lunedì 6 giugno 2011

Bambini abbandonati in auto e bambini che salvano i genitori da morte certa. Le nuove storie dell'assurdo

Non si è ancora spenta l'eco della commozione per la morte della piccola Elena e dell'ancor più piccolo Jacopo, entrambi deceduti per essere stati dimenticati nelle auto parcheggiate dai padri sotto il sole, che già nuove tristi storie avrebbero potuto occupare le pagine fino a poco tempo fa loro riservate. Sembra un bollettino di guerra ciò che giornalmente capita ai bimbi in Italia, un bollettino che ci scivola via nascosto fra gli articoli sui casi di Sarah Yara e Melania solo perché, per casualità o per fortuna, qualche estraneo ha evitato che altri ne morissero. Eppure anche queste notizie dovrebbero trovare lo spazio giusto sui media, quello idoneo a far tornare la calma e la necessaria lucidità ad altri genitori. Elena e Jacopo hanno avuto una storia diversa di quelli di cui parlerò, loro erano amati alla follia, anche se questo non è bastato a salvargli la vita, ed il destino ha voluto che la mente dei loro padri andasse in cortocircuito. Se così non fosse stato sarebbero ancora vivi. Altra cosa è accaduta a Roma e ad Arezzo.

Il primo caso ha dell'assurdo. A Roma, in zona Marconi, una coppia parcheggia l'auto in doppia fila, porta con sé la figlia di due anni e lascia in auto i gemellini di undici mesi. Già questo a me fa storcere il naso. Quali genitori lascerebbero in un'auto, fra l'altro parcheggiata in doppia fila, i propri figli? Ed invece, a detta di un negoziante della zona, sono tanti quelli che, a volte anche per ore, lasciano i bambini in quella scomoda e pericolosa posizione. Siamo alla follia genitoriale? In ogni caso una volta all'interno del locale la madre inizia a buttar monete in un video poker, poi anche il padre, il tutto mentre la piccola di due anni spinge sui tasti di un altra slot machine. Ed i bimbi di undici mesi? Dimenticati? No, ogni quindi o venti minuti la madre esce per vedere se ci sono ancora. Non si avvicina, questo no, ma dalla vetrina li può vedere.

Passano due ore ed i piccoli iniziano a piangere, a dimenarsi, ed è in quel momento che il negoziante si decide e chiama la Polizia. Polizia che quando arriva, grazie ad un finestrino leggermente abbassato, precauzione della madre che lascia intendere avesse già in partenza l'intenzione di fermarsi a giocare, riesce ad aprire l'auto ed a rassicurare i gemellini. Ed i genitori nel frattempo? Chi li controllava dalle vetrate che fine aveva fatto? Stavano beatamente giocando e non si sono accorti di nulla. I poliziotti, dato che erano vestiti bene e ben nutriti, li hanno ridati ai genitori, ma una segnalazione è partita e da oggi dovranno fare attenzione perché la prossima sarebbe la goccia che potrebbe portarglieli via. 

Un'altra triste storia, e dicendo triste mi sento magnanimo nei confronti dei genitori, viene dalla provincia di Arezzo. Qui il protagonista è un bimbo di tre anni, un bimbo lasciato in auto dalla madre ad attendere che il padre lo andasse a prendere, praticamente un pacco postale senza ricevuta di ritorno. Ma perché quella benedetta donna non l'ha tenuto con sé nell'attesa? Perché era impegnata, era dovuta andare ad una festa in casa di amici. E doveva essere una bella festa se per parteciparvi ha lasciato il figlio di tre anni nell'auto. Fortunatamente in questo caso non c'era il sole, qui il tutto è iniziato poco prima delle 22.00 ed è finito all'una di notte quando i carabinieri, allertati da alcuni passanti, hanno aperto la portiera dell'auto e, dopo aver tranquillizzato il bambino, hanno seguito le note provenienti da una casa del vicinato. Lì hanno chiesto se qualcuno avesse per caso lasciato un bimbo in auto e trovato la madre.

Ma io mi chiedo, questi fatti ricadono nella normalità delle cose? Accade di frequente che una madre o un padre lascino il proprio figlio di tre anni in un'auto per andare ad una festa? Chi lo fa ha tutte le rotelle al posto giusto? Possibile che nei loro neuroni non subentri un minimo di paura per quanto potrebbe accadere se passasse un malintenzionato? Possibile non ci sia una parte del cervello che costringa quei padri e quelle madri a fare quanto un bimbo si aspetta che un padre ed una madre facciano? Perché ai bimbi di quell'età occorre dare protezione e non inserire paure. Quali pensieri avranno girato nella mente di quel bimbo? Avrà provato un senso di abbandono o no? Forse era mentalmente più grande di chi l'ha lasciato solo, proprio come la bimba di tre anni, questo fatto è accaduto a Porto Recanati, che ai suoi genitori forse ha salvato la vita.

Ed in questo caso siamo al limite dell'oscenità in quanto si parla di due quarantenni che una volta usciti dalla spiaggia si sono fermati in auto, nei pressi di una pineta, per drogarsi. Il problema che mi pare sorga lampante è che all'interno della vettura erano anche i figli, il maschietto di quattro anni e la femminuccia di tre. Ed è stata la bimba che, quando si è resa conto che i genitori non le rispondevano più, è scesa dall'auto andando a cercare aiuto. Fortuna ha voluto che trovasse presto qualcuno perché, in caso contrario, avrebbe anche potuto allontanarsi di molto e perdere l'orientamento. In tutti i casi chi le ha prestato attenzione non era un malintenzionato ed ha chiamato le forze dell'ordine perché si è accorto che la coppia di genitori era in overdose. Portati all'ospedale si sono presto ripresi ma i figli per il momento dovranno stare con i parenti e loro, fino a quando un giudice non lo deciderà, non potranno vederli.

Storie di ordinaria follia, storie di una realtà ormai consolidata dove i genitori non sono in grado di fare i genitori e dove, a volte, i figli sono più adulti di chi li dovrebbe crescere. Un brutto campanello d'allarme che dovrebbe portare chi può, i media televisivi, ad ideare trasmissioni giuste, con i giusti personaggi, per provare ad educare chi dovrebbe essere preposto ad educare. E' un male oscuro quello che tanti genitori portano dentro, un male che nasce quando i figli nascono, quando ci si rende conto che la vita è destinata a cambiare e non si riesce ad accettare il cambiamento. Ed i loro pianti nascono tutti a posteriori, quando si spera capiscono di aver sbagliato, quando si ritrovano a dover combattere per riportare a casa il proprio figlio. E se a volte sono gli assistenti sociali a sbagliare, ad abusare del loro potere, con questi comportamenti li si va a giustificare. Ed allora ogni giusta critica nei loro confronti decade nel nulla e quanto è stato fatto per modificarne i modi di fare viene annullato. 

Come si sente annullato un bambino abbandonato che non capisce se i suoi sono veri genitori o estranei che li hanno in carico e non li vogliono.


Leggi gli ultimi articoli sui casi di:
Sarah Scazzi







7 commenti:

nico ha detto...

Colpisci nel segno, Massimo. Genitori che sono piu' bambini dei bambini che dovrebbero accudire, beatamente irresponsabili. Ed é questo che manca, il senso di responsabilita', l'accettazione di essere adulti e non per sempre adolescenti. Ho un'aica carina e intelligente, che non ha mai dimenticato figli da nessuna parte ma che salta pasti dopo pasti perché il suo motto e' ''finché mi vanno bene i jeans di mia figlia sono felice''. Avendo la figlia 16 anni, mi sembra preoccupante. Non é un caso limite, ma un segno dei tempi: tutti giovani, tutti belli, tutti a divertirsi. Non dico che non possa essere anche cosi', ma non deve essere SOLO cosi'. E' un lavaggio del cervello graduale quello cui assistiamo, per cui non si accettano piu' neanche una giornata di malinconia o una serata in casa. Via, di corsa ad anestetizzarci, sulle orme ridicole di qualche simil-vip o dei belloni di turno. In questo turbine i bimbi non ci stanno, sono scomodi, ti frenano, allora ecco fatto: se é in grado di camminare con noi alla slot machine, senno' ci aspetta in macchina. A un vecchio parco giochi no eh? In una biblioteca nella sezione dei piccoli? In piscina con loro? A fare una semplice passeggiata con gelato? Antica, mi direbbe qualcuno. Ma sapessi che pena quei bimbi, e che tristezza quei genitori che a 40 anni fanno finta di averne 18.....

emax/massimo prati ha detto...

Io Nico ne conosco tanti che i figli li hanno solo sulla carta in quanto allevati dai nonni. Ed ora che sono grandi si lamentano perché, dicono, non ascoltano e li trattano come se non fossero loro i genitori.

Ma altri casi limite mi si sono presentati davanti agli occhi. Sai che lo Stato tre anni fa ha dovuto regolamentare l'accesso alle sale Bingo ed aumentare a dismisura le multe per chi non rispettava il divieto di far entrare minorenni perché alle quattro di notte all'interno si trovavano ancora genitori che giocavano e bimbi che dormivano sulle sedie? E la maggioranza erano nelle sale fumatori ed accadeva in tutte le sale Bingo d'Italia, sia al nord che al sud.

Quindi la malattia è conclamata da tempo ed il rinunciare, verbo tanto caro alle madri ed ai padri di un tempo, non è più di uso comune... specialmente se si è separati e si vuole a tutti i costi ritornare a vivere da single.

Naturalmente non sarà così per tutti, ma i casi di abbandono momentaneo stanno aumentando a dismisura negli ultimi anni. E mi riferisco anche a quelli sommersi e poco conosciuti in cui i genitori escono di casa per tre o quattro ore quando non appena il pupo si addormenta. Speriamo siano sempre fortunati.

Ciao massimo

Giacomo ha detto...

Tutto condivisibile quello che è scritto. Ma secondo me bisognerebbe imporre che le autovetture, per essere omologate, devono avere un dispositivo ottico o acustico che scatta se nel chiudere l'auto la cintura di sicurezza del seggiolino è ancora agganciata.
Chissà perché, in questo gran parlare che si è fatto in questi giorni, nessuno ha mai avanzato una proposta del genere, semplice efficace e poco costosa.
Dopodiché ci stanno bene tutti gli altri discorsi.

Giacomo

Anonimo ha detto...

Grazie Massimo di essere riuscito ancora a trovare le parole giuste per quello che sentiamo ma soprattutto che NoN sentiamo.Nico ha ragione quando scrive che abbiamo tutti paura della noia e della sana routine familiare.Il Moige dov'e'? va solo nei programmi pomeridiani a parlare di Sarah e Yara o potrebbe affrontare l'argomento e dare degli spunti di riflessione per i genitori?Sembra che il peggior male dei bambini sia la televisione ma credo che siano i genitori il peggio, meglio 2 ore davanti alla televisione che 2 ore in macchina a guardare il soffitto!incredibile!mary

nico ha detto...

Per Giacomo. Hai ragione, a questo punto servono misure di sicurezza, ma il fatto che non se ne sia parlato fino ad ora mi sembra normale. Avresti mai pensato che potesse servire un dispositivo per ricordarci che abbiamo i figli in auto con noi? Vada per le cinture, per il freno a mano, ma accidenti qualcosa che suoni per ricordarci del bimbo dientro... Forse non ci convinciamo del tutto che sia necessario, forse facciamo ancora fatica a crederci, forse crederci é troppo doloroso. Comunque ben venga tutto quello che puo' salvare vite innocenti, anche se temo non servirebbero neanche i fuochi artificiali per chi si porta alle quattro di mattina dei bambini nelle sale bingo e alle slot machines. Grande pena e un abbraccio affettuoso ai poveri padri di Elena e Jacopo, sarei invece inflessibile nei confronti dei genitori che lasciano i bimbi per andare alla festa o se li portano nei localacci a notte fonda. Ciao

Mago di Az ha detto...

Soluzione Subito !

Sono un progettista automotive e conosco bene come queste giuste cause si infrangano di fronte a problemi, interessi, e ostacoli anche se risolvibili con semplici soluzioni tecniche.
In passato ho assistito ad un evento, andato poi a buon fine, di dimenticanza di bimbo in auto e ho proposto sul sito www.gpsinfo.it una soluzione immediata al problema.
Inutile infatti aspettare che i nuovi modelli siano equipaggiati in futuro con soluzioni tecniche lontane a venire e quando i nostri bimbi saranno grandi.
I nostri bimbi possono essere protetti anche oggi !!! La soluzione proposta inoltre è alla portata di tutti perché vi sono assicurazioni che 'regalano' gran parte del dispositivo.

emax/massimo prati ha detto...

Grazie Mago, ci farò un articolo. Ciao, Massimo