mercoledì 11 febbraio 2015

Salvatore Parolisi - una difesa imbarazzante e una parte civile che grida vittoria anche se sa di aver perso...


Se devo essere sincero mi sento alquanto imbarazzato e spero che il mio stesso imbarazzo lo abbia provato Salvatore Parolisi dopo aver saputo che chi lo ha difeso è contento di vederlo condannato perché colpevole d'omicidio. Ok, dopo l'accompagnamento mediatico che ha guarnito giornalmente un caso criminale trattato da gossip e in maniera talmente stupida da apparire troppo spesso persino televisivamente e giuridicamente comico, già sapere che quando la figlia di Parolisi diventerà maggiorenne spegnerà le 18 candeline accanto al padre farà piacere ai difensori che, probabilmente, hanno annusato sin da subito la puzza di terra bruciata presente in quel di Ascoli e Teramo. E forse questo pensiero li farà anche sorridere perché, pur se la parte civile si dichiara soddisfatta del verdetto, è indubbio che fra pochi anni la famiglia Rea si troverà in grosse difficoltà. E' indubbio che quando la figlia di Melania e Salvatore avrà 18 anni, ai nonni e agli zii non servirà pagare avvocati e periti di fama perché nessuno potrà imporre alla nuova donna una verità che solo se si hanno grosse fette di prosciutto sugli occhi può apparire vera. Troppe le mancanze che si stagliano su un omicidio e su un ritrovamento che chiamare strano è altamente riduttivo.

L'ira acceca, questo si sa, e non permette di guardare oltre la barriera di fumo che costruisce la mente. Ed è capibile che i Rea siano diventati colpevolisti quando hanno scoperto l'amante del genero e le sue bugie. Melania era figlia loro ed era stata tradita e uccisa, cosa potevano fare o pensare? Ciò che non è capibile è che non abbiano visto i buchi neri infilati dagli inquirenti dove si sarebbero dovuti trovare indizi chiari e concordanti... o perlomeno che nessuno glieli abbia fatti notare. Ciò che non è capibile è il voler credere a tutti i costi ad un Salvatore Parolisi colpevole nonostante le incongruenze portate dall'accusa. Ciò che non è capibile, è il non comprendere che fra dodici anni il militare uscirà dal carcere e loro perderanno la figlia di Melania (se già non l'avranno persa prima). Questo è un passaggio quasi obbligato che non si potrà impedire. Perché cercare la condanna di un colpevole non è come cercare la condanna del colpevole. La famiglia Rea prima di chiunque altro avrebbe dovuto cercare la condanna del colpevole e criticare quelle conclusioni che non davano certezze. Loro prima di chiunque altro avrebbero dovuto chiedere quelle analisi che la procura non ha ritenuto di fare perché non avrebbero portato indizi contro il militare. Loro prima di chiunque altro avrebbero dovuto tutelare la mente della nipote e fare in modo di non lasciare nulla di intentato per non essere criticabili un domani. Loro prima di tutti dovevano lasciare fuori la forza mediatica da una indagine che si è mostrata facilona e incompleta, come faciloni e incompleti sono stati i giudizi e le motivazioni dei vari giudici. 

La famiglia Rea prima di chiunque altro avrebbe dovuto pensare alla nipotina, mettendosi in discussione ogni volta che qualcuno diceva loro che il colpevole era il padre della bambina. Non credere per credere ad ogni costo, non credere per convinzione personale, ma credere perché in presenza di indizi seri, se non di prove, che non portavano ad altre soluzioni. Questo non si è fatto e le varie trasmissioni televisive sono lì ad eterno ricordo per dimostrare come la condanna del padre di Vittoria Parolisi fosse voluta a tutti i costi dalla famiglia Rea. Anche per questo nessuno ha vinto... come si fa a non capirlo? 

Non ha vinto Salvatore Parolisi, che si vedrà condannare a 24 anni di carcere e se non è colpevole dovrà rimodellare la sua vita e appiattirla a una realtà penitenziaria lunga e per niente facile. Non hanno vinto i suoi difensori, che nonostante le tante mancanze investigative non sono stati in grado di convincere i giudici dell'innocenza del loro assistito. Non ha vinto la famiglia Rea, cui hanno ucciso una figlia e senza avere una solida certezza (fatta di prove inconfutabili) è costretta a credere che sia stato il genero ad ammazzarla. Famiglia che nei prossimi anni si troverà a dover affrontare giornalmente il dolore di una nipote cui hanno tolto il padre. Famiglia Rea che a fronte di questo probabilmente dovrà lottare, dovrà subire e perdere senza possibilità di rivincita. Non ha vinto il pool che li ha coadiuvati, perché con uno stile politicizzato ha sempre e solo cercato di imporre il proprio e unico punto di vista, con qualunque modo e mezzo senza neppure cercarla una verità alternativa, quella verità che avrebbe eliminato il macigno ad orologeria che incombe sulla testa dei Rea. 

Non ha vinto neppure la procura, che si è mostrata unilaterale nelle sue indagini e non ha accettato di vagliare attentamente altre più complicate soluzioni. Procura che si è accontentata di portare a casa il risultato senza badare al fatto che forse ci sono assassini veri in libertà. Senza cercare telefonisti anonimi e spargitori di orme insanguinate, senza vagliare altre ipotesi autoptiche e senza cercare risposte né dai Dna né dalla semenogelina ancora presente nel corpo di Melania. E come la procura non hanno vinto i giudici. Anche loro incapaci di scindere la realtà di un crimine entrato in aula senza l'avallo di un vero movente, senza la presenza di un'arma del delitto, di tracce ematiche sul corpo e sull'auto di un imputato che, pur accusato di aver sferrato decine di coltellate, non aveva neppure una minima ferita sulle mani. Giudici che si son fatti catturare dai media e dalla fantasia e per questo incapaci di credere ad altre e migliori perizie. Incapaci anche di essere concordi nelle ricostruzioni e nei moventi. Incapaci di contrastare la casta cui appartengono e di imporsi in nome della democrazia e della vera giustizia. Quella giustizia che da troppo tempo pare essersi persa a causa di menti non preparate ad affrontare la furia dei media e la loro pressione... quella giustizia che condanna basandosi su indizi guardati solo da un lato e non si chiede se sentenziando in quel modo il vero assassino la farà franca e riderà di lei e della pubblica opinione credulona.


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101 commenti:

tabula ha detto...

non ho capito. se pensano sia lui ad avere ucciso la moglie, come mai hanno eliminato l'aggravante della crudeltà? ci sono motivazioni?

Mimosa ha detto...

Caro Massimo,
solo un blogger può osare tanto, assumendosi le responsabilità,
più volte avrei anche io sparato raffiche ma mi sono sempre trattenuta, anche per non coinvolgere te.

Hai ragione, con questaa sentenza della Cassazione non ha vinto proprio nessuno … forse solo Salvatore che si vedrà abbreviare il tempo della pena, che – se si beccherà 24 anni (2015 + 24 = 2039 … chi di noi si penserà vivo?) – con la buona condotta e i condoni vari che nel frattempo intercorreranno, per buona sorte ne scontrerà 18, ma uscirà sempre distrutto
e forse nel frattempo la figlioletta sarà andata all’altare accompagnata dallo zietto Michele tanto solerte …

Spero tanto che la famiglia di Elena Ceste non si comporti come la Rea, quella di Chiara Poggi dovrebbe essere di esempio!

ENRICO ha detto...

Massimo, buongiorno

più che imbarazzante direi che la Difesa è stata ASSENTE. E lo è stata fin dall'inizio al punto di far "pensar male"...

filippo ha detto...

qualche dubbio sul caso l'ho sempre avuto anche se la probabilità che Parolisi sia il colpevole è alta. L'aggravante della crudeltà l'hanno eliminata perchè presumo che le sevizie sul corpo fatte per depistare le indagini siano state fatte in un secondo momento. Ed è qui che ci sta l'inghippo... quando mai avrebbe potuto tornare alle casermette per compiere ciò?

crisma ha detto...

Toccare ambienti scomodi fa paura ai magistrati. Ormai regna l'incapacità che danneggia i poveri malcapitati. Vittoria da maggiorenne spero sceglierà il papà...sempre che qualcuno nel frattempo non gliela metta contro.
Gli assassini di Melania possono dormire sonni tranquilli...sempre grazie all'incapacità.
Nella vita ci vuole spina dorsale...e sembrano averla in pochi.

Kris

emax/massimo prati ha detto...

No Mimosa, i tuoi calcoli sono completamente errati e quando Salvatore Parolisi uscirà di galera tu ci sarai e ancora commenterai sul blog.

Questo perché 24 anni di carcere senza aggravanti, in Italia corrispondono a 18 anni di carcere fittizio perché in caso di buona condotta, basta non dimenticare di farne richiesta, si tolgono tre mesi a ogni anno. E' un po' come a scuola dove si fanno 50 minuti di lezione e si segna un'ora.

Perciò a metà pena, alla fine del dodicesimo anno scontato (quindi nel 2023 visto che è andato in carcere nel 2011) Salvatore Parolisi per la giustizia avrà già scontato 15 anni di carcere. Inoltre, essendo trascorsa già metà pena, potrà beneficiare di permessi premio (frequenti) e fare richiesta di scontare i rimanenti 6 anni (perché i tre mesi di bonus annuali valgono anche se si sconta il resto della pena all'esterno del carcere) a casa sua (di giorno al lavoro e di sera in casa con la possibilità di ottenere permessi quando ci sono feste particolari).

Quindi l'aver ottenuto la certezza di uno sconto di pena con l'annullamento delle aggravanti (e qui rispondo anche ad Enrico), in realtà è un buon risultato per la difesa di Parolisi che in un clima oltremodo ostile è riuscita a non far restare il suo assistito in carcere fino al 2035 almeno.

Ora il caporalmaggiore sa cosa dovrà affrontare. Per cui, essendo di stampo militare, metabolizzerà meglio di altri e se ne farà una ragione perché sa che quando uscirà di galera sua figlia avrà dai 14 ai 16 anni, non di più. Inoltre son certo che in carcere studierà imparando un altro lavoro, perché non fa parte di quegli sbandati che preferiscono far gruppo e giocare a carte in attesa di uscire e tornare a delinquere, e quando sarà fuori si troverà ad essere completamente diverso dal Parolisi attuale.

Ciò che non è capibile al momento, è se i Rea hanno compreso questi passaggi, se qualcuno glieli ha spiegati a dovere o se si sono affidati a un pool chi li ha seguiti non solo per ottenere una condanna, ma anche e soprattutto per garantirsi una buona visibilità da mettere in campo negli anni a venire per ottenere incarichi di prestigio (sia professionali che politici).

Usualmente chi crede di aver vinto, in circostanze simili, dopo pochi anni si accorge di non aver calcolato bene il domani e di aver perso su tutta la linea.

Perché la ruota della vita gira e chi è immerso nel fumo mediatico e investigativo di solito si fa trasportare dal proprio istinto e da chi muove l'onda. Ma questo va bene, in pratica non comporta effetti collaterali, per quelle parti civili chi dopo la condanna ottenuta non avranno più nulla a che fare con l'imputato... non per chi ha un anello che all'imputato lo lega per la vita (la piccola Vittoria).

I Rea potranno anche fare istanze e richieste, persino andare in tribunale e togliere la bimba al padre... ma questo varrà fino a quando la bambina sarà minorenne perché in ogni caso lei si chiama Parolisi e Salvatore Parolisi è suo padre. E quando raggiungerà i 18 anni sarà lei a decidere della sua vita, sarà lei a farsi un'idea sugli avvenimenti accaduti, sarà lei che ascoltando due campane (non più solo una) prenderà posizione, sarà lei che di testa propria deciderà se credere alla verità giuridica o alla verità che le detteranno sia il cuore che le tante mancanze investigative... e a queste ultime si aggiungerà l'accanimento messo in campo dai Rea che in quei momenti saranno soli. Gionni, Introna e gli altri non potranno nulla e saranno troppo impegnati...

Per salvare capra e cavoli e garantirsi l'amore eterno della nipote, come ho scritto avrebbero dovuto insistere con gli inquirenti, non dire in video che stavano facendo un ottimo lavoro, per fare in modo che sgombrassero il cielo dalle nubi. Invece più si guarda bene più le nuvole tolgono luce a tutte le ricostruzioni portate dall'accusa e accettate a mani giunte dai giudici...

Ciao, Massimo

Giacomo ha detto...

1.
A mio modesto parere, chi ha trovato il corpo di Melania non c'entra assolutamente niente con l'omicidio.
Probabilmente il corpo era già stato visto da passanti solitari che, per evitarsi grane e fidando sul fatto che prima o poi altri l'avrebbero trovato data la posizione completamente esposta, ha fatto finta di non accorgersi di niente.
Così penso avrebbe fatto anche "il telefonista". Ma pare che fossero in due. E, non fidandosi l'uno del comportamento successivo dell'altro, decisero di allertare i carabinieri, prendendo le loro precauzioni. Sicché andarono entrambi a Teramo, a fare la loro telefonata dalla cabina pubblica.
La loro prudenza si è rivelata oltremodo provvidenziale per loro, in quanto tutti: polizia, media e perfino i difensori del Parolisi, si sono molto rammaricati per non aver potuto mettere su di loro le unghie.
Sono sicuro che i due, se individuati, avrebbero fatto una brutta fine mediatica e giudiziaria.

2.
Sempre a mio parere, la sventura principale di Parolisi è quella di essersi imbattuto in difensori inidonei.
Non può essere un buon avvocato difensore chi si è accanito come parte civile in altri processi, come per es nel processo di Avetrana, contro due imputate condannate all'ergastolo senza un'ombra di prova.
Quella dell'avvocato difensore è una missione. Non si può essere legulei buoni per tutte le stagioni e tutti i ruoli.

Giacomo

TommyS. ha detto...

Giacomo

Potrebbe anche essere come hai scritto tu anche se conoscendo benissimo questo caso ne dubito fortemente.

In questa tristissima vicenda che ha fatto molte più vittime di quanto possa sembrare a prima vista, si è assistito ad un tragicomico teatrino dei pupi dove tutti hanno recitato, chi in maniera più credibile degli altri chi invece coprendosi di ridicolo e vergogna (anche se pochi l'hanno compreso), la propria parte.

Ed allora il duo difensivo (non dimentichiamo anche i legali che nel tempo si sono aggiunti nonché i consulenti tecnici di rinomata competenza), già ampiamente criticato e ridicolizzato con paragoni molto facili viste le sembianze fisiche, si è perfettamente adeguato alla trama generale. Perché è da ammettere che erano partiti molto bene con i primi ricorsi, ma ad un certo punto della vicenda devono aver ben compreso quali erano le uniche speranze dell'imputato, ed allora hanno preferito seguire un probabile copione che forse sin dall'inizio prevedeva quest'ultima scena, quella rappresentata ieri a Roma (che comporta il finale in sordina di Perugia).

PINO ha detto...

MASSIMO caro,
al tuo ed a quello di Parolisi, aggiungerei l'imbarazzo, nonchè lo sdegno di quanti, per mesi, hanno costruito dibattiti e ricerche su un caso, fra i più complessi, trattato in questo blog.
Dibattito dove non è mancato il prezioso apporto di esperti nei vari comparti dello scibile umano.
Ciononostante, la sola "convinzione" di un giudice ha deciso la sorte del malcapitato di turno.
Una realtà, purtroppo irreversibile, nonostante tu veda, nell'insieme dello scenario, una quasi vittoria per l'accusato, avendo la Cassazione non riconosciuto "l'aggravante", con conseguente riduzione della pena.
E' vero. Tale decisione avrebbe deluso le aspettative della p.c. e della famiglia lesa, ma resta pur sempre la vita rovinata di un uomo, le cui prove di colpevolezza furono, e resterebbero avvolte nella nebbia dell'incertezza, per la unidirezionale conduzione delle indagini.
Le inumane condizioni alle quali fu sottoposto SV, negandogli di incontrare la propria bambina, per tutta la durata di questi anni parrebbero dettate più da sadismo, che da ragioni burocratiche e di giustizia.
A lenire il disgusto prodotto da questo quadro desolante, resta quanto hai scritto, sul futuro, non tutto rose e fiori, al quale dovranno inchinarsi i componenti della famiglia Rea, quanto la figlia di Parolisi sarà in grado di capire gli estremi della tragedia, e fare la scelta più naturale di questo mondo: congiungersi al sangue del suo sangue.
Pino

Gabridget ha detto...

Bisogna conservare tutte queste conversazioni fatte per anni qui in questo blog e consegnarle nelle mani di Vittoria quando sarà maggiorenne...basterà questo per farle prendere la strada verso il padre! Sono tristissima, delusa e preoccupata per questo risultato e per questa giustizia che condanna senza prove! Sembra la Santa Inquisizione...equazione FEDIFRAGO = ASSASSINO

Gabry

Anonimo ha detto...

comunque sentire il fratella della vittima dire "c'è il dna di Salvatore nella bocca di Melania", la dice tutta. poi mi "sembrano" star bene quando vengono intervistati

luca

magica ha detto...

si sono arresi all'evidenza delle mancate prove di colpevolezza di parolisi.percio' pena decurtata .
chi ha l'autorevolezza di condannare ..possibile che non abbia visto le incongruenze di questo caso..?
il caso è diventato un caso nazionale di grande portata . non era possibile scarcerare parolisi : vi immaginate i media colpevolisti come avrebbero reagito ? avevo letto nei commenti su altri blog. di dare a parolisi la massima pena e certi la pena di morte . se lo avessero scarcerato sarebbe nato un can can mediatico ..
cosi' son contenti tutti : pena decurtata . non capisco i difensori che si accontentano .

TommyS. ha detto...

magica

Nonostante il proclama di un ricorso alla CEDU in caso la Cassazione avesse respinto questo, adesso si dichiarano "moderatamente" soddisfatti del risultato ottenuto.

E difatti, oltre a quanto già evidenziato da Massimo, su Panorama vi è un articolo nel quale si ipotizza che Parolisi possa già godere dei primi permessi tra 4 o 5 anni.

Pur sapendo che incorro nella facile accusa di complottista incallito, per me questo rientra molto bene in un disegno complessivo ed in un'abile regia dove tutti hanno recitato la propria parte, volenti o nolenti, anche sapendo, alcuni consulenti, di essersi resi ridicoli nel proprio ambiente professionale.

L'assurdo di questa sentenza è che invece di cassare la parte più debole di tutte e due le condanne, cioè quella relativa al reato di vilipendio di cadavere, hanno optato per togliere le aggravanti della crudeltà con la conseguenza di un ricalcolo al ribasso degli anni di condanna. Nel primo caso però si sarebbero dovute riaprire indagini che nessuno vuole più fare ed in realtà non ha mai fatto.
Ed anche questo per me è significativo di un accordo più o meno tacito su come chiudere questa triste ed esplosiva vicenda.

Stefania ha detto...

A mio avviso i legali ed i professionisti che hanno seguito Salvatore Parolisi hanno ben compreso e fatto comprendere al loro assistito che visto quanto davvero accaduto e che era loro ben chiaro, era ed è meglio trascorrere qualche anno in carcere, privati dell'affetto della propria figliola, privata la figliola dell'affetto del suo babbo, piuttosto che rischiare la vita fuori.

Parolisi avrebbe potuto essere difeso con ben altre argomentazioni. Non è che non ci si è arrivati. Si è scelto di non farlo per salvagli la vita.

Scarcerato immediatamente sarebbe stato uno morto che cammina.

Ed il pericolo non sarebbe stato rappresentato da chi gridava all'assassino, al carcere a vita, alla pena di morte.

Mi riferisco a chi davvero avrebbe potuto rischiare tutto se solo fosse venuta a galla la verità.

Loro non lo avrebbero permesso e mai lo permetteranno. Questi anni di carcere serviranno per addomesticare l'uomo Parolisi.

Riguardo Vittoria penso che i Rea possano chiedere, dopo la condanna definitiva, non piu' la sospensione della potesta genitoriale, ma la cancellazione della stessa. Chiedendo per lo zio Michele la possibilità di un affidamento della minore a scopo adottivo. Si', Michele Rea farà di tutto per adottare Vittoria.

Cosi' che la ragazza, una volta cresciuta, possa si' avvicinare il padre ma solo compiuti gli anni 18 e combattuta tra mille sensi di colpa: tradire il genitore biologico o il genitore che l'ha cresciuta?

Stefania

crisma ha detto...

Penso che il carcere sia un'esperienza che indurisce parecchio, dipende anche dal carattere. Parolisi è una persona totalmente diversa. Comunque leggere della piccola Vittoria fa male...e poi parlano dei diritti dei bambini. Spero che un bel giorno tutti sapremo la VERITÀ su questa dolorosa vicenda.

Kris

PINO ha detto...

Tommy/S
cit) Ed anche questo per me è significativo di un accordo più o meno tacito su come chiudere questa triste ed "esplosiva" vicenda.
Esplosiva, l'aggettivo con il quale hai definito l'intero caso, è quello che meglio si adatta a darne l'aspetto più probante.
Stefania, che con noi si unì nella tenace ricerca della vera, recondita sostanza che era alla base della tragedia, ne ha dato, sia pure "fra le righe" una spiegazione molto vicina a quanto definitivamente ipotizzammo.
Ritornare su quei passi non servirebbe più a nulla.
Affermo ciò, non per rassegnazione, ma perchè consapevole che non tutto, nella vita, segue la strada della logica e del buon senso.
Pino

Mimosa ha detto...

Caro Pino
citando TommyS e Stefania, hai interpretato il mio pensiero
(e mi fai risparmiare le parole)


Mimosa

Mimosa ha detto...

Oggi serpeggia tra i commentatori con infarinatura giudiziaria il “sospetto/dubbio” che si tratti di una Sentenza “di compromesso”, in presenza di due precedenti sentenze che hanno ricostruito scenari (parzialmente) diversi e soprattutto redatto Motivazioni completamente diverse.

E qualcuno timidamente ha sussurrato se togliere le aggravanti non sia un passo ambiguo ma forte che può far sorgere il dubbio sulla materiale responsabilità di SP verso la morte di sua moglie.

Insomma, l’avrebbe ammazzata lui, ma con delicatezza, e non ha nemmeno vilipeso il suo cadavere che si è graffiato da solo?

Queste sono soltanto le prime chiacchiere, per capire meglio bisogna attendere la lettura del dispositivo, quando uscirà.

Mimosa

Anonimo ha detto...

intanto scappino, pardon schettino condannato a sedici anni, ma resta libero.

luca

ENRICO ha detto...

@ Stefania

ctz”Parolisi avrebbe potuto essere difeso con ben altre argomentazioni. Non è che non ci si è arrivati. Si è scelto di non farlo per salvagli la vita.”

Sì Stefania. Avevamo ipotizzato anche questo vista la linea di difesa del “duo” talmente tiepida da far pensare ad un accordo sotterraneo fra le parti finalizzato a nascondere una “verità” scottante che coinvolgeva la caserma e di conseguenza le Forze Armate.

Allora però dovremmo supporre anche che, sia i parenti di M , sia Parolisi stesso, abbiano sempre recitato una parte in commedia seguendo un copione preciso e concordato a tavolino

TommyS. ha detto...

Enrico e Stefania

Parolisi libero non avrebbe comportato un rischio per la sua vita. Per evitare che potesse rivelare qualcosa, ammesso che abbia effettivamente chiaro chi ha ucciso Melania o cosa abbia portato alla morte della moglie, le pressioni sarebbero state effettuate minacciando i suoi affetti più cari. Metodo sicuramente più efficace e tranquillo perché uccidendo Parolisi (sempre per fare ipotesi) le successive indagini non sarebbero state più controllabili in alcun modo con rischi incalcolabili per tutti quanti.

Il fatto è che Parolisi condannato con sentenza in giudicato, magari con pena ridotta, fa sì che più nessuna indagine su quel delitto e su quanto lo stesso sottenda possa essere riaperta. E così è stato sin dall'inizio da quando si è capito che Parolisi avrebbe potuto essere il capro espiatorio perfetto, bastava solamente creare un gran caos mediatico contro di lui e manovrare sapientemente qualche pedina.

PINO ha detto...

Insostituibile MIMOSA,
non ho citato il tuo nome, ma è ovvio che resti parte importante di quel "con noi" che si impegnò nell'ostica ricerca effettuata sulla piccola odissea Parolisi.
Ne fosti l'archivio vivente per una irripetibile "squadra" composta da gente di livello intellettuale molto superiore alla media (sia detto senza presunzione, ma anche senza falsa modestia).
Voglio ricordare, fra gli altri, il prezioso apporto, per le individuali specialità professionali od attitudinali: Annika, LucaP, Tabula, Antonello, Sira, Stefania, Rita, Lori, Enrico, Tummulo, Tiziana ed alcuni altri di cui non ho sottomani gli estremi.
Credo opportuno ricordare, solo per precisione di cronaca i due articoli scritti, uno da te, ed il secondo da me, e pubblicati da Massimo Prati su questo blog, nei quali venivano analizzati, singolarmente, i quesiti proposti dall'intricato caso.
Quando credemmo di aver toccato il tasto giusto, fummo oggetto di non bene identificati "avvertimenti" (?), che valsero l'allontanamento di alcuni, fra i ricercatori, che paventavano, eventuali, ignote ritorsioni provenienti da altrettanta ignota fonte.
Fu solo sensazione?
Potrebbero rispondermi, se il ricordo non sia del tutto svanito, quei veterani della scomparsa "squadra" che ne erano i componenti.
Quindi non ritengo che vi siano concetti formulati oggi, che non siano già stati passati al setaccio all'epoca dei fatti.
Saluti cari, Pino

Anonimo ha detto...

Dalla D'Urso ieri si è toccato il fondo....evidentemente la condanna definitiva non basta a Teresa Capone...

..caso Melania Rea..abbiamo lottato insieme ai familiari, all'avvocato Mauro Gionni e a tutta la squadra di consulenti tecnici di cui sono orgogliosa di aver fatto parte..e siamo riusciti a dimostrare la colpevolezza di Salvatore Parolisi per questo brutale delitto...35 coltellate..inferte colpendo la vittima alle spalle..approfittando di una situazione di minorata difesa...il tutto con una bimba di 18 mesi a pochi passi...e al solo scopo di liberarsi di Melania..e del "fardello" di una separazione "complicata"...ora la Cassazione ha deciso che la pena dovrà essere "ricalcolata" perché non ha riconosciuto la crudeltà...ne prendo atto..seppur con amarezza.
Guardate cosa ha scritto la Bruzzone sul suo profilo facebook.

magica ha detto...

beh ! andare a leggere sul blog della bruzzone lo trovo deleterio . da rovinarti la giornata e se non bastasse : andare in bagno in tutta fretta .roba da rimanere secchi dal pessimo articolo .

sorry

ENRICO ha detto...

TommyS

ctz "Il fatto è che Parolisi condannato con sentenza in giudicato, magari con pena ridotta, fa sì che più nessuna indagine su quel delitto e su quanto lo stesso sottenda possa essere riaperta.

Quindi torniamo alla interpretazione più logica di tutta l’illogica vicenda processuale ed investigativa : la necessità di “coprire” ad ogni costo responsabili, piste, episodi e motivazioni alternative non proprio encomiabili avvenute all’interno di strutture militari ( in cui probabilmente anche il Parolisi si era infilato ma ne rappresentava l’ultima ruota del carro )

Infatti la Cassazione con una funambolesca decisione ha evitato il ricorso alla CEDU sede in cui si sarebbero riaperte le indagini dagli esiti imprevedibili

Ma, se la razionale consequenzialità non è un opzione, l’aver eliminato l’aggravante dl vilipendio di cadavere dovrebbe necessariamente far presupporre l’intervento di una terza persona.

E CHI sarebbe costui o costei ( o costoro) che avrebbe avuto interesse a deturpare un cadavere ? un burlone di passaggio ?

vanna ha detto...

Caro Massimo,
condivido in pieno il tuo articolo e anche la risposta di ieri alle ore 10,09.

Leggendo proprio "Volando" mi resi conto che Parolisi non poteva essere stato l'assassino di Melania.

Riportai il caso del giudice Ferraro e il riferimento di una certa Maria AAA che profetizzava nel blog Franceschetti dopo il ritrovamento di Yara, quello che sarebbe accaduto in data luna piena di aprile...
Che cadde il 18 aprile, giorno della morte di Melania!

E ricordo "la squadra" che portò avanti tenacemente l'innocenza del Parolisi, con Annika che stava avanti con lo stendardo Semenogelina.

Ricordo che, nonostante la prima pesante condanna che lui ricevette, scrissi che alla fine ce l'avrebbe fatta ad uscire ancora giovane, spiegandone i motivi.

Quindi, sicuramente come dici, la ragazza farà le sue scelte e la famiglia Rea dovrebbe cominciare a chiudere la bocca, per rispetto della figlia e della nipote.
Un saluto.

Vanna




TommyS. ha detto...

Enrico

La condanna per vilipendio non è stata cassata. Ed è proprio questo che ha salvato tutti dalla riapertura del caso.

E' stata cassata solamente l'aggravante della crudeltà con la conseguenza della necessità del ricalcolo della pena (si parla da 16 a 24 anni da diverse parti).

Sul ricorso alla CEDU ci credo poco in quanto ne vengono accolti veramente pochi a fronte delle centinaia di richieste di ammissione che provengono annualmente dall'Italia.

L'unico punto a favore dell'accoglimento sarebbe la negazione del Giusto Processo di cui all'art.6 della CEDU in quanto a Parolisi è stata negata l'udienza pubblica nel processo d'appello nonostante sia diritto dell'imputato di ottenerla anche nell'ambito del giudizio abbreviato. Ci sarebbe anche il fatto di non essere stato informato a tempo di essere soggetto indagato durante il famoso interrogatorio dell'11 maggio (se non sbaglio data), ma credo che oramai sia troppo tardi. Inoltre se accogliessero i ricorsi basati su queste eccezioni la corte europea sarebbe intasata di casi italiani e non solo.

Anonimo ha detto...

@ Mimosa
Effettivamente di “compromesso” ha parlato apertamente anche Sulas nella famigerata trasmissione della d’Urso. Durante una telefonata in diretta con Biscotti, ha dato la sua interpretazione della sentenza dicendo che a suo pare, non essendo affatto certa della colpevolezza di Parolisi, la Corte di Cassazione è addivenuta ad un compromesso, riducendo quanto più possibile la pena inflitta attraverso l’annullamento delle aggravanti per crudeltà. Biscotti, al quale Sulas ha chiesto conferma della veridicità della sua ipotesi, ha tacitamente assentito, rispondendo di non poter esprimere il suo parere in televisione ma che avrebbe potuto farlo privatamente.
Vorrei capire, a questo punto, se le aggravanti della crudeltà siano state eliminate precipuamente perché ritenuto impossibile che P. abbia potuto straziare il corpo di Melania dopo la morte, perché nemmeno gli avvocati ne hanno parlato apertamente. Se questa fosse la motivazione, mi chiedo, poiché si era ritenuto che nessuno al di fuori dell’assassino avrebbe avuto interesse a depistare le indagini con il vilipendio del cadavere, come abbiano potuto conciliare la sentenza di condanna con la mancata attribuzione delle aggravanti per crudeltà. Non riesco a ravvisare altri motivi per cui, a un delitto comunque efferato, sia stato possibile non attribuire le aggravanti per crudeltà. Per cui mi mi unisco alle domande di Enrico.
Concordo con TommyS, non credo in un problema di incolumità di Parolisi qualora liberato, eventualmente avrebbero potuto estorcergli il silenzio con altre modalità. Il fulcro del problema era allontanare in maniera definitiva i sospetti altrove, cosa che anche con questo straccio di sentenza ridotta al minimo, hanno ottenuto. Una volta trovato l’interprete dell’assassino perfetto con sentenza definitiva, non ci potranno più essere approfondimenti pericolosi che conducano verso la pericolosa verità.
@ Enrico
Sempre nella stessa telefonata con la d’Urso, Biscotti ha confermato l’intenzione, qualunque sia il risultato della rimodulazione della pena (che ha ammesso, codice alla mano, potrà oscillare tra i 16 e i 20 anni), di ricorrere alla Corte di Giustizia europea per i diritti dell’uomo. A quanto ho capito quindi non dovrebbe essere così scontato quanto affermi quando dici “Infatti la Cassazione con una funambolesca decisione ha evitato il ricorso alla CEDU sede in cui si sarebbero riaperte le indagini dagli esiti imprevedibili”.
Non credo infine in una “commedia delle parti” da parte di Parolisi e dei familiari di Melania, piuttosto credo che questi ultimi siano stati spietatamente manovrati e qualora un giorno, attenuatosi il risentimento che li acceca, se ne renderanno conto, sarà atroce per loro comprendere di aver contribuito a rovinare la vita di molte persone innocenti.
Inutile ribadire quanto sia delusa da una giustizia che non cerca la verità fino in fondo ma che si accontenta di compromessi alla “meno peggio” per non scontentare del tutto nessuno e soprattutto per accontentare i più forti.
Sarahkey

Anonimo ha detto...

Vedo solo ora che Tommy S ha in parte già risposto ai miei dubbi. Se però, come dice, la contestazione del vilipendio è stata confermata, continuo a non capire come i giudici possano concepire che a un delitto così efferato non si debba attribuire anche l'aggravante della crudeltà.
A proposito del ricorso alla CEDU, ho sentito Biscotti dire che lo intenteranno perché è stata negata all'imputato, già enormemente esposto mediaticamente, l'udienza pubblica da lui richiesta.
Sarahkey

Anonimo ha detto...

Alla vita in diretta l'avvocato Biscotti ha confermato quanto detto relativamente al ricorso alla Cedu, mentre il magistrato presente (di cui mi sfugge il nome) ha confermato che in generale esiste, laddove non vi sia certezza di colpevolezza, una condizione psicologica tale che induce i giudici a condannare l'imputato ma con una pena ridotta. Ecco la spiegazione della cancellazione dell'aggravante! Inutile sottolineare il sorriso di soddisfazione di Biscotti che aveva già parlato delle molte incongruenze di questo caso, non ultimi gli interrogatori estorti come persona informata sui fatti e non come indagato quando già P. era sospettato e il non aver potuto godere della funzione di garanzia di un processo pubblico.
Sarahkey

ENRICO ha detto...

TommyS

allora devo aver interpretato male la notizia perché non riesco a capire come sia possible che la Corte abbia eliminato l'aggravante della crudeltà quando il Parolisi avrebbe – secondo sentenza di condanna - trucidato la moglie infierendo su di lei senza pietà allo scopo di soddisfare i propri istinti crudeli ed immorali originati da motivi meschini , privato la piccolissima figlia della sua mamma ed infine martoriato il suo cadavere ! E’ un controsenso.

Il fatto che la Difesa sia decisa a ricorrere al CEDU mi sembra una buona mossa e penso che la richiesta avrebbe possibilità di essere accolta non solo a fronte delle giuste motivazioni segnalate dai legali di Parolisi ma anche perché la decisione della Cassazione di ridurre la pena all’imputato sottintenderebbe il dubbio sulla sua colpevolezza

@ Sarahkey

avevo scritto il post delle 13:32 senza aver approfondito a sufficienza la notizia

Mimosa ha detto...

Cara Sarahkey 17:30

hai esposto brillantemente quanto anch'io ho visto.
Confermo.
Mimosa

ENRICO ha detto...

Ps:
chiarisco :

" perché la decisione della Cassazione di ridurre la pena all’imputato sottintenderebbe il dubbio sulla sua colpevolezza e di conseguenza getterebbe un'ombra considerevole sulla effettiva corretta celebrazione di un giusto processo a carico di Parolisi "

Anonimo ha detto...


@ Enrico 17.51

Hai colto perfettamente il senso.

Sarahkey

PINO ha detto...

Forse si è incautamente sottovalutato il lavoro dei difensori di Parolisi.
Se la decisione degli stessi è quella dichiarata di inoltrare ulteriore ricorso al CEDU, l'azione rivelerebbe che lo "scheletro nell'armadio" ci sarebbe. E questo l'avrebbero intuito e valutato le principali parti in causa.
Che super tattica, però!

Mimosa ha detto...

Ciao Pino
in effetti Marco Liorni ieri ha definito Biscotti un "grande avvocato, di quelli tosti" ... e non lo denigravamo ... :-)

Carissimo, non era necessario citare il mio nome, chi ha seguito il caso allora, o chi torna a leggere i nostri innumerevoli interventi, forse anche capitando a leggere i miei due articoli, non può dimenticare il mio appassionato impegno in nome della verità.
Però, perdonami, credo tu abbia involontariamente quanto ‘ingiustamente’ dimenticato Pamba, che è stata spesso fondamentale nelle discussioni anche linkando articoli che solo lei riusciva a trovare, da brava “documentalista” come l’ebbi scherzosamente e con ammirazione definita.
Certo ce ne sono stati tanti altri di ottimi commentatori, anche se apparsi per poco tempo, come Anna che era del posto. I loro nomi sfuggono pure a me, speriamo non ce ne vogliano … e che riappaiano!
Ad ogni modo, hai pienamente ragione, nessun nuovo concetto può emergere ora, che non sia stato ampiamente già trattato per tre anni.

Però mi permetto di tirar fuori un link postato da Anonimo nell’ultima pagina dei commenti sotto l’articolo precedente e che si potrebbe, forse, commentare meglio, anche se a suo tempo avevamo molto discusso sul medesimo scenario, ma senza avere alcun riferimento preciso a persone:

http://www.articolotre.com/2014/11/omicidio-rea-ha-un-nome-e-un-volto-la-donna-che-avrebbe-ucciso-Melania/#comments

Che ne dite?

Mimosa

Mimosa ha detto...


ec
*noi* lo denigravamo (la tastiera ha scritto "non")

ENRICO ha detto...

@ Mimosa

beh, . quello che è riportato nell''articolo di cui al link

:http://www.articolotre.com/2014/11/omicidio-rea-ha-un-nome-e-un-volto-la-donna-che-avrebbe-ucciso-Melania/#comments

ricalcherebbe in pieno le supposizioni fatte da noi tutti in questo blog...sebbene non darebbe conto della presenza di Sg ( a meno di non ipotizzare UN complice che durante l'aggressione potrebbe aver tentato violenza carnale )

PINO ha detto...

Mimosa,
riporto l'articolo segnalato dal link che mi hai rimesso: Sconcertante.........
Si concretizzerebbe l'indicazione dell'orma insanguinata sull'impiantito del chiosco, e confermerebbe il numero eccessivo della coltellate, per un uomo addestrato militarmente per eliminare un nemico, come abbiamo sempre sostenuto.



"Ha un un volto la donna che avrebbe ucciso Melania


Melania Rea-Redazione-
La notizia è sconvolgente e la fonte parrebbe attendibile, anche alla luce di quanto trapelato ieri in merito all’omicidio di Melania Rea.

Salvatore Parolisi non si sarebbe trovato sulla scena del delitto, o quantomeno non avrebbe avuto parte attiva nel delitto della moglie.

L’indiscrezione riguarderebbe la figlia di un luogotenente dei carabinieri e si incastra perfettamente con gli sviluppi delle ultime indagini difensive: Parolisi avrebbe mentito anche su fronti che potevano scagionarlo.

Perché non è dato sapere.

Al Bosco delle Casermette Melania avrebbe dovuto incontrare l’amante del marito, Ludovica Perrone, per un chiarimento, ma le due donne mai si incontrarono. A Ludovica venne impedito di presentarsi a quell’appuntamento e le fu consigliato di dotarsi di un alibi di ferro.

Melania invece incontrò un’altra collega di Parolisi, la quale doveva convincerla a rinunciare di denunciare il marcio scoperto e la relazione tra Salvatore e Ludovica. La discussione degenerò in una rissa, Melania venne massacrata con 32 coltellate dalla soldatessa forse aiutata da una complice, dopo essersi difesa con tutte le sue forze.

L’assassina, a causa della furiosa colluttazione, subì una menomazione al braccio, una grave distorsione, tanto da essere successivamente esclusa dal corso di addestramento affidato a Salvatore Parolisi.




Anonimo ha detto...

A proposito di questo articolo mi chiesi allora, e ancora me lo chiedo, se lo scenario dipinto, perfettamente aderente alle ipotesi formulate su questo blog, sia realistico. Intendiamoci, non che trovi inverosimile la ricostruzione riportata, ma rimango interdetta per il fatto che una notizia tanto deflagrante non abbiamo avuto un seguito. Potrebbe trattarsi di quella verità che non "s'ha da sapere"?
Sarahkey

Mimosa ha detto...

@ Enrico
anche del complice seminatore avevamo discusso
la scena primaria la collocavamo nei pressi della roulotte (ricordi?) o dentro una casetta con le muffe
la Pineta era scena secondaria, per noi

avevamo fatto una ricostruzione che incastrava tutto, incluso il sequestro per una notte intera
con unico nutrimento di biscottini alle mandorle

ENRICO ha detto...

@ Mimosa

verissimo ! però come la mettiamo con la relazione autoptica che ESCLUDEVA la VIOLENZA carnale ?

ENRICO ha detto...

PS : chiarisco

.."però come la mettiamo con la relazione autoptica che ESCLUDEVA la VIOLENZA carnale... semprechè ci abbiano detto la verità ? ( non mi fido più di niente )"

Mimosa ha detto...

@ Enrico
l'aveva spiegato anche Annika: la "violenza" lascia inequivocabili segni nella zona, ma se la vittima non oppone resistenza, non ci sono tracce di violenza
insomma, ti ricordi che parlavamo della droga da stupro o comunque di un narcotico che non lascia tracce?
certo tutto ciò prevederebbe una premeditazione
un piano ben studiato nei dettagli, fino agli sfregi sul cadavere.
Un piano che prevedeva pure di incastrare il marito.

Mimosa

PINO ha detto...

Noi non tralasciammo nulla di tutto quello che ci venne sottomano, non escluso che MR fosse stata portata al chiosco già morta, altrove, e molte ore prima.
Ora, tutte queste riconsiderazioni, alla luce della "inattesa" ed inconsueta decisione della Cassazione, confortano, anche se tardivamente, quelle nostre elaborate teorie: non fummo, quindi, troppo lontani dalla verità.
Buona notte, Pino

Mimosa ha detto...

Buonanotte Pino, e anche buon giorno giacché ti collegherai prima di me.

A suo tempo dissi, che solo ragazze militarmente preparate potevano agire in quel modo, e solo un gruppetto di 3 persone poteva essere intervenuto, perché 3 è il numero minimo in cui i membri si possono controllare a vicenda, sarebbero sempre 2 contro 1 in costante scacco di ricatto e l’uno non vorrebbe mai essere messo in minoranza con rischio di minaccia vitale. Come può rompersi un patto con simile intreccio?
Solo con il tempo, e con la dispersione dei membri,
e anche con qualche screzio tra di loro.
Può essere avvenuto ciò?
Non posso dimenticare quella scena serale vista da alcuni abitanti di Villa Lempa
«2 donne e un uomo in tuta mimetica viste a Villa Lempa nel ‘tardo pomeriggio’ del 18 aprile, di cui una visibilmente scossa andata in bagno a vomitare: potevano essere i Soggetti Ignoti con cui si era incontrata Melania e che avevano assistito o essere state protagoniste dell’accoltellamento. Se erano in tuta mimetica non erano certo soldatesse del 235° Ascoli Piceno perché non si va in libera uscita in tuta, ma forse, ad es., ragazze appartenenti ad un gruppo di softair. E l’uomo? Badate “uomo” non un “ragazzo”, un “giovane”, ovvero un adulto di oltre 40 anni (era il padre che è venuto a prenderle a fine del gioco?). Non si sa di indagini in questa direzione» (Mimosa, 23 dicembre 2012, 01:32).

ENRICO ha detto...


Ecco spiegato il motivo per cui la Cassazione avrebbe eliminato l’aggravante della crudeltà

http://www.ilrestodelcarlino.it/ascoli/parolisi-commento-condanna-cassazione-1.664183

francamente il ragionamento mi sembra piuttosto capzioso perchè, a dirla tutta, lasciare la moglie agonizzante a morire per dissanguamento non mi pare meno disumano

PINO ha detto...

Buongiorno MIMOSA ed ENRICO!

Sono certo che, anche se volessimo nasconderlo a noi stessi, stiamo intimamente godendo di una sorta di virtuale risarcimento, per i nostri ipotetici assunti, ormai archiviati, ma più che mai validi.
Un risarcimento che potrebbe essere interpretato come una piccola, privata vittoria, di quella nutrita "squadra", pari, se non più soddisfacente di quella, come ricordava il nostro discreto e valido regista, Massimo Prati, toccata ai tanto denigrati difensori del Parolisi.
Una Cassazione che ha mostrato di agire con diplomatica destrezza, entro i limiti di uno spazio ben determinato, ma lasciando intravedere ulteriori possibilità d'azione, per una battaglia ancora non conclusa.
Cari saluti, Pino

Vanna ha detto...

Pino, è vero, e ricordo che tutte le piste furono battute con grande perspicacia e rigore.
Un caro saluto
Vanna

Anonimo ha detto...

__«2 donne e un uomo in tuta mimetica viste a Villa Lempa nel ‘tardo pomeriggio’ del 18 aprile, di cui una visibilmente scossa andata in bagno a vomitare: potevano essere i Soggetti Ignoti con cui si era incontrata Melania e che avevano assistito o essere state protagoniste dell’accoltellamento. Se erano in tuta mimetica non erano certo soldatesse del 235° Ascoli Piceno perché non si va in libera uscita in tuta, ma forse, ad es., ragazze appartenenti ad un gruppo di softair. E l’uomo? Badate “uomo” non un “ragazzo”, un “giovane”, ovvero un adulto di oltre 40 anni (era il padre che è venuto a prenderle a fine del gioco?). Non si sa di indagini in questa direzione»__

Se per "uomo" resta tale, non giovane o ragazzo, perche le "donne" diventano ragazze?

luca

Anonimo ha detto...

@ Enrico ore 8.50


Proprio perché condivido con te le perplessità sull’eliminazione dell’aggravante in un omicidio che, chiunque lo abbia perpetrato, di non crudele non ha nulla e proprio perché anche a me sembrano capziose le motivazioni che ci propinano a giustificazione di tale scelta , mi convinco sempre più che l’aggravante sia stato eliminato esclusivamente per ridimensionare il più possibile la pena comminata a P. per una colpevolezza di cui i giudici non sono affatto convinti. Altre ragionevoli giustificazioni non ne trovo. Certo è però che, come dice lo stesso Parolisi, “Se mi ritieni colpevole non mi abbassi la pena, se invece hai un dubbio, allora mi devi assolvere”.



Vi allego lo stralcio di un articolo di Carmelo Abbate su Panorama con lo sfogo di Parolisi:

“Mi sembra che mi abbiano dato un contentino” ha esordito l’uomo, in carcere da circa quattro anni per l’omicidio della moglie Melania Rea. “Se mi ritieni colpevole, allora non mi abbassi la pena, se invece hai un dubbio, allora mi devi assolvere”, questo il ragionamento del caporalmaggiore dell’esercito. L’avvocato ha illustrato il lato positivo della sentenza della suprema corte: si era partiti dall’ergastolo, oggi si scorge l’uscita dal carcere.

“Quando sei qui dentro, gli anni che ti rimangono da scontare non sono la speranza a cui ti aggrappi, anche un solo giorno in più passato tra le sbarre è una grande ingiustizia che continuo a subire”. Il legale ha fatto due conti e previsioni, Parolisi è apparso indifferente e rassegnato. “Quando uscirò da qui avrò tra 40 e 50 anni, che vita mi aspetta? Mi avranno tolto mia figlia, la gente mi guarderà come un assassino e nessuno mi darà un lavoro. Io che mi sono fatto da solo, non ho mai avuto un debito in vita mia e ora mi ritrovo con tutto pignorato”. Le sue ultime parole: “Avevo tutto, non mi mancava nulla, avevo tutto, avevo una bella vita”.



Sarahkey

Anonimo ha detto...

“Avevo tutto, non mi mancava nulla, avevo tutto, avevo una bella vita”.
Se avessi fatto meno il co.....ne avresti ancora tutto! E' triste doverlo dire ma è la pura verità! Certi errori è scontato che si pagano. "Chi è causa del suo mal pianga se stesso"
Dico questo non per voler inveire contro Salvatore, ma è palese che il suo comportamento incoscente ha rovinato non solo la sua stessa vita ma quella della figlia, dei suoi familiari, di quelli di Melania e soprattutto ha fatto si che qualcuno spezzasse la giovane vita della moglie. Sono convinta che la responsabilità che gli attribuiscono i familiari di Melania sia per questo e non perchè lo ritengano l'esecutore materiale del delitto.
Ma ora che ha preso piena coscienza dei soi errori, il carcere è si duro ma in certi casi può aiutare a meditare serenamente sul proprio operato e a far cambiare e nel caso in questione a far maturare una persona. Credo che le sue colpe, che sono certa siano involontarie, le abbia abbondantemente espiate in questi 4 anni e mi auspico che i suoi legali riescano a riaccreditarlo inoltrando ricorso al CEDU. Ed è a questo proposito che chiedo, a quanti di voi siano informati in materia, cosa può riuscire ad ottenere da questo ricorso dal punto di vista dell'ingiusta condanna?
Marilia

TommyS. ha detto...

Marilia

Alla pagina 11 e 12 di questo documento vi sono le risposte alla tua domanda.

http://www.echr.coe.int/Documents/Questions_Answers_ITA.pdf

In pratica la Corte può riconoscere un compensazione economica (con la quale pagare gli avvocati, le spese tecniche e dare un acconto sulle provvisionali riconosciute alle parti civili, verrebbe da aggiungere) per i torti subiti ma non può annullare alcuna sentenza che, comunque, per rendere ammissibile il ricorso, deve essere passata in giudicato.

La condanna di Parolisi non è ancora passata in giudicato in quanto la Cassazione ha cassato la condanna per quanto riguarda l'aggravante della crudeltà rinviando alla Corte d'Appello di Perugia per il ricalcolo della condanna stessa. Quando anche quest'ultima si sarà pronunciata ed ammesso non vi sia un ulteriore ricorso in Cassazione (anche da parte della Procura), potrà essere avanzato ricorso alla CEDU.

Sostanzialmente per Parolisi non cambierebbe molto dal punto di vista dalla pena da scontare in carcere, anche se un eventuale successo avrebbe un effetto mediatico e di immagine.

I processi possono essere sempre riaperti ammesso emergano nuove prove sostanziali a discolpa del condannato. E questo non è totalmente da escludere nel caso in questione.

ENRICO ha detto...

Mi pare fuori discussione che Parolisi sia stato implicato in qualche "affare" poco chiaro all'interno della caserma così come da ricostruzione riportata nell'articolo

http://www.articolotre.com/2014/11/omicidio-rea-ha-un-nome-e-un-volto-la-donna-che-avrebbe-ucciso-Melania/#comments

oltre che per sua stessa ammissione (la famosa intercettazione fra lui e la sorella Francesca) e che in seguito alla morte della moglie per mano di qualcuno che lui potrebbe aver individuato , abbia ricevuto minacce relativamente alla incolumità della sua bambina

Penso che i genitori di M sappiano anch'essi che Salvatore non ha ucciso M. ma che abbiano " accettato" di buon grado che il genero venisse incriminato ( senza eccessivo sforzo visto che non gli hanno perdonato di aver tradito la loro figlia) e che gli abbiano tolto la piccola per proteggerla da eventuali pericoli dovuti a possibili ritorsioni, meglio di quello che avrebbe potuto fare l famiglia di Salvatore

Secondo voi il mio è un ragionamento troppo contorto e sballato ?

si attendono e si accettano critiche :-))

Anonimo ha detto...

Grazie TommyS.
Si avevo intuito anch'io quanto mi hai postato e cioè che il CEDU non avesse il potere di annullare una condanna. L'unica possibilità per Parolisi è quella di avviare nuove indagini in forma privata perchè non penso che la procura abbia nessun interesse a procedere, e alla luce delle ultime notizie seguire il nuovo filone.
Marilia

Anonimo ha detto...

Enrico,
anche io non credo che P. fosse a conoscenza di segreti importanti ma è possibile che M. nelle sue "indagini" volte a scoprire le infedeltà del marito sia:
a) venuta a conoscenza di qualcosa che coinvolgeva qualche pezzo da 90
della caserma stessa.
b) denunciando, come aveva minacciato di fare, la relazione del marito con la P. qualcuno abbia temuto che potesse innescare un meccanismo tale da portare alla luce altri intrighi (forse anche pure di relazioni sentimentali) che coinvolgessero qualche alta carica.
Per me è uno di questi punti il tanto famigerato "segreto" di M., quello che le è costato la morte dato che chi l'ha aggredita non è riuscita a strapparle la promessa del suo silenzio. E' il segreto di cui parlava anche la sensitiva, all'indomani della scomparsa di M., che aveva descritto con molta ricchezza di particolari il crimine prima ancora che lo si scoprisse.
Quindi non credo che ci fossero pericoli per l'incolumità della bambina e neppure per quella di P. I familiari di M. sono sempre stati convinti, anche se mai l'hanno esplicitato, che la resposabilità di P. sulla morte di M. non sia diretta ma lo ritengono colpevole per averla causata. Lo invitavano a parlare, a dire quello che sapeva e solo quando si son resi conto che era determinato nel suo silenzio l'hanno accusato di essere lui l'artefice del delitto. Volevano che espiasse le colpe dei suoi tradimenti e quelle di non aver detto quaanto sapeva. E come ho scritto nel post precedente Salvatore è cosciente delle sue responsabilità e pur non sapendo dell'incontro organizzato dalla moglie il giorno della sua sparizione, ha capito subito, quando cercandola non l'ha trovata, che le era accaduto qualcosa "me l'hanno ammazzata" ha esclamato. Perchè sicuramente sapeva che intendeva far scoppiare un qualche casotto, è normale che la stessa Melania logorata dalla gelosia lo abbia messo al corrente anche solo sotto forma di minaccia.
Marilia

ENRICO ha detto...

@ Marilia

vedo che siamo sulla stessa lunghezza d'onda soprattutto per quanto riguarda il comportamento della famiglia Rea

Comunque sono convinto che il silenzio ostinato dietro cui si è da subito trincerato Parolisi mi fa supporre che temesse più fare nomi di persone probabilmente "intoccabili" che andare incontro ad una accusa di uxoricidio

Luca Cheli ha detto...

@TommyS e altri
In merito alla CEDU e alla revisione dei processi: non è (più) vero che una sentenza della CEDU non può riaprire un processo:

http://www.penalecontemporaneo.it/area/2-/514-/-/631-la_corte_costituzionale_individua_lo_strumento_per_dare_attuazione_alle_sentenze_della_corte_europea__un_nuovo_caso_di_revisione_per_vizi_processuali/

Molto lungo e articolato, comunque per estrema sintesi:

"Di conseguenza, la Corte perviene alla dichiarazione di illegittimità costituzionale dell'art. 630 c.p.p. nella parte in cui non contempla un «diverso» caso di revisione, rispetto a quelli regolati, volto specificamente a «consentire la riapertura del processo quando la stessa risulti necessaria per conformarsi a una sentenza definitiva della Corte europea»."

PINO ha detto...

ENRICO,
queste considerazioni le abbiamo fatte tutte, sistemandole in un pacchetto protetto da relativo laccetto.
E tu te lo ricordi certamente.
Riaprirlo ora servirebbe a poco o nulla, salvo, forse, il rivivere anni di cordiale collaborazione, per la ricerca di una verità che implicava circostanze che erano, e restano tutt'ora, fuori della nostra "portata".

Mimosa ha detto...

A QG ierisera l’avv. Gentile non è stato così ottimista come il sempre corrucciato Biscotti,
riguardo alla riduzione di pena ha detto che le previsioni di rideterminazione in esclusione di aggravanti sono “poco meno o poco più di 20 anni”.

Però c’è il “vantaggio” che, scontata la metà della pena, sono previste tante possibilità, come già ha detto il preparatissimo Massimo Prati.
Per buona condotta si tolgono tre mesi a ogni anno, e Parolisi, da buon militare, fin da subito si è distinto per “buona condotta”, l’hanno ammesso dal carcere, si è integrato, studia e si rende disponibile per molti servizi.
Potrà beneficiare di permessi premio, permessi di lavorare all’esterno ritornando in carcere entro una certa ora, e persino fare richiesta di scontare i rimanenti anni a casa, sempre però dimostrando di svolgere un’occupazione, come la Franzoni, insomma.

Il problema sarà che dalle parti di Somma Vesuviana nessuno gli darà un lavoro, ha troppo forza (diciamo così) la famiglia del suocero, e continuerà ad essere fatto di tutto affinché SP continui a stare lontano dalla piccola V.

annika ha detto...

Dopo il mio intervento sul DNA di Bossetti (altro caso dalle ragioni
assai confuse), per via delle mie oggettive difficolta' nel postare mi ero riproposta di leggere il tuo blog ma non commentare. Data pero' la mia passata intensa partecipazione al caso Rea, sento il dovere di esprimere un parere al riguardo.

Se realmente si fosse voluto indagare a 360°, oggi Salvatore Parolisi si troverebbe libero e felicemente accanto alla figlia Vittoria, ed i colpevoli di questa squallida faccenda sarebbero da tempo stati consegnati alla giustizia. Dato pero' che la giustizia in questo caso
e' stata come minimo pilatesca (ergo ingiusta - but don't rest easy guys, karma is a bitch and sooner or later she'll hunt you down) e che Salvatore era il colpevole designato da ben prima che Melania morisse, sappiamo bene che nessuna verita' su questa oltraggiosa faccenda verra' mai fuori. Eppure esiste una verita' lampante che e' da sempre stata sotto gli occhi di tutti ma di cui nessuno se l'e' mai sentita di parlare pubblicamente. Mi riferisco al corretto PMI di Melania al momento dell'inizio dell'autopsia, che non solo scagiona in pieno Parolisi, ma punta anche il dito "altrove". Per ottenerlo, basta considerare:

continua

Anonimo ha detto...

1. La Sg (la cui presenza congelata su cadavere accerta un rapporto sessuale a ridosso della morte), che sappiamo testare negativa a massimo 48h TSI, sia in condizioni ante che post mortem. Questa presenza non solo sposta l'orario ma anche il giorno del decesso al 19 pomeriggio.

2. La presenza di caffeina nel sangue e nel contenuto gastrico ma non nel capello. E allora, quanti minuti occorrono alla caffeina per
passare da stomaco/sangue a capello?? Molto pochi. Non solo, ma si racconta pure che Melania avrebbe agonizzato per diverse decine di minuti da aggiungere alla presunta 1 ora calcolata sui tempi del contenuto gastrico, oltre al fatto che il capello di un cadavere vive ancora per mesi e anni post mortem... Insomma, se in quel corpo c'era caffeina da assorbire, perche' i capelli non l'hanno assorbita? Ed ecco che i tempi accertati di assorbimento della caffeina raccontano una storia molto diversa dai racconti fantasiosi della perizia autoptica. Ma il punto non e' solo questo. C'e' anche che, non avendo
Melania ALCUNA traccia di caffeina nei capelli, sorge spontanea la
domanda: ma allora, prima di assumere la dose presumibilmente rilevata nel suo corpo in sede autoptica (stomaco e capelli), esattamente da quanti giorni Melania non aveva consumato una singola dose anche minima di una qualsivoglia bevanda contenente caffeina (caffe', cioccolata, tea, coke, ecc)? Strano no? E ccosa indica questa totale assenza nel capello ai fini dal PMI?

3. Sui polpastrelli di Melania era presente il DNA di almeno 4
individui sconosciuti di sesso maschile. Molto interessante dal punto di vista della sequenza degli eventi omicidiari, ma di quale DNA esattamente si trattava? Sperma? Sangue? Saliva? Urina? Touch DNA? Le prime 4 ipotesi scagionerebbero Salvatore per ovvie ragioni... La quinta lo scagionerebbe per via dell'iniqua persistenza max del touch DNA su pelle di corpo esposto all'aperto! Ecco qui che quel DNA, qualunque l'origine, appartiene ad uomini presenti insieme a Melania
appena prima del decesso, ed inoltre aiuta ad incriminare terzi e ad accorciare il PMI di un bel mucchio di ore!

continua

Anonimo ha detto...

4. Il rigor. Ecco, sul rigor consiglio semplicemente un secondo parere tecnico, perche' cio' che e' scritto nella relazione autoptica e' un semplice parere personale e non un dato oggettivo. Stando a dati scientifici e non semplici elucubrazioni personali, al fatto che fosse per la maggior parte vestita, alla scarsa massa muscolare di Melania e alla temperatura di Ripe in quei giorni (ebbene no, Ripe di Civitella
non e' ne' in Siberia, ne' in Alaska), i tempi vanno posticipati
almeno al 19.

-- 5. Il Vitrous K. Gli avvocati di Parolisi e un mucchio di altre
persone ha avuto quasi sicuramente accesso, o almeno lo puo' richiedere, ai risultati delle analisi svolte in sede autoptica ma omesse nella versione definitiva del rapporto autoptico. Sappiamo che il vitrous e' stato estratto. Peccato pero' che l'esito delle analisi di questo rivelatore di PMI manchi totalmente nella perizia... Cio'
nonostante, qualcosa mi dice che non farebbe altro che confermare un decesso il 19, visto che, se mai Melania fosse realmente morta il 18 aprile alle 3pm, in sede autoptica iniziata il 21 aprile alle 2.30 pm non sarebbe stato piu' possibile estrarlo!!!

6. Le larve. Ecco, qui basta rifare i calcoli dopo aver corretto un paio di errori grossolani di matematica pura ahime' pubblicati sbagliati nella perizia entomologica, e poi ricalcolare il nuovo PMI
corretto (che se non sbaglio gia' cosi' ci porterebbe alla sera del
18) correggendolo ulteriormente in base ai nuovi tempi di calcolo del
PMI specifici della Calliphora Vicina cosi' come ricercati e
pubblicati da Davies & Harvey 2012 (cioe' fino a + 24h).

Ci sarebbe altro ma credo che basti. Ognuno dei dati qui sopra
elencati ha tempi propri provati e riprovati in sedi scientifiche
prestigiose e pubblicati su testi e riviste di forensica. Dati che una volta confrontati l'uno con l'altro fornirebbero un risultato
pressoche' identico e un orario e una data ben diversi da quelli
finora affermati.

Ciao a tutti, Annika

Vanna ha detto...

Grande Annika!
Grazie!

Vanna

Vanna ha detto...

All'epoca evidenziai che la giovane allieva-amante era stata protetta subito da gran discrezione nonostante la pubblicazione di migliaia di messaggi.
Fu trasferita e si disse che la sua presenza al posto di lavoro era stata verificata il 18 aprile.
E il giorno dopo?

Il controllo venne fatto anche per altre soldatesse presenti in loco?

E' possibile che questa soldatessa,
avendo parenti illustri in campo militare e diplomatico,fosse protetta?

Parolisi sa e non può parlare.
I Rea sanno e devono dare la colpa a lui così che tutto può restare nel campo tradimento coniugale.

Ma è chiaro che in ballo c'era altro molto più grave.

Vanna


PINO ha detto...

ANNIKA
Avevo scritto un lungo commento, stamattina, appena letto il tuo post. Ma per cause che ignoro, è scomparso dal video.
Mancandomi la pazienza, e soprattutto il tempo di ripeterlo, lo riassumo in poche righe:
Il tuo apporto scientifico, in quella occasione, fu prezioso ed incomparabile ma, si trovò di fronte, come i nostri teorici, ma molto verosimili assunti, ad una barriera cementificata, costruita da ignote, esperte "regie".
Nulla si poteva fare di più, senza esporsi ad eventualità non gradite.
Tutto l'iter, che avrebbe caratterizzato la scabrosa faccenda sembrò, fin dalle prime battute, convergente in un unica direzione. Ogni altra, avrebbe contribuito a dissacrare ipotetiche, preordinate direttive.
E' ovvio che, non avendo a disposizione documenti reali ed incontestabili (oltre quelli, incontrovertibili, da te forniti ripetutamente, di carattere scientifico) Le nostre argomentazioni, erano e restano pur sempre nel campo ipotetico.
Restiamo fiduciosi che il CEDU restituisca a Cesare quel....
Cari saluti, Pino

ENRICO ha detto...

ctz"queste considerazioni le abbiamo fatte tutte, sistemandole in un pacchetto protetto da relativo laccetto.

Sì PINO lo so ma volevo sottolineare ancora una volta l' aspetto UNICO e peculiare di questo caso : la presenza mediatica plurigiornaliera continua ed assillante dei familiari di M. i quali hanno goduto per oltre un anno di uno spazio televisivo abnorme e non giustificato (in nessun altro caso di cronaca nera i parenti della vittima hanno potuto usufruire di una simile concessione) attraverso il quale hanno potuto veicolare le loro inflessibili accuse verso l’imputato suggestionando l’opinione pubblica – da cui, tra l’altro viene scelta la giuria popolare - in senso indiscutibilmente colpevolista

Mi chiedo dunque a quale scopo sia stata fatta questa singolare “operazione” mediatica , a quale scopo gli avvocati di Parolisi non abbiano con forza contestato – nel corso delle loro azioni difensive - le macroscopiche manchevolezze degli esami autoptici segnalati da ANNIKA né le altrettanto macroscopiche lacune investigative sia sugli incomprensibili ritardi nella scoperta del corpo, sia sulla dinamica del delitto, sia sulle arbitrarie valutazioni di testimonianze a favore di Parolisi.

Infine mi chiedo quale sia lo scopo reale di questo tardivo, spettacolare ed imprevisto scatto battagliero da parte del collegio difensivo che si dichiara fermamente, deciso – ma SOLO ADESSO ! - “ad andare fino in fondo “ ricorrendo al CEDU .

Forse perché i tempi lunghi previsti per una simile azione processuale concorreranno a far depositare una spessa coltre d’ oblìo su tutta la vicenda riguardo la quale mi trovo perfettamente d’accordo con quanto scritto stamattina da VANNA nel post delle 10:45 ?

Anonimo ha detto...

@Enrico

Spero che il ricorso alla CEDU consentirà di uscire per un attimo da un sistema giudiziario (quello italiano) fortemente condizionato da certi poteri e renderà così realizzabile, attraverso l'imparzialità del suo giudizio e il riconoscimento della sussistenza della violazione dei diritti dell'imputato Parolisi, l'avvio di una giusta e coraggiosa revisione del processo.

Sarahkey

Vanna ha detto...

Enrico buon pomeriggio!

E' interessante la lettura che fai delle presenze continue e incalzanti dei Rea in tv.
Ed è evidente che hanno veicolato le loro accuse verso P.S." suggestionando l’opinione pubblica – da cui, tra l’altro viene scelta la giuria popolare - in senso indiscutibilmente colpevolista".

Non sono ferrata in materia, alla fine del dibattito sarà presente una giuria popolare?

Se sì, potrebbero prospettarsi scenari ambigui e, nonostante una difesa più combattiva, il risultato potrebbe cambiare poco.

In definitiva, se Parolisi non c'entra dovrebbe uscire e non stare dentro, pur se con meno anni.

Lui aveva chiesto il processo a porte aperte, voleva forse dire cose segrete pubblicamente?

Non glie lo hanno permesso perché temevano che l'avrebbe fatto?

Lui comunque non ha parlato e, se non parlerà, uscirà prima del previsto.

Potrebbe continuare la carriera militare, qualche esperienza ce l'ha,
e si stanno aprendo orizzonti di guerra... è un soldato in più...
oppure potrebbe mettere a frutto gli studi in campo agricolo, se li sta continuando.

Ma è certo come dici che "la spessa coltre d'oblio" coprirà tutto e alla fine i Rea lo guarderanno con gli occhi del quieto vivere SE lui manterrà il segreto militare.

Potremo valutare ancora se il nuovo scatto dei morbidi avvocati è vero o
rientra in un gioco pilotato.

Francamente non mi fido molto di questo modo di procedere, ma aspettiamo.

Vanna




ENRICO ha detto...


@ Vanna

preciso che la giuria popolare era già presente al processo d'appello del settembre 2013 che si era concluso con la condanna di Parolisi a 30 anni di carcere mentre in primo grado era stato condannato all'ergastolo

ENRICO ha detto...

@ Sarahkey

dimmi malpensante ma questa "uscita" del ricorso al CEDU mi sembra più una scappatoia per camuffare un iter difensivo fallimentare ( voluto o meno ? ) più che la determinazione della ricerca di una verità processuale fino ad ora negata

Spero di sbagliarmi.

ENRICO ha detto...

@ Sarahkey

Ps: correggo

"una verità processuale fino ad ora CONTRAFFATTA "

PINO ha detto...

MASSIMO
Ct) :"...quando la figlia di Melania e Salvatore avrà 18 anni, ai nonni e agli zii non servirà pagare avvocati e periti di fama perché nessuno potrà imporre alla nuova donna una verità che solo se si hanno grosse fette di prosciutto sugli occhi può apparire vera. Troppe le mancanze che si stagliano su un omicidio e su un ritrovamento che chiamare strano è altamente riduttivo.
Sarebbe questo, forse, il motivo per cui, a "pomeriggio 5" si è lasciato una sfrenata ed ambia, viperesca libertà di linciaggio morale alla parente acquisita di MR nei riguardi di Parolisi, senza che l'avvocato difensore, collegata a mezzo video, avesse potuto adeguatamente intervenire, per frenare quel fiume in piena pregno di sentimenti che nulla avevano a che fare con il desiderio di giustizia, che nessuno può negare alla famiglia Rea, ma nei limiti di un contesto giudiziario, non già in quei siti e con quelle procedure da processi rivoluzionari, o da "inquisizione", come li avrebbe definiti il nostro preparatissimo amico Tummolo?
Riferendomi a quanto scritto da Enrico, circa la costante presenza mediatica dei componenti della famiglia Rea, la giostra non è ancora terminata, visto quello che ho sopra riportato.
E' giusto che i Rea ottengano giustizia: e loro diritto. Ma dare spazio a sentimenti che hanno più sapore di vendetta ed a interminabili, allucinanti persecuzioni giammai.
Pino

Anonimo ha detto...

@Enrico
Certo è possibile è anche piuttosto probabile, ma spero anch'io che ti sbagli.

@Pino
Purtroppo la famiglia Rea ha sempre monopolizzato i programmi televisivi e ancora glielo consentono. È vero che anche la Benguardato avrebbe potuto fare di meglio, soprattutto rettificando quanto di non corretto riferiva, come un fiume in piena, la zia di Melania. Avrai notato anche tu, infatti, che l'avvocato scuoteva spesso la testa alle esternazioni della zia. Capisco tuttavia che, quando non ti concedono il giusto spazio e il pubblico plaude a ogni parola della parente di turno, non sia facile.

Sarahkey

tabula ha detto...

ragazzi, l'unica osservazione sensata l'ha fatta Parolisi: "se mi ritengono colpevole, perchè mi abbassano la pena?".
Ovvero se hai dei dubbi mi liberi, non mi dai il contentino.

comunque volevo mandare un abbraccio ad Annika ed al grande Pino, oggi è pure sanValentino!

:)

Vanna ha detto...

Pino, hai ragione!

Le esternazioni di queste presenze familiari sono deprecabili ed eccessive.
Quando la bimba avrà un'età adeguata potrebbe informarsi e trovare materiale carico di risentimento se non di odio.
Non so come potrebbe reagire.

In questa vicenda ci sono molti elementi da considerare e tutti hanno il loro peso:
- il segreto militare,che può spaziare ad ampio raggio per arrivare alla Nato, all'Afganistan e... compagnia bella,
- l'allegra vita di brigata,
- la fanciulla e le altre,
- la fanciulla: chi e cosa ha dietro?
( Se fosse quello che immagino io, lei è stata usata come specchietto per le allodole per far sì che M.riferisse ad alte sfere ciò che stava accadendo e da quel momento M. e lui sono stati messi al patibolo).
- Gli amici con le mogli che stiravano,
- la presenza costante in loco dei genitori di Melania,
- le analisi fatte alla carlona ( di proposito)?

Mi sembra evidente che con questi macigni, l'accusa di averla uccisa per un rifiuto di lei sia un pugno di sabbia in confronto.

Eppure quella manciata è stata gettata di proposito negli occhi di parecchi addetti ai lavori e non solo, ed ha impedito di prendere le redini per una difesa che fosse determinata, robusta e vera.

Non credo che andare alla Corte dei Diritti dell'Uomo senza aver affrontato prima con chiarezza alcune ombre, possa sortire qualche risultato.

Francamente ho poca fiducia nella difesa di S., non mi fido per nulla.

I poteri forti hanno in pugno le briglie di tutti, anche dei Rea.
Non so come funziona tale Corte, quale storia e percorsi ha,
se veramente dietro la morte di M.c'è qualcosa di grosso e magari " globalizzato", tale caso potrebbe non ricevere la giusta attenzione.

PINO ha detto...

Ciao TABULETTA:-)
Un abbraccio affettuoso ed un felice S. Valentino valido per te, ma....anacronistico, per certi...altri.
Pino
Ho letto, VANNA, e concordo pienamente.
Ciao e buona serata
SARAHKEY
Mi fa piacere che non ti sia sfuggito il disgustoso episodio.
Ciao!

ENRICO ha detto...

Se ricomincia la sarabanda mediatica dei Rea vuol dire che l'ambigua sentenza della Cassazione e l'annuncio di ricorrere alla CEDU, potrebbero aver messo in allarme chi teme che “il caso” non sia chiuso e possa riservare in futuro sorprese non gradite ( anche se io ci credo poco perché se mi dite che la Benguardato non ha potuto /saputo /voluto (? ) replicare con decisione e sdegno alle esternazioni indecenti lasciate impunemente pronunciare contro i familiari del proprio assistito , significa che l’apparato mediatico ha già messo in moto tutte le sue più “raffinate” tecniche dis-informative allo scopo di prevenire eventuali rischiose derive innocentiste e non capisco quindi perché l’avvocato abbia accettato di partecipare ad una trasmissione-spazzatura di tal sorta .ben sapendo che, in un programma come questo, sia meno dannoso essere assenti che essere presenti ma impossibilitati o incapaci a difendere le proprie ragioni onde evitare che l’opinione pubblica di massa possa inevitabilmente essere portata a trarne un significato distorto )

magica ha detto...

quell'avvocato difensore di parolisi , ha la faccia tosta di acconsentire che tutte quelle pugnalte infitte melania non siano state fatte con cattiveria . perchè i tagli erano poco profondi
si vede che l'imputato aveva un coltellino con lama corta'?
dico faccia tosta perchè nel caso di avetrana dove anche un semplice avocatuccio avrebbe dovuto capire le illogicita' . invece lui come difensore della parte opposta si incacrenisce su fatti inesistenti , anzi infamando una ragazza di 20anni di mafiosita'
plaudendo all'ergastolo per mdre e figlia . è una vergogna.

Anonimo ha detto...

@Enrico
Senza dubbio i difensori di Parolisi, quanto a tattica in tv, si sono sempre dimostrati dei principianti. Certo che, davanti al popolo forcaiolo, non è facile farsi valere. Nella trasmissione di cui postavamo io e Pino, la Benguardato (per impossibilità o incapacità?) si è trovata a doversi giustificare con la zia di Melania che, sostenuta da continui applausi, la accusava scandalizzata di avere il coraggio di difendere un assassino. Come suggerisci tu, forse sarebbe stato più produttivo non intervenire affatto in trasmissione.

Interessante il concetto espresso dalla psicoterapeuta criminologa Luana De Vita: “o si smette di fare i processi in tv e su facebook e di pensare alla pena comminata come risarcimento o soddisfazione della vittima e di noi spettatori, o si cambia la Costituzione che vuole che la pena del carcere sia l’inizio di una riabilitazione del condannato. Il successo secondo il nostro ordinamento è individuare correttamente il colpevole e che questo si ravveda, non risarcire l’emotività degli spettatori o degli utenti dei social. Inoltre, il compito della Corte di Cassazione è quello di verificare se le procedure siano corrette. Quando ne coglie difformità e inesatezze procedurali chiede appunto, come in questo caso, che siano riviste. Se si decide che la legge è uguale per tutti, è uguale anche per quest’uomo che deve essere giudicato correttamente dai tribunali e secondo il nostro regolamento”.

Peccato che nella seconda parte dell'articolo, si precipiti di nuovo nel colpevolismo.

continua su: http://www.fanpage.it/parolisi-il-maschilismo-e-lo-sconto-di-pena/#ixzz3RpL1Vyaj
http://www.fanpage.it


Sarahkey

TommyS. ha detto...

@Luca Cheli

Mi sono letto la Sentenza della Corte Costituzionale che hai citato. La sentenza è dell'aprile 2008 e da allora il Codice di Procedura Penale non è mai più stato modificato nell'art.630 che elenca i casi di revisione ammissibili (il 634 prevede che siano ammissibili solamente quelli indicati al 630).

Prima della conclusione della sentenza il testo così recita:

"Pur dovendosi quindi pervenire ad una declaratoria di infondatezza della questione proposta dalla Corte rimettente – con specifico riferimento ai parametri di costituzionalità che sono stati richiamati – questa Corte ritiene di non potersi esimere dal rivolgere al legislatore un pressante invito ad adottare i provvedimenti ritenuti più idonei, per consentire all’ordinamento di adeguarsi alle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo che abbiano riscontrato, nei processi penali, violazioni ai principi sanciti dall’art. 6 della CEDU."

E difatti la Corte dichiarò non ammissibile la questione di legittimità costituzionale in quanto una sentenza della CEDU non rientrava tra quelle che potevano far riaprire il processo.

Purtroppo allo stato della legge una eventuale sentenza della CEDU che riconosca il fatto che nei confronti di Parolisi è stato negato un equo processo comporterebbe solamente un compensazione economica del danno subito ma non potrebbe di per se far riaprire il processo. In pratica Parolisi di quei soldi non vederebbe neanche l'ombra e dovrebbe aspettare la fine condanna con tutti gli obblighi ed i benfici eventuali di chi sia stato condannato con sentenza passata in giudicato.

Se uno però rilegge tutti e quattro i commi dell'art.630, considerato tutto ciò che c'è stato dietro il processo, vi è sempre la speranza che Parolisi possa in futuro essere prosciolto dopo una riapertura del processo.

Vanna ha detto...

Buonasera a tutti!

Questa mattina a "I fatti vostri" è stato invitato il giudice Imposimato al quale G. Magalli ha posto alcune domande in riferimento alla condanna Parolisi.

Da Milano ha parlato l'avvocato Gentile che ha detto che si andrà alla Corte dei Diritti dell'Uomo, poiché Parolisi non è stato trattato bene.

Si è trattato poi del processo abbreviato, praticamente tale tipologia di processo chiude alcune porte e può pregiudicare un eventuale abbreviamento della condanna.

Gentile ha ribadito che l'importante
è la riapertura del caso e loro porteranno avanti tutto ciò che non è stato considerato prima.

Mi sembra di aver capito che, se si sceglie il rito abbreviato, non c'è margine di attenzione presso il CEDU.

In ultimo, nonostante Magalli si sia soffermato sulla situazione della bambina, Gentile ha espresso giudizi molto positivi sui Rea che la stanno crescendo e non ha detto una frase sui Parolisi.

Nel complesso ho capito che per Parolisi non cambierà molto poiché non è stato crudele intenzionato, ma è ritenuto lui l'assassino.

Quindi la Cassazione non ha cambiato una virgola rispetto questo aspetto.

Il duo perché non ha chiesto subito le giuste perizie e lo fa solo ora?

Cosa è cambiato da allora?

Provo difficoltà a riferire dialoghi di argomenti legali, l'ho detto altre volte, se qualcuno vuol vedere la puntata, l'incontro è avvenuto all'incirca dalle 12,20 alle 12,40.

Sono imprecisa e chiedo scusa, ero indaffarata a preparare il pranzo per i miei nipotini.


Vanna


Mimosa ha detto...

Vanna, ho vista anch'io la diretta,
il giudice Imposimato, Presidente Onorario della Cassazione, mi è sembrato piuttosto critico riguardo ad una sentenza della Suprema Corte che rimandi ad un nuovo processo *solo* per la "rideterminazione della pena".

Mi ha dato l’impressione che creda poco alla colpevolezza di Parolisi
e soprattutto è stato molto critico nei riguardi del sistema del Rito Abbreviato, che secondo lui andrebbe adottato solo con il consenso della parte civile, quasi quasi facendo un appunto sulla scelta dei difensori.

Da parte sua, l’avv. Gentile mi ha dato, e non solo oggi, l’impressione che ritenga SP colpevole (a differenza delle ultime esternazioni dell’altro collega che ha palesato sicurezza nel voler “andare avanti” per dimostrare che “non può essere stato il Parolisi”), gli sfugge sempre qualche parolina di troppo...

Io, sinceramente, credo poco, anzi niente, nel ricorso al CEDU, innanzitutto non credo verrà presentato, e in secondo luogo per i tempi lunghissimissimi!
Quando il caso dovesse essere esaminato, Parolisi sarà già a metà dello sconto pena che il Tribunale di Perugia (‘foro’ di casa di Nicodemo Gentile) gli avrà comminato.
Ed oso dire di più: vedremo quanto peso ha questo legale tra i magistrati del suo Tribunale abituale.

Ciao
Mimosa

Vanna ha detto...

Buongiorno Mimosa, grazie per aver riassunto meglio di me.

Questa mattina molto presto e per puro caso, ho rivisto la puntata andata in onda ieri de "I fatti vostri", non sapevo che potesse andare in onda.

Sono d'accordo con le tue riflessioni su quanto affermato da Imposimato e dal Gentile.

Rivedendolo questa mattina,ti dirò di più, che Gentile era in difficoltà.
Anche io non credo al ricorso al CEDU, lo avevo già espresso, mi sembra un perdere tempo, un pretesto per continuare a lavorare sul caso, prendendo in giro Parolisi e permettendo alle Forze Armate di stendere l'oblio sul caso.

Questo morbidissimo e discutibile modo di procedere non fa altro che dimostrare non l'incompetenza del team legale che doveva tutelare il P., ma il loro completo inserimento a contribuire alla copertura.

Perché è evidente che non hanno avuto la forza di scardinare certe chiusure e proprio questo modo di procedere mi conferma che dietro c'è ben altro.

Aspettiamo comunque che mantengano quello che promettono.

Un caro saluto.

P.S.
A proposito di tv spazzatura, lo spazio che Magalli offre ai casi spinosi della cronaca nera è equilibrato per tempi e considerazioni, non infierisce e non riporta vuote chiacchiere, pone domande su ciò che appare con buon senso e semplicità dimostrando di essere informato sui molti dubbi che ruotano intorno.

Vanna



ENRICO ha detto...

Sono tutti ben consapevoli che Parolisi non sia l'autore del delitto , ma sono altresì tutti consapevoli che sia più " salutare" che in galera ci vada lui piuttosto di qualcun altro evidentemente "intoccabile"

Biscotti furbescamente si defila -mandando in tv al suo posto quel poveraccio di Gentile che non sa che pesci prendere - salvo riapparire dal nulla nelle vesti dell'angelo vendicatore tuonando che si "andrà fino in fondo" annunciando un ( inutile) ricorso alla CEDU, non per salvare il soldato Parolisi ma per salvare la propria faccia.

TommyS. ha detto...

Enrico

Se rileggi i miei commenti sulle conseguenze di una sentenza favorevole a Parolisi da parte della CEDU, ti accorgerai che, a parte una vana rivincita di immagine del condannato, gli unici benefici che ne deriveranno verranno totalmente assorbiti dai legali della difesa e dalle parti civili che così potranno rientrare di parte delle spese e delle somme riconosciutele dai tribunali ordinari italiani.

Riflettici.

Vanna ha detto...

Enrico e Tommy S.
Condivido in piano!

Vanna

ENRICO ha detto...

TommyS

"Riflettici."

eh, ho già riflettuto a lungo da tempo e sono giunto alla conclusione che TUTTI ( Accusa, Difesa, PC.) hanno interesse a chiudere la partita con il minor danno "d'immagine" possibile, con il maggior guadagno possibile in termini economici ( gli avvocati ) e con la soddisfazione di una rivincita morale ( la famiglia REA) il tutto "giocato" sulla pelle del soldato . Il quale può sperare solo in una detenzione più breve ed in un ritorno alla "normalità” fra una decina d'anni o giù di lì ma poi , non essendo stato, obiettivamente, uno stinco di santo, avrà il suo bel da fare a riacquistare. agli occhi della figlia una immagine paterna decente dopo tutto il casino che ha combinato pur convincendola di non essere stato lui l’autore dell’atroce fine della madre

Anonimo ha detto...

"riacquistare. agli occhi della figlia una immagine paterna decente"

ci credete davvero che Vittoria avrà la capacità, facoltà, libertà, preparazione per farlo? Dopo tanti anni in casa Rea?

M.

Anonimo ha detto...

E allora adesso lo possiamo dire ad alta voce che Parolisi è colpevole? Possiamo finalmente pensare a Melania, alla bimba e alla famiglia Rea? Giustizia è fatta e sta bene dove sta!

Da Marina Baldi..
e questa è la professionista??

"La dignità e la compostezza dei genitori di Melania Rea a cui mi lega tanto affetto, mi fa capire quanto sono piccole le persone che ancora dubitano della colpevolezza di quel verme che le ha dato 35 coltellate senza pietà. Non c'è rispetto per questa vittima e per questa famiglia. L'assassino della loro Melania è finalmente e definitivamente condannato. È ancora c'è chi, fregandosene di una cosa che si chiama RISPETTO della vittima e della sua famiglia mette in dubbio tutto. Ma la conclusione della storia giudiziaria di questo assassino lascia l'amaro in bocca...non ci sono vincitori né vinti in questa vicenda. C'è solo tanto dolore e la vita di una bimba e di una famiglia innocente segnata per sempre...."

leggete

magica ha detto...

ciao anonimo "leggete "
è lampante che parolisi POTREBBE aver ucciso la moglie .
pero' ci sono gli indizi che non combaciano con le sicurezze degli inquirenti.
manca la logica ed i tempi non sono consoni con l'omicidio .
anche al piu' ingenuo non puo' sfuggire, che ,quello che successe nei giorni precedenti: bugie impossibili, dette all'amante,di voler trascorrere con lei le feste di pasqua , gli improbabili suoceri permurosi a prenotare l'hotel per l'improbabile futuro genero .
tutto il contorno di quei giorni . poteve certamente trovare una ipotesi di colpevolezza di parolisi , come se lui si fosse trovato fra l'incudine e il matrello , ed abbia cercato una scappatoia uccidendo la moglie . a parte che se l'avesse uccisa lui doveva rispettare il lutto mai piu' sarebbe andato a trascorrere le feste dall'amante , con la moglie appena morta
anonimo , tutto non torna perchè i tempi e gli accadimenti . non combaciano , e la logica va a farsi benedire

emax/massimo prati ha detto...

Certo anonimo, lo possiamo dire che l'assassino ora in carcere è quello giusto. Lo dice la Baldi, l'han detto i giudici (pur non proprio convinti perché per un delitto del genere è assurdo concedere attenuanti) lo dicono tutti e lo dici tu.

E tu lo dici esattamente come lo dissero altri prima di te. Ad esempio quando condannarono Domenico Morrone (14 anni di carcere e 5 milioni di risarcimento pagati dallo stato) Daniele Barillà (sette anni e mezzo di carcere e 4 milioni di risarcimento) Giuseppe Gullotta (22 anni di carcere e 51 milioni la richiesta di risarcimento) Giovanni De Luise (che attende di quantificare il danno dopo 8 anni di carcere) e tantissimi altri semisconosciuti a cui tu e tanti bravi giudici, periti, procuratori, pubblici ministeri e opinionisti avete chiuso la porta del carcere dietro la schiena sputandoci sopra anche se si dichiaravano innocenti.

Possiamo dirlo, perché no, che ce ne frega a noi, mica ci stiamo noi in carcere! Mica hanno ammazzato a noi la moglie (e per come funziona la giustizia oggi se qualcuno uccidesse nostra moglie saremmo i colpevoli di certo anche se ci trovassimo in Mozambico - perché si può sempre pagare un sicario - auguriamo "lunga vita" alle mogli italiane, dunque)

Diciamolo all'opinione pubblica che Parolisi è colpevole al 100%, che ci può mai fregare delle tante mancanze scritte sugli atti, delle tante ricostruzioni impossibili ma accettate ugualmente perché, tanto, quel bugiardo del marito è colpevole... lo hanno detto la Baldi, Introna, Gionni, i Rea e giudici (sempre in maniera diversa e sempre a modo loro)... vuoi mai che sbaglino questi professionisti a giudicare?

Hanno sbagliato gli altri, quei periti procuratori pubblici ministeri e giudici che hanno mandato in carcere e rovinano la vita a quasi tremila innocenti ogni anno (queste sono le richieste annuali inoltrate nei tribunali d'Italia per ingiusta detenzione).

Hanno sbagliato gli altri e noi mica siamo gli altri... dai, come si può dubitare che quel militare sia colpevole dopo aver ascoltato e visto anni e anni di televisione...

Massimo

Anonimo ha detto...

Io ho sempre creduto nella sua innocenza...ho solo copiato il messaggio per farvi vedere quanta sia la cattiveria(a mio modo di vedere)di queste persone...Purtroppo ci si sfoga sui social netwoork visto che in tribunale non si vedono entrare...

una buona giornata a tutti

emax/massimo prati ha detto...

Non ci siamo capiti anonimo, quindi scusami se mi sono rivolto a te. Ma il mio sfogo rimane in risposta della Baldi e di tutti quelli che senza prove mandano in carcere i cittadini incensurati senza nessuno scrupolo.

Ciao, Massimo

Anonimo ha detto...

http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=parolisi&source=newssearch&cd=1&cad=rja&uact=8&ved=0CBwQqQIoADAA&url=http%3A%2F%2Fmentiinformatiche.com%2F2015%2F02%2Fmelania-rea-le-35-coltellate-di-parolisi-sono-senza-crudelta.html&ei=y73oVLOwK9LdarmcgtAC&usg=AFQjCNFLLS3qrUd_qLvB1NLeAtqDucyqQw&sig2=d5yDtYdxBxEdp9ogvcV0eQ

Ivana ha detto...

Segnalo:
http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2015/02/24/omicidio_melania_rea_motivazioni_sentenza_cassazione_parolisi.html

Avevo già espresso altrove (in data 12 febbraio 2015) il mio punto di vista riguardo alla questione della “crudeltà” e trascrivo anche qui il mio pensiero:
Mi sono chiesta come mi sarei comportata io se fossi stata presidente della corte di cassazione e ho risposto nel modo seguente:
gli indizi sono gravi, precisi, chiari e concordanti e non ho alcun dubbio riguardo alla responsabilità del Parolisi, però, in buona fede, non avrei saputo dire se ci sia stata anche effettiva crudeltà (nel senso di compiacimento nei confronti del dolore altrui), oppure se si è trattato esclusivamente di un omicidio d’impeto dovuto a un’esasperazione, cresciuta in maniera esponenziale, a causa di due donne ormai non più disponibili ad accettare una situazione per loro insostenibile: da una parte la moglie, consapevole del tradimento e non più disposta a concedere al marito quella libertà di cui aveva goduto in precedenza; Melania aveva forse scoperto altri messaggi compromettenti? Potrebbe essere ricorsa a parole intimidatorie, forse anche mentre erano in auto?; dall’altra parte l’amante (il suo “scri”) che non vedeva da troppo tempo e che non era più disposta a temporeggiare, infatti gli aveva posto un preciso ultimatum …
Il vilipendio è nato per il bisogno contingente di depistare le indagini .
Ecco: avrei considerato CERTAMENTE il Parolisi colpevole, ma per l’aggravante della crudeltà avrei ammesso di non avere dati sufficienti per confermarla …
Aggiungo, ora, che in base all’articolo 61 n.5 c. p. era stata presa in considerazione l’aggravante della crudeltà avendo sottolineato la cosiddetta “minorata difesa”, ma rimango dell’opinione che l’esasperazione abbia provocato un “corto circuito”, per cui ritengo che possa essere stata sufficiente l’ennesima parola (rancorosa? di sfida?) per far esplodere una rabbia troppo a lungo repressa e ormai non più contenibile (indipendentemente dalla situazione contingente di minorata difesa ).

Ivana ha detto...

Per Massimo Prati
Ti esprimo il mio punto di vista, perché ti considero una persona colta, sensibile e retta; spesso non condivido le tue opinioni, ma le divergenze opinionali rappresentano, per me, un arricchimento e sono utili per rivedere le proprie convinzioni alla luce delle convinzioni altrui; però, leggendo il tuo articolo, dedicato a Salvatore Parolisi, sono rimasta addolorata e temo possa recare ulteriore sofferenza alla famiglia Rea, già tanto provata (perché alla morte non c’è alcun rimedio!)…
Il tono, nei confronti della famiglia della vittima, mi sembra inadeguato e ingiusto; adesso c’è una verità processuale e il Parolisi risulta il responsabile dell’uccisione della moglie.
Personalmente, mai ho notato “ ira “ nella famiglia Rea durante le interviste televisive, bensì ho visto, in loro, tanto dolore unito al desiderio di avere giustizia per Melania; credo che per i Rea (e anche per me) sia apparso evidente il movente del delitto dai DOCUMENTI inerenti sia alla numerosissima messaggistica intercorsa tra Ludovica e Salvatore (una media di ben 8,9… telefonate al giorno e 6,6… messaggini quotidiani nel periodo che va dal 2 settembre 2009 al 27 aprile 2011) sia all’avvenuta prenotazione, da parte dei genitori di Ludovica, dell’albergo ad Amalfi …
La figlia di Salvatore, una volta raggiunta la maturità, GIUSTAMENTE, crederà a ciò a cui vorrà credere e se sceglierà di agire come hanno agito altri in casi simili (es: il marito della Franzoni e il padre di Erika) meglio per lei, perché la rimozione di una verità processuale dolorosa e inaccettabile potrà attenuare ogni possibile sofferenza; è comprensibilissimo, e da rispettare in silenzio, che una figlia voglia credere nell’innocenza del proprio padre…
Se Salvatore Parolisi, una volta libero, avesse ancora relazione con Ludovica, la figlia riuscirebbe ad aprire gli occhi? Molto probabilmente no e mi auguro di cuore che sia così; pare che anche i figli del Logli abbiano accettato in casa l’amante del padre senza manifestare dubbi e/o perplessità…
Non giudicherei neanche eventuali reazioni da parte dei Rea, ma credo che, essendo prioritario il bene della figlia di Melania, saprebbero semplicemente ignorare chi non merita la loro attenzione.
Mai, finora, ho notato nei Rea rabbia incontenibile, anzi il loro atteggiamento è sempre stato composto e pacato, anche quando, ormai, nutrivano fortissimi dubbi sull’innocenza del Parolisi.
Come puoi permetterti di dire come avrebbero dovuto comportarsi i Rea? Fortunatamente ci sono le varie interviste televisive che dimostrano come i Rea, dapprima, abbiano difeso Salvatore! Soltanto davanti ai depistaggi, messi in atto dal genero, hanno preso le distanze da lui.
Riguardo alla Sg, ritengo privo di qualsiasi fondamento sostenere che Melania abbia consumato un rapporto sessuale il 19 aprile 2011, altrimenti i tanti avvocati della difesa (pagati da Salvatore Parolisi) avrebbero insistito efficacemente, in sede processuale, su tale argomento.
Grazie per l'attenzione

Anonimo ha detto...

"...Colpevole ma non troppo, secondo la Cassazione, che nel dubbio gli ha concesso uno sconto."

Nell'articolo di Carmelo Abbate su Panorama, qualche considerazione in più.

http://www.panorama.it/news/cronaca/parolisi-cassazione-sconto-pena/

Anonimo ha detto...

http://www.today.it/cronaca/cassazione-parolisi-sentenza-motivazioni.html
Le motivazioni sono assurde!
Marilia

Anonimo ha detto...

Le mie considerazioni non sono nuove su questo blog ma forse vale la pena ricordarle.
Ammettendo il dolo d’impeto, mi chiedo come i Giudici abbiano potuto conciliarlo con l’evidenza di un omicidio perfetto in cui nessuna traccia del delitto compaia sull’assassino e la sua auto, né vi siano tracce dello stesso sul luogo del delitto, situazioni queste che sottenderebbero senz’altro una premeditazione. C’è poi da chiedersi come, senza un’attenta pianificazione del delitto, S. avrebbe potuto avere con se un’arma (anche alla luce delle testimonianze dei colleghi che sostenevano che S. non usava portare con se coltelli) e tutto l’occorrente per cambiarsi e ripulirsi senza lasciare tracce, e come sarebbe stato in grado di eludere la sorveglianza delle vedette in servizio a Ripe di Civitella, dal momento che queste non hanno visto transitare la sua auto né sentito grida. Sarebbe interessante sapere inoltre come i Giudici abbiano giustificato il fatto che, sempre partendo dal presupposto che non ci sia stata premeditazione, P. abbia condotto la moglie in un luogo diverso dal Pianoro, luogo verso cui erano diretti alla partenza da Folignano. Provo a fare alcune ipotesi e domande. Ammettendo che, già in auto, si sia verificata una lite tale da scatenare la rabbia di P, aver deciso di portare M. a Ripe e lì di ucciderla non sarebbe comunque configurabile come premeditazione? Quale sarebbe l’accezione del dolo d’impeto in questo caso? Sarebbe compatibile con un’azione quanto meno differita nel tempo? A voler pensare invece che l’intenzione iniziale di P. fosse quella di continuare a Ripe la discussione iniziata in auto con M. e che questa sia degenerata solo successivamente, dove sarebbe stata la logicità di farlo in una zona tutt’altro che tranquilla e fuori da sguardi indiscreti, visto che S. era a conoscenza dello svolgimento delle esercitazioni? Quale differenza ci sarebbe stata se avessero continuato la loro discussione direttamente sul Pianoro, magari in auto, viste le circostanze? Se non sono state queste le ipotesi formulate, si dovrebbe allora pensare che i Giudici abbiano abbracciato l’idea già del giudice di primo grado che voleva P. desideroso di un po' di intimità, e che in quel frangente sia scattata l’ira omicida. Ma c’è da chiedersi anche in questo caso, vista la mancanza di premeditazione, perché i due avrebbero dovuto decidere di scambiarsi effusioni proprio in un luogo in cui, ben sapendo ci fossero delle esercitazioni, sarebbe stato difficile trovare la giusta privacy.
Come Marilia, anch’io non riesco a trovare logiche le motivazioni addotte dalla Cassazione se non si dà risposta almeno a queste domande.
Sarahkey

Anonimo ha detto...

Sarahkey,
sarebbe auspicabile una revisione del processo (ma esiste?) perchè ci sono troppe contraddizioni nelle motivazioni di questa sentenza, per non parlare delle altre illogicità dei 2 precedenti gradi gi giudizio. Tutto ciò che è avvenuto e che avviene ritengo sia una grave offesa all'intelligenza degli italiani (almeno per chi ce l'ha e la sa usare) che hanno seguito con attenzione questo caso. Sono profondamente disgustata anche alla luce di altri casi che stiamo seguendo in questo blog e chye stanno prendendo la medesima piega. La forte sensazione di rabbia e di impotenza che ti attanaglia al pensiero della "giustizia" applicata a questi casi drammatici mi sta portando a valutare la decizione di estraniarmi totalmente dai fatti di cronaca presenti e futuri.
Marilia