sabato 26 febbraio 2011

Yara Gambirasio è morta e la speranza ora si fa dolore e rabbia.

Il corpo di Yara Gambirasio è stato ritrovato ad una decina di chilometri da Brembate Sopra, a Ponte San Pietro, fra l'erba alta di un campo incolto. Almeno questo è quanto affermano i carabinieri che l'avrebbero riconosciuta dagli abiti indossati. Se la notizia venisse confermata la speranza che ci ha accompagnato in questi mesi si trasformerebbe in dolore. Un dolore immenso da non riuscire a descrivere. Immersi in questo dolore ognuno di noi, io per primo, dovrebbe rivolgere il proprio pensiero alla madre, al padre, ai fratelli della ragazzina, un pensiero che possa arrivare ai loro cuori ed aiutarli a spravvivere in questo momento straziante. Aiutarli a sopravvivere, perché sopravvivere dopo tre mesi di angoscia, di lacrime acide, di false speranze, non è affatto facile. Nessuno vorrebbe mai essere al posto loro perché nessuno di noi sa in realtà quale sofferenza abbia portato questa tragica storia in quella famiglia.
Quando ho letto la notizia sono corso dai miei figli e li ho abbracciati senza che ne capissero il motivo. Io l'ho potuto fare perché finora ho avuto fortuna; ma dopo averlo fatto, quando ho realizzato che Fulvio e Maura non potranno più neppure sperare di abbracciare Yara, ho avvertito un crepo al cuore e mi sono sentito in colpa. La loro figlia, non la mia, non la nostra, è stata trovata morta a distanza di tre mesi da un sequestro anomalo. La loro figlia, non la mia, non la nostra, non entrerà più dalla porta che la portava a casa sua, che la portava in camera sua. La loro figlia, non la mia, non la nostra, non li bacierà mai più, non li abbraccerà mai più, non gli parlerà mai più. Anche unendoci al loro dolore non potremo sperare di alleviare una sofferenza che non va alleviata, una sofferenza che va vissuta per cercare di riuscire a superarla. Yara non era figlia nostra e noi, pur soffrendo, non soffriremo quanto chi l'ha cresciuta, chi l'ha curata, chi l'ha amata per tredici anni, anche se l'avevamo idealmente adottata e le volevamo bene a causa di quanto accaduto, a causa di quel sorriso solare che ci appariva davanti agli occhi ogni volta che pensavamo a lei.

Ora non è il momento di criticare, di chiedersi per quale motivo, se davvero è stata portata subito in quel campo, in fondo così vicino alla sua città, nessuno l'ha trovata prima. Non è il momento delle critiche, che di certo prima o poi arriveranno, è il momento di chiedersi quale essere umano ha provocato tanta sofferenza. Una sofferenza che non si supererà mai realmente perché quel chiodo piantato nel cuore della mamma di Yara sta toccando anche il cuore di tutte le mamme d'Italia. Scoprire chi è il bastardo, o i bastardi, che hanno commesso un'altra assurda atrocità, perché non dimentichiamoci che tante mamme hanno subito identiche tragedie, è il minimo che le squadre investigative debbono garantire. E' il minimo che gli si chiede.

Quindi le ultime speranze sono svanite a tre mesi esatti dalla sua scomparsa, anche questo sarà un dato da valutare, e trovarci ora senza averne a cui aggrapparci ci rende vuoti e stanchi. Stanchi di notizie che danno solo dolore, stanchi del mondo parallelo al nostro fatto di malvagità ed ignoranza. Stanchi di tutto ciò che lascia in bocca il gusto dell'arsenico. 

Ciao Yara, addio non lo riusciamo a dire, daremo noi per te un grande abbraccio alla tua mamma e al tuo papà.


15 commenti:

nico ha detto...

Che dolore Massimo. Che dolore immenso e incurabile. Hai ragione, noi che abbiamo pensato a Yara per tre mesi, che abbiamo pregato per lei, che abbiamo trattenuto il respiro, noi non possiamo capire il dolore dei genitori, dei fratelli, dei nonni. Noi che abbiamo la fortuna di avere i nostri figli con noi, lasciamelo dire come mamma che per tre mesi ha pensato di non riavere piu' sua figlia. Tre mesi, tre mesi come Yara. Ma io ora l'ho qui, sta bene, eppure una parte di me sara' per sempre là dentro, chiusa in quei tre mesi. E i genitori di Yara non la rivedranno piu'. Con tutto il cuore pensiamo a loro, noi tanti, noi tutti, sperando che i nostri pensieri arrivino a dare qualche momento di sollievo alla famiglia di Yara. E noi tutti restiamo in attesa che si trovi il colpevole, non permettiamo che si chiuda così questa storia. Lo dobbiamo a Yara, e a chi per sempre soffrira' per la sua assenza. Saremo le sentinelle, che per tre mesi hanno sperato e che da oggi non daranno tregua a chi indaga perché chi é stato venga trovato. Siamo ancora qui, piccola Yara, e qui resteremo perché tu possa evere giustizia. Massimo é uno tosto, é anche un papa', e anche noi siamo tosti, non molleremo mai. Ciao, un abbraccio a te e alla tua famiglia

Anonimo ha detto...

Un dolore grandissimo.
Che lascia spazio al desiderio di prendere e punire chi si è reso colpevole di questo orrore.
Forse è troppo presto per farsi domande, ma non riesco a togliermi dalla testa il significato di far ritrovare il cadavere, a tre mesi esatti di distanza.
Un corpo, con gli esami giusti, parla.
Perchè non disfarsene? Perchè conservarlo (nel senso di non distruggerlo? Perchè correre questo rischio, per tre mesi? Proprio per farlo ritrovare? Perchè offrire questa chance agli investigatori?
Non credo per pietà nei confronti della famiglia, e di Yara.. Che voleva solo vivere.
-sara-

Anonimo ha detto...

Mi unisco in silenzio e con il massimo del rispetto al dolore dei famigliari e tuti coloro che almeno una volta hanno rivolto il loro pensiero a Yara.

Vorrei solo capire il perchè di tutto questo. Privare una ragazza dei suoi sogni non ha senso e non lo si farebbe in questo modo, troppo rischioso. Abusarne e fare ritrovare il corpo dopo mesi non vedo il motivo.
Questa storia doveva essere chiusa per nascondere un qualcosa? e questa era forse l'unica mossa per soddisfare tutti gli assetati ( mossa fatta male, viste le prime impressioni del pubblico ).
Ora bisognerà aspettare il referto dell'autopsia, ci fideremo anche di questo?

Yara tvb L.P.

valeria ha detto...

Non ho parole,solo tante tante
lacrime e una morsa che non allenta la sua terribile presa. L'apparecchio sul suo dolce sorriso lo vedo in quello di mio figlio e non lo dimenticherò mai!
Sono all'altro capo del mondo e vorrei tanto poter essere vicino a Yara almeno per un piccolo istante per dirle che mai la dimenticherò; e che la sua scomparsa mi ha buttato in una disperazione che non riesco a spiegare...Un infinito abbraccio, Yara, anche alla tua mamma che d'ora in poi ti avrà solo nel suo cuore straziato dal dolore...valeria

Anonimo ha detto...

non ho parole da quando hosentito la notizia alla TV il mio pensiero va a YARA e a tutta la famiglia in questo giorno di grande dolore dove tutte le speranze sono svanite..........un abbraccio anche se da lontano(SVIZZERA)a tuttiquelli che soffrono per questa assurda fine della cara YARA

Manlio Tummolo ha detto...

Come non associarci tutti insieme al terribile disperato dolore dei genitori, del fratellino, degli amici e di tutti gli abitanti della cittadina? La speranza troncata così ferocemente ed atrocemente, non può non dare a tutti noi un acerbo dolore. Agli investigatori tocca ora il compito non di una vendetta qualunque, non di colpire i primi capri espiatori che possano cadere nelle loro mani, ma di cercare con lucida, ferma pazienza, i reali colpevoli. Ora, tre vite di giovani fanciulle che potevano avere un grande futuro e forse dare a questa martoriata Nazione un futuro migliore, sono state troncate. Una piuttosto distante nel tempo, Elisa Claps, le altre due, Sarah Scazzi e Yara Gambirasio, in quel tragico 2010 anno infelice per tante ragioni, tutte e tre colpite dalla mano brutale di persone per probabili voglie sessuali che, invece di farsi fonte di vita, si sono deformate in fonte di sofferenza e di morte per tre innocenti. La mano non sarà sicuramente o forse la stessa, ma la ferocia, l'abiezione, l'immondizia morale, quelle sì sono le stesse, e io direi di collegare i nomi di Elisa, di Sarah e di Yara come sacri simboli nella lotta contro la ferocia umana che trasforma un istinto vitale in cupidigia di dolore e di morte.

Anonimo ha detto...

attendiamo i risultati delle perizie prima di affermare che si tratti di un reato sessuale...
-sara-

Manlio Tummolo ha detto...

Non possiamo essere certi trattarsi di reati sessuali: ora, è un fatto assai probabile tuttavia, ma ricordiamoci di Sarah Scazzi: le analisi del dr. Strada non riuscirono a negare la possibilità della violenza sessuale a distanza di 40 giorni circa dalla morte, ma neppure a dimostrarne la sussistenza, causa lo stato del povero corpo. Ora a distanza di circa 3 mesi sarà ancora più difficile. Ma per quale altra ragione potrebbe essere stata rapita se non per manìe di quel genere ? Non certo per portarla in discoteca o per derubarla; odio personale sembrerebbe ancora meno, salvo non tornasse la pista della vendetta mafiosa, il che tuttavia non basterebbe a smentire un'aggressione anche di tipo sessuale (tipico lo sfregiare la vittima per umiliare lei e i suoi genitori). Con investigatori così poco abili quali quelli sul mercato internazionale, non ci sono da aspettare soluzioni certe in nessun caso.

rita ha detto...

ciao Massimo,
avevi seguito sulla stampa di una rumena di 60 anni, che circa un mese fa, ha segnalato alla polizia un sogno, ha visto Yara lungo un corso di acqua, in un paese cerniolo cirgnolo, per cui gli investigatori hanno mandato le forze dell'ordinenrl forlivese, a Corniolo a cercare il corpo. Non è strano che si siano mossi per un sogno, sicuramente la signora ha fornito altri elementi, attendibili, e non è strano che il paese dove è stata trovata, si chiamo Chignolo? forse la Signora sa molto o no?

emax/massimo prati ha detto...

Ciao Rita. Non ho fiducia nei sogni delle veggenti. Corniolo è a pochi chilometri da dove abito io ed in quei giorni ti assicuro i buoni affari li hanno fatti i quotidiani locali. La rumena non sa più di quanto non sappiamo io e te, credimi. Ciao, Massimo.

giovanna ha detto...

purtroppo immaginavamo l'epilogo anche se la speranza era semrpe presente. Io ho provato una perdita simile anche se per cause diverse ... è terribile ... sono nel cuore di questi genitori e fratelli perchè non li aspettano giorni sereni ma pieni di angoscia

Stefania ha detto...

Ciao Massimo, ho apprezzato il silenzio che hai fatto seguire alla scoperta della morte di Yara. Ho letto questo articolo di Sandro Veronesi e ho pensato di condividerlo con te e con i lettori del tuo blog.

Yara, il male in scena di SANDRO VERONESI
LO sapevamo. Sapevamo cos'era successo a Yara, e cercavamo di non pensarci, di dimenticarlo, finché il caso non avesse deciso di sbattercelo in faccia.

Il caso: stavolta si è servito di un aeromodellista, che è uscito di casa un sabato pomeriggio per provare un aeroplanino e ha trovato gli amabili resti di Yara Gambirasio - in un campo incolto, con quei vestiti indosso e tutti i macabri dettagli che d'ora in poi gonfieranno giornali e notiziari. Lo sapevamo. Lo sapevamo anche se dicevamo di sperare ancora, e continuavamo a cercarla: Yara è stata uccisa. Quelli che indagavano lo sapevano così bene che già tre mesi fa, dieci giorni dopo la sua sparizione, hanno fatto tornare indietro un traghetto per arrestare un innocente. Lo sapevano tutti: il male si è manifestato a Brembate di Sopra, il 26 novembre, in quel modo classico, ormai, al quale siamo abituati - il mostro, il vampiro - , e noi lo sapevamo benissimo.

Mancava solo il cadavere, e solo per questo riuscivamo a portare quel minimo di rispetto alla famiglia che aveva chiesto il silenzio - solo per questo non sono stati slegati i cani. Ma era tutto pronto, e da oggi ogni trasmissione televisiva, ogni talk show, ogni rubrica di rivista o rotocalco si metterà a scavare accanitamente in questo orrore e farà scempio del dolore di un'altra famiglia italiana centrata in pieno dal meteorite del male. Gli inquirenti andranno nel pallone. Scenderà in campo la Polizia Scientifica, con la sua scienza
della compatibilità. Spunterà il sesso. Spunteranno plastici, criminologi, psicologi, spunteranno sospetti e accuse, e le iniquità più irripetibili verranno dette e ripetute. Qualcuno verrà arrestato. Confesserà, oppure non confesserà. Se non confesserà si potrà prolungare la macabra danza del cold case; ma anche se confesserà, pur di non far cessare quello squallido rito di elaborazione del male, molti non gli crederanno, diranno che starà coprendo qualcuno, che è stato un delitto di branco, di camorra, di ambito familiare, e pretenderanno di scavare a oltranza, per sapere, per scoprire.

Il lavoro verrà fatto fino in fondo, come è stato fatto con Sara, con Chiara, con Meredith, con Simonetta, con tutte le altre, e con tutti i bambini. Durerà anni. Forse alla fine un colpevole verrà trovato, forse no, ma intanto Yara non riposerà in pace, e la sua famiglia non potrà piangerla in pace, né vivere il lutto come dovrebbe essere vissuto. Oh, io prego affinché tutto questo non succeda, e a partire da oggi il rispetto e la pietà abbiano la meglio sul demone dell'approfondimento: ma so che invece andrà così, perché ormai questa civiltà dei media è malata, e la sola reazione che riesce a opporre al male che si manifesta è aggiungercene altro

emax/massimo prati ha detto...

Grazie Stefania. L'ho letto ieri e più scorrevano le righe e più mi sembrava fosse mio. Abbiamo avuto lo stesso pensiero ma chissà in quanti, vista la tiratura di Repubblica, l'hanno capito e condiviso. Dei giornalisti televisivi, ad ascoltare il bailamme televisivo di sabato sera e di ieri, che hanno ipotizzato senza sapere davvero ancora nulla, pochi. Ciao, Massimo.

rita ha detto...

sono Rita, scusami non ti voglio far perder tempo, ma non mi sono fatta capire. La signora rumena si è detta veggente, ma ha fatto un nome di paese, incerto, diceva cignolo cornio.. per cui sono venuti 2 giorni polizia e crabinieri a casa mia vicino a Forlì in un paese che si chiama Corniolo a cercare Yara lungo il fiume. Mi sembrava così strano, impossibile che abbian fatto tutto per un sogno, probabilmente lei ha dato altre indizi per cui si sono spostati..di zona. Ma il paese era chignolo.Lo abbiam visto ora! Non può essere una coincidenza.. lei sapeva che era a Chignolo: Chi è questa donna?

emax/massimo prati ha detto...

Ora ho capito il tuo ragionamento. Scusami Rita ma pensavo ti fidasti delle veggenti.

Molto probabilmente hanno vagliato la sua posizione e l'hanno ritenuta affidabile perché avrà dato altre informazioni. Ciò che è strano è il fatto che la caserma è a Bergamo, vicino a Chignolo, ed i carabinieri, è la polizia, non abbiano pensato di tornare a verificare quel paese.

Comunque ora, visto il nome simile, sono certo scaveranno anche su di lei perché a pensarci è davvero strano. Ciao, Massimo.