Visualizzazione post con etichetta Livia ed Alessia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Livia ed Alessia. Mostra tutti i post

mercoledì 19 febbraio 2014

Livia ed Alessia. Ecco ciò che nessuno vi ha mai raccontato sullo scenario di questa brutta storia

Livia e Alessia: per non dimenticarle occorre parlarne


Dato che da anni tutti ci raccontano di un Matthias Schepp incapace di elaborare un piano di fuga ma capace di uccidere e suicidarsi, di un Matthias Schepp in difficoltà mentale a causa del divorzio, ho deciso di proporvi, per conto di Livia ed Alessia che tanto amano i pennarelli colorati, un gioco particolare chiamato "indovina il mio disegno". Il gioco è semplice. Ad ogni notizia che riporterò (vera al 100% con tanto di link di verifica) disegneremo su un foglio una scena in modo che, arrivati all'ultima notizia, di fogli disegnati ne avremo tanti. A quel punto li uniremo per creare un unico grande disegno. Per vincere occorrerà essersi avvicinati il più possibile al disegno nascosto in cui qualcuno ha inserito le figlie di Irina Lucidi. Devo dire che non l'ho elaborato tutto da solo, c'è chi mi ha aiutato anche se per sua decisione non ne farò il nome, e che questo articolo non vuol essere un atto di accusa contro nessuna delle persone che citerò (anche volti differenti potrebbero portare allo stesso disegno), ma vuole inquadrarsi quale invito affinché chi può, investigatori e stampa, cerchi finalmente di controllare tutti gli scenari e sgombrare il campo da ogni dubbio. Iniziamo dunque col preparare una tavolozza di colori ed un foglio su cui fare lo schizzo della prima scena.

sabato 7 aprile 2012

Livia ed Alessia. Ecco ciò che nessuno vi ha mai raccontato sullo scenario di questa brutta storia


Dato che da un anno a questa parte tutti ci raccontano di un Matthias Schepp incapace di elaborare un piano di fuga ma capace di uccidere e suicidarsi, di un Matthias Schepp in difficoltà mentale a causa del divorzio, ho deciso di proporvi, per conto di Livia ed Alessia che tanto amano i pennarelli colorati, un gioco particolare chiamato "indovina il mio disegno". Il gioco è semplice. Ad ogni notizia che riporterò (vera al 100% con tanto di link di verifica) disegneremo su un foglio una scena in modo che, arrivati all'ultima notizia, di fogli disegnati ne avremo tanti. A quel punto li uniremo per creare un unico grande disegno. Per vincere occorrerà essersi avvicinati il più possibile al disegno nascosto in cui qualcuno ha inserito le figlie di Irina Lucidi. Devo dire che non l'ho elaborato tutto da solo, c'è chi mi ha aiutato anche se per sua decisione non ne farò il nome, e che questo articolo non vuol essere un atto di accusa contro nessuna delle persone che citerò (anche volti differenti potrebbero portare allo stesso disegno), ma vuole inquadrarsi quale invito affinché chi può, investigatori e stampa, cerchi finalmente di controllare tutti gli scenari e sgombrare il campo da ogni dubbio. Iniziamo dunque col preparare una tavolozza di colori ed un foglio su cui fare lo schizzo della prima scena.

giovedì 26 gennaio 2012

Livia ed Alessia. Il mare non le ha restituite, la terra non le ha restituite, ma per tutti riposano in pace. Ed è vero... c'è solo da capire dove e con chi


Tutto ciò che si poteva fare per trovare i corpi privi di vita di Livia ed Alessia lo si è fatto, ed il risultato è sotto gli occhi di tutti. Nessun corpo si è trovato in terra Svizzera e nessun corpo attribuibile a loro, ma anche nessun vestito e nessuna valigia, ha restituito il Mediterraneo. Nonostante questa verità c'è chi ancora ammonisce, cercando di zittire ed a volte deridere pateticamente, le persone che le credono vive. Come se quanto inculcato nel loro cervello dai media debba essere la pura e sola verità. Un paradosso allucinante che si basa su una convinzione dettata dal Matthias Schepp in una lettera, in una frase che cita esattamente: "Ora riposano in pace". Non ha scritto: "Le ho uccise ed ora riposano in pace", ha scritto: "Ora riposano in pace". Eppure quelle quattro parole sono bastate a far chiudere la speranza di una loro futura vita. Soprattutto perché a questa si è aggiunta l'esagerazione di parole dei media, spinte dalla pista del traghetto, e l'incompetenza degli investigatori che si sono adagiati cercandole sotto terra, nei laghi e nei mari, dando alla fine il loro responso funesto nonostante l'insuccesso del non ritrovamento. L'opinione pubblica non ha ancora capito che questi soggetti, a partire dai procuratori per arrivare ai giornalisti, non sono "oracoli", non sanno usare la palla di cristallo e convincono la "massa", portandola a credere ad un fatto incredibile, solo stuzzicando l'emotività del momento. Ma ormai il momento è passato. Davvero credete ancora siano morte? Davvero credete che il mare a quest'ora non le avrebbe restituite?

sabato 19 novembre 2011

Livia ed Alessia. Siamo davvero certi sia Matthias Schepp l'uomo straziato da quel treno?

Matthias Schepp con abiti differenti
Ogni volta che mi vien voglia di scrivere un articolo su Livia ed Alessia la rabbia prende il sopravvento e mi blocca. Questo perché da mesi in nessun organo d'informazione si trovano spunti da cui partire. E pur non apparendo insolito, in quanto la notizia si sta ormai irrimediabilmente raffreddando, fa comunque pensare che in tutta la faccenda ci siano più stranezze di quanto si possa credere. La mia è naturalmente una supposizione, ma è una supposizione partita sin dall'inizio, da quando mi sono accorto che i giornalisti hanno tralasciato fatti importanti, particolari utili alle indagini che sarebbero stati da sviscerare. Ed ancora oggi, parlando sempre della fase iniziale (quindi del suicidio di Matthias Schepp), ci sarebbero spunti tali da far riaffezionare e richiamare nuovamente l'opinione pubblica ad interessarsi della sorte delle gemelline. Ad esempio s'è detto che l'uomo, arrivato a Cerignola verso le 20.30 di sera, sia entrato in stazione per poi uscirne e tornare in auto, sia poi rientrato ed abbia iniziato a bere finendo alcune bottiglie di birra. E questo, fosse vero, significherebbe avere la possibilità di rintracciare almeno un altro testimone, la barista o la commessa che gli ha venduto le birre. Col suo volto sbattuto in tutti i giornali ed in tutti gli schermi per mesi, come mai nessuna donna o uomo si è presentato dicendo di aver venduto quelle birre allo Schepp? 

venerdì 7 ottobre 2011

Livia ed Alessia hanno sette anni, ma il compleanno non lo festeggiano con la madre

Livia ed Alessia
Guardate i volti delle bimbe nella foto. Volti sereni, felici e sorridenti. Ora guardate oltre la vostra finestra, guardate verso la casa del vostro nuovo vicino, dell'inquilino che abita da qualche mese nel vostro stesso palazzo. Cercate fra la gente che vi passa accanto, cercate nei cinema, nei "parchi gioco" della vostra città, fra i bambini che incantati osservano lo spettacolo dei burattini. Cercate due bimbe con quell'espressione, cercatele nelle terre dove si parla francese e portatele a casa, devono festeggiare, oggi è il loro compleanno. Si chiamano Livia ed Alessia ed hanno una madre che le sta cercando, se le incontrate diteglielo che non le ha abbandonate, che le cerca e vive nella speranza di rivederle. Loro non lo sanno, non sanno perché hanno cambiato casa, hanno cambiato vita ed abitudini. Non sanno cosa è accaduto e vivono forse ascoltando la voce del padre incisa su un nastro magnetico, forse l'unica cosa che ancora le lega alla famiglia che non hanno più. O forse non hanno né un nastro né quel registratore che non si è mai trovato. Forse quel piccolo mangianastri, a cui il loro padre non rinunciava mai, è nascosto in un luogo segreto e contiene la soluzione del mistero. 

lunedì 12 settembre 2011

Livia ed Alessia. Una procura da incubo con troppi scheletri negli uffici


Livia ed Alessia restano sepolte nell'oblio, non sotto terra o sott'acqua ma fra pochi ricordi e molte dimenticanze. La stampa tace e non pressa, i media televisivi danno notizie col contagocce ed i lettori a poco a poco chiudono gli occhi e si addormentano. D'altronde perché parlarne dato che fra i commentatori dei vecchi articoli, nei siti italiani francesi e svizzeri, c'è stato chi sempre più spesso ha preso a male parole chi cercava di occuparsi di un caso che, svanita l'emotività del momento, è diventato questione per pochi intimi? La maggioranza dei lettori è certa che delle piccole non vi sia più traccia, è certa siano morte, sepolte o gettate in mare fa poca differenza. Ed a nulla valgono le ricostruzioni logiche che poco portano a pensare si sia consumata la tragedia finale, ricostruzioni di certo più veritiere di quelle inventate, senza avere neppure una base di partenza, dagli inquirenti svizzeri. Perché, se ancora non l'avete capito ve lo dico io, "quelli" inventano mentre poltriscono sulle poltrone in pelle di camoscio dei loro uffici. Non c'è mai stata davvero la voglia di indagare, la voglia di ritrovare le piccole, ormai s'è capito che cercano il silenzio assoluto per poter chiudere le indagini e lasciare Irina Lucidi al proprio destino.

venerdì 19 agosto 2011

Livia ed Alessia. Matthias Schepp, il dito di polvere e lo specchietto per le allodole... d'oltralpe


Sono convinto che il Matthias Schepp sapesse con chi si sarebbe dovuto confrontare una volta rapito le figlie. Lui, ingegnere intelligente e pignolo con la passione per la vela e l'acqua alta, fosse di mare o di lago, non avrebbe mai perso una partita a scacchi con persone a diesel che necessitavano di un buon riscaldamento prima di partire. Persone che una volta in moto, e dopo aver messo la prima, hanno inserito la retromarcia e fatto una svolta ad "U" cambiando strada. Come poteva perdere? Era certo che sarebbe bastato alzare un dito di polvere, davvero non ne è servita tanta, per far sì che ogni rispettabile procuratore svizzero o francese "andasse in bambola" e prendesse la strada delle ricerche per individuare due corpi morti anziché quella delle indagini per trovare due bimbe vive. Ed il suo piano, a ben vedere, non era neppure così geniale dato che bastava "continuare a credere ad un depistaggio" per andare a cercare nel punto giusto. Non servivano "geni dell'intelligence", non servivano super-investigatori alla Poirot, sarebbe bastato continuare a ragionare nella maniera migliore e continuare a farsi buone domande quali, ad esempio: "Perché lo Scheep è andato a fare bancomat diverse volte in una giornata? Perché gli servivano soldi? Dov'erano le figlie fra le 10.00 e le 15.00 del 31 gennaio mentre faceva il tour dei bancomat di Marsiglia? Morte nel baule dell'auto o in casa di un amico/a?". A queste sarebbe bastato dar semplici risposte: "No, soldi ne aveva e non gli servivano visto che quelli ritirati li ha spediti alla moglie". Ed ancora: "No, nel baule no perché i cani molecolari non hanno rinvenuto l'odore tipico dei corpi morti. Con qualcuno conosciuto invece potevano essere... forse".

venerdì 15 luglio 2011

Livia ed Alessia. Eppur qualcosa, anche se poco alla volta, si muove...

Qualche giorno fa è giunta la notizia che a Termoli si erano viste le figlie di Irina Lucidi. Questa si è sparsa in un batter d'occhio e Livia ed Alessia in internet avevano ripreso forma e voce. Nello specifico si era detto fossero state avvistate in un villaggio turistico, con annesso stabilimento balneare, e riconosciute da diverse persone, sia fra quelle che stavano lavorando che fra i bagnanti. Però è strano che non siano state fermate da nessuno e non ci sia stato neppure chi ha avuto lo spirito di iniziativa, minimo occorre dire, per formare su un cellulare il numero 112 o 113. Per cui le bimbe, sembra accompagnate da due uomini rom, sono nuovamente tornate nella nebbia senza ci sia stato neppure chi, seguendo la piccola comitiva per un breve tratto ad esempio, abbia potuto dare almeno l'indicazione del mezzo in cui sono di certo salite, un tipo di auto o una targa sarebbero stati graditi alle forze dell'ordine. E' logico che non tutti agiscono allo stesso modo, che in presenza di dubbi e insicurezze non è facile fare quanto andrebbe fatto. E sono questi dubbi e queste insicurezze a ribadire che non v'è certezza fossero loro, questo nonostante le postume certezze del proprietario e della cameriera che però, ed è strano, hanno aspettato veramente troppe ore prima di chiamare i carabinieri.

martedì 28 giugno 2011

Livia ed Alessia. Il procuratore di Losanna dovrebbe leggere un libro di Collodi


Credici, tu credici sempre. Questo mi diceva il mio allenatore quando, prima di rompermi i crociati ed il collaterale interno del ginocchio sinistro, ero un promettente portiere di calcio. Lui era il mio "grillo parlante", mi stava accanto, mi suggeriva le mosse migliori e non sbagliava mai. Ed io gli credevo e non mollavo. Per questo riuscivo a fare ciò che altri non riuscivano a fare. Crescendo mi sono reso conto che non sono tanti quelli che hanno frequentato i centri sportivi, quei luoghi dove prima che di imparare a giocare al calcio, o qualsiasi altro sport, ti insegnano la lealtà, il rispetto, l'amicizia, la fiducia e cosa significa vivere fra gli altri in armonia. Sono pochi quelli che non mollano mai, quelli che sanno che mollare è un po' come morire. Morire sì, perché ogni volta che lasciamo perdere, che molliamo, un piccolo centro del nostro cervello ci lascia e se ne va. E più lasciamo perdere e più materia grigia perdiamo. Purtroppo i media moderni vivono di numeri, ed i numeri sono i lettori, i telespettatori, ed hanno i minuti contati quei programmi che non fanno audience, quelli che non riescono a restare sulla notizia del momento. Questo è il motivo per cui da tempo non si hanno più informazioni su Livia e di Alessia, nessuno pressa le istituzioni preposte alle indagini perché l'interesse dell'opinione pubblica è scemato.

lunedì 13 giugno 2011

Livia ed Alessia. Trovata la saliva di una gemellina nel baule dell'auto... ma è una notizia o è una mezza notizia?

Con una strana tempestività il procuratore di Foggia, Vincenzo Russo, ha dato la notizia della traccia salivare ritrovata nel baule dell'auto di Matthias Schepp. Traccia che apparterrebbe ad una delle figlie di Irina Lucidi. Ho parlato di una strana ed ambigua tempestività semplicemente perché gli inquirenti svizzeri hanno dichiarato ai giornalisti di sapere che fosse saliva di una delle due bimbe già da tempo. Per cui mi chiedo... qual'è il reale motivo che ha spinto il dottor Russo ad accettare di intervenire in diretta al programma di Salvo Sottile? Per cui mi rispondo... non sarà perché ha voluto fare una bella figura di fronte all'opinione pubblica? Non sarà perché ha voluto far vedere che in Italia, a differenza delle altre due nazioni implicate nella scomparsa delle bimbe, si sta continuando ad indagare? Insomma pare strano che una notizia non uscita quando saputa, una notizia che per essere completa necessita di ulteriori analisi che certifichino la presenza di un eventuale veleno o sonnifero nel liquido salivare, esca a distanza di tempo ed in modo così insolito.

venerdì 10 giugno 2011

Livia ed Alessia. E' come se il vento ne portasse le voci


Forse ve ne siete dimenticati ma in Svizzera c'è un paese di nome Saint Sulpice che fino a pochi mesi fa nessuno, o quasi, conosceva. Lì abitavano, con la loro mamma, due belle bambine bionde di sei anni, due gemelline, Livia ed Alessia. Saint Sulpice è una tranquilla cittadina con pochi abitanti. Se ne sta seduta su una riva del lago Lemano ed in quello specchio d'acqua bagna, muovendole molto lentamente, le sue gambe. Come tanti altri paesi elvetici non ha fretta Saint Sulpice, non ha acuti, non ha urla, è uno di quei luoghi in cui ognuno di noi vorrebbe vivere quando sente lo stress prendere il sopravvento. Calma, silenzio, tranquillità e le onde del lago che si accostano pigre alla costa. Invoglia il pensiero Saint Sulpice quando gli occhi si alzano ad osservare l'orizzonte dove si stagliano, fiere, le alte montagne che paiono scrutare lontano e ridere di quelle metropoli, caotiche, di cui il vento porta loro il rumore. E mentre sei intento a scrutare, il pensiero cambia le forme perché ti si apre il respiro e l'ossigeno puro, mischiatosi al sangue, corre veloce e tocca punti del corpo che mai avrebbe sognato di riuscir più a toccare. Saint Sulpice è uno di quei luoghi che riconciglia alla vita e mai penseresti potesse accadere qualcosa di grave, un rapimento ad esempio.

martedì 31 maggio 2011

Livia ed Alessia. Ad Irina hanno detto che non c'è nulla di nuovo, ma le indagini stanno davvero andando avanti?


Cosa c'è di nuovo sul rapimento di Livia ed Alessia? Nulla. E ci meravigliamo di questo? No, francamente proprio no! Il silenzio che aleggia da mesi non è foriero di buone notizie e fa intendere quanto da sempre vado scrivendo, che a Losanna ed in Francia i procuratori passano il loro tempo ai campi di tennis coi loro figli e non a cercare le figlie di madri che non solo ne soffrono la mancanza ma sono costrette, pure, a scontrarsi con l'inefficienza ed il silenzio costante delle istituzioni. Bravi, veramente bravi. Nessuno che parli, nessuno che dica "Sta accadendo qualcosa di nuovo... iniziamo ad indagare". Perché questa già sarebbe una notizia, la prima buona notizia da quando Matthias Schepp, profondo conoscitore dei metodi di indagine elvetici e francesi, ha portato le figlie a persone da lui di certo conosciute e si è allontanato per far credere le avesse gettate in mare. Un giro dell'oca partito da Saint Sulpice e, dopo diversi lanci di dadi, arrivato a Cerignola passando da Montelimar, ridente cittadina francese. Saint Sulpice, Montelimar e Cerignola, avrà pensato lo Schepp, cosa mai ci capiranno questi!

giovedì 19 maggio 2011

Livia ed Alessia. Dire le indagini continuano in silenzio è come dire trovatevele voi Livia ed Alessia

Settimane su settimane, presto saranno mesi su mesi, che di Livia ed Alessia non ravviva il ricordo nessun giornale, nessuna rete televisiva. Ultimamente due macchioline nell'auto di Matthias Schepp hanno costretto chi pubblica ad inserire due righe, un piccolo trafiletto per dire le solite cose inconcludenti ed allarmistiche. Praticamente s'è detto che le tracce verranno analizzate per capire se possano essere mischiate con elementi tossici. Insomma, si ha ancora la convinzione, sotterraneamente è questa la linea che da sempre lavora a pieno regime, siano morte. Per il resto "Chi l'ha Visto" è stato l'unico programma che ha dedicato quindici minuti alle gemelline; gli altri kaput, tutti morti. E pensare che quando la notizia tirava ascolti e lettori migliaia di articoli uscivano ogni giorno, ogni minuto, tutti facevano a gara per conquistarsi ampie fette di pubblico. Niente di anormale per carità, è la legge ipocrita del mercato dei media che pretende si faccia in questa maniera. Tutti vogliono bene a tutti quando c'è da stare sull'informazione del momento, quando c'è da guadagnarci, quando c'è un ritorno. Tutti amano, tutti coccolano, tutti lacrimano commozione.

martedì 10 maggio 2011

Livia ed Alessia. Chissà dove sono e come sta la loro mamma adesso.

Chissà dove sono Livia ed Alessia. Chissà se sono ancora in territorio svizzero, se stanno giocando in riva a un lago canadese o su una spiaggia australiana; forse stanno facendo una traversata in barca a vela e sono  ferme in qualche località dell'America meridionale in attesa di ripartire. Potrebbero anche starsene a pochi chilometri dalla Svizzera, nella Foresta Nera, fra i sorrisi di bionde mamme tedesche, o in qualche bel paesino della Loira coccolate da dolci mani francesi. E non è detto non possano essere in qualche bella isola spagnola o in un piccolo paesino portoghese. Anche il nord della Gran Bretagna sarebbe un luogo giusto. Il Galles, la Scozia, l'Irlanda. Ce ne sono di città che gli uomini del mondo amano proprio perché sconosciute agli uomini del mondo. Tante sono anche negli Stati Uniti d'America. Cosa possono sapere in Colorado o nel Texas di quanto accaduto in Svizzera? Però il posto migliore è sempre il Canada. In fondo certe sue zone hanno somiglianza con la terra in cui aveva scelto di vivere il loro padre, con la Svizzera. Matthias Schepp era canadese e forse nel suo essere interiore amava molto quella nazione. D'altronde anche i canadesi non possono essere informati di quanto avviene in una piccola nazione europea.

giovedì 28 aprile 2011

Livia ed Alessia. Possibile che al 28 Aprile ancora non si sappia se Matthias Schepp avesse dei complici?

Ora si è capito che l'acuto musicato col trombone dal procuratore di Losanna, Pascal Gilliéron, era un canto di cigno che probabilmente cercava di chiudere il cerchio e far tacere i tanti che si lamentavano del suo operato. E se Livia ed Alessia fossero state sepolte a Morges il suo intento sarebbe giunto a compimento tredici giorni fa. Ma a Morges le gemelline non c'erano e ci si aspettava, io perlomeno me lo aspettavo, dopo l'imponente battuta una sorta di indagine, anche piccola piccola, che cercasse di appurare, se mai si potesse fare, dove le piccole siano finite. Questo perché se non sono morte, e dato che non c'è traccia dei loro corpi è molto probabile non lo siano, sono, di logica conseguenza, vive. Ma ad oggi non risulta nulla del genere, come non risulta siano iniziate indagini per appurare eventuali complicità nel duplice sequestro. Ad oggi i polmoni gonfi che due settimane fa soffiavano nel trombone per far sapere ai quattro venti che si stava facendo di tutto, dopo che per due mesi e mezzo s'era fatto di niente, si sono ridotti ad essere piccole camere d'aria non adatte neppure a gonfiare le ruote dei tricicli. Per dirla tutta il trombone mediatico che soffiando la sua aria baldanzosa faceva intendere al mondo quanto si stesse facendo nel cantone vodese ora è stato riposto nuovamente in soffitta fra le scartoffie dei casi mai risolti.

lunedì 18 aprile 2011

Livia ed Alessia. Chi parla per parlare abbia la decenza di tacere

In Italia, ed esattamente nelle trasmissioni televisive pomeridiane, esiste il tuttologo. Il tuttologo è un giornalista, uno psicanalista, uno scrittore, un qualcosa di indefinito che dovrebbe essere informato sugli argomenti per cui viene invitato a parlare nei vari programmi. Se per un qualsiasi motivo non ha una specifica preparazione sulla notizia trattata, prima di parlare dovrebbe informarsi bene altrimenti rischia di portare in video un carico di incertezze. Ma può andare anche da disinformato se la sua intenzione è quella di propinare al pubblico le solite banalità. Il problema gli sorgerà solo se il primo che verrà chiamato a parlare si mostrerà disinformato quanto o peggio di lui. Se al contrario sarà una persona competente, e dirà cose reali e sensate, indirizzerà tutti gli ospiti su una direzione corretta, questo perché capendone la preparazione lo si seguirà nella logica e nei discorsi. Per fare un esempio basta pensare a quando c'è in collegamento l'avvocato Marazzita, o altri di egual valore, che instradano sulle giuste vie la maggioranza degli ospiti di Pomeriggio sul 2. 

sabato 16 aprile 2011

Livia ed Alessia non erano sepolte a Morges. Il sorriso di Irina indica che il suo cuore ha ripreso a battere (video)


Le ricerche effettuate a Morges hanno stabilito che Livia ed Alessia non sono state sepolte in quella località, località che Matthias Schepp conosceva molto bene e che aveva in sé molte delle caratteristiche "tipo" che potevano farla ritenere il luogo giusto per una sepoltura. Due giorni di ricerca, 140 volontari della protezione civile svizzera, un nugolo di poliziotti che andava di casa in casa, diverse unità cinofili, con tredici cani al seguito, ed una unità di ricerca subacquea stazionata sul lago intenta a controllarne i fondali con un sonar particolare, hanno sentenziato la non presenza delle bimbe in quella zona. D'altronde le probabilità che ci fossero erano minime, a parer mio, come sono minime quelle di una loro morte. Però, per non lasciare nulla di aperto, era giusto cercarle e sarà giusto cercarle ancora.

venerdì 15 aprile 2011

Livia ed Alessia. La Svizzera si mobilita in massa per cercare i loro corpi, dopo questo atto dovuto speriamo facciano anche indagini per trovarle vive

Una segnalazione del 6 Aprile ha smosso qualcosa all'interno degli ambienti investigativi elvetici. L'ha smosso al punto tale da portarli ad organizzare un'enorme battuta alla ricerca dei corpi di Livia ed Alessia. Tutto è partito il sei di Aprile quando un uomo si è presentato alla Polizia cantonale dichiarando che, dopo aver visto la replica di un programma televisivo francese che parlava della scomparsa delle bimbe, prima nessuna informazione sul rapimento gli era arrivata e ciò dimostra quanto serva continuare a parlare degli scomparsi, si era ricordato di aver notato una persona che trascinava una grossa valigia con le ruote, e questo era avvenuto proprio la domenica in cui il padre delle gemelline aveva sequestrato le figlie in un orario pomeridiano a ridosso delle 16.00. Non ha riconosciuto il Matthias dalle foto segnaletiche ma ha dichiarato che l'auto di quella persona, lasciata su una strada sterrata in localita Boiron, tra Morges e Saint-Prex, era una station wagon compatibile con quella dello Schepp. La scena gli è risultata strana ed insolita perché il signore con la valigia dalla spiaggetta del lago stava andando verso una zona boschiva e poco frequentata.

martedì 12 aprile 2011

Livia ed Alessia. La fiamma della speranza si ravviva nonostante ci sia chi vorrebbe spegnerla

Questo il video che riassume le ultime ricerche di Livia ed Alessia effettuate in un parco svizzero al confine con la Francia da Swissmissing.


Questo il filmato distribuito da Swissmissing che mostra il luogo in cui sulle 16.40 di domenica 30 gennaio è stato visto Matthias Schepp. L'hanno girato loro stessi durante le ricerche di qualche giorno fa, ricerche che hanno interessato tutti gli otto chilometri quadrati del parco. La cosa che si nota subito è quanto sia isolato, così come si nota la zona boschiva accanto alle piste usate da chi fa trekking o da chi va in mountain bike. I volontari, come chiaramente visibile nel video, hanno portato con loro anche una muta di cani addestrati nel riconoscere le tracce molecolari e l'odore dei cadaveri. Quindi, basandosi sulle parole del coordinatore e sul fiuto dei cani, si può dire che la battuta ha appurato che Matthias e le figlie sono di certo state in quel luogo. Altre sì pare sia giusto pure escludere la presenza, almeno nella zona esplorata dai volontari, dei corpi di Livia ed Alessia. E questo è un ottimo risultato in quanto hanno svolto le ricerche anche all'interno del bosco dove, presumibilmente dato che alle cinque di sera della domenica in questione la zona stava per essere avvolta dal buio, c'era la possibilità, anche se remota, che con l'ausilio di una torcia elettrica lo Schepp si fosse addentrato con l'intento di togliere la vita alle proprie figlie e di occultarne i corpi.

domenica 10 aprile 2011

LIvia ed Alessia. S'infittisce di avvistamenti l'ultima domenica svizzera di Matthias Schepp. Ma non bastano

Grazie a Swissmissing, che sta producendo un enorme sforzo nel tentativo di non lasciare nulla di intentato, ora sappiamo che Matthias Schepp domenica 30 gennaio, poco dopo le 16.30, era in una zona frequentata da escursionisti. Un testimone ha raccontato di aver notato l'auto sul ciglio della strada e di averlo visto camminare lungo il percorso assieme alle due figlie. Ha anche detto che l'umore dell'uomo e delle bimbe gli sembrava buono. Il problema, dice il portavoce di Swissmissing, è la scarsa informazione. Quando siamo stati in mezzo agli escursionisti, a chiedere se qualcuno di loro avesse notato il Matthias e le bimbe, ci siamo resi conto che quasi nessuno era al corrente della notizia. Per questo chiediamo ci sia maggiore informazione, abbiamo bisogno di qualcuno che, tramite i mezzi televisivi e comunque mediatici, parli dell'accaduto al maggior numero possibile di persone. Solo così potremo contare su un maggior numero di testimoni.