martedì 1 marzo 2011

Livia ed Alessia. Non dimentichiamoci di non dimenticarle.

I giornali francesi degli ultimi giorni non hanno riservato alcun articolo alle gemelline Livia ed Alessia. Quelli svizzeri avevano già fatto la stessa cosa da ieri e se una coppia di italiani non avesse detto di averle incontrate domenica 20 Febbraio nel cantone dei Grigioni avrebbero continuato ad ignorarle. Grazie all'avvistamento un trafiletto lo hanno inserito ma da domani, in mancanza di novità, sarà l'oblio anche nelle loro pagine. Per la cronaca non è stata la polizia cantonale a controllare le città in cui s'era detto che potevano essere, ma una associazione del canton Ticino che si occupa di persone scomparse. Il brutto è che il coordinatore incaricato delle indagini, quello che si sta ancora lavando le mani nel pozzo di Ponzio Pilato, ha accettato di buon grado fossero uomini della stessa associazione a fare le verifiche, le uniche parole che è stato in grado di pronunciare sono state: "Per noi non c'è problema,  se l'associazione ha i requisiti legali può tranquillamente fare indagini per cercare di rintracciarle". Come a dire: "Piuttosto che noi è meglio lavorino loro".

In italia ancora se ne parla nonostante l'attenzione mediatica dal 26 Febbraio si sia, per ovvietà, spostata sulla morte di Yara Gambirasio. Fra l'altro domenica 27 a Cerignola un folto gruppo di volontari ha setacciato nuovamente il tratto di ferrovia dove Matthias Schepp ha cercato e trovato la morte. L'intento era quello di riuscire a recuperare altre parti del satellitare in modo da mandare alla casa madre più pezzi possibile e far sì che fossero facilitati nel ricostruirne la memoria. Qualcosa è stato trovato ma non sarebbero spezzoni di particolare rilevanza. In Corsica, a parte qualche ricerca sporadica, si tace e nulla fa presagire vi saranno più novità. Insomma tutto si sta evolvendo nella maniera pensata dal padre delle bimbe e la sabbia che il tempo lascia cadere sulle piccole Livia ed Alessia non gioca a favore di Irina.

Irina che pochi giorni fa è stata avvolta dalla solidarietà del piccolo centro in cui abita. Un corteo ha percorso le strade di Saint Sulpice arrivando fino a casa sua. Nonostante la stanchezza ed il dolore è scesa in strada e due bimbe le hanno donato dei mazzi di fiori. Il suo volto si è mostrato stanco e provato dalla sofferenza ma il gesto dei suoi concittadini, che hanno fatto capire quanto le siano vicini, meritava la sua presenza. Non si arrende Irina ed ogni volta che può lancia un appello affinché non si smetta di cercare le sue bimbe, affinché la tensione non si allenti e le persone continuino a segnalare gli avvistamenti in modo da coltivare la speranza di un imminente ritorno.

Matthias le ha regalato l'inferno, ne è consapevole, un inferno a cui si deve adeguare se non vuole perdere la ragione e continuare a sperare. Matthias le ha mostrato il lato crudele dell'uomo frustrato, quello che prende il sopravvento se la mente è debole e non riesce ad elaborare una vita diversa. Il suo piano non può essere nato in pochi giorni  e solo a causa dell'intervento di un legale. Le parole con cui rinfacciava ad Irina di avergli mandato un avvocato sono state la ciliegina sulla torta. Quella sofferenza in più che voleva patisse. Ora il dubbio è insinuato ed il pensiero della madre vagherà spesso nella direzione dei sensi di colpa; ci saranno momenti in cui crederà che se avesse agito in un'altra maniera ora avrebbe accanto le sue bambine. Niente di più sbagliato.

Matthias avrebbe ugualmente allontanato le figlie dalla loro madre; probabilmente il pensiero gli è balenato in testa appena ha capito che non sarebbero più stati una famiglia e fingeva che tutto andasse bene aiutandola a traslocare. Ed è probabile che anche l'ultimo viaggio nei ricordi felici con lei sia stato programmato con l'intento di provocarle un'altra ulteriore sofferenza. Matthias era malato, certamente malato, ma la malattia non era identificabile, nessuno poteva vederla ad occhio nudo, nessuno poteva diagnosticarla se non col senno del poi. Il suo non era più amore, il suo era odio puro per la persona che l'aveva abbandonato, per sua moglie.

Ma le bimbe non lo avevano abbandonato, loro c'erano ancora e lui lo sapeva. Per questo non poteva odiarle, per questo non può averle uccise. E' più probabile abbia scelto per loro una diversa sistemazione, una sistemazione che non contemplasse la presenza di una madre che, a suo modo di vedere, avrebbe anche potuto abbandonarle come aveva abbandonato lui. Lui che in fondo non si sentiva un marito ma il terzo figlio di Irina. Per questo in me la speranza di trovarle in vita non vacilla. Nonostante siano molti quelli che hanno abbassato la guardia e non ne scrivono più io non dimentico e mi auguro che siano tanti quelli che terranno viva la fiamma. Almeno in Italia.





6 commenti:

luciana ha detto...

"Lui che in fondo non si sentiva un marito ma il terzo figlio di Irina"..CONDIVIDO! Ci penso da sempre, giusta interpretazione della personalità del Sig. Schepp, neanche i più illustri ESPERTI SOTUTTO hanno fatto questa semplice considerazione....Bravo Massimo!
Solo che proseguendo, mi crea ansia sulla fine delle bimbe una possibile deduzione: il sentirsi figlio potrebbe anche aver generato una scarsa consapevolezza genitoriale ed una sorta di intromissione nel sistema dei figli, pertanto, poichè a me è vietata la convivenza con la MADRE,è giusto che anche a loro lo sia , una sorta di legge del taglione da parte di una personalità profondamente immatura.

Anonimo ha detto...

Che altro aggiungere? Speriamo. Spes, ultima dea...
Cesare

emax/massimo prati ha detto...

Ed infatti non le ha restituite alla madre come io credevo nelle sue intenzioni. Mi risulta strana una loro uccisione perché quanto fatto ad Irina è stato dettato da un odio profondo scaturito perché rifiutato come uomo, odio che non poteva in alcun modo provare per Livia ed Alessia che logicamente lo amavano, anche se è molto probabile non le vivesse come figlie a causa della sua immaturità.

Io non ho motivo per ritenerle morte, anche a cercarlo in una presunta pazzia non lo trovo perché è tutto così diverso dal solito. Voglio dire che un pazzo non elabora con tanta minuziosità un piano del genere, uccide e si suicida.

Però pensavo viva anche Yara ed invece... ciao, Massimo

Anonimo ha detto...

Ma potrebbe aver odiato il fatto che la moglie madre ci fosse per le bimbe ma non per lui etc...

Anonimo ha detto...

massimo!!!
le ultime notizie fanno ben sperare!!!
cerignola cercata giorni prima, o' professore..... :)
*sara*

malena ha detto...

http://brunabianchi.wordpress.com/


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