sabato 28 maggio 2011

Sarah Scazzi. Gli inquirenti ed il Gip ci hanno raccontato la favola dei tre folletti... complimenti a loro per l'immaginazione


Non ci si poteva aspettare nulla di diverso. Passano i mesi e restano le stesse persone ad indagare. Forse da questo derivano i problemi di credibilità presenti a josa nel caso di Sarah Scazzi. E' probabile, quindi, che gli inquirenti siano stati, vista la costante vicinanza nei tanti interrogatori iniziali, contagiati dal "Morbo Misseri", una patologia chiamata anche "sindrome di pinocchio" ormai riconosciuta e studiata dai migliori scienziati mondiali, una malattia che può contagiare anche chi legge avidamente quanto dichiara di volta in volta chi ne è affetto. Me ne spiaccio ed auguro a tutti loro, partendo dal procuratore Francesco Sebastio per arrivare al Gip Martino Rosati, una totale guarigione. So che non sarà facile uscirne, la cura in questi casi è lunga e travagliata in quanto tutto ciò che la bocca dice, tutto ciò che la penna scrive, pare incredibilmente vero anche se nei giorni, nei mesi, quanto viene detto si modifica ed addirittura, a volte, si stravolge completamente. E non è affatto facile convincersi del contrario.

Il problema è serio perché la malattia in questione si propaga a macchia d'olio e può colpire, come detto, anche solo chi legge le favole raccontate da chi ne è rimasto contagiato in precedenza. Ma la realtà, si sa, è un'altra cosa, la verità è ben diversa da come una mente malata di questo morbo la fa vedere. Perché in questa storia maledetta ed assurda non è un burattino di legno ad essere impiccato. Perché in questa maledetta storia non si parla di mele avvelenate che alla fine dei conti non uccidono. Qui non c'è una ragazza che si addormenta improvvisamente nel bosco, c'è una ragazzina strangolata che cerca e vuole giustizia. Ma non vuole una giustizia scritta dai fratelli Grimm o da Collodi, vuole una giustizia che rispecchi la realtà e non si basi sulle favole o sulle testimonianze di chi crede alle favole e le racconta alla gente.

Che siano favole, fra l'altro malate, lo si evince da molti particolari. E che siano malate si capisce bene controllando ad una ad una le poche testimonianze. Prendete il fiorista che vive, per una sua "patologia onirica virtuale" (odori floreali e quant'altro), nel mondo dei sogni. Agganciatelo alla Pisanò che a sua volta è affetta dal "morbo del telefono senza fili" e grazie a questo riporta, con molta probabilità aggiustandolo alla situazione, uno sfogo particolare dovuto chiaramente ad uno stress momentaneo. Se ai due sopracitati incolliamo le parole del Petarra, lui colpito dalla famosa sindrome incurabile del "o è così o è cosà o è chissà e chi lo sa e parapà parapà", otteniamo un teorema, anche questo logicamente malato in partenza, che ci porta a capire di non aver a che fare con soggetti affidabili ma con tre Folletti dispettosi, (Berbéch, Malésen e Sblésen) che nel tempo, nel lungo tempo, si divertono a spostare l'ordine stabilito delle cose.

Ma chi si sognerebbe di portare a testimoniare i Folletti se non chi crede alle favole che racconta? Quanto possono risultare credibili in un tribunale formato da giudici immuni a malattie che non credono alle fiabe? Quanto ci vorrà a chi sa come porre domande per farli sparire e far tornare inaciditi e senza cappello nella loro campagna? Poco credetemi, veramente poco, e solo chi ha il morbo in sé non riesce a capirlo. E non ci riesce perché, ancorato patologicamente ad un mondo irreale, immagina possibile stabilire ciò che non è possibile da stabilire. Per cui crede che un cellulare cambi frequenza solo se chi lo usa si sposta di zona quando il 90% dei telefonini Umts cambia segnale continuamente, agganciandosi a quello dei Gsm, anche solo rimanendo fermo su un comodino. Ed a riprova di quanto dicono citano quelli del Ros che sono andati a verificare non una ma tre volte (forse i primi due esperimenti non avevano dato l'esito sperato), non considerando che le situazioni climatiche ambientali e sociali si modificano in continuazione.

Ma le loro verifiche risulteranno credibili? Me lo chiedo in quanto le domande in sede processuale verranno da sé e pretenderanno risposte certe. Quali domande? Queste domande: "Le verifiche sono state eseguite alle stesse ore citate nelle motivazioni? Se fatte alle stesse ore, durante gli esperimenti in paese erano presenti lo stesso numero di persone di quel 26 agosto? Se fatte alle stesse ore ed erano presenti le stesse persone, stavano telefonando gli stessi cellulari? Se fatte alle stesse ore mentre in paese erano presenti le stesse persone e stavano telefonando gli stessi cellulari, erano tutti posizionati nel medesimo luogo? Se fatte alle stesse ore mentre in paese erano presenti le stesse persone e stavano telefonando tutti gli stessi cellulari dallo stesso luogo, la temperatura dell'aria era la stessa? C'era lo stesso vento?" Quali potranno essere le risposte ai quesiti su citati? Sì, sì sì sì sì e sì... o, no no no no no e no?

Ed allora? Cosa si andrà a fare in tribunale? Si andrà a giocare alla "roulette degli indizi" sperando che esca, con una probabilità su trentasette, il numero sognato? A noi tutti piacciono le favole quando sono strutturate bene e l'immaginazione di chi le ha elaborate ha inventato personaggi che si adattano perfettamente al contesto. Ci ricordano l'infanzia. Perciò occorre fare i complimenti agli inquirenti tarantini per la fervida immaginazione e ringraziarli per averci fatto tornare al passato. Però ora la smettano di raccontarcele. E' arrivato il momento in cui tutti vogliamo conoscere la verità. Brutta, bruttissima o orrenda che sia dev'essere, oltre che la verità e non una verità, reale e non un'altra favola. In caso contrario si rischia di non credere più a nulla di quanto ci verranno a raccontare. Fosse anche la verità.


Leggi gli ultimi articoli sui casi di:

29 commenti:

stefy ha detto...

Ciao max. Come sempre la tua analisi non fa una piega. Guardavo l'intervista di concetta e con una certa rabbia mi domandavo se troverà mai pace nella verità ma quale verità? Qualcosa e successo in quella casa quel 26 agosto e tutti e tre hanno mentito ma forse l'origine di quelle bugie non va ricercato nell'aver commesso un omicidio ma in qualcosa d'altro.

emax/massimo prati ha detto...

Se si scava in profondità in ogni famiglia si trovano segreti, scheletri, credo sia normale. Come sono certo, per statistica, che la maggioranza delle ragazze, quando è in casa, vive in conflitto con la madre (specialmente se abitano in un piccolo centro e fa tardi la notte andando in giro con un ragazzo che non vuole essere il fidanzato).

Quindi lo scoprire che ci fosse una sorta di guerra in casa Misseri non va in effetti contro Sabrina e sua madre, di idee opposte, anzi facilità il pensare il padre diverso da come ci è stato descritto, essenzialmente dal Galoppa. Quindi cosa credere? Se si cambiano i fattori cambia anche il risultato? Ma i fattori sono reali o sono solo indizi adattabili a chiunque?

Perché il sapere la risposta di tante domande agevolerebbe la comprensione. Ad esempio: Quanti telefonini di Avetrana hanno agganciato la cella di San Pancrazio la mattina successiva al delitto? Cosima e la figlia hanno dichiarato di essere andate insieme a cercare Sarah o hanno detto di essere in due luoghi diversi? Erano sole?

Non so dove va ricercata la verità, se l'abbiamo saputa inizialmente dal Misseri o se è un'altra, so solo che non credo alle favole e crederò a quanto ci diranno quando capirò che non si tratta di una favola. E speravo lo facesse anche Concetta... ma lei è parte in causa ed io no.
Ciao Stefy, Massimo

lori ha detto...

E intanto le indagini vanno nel segno del fiorario,i pm sono entrati nel suo sogno

Caccia a tracce di Sarah
nell'auto di Cosima Misseri

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=430599&IDCategoria=1

e che cosa ci sarebbe di strano se trovassero tracce di sarah nella macchina di Cosima, Vogliamo credere, che ,vista la dimestichezza della ragazzina con la famiglia Misseri, questa non ci sia mai salita sopra?

e intanto si pensa alla scarcerazione di michele

lori

lori ha detto...

scusa Massimo , vorrei il parere su questa intercettazione, io la trovo molto significativa , ma finora non ne ha parlato nessuno

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDCategoria=2699&IDNotizia=430600

in particolare

COSIMA: Michè non mi serve quando è.. se ... quando è squillato il telefono la Sarah dove stava?
MICHELE: Era morta già.
COSIMA: Da quanto tempo?
MICHELE: In quel momento, qualche paio di minuti, tre

Ciao
lori

emax/massimo prati ha detto...

Se ne trovassero nel bagagliaio sarebbero interessanti, in altre parti non credo servano a nulla. Ma ancora le devono trovare e se non è salita difficilmente le troveranno.

Per quanto riguarda l'intercettazione in carcere fai sempre caso ai puntini di sospensione perché indicano delle omissioni o degli strafalcioni non capiti. Perciò le frasi non risultando complete possono condurre a ragionamenti diversi.
Lo spezzone che riporti tu può dire tanto e non può dire nulla.

Se gli inquirenti hanno inteso tutto il discorso come un ripasso fatto da Cosima a Michele, in modo che ricordasse di dire quanto concordato, quelle tre frasi stanno a ribadire la versione della morte in garage per come vogliono sia le donne di casa.

Se però tutto il discorso si legge partendo dalla parte finale dell'intercettazione, dove la moglie lo manda a dar via il c... stizzita perché con le sue menzogne ha fatto in modo che lui un domani possa uscire da santo e loro entrino in carcere da assassine (cosa che si sta realizzando), si capisce quanto nella realtà lei cerchi di capire, perché probabilmente davvero era mezza addormentata, quando la ragazzina sia morta. E forse, è molto probabile dato che conosce meglio di tutti noi e loro (inquirenti) il marito ed il suo modo di esprimersi, cerca di far ordine in tutto il caos che ha creato con le diverse versioni fornite. E lo dimostra il fatto che lui per cercare di ricordare gli orari, dato che non aveva orologio al polso e va a spanne, si basa su quanto dicono in televisione sulle celle e le telefonate.

Quindi, a parer mio, sono intercettazioni inutili che nulla dicono. Come quella che tutti ieri hanno dichiarato compromettente perché il dire "era meglio se cadeva un fulmine e ci inceneriva prima che arrivasse Sarah" è stato preso a indizio di colpevolezza in quanto si parla di incenerire tutta la famiglia e non solo il Misseri.

Ma i giornalisti parlano ragionando con la parte dietro, quella che si trova in basso sotto la schiena, perché è una frase chiaramente dettata dal fatto che in questi mesi hanno dovuto subire di tutto a causa, si capisce, di quanto fatto dal marito. E se cadeva un fulmine e morivano Sarah era viva e loro, specialmente lei e la figlia, sarebbero stati commiserate per l'accaduto e non additate ad assassine.

Ma è tutta paglia quella che brucia lori, e la paglia si spegne da solo in poco tempo.
Ciao, Massimo

Mimosa ha detto...

Fantastico Massimo! Eccezionale! Concordo parola per parola quanto hai scritto qui sopra.
Ieri me la sono letta tutta l’ordinanza e mi sono fatta un bel po’ di appunti critici soprattutto su questa intercettazione, e sai che ti dico? ringrazio moltissimo la Procura per aver divulgato quella trascrizione … dalla quale si capisce solo una cosa, a voler essere obiettivi e distaccati: che Cosima non sa proprio niente dell’omicidio. Se quelle fossero le domande per far imparare a memoria la parte, non sarebbero così disordinate e spesso “sconclusionate”, e se qualcuno volesse obiettare che l’incalzare e la ripetitività delle domande è frutto d’astuzia (concordando con le testuali parole sull’ordinanza a p.15: *pare di assistere ad un controesame di un tenace avvocato difensore che bene ha studiato gli atti*), costui dovrebbe ammettere che Cosima con le sue otto classi è professionalmente a livello degli inquirenti… (i quali allora mai più riusciranno a spuntarla con lei …).
Gli avvocati della difesa ci sguazzeranno su questo e credo che il PM si è scavato la fossa con le sue stesse mani.
Ciao, Mimosa

Michele M. ha detto...

Ottimo articlo coma al solito. Ho poi notato la notizia dell' intercettazione dove Michele dice che Sarah è morta 2-3 minuti prima della chimata delle 14.42 quindi significa che è morta mentre arrivava Mariangela: ma comè che questa non ha visto iente. Dai non ci credo . E' testimone oculare e si fatta i fatti sui. Ora la difesa di Sabrina deve massacrarla.

Mimosa ha detto...

Ancora una osservazione, se posso. A pag. 22 dell’ordinanza si nota una frase strana di Michele, che, posta lì, sembra del tutto fuori testo: *No, perché dice che ci sta la cella telefonica sotto al garage …*. La frase termina con puntini di sospensione. La moglie gli dice di non badare alle celle, che lui deve dire come sono andate le cose, *certo che se cambi versione in base alle celle … le cose devono andare come sono andate non come sono andate le celle*. Orbene, su questo particolare della cella sotto al garage che era “stranamente” noto a Michele, hanno fatto un romanzo, hanno detto che, essendo la registrazione del 2 maggio, “a quel tempo i magistrati non sapevano ancora nulla della cella agganciata nel garage”. E quindi si chiedevano come il contadino fosse così edotto. Ma se a pag. 29 viene citata e illustrata la documentazione dei ROS datata 24.4.2011 in merito alle celle di aggancio …!!! Infatti, Michele dice alla moglie che a proposito celle si attiene a quanto detto in televisione (pag. 23).
Ciao di nuovo, Mimosa

Marco ha detto...

Ricapitolando, Sabrina, in un primo momento, avrebbe avuto soltanto una serie incredibile (ai limiti del paranormale) di circostanze favorevoli:
- nessuno avrebbe visto entrare la cugina nell'abitazione;
- due testimoni, i fidanzati, inizialmente confermano l'orario che si sarebbe costruita depistando con i cellulari, e la ragazza dice di averlo letto nel cruscotto dell'auto (vedasi il servizio completo di 'Chi l'ha visto'): probabilmente l'orologio era avanti di circa mezz'ora;
- la mamma di Sarah inizialmente conferma in un verbale l'orario che si sarebbe costruita depistando con i cellulari;
- Sarah quel giorno avrebbe mentito alla madre parlando di un sms ricevuto, in realtà mai arrivato, fatto che le avrebbe dato una mano, visto che circa mezz'ora dopo avrebbe avuto la diabolica idea di depistare con i cellulari;
- infine, l'incredibile lucidità e freddezza che sarebbe riuscita ad avere, pochi minuti dopo aver commesso un terribile delitto, dato che sarebbe immediatamente andata col pensiero agli eventuali tabulati telefonici che avrebbero in seguito potuto dimostrare, nel caso si fosse ritrovato il corpo, che lei non avrebbe avuto il tempo di commettere l'omicidio.

Sira ha detto...

Ciao Mimosa e ciao Massimo riguardo il tuo primo commento c'è da considerare anche la lettera che ha scritto, o meglio avrebbe scritto, Michele, soprattutto il passo in cui si legge dell'ultimo squillo che fa il cellulare di Sarah.

Questo sotto è uno stralcio di un articolo di oggi:

Secondo il magistrato, la lettera non solo non aiuta Sabrina, ma anzi la danneggia, perché la smentisce. Sabrina ha infatti sostenuto nei suoi interrogatori di aver visto suo padre sulla strada, davanti alla porta del garage, quando, all’arrivo dell’amica Mariangela Spagnoletti, è uscita di casa ed ha, pochi attimi dopo, telefonato a Sarah (erano le 14.42), con il cellulare della cugina che ha squillato a vuoto (e secondo gli accertamenti del Ros, si trovava nel garage della villetta degli zii). Se, però, il cellulare di Sarah, come sostiene Michele Misseri, ha squillato mentre lui la stava strangolando a morte dentro al garage, lui non poteva trovarsi, in quello stesso momento, all’esterno, sulla strada, a parlare con la figlia, come invece Sabrina ha sostenuto.

In questa maledetta storia secondo me solo una cosa è certa, che Michele era presente all'atto della soppressione, conoscendo il luogo e facendo ritrovare gli oggetti.

Per il resto solo supposizioni, indizi della procura, bugie e cambi di versioni degli imputati, testimonianze e ritrattazioni...

Se Michele fosse il solo colpevole però mi chiedo, perchè una volta ritirata l'accusa verso Sabrina non è ritornato alla versione iniziale che lo vedeva il solo esecutore, ma ha avuto bisogno di inventarne ancora un altra, pur essendo l'unico personaggio del racconto?

Oggi su canale 5 si è assistito ad un delirio da ambedue le parti.
Liquori accusa in diretta senza nessuna prova, anche se il suo pensiero è sfiorato anche a me, l'avvocato e la criminologa di aver fatto cambiare versione a Michele. L'altro dice che shekspeare ha sostenuto che lo strangolamento è tipico degli omicidi che hanno come movente la gelosia, e che senza ombra di dubbio anche in questo caso è stato così.

Ad ogni modo un passetto avanti riguardo i processi mediatici mi sembra si sia fatto, tutti sono un pò più cauti nel giudicare.

Mah aspettiamo gli esami. gli interrogatori....

Io fossi stata Concetta avrei chiesto di parlare con Michele,non penso sia così forte da sostenere lo sguardo di una mamma alla quale hanno strappato una figlia, senza cedere emotivamente.

Scusa lo spazio Massimo

Un bacio grande piccola Sarah

emax/massimo prati ha detto...

Se in quell'orario comprava un gratta e vinci diventava certamente miliardaria...

Elvira ha detto...

Da questa intercettazione si evince che Cosima, sapendo di essere intercettata, cerca in tutti i modi di far capire a suo marito ciò che da sempre ha sostenuto Sabrina, mentre era a suo dire sulla veranda, e Cosima che ha sempre testimoniato di aver sentito la figlia chiedere al padre " se Sarah fosse arrivata" prima dell'arrivo di Mariangela. Il povero Michele non lo recepisce tanto che ad un certo punto dice alla madre di chiedere conferma a Sabrina,ed in un'altro punto addirittura a Valentina!!!!! Gravissima, a mio modo di vedere, come gioco di prestigio delle Misseri insieme al nuovo avvocato difensore di Michele , è la parte che riguarda la violenza sessuale e qui mi rivolgo al sig. Prati, che ammiro molto per il suo spessore che si evince da quello che scrive, dal quale gradirei sapere ,senza pregiudizio, che cosa ne pensa.

emax/massimo prati ha detto...

Ciao Sira.
Non sarà che anche il bravo Liguori ha letto il mio articolo? In specifico quello del 20 Aprile intitolato "Il Veggente e il giornalista telepatico" ad esempio?

Link http://albatros-volandocontrovento.blogspot.com/2011/04/sarah-scazzi-il-veggente-e-il.html

Perché che il Galoppa ci sia dentro fino al collo l'ho sempre scritto, anche prima che Misseri lo ripudiasse, e che il dito accusatore del contadino punti in quella direzione si evince anche dalle motivazioni quando il gip parlando della lettere inviate al padre da Valentina (pag.13) vuole farci credere che siano missive che tendono a pressarlo affinché cambi versione e sottolinea, fra le altre, anche questa frase scritta dalla figlia: "L'avvocato De Cristofaro ti farà capire sempre come stanno le cose, dicendoti sempre la verità".

Solo che, come sempre, gira la frittata, in maniera fra l'altro puerile non degna della sua intelligenza ed insultante nei confronti della nostra, e nella pagina successiva (14), forse pensando che gli italiani siano un popolo di italioti, scrive che la frase è un tentativo di spingere il padre nella direzione voluta dalle figlie perché, semmai, è un cliente a dover dire la verità al proprio avvocato e non viceversa.

Tendendo a farci credere che non ha capito davvero il senso del discorso, se così fosse farebbe meglio ad abbandonare i tribunali e ad andare in campagna a raccogliere pomodori, che chiaramente alludeva al fatto che l'avvocato precedente, il Galoppa, appunto, e chi lo incontrava con lui, non gli faceva capire la reale situazione e non gli diceva la verità.

Ma questo è solo uno degli indizi che portano a questa conclusione.
Massimo

emax/massimo prati ha detto...

Ciao Elvira.

Quanto ne penso è ciò che ho scritto nell'articolo. Il racconto inserito nelle motivazioni dopo una iniziale zoppia è ben strutturato e, usando le parole che scrive anche il Rosati inizialmente quando parla della ritrattazione del Misseri, ad un occhio disattento può apparire anche convincente.

Ma che sia una favola e che sia basata su quanto raccontato da tre folletti è fuor di dubbio. I miei complimenti vanno anche alle varie ricerche ambientali degli inquirenti, anche se mi sspiaccio non vi sia mai scritta la parola compatibile dando per certo quanto in effetti è da dimostrare (e questo non è leale), un po' meno per le intercettazioni che poco portano, neppure quella che citi tu in quanto Cosima gli ripete più volte, e sa di essere intercettata, che non è credibile in quanto prima dice una cosa e dopo ne dice un'altra, e tanto screditano chi le ha inserite perché la storia del "pompino con l'ingoio", e scusatemi se l'ho scritto, e quella di Ivano che sarebbe "venuto" subito, e scusatemi un'altra volta, si potevano benissimo non mettere o addirittura eliminare.

Però è la base che non funziona. In un buon racconto se non c'è un movente solido il giallo non si scrive. E qui il movente si sgretola quando si legge che fra Ivano e Sabrina dal 21 c'era il gelo e che Sabrina aveva avuto altri forti contrasti con Sarah e li aveva risolti (si evince dalle parole dette da Sabrina qualche mese prima, anche queste inserite nelle motivazioni, in cui fa capire di aver avuto una discussione con Sarah e dopo questa dice:"pare l'abbia capito".

Per cui se la base accusatoria sono le celle e la gelosia, credendo molto, amando la teoria della procura e lasciando da parte i testimoni che in tribunale non riusciranno a ripetere quanto concordato, la struttura come ho detto inizialmente è piacevole alla lettura e stimola la fantasia personale.

Ma dato che i testimoni sono da considerare e che non si tratta di una favola ma della realtà, che deve tenere conto di fatti accaduti e non di quelli che sarebbero potuti accadere, la struttura non basta a rendere il tutto credibile.

E se si dovesse inserire il fiorista sarebbe anche peggio perché, dato che dichiara di essere stato visto da Cosima, sarebbe difficile pensare che con un testimone libero di parlare abbiano pensato di uccidere la cugina.

Inoltre se in questi mesi hanno depistato tutto e tutti è possibile che dal fioraio, e ripeto che se il suo non è un sogno dalla Cosima è stato visto, non sono andate?

Massimo

Elvira ha detto...

Sig. Prati, proprio perchè il nuovo avvocato gli farà capire sempre quale è la verità, lo stesso dice a Michele che è meglio che riparli della violenza, tra l'altro ripresa qualche giorno prima anche da Coppi,anche se Michele per come dice lui stesso non l'ha mai posta in essere. Se contesta tanto Galoppa, che in ogni caso stava facendi gli interessi del suo assistito,l mandato per cui era stato chiamato, non ha niente da dire sul nuovo avvocato ??????
Questi pregiudizi da parte sua mi lasciano l'amaro in bocca perchè lo reputo una persona corretta ed equidistante.

emax/massimo prati ha detto...

Mi dispiace Elvira tu pensi io sia pregiudizievole perché non ho fatto altro che leggere tutto nel contesto, oltre alle altre lettere non inserite (chissà perché), e tradurre lo scritto estrapolato nel pensiero inteso dalla figlia. E lo scritto intende dire esattamente quanto ho scritto.

Per quanto riguarda la violenza né il De Cristoforo, non lo reputare un burattino perché non lo è e riuscirà a far prendere meno di dieci anni al finora probabile assassino, né il Coppi hanno mai intesa reinserirla. Hanno semplicemente ripreso le parole usate dai giudici di Cassazione che nelle loro critiche sollevano il dubbio dicendo che, piuttosto della gelosia (movente in questo contesto labile) è migliore la violenza sessuale come causa di un omicidio del genere.

Poi ognuno la può intendere come vuole, l'italiano si legge in maniera diversa a seconda dello stato d'animo del momento e dei pensieri pregressi sullo stesso argomento.

In ogni caso io non ho pregiudizi di sorta e ripeto quanto detto ancora. Se la procura porta tesi convincenti e qualche prova, me ne bastano poche, non ho alcun problema a ritenere colpevole sia la madre che la figlia. Ma fino a quando non faranno questo permettimi di criticarli se mi accorgo che cercano di prendere in giro la mia e la tua intelligenza.
Ciao, Massimo

emax/massimo prati ha detto...

Scusa Elvira, mi sono dimenticato del Galoppa.

Se vai negli articoli con video ne troverai due a lui dedicati. In uno si evince da subito, in quanto ancora non si era mai incontrato col Misseri (se non nel primo interrogatorio notturno, nel quale non aveva potuto parlargli vis a vis, la notte del suo arresto), quale fosse la sua strategia. Perché dire che ci saranno colpi di scena, che la verità è ancora lontana a venire, quando ancora non sai cosa ti dirà chi difendi e si è autoaccusato di un delitto del genere non ammette altri pensieri.

Nel secondo, che altro non è se non una parte dell'interrogatorio svoltosi nel garage il 15 ottobre (interrogatorio che inizialmente prende una piega e successivamente, quando interviene il Galoppa, ne prende un'altra tanto che dal non accusarla assolutamente il padre cambia e nel pomeriggio fa arrestare la figlia), addirittura arriva a minacciarlo dicendogli che il carcere per lui sarà un inferno e che gli verrà contestata la violenza sessuale (questa una bugia assoluta detta solo a scopo intimidatorio). Ed il Misseri in una intercettazione inserita nelle motivazioni di questo ne parla in maniera molto negativa.

Per cui il Galoppa lasciamolo perdere e non paragoniamolo in alcun modo con gli altri perché non non si possono fare paragoni. Gli altri lavorano per i propri clienti non per la procura e per sé stessi.
Ciao, Massimo

Sira ha detto...

Massimo scusa se uso questo post per farti una domanda tecnica.
Sto trasferendo il contenuto del sito di google: "Briciole", al quale non riesco più ad accedere, a blogger, ma non riesco a spostare i link dei post di altri giorni, nello spazio laterale che ho creato. Praticamente vorrei impostarlo come hai fatto tu a sinistra in: "cerca per argomento"
Come si fa?
Se hai tempo il mio indirizzo è sirapatti@gmail.com

Grazie e buona serata
SirA

Giacomo ha detto...

Michele nell'ultima lettera scrive bugie ad utile suo.
Non è vero che stava strangolando Sarah alle 14,42 quando il telefono vibrando è caduto per terra e ha perso la batteria. A Cosima, nel colloquio intercettato in carcere, aveva detto che quando il telefono ha squillato alle 14,42 Sarah era già morta da due o tre minuti.
E per quanto riguarda le intercettazioni, l'accusa si prende un indebito vantaggio, in quanto pubblica solo brani che POTREBBERO essere interpetrati a sfavore. Le intercettazioni, dovrebbero essere messe TUTTE a disposizione della difesa, perché questa possa evidenziare quelle dalle quali si può evincere con certezza l'innocenza di Sabrina e Cosima.

Giacomo

Anonimo ha detto...

Ciao Massimo
ma tu sai qualcosa del modus operandi pregresso della procura di Taranto?
Hai indagato nel passato?
Pensi che ci sia una sorta di coazione a ripetere? Se si, secondo te per quale motivo? Ritieni che il dolo sia da escludere?
Mi viene in mente Restivo e la povera Elisa, quanto il suo assassino sia stato protetto!

emax/massimo prati ha detto...

No dolo no, e per quale motivo? Pregiudizio dovuto anche alla grande espansione mediatica e sicurezza di avere a che fare con un'assassina che in carcere sarebbe crollata. Tanti crollano in cella, anche quelli non colpevoli.

Se vuoi sapere qualcosa dei pregressi del tribunale di Taranto vai su questo link

http://albatros-volandocontrovento.blogspot.com/2010/11/procura-di-taranto-no-grazie.html

Ciao, Massimo.
Ps. la prossima volta firmati per favore.

fede ha detto...

Spiegaci come mai la sig.ra Serrano si è avvalsa della facoltà di non rispondere... di fronte ad indizi che sono pressochè insignificanti non avrebbe dovuto avere grosse difficoltà nel confutare le "ingiuste" accuse che le vengono mosse...quali competenze giuridiche vantate per permettervi di giudicare l'operato di magistrati così seri ed equilibrati.. andate a studiare

emax/massimo prati ha detto...

Se vuoi Fede ti invio per mail le motivazioni scritte dal Rosati e ti accorgerai da solo che il rispondere equivale a far in modo che possano stravolgere il significato delle parole usate. Con certe persone meglio lo facciano gli avvocati.

Per quanto riguarda lo studio hai ragione, bisognerebbe studiare di più perché non si finisce mai di imparare. Ciao, Massimo

Pietro ha detto...

Cosima e Sabrina parlano solo in presenza dei ....giornalisti! E solo dopo che il marito e padre dira' di avere fatto tutto lui, di essere stato ricattato da avvocato e consulente ....chissa' se ricorderà bene le lezioni impartite.
Alla presenza del suo singolare avvocato.
Inqualificabili e devastanti le scene all arresto di quella povera donna! Successe lo stesso con Stasi che poi in primo grado e' stato assolto.
Con una fondamentale differenza : non e' mai andato in tv a raccontar balle ed ad incrementare audience alle varie emittenti.
Pietro

emax/massimo prati ha detto...

Hai ragione Pietro, Stasi non è andato, se non un paio di volte, forse tre, no quattro o cinque (occorre aver memoria in questi casi e non parlare per sentito dire) a dir balle in televisione. Ma sono ugualmente uscite le sue balle.

Non aveva parlato del suo vizietto feticista, 2000 foto di piedi femminili fatte nel suo periodo londinese, dei siti porno, 150 volte era entrato in un mese, del voler coinvolgere anche Chiara in giochi particolari e di tante altre cose che poi a processo, proprio perché ininfluenti come tante di quelle uscite nel caso di Avetrana, non c'era motivo vi fossero.

Il suo singolare avvocato è uno dei più stimati a Roma, di gran lunga da tutti gli addetti preferito al Galoppa, che non fa comparsate televisive a scopo di lucro.

E l'audience l'ha incrementato un certo avvocato nominato sopra, e presto ci sarà un boom! vedrai, presente per mesi e mesi in ogni canale mediatico.

La Misseri che, per l'ennesima volta ripeto, se mi facessero vedere due stracci di prova (non tre non quattro me ne basterebbero due serie) potrei tranquillamente considerare colpevole, le sue apparizioni le ha dovute limitare ai nove giorni che hanno preceduto l'arresto. E la madre, per cui vale lo stesso discorso fatto per la figlia, fino ad Aprile non è mai andata in video.

Se le tue informazioni ti dicono altro posso solo dirti che mi spiace tu le prenda dai canali sbagliati. Ciao, Massimo

lori ha detto...

Se i magistrati di taranto sono seri ed equilibrati, quelli della Cassazione sono poco seri e squilibrati?
Tra l'altro c'è una cosa che mi lascia molto perplessa..se al momento dell'omicidio in casa, sotto lo stesso tetto c'erano tre persone, michele, cosima e sabrina, perchè mai cosima " non poteva non sapere " e invece michele " poteva non sapere"?
c'è un principio logico che giustifichi tale presupposto?
Buon giorno a tutti, ciao Massimo
lori

lori ha detto...

Se i magistrati di taranto sono seri ed equilibrati, quelli della Cassazione sono poco seri e squilibrati?
Tra l'altro c'è una cosa che mi lascia molto perplessa..se al momento dell'omicidio in casa, sotto lo stesso tetto c'erano tre persone, michele, cosima e sabrina, perchè mai cosima " non poteva non sapere " e invece michele " poteva non sapere"?
c'è un principio logico che giustifichi tale presupposto?
Buon giorno a tutti, ciao Massimo
lori

FEDE ha detto...

Chi ha mai detto che michele poteva non sapre certamente anche lui era ed è a conoscenza di tutto ciò che è accaduto..Non prendere poi per oro colato tutto ciò che scrive la Cassazione...

DAVID DEEE ha detto...

Cioe' ?? ma davvero ??, Sabrina sta pagando col carcere ..solo 9 giorni di notorieta' in tv ??
Non era apparsa prima quando cercava Sarah ??..e diceva di sentirsela lontana da Avetrana ??.
Perche',secondo me e' per quello ,che alla maggior parte della gente ha suscitato antipatia .
Perche' sembrava solo una grande ipocrita !.Se la si vedeva solo superficialmente .
Mentre , secondo me ,faceva di tutto per proteggere il padre ,perche' era probabile che a lungo andare glielo avesse detto cio' che aveva fatto !
( Vedi la ricerca della carta Sim )
(Vedi l'arroganza con cui si riferiva alla polizia )
Perche' una che sa di avere ucciso ,
e non ha mai avuto a che fare con la legge prima ,non e' mai arrogante.
Ma piu' accondiscendente ,
Certo qualcuno, potrebbe anche dire ,che lo faceva apposta , per allontanare i sospetti da se , ma secondo me ..non sarebbe attinente col suo profilo Psicologico.
A meno che quel coraggio di fronteggiare ,quasi con arroganza ,le domande della polizia ,non gli fosse stato dato dal bisogno di proteggere il padre Michele !E dalla sicurezza che lei sapeva di non avere nulla da temere dalla polizia ,in quanto innocente !