati negli interventi di questa lunga serata, e non saprei, sinceramente, da dove cominciare e con chi iniziare un sereno raffronto.
Avendoti promesso, però, di discorrere piacevolmente con te, ti do il diritto di priorità, partendo dalle ultime tue considerazioni, sul fenomeno "decomposizione" e Mummificazione di un corpo, e la possibilità di trarre, dagli stessi, sostanze biologiche idonee a fornire un buon dna.

Mi ricordo, a tal proposito, del ritrovamento, avvenuto qualche anno fa, nelle Alpi, ai confini fra Italia ed Austria, del corpo di un uomo risalente a 5.000 anni fa (stima effettuata da paleontologi) in stato di mummificazione avanzata, ma corredato da suppellettili dell'epoca che ne confortavano la datazione.

Il corpo, fu portato in Austria, presso un istituto appropriato, dove fu possibile ricavare una gran quantità di informazioni genetiche, nonostante i millenni trascorsi.
Continua

Mimosa ha detto...

Me lo ricordo bene, Pino, hanno trovato nel suo stomaco persino i residui dei cereali che aveva mangiato prima di restare congelato.

PINO ha detto...

continua)

Si deve tener conto, naturalmente, che dal momento della morte, e prima di essere coperto da una spessa lastra di ghiaccio, sarà stato esposto ai fattori climatici ed ambientali, della particolare zona.
Ciò nonostante, la sua "carcassa" è servita utilmente alle ricerche di carattere biologiche ed antropologiche.

Stando a quanto documentato da questo precedente, come si farebbe ad affermare decisamente che il corpo della povera Yara "non avrebbe potuto conservare e fornire inalterate sostanze biologiche idonee a trarne un dna?
Annika, dietro mia richiesta di un suo gentile intervento professionale, atto a chiarire se esistevano reali possibilità di errori di prelevamento, procedura ed analisi, da elementi organici lasciati sul corpo della vittima, esposta alcuni mesi alle intemperie, espresse il suo parere, spassionatamente professionale, e cioè: che gli errori erano possibili, specialmente se il reperto biologico (di cui non è stato mai rivelato la natura) non fosse stato contaminato, falsato o parzialmente distrutto da 3 mesi di esposizione, del corpo, all'aria aperta.
La sua, fu e resta una constatazione scientifica corretta e disinteressata, della quale le siamo grati.
Per cui, ogni interpetazione diversa, la riterrei gratuita.
contiuna


Mimosa ha detto...

In che senso dici “ogni interpretazione diversa, la riterrei gratuita”. Diversa da cosa? Dalla considerazione che il reperto biologico (invero attribuito a “sangue”) non fosse stato contaminato, falsato o parzialmente distrutto da 3 mesi di esposizione, del corpo, all'aria aperta? ma hai premesso l’esempio dell’Uomo di Similaun (Oetzi) imprigionato tra i ghiacci per 5000 anni!
Non ti capisco.
Aspetto la conclusione.

PINO ha detto...

continua)
A suscitare, in me, ed alcuni altri commentatori improvvisi dubbi sulla validità o meno del dna di Anonimo-1, oltre quanto chiarito da Annika, fu l'improvvisa "retromarcia" di Massimo, che rilevò lo strano comportamento della pm. Ruggeri nei confronti del gip. Maccora, che restò inascoltata quando richiese l'analisi genetica di Giovanni Bossetti e del figlio anagrafico Massimo.
Analisi tutt'ora non ancora ordinati dalla procura, forse per le ragioni espresse da Giacomo che trovai logiche, ma che oggi, con altri eventi maturati, trovo assolutamente inspiegabili.
Il resto è storia.
Pino

PINO ha detto...

MIMOSA

DIVERSA da quello che è solo una constatazione di possibilità: cioè come una AFFERMAZIONE

PINO ha detto...

Mimosa
Sono stanco, scusami
Voglio dire che non è una affermazione, ma solo ipotesi di reali possibilità.
Buona notte. A domani, Pino

Mimosa ha detto...

Pino caro
sto meditando sul tuo scritto ma non ti voglio trattenere alzato
leggerai domani mattina di buon'ora come tuo solito la mia conseguente riflessione.

Ti auguro una serena notte
Mimosa

Mimosa ha detto...

Pino, mentre tu dormi (e io quasi) scrivo l’ultimo commento.

Scusami, riferendoti sempre all’uomo imprigionato tra i ghiacci, hai scritto: «come si farebbe ad affermare decisamente che il corpo della povera Yara «non avrebbe potuto conservare e fornire inalterate sostanze biologiche idonee a trarne un dna?», non è una contraddizione con la tua fiducia nelle sentenze di Annika?

Certo che – secondo me – il corpo di Yara avrebbe potuto conservare e fornire inalterate sostanze biologiche idonee a trarne un dna, proprio perché “congelato” al momento della morte.

Massimo Prati ha fatto retromarcia perché non gli sembrava consono al suo costume additare un colpevole alla prima voce che abbaiava. Non lo ha mai fatto, da “garantista” quale sempre si è dichiarato, e infatti quell’articolo mi aveva sconcertata.

Ciò non toglie che un dna è stato estratto e su di esso è stato ricavato il profilo di un Ignoto 1.
La storia dice che l’Ignoto 1 era imparentato con un defunto, e ciò è stato stabilito da una serie di verifiche scientifiche, biologiche, antropologiche, non da chiacchiere.
Allora Massimo Giuseppe Bossetti non era nemmeno all’orizzonte e neppure sua madre, benché cercata.
Una confidenza (a distanza di anni) ha fatto individuare una donna che, ragazza negli anni ’70, poteva avere avuto una liaison con l’autista di corriere di Gorno. Il dna di questa donna è stato collegato a Ignoto 1. Un residuo di saliva ha collegato un suo figlio a Ignoto 1.

Dove sta l’incongruenza?
Secondo qualcuno sta nella “manipolazione” avvenuta a monte: manipolazione di un residuo di sostanza organica (ritenuta sangue) da parte dei Ris che per primi l’hanno avuta a disposizione. Sostanza che ha portato ad estrarre un DNA, il quale ha a sua volta determinato un’ascendenza maschile e una femminile: un padre e una madre.
O, in alternativa, stante a certe insinuazioni, l’incongruenza sta in una “dolosa” attribuzione, non essendo stati perseguiti parametri idonei all’attribuzione ematica?

Che sia sangue sia sperma sia qualcosa d’altro (cosa?), come si fa a negare tutto il processo che ha consentito di delineare il profilo di Ignoto 1, quando una certa Ester Arzuffi ed un certo Massimo Giuseppe Bossetti non erano neanche all’orizzonte?

Che ci possano essere errori umani alla partenza della catena, posso capire, ma come si spiega che tutto il percorso alla fine abbia consentito di collegare – attraverso la saliva su un boccaglio da alcoltest – MGB a Ignoto 1?
Che interesse avevano i genetisti di Pavia, i quali hanno lavorato tutta la domenica e la notte fino alle 3, a stabilire la coincidenza tra la saliva fornita loro e Ignoto 1?
Per prassi il reperto non viene etichettato col nome e cognome. Infatti hanno ammesso che non sapevano di chi fosse la saliva confrontata. Sono bugiardi? Si rischia una querela bella e buona a sostenerlo.
Hanno voluto compiacere la Procura, come in altri casi abbiamo visto?
La Ruggeri non mi pare proprio una di quella categoria di PM che iniqua l’evidenza per vincere.

Dunque, ragionando spassionatamente, non c’è altra deduzione che la traccia organica trovata sul corpo di Yara è riconducibile a Ignoto 1 e se Ignoto 1 è stato identificato con MGB – in qualche modo, se volete “inspiegabile – staremo a vedere come i difensori se la sbrigheranno.

Anonimo ha detto...

MIMOSA

Come Enrico, te lo chiedo anch'io: se puoi spiegami per cortesia l'intervento di Guglielmo! A me sembra un minestrone new age scritto su quei menu' da ristoranti scarsi che pero' se la ricredono tantissimo e parlano tipo:

Arrosto di "lombo" (umano?!) accompagnato da "bianchi ben protetti dalla fibrina legata all'ordito".

Anonimo ha detto...

Si Mimosa, quella sopra ero io, Annika! :-)

GUGLIELMO!

MA DOVE SEI ANDATO A PRENDERE LE TUE RIDICOLE BUZZ WORDS? Ma non lo sai che WIKIPEDIA e' scritta dal mondo intero e quindi soggetta agli errori di tutti? Dici di intenderti di sostanze biologiche, anzi mi dici pure "CREDIMI", e io davvero ti voglio credere, ma poi mi parli di... fibrina. Fibrina? Fibrina e cellularizzazione? Capra e cavoli, chalk and cheese, ma quante belle figlie Madama Dore', I am the music man and I can play, Scooby Dooby Doo???

Ma quale cappero di fibrina? Ma che dici? Siamo uomini o caporali? Caporale Guglielmo, vuoi la fibrina a tutti i costi? Eccoti la fibrina!

Quando gli FDP si fornano in seguito al "clot", e visto che giochi all'inglese (male malissimo "or so they say"...) sai cosa succede al "clot sul cloth"? Pun! Succede che viene rotto dalla PLASMINA! Punch! Ma poi, dimmi, di quale clot esattamente staremmo parlando se quella traccia non era sangue accertato? O forse tu sai di certo che la traccia conteneva grumi vari con resti di D-dimer?

No, non lo sai, e hai sparato caxxate, parole sconnesse, buzz buzz buzz scopiazzate qua e la' da internet perche' in realta' il mio intervento parla di ALTRO da cui e' meglio distogliere l'attenzione. Giusto?

Tu vuoi che sia sangue. Mica non l'ho capito. E l'analisi della pioggia proprio ti rode perche' annienta il discorso sull'integrita' del dna. Peccato che le condizioni necessarie per la preservazione del dna in presenza di acqua ricoprano migliaia e migliaia di pagine di testi di forensica. Capisci? IN CASO DI ACQUA IL DNA NON SI PRESERVA TRANNE IN CASO DI CONDIZIONI PARTICOLARI CHE HO ELENCATO NEL MIO POST PRECENTE. QUESTO NON LO DICO IO, LO INSEGNANO AL POST GRAD IN FORENSICA COSI' COME AL CORSO DI PRIMA ELEMENTARE INSEGNANO CHE "SCUOLA" SI SCRIVE CON LA C. PRENDENDO IN GIRO IL MIO POST DIMOSTRI SOLO LA TUA IGNORANZA IN MATERIA!

...continua

Anonimo ha detto...

...continua

Ma torniamo al caso di Yara. La traccia di Ignoto 1 non e' sangue fino a prova contraria! E la prova contraria non e' data dalla cellularizzazione blah blah blah (o dalla fibrina!). E' DATA DAL RSID, PERCHE' QUESTO NON E' UNO STUPIDO CASO EMPIRICO DI RICERCHINA CON TESINA! E'UN DANNATO CASO DI FORENSICA AL QUALE VANNO APPLICATE LE NORME E I PROCEDIMENTI, PER L'APPUNTO, FORENSICI!

RSID- BLOOD, L'HAI MAI FATTO? E' L'UNICO TEST CAPACE DI RILEVARE E CONFERMARE PRESENZA DI "GLICOPHORIN A" IN MENO DI 1 MICROLITRO (NON MILLILITRO, NO NO, SOLO 1 MICROLITRO!) DI SANGUE.

TU PARLI DI BIANCHI? I BIANCHI? SAI CHE CI FAI CON I TUOI BIANCHI? UN CORNO! LA GLICOPHORIN A E' UN ANTIGENO DELLA MEMBRANA DEI GLOBULI ROSSI! ROSSI, NON BIANCHI! SENZA GLICOPHORIN A, IN CASO DI SANGUE IN FORENSICA NON CONFERMI PROPRIO UN BEL NIENTE! ALTRO CHE FIBRINA...! SE NON PUOI PROVARE L'ORIGINE DI UN DNA, A LIVELLO FORENSICO NON HA VALORE!

Al contrario del RSID-blood, altri test basati sulla rivelazione immunologica dell'emoglobina non solo sono soggetti a sicura cross-reaction, ovvero testano positivi, con sangue animale, ma sono anche proni a falsi negativi per via della pronunciata tendenza al HDHE. Non solo! I "presumptive tests" (per non parlare della totale assenza di test tout court, COME DA P.4!) sono suscettibili di sfide sia a livello scientifico che legale perche' costituiscono una base troppo povera su cui basare il risultato di un dna testing.

Sai quindi perche' si usa il RSID? Perche' e' l'unico test CONFERMATIVO esistente in campo forensico che accerti al 100% l'origine di una determinata traccia biologica senza falsi positivi o HDHE.

Nel caso Gambirasio il RSID-blood non e' stato eseguito o altrimenti l'origine della traccia di Ignoto 1 sarebbe accertata e non semplicemente ipotizzata e/o presunta (DI NUOVO, P.4!).

And remember: OLD SINS CAST LONG SHADOWS... and so I say!

Annika

PS Comes rain or shine, se "da te" la pioggia non contiene elettroliti, allora quel "profilo genotipico straodinariamente di ottima qualita'" era totalmente fottuto ancora prima di essere esaminato! E su Yara, caro Guglielmo, it rained CATS AND DOGS...

PPS Quante volte lo devo ripetere, studia quel benedetto inglese!

PPPS I neanderthal non vivevano nel neolitico ma nella stone age, ignorante!

PPPPS Se mi rispondi con altre "parolacce" scopiazzate che nessuno puo' capire o contestare, e confondi e azzittisci tutti gli altri tra con idiozie pseudo scientifiche, prima ti anniento con 10000000 link e articoli e poi ti ignoro per sempre. Se vuoi parlare con me, spiegati in modo da non escludere gli altri! E' maleducato!

Anonimo ha detto...

Infine!

Il pH e il danno ossidativo di cui Mimosa chiede ad Enrico cosa abbia capito SONO FATTI, proprio come la C e la Q in scuola. Non c'e' molto da capire, solo da studiare, ricordare ed applicare. Sono semplici nozioni inalterabili da prime settimane di training che pero', ahime', sballano totalmente l'esito di un dna test + profiling. Roba da buttarlo ai porci!

I "bianchi" che invece Guglielmo spiega ad Enrico come globuli dai quali estrarre il dna con facilita', ahime', NON SONO FATTI. Infatti non si puo' parlare di estrazione di dna da globuli bianchi se non e' stato accertato che la traccia di Ignoto 1 fosse sangue. Senza certezza sul sangue e' ancora piu' certo che quel dna NON e' stato estratto da globuli bianchi e la risposta di Guglielmo lascia il tempo che trova... RAIN RAIN AND MORE RAIN!!!

Annika

PINO ha detto...

MIMOSA
Quanto scritto da Annika, era e resta un risposta, alla domanda "se era possibile incorrere in errori o falsi risultati, ricercando su reperti biologici rinvenuti su un corpo che era restato esposto, per alcuni mesi all'aria aperta.
Lei, da esperta, ci rispose che tali "possibilità" esistevano, e ce ne elencò una caterva. Punto
Non ha mai affermato categoricamente l'impossibilità
che il corpo della povera Yara "non avrebbe potuto conservare e fornire inalterate sostanze biologiche idonee a trarne un dna. così come lo conservò l'uomo di Similaun-Oetzi, dopo 5.000 anni.
Questo ho creduto di capire: se ho desunto male scusatemi.
Più chiaro di così, cara Mimosa, non saprei esserlo.
Un caro saluto, Pino




PINO ha detto...

P.S.
Il post di Annika è giunto nel blog mentre scrivevo il mio. Quindi l'ho letto solo in questo momento, anche se "imbucato" alle ore 04,37.
Massimo ci diede una spiegazione sui sbalzi cronologici di chi invia mail dall'estero.

ENRICO ha detto...

@ MIMOSA

Ctz

”e tu cosa hai capito del Ph e del danno ossidativo del dna a causa della pioggia?

Ho intuito (“ capito” sarebbe parole troppo grossa !), sorretto anche dalla logica di un profano, che una modestissima macchiolina di materiale biologico non meglio identificato, rintracciata su un lembo di stoffa sottoposto per mesi alle intemperie e ad altri agenti inquinanti di vario tipo, avrebbe potuto risultare contaminata e presentare qualche problema nell’estrazione del DNA del legittimo proprietario

Ora, per completare le mie conoscenze in merito avrei bisogno di qualche chiarimento su " calcioparina o dicumarolo “ o su ” Eco RI1, BamHI “ … vedi tu cosa puoi fare

---
Ps: mi sembra che si faccia confusione fra DNA di un individuo estratto dai suoi stessi reperti umani benchè fossilizzati - come nel caso del “ cacciatore Ötzi” citato - e la traccia infinitesimale lasciata da qualcun altro su un pezzetto di tessuto che corredava i "resti" in questione

Ciao
Enrico

Gilberto ha detto...

Enrico
I reperti risalenti a migliaia di anni (es: l'uomo di Similaun) per cause fortuite si sono conservati 'bene' grazie alle particolari condizioni climatiche (al riparo) ad esempio all'interno di un ghiacciaio. In Siberia si trovano i resti di Mammut conservati in condizioni analoghe. E' la stessa differenza che corre tra una bistecca conservata in un freezer a bassissime temperature che può risultare commestibile anche dopo anni e la stessa esposta sul terrazzo a continui sbalzi termici e all'azione degli agenti atmosferici che si degrada in brevissimo tempo.
Gilberto

Guglielmo ha detto...

@Mimosa

Eh beh, sono i rischi della rete!
Ho fatto un errore ad intrufolarmi, ma provvederò con questo mio ultimo.
Vedi chi ti scrive non usa wikipedia per commentare (anche se sono un relatore di indagini storiche 400/100 a.C. su tale piattaforma ma non medico legali) ed ho la fortuna di essere sposato con una moglie inglese nata e vissuta a Londra che oltretutto insegna proprio inglese. Per quanto riguarda il mio c.vitae è semplice: laurea in scienze biologiche e successiva specializzazione in microbiologia e virologia, dall'età di 29 anni (da 21 quindi) posseggo e dirigo un lab accreditato con il SSN con laboratorio generale di base più settori specialistici annessi tra cui chimica clinica e tossicologia, microbiologia ed immunosierologia, genetica, ematologia. Ho pubblicato (testi cartacei) con altri autori, anche risultati di ricerche cliniche fatte con l'ausilio del mio lab. Che dire più? Solo che l'arroganza è sempre appaiata all'ignoranza dei/delle saputelli/e e questi sì che non fanno un tubo e capiscono solo a vuoto. Con quel lessico e grammatica poi, te li raccomando.
Saluti.

Anonimo ha detto...

Caro Guglielmo
Ti ritiri dichiarando i tuoi titoli, ma non sembri in grado di controbattere ai rilievi di Annika. L'impressione per dirla tutta è che non sai replicare perché non hai argomenti. Annika ha sollevato questioni precise e circostanziate, non basta davvero dichiarare delle competenze, occorre dimostrarle rispondendo punto su punto (cosa che puoi fare). La tua mi sembra la fuga di quello che non sa più che pesci pigliare...

Anonimo ha detto...

GILBERTO
Anche il corpo di Yara, un ora dopo la sua morte, è rimasta in conserva sotto 20 cm di neve, quindi ben refrigerata, fin quasi al giorno del suo ritrovamento. E quando, per pochi giorni non c'è stata neve, la temperatura era come quella di un frigorifero. Ti pare poco?

Anonimo ha detto...

Eh, lo so, il mio lessico e la mia grammatica... l'italiano non e' mai stato il mio forte, ma non c'e' problema!

Guglielmo!

Holy moly! You must be sooo jolly good at your job! Your cv is shockingly impressive and has the same wow factor of... of... Never mind! An inspiration to all, and you even come prepared with an English rose at your side as well! Magic! Who's the lucky boy here? You're the man!

How come then that in one of yesterday's posts you lectured poor Enrico (a tad patronising but ehi, you're the chosen one!) about dna extraction from... "CELLULE BIANCHE"?! WHAT DO YOU MEAN BY THAT? WHAT SORT OF STUFF ARE "WHITE CELLS"? Forgive me if I swap over to your Italian language for a tinsy whinsy mo (back in a jiff). I need help here: QUALCUNO CHE NON SIA GUGLIELMO SA NULLA DELLE CELLULE BIANCHE? Mi potete dire cosa siano ed offrirmi anche una referenza, possibilmente "cartacea"? Si, le cellule bianche, quelle di cui con immensa padronanza di linguaggio scientifico (dico, con il curriculum che dice di avere le conoscera' personalmente e per nome) parlava in un post in risposta a quel poverino di Enrico, confuso come tutti, e come me!

Back to you, darl! You're the stiff lab director in charge here, ceo of who knows what super powerful place on earth, so you tell me! What the beep are those never heard of before white cells things? Out with your superior knowledge, Professor! Enlighten me, please! Pull something out of your sleeves, I mean papers, just for me, and save me from the darkness of ignorance!

Ciao, wikipedia man! Learn your English! Till next time...

Annika

Anonimo ha detto...

Anonimo 11.28

Do not attempt to cook, ever! You're a potential walking disaster!
E se non sai cosa intendo, chiedi alla moglie di Guglielmo!

Ma dico, non sai che basta una sola ora per qualunque sostanza organica estratta dal freezer e tenuta a temperatura ambiente ad impedire che poi possa esserci rimessa senza rischio di intossicazione alimentare? E secondo te cosa la creerebbe l'intossicazione???

Yara non era mica in Antartica, o forse la temperatura sul campo dove e' stata trovata si e' mantenuta al di sotto dei -5°C (temperatura freezer) per 3 interi mesi consecutivi? Quando la neve si e' sciolta non e' mai mai mai salita a, che so, 0°C, neanche di giorno, neanche per un'ora? Naturalmente ci insegni che era neve ad alto contenuto di minerali, come un'acqua termale, giusto? Senno' sai 3 mesi a minerali bassi a quel dna che gli avrebbero fatto, ma tu puoi assicurare questo ed altro. Che so, che il pH era assolutamente neutro e la temperatura polare... Quindi, stando alle tue rivelazioni climatiche, quelle tracce pilifere potrebbero essere... di orso bianco?

Annika

Mimosa ha detto...

@ Guglielmo
non è a me che servono le tue credenziali, che in parte mi erano note avendone tu accennate in altri post

ma non rimpiangere di essere ricomparso, resta, anche il tuo parere è utile

Mimosa

Stefania ha detto...

Vorrei sottolineare un particolare. Quando si è isolata quella traccia si è deciso di chiamarla Ignoto1.

E' stata analizzata correttamente? Non lo è stata?

Ebbene, a prescindere MB sia o meno figlio di Guerrinoni, quella benedetta traccia gli appartiene.

A meno che non vogliamo puntare il dito in modo diretto verso chi ha estratto quel dna e lo ha poi comparato, accusandolo di aver cercato già ai tempi un "colpevole perfetto".

Ovvero, quando si decise che c'era una traccia di dna. E non oggi quando si accusa il Bossetti.

Possiamo puntare il dito contro qualcuno che puo' avero ordito un piano simile?

E' ovvio difatti che risulta impossibile credere che sia stato estratto quel dna o sia stato prodotto artificialmente per poi attribuirlo a qualcuno "a caso" ovvero sparando nel mucchio comparazioni su comparazioni.

Se c'è stato un errore è doloso. Altrimenti dovremmo farcene una ragione: quel dna è di Massimo Bossetti ed allora dovremmo scoprire se è coinvolto nell'omicidio, se il suo dna è finito dove è finito in modo fortuito o se qualcuno volesse gli fosse attribuito un delitto del quale non è responsabile.

Stefania

Anonimo ha detto...

Guglielmo se non rispondi ad Annika punto per punto, significa che rimane Annika la unica esperta forense di questo blog...piaceva il duello tra esperti

ENRICO ha detto...

@ Stefania

Ctz

a prescindere MB sia o meno figlio di Guerrinoni

Non si può ASSOLUTAMENTE prescindere da questo “dato” perché se MB risultasse, al contrario di quanto finora ci vien detto , figlio legittimo di Giovanni Bossetti l’attendibilità del DNA - che attualmente lo indicherebbe come figlio naturale di Guerinoni – sarebbe compromessa

Guglielmo ha detto...

Mimosa,
è sempre opportuno sapere da che pulpito viene la predica, per valutare:-)

@Anonimo,
ma davvero volete un contraddittorio tecnico? Io non credo. Lo si potrebbe fare, se ve ne fosse scopo, in altre sedi, mica qui!
A me poi non interessa. Io partecipavo a scopo ludico, di passatempo insomma.
Non ho timore alcuno, io non rischio nulla e le fesserie ed il turpiloquio qualificano chi li pone.
Che mi si rivolgano tali indicibilità è cosa da nulla, lo ripeto, semplicemente non partecipo.
Il fatto su cui vorrei la vostra attenzione è un altro: ma davvero il RIS, le cliniche universitarie, il S. Raffaele di Milano, la procura di Bergamo ed un giudice diventano inutili idioti per la vostra esperta?
Se è così: auguri.

Stefania ha detto...

Enrico, ho spiegato che se fosse possibile estrarre nuovamente il dna di ignoto 1 dagli indumenti di Yara e questo fosse identico a quello di MB, non ci dovrebbe importare per nulla sapere di chi è figlio.

Ed è questo, fossi io nei difensori di Bossetti, chiederei immediatamente ed a gran voce.

Stefania

ENRICO ha detto...

@ Stefania

ho letto solo il tuo ultimo post ( quello delle 12:07 ) e questa precisazione mi era sfuggita
Quindi ; come non detto !
ciao
E.

Stefania ha detto...

Enrico, desidero spiegarmi meglio: è già stato detto che anche se Bossetti Massimo riuscisse a dimostrare "privatamente", quindi con una comparazione dna tra sua sorella gemella e Bossetti Giovanni di essere figlio legittimo di chi lo ha generato e non figlio di Guerrinoni, non otterrebbe la scarcerazione. Tant'è che L. Ruggeri ha già dichiarato che per loro, quel test non è necessario, in quanto irrilevante. Quindi, a prescindere la famiglia Bossetti abbia fatto eseguire privatamente l'esame (costa circa 3.000 euro) e soprattutto a prescindere da quello che puo' essere stato il risultato, l'unico modo che ha in mano Bossetti per ottenere quantomeno una scarcerazione in tempi brevi è chiedere venga eseguito NUOVAMENTE l'esame comparativo tra il suo dna (questa volta prelevato secondo tutti i crismi) ma soprattutto di ripetere l'estrazione del dna di Ignoto1 dai tessuti alla presenza dei propri periti. Tanto se la traccia è abbondante ed altamente cellularizzata, che problema mai puo' esserci? Neppure sarebbe necessario eseguire questo esame in incidente probatorio, tanto abbiamo cosi' tanto materiale che potremmi ripeterlo mille volte, no?

Ed allora che si faccia e che si tagli la testa al toro, una volta e per tutte. Almeno per quanto riguarda Massimo Bossetti.

Perchè indugiare?

Stefania

Vanna ha detto...

"Perché indugiare" chiede Stefania, perché così doveva andare per coprire il marcio che c'era dietro.

Ed è proprio da quell'indugiare che il B. potrà uscire, quando le acque si saranno calmate, per tornare poi tumultuose al momento opportuno per un nuovo caso.

Le infiltrazioni nei poteri sono forti e tenaci, sanno ben navigare su acque mosse da loro e non permetteranno che il vero venga fuori.

Il tenero dialogo professionale intercorso tra Guglielmo e Annika ha portato il primo a non rispondere alle provocazioni di Annika, se non a dire che lui pure sa e conosce l'inglese.

Annika ha spiegato molto bene che non può essere ritenuto valido quel test estrapolato in quella situazione, tra l'altro senza aver verificato se era sangue, esiste una prova che permette di capirlo e sembra che non sia stata fatta.

Ho compreso bene Annika?
Se sì, perché questo modo di procedere?

magica ha detto...

buongiorno a tutti .
è stato dichiaratao perchè i legali di bossetti indugiano .
l'abbiamo letto in un post di massimo . ciao

Stefania ha detto...

Ovvero, Magica? Perchè mi deve essere sfuggito!

Stefania

Vito Vignera da Catania ha detto...

Scusate cari amici,la P.M. Letizia Ruggeri ha detto che quel test era irrilevante,magari sarà irrilevante per Lei,ma come,dopo aver speso alcuni milioni di euro per analisi su 18000 abitanti, poi si perde in un bicchiere d'acqua e per una semplice e poco costosa analisi di comparazione? Il DNA Lei dice che è di Massimo Bossetti,allora perché non ci fa sapere se i figli sono o non sono legittimi? Cosè,ha paura del risultato delle analisi e che possono essere a favore della difesa? Sento puzza di bruciato,e l'unico pollo fin'ora messo nella brace è Massimo Bossetti.Buon pomeriggio a tutti.

Anonimo ha detto...

Vanna

Hai capito benissimo. Purtroppo non so rispondere alla tua ultima domanda, che per me resta un mistero e dietro la quale si cela il motivo che mi ha spinta ad intervenire... anche su questo caso!

Vedo molte "similitudini" tra i casi ma non sono sicura, se sai cosa intendo...

E comunque assurdo che quella traccia non sia stata accertata e in un omicidio una traccia incerta equivale ad una traccia nulla. Eppure Bossetti e' in carcere...

Il simpaticissimo Guglielmo forse leggera' e forse no i miei post di stamattina, in particolare quello sulle "cellule bianche". Da come scriveva ad Enrico il discorso equivaleva ad estrazione di dna da "cellule chiare", quindi Guglielmo suppone che Ignoto 1, sempre che la traccia sia effettivamente sangue, abbia la leucemia o una forma avanzata di metastasi. A meno che... il caro Guglielmo sia in realta' il solito anonimo degli ultimi due anni rispolverato dalla naftalina e tornato alla carica fresco fresco come un torello a Pamplona. Torello che, senza rendersene conto (come potrebbe un impostore) ha scritto una bestialita' immane (bestialita' che guarda caso in inglese si traduce proprio bullxxxx) e ora si ritirera' di fretta e furia perche' che vuoi che dica ora che ha parlato di cellularizzazione di supposti leucociti? Se cosi' fosse, se la traccia fosse sangue, se il dna fosse stato ricavato da "cellule bianche" e se Guglielmo fosse effettivamente chi dice di essere, Bossetti sarebbe morto di cancro fulminante da almeno 3 anni!!!!!!!

Ciao. Annika

ENRICO ha detto...

@ Stefania

eh già : PERCHE' INDUGIARE"se la traccia è abbondante ed altamente cellularizzata," ?

Tu , una risposta logica non ce l'hai, vero ? E nemmeno io .

A meno che... la traccia non sia così "abbondante" come dicono , non ti pare ?

Cosa che, da quel che ho capito, inibendo la diagnosi generica relativa alla natura del materiale biologico di partenza, potrebbe aver pregiudicato i risultati finali

Lascio la parola agli esperti qui presenti nella speranza che i loro interventi siano alla portata ANCHE di coloro che s'occupano d'altro ( p.e. : " Il fattore umano nella raccolta , raffinazione e sfruttamento dei big data " oppure : Tecnica della sferificazione...ecc...ecc.. )

Stefania ha detto...

Bene, Enrico. Ci si è compresi. Io trovo che se Bossetti dimostrasse di non essere figlio di Guerrinoni, non otterrebbe comunque di essere scarcerato perchè si giustificherebbe la sua detenzione con il fatto che a prescindere, il suo dna corrisponde a quello di Ignoto1.

Chiedendo l'immediata ripetizione dell'esame, invece, tutti sarebbero obbligati a scoprire le carte!

Vediamo quanto abbondante e cellularizzata è questa traccia allora, ecccccccchediamine!

Stefania

Anonimo ha detto...

Veramente veramente irritante scrivere con tutte maiuscole. Saluti Stefano

Vanna ha detto...

A me non ha irritato per nulla, anzi, si legge meglio!

Vanna

magica ha detto...

ciao stefania
gli indugi potrebbero essere una strategia difensiva degli avv difensori di bossetti.
( la non esposizione del dna che firmerebbe giovanni bossetti il vero padre )se cosi'fosse '
il motivo è per non avvantaggiare gli inquirenti che potrebbero trovare una escamotage durante linc.prob
.
la prova sicura che il dna sia a favore dell'imputato , sarebbe come avere un asso nella manica .da tirare fuori al momento opportuno .
mi pare di aver compreso che sia cosi' . non lo so se ho frainteso -ciao .

magica ha detto...


in questo caso caso scrivo da profana :ho altre esperienze -
qua si scrive che chi ha fatto prove e riprove del dna siano persone competenti al massimo delle possibilita'., beh è una bella notizia perchè in caso di bisogno seremo tutelati.
pero' mi faccio una domanda e poi una risposta -
l'esito del dna lo sospettavano ancora prima di fermare l'imputato con l'astuzia del palloncino . come mai? proprio bossetti ? vuol dire che hanno fatto 4 +4 e con le confidenze dell'amico di guerinoni hanno trovato il mistero che durava da anni, non è che il dna sia saltato fuori durante lo screening alla popolazione , sapevano gia dove dovevano andare a parare : c'era un pregiudizio ..

Stefania ha detto...

Magica, ma ti pare? E per ottenere qualcosa che non sei sicuro comunque di ottenere, tieni il tuo assistito in carcere in attesa di un momento migliore per sferare l'attacco difensivo? Ci sono dei bambini, a casa! Ed una moglie che aspetta e che non sa cosa loro dire!

Dai, siamo onesti. Spero sia stata richiesta immediatamante la ripetizione dell'estazione del dna dai tessuti dove era abbondantemente presente e cellurarizzato.

Tanto è abbondante e se vogliono lo comparano anche con il dna della sottoscritta ... poi, dopo, quando fa comodo? Nein! Rispettando l'imputato, subito, adesso, immediatamente.

Stefania

Stefania ha detto...

Magica, leggi bene il mio scritto! Se io fossi innocente chiederei fosse rifatta immediatamente non la comparazione tra il mio dna e quello di ignoto 1 ma l'estrapolazione del dna dai tessuti dei vestiti che coprivano Yara.

Immediatamente! E non potrebbe la Ruggeri dire che "al momento non è necessario".

Lo pretenderei. Subito, adesso, questa notte.

E' stato chiesto?

Come vedi sto mantenendo una posizione ambivalente perchè a prescindere da quanti hanno la verità in tasca io non ce l'ho.

Se la prova dovesse dare esito negativo, Bossetti andrebbe immediatamente scarcerato.

Nel caso desse esito positivo sarebbe necessario per accusa e per la difesa dimostrare come accidentalmente oppure per colpa, quel dna è finito sugli indumenti di Yara.

Ah, a proposito, finiamola di parlare di dna sugli indumenti intimi ... se quella traccia è presente su un taglio dei leggins e delle mutandine, su un lato di entrambi gli indumenti, non si è colpito il salvamutandine della vittima ma un fianco ... ed è naturale sotto un leggins (che non è indumento intimo) ci siano delle mutande!

Fatto salvo c'è chi gira per strada in minigonna ma senza gli slip e con i jeans, ma senza le mutande (attenti ... che il denim tende a "grattare" ...).

Stefania

ENRICO ha detto...

OT

Insomma, non è possibile che ogni volta che Annika interviene debba verificarsi il finimondo

Se qualcuno non è d’accordo con ciò che afferma è pregato di controbattere in maniera chiara, puntuale e soprattutto comprensibile anche per i “profani” evitando indecifrabili occasionali incursioni alla “mordi e fuggi” che hanno il solo risultato di incasinare la discussione e basta.

ENRICO ha detto...

@ Magica

"l'esito del dna lo sospettavano ancora prima di fermare l'imputato con l'astuzia del palloncino . come mai? proprio bossetti ? vuol dire che hanno fatto 4 +4 e con le confidenze dell'amico di guerinoni hanno trovato il mistero che durava da anni, non è che il dna sia saltato fuori durante lo screening alla popolazione , sapevano gia dove dovevano andare a parare : c'era un pregiudizio"

Uhmm... più o meno un sospetto simile è sorto anche a me !

Mimosa ha detto...

Scusa Enrico, ma devo proprio dirlo,
forse non ti sei accorto che il finimondo e l’incasinamento della discussione li ha sempre fatti Annika, aggredendo un po’ uno un po’ un altro, urlando.

E, oltretutto, prendendo a perno della sua ira parole e frasi che non sono state dette per come lei interpreta, ad esempio nell’intervento del 29 luglio 2014 04:37.
Dove a Guglielmo alla fine dice: «Se vuoi parlare con me, spiegati in modo da non escludere gli altri! E' maleducato!».
A te sembra di aver capito ciò che lei ha scritto?

Non è che sei un tantino prevenuto e le dai ragione, a prescindere? Cosa ha scritto in quelò commento di tanto chiaro e comprensibile ad ?
E poi tu stesso fai le pulci a Guglielmo, perché non hai capito i termini da lui usati (bastava fare un ricerca su Wikipedia).

Quello di Annika, mi dispiace, non è un modo educato di porsi. Solo noi dobbiamo indossare i guanti per replicare a opinioni diverse dalle nostre?

Me l'hai tirato fuori dalle dita questo intervento. Se non facevi quella osservazione era meglio.
Ciao
Mimosa

Stefania ha detto...

Enrico, io non ho attaccato in maniera smodata Annika ed anzi, mi sono sempre a lei rivolta con gentilezza e con garbo e non con la saccenza di conoscere quel che non conosco. Quindi mi sento automaticamente risparmiata dal tuo sfogo. Se mai mi dovesse risspondrere sgarbatamente le risponderei a rima sicura di non aver mai cercato di conoscere una verità che non conosco e quindi di aver sempre scritto con l'umiltà di chi non ha verità in tasca. Garbo he so riconoscere tra le persone con le quali riesco ad avere un confronto. Con le altre? Se tengo al loro parere ad al loro rispetto certo di spiegarmi nuovamente. Se non le considero le evito. Se mi pestano i piedi rispondo a tono, ma mai per prima.

L'astuzia del palloncino è stata usata verso chi si reputava un possibile colpevole? Certo che si'. Evitiamo di scoprire l'acqua calda. C'era chi aveva raccontato di una storia passata tra Ester (mamma, questa sicura di Massimo) e Guerrinoni. Dopo aver sentito le voci di paese si è agito.

Sempre sia andata effettivamente cosi'. Ma se davvero le voci di paese hanno trovato un fondamento vuole dire che chi ha raccontato sapeva quel che stava andando dicendo ...

Non hanno prelevato il dna a colpo sicuro ma sicuri di aver avuto un'imbeccata. Esattamente come quando ti segnalano al casello di Latisana passerà un camion targato Slovenia e che trasporta maiali imbotttiti di droga.

Se poi vogliamo pensare ad un disegno precostuito dagli inquirenti per trovare un "comodo colpevole" ... facciamolo: ma che si abbia l'onestà di mettere per iscritto la si stia considerando come ipotesi.

Mi pare nessuno stia dicendo "tra gli inquirenti ci sono degli incapaci e dei corrotti" ma che con certi discorsi si stia ipotizzando proprio questo.

E siccome è solo un'ipotesi e non una denuncia, mi pare parecchio omertoso.

Come gettare il sasso e nascondere la mano.

Allora ... chi pensa tra tutti (ed intendo TUTTI) coloro che hanno criticato il lavoro degli organi inquirenti, ci sia stato DOLO?

Chi pensa che si potessero fare ulteriori semplici esami di laboratorio che non sono stati fatti, pensa di avere a che fare con degli imbecilli oppure con chi voleva incastrare un innocente? Che lo dica!

Idem per chi pensa che Guerrinoni e Bossetti Massimo possano risultare padre e figlio per un destino studiato a tavolino.

Ma che lo si dica, una buona volta.

Non sembra il caso?

Non so piu' come scriverlo, accidenti ....

Stefania

Mimosa ha detto...

e.c.

ad ognuno?

Mimosa ha detto...

Eh no, Stefania,
mi spiace contraddirti, ma qui si sono più volte lette illazioni chiarissime ad un “dolo” e alla “incapacità” dei Ris (all’inizio anche dei laboratori universitari) , e quando io stessa me ne sono lamentata, ogni mano dopo aver tirato il sasso si è ritirata.
Se ne è accorto anche Guglielmo, che non è lo stupidello ultimo arrivato che si documenta su Wikipedia per commentare. Rileggi il suo post delle ore 13:26.

Anche in altri articoli diversi da questo sotto cui commentiamo, il leit motiv è uno: hanno incastrato Massimo Giuseppe Bossetti, un pover’uomo innocente (addirittura, come è stato scritto, cito: “Inutile ti dica che per intuito, prima ancora che per le prove immaginarie, il pover'uomo è del tutto estraneo alla vicenda )

PINO ha detto...

@Saluto il "salotto"
MIMOSA non guardi mai la posta in arrivo?
Siete un poco fuori dalla grazia di Dio stasera. Meglio intervenire più tardi, se non state già tra le grinfie di Morfeo.
Pino

Mimosa ha detto...

Pino
l'ho guardata venti minuti fa
ora ci vado nuovamente

Mimosa ha detto...

Pino, non c'è posta tua, ma ti ho scritto io.

ENRICO ha detto...

@ Mimosa

io, degli interventi di Annika - sia in questo caso che in quello di Parolisi - ho sempre colto L'ESSENZIALE senza dover ricorrere a Wikipedia

Riguardo la frase : «Se vuoi parlare con me, spiegati in modo da non escludere gli altri! E' maleducato!» mi spiace, ma la trovo assai appropriata all'ostico post di Guglielmo di cui non solo io ma anche altri non avevamo capito un bel niente

Non sono affatto prevenuto e non do a nessuno "ragione a prescindere". Non è nel mio carattere : ormai dovresti averlo capito perchè non è un giorno che ci scambiamo civilmente le nostre opinioni.

Comunque, se devo dirti la verità, sono alquanto stupito per questa tua presa di posizione nei confronti di Annika perchè - a meno che non vi siano tra voi incomprensioni personali delle quali non sono al corrente - io non ne vedo proprio la ragione

Così come non vedo la ragione della frase non proprio felice con la quale chiudi il tuo intervento ed alla quale, scusami , ma mi sento in diritto di replicare che anche tu, se non avessi scritto queste righe , avresti fatto meglio .

ENRICO ha detto...

@ Stefania

Non ho minimamente pensato te nel constatare che sovente gli interventi di Annika hanno infastidito - a mio avviso ingiustificatamente - sia utenti "interni" che "esterni"
Stai tranquilla !!!

Anonimo ha detto...

e infatti non si capisce come mai lo scorso anno il tono e gli interventi di annika erano altamente apprezzati da chi oggi la critica.....e soprattutto da chi nel caso Parolisi ha più volte parlato " della vittima designata a pagare per altri" nonchè del comportamento persecutorio della magistratura ed infine di indagini approssimative e fuorvianti!

Mimosa ha detto...

Caro Enrico
in fondo mi dai ragione, hai colto l'ESSENZIALE dei vari interventi tecnici di Annika, e mi sembra strano non in quelli di Guglielmo.

Io non ho motivi di tensione personale con nessuno, né di spiccata simpatia, solo provo un leggero fastidio per le disparità di trattamento (leggero è un eufemismo) e si è già notato, mi pare.
Senza contare il raccapriccio per le insolenze. E non puoi negare che Annika ha l'abitudine di insultare.

Mimosa ha detto...

Anonimo, io di sicuro non sono mai stata tra quelli a cui ti richiami, anche se io commentavo a difesa di Parolisi ben prima della comparsa della signora in questione.

Mimosa ha detto...

Ad ogni modo, andiamo avanti e chiudiamo l'incidente di percorso, per piacere.

PINO ha detto...

@ ENRICO caro,
tu, come me, hai avuto modo, attraverso numerosi e lunghi dialoghi, di farti un'idea sullo spirito che anima alcune delle nostre gentili interlocutrici: vivace, sincero, ma anche suscettibile a certi toni sfumati.
Suscettibilità, però, che non ha dato mai vita a scontri verbali oltre i limiti della correttezza.
Il piccolo equivoco, nato fra Mimosa ed Annika, è sicuramente causato dalla "disgrazia" che, delle frasi dette, non se ne trasmette anche il tono. Così stando le cose, spesso si interpreta in modo errato, una frase od una semplice parola.
Scusami l'intromissione, ho voluto solo dire come la penso.
Ciao, Pino

ENRICO ha detto...

@ Mimosa

chiudo l'incidente non senza però aver prima chiarito che non ho colto "l'essenziale" nell'intervento di Guglielmo per la semplice ragione che non ne ho trovato traccia.

@ PINO

ho perfettamente compreso il senso tuo messaggio !

Mimosa ha detto...

Grazie Pino ed Enrico.

Riprendo i fili temporaneamente sfilacciati e mi collego al discorso della paternità del muratore abbinato ad Ignoto 1.

Certo, come suppone Massimo, e altri con lui, può essere una strategia della Difesa tacere su una controprova familiare, eseguita in segreto, sulla paternità del loro cliente e aspettare di tirar l’asso dalla manica a momento debito, ossia al processo, per non lasciare possibilità all’Accusa di preparare delle contro-repliche.

Però chiedo:
pensate voi che a quest’ora la Procura non ha già pronta la contro-replica?
Pensate che aspetti un processo per cadere dalle nuvole?
Pensate che non abbia già documentati i dati che servono (nonostante la dichiarazione che non intendono procedere alla comparazione di conferma, dichiarazione di circa un mesetto fa)?
Credete che gli inquirenti non guardano la tv e non sappiano cosa corre nella rete? Un po’ ovunque si mettono in discussione le indagini, i metodi, i risultati, la paternità.

In secondo luogo, se gli avvocati di MGB avessero in mano la prova che il signor Giovanni B. è il vero e unico padre:
- lo saprebbero anche gli altri famigliari e allora perché, almeno la sorella, finora non è andata a trovare il gemello in carcere? Con l’orgoglio di guardarlo in faccia sapendolo innocente, anche se con la raccomandazione da parte dei legali di non far trapelare nulla, dato che ogni secondo, ogni parola, ogni sospiro, ogni sguardo verrà registrato? Perché lo evita? E non mi si racconti la favoletta che tutti lasciano la precedenza alla moglie e non riescono a concordare i turni di visita.
- non c’è strategia difensiva che faccia stare in isolamento per chissà quanto tempo ancora il proprio cliente con il fine di smentire tutto al processo, sarebbe sadismo, e cinismo, allo stato puro! Lo dico per la quarta volta!

In terzo luogo: l’avvocato della signora Ester è convinto delle certezze della donna: non ha mai avuto alcuna relazione intima con Giuseppe Guerinoni. Dobbiamo accettare questa posizione, però aspettiamo due cose: che Ester con il marito riesca ad andare a trovare il figlio in carcere o che il povero signor Giovanni, gravemente malato, spiri l’anima a Dio. Poi vedremo cosa cambierà.

Intanto MGB resta in carcere, e come hanno commentato i penalisti consultati dal nostro padrone di casa, ci resterebbe anche se venisse esibito il documento di un laboratorio che dimostra la non paternità del Guerinoni.
Dunque, si arriverà ad un processo.

Mi auguro per la Giustizia, quella vera, che non si replichino episodi che un nostro vecchio amico chiamava di Santa Inquisizione.

Buonanotte e buon mercoledì
Mimosa

Anonimo ha detto...

Mimosa

Finora da te ho abbondantemente abbozzato per quieto vivere. Ora basta. Ti chiedo gentilmente di smetterla con la tua acidita' continua nei miei confronti e con i tuoi attacchi personali mal celati ed assolutamente poco o per nulla costruttivi (es "
Se devo dire la verità a me è risultato più comprensibile l'intervento di Guglielmo che l'ultimo di Annika ... e non sparatemi addosso!").

Come avresti capito l'intervento di Guglielmo se una "semplice ricerca su wikipedia" da te suggerita ad Enrico porterebbe solo a capire anche la persona meno addentro alla biologia che Guglielmo ha scritto emerite stupidaggini anche parecchio offensive alla categoria degli analisti e che quindi e' un impostore in piena regola?

Se non hai nulla da replicare sul succo di cio' che scrivo, perche' ti mancano i mezzi o semplicemente scrivo fatti inappuntabili, d'ora in poi fammi la cortesia di tenerti i tuoi commenti sulla forma tutti per te e di smetterla di esternare la tua acidita' ormai intollerabile e altamente tossica ed improduttiva.

Annika

PS per chiunque se lo chieda, Mimosa ed io non abbiamo nessuna questione personale in sospeso.

Vanna ha detto...

Mimosa buongiorno, in riferimento al post del 29/07, ore 22,51:

"Quello di Annika, mi dispiace, non è un modo educato di porsi. Solo noi dobbiamo indossare i guanti per replicare a opinioni diverse dalle nostre?"

Non sempre qui si sono usati i guanti bianchi nei confronti di chi esponeva altre ipotesi anzi, si è andati pesantemente sul personale, da come ricordo!

Annika per me è stata educata, ha messo sul tavolo argomenti qualificanti e qualificativi.

Magari ce ne fossero altri così completi!

Sono profana di laboratori, analisi chimiche eppure riesco a capirci qualcosa da come lei spiega.

La stimo perché oltre la sua preparazione scientifica che le permette di analizzare provette e reagenti,ha la capacità di vedere i misteri che sono dietro quello che non è stato fatto e dietro quello che è stato fatto.

E' la passione che vibra nel suo dire,non il poco educato e se insistendo si indigna,presenta dubbi e li contestualizza non mi pare poco.

Un caro saluto.
Lei

Vanna ha detto...

Mimosa, estrapolo ancora, idem:

"Scusa Enrico, ma devo proprio dirlo, forse non ti sei accorto che il finimondo e l’incasinamento della discussione li ha sempre fatti Annika, aggredendo un po’ uno un po’ un altro, urlando.
( cioè, Enrico che non si è "accorto" del "finimondo e l’incasinamento della discussione"?

Cioè la discussione sta prendendo la piega di analisi scientifiche e dubbi e invece di ritenerla interessante e viva, la ritieni incasinata e per di più consideri poco accorto Enrico che di accortezza ne ha da vendere!

Continui:
..."E, oltretutto, prendendo a perno della sua ira parole e frasi che non sono state dette per come lei interpreta,... "

Di quale ira tu parli, io conosco solo quella del Pelide Achille.

Mimosa, mi sembra che tu stia usando parole forti a sproposito, dovresti essere fiera della piega che sta prendendo il tuo articolo, qualcosa di nuovo emerge oltre la solita solfa.

Anonimo ha detto...

qualcuna dovrebbe fare una curetta di fosforo, la memoria gioca brutti scherzi e cmq sono pienamennte d'accordo con Vanna, abbiamo un contributo serio di un'ADDETTA AI LAVORI e che facciamo? ci attacchiamo a fonti non sempre attendibili e cmq da maneggiare con cura di vikipedia. Annika non è stata assolutamente scortese e trovo veramente fuori luogo questa acrimonia nei suoi confronti
ps. inoltre trovo che non ci sia niente da obiettare sulla sua grammatica italiana, pur non essendo la sua madre lingua la destreggia egregiamente

lia

PINO ha detto...

@ VANNA cara,
Desidererei che non si alimentasse un fuocherello fini a renderlo un falò.
Tra Annika e Mimosa è nata quella che definirei solo una semplice polemica sul modo di porsi, che, in definitiva, è parte del carattere di ognuno di noi: chi potrebbe giurare di non essere mai incorso in tale inconveniente, nel corso di molti, accorati dibattiti avvenuti in questo blog?
Sono "incidenti di percorso", come li ha definiti la stessa Mimosa.
Incidenti che gli amici del forum, sia pure per dovere di cortesia e solidarietà, dovrebbero spianare, od almeno non alimentarne la portata.
A questo proposito, mi è gradito ricordare che questo blog è stato ritenuto di livello non comune, in tutta la rete, proprio per le qualità intellettuali dei suoi collaboratori, e dello stesso blogger.
Vogliamo disilludere i nostri simpatizzanti?
Scusatemi, se quello che ho scritto potrà sembrare una paternale, non era nelle mie intenzioni: potete consideratela anche come una "lagna" dell'anziano del villaggio.
Saluti a TUTTI, Pino

Anonimo ha detto...

Mi associo a lia. Quello che trovo sconcertante è che si dia credito a un millantatore che abborraccia un discorso con il taglie incolla da Wikipedia e che ricorda le parole in libertà di Marinetti.

Anonimo ha detto...

Non è Vanna che alimenta il fuoco..non è la prima volta che Mimosa si rivolge ad Annika in modo, diciamo, polemico ( ed è un eufemismo)...

lia

Anonimo ha detto...

Buongiorno.Io vi leggo molto spesso e commento poco. Però, come fate a dire che l'eloquio di Annika è comprensibile, se ogni due frasi in italiano ne scrive tre in inglese! Tra l'altro, sottolineando sempre il fatto che si documenta in quella lingua (come se fosse lei l'unica a conoscerla approfonditamente). In questo modo taglia fuori senz'altro molte persone, e questo fatto mi sembra indiscutibile. Inoltre, ha l'abitudine di scrivere molte frasi in maiuscolo. Questo, come tutti sanno, non è un modo educato di porsi nei forum. Questo solo per dire, Annika, che, per quanto mi riguarda, apprezzo molto le tue valutazioni, competenti e acute senza ombra di dubbio,(alcune mi sento di condividerle, altre meno), ma le apprezzerei molto di più se fossero presentate in maniera più elegante e meno apodittica. In questo, IMHO, Mimosa ha perfettamente ragione. Saluti Stefano

Vanna ha detto...

Pino carissimo,
io non ho alimentato fuocherelli, chiarire ed esprimere il proprio parere credo che sia necessario ed opportuno in un dialogo civile nel quale ognuno può portare il proprio parere.

Proprio per questo esprimi:
" A questo proposito, mi è gradito ricordare che questo blog è stato ritenuto di livello non comune, in tutta la rete, proprio per le qualità intellettuali dei suoi collaboratori, e dello stesso blogger.
Vogliamo disilludere i nostri simpatizzanti?"

Potremmo disilludere di più facendo finta di niente, lasciando correre o dribblando.

Lia, sei nuova?
Benvenuta!
Grazie.

Un saluto caro.

Vanna

Vanna ha detto...

Dall'ultimo post di Stefano ad Annika sulle sue valutazioni:

" le apprezzerei molto di più se fossero presentate in maniera più elegante e meno apodittica. In questo, IMHO, Mimosa ha perfettamente ragione. Saluti Stefano"

Avevo deciso di chiudere il discorso, ma come si può stare zitti di fronte ad un giudizio sul dolce stil novo da usare quando si deve parlare con chiarezza di un argomento ostico sotto tutti i punti di vista?

Che vuoi dire con "maniera elegante e meno apodittica?"

Dizionario Devoto-Oli:
"apodittico: di ciò che filosoficamente, essendo evidente di per sé, non ha bisogno di dimostrazione, o se dimostrato è logicamente inconfutabile."

Per usare eleganza: quale terminologia Annika doveva utilizzare, di grazia, per essere "meno apodittica"?

Quella soft-saponosa che non disturba nessuno e mette d'accordo tutti?

Anonimo ha detto...

They are the real experts and if they say it is blood is blood, even without rsid distinguish a large stain of blood compared to other.
You blame William just because said a Fregnaccia like you do every now and then.
Come down from the pedestal and studied English better Annika.

Anonimo ha detto...

il problema è che loro non dicono che si tratta categoricamente di sangue dicono invece " trattasi " VEROSIMILMENTE di sangue" che non è assolutamente la stessa cosa

L

Anonimo ha detto...

Anonimo 14.34

Let's asses your prowess. Your brain is totally constipated while your mouth is having a severe case of diarrhea... You're an expert on toilets!

Please, go flush!

Annika

Vanna ha detto...

Gilberto non ignoro per nulla, l'anonimo trolleggia ma ho ben capito chi è.

Anonimo del bicarbonato, per avere dei dubbi è necessario avere cervello e libertà di pensiero che qui c'è.

Siamo esperti a modulare ipotesi e quindi siamo anche creativi.

E in ultimo non manca certo un certo fiuto investigativo.

Facciamo un mix pieno di tutto nelle differenze, e ognuno problematizza come può.

I nostri curriculum sono in
"Volando",che non è un soap blog, fai la fatica di rileggerli, risciacqua il tuo pensiero stendilo a candeggialo al sole,se sei almeno, capace di farlo.

"Non c'è una che va bene : la Franzoni, Parolisi, Sabrina Misseri, Bossetti, cannate sempre miserabilmente.
Ecco il vostro curricula."

Con tale frase capolavoro, fai una doppia operazione straordinaria, da una parte qualifichi indirettamente il nostro curriculum come eccellente, dall'altra metti visibilmente allo scoperto il tuo curriculum pieno di niente.

Vito Vignera da Catania ha detto...

Omicidio Yara, l'avvocato di Bossetti: "Il Dna non basta, ma forse hanno solo quello in mano"La mia impressione è che non esista nulla al momento, oltre al dna". Claudio Salvagni, il legale di Massimo Bossetti ha pochi dubbi. La questione, secondo l'avvocato difensore del muratore 44enne - unico sospettato per l'omicidio di Yara Gambirasio - gira attorno a un punto: "Se il presunto dna fosse davvero l'asso nella manica per concludere il caso, perché allora la procura sta tentando in tutti i modi di raccogliere nuovi indizi e nuove prove per inchiodarlo?". Qual è allora il punto forte dell'accusa? Qual è la prova delle prove? L'avvocato poi aggiunge: "Le indagini preliminari non sono concluse e gli inquirenti potrebbero esporre la prova regina nella richiesta di rinvio a giudizio. Eppure la mia impressione è che non esiste nulla al momento oltre al dna". Una frase obliqua, con cui l'avvocato lascia intendere che le possibilità sono due: o gli inquirenti si giocheranno l'asso nel prossimo futuro, oppure che l'asso, di fatto, non c'è.
Ed è quello che in tanti si chiedono,oltre questo benedetto e santificato DNA cosa hanno in mano gli inquirenti? Nulla,perché nulla hanno trovato sia a casa che nei mezzi sequestrati,perché non basta il solo DNA per poter ritenere una persona responsabile di un delitto,servono altre prove ed inoppugnabili.Buona serata a tutti.

magica ha detto...

ciao vituccio
avere la certezza che il dna sia quello di bossetti per chi inquisisce dovrebbe essere molto importante . chissa' perchè non lo è .. è molto strano che non si accontentino. .probabilmente sanno che quel dna è ststo etrappolato in modo non consono alle regole .ed anche supposto . tanto era cosi' che doveva essere , era lampante. guerinoni +ester .. che vuoi di piu?la tresca aveva fruttato massimo:il colpevole..
il quale si trova tranquillamente in carcere . nonostante ci siano specilaisti che frugano nella sua casa per cercare prove .. ma lui dice : ispezionate tutto , son tranquillo , non troverete niente .nemmeno nelle macchine . e bisogna stare accorti perchè ai ris non sfuggira' nulla .

ENRICO ha detto...

OT

@ Massimo

ti ringrazio molto per aver eliminato il mio post delle 16.01

Mi sono accorto, solo dopo aver visto la montagna di spazzatura di commenti anonimi che si sono susseguiti e che tu saggiamente hai provveduto a rimuovere, di come non ne fosse valsa la pena né di perderci tempo a scriverlo tantomeno di pubblicarlo

Un saluto affettuoso

Enrico

Vito Vignera da Catania ha detto...

Ciao carissima Magica.Il DNA è certamente importante in ambito investigativo,però bisogna che si valuti il tutto con molta scrupolosità,sia per quanto riguarda le varie fasi in cui è stato analizzato e sia nel cercare di capire come e quando è stato depositato negli indumenti della vittima,facile dire, c'è il suo DNA ed è lui il colpevole,mica c'è una data in quel DNA,sappiamo solo che hanno trovato tracce cellularizzate e miste ad altre che ancora sono sconosciute,ecco perché leggendo i vari commenti di Annika qualcosa in più si è appreso,mica era una pinco pallino qualsiasi a spiegare i tanti rischi che si corrono quando si analizzano tracce esposte a tutte le intemperie,non era un corpo sepolto sotto un metro di ghiaccio e rimasto congelato per diversi mesi,è stato esposto a tutto,acqua,ghiaccio,sole, e naturalmente a contatto con i vari animali che si trovano nelle campagne abbandonate.Personalmente pur non avendo alcuna competenza in materia ritenevo utili quei commenti,e spiegava in maniera inequivocabile che, probabilmente in qualcosa hanno sbagliato,magari il non aver fatto determinate analisi onde a suffragare certi dubbi.Ciao cara amica e buona notte.

Anonimo ha detto...

Capire il movente a parer mio è fondamentale proprio per riuscire ad inquadrare il fatto ed ogni minimo dettaglio, cosi come è fondamentale per inquadrare eventuali responsabili. Quello di cui non posso fare a meno però è ripartire dalla traccia sui leggins.

Il problema è che qui si dividono già le certezze delle persone, chi crede che quello sia sangue, e chi invece crede che bisognerà attendere per capirne qualcosa di più.
Prendiamone una, la più quotata per ora.
Se quella traccia è sangue dell’aggressore, è ammissibile credere che si sia ferito in quanto la traccia è in corrispondenza di un taglio effettuato sui leggins. Non vedo come possano entrarci discorsi sull’epistassi di B., trovo fantascientifica l’ipotesi che abbia perso sangue esattamente nel punto in cui ha tagliato.

Se dunque l’aggressore si è ferito, tanto da lasciare una traccia cosi abbondante, come mai non ha lasciato altro sangue nell’azione di sollevare i vestiti ed incidere una X direttamente sulla carne? Non so se le perizie parleranno di una cronologia delle ferite, ma se fosse possibile, già con questo si sarebbe dovuti arrivare a determinate conclusioni sulla psicologia del soggetto che si andava cercando(o che si è trovato).

Forse quindi la X viene prodotta prima del taglio sui leggins, ed allora qual’era l’intenzione dell’aggressore?
Stiamo parlando di un soggetto che non si è fatto problemi ad infierire sul corpo inerme di una ragazzina, la quale non presenta ferite da difesa. Uno che si è “dedicato” prima ad un polso e poi all’altro, e non quindi a casaccio.

Non credo che ad un soggetto simile, pur ammettendo che non conoscesse la vittima, mancasse il “fegato” per affondare la lama e procurare un’immediata morte. Oltretutto credo che richieda più fegato/brutalità(trovate voi il termine) lo scempio prodotto sul corpo di Yara che un colpo unico ma mortale.
Di nuovo, qual’era l’intento?

Quando troveranno la spiegazione dietro quelle ferite che non possono certo passare come banale depistaggio allora si incastrerà meglio il movente e questo movente dovrà poi fondersi con gli indizi a carico del sospettato.

Ora hanno un uomo di nome Bossetti? Benissimo, che venga rivoltata la sua vita, perché nessuna persona che si dica normale può arrivare a tanto senza aver lasciato dei segni nel suo passato. Le parafilie non nascono dall’oggi al domani. Le persone normali non impazziscono da un giorno all’altro, aggrediscono ragazzine e si mettono ad incidere X su un corpo inerme. Altrimenti iniziamo a preoccuparci anche della nostra ombra.

E sarò ripetitiva con questo profilo psicologico, ma per me vale quasi quanto la famigerata prova del dna, a meno che la logica investigativa non sia andata a farsi benedire.

MIMOSA Complimenti per l’articolo e per il tentativo di uscire fuori dal coro.
VANNA, tempo fa ho letto un tuo intervento dove dicevi che i tuoi scritti venivano ignorati. Non è cosi, almeno per me. Trovo invece che hai un fegato tanto per ricordarci ogni tanto delle strane “coincidenze”, e non pensare che queste non vengano colte da altre persone, anzi…

Un saluto a tutti
Kiba

Vanna ha detto...

Ciao Kiba, grazie per ricordare che i miei scritti (le ipotesi)venivano ignorate e tu invece eri attenta.

Non ho capito cosa intendi dire con la seguente frase:

"Trovo invece che hai un fegato tanto per ricordarci ogni tanto delle strane “coincidenze”, e non pensare che queste non vengano colte da altre persone, anzi… "

Comunque ti rispondo ci vuole anche un altrettanto fegato a ripetere elenchi, orari, fatti, sempre con le stesse sequenze.

E per questo torno a ripetere il già detto come ipotesi ovviamente.

E' importante cogliere somiglianze e coincidenze, per registrare che ogni volta si ripropongono gli stessi percorsi, senza capire il perché, senza un movente, senza uno straccio di prova-prova, con gli assassini in prima pagina fin da subito.

Difatti, ecco le verità:
Parolisi aveva un impellente desiderio...
Sabrina era gelosa e arrabbiata...
A.M.Franzoni in pochi minuti fa scempio, senza un perché...
G.M. Bossetti appare presente sulla scena del delitto con un dna da verificare.

Questi fatti sono spiegabili al buon senso umano?

Quella X Kiba ed altri tagli, sono opera di un sadico e basta o hanno un significato?

Ecco, mancano significati che si reggano in piedi per spiegare questi assassinii, significati non accuse banali che non spiegano l'efferatezza organizzata degli incastri che portano alla morte.

un caro saluto.

Vanna

Anonimo ha detto...

Ecco, mancano significati che si reggano in piedi per spiegare questi assassinii, significati non accuse banali che non spiegano l'efferatezza organizzata degli incastri che portano alla morte.
----------------------------------
considerazione .. assennata .

Vito Vignera da Catania ha detto...

Care amiche Vanna e kiba direi che che avete fatto delle ottime considerazioni.Oltre al dna dovrebbe esserci anche un movente,e quale potrebbe essere? Quello sessuale non è da scartare,solo che non c'è nessuna violenza o stupro sul corpo della ragazzina,tante ferite ma nessuna violenza.Estorsione? non sembra,e non risulta che i Gambirasio siano ricchi.Può essere una forma di vendetta per qualche torto subito? forse,di certo c'è ben poco ed è lo stesso padre di Yara a dichiarare di non avere nemici o di aver fatto qualcosa di male a qualcuno.Può essere che dei folli siano arrivati a tanto? Può essere,tagli e ferite non mortali e poi l'abbandono in quel campo con il freddo che completa l'opera omicidiaria.Diverse ipotesi ma nessuna certezza.Carissima kiba ti chiedi se un uomo può arrivare a tanto,certo che può,però io credo che i personaggi sono almeno due quelli coinvolti,uno solo non può rapire,guidare, e poi tenere a bada una ragazzina dentro a un mezzo qualsiasi,serve l'aiuto di qualcuno che la tenga ferma,altrimenti troverebbe un punto in cui poter aprire lo sportello e scappare.Tutti commettono degli errori,e in questo caso quali sono quelli più evidenti? alcune tracce e una macchiolina che sembra sangue,e poi? poco o nulla,sembra un delitto quasi perfetto per quel che ne sappiamo,a meno che:la procura non nasconda altri indizi e che noi non conosciamo.Vi auguro una buona serata.

magica ha detto...

ciao vituccio
anche la tua è un'ottima considerazione..
indizi illogici :ragionati come possibili indizi ma altamente illogici.
l'unica via percorribile e logica è il sequestro della ragazzina da parte di 2 complici. visti da un ragazzo che conosceva yara : .
un testimone che la vide parlare con 2 persone adulte . il ragazzo fu messo in condizioni di rigettare , dall'incalzare delle domande della procura .: alla fine sara' stato consigliato di lasciar perdere .

Vito Vignera da Catania ha detto...

Ciao carissima Magica,è vero,la procura da sempre dei"buoni" consigli a che cerca di ostacolare il loro programma accusatorio,meglio metterli da parte certi testimoni scomodi.Magari era Bossetti una delle due persone che il testimone ha visto dialogare con Yara,oppure potevano essere altre persone, niente di certo fino a questo momento,e naturalmente si resta sempre nel dubbio se è lui o non è lui uno degli assassini della povera Yara.Di certo c'è solo quel dna che gli viene attribuito.Le ultime notizie ci informano che a breve avverrà il fatidico incontro con i genitori,non so se sarà il giorno delle verità nascoste per tanti anni,fin'ora la signora Ester ha confermato di non aver mai avuto alcun contatto"ravvicinato" con il Guerinoni,e tanto meno in quei giorni gelidi di oltre 40 anni fa.Nessun tradimento al marito Giovanni, quindi figli legittimi e non illegittimi per come dicono le analisi dei laboratori,in fondo come si può esser certi che le analisi non siano sbagliate? Aspettiamo le ulteriori analisi con la presenza dei periti della difesa e poi si vedrà.Un esito positivo per la difesa sposterebbe un tantino l'ago della bilancia,e certamente sarebbe un duro colpo verso quei laboratori che erano fin troppo sicuri sulla illegittimità del padre Giovanni Bossetti.Buona notte cara amica.

magica ha detto...

ciao vituccio
so vede che bossetti quella sera al posto del furgone chiuso o l'laltro con cassone, si era presentato con una auto rossa -
poi che si siano presentati in 2 mi pare una porcata . pazienza che sia matto uno ma in 2 .
erano in 2 ma propietari della vettura rossa . talmente lampante che le cose siano andate cosi' .

Anonimo ha detto...

Il test del DNA e la fallacia delle affermazioni scientifiche.

http://www.enzopennetta.it/2014/06/il-test-del-dna/

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Forti dubbi di colpevolezza nonostante il DNA
http://www.medicitalia.it/giovannimigliaccio/news/4795/Forti-dubbi-di-colpevolezza-nonostante-il-DNA
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Il test del DNA: dalla certezza assoluta dei mass media alla probabilità scientifica. Il caso di Yara

http://www.orientepress.it/?p=8425
'
[...] Tornando al caso pratico, quello di Yara, ammesso quindi e non concesso che il materiale biologico ritrovato davvero appartenga all’assassino (perché potrebbe essere anche di altri individui che, in qualche modo, sono entrati in contatto con gli indumenti o con il corpo della ragazza) il rischio è che nel gran numero di persone sottoposte al test (è stato detto circa 19.000) vi siano almeno due, se non tre o quattro persone il cui DNA potrebbe corrispondere a quello ritrovato.

Anonimo ha detto...

Gli articoli postati possono apparire interessanti, ma senza aizzare polemiche, siamo alle solite, chi li scrive ? ve lo dico io, fidatevi o controllate voi stessi: dei pirla.
Magica, ma tu credi ancora alla testimonianza, si fa per dire, di Tirone ?
Abbiate pazienza, aspettate novità dagli inquirenti e un nuovo articolo di Massimo.
Buonanotte.

Anonimo ha detto...

molto interessante il terzo articolo!

L

magica ha detto...

ciao anonimo .
perchè tironi avrebbe dovuto inventarsi la scena?
poteva stare zitto, nessuno sapeva che era passato per qualla via . caro anonimo hai capito come funziona? se molti ragionano come te , di sottovalutare le persone , tironi è un testimone ne piu' ne meno di tutti i testimoni .
quello che disse tironi ha del logico : dicono che l'ultima telefonata yara l'abbia fatta nei pressi di casa sua..
infatti dove doveva essere la ragazzina? stava tornabdo a casa sua , era inverno ,brutto tempo ,diversamente se fosse stata estate e a quell'ora poteva fare percorsi diversi .ma ragionanado con la logica, perchè non poteva essere cosi?
siamo dei pirla?mi sa che i pirla hanno speso una enormita' per incastrare un innocente .

Anonimo ha detto...

http://www.iforlab.it/wordpress/2012/05/i-polimorfismi-str-del-dna-nelle-indagini-forensi-seconda-parte/

Anonimo ha detto...

Non ho mai dato dei pirla a voi, non mi permetterei mai, scusa Magica se hai capito questo.
Il terzo articolo non l'avevo letto, Emiliano Giardina....mmmmmmm

Vito Vignera da Catania ha detto...

Cari amici buona notte a tutti.Filava tutto liscio come l'olio,questo fin quando qualche pseudo scienziato (non Annika) si è intrufolato a commentare e portando nuove ipotesi sulla falsità delle analisi,e il bello è che in tanti hanno abboccato.Falsi individui intrufolati per creare scompiglio decine e decine di commenti,tante ipotesi e tante certezze alla ricerca di quella verità che in un delitto è quasi sempre difficile da trovare.C'è sempre qualcosa di illogico quando si indaga su un omicidio.La sparizione di una ragazzina è sempre un fatto tragico,non sai mai cosa può esserle successo,dove sia finita e chi può averla rapita.Dopo diversi mesi di ricerche finalmente il suo corpo privo di vita viene ritrovato,la povera Yara era li,distesa per terra in un campo abbandonato,e stato un colpo di fortuna in una gelida giornata invernale.Anni di indagini per individuare gli assassini di questo atroce delitto,migliaia di analisi alla popolazione locale, e alla fine grazie a delle tracce rilevate sul corpo della vittima sembra che l'assassino sia stato identificato,tutto questo grazie al dna che sembra non lasciare dubbi.L'indiziato è Massimo Bossetti un carpentiere di Mapello.Da circa un mese e mezzo sta rinchiuso in isolamento nel carcere di Bergamo e dichiarandosi innocente.Oggi in carcere e dopo tanta attesa sono venuti a fargli visita la sorella Laura insieme alla mamma Ester e al papà Giovanni Bossetti.Per ora non sappiamo nulla di cosa si son detti in questo incontro,tutto top secret per ora,in seguito qualcosa si verrà a sapere,sopratutto se il padre naturale di Massimo e Laura è lui,e non quel Giuseppe Guerinoni che, dalle analisi sembra essere lui il vero padre,e quel dna sembra confermarlo per ora.Può essere che le analisi sbaglino,e allora aspettiamo le altre analisi e poi si dovrebbe avere la certezza assoluta.Autorevoli personaggi dicono che le probabilità di errore sono minime o quasi nulle,sempre che sia dna garantito quello ritrovato,e non verosimilmente misto ad altre tracce. PS. Possibile che, tanti di voi cari amici non avete più nulla da dire? E l'amicizia con l'amico Massimo dove è andata a finire? Ospiti del blog per tanti anni e poi di colpo andate via,cos'è gli ammutinati del blog? Spero di no.
"L'aforisma più indovinato sull'amicizia l'ha creato Aristotele, il quale, oltrepassando il paradosso e avvicinandosi ad una legge scientifica, affermò: "Cari amici, non ci sono amici".
Carl William Brown
Buona notte a tutti,anche alla mia cara e dolce amica "nottambula".

Anonimo ha detto...

Caro Vito

da alcuni mesi mi sono trasferita in un paese straordinariamente bello e ricco di storia, ma dalla politica altamente allarmante. Una dittatura estrema con la maggior parte di internet barrata dallo stesso stato e pena di morte per una serie di "crimini" che la mia cultura non considererebbe neanche semplici vizi. Pagano "MOLTERRIMO" bene e credo che vivere in un compound per un altro po' non sara' poi la fine del mondo. Scrivere su questo blog da qui non mi e' facile, ma partecipo ogni qualvolta ritengo che le mie parole (e la mia esperienza professionale) possano tornare utili ad una discussione seria incentrata su conoscenze scientifiche solide. Se pero' questo deve comportare che un paio di "soliti anonimi" (non tanto anonimi al mio PORT... dalla piattaforma da cui scrivo, vedo molte cose!) possano insultarmi personalmente e alcuni amici del blog ogni singola volta ci caschino pure, e io li' a dover intascare da due fronti... non ne vale davvero la pena!

Massimo Bossetti ha una difesa. Se davvero intendono tirarlo fuori, sara' bene che rileggano con distacco p.4 dell'ordinanza. Un "amico" mi ha inviato l'intera Ordinanza via email, sfidandomi a trovare l'inghippo, come nelle 4 righe di Tagliabracci, sempre ammesso che l'inghippo ci sia. E, incredibile ma vero, anche in questa occasione a p.4 l'inghippo c'e'.

Se la difesa ha un paio di periti ferrati, questi noteranno che la parola "sangue" in riferimento alla traccia e' buttata li' quasi a dare l'impressione che l'origine ne sia stata accertata scientificamente. Ma ahime' l'origine ematica e' solo supposta ed ipotizzata sulla base che:

1. a detta dell'anatomopatologa, il sangue consisterebbe in un liquido altamente cellularizzato, al contrario di altri elencati tra parentesi, tra cui anche il "touch DNA", e la traccia in questione era di chiarissima lettura;
2. la traccia di Ignoto 1 e' penetrata nelle fibre delle mutandine nell'area immediatamente sottostante i leggings. Cio', sempre a detta dell'anatomopatologa, poteva avvenire solo in caso di dna originante da liquido altamente cellularizzato (e quindi, a suo esclusivo parere, sangue).

...continua

Gilberto ha detto...

O anche "Nemici, non ci sono nemici" (Nietzsche): la vulnerabilità in questo caso è praticamente assente in quanto prevedibile e dunque infinitamente meno pericolosa di quella che potrebbe scaturire da un rapporto nel quale si è nudi e indifesi perché lì non ci aspettiamo il male. Ciao bravo filosofo.

Anonimo ha detto...

continua...

Ma se davvero si fosse trattato di sangue, perche' ipotizzare? Perche' non accertarsi con sicurezza categorica con il RSID? La traccia, proprio perche' rilevata, era ovviamente abbastanza abbondante da permettere il RSID-blood test, il quale richiede 1 solo microlitro di sostanza. Gli RSID sono test di routine ed il RSID-blood in particolare, data la natura del sangue e della traccia, potrebbe ancora essere effettuato oggi stesso.

E poi, ma davvero il sangue e' l'unica origine possibile per una traccia che penetra tra le fibre ed entra in quelle dell'indumento sottostante? Che dire dell'urina, dello sperma, della saliva? Non costituiscono anch'essi, "dna liquido"?

E che dire dell'acqua? La pioggia non e' forse anch'essa un liquido?

Si e' esclusa categoricamente l'origine da touch dna per presunta scarsita' di dna in esso contenuta. Davvero strana questa esclusione, pero', dato che al contrario di qualunque altro dna, il touch dna, anche chiamato contact dna o transfer dna, ha una tale concentrazione di dna da renderlo trasferibile da A a B a C (cio' che chiamiamo secondary e tertiary transfers) in condizione integra tanto da poterne ancora estrarre dna profiling completi. Inoltre, una traccia "altamente cellularizzata" a tre mesi da un omicidio con corpo esposto ad acqua (pioggia/neve), animali, tampering volontario ed involontario e quant'altro, QUALUNQUE L'ORIGINE e' comunque una traccia recente. E allora, se il dna fosse stato touch dna intriso tra le fibre dei leggings, la pioggia (un liquido)non lo avrebbe comunque trasportato nelle fibre sottostanti delle mutandine, diventando essa stessa un "liquido altamente cellularizzato"?

Va aggiunto che il touch dna, al contrario di qualunque altro dna, e' l'unico impossibile da testare sierologicamente. Ovvero, si tratta dell'unico dna la cui origine non puo' essere testata ed accertata con test. Lo si puo' analizzare, si puo' addirittura ricondurre all'appartenente, ma l'origine non si puo' testare sierologicamente. Incredibile coincidenza, l'origine della traccia di Ignoto 1 non e' mai stata accertata nei lunghi 3 anni e mezzo dal ritrovamento, cosa inaudita in forensica a meno che proprio non esista un modo di accertare l'origine!

Pertanto, quello di Ignoto 1 potrebbe benissimo essere touch dna, molto probabilmente depositato in periodo recente al ritrovamento e arrivato li' per seconadary o addirittura tertiary transfers impossibili da provare o accertare. E di fronte a questa seria possibilita', prima di gridare sangue, bisogna provare che di sangue si tratti, dato che, se sangue non fosse, la storia di quella traccia assumerebbe connotati totalmente differenti e crollerebbe l'intero impianto accusatorio.

RSID-blood, SUBITO!

Annika

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissima Annika grazie per aver accettato il mio invito, e risposto come è nel tuo solito con una ricca e dettagliata argomentazione di quel che è stato fatto e di quello che purtroppo non hanno fatto. Dall'alto della tua esperienza e professionalità ti è stato facile individuare dove stava l'inghippo,quel RSID- blood test non fatto.A questo punto il dubbio sorge spontaneo: Possibile che tutto questo sia stato fatto volutamente ? Possibile,e come si è sempre detto:Fidarsi è bene non fidarsi è meglio.Visto il tuo lodevole intervento credo che si possa tornare a commentare tranquillamente,mettere da parte certe incomprensioni e stringersi la mano da veri amici,e possibilmente ignorando certe intrusioni di falsi anatomopatologi, perché una cosa è certa: non finisce quì l'indagine e tanto c'è ancora da capire o da scoprire nei mesi o anni successivi. Grazie ancora cara Annika,e un grazie a chi riterrà opportuno tornare ad intervenire in questo meraviglioso blog dell'amico Massimo.Auguro a tutti Buona Domenica.

Anonimo ha detto...

b ha orinato sugli attrezzi ma per ora non si ricorda.

Anonimo ha detto...

Buongiorno.
Perdonatemi, il mio post sopra è una vera stupidaggine, anche se siete rimasti in pochi dimenticatelo, ciao.

ENRICO ha detto...

Annika


Beh..mi pare non ci sia dubbio nell’avere qualche dubbio. O no ?

Vito Vignera da Catania ha detto...

L'affidabilità del touch DNA nel processo penale.
"L’ultima frontiera della genetica forense si chiama touch DNA ed è il DNA che viene lasciato toccando semplicemente oggetti o persone. Questa impronta biologica è diventata in numerosi processi penali la prova inconfutabile della colpevolezza di una persona.
Uno studio della Sapienza, coordinato da Antonio Filippini e Carla Vecchiotti, ha dimostrato invece che il touch DNA rilevato sulla scena di un crimine non costituisce necessariamente la firma genetica dell’assassino.
I ricercatori infatti hanno dimostrato che l’impronta biologica di un individuo può trovarsi su un oggetto o una persona che non ha mai toccato, ma sui cui è stata semplicemente “trasferita” da altri. Gli studiosi parlano in questo caso di trasferimento secondario di tracce di DNA.
L’importanza in ambito investigativo-forense di questa scoperta risiede nella possibilità di attribuire un reale significato in termini di “peso della prova” ai profili genetici ottenuti, evitando così il rischio di considerare erroneamente significativi alcuni profili che, pur presenti sulla scena del crimine, nulla hanno a che fare con l’evento delittuoso in sé.
I ricercatori sono giunti a questi risultati attraverso l’identificazione dell’origine del materiale biologico da cui viene ricavato il profilo genetico.
Gli studi indicano che il “touch DNA” non sarebbe rilasciato dalle cellule localizzate nello strato più superficiale della pelle per effetto del loro sfaldamento e della conseguente dispersione nell’ambiente circostante; è invece prodotto dalle ghiandole sebacee, concentrate soprattutto nelle regioni pilifere del corpo umano, in una quantità che varia da individuo a individuo, anche in relazione alle condizioni fisiche del momento.
Di conseguenza, poiché nel palmo delle mani non sono presenti ghiandole sebacee, il touch DNA rilevato sugli oggetti è solo veicolato dalla mano, che lo ha “rubato” da un’altra parte del corpo, il proprio o quello di un altro individuo: perciò il profilo genetico, rilevato sull’oggetto, non coincide necessariamente con quello della mano che l’ha toccato". Se a tutto questo come afferma l'amica Annika si fà un bel- RSID-blood test tutto potrà risultare molto più chiaro di quanto uno possa immaginare.Non è che l'ordinanza del giudice a pagina quattro parla di altre cose,no,"FLUIDO ABBONDANTEMENTE CELLULARIZZATO,profilo genotipico straordinariamente di ottima qualità" Buon pomeriggio a tutti.

Gilberto ha detto...

Bravo Vito, ottime considerazioni. E' la semplice constatazione che la realtà là fuori (per intenderci non quella asettica del laboratorio e dei prelievi in situazioni controllate) è più complessa, imprevedibile e 'ricca' di contaminazioni di quanto ad una analisi superficiale si potrebbe supporre. Paradossalmente proprio la capacità dell'analisi genetica di cogliere tracce infinitesimali si trasforma in un elemento di indeterminazione relativamente al chi, al quando e al come. Ciascuno di noi non è solo portatore del suo Dna ma anche di quello delle relazioni con le quali entriamo in contatto bio.

Anonimo ha detto...

Dunque, potrebbe essere "touch DNA", secondo l'interpretazione di Annika. Ma come ci va a finire il touch DNA di Bossetti sui leggings e sugli slip di Yara? Tramite l'assassino? E come mai c'è solo il touch DNA di Bossetti e non quello dell'assassino? Se non si trattasse di sangue ma di altro liquido appartenente a Bossetti, cambierebbe qualcosa? Saluti Stefano

Anonimo ha detto...

Mi pare che adesso si siano decisi a prendere in considerazione i primi profili individuati dal Ris di Parma, e cioè quelli di Ignoto 2 e Ignota 3. Saluti Enrico

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