venerdì 29 marzo 2013

Matilda: uno scricciolo di 22 mesi che da otto anni attende giustizia...

Riflessioni emotive di Chiara

Il volto pieno di vita e gioia della piccola Matilda
Accadeva, purtroppo è accaduto, che in un bruttissimo giorno del duemilacinque una bellissima bambina di nome Matilda morisse a causa di un piede puntatole con forza sulla schiena. Una stretta sbagliata e violenta o un colpo ricevuto da un adulto maturo e vaccinato (maturo e vaccinato?). Un adulto che in quel momento l’accudiva, (l'accudiva?), un adulto che doveva avere cura di lei: piccolo scricciolo di ventidue mesi con bellissimi occhi pieni di speranza e un sorriso voglioso di vita. Accadeva, accadeva che gli adulti fossero due in quella casa (non uno di più, non uno di meno), sua madre e il di lei compagno. Inizialmente entrambi possibili assassini, entrambi coi propri elementi indiziari a carico, entrambi da indagare al meglio. Ma...

Accadeva anche che la Procura si innamorasse della letteratura, del classico dei classici: “di una bella madre omicida” (che fa sempre chic e buca il video) e archiviasse la posizione del compagno. Eh sì, avete capito bene, la Procura a quell'uomo non l’ha neppure invitato ad una udienza preliminare. Che ne so... giusto per mettere nero su bianco e fargli dare un'occhiata da un giudice, giusto per vedere se davvero andasse prosciolto. No, la Procura a un giudice non lo ha presentato dal vivo, preferendo "archiviarlo direttamente". Beh, magari mancavano elementi a suo carico - direte voi - certo che no! vi assicuro io. Sono le vie della giustizia che spaziano anche in luoghi mentali sconosciuti ai più. Ma si sa, il Diavolo ha poca memoria e fa le pentole senza coperchi. Così è accaduto che, “disgraziatamente per alcuni Pm”, la donna venisse assolta in primo grado. Tremore iniziale, ma calma apparente: poco male - si è pensato - tanto cè ancora l’Appello e la condanna è dietro l'angolo.

Ma...

Ma accadeva che “disgraziatamente” la donna venisse assolta pure in secondo grado. E c'è di peggio! Accadeva anche che la Corte d’Assise d’Appello si allargasse fino a dire alla Procura: "Procura mia bella, ‘scolta ‘n'attimo: ma come cazzo ti è venuto per la capa di archiviare il compagno e buttarti a capofitto sulla mamma? Non è che avresti fatto miglior figura se lo portavi a processo pure a lui, dinanzi al Gup e alla Corte d’Assise, che magari ti dicevano subito loro, senza che dovessimo farlo ora noi, che gli elementi su cui vedevi la targhetta "la figlicida è lei", in realtà avevano la targhetta con su scritto "l'assassino è lui"? Bon... senti a me, sai come la sistemiamo? Anche se siamo al nord facciamo che chi ha dato ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto ha avuto, scurdamoc’o’ passato con quanto ne segue... però tu mò molli ‘sta pora donna e mi incrimini l’uomo, così ce lo guardiamo per bene in tribunale... ok?"

Seee! Figurarsi! Paganini non ripete e anche le Procure suonano il violino una volta sola...

Accadeva infatti che il Procuratore Generale impugnasse la sentenza d’Appello innanzi alla Cassazione, dicendo: “Suprema Corte! E che cazzo! Mica si può andare a dire in giro che sbagliamo noi eh?! E' normale che si son sbagliate quelle due Corti e quei giudici, è normale, anzi, è evidente! E poi che vanno a scrivere sti togati? Che mi significa quell’invito a incriminare chi abbiamo già archiviato? Che fanno, offendono il nostro buon lavoro e se lo fanno loro credendo di farlo meglio?”.

Epperò.

Accadeva che il Procuratore Generale, anima bella e pia che fa il suo lavoro con dedizione, si prendeva 'na tramvata sui denti. Le Corti c'avevano visto giusto ed era proprio la Procura ad aver scazzato... ohibò! E mo' je toccava de fa marcia indietro e de incriminà l’omo! 

E il classico del classici?, si son chiesti i procuratori, non la conoscono proprio la letteratura d’appendice ste Corti d’Assise e di Cassazione? Non lo sanno per davero che se non è il maggiordomo, l'assassino è per forza la madre? Mannaggia a loro... emmò ce tocca fà ammuina.

Accadeva infatti che finalmente la Procura, rimasta senza un colpevole e triste, molto ma molto triste, perché, mannaggia, in mano già c’aveva l'assassina ideale, c’aveva... si rassegna a domandare a orecchie basse la revoca del decreto di archiviazione a quel genio di Gip che senza farsi domande gliel’aveva anzitempo accordata.

Ed ora? Ora non ci resta che aspettare e vedere se nei prossimi giorni spunterà la sagoma di un assassino, se la nostra cara Matilde avrà finalmente giustizia, quella che la piccinina si aspetta da "appena" otto anni. Perché se i giudici di tre Corti han detto e scritto che non è stata la madre, e se è vero che in casa c'era solo un altro adulto... sarà mica che qualcuno ci verrà a dire che è stata uccisa, che ne so, da un alito di vento entrato dal camino o dal canarino del vicino, psicopatico povera bestia, incazzato come 'na iena perché chiuso da sempre in gabbia! Non è che possono dirci che la piccina si è suicidata dandosi una scarpata sulla schiena...

Questa è una brutta storia, la brutta storia di Matilde, una storia che forse arriverà all'orecchio di "cert'altri Procuratori", procuratori che sull’uomo che han deciso loro di archiviare, anziché lasciare ad una Corte il compito di giudicarlo, non avevano equivoci elementi ma una, anche se inaspettata e confusa, confessione. Ed allora cosa faranno questi "cert'altri" Procuratori? Sicuramente invieranno subito un telegramma di condoglianze allo sfortunato collega di stanza al nord, accompagnandolo col provvido consiglio di chiamare qualche giornalista in più la prossima volta (i media aiutano se è possibile). Perché loro sì che hanno ancora una speranza. D’altronde non son tipi da affidarsi ad occhi chiusi al "classico dei classici", al "vecchio bavoso che importuna le nipoti adolescenti”. No, a loro piace cavalcare l'avanguardia e l'alternativa. Loro han scelto subito il diverso, un assassino “tipo cugina diabolica che scrive sms zozzi”. C'è differenza, dico, vuoi mettere?

Ma ripenso a Matilde e mi emoziono. Ripenso a quando l'amarezza è troppo grande e resta in bocca, a quando non si riesce ad ingoiarla e si decide di condirla d'ironia e lasciarla salire in cielo come un palloncino di 22 mesi, un palloncino colorato che si è sognato potesse arrivar lontano. Se non altro si può sempre sperare che raggiunga posti migliori di quelli frequentati in Terra...

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11 commenti:

Giacomo ha detto...

Brava, Chiara. A parte le parolacce, che non aggiungono nulla, anzi tolgono qualche cosa.

Giacomo

emax/massimo prati ha detto...

Le ho volute io Giacomo... sanno tanto di procura e realtà.
Ciao

Anonimo ha detto...

Da Chiara mi sarei aspettato un articolo giurisprudenziale e non un pamphlet in forma letteraria. La ragazza sa stupire. Mi diventerà una scrittrice. La vena c'è, e forse anche l'ispirazione. Brava Chiara, i miei complimenti!
Gilberto
P.S.
Augurandoti che sia solo l'inizio.

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissima Chiara complimenti per l'articolo,hai fatto una descrizione,del tipo," Papale-Papale",e secondo me quando i procuratori si fissano su una cosa sbagliano ,ma,non di poco,ma,di molto,una malattia si può curare bene o male,ma,se sei fissato difficilmente potrai esserlo.I tanti errori giudiziari derivano sia da cattive indagini e sia dal credere di aver individuato il probabile assassino,e scartando altre piste alternative.Certamente come dici tu,se non è stata la madre e non è stato il padre chi è stato? di certo non si è data un calcio o altre percosse da sola,secondo la logica almeno credo.Sul caso di Sarah che, certamente è un po diverso,anche li sono stati fatti degli errori,mettendo da parte un reo confesso "che genii" per buttarsi a capofitto sulla figlia,credendo che il movente della gelosia fosse più credibile,e vedi a che punto siamo arrivati.Oltre che essere fissati,ora credono che anche i sogni possono diventare realtà,e certo se non hai prove cosa porti in aula per convincere i giurati? un sogno,e una miriade di sms scabrosi,semplice come bere un bicchiere d'acqua.Ciao cara e tanti auguri di una felice e serena Pasqua.

chiara ha detto...

Grazie cari amici! scusate le parolacce ma questo scritto è stato una catarsi, fluita dalle dita come lo sarebbe stata dalle labbra...e ahimè, "non sono una signora"! :-))
Prima dell'avvocato ci sono la mamma e la ragazzaccia; se Matilda ha "chiamato" la mamma, la Procura ha scatenato la ragazzaccia...l'avvocato era ammutolito dal 2005.
Ma tornerà, Gilberto, tornerà...la gramigna non muore mai! ;-D
Grazie ancora e Felice Pasqua a tutti.

Antonello ha detto...

Bravissima Chiarissima, bellissimo pezzo, daltronde io qualcosina della ragazzaccia avevo intravisto fra le prime righe, ma credo che, non so perche', tu abbia trattenuto di non poco la vena poetica, peccato invece.
Storia triste ed emblematica di un mondo che lancia i primi butti ma che arrivera', con genitori nati schiavi e bimbi che li alleveranno.
Se non ricordo male ambienti bene, stanze impolverate e grandi, e questa stramaledetta violenza come protagonista, questa idea che se non si e' violenti non si e' neppure all'altezza.
E' vero, la violenza potrebbe persino essere dei pensieri e dei secondi fini, c'e' pure violenza nella volgarita' o in una schiavizzante slot machine, e spesso e' la vita che violenta, ma a quella violenza meno tangibile si dice che chiunque possa rispondere, a quella fisica no, non tutti riescono e questo origina delle differenze, stabilisce dei primati ed elegge capibranco, a volte origina delle tragedie.
Devo dire molto piu' onesta e sincera la violenza fisica anche se inaccettabile, l'altra violenza e' infermabile, si candida a diventare la bambagia delle nuove generazioni e l'incubo delle vecchie, cosi' com'e' capace di nascondersi fra i luoghi molto comuni quanto poco conosciuti.
In tutto questo vorrei sperare in una tragedia perche' di questa storia non son mai riuscito ad occuparmi, anche volendo "che cerchi un movente od un perche'???".
Mi ricorda vagamente la storia di Cogne, anche se credo sia ben diversa sotto molti aspetti.

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissima Chiara hai detto bene,uno scricciolo di bambina e che da tanto si attende giustizia,se mai l'avrà,e chi ha sbagliato paghi.Se ad'accudirla era il padre come mai non è stato indagato o messo sotto torchio per capire cosa era successo alla bambina? e invece si sono buttati nella direzione sbagliata?possibile che si deve parlare sempre di indagini svolte male? ma,credimi che sono nauseato di tutti questi delitti su poveri e indifesi bambini.Ti do un consiglio per le tue prossime riflessioni,scrivi qualcosa sul piccolo TOMMASO ONOFRI. E colgo l'occasione per dedicarti questo aforisma:
"Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati godrebbero felici di un'eterna giovinezza. La vita umana non è altro che un gioco della Follia". Con affetto Vito. Ti auguro una serena e felice Pasqua.

chiara ha detto...

Uno degli aforsimi più belli della filosofia, Vito! Solo la leggerezza consente di volare...

Un abbraccio a te e signora e l'augurio di un'ottima Pasqua del Signore, che sia la Resurrezione di tutto ciò che c'è di buono nel mondo e in ogni vita, anche la più segnata dalla sofferenza. Ciao caro. :-)

carla ha detto...

ciao chiara,
sei stata brava a riccordare della piccola Madilta,anche se è una notizia che non ha fatto l'odiens,con questo non significa meno importante......ti auguro un sereno e BUONA PASQUA....Carla

carla ha detto...

obs!mi correggo Matilda...

Vito Vignera da Catania ha detto...

Che possa questa giornata per un attimo lenire il dolore della perdita di una persona cara.Che il SIgnore possa dare forza e coraggio a tante mamme.Carissima Chiara auguro a te e famiglia UNA FELICE E SERENA PASQUA.