domenica 10 aprile 2011

LIvia ed Alessia. S'infittisce di avvistamenti l'ultima domenica svizzera di Matthias Schepp. Ma non bastano

Grazie a Swissmissing, che sta producendo un enorme sforzo nel tentativo di non lasciare nulla di intentato, ora sappiamo che Matthias Schepp domenica 30 gennaio, poco dopo le 16.30, era in una zona frequentata da escursionisti. Un testimone ha raccontato di aver notato l'auto sul ciglio della strada e di averlo visto camminare lungo il percorso assieme alle due figlie. Ha anche detto che l'umore dell'uomo e delle bimbe gli sembrava buono. Il problema, dice il portavoce di Swissmissing, è la scarsa informazione. Quando siamo stati in mezzo agli escursionisti, a chiedere se qualcuno di loro avesse notato il Matthias e le bimbe, ci siamo resi conto che quasi nessuno era al corrente della notizia. Per questo chiediamo ci sia maggiore informazione, abbiamo bisogno di qualcuno che, tramite i mezzi televisivi e comunque mediatici, parli dell'accaduto al maggior numero possibile di persone. Solo così potremo contare su un maggior numero di testimoni.

L'area dove lo Schepp è stato visto è quasi disabitata. Si trova sulle rive del fiume Aire al confine con la Francia, nella provincia di Ginevra. Quindi si consolida la traccia che vuole il padre di Livia ed Alessia abbia trascorso in quella zona il pomeriggio della sua ultima domenica svizzera. Questo perché in precedenza era già stato notato in paese e, successivamente, esattamente un'ora e mezza dopo, sulle diciotto o poco più, c'è chi ha segnalato la sua presenza a Croix de Rozon, un paese a pochi chilometri dal percorso escursionistico seguito in precedenza. Però in quest'ultimo avvistamento, appena precedente all'espatrio in terra francese, nessuno ha parlato delle gemelline. E gli scenari che si aprono, a detta degli investigatori vodesi, possono essere inquietanti.

Hanno ragione, ma io ugualmente non riesco a pensare al peggio. Ed il motivo è semplice. Non è facile in una sola ora e mezza uccidere e seppellire due figlie senza sporcarsi. Fra l'altro in una zona che, seppure quasi disabitata, la domenica è frequentata da escursionisti che percorrono le piste, a piedi o in mountain bike, in gruppo. Non pare credibile, quindi, sia stato per almeno un'ora, anche avesse trovato un sentiero molto isolato, nascosto alla vista di chiunque. Decidere di uccidere ed occultare in un luogo del genere sarebbe stato rischioso in quanto c'era la possibilità che in un qualsiasi momento qualcuno lo vedesse. Per cui mi chiedo, ma se lo chiedono anche gli inquirenti elvetici, se in quel luogo non avesse un appuntamento con chi aveva deciso di affidare le bimbe. Al momento si conosce solo la parte iniziale dei momenti trascorsi sui sentieri accanto all'Aire, per questo servono altre persone che dichiarino di averlo visto, e possibilmente con chi si trovava, dopo le diciassette.

Di certo, purtroppo, nulla si può escludere, neppure l'ipotesi più amara. Ma se così fosse ora si potrà circoscrivere la zona e cercare in punti specifici. Anche se nessuno in Svizzera, e qui stavolta va un plauso al procuratore vodese, esclude altre piste possibili. Perché non è detto che Matthias Schepp non abbia portato in Francia le bambine. E la sua fermata a Montelimar, seppure accertata e sicura, non ha ancora trovato testimoni, ed in questo caso va una critica alla gendarmeria francese che non si impegna a fondo. Pertanto non si sa, e sono passati oltre settanta giorni, se in quella notte trascorsa nella cittadina fra Lione e Marsiglia fosse solo o con le figlie. Ma non si sa neppure, ed anche in questo caso a parer mio le indagini sono carenti, se è passato o no dall'aeroporto di Lione. E fino a quando non saranno ripristinate le funzioni del satellitare, se mai lo saranno, difficilmente lo sapremo.

Però le indagini procedono in simbiosi fra le varie procure, e questo vuol dire che ogni nazione toccata dall'uomo sta continuando il proprio lavoro senza pensare ad archiviazioni o altro. E' chiaro che il tempo passa e raffredda le piste che inizialmente potevano essere considerate calde, ma ciò non scoraggia i volontari di Swissmissing che, al momento, sono i più impegnati nelle ricerche. Accanto a loro, nonostante il tempo chiaramente la segni profondamente, Irina sta lottando per arrivare alla soluzione e portare a casa le sue figlie. Il rebus di Matthias a volte pare allucinante ed altre risolvibile. A mio modo di vedere solo una sferzata energica delle autorità potrà portare a conclusioni nel breve periodo. E con sforzata energica intendo un controllo migliore ed una capillare opera di informazione. Come pensare di riuscire a trovare due bimbe di sei anni se chi le può aver viste non sa neppure siano scomparse?

Questo è da fare sia in  Svizzera che in Francia. La soluzione non arriverà mai? E' possibile sia così, ma è possibile anche che basti un piccolo colpo di coda per arrivare dove Livia ed Alessia sono in questo momento. La cosa certa è che ancora nessuno è andato a bussare dalla famiglia Schepp. La cosa certa è che solo conoscendo gli spostamenti pomeridiani di quella domenica, e parlo dei suoi parenti (tramite le tracce lasciate dal cellulare ad esempio), potremmo escluderli o inserirli dal o nel piano criminale del Matthias. La cosa certa è che se non si comincia ad escludere qualcosa la vastità dell'indagine naufragherà nei mille rivoli creati dall'ex marito di Irina.


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2 commenti:

Anonimo ha detto...

Grazie.Massimo

emax/massimo prati ha detto...

Grazie a te che mi leggi. Massimo